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	<title>Edizione Dicembre 2017 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Dicembre 2017 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>L’emigrazione oggi &#8211; La mobilità degli Svizzeri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 23:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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	<p class="p1">Francia e Germania in Europa e Stati Uniti sono le mete preferite dagli Svizzeri</p>
<p>La Francia e la Germania in Europa, seguite dagli Stati Uniti, si classificano in testa alle destinazioni preferite dai nostri emigranti. Al di fuori di questi paesi d’emigrazione “classici”, destinazioni come la Thailandia sono pure sempre più richieste. Il sito web del DFAE propone varie guide sull’emigrazione e i soggiorni all’estero nella rubrica “Vivere all’estero”.</p>
<p>A fine agosto 2017, l’Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato le cifre dell’emigrazione degli Svizzeri e delle Svizzere nel 2016. Queste cifre sono integrate nelle statistiche sulla popolazione,  che comprendono anche i movimenti migratori da e verso la Svizzera. La statistica degli Svizzeri all’estero del DFAE informa dal canto suo sul numero di Svizzeri e Svizzere iscritti presso una rappresentanza svizzera all’estero a una data di riferimento. I cambiamenti da un anno all’altro sono dovuti alle iscrizioni e alle radiazioni, alle nascite, ai decessi e alle naturalizzazioni.</p>
<p>In collaborazione con l’UST, il DFAE ha illustrato graficamente le due statistiche, quella sull’emigrazione degli Svizzeri e delle Svizzere (leggenda a destra) e sulla densità degli Svizzeri all’estero (colori dei paesi sulla carta). Una carta d’Europa dettagliata è presentata sul sito web del DFAE, Vivere all’estero, sotto la rubrica Pubblicazioni e statistiche.<br />Le ragioni che spingono gli Svizzeri e le Svizzere ad emigrare sono molteplici e personali: alcuni partono per studiare o lavorare, altri se ne vanno per amore o decidono di andare a trascorrere i loro ultimi anni sotto un clima più caldo. Né la statistica né la visualizzazione possono fornire informazioni su questo genere di decisioni.</p>
<p><strong>Elezioni e votazioni</strong></p>
<p>Gli oggetti della votazione federale sono decisi dal Consiglio federale almeno quattro mesi prima del giorno della votazione.</p>
<p>Date di votazione nel 2018:<br />• 4 marzo<br />• 10 giugno<br />• 23 settembre<br />• 25 novembre</p>
<p>Tutte le informazioni sui progetti (spiegazioni del Consiglio federale, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch/votazioni.</p>
<p><strong>Iniziative popolari</strong></p>
<p>Le iniziative popolari federali seguenti sono state lanciate prima della chiusura della redazione. (Il termine impartito per raccogliere le firme è indicato tra parentesi).<br />• “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso” (03.04.2019)<br />• “Assicurazione malattia. Per la libertà organizzativa cantonale” (03.04.2019)<br />• “Sgravare i salari, tassare equamente il capitale” (03.04.2019)<br />• “Per un Parlamento indipendente dalle casse malati” (03.04.2019)</p>
<p>La lista delle iniziative popolari attuali è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Attualita &gt; Elezioni e votazioni &gt; Iniziative in sospeso.</p>
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		<title>Il 95° Congresso annuale a Basilea</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-95-congresso-annuale-a-basilea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 22:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Berset-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sul tema “Svizzeri in patria e all’estero: un mondo!” Il nuovo Consiglio degli Svizzeri all’estero si è tenuto in agosto a Basilea. Svizzeri dal mondo intero sono venuti ad assistere al congresso annuale, che verteva sul tema “Svizzeri in Svizzera e all’estero: un mondo!”.I 116 membri del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) appena eletti si</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Berset-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1150"  class="panel-layout" ><div id="pg-1150-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1150-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1150-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Sul tema “Svizzeri in patria e all’estero: un mondo!”</p>
<p>Il nuovo Consiglio degli Svizzeri all’estero si è tenuto in agosto a Basilea. Svizzeri dal mondo intero sono venuti ad assistere al congresso annuale, che verteva sul tema “Svizzeri in Svizzera e all’estero: un mondo!”.<br />I 116 membri del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) appena eletti si sono riuniti il 17 ottobre a Basilea per la prima seduta del loro mandato. Essi hanno eletti i consiglieri nazionali Laurent Wehrli (PLR/VD) e Claudio Zanetti (UDC/ZH) come nuovi membri dell’interno del comitato dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) e confermato il presidente Remo Gysin nelle sue funzioni.</p>
<p>La seduta si è svolta nel municipio di Basilea e ha discusso soprattutto della discriminazione degli Svizzeri all’estero da parte delle banche svizzere. Roland Büchel, membro del comitato dell’OSE e consigliere nazionale UDC, ha concluso le discussioni in questi termini: “Dobbiamo mantenere la pressione anche sul Consiglio federale”. Si è parlato anche dell’AVS, la cui riforma era sottoposta al voto il 24 settembre. I delegati hanno tenuto a parlare della “Previdenza vecchiaia 2020”, anche se questo tema non era all’ordine del giorno. Essi hanno deciso di sostenere questa riforma con 80 voti contro 22 e alcune astensioni.</p>
<p>La “Previdenza vecchiaia 2020” è stata pure l’argomento il giorno dopo del congresso annuale degli Svizzeri all’estero nel Congress Center di Basilea. Nel suo discorso d’apertura, il consigliere federale Alain Berset ha dichiarato: “La riforma permetterà di garantire ai nostri pensionati di mantenere il livello delle rendite e di adeguare la previdenza vecchiaia ai bisogni attuali”. Questo progetto, come sappiamo, è stato respinto in votazione popolare un mese dopo. <br />Dopo il consigliere federale, parecchi partecipanti si sono espressi a proposito del tema “Svizzeri in Svizzera e all’estero: un mondo!”. Thomas Milic, dell’istituto di ricerca Sotomo, ha analizzato il comportamento degli Svizzeri in Svizzera e all’estero in occasione delle votazioni e elezioni. Egli conclude che il loro profilo di voto è globalmente simile, ma che esistono differenze su alcuni casi concreti. Gli Svizzeri emigrati sono per esempio meno preoccupati dalla crisi dei rifugiati rispetto agli Svizzeri, ma molto più dai rapporti fra la Svizzera e l’Europa. Dato che sei Svizzeri all’estero su dieci vivono in Europa, molti di loro sono direttamente interessati da questo tema.</p>
<p>Gli interventi sono stati seguiti da una tavola rotonda durante la quale i partecipanti hanno sottolineato fino a che punto i concittadini all’estero sono una carta importante per gli Svizzeri. Pascale Baeriswyl, segretaria di Stato del DFAE ha dichiarato che: “Gli Svizzeri e le Svizzere all’estero sono in una certa misura i nostri ambasciatori all’estero e noi siamo loro molto riconoscenti”.</p>
<p>Marko Lehtinen</p>
<p><strong>Il consigliere federale Alain Berset ha parlato dei problemi dell’AVS.</strong></p>
<p>Per Remo Gysin, presidente dell’OSE anche le assicurazioni pongono qualche problema. “Vogliamo che venga ridotto il periodo dell’assicurazione precedente per le persone che emigrano temporaneamente in uno Stato dell’UE o dell’AELS”.</p>
<p>Responsabile delle pagine ufficiali del DFAE:<br />Simone Flubacher, <br />Relazioni con gli Svizzeri all’estero, <br />Effingerstrasse 27, CH-3003 Berna<br />Telefono: +41800247365 +41584653333<br />www.eda.admin.ch<br />e-mail: Helpline@eda.admin.ch</p>
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		<item>
		<title>Alcune banche hanno cominciato a reagire alle pressioni dell’OSE</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/alcune-banche-hanno-cominciato-a-reagire-alle-pressioni-dellose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 22:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Remo_Gysi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’OSE difende gli Svizzeri all’estero in difficoltà nell’aprire un conto bancario in Svizzera L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) difende gli interessi degli emigranti svizzeri. Remo Gysin, il suo presidente, spiega che l’OSE si sta attualmente battendo contro le banche che complicano le aperture dei conti per gli Svizzeri all’estero, o le rendono perfino impossibili. Le</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Remo_Gysi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1145"  class="panel-layout" ><div id="pg-1145-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1145-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1145-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>L’OSE difende gli Svizzeri all’estero in difficoltà nell’aprire un conto bancario in Svizzera</p>
<p>L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) difende gli interessi degli emigranti svizzeri. Remo Gysin, il suo presidente, spiega che l’OSE si sta attualmente battendo contro le banche che complicano le aperture dei conti per gli Svizzeri all’estero, o le rendono perfino impossibili. Le assicurazioni e il voto elettronico sono altri temi sensibili.</p>
<p>Intervista: Signor Gysin, l’atteggiamento delle banche svizzere verso i loro clienti emigrati è il tema che suscita attualmente il maggior scontento presso gli Svizzeri all’estero. Aprire un conto è per loro molto difficile, perfino impossibile, ed alcune banche non forniscono più le carte di credito.<br />Sì, questa situazione è inammissibile. Clienti di lunga data all’estero vedono i loro conti chiusi, le banche sospendono semplicemente i rapporti. Inoltre, quasi tutte le banche impongono agli Svizzeri all’estero spese  esorbitanti, che esse non giustificano con un lavoro amministrativo supplementare. D’altro canto, esse esigono depositi minimi indecenti, in occasione dell’apertura di un conto. La Banca cantonale di Zurigo chiede per esempio 100’000 franchi agli Svizzeri residenti all’estero.</p>
<p>Che cosa può fare l’OSE?<br />Noi cerchiamo di stabilire un contatto diretto con le banche. Attiriamo la loro attenzione  su questo problema da parecchi anni e alcune di esse hanno cominciato a reagire. La Banca Cler ad esempio ha lasciato capire che sarebbe disposta a rivolgersi verso gli Svizzeri all’estero in Europa. È già un primo passo. Noi esercitiamo anche una forte pressione sulle banche di importanza sistemica, incaricate di una missione di servizio pubblico, nonché sulle banche cantonali.</p>
<p>Le cose cominciano anche a muoversi in Parlamento. Questo lascia un po’ di speranza?<br />Sicuramente. Roland Büchel e Filippo Lombardi, due consiglieri nazionali che siedono nel comitato dell’OSE, sono intervenuti in proposito. Essi hanno preso di mira le banche di importanza sistemica, che sono tenute a garantire a tutti gli Svizzeri e a tutte le Svizzere la possibilità di aprire un conto, anche se risiedono all’estero. Questi interventi hanno veramente fatto muovere le cose in Parlamento. In Consiglio nazionale, in particolare, la politica bancaria sta avviandosi veramente su una nuova strada. Parecchi consiglieri ancora contrari a questi interventi in primavera, hanno in seguito cambiato d’opinione. Recentemente, il Consiglio nazionale ha trasmesso alla Commissione di politica estera una mozione che esige che PostFinance riservi agli Svizzeri all’estero lo stesso trattamento che riserva agli Svizzeri in patria. Siamo fiduciosi.</p>
<p>È realistico attendersi dalle banche che garantiscano un trattamento equo agli Svizzeri all’estero?<br />È un’ambizione che non sarà forse mai completamente soddisfatta. Ma noi abbiamo esigenze concrete: vogliamo che tutti gli Svizzeri e le Svizzere possano aprire un conto e che le spese e i depositi minimi siano appropriati e non svantaggiosi per gli emigrati.</p>
<p>La previdenza vecchiaia è un altro tema che causa difficoltà a un buon numero di Svizzeri all’estero. Molti di loro vivono e lavorano durante anni all’estero e, quando vogliono tornare in Svizzera una volta pensionati, devono improvvisamente far fronte a immensi problemi dovuti a lacune dei contributi e ad altri ostacoli imprevisti.<br />È un problema importante. Per questo l’OSE chiede un accesso semplificato all’AVS facoltativa. Noi vogliamo che il periodo precedente l’assicurazione di cinque anni per le persone che emigrano temporaneamente in uno Stato membro dell’UE o dell’AELS  sia ridotto, allo scopo di limitare le difficoltà nel ritorno in Svizzera. Per quanto concerne l’AVS, ci dispiace che il popolo abbia respinto il 24 settembre la riforma della previdenza vecchiaia, poiché presentava anche taluni vantaggi per gli emigrati.</p>
<p>L’assicurazione malattia può anche essere un problema per gli Svizzeri all’estero?<br />Sì, per questo raccomandiamo a tutti gli svizzeri all’estero di regolare le questioni dell’assicurazione malattia prima della loro partenza dalla Svizzera. Ogni persona che si stabilisce in un paese al di fuori dell’UE/AELS perde automaticamente la protezione dell’assicurazione di base e deve ricorrere a una soluzione privata. Questo pone spesso problemi. La maggior parte delle volte, sottoscrivere un’assicurazione malattia all’estero è una procedura costosa e complicata. Inoltre, questa copertura non è sempre efficace in caso di malattia.</p>
<p>Il voto elettronico è un altro argomento che torna regolarmente alla ribalta. A che punto siamo oggi?<br />L’OSE difende attivamente il voto elettronico e la Confederazione si sforza di introdurlo su tutto il territorio nell’ambito della sua strategia di digitalizzazione. Benché non siano attualmente obbligati, sempre più cantoni adottano questo procedimento, come ha recentemente fatto anche Friburgo. Il voto elettronico progredisce lentamente.</p>
<p>Un ultimo tema: lei parla regolarmente della mobilità degli emigrati. Perché questo è un soggetto per gli Svizzeri all’estero? Non siamo mai stati così connessi al mondo e mobili quanto oggi. Si può attraversare la metà del globo in aereo per 100 franchi. Che cosa volete promuovere in questo settore?<br />Gli Svizzeri all’estero fanno sempre più frequentemente andata e ritorno. Essi vanno e ritornano in Svizzera, poi ripartono. Mentre prima, in generale, espatriavano una volta e non tornavano più. La missione dell’OSE è quella di vegliare anche questa aumentata mobilità non comporti una rottura maggiore, sia in termini di diritti politici, sia di conti bancari o di assicurazioni. Oggi, alcuni ostacoli amministrativi sono una barriera contro la mobilità degli Svizzeri, sia che si tratti del certificato di vita che si è obbligati a presentare, sia ancora dell’AVS e delle sue lacune. Noi vogliamo che gli Svizzeri possano essere mobili, senza essere frenati da questo tipo di difficoltà. La mobilità è infatti libertà.</p>
<p>Marko Lehtinen</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/alcune-banche-hanno-cominciato-a-reagire-alle-pressioni-dellose/">Alcune banche hanno cominciato a reagire alle pressioni dell’OSE</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Iscriviti ora per approfittare delle offerte dell’OSE per i giovani!</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/iscriviti-ora-per-approfittare-delle-offerte-dellose-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 22:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/ASO-Jugenddienst-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Perché vale la pena di partecipare a uno dei campi dell’OSE per i giovani? Se non hai mai partecipato a un campo invernale del servizio dei giovani, hai perso qualcosa di importante! Durante dieci giorni, nel cuore delle montagne svizzere, giovani Svizzeri all’estero del mondo intero vivono sotto lo stesso tetto e condividono momenti di</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/iscriviti-ora-per-approfittare-delle-offerte-dellose-per-i-giovani/">Iscriviti ora per approfittare delle offerte dell’OSE per i giovani!</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/ASO-Jugenddienst-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1137"  class="panel-layout" ><div id="pg-1137-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1137-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1137-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Perché vale la pena di partecipare a uno dei campi dell’OSE per i giovani?</p>
<p>Se non hai mai partecipato a un campo invernale del servizio dei giovani, hai perso qualcosa di importante! Durante dieci giorni, nel cuore delle montagne svizzere, giovani Svizzeri all’estero del mondo intero vivono sotto lo stesso tetto e condividono momenti di piacere sulle piste di sci e nei foyer. Fai la conoscenza di nuove persone.<br />Il vostro punto comune? La Svizzera. Noi monitori di sci e di snowboard ti mostriamo le ultime tecniche o di insegniamo semplicemente la pratica di questi sport. È un’esperienza unica e fantastica. Il programma propone attività divertenti e piacevoli. Un “party” accompagna ogni volta uno di questi campi.</p>
<p><strong>Alla scoperta della Svizzera (due settimane – possibile in ogni momento)<br /></strong>Oltre ai campi invernali proponiamo anche di scoprire la Svizzera da soli. Organizziamo il soggiorno in una famiglia ospitante simpatica ed elaboriamo un programma in funzione dei tuoi centri di interesse. Ogni giorno parti alla scoperta di un nuovo sito e visiti luoghi turistici e altri luoghi meno conosciuti. Con lo Swiss Travel Pass personale, puoi viaggiare in treno, bus, tram o battello e visitare i musei.</p>
<p><strong>Campi estivi 2018 – Apertura delle iscrizioni</strong><br />I preparativi dei campi estivi sono in corso. Le informazioni sui programmi e i luoghi dei campi per la stagione 2018 saranno disponibili a partire dal 1º gennaio 2018.<br />Informazioni e iscrizione: www.aso.ch oppure www.swisscommunity.org</p>
<p><strong>Restano ancora posti liberi nei seguenti campi invernali:</strong><br />• Campo di Capodanno alle Diablerets (VD) a partire dai 15 anni (27.12.2017 – 5.1.2018)<br />• Campo invernale a Saas-Grund (VS) per giovani adulti a partire dai 18 anni (27.12.2017 – 5.1.2018)<br />• Corso di tedesco (principianti fino a B1) a Lucerna (8.1. – 19.1.2018)</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />Fondazione per i giovani svizzeri <br />all’estero (FGSE)<br />Tel. +41 31 356 61 16<br />Fax: +41 31 356 61 01<br />info@sjas.ch, www.sjas.ch</p>
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		<title>Il servizio militare volontario in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-servizio-militare-volontario-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 22:32:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I consigli dell’OSE Fino a che età posso effettuare il mio servizio militare volontario in Svizzera? Al più tardi fino all’anno nel corso del quale compi i 24 anni. Gli Svizzeri all’estero che vogliono effettuare il servizio militare volontario devono iscriversi presso la rappresentanza competente. Il regolamento si effettua per principio durante il diciannovesimo anno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1133"  class="panel-layout" ><div id="pg-1133-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1133-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1133-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>I consigli dell’OSE</p>
<p>Fino a che età posso effettuare il mio servizio militare volontario in Svizzera?</p>
<p>Al più tardi fino all’anno nel corso del quale compi i 24 anni. Gli Svizzeri all’estero che vogliono effettuare il servizio militare volontario devono iscriversi presso la rappresentanza competente. Il regolamento si effettua per principio durante il diciannovesimo anno a seguito di una procedura particolare. In casi eccezionali, debitamente motivati, una domanda di reclutamento anticipata può essere inoltrata. In ogni caso si raccomanda di prendere contatto per tempo con la rappresentanza competente. Il libretto di servizio viene allestito dalle autorità svizzere.</p>
<p>Il servizio giuridico dell’OSE fornisce informazioni generali sul diritto svizzero nei settori che toccano specificatamente gli Svizzeri all’estero. Esso non offre informazioni sul diritto svizzero e non interviene in caso di contenziosi che oppongano parti private.</p>
<p>Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE)<br />Alpenstrasse 26<br />CH-3006 Berna<br />Tel. +41 31 356 61 00<br />Fax +41 31 356 61 01<br />info@aso.ch<br />www.aso.ch<br />www.revue.ch<br />www.swisscommunity.org</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-servizio-militare-volontario-in-svizzera/">Il servizio militare volontario in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>educationsuisse: formazione e prime esperienze professionali in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/educationsuisse-formazione-e-prime-esperienze-professionali-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 22:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="37" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/10/educationsuisselogo-150x37.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La Svizzera garantisce una formazione professionale e studi universitari di grande qualità Formarsi in Svizzera garantisce una formazione professionale e studi universitari di grande qualità. educationsuisse informa i giovani Svizzeri e le giovani Svizzere sul tema della formazione in Svizzera e propone prestazioni specifiche.Informazioni sulle varie possibilità di formazione Come è organizzato il sistema di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="37" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/10/educationsuisselogo-150x37.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1127"  class="panel-layout" ><div id="pg-1127-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1127-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1127-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La Svizzera garantisce una formazione professionale e studi universitari di grande qualità</p>
<p>Formarsi in Svizzera garantisce una formazione professionale e studi universitari di grande qualità. educationsuisse informa i giovani Svizzeri e le giovani Svizzere sul tema della formazione in Svizzera e propone prestazioni specifiche.<br />Informazioni sulle varie possibilità di formazione</p>
<p>Come è organizzato il sistema di formazione? Viene data la precedenza a una formazione accademica in un’università o in un’alta scuola specializzata oppure a un tirocinio professionale?</p>
<p>Informazioni su questioni specifiche<br />Quali sono le competenze linguistiche e la formazione richiesta? Come organizzare il mio soggiorno in Svizzera?</p>
<p>Consulenza personalizzata<br />Nell’ambito di un colloquio personalizzato, vengono discusse e chiarite varie questioni. Qual è la formazione più appropriata per me? Congiuntamente a un accompagnamento basato sugli studi e l’orientamento professionale, i desideri corrispondenti del giovane sono evocati e analizzati.</p>
<p>Consulenza sulle borse e seguito del dossier<br />È possibile beneficiare di una borsa pubblica (del cantone d’origine) o di un’indennità di formazione di un fondo privato di educationsuisse?</p>
<p>Lavorare come assistente linguistico in Svizzera<br />Uno stage è un’occasione ideale per fare una prima esperienza professionale durante o dopo la formazione. Nell’ambito dei suoi programmi “Assistance linguistique”, l’agenzia nazionale Movetia sistema i giovani studenti dell’estero come assistenti linguistici in ginnasi e scuole professionali svizzere. In quanto Native Speakers, essi arricchiscono il corso e presentano alcuni aspetti culturali del loro paese di residenza. L’offerta si rivolge agli studenti e alle studentesse, ai giovani diplomati e diplomate svizzeri (e) delle università, delle alte scuole specializzate o delle alte scuole pedagogiche in Svizzera, nati all’estero o che abbiano trascorso la loro infanzia a partire da 4 anni all’estero e abbiano per lingua materna l’inglese, il tedesco, il francese, lo spagnolo o l’italiano. Lo stage retribuito dura da settembre 2018 a giugno 2019 circa. Il termine d’iscrizione parte da oggi fino a marzo 2018. </p>
<p>Per ottenere informazioni dettagliate vogliate rivolgervi direttamente a educationsuisse. Le nostre collaboratrici parlano francese, tedesco, inglese, italiano e spagnolo.</p>
<p>www.educationsuisse.ch<br />https://www.movetia.ch</p>
<p>educationsuisse<br />Tel. +41 31 356 61 04<br />Fax +41 31 356 61 01<br />info@educationsuisse.ch<br />www.educationsuisse.ch</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/educationsuisse-formazione-e-prime-esperienze-professionali-in-svizzera/">educationsuisse: formazione e prime esperienze professionali in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un’eccellenza: la pipa calabrese, sinonimo di raffinatezza ed eleganza</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/un-eccellenza-la-pipa-calabrese-sinonimo-di-raffinatezza-ed-eleganza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 22:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Calabria-Pipa-Calabrese-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In vista del prossimo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia in Calabria La Calabria ha una ricca tradizione di artiginato con un elenco lungo, tra cui giare e brocche in terracotta, ceramiche artistiche,  sedie impagliate,  lavorazione di tessuto come sete, damaschi, pizzi e merletti, strumenti musicali come liuti, violini, arpe, mandolini e chitarre realizzati da</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-eccellenza-la-pipa-calabrese-sinonimo-di-raffinatezza-ed-eleganza/">Un’eccellenza: la pipa calabrese, sinonimo di raffinatezza ed eleganza</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Calabria-Pipa-Calabrese-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1122"  class="panel-layout" ><div id="pg-1122-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1122-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1122-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>In vista del prossimo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia in Calabria</p>
<p>La Calabria ha una ricca tradizione di artiginato con un elenco lungo, tra cui giare e brocche in terracotta, ceramiche artistiche,  sedie impagliate,  lavorazione di tessuto come sete, damaschi, pizzi e merletti, strumenti musicali come liuti, violini, arpe, mandolini e chitarre realizzati da liutai secondo le originali tecniche del Settecento, oppure gli zufoli in canna costruiti a San Luca e Plati, in provincia di Reggio Calabria, oggetti di vimine e paglia, gioielli preziosi e tant’altro ancora. </p>
<p>Ma oggi voglio raccontarvi di un’altra chicca di questo territorio: la pipa. <br />Le pipe calabresi (nella foto) risultano al primo posto nelle collezioni degli amatori e ricercatori più illustri, sia per le loro qualità funzionali che estetiche. </p>
<p>Per la materia prima ci pensano i boschi calabresi. Le pipe migliori sono in radica di noce, si usa infatti una protuberanza della radice della pianta Erica Arborea detta “ciocco”, che, prima di essere utilizzato, viene fatto stagionare per 30 mesi e più. Questa lunga stagionatura infonde al tabacco un gusto particolare ed unico. Per la precisione il “ciocco” calabrese ha basso contenuto di tannini, che sono i principali responsabili del sapore aspro ed amaro che si percepisce fumando certe pipe. Per questo motivo la pipa calabrese dà un sapore al tabacco che nessun’altra pipa riesce a dare.</p>
<p>Il marchio CARLINO con sede a Mandatoriccio, Cosenza, ha una lunga tradizione di ben 3 generazioni. Nasce e si compone soprattutto di esperti e specialisti abbozzatori di radica, maestri del taglio: i cosiddetti segantini. L’azienda fu costituita nel 1931 dai fratelli Luigi ed Arturo Carlino. Nel 1964 la gestione dell’azienda passa a Vito Carlino, figlio di Arturo, che rinnova e continua la tradizione fondando il marchio CALABRIA PIPE di Vito Carlino, ad oggi considerato uno dei migliori professionisti nel settore. Lo stesso produce abbozzi e placche di altissimo livello, destinate anche ad una clientela molto esigente, sempre alla ricerca di venature eccellenti e tagli particolari, offrendo pezzi di elevata qualità.<br />Oggi, l’azienda è condotta in terza generazione da Carlo Carlino, che segue  le orme del padre e del nonno con la stessa passione e bravura.</p>
<p>Le fasi del processo di lavorazione sono:<br />Taglio: secondo un metodo tradizionale che nel corso degli anni non ha subito nessuna evoluzione. Avviene manualmente per mezzo di lame circolari, ottenendo le abbozze.</p>
<p>Bollitura: i pezzi vengono posti giornalmente in ammollo e successivamente  riposti in delle vasche di rame piene d’acqua e bolliti per circa 18 ore ad una temperatura costante di 100 gradi. </p>
<p>Essicazione e stagionatura: il giorno successivo al completamento della bollitura, tutti i pezzi vengono prelevati dalle caldaie, assicurandosi che nel raffreddamento l’acqua abbia raggiunto la temperatura di circa 25 gradi, da evitare notevoli sbalzi con la temperatura esterna; poi trasferiti nelle camere essiccatoi, coperti per circa 90 giorni.</p>
<p>Durante la fase di stagionatura i pezzi di radica vengono continuamente trasferiti da una scaffalatura ad un’altra; consentendo di far cadere la muffa e allo stesso tempo per rendere più omogenea possibile l’essiccazione di ogni singolo pezzo.<br />Dopo circa 30 mesi di stagionatura naturale, tutti i pezzi vengono selezionati in più di 20 misure differenti, utilizzando criteri e strumenti di misura molto antichi, ma estremamente efficaci.</p>
<p>Realizzazione: una parte degli abbozzi viene destinata alla produzione di pipe in larga scala per realizzare modelli specifici e da sempre ricercati come i modelli billiard, lovat, pot, prince, e tanti altri ancora; la rimanente parte degli abbozzi e le placche vengono, invece, lavorati interamente e rigorosamente a mano, dando vita a capolavori unici, inimitabili e di grande prestigio.</p>
<p>Le rifiniture delle pipe, infine, avvengono mediante l’utilizzo di carte abrasive di diverse grane, colorazioni e lucidature a cera carnaupe.<br />Ogni pipa subisce un processo di lavorazione di più di 100 passaggi manuali, e porta con se la bellezza e la sapienza di una lavorazione artigianale unica!<br />È un lavoro appassionante e delicato e costituisce una delle voci più importanti per la commercializzazione nei mercati nazionale ed internazionali.</p>
<p>Maja Domanico-Held</p>
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		<title>Le pensioni trattenute in Svizzera e la fiscalità applicata in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/le-pensioni-trattenute-in-svizzera-e-la-fiscalita-applicata-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVS/AI Assicurazioni Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/assicurazioni-sociali-AVS-AI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Meglio farle accreditare su un conto corrente in Italia Gentilissimi membri della redazione, sono un italiano con doppia cittadinanza (I/CH). Il 1º gennaio 2017 mi sono trasferito definitivamente in Italia. La pensione svizzera (AVS) mi viene versata su un conto svizzero come pure il 2º pilastro che mi viene versato dal comune svizzero dove ho lavorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/le-pensioni-trattenute-in-svizzera-e-la-fiscalita-applicata-in-italia/">Le pensioni trattenute in Svizzera e la fiscalità applicata in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/assicurazioni-sociali-AVS-AI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1119"  class="panel-layout" ><div id="pg-1119-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1119-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1119-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Meglio farle accreditare su un conto corrente in Italia</p>
<p>Gentilissimi membri della redazione, <br />sono un italiano con doppia cittadinanza (I/CH). Il 1º gennaio 2017 mi sono trasferito definitivamente in Italia. La pensione svizzera (AVS) mi viene versata su un conto svizzero come pure il 2º pilastro che mi viene versato dal comune svizzero dove ho lavorato. Ho chiesto informazioni sul da farsi, ma le risposte sono sempre molto scordanti. Potreste dirmi cosa fare con le autorità italiane, agenzia delle entrate in particolare?<br />Inoltre mi farebbe piacere sapere che tipo di tassazione mi verrà applicata? <br />Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.<br />R.</p>
<p>Risposta<br />Caro lettore,<br />Le sconsiglio assolutamente, per i motivi che spiegherò dopo, di farsi accreditare le due pensioni su un conto corrente svizzero, ma di farle accreditare su un conto corrente a Suo nome in Italia, e questo immediatamente.</p>
<p>La tassazione è la seguente:<br />– AVS: Se accreditata su un conto corrente italiano, la banca incaricata del trasferimento trattiene il 5% quale imposta cedolare secca (vuol dire definitiva e senza obbligo di dover includere questo introito in una dichiarazione fiscale italiana).<br />– Pensione del suo comune: Se Lei fa trasferire questa pensione in Italia, la cassa pensione del suo comune tratterrà un’imposta svizzera alla fonte, e Lei non dovrà dichiarare nemmeno questo introito in Italia (per i lettori della Gazzetta: Se la pensione del 2° pilastro viene invece versata da un datore di lavoro privato, questo versa il lordo, e la pensione dovrà essere dichiarata al fisco italiano).<br />Invece Lei dovrà dichiarare al fisco italiano ogni anno, a partire dalla primavera del 2018, tutti i Suoi beni in Svizzera (conti correnti, immobili ecc). La mancata dichiarazione di questi comporta sanzioni molto pesanti. Per far ciò, si dovrà avvalere di un fiscalista esperto in materia. Egli potrà anche valutare che cosa fare per le pensioni fatte accreditare sul Suo conto in Svizzera finora. Farsi accreditate le pensioni su un conto estero complica moltissimo la Sua dichiarazione in Italia e aumenta il costo (certo del consulente, eventuale anche sull’AVS). Sul numero di luglio 2017 della Gazzetta Svizzera (pagine 2/3) può leggere di più su un caso di una persona che si è fatta accreditare l’AVS in Svizzera (www.gazzettasvizzera.org/Edizioni).</p>
<p>Infine, visto il costo del consulente e le complicazioni, Lei valuterà anche se Le conviene lasciare denaro in banca in Svizzera.<br />Aspetto l’invio della ricevuta del Suo contributo e spero che Lei continuerà ad essere lettore e sostenitore della Gazzetta.</p>
<p>Cordiali saluti.<br />Robert Engeler</p>
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		<title>Nuovi strumenti giuridici in Svizzera per la tutela in caso di infermità</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/nuovi-strumenti-giuridici-in-svizzera-per-la-tutela-in-caso-di-infermita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Il Mandato Precauzionale – Cos’e’? Egregio Avvocato Wiget,dopo tanti anni che la seguo mi permetto anche io di formularle un quesito che spero sia di interesse e venga quindi da lei esaminato e pubblicato in un prossimo numero della Gazzetta Svizzera, che io peraltro leggo regolarmente (anche se a volte, glielo devo dire, è un</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/nuovi-strumenti-giuridici-in-svizzera-per-la-tutela-in-caso-di-infermita/">Nuovi strumenti giuridici in Svizzera per la tutela in caso di infermità</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-1114"  class="panel-layout" ><div id="pg-1114-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1114-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1114-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il Mandato Precauzionale – Cos’e’?</p>
<p>Egregio Avvocato Wiget,<br />dopo tanti anni che la seguo mi permetto anche io di formularle un quesito che spero sia di interesse e venga quindi da lei esaminato e pubblicato in un prossimo numero della Gazzetta Svizzera, che io peraltro leggo regolarmente (anche se a volte, glielo devo dire, è un po’ complicato capire proprio tutto).<br />Si tratta di questo. Mio padre, che oramai si è ritirato dopo la pensione in Svizzera dopo aver vissuto tanti anni in Italia, mi ha detto recentemente di voler firmare un mandato “precauzionale” a mio favore. <br />Gli ho chiesto di cosa si trattasse di preciso, perché non ne avevo mai sentito parlare prima.<br />Mi ha spiegato che vuole andare dal Notaio in Svizzera per firmare “una carta speciale” cosicchè nel caso gli succedesse qualcosa io potrei occuparmi a pieno titolo delle sue cose ed anche accedere ai conti correnti in banca. Ha aggiunto che ne ha sentito parlare da altri suoi conoscenti e che in Svizzera si fa così.<br />Sinceramente sono rimasta un po’ sorpresa. In realtà sapevo che non si potessero più rilasciare delle procure valide anche dopo la morte delle persone. <br />Purtroppo però mio padre non è stato molto chiaro ed alle mie domande non ha saputo dare risposte, se non generiche. Mi sono preoccupata e ho chiesto allora ad un Notaio mio amico ed in effetti mi ha confermato che almeno in Italia è così ma nulla di più ha saputo dirmi della Svizzera.<br />Ora chiedo a lei che è grande esperto di diritto svizzero se può sciogliere i miei dubbi e tranquillizzarmi sul fatto che mio papà, facendo come sempre di testa sua, non si stia ficcando in un qualche guaio, o che non finisca per mettere nei guai me.<br />Di cosa si tratta veramente? E’ vero che questo mandato di fronte ad un Notaio sarà valido in caso di successione? La ringrazio se vorrà dare attenzione a questa mia e la saluto con cordialità.<br />(G.R.W. – Roma)</p>
<p><strong>Risposta</strong></p>
<p>Cara Lettrice,<br />grazie della Sua missiva, e noto che ultimamente si stanno intensificando le richieste di chiarimenti e notizie in materia ereditaria.<br />Questo può essere il risultato dell’accresciuto interesse a seguito delle notizie sulla nuova disciplina europea in materia di successioni del 2015 e delle utili conferenze organizzate anche dalla nostra Società Svizzera di Milano, ma forse anche della curva di natalità (anzi forse di mortalità, toccando ferro) per cui più ci avviciniamo alla data fatale, più tutti noi ci preoccupiamo delle questioni successorie.<br />Scherzi a parte, devo subito fare ammenda con Lei e forse con qualche altro Lettore, se a volte non tutto nella rubrica legale vi risulta chiarissimo. È vero che alcune questioni possono essere particolarmente complicate ma, secondo me, una delle principali funzioni del legale è proprio quella di spiegare in parole semplici concetti complessi. Altrimenti, come dico sempre ai miei collaboratori, sembra che non l’abbia capita sino in fondo nemmeno l’avvocato!<br />Qualcuno, naturalmente, preferisce continuare ad essere criptico ma così si rischia di passare per “l’azzeccagarbugli” di turno di manzoniana memoria.<br />Se, dunque, talvolta non sono riuscito nel mio intento, nonostante l’impegno, spero mi scuserete. Vorrà dire che mi sforzerò ancora di più.<br />Ma veniamo al Suo quesito, anche per risolvere ogni equivoco. Il mandato precauzionale esiste in Svizzera e fa parte di una serie di norme sul rafforzamento dell’autodeterminazione dell’individuo. Cos’è questo mandato precauzionale?</p>
<p><strong>Il mandato in generale</strong><br />Partiamo dal mandato. Il mandato è un contratto che, secondo l’art. 394 del Codice delle Obbligazioni Svizzero (CO), obbliga il mandatario a compiere degli “affari o servigi” su incarico del mandante. Il compenso è dovuto solo se pattuito o se previsto dagli usi. Per quel che qui interessa, il mandato può sempre essere revocato o disdetto da entrambe le parti, salvo l’obbligo di risarcimento del danno all’altra parte in caso di intempestività (art. 404 CO). <br />Il mandato si estingue con la morte, il fallimento o la perdita della capacità civile di una delle due parti, salvo che risulti il contrario per pattuizione o per la natura dell’affare. Inoltre, se la cessazione del mandato pone in pericolo gli interessi del mandante, il mandatario deve provvedere alla continuazione dell’affare fino a che il mandante (o il suo erede o rappresentante) possa provvedervi direttamente (art. 405 CO). <br />Dunque è possibile che esso “sopravviva” allo stesso mandante, e la specifica pattuizione di “ultrattività” del mandato è stata frequente in Svizzera tradizionalmente soprattutto nei rapporti bancari, anche se oggi lo è di meno. In Italia, invece, ciò non è proprio previsto.<br />Ancora, va ricordato che il mandatario opera del tutto legittimamente fin tanto che non venga a conoscenza della causa di cessazione del mandato (art. 406 CO).<br />Diverse sono le figure del mandato previste ma qui ci occuperemo solo della figura particolare che La riguarda. </p>
<p><strong>Il mandato precauzionale</strong><br />Il Codice Civile Svizzero (CCS) prevede agli artt. 360 ss. questa nuova e particolare figura di mandato da poco. Essa, infatti, è relativamente recente ed è stata introdotta solo nel 2013.<br />Oggetto di questo strumento giuridico è quello di provvedere alla cura di una persona o dei suoi interessi patrimoniali e di rappresentarla nei rapporti giuridici. Esso è più ampio della procura ed è stato creato per tutelare il soggetto che divenga “incapace di discernimento”. <br />La capacità di discernimento per il diritto svizzero è considerata quella di agire ragionevolmente, ritenendo che ne siano privi i minori di età o coloro che siano affetti da infermità, debolezza mentale, ebbrezza o stati simili (art. 16 CCS). Essa equivale grosso modo alla capacità di agire nel diritto italiano (art. 2 Cod. Civ.). <br />Tale mandato viene conferito o per atto notarile o in via olografa e ciò significa che deve essere scritto, datato e firmato dal mandante, in previsione che venga a mancare il discernimento. L’atto può anche essere trascritto presso l’ufficio dello stato civile, e ciò proprio per consentire all’autorità di protezione degli adulti di verificare se esiste un mandato precauzionale rilasciato dalla persona divenuta incapace (art. 361 CCS).<br />Come si vede, esso non riguarda il caso “morte”, ma solo l’ipotesi di incapacità. In Italia si farebbe ricorso piuttosto alla nomina di un amministratore di sostegno, che però è una procedura sotto controllo giudiziale, così come la tutela o la curatela, e non meramente privatistica.</p>
<p><strong>Efficacia</strong><br />Il mandato precauzionale, per essere efficace, deve essere anzitutto accettato dal mandatario, ed in caso positivo, egli deve rappresentare il mandante con diligenza ed in ossequio alle norme sul mandato. Il mandatario viene informato dall’autorità, che lo rende edotto degli obblighi previsti dalle norme sul mandato e lo munisce di un documento che certifica i suoi poteri (art. 363 CCS)<br />Il mandato decade, oltre che per revoca del mandatario o per conferimento di un nuovo mandato, anche in caso di conflitto di interessi tra mandante e mandatario. Anche il mandatario può rinunciare con comunicazione scritta all’autorità competente, e in caso di gravi motivi, persino senza preavviso (artt. 362 e 367 CCS).<br />Se poi il mandante recupera la propria capacità di discernimento, il mandato si estingue per legge (art. 369 CCS).</p>
<p><strong>Compenso</strong><br />Il mandato precauzionale può contenere un compenso per il mandatario a carico del mandante ma, ove ciò non sia previsto, l’autorità competente può stabilire un corrispettivo:<br />a) se giustificato dall’estensione dell’incarico e dall’impegno necessario, oppure<br />b) se, di norma, le attività delegate sono prestate a titolo oneroso.<br />In questi casi l’onorario e tutte le spese per esecuzione del mandato saranno interamente a debito del mandante (art. 366 CCS).</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />Come vede non vi è nulla di cui preoccuparsi. <br />Da un lato si tratta di un mezzo con il quale suo papà intende proteggersi da una propria incapacità o malattia debilitante o degenerativa, sia individuando una serie di compiti o di aspetti personali o patrimoniali che lo riguardano, sia scegliendo la persona più adatta a provvedere a tali compiti ed alla sua tutela. Dall’altro lato, anche Lei, in qualità di mandataria, non sarà obbligata se decide di non accettare l’incarico, mentre, se lo fa, potrebbe persino esserle dovuto un compenso per il suo impegno.<br />Mi sembra piuttosto una prova di grande fiducia nei suoi confronti. Il mio consiglio, dunque, è quello di parlarne con suo papà, ed eventualmente recarsi con lo stesso dal notaio per ottenere tutti i chiarimenti del caso. <br />Tenga, infatti, presente che, in mancanza di mandato precauzionale, è prevista la rappresentanza legale del coniuge o del partner registrato (che, se avanti con l’età, può costituire un peso psicologico notevole), e che fra le varie norme introdotte nel 2013 sono previste anche le direttive anticipate del paziente e la rappresentanza in caso di trattamenti medici. Ma di queste parleremo magari un’altra volta.  <br />Spero ora sia tutto un po’ meno complicato e un po’ più chiaro. La saluto molto cordialmente e ne approfitto, come di consueto, per fare a Lei ed a tutti i nostri affezionati Lettori i più sinceri auguri di un sereno Natale e di uno scoppiettante inizio di anno nuovo.<br /> <br />Avvocato Markus W. Wiget</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/nuovi-strumenti-giuridici-in-svizzera-per-la-tutela-in-caso-di-infermita/">Nuovi strumenti giuridici in Svizzera per la tutela in caso di infermità</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Il Bercandeon, dalla fantasia di un romanzo è nato un nuovo strumento musicale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-bercandeon-dalla-fantasia-di-un-romanzo-e-nato-un-nuovo-strumento-musicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Bercandeon1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’invenzione di Fiorenzo Bernasconi, uno svizzero residente in Italia, suscita interesse anche oltre oceanoBrusimpiano (VA) – Da un romanzo di fantasia, dove viene descritto un immaginario strumento musicale, lo stesso strumento ha preso vita nella realtà.  Il libro scritto anni fa dallo svizzero Fiorenzo Bernasconi è “Amarissimo. Romanzo di de-formazione”. Il protagonista è un giovane studente</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-bercandeon-dalla-fantasia-di-un-romanzo-e-nato-un-nuovo-strumento-musicale/">Il Bercandeon, dalla fantasia di un romanzo è nato un nuovo strumento musicale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Bercandeon1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1111"  class="panel-layout" ><div id="pg-1111-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1111-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1111-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>L’invenzione di Fiorenzo Bernasconi, uno svizzero residente in Italia, suscita interesse anche oltre oceano</p>
<p>Brusimpiano (VA) – Da un romanzo di fantasia, dove viene descritto un immaginario strumento musicale, lo stesso strumento ha preso vita nella realtà. </p>
<p>Il libro scritto anni fa dallo svizzero Fiorenzo Bernasconi è “Amarissimo. Romanzo di de-formazione”. <br />Il protagonista è un giovane studente che ad un certo punto progetta e realizza un inedito strumento musicale che si chiama Torcandeon. Oggi quello strumento è diventato il Bercandeon, e ed è suonato, tra gli altri, dal noto cantautore ticinese Marco Zappa.</p>
<p>Fiorenzo Bernasconi, i cui bisnonni svizzeri si trasferirono dal Ticino in Italia alla fine dell’Ottocento, risiede In provincia di Varese, vicino al confine elvetico; ha insegnato per oltre trent’anni Italiano e Storia in una scuola di Lugano e nel contempo ha coltivato vari interessi. Italianista ho collaborato anche per la ginevrina “Bibliothèque d’Humanisme et Renaissance”.<br />Ha scritto libri ed è stato oggetto di un bel documentario della Televisione Svizzera. Si occupa da sempre di musica, con tale passione da riuscire realizzare da un puro atto fantasioso il famoso, almeno nell’ambiente musicale, “Bercandeon”. </p>
<p>Gli chiediamo da dove nasce questo nome. <br />«Il neologismo si spiega con l’inizio del mio cognome (Ber-nasconi) e quello del musicista Stefano Caniato (Can-iato) che però non ha più fatto parte del progetto, mentre Deon è il suffisso usato in strumenti consimili, per esempio il bandoneon».</p>
<p>Ma davvero questo strumento poco convenzionale è nato da un romanzo?<br />«In effetti la sua genesi è alquanto strana. Nella parte finale del mio romanzo, vagamente autobiografico, il protagonista è alle prese con l’invenzione di un inedito strumento musicale. Dopo aver scritto e pubblicato il libro, mi sono detto: perché non passare dal mondo della fantasia a quello della realtà? E così ho provato a disegnarlo alla vecchia maniera, con matita e riga, e poi ne ho allestito una specie di scocca non suonante, utile per valutare gli ingombri. A quel punto, quasi per gioco, mi sono rivolto ad una ditta italiana che costruisce fisarmoniche chiedendo se fossero interessati alla costruzione, con il risultato che ora, dopo alcuni prototipi, il Bercandeon è davvero una realtà».</p>
<p>Ci può spiegare in che cosa consiste questo strumento?<br />«Sono rimasto tenacemente fedele all’intuizione letteraria. Il corpo umano è simmetrico ma stranamente pochi strumenti musicali lo sono. Mi sono allora detto: perché non pensare ad uno strumento speculare, con un’ergonomia particolarmente curata, in grado di rispettare la conformazione corporea? E così è stato, giungendo ad uno strumento piuttosto leggero, imparentato con la fisarmonica, ma con due tastiere simmetriche, conformate in modo da evitare la piegatura del polso, e con il mantice mosso dalle gambe, liberando le braccia da questo compito».  </p>
<p>Dalla descrizione sembra più complicato da suonare rispetto alla fisarmonica classica, poiché richiede anche l’uso delle gambe. <br />«Lo strumento è nuovo e necessita di un apprendistato estremamente variabile in base all’indole del musicista e al tempo che gli si dedica. In linea teorica lo strumento dovrebbe interessare maggiormente pianisti e organisti. L’uso delle gambe è piuttosto inedito e azzera le conoscenze di chiunque. Ma ciò in un mondo fin troppo standardizzato è forse più un pregio che un difetto».</p>
<p>Alquanto inusuale!<br />«Il conduttore di “Paganini”, lo storico programma della TSI, l’ha definito “visionario” e il termine mi piace, perché rispecchia bene la mia personalità». </p>
<p>Perché?<br />«Oggi quasi tutto viene progettato in modo anonimo, non ci sono molte differenze tra una tastiera elettronica e una lavastoviglie, entrambe accomunate da inquietanti concetti quale quello della senescenza programmata. Dopo un certo numero di cicli... tutto si ferma. Tutto questo sistema è l’esatto opposto del mio punto di vista, che si collega alla visione artigianale delle cose, fabbricate con cura, per resistere nel tempo, contraddistinte da forte originalità». </p>
<p>Che tipo di riscontro ha ottenuto il Bercandeon?<br />«Molto buono. Faccio un esempio. L’amico Marco Zappa, lo storico cantautore della Svizzera Italiana di cui si celebrano i cinquant’anni di attività, è stato tra i primi a testare un prototipo. Avrebbe semplicemente dovuto dare un parere, evidenziare pregi e difetti ma è andato ben oltre, usandolo in un suo CD e alla fine, al momento della riconsegna, ha invece voluto ad ogni costo acquistarlo, nonostante l’allestimento provvisorio». </p>
<p>Il Bercandeon è quindi in commercio? <br />«Il primo prototipo suonante è stato ultimato nel 2011 e la sperimentazione è durata fino alla fine del 2016. In pratica da quest’anno sono disponibili due modelli definitivi, uno più grande con una tastiera più estesa e uno più piccolo e trasportabile. Lo strumento è in commercio, ma non lo si trova nel negozio sotto casa. È costruito su richiesta, con ampia possibilità di personalizzazione. I tempi di consegna variano tra i 4 e i 6 mesi e la ditta costruttrice è Teknofisa di Vercelli».</p>
<p>E per chi invece volesse ascoltare il suo suono, a parte farsi un’idea dai video su youtube?<br />«Ho creato una collana discografica che raccoglie alcuni progetti nati attorno allo strumento. È appena uscito un primo CD del musicista bresciano Davide Bonetti intitolato “¡Bercandeon!” che curiosamente ha riscosso notevole interesse in Argentina, forse anche perché contiene un brano dedicato ad Alfonsina Storni, là considerata una poetessa nazionale, ma che era di origini ticinesi». </p>
<p>L’iniziativa dei CD ha pure implicazioni sociali importanti... <br />«Sì, ho deciso di donare il 10% della tiratura ad associazioni che mi colpiscono per ciò che fanno. Per il primo disco ho scelto il Rifugio Animali Felici Onlus, realizzato dal pensionato svizzero Giancarlo Galli, in cui trovano protezione più di 400 animali con trascorsi drammatici».  </p>
<p>Quali musicisti suonano già il Bercandeon?<br />«Sono in corso le registrazioni del secondo disco, con brani interpretati dagli svizzeri Marco Zappa e Peter Zemp con i colleghi italiani Davide Bonetti e Rossano Baldini, quest’ultimo, tra l’altro, milita nella band di Nicola Piovani, Oscar per la colonna sonora di “La vita è bella”. Staremo a vedere o, meglio, a sentire... ».</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <br />Canale youtube Fiorenzo Bernasconi.<br />lorefice.annamaria@gmail.com</p>
<p>Dicitura<br />In un romanzo scritto da Fiorenzo Bernasconi (nella foto) il protagonista inventa uno strumento musicale: oggi quello strumento, chiamato Bercandeon, è diventato realtà ad opera dello stesso Bernasconi che l’ha disegnato e fatto realizzare da una ditta italiana. Il Bercandeon è suonato persino in Argentina e da noti musicisti in Italia e in Svizzera.</p>
<p>Dicitura<br />Lo storico cantautore ticinese Marco Zappa e, a destra, il musicista Rossano Baldini mentre suonano il Bercandeon. Zappa ha acquistato il Bercandeon e lo ha già utilizzato per la composizione di suoi brani. </p>
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		<title>Per le Olimpiadi invernali a Sion il cammino è ancora lungo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/per-le-olimpiadi-invernali-a-sion-il-cammino-e-ancora-lungo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/Stock-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La Confederazione stanzia un miliardo per la copertura del deficit Il consigliere federale Guy Parmelin ha promesso che la Confederazione potrà coprire fino a quasi un miliardo di franchi il deficit previsto per le Olimpiadi invernali del 2026 a Sion. Il preventivo operativo contiene già una riserva di 215 milioni di franchi, ma il totale</p>
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	<p>La Confederazione stanzia un miliardo per la copertura del deficit</p>
<p>Il consigliere federale Guy Parmelin ha promesso che la Confederazione potrà coprire fino a quasi un miliardo di franchi il deficit previsto per le Olimpiadi invernali del 2026 a Sion. Il preventivo operativo contiene già una riserva di 215 milioni di franchi, ma il totale non potrà in ogni caso superare i 995 milioni. Anche per le prossime Olimpiadi invernali a Los Angeles, la città non dovrà assumersi una copertura illimitata del deficit finanziario.</p>
<p>In seguito, il Comitato olimpico (CIO) non esigerà più garanzie di questo tipo per l’organizzazione dei giochi. È però evidente che il disavanzo dovrà essere coperto con una certa garanzia, se no si rischia di non trovare più nessuno in grado di organizzare i giochi. Ma, proprio il giorno prima dell’annuncio di Parmelin, il CIO ha distribuito il materiale per la pubblicità, senza però annunciare la rinuncia a chiedere garanzie. Anzi, accanto a una “garanzia di base” che ogni candidato deve presentare, il CIO precisa che deve essere fornita una garanzia, anche in caso di mancata organizzazione dei giochi; letteralmente il candidato si impegna a sopportare i potenziali danni economici del caso.</p>
<p>Il Consiglio federale – che in un primo tempo aveva rinviato una decisione sul credito – ha aderito alla richiesta del Dipartimento guidato da Guy Parmelin, ripetendo in sostanza la promessa che aveva già fatto per l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali a Sankt-Moritz, nei Grigioni. La Svizzera aveva già organizzato queste Olimpiadi nel 1908 e nel 1948 a Sankt-Moritz. Da allora, erano state avanzate diverse candidature, compresa quella di Sion, che era stata battuta “sul filo di lana” da quella di Torino.</p>
<p>Oggi però la situazione si è fatta più difficile, per vari motivi, tra i quali i costi rivestono un ruolo primordiale, accanto però ad altri argomenti quali l’eventuale accettazione popolare, l’uso che si potrà fare dopo i giochi delle infrastrutture create, senza dimenticare i problemi di sicurezza e anche l’eventuale concorrenza.</p>
<p>Partendo da quest’ultimo argomento possiamo costatare che alcuni importanti concorrenti hanno già rinunciato a organizzare i giochi, tra i quali la Svezia con la capitale Stoccolma e l’Austria con Innsbruck, proprio a causa del voto consultivo popolare negativo. Anche la Svizzera ha già vissuto una situazione analoga, con il popolo dei Grigioni che ha negato il credito per l’organizzazione dei giochi a Sankt-Moritz nel 2022. Tra le alternative possibili si sta pensando anche a una candidatura di Milano, traendo spunto dalle esperienze fatte con Torino nel 2006. Proprio Sion si ricorderà di quell’evento, poiché la sua candidatura fu battuta proprio dalla città piemontese.</p>
<p>Negli ultimi tempi, il problema della sicurezza assume aspetti sempre più importanti a causa degli eventuali attentati. I costi previsti in 300 milioni di franchi, oltre l’organizzazione molto complessa in Svizzera, sono già oggi ritenuti nettamente insufficienti. Benedikt Weibel, ex-presidente delle FFS e delegato del Consiglio federale per i campionati europei di calcio nel 2008, ha detto che le esperienze fatte durante quella manifestazione e quella di altri Giochi invernali dimostrano che il preventivo è nettamente insufficiente. A Vancouver, nel 2010, la sicurezza, preventivata in 200 milioni, alla fine ha provocato un costo variante fra i 600’000 e il milione di franchi.</p>
<p>Nel complesso i Giochi di Sion, che si estendono anche a Vaud e Berna, dovrebbero venire a costare circa 2 miliardi di franchi, a fronte di 1,15 miliardi di franchi previsti per le entrate. Il deficit sarà però probabilmente superiore anche a quello coperto dalla Confederazione. Dalla sua il comitato organizzatore ha tre fattori importanti: l’utilizzazione di impianti esistenti, la sostenibilità ambientale e la rinuncia alle solite spese faraoniche. Il problema ha però assunto oggi altre dimensioni, che si estendono all’opportunità stessa di organizzare simili manifestazioni. Il che pone già qualche dubbio su un eventuale voto popolare nei cantoni interessati e eventualmente anche a livello federale. </p>
<p>I. B.</p>
<p><strong>Intervista a Hans Stöckli, vicepresidente di Sion 2026</strong><br />Per Olimpiadi sostenibili e contro il gigantismo</p>
<p>Socialista, ex-sindaco di Bienne e consigliere agli Stati per il canton Berna, Hans Stöckli è vicepresidente dell’associazione “Sion 2026” ed è responsabile del programma di sviluppo durevole della candidatura olimpica.</p>
<p>Stöckli, che crede fermamente nella possibilità di organizzare nuovamente i giochi olimpici invernali in Svizzera, è stato uno sportivo e un appassionato di sport e vuole praticare lo sci “almeno fino a 80 anni!”</p>
<p>Nell’ambito del comitato organizzatore ha assunto la responsabilità di organizzare i giochi nel massimo rispetto dell’ambiente, evitando il gigantismo (e i conseguenti sprechi) di passate edizioni. In un’intervista alla “Schweizer Revue” definisce “Sion 2026” un progetto generazionale, iscrivendosi in un periodo di vent’anni, da oggi fino al 2036. È questo il senso di un’olimpiade durevole, rispettosa dell’ambiente e che porti i suoi frutti durante e soprattutto dopo i giochi. E conclude: “… la nostra candidatura deve permetterci di favorire uno sviluppo fondamentalmente positivo in Svizzera. Non è soltanto questione di sport.”</p>
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		<title>Il Presidente Fifa Gianni Infantino all’80º Congresso del Collegamento?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-presidente-fifa-gianni-infantino-all80o-congresso-del-collegamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/VITETTA-IMG_8222-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Lo invita la Fondazione Svizzera Mediterraneo Lo avevamo già scritto in una beneaugurante profezia nel febbraio dello scorso anno: Un “ragazzo di Calabria” potrebbe diventare il nuovo Presidente della Fifa, ovvero dello sport più popolare e praticato del Mondo: il Football. Ebbene sì, quella profezia si è tramutata in una splendida realtà, ed oggi il</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-presidente-fifa-gianni-infantino-all80o-congresso-del-collegamento/">Il Presidente Fifa Gianni Infantino all’80º Congresso del Collegamento?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/VITETTA-IMG_8222-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1105"  class="panel-layout" ><div id="pg-1105-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1105-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1105-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Lo invita la Fondazione Svizzera Mediterraneo</p>
<p></p>
<p>Lo avevamo già scritto in una beneaugurante profezia nel febbraio dello scorso anno: Un “ragazzo di Calabria” potrebbe diventare il nuovo Presidente della Fifa, ovvero dello sport più popolare e praticato del Mondo: il Football. Ebbene sì, quella profezia si è tramutata in una splendida realtà, ed oggi il Calabro-Italo-Svizzero Gianni Infantino, già Segretario Generale dell’Uefa, è il nuovo numero Uno del calcio mondiale. Un impegno tanto prestigioso quanto molto difficile, in cui è chiamato a ridare a tutto l’ambiente dello sport più amato del mondo una totale ventata di pulizia e rinnovamento, correttezza e trasparenza, affinchè il gioco più bello del mondo possa continuare a restar tale. E sin da subito Infantino ha imposto delle rivoluzioni totali nel sistema, come ad esempio l’introduzione della VAR, l’assistente tecnologico che con la moviola in campo permette di correggere in tempo reale gravi sviste o interpretazioni, decisive a volte per l’esito di una partita. Sarà Lui che consegnerà nelle mani del Capitano della Nazionale vincente la prossima Coppa del Mondo che si disputerà in Russia nel 2018. Peccato che non ci sarà la Nazionale Italiana, cui auguriamo di ritrovare al più presto il suo antico blasone e splendore, con il rinnovamento cui obbligatoriamente andrà incontro. Ad ogni buon conto, i cugini italiani potranno fare il tifo per la nostra Svizzera, che si è brillantemente qualificata alla fase Finale. Adesso, in vista del prossimo 80° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, la Fondazione Svizzera Mediterraneo di Reggio Calabria, per mezzo del suo Presidente Renato Vitetta, cerca di portare come ospite d’Onore proprio l’illustre Calabro-Svizzero Gianno Infantino, che darebbe una grande ventata d’Internazionalità all’evento che si svolgerà il prossimo anno a Cosenza.</p>
<p>Tutto nasce da una richiesta di collaborazione fatta dalla Presidente del Circolo dell’Alto Tirreno Maya Domanico, che mi ha contattato un paio di mesi addietro. Nel cordiale colloquio avuto, con anche l’intermediazione della Presidente Nazionale Signora Irene Beutler Fauguel, è stata data subito la disponibilità a collaborare con delle idee che potessero dare un valido contributo al prossimo Congresso di Cosenza 2018. </p>
<p>Sappiamo bene che non sarà facile per il Presidente Infantino trovare un “buco” nella sua fittissima agenda di impegni in giro per il Mondo, ma noi una piccola speranza la coltiviamo… La lettera d’invito ufficiale per la sua presenza al Congresso del Collegamento 2018 è già partita… Adesso noi incrociamo le dita, in attesa di una positiva risposta.</p>
<p>Abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse persuasive nei confronti dell’Illustre Ospite, confidando anche nel Suo sempre dichiarato orgoglio di avere origini Calabresi, e non solo…</p>
<p>La sua presenza siamo certi sarà ulteriore motivo affinchè siano in tanti gli Svizzeri che da ogni parte d’Italia raggiungeranno Cosenza, potendo così ammirare le bellezze del Territorio calabrese che son davvero tante.</p>
<p>E se poi qualcuno si organizza con un paio di giorni in più, pensi pure ad una puntatina pre o post Congresso fino a Reggio Calabria, dove sarò personalmente presente ad attendervi per farvi ammirare due perle di rara bellezza come il Lungomare dello Stretto, con la vista dell’Etna di fronte ed una visita al Museo Nazionale per vedere i famosissimi Bronzi di Riace, patrimonio Mondiale dell’Unesco, di straordinaria imponenza.</p>
<p>Ad Majora.</p>
<p>Fondazione Svizzera Mediterraneo<br />Renato Vitetta</p>
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		<title>Un’esposizione dedicata a Caravaggio genio moderno e rivoluzionario</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/esposizione-dedicata-a-caravaggio-genio-moderno-e-rivoluzionario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/02.-CARAVAGGIO_preview-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1102"  class="panel-layout" ><div id="pg-1102-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1102-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1102-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Visita guidata della Società Svizzera di Milano a Palazzo Reale il 20 e 28 dicembre</p>
<p>La Società Svizzera di Milano ha organizzato una visita guidata alla straordinaria mostra dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio, inaugurata a Palazzo Reale all’inizio del mese di ottobre. Il prossimo 20 e 28 dicembre alcuni fortunati soci avranno l’occasione di scoprire, grazie ad una rigorosa e lunga indagine diagnostica sulla tecnica pittorica del grande Maestro, i segreti racchiusi nei venti capolavori esposti. Le adesioni hanno superato i posti disponibili, e perciò si è deciso di aprire una lista di attesa per attivare una possibile seconda visita in data 28 dicembre.</p>
<p>Un’esposizione dedicata a Caravaggio, rivoluzionario artista che si caratterizza dalla naturalezza dei soggetti e dall’uso speciale e unico della luce e delle ombre, è sempre un evento di grandissimo richiamo, ma “Dentro Caravaggio”, come suggerisce il titolo della mostra, si prefigge anche l’ambizioso ed emozionante obiettivo di entrare nella testa dell’artista e di rivelare i suoi ripensamenti, i rifacimenti e le immagini nascoste, attraverso lo studio radiografico delle tele. Analogamente a quanto avviene per gli esami medici, la diagnostica artistica fornisce nuove informazioni non desumibili ad occhio nudo e la ricerca sfata, ad esempio, il mito consolidato secondo cui il Merisi non disegnasse prima, poiché sono emersi dalle analisi moltissimi tratti di matita.</p>
<p>Decine di dettagli inediti e affascinanti si rivelano sorprendentemente agli occhi dei visitatori, come l’agnello presente nella bellissima tela di “San Giovannino” ma poi eliminato dal Maestro, o ancora nell’imponente opera della “Flagellazione di Cristo”, proveniente dal Museo di Capodimonte, la figura del carnefice accovacciata ha preso il posto di un frate domenicano inginocchiato, disegnato invece in una prima stesura.</p>
<p>Grazie a questi studi si é potuto anche ridisegnare alcune tappe fondamentali della vita inquieta e burrascosa del pittore lombardo che nasce a Milano nel 1571 da una modesta famiglia originaria appunto di Caravaggio, e comincia a dipingere presso la bottega di Simone Peterzano sperimentando la tecnica del chiaroscuro che lo renderà celebre.</p>
<p>Nel 1596 é costretto a fuggire da Milano per aver ucciso un compagno e ripara a Roma, dove non lo conosce nessuno e fa fatica a sbarcare il lunario “dipingendo due teste di santi al giorno per 5 baiocchi l’una”. Finalmente il suo stile assolutamente originale e innovativo viene notato dal potente Cardinale Francesco Maria Del Monte che lo prende a servizio presso la sua magione a Palazzo Madama; appartengono a questi anni la celeberrima e raffinata opera “Ragazzo morso da un ramarro”, proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, il quadro “Buona Ventura” prestito dei Musei Capitolini e “Riposo durante la fuga in Egitto”, concesso dalla Galleria Doria Pamphilj di Roma.</p>
<p>Nonostante gli incarichi prestigiosi e il successo, sono gli ambienti più degradati e pericolosi, i bordelli e le osterie, che esercitano su Caravaggio un fascino particolare. Molti dei suoi soggetti devoti sono in realtà prostitute che per pochi soldi posano per lui, come ad esempio Anna Bianchini, che immortala la “Maddalena penitente” o ancora la Vergine della “Madonna dei Pellegrini” che ha le fattezze della sua amante, la bella cortigiana Lena ritratta con in braccio il Bambino, che é suo figlio Paolo di tre anni.</p>
<p>Nel 1606 è di nuovo in fuga per aver aggredito mortalmente Ranuccio Tomassoni e si rifugia a Napoli sotto la protezione dei Colonna dove è accolto entusiasticamente “essendovi già conosciuta la maniera, e ‘l suo nome”, per dirla con il biografo Bellori.</p>
<p>Si reca poi l’anno seguente a Malta, sede del potentissimo Ordine dei Cavalieri di San Giovanni, con l’aspirazione di entrare a farne parte per poter riscattare l’omicidio del Tomassoni e guadagnarsi così la grazia papale. È questo il periodo in cui dipinge “Ritratto di Cavaliere di Malta”, tela prestata dalla Galleria Palatina di Firenze e la magistrale opera “Salomé con la testa del Battista”, capolavoro prestato dalla National Gallery di Londra.</p>
<p>Quest’ultima parte della sua vita è costellata di grandi successi pittorici, ma anche di profonda sofferenza e inquietudine. Dopo aver viaggiato a Siracusa, Messina e forse Palermo, torna nuovamente a Napoli dove realizza quella che é considerata la sua ultima opera “Martirio di Sant’Orsola”, opera prestata dalle Gallerie d’Italia di Napoli. Nel 1610 muore ed inizia la sua leggenda: in soli quindici anni il Merisi rivoluziona profondamente la maniera di dipingere dell’epoca, facendo nascere il termine Caravaggismo per definirne lo stile sino al 1800.</p>
<p>La mostra, che rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2018, presenta venti capolavori provenienti dai più prestigiosi Musei italiani e da altrettanti importanti Musei esteri, come il Metropolitan Museum di New York, il Detroit Institute of Arts, il Nelson-Atkins Museum di Kansas City, il Wadsworth Atheneum of Art di Hartford, il Museo Montserrat di Barcellona e la National Gallery di Londra.</p>
<p>Infine anche il ricco catalogo della mostra, autorevolmente curato da Rossella Vodret, merita un encomio per i saggi dei più importanti studiosi del tema e la presenza di un e-book che documenta tutte le sorprendenti immagini in mostra e permette di seguire passo per passo l’elaborazione creativa dell’artista.</p>
<p>Antonella Amodio,<br />Società Svizzera-Milano</p>
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		<title>L’Unione Giovani Svizzeri a Napoli per un’esperienza indimenticabile</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/unione-giovani-svizzeri-a-napoli-per-esperienza-indimenticabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 21:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2017]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/giovani-nuovo_01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A margine del Congresso del 21/22 ottobre nella città partenopea Cosa hanno in comune una chiesa splendida nel cuore di Napoli, un gruppo di giovani svizzeri provenienti da tutta Italia, un ristrutturatore di aziende internazionali di fama europea, delle candele tremolanti portate in mano nei cunicoli strettissimi della Napoli sotterranea, un prete cinese, un murales</p>
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	<p>A margine del Congresso del 21/22 ottobre nella città partenopea</p>
<p>Cosa hanno in comune una chiesa splendida nel cuore di Napoli, un gruppo di giovani svizzeri provenienti da tutta Italia, un ristrutturatore di aziende internazionali di fama europea, delle candele tremolanti portate in mano nei cunicoli strettissimi della Napoli sotterranea, un prete cinese, un murales gigante di Maradona, i vicoli della Napoli più autentica con tanto di scugnizzi impertinenti e, “dulcis” in fundo, una pizza fritta di inenarrabile bontà?<br />“Nulla!” risponderete. Risposta sbagliata.</p>
<p>Tutte queste cose (e molto altro ancora) hanno in comune il congresso autunnale dell’Unione Giovani Svizzeri che si è svolto dal 21 al 22 ottobre nella incantevole patria del piatto italiano più conosciuto al mondo!</p>
<p>Sarebbe bello poter raccontare questa avventura come un trailer coloratissimo dal ritmo inarrestabile e pieno di energia. Tutto ha inizio dentro alla splendida sala congressi della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Immaginatevi di camminare lungo una navata mozzafiato per poi trovare dei cartelli che vi indicano la strada per il congresso dell’UGS attraverso sale misteriose. Immagnate poi di trovarvi al quarto piano in una sala conferenze arredata di tutto punto con una quarantina di giovani in attento ascolto di un professionista che sta spiegando, con energia e con l’aria di sapere benissimo di cosa sta parlando, come creare un curriculum vitae al quale nessun selezionatore può resistere. Rimarreste ovviamente catturati dallo charme e dalla professionalità del relatore e assistereste trepidanti ad una simulazione di un temibile colloquio di lavoro. Immaginate, poi, di essere trascinati in un turbinio di allegria a gustare una deliziosa pizza napoletana e poi via, accompagnati da uno svizzero-napoletano d’eccezione, il Presidente del Circolo Svizzero di Napoli Giacomo Corradini, di trovarvi d’improvviso in cima alla parte chic di Napoli, il Vomero, a godere di un panorama mozzafiato che solo Napoli può offrire: il mare blu, il Vesuvio in lontananza e tutta la città ai vostri piedi. Immaginate di prendere parte ad una visita guidata per le vie più particolari di Napoli che nemmeno un conoscitore D.O.C. della città ha mai avuto modo di vedere.</p>
<p>Immaginate di assistere al momento cui il Secondo Segretario dell’Ambasciata Svizzera fa rimanere a bocca aperta tre scugnizzi impertinenti con un numero circense degno della famiglia Orfei. Immaginate ancora di rimanere a bocca aperta nella chiesa dove si compie il miracolo di San Gennaro e di venire deliziati dai frittini paradisiaci alla Cantina del Gallo (un ristorante dove vi consiglio di andare!). Immaginate, dopo tutto questo, di unirvi ad un gruppo di UGSini per passeggiare per la vivacissima Napoli notturna e ballare in una discoteca coloratissima con tanto di video medieval-alternativi proiettati su pareti di pietra. </p>
<p>Finita qui? No di certo! Immaginate di avere la sensazione di trovarvi catapultati all’improvviso nel 1600 mentre camminate dentro a dei cunicoli, nei quali fate fatica a passare, con solo una candela tremolante in mano a far luce e, sentire cantare in lontananza, a patto di aguzzare bene le orecchie, “det obe uf em Bergli, tet schtoot è wissi Gaiss” (non chiedetemi come mai!). E immaginate ancora di sentire con un po’ di inquietitudine le leggende dei misteriosi “monacielli” che di notte salivano attraverso i pozzi dentro le case nobiliari a far dispetti e di concludere, infine, l’avventura inarrestabile con della pizza fritta che sarebbe degna di essere cantata in un poema omerico.<br />Questo e molto di più è stato il nostro congresso a Napoli.</p>
<p>I fortunati potranno testimoniare. Chi non ha partecipato, non abbia timore di essersi perso qualcosa di irripetibile!<br />Paganini non ripete, l’UGS si! E non ce ne voglia Paganini ma, a differenza sua, state sicuri che ci supereremo: a Cosenza a maggio 2018 ci sarà tutto questo e molto di più!</p>
<p>Dopo ogni trailer sostanzioso che si rispetti seguono i ringraziamenti.<br />Come primo congresso in qualità di Presidente dell’UGS voglio ringraziare il fantastico comitato dell’UGS di quest’anno: siamo un team unico ed affiatato!</p>
<p>Ringrazio poi Don Paolo Cong, il parroco della Chiesa di Santa Maria in Costantinopoli che ci ha ospitato così gentilmente e i ristoratori di Napoli che hanno accolto a braccia aperte con allegria e curiosità una combriccola così particolare (in particolare la Cantina del Gallo).</p>
<p>Ringrazio a nome mio e di tutti i giovani la Presidente del Collegamento Irène Beuter e il Collegamento per l’aiuto prezioso e il sostegno nel nostro primo congresso con un relatore.</p>
<p>Ringrazio a nome mio e di tutti i giovani presenti il Presidente del Circolo Svizzero di Napoli: ci ha offerto una ospitalità davvero invidiabile! Lo ringraziamo per averci accompagnato per tutta Napoli e per averci regalato assieme al Circolo di Napoli due ore emozionanti con una guida eccezionale e molto appassionata tutta per noi.</p>
<p>I nostri ringraziamenti sentitissimi, miei e di tutti i 40 giovani che hanno potuto apprendere dalla sua esperienza, vanno infine alla nostra guest star per eccellenza, Robert Engeler, che ci ha regalato una lezione impagabile ed irripetibile su come prepararci al meglio ad affrontare il mondo del lavoro con tanto di presentazione power point, simulazioni e slides stampate per ognuno di noi per esercitarci al meglio. La sua disponibilità e gentilezza sono stati davvero unici e spero che potremmo averlo come relatore d’eccezione altre volte!</p>
<p>Cari lettori, se volete più informazioni sul congresso di Napoli, sui monacielli e tutto il resto, non esitate a contattarci all’indirizzo: unionegiovanisvizzeri@gmail.com<br />E iniziate a prepararvi per Cosenza 2018! A presto.</p>
<p>Angela Doris Katsikantamis<br />Presidente dell’Unione Giovani Svizzeri</p>
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