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	<title>Edizione Gennaio 2022 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Collegamento e Gazzetta sono vivi e vegeti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 10:41:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/05/ssSenza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Gli anni di pandemia hanno limitato le attività del Collegamento, ma non ne hanno scalfito la motivazione. Tornano in nero i conti, anche della Gazzetta Svizzera. Come d’abitudine, quale aperitivo nella giornata del Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia si sono tenute il 14 maggio 2022 le assemblee del Collegamento e dell’Associazione Gazzetta Svizzera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/collegamento-e-gazzetta-sono-vivi-e-vegeti/">Collegamento e Gazzetta sono vivi e vegeti</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/05/ssSenza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-21009"  class="panel-layout" ><div id="pg-21009-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-21009-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-21009-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Gli anni di pandemia hanno limitato le attività del Collegamento, ma non ne hanno scalfito la motivazione. Tornano in nero i conti, anche della Gazzetta Svizzera. </strong></p>
<p>Come d’abitudine, quale aperitivo nella giornata del Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia si sono tenute il 14 maggio 2022 le assemblee del Collegamento e dell’Associazione Gazzetta Svizzera. In un clima disteso si è percepito il sollievo di ritrovarsi in presenza e, dopo due anni di pandemia, ripartire con le attività.</p>
<p><strong>Il Collegamento degli Svizzeri in Italia: conti in attivo e quote per i circoli immutate</strong></p>
<p>Regula Hilfiker, alla sua prima Assemblea da presidente del Collegamento, ha dato il benvenuto ai presenti all’Assemblea ripercorrendo l’anno 2021 ancora contraddistinto da un’attività ridotta a causa della crisi sanitaria. Tra le altre cose è stato necessario, per il secondo anno consecutivo, tenere in forma digitale il Congresso. Le difficoltà nell’organizzazione di eventi si sono riflettute anche su alcune voci dei conti – presentati dal neo-tesoriere, Daniel Schmid, il quale ha sottolineato l’ottimo passaggio di consegne con Gianni Definti.</p>
<p>Tirando le somme, dopo un 2020 in leggera perdita, nel 2021 queste si presentano di nuovo con valori positivi e un avanzo di esercizio Euro 775, a fronte di un patrimonio di quasi Euro 60’000, come ha appurato anche l’ufficio di revisione costituto da Paola Aglietta e Albert Achen. I minori costi per il Congresso e i viaggi sono stati colti come occasione per ricostituire, con un totale di poco inferiore agli Euro 5’000.-, il Fondo per giovani e il Fondo per le consultazioni di orientamento. (vedi riquadro sotto)</p>
<p>Per quanto attiene il preventivo 2022, Schmid lo ha definito “conservativo”, ma prevede nuovamente importi più consistenti per le voci di “Congresso” e “Viaggi”. Anche per l’anno in corso si prevede di ricostituire i fondi per i giovani. Non da ultimo, Gianni Definiti ha confermato che le quote dei circoli rimarranno anche per l’anno in corso le medesime: «<em>aumentarle non ci sembra in alcun modo opportuno</em>».</p>
<p><strong>Associazione Gazzetta Svizzera: più contributi, più tirature, più lettori</strong></p>
<p>Andrea Giovanni Pogliani, presidente dell’Associazione Gazzetta Svizzera ha illustrato in apertura dei lavori assembleari alcune novità del 2021: il servizio di impaginazione viene ora svolto dalla medesima società che si occupa la stampa, mentre nel sito internet è stato implementato un sistema online per i contributi volontari. È così possibile inserire direttamente e in modo sicuro i dati sul sito gazzettasvizzera.org per effettuare le donazioni che «<em>sono una colonna portante del giornale»</em>. Questa forma moderna di donazione, ha spiegato Pogliani, è stata utilizzata già più volte in questi primi mesi. La produzione e la stampa sono ritornate in media con quelle degli ultimi 6 anni – nel 2021 sono state stampate e distribuite complessivamente 247'000 copie di Gazzetta – ciò che è stato salutato con soddisfazione.</p>
<p>Nella relazione sui conti, Daniel Schmid ha spiegato che questi ultimi – dopo l’anno pandemico 2020 in leggera perdita – sono tornati a sorridere nel 2021 con avanzo di CHF 13’462 e un patrimonio che supera, compresi i fondi, i CHF 430 mila. Questo sviluppo rallegrante è da ricondurre all’aumento dei contributi volontari, in aumento di quasi CHF 50’000. Tra i costi spiccano un aumento della stampa della Gazzetta a causa della tiratura superiore, una riduzione delle spese dell’amministrazione e un aumento delle provvigioni delle pubblicità, mentre gli altri costi ricalcano le spese dell’anno scorso.</p>
<p>Per l’anno in corso la sfida riguarda l’aumento del prezzo della carta – a causa della situazione tesa sui mercati mondiali. Nonostante ciò, e con una stima cauta delle entrate, ci si attende un risultato positivo di circa CHF 5’000.-.</p>
<p>«<em>Sono state due assemblee divertenti</em>» ha concluso Alberto Fossati, nominato segretario del giorno. «<em>Trovarsi così nelle nostre assemblee fa bene</em>» ha affermato. «<em>È un buon ri-inzio»</em>.</p>
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	<p>Regula Hilfiker e Gianni Definiti hanno condotto i presenti attraverso le varie trattande all’ordine del giorno dell’Assemblea del Collegamento degli Svizzeri in Italia. </p>
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	<p>Vive di contributi dei lettori: alla Gazzetta Svizzera dall’anno scorso <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">si può contribuire anche “online”.</a></p>
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	<p>Avv. Andrea Giovanni Pogliani, presidente dell’Associazione Gazzetta Svizzera, si è espresso soddisfatto: nel 2021 tirature e contributi sono hanno segnato al rialzo. </p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Dal 2016 Collegamento e Gazzetta a sostegno del percorso formativo dei giovani svizzeri in Italia </h3>
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	<p>Nell’ambito delle Assemblee di Collegamento e Gazzetta Svizzera, Ruth Von Gunten ha portato i saluti e la riconoscenza alle due associazioni da parte di educationsuisse. Fondata nel 1942 come “Comitato di aiuto per Scuole Svizzere all’estero”, educationsuisse conta attualmente di 18 scuole svizzere all’estero, di cui 5 si trovano in Italia. Ma la rete si occupa anche della consulenza della formazione in Svizzera, e di tutto quello che vi ruota attorno. Grazie all’impegno finanziario di Collegamento e Gazzetta, dal 2016 possono essere messi a disposizione dei giovani svizzeri in Italia due importanti servizi: un partenariato con il Servizio per l’orientamento professionale e universitario di Berna, permette ai giovani di approfittare di una consulenza specifica da un punto di vista formativo. Il costo delle consulenze è preso a carico dal Collegamento e finora ne hanno beneficiato 24 giovani svizzeri.</p>
<p>In relazione all’Associazione Gazzetta Svizzera, Von Gunten ha ricordato e ringraziato i presenti per la messa a disposizione di borse di studio a supporto dei giovani svizzeri all’estero durante la formazione in Svizzera. Dal 2016 sono state attribuite 17 borse di studio per la formazione professionale (apprendistato) e universitaria, per un totale di quasi CHF 50’000. Nel solo 2021 il fondo è stato ricostituito con CHF 18’000.-.</p>
</div>
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	<p>Durante il Congresso, Ruth von Gunten è stata intervistata da Raffaele Sermoneta a proposito delle molteplici possibilità e offerte di sostegno di educationsuisse. Si è trattato di un momento molto interessante per i numerosi giovani presenti al Congresso.</p>
</div>
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	<p>A margine del Congresso degli Svizzeri in Italia tenutosi il 14 maggio 2022, si sono tenute le Assemblee del Collegamento degli Svizzeri in Italia e della Gazzetta Svizzera - l'organo di informazione in lingua italiana per gli Svizzeri in Italia. Durante le Assemblee sono stati, tra le varie trattande, approvati i conti delle due Associazioni. Di seguito i consuntivi</p>
</div>
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		<title>Editoriale Gennaio 2022</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-gennaio-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 00:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/Presidente-Andrea-Pogliani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori, Da oggi potrete versare i vostri contributi volontari a sostegno di Gazzetta Svizzera direttamente dall’homepage del nostro sito internet (www.gazzettasvizzera.org) utilizzando la vostra carta di credito. È sufficiente cliccare sull’icona “Donazione” e seguire il rapido percorso guidato per effettuare un pagamento sicuro. Confidiamo che questa facilitazione vi invogli a fare la</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/Presidente-Andrea-Pogliani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20146"  class="panel-layout" ><div id="pg-20146-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20146-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20146-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori,</p>
<p>Da oggi potrete versare i vostri contributi volontari a sostegno di Gazzetta Svizzera direttamente dall’homepage del nostro sito internet (www.gazzettasvizzera.org) utilizzando la vostra carta di credito. È sufficiente cliccare sull’icona “Donazione” e seguire il rapido percorso guidato per effettuare un pagamento sicuro. Confidiamo che questa facilitazione vi invogli a fare la vostra parte in questa importante attività di sostegno che per noi è fondamentale per mantenere in vita una pubblicazione che da più di cinquant’anni accompagna ed informa gli Svizzeri d’Italia. Quale ulteriore elemento di novità, Gazzetta Svizzera sostiene l’iniziativa promossa dal Collegamento Svizzero in Italia volta a farvi conoscere, tramite videoconferenze interattive mensili, obiettivi e ambizioni dei delegati per l’Italia nel Consiglio degli Svizzeri all’Estero: sarà l’occasione per porre tutte le domande che stanno a cuore o che preoccupano gli Svizzeri in Italia. Da non perdere, è già il primo appuntamento verso la fine di gennaio (dettagli in home page). L’augurio – da me, da tutto il Comitato e dalla redazione – a tutti voi è quello di trascorrere un anno in salute e serenità.<br />
Sempre in compagnia della vostra Gazzetta. Buona lettura.</p>
<p><em>Andrea Giovanni Pogliani</em><br />
<em>Presidente Associazione Gazzetta Svizzera</em></p>
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		<title>Gli effetti secondari del coronavirus in politica</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/gli-effetti-secondari-del-coronavirus-in-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 00:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Demo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La pandemia di coronavirus mette alla prova il sistema svizzero dei partiti. È nato un nuovo movimento dal posizionamento politico poco chiaro, gli “Amici della Costituzione”, che ha spesso il potere di imporre dei referendum, ciò che dà da pensare soprattutto all’UDC. Succede regolarmente in Svizzera che il suono delle campane diventi una questione politica</p>
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	<p><strong>La pandemia di coronavirus mette alla prova il sistema svizzero dei partiti. È nato un nuovo movimento dal posizionamento politico poco chiaro, gli “Amici della Costituzione”, che ha spesso il potere di imporre dei referendum, ciò che dà da pensare soprattutto all’UDC.</strong></p>
<p>Succede regolarmente in Svizzera che il suono delle campane diventi una questione politica locale. Ad esempio, i campanacci delle chiese o delle mucche quando turbano la pace dei cittadini. Da alcuni mesi, tuttavia, delle campane portate in giro da manifestanti suscitano emozioni senza precedenti nel paesaggio pubblico svizzero. “Treichler” è il nome dato alle campane squillanti ed è uno degli strumenti tradizionalmente apolitici, soprattutto nella Svizzera centrale, usati per le festività legate al carnevale.</p>
<p>Dalla diversa cultura dei Treichler, si è formato un gruppo che si chiama «Freiheitstrychler» in dialetto. Gli originali campanari svizzeri accompagnano le manifestazioni regolari contro le restrizioni del governo per combattere la pandemia di Covid come una formazione in camicia bianca. I Treichler politicizzati fanno da colonna sonora alla crescente resistenza alla politica del governo a proposito del coronavirus; essi sono riusciti a mobilitare decine di migliaia di persone per una manifestazione a Berna a metà ottobre.</p>
<p>Il tintinnio primitivo del tranquillo Treichler sminuisce il dinamismo politico che si dispiega intorno a loro. Gli Amici della Costituzione, un gruppo critico nei confronti delle misure anti-Covid, è così rapidamente riuscito a superare i 10’000 membri che la “Neue Zürcher Zeitung” descrive come «la nuova forza politica della democrazia diretta». L’organizzazione, che non è legata a nessun partito politico, ne ha fornito la prova la scorsa estate quando ha raccolto 190’000 firme per un referendum in sole tre settimane, obbligando così il popolo a pronunciarsi ancora una volta sull’inasprimento della legge nazionale sul Covid-19.</p>
<p>A tre settimane dalla votazione di novembre sulla legge Covid, gli istituti di sondaggio davano per scontato che la maggioranza della popolazione avrebbe appoggiato le misure del Consiglio federale – anche se la Svizzera ha ancora uno dei tassi di vaccinazione più bassi dell'Europa occidentale, intorno al 60% –.</p>
<p>Ma anche dopo la sconfitta alle urne, gli “Amici della Costituzione”, inizialmente rafforzati nell'ambiente borghese di destra, e che vedono crescere uno stato di sorveglianza derubatore della libertà sotto il presunto pretesto della crisi del Covid, cercano di agitare le politiche di partito in un modo o nell’altro. In particolare poiché il loro posizionamento riunisce anche cerchie di sinistra, che credono nei diritti individuali fondamentali.</p>
<p>Il geografo politico Michael Hermann, di cui l’istituto di ricerca Sotomo ha realizzato diversi sondaggi presso la popolazione sulla crisi del Coronavirus, nota che gli “Amici della Costituzione” sono composti da una vasta cerchia di individui che si situano a destra o perfino a sinistra dell’UDC. Il successo di questo movimento imprevedibile ha tuttavia forzato il partito nazionale a reagire rapidamente: dei rappresentanti dell’UDC come il consigliere federale Ueli Maurer, o dei leader d’opinione come Christoph Blocher, hanno indossato le maglie dei “Freiheitstrychler” davanti ai media, rivelando senza dirlo la loro vicinanza con questi oppositori.</p>
<p>E così quello che il ricercatore Michael Hermann aveva previsto da tempo sta diventando chiaro: la disputa sulle misure anti-Covid sta improvvisamente politicizzando di nuovo i conservatori che sono critici nei confronti dello Stato, ciò che l’UDC non è stata in grado di fare dopo le elezioni del 2019. Il barometro elettorale di metà legislatura realizzato dall’istituto Sotomo nell’autunno 2021 mostra una tendenza alla ripresa dell’UDC. Il partito supera ampiamente il PS e le elezioni federali del 2023 potrebbero trasformarsi in un match tra il PLR, Il Centro e i Verdi per il terzo posto nella gerarchia politica svizzera. A meno che il Coronavirus non faccia aumentare ancora una volta la dose di stress dei partiti politici.</p>
<p><em>Jürg Steiner</em><br />
<em>Schweizer Revue</em></p>
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	<p>Combattivi e polemici in un contesto politico teso: i “Freiheitstrychler” durante una manifestazione contro le misure anti-Covid. Foto Keyston</p>
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	<p>Molte le manifestazioni nei dintorni di Palazzo federale lo scorso autunno</p>
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		<title>Tasse, divieti e sussidi: il 2022 di votazione inizia con un programma ricco</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/tasse-divieti-e-sussidi-il-2022-di-votazione-inizia-con-un-programma-ricco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 00:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il 13 febbraio prossimo la popolazione è chiamata alle urne per decidere le sorti di due iniziative popolari e due referendum. Al momento della chiusura della redazione non erano ancora disponibili sondaggi sulle 4 domande poste agli elettori. Lanciata nel 2017, l’iniziativa popolare “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani –</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/tasse-divieti-e-sussidi-il-2022-di-votazione-inizia-con-un-programma-ricco/">Tasse, divieti e sussidi: il 2022 di votazione inizia con un programma ricco</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20122"  class="panel-layout" ><div id="pg-20122-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20122-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20122-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Il 13 febbraio prossimo la popolazione è chiamata alle urne per decidere le sorti di due iniziative popolari e due referendum. Al momento della chiusura della redazione non erano ancora disponibili sondaggi sulle 4 domande poste agli elettori. </strong></p>
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		><h3 class="widget-title">Basta esperimenti sugli animali e sugli esseri umani? </h3>
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	<p>Lanciata nel 2017, l’iniziativa popolare “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso” ha raccolto 123'640 firme valide (100'000 quelle necessarie). Essa vuole modificare la Costituzione svizzera e chiede il divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani. Questi esperimenti sarebbero possibili solo se fanno l’interesse generale del soggetto (animale o uomo) in questione. Inoltre il testo in votazione vieta di importare ed esportare prodotti che continuano ad essere il frutto diretto o indiretto di sperimentazione animale e chiede un finanziamento pubblico per approcci sostitutivi.</p>
<p>Tra i contrari figurano praticamente tutti i partiti, compresa l’economia che ritiene la proposta grave poiché metterebbe in pericolo, in modo irresponsabile, la salute della popolazione svizzera. Essa comprometterebbe l’approvvigionamento in medicamenti vitali e priverebbe i pazienti delle ultime scoperte scientifiche. I contrari rimarcano inoltre che dagli anni ‘80 la ricerca con animali è diminuita del 70%. L’iniziativa indebolirebbe inoltre la ricerca e l’innovazione, rimettendo così in discussione un fattore chiave del successo e del benessere della Svizzera stessa. Non da ultimo, secondo l’ampio fronte dei contrari, la proposta degli ambienti animalisti infrangerebbe dei trattati internazionali.</p>
<p><strong> </strong></p>
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	<p>Gli animali in primo piano: un momento della consegna delle firme dell’iniziativa.</p>
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		><h3 class="widget-title">Al bando la pubblicità di tabacco?</h3>
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	<p>Un’iniziativa costituzionale, lanciata da organizzazioni giovanili e per la tutela della salute, mira a limitare la pubblicità di prodotti di tabacco che raggiunge bambini o adolescenti. Concretamente, il testo sottoposto al voto intende vietare la pubblicità di sigarette su manifesti nello spazio pubblico ma anche al cinema, nelle inserzioni e proibire la sponsorizzazione di festival e la pubblicità online. Il comitato promotore, che ha raccolto le firme necessarie, denuncia il fatto che il numero tra i giovani fumatori è molto alto, che questi iniziano a fumare molto presto e che sono vittime di pubblicità che si rivolge direttamente a loro. Inoltre non gradiscono che i produttori di tabacco puntino sulla sponsorizzazione di feste e concerti per i giovani e ritengono in generale che in Svizzera l’industria del tabacco non sia regolamentata a sufficienza e che i costi del fumo per la collettività siano notevoli.</p>
<p>I contrari alla proposta asseriscono che vietare la pubblicità per prodotti legali sarebbe molto pregiudizievole in uno Stato liberale come la Svizzera. Inoltre si ritiene che la riduzione della pubblicità non porti ad una riduzione del consumo da parte dei giovani. Oltre ad argomentare che numerosi cantoni conoscono già oggi severe limitazioni, i contrari ricordano che il Parlamento ha varato un controprogetto che introduce un divieto di pubblicità per i prodotti del tabacco e le sigarette elettroniche sui manifesti e nei cinema. Il divieto concerne anche la consegna gratuita di sigarette e la sponsorizzazione di manifestazioni a carattere internazionale da parte delle multinazionali del tabacco. Questa legge entra in vigore anche in caso di NO. </p>
<p>L'iniziativa – sottoscritta da 109'969 persone – è sostenuta da PS, Verdi e Verdi liberali, e da qualche deputato degli altri schieramenti, mentre Alleanza del Centro (ex PPD), PLR e UDC la respingono.</p>
</div>
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	<p>Lanciata dalle organizzazioni giovanili, l’iniziativa chiede una protezione dei giovani nei confronti della pubblicità per il tabacco.</p>
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		><h3 class="widget-title">Abolire una tassa sull’emissione di capitale proprio delle aziende? </h3>
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	<p>Quando un’impresa aumenta il capitale proprio emettendo azioni o simili, la Confederazione riscuote un tributo: la tassa d’emissione (una delle tre tasse di bollo). Essa viene imposta a partire da 1 milione di franchi e quindi, di regola, le piccole imprese non ne sono toccate. La tassa genera lo 0,35% delle entrate della Confederazione (circa 250 milioni di franchi) ma è “sotto accusa” da tanto tempo, tant’è che il Consiglio federale e il Parlamento intendono abolirla. Le imprese devono poter recuperare nuovo capitale proprio senza essere tassate. In tal modo diminuiscono i costi di investimento con un effetto positivo sulla crescita e sui posti di lavoro. I fautori dell’abolizione argomentano inoltre che la tassa indebolisce la piazza svizzera (all’estero si riesce a sfuggire a questa tassa), e che la tassa è molto prociclica. </p>
<p>Proprio nei momenti di crisi, quando le imprese dovrebbero investire, lo Stato grava i nuovi capitali con un suo prelievo. Il Parlamento ha sottolineato come la tassa colpisca molto le start up in crescita che necessitano di capitale proprio per crescere e che un’abolizione della tassa di emissione condurrebbe a medio termine ad un aumento dei ricavi di imposte. </p>
<p>Contro la modifica di legge è stato lanciato il referendum da parte di un comitato sostenuto principalmente dagli ambienti di sinistra. Secondo esso, le principali beneficiarie dell’abolizione della tassa d’emissione sono le grandi multinazionali, le banche e le assicurazioni. Il cittadino resterebbe a mani vuote e anzi sarebbe confrontato con aumenti di imposte o subirebbe tagli nelle prestazioni statali.</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Sussidiare anche i media privati? </h3>
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	<p>Giornali, radio, televisioni private e i numerosi portali online informano quotidianamente su tutto ciò che accade al mondo. Oggi questi attori non ricevono fondi pubblici. Di fatto molti media locali e regionali versano in difficoltà finanziarie: gli introiti della pubblicità vengono drenati sempre di più dalle grandi piattaforme internazionali online. Da alcuni decenni a questa parte, la Svizzera ha conosciuto una moria di media, in particolare di testate giornalistiche. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno ora varato un pacchetto a supporto di media locali e regionali. Oltre alla riduzione del costo di distribuzione di giornali in abbonamento già supportato dallo Stato, le misure prevedono un contributo simile a giornali a tiratura più elevata e alla distribuzione mattutina, la promozione di online e la concessione di sussidi più importanti a radio e TV locali che si rivolgono ad un pubblico elvetico con tematiche di politica, economia e di società.</p>
<p>Contro la modifica di legge, gli ambienti di destra hanno lanciato un referendum: essi considerano questi sussidi uno sperpero di soldi del contribuente, da cui traggono benefici soprattutto le grandi case editrici. Sempre secondo il gruppo che ha raccolto oltre le 50'000 firme necessarie per il referendum i media sovvenzionati diventano di fatto media di Stato, mentre la democrazia diretta necessiterebbe di media indipendenti.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
</div>
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		<title>Eutanasia, Suicidio Assistito e Testamenti Biologici</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/eutanasia-suicidio-assistito-e-testamenti-biologici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 23:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Normative penali e disposizioni anticipate di trattamento in Italia e Svizzera Gentile Avvocato Invio a malincuore questa mail, sotto la spinta di pressanti esortazioni da parte di mia madre, una sig.ra davvero speciale giunta quest’anno alla tenera età di 90 anni… Lucidissima, ha qualche problema di mobilità (però compie ancora dei tragitti con il carrellino),</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/eutanasia-suicidio-assistito-e-testamenti-biologici/">Eutanasia, Suicidio Assistito e Testamenti Biologici</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-20119"  class="panel-layout" ><div id="pg-20119-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20119-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20119-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Normative penali e disposizioni anticipate di trattamento in Italia e Svizzera</strong></p>
</p>
<p><em>Gentile Avvocato</em></p>
<p><em>Invio a malincuore questa mail, sotto la spinta di pressanti esortazioni da parte di mia madre, una sig.ra davvero speciale giunta quest’anno alla tenera età di 90 anni… Lucidissima, ha qualche problema di mobilità (però compie ancora dei tragitti con il carrellino), è ospite di una casa di riposo, ha vicino la sua famiglia però…</em></p>
<p><em>Si rende conto di non essere più indipendente e di non poter più fare la vita di prima perciò mi chiede con sempre maggiore insistenza di informarmi riguardo l’eutanasia, essendo cittadina svizzera. </em></p>
<p><em>Potrei avere delle indicazioni in merito? </em></p>
<p><em>Mia madre non è una che “molla l’osso”, vuole sapere!</em></p>
<p><em>Vi ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.</em></p>
<p><em>S. F. (Prov. di Venezia)</em></p>
<hr />
<p>Gentile Signora,</p>
<p>innanzitutto, congratulazioni alla Sua mamma che alla veneranda età di ben 90 anni, oltre ad essere lucidissima, come Lei scrive, pare essere anche molto “determinata”.</p>
<p>Per altro verso, capisco la Sua tristezza. La richiesta che Lei ci pone è assai delicata e, se non erro, nella sua lunga storia non è mai stato esplicitamente affrontato dalla Gazzetta Svizzera.</p>
<p>Il tema, dicevo, è particolarmente delicato perché ha importanti implicazioni giuridiche, morali e religiose e, dunque, muove sentimenti contrastanti e provoca plurime reazioni, magari anche radicali. Ci siamo anche noi interrogati su come affrontare le domande di Sua mamma, e lo faremo cercando di fornire un contributo informativo e conoscitivo, cercando di non urtare le diverse sensibilità, e sfatando anche alcuni equivoci o luoghi comuni in materia.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Suicidio assistito ed eutanasia</strong></p>
<p>Il primo chiarimento necessario riguarda i concetti di suicidio assistito e di eutanasia.</p>
<p>Nel primo caso è la persona che desidera morire a compiere materialmente l’atto che pone fine alla propria vita, ed un terzo si limita a prestare un semplice aiuto al suicidio, laddove il soggetto non sia in condizione di compiere tutte le azioni strumentali a tal fine. Nel secondo caso, invece, è proprio la persona terza a compiere l’atto finale che toglie la vita alla persona che vuole morire.</p>
<p>La differenza è notevole e trova diversa disciplina in entrambi i Paesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Suicidio assistito in Svizzera</strong></p>
<p>La Svizzera sanziona l’eutanasia, ovvero l’omicidio su richiesta della vittima all’art. 114 del codice penale.</p>
<p>Viceversa, il suicidio assistito viene punito nella Confederazione solo se compiuto per fini egoistici all’art. 115 del codice penale.</p>
<p>Sulla scorta di quest’ultima disposizioni sono sorte numerose associazioni per l’assistenza al suicidio, le quali offrono un supporto medico-logistico con il ricovero ospedaliero o l’assistenza domiciliare, fornendo anche un farmaco letale (di solito il pentobarbitale sodico).</p>
<p>Il vivace dibattito a livello politico e sociale del passato in Svizzera non è però sfociato in normative che disciplinassero le modalità e le condizioni del suicidio assistito – un fatto che sarebbe stato utile sia per determinare obblighi sia per evitare abusi – . In realtà, vige in Svizzera una sorta di “autoregolamentazione” sulla base di direttive che a partire da novembre 2005 si è data l’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche sulla “assistenza dei pazienti terminali”. In breve si tratta di quanto segue:</p>
<ul>
<li>il medico ha sempre il diritto di rifiutare l’assistenza al suicidio;</li>
<li>se il medico accetta, deve verificare che la malattia del paziente faccia supporre un suo decesso imminente;</li>
<li>va anche verificato che siano stati proposti trattamenti alternativi e, ove accettati, anche applicati;</li>
<li>va accertata la capacità di intendere e di volere del paziente;</li>
<li>il medico deve assicurarsi che l’atto conclusivo (l’assunzione del farmaco) sia adottato in via autonoma ed esclusiva dal paziente stesso.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Svizzera</strong></p>
<p>Sulla pratica del suicidio assistito in Svizzera si è pronunciata la Corte EDU una prima volta nel 2011 (Sentenza Haas contro Svizzera) stabilendo che non vi era alcuna violazione del diritto al rispetto della vita privata nella disposizione che consentiva l’assunzione di sostanze letali solo previa prescrizione medica rilasciata all’esito di un procedimento volto ad assicurare che il richiedente fosse consapevole (c.d. consenso informato).</p>
<p>Successivamente, nel 2013 la Corte EDU (Sentenza Gross contro Svizzera), ha condannato la Confederazione perché la legge svizzera non era ritenuta sufficientemente chiara nel determinare i casi in cui tale pratica doveva ritenersi consentita.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Suicidio assistito in Italia</strong></p>
<p>In Italia esiste una disciplina analoga del codice penale che punisce all’art. 580 l’istigazione o l’aiuto al suicidio, in qualsiasi modo sia attuato e con una serie anche di aggravamenti di pena in casi particolari.</p>
<p>La norma è stata oggetto di un importantissimo intervento della Corte Costituzionale (Sentenza n. 242/2019) che ne ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale per i motivi che vedremo tra poco.</p>
<p>È altresì punito penalmente a norma dell’art. 579 l’omicidio del consenziente, e cioè l’eutanasia, anche se con una pena edittale inferiore all’omicidio comune, ed anche qui con la previsione di alcune aggravanti in casi particolari.</p>
<p>In ordine a questo reato è stata proposta in Italia una raccolta di firme per sottoporre a referendum abrogativo parte della disposizione così da rendere tale condotta legittima e non più perseguibile. Anche su questo punto diremo meglio più avanti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Corte Costituzionale italiana</strong></p>
<p>In tema di aiuto al suicidio, come detto, si è pronunciata nel 2019 la Corte Costituzionale italiana in una vicenda che era giunta alla ribalta della cronaca perché riguardava l’attività di ausilio prestata da un noto esponente radicale al suicidio proprio in Svizzera di un dee-jay ridotto in condizioni gravi ed irreversibili a seguito di un incidente.</p>
<p>A seguito di ciò, infatti, l’esponente politico era stato sottoposto ad un procedimento penale ma era stata sollevata questione di legittimità costituzionale dell’art. 580 c.p..</p>
<p>La Consulta, dopo avere espressamente auspicato e vanamente atteso un intervento del legislatore, pur riconoscendo l’importanza della tutela del diritto alla vita (soprattutto delle persone più deboli e vulnerabili) ha nondimeno riconosciuto anche la non conformità alla Costituzione nei casi in cui l’aspirante suicida sia un soggetto</p>
<ul>
<li>con una patologia irreversibile;</li>
<li>fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che trova assolutamente intollerabili;</li>
<li>tenuto in vita artificialmente;</li>
<li>purché capace di prendere decisioni libere e consapevoli.</li>
</ul>
<p>In tali ipotesi, infatti, sussiste nel malato il diritto individuale a rifiutare in base all’art. 32 Cost. il mantenimento artificiale in vita, e dunque, l’assistenza del terzo nel porvi fine non può essere punita, perché il divieto assoluto di aiuto limiterebbe ingiustificatamente la libertà di autodeterminazione del malato nella scelta delle terapie, comprese quelle volte a farne cessare le sofferenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il recente quesito referendario sull’eutanasia in Italia</strong></p>
<p>Il referendum è stato promosso da una nota associazione sempre vicina ai radicali che si occupa proprio del fine vita, e ha raggiunto ed abbondantemente superato le 500 mila firme necessarie per il voto.</p>
<p>Sulla validità del quesito è chiamata a pronunciarsi per prima la Corte di Cassazione, la quale è incaricata della verifica delle firme medesime.</p>
<p>Una volta avvenuto ciò, sarà poi la Corte Costituzionale a dover valutare la legittimità del quesito.</p>
<p>La questione è molto dibattuta, in quanto l’eventuale accoglimento del quesito referendario, comporterebbe un notevole ampliamento dell’area di liceità penale dell’omicidio di persona consenziente, non senza evidenti contraddizioni a fronte dalla sussistenza invece di stringenti condizioni per l’aiuto al suicidio, come visto.</p>
<p>La Corte Costituzionale si pronuncerà nell’arco del 2022, e dunque ne conosceremo le valutazioni.</p>
<p>Intanto, però, riteniamo di avere raccolto sufficienti elementi per poter dare una concreta risposta anche a Lei ed ai desideri di Sua mamma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le nuove norme sulle “direttive del paziente” o “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT)</strong></p>
<p>Nella più ampia categoria del “testamento biologico”, e sulla scia di questo, si possono far rientrare oramai anche altre produzioni legislative affini e più recenti, di particolare attualità in tempi di Covid-19 e che hanno avuto anche un notevole incremento a quanto pare, soprattutto in Svizzera.</p>
<p>Fra le varie norme introdotte nel 2013 in Svizzera sono previste anche le direttive anticipate del paziente (c.d. DA) e la rappresentanza in caso di trattamenti medici.</p>
<p>In forza dell’art. 370 CCS e ss. è infatti possibile da parte del paziente designare con direttive vincolanti per il medico i trattamenti sanitari ai quali accetta o rifiuta di sottoporsi nel caso divenga “<em>incapace di discernimento</em>”, ad esempio perché affetto da infermità, debolezza mentale, ebbrezza o stati simili (art. 16 CCS). Il discernimento equivale grosso modo alla capacità di agire nel diritto italiano (art. 2 c.c.).</p>
<p>Inoltre, il codice civile svizzero prevede agli artt. 360 ss. una nuova e particolare figura di mandato c.d. “precauzionale” – già esaminato nella Rubrica Legale di Marzo 2017 –.</p>
<p>Tale strumento giuridico consente di provvedere alla cura di una persona o dei suoi interessi patrimoniali e di rappresentarla nei rapporti giuridici. Esso è più ampio della procura ed è stato creato sempre per tutelare il soggetto che appunto divenga “<em>incapace di discernimento</em>”.</p>
<p>Il mandato viene conferito o per atto notarile o in via olografa e ciò significa che deve essere scritto, datato e firmato dal mandante, in previsione che venga a mancare il discernimento. L’atto può anche essere trascritto presso l’ufficio dello stato civile, per consentire la verifica all’autorità di protezione degli adulti.</p>
<p>Analogamente, l’Italia con la L.n. 219/2017 si è dotata di norme specifiche relative al consenso informato sui trattamenti sanitari ed alle disposizioni anticipate di trattamento (c.d. DAT), disciplinando anche i casi di rifiuto al trattamento, di terapia del dolore e di divieto di accanimento terapeutico in caso di prognosi infausta.</p>
<p>È infatti divenuto possibile, ai maggiorenni nel pieno delle loro facoltà e sempre dopo adeguate informazioni, disporre per il futuro, accettando o rifiutando accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e specifici trattamenti sanitari, nell’ipotesi che si verificasse una incapacità di autodeterminarsi.</p>
<p>Anche in Italia è prevista la nomina di un “fiduciario” che rappresenti in seguito il paziente nelle relazioni con i medici curanti e le strutture ospedaliere, con atto pubblico o scrittura privata autenticata o depositata all’ufficio di stato civile di residenza del disponente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>Dal complesso di queste disposizioni emerge, in sostanza, che il suicidio assistito in Svizzera, sebbene insufficientemente disciplinato, non è una pratica rimessa al libero arbitrio né del potenziale suicida, in quanto è almeno indispensabile che il soggetto sia un malato terminale il cui decesso sia imminente; né a quello di un terzo, che pur aderendo per pietà ad una “<em>seria e insistente richiesta</em>”, come recita la norma, della persona che desidera morire, lo privi della vita, in quanto in tal caso, verrebbe punito con una pena detentiva sino a 3 anni.</p>
<p>Allo stesso modo, in Italia, a seguito delle statuizioni della Consulta, l’aiuto al suicidio è consentito limitatamente alle persone consapevoli e capaci di intendere e di volere, sebbene mantenute in vita artificialmente, che desiderino porre fine alle proprie indicibili sofferenze.</p>
<p>Lo scenario, quantomeno in Italia, potrebbe modificarsi per l’omicidio del consenziente dopo un eventuale referendum, mentre per la Svizzera l’omicidio del consenziente resterebbe pur sempre un reato punibile – cosa che attualmente vale per entrambi i Paesi –.</p>
<p>Probabilmente avremo occasione di riparlarne presto, anche perché la prassi giudiziaria ha posto in Svizzera, e porrà ancor più in futuro in Italia, un numero rilevante di casi limite di non facile risoluzione.</p>
<p>Di certo però, è evidente che la situazione di Sua mamma non ricade proprio nemmeno nelle ipotesi di liceità che attualmente possano consentire l’assistenza di un terzo al suicidio, né in Italia né in Svizzera.</p>
<p>Questione totalmente diversa è quella di decidere per il proprio futuro con riferimento ai trattamenti sanitari, diritto pacificamente riconosciuto sia in Italia sia in Svizzera, con alcune diversità che, però, per ragioni di spazio, non riusciamo ad affrontare in questa sede.</p>
<p>Possiamo quindi solo augurarci che l’intento manifestato da Sua mamma fosse dovuto unicamente ad un momento di sconforto del tutto passeggero e che ritrovi invece la forza e la serenità per godersi ancora i restanti anni di vita e l’affetto dei sui cari in buona salute.</p>
<p>Con i migliori saluti e l’augurio a Voi ed a tutti i nostri affezionati Lettori di un buon Anno Nuovo!</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
</div>
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		<title>Ritornare in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/ritornare-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 23:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[AVS/AI Assicurazioni Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/05/shutterstock_1928946434-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’anno scorso ci sono arrivate diverse richieste sugli aspetti assicurativi, di pensione, formazione, lavoro, fiscale, formalità, in parte trattate in un passato non lontano sulla Gazzetta. Recentemente, un lettore assiduo – non disinteressato – ci ha proposto di trattare questo tema una volta in modo completo. Eccoci qua con la situazione attuale, senza pretesa di</p>
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	<p>L’anno scorso ci sono arrivate diverse richieste sugli aspetti assicurativi, di pensione, formazione, lavoro, fiscale, formalità, in parte trattate in un passato non lontano sulla Gazzetta. Recentemente, un lettore assiduo – non disinteressato – ci ha proposto di trattare questo tema una volta in modo completo. Eccoci qua con la situazione attuale, senza pretesa di completezza. Per essere certi delle condizioni attuali, consultare le istruzioni del Dipartimento Federale degli Affari Esteri www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/vivere-all-estero/rientro-in-svizzera.html</p>
<p><strong>Dove andare a vivere? </strong>In primo luogo si deve decidere dove andar ad abitare. Se non avete famigliari o amici che vi aspettano,<em> l’inserimento non sarà né facile né rapido</em>. Se invece avete famigliari o amici in Svizzera, cercate un’abitazione nelle vicinanze, essi potranno assistervi nella ricerca di casa, lavoro e per superare i mille piccoli ostacoli che si presentano in un mondo nuovo. Molto importante è anche la lingua: se non parlate il tedesco (per la Svizzera tedesca) o il francese (per la Svizzera romanda) sarà difficile ambientarsi e trovare lavoro.</p>
<p><strong>Dove abitare? </strong>Risolto questo, il primo passo è trovare casa: senza indirizzo fisso (abitazione) non potrete prendere residenza (in Ticino si chiama domicilio) in Svizzera. Un primo orientamento su disponibilità e prezzi si può fare sui siti internet. I più diffusi sono homegate.ch e immoscout24.ch. Vi consiglio tuttavia comparis.ch che riprende gli annunci di tutti i siti internet e quindi vi dà la panoramica completa; per i dettagli Comparis rinvia ai singoli siti d’origine, confronta anche i prezzi di assicurazioni, crediti, ipoteche ecc. ed è uno strumento utile anche per queste scelte. Per evitare sgradite sorprese è quasi indispensabile rendersi sul posto prima di decidere. Appaiano di tanto in tanto offerte online di abitazioni a prezzi molto interessanti, ma viene richiesto un anticipo per la visita: non cascateci, è un imbroglio, l’abitazione non esiste ed il denaro è perso! Non si paga mai per visitare un’abitazione.</p>
<p><strong>Dove lavorare? </strong>Il tema è troppo vasto per essere trattato qui; il Collegamento Svizzero in Italia lo tratta periodicamente in dettaglio durante il Congresso annuale. Il problema principale è quello della lingua. Salvo casi molto particolari è impossibile trovare lavoro in Svizzera tedesca se non parlate il tedesco, in Svizzera francese se non parlate il francese. Il Ticino risulta tra i Cantoni economicamente più deboli, il mercato è quindi molto più ristretto Per il Ticino consultate i siti jobcourier.ch o tuttojob.ch. Potete farvi consigliare per l’inserimento lavorativo in Ticino anche dall’organizzazione cristiano sociale ticinese a Lugano, Via Balestra 19. Consultate prima il sito www.ocst.com/cercare-lavoro, poi prendete appuntamento tramite il numero 0041 91 921 15 51. Per la Svizzera interna consultate jobs.ch e jobScout24.ch.</p>
<p><strong>Che cosa e dove studiare? </strong>Rivolgetevi a “educationsuisse” a Berna. Consultate il sito www.educationsuisse.ch che dà le prime informazioni sulle molteplici possibilità, compreso un servizio di consulenza personalizzata. Un percorso non sufficientemente seguito dagli svizzeri all’estero è l’apprendistato/tirocinio professionale di durata dai 2 ai 4 anni che combina pratica e teoria. Infatti si impara un mestiere sul lavoro e contemporaneamente si frequenta la scuola superiore professionale. Il diploma permette sia di eseguire un mestiere in Svizzera che in Italia ad alto livello, oppure di continuare gli studi. Molti svizzeri hanno fatto carriera sia in Svizzera sia in Italia su questa base.</p>
<p><strong>Dove passare la vecchiaia? </strong>Se intendete tornare da pensionati pensate pure alla vecchiaia avanzata. Scegliete un’abitazione non troppo distante da medici/ospedali od eventualmente ritiri per la vecchiaia e case di cura. In tutta la Svizzera, esistono “Spitex”, organizzazioni pubbliche o private di assistenza a domicilio per prestazioni che vanno a carico delle casse malattia se prescritte dal medico e previste nelle tariffe, le altre sono abbastanza costose. Le residenze per anziani sono piuttosto costose, da ca. CHF 3’000 a CHF 5’000 mensili per persona, in genere compreso un pasto giornaliero, case di cura da ca. CHF 5’000 a CHF 8’000 mensili ed oltre. Una residenza per anziani autosufficienti meno costosa e bellissima è la Residenza a Malnate/Varese, gestita da una fondazione della comunità svizzera di Milano: www.laresidenza.it.</p>
<p><strong>Il costo della vita?</strong> Il costo della vita è decisamente più alto di quello dell’Italia, soprattutto per quanto riguarda tutti i servizi. Va tenuto anche conto che chiunque arriva in un posto nuovo all’inizio spende di più perché non conosce i modi e costumi. Anche per questo andare a vivere vicino a famigliari o amici è un grande vantaggio. I servizi sociali comunali devono permettere a tutti di condurre una vita degna, pur semplice; è un obbligo di legge per i comuni di residenza.</p>
<p><strong>Come procedere? </strong>Le nostre indicazioni seguenti sono valide per cittadini svizzeri o con doppia nazionalità italo/svizzera (attenzione ad alcune differenze specificate):</p>
<ol>
<li>Per prendere residenza in Svizzera bisogna aver un’abitazione, in affitto o proprietà (vedi punto sopra “dove abitare”)</li>
<li>Per i cittadini solo svizzeri: annunciare la partenza al comune di residenza. Custodire con estrema cura la conferma scritta.</li>
<li>Annunciare la partenza al Consolato di Roma o Milano. Chi ha lasciato in deposito l’atto di origine, deve ritirarlo (vale per chi si era immatricolato diversi anni fa). Chi si è immatricolato da pochi anni, l’ha ricevuto di ritorno. Servirà per annunciarsi al comune in Svizzera. Se l’avete perso, dovete chiederlo all’ufficio di stato civile del luogo di attinenza.</li>
<li>I pensionati che godono solo di pensione italiana possono essere assicurati in Italia, ma godere di tutti i servizi offerti agli assicurati in Svizzera: ritirare alla propria ASL il modulo S1 (ex E121); farlo avere a LAMAL, Industriestrasse 78, CH-4600 Olten chiedendo l’emissione del tesserino di assicurazione svizzero contro la malattia che dà diritto alle prestazioni sanitarie secondo la legge svizzera.</li>
<li>Tutte le altre persone, anche quelle che godono di una pensione svizzera seppur minima, sono obbligate di assicurarsi in Svizzera. Le numerose aziende che offrono l’assicurazione malattia di base obbligatoria danno prestazioni identiche, ma a tariffe molto diverse. Le differenze possono essere nelle formalità (la prestazione viene pagata dalla cassa che poi addebita la parte a carico dell’assicurato, rispettivamente l’assicurato deve anticipare la prestazione e viene risarcito dalla cassa – alcune delle casse meno care fanno difficoltà nel riconoscere prestazioni costosissime –). Consultare per i premi www.comparis.ch. Quasi tutte le casse offrono prestazioni accessorie, consigliabili solo a chi ha disponibilità abbastanza ampie.</li>
<li>Notificare il proprio arrivo al comune di residenza svizzero entro 14 giorni dall’arrivo. Presentare un documento d’identità, l’atto di origine, avere un’abitazione, assicurazione malattia. Il comune concede 3 mesi di tempo per presentare quest’ultimo documento soltanto.</li>
</ol>
<p>Fatevi dare subito un certificato di residenza; Vi servirà di tanto in tanto. Fatevi un paio di copie, non date mai via l’originale, perché la tassa richiesta è abbastanza alta.</p>
<ol start="7">
<li>Gli uomini devono informarsi dal capo sella sezione militare oppure da J1@vtg.admin.ch se sono pure obbligati di annunciarsi per il servizio militare, servizio civile o, rispettivamente, per il pagamento della tassa sostitutiva.</li>
<li>I cittadini con doppia nazionalità italo/svizzera devono iscriversi al registro AIRE (Anagrafe degli Italiani all’Estero) presso il consolato competente per la zona, presentando un documento di identità per sé e conviventi, una prova di residenza (certificato di residenza del comune, bollette di utenze residenziali ecc.). C’è anche la possibilità di iscrizione per via telematica, ma pochi sono abbastanza documentati per questa procedura. L’AIRE provvederà ad informare il comune in Italia della partenza per l’estero. <em>Questa iscrizione è indispensabile per non rischiare di dover pagare le imposte sia in Svizzera che in Italia.</em></li>
</ol>
<p><strong>Alcune informazioni particolari:</strong></p>
<p><strong>Trasloco: </strong>Le suppellettili domestiche nonché eventuali collezioni, animali o veicoli possono essere importati in Svizzera in franchigia di tributi quando si comprova il trasferimento del domicilio in Svizzera. Ciò è tuttavia possibile solo se l'immigrato li ha utilizzati personalmente durante almeno sei mesi e continua a usarli dopo l'importazione. Istruzioni dettagliate sotto https://www.ezv.admin.ch/ezv/it/home/informazioni-per-privati/masserizie-di-trasloco--studio--domicilio-di-vacanza--matrimonio/importazione-in-svizzera/trasloco--masserizie-di-trasloco-.html</p>
<p>Per importare animali domestici consultare l’ufficio federale veterinario www.blv.admin.ch/blv/it/home.html</p>
<p><strong>Auto, moto e biciclette con motore oltre 500 W o 25 km/h: </strong>Dovrete presentare questi veicoli prenotando un appuntamento al servizio cantonale di circolazione per il controllo tecnico e del rispetto delle norme svizzere. Non conviene far mettere in ordine il veicolo prima di questo controllo: in genere le officine eseguono molti lavori che al controllo non sarebbero stati obiettati e non sempre si esce senza contestazione. Conviene presentare il veicolo, far mettere in ordine i punti contestati e ripresentarlo. Fa eccezione se il veicolo ha difetti vistosi di carrozzeria o nella parte tecnica; in questo caso, è molto più conveniente fare la riparazione in Italia prima del trasloco. Dopo questo controllo dovrete prendere una targa svizzera e restituire quella italiana.</p>
<p><strong>Patente: </strong>Notificare l’arrivo entro 14 giorni al servizio della circolazione del Cantone di residenza e chiedere informazioni sulle modalità di conversione della licenza di condurre estera. Le patenti italiane vengono convertite senza esami supplementari; persone oltre 75 anni devono superare l’esame medico prima della conversione.</p>
<p><strong>AVS: </strong>In Svizzera, tutti i residenti devono contribuire all’AVS dall’età di da 20 anni (18 anni solo se lavorano) fino all’età di pensione, attualmente 64 anni per le donne e 65 per gli uomini. Chi non lavora (casalinga p.es.) deve iscriversi alla cassa di compensazione cantonale. Spesso ciò si può fare al comune all’atto dell’iscrizione, altrimenti il comune fornisce le indicazioni.</p>
<p>I pensionati che ritornano devono informare immediatamente la Cassa Svizzera di Compensazione, Avenue Edmond-Vaucher 18, Casella postale 3100, 1211 Genève 2, sedmaster@zas.admin.ch, dell’avvenuto trasferimento in Svizzera allegando un certificato del controllo degli abitanti del comune e le nuove coordinate bancarie. C’è chi ha tentato di fare il furbo, non annunciando il rientro: al primo controllo di esistenza in vita tale fatto viene scoperto, le conseguenze sono abbastanza spiacevoli. Ricordiamo che in base all’art. 18 della Convezione italo-svizzera contro la doppia imposizione, le pensioni vengono di norma tassate nel paese ove si è residenti (salvo pensioni di enti pubblici a persone con la nazionalità dello stesso stato).</p>
<p><strong>Pensioni italiane (p.es. INPS) </strong>Risiedendo in Svizzera, dovrete dichiarare la Vostra pensione italiana al fisco svizzero. Per evitare di subire ancora le trattenute italiane, chiedete subito al comune svizzero la dichiarazione che siete soggetto a tassazione in Svizzera (possibilmente in italiano). Spedite questo documento come R.R. al Vostro istituto previdenziale (normalmente la INPS provinciale) assieme alla richiesta di versarvi la pensione sul Vostro conto in Svizzera (indicare IBAN) in esenzione delle imposte italiane. Se da questo momento viene ancora trattenuta l’imposta per un mese o due, provvederanno al conguaglio a fine anno.</p>
<p><strong>Fisco: </strong>Riceverete a casa ogni anno il modulo per la dichiarazione delle imposte. Se mantenete ancora beni all’estero, questi vanno dichiarati e verranno sottoposti a tassazione. Evitate di omettere questi beni; oltre al reddito, in Svizzera viene anche tassato il patrimonio. Quest’ultima tassa è modesta, ma ciò che non rientra nella vostra dichiarazione annua del patrimonio emergerà inevitabilmente più tardi, a costi molto maggiori. Presto o tardi, sicuramente alla fine della vita, il fisco se ne accorgerà e presenterà un conto salato. Il livello di tassazione varia molto da cantone a cantone e da comune a comune. Per persone facoltose anche questo punto può essere un criterio di scelta – ma non dimenticate l’importanza della vicinanza di famigliari o amici –.</p>
<p><em>Robert Engeler - avv. Andrea Pogliani</em></p>
</div>
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		<title>La rete di trasporto più aerea della Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-rete-di-trasporto-piu-aerea-della-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 23:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Seilbahn_vorder-oberer_Baerchi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Estremi Svizzeri Più alto, più grande, più rapido, più bello? Alla ricerca dei record svizzeri che escono dall’ordinario. Oggi: in visita nella regione che possiede la maggiore densità di teleferiche della Svizzera Nessun altro cantone conta tante piccole teleferiche bizzarre sospese al disopra di burroni quanto il montagnoso Canton Uri. Un tempo indispensabili per accedere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Seilbahn_vorder-oberer_Baerchi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20106"  class="panel-layout" ><div id="pg-20106-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20106-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20106-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Estremi Svizzeri</strong></p>
<p>Più alto, più grande, più rapido, più bello? Alla ricerca dei record svizzeri che escono dall’ordinario. Oggi: in visita nella regione che possiede la maggiore densità di teleferiche della Svizzera</p>
<p><strong>Nessun altro cantone conta tante piccole teleferiche bizzarre sospese al disopra di burroni quanto il montagnoso Canton Uri. Un tempo indispensabili per accedere a fattorie di montagna discoste, oggi servono anche per questioni turistiche.</strong></p>
<p>Eggenbergli è una piccola terrazza naturale in alto sul fianco ripido e ombroso della profonda valle del Schächen, che conduce Altdorf, il capoluogo del canton Uri, al passo roccioso e selvaggio del Klausen. L’Eggenbergli può essere raggiunta solo da contadini di montagna motorizzati con una moto fuoristrada, ma anche da due funi metalliche lunghe 1’500 metri che lo collegano alla frazione di Witterschwanden in fondo alla Klausenpassstrasse. Sono arterie vitali, poiché portano un mezzo di trasporto innovativo.</p>
<p>Le due piccole cabine della teleferica, costruite nel 1953 e dipinte di verde come boschi e prati, sembrano reperti ben curati di un museo d’epoca. Sulle due panchine ci stanno al massimo quattro persone, mentre i bagagli trovano posto all’esterno delle cabina. Una sospensione a due bracci molto sottili collega la cabina alle quattro ruote sulla fune. Sono i passeggeri stessi che azionano la teleferica inserendo un gettone e premendo un bottone. Quando la teleferica, alimentata ad elettricità, scivola lungo la ripida discesa in direzione della valle, si inclina in avanti e lascia senza fiato i passeggeri.</p>
<p>In questa specie di “due cavalli” sospesa, ci si bilancia dolcemente al disopra di un paesaggio agricolo montagnoso: i prati, delle isole verde chiaro in mezzo allo scuro bosco della montagna, sono spesso inclinati in maniera vertiginosa con fattorie costruite sui pendii tra il fieno essiccato. Non esiste nessuna strada di accesso.</p>
<p>Le teleferiche così fuori dal tempo come quelle di Eggenbergli e il paesaggio rurale coltivato dai contadini di montagna urani non sono concepibili uno senza l’altro. «<em>La costruzione di numerose piccole teleferiche ad Uri, dopo la Seconda Guerra mondiale, è stata sostenuta dal Servizio cantonale dei miglioramenti fondiari»</em>, indica lo storico Romed Aschwanden. Esso dirige l’istituto “Kulturen der Alpen”, un’antenna dell’Università di Lucerna ad Altdorf, che studia, tra l’altro, le teleferiche urane. La ricerca è originale: il musicologo Michel Roth, ad esempio, colleziona i suoni dei cavi d’acciaio che si bilanciano nella valle dello Schächen. Il suo scopo: creare una composizione con i suoni archiviati.</p>
<p>Romed Aschwanden si interessa alla funzione sociale delle teleferiche: nelle montagne urane, le piccole teleferiche hanno portato a un risultato simile al classico miglioramento come i lavori di risanamento e correzione delle acque in pianura. Esse hanno semplificato l’utilizzo delle terre agricole e migliorato il loro rendimento stabilendo un legame con la civilizzazione. Quando gli insediamenti periferici sono stati resi accessibili dalle funivie, i ragazzi hanno potuto andare a scuola senza problemi e i loro genitori hanno potuto trovare più facilmente un lavoro nei fondovalle.</p>
<p><strong>I «piccoli battelli di Niederberger»</strong></p>
<p>Dal momento che il paesaggio di Uri è straordinariamente tortuoso e ripido, è stata creata una rete di teleferiche molto densa, che conta oggi ancora 38 teleferiche ufficialmente autorizzate a trasportare passeggeri nei quattro angoli del cantone. Altrettanto spettacolare di quello di Eggenbergli, vi è ad esempio il tragitto della minicabina aperta che sale da Bristen, nella valle di Maderan, a Waldiberg, o quello che scende da Musenalp a Chlital, vicino a Isenthal. Il boom delle teleferiche è stato avviato dal pioniere dell’industria nidvaldese Remigi Niederberger, di professione fabbro, che si era reso conto del potenziale di questo modo di trasporto alla svolta del secolo. Con i suoi figli, ha sviluppato, come racconta lo storico Romed Aschwanden, una costruzione appositamente adatta alle rudi regioni montagnose: una piccola cabina, ridotta all’essenziale ma che proteggeva dalle intemperie, la cui sospensione corta ha permesso di costruire piloni bassi. I cosiddetti “piccoli battelli di Niederberger” fanno ormai parte del patrimonio industriale e culturale della regione.</p>
<p><strong>Trasporti pubblici in verticale</strong></p>
<p>Su un tragitto diviso in due sezioni, una piccola telecabina porta dalla valle di Schächen all’altopiano di Ruogig, che serve da alpeggio. Intorno alla stazione intermedia e alla stazione a monte sono disseminate delle piccole fattorie che sono collegate all’asse principale con teleferiche più piccole che servono al trasporto di materiale. Il latte e il fieno vengono così raccolti e inviati a valle e dei beni di consumo corrente possono essere trasportati fino alle fattorie. «<em>La cultura urana delle teleferiche si caratterizza anche per il paesaggio di frazioni sparse</em>», sottolinea lo storico. Si potrebbe parlare di una rete di trasporto pubblico aereo.</p>
<p>Il punto debole di questo sistema è la sua mancanza di redditività. «<em>La gestione di numerose piccole teleferiche dalle basse frequenze non può essere redditizia</em>», conferma Toni Arnold, direttore dell’associazione delle teleferiche di Uri. Le crescenti esigenze di sicurezza sono un aspetto primordiale. Anche se queste piccole teleferiche hanno l’aspetto, di primo acchito, di costruzioni provvisorie mal tenute, esse sono sottoposte a intervalli regolari a controlli imposti dalla legge. Ogni anno, l’istanza responsabile procede a un controllo tecnico di ogni teleferica sottoponendo il suo cavo a una radiografia speciale. In questi ultimi anni, si sono registrati soltanto alcuni incidenti con teleferiche utilizzate per il trasporto di materiale dove si erano seduti dei passeggeri anche se vigeva il divieto per le persone.</p>
<p><strong>Concorrenza della strada</strong></p>
<p>Toni Arnold spera che il crescente turismo all’aperto possa dare alle piccole funivie di Uri un certo sostegno economico, soprattutto perché la maggior parte delle cabine sono dotate di installazioni per il trasporto di mountain bike. Nel contempo, Arnold non nasconde che le connessioni stradali, in vari luoghi, rimetteranno a medio termine in questione le piccole teleferiche storiche. E questo, come fa notare, «<em>benché la strada non sia superiore alla teleferica sotto tutti gli aspetti</em>». Certo, un accesso stradale si rivelerebbe spesso più confortevole e più semplice. Ma con condizioni invernali ghiacciate, la funivia ha un chiaro vantaggio. Inoltre, con le sue capacità limitate, costituisce una barriera contro l’afflusso massiccio di visitatori e rappresenta la garanzia di un turismo dolce ed ecologico oggi molto ambito. D’inverno, le piccole teleferiche servono una nicchia turistica particolare trasportando gli sciatori sulle piste vergini mentre, più in alto, il rischio di valanghe è importante.</p>
<p>Martin Gisler non è un turista, bensì un agricoltore e non vuol sentir parlare di strade. È responsabile della gestione della teleferica che conduce da Witterschwanden a Eggenbergli, che assicura un servizio di trasporto pubblico molto particolare. Ogni cinque piloni, i passeggeri possono premere un bottone per chiedere di fermarsi. Cinque famiglie vivono tutto l’anno ai bordi della teleferica, e in ogni fermata si trova una casa. Martin Gisler vive vicino al quinto pilone. Egli apprezza la teleferica soprattutto d’inverno, quando nevica e quando è occupato quasi tutta la giornata a pulire da solo il sentiero che porta alla sua casa.</p>
<p>Recentemente, la cooperativa responsabile della gestione ha previsto di sostituire la teleferica ormai vetusta con una strada, ma vi ha rinunciato. E non solo a causa dei costi: a Eggenbergli, nessuno riesce ad immaginarsi una vita senza la teleferica.</p>
<p><em>Jürg Steiner</em><br />
<em>Schweizer Revue</em></p>
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	<p>Il “Niederberger Schiffli” che porta a Eggenbergli assomiglia ad un pezzo da museo. Foto Uri Turismo.</p>
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	<p>Nel “cockpit” della cabina, i passeggeri devono imparare da soli come azionare la teleferica. Foto Jürg Steiner</p>
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	<p>la piccola teleferica che porta da Amsteg al lago d’Arni supera i 790 metri di dislivello. </p>
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	<p>la teleferica che porta da Hofstetten a Wilerli è un veicolo… particolarmente aereo. Foto Uri Turismo</p>
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	<p>La vallata di Schächen, nel canton Uri, conta un numero particolarmente elevato di piccole teleferiche. Esse sono rappresentate da linee rosse sulla carta. © Swisstopopo</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-rete-di-trasporto-piu-aerea-della-svizzera/">La rete di trasporto più aerea della Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Un predatore migra in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/un-predatore-migra-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 22:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Schakal_1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dieci anni fa si sono trovate in Svizzera le prime tracce dello sciacallo dorato. Oggi questo predatore, che assomiglia ad una volpe ,sembra essere a proprio agio nelle zone umide protette del paese. Mentre egli potrebbe vivere qui, altre specie di mammiferi rischiano di scomparire. Durante una battuta di caccia nella Surselva (GR), un cacciatore</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-predatore-migra-in-svizzera/">Un predatore migra in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Schakal_1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20100"  class="panel-layout" ><div id="pg-20100-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20100-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20100-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Dieci anni fa si sono trovate in Svizzera le prime tracce dello sciacallo dorato. Oggi questo predatore, che assomiglia ad una volpe ,sembra essere a proprio agio nelle zone umide protette del paese. Mentre egli potrebbe vivere qui, altre specie di mammiferi rischiano di scomparire.</p>
<p>Durante una battuta di caccia nella Surselva (GR), un cacciatore grigionese mira a una volpe e spara. Ma l’animale che ha abbattuto non è quello che pensava: si trattava in realtà di un maschio di sciacallo dorato.</p>
<p>Questo incidente è avvenuto cinque anni fa. A seguito della sua confusione, il cacciatore si è spontaneamente denunciato alle autorità e il Canton Grigioni ha comunicato pubblicamente questa notizia. Se l’abbattimento di questo animale era allora vietato, e lo è ancora, l’episodio è la prima prova concreta e fisica della presenza dello sciacallo dorato in Svizzera.</p>
<p><strong>Dai Balcani verso la Svizzera</strong></p>
<p>Il fatto che il cacciatore grigionese non abbia subito riconosciuto questo mammifero non sorprende affatto. Da lontano, quest’ultimo assomiglia ad una volpe. Ha più o meno la stessa dimensione, ma possiede una coda più corta e gambe più lunghe nonché un pelo che va dal giallo dorato al grigio.</p>
<p>Lo sciacallo dorato è il solo sciacallo indigeno d’Europa. È originario dell’Asia e del Vicino Oriente ed è migrato verso i Balcani nel corso del secolo scorso. Lo sterminio del lupo nei Balcani ha progressivamente fatto scomparire il predatore naturale dello sciacallo dorato, che ha potuto così moltiplicarsi.</p>
<p>Le popolazioni di sciacalli sono di conseguenza molto importanti nei Balcani. Lo sciacallo dorato vive in seno al suo clan familiare. I piccoli vengono esclusi dopo un certo tempo e devono trovare il loro territorio per formare una famiglia. A seguito della forte densità di questa specie di mammiferi, i giovani faticano sempre di più a trovare nuovi territori. I giovani maschi, in particolare, non esitano dunque a percorrere lunghe distanze per conquistare nuovi habitat.</p>
<p>Lo sciacallo dorato ha così continuato ad ampliare il proprio habitat: dai Balcani, ha imboccato la strada dell’Ovest ed è arrivato in Svizzera. Già nel 2011, un servizio fotografico aveva permesso di realizzare un servizio su questo predatore in Svizzera, in seguito una seconda foto era stata realizzata poco prima dell’abbattimento illegale del Canton Grigioni.</p>
<p><strong>Soprattutto i giovani maschi migrano in Svizzera</strong></p>
<p>Queste testimonianze fotografiche, ma anche delle tracce genetiche od osservazioni dello sciacallo dorato, sono registrate nei computer della Fondazione per l’ecologia dei carnivori e gestione della fauna selvaggia (Kora) a Muri (BE). Le tracce documentate evidenziano una cosa: «<em>Oggi, soltanto giovani maschi molto mobili vivono in Svizzera</em>», ribadisce Christian Stauffer, direttore della Kora. Nel 2020, la fondazione ha riunito sette prove fotografiche o tracce genetiche di uno sciacallo dorato. A ciò vanno aggiunte 16 osservazioni o altre prove di tracce.</p>
<p>Il fatto che questo predatore si sia installato in Svizzera è sorprendente, poiché le condizioni di vita che offre il paese non sono particolarmente ideali per lui. «<em>Lo sciacallo dorato proviene da contesti più caldi, e non è adatto alle regioni dove vige un innevamento prolungato</em>», rivela Christian Stauffer. Le sue zampe non sono fatte per muoversi nella neve. Rispetto al suo peso, sono più piccole di quelle della volpe, ed esso sprofonda di conseguenza nel manto nevoso.</p>
<p>L’alta densità di popolazione in Svizzera potrebbe anche rendere difficile per questo animale trovare l’habitat ideale qui, come afferma Reinhard Schnidrig, responsabile della sezione Fauna selvaggia e conservazione delle specie dell’Ufficio federale dell’ambiente. Ma anche nel nostro paese montagnoso e densamente popolato, ci sono aree in cui lo sciacallo dorato potrebbe sentirsi a suo agio. Christian Stauffer, della fondazione Kora, cita in particolare come contesto di vita appropriato i canneti che sono attorno al lago di Neuchâtel. Lì si sono già ritrovate tracce di questo predatore. Ma l’animale ha già lasciato tracce del suo passaggio anche in altre zone umide protette come il Kaltbrunner Riet (SG). «<em>Esistono varie zone di questo tipo in Svizzera. Posso immaginare che lo sciacallo dorato allevi un giorno dei cuccioli in un luogo come questo</em>», afferma Reinhard Schnidrig. Tuttavia, per questo bisognerebbe dapprima che si formino delle coppie. E questo potrebbe richiedere un certo tempo, poiché nessuna femmina della specie è finora stata trovata in Svizzera. Secondo Reinhard Schnidrig, l’assenza di femmine è tipica per la specie di mammiferi che si stanno diffondendo: «<em>Quasi sempre sono prima i maschi che migrano</em>».</p>
<p><strong>Un clima propizio grazie al riscaldamento?</strong></p>
<p>La pressione demografica nei paesi dei Balcani è una delle ragioni per le quali gli sciacalli dorati sono oggi migrati in Svizzera. Un’altra ragione potrebbe essere il cambiamento climatico e il riscaldamento nelle regioni piuttosto fredde, dall’innevamento abbondante, come quelle che esistono in Svizzera. Christian Stauffer sottolinea però che la tesi secondo cui questo tipo di animale si propaga a seguito del cambiamento climatico non è confermata. Non esiste nessuno studio in proposito.</p>
<p><strong>Dodici nuove specie di mammiferi in Svizzera</strong></p>
<p>Lo sciacallo dorato non è la sola nuova specie di mammifero in Svizzera. Nella scorsa primavera si è concluso il più grande censimento effettuato finora sui mammiferi presenti nel paese. Sono state recensite dodici specie in più rispetto a 25 anni fa, afferma la Società svizzera di biologia della fauna (SSBF). Oltre allo sciacallo dorato, sono stati scoperti di recente il toporagno del Vallese (<em>Sorex antinorii</em>) e il pipistrello criptico (<em>Myotis crypticus</em>). E specie un tempo estinte, come il lupo o la lontra, sono tornati in Svizzera.</p>
<p><strong>Habitat in declino</strong></p>
<p>Mentre le grandi specie come lo sciacallo dorato, il lupo o lo stambecco ricevono molta attenzione, le specie più piccole spesso ricevono meno attenzione e in alcuni casi sono sempre più sotto pressione, scrive la SSBF. Ad esempio le popolazioni di puzzole e donnole sono diminuite. E il territorio della lepre ha tendenza a diminuire. «<em>In numerosi luoghi la lepre bruna non ha praticamente più la possibilità di allevare i suoi cuccioli in modo adeguato</em>», nota Reinhard Schnidrig. Quest’ultimo riassume così la situazione: le specie animali che hanno bisogno di un ambito di vita particolare registrano maggiori difficoltà in Svizzera, mentre gli animali che possono adattarsi a vari contesti si trovano bene. Come se la caverà lo sciacallo dorato con le condizioni di vita offerte in Svizzera? Il futuro ce lo dirà.</p>
<p><em>Mireille Guggenbühler</em><br />
<em>Schweizer Revue</em></p>
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	<p>Sempre più spesso vengono recensiti sciacalli dorati in Svizzera. Foto Keystone</p>
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	<p>Piu grande, con gambe più lunghe, coda più corta: lo sciacallo dorato (in alto) e la volpe (sopra) sono diversi. Foto Keystone</p>
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		<title>«Ho anche potuto migliorare le mie conoscenze linguistiche»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/ho-anche-potuto-migliorare-le-mie-conoscenze-linguistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 22:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/Foto_Pol_Giralt_mezzo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero. Pol Giralt, giovane svizzero all’estero, è cresciuto in Spagna e ha frequentato, come sua nonna e suo padre, la Scuola Svizzera di Barcellona. Durante le sue ultime ferie estive è stato in Svizzera e ha lavorato in una</p>
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	<p>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</p>
<p><strong>Pol Giralt, giovane svizzero all’estero, è cresciuto in Spagna e ha frequentato, come sua nonna e suo padre, la Scuola Svizzera di Barcellona. Durante le sue ultime ferie estive è stato in Svizzera e ha lavorato in una fattoria. educationsuisse ha parlato con lui delle sue esperienze fatte in campagna.</strong></p>
<p><strong><em>Come ha saputo dell’associazione svizzera Agriviva?<br />
</em></strong>Tramite mio padre che ha letto sulla “Schweizer Revue” (n.d.r. la rivista per gli svizzeri all’estero, cioè il pendant della Gazzetta Svizzera) un articolo di educationsuisse sul tema “acquisire esperienze di lavoro in Svizzera”! Nell’articolo l’organizzazione Agriviva è stata brevemente presentata. L’idea di lavorare in una fattoria mi è piaciuta e volevo provarci. Sulla pagina web www.agriviva.ch/it/ di Agriviva ho trovato tutte le informazioni necessarie e mi sono iscritto.</p>
<p><strong><em>Agriviva esiste da oltre settantacinque anni e vuole essere un ponte tra città e campagna, produttori e consumatori, natura e tecnologia, culture e tradizioni differenti. Come si è trovato nelle campagne svizzere?<br />
</em></strong>Ho passato un mese in una fattoria nel comune di Bözberg nel Canton Argovia e vissuto tanti momenti particolari. Mi è piaciuto tantissimo, anche se a volte il lavoro era faticoso.</p>
<p><strong><em>Ci può descrivere una sua giornata tipo in fattoria?<br />
</em></strong>Mi alzavo alle sette per fare una ricca colazione con la famiglia. Già alle otto poi si andava nei campi per raccogliere ciliegie. Ogni giorno ci lavoravano circa 15 persone e a volte addirittura 30! Gli alberi di ciliegie erano alti circa quattro metri, per cui dovevamo anche utilizzare delle scale. Così facendo raccoglievamo giornalmente oltre 500 chili di ciliege. Dopo la pausa pranzo aiutavo di nuovo a raccogliere ciliegie oppure davo una mano nella stalla, a mungere le mucche.</p>
<p><strong><em>Ci sono stati problemi di lingua e altre incomprensioni?<br />
</em></strong>Alla Scuola Svizzera di Barcellona e a casa con mia nonna ho imparato il tedesco. Per cui ci sono state poche incomprensioni. La famiglia dei fattori sapeva che io non parlavo lo svizzero tedesco. Inoltre c’erano altri collaboratori provenienti dalla Germania. Quindi abbiamo parlato sempre in buon tedesco. Così ho anche potuto migliorare le mie conoscenze linguistiche.</p>
<p><strong><em>Che cosa Le è piaciuto di più durante il suo soggiorno in fattoria?<br />
</em></strong>È stato molto stimolante conoscere tanta gente nuova e culture diverse. È stato anche interessante capire come i contadini commerciano la frutta e a seguire il percorso delle ciliegie dall’albero fino al supermercato.</p>
<p><strong><em>Pensa che tornerà a ripetere il soggiorno in una fattoria svizzera?<br />
</em></strong>Mi piacerebbe ritornare già l’anno prossimo in Svizzera e stare presso una famiglia di contadini. Però a settembre ho cominciato lo studio in ingegneria chimica <em>all’Universitat Politècnica de Catalunya – UPC</em>. E non sono purtroppo così certo che avrò abbastanza tempo per Agriviva.</p>
<p><strong><em>Consiglierebbe ai suoi amici una tale esperienza?<br />
</em></strong>Certamente! E non solo agli amici ma a tutti i giovani consiglio di andare a dare una mano in una fattoria. Non è solo un’esperienza fantastica ma si imparano tante cose nuove. E vedere come si lavora duramente per portare il cibo ogni giorno in tavola, ci insegna a portare rispetto per i contadini.</p>
<p><strong><em>Lei adesso è studente universitario, ha valutato di venire a studiare in Svizzera?<br />
</em></strong>Durante il periodo alla Scuola Svizzera di Barcellona ho fatto un pensierino su questa opportunità di studiare in Svizzera. Ma non ho trovato il mio corso da sogno, cioè ingegneristica aerospaziale. Adesso studio chimica a Barcellona che è un corso Bachelor che mi piace molto.</p>
<p>In ogni caso, la scuola svizzera mi ha preparato bene per il mio futuro e per gli studi. Ci sono materie di studio universitario con le quali ero già in confidenza a scuola. Ho anche acquisito a scuola buone conoscenze in tedesco, inglese e francese.<br />
Diversi miei amici adesso studiano in Svizzera. Se sarà possibile, verrò per il Master in Svizzera.</p>
<p><strong><br />
Educationsuisse promuove associazioni come Agriviva, www.agriviva.ch/it, ed è a vostra disposizione per domande su tali esperienze e riguardanti la tematica della formazione in Svizzera in generale.</strong></p>
<p><strong>educationsuisse è l'organizzazione mantello delle 18 scuole svizzere all’estero riconosciute dalla Confederazione Svizzera. In Italia le scuole svizzere si trovano a Catania, Bergamo, Milano, Cadorago e Roma. Ulteriori informazioni qui <a href="https://gazzetta.link/scuolesvizzere">https://gazzetta.link/scuolesvizzere</a></strong></p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p>educationsuisse - scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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		<title>Stupfete</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/stupfete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 22:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Ti porto a tavola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/stupfete-1920x2560-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Lo Stupfete è una specie di fonduta con formaggio e patate in una salsa fine di cipolle ed erbe tipica del Canton Turgovia. In collaborazione con gutekueche.ch Ogni terzo lunedì di gennaio, Frauenfeld festeggia il Bechtelistag (il giorno di san Bertoldo), un’usanza che affonda le sue radici nel Medioevo. I membri dell’antica “Società dei Konstabler”, un</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/stupfete/">Stupfete</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/stupfete-1920x2560-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20089"  class="panel-layout" ><div id="pg-20089-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20089-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20089-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Lo Stupfete è una specie di fonduta con formaggio e patate in una salsa fine di cipolle ed erbe tipica del Canton Turgovia.</p>
<p><strong>In collaborazione con</strong><strong> </strong><strong>gutekueche.ch</strong></p>
<p>Ogni terzo lunedì di gennaio, Frauenfeld festeggia il Bechtelistag (il giorno di san Bertoldo), un’usanza che affonda le sue radici nel Medioevo. I membri dell’antica “Società dei Konstabler”, un potente circolo che possedeva beni e concedeva prestiti, si incontrano da allora per la presentazione dei conti, che festeggiano con un pasto a base di Salzisse, pane e vino. Il Bechtelismahl ha luogo nella sala patriziale del municipio cittadino. Attorno alle 23.00, le porte vengono aperte per lasciare entrare il pubblico e scoccata la mezzanotte, si procede alla premiazione delle migliori maschere.</p>
<p><strong>Tempo di preparazione: 40min</strong></p>
<ol>
<li>Sbucciare e tagliare le cipolle. Scaldare il burro in una padella e soffriggervi le cipolle. Spolverare le cipolle con la farina e deglassare con l’aceto. Togliere la padella dal fuoco e aggiungere l’olio di girasole. Salare e pepare le cipolle e metterle da parte a raffreddare.</li>
<li>Lavare le patate e portare l’acqua ad ebollizione. Salare l’acqua bollente e bollire le patate per circa 30 minuti fino a quando sono morbide. Mettere le patate in un setaccio e lasciarle raffreddare.</li>
<li>Lavare e tritare l’erba cipollina, il prezzemolo, l’aneto e la maggiorana. Aggiungere le erbe alla salsa raffreddata e disporle in una piccola ciotola.</li>
<li>Tagliare i formaggi a pezzetti e disporli su un piatto. Tagliare le patate in pezzi più piccoli e disporle su un piatto. Intingere il formaggio e le patate nella salsa e gustare.</li>
</ol>
<p><strong>Ingredienti per 4 porzioni: </strong></p>
<p>200g formaggio Amriswil<br />
200g formaggio Tilsiter<br />
1kg patate<br />
1C farina<br />
8C aceto di mele<br />
1c di burro<br />
1 mazzo di aneto fresco<br />
1 mazzo di maggiorana fresca<br />
1 mazzo di prezzemolo fresco<br />
pepe macinato<br />
sale<br />
1 mazzo erba cipollina fresca<br />
8C olio di girasole<br />
2 cipolle</p>
</div>
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		<title>Congresso autunnale dell’Unione Giovani Svizzeri dopo due anni finalmente in presenza</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/congresso-autunnale-dellunione-giovani-svizzeri-dopo-due-anni-finalmente-in-presenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 22:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/1.-Andrea-Colamedici-Tlon-durante-il-suo-intervento-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sabato 27 novembre si è tenuto il nostro Congresso presso la Scuola Svizzera di Milano, l’emozione di poterci rivedere dal vivo è stata tanta! Il congresso dal tema “Il mondo della creazione digitale” ha avuto il piacere di ospitare gli interventi iniziali di Peter Debenjack, direttore della Scuola Svizzera di Milano, Philippe Bärtschi, console capo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/congresso-autunnale-dellunione-giovani-svizzeri-dopo-due-anni-finalmente-in-presenza/">Congresso autunnale dell’Unione Giovani Svizzeri dopo due anni finalmente in presenza</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/1.-Andrea-Colamedici-Tlon-durante-il-suo-intervento-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20079"  class="panel-layout" ><div id="pg-20079-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20079-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20079-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Sabato 27 novembre si è tenuto il nostro Congresso presso la Scuola Svizzera di Milano, l’emozione di poterci rivedere dal vivo è stata tanta!</strong></p>
<p>Il congresso dal tema “<em>Il mondo della creazione digitale</em>” ha avuto il piacere di ospitare gli interventi iniziali di Peter Debenjack, direttore della Scuola Svizzera di Milano, Philippe Bärtschi, console capo degli affari consolari, Alberto Fossati del Collegamento Svizzero in Italia e il videomessaggio di Filippo Lombardi, presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE).</p>
<p>Dopo i saluti da parte delle istituzioni svizzere, ha preso avvio il fulcro del convegno con le attiviste e <em>content creator</em> digitali Viole di Marzo, Graziana Minardo e Anna Martone, e a seguire con Andrea Colamedici, filosofo, scrittore, editore e cofondatore di TLON, e la moderazione di Bianca Rubino, vicepresidente e cofondatrice UGS.</p>
<p>L’incontro è stato occasione di conoscenza e approfondimento sui progetti Viole di Marzo e TLON e su temi quali emancipazione femminile, diritti, odio online, comunicazione online, mondo social e creazione di contenuti sui social, filosofia e mondo digitale, con confronto del pubblico che ci seguiva online e in sala.</p>
<p>A seguire, le ragazze e i ragazzi si sono divisi in tre gruppi a seconda dell’attività: visita al Museo delle Illusioni, visita all’Atelier dell’artista Elisabetta Keller o passeggiata in centro città. Questa è stata un’ottima occasione per scoprire nuove realtà, rinsaldare vecchie conoscenze e farne di nuove! Un aperitivo ai Navigli e una fantastica cena presso il Bellariva sono stati il tocco finale per concludere la giornata.</p>
<p>Desideriamo ringraziare tutti coloro che ci supportano nei nostri progetti e che ci seguono e, in particolare in questa occasione, la Scuola Svizzera di Milano che ci ha ospitati, il Collegamento Svizzero per il continuo sostegno, l'Ambasciata di Svizzera in Italia, il Consolato generale di Svizzera a Milano, la Società Svizzera di Milano, l’OSE, gli ospiti intervenuti e la Gazzetta che ci permette ci raggiungere tantissime persone.</p>
<p>Chi non ha avuto possibilità di seguire il Congresso può rivederlo sul nostro canale YouTube “Unione Giovani Svizzeri”: per la diretta https://youtu.be/cmBrXGbahLE o per la registrazione HD https://youtu.be/1Mw68bXJ7DU. Le foto dell’evento sono nella Gallery sul nostro sito www.unionegiovanisvizzeri.org.</p>
<p>Speriamo il Congresso autunnale dell’UGS sia stato un primo passo verso la normalità e con questa nota di speranza speriamo di rivederci tutti al Congresso del Collegamento Svizzero in Italia che si terrà a Firenze il prossimo 14 maggio. Non perdete le prossime notizie a riguardo.</p>
<p>A presto!</p>
<p><em><strong>Comitato Unione Giovani Svizzeri<br />
</strong>www.unionegiovanisvizzeri.org</em></p>
</div>
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	<p>Andrea Colamedici (Tlon) durante il suo intervento</p>
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	<p>Bianca Rubino (Vicepresidente e Cofondatrice UGS) con Graziana Minardo e Anna Martone (Viole di Marzo) e Andrea Colamedici (Tlon) a fine Congresso</p>
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	<p>Selfie improvvisato ai Navigli</p>
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	<p>Visita Atelier dell'artista Elisabetta Keller</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sublimi acque svizzere,  Un dono per il corpo e la mente</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/sublimi-acque-svizzere-un-dono-per-il-corpo-e-la-mente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 21:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cose belle dalla Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/2-Nelle-calde-acque-termali-del-Tamina-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Lugano - Iniziare il nuovo anno scegliendo di ritemprarsi, tenere alto il sistema immunitario e godere degli stupendi paesaggi elvetici… non c’è dubbio che soggiornare d’inverno, stagione problematica per molte persone, in una stazione termale è il migliore regalo che ci si possa fare. In questa quarta tappa del nostro tour delle terme, visitiamo due</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sublimi-acque-svizzere-un-dono-per-il-corpo-e-la-mente/">Sublimi acque svizzere,  Un dono per il corpo e la mente</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/2-Nelle-calde-acque-termali-del-Tamina-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20071"  class="panel-layout" ><div id="pg-20071-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20071-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20071-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Lugano -</strong> Iniziare il nuovo anno scegliendo di ritemprarsi, tenere alto il sistema immunitario e godere degli stupendi paesaggi elvetici… non c’è dubbio che soggiornare d’inverno, stagione problematica per molte persone, in una stazione termale è <strong>il migliore regalo</strong> che ci si possa fare.</p>
<p>In questa quarta tappa del nostro tour delle terme, <em>visitiamo</em> due località che hanno tanto da offrire, quali esempio di eccellenza nel campo del “wellness”, ossia del benessere.</p>
<p><strong><br />
Dirompenti acque curative a Bad Ragaz </strong></p>
<p><strong>Bad Ragaz</strong> è un comune termale del <strong>Canton San Gallo</strong> le cui acque, scoperte per caso nel Medioevo, sono di aiuto per varie patologie comprese quelle neurologiche, ortopediche, respiratorie e dermatologiche.</p>
<p>La sorgente risiede nella <strong>Gola della Tamina</strong>, distante pochi chilometri, e alimenta una piscina all'aperto, due al coperto e varie vasche per idromassaggi del Tamina Therme a Bad Ragaz.</p>
<p>La <em>mistica</em> gola del fiume Tamina presenta una grotta che offre la visione unica della <strong>forza dirompente dell’acqua</strong>, calda 37gradi, proveniente dalle più profonde viscere della montagna.</p>
<p>Si tratta della fonte termale <strong>più ricca d'acqua d'Europa</strong>.</p>
<p>Per chi pratica gli sport invernali e le escursioni, l’ideale è approfittare dei massaggi, in acqua o anche sul classico lettino, per distendere i muscoli a fine giornata.</p>
<p>Il Tamina Therme è un <strong>edificio storico pubblico</strong> costruito nel 1866 e che ai nostri giorni il Cantone ha arricchito con un’area destinata al mondo del benessere naturale <em>totale</em> - quindi non solo per il corpo - molto in voga negli ultimi decenni.</p>
<p>Il bisogno di <em>mitigare lo stress e l’ansia,</em> condizioni assai diffuse nella nostra epoca, rientra nell’ambito della <strong>salute psicofisica</strong> ed è diventato una primaria necessità per la maggior parte delle persone. Le sedute di massaggi svolti con varie tecniche da mani esperte possono agire in modo profondo.</p>
<p>A Bad Ragaz c’è anche chi ha pensato al totale relax della coppia, offrendo un lungo bagno nelle acque curative seguito da una cena in privato, a lume di candela, realizzando in tal modo una serata salutistica, intima e magica.</p>
<p>Per il resto, Bad Ragaz è godibile in varie forme <strong>da tutta la famiglia</strong>, grazie alle attività da svolgere all’aperto fruendo di uno straordinario paesaggio in cui inoltrarsi con leggere passeggiate o impegnative escursioni. Chi pratica lo sci avrà a disposizione 40 chilometri di piste e 12 impianti di risalita.</p>
<p>Tante sono le curiosità storiche e culturali del posto, come la Gola della Tamina i cui meandri erano impraticabili nei tempi addietro, e perciò i bisognosi di cure venivano <strong>imbracati con una corda</strong> e calati per una settantina di metri fino ad entrare nelle acque dove, a seconda dei casi, restavano anche per più giorni prima di risalire. Ciò avveniva prima del 1840, quando l’acqua della Gola venne canalizzata per quattro chilometri fino al villaggio di Ragaz per il nuovo e accessibile centro termale.</p>
<p>Interessante è la visione dei <strong>bagni vecchi di Pfäfers</strong>, l’antica terme di cui sono conservate le vasche da bagno, e la cucina del ristorante dello storico Hotel con tanto di sala da pranzo nello stile lussuoso e barocco dell’epoca. Inoltre, sempre nei dintorni, si può vedere il monumento commemorativo al grande medico-filosofo <strong>Paracelso</strong> e accedere al Museo dedicato alla storia dei Benedettini di Pfäfers.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Baden, le terme dei legionari romani</strong></p>
<p>Da <strong>Zurigo</strong> con poche fermate di treno si arriva alle <strong>Terme di Baden</strong>, sicché, se avete in programma un soggiorno nella più grande città finanziaria della Confederazione, fate un salto a <strong>Baden</strong>…meglio ancora è andarci direttamente per una vacanza che permetterà di godere tutti i benefici delle sue preziose acque.</p>
<p>I legionari romani vi <strong>soggiornavano volentieri  2000 anni fa</strong> e le diedero il nome di "Aquae Helveticae”; come abbiamo già ricordato in questa rubrica dedicata alle terme, di tale pratica salutare i romani erano dei veri esperti.</p>
<p>L’acqua termale di Baden, in <strong>Canton Argovia</strong>, è la <strong>più ricca di sali minerali della Svizzera</strong>.</p>
<p>Ben 18 sorgenti sulfuree con temperature di 47 gradi, l’hanno resa famosa fin dall’antichità per cui iniziarono subito le edificazioni per ospitare soprattutto i sofferenti di reumatismi e di problemi al sistema circolatorio.</p>
<p>Sulle sponde del bellissimo fiume <strong>Limmat, </strong>avranno probabilmente passeggiato, oltre a tante personalità e varie teste coronate europee, anche <strong>Dürrenmatt</strong>, <strong>Goethe</strong> e <strong>Nietzsche</strong> mentre erano a Baden per curare i loro malanni o semplicemente per riposarsi nella pace delle terme e del paesaggio intorno.</p>
<p>Come quasi in ogni luogo termale anche a Baden troviamo <strong>terme pubbliche e strutture private, </strong>raggruppate in un unico quartiere, con hotel di varie tipologie e prezzi ma sempre al top della professionalità.</p>
<p>Ogni struttura offre l’immersione nelle acque e molte cure per il corpo, dai massaggi alle  terapie mirate a lenire i dolori reumatici, a curare le disfunzioni del metabolismo, i disturbi cardiovascolari e della pelle. Immancabili anche a Baden i trattamenti volti a rilassare la mente tramite tecniche specifiche nelle aree di relax.</p>
<p>Alla doccia Kneipp, sauna, bagno turco, idromassaggio si aggiunge una tecnica dolce  e speciale svolta da un esperto che lievemente sostiene la <strong>persona distesa sull’acqua</strong> e al contempo esegue movimenti delicati di vario tipo al suono dell’acqua, per un abbandono completo di mente e corpo.</p>
<p>Per la sua vasta offerta di trattamenti per il benessere di alto livello, la Federazione svizzera del turismo ha attribuito alla città di Baden il <em>sigillo di qualità Wellness Destination</em>.</p>
<p>Dopo le terapie e il relax, il piacere continua fuori dalle terme ammirando le particolari palazzine storiche di Baden, percorrendo le sue <strong>pittoresche strade strette</strong> e attraversando nel centro città magnifici parchi, fino a giungere alle due attrattive da non perdere: l’<strong>Holzbrucke, </strong>un ponte di legno coperto, lungo 39 metri, sul fiume Limmat, costruito nel 1810 su pilastri risalenti al 1600, e poi un tripudio d’arte alla <strong>Fondazione Langmatt</strong> che possiede la più grande collezione di quadri impressionisti di tutta la Svizzera.</p>
</div>
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	<p>Gola della Tamina, le sue acque curative, scoperte per caso nel Medioevo, arrivano nel centro termale di Bad Ragaz. Informazioni online sulle aperture attuali.  (foto postauto.ch)</p>
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	<p>Nelle calde acque termali del Tamina Therme</p>
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	<p>Nelle acque curative di Baden per un benessere totale.</p>
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	<p>Baden in inverno.</p>
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	<p>Pittoresche strade innevate nel centro di Baden.</p>
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		<item>
		<title>La tua opinione ci interessa!</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-sua-opinione-ci-interessa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 21:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/inserat_schweizer_revue-ita-rev-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Come ti informi su ciò che succede in Svizzera? Quale ritieni sia l'aspetto più importante quando consulti un media? Come mantieni i contatti con la tua patria? Vorremmo conoscere meglio le tue abitudini in materia d'informazione. L'indagine è svolta dall'istituto di ricerca Intervista su incarico di SWI swissinfo.ch. Clicca sull'immagine per partecipare al sondaggio. Grazie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-sua-opinione-ci-interessa/">La tua opinione ci interessa!</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/inserat_schweizer_revue-ita-rev-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20039"  class="panel-layout" ><div id="pg-20039-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20039-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20039-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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<li>Come ti informi su ciò che succede in Svizzera?</li>
<li>Quale ritieni sia l'aspetto più importante quando consulti un media?</li>
<li>Come mantieni i contatti con la tua patria?</li>
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<h3>Vorremmo conoscere meglio le tue abitudini in materia d'informazione.</h3>
<p>L'indagine è svolta dall'istituto di ricerca Intervista su incarico di SWI swissinfo.ch.</p>
<p><em>Clicca sull'immagine per partecipare al sondaggio. Grazie.</em></p>
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		<title>Campi estivi 2022</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/campi-estivi-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 20:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Swisscommunity]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/SJAS_Foto2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Campi estivi per ragazzi dagli 8 ai 14 anni Dalla fine di giugno alla fine di agosto 2022, i ragazzi svizzeri all’estero avranno la possibilità di partecipare a campi estivi di due settimane con altri 40 ragazzi di tutto il mondo. Questi soggiorni permettono di trascorrere dei bei momenti e di scoprire la Svizzera e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/SJAS_Foto2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-20034"  class="panel-layout" ><div id="pg-20034-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20034-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20034-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h3>Campi estivi per ragazzi dagli 8 ai 14 anni</h3>
<p>Dalla fine di giugno alla fine di agosto 2022, i ragazzi svizzeri all’estero avranno la possibilità di partecipare a campi estivi di due settimane con altri 40 ragazzi di tutto il mondo. Questi soggiorni permettono di trascorrere dei bei momenti e di scoprire la Svizzera e la sua cultura. Le iscrizioni ai campi estivi possono essere effettuate a partire dal 10 gennaio 2022.</p>
<p><strong>Le date dei campi estivi 2022 sono le seguenti:</strong><br />
Sabato 25 giugno – venerdì 8 luglio 2022<br />
Sabato 9 luglio – venerdì 22 luglio 2022<br />
Sabato 23 luglio – venerdì 5 agosto 2022<br />
Sabato 6 agosto – venerdì 19 agosto 2022</p>
<p>Maggiori informazioni sulle varie offerte (luoghi, gruppi di età, ecc.) saranno pubblicate verso metà dicembre sul sito www.sjas.ch. Il termine finale per l’iscrizione è il 15 marzo 2022.<br />
La Fondazione per i giovani svizzeri all’estero desidera offrire almeno una volta a tutti i ragazzi svizzeri all’estero la possibilità di scoprire la Svizzera in questo modo. Essa concede dunque, in determinati casi giustificati, degli sconti di partecipazione. Il relativo formulario può essere richiesto con il formulario d’iscrizione. Per ogni altra informazione, il segretariato è a vostra disposizione.<br />
Fondazione per i giovani svizzeri all’estero (FGSE)<br />
Alpenstrasse 26, 3006 Berna, Svizzera<br />
Telefono +41 31 356 61 16 E-mail: info@sjas.ch / www.sjas.ch</p>
<h3>Le offerte del 2022 per i giovani a partire dai 15 anni</h3>
<p>L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) proporrà, durante la prossima estate e il prossimo inverno, campi di vacanze nonché offerte online ai giovani Svizzeri all’estero a partire dall’età di 15 anni. Ulteriori informazioni sulle offerte sono consultabili online su revue.link/offrespourlesjeun.</p>
<p><strong>I nostri campi di vacanze:</strong><br />
09.07 – 22.07.2022 Campo di sport e tempo libero a Fiesch (VS)<br />
23.07 – 05.08.2022 Campo di sport e tempo libero con o senza corsi di lingue a Jaun (FR)<br />
06.08 – 21.08.2022 Swiss Challenge<br />
28.12 – 06.01.2023 Campo di sci di Capodanno</p>
<p><strong>Le nostre offerte online:</strong><br />
14.03 – 25.03.2022 Corso di tedesco e di francese online<br />
11.07 – 22.07.2022 Corso di tedesco e di francese online<br />
13. 07.2022 Secondo congresso online dell’YPSA</p>
<p>Su richiesta, inviamo anche per posta agli interessati il nostro opuscolo informativo contenente tutte le nostre offerte. È possibile iscriversi alle varie offerte per la gioventù dal 10 gennaio 2022 fino al 15 marzo 2022.</p>
<p>Naturalmente, seguiremo da vicino l’evoluzione della situazione pandemica. Attribuiamo un’importanza estrema alla salute e alla sicurezza dei partecipanti e degli accompagnatori. Adotteremo dunque le misure necessarie e appropriate in tempo utile. (MB)</p>
<p>Il Servizio dei giovani è a vostra disposizione per ogni informazione complementare:<br />
<strong>Organizzazione degli Svizzeri all’estero, Servizio dei giovani,</strong><br />
Alpenstrasse 26, 3006 Berna, Svizzera<br />
Telefono +41 (0)31 356 61 24, e-mail: youth@swisscommunity.org</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/campi-estivi-2022/">Campi estivi 2022</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Comunicazioni da Palazzo Federale – Gennaio 2022</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/comunicazioni-da-palazzo-federale-gennaio-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 20:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" />Votazioni Federali Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch votazioni o sull’app “VoteInfo” della Cancelleria federale. La prossima votazione avrà luogo il</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/comunicazioni-da-palazzo-federale-gennaio-2022/">Comunicazioni da Palazzo Federale – Gennaio 2022</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" /><div id="pl-20030"  class="panel-layout" ><div id="pg-20030-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20030-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20030-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Votazioni Federali</strong></p>
<p>Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch votazioni o sull’app “VoteInfo” della Cancelleria federale.</p>
<p>La prossima votazione avrà luogo il 13 febbraio 2022. I temi in votazione sono i seguenti:</p>
<ol>
<li>Iniziativa popolare del 18 marzo 2019 “Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso”;</li>
<li>Iniziativa popolare del 12 settembre 2019 “Sì alla protezione dei fanciulli e degli adolescenti dalla pubblicità per il tabacco (Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco)”;</li>
<li>Modifica del 18 giugno 2021 della legge federale sulle tasse di bollo (LTB);</li>
<li>Legge federale del 18 giugno 2021 su un pacchetto di misure a favore dei media.</li>
</ol>
<p><strong><br />
Iniziative Popolari</strong></p>
<p>Alla chiusura della redazione, erano state lanciate le seguenti iniziative popolari (termine per la raccolta delle firme tra parentesi):</p>
<ul>
<li>Iniziativa popolare federale “Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)” (17.02.2023)</li>
<li>Iniziativa popolare federale “Per un’economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilità ambientale)” (24.02.2023)</li>
<li>Iniziativa popolare federale “Contro gli F-35 (Stop F-35)” (01.03.2023)</li>
<li>Iniziativa popolare federale “Sì a rendite eque e sicure (Iniziativa generazioni)” (07.03.2023)</li>
<li>Iniziativa popolare federale “Vivere dignitosamente – Per un reddito di base incondizionato finanziariamente sostenibile” (21.03.2023)</li>
</ul>
<p>&nbsp;<br />
La lista delle iniziative popolari in sospeso è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso.</p>
</div>
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