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	<title>Edizione Novembre 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Novembre 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<item>
		<title>Sarà una politica svizzera più verde e più femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 22:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/prima-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Successo storico dei Verdi e dei Verdi Liberali, che conquistano consensi in quasi in tutti i cantoni. La quota femminile in Consiglio nazionale raggiunge un record storico: 42,5% I commenti postelettorali sono unanimi: malgrado fosse nelle attese della vigilia, la dimensione della vittoria dei partiti verdi ha sorpreso tutti nella sua ampiezza. Contrariamente a molti</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sara-una-politica-svizzera-piu-verde-e-piu-femminile/">Sarà una politica svizzera più verde e più femminile</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p><strong>Successo storico dei Verdi e dei Verdi Liberali, che conquistano consensi in quasi in tutti i cantoni. La quota femminile in Consiglio nazionale raggiunge un record storico: 42,5%</strong></p>
<p>I commenti postelettorali sono unanimi: malgrado fosse nelle attese della vigilia, la dimensione della vittoria dei partiti verdi ha sorpreso tutti nella sua ampiezza. Contrariamente a molti altri paesi – tra cui anche l’Italia e la Francia, gli spostamenti elettorali in Svizzera sono storicamente molto ridotti: è piuttosto raro assistere a crescite o perdite superiori al 4%, ciò che testimonia di una stabilità che si traduce anche nella composizione del Governo, eletto dall’Assemblea federale.</p>
<p>Sotto questo aspetto è tanto più sorprendente l’ondata verde che nei principali editoriali di commento è stata a giusta ragione definita un vero e proprio tsunami. Il Partito dei Verdi guadagna addirittura 17 seggi in Consiglio nazionale, una cifra mai vista dall’introduzione del sistema elettorale proporzionale nel 1919. Sebbene si differenzino in diversi ambiti politici, contribuiscono alla vittoria ecologista anche i Verdi liberali che disporranno per i prossimi 4 anni di 9 seggi supplementari.</p>
<p>A lasciare feriti il campo sono per contro i partiti storici, su tutti l’Unione Democratica di Centro (UDC). Pur restando di gran lunga il primo partito a livello nazionale, i suoi consensi sono calati dal 29,4 al 25,6%. Sebben l’UDC possa contare nuovamente su oltre ¼ dei votanti, il partito guidato da Albert Rösti (il Consigliere nazionale più votato di tutta la nazione) consegue il suo peggior risultato dal 1999 e perde 12 seggi (anche questo è un record). In modo meno massiccio perdono anche il Partito socialista (16,8% contro il 18,8% di quattro anni fa) e il Partito liberale radicale che si attesta al 15,1% (16,4% nel 2015).</p>
<p>Previsto tra i perdenti alla vigilia e in base ai sondaggi elettorali, è riuscito a bloccare la propria emorragia di voti il Partito Popolare Democratico (PPD), i cui consensi sono restati superiori all’11%: questo non ha però evitato la perdita di due seggi.</p>
<p>Fonte: https://www.swissinfo.ch</p>
<p>Angelo Geninazzi<br />
REDATTORE</p>
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		<title>Claude Nicollier, astronauta e primo svizzero nello spazio</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/claude-nicollier-astronauta-e-primo-svizzero-nello-spazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 21:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Claude_-Nicollier-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Intervista in occasione del Congresso degli Svizzeri all’estero a Palermo. Signor Nicollier, nel corso della sua carriera ha compiuto quattro missioni a bordo di diverse navette che l’hanno condotta laddove molti possono solo sognare di andare. Ahimè, anche lei ha però dovuto rimettere i piedi per terra… Dopo averlo visto dallo spazio, come vive adesso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Claude_-Nicollier-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-11008"  class="panel-layout" ><div id="pg-11008-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-11008-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-11008-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Intervista in occasione del Congresso degli Svizzeri all’estero a Palermo.</strong></p>
<p><strong>Signor Nicollier, nel corso della sua carriera ha compiuto quattro missioni a bordo di diverse navette che l’hanno condotta laddove molti possono solo sognare di andare. Ahimè, anche lei ha però dovuto rimettere i piedi per terra… Dopo averlo visto dallo spazio, come vive adesso su questo pianeta?</strong><br />
[ride] Evidentemente non si può restare per sempre nello spazio ! Ho vissuto un’esperienza straordinaria, sia sul piano personale, sia su quello delle attività scientifiche e tecniche. Ritornare sulla Terra però fa parte della natura delle cose. La vera sfida consiste nell’utilizzare al meglio ciò che si è vissuto, per condividerlo. Per me la condivisione è essenziale: lo faccio attraverso la mia attività di insegnante al Politecnico, condivido nelle scuole, parlando con i giovani… è una maniera per riportare sulla Terra una parte di quell’esperienza extraterrestre che ho avuto la fortuna di vivere.</p>
<p><strong>Cosa le ha dato la Svizzera nel corso della sua carriera e delle sue esperienze?</strong><br />
Mi ha soprattutto offerto una formazione di qualità. La mia passione per la matematica e per lo spazio è stata ispirata in buona parte dai miei genitori, soprattutto da mio papà, ma la Svizzera mi ha dato un’istruzione solida. Tuttavia, ritengo che in Svizzera ci sia ancora molto da fare in materia di motivazione all’apprendimento delle materie scientifiche, tecniche e della matematica.</p>
<p>Per quanto mi concerne, la matematica mi è sempre stata insegnata come un gioco, un gioco della mente. Quindi, trattandosi di un gioco, l’approccio è più semplice e divertente. E allo stesso tempo si imparano nozioni complesse, come l’algebra lineare o il calcolo matriciale. Sono sempre stato molto legato a questo gioco della matematica. La padronanza della matematica è di certo uno strumento straordinario per la scienza, e per la fisica in particolare. Inoltre, è un buon insegnamento per la vita.</p>
<p><strong>Il 31 luglio 1992 è la data della sua prima missione, ma anche il giorno in cui il primo svizzero ha volato nello spazio. Cosa rappresenta per lei questa data? Come ha vissuto quel giorno?</strong><br />
È qualcosa che si prepara molto. Si ha l’impressione di sapere quasi perfettamente ciò che starà per accadere, visto quanto ci si è allenati. L’unica cosa che manca prima di una partenza sono delle impressioni reali: ci si domanda sempre come ci si sentirà una volta nello spazio. Ecco, quel giorno mi sentivo un po’ così, ma soprattutto mi sentivo curioso.<br />
Ognuno poi aveva le proprie astuzie per prepararsi. Ad esempio, c’erano dei piloti che facevano un sacco di acrobazie con il T-38 per preparare al meglio il fisico ed il cervello alle condizioni dello spazio…</p>
<p>Il fatto stesso di poter partecipare alla missione è stata poi una combinazione di fattori di fortuna e lavoro. E sono molto soddisfatto di aver potuto partire. La Svizzera è un paese che si impegna molto per lo spazio, così come in definitiva in tutte le attività umane. Sono contento di aver potuto servire il mio paese in questo senso. Bisogna però anche dire che prima di tutto servivo l’Europa e gli interessi europei. D’altronde, penso che questo lanci un messaggio positivo, dimostra che la collaborazione con l’Europa porta buoni frutti – in ogni caso negli ambiti tecnici e scientifici.</p>
<p><strong>Lei ha vissuto 25 anni a Houston, in Texas. Come si è sentito come svizzero all’estero?</strong><br />
Stavo molto bene. C’era un rispetto reciproco tra Stati Uniti e Svizzera, un legame che esiste ancora oggi. Negli Stati Uniti vivevo in un ambiente molto privilegiato, con un entourage di eccellenze. Lavoravo molto ed ero apprezzato per questo; sapevo che se volevo accedere a delle belle missioni bisognava darsi da fare. Ho ricevuto molto da questa esperienza all‘estero, ma ho anche ricambiato con tutto ciò che potevo. Credo che ci debba essere un elemento „win-win“ per gli Svizzeri all‘estero perché un’esperienza di questo tipo funzioni.</p>
<p><strong>Lei parla della Svizzera definendola una “nazione spaziale”. Eppure, la Svizzera non possiede una tradizione spaziale, come ad esempio gli Stati Uniti. Cosa intende dire con questa frase?</strong><br />
La Svizzera è una nazione spaziale nel senso che le persone hanno una coscienza molto orientata allo spazio. Lo vedo quando parlo dello spazio e mi rendo conto di quante persone hanno domande e sono interessate. La Svizzera è una nazione che si distingue dagli altri paesi europei per la sua passione per lo spazio. Una passione legata soprattutto ad una volontà a partecipare.</p>
<p><strong>Una curiosità per concludere: un asteroide è stato chiamato con il suo nome. Cosa significa questo per lei?</strong><br />
Sono riconoscente all’Unione Astronomica Internazionale per aver attribuito il mio nome ad un asteroide. Oggi l’insegnamento è l’elemento principale nella mia vita. La sento come una responsabilità, un compito dal quale non mi posso esimere. Sono stato un civil servant per praticamente tutta la mia vita, e possiedo ancora un’anima da civil servant. La mia missione adesso è quella di trasmettere ai posteri quello che ho imparato. In questo modo, quando avrò lasciato la Terra, e questa volta per sempre, questi insegnamenti non andranno persi. Mi fa dunque piacere pensare che il mio nome è ancora lassù da qualche parte, e che quando non sarò altro che cenere, il Nicollier sarà ancora lì, ad orbitare nello spazio.</p>
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		><h3 class="widget-title">Biografia</h3>
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	<p>Claude Nicollier, nato il 2 settembre 1944 a Vevey, è un astrofisico e astronauta svizzero dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).</p>
<p>Nel 1970 si laurea in fisica presso l’Università di Losanna e nel 1975 consegue il diploma in astrofisica all’Università di Ginevra.</p>
<p>Ha lavorato per l’ESA e per la NASA. Con la missione STS-46 a bordo della navetta spaziale Atlantis, nel 1992 diviene il primo svizzero nello spazio.</p>
<p>Padre di due figlie, oggi è Professore al Politecnico Federale di Losanna (EPFL), dove tiene un corso sull’ingegneria spaziale.</p>
<p>La Svizzera è una nazione spaziale nel senso che le persone hanno una coscienza molto orientata allo spazio.</p>
<p><em>Intervista: Gazzetta svizzera</em></p>
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			</item>
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		<title>Congresso UGS 16-17 Novembre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-16-17-novembre-2019-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 21:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/arch-bridge-architecture-boats-705782-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Orientamento professionale e mondo del lavoro in Svizzera nella città più bella del mondo: Venezia! Cara giovane svizzera, caro giovane svizzero, la bellezza di Venezia è stata già descritta da autori di fama mondiale, quindi non ti parleremo della poesia delle sue calli incantate che si aprono sui canali, della sua atmosfera indimenticabile e senza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/arch-bridge-architecture-boats-705782-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10950"  class="panel-layout" ><div id="pg-10950-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10950-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10950-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Orientamento professionale e mondo del lavoro in Svizzera nella città più bella del mondo: Venezia!</strong></p>
<p>Cara giovane svizzera, caro giovane svizzero,<br />
la bellezza di Venezia è stata già descritta da autori di fama mondiale, quindi non ti parleremo della poesia delle sue calli incantate che si aprono sui canali, della sua atmosfera indimenticabile e senza tempo, delle storie e dei misteri che la avvolgono.</p>
<p><strong>Quello che però forse ancora non sai è il tema del Congresso!</strong><br />
Che tu sia ancora indeciso su quale strada intraprendere oppure abbia già intrapreso il tuo percorso professionale, questo è il Congresso che fa per te.<br />
Il sistema delle professioni, specializzazioni e orientamento professionale in Svizzera è tra i più raffinati, esaustivi e ricchi di opportunità al mondo e, a meno che tu non sia un esperto del settore, è impossibile che tu possa avere contezza anche solo del 20% delle opportunità che ci sono in questo campo.<br />
E per fartele scoprire abbiamo invitato una delle massime esperte del sistema!</p>
<p>Avremo infatti l’onore di ospitare come relatrice la Dott.ssa Rita Beltrami, Direttrice dell’orientamento professionale del Canton Ticino nonché Vicepresidente della Conferenza svizzera dei Direttori dell’Orientamento.</p>
<p>La Dott.ssa Beltrami ha un curriculum senza paragoni in tema “mondo delle professioni svizzere” e “formazione e orientamento professionale” e ci spiegherà al meglio come sfruttare le infinite possibilità di crescita, orientamento e sviluppo che la Svizzera offre in tema di professioni!</p>
<p>Il Congresso si terrà presso la splendida sala principale del Palazzo Trevisan e avrete l’occasione di vivere Venezia come degli autentici veneziani.<br />
Infatti, grazie a Raffaele Sermoneta (veneziano DOC!), conosceremo una Venezia assolutamente inesplorata: prenderemo parte a un bàcaro tour, il tipico giro per osterie veneziane, degustando “le ombre” (calici di vino) nella suggestiva notte tra i canali; visiteremo i laboratori delle gondole; faremo un tour guidato per i misteri ed i segreti di Venezia e, come da tradizione UGS, assaggeremo i suoi piatti tipici più deliziosi.</p>
<p><strong>A proposito: stai pensando all’equivalenza “Venezia = risparmi addio”? Ebbene, abbiamo pensato anche a questo!</strong></p>
<p>Grazie ai nostri generosi sponsor, il nostro programma si mantiene adatto a tutte le tasche. I pranzi e le cene, per esempio, non costeranno più di 15 euro.<br />
Dulcis in fundo, il divertimento, l’allegria contagiosa e l’atmosfera incredibile che regnano ai nostri Congressi renderanno il tutto ancora più indimenticabile!<br />
Iscriviti al più presto compilando il modulo d’iscrizione che troverai sulla nostra pagina Facebook “Unione Giovani Svizzeri”, o seguendo il codice QR accanto a quest’articolo! Puoi ovviamente portare chi vuoi: devi solo far riempire ad ogni tuo accompagnatore un modulo d’iscrizione.</p>
<p>Se hai qualche dubbio, o se preferisci ricevere il link al modulo via Whatsapp, non esitare a scriverci o chiamarci via Whatsapp al + 39 335 533 1270, oppure inviarci un’email a unionegiovanisvizzeri@gmail.com.</p>
<p><strong>Ti aspettiamo tra i canali veneziani, il mondo del lavoro svizzero e l’allegria contagiosa dell’UGS!</strong></p>
<p><em>Angela Katsikantamis </em><br />
<em>Presidente Unione Giovani Svizzeri e tutto il comitato organizzativo!</em></p>
<p>Disegni di Luca Bonicalza</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-16-17-novembre-2019-2/">Congresso UGS 16-17 Novembre 2019</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Intervista con lo studente Savian Scanu, svizzero cresciuto in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/intervista-con-lo-studente-savian-scanu-svizzero-cresciuto-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 21:29:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/DSF8239-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Savian Scanu, Lei è svizzero cresciuto in Sardegna, in un piccolo paesino di undicimila abitanti. Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera? Ho scelto di andare a studiare in Svizzera per la qualità dell’offerta formativa e per imparare il tedesco visto che fino ad allora parlavo solo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-con-lo-studente-savian-scanu-svizzero-cresciuto-in-italia/">Intervista con lo studente Savian Scanu, svizzero cresciuto in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p><strong>Savian Scanu, Lei è svizzero cresciuto in Sardegna, in un piccolo paesino di undicimila abitanti. Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera?</strong><br />
Ho scelto di andare a studiare in Svizzera per la qualità dell’offerta formativa e per imparare il tedesco visto che fino ad allora parlavo solo lo svizzero tedesco. Infine il desiderio di vedere il mondo da una prospettiva diversa, era un’ulteriore spinta di trasferirmi a Zurigo dopo la maturità di liceo scientifico conseguita in Italia.</p>
<p><strong>Lei si è iscritto alla ETH di Zurigo in «Maschineningenieurwissenschaften» (ingegneria/scienze tecniche). Quali sono stati all’inizio le maggiori sfide?</strong><br />
Le due maggiori sfide sono state quelle di seguire le lezioni in tedesco e l’alto livello delle lezioni. Per accedere all’ETH ho dovuto frequentare corsi di tedesco e sostenere l’esame per ottenere il certificato di conoscenza linguistica C1 (n.d.r. richiesto di solito dagli atenei della Svizzera tedesca). Dopo pochi mesi, però ho capito che le mie aspettative sulla facoltà non corrispondevano al corso che stavo seguendo, e ho deciso di abbandonare gli studi. Ho lavorato per tre mesi in una fabbrica di nastri trasportatori e per un anno e mezzo mi sono guadagnato da vivere come giardiniere in Svizzera. Lavorare mi ha permesso di prendere confidenza col mondo lavorativo e di mettere da parte soldi per gli studi. Ho deciso poi di iscrivermi alla ZHAW (Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften) a ingegneria ambientale.</p>
<p><strong>Che cosa l’ha attratta nello studio «Umweltingenieurwissenschaften» (ingegneria ambientale). Qual è il focus di questo studio? </strong><br />
Sono sempre stato vicino alle tematiche ambientali. Mi ha attratto l’attualità del tema, il focus sulla pratica e la vasta scelta dei corsi. Il piano di studio comprende un anno dove vengono insegnate le materie base come matematica, climatologia, biologia etc. Dopo si può scegliere una specializzazione che comprende dei corsi obbligatori. Il resto dei corsi è di libera scelta. Nella mia specializzazione mi occupo principalmente di turismo sostenibile.</p>
<p><strong>Ha trovato quindi lo studio che proprio si addice a Lei! Cosa Le piace maggiormente dello studio e come vive lo studio?</strong><br />
Quello che mi piace moltissimo sono i progetti pratici che svolgiamo in collaborazione con comuni e destinazioni turistiche. Per esempio, adesso sto lavorando a un concetto per lo sviluppo sostenibile dell’offerta turistica di Scuol (GR) che comprende provvedimenti come la conservazione del paesaggio alpino tradizionale, incentivi per l’uso di mezzi pubblici etc.  L’atmosfera dello studio è davvero piacevole; i docenti sono molto disponibili e i colleghi simpatici.</p>
<p><strong>Quindi possiamo dire che si è ben inserito nell’ambito universitario. E com’è la vita da studente in Svizzera?</strong><br />
La vita da studente in Svizzera è ottima. A Zurigo c’è una grande offerta di attività gratuite per studenti, come l’ASVZ («Akademischer Sportverband Zürich»), l’associazione sportiva accademica che mette a disposizione una vastissima scelta di corsi sportivi. Zurigo offre anche tante occasioni di svago, e d’estate vivere il lago è molto bello e anche un piacevole rimedio al caldo.</p>
<p><strong>L’anno prossimo concluderà i suoi tre anni di studio con il Bachelor? Quali sono i suoi piani per il futuro?</strong><br />
Concluderò se tutto va bene a dicembre dell’anno prossimo. Dopodiché ho intenzione di lavorare, anche se probabilmente dovrò fare degli stages, che di solito non sono pagati tantissimo, per cominciare a inserirmi nel mio ambito lavorativo.</p>
<p><strong>Quale consiglio si sente di dare ai giovani svizzeri all’estero che vorrebbero intraprendere gli studi universitari in Svizzera?</strong><br />
La cosa più importante è cercare per tempo un appartamento, soprattutto a Zurigo, possibilmente condiviso con altri studenti per risparmiare sui costi. Consiglio inoltre di informarsi bene sulla cassa malati, considerato che esistono degli sconti per persone a basso reddito (n.d.r. gli studenti svizzeri provenienti dall’Italia possono di solito rimanere assicurati tramite i loro genitori in Italia). Una borsa di studio può semplificare parecchio la vita, visti gli alti prezzi della Svizzera. Sono venuto a sapere di questa opportunità attraverso l’AIRE (Anagrafe degli Italiani all’estero). Educationsuisse poi mi ha assistito per fare la domanda di borsa di studio al mio cantone di origine.</p>
<p>La ringraziamo, Signor Scanu per questa intervista così interessante e un grande in bocca al lupo per il suo ultimo anno di studio.</p>
<p><strong>Contatto</strong><br />
educationsuisse - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www. educationsuisse.ch</p>
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		<item>
		<title>Zuppa di castagne Ticinese</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/zuppa-di-castagne-ticinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 21:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/chestnut-2810591_1920-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Visita culinaria tra i cantoni Per secoli l’alimento principale sulle tavole dei ticinesi, le castagne hanno segnato la storia del Cantone. La loro raccolta coinvolgeva tutta la comunità e garantiva la sussistenza delle famiglie contadine per buona parte dell’anno. Facile da conservare grazie all’essicazione, la castagna occupa oggi un posto importante nelle rassegne gastronomiche autunnali,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/chestnut-2810591_1920-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10844"  class="panel-layout" ><div id="pg-10844-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10844-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10844-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Visita culinaria tra i cantoni</strong></p>
<p>Per secoli l’alimento principale sulle tavole dei ticinesi, le castagne hanno segnato la storia del Cantone. La loro raccolta coinvolgeva tutta la comunità e garantiva la sussistenza delle famiglie contadine per buona parte dell’anno. Facile da conservare grazie all’essicazione, la castagna occupa oggi un posto importante nelle rassegne gastronomiche autunnali, godendo di una rinnovata curiosità nei confronti di questo prezioso frutto.</p>
<p>In collaborazione con gutekueche.ch</p>
<p>Grazie al suo clima mite, la vegetazione subtropicale, la gastronomia e la cultura italiana, da sempre il Canton Ticino richiama alle menti quel fascino mediterraneo tanto amato dai turisti. Unico cantone in Svizzera situato interamente a Sud, il Ticino è di fatto un territorio dalle mille sfaccettature: dalle spiagge di sabbia agli imponenti ghiacciai, tra valli selvagge e centri urbani, e a metà strada fra Milano e Zurigo, il Ticino funge in pochi chilometri di spazio da importante ponte tra diverse realtà.</p>
<p><strong>Ingredienti per 4 persone</strong><br />
<strong>1C</strong> di burro<br />
<strong>500ml</strong> di brodo vegetale<br />
<strong>200g</strong> di castagne fresche<br />
<strong>1c</strong> marsala<br />
<strong>1C</strong> olio di oliva<br />
<strong>1c</strong> di pepe macinato<br />
<strong>0.5</strong> bicchiere di panna<br />
<strong>1</strong> presa di sale<br />
<strong>1pz</strong> di scalogno piccolo<br />
limone<strong> q.b.</strong><br />
zucchero <strong>q.b.</strong><br />
<strong>Per guarnire</strong><br />
prezzemolo<br />
<strong>8 gocce</strong> di olio al tartufo</p>
<p><strong>Tempo di preparazione: 50 min</strong><br />
<strong>1.</strong> Incidere le castagne fresche sul loro lato curvo con un coltello affilato e cuocerle in acqua per mezz’ora. Immergere in seguito le castagne in acqua fredda. Sbucciare le castagne facendo attenzione a rimuovere la pelle interna bruna.<br />
<strong>2.</strong> Scaldare il burro in una casseruola e aggiungere l’olio d’oliva. Pelare lo scalogno e tagliarlo in piccoli pezzi. Stufare gli scalogni in una casseruola e aggiungere il pepe. Spegnerli con il brodo vegetale e aggiungere le castagne, il marsala, il succo di limone, lo zucchero e il sale. Cuocere la zuppa a fuoco basso per circa 10 minuti.<br />
<strong>3.</strong> Passare la zuppa con un frullatore, aggiungere la panna montata e condire con sale e pepe.<br />
<strong>4.</strong> Guarnire la zuppa con il prezzemolo. Aggiungere a piacimento castagne intere alla zuppa.<br />
<strong>5.</strong> Aggiungere qualche goccia di olio al tartufo in superficie e servire subito.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>«Tutti vogliono andare negli stessi luoghi»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/tutti-vogliono-andare-negli-stessi-luoghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 20:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Stettler-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Secondo Jürg Stettler, ricercatore in ambito turistico a Lucerna, la crescita dei mercati asiatici, i social network e il comportamento caratteristico dei turisti sono all’origine del turismo di massa. «Revue Suisse»: Jürg Stettler, si assiste ad un fenomeno di «eccessivo turismo» in Svizzera? Jürg Stettler: In alcuni luoghi, l’evoluzione è simile a quella di città</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/tutti-vogliono-andare-negli-stessi-luoghi/">«Tutti vogliono andare negli stessi luoghi»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Stettler-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10787"  class="panel-layout" ><div id="pg-10787-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10787-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10787-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Secondo Jürg Stettler, ricercatore in ambito turistico a Lucerna, la crescita dei mercati asiatici, i social network e il comportamento caratteristico dei turisti sono all’origine del turismo di massa.</p>
<p><strong>«Revue Suisse»: Jürg Stettler, si assiste ad un fenomeno di «eccessivo turismo» in Svizzera? </strong><br />
Jürg Stettler: In alcuni luoghi, l’evoluzione è simile a quella di città come Venezia, Barcellona o Amsterdam, ma in misura inferiore. Non esiste però nessun indicatore-soglia in materia. Possiamo valutare degli indicatori, come il numero di turisti proporzionalmente alla popolazione. Il momento in cui si supera il limite, la gravità dipende comunque dalla prospettiva e anche dalla percezione soggettiva. Gli abitanti di Lucerna e di Interlaken affermano di non più riconoscere la loro città. Nel contempo, i venditori di souvenir si rallegrano per l’afflusso di turisti.</p>
<p><strong>Folle abbondanti, diminuzione degli alloggi liberi, boutique di souvenir ovunque: non si tratta forse di sintomi di un turismo eccessivo? </strong><br />
Sono certamente dei criteri, ma sono anche percepiti in modo diverso. E le città non hanno un problema di turismo esagerato generalizzato. La scorsa estate sono andato a Venezia per una conferenza. Venezia in alta stagione? Se crediamo ai media, è un incubo. Ed effettivamente, alcuni luoghi erano superaffollati. Tuttavia, sono rimasto sorpreso di trovare delle piccole piazze deserte, a poche centinaia di metri dai luoghi prettamente turistici.</p>
<p><strong>I media esagerano con il fenomeno del turismo eccessivo? </strong><br />
No, ma talvolta fanno affermazioni generiche e non si basano sufficientemente sui fatti. Mancano dei dati per effettuare una valutazione fondata. Non voglio minimizzare il fenomeno, ma è giusto ampliare i punti di vista.</p>
<p><strong>Quali sono le cause del turismo di massa? </strong><br />
La prima, sono i flussi turistici crescenti a livello mondiale. Sui grandi mercati cinesi e indiani, sempre più persone possono permettersi di viaggiare. La seconda, è che tutti vogliono andare negli stessi posti. Non si tratta di un comportamento nuovo, gli Svizzeri fanno la stessa cosa, ma la quantità può diventare un problema. La terza causa risiede nei social network. I turisti condividono i loro viaggi e le loro foto su Instagram, i blogger pubblicano liste di destinazioni incantevoli. Conseguenza: sempre più persone scelgono queste mete.</p>
<p><strong>Entrate a pagamento, parking più costosi per i pullman, gestione dei flussi di turisti, limitazione delle offerte di Airbnb: quali sono le misure più efficaci? </strong><br />
Nelle città storiche, non sono praticabili molte misure oppure hanno un effetto limitato. Ogni destinazione deve piuttosto farsi un’idea del turismo che intende avere. E tutti gli attori devono essere coinvolti in questa riflessione affinché tutti remino dalla stessa parte. Il direttore del turismo di Lucerna può prevedere un’offerta di qualità, ma se nel contempo una ferrovia di montagna o un gioielliere sottoscrive dei contratti vantaggiosi con dei tour operator cinesi che mirano alla quantità, la situazione non può cambiare. Non è facile gestire i gruppi di interesse, ma non vedo alternative. In caso contrario, potrebbero alzarsi delle voci contro il turismo, sia da parte della popolazione che dal lato politico. Con l’effetto probabile di decisioni troppo drastiche, come il divieto di Airbnb.</p>
<p><strong>Quale destinazione risparmiata dall’afflusso di turisti raccomanderebbe agli Svizzeri all’estero che desiderano trascorrere le loro vacanze in Svizzera? </strong><br />
Tutti i luoghi accessibili unicamente a piedi o in bicicletta: la probabilità di scoprirvi una perla nascosta in alcuni momenti della giornata è molto alta. È il caso ad esempio di Fräkmüntegg sul Pilatus, tra i Cantoni di Lucerna e Nidvaldo. Essere lì all’ora del tramonto del sole, significa essere certi di poter assaporare la calma e il panorama. Ma soprattutto, bisogna evitare di postare foto su Instagram!</p>
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	<p>Jürg Stettler è professore presso l’Alta scuola di Lucerna, dove dirige l’istituto di economia del turismo.</p>
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		<title>Masse di turisti in montagna e al lago</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/masse-di-turisti-in-montagna-e-al-lago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 20:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Schwanenplatz-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Venezia non è l’unico posto ad attirare masse di turisti. Anche alcune località svizzere come Lucerna e Interlaken registrano un alto numero di turisti. Altre regioni fanno invece più fatica ad attirare i viaggiatori e alcuni hotel sono costretti a mettere la chiave sotto lo zerbino. Magnifici panorami alpini e città che invitano allo shopping:</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/masse-di-turisti-in-montagna-e-al-lago/">Masse di turisti in montagna e al lago</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Schwanenplatz-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10641"  class="panel-layout" ><div id="pg-10641-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10641-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10641-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Venezia non è l’unico posto ad attirare masse di turisti. Anche alcune località svizzere come Lucerna e Interlaken registrano un alto numero di turisti. Altre regioni fanno invece più fatica ad attirare i viaggiatori e alcuni hotel sono costretti a mettere la chiave sotto lo zerbino.</strong></p>
<p>Magnifici panorami alpini e città che invitano allo shopping: la Svizzera è una meta turistica presa d’assalto. Nel 2018, l’industria alberghiera ha registrato 38,8 milioni di pernottamenti, un record che testimonia la ripresa del turismo elvetico dopo anni difficili. Dal 2008, di fatto, la crisi finanziaria ed economica aveva pesato sui risultati, ulteriormente aggravati dal forte apprezzamento del franco quattro anni fa. A seguito dell’abbandono del tasso di cambio minimo dell’euro e all’apprezzamento del franco, la Svizzera era divenuta cara, soprattutto per gli Europei. Ma ora le cifre sono ripartite al rialzo. In alcune località, il successo è tale che la popolazione inizia a manifestare un certo malcontento.</p>
<p>Questo è ad esempio il caso di Lucerna, sulle rive del lago dei Quattro Cantoni, che in alta stagione accoglie ogni giorno oltre 20’000 visitatori. La maggior parte di essi proviene dagli Stati Uniti e dall’Asia, questi ultimi generalmente a gruppi. Nel mese di maggio di quest’anno, sono giunti in città 12’000 Cinesi. Mai la Svizzera aveva registrato gruppi di viaggiatori così importanti. Questo afflusso è redditizio, come dimostra uno studio dell’Alta scuola di Lucerna: nel 2017, i gruppi di turisti hanno generato entrate per 224 milioni di franchi alle orologerie, gioiellerie e negozi di souvenir della piazza centrale della città, dove si fermano i pullman.</p>
<p><strong>Il parlamento locale reagisce</strong><br />
Mentre le entrate provenienti da questi turisti sono in netta crescita, gli abitanti sono infastiditi dall’aumento del traffico e dalla folla di turisti nel centro della città. La situazione è diventata un tema politico: il parlamento lucernese ha recentemente accettato una mozione dei Verdi che propone misure drastiche quali un controllo dei prezzi e un limite massimo per i letti d’albergo. Il governo cittadino dovrà definire in un rapporto il suo concetto di turismo per il 2030. Questo poiché l’affluenza dovrebbe crescere ulteriormente. “La principale causa del turismo di massa sono i flussi di viaggiatori che continuano a crescere a livello mondiale”,<a href="https://gazzettasvizzera.org/tutti-vogliono-andare-negli-stessi-luoghi/"> spiega il ricercatore lucernese Jürg Stettler</a>, intervistato dalla “Revue Suisse”.</p>
<p>Non lontano da Lucerna, sul Rigi, la popolazione esprime il proprio disappunto per il forte afflusso di turisti. L’anno scorso, le ferrovie del Rigi hanno trasportato quasi un milione di persone, un nuovo record. Svizzeri, ma anche gruppi giunti dalla Cina e dalla Corea del Sud arrivano per ammirare il panorama. Mentre le ferrovie prevedono di svilupparsi, l’opposizione si sentire di più. Attraverso una petizione, migliaia di persone – tra cui diverse personalità – rifiutano che il Rigi diventi un “Disney World”. La loro protesta ha trovato sostegno. Gli abitanti della regione, i comuni e i responsabili del turismo hanno sottoscritto recentemente una testo intitolato “Rigi 2030” per lo sviluppo sostenibile della montagna.</p>
<p><strong>Gli Arabi spendono molto</strong><br />
Nell’Oberland bernese, anche Interlaken ha registrato in questi ultimi anni un’impennata di turisti. Oltre agli Asiatici, che raggiungono la Jungfrau a oltre 3000 metri con i trasporti pubblici, sono numerosi gli arabi che vengono a visitare la città situata tra i laghi di Thun e di Brienz. Essi viaggiano individualmente e il loro potere d’acquisto è elevato.</p>
<p>Ognuno di essi spende in media 420 franchi al giorno, alloggio non compreso. Quale paragone, un turista cinese spende 380 franchi e uno Svizzero 140 franchi. Quasi il 90% delle persone attive a Interlaken lavorano nel settore turistico. Non c’è quindi da stupirsi che il lucrativo mercato mediorientale venga cercato intensamente. Ma anche in questo caso, secondo uno studio dell’Università di Berna, la popolazione mostra “effetti di saturazione”. In particolare, non passa inosservata la presenza di donne che portano il velo. Mentre in Ticino l’uso del niqab è vietato, il Canton Berna lo tollera, ciò che non impedisce reazioni irritate. L’ufficio turistico di Interlaken distribuisce informazioni e dialoga per prevenire i malintesi di origine culturale. Il personale turistico è appositamente formato. Per gli ospiti arabi che non hanno familiarità con le usanze locali c’è un nuovo punto di contatto e una guida informativa. Tra le altre cose, la guida spiega loro le regole stradali elvetiche, perché spesso viaggiano con un’auto a noleggio.</p>
<p><strong>“Un fenomeno molto localizzato”</strong><br />
Grazie alla potenza dei social network, anche i luoghi remoti possono diventare famosi a livello internazionale. Come il ristorante di montagna Aescher-Wildkirchli nel cantone di Appenzello-Innerrhoden, che è diventato un soggetto fotografico per i turisti Instagram di tutto il mondo. La piccola locanda non ha resistito all’invasione e i vecchi gerenti si sono arresi nel 2018. Questi effetti collaterali del turismo di massa alimentano il dibattito sull’eccessiva affluenza di turisti. Al punto che perfino la Federazione svizzera del turismo, che difende gli interessi del settore, ha recentemente preso posizione per iscritto su questo tema. Robert Zenhäusern, il suo rappresentante, relativizza: “In Svizzera questo fenomeno resta molto localizzato”.</p>
<p>Egli costata che la ripartizione dei turisti in Svizzera è molto eterogenea. Alcune regioni di montagna del Vallese e dei Grigioni situate al di fuori dei circuiti dei tour operator internazionali soffrono la mancanza di visitatori. La domanda europea non ha ancora ritrovato il suo livello del passato. Secondo Zenhäusern, l‘obiettivo è di riconquistarli. L‘aspetto negativo dell‘“eccesso di turismo“ è abbastanza chiaro in alcune aree. Secondo Hotelleriesuisse, chiudono ogni anno un centinaio di hotel svizzeri. Soprattutto, i margini enormemente ridotti sembrano essere un problema. In alcune località manca anche la disponibilità di investitori per ristrutturare l’infrastruttura turistica. Una cosa è chiara: se un hotel o una ferrovia devono chiudere, una regione di montagna viene colpita duramente dal punto di vista economico. Le richieste politiche per un maggiore sostegno statale sono sul tavolo. Tuttavia, secondo i suoi esperti del turismo, la Svizzera deve prepararsi alla crescente attività di viaggio globale. Per evitare picchi di carico e per non sovraccaricare la tolleranza della popolazione locale, l‘industria si affida al controllo dei flussi turistici, anche in termini di stagioni: invece di limitarsi a raccomandarsi come destinazione invernale ed estiva, viene ora commercializzato per la prima volta come stagione indipendente anche l‘autunno.</p>
<p><strong>L’esempio della Cina</strong><br />
La crescita economica e la semplificazione delle regole relative agli spostamenti fanno in modo che sempre più Cinesi viaggino. Di questo approfitta anche la Svizzera. Nel 2018, i turisti cinesi hanno generato 147’300 pernottamenti in Svizzera, contro i 17’500 nel 2005. E secondo gli esperti, la tendenza proseguirà. Oggi di fatto, solo il 10% dei Cinesi (che sono quasi 1,4 miliardi) possiedono un passaporto che permette loro di viaggiare.</p>
<p><em>Susanne Wenger</em></p>
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	<p>La città della Svizzera centrale è molto popolare tra i gruppi di viaggio provenienti dalla Cina. Non tutti gli abitanti sono contenti. Photo Keystone</p>
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	<p>Famosa in tutto il mondo grazie a Instagram: la piccola locanda Aescher nelle Alpi Appenzellesi. (Photo Keystone)</p>
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	<p>Il centro wellness chiuso di Schwefelberg-Bad mostra il rovescio della medaglia del boom turistico: nelle regioni periferiche, chiudono ogni anno 100 alberghi.<br />
(Photo Danielle Liniger)</p>
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		><h3 class="widget-title">La «Quinta Svizzera» ama viaggiare</h3>
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	<p>Alcuni visitatori in Svizzera non sono alla ricerca dell’inedito, ma del passato. In altre parole, vengono a vedere la loro vecchia patria. Così, decine di migliaia di Svizzeri all’estero rinfrescano la loro relazione con il loro paese d’origine attraverso un viaggio.</p>
<p>Mancano le cifre esatte poiché le statistiche turistiche indicano il paese d’origine dei visitatori, ma non il loro rapporto con la Svizzera. Un sondaggio dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero presso 35 000 persone permette però di farsi un’idea più precisa: il 68% degli intervistati ha indicato di recarsi in Svizzera una o più volte all’anno. Un terzo di loro lo fa perfino tre o più volte. Una persona su dieci viene in Svizzera almeno cinque volte all’anno.</p>
<p>Per gli Svizzeri all’estero, che sono attualmente 760 000, questi risultati mostrano che gli espatriati formano un gruppo di visitatori impressionante per il nostro paese. Da un punto di vista economico, i vacanzieri della «Quinta Svizzera» sono sicuramente un fattore non indifferente. Mentre i turisti stranieri restano in media meno di tre notti in Svizzera (2017: 2,1 notti), i vacanzieri della «Quinta Svizzera» si concedono un periodo più lungo di permanenza.</p>
<p>Una netta maggioranza soggiorna almeno otto notti nella propria patria d’origine, un quarto, più di due settimane. In materia di souvenir, il comportamento degli Svizzeri all’estero è abbastanza classico: cioccolato, formaggio, vino ed orologi costituiscono l’essenziale dei loro acquisti prima di riprendere la via del ritorno. Per l’industria alberghiera, però, i benefici sono inferiori: la maggior parte di questi ospiti soggiorna da amici o parenti.</p>
<p>Per quanto concerne le soluzioni scelte per consolidare i rapporti con la Svizzera, dal sondaggio risulta chiaramente che le visite regolari sono il mezzo migliore per conservare legami forti con la patria d’origine. In seconda posizione, si trova la lettura della «Gazzetta Svizzera», seguita dalla possibilità della partecipazione politica. Facciamo notare che questo sondaggio è stato effettuato prima della rimessa in discussione del voto elettronico.</p>
<p><em>Marc Lettau</em></p>
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		<title>Editoriale Novembre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-novembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 16:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori la Svizzera ha votato e lo ha fatto in modo poco... elvetico. La sorpresa che ha colto in contropiede osservatori, media e i partiti stessi non deriva tanto dalla vittoria dell’area ecologista ma più dalla dimensione degli spostamenti partitici. Abituata ad una stabilità delle forze in Parlamento (e di conseguenza in</p>
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>la Svizzera ha votato e lo ha fatto in modo poco... elvetico.</p>
<p>La sorpresa che ha colto in contropiede osservatori, media e i partiti stessi non deriva tanto dalla vittoria dell’area ecologista ma più dalla dimensione degli spostamenti partitici. Abituata ad una stabilità delle forze in Parlamento (e di conseguenza in Governo), la Svizzera è stata travolta da un vero e proprio tsunami.</p>
<p>La vittoria in termini di percentuali e seggi è dirompente: +17 seggi per il Verdi, - 12 per l’UDC. Si assisterà quindi ad una politica diametralmente opposta a quella della passata legislatura con una maggioranza di destra in Consiglio nazionale? Molto difficile: la democrazia diretta e il sistema bicamerale (in Consiglio degli Stati gli spostamenti saranno meno eclatanti) imporranno anche al Parlamento compromessi sui vari dossier, anche quelli ambientali.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi </em><br />
<em>REDATTORE</em></p>
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		<title>4 fatti salienti sulle elezioni nazionali 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/4-fatti-salienti-sulle-elezioni-nazionali-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 16:42:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/foto-elezioni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />1. Gli Svizzeri all’estero a mani vuote Malgrado non fossero mai stati così in tanti ai cancelletti di partenza, ben 73, nessuno degli Svizzeri all’estero è stato eletto in Consiglio nazionale. Il dato non deve sorprendere: fino ad ora solo Tim Guldimann era riuscito a superare lo scoglio elettorale 4 anni fa, ritirandosi però nel</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/foto-elezioni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10589"  class="panel-layout" ><div id="pg-10589-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10589-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10589-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>1. Gli Svizzeri all’estero a mani vuote</strong><br />
Malgrado non fossero mai stati così in tanti ai cancelletti di partenza, ben 73, nessuno degli Svizzeri all’estero è stato eletto in Consiglio nazionale. Il dato non deve sorprendere: fino ad ora solo Tim Guldimann era riuscito a superare lo scoglio elettorale 4 anni fa, ritirandosi però nel corso della legislatura. Particolarmente deludente: rispetto al 2015 non è più stato possibile utilizzare il voto elettronico in nessun cantone poiché la Confederazione ha sospeso i progetti pilota per motivi di sicurezza. Non da ultimo, secondo la piattaforma swissinfo.ch molti svizzeri all’estero che avrebbero voluto esprimere il proprio voto non hanno ricevuto in tempo utile il materiale di voto.</p>
<p><strong>2. La destra perde la maggioranza in Consiglio nazionale</strong><br />
Con 101 seggi su 200, i partiti di centro-destra (UDC e PLR) avevano conquistato 4 anni fa una risicatissima maggioranza nella Camera del popolo. Questa maggioranza è ora andata persa e si è rafforzato il centro sinistra con i Verdi e i Verdi liberali. In evidenza va messa la debolezza “storica” dei partiti tradizionali PLR, PPD e PS: insieme non sono mai stati cosi poco votati. Va tuttavia considerato che in un sistema bicamerale (Consiglio nazionale e Consiglio agli Stati) come quello svizzero e in un regime di democrazia diretta è molto difficile che le maggioranze – siano di destra che di sinistra – in una camera riescano ad incidere in modo determinante sulle decisioni politiche.</p>
<p><strong>3. Calo sensibile della partecipazione al voto</strong><br />
Solo il 45,1% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne per esprimere la propria preferenza. Nel 2015 questa proporzione era superiore al 48%. Dopo una serie di elezioni federali (dal 1995) con la partecipazione in crescita costante, è il primo appuntamento che registra un tasso negativo. Questo sorprende tanto più alla luce del fatto che l’ondata verde è stata favorita da una partecipazione piuttosto massiccia dei neoelettori.</p>
<p><strong>4. Un parlamento più giovane e più… rosa</strong><br />
È un’elezione dei record: mai cosi tante donne hanno trovato la via di Palazzo federale per quanto riguarda il Consiglio nazionale: ben 85 deputate di tutti i colori politici siederanno nella camera bassa, ciò che corrisponde al 42,5%. Negli ultimi 4 anni sono state il 32%. Sempre in tema di record, è importante rilevare che la media degli eletti si attesta a 49 anni, inferiore di oltre 1 anno rispetto al 2015.<br />
Gli svizzeri hanno eletto quest’anno anche il più giovane Consiglio nazionale della storia. L’età media dei deputati per la legislatura 2019-2023 è di esattamente 49 anni, contro i 50,3 della precedente. In precedenza era capitato solo nel 1991 e nel 1987 che la media di età degli eletti fosse inferiore ai 50 anni.</p>
<p><strong>Non è finita: molti cantoni ancora chiamati a eleggere il Consiglio degli Stati</strong><br />
Eletto attraverso il sistema proporzionale, il Consiglio nazionale è stato composto nella sua totalità lo scorso 20 ottobre 2019. Il Consiglio degli Stati – la cosiddetta Camera alta in cui tutti i cantoni hanno diritto a 2 rappresentanti, i semicantoni ad 1 – viene per conto eletto con il sistema maggioritario. Laddove al primo turno nessun candidato o solo uno ha raggiungo la maggioranza dei voti, si rende necessario un secondo turno (detto anche ballottaggio). Questo, tra gli altri avverrà nei cantoni di Berna, Zurigo e in Ticino.<br />
Trovate tutte le informazioni su https://www.ch.ch/it/elezioni2019/</p>
<p><em>Angelo Geninazzi </em><br />
<em>REDATTORE</em></p>
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	<p>Tasso di partecipazione in % per il Consiglio nazionale<br />
Fonte: Ufficio federale di statistica, www.swissinfo.ch</p>
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	<p>È l’elezione dei record: il Consiglio nazionale 2019-2023 è il più verde, giovane e femminile di sempre.</p>
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		<title>Beni in Italia ed eredi all’estero. Quale legge scegliere?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/beni-in-italia-ed-eredi-all-estero-quale-legge-scegliere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 16:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />È possibile la professio iuris a favore del diritto svizzero. Buongiorno Gentile Avv. Wiget, mi chiamo A. W. e sono cittadino Svizzero residente in Italia dal 1995. Ho 81 anni e sono sposato con una cittadina Italo-Svizzera ed ho due figli maggiorenni avuti dal precedente matrimonio. Un figlio abita in Svizzera (Winterthur) ed il secondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-10519"  class="panel-layout" ><div id="pg-10519-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10519-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10519-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>È possibile la professio iuris a favore del diritto svizzero.</strong></p>
<p>Buongiorno Gentile Avv. Wiget,<br />
mi chiamo A. W. e sono cittadino Svizzero residente in Italia dal 1995.</p>
<p>Ho 81 anni e sono sposato con una cittadina Italo-Svizzera ed ho due figli maggiorenni avuti dal precedente matrimonio. Un figlio abita in Svizzera (Winterthur) ed il secondo risiede da anni in Spagna dove è sposato.</p>
<p>Vorrei fare un testamento. Ho letto in un Suo articolo sulla Gazzetta Svizzera di qualche tempo fa che sarebbe per me possibile scegliere se applicare la legge di successione svizzera o italiana.</p>
<p>Dato che tutto il mio patrimonio sia mobile che immobile è in Italia posso comunque decidere che venga applicata la legge svizzera?<br />
La ringrazio per la Sua cortese risposta, distinti saluti<br />
A.W. (Prov. di Grosseto)</p>
<hr />
<p>Caro Lettore,<br />
grazie della Sua lettera.</p>
<p>Riceviamo frequentemente richieste di chiarimenti di questo tenore da parte di nostri compatrioti, e dunque periodicamente riprendiamo l’argomento a beneficio di tutti gli interessati, effettivi e potenziali.</p>
<p>Il tema, come sanno i nostri lettori affezionati, ma anche Lei mi pare di capire, non è nuovo ma spesso rimane qualche dubbio, legato soprattutto alla particolare situazione che riguarda ognuno di noi.</p>
<p>Infatti, in questa materia è spesso un elemento di “estraneità” che ingenera la necessità di un approfondimento. Talvolta è la cittadinanza estera del testatore o quella degli eredi, talaltra la residenza in diversi Paesi, o, ancora, il luogo in cui si trovano i beni oggetto di un testamento o di un lascito ereditario.<br />
In effetti, nel suo caso ricorrono alcuni di questi aspetti.<br />
Ebbene, il diritto internazionale privato individua tra questi elementi di estraneità rispetto ad un ordinamento quelli che sono idonei a determinare l’applicabilità di uno o di altro diritto. Si chiamano norme di conflitto o criteri di collegamento, e non a caso perché risolvano un possibile contrasto di disciplina di una situazione o la collegano ad una legge piuttosto che ad un’altra.<br />
In Italia, tali disposizioni sono contenute nella Legge n. 218/1995 ed in altre regolamentazione convenzionali o europee.</p>
<p><strong>Legge regolatrice della successione</strong><br />
Per quel che riguarda la specifica materia delle successioni, il tradizionale principio della legge nazionale del de cuius (contenuto nell’art. 46 L. n. 218/1995) è stato integrato con quello della legge del luogo di residenza con effetto a partire dal 2015.<br />
Ciò è avvenuto grazie ad uno specifico Regolamento UE n. 650/2012 che introduce questo principio, armonizzando la norma di conflitto a livello europeo, essendo applicabile automaticamente ed estendendo la sua efficacia non solo a tutti gli Stati membri (fatta eccezione per Irlanda, Danimarca e Gran Bretagna) ma persino agli stranieri non comunitari residenti nella UE.<br />
Abbiamo già commentato varie volte in passato quali sono le ragioni sottostanti questa scelta del legislatore europeo, legate alla mobilità, all’internazionalizzazione dei rapporti alla scomparsa delle frontiere ed alla caduta di “barriere” culturali e non solo fisiche.<br />
Ciò significherebbe, nel Suo caso, che, in linea di principio, la Sua successione sarebbe soggetta alla regolamentazione della legge italiana, in ragione della Sua residenza in Italia.</p>
<p><strong>Il Trattato di Domicilio e Consolare del 1868</strong><br />
In realtà così non è.<br />
Come ben sa chi ci segue regolarmente, infatti, da tempo sostengo su queste pagine che, per le successioni degli Svizzeri in Italia, si applichi una disciplina diversa.<br />
Infatti, non va affatto trascurata una importante disposizione finale del Reg. UE n. 650/2012, la quale statuisce espressamente che sono fatti salvi i Trattati internazionali in materia (art. 75 Reg.). In altre parole, i Trattati bilaterali e le Convenzioni internazionali in vigore che riguardano le successioni continuano ad essere applicabili e dunque prevalgono sul Regolamento UE.<br />
Nello specifico ed in concreto, tra Italia e Svizzera è tuttora vigente il Trattato di Domicilio e Consolare del 1868.<br />
In forza di tale accordo bilaterale, in caso di controversia relativa alla successione di uno Svizzero residente in Italia, saranno competenti i Tribunale dell’ultimo domicilio in Svizzera e – per pratica corrente e consuetudine - in tal caso si applicherà il diritto svizzero, in forza del principio di unità delle successioni (e cioè l’unità di foro competente e diritto).</p>
<p><strong>La facoltà di scelta. Professio iuris</strong><br />
Inoltre, l’attuale disciplina del Reg. UE n. 650/2012 nell’art. 22 prevedono la possibilità delle c.d. professio iuris e cioè della dichiarazione di scelta della legge dalla quale si vuol fare regolamentare la propria successione.<br />
Ciò con il solo limite che la legge scelta debba essere quella della propria nazionalità, o di una di queste in caso di pluralità di cittadinanze.<br />
La scelta deve essere espressa, ed è soggetta alle stesse forme di un testamento.<br />
Peraltro, la facoltà di scelta era già prevista dal previgente art. 46 della L.n. 218/1995, anche se in tal caso, fissando la come principio la nazionalità per l’individuazione della legge regolatrice della successione, la scelta poteva ovviamente avere ad oggetto la legge del luogo di residenza.<br />
Del tutto analoga a quella del Regolamento UE è la disciplina in Svizzera, ove l’art. 90 LDIP (Legge Federale sul diritto internazionale privato) del 1987, ricorre all’ultimo domicilio quale criterio di collegamento per individuare la legge applicabile alla successione.<br />
Anche in Svizzera è poi prevista la facoltà di scelta di sottoporre la propria successione ed uno dei suoi diritti nazionali per testamento o contratto successorio.<br />
* * *</p>
<p>Riassumendo, dunque, i soli tratti salienti ai fini della valutazione per fornirLe una risposta sono i seguenti:<br />
- Lei è cittadino svizzero, e solo svizzero;<br />
- Lei è residente in Italia da vari anni (circa 24).<br />
Non rilevano, viceversa, ai fini che ci interessano, né la residenza in Spagna ed in Svizzera dei Suoi figli, né tantomeno il fatto che i bene facenti parte del Suo patrimonio siano situati tutti in Italia.<br />
Invero, il fatto che il suo patrimonio si trovi in Italia può avere un impatto fiscale con riferimento all’imposta di successione, come vedremo.<br />
E veniamo allora al Suo quesito. Infatti, tutto quanto esposto conferma che la c.d. professio iuris, e cioè la facoltà di scelta del diritto, non viene affatto intaccata ma resta del tutto integra.</p>
<p>In conclusione, caro Lettore, la Sua successione, che in ipotesi si aprirebbe qui in Italia, dovrebbe essere regolata autonomamente dal diritto svizzero, indipendentemente dalle restanti circostanze, in forza del Trattato di Domicilio e Consolare del 1868.</p>
<p>Tuttavia, a scanso di equivoci e di difficoltà interpretative, Lei può comunque far ricorso alla professio iuris a favore del diritto elvetico da Lei prescelto, e ciò tanto in base al Reg. UE n. 650/2012, quanto alla normativa di diritto internazionale svizzera (art. 90 LDIP).<br />
Io suggerisco sempre di farlo in ogni caso, a titolo prudenziale.</p>
<p>Infine per quel che riguarda l’imposta di successione, in linea di massimo, l’Italia applica il principio di territorialità, per il quale i beni del soggetto defunto residente in Italia saranno interamente tassati da parte del fisco italiano. Ed è questo il suo caso.<br />
Viceversa, in caso di de cuius residente all’estero, sono soggette all’imposta di donazione e successioni solo i beni situati sul territorio della Repubblica Italiana.<br />
Resta indifferente per l’Italia dove risiedono gli eredi a tal fine, mentre è utile dire che è prevista in Italia una franchigia sino ad 1 milione di euro per il coniuge e gli eredi in linea retta.</p>
<p>È, peraltro, possibile in alcuni casi una tassazione da parte di più Stati con notevole onere economico, poiché di norma le Convenzioni contro le doppie imposizioni non contemplano anche questo balzello. Anche qui suggerisco sempre di informarsi presso un fiscalista esperto.<br />
Spero di aver soddisfatto la Sua necessità e La saluto cordialmente.</p>
<p><em>Markus W. Wiget</em><br />
<em>Avvocato</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<item>
		<title>La medievista Elena Percivaldi sintetizza la storia della festa invernale più amata.</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-medievista-elena-percivaldi-sintetizza-la-storia-della-festa-invernale-piu-amata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 16:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Foto-montreux-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le lunghe origini del Natale dal Medioevo ad oggi. Come si arrivò al presepe e ai suoi personaggi Il binomio “castelli medievali e mercatini di Natale” emana sempre grande fascino sui visitatori europei. In Svizzera si può godere di questa suggestiva atmosfera visitando il mercatino natalizio ai piedi dei tre castelli di Bellinzona, oppure quello</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Foto-montreux-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10456"  class="panel-layout" ><div id="pg-10456-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10456-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10456-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Le lunghe origini del Natale dal Medioevo ad oggi. Come si arrivò al presepe e ai suoi personaggi</strong></p>
<p>Il binomio “castelli medievali e mercatini di Natale” emana sempre grande fascino sui visitatori europei. In Svizzera si può godere di questa suggestiva atmosfera visitando il mercatino natalizio ai piedi dei tre castelli di Bellinzona, oppure quello di Rapperswil-Jona che si svolge in un romantico contesto medievale ed è uno dei mercatini natalizi più grandi della Svizzera, o ancora al Castello di Chillon, a 10 minuti da Montreux, che per l’occasione si trasforma in città medievale, animata da narratori, musici e artigiani e allietata dalle pietanze ispirate a quell’epoca. Anche in alcune regioni d’Italia la ricorrenza del Natale è allestita in contesti medievali di borghi e castelli.<br />
Ma come era, davvero, il Natale nel Medioevo? Ce lo spiega la storica Elena Percivaldi, medievista attiva in Italia e Canton Ticino, autrice di una recente pubblicazione sul castrum di Tremona-Mendrisio: «Non certo con le tavole imbandite dei nostri giorni, con i tanti regali, l’albero e il presepe… Almeno fino al 1200 era una festa abbastanza sottotono».</p>
<p><strong>Perché?</strong><br />
«Il mistero della nascita di Gesù Cristo, proclamato figlio di Dio che si incarna in un uomo, si sacrifica per la salvezza dell’umanità e che poi risorge, portava a disquisizioni profonde adatte ai teologi e agli intellettuali di quel tempo, non già al popolo sprovvisto di istruzione che festeggiava eventi più concreti e propiziatori come ad esempio, in inverno, la conclusione dell’attività agricola».</p>
<p><strong>In quell’occasione si festeggiava banchettando?</strong><br />
«Il banchetto invernale è molto antico poiché con gli ultimi raccolti, specie se l’annata era stata buona, si aveva qualcosa in più da mangiare; inoltre farlo in abbondanza era considerato propiziatorio. Il rito del Natale vero e proprio si è però consolidato negli ultimi secoli del Medioevo, e non prevedeva lo scambio dei regali né – com’è facile immaginare – la figura di Babbo Natale o del Santa Claus anglosassone, creazioni proprie dell’epoca più moderna».</p>
<p><strong>Non è stato San Nicola ad ispirare il personaggio di Babbo Natale?</strong><br />
«È vero, il nome “Santa Claus” deriva dall’olandese Sinterklaas, deformazione di san Nicola, vescovo di Mira celebrato il 5 dicembre, descritto come un anziano con la barba e i paramenti rossi, il quale distribuiva doni e dolciumi a chi era stato buono. Tuttavia, a rappresentarlo come un panciuto uomo con barba bianca, vestito di rosso che si sposta nel cielo su una slitta trainata da renne fu lo scrittore statunitense Clement Clarke Moore nel 1823. Infine, a farne una celebrità del Natale ci pensò la Coca Cola negli anni Trenta per pubblicizzare la sua bibita».</p>
<p><strong>Perché il Natale si festeggia il 25 dicembre?</strong><br />
«Fu l’imperatore Costantino a fissare questa data con l’Editto di Milano del 313 che decretò il Cristianesimo quale “religione lecita”, ponendo fine alle persecuzioni. L’imperatore, la cui effettiva conversione al Cristianesimo è peraltro ancora oggetto di dibattito, adorava il “Sol Invictus” (“sole indomito”, nonché appellativo di tre divinità). La data coincideva con il solstizio d’inverno, quando la durata della luce del giorno inizia ad aumentare, tra il 22 e il 25 dicembre. In queste giornate sembra che il sole si fermi per invertire la sua rotta vincendo le tenebre».</p>
<p><strong>Comunque, il rito cristiano si affermò su quello pagano legato alla terra.</strong><br />
«Sì, anche se a dicembre i romani continuavano a festeggiare i Saturnalia, riti agresti legati all’inizio dell’inverno. Nel V secolo fu papa Leone Magno a rendere la festa unicamente cristiana: celebrando il Natale come racconto della nascita di Gesù contribuì a rendere chiara la duplice natura, umana e divina, di Cristo e a consolidare il cristianesimo come unica religione, trionfando su paganesimo e altre eresie».</p>
<p><strong>Quando e come venne ideata la rappresentazione scenica della Natività con il presepe?</strong><br />
«Il processo fu graduale. Leone e altri teologi stabilirono, attraverso il vangelo di Luca, che Gesù nacque in una mangiatoia; nel III secolo Origene, da una profezia di Isaia, ricavò la presenza del bue e l’asinello; la grotta entrò in scena nel VIII secolo con il Vangelo apocrifo dello Pseudo-Matteo nella cui descrizione il Salvatore nacque a Betlemme, in una spelonca di roccia sulla quale apparve una grande stella…».</p>
<p><strong>E i re Magi?</strong><br />
«Li introdusse Leone Magno. Questi personaggi ed elementi simbolici come gli Animali, la cometa o i doni dei magi, oro, incenso e mirra, furono utilizzati da san Francesco, nel 1223, per raccontare scenicamente l’evento di Gesù Bambino nel famoso Presepe di Greccio. In questo modo spiegò a tutti, in modo plastico, il mistero dell’incarnazione».</p>
<p><strong>L’ideazione geniale di Francesco emoziona ancora oggi.</strong><br />
«I biografi di Francesco hanno descritto la presa che sul popolo ebbe questo allestimento visivo di grande impatto. Maria e Giuseppe non c’erano ancora, immessi nel presepe qualche secolo dopo, mentre il bambinello era nella greppia circondato dagli animali in adorazione. Grazie al presepe, Francesco “inventò” il Natale moderno».</p>
<p><strong>In quell’epoca l’albero di Natale non esisteva…</strong><br />
«La prima testimonianza accertata dell’albero nel Natale cristiano risale al 1444, quando un’associazione di mercanti collocò un abete al centro della piazza principale di Tallinn, in Estonia, per rappresentare Gesù attraverso l’albero della vita, simbolo che si trova nella Bibbia e nel mondo classico. Ancora una volta il principio alla base è il sincretismo: il sempreverde che simboleggia la vita eterna era amato dai popoli di tradizione germanica, i quali lo addobbavano per celebrare Yule, il solstizio d’inverno».</p>
<p><strong>Un luogo in Italia per rivivere il “Natale medievale”?</strong><br />
«Molti borghi e castelli cercano di evocarne l’atmosfera. Anni fa ho visitato il suggestivo mercatino del Ricetto di Candelo, borgo medievale intatto in provincia di Biella, ma anche il paese di Chiusa in Alto Adige, per l’occasione illuminato esclusivamente da candele e lanterne, ha qualcosa di magico».</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
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	<p>Natale al Castello di Chillon, Svizzera francese, in costume medievale.</p>
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	<p>Narra Tommaso da Celano che Francesco, nel Natale del 1222, si trovava a Betlemme dove vide alcune funzioni liturgiche sulla nascita di Gesù. Ne rimase colpito e volle ripetere la liturgia in Italia cosa che fece in una grotta naturale, l’anno successivo con grande impatto sul popolo di Greccio.</p>
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	<p>Elena Percivaldi, storica, ricercatrice e saggista, è la titolare di Perceval Archeostoria, studio di consulenza e ricerca in ambito storico-archeologico e artistico-musicale attivo in Italia e Canton Ticino. info: www.perceval-archeostoria.com</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-medievista-elena-percivaldi-sintetizza-la-storia-della-festa-invernale-piu-amata/">La medievista Elena Percivaldi sintetizza la storia della festa invernale più amata.</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Conoscete l’YPSA?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/conoscete-ypsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 15:59:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/YPSA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Cos’è l’YPSA? Questo acronimo è quello dello Youth Parliament of the Swiss Abroad. Non si tratta però di un tipico “parlamento politico”. L’YPSA è piuttosto una piattaforma per i giovani Svizzeri all’estero. In un articolo consultabile su www.revue.ch, il suo presidente Roberto Landolina svela gli obiettivi e le attività dell’YPSA. Egli ripercorre in particolare l’evento</p>
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	<p>Cos’è l’YPSA?<br />
Questo acronimo è quello dello Youth Parliament of the Swiss Abroad. Non si tratta però di un tipico “parlamento politico”. L’YPSA è piuttosto una piattaforma per i giovani Svizzeri all’estero. In un articolo consultabile su www.revue.ch, il suo presidente Roberto Landolina svela gli obiettivi e le attività dell’YPSA.</p>
<p>Egli ripercorre in particolare l’evento dell’YPSA tenutosi nel corso del mese di maggio in Italia. La sua descrizione riassume bene ciò che i giovani si attendono da questo tipo di evento: “È stato meraviglioso vedere i partecipanti collaborare insieme e sviluppare delle idee, anche se non si conoscevano. Speriamo che abbiano potuto sviluppare il loro spirito di squadra e imparare nuove cose”.<br />
(MUL)</p>
<p>Retrospettiva su www.revue.ch<br />
Sito dell’YPSA <a href="http://www.ypsa.ch">www.ypsa.ch</a></p>
<p><strong>Annotazione</strong><br />
Indicate il vostro/i vostri indirizzi e-mail e numeri di cellulare e/o il loro cambiamento alla vostra rappresentanza svizzera e iscrivetevi allo sportello online (sul sito Internet del DFAE www.eda.admin.ch o attraverso www.swissabroad.ch), allo scopo di scegliere il sistema di invio auspicato per la «Revue Suisse» o «La Gazzetta Svizzera». In caso di problemi al momento dell’iscrizione, contattate la vostra rappresentanza. L’ultima edizione della «Revue Suisse» e della «Gazzetta Svizzera», nonché i numeri precedenti, sono consultabili su www.revue.ch/fr rispettivamente su www.gazzettasvizzera.org dove possono essere stampati. La «Revue Suisse» e la «Gazzetta Svizzera» sono distribuite gratuitamente a tutte le economie domestiche degli Svizzeri all’estero in forma elettronica (per e-mail) o cartacea. È inoltre disponibile un’applicazione per iOS/Android.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voglia di partecipare ad un campo invernale?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/voglia-di-partecipare-ad-un-campo-invernale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 15:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Salto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Per due settimane, i giovani Svizzeri all’estero potranno dedicarsi ai piaceri degli sport invernali e conoscere nuovi amici provenienti da tutto il mondo. Oltre allo sci e allo snowboard, i giovani potranno approfittare di un ricco programma di attività nel contesto caloroso di uno chalet e dei suoi dintorni. Un’esperienza intensa, arricchente ed entusiasmante! Campo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/Salto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10416"  class="panel-layout" ><div id="pg-10416-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10416-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10416-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Per due settimane, i giovani Svizzeri all’estero potranno dedicarsi ai piaceri degli sport invernali e conoscere nuovi amici provenienti da tutto il mondo.<br />
Oltre allo sci e allo snowboard, i giovani potranno approfittare di un ricco programma di attività nel contesto caloroso di uno chalet e dei suoi dintorni. Un’esperienza intensa, arricchente ed entusiasmante!</p>
<p><strong>Campo di sport invernali di Capodanno alle Diablerets (VD)</strong><br />
Dal 27.12.2019 al 4.01.2020<br />
Un programma variato attende i partecipanti nel cuore delle Alpi vodesi. Oltre ai corsi di sci e di snowboard in piccoli gruppi e un programma di accompagnamento variato, vi sarà del tempo per fare nuove conoscenze. I partecipanti saranno presi a carico da un team di monitori formato e motivato. Questa offerta si rivolge ai giovani in età tra i 15 e i 18 anni.<br />
www.lesbosquets.ch e www.villars-diablerets.ch/fr/</p>
<p><strong>Campo di sport invernali ad Anzère (VS)</strong><br />
Dal 27.12.2019 al 4.01.2020<br />
Quest’inverno proponiamo anche un campo di sport invernali nelle Alpi vallesane per giovani adulti di 18 anni e oltre. Il campo di sci e di snowboard avrà luogo ad Anzère. Per saperne di più consultate il sito www.anzere.ch.</p>
<p><strong>Iscrizioni</strong><br />
Il formulario d’iscrizione per i campi invernali è online. Troverete maggiori informazioni sulle offerte nonché i formulari d’iscrizione sui nostri siti Internet www.aso.ch e www.swisscommunity.org.</p>
<p><strong>Sondaggio del Servizio dei giovani</strong><br />
Il Servizio dei giovani dell’OSE ha realizzato la scorsa primavera un sondaggio per comprendere meglio le richieste degli Svizzeri all’estero. I risultati del sondaggio sono stati pubblicati lo scorso 28 settembre su www.aso.ch. (MB)</p>
<p>Contattare il Servizio dei giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE),<br />
Alpenstrasse 26, 3006 Berna, tel. +41 31 356 61 00; e-mail: youth@aso.ch</p>
</div>
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		<title>Passo dopo passo in una nuova vita</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/passo-dopo-passo-in-una-nuova-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 15:40:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/wasa-hires_oppliger-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Svizzeri all'estero Il lucernese Matthias Oppliger (45) offre nuove prospettive alle vittime di tratte di esseri umani impiegandoli nel suo laboratorio di sartoria a Tel-Aviv. Si tratta di un progetto che ha suscitato interesse fino al governo israeliano. La sua idea: Una vacanza con la famiglia a Tel-Aviv si è rivelata essere l’inizio di una</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/10/wasa-hires_oppliger-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10390"  class="panel-layout" ><div id="pg-10390-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10390-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10390-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Svizzeri all'estero<br />
</strong></p>
<p>Il lucernese <strong>Matthias Oppliger</strong> (45) offre nuove prospettive alle vittime di tratte di esseri umani impiegandoli nel suo laboratorio di sartoria a Tel-Aviv. Si tratta di un progetto che ha suscitato interesse fino al governo israeliano.</p>
<p><strong>La sua idea:</strong> Una vacanza con la famiglia a Tel-Aviv si è rivelata essere l’inizio di una nuova vita. L’idea di creare degli impieghi per ex lavoratori/trici del sesso e altre vittime della tratta di esseri umani, ha rapidamente trovato riscontro in Israele.</p>
<p><strong>Il suo progetto:</strong> la società “kitepride” cuce borse e zaini con le vele delle barche, o di kitesurf, paracadute, o tute di neoprene che non servono più. L’impresa vuole offrire nuove prospettive alle ex vittime della tratta di esseri umani. Un lavoro onesto per un salario onesto, in un ambiente sicuro e senza sfruttamento.</p>
<p><strong>La sua ubicazione:</strong> il fondatore e direttore di “kitepride”, Matthias Oppliger, ha scelto un’ubicazione strategica. L’impresa è situata a sud di Tel-Aviv, in una zona caratterizzata dalla presenza di rifugiati e spesso anche di vittime della tratta di esseri umani. Vi si incrociano numerose donne, originarie dell’ex Unione Sovietica, che sono costrette a prostituirsi.</p>
<p><strong>Il suo successo:</strong> Matthias Oppliger occupa quindici dipendenti e otto volontari di tutto il mondo. Non tutti hanno un passato drammatico. Anche alcuni volontari, provenienti dalla Svizzera, lo aiutano regolarmente. Si tratta ad esempio di giovani che vogliono fare del bene durante le loro vacanze e utilizzare bene il tempo trascorso in Israele. “Colui che dona, riceve”, ritiene Matthias. Ed è un salario per il quale val la pena lavorare.</p>
<p>L’articolo completo è stato pubblicato su swissinfo.ch, il servizio online della Società svizzera di radiodiffusione e televisione SSR/SRG, disponibile in dieci lingue. Vivete anche voi all’estero? Allora inviate le vostre foto Instagram sull’hashtag <strong>#WeAreSwissAbroad.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Comunicazioni da Palazzo Federale – Novembre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/comunicazioni-da-palazzo-federale-novembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 15:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" />Votazioni federali Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Informazioni relative alle elezioni appena trascorse (20 ottobre 2019) sono disponibili su www.ch.ch.it elezioni 2019. Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/comunicazioni-da-palazzo-federale-novembre-2019/">Comunicazioni da Palazzo Federale – Novembre 2019</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" /><div id="pl-10376"  class="panel-layout" ><div id="pg-10376-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10376-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10376-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Votazioni federali</strong></p>
<p>Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo.<br />
Informazioni relative alle elezioni appena trascorse (20 ottobre 2019) sono disponibili su www.ch.ch.it elezioni 2019. Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch votazioni o sull’app “VoteInfo” della Cancelleria federale.<br />
Il Consiglio federale ha deciso di rinunciare alla votazione popolare federale del 24 novembre 2019. La prossima votazione avrà luogo il 9 febbraio 2020.</p>
<p><strong>Iniziative popolari</strong></p>
<p>Alla chiusura della redazione, erano state lanciate le seguenti iniziative popolari (termine per la raccolta delle firme tra parentesi):<br />
- “Sì a più potere decisionale per la popolazione nell’assicurazione contro le malattie e gli infortuni” (02.01.2021)<br />
- “Responsabilità in materia di telefonia mobile” (22.04.2021)</p>
<p>La lista delle iniziative popolari pendenti è disponibile su www.bk.admin.ch Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso</p>
</div>
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