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	<title>Edizione Ottobre 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Ottobre 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Un po’ di cifre sulle prossime elezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 14:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/testo-pag-3-e-titolo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Tra pochissimi giorni la Svizzera compone il suo nuovo parlamento, che resterà in carica fino al 2023. L’interesse è alto, come dimostrano anche alcune cifre. In vista delle elezioni del 20 ottobre sono 4652 i contendenti per i 200 posti in Consiglio nazionale, una crescita superiore al 20% rispetto alle elezioni del 2015. L’aumento degli</p>
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	<p>Tra pochissimi giorni la Svizzera compone il suo nuovo parlamento, che resterà in carica fino al 2023. L’interesse è alto, come dimostrano anche alcune cifre.</p>
<p>In vista delle elezioni del 20 ottobre sono 4652 i contendenti per i 200 posti in Consiglio nazionale, una crescita superiore al 20% rispetto alle elezioni del 2015. L’aumento degli interessati ad un seggio a Berna si riscontra in tutti i cantoni, fatta eccezione per Ginevra. 40 anni fa il numero di candidati era inferiore a 2000.<br />
L’aumento si riflette anche in termini di liste presentate, complessivamente 511: tutti i principali partiti hanno aumentato il numero di liste, con al primo posto il PPD (77 liste presentate), il PS (73), l’UDC (67) e il PLR (60). Anche i Verdi (49 liste, 8 in più rispetto alla scorsa tornata elettorale), i Verdi Liberali (43, +7) e il Partito Evangelico (23, +8) hanno incrementato il loro numero di liste, mentre partiti minori marciano sul posto o addirittura hanno ridotto le loro proposte di candidatura.</p>
<p><strong>(Molte) più donne in lizza</strong><br />
Su 5 candidature, 2 sono costituite da donne: rispetto a quattro anni fa la proporzione di candidature femminile è aumentata dal 34,5% al 40%. È la prima volta dagli anni ‘90 che la percentuale di candidature presenta un aumento così repentino. Questo aumento più che proporzionale rispetto a quello degli uomini si riscontra in quasi tutti i cantoni, ad eccezione di Svitto, Sciaffusa, San Gallo, i Grigioni, Argovia e Giura.</p>
<p><strong>70 anni di differenza tra il candidato più giovane e quello più anziano.</strong><br />
Jacques Neirynck è già stato Consigliere nazionale dal 2007 al 2015. Il Professore, militante tra le fila del PPD del Canton Vaud si ripresenta nuovamente all’appuntamento elettorale alle soglie dei suoi 88 anni. 70 anni più giovane è Sebastian Huber, un Verde Liberale in lizza nel Canton Lucerna. Lui compirà la maggiore età esattamente un giorno prima dell’appuntamento elettorale.<br />
Se però viene considerata la media di tutti i candidati, questa è superiore di quasi un anno rispetto a quella del 2015 (da 40,6 a 41,5 anni). Dei candidati oggi in corsa per il Consiglio nazionale, 461 non erano ancora maggiorenni quattro anni fa.</p>
<p>Per votare per candidati che si impegnano per gli svizzeri all’estero, Vi raccomandiamo di consultare il sito dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero www.aso.ch/it: elezioni federali 2019 sezioni “raccomandazioni di voto” e “candidati”.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi </em><br />
<em>Redattore</em></p>
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	<p>Chi rappresenterà per i prossimi 4 anni il popolo svizzero sotto la cupola di Palazzo federale? La decisione scaturirà dalle urne del prossimo 20 ottobre.</p>
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		<title>Il segreto del finanziamento delle campagne politiche suscita gelosie</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-segreto-del-finanziamento-delle-campagne-politiche-suscita-gelosie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 13:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/Vollgeld-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La Svizzera è regolarmente criticata dal Consiglio d’Europa a causa della mancanza di trasparenza nel finanziamento delle campagne politiche La Svizzera imporrà presto una trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle campagne politiche? È quello che chiede l’iniziativa popolare sulla trasparenza lanciata dal PS, dai Verdi e dal PBD. Quest’ultima riprende dei testi già adottati</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-segreto-del-finanziamento-delle-campagne-politiche-suscita-gelosie/">Il segreto del finanziamento delle campagne politiche suscita gelosie</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/Vollgeld-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10265"  class="panel-layout" ><div id="pg-10265-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10265-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10265-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>La Svizzera è regolarmente criticata dal Consiglio d’Europa a causa della mancanza di trasparenza nel finanziamento delle campagne politiche</strong></p>
<p><strong>La Svizzera imporrà presto una trasparenza nel finanziamento dei partiti e delle campagne politiche? </strong><br />
È quello che chiede l’iniziativa popolare sulla trasparenza lanciata dal PS, dai Verdi e dal PBD. Quest’ultima riprende dei testi già adottati da Ginevra, dal Ticino e da Neuchâtel, e più recentemente a Friborgo e Svitto. Secondo questo approccio, i partiti dovranno rendere pubblici i loro rendiconti sulle campagne e dichiarare l’origine di donazioni superiori ai 10’000 franchi. L’attuale sistema non permette di conoscere nei dettagli gli importi spesi nelle campagne o in vista di elezioni. «La mancanza di trasparenza è completa», riassume Georg Lutz, direttore dello Swiss Centre of Expertise in the Social Sciences. Questo è il motivo principale per cui la Svizzera viene regolarmente attaccata dal Consiglio d’Europa attraverso il suo Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO). «Quest’ultimo in origine era stato fondato per lottare contro la corruzione nei paesi dell’Est», ricorda Andreas Ladner, direttore dell’Istituto superiore di studi in amministrazione pubblica.</p>
<p><strong>In Svizzera, la politica è una questione privata</strong><br />
Le critiche del GRECO contenute nei suoi rapporti ribadiscono più volte che “non ci sono restrizioni di sorta sulle donazioni (....) e non ci sono restrizioni di alcun tipo. I documenti contabili dei partiti politici non vengono mai pubblicati.» In Svizzera, paese che non dispone di una legge sui partiti politici, questa attività rimane una questione privata. «I partiti sono spesso organizzati in piccole, anzi piccolissime, associazioni a livello cantonale e comunale», afferma il GRECO. Ne scaturisce che i partiti a livello federale dispongono spesso di mezzi molto modesti. «Una legislazione applicabile a tutti gli attori della vita politica genererebbe un lavoro amministrativo considerevole e costi importanti», ha ribadito dal canto suo il Consiglio federale. All’inizio di maggio, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha deciso di sostenere un controprogetto all’iniziativa, proponendo 25’000 franchi come limite inferiore per le donazioni soggette a dichiarazione.</p>
<p>Nel mirino dei promotori di una legge sulla trasparenza, si trova tutta la destra, e in particolare l’UDC, le cui campagne choc, dall’entrata della Svizzera nello Spazio economico europeo al divieto dei minareti, hanno ricevuto sostegni importanti, soprattutto quello di Christoph Blocher. «Quanto denaro investo in una campagna elettorale? Qual è la quota di donazioni e quella delle risorse personali investita? Si tratta della mia vita privata finanziaria», ha risposto pubblicamente il candidato al Consiglio degli Stati Roger Köppel (ZH), che ritiene «che il segreto delle elezioni e delle votazioni in Svizzera sia vitale per lo Stato di diritto e la democrazia.»</p>
<p><strong>La trasparenza ridurrebbe le donazioni </strong><br />
Quale problema pone questa mancanza di trasparenza? I politologi contattati dalla «Revue Suisse» citano innanzitutto una questione etica. «Esiste già una disparità di base, che è dovuta al potere d’influenza dei gruppi d’interesse. Sarebbe dunque almeno normale che il pubblico sappia chi finanzia cosa», ritiene Georg Lutz. Secondo il ricercatore, la trasparenza avrebbe probabilmente l’effetto di modificare il comportamento dei grandi donatori, ciò che teme in particolare la destra, ma renderebbe almeno manifesta l’intenzione politica. «Poiché se delle persone giuridiche investono nelle campagne, è giusto che si attendano qualcosa in contropartita», conclude Lutz. «Se il proprietario di Ricola investe in una campagna, egli non vuole che il marchio sia legato ad un partito, poiché vuole vendere a tutti», ritiene Andreas Ladner, per il quale la fonte dei grandi donatori è comunque un segreto di Pulcinella.</p>
<p><strong>Il denaro non è però una garanzia per il successo di una campagna. </strong><br />
Il segreto del potere sta piuttosto nella capacità di mobilitarsi per trovare delle maggioranze. Nel 2011, l’UDC ha speso più di sei volte per seggio parlamentare dei Verdi liberali, che sono stati tra i grandi vincitori delle elezioni, riporta uno studio dell’Istituto Sotomo. Un aumento della trasparenza comporterebbe probabilmente una diminuzione delle risorse. Per alcuni, la soluzione a questo problema sarebbe il passaggio ad un sistema di finanziamento dei partiti da parte dello Stato. «Questa idea non è molto condivisa a destra, commenta Andreas Ladner, poiché comporterebbe l’aumento delle imposte per finanziarla. La sinistra sarebbe invece favorevole, ma non forzatamente gli elettori!» Il ricercatore sottolinea di non vedere una politica più pacata a Ginevra e in Ticino, cantoni con una legge sulla trasparenza, ma nei quali fioriscono partiti populisti con una buona forza finanziaria.</p>
<p><strong>La questione della disparità tra partiti </strong><br />
Il politologo Ladner rileva che questa richiesta di maggiore trasparenza proviene innanzitutto dalla sinistra svizzera – e da una coalizione su questo tema a livello europeo –, dunque da partiti che beneficiano di risorse inferiori. «Si registra più corruzione in Svizzera? I paesi con un simile sistema, come la Francia e la Germania, ne hanno di meno? Se c’è un problema, è piuttosto il fatto che la disparità delle risorse crea ingiustizie, poiché il denaro fa in modo che gli argomenti proposti da un partito che ha mezzi più sostenuti siano meglio ascoltati di quelli di altri.» Cosa fare allora? Andreas Ladner ritiene che «la trasparenza potrebbe presentarsi come un argomento di campagna, ciò che potrebbe favorire dei partiti che giocano questa carta, come i Verdi.» Egli auspicherebbe un supporto pratico e logistico dei piccoli partiti, «affinché essi possano meglio farsi ascoltare.»</p>
<p><strong>Elezioni sempre più costose?</strong><br />
Le prossime elezioni batteranno tutti i record in termine di costi. «Questa previsione viene ripetuta ogni volta, ma non ci sono dati precisi a riguardo e i dettagli sui costi dipendono anche dal metodo di indagine», sottolinea Andreas Ladner. Per il 2018, l’agenzia Media Focus ha stimato i costi pubblicitari delle elezioni federali a 55,5 milioni di franchi, in crescita del 18,8% rispetto al 2017. Nel 2015, lo studio «Select-Fors» aveva chiesto ai candidati il totale delle loro spese per la loro campagna. Risposta: 29 milioni di franchi, con nell’ordine PLR, PPD, UDC e PS. Le spese dei partiti nazionali, cantonali e locali nonché delle associazioni potrebbero raddoppiare questa cifra. Nel 2015, le donazioni private dedotte dalle imposte a Ginevra ammontavano a quasi 2,5 milioni di franchi (e 50 milioni a livello svizzero). Le deduzioni sono state effettuate da 3200 donatori, malgrado il cantone limiti le donazioni a 10’000 franchi. Da queste cifre si può concludere che la spesa per elettore è paragonabile a quella degli Stati Uniti. (SH)</p>
<p><em>Stéphane Herzog</em></p>
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	<p>(Photo Keystone)<br />
La pubblicità politica costa cara, anzi molto cara. Ma alla Svizzera mancano regole di trasparenza, critica il Consiglio d’Europa.</p>
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	<p>Nel 2015, la campagna elettorale più costosa di tutti i partiti è stata quella dell’UDC, che ha investito 10,6 milioni di franchi nella pubblicità cartacea, online e sui manifesti. Contrariamente al PLR, che ha aumentato le sue spese pubblicitarie, l’UDC ha speso però quasi 2 milioni in meno rispetto al 2011, progredendo maggiormente in termini di voti (+2,8%) rispetto ai liberali radicali.</p>
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		<item>
		<title>In Svizzera per un apprendistato o studi universitari</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-svizzera-per-un-apprendistato-o-studi-universitari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 13:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/06/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero. Anche gli Svizzeri all’estero possono beneficiare dell’eccellente e diversificata offerta di formazione svizzera. Apprendistato In Svizzera, dopo la scuola dell’obbligo, i giovani possono scegliere tra più di 250 posti di apprendistato (n.d.r. chiamato in Ticino anche tirocinio) o</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/in-svizzera-per-un-apprendistato-o-studi-universitari/">In Svizzera per un apprendistato o studi universitari</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/06/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10191"  class="panel-layout" ><div id="pg-10191-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10191-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10191-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</strong></p>
<p>Anche gli Svizzeri all’estero possono beneficiare dell’eccellente e diversificata offerta di formazione svizzera.</p>
<p><strong>Apprendistato</strong><br />
In Svizzera, dopo la scuola dell’obbligo, i giovani possono scegliere tra più di 250 posti di apprendistato (n.d.r. chiamato in Ticino anche tirocinio) o frequentare una scuola secondaria (liceo, scuola specializzata). Tuttavia, ciò non significa che la rotta sia stata fissata per sempre. Anche dopo la maturità si può fare un apprendistato. E dopo un apprendistato con un diploma di maturità professionale, la strada verso una scuola universitaria professionale è aperta.<br />
Come scegliere la giusta formazione professionale? Il sito ufficiale www.orientamento.ch offre tantissime informazioni e descrizioni delle professioni. Un orientamento specifico sulla scelta professionale per gli svizzeri all’estero viene offerto dal Centro di informazione e orientamento professionale (BIZ) a Berna oppure via Skype (registrazione tramite educationsuisse).</p>
<p><strong>Studiare in un ateneo</strong><br />
Le dieci Università pubbliche offrono studi in diritto ed economia, matematica e scienze naturali, scienze umane e sociali. I Politecnici federali (ETHZ e EPFL) si concentrano sull’ingegneria, la matematica e le scienze naturali. Dopo tre anni di studio gli studenti possono laurearsi con il Bachelor. Il programma di Master successivo dura da un anno e mezzo a due anni. Per essere ammessi gli studenti devono essere in possesso di un diploma di maturità riconosciuto a livello federale oppure di un diploma estero equivalente. Per lo studio in medicina si applicano norme speciali.</p>
<p>Le Scuole Universitarie Professionali con i loro circa 60 istituti (incluso arte e musica) offrono dei programmi di Bachelor e Master orientati alla pratica in numerosi campi di studio. Di norma, si è ammessi con il certificato di apprendistato e il diploma di maturità professionale. Ma l’ammissione è possibile anche con una maturità liceale e un ulteriore anno di stage nell’area degli studi futuri.</p>
<p>Le Alte Scuole Pedagogiche formano i giovani per diventare insegnanti qualificati ai vari livelli scolastici. I requisiti di ammissione variano a seconda del corso.</p>
<p>Tutte le università organizzano giornate informative, che di solito si svolgono in autunno o in inverno. I requisiti di ammissione per gli studenti con un diploma straniero sono disponibili all’indirizzo www.swissuniversities.ch .</p>
<p><strong>Info e contatti </strong><br />
Le collaboratrici di educationsuisse che parlano tedesco, francese, italiano, spagnolo, spagnolo e inglese, aiutano a trovare le risposte giuste e offrono supporto per chiarimenti specifici. Il sito web www.educationsuisse.ch presenta e descrive il sistema educativo svizzero in una grafica chiara.</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
Ci teniamo a precisare che con svizzeri intendiamo sempre sia le svizzere sia gli svizzeri, lo stesso vale per studenti!<br />
Il presente articolo è stato pubblicato sulla «Schweizer Revue», la rivista per gli svizzeri all’estero, di settembre 2019.</p>
<p><strong>Informazioni specifiche per i giovani svizzeri d’Italia</strong><br />
<strong>Orientazione professionale e agli studi</strong><br />
Una consulenza personale negli uffici di educationsuisse a Berna è possibile, su appuntamento, in qualsiasi momento. Inoltre, come nell’articolo sopra accennato, esiste la possibilità di un colloquio specifico inerente alla scelta della formazione professionale o degli studi. Questi colloqui al Centro di informazione e orientamento professionale (BIZ) a Berna oppure via Skype sono a pagamento. Grazie alla sponsorizzazione da parte del Collegamento Svizzero in Italia per i giovani svizzeri residenti in Italia esiste la possibilità di una consultazione gratuita.</p>
<p><strong>Borse di studio</strong><br />
In Svizzera il sistema pubblico delle borse di studio è organizzato a livello cantonale. I giovani svizzeri all‘estero che vengono per la loro formazione in Svizzera, possono presentare la domanda per una borsa di studio nel loro cantone d‘origine. Ovviamente, queste borse di studio dipendono dal reddito e patrimonio dei genitori. Ogni cantone ha proprie leggi e regolamenti e quindi anche condizioni e scadenze diverse. educationsuisse aiuta a chiarire le condizioni e si occupa anche della gestione del dossier.<br />
Inoltre, educationsuisse può concedere piccole borse di studio o prestiti in caso di difficoltà grazie a diversi fondi e fondazioni private. Per i giovani svizzeri d’Italia esiste la possibilità, sempre tramite educationsuisse, di ottenere borse di studio specifiche per loro sponsorizzate dalla Gazzetta Svizzera.</p>
<p><strong>Contatto</strong><br />
Ruth von Gunten<br />
educationsuisse - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04 - ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www. educationsuisse.ch</p>
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		<title>Remo Gysin, presidente dell’OSE</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/remo-gysin-presidente-ose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 11:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/Gysin_1901-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il clima nei circoli in italia è unico A margine del Congresso del Collegamento a Palermo, la Gazzetta ha avvicinato il Presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, Remo Gysin. Remo Gysin, cosa significa per lei essere presidente degli Svizzeri all’estero? Significa molto quando considero che sono ben 760’000 gli Svizzeri all’estero, organizzati in tutti i continenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/remo-gysin-presidente-ose/">Remo Gysin, presidente dell’OSE</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/Gysin_1901-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10149"  class="panel-layout" ><div id="pg-10149-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10149-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10149-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Il clima nei circoli in italia è unico</strong><br />
A margine del Congresso del Collegamento a Palermo, la Gazzetta ha avvicinato il Presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, Remo Gysin.</p>
<p><strong>Remo Gysin, cosa significa per lei essere presidente degli Svizzeri all’estero?</strong><br />
Significa molto quando considero che sono ben 760’000 gli Svizzeri all’estero, organizzati in tutti i continenti e in svariati i paesi: questi concittadini sono di fatto una rete globalizzata, che vive. Poter lavorare e vivere in questa realtà, rafforzando il flusso di informazioni, rafforzando la funzione di ponte con la Svizzera, rafforzando i diritti politici, migliorando gli ambiti sociali… tutto questo è un compito eccezionale.</p>
<p><strong>Cosa differenzia uno Svizzero all’estero da uno Svizzero in Svizzera?</strong><br />
L’esperienza all’estero comporta molti aspetti. Uscire dai propri confini per diverso tempo significa affrontare anche incertezze. Significa riuscire a districarsi in un altro mondo, adeguarsi ad altre culture, in altre lingue, spesso lontano dalla famiglia, dagli amici e da un proprio contesto conosciuto. Tutto ciò permette di avere uno sguardo da fuori verso la Svizzera ed è questo che serve al nostro paese. La storia ci racconta infatti che alla Svizzera i grandi impulsi sono sempre giunti da fuori.</p>
<p><strong>Lo Svizzero all’estero è mediamente più coraggioso rispetto allo Svizzero sul territorio nazionale? </strong><br />
Sì, nel senso che supera i confini, e questo lo contraddistingue. Lascia qualcosa alle proprie spalle e guadagna nuovo terreno nel senso più ampio. Ciò necessita di un po’ di coraggio e non tutti lo fanno.</p>
<p><strong>Quali sono le principali e più frequenti richieste che vengono rivolte all’OSE da parte degli Svizzeri all’estero? </strong><br />
Le richieste riguardano spesso tematiche relative alle assicurazioni sociali, la difficoltà in molti paesi di disporre di un’assicurazione malattia, oppure riguardano problemi con l’AVS o con le banche. A queste si aggiungono anche le tematiche relative ai diritti politici, ma riceviamo anche molte domande riguardanti un ritorno in Svizzera e la mobilità in generale.</p>
<p><strong>Soffermiamoci sui diritti politici: su oltre 760’000 Svizzeri all’estero, solo un quinto è iscritto in un catalogo elettorale e può dunque votare. Come mai?</strong><br />
Dipende molto dall’età e dalla situazione di vita in cui le persone si trovano. Da giovani si lascia tendenzialmente la Svizzera per vedere qualcosa di nuovo, per affrontare una sfida. Ci si trova in una situazione professionale o di studio impegnativa e non si cerca primariamente il contatto la Svizzera, ma ci si concentra sulla nazione in cui ci si trova. Si osserva inoltre che il 75% dei concittadini fuori dai confini nazionali dispone della doppia cittadinanza, e molti sono Svizzeri all’estero in 3a o 4a generazione, che spesso non parlano nemmeno più una lingua nazionale. Questi elementi concorrono alla proporzione relativamente bassa di Svizzeri “attivi” da un punto di vista democratico.</p>
<p><strong>Durante il Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia lo scorso maggio ha definito la comunità degli Svizzeri in Italia come “esempio” e “unica”. Sotto quali aspetti? </strong><br />
Sì, e non ho esagerato: in Italia vi è storicamente un gran numero di scuole svizzere, ci sono moltissimi circoli e la comunità ha una tradizione e un passato caritatevole. Inoltre, è l’unica comunità di Svizzeri all’estero ad essere riuscita ad affermare sul lungo termine un giornale unico e di qualità, la loro “Gazzetta Svizzera”; tutti gli altri Svizzeri all’estero sono informati dalla Revue Suisse. Anche il clima all’interno del Collegamento e nei circoli sia molto positivo. E c’è ancora una cosa che mi affascina: almeno per quanto riguarda la mia generazione, l’Italia in Svizzera si conosce attraverso l’immigrazione del dopoguerra e i lavoratori “stagionali”. La comunità degli Svizzeri all’estero è il corrispettivo pezzo di Svizzera in Italia. Una realtà, appunto, unica.</p>
<p><strong>Biografia</strong><br />
1945, Remo Gysin nasce il 4 febbraio a Basilea. Oggi è sposato con Doris.<br />
1972 Conclude il dottorato in economia politica a Basilea. Al termine lavora per diversi impieghi nell’economia privata.<br />
Dal 1977 al 1984 è responsabile del Dipartimento cantonale del lavoro del Canton Basilea Città<br />
Dal 1980 al1984 è Gran Consigliere nel Canton Basilea Città.<br />
1984, viene eletto in Consiglio di Stato del Canton Basilea Città e presiede il Dipartimento della sanità. Nel 1989 è Presidente del Governo. Lascia la carica esecutiva nel 1992.<br />
1995, viene eletto in Consiglio nazionale per il PS, siede nella commissione dell’economia e dei tributi e quella della politica estera. Resta Consigliere nazionale per 12 anni e lascia nel 2007.<br />
Dal 2015 è alla testa dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) e ha contribuito in maniera importante ai festeggiamenti del 100mo dell’OSE (2016).</p>
<p>“Lo Svizzero all’estero supera i propri confini. Per questo è più coraggioso.”</p>
<p><em>Intervista: Gazzetta svizzera </em><br />
<em>(Settembre 2019)</em></p>
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		<title>L’UGS vi porta a Venezia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/unione-giovani-svizzeri-vi-porta-a-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 10:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/VE-Immagine-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Giovani Svizzeri all'Estero Alla scoperta dell’Orientamento professionale in Svizzera, vivendo la città più bella del mondo! Cara Giovane Svizzera, caro Giovane Svizzero, è giunto finalmente il momento che tanto aspettavi e il congresso UGS è alle porte! Quest’anno, come avrai già letto nel numero precedente di Gazzetta Svizzera, si terrà niente meno che a Venezia!</p>
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	<p><strong>Giovani Svizzeri all'Estero</strong></p>
<p>Alla scoperta dell’Orientamento professionale in Svizzera, vivendo la città più bella del mondo!</p>
<p>Cara Giovane Svizzera, caro Giovane Svizzero, è giunto finalmente il momento che tanto aspettavi e il congresso UGS è alle porte!<br />
Quest’anno, come avrai già letto nel numero precedente di Gazzetta Svizzera, si terrà niente meno che a Venezia!</p>
<p>Ad aspettarti oltre ad un intero gruppo di giovani affiatati, che non ti lascerà il tempo di provare solitudine o imbarazzo, troverai la nostra ospite d’onore Rita Beltrami, direttrice dell’ufficio d’orientamento professionale del Canton Ticino. Avremo modo d’incontrarla presso la sala principale dell’Istituto Svizzero di Venezia, situato nello storico Palazzo Trevisan.</p>
<p>Lei, meglio di chiunque altro, saprà aiutarti a scoprire tutte le svariate opportunità che la nostra nazione ci offre, dalle possibilità di studio a quelle lavorative.</p>
<p>Sicuramente in passato ti sarai chiesto: quali sono le possibilità date dalla Svizzera ora che mi trovo all’estero? E se volessi rimanere all’estero la Svizzera mi darebbe comunque delle opportunità? Beh, se non vedi l’ora di saperlo ti resta solo da contattarci per confermare la tua prenotazione!</p>
<p>Ad avvalorare ancor di più questa edizione del congresso sarà certamente la location!<br />
Dopo aver vissuto per anni in Svizzera mi sono trasferito a Venezia e avrò il piacere di farti scoprire la città più segreta e nascosta fra rive, palazzi, e canali. Vivrai la sua magia fra le onde e le cristalline luci di una città senza tempo. Scoprirai i segreti dell’antica arte della costruzione delle gondole, la varietà di cibi e di tradizioni della cultura veneziana. Sveleremo intrighi e misteri fra fantasmi, streghe, e delitti avvenuti in passato. Oltre a tutto ciò vivremo e vedremo quanto gli svizzeri abbiano contribuito alla costruzione della città, valorizzandone la storia e il patrimonio artistico, cosa non nota ai più.</p>
<p>Fra la visita della “cità” alla luce del giorno e “l’andar par ombre” la sera con il bacaro tour (che ci vedrà girare per le tradizionali osterie veneziane degustando bicchieri di vino, come da tradizione) potrai vivere lo splendore della Serenissima in tutte le sue luci ed ombre.<br />
Se ancora non ti sei convinto tieni pure conto che Venezia è davvero facile da raggiungere anche senza dover spendere una fortuna, sia in treno (Italo a/r da Milano 19.90€ e Roma 35.90€) che con qualsiasi altro mezzo (Flixbus da Roma a 8.99€).</p>
<p>Anche per l’alloggio abbiamo pensato a tutto! Siamo infatti convenzionati con l’ostello Anda Venice, dove avremo possibilità di pernottare a soli 25.40€ a notte. Come UGS abbiamo prezzo e posti speciali di cui puoi beneficiare pure tu, contattandomi entro il 1º novembre.</p>
<p>Potrai ovviamente partecipare con chiunque tu voglia. Ti basterà indicarlo nel modulo d’iscrizione a cui puoi facilmente accedere tramite il QR code che trovi in fondo a questo articolo o sulla nostra pagina Facebook.</p>
<p>Ti aspettiamo quindi sabato 16 e domenica 17 novembre a Venezia per scoprire tante fantastiche opportunità e una delle città italiane più amate e imitate al mondo!</p>
<p>Non esitare dunque a contattarmi per riservare il tuo posto in camera, via mail: sermonetaraff@gmail.com o per telefono: +39 370 3309 352. Per trovare risposta a qualsiasi tuo dubbio non esitare a scriverci via mail: unionegiovanisvizzeri@gmail.com, su Facebook o contattaci anche via Whatsapp + 39 335 533 1270.</p>
<p>Come organizzatore dell’evento, aspettandovi numerosi, ringrazio calorosamente tutti coloro che hanno partecipato al fine di riuscire a portare UGS a Venezia: la console Jocelyne Berset, la Sig.ra Wolf dell’Istituto Svizzero di Venezia, la Presidente del Collegamento Svizzero in Italia Irène Beutler-Fauguel, la nostra imperdibile relatrice Rita Beltrami e i miei fantastici collaboratori del comitato, sapendo che senza la partecipazione di ognuno di loro il congresso non si potrebbe realizzare.</p>
<p><em>Raffaele Sermoneta</em><br />
<em>Unione Giovani Svizzeri</em></p>
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		<item>
		<title>A fine novembre arriva il Black Friday</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/a-fine-novembre-arriva-il-black-friday/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 10:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/20161118black-friday-bargain-hunters-hit-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il “venerdì nero” giorno di acquisti folli che si protraggono anche dopo la fatidica data. Occhio a comprare solo ciò che serve Lugano - Sono solamente pochi anni che è sbarcato dagli USA in Europa il Black Friday e sta diventando un momento atteso da molti consumatori, specialmente quelli del web ma anche dei negozi</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/a-fine-novembre-arriva-il-black-friday/">A fine novembre arriva il Black Friday</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/20161118black-friday-bargain-hunters-hit-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-10032"  class="panel-layout" ><div id="pg-10032-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-10032-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-10032-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il “venerdì nero” giorno di acquisti folli che si protraggono anche dopo la fatidica data.<br />
<strong>Occhio a comprare solo ciò che serve</strong></p>
<p>Lugano - Sono solamente pochi anni che è sbarcato dagli USA in Europa il Black Friday e sta diventando un momento atteso da molti consumatori, specialmente quelli del web ma anche dei negozi fisici. Il Black Friday significa un giorno di sconti fuori dall’ordinario, fino al 70-80 %, applicato nel commercio al dettaglio.</p>
<p>Sempre più consumatori sono attenti a conoscere la fatidica data di novembre che è il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento americano (quest’anno è il 29) e a tenersi pronti sulla soglia d’accesso di supermercati e negozi, o dita in fibrillazione sulla tastiera davanti al monitor per l’acquisto delle offerte, in una gara di velocità con(tro) tutti gli altri clienti.</p>
<p>Pronti, partenza, via e giù a comprare. L’assalto all’oggetto che tanto si desiderava ma dal precedente prezzo poco abbordabile, all’ultima innovazione tecnologica o ai vari gadget curiosi quanto inutili … Insomma si compra tutto quello che si può a partire dai prodotti tecnologici all’abbigliamento, fino a far piangere carta di credito o portafoglio.<br />
Il BF è iniziato in Italia nel 2011, mentre in Svizzera pochi anni dopo, in entrambi i Paesi non è ancora un fenomeno esteso, ma si presume che lo potrà diventare.</p>
<p>Come e perché è nato il Black Friday? Si vorrebbe far risalire la sua storia al 1924, quando la nota catena distributiva Macy’s (dove è ambientato a NY il famoso film “Il miracolo della 34ª strada”) decise di avviare in grande stile gli inizi degli acquisti natalizi il giorno dopo a quello del Ringraziamento che avviene il quarto giovedì del mese di novembre. Alle nostre latitudini, invece, come ricorderanno coloro che hanno dai 50 anni in su, i preparativi del Natale comprensivi di albero, presepe e regali iniziavano circa una settimana prima del 24 dicembre. Tuttavia negli anni Novanta, dilagò l’usanza d’oltre Oceano di anticipare molto la vendita di prodotti correlati al Natale ma anche di altre feste tradizionali come la Pasqua, per cui si trovano panettoni e colombe vendute un mese prima del dovuto. All’epoca, negli USA, l’iniziativa di Macy’s ebbe successo, propagandosi in tutti gli stati. Ma ancora non era denominato Black Friday, appellativo che gli venne affbbiato negli anni Ottanta, dopodiché iniziò a diffondersi nel mondo, maggiormente in Canada, Brasile, Australia, Regno Unito, poi nei Paesi del Nord Europa e con moderazione in Svizzera e in Italia.</p>
<p>Black Friday è un nome dal significato incerto. Secondo una leggenda creata dal marketing, poltrebbe significare che i conti da passivi, scritti in rosso, diventavano attivi, quindi scritti in nero sui registri contabili dei negozianti grazie alle maggiori vendite del periodo natalizio. Oppure, molto più realisticamente, potrebbe derivare dal traffico tremendo di quel giorno con conseguenze pesanti per la polizia alle prese con inestricabili ingorghi ma anche con code umane massicce che si formavano di fronte ai grandi magazzini.</p>
<p>Al momento, in Italia, questa data di acquisti folli riguarda solo una nicchia di persone che si dedica perlopiù agli sconti su internet. Nella Penisola è stata Apple a fare da apripista nel 2011. Seguita poi da Amazon, colosso dell’e-commerce statunitense, che propone sconti che si susseguono con offerte ogni 5 minuti, da prendere al volo entro un certo lasso di tempo, e non solo quel venerdì, ma per un’intera settimana con Amazon Black Week.</p>
<p>Come in tutti gli altri Paesi, anche in Italia esiste il sito ufficiale del “Venerdì nero” che consiglia dove e cosa comprare, e quali prodotti online tenere sottocchio.<br />
In Svizzera così titolava una trasmissione della RSI dello scorso anno: “Black friday, vantaggi e rischi. Tra affari imperdibili e consumismo, tra shopping compulsivo e risparmi reali. “Una manna per il commercio, occhio alle pulsioni”. Anche nella Confederazione il fenomeno si tiene ancora in sordina, ma se ne parla. A farla sbarcare qui è stata la catena di grandi magazzini Manor e in tre anni ha visto prolungare il venerdì nero ad una settimana e altre iniziative di contorno, specie da parte di negozi di elettronica. Per i manager delle catene di distribuzione elvetiche queste giornate: «sono una manna per gli affari», e per gli psicologi sono un motivo di studio del comportamento e dei risvolti negativi che impolica un modo di acquistare sempre più facile e veloce di ogni tipo di merce con un click online.</p>
<p>Il Black Friday è considerato, non solo negli States, un efficace indicatore finanziario: attraverso di esso si ottengono informazioni importanti sulle scelte delle masse verso tutte le categorie di prodotti, sulla propensione a spendere e sulla effettiva spesa dei cittadini in quell’occasione. Oggi, dunque, le analisi finanziare e le previsioni di borsa tengono sempre di più in conto questo preciso avvenimento. I non addetti ai lavori si chiedono come sia possibile incrementare così tanto i propri guadagni scontando così tanto le merci, la risposta è che la gara agli sconti dei grandi distributori porta ad enormi acquisti di massa. Tanto per capire la portata del fenomeno, e come riportato dalla stampa del 2013: in un solo giorno 80 milioni di consumatori statunitensi hanno sborsato quasi 57 miliardi e mezzo di dollari, l’equivalente di quello che spendono in un periodo molto più lungo i consumatori di una sola nazione europea. La gente arriva a pernottare fuori dalle porte dei centri commerciali o dei negozi targati “saldi Black Friday”, in modo di essere i primi ad accorrere verso gli scaffali al momento dell’apertura.</p>
<p>Altro avvenimento degno di nota, che sta avendo sempre più successo e che avviene il lunedì successivo al BF (quest’anno cade il 2 dicembre), è il Cyber Monday, giorno consacrato allo shopping online, anch’esso divenuto strumento utle per le indagini dei mercati finanziari.</p>
<p>In italia alcuni istituti che si occupano di dipendenze come lo shopping compulsivo, ormai assimilato ai disturbi del comportamento, osservano con attenzione anche il BF, fornendo aiuto alle persone più fragili. È ormai assodato che soggetti con scarsa autostima, depressione o fortemente ansiose e stressate possano dedicarsi allo shopping incontrollato per una immediata gratificazione, purtroppo vacua e pericolosa per le conseguenze cui può portare.</p>
<p>Al di là del folklore e della libertà di ognuno di agire come meglio crede, il fenomeno del BF, anche se da noi, come detto, non è ancora costume consolidato, va analizzato molo bene.</p>
<p>Non vorremo che si verificassero in futuro gli episodi avvenuti nel corso degli anni in USA, ne citiamo solo un paio: un commesso morto, travolto dalla folla degli acquirenti e la lite fra le mogli, con i rispettivi mariti che si sparano, davanti ai figli, per accaparrarsi un giocattolo.</p>
<p>Il fenomeno del Black Friday va conosciuto sociologicamente, nelle diverse tipologie coinvolte, come i consumatori poco avveduti e superficiali, oppure i parsimoniosi che mirano solo al prodotto che serve approfittando del forte sconto, o gli individui in difficoltà esistenziale che si sfogano comprando di tutto in continuazione. C’è anche una parte di consumatori disincantati e attenti. In un giornale ticinese i lettori commentavano sotto un articolo sul Black Friday prendendone le distanze e alla domanda su “cosa fare il 29 novembre”: «starsene a casa…» ha risposto qualcuno.</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
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	<p>Black Friday e Cyber Monday sono avvenimenti commerciali che in Svizzera come in Italia non sono ancora in auge così come negli USA e in altri Paesi, ma stanno prendendo piede e vale la pena analizzarne vantaggi e rischi.</p>
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		<title>Editoriale Ottobre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-ottobre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 10:31:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>Il Collegamento svizzero in Italia raggruppa tutte le istituzioni private svizzere in Italia: circoli, società di beneficenza, scuole, chiese (60 istituzioni).</p>
<p>È stato fondato nel 1938 a Firenze; dal 1969 è editore della Gazzetta Svizzera (dal 1995 edita dall’Associazione Gazzetta Svizzera).<br />
È gestito da un comitato di 15 membri provenienti da nord a sud, per una equa rappresentanza del territorio.</p>
<p><strong>Alcuni compiti del Collegamento:</strong><br />
• favorire la creazione di nuovi circoli e collegarli tra di loro<br />
• rapporti con la Confederazione<br />
• informare tramite la Gazzetta Svizzera sui principali avvenimenti in Svizzera<br />
• organizzare ogni anno, in collaborazione con una istituzione ben disposta, un congresso.</p>
<p>È un’ottima occasione per incontrare e conoscere altri Svizzeri d’ Italia e scoprire un altro angolo di questo bel Paese.<br />
Il prossimo congresso si svolgerà a Firenze 16/17 maggio 2020.</p>
<p><em>Irène Beutler-Fauguel</em><br />
<em>Presidente Collegamento Svizzero in Italia</em></p>
</div>
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		<title>Scambio di dati fiscali di gruppo tra Italia e Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/scambio-di-dati-fiscali-di-gruppo-tra-italia-e-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 09:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Un recentissimo caso di clienti UBS residenti in Italia Caro Avvocato, le scrivo per la prima volta in relazione ad una questione fiscale a seguito di un articolo pubblicato i primi di agosto su di un autorevole quotidiano economico italiano. Ho letto infatti che il fisco italiano avrebbe richiesto a quello svizzero una serie di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-9936"  class="panel-layout" ><div id="pg-9936-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9936-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9936-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Un recentissimo caso di clienti UBS residenti in Italia</strong></p>
<p>Caro Avvocato,<br />
le scrivo per la prima volta in relazione ad una questione fiscale a seguito di un articolo pubblicato i primi di agosto su di un autorevole quotidiano economico italiano. Ho letto infatti che il fisco italiano avrebbe richiesto a quello svizzero una serie di informazioni sui clienti italiani di UBS e forse anche di altre banche svizzere.</p>
<p>Fin qui niente di nuovo. Sennonché, sempre secondo il quotidiano economico italiano, la richiesta sarebbe stata formulata dall’Italia per un gruppo indefinito di clienti secondo la convenzione tra Italia e Svizzera e riguarderebbe tutti i clienti italiani che non abbiano comunicato la regolare detenzione dei loro fondi all’estero. L’amministrazione federale svizzera avrebbe pubblicato questa richiesta solo in Svizzera sul foglio federale proprio ai primi di agosto e sembrerebbe che sia stato concesso agli interessati un tempo di 20 giorni per eleggere un domicilio e per ricevere delle notifiche in Svizzera presso un rappresentante.</p>
<p>Ora Le chiedo, Le sembra possibile che vengano formulate delle richieste di dati di clienti senza nemmeno indicare i nomi dei soggetti?<br />
Chi controlla e chi garantisce poi che questi siano corretti? Ed ancora, è possibile fare ricorso?<br />
Infine, mi sembra veramente strano che la Svizzera pubblichi un’informazione di tale importanza che riguarda clienti italiani di banche svizzere solo in Svizzera e proprio nel mese di agosto, con un termine che scade nello stesso mese, quando tutti sanno che ad agosto gli italiani sono tutti in ferie.</p>
<p>Ho sempre seguito i suoi articoli su questa complessa materia e ho capito che oramai uno scambio di dati tra i due Paesi sarà una prassi costante, ma questo in verità mi sembra troppo, o sbaglio?<br />
La ringrazio sin d’ora se vorrà dedicare del tempo a rispondere questa mia e la saluto cordialmente.<br />
L.T. (Prov. di Milano)</p>
<hr />
<p>Caro Lettore,<br />
riscontro solo ora la Sua lettera, perché anche io e la Gazzetta Svizzera ad agosto siamo in ferie, e questa è la prima occasione utile per poter rispondere alla Sua richiesta.</p>
<p>La materia, come lei stesso ricorda è estremamente complessa, per cui mi occuperò prevalentemente delle Sue domande, senza dilungarmi troppo in tecnicismi da “leguleio”.</p>
<p>Nel merito della Sua lettera devo confermare nella sostanza quanto Lei scrive, e quanto riportato dai quotidiani durante le vacanze estive di molti di noi, ma con alcune precisazioni.</p>
<p>In primo luogo, va detto in effetti che è consentita anche la richiesta di assistenza amministrativa fiscale c.d. “di gruppo” a determinate condizioni. In particolare, la stessa non può sostanziarsi in una generica richiesta del tipo “fornitemi tutti i dati dei cittadini italiani”. Essa può invece riguardare un numero indefinito ed innominato di persone ma queste devono rispondere ad una serie di requisiti e ad un pattern comportamentale ben preciso e definito dalla richiesta.</p>
<p>È poi altresì vero che in data 6 agosto 2019 la Svizzera, ed in particolare, l’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC) ha pubblicato in italiano ed inglese sul Foglio Federale svizzero (l’equivalente della Gazzetta Ufficiale italiana) un comunicato ai sensi della Legge federale sull’assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale del 28.9.2012.</p>
<p>Nello stesso comunicato si dava atto di una richiesta di assistenza amministrativa fiscale inviata dall’Agenzia delle Entrate italiana nel dicembre 2018 in base all’art. 27 della Convenzione contro le Doppie Imposizioni (CDI) del 9 marzo 1976 tra Italia e Svizzera, come recentemente modificato dal Protocollo integrativo della CDI firmato il 23.2.2015 da Italia e Svizzera ed in vigore dal 13.7.2016.<br />
Effettivamente la richiesta di informazioni del fisco italiano riguarda persone fisiche i cui nomi sono sconosciuti ma che, come detto sopra, dovrebbero rispondere a tutta una serie di requisiti previsti dalla normativa internazionale, volti ad evitare delle c.d. fishing expedition pure e semplici, e cioè ricerche generalizzate ed indiscriminate.</p>
<p>Ciò è dunque perfettamente legittimo, come confermato anche da un famoso precedente del Tribunale Federale svizzero del 2015, relativo alla trasmissione di dati di alcuni clienti di UBS nei Paesi Bassi.</p>
<p>In concreto, però la richiesta dell’Italia riguarda solo il periodo dal 23.2.2.015 (data della firma del Protocollo citato) al 31.12.2016, e solo i soggetti rispondenti ai seguenti requisiti:<br />
- persone fisiche titolari di uno o più conti presso UBS in Svizzera, che in base alla documentazione bancaria di UBS risultino residenti (ovvero domiciliati secondo la terminologia elvetica) in Italia;<br />
- e che, seppur richieste da UBS di fornire prova della conformità fiscale dei conti tramite il modulo “Tassazione dei redditi da risparmio UE – Autorizzazione alla divulgazione volontaria” o in altro modo, non hanno risposto o non hanno fornito prove sufficienti di compliance rispetto al fisco italiano.</p>
<p>Viceversa, sono esclusi:<br />
- i conti divulgati in base ad altri accordi tra la Svizzera e l’Unione Europea ovvero in base allo scambio automatico di informazioni fiscali tra Svizzera e Italia;<br />
- i conti oggetto di Voluntary Disclosure o scudo fiscale italiano;<br />
- i conti nel frattempo regolarizzati mediante dichiarazione dei redditi comprensiva del quadro RW relativamente ad averi presenti alla fine dell’ultimo anno fiscale;<br />
- i conti già oggetto di procedura di assistenza amministrativa fiscale precedente</p>
<p>Dunque, come vede, non tutti i clienti italiani ma certo tutti i clienti residenti in Italia che per il periodo indicato non abbiano regolarizzato la loro posizione in qualche maniera, o almeno, per i quali non risulta essere stata comunicata la conformità fiscale.<br />
Tali soggetti, a seguito della pubblicazione potevano fornire all’AFC il loro indirizzo attuale in Svizzera se ivi residenti ovvero nominare un rappresentante autorizzato a ricevere notificazioni in Svizzera se non in possesso di un indirizzo di domicilio nella Confederazione – ciò entro 20 giorni dal giorno successivo alla pubblicazione della comunicazione in oggetto, e dunque, in concreto entro il 27 agosto scorso.</p>
<p>È naturalmente sempre consentito il ricorso in Svizzero avverso il provvedimento di trasmissione ma va detto che, salvo per eventuali errori materiali risultanti, i motivi di un’eventuale opposizione hanno ragionevolmente scarse probabilità di accoglimento proprio in ragione del precedente citato relativo ai clienti UBS in Olanda. Comunque, la valutazione va fatta caso per caso.</p>
<p>Con riguardo al suo ulteriore quesito, corrisponde dunque al vero anche che la Svizzera ha effettuato la pubblicazione in agosto e che il breve termine concesso agli interessati (clienti di UBS residenti in Italia) per nominare un rappresentante domiciliatario, e così conoscere in anticipo il contenuto dei dati che sarebbero stati trasmessi all’Italia, sarebbe spirato nello stesso mese.<br />
Per tutti coloro che non abbiano eletto un luogo in Svizzera per le notifiche, l’AFC procederà mediante pubblicazione della decisione sul Foglio Federale in forma anonima.</p>
<p>Certo è, quindi, che non solo il termine era particolarmente esiguo ma che risultava anche oltremodo complicato avvalersene, dato il particolare periodo dell’anno.</p>
<p>Il soggetto eventualmente interessato, infatti, nei 20 giorni di periodo vacanziero avrebbe dovuto probabilmente confrontarsi con il proprio consulente fiscale, tipicamente un avvocato o un commercialista, reperire un professionista in Svizzera disponibile a ricevere le notifiche per suo conto, provvedere a nominarlo e a fornire tutti i riferimenti all’AFC – Servizio per lo scambio di informazioni in materia fiscale. Una bella impresa, non c’è che dire.</p>
<p>Non è dato comprendere quali siano state le ragioni di questa improvvisa sortita “agostana” della autorità fiscale elvetica. Possiamo anche pensare che essa sia il frutto del caso, considerato che in Svizzera nel mese di agosto di norma è lavorativo.<br />
Ad ogni modo, è indubbio che l’iniziativa abbia creato non pochi problemi ai soggetti interessati, ai quali ora non resta che verificare con i propri professionisti la possibilità di un eventuale ravvedimento operoso per le violazioni delle disposizioni sul monitoraggio fiscale nonché in materia dichiarazione dei redditi, salvo che nel frattempo ricevano un avviso di accertamento.</p>
<p>Comunque, anche in quest’ultimo caso, sono sempre possibili le rituali ed ordinarie impugnazioni dinnanzi alle Commissioni tributarie ed in Cassazione anche se con inevitabile aggravio di costi per tributi sanzioni ed interessi nonché per l’assistenza legale.</p>
<p>Spero di avere risposto compiutamente alle Sue domande, fugando ogni residuo dubbio.<br />
Con l’occasione porgo, come di consueto, a Lei ed a tutti i nostri Lettori i miei migliori saluti.</p>
<p><em>Avv. Markus W. Wiget</em></p>
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		<title>In bus&#8230; vite a confronto</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-bus-vite-a-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 09:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
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	<p><strong>“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks</strong></p>
<p>Sono in bus e mi piace pensare che per ventitré minuti, posso stare seduta senza fare assolutamente niente, senza neppure dovere rimanere in standby (come il televisore quando è apparentemente spento ma, a ben guardare, ha la spia luminosa accesa in basso, ad indicare che lo schermo è disattivato ma l’apparecchio no e resta pronto ad accendersi a comando da un momento all’altro). Così, libera durante il tragitto da responsabilità di ogni sorta, mi godo il panorama attraverso il finestrino del bus. Qui a Zurigo, di solito, nei mezzi pubblici regna un profondissimo silenzio, che per la verità, delle volte, inquieta non poco e fa venire la voglia di urlare “Ehi, c’è nessuunoo? Hallooo!!!” con lo stupore di chi si trova come precipitato in un film di fantascienza, popolato da creature con sembianze umane, che si scopre presto essere dei robot. Oggi, però, questo silenzio mi piace parecchio, perché mi trasmette un profondo senso di quiete del quale avevo proprio bisogno; mi sembra meraviglioso e mi permette di far riposare le mie povere orecchie, stanche di voci e di continue richieste da soddisfare prontamente. Il cervello no, - purtroppo o per fortuna- per quello non ho ancora trovato il modo di farlo veramente riposare. Mi piace scrutare le persone che alla fermata stanno aspettando di salire sul bus; mi affascina guardarle mentre entrano, come si muovono e mi soffermo ad osservare come sono vestite. Talora ne guardo alcune e mi chiedo a cosa stessero pensando, prima di uscire, quando hanno indossato gli abiti che portano. Per esempio, se piove a dirotto - ed io, tutta imbacuccata, sto congelando- mi chiedo a cosa stesse pensando, trovandosi davanti al suo armadio, la signora con il giacchino sottile - tipo sfoglia di cipolla - e come si sia persuasa ad indossare quella minigonna, i collant trasparenti - di quelli che, solo a guardarli, fanno abbassare la colonnina del mercurio nel termometro -, per non parlare degli altissimi tacchi a spillo sui quali arranca finge-niente … Ma dico io: con questo gelo? - chissà poi come si (s)vestirà d’estate!- Per fortuna però (e lo dico sul serio) siamo tutti diversi. Mi diletto ad immaginare le storie delle persone che salgono e scendono dal bus. Mi rallegra la gioia negli occhi di una ragazza piena di entusiasmo, che sorride chissà pensando a cosa o a chi ... Mi commuovo davanti ai movimenti lentissimi, pieni di concentrazione, di un anziano che si sforza di vivere normalmente; tante volte sto lì, pronta ad intervenire perché lo vedo troppo incerto sui suoi passi, ma la paura di offenderlo o mortificarlo con un mio intervento mi blocca, così lo accompagno solo col mio sguardo, respirando piano, quasi per paura che un soffio di vento possa fargli perdere l’equilibrio; lo accompagno con gli occhi finché scende dal bus e si allontana piano piano, scomparendo dalla mia vista... Sono diversi i personaggi che salgono e scendono dal bus, pieni di storia, trepidazione, speranza. Una donna molto femminile, vestita con gusto (finalmente…), si siede di fronte a me, accanto ad un’altrettanto bella donna dall’aria affaticata. La saluta con tre baci, si conoscono: cominciano a chiacchierare e subito incredibile appare il confronto tra le loro diversissime vite. Hanno circa la stessa età: la donna super curata comincia a parlare di ritagli di tempo, di un lavoro manageriale, di un capo che la stressa, delle tante responsabilità in ufficio e poi c’è la palestra, il corso di tango e via dicendo. Ammicca annunciando di essere ritornata da un po’ single, ma non le pesa e racconta di viaggi in posti da favola alla sua stanca interlocutrice che, mentre la ascolta, la guarda con gli occhi sognanti. Quest’ultima, di una bellezza semplice ma ugualmente prorompente, profuma di doccia-schiuma: non si è truccata, ha i capelli lisci, lucidissimi e raccolti in una coda fatta di fretta - forse per la voglia di librarsi nell’aria, fuori casa e non perdere quel bus -; racconta di aver lasciato i suoi bambini ad una vicina di casa con la quale fanno a cambio per avere un giorno tutto proprio (che poi non è un giorno, spiega, ma una mattina… compreso il pranzo, però!) e ne parla come dell’ora d’aria dei prigionieri … Percepisco l’insofferenza di ciascuna nei confronti della propria vita. Non ci vuole una laurea in psicologia per cogliere nello sguardo della mamma il desiderio di “volare”, di sentirsi libera dai gravosi impegni che quotidianamente la sfiancano - eppure non si vedono -, la voglia di sottrarsi al dispendio di energia che scandisce la sua vita giorno dopo giorno, schiacciata dal confronto e dalla competitività. Non mi sbaglio e infatti, mentre sogna una spiaggia tropicale raccontata dall’amica e un abbraccio (tipo quello di Jennifer Lopez e Richard Gere al cinema), sospira un delicatissimo beata te! La single, dal canto suo, mette giù la maschera e vomita uno sfogo disperato, confessando che la sera è stanca morta e quando scende giù dai tacchi per sdraiarsi finalmente sul divano, lo fa solo per rispondere ancora a qualche email, di solito di lavoro. Si chiede se sono i troppi impegni a rubarle il tempo o se è lei ad imbottire la sua agenda pur di non lasciare a se stessa il tempo per pensare … Anche lei vorrebbe essere al posto dell’amica, glielo dice chiaramente! Il discorso è estremamente interessante: man mano che il bus procede nella sua corsa, entrambe cominciano a snocciolare, come i grani di un rosario, i propri gravosi impegni, sognando la pienezza dell’esistenza capitata in sorte all’altra. Se queste due donne potessero scambiare le loro vite, come in un film di Walt Disney, lo farebbero subito! Sul bus ora sale un vecchietto … sguardo basso, gambe come stecchini si perdono dentro un pantalone troppo largo, ma tenuto ben stretto in vita con la cintura; il trentenne seduto al mio fianco lo guarda ma resta seduto: vabbè mi alzo io e volentieri gli cedo il posto. Un’ultima fermata e i miei ventitré minuti sono trascorsi ...</p>
<p><em>lindafallea.buscemi@hotmail.com </em><br />
<em>Per acquistare il libro: www.islandbooks.ch</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le chiare rivendicazioni della “Quinta Svizzera”</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/le-chiare-rivendicazioni-della-quinta-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 09:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/MOS6442-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il “Parlamento della Quinta Svizzera” chiede al Consiglio federale di affrontare il dossier sul voto elettronico. Esso sottolinea inoltre l’importanza dell’accordo quadro per i 458’000 Svizzeri che vivono nell’UE. La “Quinta Svizzera” non potrà votare per via elettronica in occasione delle prossime elezioni federali. Il Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) vi vede un serio ostacolo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/MOS6442-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9861"  class="panel-layout" ><div id="pg-9861-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9861-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9861-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Il “Parlamento della Quinta Svizzera” chiede al Consiglio federale di affrontare il dossier sul voto elettronico. Esso sottolinea inoltre l’importanza dell’accordo quadro per i 458’000 Svizzeri che vivono nell’UE.</strong></p>
<p>La “Quinta Svizzera” non potrà votare per via elettronica in occasione delle prossime elezioni federali. Il Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) vi vede un serio ostacolo. Riunito durante il Congresso degli Svizzeri all’estero di Montreux, esso ha chiesto al Consiglio federale di affrontare il dossier dell’e-voting.</p>
<p>In una risoluzione, il CSE chiede concretamente al Consiglio federale di valutare un sistema di voto elettronico degno di fiducia e finanziabile. Quest’ultimo dovrebbe essere a disposizione di tutti gli elettori della “Quinta Svizzera” al più tardi entro le elezioni federali del 2023. Presente a Montreux, il ministro degli affari esteri Ignazio Cassis, si è limitato a promettere ciò che aveva già preannunciato a Berna nel mese di giugno: la concezione entro il 2020 di una nuova fase di sperimentazione del voto elettronico.<br />
Questo risvolto ostacola anche le riforme del CSE: l’obiettivo di prevedere l’elezione diretta dei suoi membri non è realizzabile senza un canale elettronico. La riforma è dunque stata rinviata. Il Presidente del CSE Remo Gysin è dispiaciuto: “Ritardiamo qualcosa che avremmo già voluto fosse regolato”.</p>
<p><strong>Sotto pressione l’accordo quadro</strong><br />
Il voto elettronico non è l’unico tema ad agitare il CSE. Regna anche un certo nervosismo sul fronte dell’accordo quadro tra la Svizzera e l’Unione europea (UE). Il CSE ritiene l’evoluzione delle relazioni tra Berna e Bruxelles “preoccupante”. Esso chiede che il Consiglio federale tenga conto degli interessi dei 458‘000 Svizzeri che vivono nell’UE in occasione dei prossimi chiarimenti su questo accordo. La posizione del CSE su questo argomento resta sempre la stessa: esso è favorevole alla libera circolazione delle persone e alla sua regolamentazione.</p>
<p>Il “manifesto elettorale” approvato dal CSE contiene anche altre rivendicazioni politiche. Oltre al punto centrale, che è quello di facilitare l’esercizio dei diritti politici degli Svizzeri all’estero invece di complicarli, il testo ricorda anche la discriminazione da parte delle banche svizzere di cui sono vittima gli Svizzeri residenti all’estero. A Montreux, anche i partiti hanno tentato di conquistare i votanti della “Quinta Svizzera”.</p>
<p>I loro risultati durante la legislazione in corso sono però stati aspramente discussi: secondo un’analisi di Swissinfo, è stato il PS a sostenere meglio le loro rivendicazioni, mentre l’UDC non ha reso dei buoni servizi.<br />
Il tema del congresso era: “Quale mondo per domani?”.<br />
Remo Gysin ha introdotto i numerosi interventi di esperti su questo tema con la seguente costatazione: “Il mondo conosce delle date di scadenza, dei punti di non ritorno”.<br />
La sua conclusione: “Dobbiamo agire senza indugi”.<br />
(MUL)</p>
<p>Manifesto elettorale del CSE ogy.de/manifeste-2019<br />
Classifica dei partiti: ogy.de/swissinfo-ranking<br />
Candidati della «Quinta Svizzera»: www.revue.ch</p>
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	<p>Segnali politici a Montreux: attraverso due risoluzioni il Consiglio degli Svizzeri all’estero chiede al Consiglio federale di agire.<br />
Photo: Adrian Moser</p>
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		<title>Sciare a Capodanno</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/sciare-a-capodanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 08:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=9840</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/Jugenddienst1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Rimangono ancora alcuni posti liberi per ragazzi dagli 8 ai 14 anni per il campo di sci di Capodanno della FGSE a Valbella, nelle montagne grigionesi. Data: da giovedì 26 dicembre 2019 a sabato 4 gennaio 2020 Numero di partecipanti: 42 Prezzo: CHF 900.- (contributo al finanziamento) Noleggio sci o snowboard: circa CHF 150.- Termine</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sciare-a-capodanno/">Sciare a Capodanno</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/09/Jugenddienst1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9840"  class="panel-layout" ><div id="pg-9840-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9840-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9840-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Rimangono ancora alcuni posti liberi per ragazzi dagli 8 ai 14 anni per il campo di sci di Capodanno della FGSE a Valbella, nelle montagne grigionesi.</strong></p>
<p><strong>Data:</strong> da giovedì 26 dicembre 2019 a sabato 4 gennaio 2020<br />
<strong>Numero di partecipanti:</strong> 42<br />
<strong>Prezzo:</strong> CHF 900.- (contributo al finanziamento)<br />
<strong>Noleggio sci o snowboard:</strong> circa CHF 150.-<br />
<strong>Termine d’iscrizione:</strong> 30 settembre 2019</p>
<p><strong>Iscrizione</strong><br />
Le vacanze invernali per i ragazzi dagli 8 ai 14 anni a Valbella (GR) costituiscono l’unica offerta della Fondazione per i giovani Svizzeri all’estero (FGSE) della stagione invernale 2019/2020. È ancora possibile iscriversi. Troverete informazioni dettagliate e il formulario d’iscrizione su www.sjas.ch/it. In alcuni casi giustificati, viene concessa una riduzione delle spese. Se lo desiderate, vi faremo pervenire il nostro opuscolo informativo per posta.</p>
<p><strong>Sostegno finanziario per le famiglie svizzere all’estero</strong><br />
La FGSE vuole offrire ad ogni giovane Svizzero all’estero la possibilità di recarsi almeno una volta in Svizzera, indipendentemente dalla situazione finanziaria della sua famiglia. La FGSE raccoglie ogni anno dei fondi a questo scopo. Essa invita le famiglie che non dispongono di mezzi finanziari sufficienti ad annunciarsi e a completare il formulario d’iscrizione. Così, il loro figlio avrà l’opportunità di beneficiare di un soggiorno in Svizzera. Per saperne di più sulle possibilità e le condizioni per beneficiare di una riduzione sui prezzi del campo, le famiglie possono rivolgersi direttamente al segretariato della FGSE.<br />
La Fondazione si rallegra per l’arrivo di giovani curiosi, desiderosi di conoscere le loro radici elvetiche e di scoprire il loro paese d’origine.<br />
(LR)</p>
<p><strong>Informazioni:</strong><br />
Fondazione per i giovani Svizzeri all’estero (FGSE), Alpenstrasse 26, 3006 Berna, Svizzera<br />
Telefono +41 31 356 61 16, fax +41 31 356 61 01; e-mail: info@sjas.ch; www.sjas.ch</p>
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