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	<title>Crans Montana Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Un Capodanno di dolore e incredulità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 00:33:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/01/crans-montana-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />La notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 rimarrà per molto tempo nelle cronache più buie della Svizzera. Un incendio devastante è scoppiato nel locale “Le Constellation”, un club molto frequentato – soprattutto da giovani, tra cui molti minorenni – del centro di Crans-Montana, rinomata località sciistica svizzera nel Cantone Vallese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/incendio-crans-montana-capodanno-tragedia/">Un Capodanno di dolore e incredulità</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/01/crans-montana-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25939"  class="panel-layout" ><div id="pg-25939-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25939-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25939-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">A Crans-Montana, una destinazione invernale mondana e di richiamo nel Canton Vallese, si consuma una delle peggiori tragedie che la Svizzera ha conosciuto. </h3>
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	<p>La notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026 rimarrà per molto tempo nelle cronache più buie della Svizzera. Un incendio devastante è scoppiato nel locale “Le Constellation”, un club molto frequentato – soprattutto da giovani, tra cui molti minorenni – del centro di Crans-Montana, rinomata località sciistica svizzera nel Cantone Vallese. Il rogo è divampato intorno all’01:30 mentre centinaia di persone festeggiavano il Capodanno.</p>
<p>Le autorità svizzere – supportate da numerose immagini e video che subito dopo la catastrofe sono circolate sui social media – hanno comunicato che il fuoco è probabilmente divampato quando fontanelle pirotecniche (<em>sparkler</em>) montate su bottiglie di champagne hanno toccato il soffitto fonoassorbente del locale, facendo scattare un <em>flashover</em>: un fenomeno in cui il calore e le fiamme si propagano in modo rapidissimo in tutto l’ambiente.</p>
<p>La combinazione di materiali altamente infiammabili, spazio affollato e vie di fuga insufficienti ha trasformato la festa in una trappola mortale: molte persone non sono riuscite a uscire in tempo; altre hanno dovuto rompere le finestre per cercare di salvarsi.</p>
<h2>Vittime da tutta l’Europa e numerosi feriti</h2>
<p>Il bilancio è tragico: oltre 40 persone (al momento della chiusura redazionale di Gazzetta) sono morte nell’incendio, 115 persone sono rimaste ferite, molte gravemente con ustioni e danni da fumo. Tra le vittime ci sono giovani di diverse nazionalità: svizzeri, francesi, italiani e altri turisti. La difficoltà nell’identificazione dei corpi ha costretto le autorità a usare campioni di DNA delle famiglie. In Italia, sono state identificate almeno sei vittime italiane, tutte molto giovani; cinque salme sono state rimpatriate il 5 gennaio con voli militari.</p>
<h2>Una grande azione di salvataggio dei feriti</h2>
<p>Immediatamente dopo lo scoppio dell’incendio, servizi di emergenza locali e vigili del fuoco sono intervenuti sulle prime chiamate d’allarme. La scena era caotica: molte persone cercavano di fuggire al fumo e alle fiamme, mentre i soccorritori tentavano di estrarre feriti e trasportarli fuori dal locale. Complessivamente, sono state impiegate oltre 40 ambulanze.</p>
<p>Le autorità cantonali hanno poi attivato un coordinamento sanitario d’emergenza per gestire l’afflusso straordinario di feriti con ustioni gravi e inalazione di fumo, mobilitando personale medico, ambulanze, e aerei sanitari per trasferimenti urgenti. Le strutture sanitarie del Vallese sono state le prime ad accogliere i feriti, ma le unità di terapia intensiva e le capacità locali sono state rapidamente saturate per l’elevato numero di casi. Molti pazienti sono stati trasferiti in ospedali dotati di unità specializzate per ustionati, come il CHUV di Losanna e l’ospedale universitario a Zurigo. Anche il Kinderspital a Zurigo, alla luce di numerosi minorenni colpiti, ha accolto diversi pazienti.</p>
<p>L’emergenza ha portato alla richiesta di supporto al Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea (UCPM): diversi Paesi europei hanno offerto posti letto in centri specialistici e supporto per cure avanzate. Una cinquantina di pazienti sono stati trasferiti in cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia.</p>
<h2>Il ruolo (controverso) della stampa e dei media</h2>
<p>Sin dalle prime ore dell’anno, i media internazionali hanno evidenziato una profonda commozione e indignazione. La tragedia è stata coperta ampiamente come un evento di rilevanza europea. I media italiani hanno raccontato testimonianze toccanti di familiari delle vittime e di sopravvissuti, molte delle quali descrivono momenti drammatici e di panico delle fughe tra fiamme e fumo. Programmi televisivi come <em>Domenica In</em> hanno trattato il tema con ospiti in lacrime e critiche per le polemiche emerse post-evento. Pochi giorni dopo l’accaduto, la pressione dei media si è rivolta alla magistratura vallesana e al Comune, reo di non aver controllato tra il 2020 e il 2025 il bar dal profilo della sicurezza.</p>
<p>Secondo Impressum, l'Associazione professionale di giornalisti della Svizzera e del Principato del Liechtenstein, l’accanimento mediatico ha superato molti limiti. L’associazione ha pubblicamente condannato pratiche contrarie alla deontologia giornalistica nel corso della copertura del dramma di Crans-Montana. Tra gli esempi di pratiche scorrette, Impressum ha citato l'azione di giornalisti che si sarebbero spacciati per personale ospedaliero o familiari delle vittime coinvolte nella catastrofe della notte di Capodanno, al fine di accedere a nosocomi o aree riservate. Particolarmente dura nei confronti delle autorità svizzere è stata la stampa italiana, con accuse violente in merito alle procedure e le indagini messe in campo.</p>
<h2>Una tragedia che occuperà la Svizzera per molto tempo</h2>
<p>Il 3 gennaio, le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta penale: i gestori del locale sono indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio da negligenza. Già in passato il gestore era stato condannato per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. È emerso che il bar non era stato oggetto dei controlli di sicurezza antincendio obbligatori negli ultimi 5 anni, nonostante la legge preveda ispezioni annuali per locali aperti al pubblico. Il sindaco Nicolas Féraud ha ammesso pubblicamente questa lacuna. La pressione nei confronti del suo Municipio di Crans-Montana non si è però smorzata. Il 9 gennaio, il proprietario de “Le Constellation” è stato arrestato, mentre a sua moglie sono stati ritirati i documenti.</p>
<p>L’ondata di solidarietà e vicinanza da parte della popolazione svizzera, delle autorità elvetiche ed estere è stata enorme. In Italia, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato alcuni feriti ricoverati in ospedale, esprimendo vicinanza alle famiglie italiane colpite. La comunità di Crans-Montana si è stretta attorno alle famiglie delle vittime con momenti di commemorazione: sciatori hanno formato un cuore sulla neve in memoria delle vittime, condividendo solidarietà online.</p>
<p>Per 5 giorni le bandiere a mezz’asta di Palazzo federale sono state un modo simbolico per onorare la memoria delle vittime e portare rispetto. Il 9 gennaio si è tenuta una giornata di lutto nazionale, un evento raro e solenne, proclamato dal Consiglio federale per commemorare le 40 vittime. L'evento ufficiale principale si è tenuto a Martigny, nel Canton Vallese, alla presenza del Presidente della Confederazione e di capi di Stato stranieri, tra cui Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. Tre giovani superstiti hanno letto messaggi toccanti rivolti ai loro coetanei. Alle ore 14:00, le campane di tutte le chiese della Svizzera hanno suonato all'unisono per cinque minuti, seguite da un minuto di silenzio nazionale in memoria delle vittime. Nelle scuole e nelle piazze di tutto il Paese sono stati organizzati momenti di raccoglimento. Le stazioni hanno spento la musica in sottofondo e i treni hanno azionato i fischi poco prima delle ore 14:00 per segnare l'inizio della commemorazione.</p>
<p>La giornata di lutto nazionale, organizzato in forma sobria e dignitosa, ha segnato la fine di una serie di giorni di riflessioni su una tragedia che lascia increduli ancora molti. Come emerge anche dalle riflessioni dell’avv. Pogliani nel suo commento a lato di questo articolo, la sensazione è che le conseguenze di questo terribile Capodanno occuperanno media, autorità e opinione pubblica per molto tempo.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Commento: Andrea Giovanni Pogliani, avvocato, Presidente di Gazzetta Svizzera (2017-2025)</h3>
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	<h2>Una tragedia che non finisce qui: Svizzera e Italia uniti dal dolore ma divisi da una cultura dei risarcimenti agli antipodi</h2>
<p>La tragedia di Crans-Montana ha scosso profondamente l'opinione pubblica internazionale. Accanto al dolore delle famiglie coinvolte, rischia di emergere una questione tecnico-giuridica di cui è importante che le vittime siano consapevoli poiché verrà in evidenza nel corso dei processi che saranno avviati in Svizzera: le significative differenze tra il sistema svizzero e quello italiano nei criteri di risarcimento della tipologia di danni conseguenti a questo terribile evento.</p>
<h2>Due sistemi a confronto</h2>
<p>L'Italia rappresenta, nel panorama europeo, il Paese in cui i danni di natura non patrimoniale, cioè quelli all'integrità psicofisica e i correlati danni morali, vengono liquidati con i parametri più elevati. Si tratta di danni totalmente indipendenti dalla diminuita capacità lavorativa, ambito nel quale le quantificazioni nei due sistemi portano a risultati allineati. Questa peculiarità italiana deriva dall'adozione di tabelle codificate, che forniscono criteri precisi e vincolanti per la quantificazione del c.d. danno biologico e conseguente danno morale, e portano a valorizzazioni importanti e significative.</p>
<p>Il sistema svizzero segue un approccio profondamente diverso, radicato in una cultura giuridica che privilegia la moderazione nelle liquidazioni del danno non patrimoniale. Il "Genugtuung" (riparazione del torto morale) viene quantificato sulla base di una prassi giurisprudenziale che riconosce ai giudici ampia discrezionalità. La Guida per stabilire l’importo della riparazione morale a titolo di aiuto alle vittime di reati pubblicata dall’Ufficio federale di giustizia, pur essendo prevista per liquidazioni in ambito statale e non di diritto civile, generalmente rappresenta un orientamento per i tribunali cantonali nel quantificare questo tipo di danno. Essa prevede, ad esempio, che per la perdita di un figlio spetti una riparazione morale compresa tra 10’000 e 20’000 franchi. In Italia, il medesimo danno viene valutato almeno dieci volte tanto.</p>
<h2>Il contesto di vita delle vittime</h2>
<p>Un aspetto fondamentale riguarda il luogo in cui le vittime vivranno concretamente le conseguenze del danno. Le vittime italiane, infatti, dovranno affrontare quotidianamente nel loro paese di domicilio gli effetti delle lesioni o della perdita di un congiunto: il danno alla vita di relazione, il dolore per la perdita parentale, le difficoltà di reinserimento si manifesteranno nel contesto italiano.</p>
<p>Diventa quindi essenziale che le autorità giudiziarie svizzere, nell'esercizio della loro discrezionalità, vengano sensibilizzate su questo aspetto. La liquidazione non può prescindere dalla considerazione di tutte le circostanze del caso, incluso il contesto in cui la vittima vivrà le conseguenze dell'evento dannoso. Un risarcimento adeguato secondo i parametri svizzeri potrebbe essere percepito come ingiusto per chi dovrà affrontare la sofferenza in Italia.</p>
<p>Questa sensibilizzazione non significa chiedere l'applicazione delle tabelle italiane, ma invitare i giudici a considerare, nell'ambito della valutazione equitativa che il loro sistema permette, anche il contesto di vita della vittima come elemento rilevante per determinare l'adeguatezza del risarcimento. Per chi si troverà ad affrontare, in paese estero, i turbamenti emotivi inevitabilmente connessi ad una vicenda giudiziaria di questo genere è fondamentale comprendere queste differenze culturali e saper rappresentare efficacemente tutte le circostanze del caso nelle proprie istanze di giustizia. Differenze culturali che in ogni caso, dal profilo mediatico, politico e giudiziario, creano premesse che lasciano presagire una disamina lunga e tortuosa dei tragici fatti avvenuti.</p>
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	<p><em>Il momento in cui ha preso fuoco il soffitto: le indagini hanno permesso di capire che si trattava di un materiale molto infiammabile.</em></p>
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	<p><em>Il bar “Le Constellation” era amato soprattutto da clientela giovane</em></p>
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	<p><em>La stampa internazionale ha riportato ampiante del rogo e di tutte le conseguenze.</em></p>
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	<p><em>Molti i gesti di solidarietà nei confronti delle vittime, sia sui social che direttamente sul posto</em></p>
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	<p><em>Alcuni giorni dopo il dramma, un gruppo di sciatori ha voluto segnalare la propria vicinanza alla comunità colpita con un grande “cuore umano” </em></p>
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		<title>Crans-Montana ma non solo: le più grandi tragedie avvenute in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/grandi-tragedie-avvenute-in-svizzera-crans-montana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 00:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Crans Montana]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio Febbraio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[attentati Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere del Ticino]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/grandi-tragedie-avvenute-in-svizzera-crans-montana/">Crans-Montana ma non solo: le più grandi tragedie avvenute in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/01/crans-montana-non-solo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25970"  class="panel-layout" ><div id="pg-25970-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25970-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25970-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">In collaborazione con Giovanni Galli, Corriere del Ticino</h3>
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	<p>Incidenti aerei e della circolazione, tragedie sul lavoro, catastrofi naturali e atti violenti. Nel secondo dopoguerra la Svizzera è stata funestata da sciagure che hanno causato numerosi morti. Vediamo le più rilevanti per il numero di vittime.</p>
<h2>Tragedie dei cieli</h2>
<p>Il 4 settembre 1963, 74 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio della Swissair muoiono a bordo del velivolo Caravelle III “Schaffhausen”, precipitato nella periferia del comune argoviese di Dürrenäsch. L’aereo, decollato da Zurigo, era diretto a Ginevra.</p>
<p>Il 21 febbraio 1970, il volo Swissair 330 partito dall’aeroporto di Zurigo-Kloten e diretto a Tel Aviv esplode in aria a causa di una bomba piazzata in un pacco da due cittadini giordani legati all’OLP. L’aereo, un Coronado, precipita in territorio di Würenlingen (ZH). I morti sono 47. Si tratta del più grave attentato della storia svizzera.</p>
<p>Il 10 aprile 1973, il volo Invicta International Airlines 435 da Bristol-Lulsgate a Basilea-Mulhouse si schianta contro una collina boscosa vicino a Hochwald (SO). Muoiono 108 persone (37 sopravvissuti). Si tratta del peggior incidente aereo verificatosi su suolo elvetico.</p>
<p>Il 14 novembre 1990, il volo Alitalia 404 si schianta nei pressi di Weiach (ZH) durante la fase di discesa verso l’Aeroporto di Zurigo. Perdono la vita tutte le 46 persone a bordo.</p>
<p>Il 24 novembre 2001, il volo Crossair LX tra Berlino e Zurigo (l’aereo è un Avro RJ100) precipita vicino al comune di Bassersdorf (ZH) mentre tenta un avvicinamento allo scalo svizzero. Muoiono 24 delle 33 persone a bordo.</p>
<p>Il 4 agosto 2018, uno Junkers Ju 52 operante un volo passeggeri per la Ju-Air cade sul Piz Segnas (GR), durante un volo da Locarno a Dübendorf. Tutte le 20 persone a bordo perdono la vita.</p>
<h2>Catastrofi e incidenti sul lavoro</h2>
<p>Nel 1946 esplode il deposito di munizioni nella Fortezza Dailly, sopra Saint-Maurice (VS): si contano 10 morti e 2 feriti.</p>
<p>L’8 aprile 1969, nella Schweizerische Sprengstofffabrik AG di Dottikon si verifica una delle più gravi esplosioni sul territorio svizzero. Nella cosiddetta “Pulveri”, dove all’epoca lavoravano oltre 400 persone, esplode del TNT provocando 18 morti (di cui 13 svizzeri, 3 italiani e 2 spagnoli) e 108 feriti.</p>
<p>Nella notte fra l’11 e il 12 febbraio del 1951, 10 persone perdono la vita ad Airolo a causa di una slavina staccatasi dalla sovrastante zona Valascia. Nella stessa notte, sempre a causa di una valanga staccatasi dal monte Pampined, muoiono 5 persone a Frasco, in Valle Verzasca.</p>
<p>Il 30 agosto 1965, una valanga staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin travolge il cantiere dove lavorano più di mille persone per la costruzione della diga di Mattmark, in Vallese. I morti accertati sono 88: fra questi 56 italiani e 23 svizzeri. Diciassette persone vengono rinviate a giudizio per omicidio colposo, ma dopo un processo durato sette anni sono tutte assolte.</p>
<p>Il 15 febbraio del 1966, a Robiei, 17 persone (15 operai italiani e 2 pompieri di Locarno) periscono per soffocamento all’interno di una galleria d’adduzione dell’impianto idroelettrico dell’OFIMA tra la valle Bedretto e la val Bavona, a causa dell’improvvisa fuoriuscita di gas. È l’incidente sul lavoro più grave mai avvenuto nella Svizzera italiana.</p>
<p>Il 24 febbraio 1970, a Reckingen (Valle di Goms, in Vallese) 30 persone perdono la vita a causa di una valanga staccatasi dall’Alpe Bächji a 2.500 metri di quota. Fra le vittime ci sono 11 abitanti del villaggio (sei bambini e cinque donne) e 19 ufficiali dell’esercito alloggiati in una vecchia pensione.</p>
<p>Il 6 marzo 1971, nel centro psichiatrico Burghölzli di Zurigo scoppia un incendio. Muoiono 28 persone, la maggior parte pazienti.</p>
<p>Il 27 luglio 1999, un’onda di piena seguita a un nubifragio spazza via decine di persone che stavano praticando il canyoning nelle gole del Saxetbach, nell’Oberland bernese. Perdono la vita 21 persone: 18 turisti, soprattutto australiani e neozelandesi e tre guide.</p>
<p>Il 26 dicembre del 1999, la tempesta Lothar provoca la morte di 14 persone e danni per un ammontare di 1,8 miliardi di franchi, una dimensione fino ad allora mai vista in Svizzera.</p>
<p>Ancora in Vallese, il 14 ottobre del 2000, una massiccia frana di pietrisco e detriti, causata da fortissime piogge, distrugge un terzo del villaggio montano di Gondo, ai piedi del Sempione. Muoiono 13 persone.</p>
<h2>Strada e ferrovia</h2>
<p>Il 22 febbraio 1948 un “treno di sciatori” in viaggio da Sattel a Zurigo oltrepassa un fermacarro nella stazione di Wädenswil e va a sbattere contro un edificio. Il bilancio è di 22 morti e 131 feriti.</p>
<p>Il 12 settembre 1982, a Pfäffikon (ZH), un treno investe un pullman a un passaggio a livello difettoso (la barriera non si era abbassata), causando la morte di 39 persone, con solo due sopravvissuti. È uno degli incidenti più gravi nella storia ferroviaria svizzera.</p>
<p>Il 24 ottobre 2001, lo scontro tra due camion nel tunnel autostradale del San Gottardo causa un inferno di fuoco e fumo, provocando la morte di 11 persone, intossicate o carbonizzate.</p>
<p>Il 13 marzo 2012, un bus con targhe belghe si schianta in un tunnel autostradale (A9) vicino a Sierre. Muoiono 28 persone, di cui 22 bambini, reduci da una vacanza nella valle di Anniviers. Il mezzo trasportava due classi scolastiche delle città fiamminghe di Lommel e Heverlee i loro accompagnatori.</p>
<h2>Atti violenti</h2>
<p>Il 5 ottobre 1994, la strage dei membri della setta esoterica dell’Ordine del Tempo Solare scuote profondamente la Svizzera. Venticinque persone muoiono avvelenate e carbonizzate a Salvan (VS), 23 soffocate o uccise a colpi d’arma da fuoco a Cheiry (FR) e altre 5 in Quebec (Canada).</p>
<p>Il 27 settembre 2001, armato di fucile d’assalto, un uomo fa irruzione nell’aula del Parlamento del Canton Zugo, aprendo il fuoco e uccidendo quattordici persone (tre consiglieri di Stato e undici granconsiglieri) e ferendone altre quindici prima di togliersi la vita.</p>
<h2>All’estero</h2>
<p>Il 17 novembre del 1997, il tempio di Hatshepsut a Luxor, in Egitto, è teatro di un attentato terroristico da parte di estremisti islamici. Vengono uccise 58 persone, tra cui 36 svizzere. È la prima volta che la Svizzera viene a contatto con terrorismo di questo genere.</p>
<p>Il 3 settembre 1998 un MD-11 della Swissair precipita in mare al largo di Halifax, in Canada, poco più di un'ora dopo il decollo dall'aeroporto John F. Kennedy di New York. Il velivolo era diretto a Ginevra. Muoiono tutte le 229 persone a bordo. È la peggiore catastrofe dell'aviazione svizzera.</p>
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