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	<title>1° agosto Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Campo svizzero: il 1° agosto in campo a Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 19:17:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-156987-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />TANTA VOGLIA DI SVIZZERA Un’idea un po’ folle, una scommessa, quasi un’antinomia, ma solo apparente: festeggiare il 1° agosto, Festa Nazionale Svizzera, nel cuore di Venezia, in un luogo così pieno di significato come Campo Sant’Agnese, davanti alle porte di Palazzo Trevisan degli Ulivi. Da questa intuizione è nato CAMPO SVIZZERO, un appuntamento pensato per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-156987-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26743"  class="panel-layout" ><div id="pg-26743-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26743-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26743-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Una festa nata spontaneamente porta 75 svizzeri all’estero a ritrovarsi nel cuore di Venezia per celebrare insieme la Festa Nazionale</h3>
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	<p><strong>TANTA VOGLIA DI SVIZZERA</strong></p>
<p>Un’idea un po’ folle, una scommessa, quasi un’antinomia, ma solo apparente: festeggiare il 1° agosto, Festa Nazionale Svizzera, nel cuore di Venezia, in un luogo così pieno di significato come Campo Sant’Agnese, davanti alle porte di Palazzo Trevisan degli Ulivi.</p>
<p>Da questa intuizione è nato <strong>CAMPO SVIZZERO</strong>, un appuntamento pensato per riunire gli svizzeri residenti in Veneto e, più in generale, tutti coloro che mantengono un legame vivo con la Confederazione.</p>
<p>L’idea era nata un anno prima, durante la tradizionale festa del 1° agosto organizzata dalla famiglia Balestra a San Donà di Piave con amici e cugini. Tra una conversazione e l’altra era comparsa una domanda semplice: «<em>Perché</em> <em>non invitare tutti gli svizzeri del Veneto a festeggiare insieme il 1° agosto a Venezia</em><em>?</em>». La scommessa è stata raccolta quella sera stessa da Raffaele Sermoneta Canonica, presidente dell’Unione Giovani Svizzeri, che insieme all’avvocato Andrea Angeletti-Balestra ha iniziato a trasformare quella suggestione in un progetto concreto.</p>
<p>Sono seguiti mesi di organizzazione, autorizzazioni, contatti, logistica e inevitabili imprevisti. Il Comune di Venezia ha autorizzato lo svolgimento dell’evento e lo chef veneziano-bolzanino Paolo Bissaro, del collettivo culinario <em>Tocia</em>, ha accettato la sfida di preparare per l’occasione un menù ispirato alla tradizione elvetica. L’invito, diffuso anche attraverso le pagine della <em>Gazzetta Svizzera</em> e grazie alla collaborazione della rete associativa svizzera e del Consolato, ha incontrato una risposta che ha sorpreso gli stessi organizzatori.</p>
<p>Alla fine, sono stati 75 i partecipanti ufficiali a CAMPO SVIZZERO. Un numero importante, soprattutto per un’iniziativa nata spontaneamente e alla sua prima edizione, ma ancora più significativo per ciò che ha raccontato: il desiderio della comunità svizzera in Veneto di incontrarsi, conoscersi e vivere insieme momenti capaci di rinsaldare il legame con il proprio Paese. Era esattamente questa, in fondo, la vera scommessa di CAMPO SVIZZERO: non organizzare semplicemente una festa, ma creare uno spazio nel quale persone con storie, età e percorsi differenti potessero riconoscersi come parte della stessa comunità.</p>
<p><strong>UNA PIAZZA BIANCO-ROSSA NEL CUORE DI VENEZIA</strong></p>
<p>Nonostante il caldo estivo, dalle 18.30 Campo Sant’Agnese ha cominciato a tingersi di bianco e rosso con l’arrivo di svizzere e svizzeri provenienti da diverse zone del Veneto – e in qualche caso appositamente da ancora più lontano – molti dei quali hanno rispettato con entusiasmo il dress code bianco e rosso dedicato ai colori della Confederazione. Per alcuni era un incontro tra amici, per altri l’occasione per ritrovare persone conosciute negli anni. Per molti, invece, è stata la prima possibilità di conoscere altri svizzeri che abitano a pochi chilometri di distanza. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli emersi durante la serata: scoprire quanto una comunità possa essere numerosa e viva senza necessariamente esserne consapevole fino al momento in cui qualcuno crea l’occasione per farla incontrare.</p>
<p>Dopo alcuni giochi pensati per rompere il ghiaccio e favorire la conoscenza tra i partecipanti, la serata è entrata nel vivo con il buffet preparato dallo chef Bissaro: wurstsalat, rösti e cervelat con salsa di cipolle, accompagnati dai vini naturali marchigiani offerti dalla cantina Tenute dei Conti Recchi-Franceschini di Mario Recchi Franceschini, presente anch’egli all’evento.</p>
<p><strong>I SAPORI DELLA MEMORIA</strong></p>
<p>Ad animare ulteriormente la festa è stato il concorso dedicato ai piatti tipici svizzeri e, soprattutto, ai piatti della memoria. L’idea era semplice: invitare i partecipanti a portare una specialità capace di raccontare un territorio, una tradizione familiare oppure un ricordo legato alla Svizzera. Per una sera tutti i presenti si sono così trasformati in critici gastronomici. Sul podio, a pari merito, sono saliti la famiglia De Bortoli, con la <em>torta di noci dei Grigioni</em>, e Paola Brandt Turcato, con il <em>Gâteau à la carotte</em> del Canton Argovia reinterpretato in formato muffin e con la <em>Basler Schoggitorf</em>. Un ringraziamento va anche ad Alessandra Pepi per i <em>fagottini di sfoglia</em>, a Nicole Jeannine Bissegger per gli <em>Schinkenkr</em><em>ä</em><em>pfli</em>, a Sara Garnero con la sua specialità dolce e a Stefano Sommaruga per il dolce del Canton Grigioni.</p>
<p>Più che una competizione, è diventato un piccolo viaggio attraverso la Svizzera. Perché un piatto, soprattutto quando si vive all’estero, raramente è soltanto un piatto: può essere una lingua, un luogo dell’infanzia, una casa, una nonna, un cantone o semplicemente il ricordo di qualcosa che continua a farci sentire parte di un Paese anche vivendo oltre confine.</p>
<p><strong>Il SALUTO DEL CONSOLE A CAMPO SVIZZERO</strong></p>
<p>Le note dell’inno nazionale hanno introdotto il saluto del Console Mancino, arrivato appositamente da Milano per partecipare a CAMPO SVIZZERO e incontrare la comunità presente. Nel proprio intervento ha espresso apprezzamento per l’unione e per il legame con la Svizzera dimostrati dai partecipanti all’iniziativa. Richiamando anche le parole del consigliere federale Guy Parmelin, il Console ha ricordato l'importanza della coesione della Svizzera e il ruolo degli svizzeri all’estero quali ambasciatori dell’immagine e dei valori del Paese. «<em>La Svizzera ha bisogno di serrare i ranghi e ritrovare la propria unità ed immagine internazionale </em>– ha detto il Console citando Parmelin – <em>Voi svizzeri all’estero siete ottimi ambasciatori della buona immagine della Svizzera e lo avete confermato con questa iniziativa che vi ha visti rispondere uniti ed ordinati a festeggiare la Festa Nazionale nella Laguna di Venezia</em>». Un messaggio che ha trovato terreno fertile in una piazza nella quale, quella sera, generazioni e percorsi molto diversi si sono riuniti proprio intorno a un'identità comune.</p>
<p>Non è quindi mancata, già nel corso della serata, una richiesta per il futuro: diversi partecipanti hanno invitato il Console a valutare la possibilità che una prossima edizione della Festa Nazionale possa trovare spazio anche all’interno di Palazzo Trevisan degli Ulivi. Alla proposta ha fatto eco il presidente della Fondazione Svizzera Pro Venezia, avv. Giordano Zeli, auspicando che una futura edizione possa diventare anche l’occasione per raccontare, attraverso immagini e testimonianze, gli antichi rapporti tra la Svizzera e Venezia e il lavoro svolto dalla Fondazione Pro Venezia, nata su iniziativa della Confederazione in seguito all’Acqua Granda del 1966 e attiva dal 1972 nella salvaguardia del patrimonio veneziano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UNA COMUNIT</strong><strong>À CHE HA VOGLIA DI INCONTRARSI</strong></p>
<p>La serata si è conclusa tra conversazioni, nuove conoscenze e racconti dei diversi legami personali e familiari con la patria rossocrociata. Sono arrivati partecipanti da diverse parti del Veneto, da Belluno al Lago di Garda, e qualcuno persino direttamente dalla Svizzera. Un ideale premio per la distanza è andato ai signori <strong>Oliosi</strong>, arrivati dalla provincia di Verona. Ma probabilmente il risultato più importante di questa prima edizione non è racchiuso nei numeri. È nella facilità con la quale hanno cominciato a parlare tra loro persone che fino a poche ore prima non si conoscevano. È nelle richieste, arrivate già durante la serata, di organizzare nuovi incontri. È nella dimostrazione che anche una piccola iniziativa nata dal basso, quando intercetta un bisogno reale, può mettere in movimento una comunità.</p>
<p><strong>Campo Svizzero nasce esattamente con questo spirito.</strong></p>
<p>La nostra speranza è che il 1° agosto veneziano non rimanga un episodio isolato, ma rappresenti l’inizio di nuove occasioni di incontro per la comunità svizzera del Veneto. Perché vivere all’estero non significa necessariamente allontanarsi dalla Svizzera. A volte basta una tavolata, una bandiera bianco-rossa, un piatto preparato in casa e la voglia di incontrarsi per rendersi conto di quanto quel legame sia ancora presente.</p>
<p>L’arrivederci, quindi, è certamente al prossimo 1° agosto.</p>
<p><strong>Ma, perché</strong> <strong>aspettare un anno?</strong></p>
<p>Chi desidera essere informato sui prossimi incontri e sulle future iniziative dedicate alla comunità svizzera in Veneto può <strong>iscriversi alla newsletter scansionando il QR code</strong> presente in questa pagina.</p>
<p>Ci auguriamo che CAMPO SVIZZERO sia stato soltanto il primo di molti momenti da vivere insieme.</p>
<p><em>Raffaele Sermoneta-Canonica e avv. Andrea Angeletti-Balestra</em></p>
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