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	<title>26 Cantoni Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>26 Cantoni Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Glarona</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-glarona-storia-cultura-paesaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 23:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/kanton-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Settimo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-glarona-storia-cultura-paesaggi/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Glarona</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/kanton-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26784"  class="panel-layout" ><div id="pg-26784-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26784-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26784-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Settimo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione? Benvenuti nel Canton Glarona!</p>
<p><strong>TAPPA 7: CANTON GLARONA</strong></p>
<p>Ci sono cantoni che vivono la loro storia, altri la ricostruiscono da capo con impegno e con quella determinazione che ha da sempre contraddistinto il popolo elvetico. Il Canton Glarona ne è l’esempio perfetto: circondato da natura incontaminata, ha saputo creare nel tempo una forte realtà tra arte, economia e vita pubblica. Un territorio che ha saputo rinascere dalle ceneri del grande incendio del 1861 e di ricostruire il proprio futuro, trasformando le difficoltà della sua storia in parte della propria identità.</p>
<p>La storia del Canton Glarona affonda le sue radici nel VI secolo, quando la valle della Linth fu cristianizzata dal monaco irlandese San Fridolino, oggi raffigurato nello stemma cantonale.</p>
<p>A partire dal IX secolo, il territorio passò sotto il controllo del convento di Säckingen, mentre dal 1288 gli Asburgo iniziarono a rivendicarne i diritti, sottoponendo progressivamente la popolazione al proprio dominio. Fu nel contesto delle lotte per la libertà che, nel 1352, Glarona entrò a far parte della Confederazione Svizzera. La battaglia di Näfels del 1388, con la vittoria sugli Asburgo, consolidò definitivamente l’indipendenza del cantone e i diritti della sua popolazione.</p>
<p>Nel XVI secolo Glarona fu anche attraversata dalla Riforma. Ulrico Zwingli vi fu sacerdote e il cantone rimase a lungo diviso tra cattolici e riformati, sviluppando al tempo stesso una particolare tradizione di convivenza religiosa.</p>
<p>Il territorio montuoso e le difficili condizioni dell’agricoltura segnarono profondamente la storia economica di Glarona. Tra il Cinquecento e l’Ottocento molti giovani lasciarono il cantone per cercare fortuna all’estero, lavorando soprattutto come mercenari o commercianti. Nel XVI secolo si sviluppò inoltre il commercio delle tavole di ardesia.</p>
<p>La vera svolta arrivò però tra il Settecento e l’Ottocento, con lo sviluppo dell’industria tessile. La produzione industriale trasformò profondamente il cantone, portandolo verso una crescente prosperità economica e facendone uno dei territori più avanzati dal punto di vista industriale all’interno della Confederazione.</p>
<p>Questa trasformazione economica ebbe anche importanti conseguenze sul piano sociale: Glarona divenne infatti un laboratorio di innovazione sociale, anticipando alcuni diritti e forme di tutela che all’epoca erano ancora sconosciuti in gran parte della Svizzera.</p>
<p>Glarona si trova nella Svizzera orientale, attraversata dal fiume Linth e circondata dalle montagne. È la più piccola capitale cantonale della Svizzera e si trova a poca distanza da Zurigo, una posizione che la rende facilmente raggiungibile, ma ancora profondamente legata al suo paesaggio alpino.</p>
<p>La città porta con sé soprattutto la storia industriale del cantone: tra Settecento e Ottocento, l’industria tessile trasformò Glarona, portando ricchezza e contribuendo a fare di questo piccolo territorio uno dei centri industriali più avanzati della Confederazione. Oggi questa storia convive con il paesaggio delle Alpi, che continua a caratterizzare fortemente il volto della città e della valle.</p>
<p>Uno degli elementi più caratteristici della città è la sua particolare struttura urbana. Bisogna ricordare che il centro di Glarona fu distrutto dall’incendio del 10 e 11 maggio 1861, quando circa 600 edifici furono distrutti dalle fiamme. La ricostruzione venne progettata su pianta geometrica con strade ordinate e ampi spazi.</p>
<p>A distinguersi tra gli edifici c’è la Stadtkirche, costruita a seguito dell’incendio. Rappresenta il vero simbolo di rinascita della città. Si tratta di uno degli edifici più riconoscibili di Glarona. Presenta elementi dell’architettura romanica, con una grande navata centrale e due navate laterali, con un transetto che forma una pianta a croce. Per circa un secolo venne utilizzata sia dalla comunità protestante sia da quella cristiana. A partire dal 1964, i cattolici hanno una propria chiesa cittadina, la Fridolinskirche.</p>
<p>La stazione ferroviaria rappresenta un altro elemento importante della città moderna. Il primo collegamento ferroviario arrivò nel 1859. Durante il periodo di grande crescita dell’industria tessile, la ferrovia svolse un ruolo cruciale per lo sviluppo economico cittadino e cantonale.</p>
<p>Il Rathaus è uno degli edifici più importanti e riconoscibili della città. Rappresenta il cuore della vita istituzionale di Glarona, ospitando al suo interno sia il Governo che il Parlamento cantonale.</p>
<p>Un altro edificio caratteristico della vita pubblica di Glarona è il Landsgemeinde, l’assemblea pubblica nella quale i cittadini aventi diritto di voto si riuniscono per discutere e votare direttamente su questioni cantonali.</p>
<p>La storia economica di Glarona è strettamente legata all’industria. Uno dei settori più importanti fu quello tessile, che iniziò a svilupparsi già nel Settecento.</p>
<p>Pioniera fu la figura di Johann Heinrich Streiff che nel 1740 fondò una delle prime stamperie di cotone della regione, nei decenni successivi furono avviate diverse aziende dedicate alla tessitura, alla filatura e alla stampa dei tessuti.</p>
<p>Per quanto riguarda la parte culturale della città, il Kunsthaus propone una vivace offerta culturale. Ospita mostre dedicate soprattutto all’arte contemporanea, presentando numerosi artisti svizzeri e internazionali.</p>
<p>Lasciando il centro di Glarona, bastano pochi minuti per ritrovarsi immersi in un paesaggio completamente diverso. Il massiccio del Glärnisch domina la valle e accompagna il territorio fino al Klöntalersee, uno dei luoghi naturali più conosciuti del cantone: un lago alpino circondato da boschi e montagne.</p>
<p>Ma questo paesaggio racconta anche la storia dello sviluppo di Glarona. Tra il 1904 e il 1908 venne costruito il Löntschwerk, un impianto idroelettrico che sfrutta le acque del lago per produrre energia. Nel 1908 iniziò così l’attività dell’azienda elettrica del cantone, segnando una nuova fase nella storia economica della regione.</p>
<p>Oggi il rapporto con la montagna è soprattutto quello del tempo libero: sentieri, boschi e vallate offrono possibilità di escursioni durante la bella stagione, mentre d’inverno il territorio si trasforma in una destinazione per gli sport sulla neve. Ma anche tornando in città la natura rimane una presenza costante: il Volksgarten, a pochi passi dal centro, è uno degli spazi verdi più caratteristici di Glarona e ospita anche il Kunsthaus.</p>
<p>È proprio questa vicinanza a rendere particolare il cantone: a Glarona bastano pochi minuti per passare dalla città alle montagne, dalla storia industriale al paesaggio alpino.</p>
<p>Ci congediamo da questa settima tappa, dove abbiamo approfondito un territorio capace di unire resilienza, cultura, paesaggi alpini e uan forte attenzione alla vita pubblica e istituzionale. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta di un nuovo Cantone. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Zugo!</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a <a href="mailto:redazione@gazzettasvizzera.ch">redazione@gazzettasvizzera.ch</a>: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Glarona</h3>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Glarona</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1352</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 685,32 km²</p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 12.968 (2025)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>: Tödi detto anche Piz Russein (3.614 m)</p>
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<p><img decoding="async" class=" wp-image-26785 alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/CHE_Kanton_Glarus_Flag.svg-copia-600x600.jpg" alt="" width="117" height="117" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/CHE_Kanton_Glarus_Flag.svg-copia-600x600.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/CHE_Kanton_Glarus_Flag.svg-copia-1024x1024.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/CHE_Kanton_Glarus_Flag.svg-copia-300x300.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/CHE_Kanton_Glarus_Flag.svg-copia-768x768.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/CHE_Kanton_Glarus_Flag.svg-copia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 117px) 100vw, 117px" /></p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Glarona è l’unico a raffiguarare una persona umana, in particolar modo quella di un santo.<br />
Protagonista al centro dello stemma è San Fridolino di Säckingen, santo missionario patrono della regione. San Fridolino è rappresentato interamente in veste di pellegrino con un bastone e un libro.<br />
Secondo la tradizione leggendaria, fu il monaco missionario che diffuse il cristianesimo e fondò il monastero di Säckingen, diventando protettore storico della regione.<br />
Lo sfondo alle spalle è di colore rosso vivo ed è un chiaro richiamo alla tradizione della Confederazione.</p>
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	<p>La Landesgemeinde esiste ancora solo nel Canton Glarona.</p>
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	<p>Ruchen, Glärnisch, da Klöntal (Foto: Maya Rhyner, VISIT Glarnerland AG)</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Zurigo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-zurigo-viaggio-26-cantoni-svizzeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 18:15:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/zurigo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sesto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-zurigo-viaggio-26-cantoni-svizzeri/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Zurigo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/zurigo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26640"  class="panel-layout" ><div id="pg-26640-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26640-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26640-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Sesto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione? Benvenuti nel Canton Zurigo!</p>
<p><strong>TAPPA 6: CANTON ZURIGO</strong></p>
<p>Ci sono luoghi che custodiscono la propria storia, altri la trasformano in un motore di innovazione. Il Canton Zurigo è uno di questi. Da antico insediamento sulle rive della Limmat a cuore economico e finanziario della Svizzera, il suo sviluppo ha contribuito a plasmare il Paese, affermandosi oggi come uno dei Cantoni più dinamici, influenti e visitati dell’intera Confederazione.</p>
<p>La storia del Canton Zurigo affonda le proprie radici nell’epoca romana, quando l’antico insediamento di <em>Turicum</em> rappresentava un importante punto di controllo commerciale sul fiume Limmat. Nel corso dei secoli, il territorio ha saputo trasformarsi da piccolo centro medievale a protagonista della storia svizzera, diventando oggi il cuore economico, finanziario e culturale della Confederazione.</p>
<p>L’evoluzione del cantone si sviluppa attraverso alcune tappe fondamentali. In epoca romana e medievale, Zurigo nacque come stazione doganale e, tra il XIII e il XV secolo, ampliò progressivamente la propria influenza sulle rive del lago e nell’entroterra circostante. Nel 1351 entrò a far parte della Confederazione Svizzera come suo sesto cantone, dopo la rivoluzione delle corporazioni guidata da Rudolf Brun, che aprì il governo cittadino anche agli artigiani.</p>
<p>Tra il 1519 e il 1523, la città divenne il centro della Riforma protestante grazie all’opera di Huldrych Zwingli, che dalla cattedrale di Grossmünster promosse un profondo cambiamento religioso e sociale destinato a lasciare un segno duraturo nella storia europea. A partire dal XIX secolo, lo sviluppo dell’industria tessile, delle ferrovie e, successivamente, dei settori bancario e assicurativo consolidò il ruolo di Zurigo come principale motore economico della Svizzera, posizione che il cantone continua a mantenere ancora oggi.</p>
<p>Capoluogo dell’omonimo Cantone e città più popolosa della Svizzera, Zurigo è il principale centro economico e finanziario del Paese, ma anche una delle destinazioni turistiche più apprezzate grazie al suo patrimonio storico, artistico e culturale. Adagiata sulle rive del Lago di Zurigo e attraversata dal fiume Limmat, la città coniuga perfettamente il fascino del passato con l’innovazione di una moderna metropoli.</p>
<p>l cuore della città è l’antico Altstadt, un insieme di vicoli acciottolati, piazze pittoresche ed edifici medievali perfettamente conservati. Passeggiando per questo quartiere dal fascino senza tempo, si possono ammirare antiche case delle corporazioni, fontane eleganti, café e negozi.</p>
<p>L’imponente cattedrale romanica di Grossmünster, è uno dei simboli più riconoscibili della città.</p>
<p>Secondo la tradizione fu fondata da Carlo Magno e, nel XVI secolo, divenne il centro della Riforma protestante guidata da Ulrich Zwingli, segnando profondamente la storia religiosa e culturale della Svizzera.</p>
<p>Di fronte al Grossmünster, sull’altra sponda della Limmat, sorge il Fraumünster, celebre per le magnifiche vetrate realizzate da Marc Chagall nel 1970. Fondata nell’853 come abbazia femminile, questa chiesa rappresenta uno dei più importanti monumenti storici e artistici della città e richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.</p>
<p>Nel centro cittadino si sviluppa la famosa Bahnhofstrasse, una delle vie più eleganti e famose in Europa.</p>
<p>Lunga circa un chilometro e mezzo, collega la Stazione Centrale al Lago di Zurigo, ed è costellata da boutique di lusso, gioiellerie, orologerie, banche storiche e café raffinati.</p>
<p>La Bahnhofstrasse, oltre ad essere il cuore pulsante della vita commerciale cittadina, rappresenta l’eccellenza che da sempre contraddistingue Zurigo.</p>
<p>Alle origini della storia di Zurigo troviamo invece il Lindenhof, una piccola collina che domina il centro storico. Qui sorgeva un antico insediamento romano e, ancora oggi, questo luogo conserva un’atmosfera di grande tranquillità. Dal parco si apre una delle vedute più suggestive sulla Limmat, sull’Altstadt e sulle torri del Grossmünster.</p>
<p>Chi desidera osservare Zurigo dall’alto non può rinunciare a una visita all’Uetliberg, la montagna di casa dei cittadini zurighesi. Facilmente raggiungibile con il treno, offre una vista spettacolare sull’intera città, sul Lago di Zurigo e, nelle giornate più limpide, sulla maestosa catena delle Alpi. È una meta ideale per escursioni, passeggiate e momenti di relax immersi nella natura.</p>
<p>Tra le mete culturali più importanti di Zurigo, spicca il Museo Nazionale Svizzero, le collezioni al suo interno raccontano la storia della Svizzera dalle origini ai giorni odierni.</p>
<p>Zurigo è anche sinonimo di eccellenza in campo di ricerca e innovazione grazie all’ETH Zürich, il politecnico federale fondato nel 1885. Tra i suoi alunni più celebri si annovera Albert Einstein, il cui armadietto è ancora presente e visitabile all’interno della struttura.</p>
<p>A completare l’offerta della città troviamo infine lo Zoo di Zurigo, uno dei più moderni d’Europa. Ospita centinaia di specie provenienti da ogni continente e si distingue per i suoi grandi habitat naturali, progettati per riprodurre fedelmente gli ecosistemi d’origine. La celebre foresta tropicale della Masoala e il parco degli elefanti sono tra le attrazioni più visitate.</p>
<p>Il Canton Zurigo vanta un paesaggio naturale vario e ben conservato. I fiumi Limmat, Sihl, Glatt e Thur attraversano il territorio, alimentando vallate, boschi e zone agricole, mentre dolci colline, vigneti e rilievi come l’Uetliberg e lo Schnebelhorn, la vetta più alta del Cantone, completano un ambiente ideale per escursioni e attività all’aria aperta.</p>
<p>Ci congediamo da questa sesta tappa, nella quale abbiamo scoperto un territorio che rappresenta un perfetto equilibrio tra storia, natura, innovazione e qualità della vita. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta di un nuovo Cantone. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Glarona!</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a <a href="mailto:redazione@gazzettasvizzera.org">redazione@gazzettasvizzera.org</a>: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Zurigo</h3>
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	<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26643 size-full alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/canton-zurigo.png" alt="" width="542" height="344" /></strong></p>
<p><strong>Capoluogo</strong>: Zurigo</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1351</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 1’728,95 km²</p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 1,6 milioni (2024)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>: Höhrohnen (1.247 m)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26645  alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-512x600.png" alt="" width="108" height="128" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-512x600.png 512w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-874x1024.png 874w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-768x900.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_.png 960w" sizes="(max-width: 108px) 100vw, 108px" /></strong></p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Zurigo è valido anche per la città ed è uno dei più antichi della Confederazione. È costituito da uno scudo diviso diagonalmente in due metà: bianco e azzurro.</p>
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	<p>Il ritmo rossocrociato della Bahnhofstrasse.</p>
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	<p>La cattedrale veglia sul silenzio della notte.</p>
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	<p>ETH tra storia e sapere.</p>
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	<p>Fraumünster, custode di luce e memoria.</p>
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	<p>Il lago che accarezza l'orizzonte.</p>
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	<p>La danza della Limmat tra luci e colori della sera dal Quaibrücke.</p>
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