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	<title>cittadinanza Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>cittadinanza Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Svizzeri e svizzere all’estero, un peso o una risorsa?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-diritto-voto-contributo-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 08:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/10/Swissinfo-foto-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />La questione di quale sia l'apporto della Quinta Svizzera al Paese è oggetto di un dibattito ricorrente. La legittimità dei diritti politici della cittadinanza all’estero è talvolta messa in discussione a causa della lontananza geografica e dell'assenza di un contributo fiscale diretto. Più di 838’000 cittadine e cittadini elvetici vivono al di fuori dei confini</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-diritto-voto-contributo-svizzera/">Svizzeri e svizzere all’estero, un peso o una risorsa?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/10/Swissinfo-foto-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26857"  class="panel-layout" ><div id="pg-26857-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26857-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26857-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<h3>La questione di quale sia l'apporto della Quinta Svizzera al Paese è oggetto di un dibattito ricorrente. La legittimità dei diritti politici della cittadinanza all’estero è talvolta messa in discussione a causa della lontananza geografica e dell'assenza di un contributo fiscale diretto.</h3>
<p>Più di 838’000 cittadine e cittadini elvetici vivono al di fuori dei confini nazionali. Queste persone espatriate conservano però dei diritti, in particolare quello di voto. Circa 231’000 sono iscritte nel registro degli svizzeri e delle svizzere all’estero e sono quindi abilitate a partecipare a votazioni ed elezioni nella Confederazione.</p>
<p>Tuttavia, la diaspora non gode sempre di buona fama in patria. Gli svizzeri e le svizzere all’estero vengono regolarmente definiti degli approfittatori che non darebbero alcun contributo al loro Paese d’origine “in cambio” dei loro diritti.</p>
<p>Le dirette interessate e i diretti interessati confutano in gran parte questa visione, come dimostrano i loro contributi al nostro dibattito sulla questione.</p>
<h2>Un sollievo per le finanze pubbliche</h2>
<p>È uno degli argomenti più ricorrenti nel nostro spazio di discussione: le persone espatriate, in particolare pensionati e pensionate, ritengono di essere una fonte di risparmio sostanziale per lo Stato. Vivendo all’estero, «<em>molti svizzeri e svizzere che percepiscono l’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) regalano alla Confederazione le prestazioni complementari (PCC) e la riduzione individuale dei premi dell’assicurazione malattia (RIP) fino alla loro morte</em>», stima C.L.D..</p>
<p>Rinunciando obbligatoriamente a questi aiuti al momento della partenza, i membri della diaspora in pensione alleggerirebbero direttamente le finanze pubbliche. Un lettore ironizza: «<em>La Svizzera dovrebbe rallegrarsi di ogni partenza volontaria.</em>» <em>R.T.</em> suggerisce da parte sua di «<em>valutare i milioni risparmiati dalla Svizzera non versando le prestazioni complementari agli svizzeri e alle svizzere all’estero.</em>»</p>
<p>Per molte persone espatriate, emigrare rappresenta una difesa contro la precarietà. È il caso di Mojer: «<em>Vivo secondo le mie possibilità in Asia, senza pesare sul sistema sociale</em>.». Allo stesso modo, Navy-Blue-Challhöchi ha preferito partire dopo un lungo e infruttuoso periodo di ricerca di lavoro. Il suo obiettivo: evitare di «<em>sperperare i risparmi di una vita e finire per chiedere l’assistenza sociale</em>.»</p>
<p>Diverse lettrici e lettori menzionano anche il loro contributo volontario all’AVS. In effetti, quando si lascia la Svizzera per stabilirsi in un Paese al di fuori dell’UE/AELS, è possibile contribuire volontariamente all’AVS e partecipare così al sistema di solidarietà.</p>
<h2>Partecipazione all’economia nazionale</h2>
<p>Inoltre, gli svizzeri e le svizzere all’estero continuano a iniettare fondi nell’economia nazionale. Così, JoanBoa, residente in Lussemburgo, ricorda che le persone in pensione «<em>pagano imposte in Svizzera; un’imposta alla fonte</em>» sul secondo pilastro. Anche le persone che possiedono beni immobiliari contribuiscono all’economia del Paese attraverso le loro imposte fondiarie.</p>
<p>Inoltre, molti espatriati ed espatriate hanno avviato, all’estero, attività di commercio con la Confederazione. Un’altra categoria socioprofessionale genera reddito per la Confederazione: si tratta di impiegati e impiegate distaccati/e che, pur non risiedendo in Svizzera, vi pagano tutte le loro imposte.</p>
<p>Durante le loro visite in patria, i membri della diaspora si trasformano anche in turisti. «<em>Mi reco in Svizzera ogni due anni e vi spendo molto denaro</em>», dichiara E.B.. Un sostegno rivendicato anche da M.B.: «<em>Sostengo la cultura svizzera, i servizi di trasporto, la gastronomia e l’industria alberghiera quando visito angoli del nostro bel Paese o quando lo faccio scoprire a conoscenti stranieri</em>». «<em>Inoltre, penso che far conoscere la Svizzera a persone straniere costi meno dei budget degli uffici del turismo</em>», aggiunge D.-P.M..</p>
<h2>Tramiti commerciali e ambasciatori culturali</h2>
<p>Oltre agli aspetti puramente finanziari, numerosi commenti nel nostro dibattito affermano che la diaspora costituisce un prezioso capitale reputazionale. Molti svizzeri e svizzere all’estero si percepiscono come veri e propri tramiti commerciali e culturali.</p>
<p>«<em>Praticamente ogni conoscente o cliente sa che sono svizzero e quindi si fida dei nostri prodotti</em>», indica Emmentaler, che vive negli Stati Uniti. C.N. si descrive a sua volta come un «<em>ambasciatore le cui origini vengono associate dai colleghi all’impegno, alla serietà e alla precisione che caratterizzano la popolazione elvetica.</em>»</p>
<p>Sul piano culturale, la diaspora ha a cuore la trasmissione delle tradizioni. A Vancouver, V.B<em>.</em> dichiara, per esempio, di essere coinvolta nel club svizzero locale e di aver insegnato lo svizzero-tedesco ai suoi figli. Sempre in Canada, H.S<em>.</em> ha co-fondato un club di yodel.</p>
<p>«<em>“Siamo i pilastri che collegano la Svizzera ai nostri rispettivi Paesi</em>», stima K.L.V.. «<em>Facilitiamo le relazioni tra le aziende, promuoviamo la cultura svizzera all’estero e reagiamo alle critiche quando la Svizzera viene attaccata.</em>»</p>
<p>Tuttavia, questo ruolo è sempre più contestato. Se le persone espatriate nei decenni passati si consideravano ambasciatori e ambasciatrici indispensabili, la globalizzazione e le tecnologie moderne hanno attenuato la loro influenza. Così, H.S. suggerisce che «<em>le persone, in generale, hanno acquisito una buona conoscenza di qualsiasi parte del nostro pianeta globalizzato, il che significa che il contributo degli svizzeri e delle svizzere che vivono qui è diventato irrilevante</em>».</p>
<h2>Due visioni della cittadinanza</h2>
<p>La questione della legittimità del diritto di voto a distanza è il punto più divisivo del dibattito sull’apporto degli svizzeri e delle svizzere all’estero al loro Paese.</p>
<p>Una parte del nostro pubblico/lettorato ritiene che i diritti politici dovrebbero essere legati alla residenza e al contributo finanziario diretto.</p>
<p>Basandosi sulla sua esperienza di cittadino britannico privato del diritto di voto dopo 15 anni all’estero, Lynx Vegas raccomanda una regola simile per la Svizzera: «<em>Se si parte per un lungo periodo, magari per non tornare mai più, non si dovrebbe votare in Svizzera</em>.»</p>
<p>Gli stessi espatriati ed espatriate riconoscono talvolta la loro mancanza di radicamento. «<em>Dopo 50 anni all’estero, non mi sento più qualificato per votare in Svizzera</em>», dichiara Gold Coast, che ammette la sua distanza dalla realtà del Paese che lo ha visto nascere.</p>
<p>Al contrario, una parte della diaspora ritiene che il passaporto conferisca diritti inalienabili, indipendentemente dal luogo di residenza e dalla conseguente partecipazione fiscale. Così, Paul si rammarica dell’approccio puramente finanziario di alcuni e afferma che «<em>la possibilità di votare mantiene vivo l’interesse e il legame con la patria</em>.»</p>
<p>Secondo M.B., «<em>la nostra nazionalità implica diritti e doveri. Essendo io soggetto come chiunque altro ai doveri del cittadino svizzero, mi sembra naturale poter ricorrere anche ai miei diritti civici e politici.</em>»</p>
<h2>Nessun debito verso la Svizzera</h2>
<p>Nonostante le critiche, la maggior parte della popolazione elvetica espatriata rifiuta l’idea di doversi giustificare o di avere un qualche debito verso la Svizzera.</p>
<p>«<em>Perché dovremmo dare qualcosa in cambio? La domanda dovrebbe essere: cosa fa la Svizzera per noi?</em>», chiede Fossi. D.-P.M. ricorda da parte sua di aver «<em>pagato molte imposte, creato aziende e dato lavoro a persone</em>» durante tutta la sua vita attiva in Svizzera. «<em>Ora che sono in pensione, penso di avere il pieno diritto di vivere dove voglio</em>». Una constatazione condivisa da un lettore: «<em>Ho lavorato tutta la vita, pagato imposte e altri contributi. Non ho quindi assolutamente alcuno scrupolo nei confronti della Svizzera</em>.»</p>
<p>Emilie Ridard<br />
SWI swissinfo.ch</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cittadinanza Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/cittadinanza-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 16:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/legal1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Buongiorno, sono un cittadino italiano di 40 anni e volevo farvi una domanda sull'ottenimento della cittadinanza svizzera. Io ho un fratello gemello che prenderà tra poco la cittadinanza svizzera (ha vissuto per più di 12 anni in Svizzera). Nel mio caso ho individuato due possibili vie per ottenere la cittadinanza svizzera e volevo sapere se</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/legal1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24059"  class="panel-layout" ><div id="pg-24059-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24059-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24059-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Il passaporto rossocrociato resta ancora molto ambito</h3>
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	<p><em>Buongiorno,</em></p>
<p><em>sono un cittadino italiano di 40 anni e volevo farvi una domanda sull'ottenimento della cittadinanza svizzera.</em></p>
<p><em>Io ho un fratello gemello che prenderà tra poco la cittadinanza svizzera (ha vissuto per più di 12 anni in Svizzera).</em></p>
<p><em>Nel mio caso ho individuato due possibili vie per ottenere la cittadinanza svizzera e volevo sapere se almeno una fosse percorribile:</em></p>
<p><em>1) Da mio fratello: in questo caso volevo sapere se per i fratelli gemelli ci sono delle eccezioni? Ossia posso acquisire la cittadinanza svizzera da mio fratello gemello?</em></p>
<p><em>2) Da mia madre: se mia mamma (che è cittadina Italiana) acquisisse la cittadinanza svizzera da mio fratello (cosa che è possibile), io essendo figlio di una cittadina svizzera naturalizzata posso acquisire la cittadinanza svizzera da mia madre naturalizzata?</em></p>
<p><em>Grazie,</em></p>
<p><em> </em><em>(M.D. – Prov. Venezia)</em></p>
<hr />
<p>Gentile Lettore,</p>
<p>grazie della Sua richiesta che ci consente di riprendere questo tema per il quale l’interesse da un po’ sembrava essere scemato. Vedo ora che non è così e dunque Le rispondo con piacere, anche se Lei nulla ci dice sulle Sue ragioni per voler acquisire la cittadinanza svizzera. Io sono sempre curioso di conoscere i motivi di una tale scelta.</p>
<p>Prima, però, ne approfitto per ringraziare Lei ed anche gli altri nostri generosi Lettori per le Vostre offerte e contribuzioni volontarie, che per noi sono preziose, per non dire indispensabili, al fine di poter pubblicare questo periodico degli e per gli svizzeri in Italia.</p>
<p>Vediamo di inquadrare brevemente la materia, che è contenuta nella Legge federale sulla cittadinanza svizzera del 20.6.2014.</p>
<p>Essa ha subito diverse modifiche nel corso del tempo. Evitando un <em>excursus</em> sul punto, ci limiteremo qui a ricordare gli elementi essenziali della disciplina in vigore per rispondere al quesito.</p>
<p>Come è noto, i modi di acquisto della cittadinanza sono sostanzialmente due:</p>
<p>-           quello diretto per filiazione o discendenza (<em>ius sanguinis</em>);</p>
<p>-           quello derivato per naturalizzazione.</p>
<p>Le condizioni per l’acquisto della cittadinanza svizzera sono rigorose e soggiacciono a precisi criteri dettati dalla normativa citata.</p>
<p><strong>Cittadinanza per filiazione</strong></p>
<p>L’art. 1 LCit. stabilisce che è cittadino svizzero dalla nascita:</p>
<ul>
<li>il figlio di genitori uniti in matrimonio, uno dei quali almeno è svizzero;</li>
<li>il figlio di una cittadina svizzera non coniugata.</li>
</ul>
<p>È poi previsto che con la costituzione del rapporto di filiazione anche nei confronti del padre, il minorenne straniero figlio di padre svizzero, non coniugato con la madre, acquisisca la cittadinanza svizzera <em>ex tunc</em>, e cioè dalla nascita.</p>
<p>Tuttavia, da quanto Lei scrive, nessuno della Sua famiglia è svizzero, o ha origini e discendenze svizzera. Se ho ben compreso, però, Suo fratello gemello, ma solo lui, sta per acquisire la cittadinanza svizzera.</p>
<p><strong>Cittadinanza per naturalizzazione</strong></p>
<p>Si tratta dunque di un caso di naturalizzazione. Essa può essere ordinaria o agevolata.</p>
<p>Quella <strong>ordinaria</strong> (art. 9 LCit.) si può ottenere se al momento della domanda il richiedente è titolare di un permesso di domicilio, e dimostra un soggiorno complessivo di 10 anni in Svizzera (e non più 12) – e dunque non continuativo – ma di cui 3 negli ultimi 5 anni precedenti il deposito della domanda.</p>
<p>Quella <strong>agevolata</strong> (art. 20 LCit.) si ottiene attraverso il matrimonio con un/a cittadino/a svizzero/a, come figli di svizzeri naturalizzati, come stranieri di terza generazione, o anche in caso di attribuzione per errore delle autorità o di minorenne apolide dopo 5 anni di domicilio.</p>
<p>È evidente che i casi principali sono i primi due, in parte anche il terzo, mentre gli ultimi due sono più residuali.</p>
<p>Nel primo caso, il coniuge straniero (art. 21 LCit,) può, dopo aver sposato un cittadino svizzero, presentare domanda di naturalizzazione agevolata se ricorrono entrambe le seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>vive da 3 anni in unione coniugale con il coniuge;</li>
<li>ha soggiornato in Svizzera per complessivi 5 anni, incluso quello precedente la domanda;</li>
</ul>
<p>Inoltre, qualora risieda o abbia risieduto all’estero, lo straniero può chiedere la naturalizzazione se sussistono cumulativamente le seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>vive da 6 anni in unione coniugale con il coniuge;</li>
<li>vi sono vincoli stretti con la Svizzera.</li>
</ul>
<p>Un cittadino straniero, infine, può presentare richiesta di naturalizzazione agevolata anche se, dopo il matrimonio, il coniuge acquisisce la cittadinanza svizzera per</p>
<ul>
<li>reintegrazione (dopo averla persa);</li>
<li>naturalizzazione agevolata fondata sulla filiazione da genitore svizzero.</li>
</ul>
<p>Quanto al caso dei figli di un genitore naturalizzato (art. 24 LCit.), se un minorenne straniero al momento della domanda di naturalizzazione o reintegrazione di un genitore non è stato incluso nella stessa, può a sua volta presentare un’autonoma domanda agevolata prima del compimento del 22° anno d’età, se dimostra un soggiorno complessivo di 5 anni in Svizzera, di cui 3 immediatamente precedenti la richiesta.</p>
<p>Il figlio naturalizzato in tali ipotesi acquisisce la cittadinanza del genitore svizzero. Negli altri casi, ovviamente, il figlio di genitori naturalizzati acquisisce la cittadinanza per filiazione.</p>
<p>In terzo luogo, il figlio di genitori stranieri può ottenere la naturalizzazione agevolata (art. 25 LCit.), se sono adempiute le seguenti condizioni</p>
<ul>
<li>almeno uno dei nonni sia nato in Svizzera o è verosimile che avesse acquisito un diritto di dimora in Svizzera;</li>
<li>almeno uno dei genitori ha un permesso di domicilio, ha soggiornato in Svizzera per almeno 10 anni e ha frequentato la scuola dell’obbligo in Svizzera per almeno 5 anni;</li>
<li>è nato in Svizzera;</li>
<li>è titolare di un permesso di domicilio e ha frequentato la scuola dell’obbligo in Svizzera per almeno 5 anni.</li>
</ul>
<p>La domanda deve essere presentata prima del compimento del 25° anno d’età.</p>
<p>Ma ciò non basta ancora. Infatti, oltre al domicilio ed ai requisiti formali, per ottenere la naturalizzazione il soggetto richiedente la cittadinanza deve essere ben integrato in Svizzera ed aver familiarizzato con le condizioni di vita svizzere, oltre che – naturalmente – non rappresentare una minaccia per la sicurezza del Paese.</p>
<p>L’art. 12 LCit. specifica quali sono i criteri di integrazione, e cioè:</p>
<ul>
<li>il rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblici, nonché dei valori della Costituzione federale;</li>
<li>la facoltà di esprimersi nella vita quotidiana, oralmente e per scritto, in una lingua nazionale;</li>
<li>la partecipazione alla vita economica o dall’acquisizione di una formazione;</li>
<li>l’incoraggiamento e il sostegno all’integrazione del coniuge, del partner registrato o dei figli minorenni sui quali è esercitata l’autorità parentale.</li>
</ul>
<p>Altre condizioni sono meglio specificate e descritte nell’Ordinanza sulla cittadinanza svizzera del 2016.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Apprendo, sempre dalla Sua lettera, che Suo fratello gemello è stabilmente residente – <em>rectius</em> domiciliato – in Svizzera da più di 10 anni, deduco con un permesso C e presumo poi che sia anche ben integrato.</p>
<p>Ebbene, a questo punto fornisco subito risposta alla prima delle Sue domande, che purtroppo è negativa.</p>
<p>Infatti, posso già tranquillamente dire che la circostanza che Lei e suo fratello siate gemelli non determina alcuna trasmissione della cittadinanza dall’uno all’altro. Lei e Suo fratello siete due soggetti giuridici diversi e separati e la cittadinanza di ognuno non si trasferisce all’altro in virtù di proprietà biologiche o per “osmosi”. Così come anche altre situazioni giuridiche non si trasmettono tra gemelli, a maggior ragione ciò è escluso per lo <em>status</em> del soggetto (sia esso coniugale o uno <em>status civitatis</em>) che non si modifica in automatico. Come visto non è nemmeno previsto dalla legge ma Le confesso che non sono a conoscenza di altre legislazioni che contengano una siffatta trasmissibilità.</p>
<p>Venendo all’ulteriore quesito, anche la seconda risposta, ahimè è negativa.</p>
<p>Invero, la domanda già poggia su un presupposto erroneo. Poiché Sua mamma è cittadina italiana non è affatto vero che possa acquisire la cittadinanza svizzera da suo figlio (cioè Suo fratello), mentre come visto sarebbe semmai possibile il contrario se Sua mamma fosse svizzera. Allo stesso modo Lei non potrà ottenere la cittadinanza svizzera da Sua mamma comunque, nemmeno se diventasse svizzera per naturalizzazione, perché le ipotesi fatte salve dalla norma ed i requisiti richiesti che abbiamo visto sopra sono diversi.</p>
<p>In conclusione, Le resta un’altra via, e cioè sposare una svizzera, ma quella del matrimonio è una strada lastricata di tutt’altri pericoli!</p>
<p>Al di là delle battute, spero di essere stato sufficientemente chiaro e, come di consueto, saluto cordialmente Lei ed i nostri Lettori.</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
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