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	<title>consolati svizzeri Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Una legge che da dieci anni segna la vita quotidiana della Quinta Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/legge-svizzeri-estero-decimo-anniversario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 17:09:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/quinta-svizzera-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Nel 2025, la Legge sugli svizzeri all’estero celebra il suo decimo anniversario. La “Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’estero”, più comunemente chiamata “Legge sugli svizzeri all’estero” è entrata in vigore il 1° novembre 2015 e ha conferito alla Quinta Svizzera maggiore visibilità e riconoscimento. Le svizzere e gli svizzeri all’estero rappresentano l’11,2% (2024)</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/legge-svizzeri-estero-decimo-anniversario/">Una legge che da dieci anni segna la vita quotidiana della Quinta Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/quinta-svizzera-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26262"  class="panel-layout" ><div id="pg-26262-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26262-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26262-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Nel 2025, la Legge sugli svizzeri all’estero celebra il suo decimo anniversario. La “Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’estero”, più comunemente chiamata “Legge sugli svizzeri all’estero” è entrata in vigore il 1° novembre 2015 e ha conferito alla Quinta Svizzera maggiore visibilità e riconoscimento.</p>
<p>Le svizzere e gli svizzeri all’estero rappresentano l’11,2% (2024) della popolazione svizzera complessiva. Dietro questa cifra si celano progetti di vita individuali molto diversi, esigenze specifiche nonché aspettative e obblighi diversi. La Legge sugli svizzeri all’estero non è soltanto un testo giuridico, ma anche il riconoscimento dello stato particolare delle svizzere e degli svizzeri all’estero. Per l’ex Consigliere agli Stati Filippo Lombardi, promotore della legge e attuale presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE), si tratta soprattutto della «consapevolezza di avere una propria identità e di disporre degli stessi diritti dei cittadini e delle cittadine residenti in Svizzera». Questa parità, a lungo auspicata, è stata infine “conquistata” dopo una battaglia politica condotta nell’interesse delle svizzere e degli svizzeri all’estero. L’immagine delle emigranti e degli emigranti svizzeri, infatti, non è sempre stata positiva ed è stata nel corso della storia costantemente osservata e valutata dai movimenti e dalle correnti politiche.</p>
<h2>La Svizzera… e i suoi cittadini all’estero</h2>
<p>Fino alla fine del XIX secolo la Svizzera era un Paese di emigrazione. Il saldo migratorio era negativo per diverse ragioni. L’insicurezza legata alla vita contadina e la durezza delle condizioni quotidiane spingevano molte svizzere e molti svizzeri a tentare la fortuna oltre confine. Verso la metà del XIX secolo le agenzie di emigrazione conobbero un forte sviluppo e offrirono agli interessati l’organizzazione del viaggio verso il Paese di destinazione, spesso però approfittando dell’inesperienza degli aspiranti emigranti. In quel periodo, nella Confederazione esistevano più di 300 di queste redditizie imprese commerciali. L’Ufficio dell’emigrazione, fondato nel 1888, aveva il compito di sorvegliarle.</p>
<p>Per lungo tempo le svizzere e gli svizzeri emigrati furono percepiti dalle autorità come un onere e ricevettero pertanto un sostegno scarso. Solo nel 1966 disposizioni relative agli svizzeri all’estero furono espressamente inserite nell’articolo 45bis della Costituzione federale, migliorandone il riconoscimento giuridico e lo status. Nel 1999, nell’ambito della revisione totale della Costituzione federale, l’articolo 45bis fu sostituito dall’articolo 40, il quale stabilisce che la Confederazione contribuisce a rafforzare le relazioni tra gli svizzeri all’estero e la Svizzera. Esso prevede inoltre che la Confederazione emani disposizioni sui diritti e i doveri degli svizzeri all’estero, in particolare per quanto concerne l’esercizio dei diritti politici a livello federale, l’adempimento degli obblighi di servizio militare e civile, l’assistenza alle persone bisognose e le assicurazioni sociali.</p>
<h2>La Quinta Svizzera come risorsa</h2>
<p>Con l’inizio del XXI secolo, la percezione delle svizzere e degli svizzeri all’estero è nettamente migliorata. Secondo Filippo Lombardi, la Quinta Svizzera è ormai chiaramente riconosciuta come un arricchimento. A lungo trascurata, la politica ha iniziato in quel periodo a riconoscere l’importanza di questo gruppo di popolazione residente all’estero. La Legge sugli svizzeri all’estero (LSEst) è nata da un’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi e grazie all’impegno di Rudolf Wyder, allora direttore dell’OSE. Prima dell’adozione della LSEst, le disposizioni relative agli svizzeri all’estero erano sparse in numerose leggi, ordinanze e regolamenti.</p>
<p>Quale messaggio è stato trasmesso con l’introduzione della LSEst? Per Filippo Lombardi, essa ha conferito «<em>una certa dignità al mandato costituzionale</em>». La legge riunisce e struttura in modo chiaro i doveri e i compiti della popolazione residente all’estero. Eleva la responsabilità individuale a principio fondamentale del rapporto tra la Confederazione e i cittadini, riconosce determinati diritti e, al contempo, definisce il quadro delle possibilità di sostegno. Inoltre, elenca le diverse prestazioni che la Svizzera può accordare ai propri cittadini che soggiornano all’estero temporaneamente o in modo permanente.</p>
<h2>Quali sono i principali contenuti della Legge sugli svizzeri all’estero?</h2>
<p><strong><em>Iscrizione nel registro degli Svizzeri all’estero</em></strong></p>
<p>È considerata svizzera o svizzero all’estero ai sensi della LSE ogni persona che si è annunciata presso la rappresentanza competente ed è pertanto iscritta nel registro degli svizzeri all’estero. Tale iscrizione è obbligatoria. La concessione di prestazioni consolari e l’esercizio dei diritti politici presuppongono l’iscrizione in questo registro.</p>
<p><strong><em>Obbligo di notifica</em></strong></p>
<p>Se un bambino acquisisce la cittadinanza svizzera per nascita o adozione, deve essere annunciato presso la rappresentanza competente, presentando i documenti ufficiali. Successivamente viene iscritto nel registro degli svizzeri all’estero.</p>
<p><strong><em>Servizi amministrativi</em></strong></p>
<p>La legge elenca le prestazioni consolari che possono essere fornite in diversi ambiti, quali lo stato civile, la naturalizzazione, le questioni militari o il rilascio di documenti d’identità.</p>
<p><strong><em>Esercizio dei diritti politici</em></strong></p>
<p>Le cittadine e i cittadini svizzeri maggiorenni possono esercitare i propri diritti politici, indipendentemente dal luogo di domicilio, in un Comune svizzero o dall’estero. La LSEst disciplina i principi e le modalità dell’esercizio del diritto di voto da parte degli svizzeri all’estero. Si applicano a titolo sussidiario le disposizioni della Legge federale sui diritti politici. Gli aventi diritto di voto residenti all’estero devono però comunicare espressamente al consolato competente la loro volontà di esercitare il diritto di voto.</p>
<p><strong><em>Assistenza sociale</em></strong></p>
<p>Le svizzere e gli svizzeri all’estero in situazione di bisogno possono presentare una domanda di assistenza sociale, che viene esaminata caso per caso. Se la domanda è accolta, la Confederazione fornisce prestazioni di assistenza sociale all’estero oppure sostiene le persone interessate nel loro rientro in Svizzera.</p>
<p><strong><em>Protezione consolare</em></strong></p>
<p>La LSEst disciplina anche la concessione della protezione consolare ai cittadini svizzeri residenti all’estero, comprese le prestazioni di aiuto in situazioni di crisi e catastrofe. Poiché vige il principio della responsabilità individuale, non esiste un diritto sussidiario alla protezione consolare.</p>
<h2>La legge celebra ora il suo decimo anniversario. Qual è il bilancio?</h2>
<p>Per Filippo Lombardi il bilancio è estremamente positivo. La legge continua a essere molto apprezzata e rende ottimi servizi alle persone interessate. È uno strumento democratico che si è dimostrato efficace negli ultimi dieci anni e rimane pienamente attuale. Finora non si sono rese necessarie modifiche legislative, a conferma della sua efficacia. Lombardi esprime però un rammarico: le Scuole svizzere non sono menzionate nella legge e risultano, quindi, meno tutelate. Nel complesso, questo pacchetto legislativo ha rafforzato e reso più visibile la difesa degli interessi delle svizzere e degli svizzeri all’estero. I colori della Quinta Svizzera, tuttavia, devono continuare a essere difesi con attenzione in un mondo diventato più complesso, in una Svizzera altrettanto complessa e in un futuro incerto per tutti.</p>
<p><em>Amandine Madziel</em></p>
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		<title>Consolato onorario di Svizzera a Genova</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/consolato-svizzero-genova-assistenza-liguria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2026]]></category>
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		><h3 class="widget-title">Il consolato del mese</h3>
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	<p><strong>Sede:</strong> Genova</p>
<p><strong>Console Onorario:</strong> René Rais</p>
<p><strong>Zona di competenza:</strong> Regione Liguria</p>
<p><strong>Mansionario:</strong> Il Consolato onorario a Genova, già sede di uno storico Consolato generale dal 1799 al 2010, oggi è un ufficio di rappresentanza della Confederazione Svizzera che funge anche come primo intervento sul territorio in caso di emergenze.</p>
<p>In conformità alle direttive DFAE e in costante coordinamento con il Consolato generale di Milano, fornisco assistenza alle concittadine e concittadini residenti e a quelli in transito, seguo le attività delle organizzazioni svizzere sul posto – Circolo Svizzero di Genova e Unione Elvetica – e curo contatti e relazioni con le autorità locali e con le organizzazioni rilevanti per gli interessi culturali, scientifici ed economici del nostro paese.</p>
<p><strong>Telefono:</strong> 010 838 0511</p>
<p><strong>Mail: </strong>genova@honrep.ch</p>
<p><strong>Frase conclusiva del console: </strong></p>
<p>«<em>La presenza svizzera a Genova vanta una grande storia, con presenze importanti anche nell’architettura e nell’economia. La colonia è molto ben integrata e i viaggiatori sono numerosissimi.</em></p>
<p><em>Genova, come pure la Spezia e Savona, con le loro infrastrutture portuali e logistiche in continua evoluzione, sono come una porta sul Mediterraneo per il nostro Paese.</em></p>
<p><em>Le Riviere vengono scelte per le bellezze naturali e per il clima mite.»</em></p>
<p>René Rais<br />
Console Onorario di Svizzera a Genova</p>
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		<title>La nascita della rete consolare svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-nascita-della-rete-consolare-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 15:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[storia della rete consolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/10/Bordeaux-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Una donna svizzera perde i documenti d'identità a Cuba? Contattare il consolato. Una coppia svizzera dà alla luce un bambino in Australia e un cittadino svizzero ha bisogno di aiuto in Kenya? Possono rivolgersi alla rappresentanza svizzera in loco. Tutti possono contare su una rete che ha una lunga storia: il primo consolato svizzero è</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-nascita-della-rete-consolare-svizzera/">La nascita della rete consolare svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/10/Bordeaux-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24465"  class="panel-layout" ><div id="pg-24465-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24465-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24465-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Una donna svizzera perde i documenti d'identità a Cuba? Contattare il consolato. Una coppia svizzera dà alla luce un bambino in Australia e un cittadino svizzero ha bisogno di aiuto in Kenya? Possono rivolgersi alla rappresentanza svizzera in loco. Tutti possono contare su una rete che ha una lunga storia: il primo consolato svizzero è stato aperto a Bordeaux nel 1789.</p>
<p>Oggi le rappresentanze svizzere sono presenti in tutto il mondo. In quasi tutti i Paesi, una rappresentanza funge da primo punto di contatto per gli svizzeri all'estero che devono risolvere una questione o un problema. Non è sempre stato così: la rete è stata costruita gradualmente negli ultimi due secoli, con l'apertura del primo consolato a Bordeaux nel 1798.</p>
<p>Prima di quell'anno, diversi cantoni avevano già rappresentanti diplomatici o consolari nei Paesi alleati. Tuttavia, non esisteva ancora un'ambasciata federale, perché fino all'invasione della Svizzera da parte delle truppe francesi di Napoleone, la Confederazione non era altro che un vago insieme di territori legati da pochi interessi comuni.</p>
<p>Alla fine del XVIII secolo, gli ideali della Rivoluzione francese fermentavano in tutta Europa. Questi nuovi valori di libertà, fraternità e uguaglianza circolavano anche in Svizzera, alimentando manifestazioni e crescenti disordini a partire dagli anni 1790. Sulla scia delle campagne napoleoniche, le truppe francesi occuparono l'ex Confederazione nel marzo 1798 e, il 12 aprile, istituirono la Repubblica elvetica centralizzata.</p>
<p>Una volta stabilizzata la situazione politica, la Repubblica Elvetica si pose delle priorità importanti in termini di politica nazionale e internazionale. In un mondo di legami economici sempre più stretti e numerosi, anche con i territori d'oltremare, la difesa degli interessi svizzeri all'estero diventava sempre più importante. Il 25 agosto 1798, l'ex ministro degli Affari esteri della Repubblica Elvetica nominò Marc-Antoine Pellis primo console svizzero a Bordeaux. Nacque così il primo consolato svizzero, il primo polo della rete consolare del nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi era Marc-Antoine Pellis, il primo console svizzero?</strong></p>
<p>Marc-Antoine Pellis (1753-1809), originario del Canton Vaud, si fece un nome come senatore e politico elvetico. In un periodo in cui le idee della Rivoluzione francese stavano prendendo piede in Europa, il giovane Pellis tornò in Svizzera dopo diversi viaggi in Europa. Nel Pays de Vaud, allora ancora soggetto a Berna, partecipò a manifestazioni a favore della Rivoluzione e contro la dominazione bernese. Il fallimento dei “banchetti” nel giugno 1791, seguito dall'arresto degli organizzatori e dall'occupazione militare della regione, costrinse Pellis a fuggire. Nel 1793, Marc-Antoine Pellis si stabilì come mercante sulle rive della Garonna nella città francese di Bordeaux. Nel 1798 fu nominato console dal governo della Repubblica Elvetica, fondata sul modello francese. Tre anni dopo, nel 1801, rinunciò all'incarico e tornò in Svizzera, dove divenne membro del Consiglio legislativo e del Senato elvetico e, negli anni successivi, si impegnò nella politica elvetica e vodese.</p>
<p><strong>Per l’economia e la comunità</strong></p>
<p>Dopo Bordeaux, furono aperti altri consolati a Marsiglia, Genova, Nantes e Trieste. La scelta di queste grandi città portuali come sede dei primi consolati svizzeri non fu casuale: furono fondati principalmente per motivi economici. In un'epoca in cui navi, ferrovie e telegrafi non avevano ancora rivoluzionato lo scambio internazionale di merci, le relazioni economiche dirette a livello locale erano particolarmente importanti. Queste città portuali erano centri del commercio internazionale, alla fine delle grandi rotte che collegavano l'Europa all'America e alle colonie europee in Africa e in Asia.</p>
<p>Sebbene la difesa degli interessi economici fosse la ragione principale per la creazione dei primi consolati, non era l'unica: anche la concentrazione delle comunità svizzere in queste città portuali incoraggiò la creazione di rappresentanze federali. Gli uomini d'affari e i commercianti svizzeri vi si erano stabiliti e queste città erano spesso il punto d'incontro per tutti coloro che desideravano emigrare attraverso l'Atlantico. A partire dalla metà del XVI secolo, la Svizzera fu un Paese di emigranti: la pressione demografica, la povertà e la sottoccupazione spinsero gli svizzeri – soprattutto i giovani – a lasciare la loro patria. Oltre ai mercanti, anche mercenari, precettori, artigiani, ricercatori e accademici si stabilirono prima in diverse città europee e poi, a partire dal XIX secolo, oltreoceano. Per rispondere alle loro esigenze, nel 1819 fu fondato il primo consolato svizzero all'estero, nella città costiera brasiliana di Rio de Janeiro. Pochi anni dopo, nel 1822, fu aperto un consolato a New York.</p>
<p>I consoli incaricati di questo mandato onorario erano principalmente cittadini svizzeri già stabiliti in queste città. I loro compiti non erano definiti con precisione e dovevano informarsi sui loro obblighi tramite corrispondenza o colloqui personali. Ad esempio, erano responsabili del rilascio dei passaporti, di informare il governo sul comportamento dei cittadini svizzeri e di garantire il rispetto degli accordi conclusi tra i due Stati. Nel 1799, Vincent Perdonnet, console svizzero a Marsiglia, scrisse a Louis François Bégoz, ministro degli Esteri della Repubblica Elvetica, di «<em>tendere una mano fraterna a coloro che sono stati precipitati nella sventura per disgrazia o per ingiustizia, e di proteggere gli altri dagli effetti malefici e odiosi dell'odio e dell'impostura</em>».</p>
<p><strong>Al servizio della “Quinta Svizzera” da oltre 225 anni </strong></p>
<p>Dagli anni pionieristici in cui Marc-Antoine Pellis fu nominato console a Bordeaux, la rete consolare svizzera si è notevolmente evoluta. La sua costante espansione è andata di pari passo con una divisione sempre più precisa e regolamentata dei compiti diplomatici, consolari ed economici. Ancora oggi, questa rete continua a svilupparsi per adattarsi alle nuove esigenze dei tempi. Ma la missione principale dei consolati rimane la stessa: fungere da primo punto di contatto per i cittadini svizzeri in tutto il mondo.</p>
<p><em>Luca Panarese, EDA</em></p>
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	<p>La città portuale francese di Bordeaux, con il suo accesso indiretto all'Atlantico, era un importante crocevia per il commercio internazionale e l'emigrazione europea verso destinazioni oltreoceano. Dipinto di Pierre Lacour, 1806. Foto Alamy.</p>
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	<p>Marc-Antoine Pellis, originario di Romainmôtier e nominato console nel 1798, fu il primo a ricoprire tale carica. Fonte: Laboratorio di digitalizzazione della Città di Losanna, Margot Roth.</p>
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	<p>Urs Badertscher, l'ultimo Console generale svizzero a Bordeaux (2005-2008), tiene un discorso in occasione della chiusura del Consolato, Cours Xavier Arnozan. Foto Jean-Michel Begey.</p>
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