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	<title>cultura svizzera Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>cultura svizzera Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. &#8211; Canton Nidvaldo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-nidvaldo-svizzera-storia-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 09:08:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/nidvaldo-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Terzo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-nidvaldo-svizzera-storia-turismo/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. &#8211; Canton Nidvaldo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/nidvaldo-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26279"  class="panel-layout" ><div id="pg-26279-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26279-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26279-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Terzo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione? Benvenuti nel Canton Nidvaldo!</p>
<h2>TAPPA 3: CANTON NIDVALDO</h2>
<p>Ci sono luoghi che, sulla carta, sembrano marginali: piccoli territori tra montagne e laghi, lontani dai grandi centri del potere europeo. Eppure, è proprio da uno di questi luoghi, il Canton Nidvaldo, che prende forma una delle esperienze politiche più durature del continente.</p>
<p>Nel 1291, le comunità di Nidvaldo si alleano con Uri e Svitto. Non esiste ancora una Svizzera, ma emerge già un’esigenza concreta: difendersi e preservare la propria autonomia, soprattutto di fronte agli Asburgo. È un patto essenziale, nato più da una necessità che da una visione, destinato però a diventare il nucleo della Confederazione.</p>
<p>Per secoli Nidvaldo resta legato a una forte identità locale. Insieme a Obvaldo forma l’Untervaldo, ma senza mai diventare un’entità unica: collaborazione, sì, ma senza rinunciare alla propria autonomia, in un equilibrio che racconta bene lo spirito svizzero. Nel frattempo, tra Cinquecento e Seicento, molti abitanti partono come mercenari, cercando altrove opportunità che il territorio non può offrire. Il momento più drammatico arriva nel 1798. Di fronte all’avanzata francese e alla Repubblica Elvetica imposta da Napoleone, Nidvaldo resiste. La repressione è durissima: il 9 settembre il Cantone viene saccheggiato e centinaia di persone vengono uccise. È una ferita profonda, ma non definitiva.</p>
<p>Dopo il 1814, molte innovazioni vengono cancellate e il Cantone torna alle sue strutture tradizionali. La trasformazione sarà lenta: la nuova costituzione arriverà solo nel 1877, mentre la storica <em>Landsgemeinde</em> sopravvive fino al 1997, come un’eco di un passato ancora vivo.</p>
<p>Stans, capoluogo cantonale, si trova nel cuore di Nidvaldo. Situato ai piedi delle montagne e a pochi minuti dal Lago dei Quattro Cantoni, il paese conserva un’identità autentica, profondamente legata alla storia della Svizzera primitiva. Si tratta del vero e proprio centro politico, culturale e simbolico del Cantone. Stans è stata infatti protagonista di uno degli episodi più significativi della storia elvetica: la Dieta di Stans del 1481. In quel periodo, i Cantoni erano divisi da forti tensioni interne. La situazione si risolse grazie all’intervento di San Nicolao della Flüe, che con un messaggio di pace favorì un compromesso tra le parti.</p>
<p>Nel centro del paese si erge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, principale edificio religioso del Canton Nidvaldo ed emblema della sua identità spirituale. L’attuale edificio fu completato dall’architetto Jakob Berger nel 1647 e rappresenta una delle più importanti chiese barocche della Svizzera.</p>
<p>La dedica ai Santi Pietro e Paolo non è casuale: San Pietro, rappresentato dalla chiave, è anche il simbolo dello stemma cantonale.</p>
<p>Il Museo di Nidvaldo conserva manufatti e opere che raccontano la storia artistica e culturale del Cantone. È composto da tre sedi: il Salzmagazin, la Winkelriedhaus con padiglione a Stans e la Fortezza di Fürigen a Stansstad. Il Salzmagazin, situato in posizione centrale vicino alla funivia dello Stanserhorn, ospita ogni anno mostre temporanee dedicate alla storia e alla cultura locale.</p>
<p>Inoltre, Stans è stata testimone di un episodio che segnò un punto di svolta pedagogico. Il pedagogista e filosofo svizzero Johann Heinrich Pestalozzi applicò un metodo educativo innovativo rivolto ai bambini orfani di guerra. Basato su “testa, cuore e mano”, il suo approccio promuoveva uno sviluppo armonico fondato su amore, intuizione e attività pratica.</p>
<p>Il cantone è anche celebre per i suoi prodotti di eccellenza, come l’antica vetreria Glasi Hergiswil, situata nell’omonimo comune. Fondata nel 1817, l’azienda oggi offre al pubblico un museo con varie esposizioni, il labirinto del vetro e il Glasi-Park.</p>
<p>Nidvaldo è caratterizzato da una natura che si espande tra laghi e montagne. Il territorio è dominato dal Lago dei Quattro Cantoni e da imponenti montagne. Il suggestivo lago di Trübsee è situato a 1’764 m sopra Engelberg, alimentato dal ghiacciaio del Titlis.</p>
<p>All’interno del Cantone è presente Niederrickenbach, definita a ragione <em>«la fonte di energia più naturale della Svizzera». </em>Questa località, caratterizzata dall’assenza di automobili, emana un senso di energia e tranquillità, attribuibile sia alla sua rilevanza come meta di pellegrinaggio sia alla sua collocazione ai piedi dei monti.</p>
<p>Oggi, Nidvaldo è un Cantone moderno ma non ha dimenticato le proprie origini e forse è proprio questo il suo segreto: cambiare sì, ma senza mai perdere il senso profondo della propria libertà.</p>
<p>Ci congediamo da questa terza tappa, dove abbiamo conosciuto più approfonditamente un territorio fatto di natura, fede e tradizioni. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta del suo “gemello” storico. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Obvaldo.</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a <a href="mailto:redazione@gazzettasvizzera.ch">redazione@gazzettasvizzera.ch</a>: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Nidvaldo</h3>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Stans<br />
<strong>Lingua</strong>: tedesco<br />
<strong>Data di ingresso CH</strong>: 1291<br />
<strong>Superficie</strong>: 275,85 km<sup>2<br />
</sup><strong>Numero residenti</strong>: 45’462 (dicembre 2025)<br />
<strong>Montagna più alta</strong>: Rotstöckli (2’901m)</p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Nidvaldo consiste in due chiavi bianche incrociate verticalmente, le cui barbe sono rivolte verso l’alto su campo rosso. La doppia chiave fa riferimento a San Pietro, patrono del capoluogo Stans, e richiama nella forma l’aquila del Sacro Romano Impero. I colori bianco e rosso, tipici della tradizione elvetica, derivano infatti dall’insegna di guerra imperiale. Il rosso rappresenta il sangue e la passione, mentre il bianco simboleggia la purezza e l’innocenza.</p>
<p>L’emblema risale al XV secolo ed è stato adottato per distinguere e affermare l’indipendenza da Obvaldo, il cui stemma presenta una sola chiave. Le chiavi sono un simbolo cristiano, legato alla figura di San Pietro e rappresentano la protezione divina e l’autorità spirituale. La versione attuale fu ufficializzata nel 1512, quando Papa Giulio II concesse l’autorizzazione a utilizzare questo simbolo papale nello stemma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<p>Chiesa dei Santi Pietro e Paolo nel cuore di Stans </p>
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	<p>In inverno, il Trübsee si trasforma in una distesa ghiacciata, perfetta per pattinare.</p>
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	<p>Vista sul Lago dei Quattro Cantoni dalla Klewenalp (sopra Beckenried, Nidvaldo), sul versante opposto ma collegata escursionisticamente con Niederrickenbach</p>
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		<title>1/800’000</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:52:42 +0000</pubDate>
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	<p>Oltre 800’000 svizzeri all'estero costituiscono la Quinta Svizzera. Il quadro è un puzzle colorato, variegato e multilingue. Il tassello di oggi è …</p>
<p><strong>… Úrsula Schläppi (60), pedagoga specializzata nell'educazione della prima infanzia e nella disabilità, vive in Colombia, mantiene legami attivi con entrambe le culture ed esercita la sua professione a Cartagena de Indias.</strong></p>
<p><strong>Cosa significa per te “patria”?</strong></p>
<p>«<em>Per me la patria è il luogo dove vivono la mia famiglia e i miei amici, dove sono nata e cresciuta. Questo luogo con i suoi paesaggi, i suoi colori, la sua storia, le sue stagioni, la sua natura e le sue montagne è molto importante per me. Anche in Colombia sono gli amici, la natura, il mare, le montagne, l'impressionante diversità naturale del Paese e i diversi paesaggi, alcuni dei quali unici al mondo.»</em></p>
<p><strong>Si possono avere più patrie?</strong></p>
<p>«<em>Ne sono convinta e mi sento molto privilegiata. Avere più patrie non significa che debbano essere uguali o in competizione tra loro. Amare un luogo non significa amarne meno un altro.</em>»</p>
<p><strong>Come e quando dimostri nella vita quotidiana di essere svizzera?</strong></p>
<p>«<em>Si nota sempre: dall'aspetto, dall'accento e da molte altre cose. Non smetterò mai di essere svizzera, né nella percezione delle persone nella mia seconda patria, né nella mia percezione di me stessa.</em>»</p>
<p><strong>Che effetto ha su di te essere legata a più paesi?</strong></p>
<p>«<em>Sono grata di avere due patrie. A volte mi viene chiesto se so ancora dove mi sento a casa. La mia risposta è sempre la stessa: ho due luoghi in cui mi sento a casa. È un'esperienza arricchente che allarga gli orizzonti. Conoscere un Paese con una cultura diversa ti costringe a riflettere, imparare e persino mettere in discussione le tue idee e i tuoi punti di vista su molti argomenti e cose. Significa imparare una nuova lingua, una nuova cultura e la sua storia.</em>»</p>
<p><strong>Cosa ti ricorda la Svizzera a casa tua?</strong></p>
<p>«<em>Quarzi della regione del Passo del Grimsel (BE/VS), immagini del Wellhorn e del Wetterhorn e degli Engelhörner (BE) e libri di autori svizzeri. E, nel frigorifero, cioccolato svizzero.</em>»</p>
<p><strong>Tu e la Svizzera: qual è attualmente lo stato del vostro rapporto?</strong></p>
<p>«<em>Ho un rapporto stretto con la Svizzera e ci vado una o due volte all'anno. Per me è importante mantenere i contatti con la famiglia e gli amici. Hai contatti privati con altri svizzeri all'estero? Sì, e ho più contatti oltre il Röstigraben rispetto a prima, quando vivevo ancora in Svizzera.</em>»</p>
<p><strong>Essere svizzera significa …</strong></p>
<p>«<em>… riconoscere la fortuna del luogo in cui sono nata.</em>»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Più informazioni: </strong><a href="https://gazzetta.link/puzzle"><strong>gazzetta.link/puzzle</strong></a></p>
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		<title>«Guardare oltre il mio orizzonte»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lavorare-fattoria-svizzera-agriviva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
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		<category><![CDATA[scambio culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/salca1-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La diciottenne Belinda Schulz, svizzera all'estero, è cresciuta nella Germania meridionale e attualmente si sta preparando per l'esame di ammissione al corso di pianoforte. L'estate scorsa ha trascorso alcune settimane in Svizzera per dare una mano in una fattoria. Quali sono state le sue esperienze? INTERVISTA: RUTH VON GUNTEN AgriViva offre ai e alle giovani</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/lavorare-fattoria-svizzera-agriviva/">«Guardare oltre il mio orizzonte»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/salca1-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26110"  class="panel-layout" ><div id="pg-26110-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26110-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26110-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La diciottenne Belinda Schulz, svizzera all'estero, è cresciuta nella Germania meridionale e attualmente si sta preparando per l'esame di ammissione al corso di pianoforte. L'estate scorsa ha trascorso alcune settimane in Svizzera per dare una mano in una fattoria. Quali sono state le sue esperienze?</p>
<p>INTERVISTA: RUTH VON GUNTEN</p>
<p><strong>AgriViva offre ai e alle giovani opportunità di lavoro in fattorie in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Come ha scoperto AgriViva?</strong></p>
<p>«<em>Ho letto sulla rivista “Schweizer Revue” di una ragazza che raccontava della sua esperienza in una fattoria. Ho trovato la sua esperienza interessante e ho voluto provarla anch'io. Circa due mesi e mezzo prima del mio impiego ho cercato una fattoria sul sito web di AgriViva e mi sono iscritta. Alla fine, tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, ho lavorato per due settimane in una fattoria sulla Rotschalp vicino a Brienz, nell'Oberland bernese.</em>»</p>
<p><strong>Come iniziava una sua tipica giornata in fattoria?</strong></p>
<p>«<em>Di solito mi svegliava il gallo e poi mi alzavo verso le sei e mezza. Per prima cosa lasciavo uscire le galline e davo loro da bere. Dopodiché preparavo la colazione e toglievo il formaggio dal bagno di sale del giorno prima. Dopo aver fatto colazione insieme mescolavo il latte, o meglio il futuro formaggio, in un grande calderone. Poi andavo nella cantina per pulire il formaggio. Più tardi dovevo dare da mangiare ai maiali.</em>»</p>
<p><strong>E cosa facevate nel pomeriggio, per esempio?</strong></p>
<p>«<em>Il contadino Hänsel e la figlia Martina, ormai adulta, lavoravano per lo più nella fattoria a valle, per esempio per fare il fieno. Nel pomeriggio la contadina Monica andava alla vicina fermata Planalp della ferrovia Brienzer Rothornbahn per vendere il formaggio stagionato. Quindi spesso nel pomeriggio ero sola e raccoglievo le uova appena deposte dalle galline, lavavo i piatti o giravo il formaggio fresco. Avevo anche un po' di tempo libero. Sull'alpeggio tutto veniva riscaldato con la legna, quindi a volte impilavo la legna da ardere<strong>.</strong></em>»</p>
<p><strong>E come trascorreva la serata?</strong></p>
<p>«<em>Poco dopo le cinque Monica, Martina e Hänsel tornavano all'alpeggio. Io di solito aiutavo nella mungitura o nella cantina dei formaggi e poi nella preparazione della cena. Mettevo anche il formaggio appena fatto nel bagno di sale notturno. Dopo la cena in compagnia c'era quasi sempre qualcosa da fare oppure risolvevamo cruciverba e giocavamo a qualcosa. Dopo aver dato da mangiare alle galline e averle rinchiuse al sicuro nel pollaio, tutti andavano a letto presto.</em>»</p>
<p><strong>AgriViva vuole creare un ponte tra la città e la campagna e tra culture diverse. Le è piaciuto stare in Svizzera in una fattoria?</strong></p>
<p>«<em>Anche se alcune cose erano molto insolite per me e non sempre tutto è andato liscio al primo tentativo, mi è piaciuto molto. Ho trovato molto interessante poter guardare oltre i miei orizzonti e imparare cose nuove. È interessante vedere come ogni giorno sull'alpe si produca formaggio fresco con un grande lavoro manuale. Cosa le è piaciuto di più? Mi è piaciuto molto che ci fosse sempre qualcosa da fare. Due volte siamo anche andati in montagna, una volta per portare i vitelli in un altro pascolo e un'altra volta semplicemente per goderci il panorama. L'ho trovato molto bello. Inoltre, ho assistito alla transumanza. E ho incontrato una seconda Belinda: una mucca che aveva il mio stesso nome. A proposito di nomi, c'è da menzionare anche Adelheid: non tutte le galline avevano un nome, ma quando morivano, cosa che durante il mio soggiorno è accaduta, cosa per me piuttosto inaspettata, venivano chiamate tutte Adelheid.»</em></p>
<p><strong>Consiglierebbe ai suoi amici un soggiorno presso una famiglia di contadini?</strong></p>
<p>«<em>Sì, naturalmente! Anch'io vorrei tornare in Svizzera per dare una mano in una fattoria.</em>»</p>
<h3>Contatto</h3>
<p><em>Ruth Von Gunten</em><strong><br />
</strong></p>
<p>educationsuisse - scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">AgriViva – Stage in fattoria</h3>
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	<p><img decoding="async" class="wp-image-25887  alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/01/logo_car.png" alt="" width="275" height="245" />AgriViva offre a giovani ragazze e ragazzi brevi stages pratici presso fattorie in tutte le regioni linguistiche della Svizzera.</p>
<ul>
<li>hai un'età compresa tra 14 e 24 anni</li>
<li>ti piacciono la natura, gli animali e le persone</li>
<li>il lavoro fisico ti diverte</li>
<li>cerchi nuove e diverse esperienze</li>
</ul>
<p>AgriViva ti garantisce esperienze uniche e concrete. Scoprile ora e prenota subito un posto. Non vediamo l'ora di conoscerti.</p>
<p>www.agriviva.ch</p>
<p><strong>AgriViva è un’organizzazione partner di educationsuisse.</strong></p>
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        </style><div id='wpedon-container-3d71595ba555c2f5674867a5fb462842' class='wpedon-container wpedon-align-left'><form class='wpedon-form' target='_blank' action='https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr' method='post'><input type='hidden' name='cmd' value='_donations' /><input type='hidden' name='business' value='B6TCR774FCGFQ' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF' /><input type='hidden' name='notify_url' value='https://gazzettasvizzera.org/index.php?wpedon-listener=IPN'><input type='hidden' name='lc' value='it_IT'><input type='hidden' name='bn' value='WPPlugin_SP'><input type='hidden' name='return' value='' /><input type='hidden' name='cancel_return' value='https://gazzettasvizzera.org/cancel' /><input style='border: none !important;width:171px !important;height:47px !important;padding:0px !important;margin: 0px !important;' class='wpedon_paypalbuttonimage' type='image' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/btn/btn_donateCC_LG.gif' border='0' name='submit' alt='Make your payments with PayPal. It is free, secure, effective.' /><img alt='' border='0' style='border:none;display:none;' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/scr/pixel.gif' width='1' height='1'><input type='hidden' name='amount' id='amount_3d71595ba555c2f5674867a5fb462842' value='' /><input type='hidden' name='price' id='price_3d71595ba555c2f5674867a5fb462842' value='' /><input type='hidden' name='item_number' value='' /><input type='hidden' name='item_name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='no_shipping' value='1'><input type='hidden' name='no_note' value='0'><input type='hidden' name='custom' value='19663' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF'></form></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/lavorare-fattoria-svizzera-agriviva/">«Guardare oltre il mio orizzonte»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>87° Congresso del Collegamento Svizzero &#8211; Bologna &#8211; Programma provvisorio</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/87-congresso-del-collegamento-svizzero-bologna-programma-provvisorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 17:08:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzeri in Italia]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=26055</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/Due-Torri_007-Bologna-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />ROYAL CARLTON BOLOGNA • Compila il form sottostante • Effettua iI bonifico bancario sul c/c intestato al "Collegamento svizzero in Italia" • IBAN  IT92E0503401652000000001035 Indicando come causale: nome cognome “Congresso Bologna Rimborso spese 2026” • Invia la scheda e la ricevuta del bonifico via e-mail a: circolosvizzero.bo@gmail.com Per ulteriori informazioni contattare: Presidente: Laura Andina   +39</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/87-congresso-del-collegamento-svizzero-bologna-programma-provvisorio/">87° Congresso del Collegamento Svizzero &#8211; Bologna &#8211; Programma provvisorio</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/Due-Torri_007-Bologna-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26055"  class="panel-layout" ><div id="pg-26055-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26055-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26055-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Bologna, 9-10 Maggio 2026</h3>
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	<h2>ROYAL CARLTON BOLOGNA</h2>
</div>
</div></div><div id="panel-26055-0-0-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26055-0-0-1" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">MODALITA’ D’ISCRIZIONE PER PARTECIPARE AL CONGRESSO 2026</h3>
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<p>• Compila il form sottostante<br />
• Effettua iI bonifico bancario sul c/c intestato al "Collegamento svizzero in Italia"<br />
• IBAN  IT92E0503401652000000001035 Indicando come causale: nome cognome “Congresso Bologna Rimborso spese 2026”<br />
• Invia la scheda e la ricevuta del bonifico via e-mail a: <a href="mailto:circolosvizzero.bo@gmail.com">circolosvizzero.bo@gmail.com</a></p>
<p>Per ulteriori informazioni contattare:<br />
<strong>Presidente:</strong> Laura Andina   +39 347 1670912<br />
<strong>Vicepresidente:</strong> Anna Maria Marocci +39 349 2726158<br />
<strong>Rappresentante UGS:</strong> Alessandro Ganahl +39 3312189058</p>
<p><strong>Iscrizione entro il 31 Marzo 2026</strong></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div></div></div><div id="panel-26055-0-0-2" class="so-panel widget widget_wpforms-widget wpforms-widget" data-index="2" ><div class="wpforms-container wpforms-container-full" id="wpforms-25975"><form id="wpforms-form-25975" class="wpforms-validate wpforms-form" data-formid="25975" method="post" enctype="multipart/form-data" action="/tag/cultura-svizzera/feed/" data-token="1d0af98af5b699b15908de959da2989f" data-token-time="1778553312"><noscript class="wpforms-error-noscript">Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.</noscript><div class="wpforms-field-container"><div id="wpforms-25975-field_2-container" class="wpforms-field wpforms-field-name" data-field-id="2"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_2">Nome e Cognome <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_2" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][2]" required></div><div id="wpforms-25975-field_3-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="3"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_3">Istituzione <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_3" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][3]" required></div><div id="wpforms-25975-field_9-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="9"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_9">Carica <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_9" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][9]" required></div><div id="wpforms-25975-field_10-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="10"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_10">Indirizzo <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_10" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][10]" required></div><div id="wpforms-25975-field_5-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="5"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_5">CAP - Città - Provincia <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_5" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][5]" required></div><div id="wpforms-25975-field_12-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="12"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_12">Data di nascita (Solo per attività UGS)</label><input type="text" id="wpforms-25975-field_12" class="wpforms-field-large" name="wpforms[fields][12]" ></div><div id="wpforms-25975-field_23-container" class="wpforms-field wpforms-field-radio" data-field-id="23"><label class="wpforms-field-label">Membro UGS <span class="wpforms-required-label">*</span></label><ul id="wpforms-25975-field_23" class="wpforms-field-required"><li class="choice-1 depth-1"><input type="radio" id="wpforms-25975-field_23_1" name="wpforms[fields][23]" value="SI" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_23_1">SI</label></li><li class="choice-2 depth-1"><input type="radio" id="wpforms-25975-field_23_2" name="wpforms[fields][23]" value="NO" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_23_2">NO</label></li></ul></div><div id="wpforms-25975-field_22-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="22"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_22">Telefono/Cellulare <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_22" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][22]" required></div><div id="wpforms-25975-field_6-container" class="wpforms-field wpforms-field-email" data-field-id="6"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_6">Email <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="email" id="wpforms-25975-field_6" class="wpforms-field-large wpforms-field-required" name="wpforms[fields][6]" spellcheck="false" required></div><div id="wpforms-25975-field_15-container" class="wpforms-field wpforms-field-textarea" data-field-id="15"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_15">Altri partecipanti (specificare nome e cognome)</label><textarea id="wpforms-25975-field_15" class="wpforms-field-medium" name="wpforms[fields][15]" ></textarea></div><div id="wpforms-25975-field_21-container" class="wpforms-field wpforms-field-radio" data-field-id="21"><label class="wpforms-field-label">Intolleranze alimentari <span class="wpforms-required-label">*</span></label><ul id="wpforms-25975-field_21" class="wpforms-field-required"><li class="choice-1 depth-1"><input type="radio" id="wpforms-25975-field_21_1" name="wpforms[fields][21]" value="SI" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_21_1">SI</label></li><li class="choice-2 depth-1"><input type="radio" id="wpforms-25975-field_21_2" name="wpforms[fields][21]" value="NO" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_21_2">NO</label></li></ul></div><div id="wpforms-25975-field_18-container" class="wpforms-field wpforms-field-number" data-field-id="18"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_18">Numero partecipanti <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="number" id="wpforms-25975-field_18" class="wpforms-field-medium wpforms-field-required" name="wpforms[fields][18]" step="any" required><div class="wpforms-field-description">I giovani UGS fino a 29 anni e i giovani fino ai 25 anni sono iscritti gratuitamente e invitati alla cena ufficiale da parte del Collegamento.

I prezzi sotto elencati vanno moltiplicati per il numero dei partecipanti al fine di predisporre il pagamento da inviare con bonifico come descritto.</div></div><div id="wpforms-25975-field_20-container" class="wpforms-field wpforms-field-checkbox" data-field-id="20"><label class="wpforms-field-label">Attività <span class="wpforms-required-label">*</span></label><ul id="wpforms-25975-field_20" class="wpforms-field-required"><li class="choice-1 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_20_1" name="wpforms[fields][20][]" value="Iscrizione al Congresso * - 40€" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_20_1">Iscrizione al Congresso * - 40€</label></li><li class="choice-2 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_20_2" name="wpforms[fields][20][]" value="Pranzo - 35€" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_20_2">Pranzo - 35€</label></li><li class="choice-3 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_20_3" name="wpforms[fields][20][]" value="Cena Ufficiale - 80€" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_20_3">Cena Ufficiale - 80€</label></li><li class="choice-4 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_20_4" name="wpforms[fields][20][]" value="UGS 30-35 anni - 40€" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_20_4">UGS 30-35 anni - 40€</label></li><li class="choice-5 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_20_5" name="wpforms[fields][20][]" value="Visita guidata del centro storico di Bologna - 30€" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_20_5">Visita guidata del centro storico di Bologna - 30€</label></li><li class="choice-6 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_20_6" name="wpforms[fields][20][]" value="Pranzo presso il ristorante “La Mela” - 30€" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_20_6">Pranzo presso il ristorante “La Mela” - 30€</label></li></ul><div class="wpforms-field-description">* Il costo dell'iscrizione al Congresso è obbligatorio</div></div><div id="wpforms-25975-field_27-container" class="wpforms-field wpforms-field-text" data-field-id="27"><label class="wpforms-field-label" for="wpforms-25975-field_27">Totale - I prezzi vanno moltiplicati per il numero dei partecipanti. <span class="wpforms-required-label">*</span></label><input type="text" id="wpforms-25975-field_27" class="wpforms-field-medium wpforms-field-required" name="wpforms[fields][27]" required></div><div id="wpforms-25975-field_7-container" class="wpforms-field wpforms-field-checkbox" data-field-id="7"><label class="wpforms-field-label">Previa lettura dell&#039;informativa <span class="wpforms-required-label">*</span></label><ul id="wpforms-25975-field_7" class="wpforms-field-required"><li class="choice-1 depth-1"><input type="checkbox" id="wpforms-25975-field_7_1" name="wpforms[fields][7][]" value="Autorizzo il trattamento dei dati personali ex Regolamento UE n. 2016/679 &quot;GDPR&quot;" required ><label class="wpforms-field-label-inline" for="wpforms-25975-field_7_1">Autorizzo il trattamento dei dati personali ex Regolamento UE n. 2016/679 "GDPR"</label></li></ul><div class="wpforms-field-description">*  <a href="https://gazzettasvizzera.org/informativa-sulla-privacy/">INFORMATIVA SULLA PRIVACY</a>  

</div></div></div><!-- .wpforms-field-container --><div class="wpforms-submit-container" ><input type="hidden" name="wpforms[id]" value="25975"><input type="hidden" name="page_title" value="cultura svizzera"><input type="hidden" name="page_url" value="https://gazzettasvizzera.org/tag/cultura-svizzera/feed/"><input type="hidden" name="url_referer" value="https://gazzettasvizzera.org/tag/cultura-svizzera/"><button type="submit" name="wpforms[submit]" id="wpforms-submit-25975" class="wpforms-submit" data-alt-text="Invio in corso..." data-submit-text="Invia" aria-live="assertive" value="wpforms-submit">Invia</button></div></form></div>  <!-- .wpforms-container --></div><div id="panel-26055-0-0-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="3" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26055-0-0-3" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Programma Provvisorio</h3>
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<h2>SABATO, 9 MAGGIO 2026 - Hotel Royal Carlton, Via Montebello 8 - Bologna</h2>
<p><strong>09.30   </strong>Apertura registrazione partecipanti</p>
<p><strong>10.00   </strong>Assemblea Generale Ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia</p>
<p><strong>10.00   </strong>Assemblea Unione Giovani Svizzeri (UGS)</p>
<p><strong>11.00   </strong>Assemblea Generale Ordinaria della Associazione Gazzetta Svizzera</p>
<p><strong>12.30   </strong>Lunch</p>
<p><strong>14.00   </strong>Inizio Congresso</p>
<h3>L’ANNO CHE VERRÀ: GESTIONE AMBIENTALE E CULTURA TRA I CANALI DI BOLOGNA E LE ALPI DELLA SVIZZERA</h3>
<ul>
<li>Benvenuto e saluti istituzionali italiani e svizzeri</li>
<li>Dialogo sull’ambiente e le acque</li>
</ul>
<p><strong>Pausa caffè</strong></p>
<ul>
<li>Dialogo sul cinema</li>
<li>Presentazione Circolo Svizzero di Bologna Modena e Reggio Emilia</li>
<li>Presentazione Congresso 2027 a Torino</li>
</ul>
<p><strong>18.00</strong>   Fine Congresso</p>
<p><strong>20.30   Cena Ufficiale con Jacques Durussel</strong></p>
<p><strong>              </strong>Hotel Royal Carlton, Via Montebello 8 - Bologna</p>
<p><strong>22.00   Serata Unione Giovani Svizzeri</strong></p>
<h2>DOMENICA, 10 MAGGIO 2026</h2>
<p><strong>10.00</strong>   Visita guidata della città di Bologna</p>
<p><strong>12.30</strong>   Pranzo presso trattoria “La Mela”, centro storico</p>
<p><strong>15.00</strong>   Termine del Congresso</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div></div></div><div id="panel-26055-0-0-4" class="so-panel widget widget_siteorigin-panels-builder panel-last-child" data-index="4" ><div id="pl-w6970037a5d2a0"  class="panel-layout" ><div id="pg-w6970037a5d2a0-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-w6970037a5d2a0-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w6970037a5d2a0-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-w6970037a5d2a0-0-0-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Alberghi</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>STANZE</strong> <strong>E</strong> <strong>TARIFFE</strong> <strong>RISERVATE<br />
</strong>Esclusa tassa di soggiorno euro 7,00</p>
<h2>1. Art Hotel Orologio**** (ZTL)</h2>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Piazzetta Giorgio Guazzaloca 10 C<br />
<strong>Telefono:</strong> +39 051 745 7411<br />
https://www.art-hotel-orologio.com/<br />
Per visualizzare la tariffa finale inserire il codice sconto15% : CHCONGRESS</p>
<p>Camera DUS: € 285,00<br />
Camera matrimoniale/doppia: € 302,00 a camera<br />
Camera quadrupla: €338,00</p>
<p><strong>Parcheggio</strong>: Parking Staveco 16 min a piedi</p>
<h2>2. Ospitalità San Tommaso*** (ZTL)</h2>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Via San Domenico 1<br />
<strong>Telefono:</strong> +39 051 656 4811</p>
<p>http://www.ospitalitasantommaso.com/wp/<br />
Camera singola: € 70,00</p>
<p>Camera doppia piccola: € 100,00<br />
Camera doppia grande: € 120,00</p>
<p><strong>Parcheggio</strong>: Parking Staveco 7 min a piedi</p>
<p><strong>OFFERTA ENTRO il 31.03.2026</strong></p>
<h2>3. Hotel Palace Bologna*** (ZTL)</h2>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Via Monte Grappa 9/2<br />
<strong>Telefono:</strong> +39 051 237 442</p>
<p>https://www.hotelpalacebologna.com/<br />
Le tariffe dell’Hotel Palace sono valide per soggiorni minimi di due notti. arrivo 08/05/2026 – partenza 10/05/2026</p>
<p>Camera singola: € 83,00<br />
Camera DUS: € 105,00<br />
Camera matrimoniale/doppia: € 125,00 a camera</p>
<p><strong>Distanza a piedi da Hotel Carlton: 12 min</strong></p>
<h2>4. Hotel Royal Carlton Bologna****</h2>
<p><strong>Indirizzo:</strong> Via Montebello, 8<br />
<strong>Telefono:</strong> +39 051 249361<br />
http://www.royalhotelcarltonbologna.com/</p>
<p>Camera DUS: € 189,00<br />
Camera matrimoniale/doppia: €209,00 a camera</p>
<p><strong>Parcheggio:</strong> garage interno con accesso diretto da Via Milazzo 6 (ideale per evitare ZTL)</p>
<p>tariffa: euro 2,50 all'ora, euro 26/28,00 tariffa massima per 24 ore per gli ospiti che pernottano.</p>
<p><strong>OFFERTA ENTRO il 31.03.2026</strong></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-w6970037a5d2a0-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w6970037a5d2a0-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-w6970037a5d2a0-0-1-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Come Arrivare</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<h2><strong>IN AUTO</strong></h2>
<p><strong>AUTOSTRADA<br />
</strong>Uscita Fiera per arrivare in centro a Bologna senza dover attraversare la zona ZTL.</p>
<p><strong>PARCHEGGI</strong></p>
<ul>
<li>Parcheggio Piazza VIII Agosto, Bologna</li>
<li>Parcheggio Staveco – Viale Enrico Panzacchi 10, Bologna</li>
<li>Parcheggio zona Ztl: Garage Farini – Vicolo San Damiano 3/3°, tel 051 266086</li>
</ul>
<p><strong>ZONA ZTL</strong></p>
<p>il permesso ticket ZTL temporaneo costa €6,00. Inserire i propri dati e targa vettura sul sito:</p>
<p><em>https://rendicontazione.sostapiu.cloud/portale/rinnovi/bomob/ </em></p>
<h2><em><br />
</em><span style="text-decoration: underline;">IN AEREO</span></h2>
<p>Aeroporto Guglielmo Marconi -Via del Triumvirato 84, 40132 Borgo Panigale, Bologna<br />
Collegamento tram veloce Marconi Express con Stazione Centrale (ultimo stop): https://www.marconiexpress.it/</p>
<h2>IN TRENO</h2>
<p>BOLOGNA CENTRALE il Royal Carlton dista 400 m dall’ Uscita Piazza Medaglie D’oro</p>
<p>Tariffa speciale su treni Italo in <strong>1^Classe</strong>, sconto applicato alla tariffa Flex (escluse tariffe economy Low Cost) riceverai un preventivo compilando il seguente form: https://www.bolognawelcome.com/it/informazioni/offerte-treni</p>
<p>Specifica nelle note che parteciperai al “Congresso del Collegamento Svizzero in Italia”</p>
<h2>TAXI</h2>
<p>CONSORZIO RADIO TAXI CAB 051 4590 ; via sms e whatsup +39 320 2041047<br />
TAXI COTABO  tel  051 372727<br />
AUTO SACA tel 051 6349400<br />
AUTO COSEPURI tel 051 519090</p>
</div>
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	<h4>Collegamento Svizzero in Italia</h4>
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		<title>Paléo Festival di Nyon, il miglior festival europeo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/paleo-festival-nyon-miglior-festival-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 15:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/concerto-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Durante gli European Festival awards di quest’anno è arrivata la consacrazione: l’associazione europea dei festival Yourope, che premia i migliori festival d’Europa per qualità della programmazione, accoglienza e dei valori intrinsechi allo spettacolo, ha incoronato la manifestazione elvetica la migliore del continente. La magia si rinnova ogni estate a Nyon, Canton Vaud, davanti alla meravigliosa</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/paleo-festival-nyon-miglior-festival-europeo/">Paléo Festival di Nyon, il miglior festival europeo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/concerto-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26038"  class="panel-layout" ><div id="pg-26038-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26038-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26038-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Durante gli European Festival awards di quest’anno è arrivata la consacrazione: l’associazione europea dei festival Yourope, che premia i migliori festival d’Europa per qualità della programmazione, accoglienza e dei valori intrinsechi allo spettacolo, ha incoronato la manifestazione elvetica la migliore del continente.</p>
<p>La magia si rinnova ogni estate a Nyon, Canton Vaud, davanti alla meravigliosa cornice del Lago Lemano, dove centinaia di migliaia di persone vengono accolte da tutto il mondo per ballare e vivere un’esperienza indimenticabile lungo l’arco di sei intensi giorni di programmazione.</p>
<p>Per capire come ci si sia arrivati però bisogna tornare alla genesi del festival, indietro di mezzo secolo. Nel 1976, l’avventura comincia con un nome che dice tutto: “First Folk Festival”. Niente praterie oceaniche, niente mega-schermi: si parte da una sala comunale, con circa 1’800 spettatori e un’energia da scommessa collettiva. A metterla in moto è un’associazione culturale no-profit, Paléo Arts &amp; Spectacles, nata dall’esperienza di un club che organizzava concerti e che a un certo punto decide di alzare l’asticella: non più singole serate, ma un appuntamento vero, ripetibile, riconoscibile.</p>
<p>Negli anni successivi, il festival cresce e cambia pelle. Dal 1977 alla fine degli anni Ottanta si sposta all’aperto, a Colovray, vicino al lago: due palchi, un pubblico in aumento, un’identità che si allarga oltre il folk. Tuttavia la svolta arriva durante l’estate del 1990 e coincide con il trasferimento alla Plaine de l’Asse, l’area che oggi è sinonimo stesso di Paléo. È un cambio di scala e di ambizione: la geografia permette di pensare in grande e, da lì in avanti, la traiettoria è quella di un festival che non vuole più essere una bella iniziativa locale, ma un punto fermo europeo.</p>
<p>C’è un dettaglio che spesso sfugge, ma che spiega molto: Paléo non è mai stato soltanto “concerti”. Con il tempo si è aperto a generi diversi e a forme di spettacolo che in un festival rock tradizionale sarebbero accessorie: arti di strada, circo, scenografie, aree tematiche. L’idea è semplice e ambiziosa: far sì che chi entra non compri un biglietto per un artista, ma per un’esperienza. Oggi l’organizzazione parla di centinaia di concerti e spettacoli, più palchi e un pubblico che si misura nell’ordine delle centinaia di migliaia nell’arco della settimana — numeri che non stanno in piedi da soli, se dietro non c’è un’architettura culturale pensata con metodo.</p>
<p>In questa evoluzione, alcune scelte raccontano più di molte statistiche. Una, in particolare, è il “Village du Monde”: un’area dedicata ogni anno a una regione del mondo, con musica, incontri e cucina come strumenti di conoscenza. Non è folklore da cartolina; è un modo per ricordare che l’idea di “aperto” non riguarda solo l’aria, ma anche la testa e di come Paléo continui a usare la programmazione come racconto e ne abbia fatto il suo fil rouge.</p>
<p>La storia del Paléo è anche una storia di persone — e qui il nome è inevitabile: Daniel Rossellat, fondatore e figura-chiave fin dall’inizio. In Svizzera siamo giustamente diffidenti verso le mitologie personali; però è difficile negare che, in questo caso, una visione individuale abbia avuto un ruolo determinante nel trasformare un esperimento giovanile in un’istituzione culturale.</p>
<p>Se il passato spiega la crescita, il presente racconta la direzione. E qui Paléo non fa sconti: la sostenibilità non è più un’aggiunta “verde”, è una linea strategica. Dal 2006 il festival dichiara l’uso di energia elettrica 100% rinnovabile e locale, con audit e misure di riduzione dei consumi. Negli ultimi anni ha anche cercato certificazioni e verifiche esterne: un audit indipendente condotto da A Greener Future (AGF) ha analizzato dati su rifiuti, energia, cibo e mobilità, evidenziando l’impostazione strutturata della politica ambientale.</p>
<p>Ma la notizia che più colpisce riguarda il 2026: il festival annuncia una propria “fattoria solare” adiacente al sito, con 261 pannelli e una produzione stimata oltre i 100’000 kWh annui, dichiarando che coprirà circa metà del fabbisogno elettrico di un’edizione. È un progetto iniziato nel 2023, completato nel 2025 e operativo dal gennaio 2026, pensato come circuito energetico locale con benefici anche per il quartiere in caso di surplus. Tradotto: non solo ridurre l’impatto, ma investire in infrastruttura.</p>
<p>Da giovane svizzero che vive in Italia, mi rendo conto che Paléo è anche un pezzo di identità esportabile. Non perché tutti debbano amarlo, i festival non sono un dovere civico, ma perché condensa alcune caratteristiche del Paese in una forma sorprendentemente pop: l’idea che la qualità non sia elitismo, che l’apertura culturale si costruisca e non si improvvisi, e che persino la festa possa diventare laboratorio di mobilità, energia, convivenza, sicurezza. La parte più interessante, forse, è proprio questa: Paléo è un evento effimero che lascia tracce stabili. In un’epoca in cui le grandi manifestazioni rischiano di essere solo consumo di intrattenimento, qui c’è ancora l’ambizione e la responsabilità di fare comunità.</p>
<p>In fondo, il segreto non è che per sei giorni la Svizzera balli. Il segreto è che lo faccia senza smettere di pensare al giorno dopo. E, onestamente, è un’idea che potremmo esportare ovunque, non solo oltreconfine.</p>
<p><em>Alessandro Ganahl</em></p>
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		<item>
		<title>Le scuole svizzere all’estero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/scuole-svizzere-estero-educationsuisse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 19:19:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
		<category><![CDATA[cultura svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[diplomati Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[formazione bilingue]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/educationsuisse2-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero. Attualmente, le scuole svizzere all’estero e la loro organizzazione ombrello devono preoccuparsi maggiormente del proprio futuro. Le misure di risparmio proposte dalla Confederazione ne mettono a rischio l'esistenza in tutto il mondo. Le 17 scuole svizzere all'estero riconosciute</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/scuole-svizzere-estero-educationsuisse/">Le scuole svizzere all’estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/educationsuisse2-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25683"  class="panel-layout" ><div id="pg-25683-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25683-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25683-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Le scuole svizzere all’estero offrono istruzione bilingue, cultura e valori svizzeri, sostenute da educationsuisse e dai Cantoni.</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</strong></p>
<p>Attualmente, le scuole svizzere all’estero e la loro organizzazione ombrello devono preoccuparsi maggiormente del proprio futuro. Le misure di risparmio proposte dalla Confederazione ne mettono a rischio l'esistenza in tutto il mondo.</p>
<p>Le 17 scuole svizzere all'estero riconosciute dalla Confederazione si trovano in dieci Paesi distribuiti su tre continenti. Sono state fondate dalle comunità svizzere all'estero presenti in loco. Oggi, la legge sulle scuole svizzere all'estero stabilisce i criteri per il riconoscimento delle stesse. All'interno dell'Amministrazione federale, l'Ufficio federale della cultura è responsabile del dossier delle scuole svizzere all'estero e del calcolo dei relativi contributi di sovvenzione. Ogni scuola è patrocinata da un Cantone che fornisce consulenza e supervisione pedagogica.</p>
<p>I <strong>compiti delle scuole svizzere all'estero</strong> non comprendono solo l'insegnamento bilingue secondo il piano di studio svizzero, ma anche la promozione della cultura svizzera e il sostegno per rafforzare il legame dei giovani svizzeri all'estero con la Svizzera. Le scuole devono inoltre essere luoghi di incontro multiculturali.</p>
<p>Heinz Rhyn, presidente di educationsuisse, ribadisce:<em> «Chi frequenta una scuola svizzera all'estero non solo beneficia della qualità della scuola e dell'insegnamento conforme al programma e ai requisiti svizzeri, ma impara anche diverse lingue e conosce culture diverse. I valori svizzeri e l’ampliamento degli orizzonti, l’innovazione e la creazione di reti, la costruzione di ponti e il rafforzamento della comunità: questo è ciò che gli studenti imparano nelle scuole svizzere oltre ad acquisire le competenze scolastiche. I diplomi delle scuole svizzere sono riconosciuti a tutti i livelli. Chi consegue la maturità può quindi anche iscriversi alle università svizzere.»</em></p>
<p>Dalla sua fondazione, <strong>l'organizzazione ombrello educationsuisse</strong> si è trasformata in un punto di riferimento centrale nella rete delle scuole e nella rappresentanza degli interessi nei confronti delle autorità e della politica in Svizzera. I suoi compiti principali comprendono la promozione e il collegamento in rete delle scuole, la consulenza e il sostegno ad alunni/alunne di queste scuole e, in generale, giovani svizzeri/svizzere all'estero nella ricerca di una formazione post-obbligatoria in Svizzera. educationsuisse è anche datrice di lavoro di insegnanti svizzeri nelle scuole svizzere in Europa.</p>
<p>Finanziate in gran parte dai contributi dei genitori, le scuole svizzere sono ambasciatrici della Svizzera nel Paese ospitante, in quanto trasmettono l'istruzione e i valori svizzeri e rafforzano i legami tra la Svizzera e l'estero. Questa presenza consolidata nel tempo sarebbe messa a repentaglio dalla drastica riduzione delle sovvenzioni. Inoltre, il lavoro di networking e di sviluppo svolto nel corso di decenni verrebbe vanificato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le scuole svizzere all’estero</p>
<h3>Brasile</h3>
<ul>
<li>Escola Suíço-Brasileira de São Paulo</li>
<li>Colégio Suíço-Brasileiro, Curitiba</li>
</ul>
<h3>Cile</h3>
<ul>
<li>Colegio Suizo de Santiago</li>
</ul>
<h3>Cina</h3>
<ul>
<li>Swiss School Beijing</li>
</ul>
<h3>Italia</h3>
<ul>
<li>Scuola Svizzera Bergamo</li>
<li>Scuola Svizzera Catania</li>
<li>Scuola Svizzera di Roma</li>
<li>Scuola Svizzera Rahn Education Milano</li>
</ul>
<h3>Colombia</h3>
<ul>
<li>Colegio Helvetia, Bogotá</li>
</ul>
<h3>Messico</h3>
<ul>
<li>Colegio Suizo de México – Campus México CDMX</li>
<li>Colegio Suizo de México – Campus Cuernavaca</li>
<li>Colegio Suizo de México – Campus Querétaro</li>
</ul>
<h3>Perù</h3>
<ul>
<li>Colegio Pestalozzi, Lima</li>
</ul>
<h3>Singapore</h3>
<ul>
<li>Swiss School in Singapore</li>
</ul>
<h3>Spagna</h3>
<ul>
<li>Colegio Suizo de Madrid</li>
<li>Escuela Suiza de Barcelona</li>
</ul>
<h3>Tailandia</h3>
<ul>
<li>RIS Swiss Section – Deutschsprachige Schule Bangkok</li>
</ul>
<h3>Organizzazione ombrello</h3>
<p>educationsuisse, <a href="http://www.educationsuisse.ch">www.educationsuisse.ch</a></p>
<p><strong>educationsuisse è l'organizzazione ombrello delle 17 scuole svizzere all’estero riconosciute dalla Confederazione Svizzera. </strong><strong>educationsuisse</strong><strong> consiglia e sostiene giovani svizzere e svizzeri all’estero, come anche studentesse/studenti di una scuola svizzera all’estero, che desiderano seguire una formazione in Svizzera.</strong></p>
<h3>Contatto</h3>
<p><em>Ruth Von Gunten</em><strong><br />
</strong></p>
<p>educationsuisse - scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
</div>
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	<p>Visita di una delegazione di educationsuisse alla Scuola Svizzera di Bergamo nel marzo di quest'anno.</p>
<p>Da sinistra a destra: Serge Künzler, direttore educationsuisse; Giuditta Lodetti-Brazzola, membro del consiglio Scuola svizzera Bergamo; Heinz Rhyn, presidente educationsuisse; Elena Legler Donadoni, presidente Scuola svizzera Bergamo; Rita Sauter, direttrice Scuola svizzera Bergamo</p>
</div>
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	<p>Insegnamento secondo il piano di studio svizzero: gli esempi di Barcellona e Lima</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Un’estate indimenticabile per i giovani svizzeri all’estero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/unestate-indimenticabile-per-i-giovani-svizzeri-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 19:02:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Swisscommunity]]></category>
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		<category><![CDATA[OSE]]></category>
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		<category><![CDATA[SwissCommunity]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=25561</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/10/Revue_2504_Jugenddienst_Terrasse-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I campi estivi 2025 dell’OSE hanno offerto ai giovani dai 15 ai 18 anni un’esperienza unica nel cuore della Svizzera – incontri, natura e puro divertimento all’insegna dell’avventura. Come ogni anno dal 1934, l’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSEa) ha organizzato diversi campi estivi nelle quattro regioni linguistiche del Paese. I partecipanti provenienti da tutto il</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/unestate-indimenticabile-per-i-giovani-svizzeri-allestero/">Un’estate indimenticabile per i giovani svizzeri all’estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/10/Revue_2504_Jugenddienst_Terrasse-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25561"  class="panel-layout" ><div id="pg-25561-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25561-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25561-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Campi estivi OSE 2025: un’estate di amicizia e scoperta per i giovani svizzeri</h3>
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	<p>I campi estivi 2025 dell’OSE hanno offerto ai giovani dai 15 ai 18 anni un’esperienza unica nel cuore della Svizzera – incontri, natura e puro divertimento all’insegna dell’avventura.</p>
<p>Come ogni anno dal 1934, l’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSEa) ha organizzato diversi campi estivi nelle quattro regioni linguistiche del Paese. I partecipanti provenienti da tutto il mondo hanno avuto l’opportunità di scoprire la diversità culturale e geografica della Svizzera. Nonostante il tempo fosse variabile quanto le attività, l’atmosfera è rimasta sempre positiva.</p>
<p><strong>Julia dalla Francia racconta:</strong></p>
<p>«<em>Ho passato momenti incredibili. Ho conosciuto persone meravigliose che non dimenticherò mai. Insieme abbiamo vissuto momenti indimenticabili, come escursioni con panorami mozzafiato. Porterò questi ricordi per sempre nel cuore.</em>»</p>
<p><strong>José dalla Spagna aggiunge:</strong></p>
<p>«<em>Al campo estivo ho fatto esperienze fantastiche e conosciuto persone nuove da tutto il mondo. Ho apprezzato anche la cultura svizzera e imparato molte cose nuove su di essa</em>.»</p>
<p><strong>Beatrice dalla Germania ci confida:</strong></p>
<p>«<em>Al campo, durante la cena internazionale, non solo abbiamo conosciuto altre culture, ma abbiamo anche scoperto molto sulla Svizzera. Il 1° agosto abbiamo giocato a minigolf, un’invenzione svizzera, e gustato una fondue. Abbiamo trascorso insieme un’indimenticabile ultima serata. È stato davvero bello conoscere coetanei da tutto il mondo in luoghi così pacifici, sia in campagna sia in città vivaci come Losanna e Lucerna</em>.»</p>
<p><strong>Mariane dal Brasile dice:</strong></p>
<p>«<em>Il campo estivo a Sainte-Croix è stata la migliore esperienza che abbia mai vissuto in Svizzera. Non dimenticherò mai le escursioni, le attività sportive, le chiacchierate con nuovi amici, i falò e soprattutto la cucina durante la cena internazionale. È stato davvero divertente incontrare giovani da tutto il mondo e fare nuove amicizie</em>.»</p>
<p>Tutte le offerte del Servizio Giovani sono disponibili su: www.gazzetta.link/campi. Per ulteriori informazioni, il Servizio Giovani è a vostra disposizione.</p>
<p><strong>MARIE BLOCH, RESPONSABILE DEL SERVIZIO GIOVANI DELL’OSE</strong></p>
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	<p><em>Immersi tra laghi e montagne, una visita al Castello di Meggenhorn a Lucerna. </em><em>Foto ZVG</em></p>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		<title>Editoriale Maggio 2025</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-maggio-2025-gazzetta-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 19:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Christa Rigozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamento Lecce]]></category>
		<category><![CDATA[cultura svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta Svizzera]]></category>
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		<category><![CDATA[San Gottardo]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera all’estero]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzeri in Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/geninazziangelo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori il frenetico ritmo politico con elezioni e votazioni, in questo 2025 ha mollato un po’ la presa. Per il termine di votazioni di maggio, il Consiglio federale non ha fissato alcun tema, e dunque i cittadini saranno chiamati in causa, rispettivamente alle urne, solo in settembre. Questo concede margine alla redazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/editoriale-maggio-2025-gazzetta-svizzera/">Editoriale Maggio 2025</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/geninazziangelo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25095"  class="panel-layout" ><div id="pg-25095-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25095-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25095-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>il frenetico ritmo politico con elezioni e votazioni, in questo 2025 ha mollato un po’ la presa. Per il termine di votazioni di maggio, il Consiglio federale non ha fissato alcun tema, e dunque i cittadini saranno chiamati in causa, rispettivamente alle urne, solo in settembre. Questo concede margine alla redazione di Gazzetta per presentare realtà svizzere attorno alle quali la sua popolazione si identifica. Ne è un esempio la Rega, il soccorso dal cielo che ogni anno effettua quasi 20'000 interventi, di cui molti spettacolari. Figura tra i marchi più amati della popolazione e merita una presentazione anche ai concittadini all’estero. Anche il massiccio del San Gottardo fa parte del DNA della popolazione svizzera e una fondazione ne valorizza storia e contenuti. Chissà che in vista di una rimpatriata estiva qualche lettore non si fermi sulla cima del Passo e si lasci coinvolgere dalle numerose proposte che la Fondazione Sasso San Gottardo ha sviluppato nel corso degli ultimi anni.</p>
<p>Un altro “mito svizzero”? Sicuramente Christa Rigozzi, la ticinese che ha conquistato il titolo di Miss Svizzera 2006 e da allora è diventata ambasciatrice in tutto il paese della cultura latina della nostra nazione. Insomma, gli sforzi della Gazzetta si concentrano a portare un po’ di Svizzera nelle case dei concittadini in Italia. In attesa di riportare ampiamente nel prossimo numero del Congresso del Collegamento di Lecce, cogliamo l’occasione per augurare una buona lettura.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi<br />
</em></p>
</div>
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		<title>Max Frisch “Homo Faber”</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/max-frisch-homo-faber/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 17:11:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Homo Faber]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/Max-Frisch-portrait-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Di Max Frisch ci sarebbero innumerevoli libri di cui consigliare caldamente la lettura. Stavolta scegliamo questo romanzo tascabile di poco prezzo e di misurate pagine (176), scritto nel 1959 e ristampato più volte, sia in tedesco originale sia nella traduzione italiana di Aloisio Rendi per Feltrinelli (prima edizione 1959 nella collana “Narrativa” e via via</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/max-frisch-homo-faber/">Max Frisch “Homo Faber”</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		><h3 class="widget-title">Scrittori svizzeri: Alla scoperta di un libro</h3>
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	<p>Di Max Frisch ci sarebbero innumerevoli libri di cui consigliare caldamente la lettura. Stavolta scegliamo questo romanzo tascabile di poco prezzo e di misurate pagine (176), scritto nel 1959 e ristampato più volte, sia in tedesco originale sia nella traduzione italiana di Aloisio Rendi per Feltrinelli (prima edizione 1959 nella collana “Narrativa” e via via fino alla settima edizione riveduta del 2010 nella “Universale Economica”, ristampato anche di recente nel 2019 in una nuova traduzione di Margherita Carbonaro), e lasciamoci attrarre innanzitutto dalla presentazione in quarta di coperta. Che spiega solo l’essenziale, scopre quanto basta della trama per stimolare l’interesse del lettore, e soprattutto non rivela gli sviluppi più cruciali della storia e i colpi di scena narrativi, sempre più incalzanti verso la conclusione del romanzo. Cosa che farò anch’io.</p>
<p>Tutto inizia con un viaggio. In verità, l’intera storia è un continuo viaggio. Ma non picaresco, bensì iniziatico: per il protagonista che dà il titolo al romanzo e tuttavia anche per il lettore che si lasci accompagnare e avvincere dalle vicende personali di Walter Faber.</p>
<p>Ecco l’incipit (tutte le citazioni sono nella valente traduzione di Aloisio Rendi):</p>
<p><em>“Partimmo dal La Guardia, New York, con tre ore di ritardo, a causa di tempeste di neve. Il nostro apparecchio era un Super-Constellation, come sempre su questa linea. Mi sistemai subito per dormire, era notte. Aspettammo altri quaranta minuti sulla pista, neve davanti ai fari, neve asciutta e leggera, mulinelli sulla pista, ma a rendermi nervoso e ad impedirmi di addormentarmi subito non fu il giornale che distribuiva la hostess, la notizia FIRST PICTURES OF WORLD’S GREATEST CRASH IN NEVADA l’avevo già letta a mezzogiorno, ma semplicemente la vibrazione dell’apparecchio fermo coi motori accesi – e poi il giovane tedesco accanto a me, che mi diede subito nell’occhio, non so perché dava nell’occhio togliendosi il soprabito, sedendosi e tirando su la piega dei pantaloni al ginocchio e anche non facendo niente, semplicemente aspettando come tutti noi la partenza, seduto al suo posto, un biondo di pelle rosea, che subito si presentò, prima ancora che s’allacciassero le cinture. Il nome non l’avevo afferrato, i motori rombavano, uno dopo l’altro, nella prova a tutto gas –  </em><em>Ero stanco morto. </em><em>Ivy m’aveva imbottito la testa per tre ore, mentre aspettavamo l’apparecchio in ritardo, sebbene sapesse che per principio non mi sposo. </em><em>Ero contento di essere solo.”</em></p>
<p>Prima pagina del libro e Frisch si mostra subito mirabile narratore. Presenta uno stile preciso, dettagliato, ricco di constatazioni succinte ma efficacemente visive. Ci coinvolge subito nella situazione, tanto da farci sentire seduti accanto a lui sull’aereo in partenza. Spiega in poche righe chi è il protagonista e qual è la sua indole: un uomo attento, pignolo, pratico, insofferente. E abbozza altri due personaggi importanti della storia che seguirà: un passeggero fastidioso, che si rivelerà fondamentale nel prosieguo delle vicende, e una certa Ivy, di cui parlerà più a lungo in seguito.</p>
<p>Ciò che colpisce <em>tout court</em> è senz’altro il suo carattere, «<em>contento di essere solo</em>». E poi quel drastico «<em>per principio non mi sposo</em>», teso a escludere subito qualsiasi storia d’amore a lieto fine. Un’affermazione che sarà invece sconfessata da un altro, successivo, incontro casuale. Questa volta con una giovane donna, destinata a far crollare inconsapevolmente i dogmi su cui Faber ha costruito e fortificato le proprie scelte esistenziali.</p>
<p><em>“Mi offrì una sigaretta, il mio vicino, ma io presi le mie, sebbene non avessi voglia di fumare, e ringraziai, poi ripresi il giornale, non sentivo bisogno di contatti umani. Ero scortese, può darsi. Avevo dietro di me una settimana faticosa, non un giorno senza riunioni, volevo essere lasciato in pace, gli esseri umani affaticano.”</em></p>
<p>Altri particolari e pochi educati convenevoli, tutto pur di «<em>essere lasciato in pace</em>».</p>
<p>“(…)<em> il tedesco (quando avevo risposto in tedesco al suo inglese scadente, aveva subito capito che sono svizzero) non fu più possibile farlo smettere. Parlò del tempo, quindi del radar, di cui capiva poco; poi attaccò, come tutti i tedeschi dopo la seconda guerra mondiale, con la fratellanza europea.”</em></p>
<p>Nelle pagine seguenti, altri dettagli: precisazioni su chi sia il passeggero molesto accanto a lui, e su chi sia Walter Faber, un (tipico?) svizzero, ordinato, freddo, preciso, riservato, facilmente infastidito, specie dall’approssimazione.</p>
<p><em>“Non so perché mi dava sui nervi, dovevo conoscerla la sua faccia, una faccia molto tedesca. Ci pensai su, ad occhi chiusi, ma inutilmente. Cercai di dimenticare la sua faccia rosea, mi riuscì, e dormii circa sei ore, sovraffaticato com’ero – mi svegliai e tornò a darmi sui nervi.”</em></p>
<p>L’insistenza nella descrizione di uno sconosciuto, apparentemente destinato a essere dimenticato dopo poche pagine, a questo punto dovrebbe destare l’attenzione del lettore. E lo fa benissimo, poiché il puntiglioso osservatore Faber svela una scoperta assai importante ai fini dell’intreccio. Dato che lo sconosciuto, incontrato per caso, non è affatto destinato all’oblio dopo altre pagine.</p>
<p><em>“Nessun tedesco voleva il riarmo, erano i russi che costringevano l’America a farlo, una tragedia, io svizzero (sguizzero, diceva lui) non potevo darne un giudizio perché mai stato nel Caucaso, lui sì, che c’era stato, e li conosceva i russi, che solo con le armi si possono educare. Lui li conosceva i russi! Lo ripeté diverse volte. Che solo con le armi si possono educare! Disse, perché tutto il resto ai russi non gli faceva niente – </em><em>Io sbucciavo la mia mela. </em><em>Distinguere tra razze dominanti e razze inferiori, come faceva la buon’anima di Hitler, naturalmente era assurdo; ma gli asiatici restano asiatici – </em><em>Io mangiavo la mia mela.”</em></p>
<p>Faber non dà giudizi sulle opinioni del compagno di viaggio. Riporta soltanto ciò che dichiara l’intruso. È la mela la cosa più importante in quel momento!</p>
<p><em>“Leggeva il suo romanzo. </em><em>A me i romanzi non dicono niente – neanche i sogni”</em></p>
<p>Un altro squarcio nel ritratto del protagonista. Faber è un materialista disincantato, estremamente concreto, restio alle emozioni, indifferente alle fantasie dei romanzieri e alle vaghezze dei sognatori. Ma non è un superficiale: le sue certezze sono incise a fondo fin nell’animo.</p>
<p><em>“Non credo al destino o alla Provvidenza. Sono un tecnico e perciò abituato a calcolare le probabilità. Perché destino? Ammetto: senza l’atterraggio di fortuna a Tamaulipas (2.IV), tutto sarebbe stato altrimenti; non avrei mai fatto la conoscenza di questo giovane Hencke, non avrei forse mai più sentito parlare di Hanna, non saprei ancor oggi di essere padre. È impossibile immaginare come tutto sarebbe stato diverso senza questo atterraggio forzato a Tamaulipas. Sabeth forse vivrebbe ancora. Non lo nego: che le cose si siano svolte in questo modo, è stato più che una coincidenza, è stata una catena di coincidenze. Ma perché destino? Per accettare l’improbabile come fatto d’esperienza non ho bisogno della mistica; mi basta la matematica.”</em></p>
<p>Altre rivelazioni per il lettore attento a cogliere gli indizi della trama: il cognome del tedesco, il collegamento con una certa Hanna, la possibilità di essere <em>padre</em> inconsapevole, una tal Sabeth che risulta morta ma si rivelerà un personaggio fondamentale del romanzo.</p>
<p>Ci sono dunque un prima e un dopo, e il viaggio sull’aereo che effettuerà un atterraggio di fortuna nelle giungle del Centro America è solo il primo. Ce ne saranno infatti molti altri: a New York (dove riemerge la Ivy citata di sfuggita); di nuovo in Centro America con il tedesco conosciuto per caso poiché fratello di un vecchio amico ai tempi dell’ascesa del nazismo; in Europa a bordo di un transatlantico (sul quale fa la conoscenza della giovane Sabeth, che lo attrarrà misteriosamente); in Italia (Toscana, Umbria e Roma) e in Grecia. Il peregrinare del protagonista è incessante: lo ritroviamo a New York, a Caracas, a Düsseldorf, con tappe a Cuba e a Barcellona.</p>
<p>Ma è in Grecia che i fili dell’affascinante ragnatela con cui Frisch ci cattura e avvince si annodano, per poi spezzarsi tragicamente. Svelando una sequela di radicali cambiamenti nell’<em>Homo</em> Faber a causa del terremoto emotivo che lo travolgerà al termine di tanto vagare. Ogni convinzione, anche la più tenace, suggerisce Frisch, non è affatto al riparo da sorprese e rovinose frane. «<em>Le certezze della tecnologia e della ragione non sono certezze. Ci si può perdere</em>».</p>
<p>Lasciamoci sorprendere, e istruire, da questo formidabile romanzo assai moderno, precursore di tempi ancora più confusi.</p>
<p><em>Fabrizio Pezzoli</em></p>
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		<title>Entusiasti delle avventure in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/entusiasti-delle-avventure-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 21:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Swisscommunity]]></category>
		<category><![CDATA[campi estivi 2024]]></category>
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		<category><![CDATA[Organizzazione degli Svizzeri all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/09/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Cosa passa per la testa dei giovani che si iscrivono a un campo estivo di Organizzazione degli Svizzeri all'estero? Cosa speravano di ottenere da questo viaggio in Svizzera in prossimità della partenza? Lo abbiamo chiesto a loro. Come avete scelto il vostro campo per l'estate 2024? I giovani che abbiamo intervistato hanno dato una vasta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/09/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24286"  class="panel-layout" ><div id="pg-24286-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24286-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24286-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Cosa passa per la testa dei giovani che si iscrivono a un campo estivo di Organizzazione degli Svizzeri all'estero? Cosa speravano di ottenere da questo viaggio in Svizzera in prossimità della partenza? Lo abbiamo chiesto a loro.</p>
<p>Come avete scelto il vostro campo per l'estate 2024? I giovani che abbiamo intervistato hanno dato una vasta gamma di risposte a questa domanda iniziale. Luna, ad esempio, basa la sua decisione sui ricordi più belli: «<em>Il mio primo campo è stato lo ‘Swiss Challenge 2022’, e l'esperienza mi è piaciuta così tanto che ho voluto continuare con i campi giovani</em>». La motivazione di Charles-Antoine, invece, riflette la sua attenzione per il futuro: «<em>Questo campo ha offerto l'opportunità di partecipare al 100° Congresso degli Svizzeri all'estero, un evento cruciale per me in vista dei miei futuri studi in politica</em>». Per Aurelio e Sanja, invece, le date, l'itinerario e il numero di partecipanti sono stati determinanti nella scelta del campo.</p>
<p>E come si sono sentiti quando è stata confermata la loro partecipazione? Aurelio, ad esempio, si è detto felicissimo di aver ricevuto la conferma della sua partecipazione e ha aggiunto: «<em>Dato che sono stati selezionati solo 24 partecipanti per la ‘Swiss Challenge 1’, ho avuto problemi a dormire le notti successive. Non vedo l'ora di scoprire la cultura e le lingue del mio Paese. Sarà emozionante e non vedo l'ora</em>». Luna è altrettanto euforica: «<em>Sono molto grata di avere questa opportunità. È una grande opportunità e anche un sollievo farne parte - insieme, con i miei amici!</em>».</p>
<p>La domanda finale! Quali aspettative, esperienze e pensieri gli intervistati vorrebbero condividere con i futuri partecipanti al campo? Ecco alcune delle loro risposte: «<em>È un'immersione nella nostra cultura svizzera e nelle lingue della Svizzera. Ora vorrei continuare a imparare il francese e iniziare a imparare l'italiano</em>». - «<em>Vorrei imparare a cucinare una ricetta tradizionale svizzera, che potrei poi riprodurre per i miei amici in Thailandia</em>». - «<em>Sono grata per questa fantastica opportunità e non vedo l'ora di essere lì quest'estate! Ci vediamo presto».</em></p>
<p>Charles-Antoine conclude: «<em>Vorrei sottolineare ai nostri lettori l'importanza di questi incontri interculturali e della scoperta del nostro Paese. Partecipare a un campo come questo è un'occasione preziosa per celebrare la nostra identità svizzera, ma allo stesso tempo ci permette di ampliare i nostri orizzonti e di sviluppare un più profondo apprezzamento della ricchezza e della diversità culturale del nostro Paese. È un'esperienza che promette di essere gratificante e memorabile»</em>.</p>
<p>Yannick Actis, Servizio dei Giovani</p>
<p><a href="https://www.gazzetta.link/campi">www.gazzetta.link/campi</a></p>
<p>Swisscommunity<br />
Servizio dei giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero<br />
Alpenstrasse 26, 3006 Berna, Svizzera<br />
youth@swisscommunity.org www.swisscommunity.org<br />
Tel. +41 31 356 61 25</p>
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		><h3 class="widget-title">Campo di Pentecoste per ragazzi dagli 8 ai 14 anni </h3>
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	<p>Dal 7 al 9 giugno 2025, durante le vacanze di Pentecoste, si terrà un grande evento nazionale, il “Jublasurium” dell'associazione giovanile Jungwacht Blauring Schweiz (Jubla), simile al movimento scout svizzero. Due anni fa, una delegazione della Fondazione per i giovani svizzeri all'estero (FGSE) ha partecipato al Campo federale (“mova”). Come in quell'occasione, 25 bambini svizzeri di età compresa tra gli 8 e i 14 anni provenienti dall'estero rappresenteranno la FGSE al Jublasurium durante i tre giorni dell'evento, dove potranno incontrare molti bambini svizzeri e creare ricordi indimenticabili. Le iscrizioni sono già aperte su www.sjas.ch. Si raccomanda di parlare tedesco, poiché il Jubla esiste solo nella Svizzera tedesca.</p>
<p>Informazioni complementari sul Jublasurium: www.jublasurium.ch<br />
Informazioni complementari sulla Jungwacht Blauring: www.jubla.ch</p>
</div>
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	<p>Secondo Charles-Antoine, i campi estivi del Servizio giovani sono un'opportunità per incontrare persone di culture diverse e scoprire da vicino la diversità della Svizzera. Foto MAD</p>
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		><h3 class="widget-title">Una politica complessa, spiegata in modo semplice</h3>
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	<p>L'Organizzazione degli Svizzeri all'estero e il suo partner easyvote hanno organizzato una nuova serie di webinar per spiegare in modo semplice e comprensibile questioni di voto complesse. Il primo webinar si è svolto martedì 14 maggio. L'obiettivo di questa iniziativa è quello di aumentare l'affluenza alle urne degli svizzeri all'estero. Il primo webinar è stato registrato e può essere visualizzato sul nostro sito web. Il prossimo webinar sui referendum federali si terrà il 29 ottobre 2024.</p>
<p>Yannick Actis, Servizio dei Giovani<br />
www.easyvote.ch</p>
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</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/entusiasti-delle-avventure-in-svizzera/">Entusiasti delle avventure in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>10 domande ad un giovane svizzero: Norwin Geiger</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-ad-un-giovane-svizzero-norwin-geiger/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 16:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Norwin Geiger]]></category>
		<category><![CDATA[politica svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[scena culturale]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=24167</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/Norwin-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Norwin sei legato alla Svizzera, in che modo? «Mi chiamo Norwin Geiger, sono un laureando alla Bocconi e lavoro presso un’azienda di importazione. Sono legato alla Svizzera dalla parte di mio padre, svizzero nato a Milano. Entrambi i nonni paterni sono svizzeri: mia nonna proviene da Coira, nei Grigioni, mentre mio nonno era del Canton</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-ad-un-giovane-svizzero-norwin-geiger/">10 domande ad un giovane svizzero: Norwin Geiger</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/Norwin-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24167"  class="panel-layout" ><div id="pg-24167-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24167-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24167-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Norwin sei legato alla Svizzera, in che modo?<br />
</strong>«<em>Mi chiamo Norwin Geiger, sono un laureando alla Bocconi e lavoro presso un’azienda di importazione.</em><em><br />
Sono legato alla Svizzera dalla parte di mio padre, svizzero nato a Milano. Entrambi i nonni paterni sono svizzeri: mia nonna proviene da Coira, nei Grigioni, mentre mio nonno era del Canton San Gallo»</em>.</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Credi che la tua doppia cultura incida ed influenzi il tuo lavoro?<br />
</strong>«<em>Credo che la doppia cittadinanza e la mia doppia nazionalità abbiano inciso fortemente sul mio lavoro. Da una parte, c’è il metodo e la precisione svizzera (stereotipata) che mi rende efficiente e preciso nei confronti delle scadenze e sempre puntuale nelle consegne. Dall’altra il mio lato italiano mi ha permesso di interagire in maniera aperta e tranquilla con colleghi e capi, creando un’atmosfera serena nonostante la pressione del lavoro e delle consegne</em>».</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Ti interessa e segui lo sport e la scena culturale Svizzera?<br />
</strong>«<em>Essendo uno sportivo, seguo spesso la nazionale svizzera in tutti i suoi impegni sportivi maggiori. Seguo la nazionale di calcio che negli ultimi anni ci ha regalato molte soddisfazioni. Inoltre, seguo gli sport invernali, in particolare lo sci e lo sci di fondo. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda la scena culturale, vivendo sul Lago Maggiore, sono estremamente vicino a Lugano e spesso vado al LAC per assistere a concerti, balletti o semplicemente per vedere una mostra</em>».</p>
<p><strong>E la scena politica?<br />
</strong>«<em>Ultimamente mi sto riavvicinando alla scena politica svizzera per motivi lavorativi e per interesse personale, perché apprezzo come le iniziative popolari vengano prese in considerazione dal governo centrale e credo che il modello confederativo sia estremamente funzionale per un territorio piccolo come la Svizzera, che però ha necessità diverse per ogni Cantone</em>».</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero ed uno italiano chi incontreresti e perché?<br />
</strong>«<em>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero e uno italiano, sceglierei Roger Federer e Alberto Angela. Federer perché sono un suo grande tifoso e perché ha rappresentato ed elevato la Svizzera e alcuni suoi brand a livello mondiale. Alberto Angela perché, tramite il suo programma televisivo, i suoi articoli<br />
</em><em>e le sue interviste, rappresenta un faro per la cultura e la storia, che a mio avviso oggi giorno viene sempre più trascurata</em>».</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Com’è percepita la Svizzera dai tuoi amici e conoscenti?<br />
</strong>«<em>La Svizzera viene percepita in vari modi. È vista come una nazione dove vi sono opportunità di lavoro per tutti a salari competitivi che valorizzano il lavoro. È percepita quasi come un’utopia di ricchezza e benessere per tutti i suoi cittadini. Però viene anche percepita in maniera negativa, spesso a causa degli stereotipi e delle idee che si sono sviluppate negli ultimi decenni</em>».</p>
<p><strong>Hai qualche aneddoto divertente da raccontare sul tuo essere svizzero e italiano?<br />
</strong><em>«Non ho grandi aneddoti, ma spesso quando vedono il mio cognome su un passaporto italiano rimangono sorpresi</em>»<em>. </em></p>
<p><strong>Hai mai letto un classico della letteratura svizzera? Se sì quale?<br />
</strong>«<em>Sì, ho letto un classico della letteratura svizzera. Si intitola “L’anno della valanga” scritto da Giovanni Orelli, che consiglierei a tutti</em>».</p>
<p><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi di poter contribuire meglio?<br />
</strong>«<em>Secondo me, UGS svolge un lavoro fondamentale, ovvero quello di dare ai giovani doppi cittadini la possibilità di conoscere una parte di loro che a livello culturale magari non conoscono, e inoltre può dare una conoscenza generale dello stato svizzero e delle sue opportunità lavorative. Personalmente, vorrei ricevere più possibilità di incontri locali per lo sviluppo di carriere nello stato svizzero. Penso di poter contribuire creando nuovi eventi per aumentare il numero di iscritti all’UGS e renderlo un gruppo omogeneo, per dare nuove possibilità ai giovani svizzeri</em>».</p>
<p><strong>Infine, se potessi avere un super potere, quale sceglieresti e perché?<br />
</strong>«<em>Se potessi scegliere un superpotere, sceglierei il potere di guarigione perché mi permetterebbe di alleviare la sofferenza, salvare vite e migliorare la salute delle persone, rendendo il mondo un posto migliore</em>»<em>.</em></p>
<p>Nicola Magni</p>
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		><h3 class="widget-title">Svizzera a Parigi 2024</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il 26 luglio avrà luogo a Parigi la Cerimonia di apertura dei Giochi della XXXIII Olimpiade.<br />
Facciamo un grandissimo in bocca al lupo alle nostre atlete e ai nostri atleti!<br />
Hoop Schwiz!</p>
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		><h3 class="widget-title">La Svizzera agli UEFA EURO 2024</h3>
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	<p>Sino al 14 luglio si svolgono in 10 città tedesche i Campionati europei di calcio 2024.<br />
Qualificatasi il 18 novembre 2023, capitanata da Granit Xhaka è pronta per farci emozionare. E tu sei carico? Mi raccomando «Hoop Schwiz!”</p>
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		><h3 class="widget-title">Acqua, terra e cielo: sport per tutti i gusti!</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>La Svizzera in estate propone una vasta varietà di mete di vacanza: dalle montagne ai laghi passando per le città.<br />
In ognuna di queste destinazioni è possibile praticare sport diversi tra loro ma egualmente adrenalinici.</p>
<p><em><strong>Sport acquatici</strong><br />
</em>Sei appassionato o vorresti provare sport come rafting, canoismo, kayak o il nuovo trend del SUP? La Svizzera è il posto giusto per te!<br />
Infatti, la Confederazione vanta il fatto che circa il 4% della Confederazione è coperto da laghi e fiumi, non a caso la Svizzera è considerata il paradiso degli sport acquatici.</p>
<p><em><strong>Bici</strong><br />
</em>Che sia una bici da città, da corsa o una MTB la Svizzera propone oltre 12.000 km di percorsi per biciclette segnalati, itinerari dalla vista mozzafiato.<br />
Vieni a scoprire il nostro Paese pedalata dopo pedalata!</p>
<p><em><strong>Sport aerei</strong></em><br />
Grazie alle sue vette maestose, la Svizzera è una meta ideale per praticare sport aerei.<br />
Dal parapendio, al deltaplano senza dimenticare il paracadutismo, questi sport che regalano emozioni uniche, sono amatissimi dagli svizzeri.</p>
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		<title>10 domande a Nicole Vitetta</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-nicole-vitetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 18:16:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[comunità svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[cultura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[identità culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lingue del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Vitetta]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[politica svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[super potere]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/giovani-nuovo_01-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nicole sei legata alla Svizzera, in che modo? «Sono legata alla Svizzera grazie a mio papà e a mia nonna. È da loro che ho “ereditato” la mia cittadinanza svizzera e non solo: hanno coltivato nel tempo legami molto forti con amici che hanno sempre considerato famiglia anche se non “di sangue” e con i</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-nicole-vitetta/">10 domande a Nicole Vitetta</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/11/giovani-nuovo_01-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23837"  class="panel-layout" ><div id="pg-23837-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23837-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23837-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Nicole sei legata alla Svizzera, in che modo?</strong></p>
<p>«<em>Sono legata alla Svizzera grazie a mio papà e a mia nonna. È da loro che ho “ereditato” la mia cittadinanza svizzera e non solo: hanno coltivato nel tempo legami molto forti con amici che hanno sempre considerato famiglia anche se non “di sangue” e con i quali anche io ho poi sviluppato un grande affetto e tutt’ora ho modo di andare a trovare quando capito in Svizzera. Mia nonna è cresciuta nella Svizzera tedesca, più precisamente a Lucerna, dove poi anche mio papà e le mie zie sono nate e hanno vissuto per alcuni anni lì, prima di trasferirsi in Italia.</em>»</p>
<p><strong>Credi che la tua doppia cultura incida ed influenzi il tuo lavoro?</strong></p>
<p>«<em>Non saprei dire se la mia doppia cultura incida attualmente sul mio lavoro o se lo farà in futuro. Attualmente lavoro come fotografa freelance anche se sto studiando per laurearmi in giurisprudenza. Sono due ambiti molto diversi, un po’ come le due culture a cui appartengo, ma penso che il bello sia poter fare entrambe le cose senza che l’una debba necessariamente escludere l’altra. Credo che sicuramente il fatto di appartenere a due culture diverse, l’avere avuto anche due genitori di differenti nazionalità (papà Italo-svizzero e mamma slovacca) sia stato d’aiuto per me anche in questo. Nel rendermi una persona più “flessibile” e aperta sia in ambito lavorativo che a livello relazionale, capendo che la diversità spesso può essere un valore aggiunto e un punto di forza sotto molti aspetti, invece che un limite.</em>»</p>
<p><strong>Ti interessa e segui lo sport e la scena culturale svizzera? </strong></p>
<p>«<em>A essere sincera non sono mai stata una grande fan dello sport, quindi non mi sono mai neanche troppo interessata allo sport svizzero. Per quanto riguarda la scena culturale devo ammettere che mi affascina anche perché la Svizzera è piena di tradizione e ha anche una ricca storia di folklore. Per esempio una cosa che mi ha sempre affascinato da piccola sono i loro festeggiamenti durante il carnevale, caratterizzati da bellissime parate con dei carri costruiti apposta per l’occasione e diversi di anno in anno, travestimenti e costumi eccezionali, definiti nel minimo dettaglio e bande di musicisti con festeggiamenti di ogni tipo.</em>»</p>
<p><strong>E la scena politica? </strong></p>
<p>«<em>Neanche sulla scena politica purtroppo sono molto informata, né che si tratti di quella italiana né quella svizzera, anche se mi piacerebbe migliorare questo aspetto anche perché ho apprezzato molto l’impegno che la Svizzera ha nel creare un forte senso civico con i suoi cittadini soprattutto al raggiungimento della maggiore età. Ricordo che appena compiuti 18 anni mi avevano mandato oltre alla scheda elettorale, un invito per un incontro in ambasciata a Roma per tutti i neo maggiorenni svizzeri in Italia dove ci spiegavano un pochino quelli che sono i diritti ma anche i doveri da adulti in Svizzera ed era stato molto utile oltre che interessante e divertente.</em>»</p>
<p><strong>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero ed uno italiano chi incontreresti e perché?</strong></p>
<p>«<em>Forse se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero sceglierei Federer. So che la scelta potrebbe sembrare scontata e anche controversa, visto che ho detto di non essere interessata allo sport, però sono cresciuta con mio papà che ha sempre avuto una grande passione per il tennis, dove Federer rappresentava un mito, quindi mi piacerebbe incontrarlo per lui e magari anche per capirne di più sul tennis, dato che mio papà ha sempre cercato di farmelo piacere (con scarsi risultati purtroppo). Mentre come personaggio pubblico italiano a essere sincera non mi viene in mente nessuno, però se avessi ancora la possibilità mi sarebbe piaciuto parlare con mio nonno per chiedergli com’era la Svizzera vista da un italiano negli anni ‘60-‘70.</em>»</p>
<p><strong>Com’è percepita la Svizzera dai tuoi amici e dai tuoi conoscenti? </strong></p>
<p>«<em>Diciamo che la Svizzera è percepita dai miei amici e conoscenti nel solito modo un po’ stereotipato: la ricchezza, gli orologi, la puntualità, i famosi coltellini e l’immancabile cioccolata, anche se con il tempo sto cercando di trasmettere e far capire che non si limita a questo ma può offrire molto altro: dai paesaggi mozzafiato dalla natura incontaminata a tantissima tradizione, eventi e iniziative di vario tipo.</em>»</p>
<p><strong>Hai qualche aneddoto divertente da raccontare sul tuo essere svizzero e italiano? </strong></p>
<p>«<em>Sono una svizzera-calabrese e fa molto ridere perché le persone appena mi conoscono immaginano che io sia iper puntuale per la mia metà svizzera e che sia abituata a interminabili tavolate di cibo calabrese nelle festività mentre è l’esatto opposto: sono una ritardataria cronica e sono cresciuta con latte e Caotina a colazione e piatti di bratwürst con knöpfli la domenica.</em>»</p>
<p><strong>Hai mai letto un classico della letteratura svizzera? Se sì quale? </strong></p>
<p>«<em>Purtroppo ancora non ho mai letto un classico della letteratura svizzera, rientra tra gli aspetti che vorrei approfondire.</em>»</p>
<p><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi di poter contribuire meglio? </strong></p>
<p>«<em>Penso che ognuno di noi possa ovviamente contribuire a migliorare la comunità; nel mio piccolo spero di poter allargare le mie conoscenze e di poter a mia volta condividere esperienze e amicizie e di imparare di più sulla Svizzera che rimane il collante che unisce un po’ tutti noi giovani svizzeri in Italia. Sono molto contenta di quello che stanno facendo perché personalmente mi sento di far parte di una comunità e di condividere molto con gli altri ragazzi che ne fanno parte; nonostante io non sia cresciuta in Svizzera è bello confrontarsi e vedere come ognuno vive il proprio legame con questo paese.</em>»</p>
<p><strong>Infine, se potessi avere un super potere, quale sceglieresti e perché?</strong></p>
<p>«<em>Non so se sia un super potere, ma mi piacerebbe sapere tutte le lingue del mondo. Il motivo è perché nonostante i miei genitori provengano da paesi diversi io purtroppo non ho ancora imparato nessuna delle due lingue (per fortuna sto cercando di rimediare adesso con dei corsi online) e quel che mi pesa di più è non aver avuto la possibilità di dialogare tranquillamente con i miei nonni materni che parlano solo slovacco quindi penso che se esistesse un super potere mi piacerebbe fosse questo.</em>»</p>
<p><em>Elisabetta Agrelli</em></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>
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	<p>Andate ad Arosa per una visita al famoso sentiero degli scoiattoli! Lungo il sentiero si entra in contatto con i piccoli animali ai quali si può dar da mangiare e, allo stesso tempo, si legge la storia illustrata che descrive la vita dello scoiattolo. Per maggiori informazioni visitate il sito web https://arosalenzerheide.swiss/en/Arosa</p>
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	<p>Nemo Mettler, Nemothings su IG, rappresenterà la Svizzera alla 68<sup>a</sup> edizione dell’Eurovision Song Contest che si terrà a Malmö dal 7 all’11 maggio. Nato a Bienna nel 1999, Nemo è un musicista poliedrico: suona il pianoforte, il violino e la batteria. Dopo i successi Ke Bock e Himalaya, a soli 18 anni vince quattro Swiss Music Awards in una notte. I brani di Nemo sono famosi soprattutto per trattare importanti temi sociali come l’identità di genere e la salute mentale. Anche per quanto riguarda la canzone che porterà al concorso musicale più famoso d’Europa, il cantante biennese ha scelto di dare voce ai diritti della comunità LGBTQIA+. Il suo brano “The Code”, che unisce vari generi musicali come trap, drum’n bass e opera è un racconto autobiografico del suo processo di scoperta di essere genderqueer. Hopp Schwiiz!</p>
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	<p>Conosci le carte da gioco svizzere? Sono caratterizzate da semi specifici di origine estera. Nel gioco nazionale svizzero “jass” sono presenti due semi in comune con le carte tedesche (ghiande - <em>Eicheln</em> e campanelli - <em>Schellen</em>) e due semi differenti (scudi - <em>Schilten</em> e rose - <em>Rosen</em>). I valori vanno dal 6 al 9. Seguono la Bandiera (<em>Banner</em>) con valore di 10 e successivamente <em>Under</em>, <em>Ober</em> e <em>König</em> ed infine un <em>Due</em> che corrisponde al nostro asso. Nell’area francofona vengono utilizzate le carte francesi e nel Ticino viene usata una variante del mazzo lombardo nota nel Cantone come “carte da tresette”.</p>
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