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	<title>diritto penale svizzero Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Perché la sentenza di Crans-Montana deluderà molte persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 18:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/corteo-crans-montana-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Le aspettative di una sentenza severa dopo la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana sono elevate, anche perché alimentate dall’attenzione mediatica. Ma molte persone resteranno deluse. Il caso ricorda quanto acceduto nel 2000 con l’incendio nella località sciistica austriaca di Kaprun. La costernazione dopo la catastrofe di Crans-Montana è grande. Talmente grande, che molte persone invocano pene</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sentenza-incendio-crans-montana-diritto-penale-svizzero/">Perché la sentenza di Crans-Montana deluderà molte persone</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/corteo-crans-montana-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-26063"  class="panel-layout" ><div id="pg-26063-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26063-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26063-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Le aspettative di una sentenza severa dopo la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana sono elevate, anche perché alimentate dall’attenzione mediatica. Ma molte persone resteranno deluse. Il caso ricorda quanto acceduto nel 2000 con l’incendio nella località sciistica austriaca di Kaprun.</p>
<p>La costernazione dopo la catastrofe di Crans-Montana è grande. Talmente grande, che molte persone invocano pene severe. C’è chi chiede di incriminare i responsabili di “omicidio con dolo eventuale”. Un giornalista italiano ha recentemente commentato sotto un post Facebook di un consigliere nazionale ticinese: «<em>Siete vergognosi, complici assassini».</em></p>
<p>Attualmente le indagini non contemplano l’omicidio o l’omicidio intenzionale, bensì l’omicidio colposo e le lesioni colpose, nonché l’incendio colposo. Perché, per quanto terribile sia stata la disgrazia, nonostante molte persone abbiano perso la vita e per quanto negligentemente possano aver agito alcuni responsabili, dal punto di vista giuridico si è trattato di un incidente. Nessuno si spinge a sostenere seriamente che i coniugi Moretti o le autorità volessero uccidere delle persone.</p>
<h2>Pene relativamente miti in Svizzera</h2>
<p>«<em>Nel caso di Crans-Montana si potrebbe arrivare a pene che deluderanno molte persone</em>», prevede il sociologo del diritto Lukas Gschwend, dell’Università di San Gallo. Non si può escludere, infatti, che alcune delle pene verranno inflitte con la condizionale o in forma parzialmente sospesa. In definitiva, è possibile che le persone coinvolte dovranno trascorrere solo un breve periodo in carcere, o potranno persino evitarlo del tutto. «<em>Molti diranno:</em> ‘Non è possibile, con così tante vittime!’», prevede Gschwend.</p>
<h2>Pene detentive nel confronto tra Paesi</h2>
<p>Nella tabella sono illustrati i limiti di pena previsti dai Codici penali in Svizzera e in una selezione di Paesi vicini. Nella Confederazione, un omicidio colposo è punito con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria. Un numero elevato di vittime permette un aumento massimo della pena fino a 4,5 anni di reclusione.</p>
<p>Anche dopo la catastrofe di Kaprun molte persone furono profondamente deluse dal fatto che nessuno fosse stato condannato penalmente. La tragedia, che causò la morte di 155 persone, era stata provocata da un termoventilatore il cui uso era consentito esclusivamente per uso domestico. Emergono paralleli con Crans-Montana dove sarebbero state delle candele pirotecniche ad appiccare il fuoco alla schiuma fonoassorbente sul soffitto, un materiale che le autorità responsabili dei controlli antincendio non avevano precedentemente contestato.</p>
<p>Secondo Gschwend, ciò succede spesso. «<em>Quando accade qualcosa di terribile, tutti sostengono, col senno di poi, che fosse evidente che quel termoventilatore o quel materiale fonoassorbente altamente infiammabile avrebbero potuto provocare un incendio mortale</em>». Le persone, inoltre, hanno un forte bisogno di dare un senso alle tragedie e di individuare qualcuno da punire.</p>
<p>In situazioni del genere, è naturale che emerga il desiderio di “far soffrire chi ha provocato sofferenza”. Per lungo tempo la pena ha rappresentato proprio questo: una forma di vendetta delegata allo Stato. Solo in seguito, la giustizia penale si è orientata verso una concezione più umanistica.</p>
<p>Oggi la pena detentiva serve in primo luogo al reinserimento nella società. «<em>Ma da un punto di vista sociopsicologico l’idea della retribuzione ha la sua legittimità</em>», afferma l’esperto. «<em>Essa garantisce la credibilità del diritto penale e offre alle vittime una soddisfazione che non deve limitarsi unicamente al denaro</em>».</p>
<p>In Svizzera però, sottolinea Gschwend, vige il diritto penale della colpevolezza. «<em>Se la colpevolezza non è molto grave, per esempio in assenza di dolo, non si può mettere qualcuno in carcere a vita solo per restituire un senso di pace all’opinione pubblica, anche in presenza di un elevato numero di vittime</em>».</p>
<p>Gschwend comprende che molti si aspettano che “qualcosa debba accadere”. Ma questo “qualcosa” non deve per forza tradursi in una pena draconiana. «<em>L’aspetto positivo è poter imparare da una tragedia. Per esempio, garantendo che in futuro nessuno installi più termoventilatori inadatti o pannelli fonoassorbenti infiammabili, e che questi aspetti vengano controllati in modo rigoroso</em>».</p>
<p><em>Sibilla Bondolfi, SRF</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Che cos’è un omicidio con dolo eventuale?</h3>
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	<p>Chi, compiendo una determinata azione, riconosce come possibile la morte di una persona e accetta questa eventualità – anche se non la persegue direttamente – commette un “omicidio con dolo eventuale”. Chi invece agisce nella convinzione che non accadrà nulla, agisce solo “per negligenza”.</p>
<p>Il Tribunale federale qualifica regolarmente come omicidio intenzionale i casi più gravi di guida spericolata. La logica è la seguente: se chi guida riconosce che c’è la probabilità di travolgere qualcuno e accetta questo rischio, allora agisce, secondo la Corte, con dolo eventuale. Nella dottrina giuridica, tuttavia, questa giurisprudenza è contestata: ricavare un intento da un comportamento estremamente rischioso viene considerato dogmaticamente problematico e, soprattutto, dettato da motivazioni di politica del diritto volte a giustificare pene più severe.</p>
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		><h3 class="widget-title">La catastrofe di Kaprun</h3>
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	<p>Nel 2000, nel tunnel di una funicolare della località sciistica austriaca di Kaprun scoppiò un incendio che costò la vita a 155 persone. Il cosiddetto effetto camino trascinò fiamme e gas di fumo tossico verso l’alto lungo la galleria. Sopravvissero solo le 12 persone che erano corse verso il basso. L’incendio era stato provocato da un termoventilatore installato nella cabina, autorizzato solo per uso privato e che non avrebbe mai dovuto essere montato in una funicolare. Tuttavia, nel 2004, tutte le persone imputate – tra cui personale della funivia e tecnico, rappresentanti delle aziende produttrici, funzionari e periti tecnici – vennero assolte.</p>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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