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	<title>energia rinnovabile Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>energia rinnovabile Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>No alle iniziative sulla salute, Sì ad un approvvigionamento elettrico sicuro</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/no-alle-iniziative-sulla-salute-si-ad-un-approvvigionamento-elettrico-sicuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 14:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/4Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Alle urne il 9 giugno, gli svizzeri si sono opposti anche all’iniziativa “Per l’integrità fisica”. Secondo i commentatori, dopo l’esito «coraggioso» del 3 marzo, gli svizzeri sono tornati a fare… gli svizzeri. La partecipazione al voto è stata di circa il 45%. I premi della sanità restano un problema: bocciate le soluzioni di PS e</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/no-alle-iniziative-sulla-salute-si-ad-un-approvvigionamento-elettrico-sicuro/">No alle iniziative sulla salute, Sì ad un approvvigionamento elettrico sicuro</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/4Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-24188"  class="panel-layout" ><div id="pg-24188-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24188-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24188-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Alle urne il 9 giugno, gli svizzeri si sono opposti anche all’iniziativa “Per l’integrità fisica”. Secondo i commentatori, dopo l’esito «coraggioso» del 3 marzo, gli svizzeri sono tornati a fare… gli svizzeri. La partecipazione al voto è stata di circa il 45%.</p>
<p><strong>I premi della sanità restano un problema: bocciate le soluzioni di PS e Il Centro </strong></p>
<p>Tutti i “barometri” sulle preoccupazioni degli svizzeri ormai concordano: i costi (e quindi i premi) crescenti della sanità sono tra le principali preoccupazioni dei cittadini svizzeri. Questo non sorprende alla luce degli incrementi dei premi della cassa malati negli ultimi anni. Infatti, questa crescita è costante dall’introduzione della Legge sull’Assicurazione malattia a metà degli anni ’90, ma negli ultimi anni ha subito un’impennata con crescite annuali che talvolta si avvicinavano alla doppia cifra.</p>
<p>Ciononostante, il 9 giugno scorso i cittadini svizzeri hanno respinto le due iniziative per i costi della sanità. Questo, alla luce dei sondaggi che anticipavano il calo di popolarità delle proposte, non ha sorpreso. Piuttosto non era nelle attese la chiarezza, alla fine piuttosto netta, del risultato. I No hanno raggiunto il 55,5% per l’iniziativa del Partito socialista (PS) per premi meno onerosi e il 62,8% per quella del Centro volta a mettere un freno ai costi sanitari.</p>
<p>Sulle due iniziative, in particolare quella del PS, la Svizzera si è divisa… in regioni linguistiche. Il consenso alle due iniziative è stato più forte nella Svizzera francofona, in Ticino e a Basilea Città – proprio dove i costi della sanità e i premi malattia sono superiori – mentre la Svizzera tedesca si è espressa negativamente sulle proposte. Questo comportamento antitetico tra le aree linguistiche e culturali è detto “Röstigraben”.</p>
<p>Peggio dell’iniziativa del PS, in termini di approvazione, ha fatto l’iniziativa del “Centro” che prevedeva dei freni ai costi, rifiutata con oltre il 62%. Il Ticino e la gran parte dei Cantoni romandi, ad eccezione di Vaud, l’hanno accettata. Nei sondaggi pre-voto, gli svizzeri all’estero si erano espressi piuttosto favorevolmente su entrambe le iniziative, anche se, al pari di quanto osservato in Svizzera, il fronte contrario ha preso rapidamente piede durante la campagna elettorale.</p>
<p><strong>I premi della cassa malati vanno bene così? </strong></p>
<p>Alla luce del doppio No a due iniziative con obiettivi analoghi ma misure diverse, è lecito chiedersi se “la grande preoccupazione” dei premi crescenti delle casse malati in verità non è un po’ esagerata. Nelle inchieste post-votazione è emerso che la tematica rimane rilevante, ma che le soluzioni proposte non erano ritenute quelle giuste. Tra i dubbi che hanno portato allo scetticismo sull’iniziativa del PS vi erano la modalità di finanziamento dei sussidi degli enti pubblici alle economie domestiche i cui premi superavano il 10% del budget. Dopo la “coraggiosa” decisione di prevedere una 13<sup>a</sup> rendita AVS, l’ha fatta da padrone il timore di un ulteriore aumento delle imposte. Inoltre una maggioranza dei contrari riteneva che l’iniziativa non risolvesse il problema della crescita dei costi sanitari.</p>
<p>Dal canto loro, i principali scetticismi alla base del rifiuto dell’iniziativa del Centro riguardavano la possibile pericolosità di una misura volta ad ancorare le spese nel sistema sanitario all’evoluzione dell’economia, senza tenere conto di altri fattori come l’invecchiamento della popolazione e i progressi della medicina. Soprattutto la Federazione dei medici (FMH) ha messo in guarda da una medicina a due velocità, rispettivamente da un razionamento delle cure.</p>
<p><strong>Più energia (rinnovabile) e in tempi brevi: è «unanimità»</strong></p>
<p>Alla vigilia dell’inverno 2022-2023 la Svizzera – al pari dell’Europa – l’ha vista brutta. Il rischio concreto di blackout era diventato, d’un tratto, una minaccia tangibile. Gli scenari più pessimisti hanno indotto numerosi Stati a mettere in piedi importanti campagne di sensibilizzazione per la riduzione dei consumi di elettricità e gas. Tra i commentatori si concorda sul fatto che questa esperienza è stata alla base dell’ampio sostegno alla legge sull’elettricità, la quale ha tra i suoi obiettivi quello di sviluppare in tempi brevi la produzione di energie rinnovabili e accelerare la transizione energetica verso una società senza emissioni di CO<sub>2</sub>.</p>
<p>Oltre i due terzi dei votanti e tutti i Cantoni hanno accolto la proposta sostenuta da Consiglio federale e Parlamento. L’insieme di misure ha come scopo principale quello di rafforzare l’approvvigionamento elettrico a partire da fonti rinnovabili e a ridurre la dipendenza energetica da altri paesi durante l’inverno. I risultati più favorevoli sono stati quelli di Basilea Città (76,2%), Ginevra (75,2%), Vaud (73,5%) e Zurigo (72,2%).</p>
<p>Il progetto è stato difeso fortemente dal Consigliere federale e ministro dell’energia Albert Rösti e dalla grande maggioranza dei partiti. Tuttavia l’UDC, partito di Rösti, insieme ad associazioni per la protezione della natura si è opposto alla nuova legge, argomentando con il rischio di recare pregiudizi al paesaggio – ad esempio attraverso la costruzione di grandi parchi solari o parchi eolici.</p>
<p>Alla fine l’ha spuntata l’ampia alleanza a favore della legge, con l’argomentazione di aumentare rapidamente la produzione di energia proveniente dalle fonti dell’idroelettrico, del solare e dell’eolico e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Allo svizzero è sembrato il modo più sicuro per ridurre a breve termine il rischio di blackout invernali. Secondo gli analisti il voto degli svizzeri più che “ideologico” è stato pragmatico. Una cosa sembra certa, ossia che il discorso energetico non finisce qui: l’UDC ha già depositato la propria iniziativa “Stop Black Out” che mira a promuovere la creazione di nuove centrali nucleari.</p>
<p><strong>L’onda lunga del Covid… non premia l’iniziativa “anti vaccini” </strong></p>
<p>Il Covid, un capitolo chiuso anche politicamente? È presto a dirsi. Fatto sta che la popolazione svizzera si era espressa negli scorsi anni già tre volte sulla “Legge Covid” confermando la politica del Consiglio federale. L’iniziativa “per la libertà e l’integrità fisica” – che chiedeva di fatto, anche se non esplicitamente, un divieto dell’”obbligo di vaccinare”, è stata rifiutata da quasi tre quarti dei votanti (73,7%). In questo modo, per la quarta volta gli svizzeri hanno seguito le raccomandazioni del Consiglio federale e della maggioranza del Parlamento. Se durante l’ultima votazione sulla legge sul Covid, nel giugno del 2023, il 62% degli elettori e delle elettrici aveva rinnovato la fiducia al Consiglio federale per la sua gestione della crisi sanitaria, questa volta la proporzione è stata più massiccia.</p>
<p>L’iniziativa è stata lanciata nel corso della pandemia in reazione alle restrizioni decise dal Governo, ed era promossa dal Movimento svizzero per la libertà. Essa chiedeva che «gli interventi nell’integrità fisica o psichica di una persona necessitano del suo consenso» e che «la persona interessata non può essere punita né subire pregiudizi sociali o professionali per aver rifiutato di dare il suo consenso». Questo alludeva alle restrizioni per i non-vaccinati durante la pandemia di coronavirus (2020-2022). Anche se nel testo dell’iniziativa non si parlava a chiare lettere di vaccinazione, era questa ad essere nel mirino del comitato promotore.</p>
<p>Il netto “no” popolare è stato accolto con soddisfazione dalla Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, che ha definito l’iniziativa “inutile” e “disonesta”. L’unico partito ad esprimersi favorevolmente è stato l’UDC.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Cosa è il Röstigraben? </h3>
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	<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-24192" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/4Senza-nome.jpg" alt="" width="659" height="441" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/4Senza-nome.jpg 659w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/4Senza-nome-600x402.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/4Senza-nome-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></p>
<p>Il termine “Röstigraben”, ossia “Fosso dei rösti”, prende spunto dal nome del popolare e tradizionale piatto a base di patate della Svizzera tedesca.</p>
<p>È utilizzato in ambito politico per descrivere la differenza di mentalità e soprattutto di comportamento di voto tra Svizzera tedesca e Svizzera francese.</p>
<p>Storicamente, l’espressione risale alla Prima guerra mondiale, quando gli svizzeri romandi simpatizzavano con la Francia, mentre gli svizzeri tedeschi con la Germania. Il termine ha ripreso una connotazione forte soprattutto per descrivere la storica votazione sullo Spazio Economico Europeo, il 6 dicembre 1992 (favorevole la Romandia, contrari gli svizzeri tedeschi).</p>
<p>In generale, negli ultimi anni, in molte occasioni questo “fosso” si è attenuato. Si è piuttosto verificato un comportamento diverso tra regioni urbane e rurali.</p>
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	<p><em>La crescita di costi nella sanità: al mese/abitante (sinistra) e in % rispetto al PIL. Fonte: Ufficio federale della sanità pubblica, 2023</em></p>
<p><em> </em></p>
</div>
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	<p>Iniziativa 10%: il classico Röstigraben - la Svizzera latina favorevole, quella tedesca contraria<br />
Fonte: https://developer.srgssr.ch/apis/srgssr-polis/docs (Swissinfo.ch)</p>
<p><em> </em></p>
</div>
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	<p>Iniziativa per premi onerosi: una soluzione non condivisa dagli svizzeri.<br />
Fonte: https://developer.srgssr.ch/apis/srgssr-polis/docs (Swissinfo.ch)</p>
</div>
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	<p><em>Efficace il fronte dei contrari alle iniziative: queste hanno perso nelle settimane prima del voto sempre più consenso. </em></p>
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	<p>Tutti i cantoni favorevoli: la legge sull’approvvigionamento elettrico ha fatto “l’unanimità”.<br />
Fonte: https://developer.srgssr.ch/apis/srgssr-polis/docs (Swissinfo.ch)</p>
</div>
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	<p>Nessuna chance per l’Iniziativa “anti vaccini”.<br />
Fonte: https://developer.srgssr.ch/apis/srgssr-polis/docs (Swissinfo.ch)</p>
<p><em> </em></p>
</div>
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	<p><em>Non ha avuto successo, la (timida) campagna a favore dell’iniziativa. </em></p>
<p><em> </em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’onda lunga del Sì alla «13a AVS» influenzerà anche le prossime votazioni federali?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/londa-lunga-del-si-alla-13a-avs-influenzera-anche-le-prossime-votazioni-federali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 15:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[costi sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[integrità fisica]]></category>
		<category><![CDATA[premi cassa malati]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Premi di cassa malati limitati al 10% del reddito? Il budget delle economie domestiche è sempre più sollecitato da premi delle casse malati, rispettivamente dai costi della sanità. Insieme all’inflazione, questi pesano sul ceto medio e diventano un tema sempre più scottante dal punto di vista politico. Gli ambienti di sinistra, nella fattispecie il Partito</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/londa-lunga-del-si-alla-13a-avs-influenzera-anche-le-prossime-votazioni-federali/">L’onda lunga del Sì alla «13a AVS» influenzerà anche le prossime votazioni federali?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-23949"  class="panel-layout" ><div id="pg-23949-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23949-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23949-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La popolazione è chiamata alle urne il 9 giugno su 4 temi. Premi della sanità e protezione del clima al centro dell’attenzione e delle preoccupazioni.</h3>
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	<p><strong>Premi di cassa malati limitati al 10% del reddito? </strong></p>
<p>Il budget delle economie domestiche è sempre più sollecitato da premi delle casse malati, rispettivamente dai costi della sanità. Insieme all’inflazione, questi pesano sul ceto medio e diventano un tema sempre più scottante dal punto di vista politico. Gli ambienti di sinistra, nella fattispecie il Partito socialista, hanno lanciato l’”Iniziativa per premi meno onerosi – al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati”. Questa chiede che nessuno debba pagare più del 10 per cento del reddito disponibile per i premi di cassa malati. Per raggiungere questo obiettivo, il testo sottoposto al popolo prevede che la riduzione dei premi sia finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e per il resto dai Cantoni.</p>
<p><strong>Un primo passo verso la cassa malata unica con premi in base al reddito? </strong></p>
<p>Secondo il Partito socialista l’iniziativa rappresenta una soluzione ai premi crescenti e sarebbe in grado di sgravare le economie domestiche. Secondo gli iniziativisti «<em>è importante agire rapidamente attuando questa iniziativa e facendo così un primo passo verso premi in base al reddito, con l’obiettivo a medio termine di implementare una cassa malati unica a livello federale finanziata sulla base di premi in base al reddito. Questo rappresenterebbe un passo importante verso una maggiore equità del nostro sistema sanitario</em>». Inoltre, argomenta il PS, la Confederazione e i Cantoni verrebbero incentivati a impegnarsi per ridurre i prezzi e contenere i costi sanitari.</p>
<p><strong>NO del Consiglio federale e del Parlamento </strong></p>
<p>Dal canto loro, il Governo e il Parlamento respingono l’iniziativa per premi meno onerosi, poiché questa interviene solo sul finanziamento dei premi ma non prevede alcun incentivo diretto al contenimento dei costi della sanità. In altri termini i costi continuerebbero a crescere, si modificherebbe solo il finanziamento. Inoltre, argomenta il Consiglio federale, l’iniziativa chiama alla cassa la Confederazione a contribuire in maggior misura alla riduzione dei premi, malgrado i costi della salute siano fortemente influenzati dalle decisioni dei Cantoni.</p>
<p>Negli ultimi anni il contributo della Confederazione alla riduzione dei premi è cresciuto in modo importante e si attestava nel 2020 a 2,9 miliardi di franchi; il contributo dei Cantoni era di poco inferiore, ossia 2,6 miliardi di franchi.</p>
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		><h3 class="widget-title">Un controprogetto in caso di NO all’iniziativa</h3>
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	<p>Il Consiglio federale e il Parlamento hanno varato un controprogetto indiretto in cui l’importo che un Cantone deve stanziare per la riduzione dei premi dipende dai costi sanitari del Cantone interessato.</p>
<p>In questo modo i Cantoni con costi sanitari elevati dovrebbero pagare di più rispetto a quelli con costi inferiori e sarebbero così incentivati a contenere i costi sanitari. Un Cantone che, attraverso una politica mirata, riesce a contenere l’aumento dei costi sul proprio territorio, ad esempio con una pianificazione ospedaliera efficace, risparmierà anche sui costi relativi ai sussidi di cassa malati.</p>
<p>Il controprogetto entra in vigore direttamente se l’iniziativa viene respinta.</p>
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	<p><strong>Iniziativa “Per premi più bassi”</strong></p>
<p>Dal canto suo il Partito del Centro ha lanciato l’iniziativa “Per premi più bassi” che chiede che l’aumento dei costi sanitari e dei premi delle casse malati venga limitato. Un cosiddetto “freno ai costi” dovrebbe garantire che questi ultimi non siano molto superiori all’incremento dei salari e alla crescita dell’economia nel suo insieme. La Confederazione, i Cantoni e i partner tariffali sono incaricati di adottare misure per adempiere a questo obiettivo.</p>
<p><strong>«Necessario un freno»</strong></p>
<p>Secondo gli iniziativisti il freno ai costi dovrà definire in che misura possono aumentare i costi a carico dell’assicurazione malattia di base in confronto ai salari e all’economia. L’iniziativa stabilisce che, in un periodo transitorio, l’aumento dei costi non possa essere superiore al 20 per cento dell’evoluzione dei salari in Svizzera. Tutti gli attori del settore sanitario, tra i quali Cantoni, ospedali, medici, casse malati, farmaceutica sono chiamati a perseguire questo obiettivo. Se i costi a carico dell’assicurazione malattia obbligatoria dovessero subire un incremento maggiore, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero adottare misure per ridurli.</p>
<p><strong>Per Governo e Parlamento il freno ai costi è troppo rigido</strong></p>
<p>Il Consiglio federale e il Parlamento ritengono che il meccanismo proposto sia eccessivamente rigido. Infatti lega direttamente l’incremento consentito dei costi allo sviluppo dei salari e dell’economia, senza tenere conto, ad esempio, dei progressi della medicina o dell’invecchiamento della popolazione. A seconda di come il testo dell’iniziativa viene attuato, vi sarebbe il rischio che il freno ai costi sia troppo restrittivo e che trattamenti necessari dal punto di vista medico non possano più essere eseguiti o non possano essere forniti immediatamente.</p>
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		><h3 class="widget-title">Un controprogetto in caso di NO all’iniziativa</h3>
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	<p>Come per l’iniziativa per premi meno onerosi del PS, Governo e Parlamento hanno varato un controprogetto che prevede che il Consiglio federale definisca ogni quattro anni obiettivi di costo per determinare l’aumento massimo dei costi della sanità. Gli attori del settore sanitario dovranno giustificare in anticipo perché e in che misura i costi aumenteranno nei singoli ambiti, creando così trasparenza sull’evoluzione dei costi. Se questi crescessero più di quanto concordato e in maniera ingiustificata, il Consiglio federale e i Cantoni dovrebbero esaminare la possibilità di adottare misure correttive. Anche in questo caso il controprogetto entrerà in vigore se l’iniziativa sarà rifiutata alle urne il 9 giugno 2024.</p>
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	<p><strong>Per un approvvigionamento elettrico sicuro e stabile? </strong></p>
<p>In autunno dello scorso anno il Parlamento ha adottato la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, che pone le basi per un aumento celere della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili come l’acqua, il sole, il vento o la biomassa. Lo scopo è quello di ridurre sia la dipendenza dalle importazioni di energia che il rischio di situazioni di approvvigionamento critiche come avvenuto durante l’inverno 2022-2023. Il progetto prevede strumenti di promozione ma anche nuove norme per la produzione, il trasporto, lo stoccaggio e il consumo di energia elettrica e introduce una riserva idroelettrica obbligatoria. La nuova legge crea le basi legali per un aumento in tempi relativamente brevi della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili come l’acqua, il sole, il vento o la biomassa. Gli strumenti di promozione e la regolamentazione attuale concernenti la produzione, il trasporto, lo stoccaggio e il consumo di elettricità vengono completati con nuove misure. Il rafforzamento della produzione da fonti rinnovabili si concretizza soprattutto con l’installazione di impianti sui tetti e sulle facciate di edifici.</p>
<p>Contro il progetto, approvato dal Parlamento, è stato lanciato con successo un referendum. Per questo motivo il tema in oggetto è in votazione il 9 giugno 2024.</p>
<p><strong>I contrari temono «<em>Gravi pregiudizi all’ambiente</em>». </strong></p>
<p>Per i referendisti la nuova legge rischia di danneggiare fortemente l’ambiente. Secondo essi il primato dell'interesse nella produzione di energia elettrica diventa il principio fondamentale, e ogni possibilità di andare contro questo viene annullata. La nuova legge permetterebbe la costruzione di grandi parchi eolici e solari in paesaggi protetti e in preziosi biotopi di importanza cantonale, regionale e locale. La natura e il paesaggio vengono distrutti senza dover compensare la perdita. Il progetto faciliterebbe il disboscamento a favore della costruzione di turbine eoliche. Nel complesso, ritengono i referendisti, la protezione della natura e del paesaggio viene praticamente annullata se c'è un interesse nella generazione di energia. Inoltre, non c'è alcuna prova che le misure consentite sostituiscano del tutto i combustibili fossili o l'energia nucleare.</p>
<p>Hanno lanciato il referendum contro la legge La Fondazione Franz Weber, l'associazione “Freie Landschaft Schweiz” e singoli cittadini. Anche l’UDC si schiera contro il testo votazione dopo aver votato a favore in Parlamento, come tutti gli altri partiti. Le principali associazioni ambientaliste sono a favore della legge.</p>
<p><strong>Sulla scia del COVID-19… l’Iniziativa per l’integrità fisica</strong></p>
<p><strong>L’iniziativa “per l’integrità fisica” chiede che gli interventi dello Stato nell’integrità fisica e psichica di una persona avvengano solo con il consenso di quest’ultima. Questa proposta nasce durante la fase di coronavirus, momento in cui </strong>il Consiglio federale ha adottato misure talvolta drastiche per proteggere la popolazione dal virus e per evitare il sovraccarico degli ospedali. Alcune fasce di popolazione si sono opposte a questa politica.</p>
<p>L’iniziativa chiede in sostanza che gli interventi nell’integrità fisica e psichica di una persona necessitino del suo consenso. Secondo l’iniziativa la persona interessata non può essere punita o essere penalizzata per aver rifiutato di dare il suo consenso. Il testo dell’iniziativa non fa riferimento a “vaccinazioni”, ma ad “interventi nell’integrità fisica e psichica” in generale. Comprende quindi essenzialmente ogni attività di Confederazione, Cantoni e Comuni che produce un effetto sul corpo umano, come il lavoro della polizia e l’esecuzione delle pene.</p>
<p><strong>«<em>L’integrità fisica è già nella Costituzione</em>»</strong></p>
<p>Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa poiché ritengono che l’integrità fisica sia già un diritto fondamentale sancito nella Costituzione. Nessuno può essere vaccinato senza il suo consenso. In situazioni eccezionali, restrizioni provvisorie per le persone non vaccinate possono contribuire a proteggere il sistema sanitario e a evitare misure più severe per tutta la popolazione.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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