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	<title>formazione Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>formazione Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Gestione ambientale e cultura tra i canali di Bologna e le Alpi Svizzere</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/congresso-svizzeri-italia-bologna-diaspora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 16:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/05/congresso-3-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Si è tenuto il 9-10 maggio a Bologna l’87° Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia, l’appuntamento principe della comunità elvetica nel meridione. A fare da padrone sono state le tematiche ambientali. Alla presenza di circa 120 concittadini, puntale come un orologio svizzero, il presidente del Collegamento Alberto Fossati ha dato il via il 9</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/congresso-svizzeri-italia-bologna-diaspora/">Gestione ambientale e cultura tra i canali di Bologna e le Alpi Svizzere</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/05/congresso-3-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26433"  class="panel-layout" ><div id="pg-26433-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26433-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26433-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Si è tenuto il 9-10 maggio a Bologna l’87° Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia, l’appuntamento principe della comunità elvetica nel meridione. A fare da padrone sono state le tematiche ambientali.</p>
<p>Alla presenza di circa 120 concittadini, puntale come un orologio svizzero, il presidente del Collegamento <strong>Alberto Fossati</strong> ha dato il via il 9 maggio alle 14.00 a Bologna all’87° Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia, salutando i presenti e rimarcando la presenza dell’ambasciatrice Jenni e del console Malizia della Direzione consolare (DFAE).</p>
<h2>“Una nuova strategia consolare, incentrata sul digitale”</h2>
<p>Subito in entrata di Congresso Gianni Definti, in dialogo con la direttrice della Direzione consolare <strong>Marianne Jenni</strong> ha illustrato l’importanza della comunità svizzera all’estero. Il 31 dicembre 2025 risiedevano all’estero oltre 838'000 svizzeri, in aumento dell’1,4% rispetto al 2024. La tendenza al rialzo della presenza di svizzeri si registra in tutti i continenti. Ma, ha spiegato Jenni, quasi i 2/3 risiedono in Europa, di cui la metà in un paese confinante. A primeggiare è la Francia, mentre in Italia vivono attualmente 53'100 concittadini.</p>
<p>In seguito, Jenni ha ripercorso l’ampia paletta di attività svolte dalla Direzione consolare e, in particolare, la nuova strategia elaborata che si snoda attorno alla prevenzione, la protezione e l’aiuto d’emergenza e i servizi amministrativi. L’ambasciatrice ha illustrato come la Confederazione in caso di crisi possa intervenire in forma sussidiaria, mettendo però l’accento sulla responsabilità individuale dei concittadini all’estero. Per quanto attiene ai servizi, invece, la Direzione ha sviluppato negli ultimi anni strumenti digitali per comunicare con i cittadini, sia per divulgare informazioni come pure per la presa di contatto. Particolarmente rilevante a questo proposito è il progetto DigiHub, un Hub per i servizi consolari. Lo scopo è la digitalizzazione dei servizi con al centro uno sportello moderno e accattivante. Il più conosciuto SwissInTouch – scaricato oltre 30'000 volte – è di fatto il punto di accesso per il DigiHub, che baserà la sua identificazione sull’identità elettronica (e-ID) recentemente decisa dalla popolazione svizzera. Attenzione però: DigiHub non ha alcun legame con l’e-voting.</p>
<p>Al termine della chiacchierata tra Definti e Jenni è stato tematizzato il Programma di sgravi ’27, che prevedeva tra l’altro il taglio di alcuni servizi di informazione (in particolare swissinfo.ch) e altri servizi per gli Svizzeri all’estero. Il pacchetto originale è stato ridimensionato: swissinfo è stata mantenuta, l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) non ha subito tagli nel suo budget, mentre per le scuole svizzere all’estero la riduzione è stata limitata a CHF 1 mio all’anno dal 2028.</p>
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	<p>L’ambasciatrice Marianne Jenni, in dialogo con Gianni Definti</p>
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	<h2>Formazione all’estero e in Svizzera: due casi per educationsuisse</h2>
<p>A nome di educationsuisse, <strong>Ruth Von Gunten</strong> ha illustrato le due grandi tematiche che occupano l’associazione: le 17 scuole svizzere all’estero, di cui 4 in Italia, e la formazione in Svizzera. Quest’ultima viene promossa attraverso una consulenza a 360°. I servizi spaziano dall’informazione in generale sul tema della formazione, alla consulenza personalizzata attraverso e-mail o video-meeting, fino a supporti per le richieste di borse di studio cantonali. L’anno scorso, educationsuisse ha registrato poco più di 750 primi contatti con svizzeri all’estero, di cui ben 83 in Italia. Una parte della consulenza è presa a carico dal Collegamento Svizzero in Italia, mentre le borse di studio sono in parte finanziate dall’Associazione Gazzetta Svizzera.</p>
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	<p>Ruth Von Gunten, delegata di educationsuisse conosciuta anche attraverso i regolari contributi sulla Gazzetta Svizzera</p>
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	<h2>Lombardi, presidente Swisscommunity: «<em>difficile pensare ad un 27° cantone</em>».</h2>
<p>Il Congresso del Collegamento è sempre l’occasione ideale per fare il punto alla situazione degli svizzeri in Italia. Lombardi ha illustrato come SwissCommunity rappresenti 850'000 svizzeri all’estero, fornendo servizi di vario genere per i concittadini all’estero. Si tratta di un quadro di riferimento per centinaia di circoli e club e coordina un “piccolo parlamento”: il Consiglio degli svizzeri all’estero.</p>
<p>Lombardi ha illustrato come SwissCommunity si batte affinché gli svizzeri all’estero possano esprimersi con facilità in occasione di votazioni ed elezioni federali. Questo però «<em>sarà possibile solo quando sarà disponibile l’e-voting</em>», che sta facendo ampi passi avanti grazie al sistema sviluppato da La Posta. Questo, secondo il presidente, riveste grande importanza perché lo svizzero all’estero è cambiato: se una volta non si tornava in Svizzera, oggi la comunità elvetica è molto più mobile; infatti, ogni anno partono per l’estero circa 45'000 cittadini, ma quasi altrettanto rientrano in patria. Il fatto di restare ancorati alle proprie assicurazioni sociali, alla formazione, alle banche o al mondo del lavoro è sempre più importante.</p>
<p>«<em>Per gli svizzeri in Italia, la Gazzetta è il miglior strumento</em>» ha affermato Lombardi, sollecitato nel dialogo con Definti. Ma vi sono anche strumenti come swissinfo.ch, Revue Schweiz e tutte le informazioni trasmesse su canali social e canali digitali.</p>
<p>In merito alla creazione di un “27° cantone”, ovvero un circondario elettorale degli svizzeri all’estero, Lombardi ha illustrato varie difficoltà, a partire dalla modifica costituzionale necessaria e in generale un cambiamento di sistema non evidente. «<em>Prima occorre aumentare la motivazione al voto degli svizzeri all’estero</em>», poi rivendicheremo altro, ha affermato il “primo cittadino svizzero… all’estero”. L’elezione diretta del Consiglio degli Svizzeri all’estero è un passo in questa direzione e vuole coinvolgere maggiormente da un punto di vista democratico i connazionali al di fuori dei confini elvetici.</p>
<p>A conclusione del Congresso ha preso la parola Regula Hilfiker, console onoraria svizzera del Piemonte che ha lanciato il prossimo appuntamento: il Congresso 2027 si terrà, infatti, a Torino.</p>
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	<p>Filippo Lombardi, Presidente di SwissCommunity, in dialogo con Definti, tesoriere dell’organizzazione</p>
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	<p>Laura Andina, presidente del Circolo svizzero di Bologna, Modena e Reggio Emilia e il suo team hanno organizzato l’87° Congresso del Collegamento. Il presidente Fossati ha ringraziato Andina e la sua squadra per il grande impegno profuso. Andina, ricordando il suo papà ing. Tomaso Andina, ha salutato emozionata i presenti.</p>
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		<title>Prime esperienze lavorative in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/prime-esperienze-lavorative-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 15:07:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Elias-mit-dem-Pferd-der-Familie-Pedroni_E.-Patterson-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Venire in Svizzera per una formazione oppure per una breve esperienza nel mondo del lavoro? Il servizio di consulenza sul tema “Formazione in Svizzera” di educationsuisse vi può dare anche qualche suggerimento sulle prime esperienze di lavoro per i giovani svizzeri all'estero. In fattoria Il suono dei campanacci delle mucche o l'odore del fieno... dare</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/prime-esperienze-lavorative-in-svizzera/">Prime esperienze lavorative in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Elias-mit-dem-Pferd-der-Familie-Pedroni_E.-Patterson-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23942"  class="panel-layout" ><div id="pg-23942-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23942-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23942-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</h3>
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	<p><strong>Venire in Svizzera per una formazione oppure per una breve esperienza nel mondo del lavoro? Il servizio di consulenza sul tema “Formazione in Svizzera” di educationsuisse vi può dare anche qualche suggerimento sulle prime esperienze di lavoro per i giovani svizzeri all'estero. </strong></p>
<p><strong>In fattoria</strong></p>
<p>Il suono dei campanacci delle mucche o l'odore del fieno... dare una mano in una fattoria è divertente e costituisce una scuola di vita. L'associazione Agriviva offre la possibilità di questi soggiorni di diverse settimane per giovani fino ai 25 anni provenienti da tutto il mondo. In cambio di vitto, alloggio e di una “paghetta”, aiutano una famiglia di contadini nel lavoro quotidiano. Informazioni più dettagliate su Agriviva sono disponibili sul sito www.agriviva.ch/it o direttamente scrivendo a info@agriviva.ch.</p>
<p><strong>Insegnare a scuola</strong></p>
<p>Giovani studenti o neolaureati provenienti da paesi in cui l’italiano, l'inglese, il tedesco, il francese o lo spagnolo sono la lingua ufficiale nazionale, possono acquisire esperienza nell’insegnamento. In quanto madrelingua arricchiscono l'insegnamento della lingua nei licei e nelle scuole professionali e illustrano gli aspetti culturali del loro paese d'origine. Gli assistenti linguistici ricevono uno stipendio che copre il costo della vita in Svizzera. Informazioni più dettagliate sul programma “Assistenza linguistica” sono disponibili al seguente indirizzo <a href="https://gazzetta.link/movetia">gazzetta.link/movetia</a> oppure direttamente presso edith.funicello@movetia.ch.</p>
<p><strong>Au-pair </strong></p>
<p>Accudire i bambini e l'aiuto in casa della famiglia ospitante fanno parte del lavoro quotidiano di un ragazzo o ragazza alla pari. Oltre al vitto e all'alloggio, si riceve una piccola paga e solitamente si ha abbastanza tempo libero per frequentare un corso di lingua.</p>
<p><strong>Stage</strong></p>
<p>Non è facile trovare dall'estero un posto come stagista, ma è possibile. Ci vuole molta iniziativa propria: numerosi portali web pubblicizzano offerte di lavoro alle quali è possibile candidarsi direttamente.</p>
<p>Elenchi di indirizzi e consigli per il soggiorno in Svizzera possono essere richiesti a educationsuisse.</p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p><em>Ruth Von Gunten</em><strong><br />
</strong></p>
<p>educationsuisse - scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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	<p>Lo svizzero all’estero Elias, che abita in Australia, è stato attratto dalle montagne svizzere. Ha svolto il suo servizio a Maloja, nel Cantone dei Grigioni. <em>foto: diritti riservati</em></p>
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	<p>La svizzera all’estero Claire Spielmann viene dagli USA e lavora come assistente linguistica in un liceo a Zurigo. Al seguente link <a href="https://gazzetta.link/claire">gazzetta.link/claire</a> si può leggere una sua intervista. <em>foto: diritti riservati</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Borse di studio</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/borse-di-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 19:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti finanziari]]></category>
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		<category><![CDATA[Educa Swiss]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/10/ruth-von-gunten-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Riceviamo ogni anno tante domande sul tema delle borse di studio. È un tema complesso, ma cercheremo di fare una panoramica. Anzitutto bisogna distinguere tra borse di studio di merito e borse di studio intese come sussidi all’istruzione. Noi parleremo di quest’ultime. Sussidi cantonali all’istruzione (borse e prestiti di studio) Secondo la legge svizzera spetta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/10/ruth-von-gunten-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23439"  class="panel-layout" ><div id="pg-23439-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23439-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23439-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</h3>
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	<p><strong>Riceviamo ogni anno tante domande sul tema delle borse di studio</strong><strong>. È un tema complesso, ma cercheremo di fare una panoramica. Anzitutto bisogna distinguere tra borse di studio di merito e borse di studio intese come sussidi all’istruzione. Noi parleremo di quest’ultime.</strong></p>
<p><strong>Sussidi cantonali all’istruzione (borse e prestiti di studio)</strong></p>
<p>Secondo la legge svizzera spetta ai genitori il compito di assumersi gli oneri della formazione dei figli. Con i sussidi si cerca di promuovere le pari opportunità nell'accesso all'istruzione. Per cui se i genitori non possono coprire tutti i costi della formazione universitaria o professionale dei loro figli, esiste a certe condizioni la possibilità di chiedere una borsa di studio. La competenza per la concessione di questi aiuti finanziari è dei cantoni e in particolare per i giovani svizzere e svizzeri all’estero la competenza è del loro cantone di origine. Normalmente si può chiedere l’aiuto solo per la formazione post-obbligatoria in Svizzera come per esempio liceo, apprendistato professionale oppure universitario (Bachelor e Master). Inoltre è importante che la formazione si concluda con un diploma riconosciuto.</p>
<p>Ogni Cantone dispone di una propria regolamentazione in materia. Per questo motivo le condizioni per ottenere un aiuto finanziario e l'ammontare di esso variano da un Cantone all'altro, come anche le procedure e le scadenze possono essere molto differenti.</p>
<p>Il calcolo di un sussidio, cioè di una borsa di studio dipende da tanti fattori: anzitutto dal reddito e dal patrimonio dei genitori e del richiedente, ma anche da quanti fratelli/sorelle sono in età scolastica e/o in formazione ecc.</p>
<p><strong>Borse di studio supplementari e prestiti educationsuisse</strong></p>
<p>In casi particolari anche educationsuisse può concedere delle piccole borse o prestiti di studio: per esempio grazie ai fondi della Gazzetta Svizzera e della Fondazione per gli Svizzeri all'estero. Come parametro si è stabilito che di solito il reddito e il patrimonio dei genitori (residenti in un paese europeo) non deve superare i CHF 75'000 (reddito) e i CHF 200'000 (patrimonio come immobili e risparmi).</p>
<p><strong>Fondazioni private e università </strong></p>
<p>Esistono numerose fondazioni private che possono dare un eventuale sostegno finanziario. Nel “Repertorio federale delle fondazioni” si può fare una ricerca e contattarle. Anche le università possono concedere delle borse di studio mentre la fondazione Educa Swiss può concedere prestiti alla formazione.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Consigliamo sempre di chiarire prima nel paese di residenza dei genitori se è possibile ricevere una borsa di studio.</p>
<p>Fare previsioni su una eventuale borsa di studio è abbastanza difficile se non impossibile. E la scelta di venire in Svizzera non deve dipendere da tali previsioni, ma dalla volontà di fare la formazione in Svizzera e di aver scelto la strada giusta. educationsuisse vi aiuta volentieri a trovare una soluzione.</p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p><em>Ruth Von Gunten</em></p>
<p>educationsuisse<br />
scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’organizzazione delle Università mi ha davvero sorpreso</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lorganizzazione-delle-universita-mi-ha-davvero-sorpreso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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		<category><![CDATA[universitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/intervista-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Cara lettrice, caro lettore online, la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico clicca qui per i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/intervista-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23281"  class="panel-layout" ><div id="pg-23281-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-23281-0" ><div id="pgc-23281-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23281-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>I servizi di <em>educationsuisse</em> si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</strong></p>
<p><strong>Lo svizzero Dario Toussan è cresciuto in Italia e precisamente a Roma, dove ha frequentato la Scuola svizzera. Dopo il diploma di maturità ha deciso di intraprendere gli studi universitari in Svizzera. <em>educationsuisse</em> ha parlato con lui delle sue esperienze a scuola a Roma e adesso in Svizzera.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Lei ha frequentato la Scuola svizzera a Roma. Ci parli di questa esperienza.</em></strong></p>
<p>La scuola svizzera di Roma si adatta perfettamente a chi intende proseguire i propri studi in Svizzera ma ovviamente non solo. A mio avviso, il punto di forza della scuola è l’insegnamento delle lingue. Infatti, noi studenti provenienti dalla scuola di Roma, trasferiti nella Svizzera tedesca per gli studi universitari, ci siamo trovati molto più avvantaggiati nella lingua tedesca nei confronti di altri studenti provenienti ad esempio dal Ticino (cantone italofono) o anche dalle parti francofone della Svizzera. Il grande vantaggio della Scuola svizzera di Roma è il fatto che tutte le materie vengono insegnate in tedesco; questo porta all’ottenimento di un certificato C2 alla fine del liceo. E la maturità svizzera permette l’acceso libero a tutte le università in Svizzera (n.d.r. eccetto medicina e qualche altro ramo). Inoltre, la Scuola svizzera di Roma offre un ambiente molto familiare ed accogliente che permette quindi di intrattenere delle bellissime relazioni interpersonali tra corpo docente e studenti.</p>
<p><strong><em>Secondo Lei quali sono le maggiori differenze tra i sistemi universitari in Svizzera e in Italia?</em></strong></p>
<p>Il percorso accademico in Svizzera è molto diverso e diversificato da quello italiano. In Svizzera ci sono molte alternative estremamente valide allo studio universitario, mentre in Italia il percorso universitario è piuttosto comune e le alternative sono purtroppo meno affidabili che in Svizzera.</p>
<p>Questo fatto porta a restringere la porzione di popolazione che decide di intraprendere un percorso accademico in Svizzera. Le università stesse applicano una selezione piuttosto rigida per gli studenti, sotto forma di difficoltà relativamente elevata e contemplando la possibilità di poter non superare un esame solo una volta nel proprio percorso di studi. Alla seconda bocciatura, infatti, allo studente viene inibita la possibilità di proseguire i propri studi nella medesima facoltà in tutte le università svizzere. Tuttavia, ciò non deve in nessun caso spaventare gli studenti che desiderano studiare in Svizzera: con impegno e dedizione è possibile raggiungere ogni traguardo!</p>
<p><strong><em>Cosa allora l’ha spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera?</em></strong></p>
<p>Ho scelto di studiare in Svizzera perché il sistema svizzero mi si addice maggiormente e sono un ragazzo al quale non dispiace assolutamente affrontare le sfide. Sicuramente anche intraprendere un percorso universitario in Italia può essere una valida alternativa; penso che si tratti di una decisione molto soggettiva e ognuno dovrebbe valutare le proprie propensioni alle materie e i propri interessi. Certo è che per un cittadino svizzero cresciuto all’estero e che in più ha potuto frequentare una scuola svizzera all’estero, la possibilità di proseguire i propri studi in Svizzera è molto allettante!</p>
<p><strong><em>Come finanzia la sua formazione universitaria?</em></strong></p>
<p>Per uno studente in Svizzera è molto facile trovare un impiego. Lavorare ad esempio <em>part-time</em> al 20% è assolutamente conciliabile con gli impegni legati allo studio e permette di sostenere in gran parte le proprie spese personali.</p>
<p>Inoltre, è possibile chiedere dei contributi per la formazione al proprio cantone d’origine. educationsuisse mi ha aiutato nel disbrigo pratico per presentare questa domanda di borsa di studio (n.d.r. esistono vari tipi di borse di studio, da enti pubblici e privati, nel caso che i genitori non possano sostenere tutte le spese dei figli in formazione).</p>
<p><strong><em>Lei adesso è al secondo anno di bachelor. Cosa ci racconta dei suoi studi? </em></strong></p>
<p>Studio Psicologia e scienze della comunicazione all’università di Zurigo. Per quanto riguarda la UZH o la ETH, posso testimoniare per esperienza personale che si tratta di strutture che non fanno mancare proprio nulla ai propri studenti.</p>
<p>L’organizzazione delle università mi ha davvero sorpreso. Alle matricole basterà appena una settimana per comprendere le dinamiche, ambientarsi e iniziare il proprio percorso di studi in sicurezza e tranquillità.</p>
<p>Le infrastrutture sono più che soddisfacenti: gli studenti hanno a disposizione tutto il necessario. Per quanto riguarda le materie, iniziando a studiarle, ho avuto modo di scoprire interessi e passioni che in precedenza non sapevo di avere. Mi sono ad esempio rivelato un grande sostenitore dell’approccio scientifico nonché un appassionato di scienza. Sono sicuro che ognuno potrà trovare la facoltà adatta per potersi appassionare alla propria materia e portarla avanti con successo.</p>
<p><strong><em>Lei ha svolto anche il servizio militare in Svizzera?</em></strong></p>
<p>Esattamente e posso affermare che per me l’aver svolto il servizio militare, cioè la scuola reclute in Svizzera, è stata una vera e propria rivelazione! Consiglio ad ogni concittadino o concittadina che non abbia ancora le idee chiare su cosa fare al termine del percorso scolastico, di valutare la possibilità di svolgere il servizio militare in Svizzera. Disciplina, rispetto, ordine, cameratismo e forza di volontà sono solo alcuni dei valori che ho potuto apprendere e fare miei durante il mio servizio. Inoltre, questo lasso di tempo mi è stato estremamente utile per capire davvero cosa avrei voluto fare nella vita e mi ha aiutato nell’approccio al percorso universitario.</p>
<p>Per non parlare delle bellissime amicizie che ho potuto stringere. Ancora oggi frequento ex-camerati che – dopo il militare – hanno scelto di studiare anche nella mia stessa università.</p>
<p><strong><em>Quali consigli darebbe a un giovane svizzero o a una giovane svizzera che vorrebbe venire in Svizzera per la formazione universitaria?</em></strong></p>
<p>Penso che il consiglio migliore che possa dare sia quello di bilanciare il proprio studio nel migliore dei modi. L’organizzazione aiuta molto ad avere una vita universitaria sana ed equilibrata.</p>
<p>Basterà sperimentare un po' per trovare il proprio modo di approcciare ed affrontare le cose. Siate aperti alle nuove esperienze, accogliete ogni novità con interesse e curiosità e vedrete che tutto andrà nel migliore dei modi.</p>
<p>Sono cosciente del fatto che la Svizzera ha un tenore di vita piuttosto alto, ma posso al contempo assicurare che affiancare il lavoro allo studio è una possibilità assolutamente percorribile. In questo modo potrete sia sperimentare le prime esperienze lavorative che contribuire allo stesso tempo alle vostre necessità economiche!</p>
<p>Contatto<br />
<em>Ruth Von Gunten</em></p>
<p><em>educationsuisse<br />
</em>scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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