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	<title>Intelligenza artificiale Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Intelligenza artificiale Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Una nuova IA svizzera che parla persino il romancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI]]></category>
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		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/ia-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />A settembre 2025, i due politecnici federali svizzeri e il loro partner CSCS hanno lanciato il modello linguistico Apertus. È stato addestrato con parole provenienti da 1’800 lingue, tra cui svizzero tedesco e romancio. Apertus è ancora criticato per i suoi errori, ma secondo gli esperti va semplicemente lasciato crescere. Ci troviamo nel campus dell’École</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/ia-svizzera-apertus-modello-linguistico-romancio/">Una nuova IA svizzera che parla persino il romancio</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/ia-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26255"  class="panel-layout" ><div id="pg-26255-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26255-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26255-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>A settembre 2025, i due politecnici federali svizzeri e il loro partner CSCS hanno lanciato il modello linguistico Apertus. È stato addestrato con parole provenienti da 1’800 lingue, tra cui svizzero tedesco e romancio. Apertus è ancora criticato per i suoi errori, ma secondo gli esperti va semplicemente lasciato crescere.</p>
<p>Ci troviamo nel campus dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL), dove incontriamo Antoine Bosselut, specialista in intelligenza artificiale (IA) e aspetti multilingue nei grandi modelli linguistici, spesso indicati in inglese come “<em>Large Language Models</em>” o LLM. Questi sistemi di IA, addestrati con miliardi di dati, sono in grado di rispondere a innumerevoli domande, proprio come ChatGPT. Nato in Francia e formato negli Stati Uniti, il professore trentaquattrenne sa molto su come sviluppare macchine capaci di gestire lingue così diverse come il tibetano o il romancio. È uno degli sviluppatori della nuova IA svizzera: Apertus.</p>
<p>All’inizio di settembre, i due politecnici federali e il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) hanno annunciato il lancio del primo LLM multilingue open-source sviluppato in Svizzera. «<em>Apertus rappresenta un passo importante per la trasparenza e la diversità nell’intelligenza artificiale generativa</em>», hanno dichiarato i suoi creatori. In cosa si differenzia questo nuovo LLM svizzero da Llama 4 (sviluppato da Meta), Grok (prodotto da Elon Musk) o ChatGPT, un sistema di IA completo?</p>
<p>Gli elementi che compongono il modello svizzero – algoritmi e parametri di calcolo – sono liberamente accessibili, così come le istruzioni d’uso, mentre ad esempio ChatGPT si basa su un modello commerciale meno trasparente. Un’altra differenza è che Apertus non è un sistema universale. «<em>Per alcuni scopi specifici, i modelli commerciali non sono sufficientemente specializzati. E vale la regola: più un’IA è specializzata, più è potente</em>», spiega Antoine Bosselut. Gli ospedali potrebbero utilizzare Apertus – algoritmi e sistema di calcolo – per addestrare il modello ad analizzare migliaia di radiografie. Infatti, l’IA, può individuare differenze nei dati quasi invisibili all’occhio umano.</p>
<h2>La ricerca di dati affidabili</h2>
<p>Il supercomputer del CSCS ha addestrato Apertus con miliardi di dati tratti da Internet, che costituiscono il suo sapere di base. L’EPFL sottolinea che per questo modello sono stati considerati solo dati i cui proprietari non vietano esplicitamente l’uso da parte di “crawler”, robot che analizzano il web. «<em>Se, ad esempio, il </em>New York Times<em> vieta l’accesso ai propri articoli a certi crawler, escludiamo tale fonte dai nostri dati</em>», spiega Bosselut. Per addestrare Apertus sono state utilizzate 15 miliardi di parole provenienti da 1’800 lingue (Internet ne contiene circa 50’000 miliardi). Gli sviluppatori garantiscono agli utenti futuri – ad esempio le aziende – l’affidabilità dei dati in termini etici e legali, mentre i fornitori di IA commerciali rifiutano di rendere pubblici i dati di addestramento.</p>
<p>In genere, i grandi modelli si concentrano sulle lingue storicamente presenti sul web – inglese, francese, cinese, giapponese ecc. Il LLM svizzero, invece, ha raccolto dati di lingue scarsamente rappresentate su Internet, come tibetano, yoruba, svizzero tedesco e romancio. Poiché queste lingue sono poco parlate online, i contenuti sono stati ricavati partendo da lingue affini. Il concetto è che il modello possa apprendere il romancio nonostante pochi dati, perché è stato anche addestrato sull’italiano, con cui condivide somiglianze, spiega Bosselut. Quali applicazioni immaginano gli sviluppatori? Un esempio: Apertus è stato adottato da una scuola in Nigeria, che ora può sviluppare corsi basati su una lingua normalmente poco rappresentata negli altri modelli. Questo si allinea chiaramente all’obiettivo dell’EPFL di «<em>democratizzare l’IA</em>».</p>
<h2>La città di Zurigo utilizza Apertus</h2>
<p>Per il suo sviluppo, il LLM svizzero è stato messo alla prova in “hackathon”, una sorta di competizione per testare i sistemi. Gli studenti hanno utilizzato lo strumento per sviluppare servizi, ad esempio un’interfaccia per facilitare l’apprendimento del tibetano. Alcuni hanno creato un sistema chiamato “Mut zur Lücke” che mostra agli studenti quali parti dei corsi possono saltare senza rischiare di non superare l’esame. Anche la città di Zurigo usa Apertus: «<em>Sono ZüriCityGPT e so (quasi) tutto ciò che è pubblicato su stadt-zuerich.ch</em>», si legge sul sito. Tuttavia, il sistema ha dei limiti. Quanti poliziotti armati ci sono in città? LLM risponde: Apertus «<em>purtroppo non può aiutare</em>». ChatGPT è leggermente più preciso: «<em>Circa 1’700 funzionari sono autorizzati a portare armi di servizio. Non esiste però una fonte ufficiale sul numero di chi le porta in maniera continua</em>». Curiosamente, Apertus è stato lanciato senza un’interfaccia per creare “prompt”.</p>
<p>Questo non era l’obiettivo: i creatori vogliono che il modello serva come materia prima. Chiunque può però testare Apertus tramite un software sviluppato da un’organizzazione non-profit americana: https://publicai.co.</p>
<h2>Errori e critiche</h2>
<p>In Svizzera, i primi commenti evidenziavano errori grossolani. «<em>Mi hanno detto che il castello di Chillon era originariamente un piccolo villaggio fortificato su un promontorio calcareo in mezzo al lago</em>», ha ironizzato su LinkedIn il giornalista romando François Pilet, fondatore del sito investigativo Gottham City. Anche il rapporto costi-benefici dell’iniziativa lo sorprende: «<em>I politecnici hanno appena triplicato le rette per gli studenti stranieri, e contemporaneamente non hanno problemi a spendere 10 milioni di franchi per finanziare qualcosa che alla fine si rivela arte contemporanea!</em>». L’attacco ad Apertus ha attirato l’attenzione di esperti come Maxime Derian, francese, specialista di IA: «<em>I modelli open-source americani e cinesi ci sono davanti di un passo. E allora? Anche i primi modelli di quei paesi erano tutt’altro che perfetti. Il modello svizzero è stato sviluppato localmente: le versioni successive miglioreranno e tra due o tre anni saranno altrettanto rilevanti</em>». Il fatto che Apertus commetta ancora errori è dovuto al fatto che finora non è stato sufficientemente addestrato e dispone di pochi dati. Bosselut concorda: «<em>Abbiamo fatto la parte più costosa, cioè sviluppo e addestramento del modello. Ora è disponibile gratuitamente per tutti gli utenti futuri</em>».</p>
<p>Stéphane Herzog</p>
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	<p>Antoine Bosselut dell'EPFL sottolinea la trasparenza del modello svizzero di IA Apertus. È necessario “democratizzare” l'IA. Foto ZVG</p>
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	<p>I modelli di IA devono essere “addestrati”. Per Apertus è stato utilizzato il supercomputer svizzero ALPS, situato a Lugano. Foto Keystone</p>
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		<title>I Giovani UGS al Congresso del Collegamento Svizzero in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/giovani-ugs-congresso-svizzeri-italia-lecce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 11:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Foto-giovani-1-copia-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Durante il weekend, in particolare all’interno della nostra assemblea e nei momenti di conversazione e scambio, si è riflettuto e dialogato sui temi legati alla nostra unione giovanile, e su come questa possa svilupparsi in significato e trasmettere concretamente agli iscritti qualcosa che possa essere per loro di attualità e valore. Credo molto nella forza</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/giovani-ugs-congresso-svizzeri-italia-lecce/">I Giovani UGS al Congresso del Collegamento Svizzero in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Foto-giovani-1-copia-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25224"  class="panel-layout" ><div id="pg-25224-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25224-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25224-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Pure quest’anno UGS ha preso parte al Congresso del Collegamento svizzero in Italia seguendo con coinvolgimento e interesse le attività organizzate.</h3>
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	<p>Durante il weekend, in particolare all’interno della nostra assemblea e nei momenti di conversazione e scambio, si è riflettuto e dialogato sui temi legati alla nostra unione giovanile, e su come questa possa svilupparsi in significato e trasmettere concretamente agli iscritti qualcosa che possa essere per loro di attualità e valore.</p>
<p>Credo molto nella forza del gruppo, nel suo saper portare sostegno e crescita personale ad ognuno dei suoi componenti attraverso le relazioni interpersonali che lo rendono vivo.</p>
<p>Quando un gruppo è attivo la sua forza e il suo valore per la comunità hanno un peso, se ne percepisce la presenza.</p>
<p>Ho chiesto quindi ai giovani UGS che hanno partecipato al Congresso di scrivere un loro piccolo feedback, così da dare, unendo assieme le nostre voci, una visione collettiva. Perché, fin dalle origini della storia dell’uomo, è la comunità e la sua direzione a fare la differenza.</p>
<p>Vi lascio quindi con i nostri soci e amici che vi racconteranno il congresso.</p>
<p><strong>Raffaele Sermoneta<br />
</strong>Presidente UGS</p>
<hr />
<p>L'impegno e la dedizione della presidente Anita Gnos del Circolo svizzero Salentino e della vicepresidente Ursula Schneider insieme ai membri del consiglio è stato molto evidente. Non sono mancati i complimenti, oltre che per la puntuale organizzazione anche per il coinvolgimento di ogni singolo partecipante. La prima giornata del congresso è stata svolta nella sala congressi messa a disposizione dall'Hotel Leone di Messapia, ponendo l'attenzione su temi rilevanti relativi alla cultura e le tradizioni del luogo. La serata è stata veramente piacevole. La cena è stata gustosa. Un gruppo locale ha cantato e ballato la pizzica, animando la serata, e tra una portata e l'altra si è riso e scherzato. È stata molto divertente anche la consegna dei premi della lotteria. La seconda giornata è stata più rilassante. Passeggiando per Lecce con la guida turistica abbiamo acquisito delle informazioni in più sulla storia della Città e dopo il pranzo in una trattoria con cucina tipica nel centro, siamo tornati tutti a casa veramente soddisfatti e felici di aver incontrato tante persone. Ci vediamo al prossimo Congresso.</p>
<p><strong>Deepali Manfredi<br />
</strong>Rappresentante Giovani Svizzeri Puglia</p>
<hr />
<p>La mattina di sabato 10 maggio noi giovani UGS ci siamo riuniti all'Hotel Leone di Messapia a Lecce per la nostra assemblea annuale: la bella giornata di sole ci ha permesso di incontrarci all'aperto, per confrontarci sulle nostre esperienze di giovani svizzeri all'estero e proporre idee su come coinvolgere altri giovani nelle nostre iniziative.</p>
<p>Conoscevo già Raffaele, il nostro presidente, e anche con gli altri ragazzi si è subito creata un'atmosfera amichevole e frizzante.</p>
<p>Dopo l’assemblea, infatti, siamo andati tutti insieme in centro, dove abbiamo gustato la "puccia", specialità Pugliese, mentre nel pomeriggio invece abbiamo partecipato ai lavori del collegamento. Diversi relatori hanno parlato delle opportunità per gli svizzeri all'estero e abbiamo anche avuto la possibilità di conoscere meglio l'arte e la cultura leccese, grazie a due interventi sul barocco leccese e sul grico, dialetto di origine greca che si parlava nel Salento. Infine il prof. Trivilini della SUPSI ci ha parlato di intelligenza artificiale e cybersecurity, coinvolgendoci in un interessante discussione sulle potenzialità, ma anche sui rischi di questo nuovo potente strumento.</p>
<p>La sera infine abbiamo partecipato alla cena, che prevedeva anche l'intrattenimento musicale e uno spettacolo di taranta.</p>
<p>Ci siamo poi lasciati promettendoci di rimanere in contatto per altre iniziative e di rivederci l'anno prossimo a Bologna!</p>
<p><strong>Chiara Ammenti</strong></p>
<hr />
<p>Come ogni anno mi colpiscono i tempi estremamente attuali, trattati al Congresso del Collegamento degli svizzeri in Italia.</p>
<p>Primo fra tutti l’intervento sulla cybersecurity mi ha portata a fare una riflessione profonda sulla nostra società.</p>
<p>In un mondo in cui tutto può essere falsificato (voce, volti, chiamate, video, est.), infatti, o lasciamo che la paura prenda il sopravvento, oppure possiamo cogliere questa “crisi” (letteralmente dal greco “opportunità”) per essere maggiormente autentici gli uni con gli altri e costruire dei rapporti basati su onestà, sincerità e fiducia.</p>
<p>Che dire del resto? Meteo non nei migliori a parte… L’architettura delle chiese barocche mozzafiato, il cibo squisito, la tarantella estremamente entusiasmante e la compagnia eccezionale. Lecce 2025 è stato, per quanto mi riguarda, un vero successo.</p>
<p><strong>Debora Covolo</strong></p>
<hr />
<p>Devo dire che fa sempre piacere partecipare al Congresso. un’emozione e un piacere ritrovarsi e ritrovare le persone che già conosco, e mi fa piacere entrare in contatto con nuove conoscenze.</p>
<p>Mi emoziona ogni volta il programma proposto, che ho trovato molto interessante, soprattutto quando si parla di formazione. Educationsuisse, come sempre, mi ha lasciato piacevolmente senza parole.</p>
<p>Rimango poi ogni volta stupita di quante cose l'intelligenza artificiale sia sempre più in grado di fare. Dal ricreare i messaggi vocali al viso di una persona.</p>
<p>Avrei piacere che nei prossimi congressi, sempre in tema IA, si andasse ad affrontare il come impostare la chat usufruendo della possibilità di scrivere dei contenuti in modo mirato o ricercare anche i contratti lavorativi. Ecco, un ulteriore approfondimento dell'intelligenza artificiale, sapendola impostare e rendendola ancora più efficace nell’utilizzo.</p>
<p>Poi è stato sicuramente bello alla cena dove ho potuto assaggiare i prodotti tipici.</p>
<p>Insomma ogni volta il congresso mi emoziona, anche per il fatto di essere in mezzo a tanti svizzeri.</p>
<p><strong>Serena Crastan</strong></p>
<hr />
<p>Il 10 e 11 maggio ho avuto il piacere di partecipare per la prima volta all’86° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, organizzato nel Salento da mia madre, Anita Gnos, presidente del Circolo Svizzero Salentino.</p>
<p>Un evento che ha riunito persone provenienti da diverse parti del mondo, creando un’occasione unica di incontro e condivisione.</p>
<p>Sono felice di essere stata coinvolta e scoprire quanto incontri di questo tipo possano andare ben oltre il dialogo sulle tematiche legate alla Svizzera: diventano momenti di scambio umano, di confronto tra storie e vissuti differenti, e anche opportunità per esplorare nuovi luoghi e culture.</p>
<p>Mi piacerebbe partecipare anche ai prossimi eventi: credo siano esperienze preziose, che arricchiscono il bagaglio culturale… e che scaldano il cuore.</p>
<p><strong>Torana Jasmin Manfredi</strong></p>
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		<title>La musica, tra mode diavolesche e intelligenza artificiale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-musica-tra-mode-diavolesche-e-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 16:13:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Marro]]></category>
		<category><![CDATA[diritti LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/08/foto-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Lugano – Incontriamo Bruno Marro, musicista, compositore, scrittore. Con il progetto musicale animato, tenero e commovente, "Heart to Heart" – vedibile sul web – coinvolge il pubblico nei suoi concerti su temi che riguardano il futuro dell’umanità. Ha lavorato nel mondo della moda, ha composto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-musica-tra-mode-diavolesche-e-intelligenza-artificiale/">La musica, tra mode diavolesche e intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/08/foto-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24221"  class="panel-layout" ><div id="pg-24221-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24221-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24221-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Chi sta creando gli odierni brani musicali, l’essere umano oppure l’AI?  Ne parliamo con Bruno Marro</h3>
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	<p><strong>Lugano –</strong> Incontriamo <strong>Bruno Marro</strong>, musicista, compositore, scrittore. Con il progetto musicale animato, tenero e commovente, "<strong>Heart to Heart</strong>" – vedibile sul web – coinvolge il pubblico nei suoi concerti su temi che riguardano il futuro dell’umanità. Ha lavorato nel mondo della moda, ha composto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni televisive di Rai e Mediaset. Ha collaborato con molti artisti internazionali, soprattutto statunitensi e ha prodotto tutti i suoi dischi cantando e suonando la chitarra, il suo strumento preferito. Accenniamo con lui il tema della <strong>musica che cambia</strong>, riflesso della società odierna: <strong>tecnologica e dalle mode più audaci</strong>. Ma partiamo dai suoi divertenti trascorsi in Svizzera… «<em>Al di là del fascino delle gite milanesi fuori porta –</em> racconta <em>– e del visitare i paesini elvetici tutti “verdi” e perfettamente curati, all’epoca lavoravo con un mio amico in una società di produzione televisiva a Milano grazie alla quale abbiamo collaborato spesso con la Tv Svizzera</em>».</p>
<p><strong>Ricordi del periodo svizzero?</strong></p>
<p>«<em>Molti divertenti aneddoti privati. Le dico solo che la mia prima moglie aveva dei parenti a Langnau, nel Canton Berna. Durante il fidanzamento mi propose una visita da certi suoi parenti. Allora non avevo idea di che posto fosse “Langnau im Emmental” e soprattutto chi fossero i parenti di mia moglie. Mi ricordo l’arrivo in questo paesino anonimo per me, tutto perfetto, senza una sbavatura. Quando siamo all’ingresso della villa dello zio, comincio a capire che non eravamo proprio in un posto qualunque. Alla villa ci ricevono con tutti gli onori e a tavola, per il pranzo con camerieri e affini. Solo dopo qualche ora mi viene svelato l’arcano. Lo zio era il socio-proprietario della fabbrica di Emmental Svizzero. Fabbrica che ovviamente sono andato a visitare nel pomeriggio. Meno male che, durante il pranzo, non avevo mai fatto battute sulla Svizzera, le mucche e il formaggio</em>».</p>
<p><strong>Nello svolgimento del suo lavoro tra Italia, Usa e Svizzera che differenze ha trovato?</strong></p>
<p>«<em>Non credo che esistano grandi differenze tra musicisti di qualunque paese. Il talento, la bravura restano uguali. L’unica cosa che si può dire è che, a seconda del posto dove sei nato, vieni influenzato culturalmente e storicamente dalle tradizioni musicali del posto. Noi Italiani, siamo tradizionalmente influenzati dalle grandi opere liriche e dai grandi compositori come Verdi, Mascagni, Puccini, Rossini, e così via. Quindi generalmente tendiamo a scrivere armonie e melodie molto “ariose” e di grande respiro. La musica country americana per esempio è ovviamente influenzata dalle zone rurali dell’America, con influssi dovuti alle comunità scozzesi, irlandesi e così via. La musica Svizzera ha sicuramente le radici nella sua storia, anche se, negli anni, un po’ tutti i paesi qui in Europa sono stati influenzati dal rock e blues americano e inglese, che negli anni ’60 e ’70 ha invaso il continente</em>».</p>
<p><strong>Molti cantanti nascono dai talent show, in Svizzera c’è The Voice of Switzerland, in Italia c’è X Factor… questi format hanno aiutato tanti giovani ma non tutti ne parlano bene, perché?</strong></p>
<p>«<em>Sono abbastanza contrario ai Talent di qualsiasi forma e genere. Quasi tutti sono pilotati e sono davvero pochi gli artisti usciti da quegli show, che sono riusciti a costruirsi una carriera duratura. Una volta la professione si costruiva nelle cantine, nei garage della tua città, suonando in festival con poche persone o in club con tanto di quel fumo e rumore che la musica faceva fatica a farsi notare. Però è proprio da quel percorso che sono nate le grandi stelle della musica internazionale che si sono costruite una lunga carriera. Oggi i tempi sono cambiati e la velocità con la quale si consuma un brano musicale è tale che non hai tempo di ascoltarlo due volte alla radio che è già vecchio. Che dire, io non amo le cose che nascono dal nulla e nel nulla scompaiono dopo poco</em>».</p>
<p><strong>Il diavolo “in-veste” la musica, poiché va di moda in ogni occasione, dal Gottardo ai Giochi olimpici. La stampa del settore musicale ha riportato molti casi di cantanti celebri che si ispirano a questa figura. Cosa ci può dire in merito a questa tendenza?</strong></p>
<p>«<em>La contrapposizione tra il bene e il male, con i “simpatizzanti di satana” a livello di testi, c’è sempre stata. Mentre i Beatles parlavano di fratellanza, amore e rivolte giovanili espresse con capelli lunghi e stivali in contrapposizione al British style delle vecchie generazioni, i Rolling Stone già parlavano di “Sympathy for the devil”, “Satisfaction”. Oggi abbiamo Taylor Swift, che è una brava professionista, ma non è un caso che sia assurta a icona mondiale, perché incarna perfettamente il senso e la cultura americana di questo periodo. Anche il movimento Lgbtq influenza musica e società</em>».</p>
<p><strong>Secondo lei queste mode passeranno o si affrancheranno nella nostra cultura occidentale?</strong></p>
<p>«<em>Non saprei, chi può dirlo? Oggi siamo in un momento di grandi cambiamenti e non sempre in bene. Purtroppo, da che il pianeta esiste, siamo soggetti ad ere che trasformano sia geologicamente che morfologicamente la terra e i suoi abitanti. Io dico sempre che questa generazione è stata molto fortunata, perché poteva capitare durante la II Guerra Mondiale, o durante l’era dei dinosauri. Oggi vediamo una potente presa di posizione del movimento gay e lesbo, che cerca di far valere i propri diritti, anche quelli di avere una famiglia. A questo proposito ho trovato meravigliosa la risposta di Domenico Dolce che, con Stefano Gabbana, ha dato vita ad uno dei più prestigiosi marchi della moda italiana: “Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”. I diritti legittimi, quelli che non sfociano nelle perversioni sataniche ci sono sempre stati, dai tempi della Motown verso la fine degli anni ’50, dove quel tipo di musica “nera” esprimeva la voglia di affermarsi di una categoria di persone oppresse da sempre: i neri. Non dobbiamo dimenticare il contesto americano e ricordare che Jesse Owens, benché vincitore di 4 medaglie d’oro ai giochi olimpici di Berlino nel 1936, in pieno Terzo Reich e sotto gli occhi di Hitler, al rientro in America, nelle feste in suo onore, non poteva entrare dalla porta principale ma veniva fatto entrare dalla porta di servizio, perché a un nero non era permesso accedere dallo stesso ingresso dei bianchi</em>».</p>
<p><strong>Oltre alle mode, c’è il fattore “Intelligenza Artificiale”: come ha cambiato di fatto la musica? Softwar, tools, app sono a disposizione di ogni musicista. È vero che da oggi in poi non sarà più possibile sapere se un brano musicale sia stato scritto da un essere umano o dall’AI?</strong></p>
<p>«<em>Sull’AI sono categorico: non mi interessa. Se non parti da una base di creatività, se non hai doti musicali, puoi costruire con l’AI tutta la musica che vuoi, ma niente a che fare con l’attimo creativo, che arriva dall’animo e dal cuore. Sono un fruitore di plug-in e tools o software musicali, che hanno sicuramente agevolato il lavoro del musicista e ampliato gli orizzonti, ma la scrittura di una buona canzone, arriva dal profondo di noi. Può essere migliorata dai nuovi “strumenti” che sono oggi a disposizione, ma nessuno di loro, potrà mai sostituire l’attimo creativo. Le canzoni “suonate” sono fatte anche di attimi sbagliati, magari impercettibili, di note ritardate, ma tutto questo concorre a far si che il brano sia umano. Non so se in un futuro distingueremo un brano fatto con l’AI da uno fatto da un buon musicista. Di certo l’AI non potrà sostituire le nostre emozioni</em>».</p>
<p><strong>Avendo orecchio, senza conoscere la musica, con l’AI potrei produrre e vendere miei brani musicali? </strong></p>
<p>«<em>Lo stanno già facendo in molti, soprattutto nel rap e qui da noi in Europa. E molti di loro, anche senza bisogno di avere orecchio…</em>».</p>
<p><strong>Dunque, quando oggi ascoltiamo musica non possiamo più sapere “chi” l’abbia creata, nonostante vi sia apposta una firma umana.</strong></p>
<p>«S<em>periamo di non arrivare a quel livello, ma che ci sia sempre un tratto che distingue il suono della chitarra di Jeff Beck o Mark Knopfler, da quello generato dalla AI…</em>».</p>
<p><strong>Insomma, tra mode estreme e tecnologia, come immagina il futuro?</strong></p>
<p>«<em>Molto difficile da dire. Musica, cinema e spettacoli, sono cambiati moltissimo negli ultimi 10 anni. Possiamo immaginare cosa succederà tra 50 anni? Le nuove tecnologie apriranno nuove frontiere ma la creatività, le buone idee, resteranno le uniche cose che potranno fare la differenza. L’importante è continuare a fare buona musica. Musica che colpisca al cuore, che ti faccia anche solo per un attimo appartenere ad un mondo pieno di emozioni. Ci sarà sempre più tecnologia è vero, ma i Beatles non avevano nessuna tecnologia, eppure le loro canzoni, ancora oggi ci riempiono di emozioni. Charlie Chaplin non aveva nessuna tecnologia eppure i suoi film ci trascinano ancora oggi in mondi fantastici. Dovunque la musica andrà, la cosa importante è che ti colpisca sempre senza farti male, lasciandoti affogare in un mare di sentimenti e ti apra la mente in modo tale da poter riconoscere l’inganno e saperlo combattere</em>».</p>
<p>Annamaria Lorefice</p>
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	<p>Vedibile sul web e nel sito brunomarro.com, il progetto musicale animato, tenero e commovente, "<em>Heart to Heart</em>" vuole coinvolgere il pubblico, come fa l’Autore anche nei suoi concerti e nelle web-trasmissioni, su temi scottanti che riguardano il futuro dell’umanità. Marro ha scritto le musiche e tutti i testi e curato la regia, i disegni sono di Andrea Biscalchini, la produzione è di Roberto da Pozzo.</p>
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	<p>Bruno Marro, è nato il 5 marzo 1956 a Torino. Musicista, compositore, scrittore, ha composto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni televisive di Rai e Mediaset. Ha collaborato con molti artisti internazionali e ha prodotto tutti i suoi dischi cantando e suonando la chitarra che è il suo strumento preferito. Stabilitosi a Milano negli anni '80, ha lavorato in Virgin Record e nel settore della moda scrivendo musica e producendo clip promozionali. Scrive per il blog Newsacademy.it per il quale conduce web-trasmissioni su temi di geopolitica.</p>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		<title>L’intelligenza artificiale, una sconosciuta da affrontare di petto</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lintelligenza-artificiale-una-sconosciuta-da-affrontare-di-petto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 17:22:52 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/lintelligenza-artificiale-una-sconosciuta-da-affrontare-di-petto/">L’intelligenza artificiale, una sconosciuta da affrontare di petto</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p>Cosa unisce il cioccolato – di cui tutti conosciamo gusti e consistenze – e l’intelligenza artificiale, questo termine sconosciuto pochi anni fa e oggi sulla bocca e (probabilmente) nella tasca di tutti? I due temi che apparentemente hanno poco da condividere hanno dominato le relazioni dell’85° congresso. Raffaele Sermoneta, presidente dell’Unione giovani Svizzeri, ha coordinato una tavola rotonda con tre oratori di spicco che hanno provato a fare ordine in termini di definizioni, competenze e limiti dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Ma cosa è esattamente l’intelligenza artificiale? Per disporre di una premessa per poterne discutere è venuto in soccorso il <strong>prof. Gaetano Affuso</strong> che si è concentrato sulla definizione di questo termine. Per farlo si è avvalso di una presentazione che, ha ammesso, è stata creata proprio attraverso l’intelligenza artificiale. L’IA è una macchina che fa qualcosa che l’uomo non sa o non vuole più fare. Si tratta in ultima analisi di chiedersi per quale motivo l’IA sia esplosa.</p>
<p>L’intelligenza artificiale nasce negli anni ‘50. Non era però facile dimostrare che una macchina fosse in grado di pensare e di apprendere. Eppure nel 1958, il New York Times citava «<em>compare una nuova meraviglia tecnologica </em>(era un computer)<em>. Il cervello elettronico che insegna a sé stesso. Nel giro di un anno sarà in grado di percepire, riconoscere e identificare ciò che lo circonda, senza bisogno di controllo o addestramento da parte dell’uomo</em>». Non è forse questa una buona definizione di intelligenza artificiale? Si pone però la questione a sapere perché per 60 anni questa tecnologia è restata per certi versi “dormiente”. La risposta, secondo Affuso, è chiara e sta nella mancanza delle tecniche e serie di dati. L’intelligenza artificiale è, per definizione, affamata di dati e dagli anni ‘50 ad oggi si è colmata la mancanza di dati, che oggi sono oggetto di vere e proprie lotte. Nel frattempo l’IA è esplosa e nascono programmi nuovi e che fanno nuove cose. Programmi che traspongono testi in video o in immagini, o audio. Oppure programmi come chatgpt con cui si può interloquire e che rispondono direttamente. Cosa aspettarsi dunque da questa tecnologia? L’IA, come paventato da molti, prenderà il posto dell’uomo? Secondo Affuso la risposta è che l’uomo è chiamato ad utilizzare la macchina per far fare quello che non fa o non vuole più fare.</p>
<p><strong>Un albergo sulla luna? «Dobbiamo collaborare con l’IA». </strong></p>
<p>E dunque, quali sono le premesse per dialogare e dominare questa tecnologia? Quali intelligenze siamo chiamati a sviluppare per collaborare con l’IA? L’interrogativo occupa da tempo il dr. Enrico Tombesi della Fondazione Golinelli. L’IA, così li ha definiti Tombesi, sono nuovi compagni di studi. Attraverso un esperimento concreto con le persone in sala si è presentato un dialogo con uno strumento di IA. Per generare un’immagine mentale che può suscitare un racconto – e che può cambiare da persona – è stato utilizzato un programma (DALL-E). Attraverso il programma si è tentato di creare un’immagine accattivante per pubblicizzare il primo albergo sulla Luna. Per farlo il programma di IA necessita però delle indicazioni, ciò che ha illustrato come, per collaborare con l’IA, sia necessario fornire informazioni: nell’esperimento in sala si trattava di aggettivi, di emozioni che deve suscitare e lo stile con il quale vogliamo rappresentare il futuristico albergo. Fornendo queste informazioni (attraverso un cosiddetto prompt) si ottiene un’immagine, che può variare anche in base alle stesse informazioni. L’immagine sortita può successivamente essere modificata attraverso un’ulteriore collaborazione con il programma, dunque “dialogando”.</p>
<p>Ma se questo è il mondo con cui tutte le professioni a breve dovranno confrontarsi, quali intelligenze è necessario sviluppare? Tombesi ha mostrato che per tutte le tecnologie dopo gli anni ‘50, dalle schede perforate all’IA con i chatbot, la competenza necessaria stava e sta nel dialogo con la macchina. Sono importanti la completezza delle informazioni e oggi i chatbot parlano come noi, per altro in più di 50 lingue. Se vogliamo collaborare occorre dunque cercare di capire chi sono questi particolari compagni di classe. Contrariamente all’umano il chatbot ha emozioni simulate, apprendono attraverso miliardi di testi, e necessitano di informazioni esplicite fornite dall’utente (il chatbot va istruito).</p>
<p>La vera sfida e domanda centrale è dunque: collaborare o delegare? Per dialogare con il chatbot è necessario collaborare. Attraverso la delega – ad esempio farsi fare i compiti dall’IA – il rischio è di essere esclusi e sostituiti da IA ed essere dipendenti dall’IA. Collaborando è possibile svolgere nuovi lavori, aumentando la produttività personale e indirizzando lo sviluppo di nuove soluzioni.</p>
<p><strong>I limiti dell’IA, tra governance e dipendenze</strong></p>
<p>Il dr. Aldo Pisano, della società italiana per l’etica dell’IA, si è in seguito occupato di chiarire i limiti dell’IA, e dunque quale sia il margine tra responsabilità individuale e quella dei produttori? Questa non è sempre chiara, soprattutto quando si vedono i ragazzini completamente dipendenti dai telefonini.</p>
<p>Dunque, quando parliamo di etica dell’intelligenza artificiale, stiamo discutendo le modalità di coabitazione tra essere umano e macchina di modo che siano inclusivi e il più possibile facenti riferimento a strumenti democratici. Devono essere, secondo Pisano, sistemi non invadenti, soprattutto in relazione alla privacy. Vi sono quindi relazioni con la sfera del diritto e con la responsabilità educativa. Un problema alla base di questa coabitazione è la tendenza a considerare la macchina infallibile. Ma l’IA continua a reindirizzare sempre sugli stessi indirizzi, sugli stessi temi, sulle stesse posizioni. Questo, in assenza di un controllo, è fortemente problematico e limitante. È correlato a strumenti di controllo e rafforzato dalla dopamina che aumentano la dipendenza. Questa è una sfida, conclude Pisano.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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	<p><em>L’immagine della pubblicità dell’albergo sulla luna, sortita dal “prompt” del Dr. Tombesi</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Svizzera-Italia tra intelligenza artificiale e cioccolato</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzera-italia-tra-intelligenza-artificiale-e-cioccolato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 17:15:11 +0000</pubDate>
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		><h3 class="widget-title">85mo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia</h3>
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	<p>«<em>Un grande abbraccio a voi tutti che avete trovato la via di Perugia</em>»: con queste parole la presidente Irène Beutler Fauguel ha dato il benvenuto ai presenti, e ha aperto l’85° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, ringraziando al contempo Françoise L’Eplattenier, presidente del Circolo Svizzero in Umbria per l’organizzazione del Congresso.</p>
<p>Nel suo saluto ufficiale, Stefano Lazzarotto, Console generale a Milano, ha utilizzato l’esempio di una ferrovia progettata da ingegneri svizzeri, che transitava sui colli dell’Umbria, tra Spoleto e Norcia, tra il 1912 e il 1968. A progettare la linea sono stati 4 ingegneri svizzeri che avevano già ideato la linea tra Tirano e San Moritz e la tratta del Lötschberg. Dal 1968 la linea è stata liberata dai binari e convertita in un percorso ciclopedonale. «<em>Si tratta di un esempio rappresentativo delle relazioni tra Svizzera e Italia, di quanto noi svizzeri abbiamo fatto in Italia ma anche di quanto gli italiani abbiano contribuito alle infrastrutture svizzere</em>» ha affermato Lazzarotto.</p>
<p>Una relazione stretta che le istituzioni si impegnano a sottolineare il più possibile. Ma, ha sottolineato il Console generale, «<em>le istituzioni non si limitano all’Ambasciata e al Consolato, voi tutti siete parte di queste istituzioni</em>», concludendo che «<em>quello che voi fate tutti i giorni per dare onore alla Svizzera in Italia merita un grande plauso, rivolgendosi ai circoli e all’UGS</em>».</p>
<p>A nome dell’OSE, l’Organizzazione degli svizzeri all’estero, Gian Franco Definti ha portato i saluti della direzione. Nel 2023 sono stati 813’4000 gli svizzeri all’estero, quasi un decimo dell’intera popolazione svizzera. Definti ha in seguito illustrato le strutture e gli obiettivi dell’Ose, come i prossimi appuntamenti per gli svizzeri all’estero. Tra i temi principali che (pre)occupano l’OSE vi sono le relazioni con le banche, le casse malati e soprattutto il voto elettronico. In conclusione, Definti ha brevemente presentato il 100° Congresso degli Svizzeri all’estero che si terrà dall’11 al 13 luglio a Lucerna.</p>
<p>Luca Panarese, collaboratore scientifico della Direzione consolare di Berna, ha portato i saluti del direttore Davide Grichting e ha confermato l’importanza che la Direzione attribuisce ai legami tra la Svizzera e i suoi cittadini all’estero. La crescita di questi ultimi è costante ed è aumentata di oltre l’1% tra il 2022 e il 2023. Uno svizzero all’estero su 4 ha più di 65 anni. 52'000 concittadini vivono in Italia, una cifra cresciuta del 16% negli ultimi 20 anni. L’aumento della comunità rossocrociata all’estero, la mobilità accresciuta, la digitalizzazione e il mondo sempre più frammentato hanno portato la Direzione consolare ad alcune riflessioni sortite in una strategia che vede al centro la digitalizzazione dei servizi amministrativi, la conclusione di accordi e partenariati e lo sviluppo della comunicazione. Questo si traduce ad esempio in nuovi strumenti di prevenzione, sportelli online o la semplificazione di procedure amministrative. Le collaborazioni vengono rafforzate con i cantoni, altri uffici federali, altri Stati (accordi consolari), partner privati (per la gestione dei rischi) e con le organizzazioni di svizzeri all’estero.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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		><h3 class="widget-title">educationsuisse: la rete delle scuole svizzere all’estero e punto di contatto per i giovani svizzeri all’estero.</h3>
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	<p>Ruth Von Gunten ha portato i saluti e ringraziamenti da parte di educationsuisse, la rete di 17 scuole svizzere nel mondo. educationsuisse è al contempo anche il centro di consulenza per la formazione per tutti i giovani svizzeri all’estero. Il sistema di formazione in Svizzera differisce sensibilmente da quello italiano ed estero in generale. Solo 1/3 dei giovani che conclude le scuole dell’obbligo in Svizzera frequenta il liceo; in Italia questa percentuale è circa il doppio. In Svizzera la formazione duale resta la via scelta maggiormente dai giovani. Von Gunten ha messo l’accento sulla flessibilità e permeabilità del sistema svizzero che permette di cominciare la carriera scolastica post-obbligatoria con un apprendistato e arrivare fino all’Università. Alla luce del sistema di formazione molto diverso rispetto all’estero, educationsuisse supporta i giovani attraverso servizi di informazione, consulenza personalizzata, borse di studio o aiuti finanziari direttamente da educationsuisse e di fondi privati. In quest’ultimo contesto Von Gunten ha ringraziato il Collegamento Svizzero in Italia e la Gazzetta che supportano finanziariamente l’orientamento e la formazione dei giovani svizzeri all’estero.</p>
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	<p><em>Un congresso riuscito, quello di Perugia, organizzato dalla presidente del Circolo Svizzero dell’Umbria, Françoise L’Eplattenier (a sinistra) e il suo team.</em></p>
</div>
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	<p><em>L’Ambasciatore Stefano Lazzarotto in occasione del suo saluto ufficiale</em></p>
</div>
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	<p><em>Due terzi degli svizzeri all’estero si trova in Europa, di cui 52'000 in Italia. Una comunità in crescita, come ha spiegato Panarese. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div></div><div id="panel-24083-0-1-6" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="8" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-24083-0-1-6" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>85° Congresso Collegamento Svizzero in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 18:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[riforma AVS]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=23863</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/01/image-PPerugia-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’hotel e Centro Congressi che ci accoglierà per l’annuale Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, è una struttura unica nel suo genere. L’Hotel Giò Wine e Jazz, situato in prossimità del centro storico di Perugia, si articola in due aree dedicate la prima al vino e la seconda al jazz. Queste due tematiche rispecchiano due</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-2/">85° Congresso Collegamento Svizzero in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/01/image-PPerugia-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23863"  class="panel-layout" ><div id="pg-23863-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23863-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23863-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Perugia di ieri e di oggi</h3>
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	<p>L’hotel e Centro Congressi che ci accoglierà per l’annuale Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, è una struttura unica nel suo genere. L’Hotel Giò Wine e Jazz, situato in prossimità del centro storico di Perugia, si articola in due aree dedicate la prima al vino e la seconda al jazz.</p>
<p>Queste due tematiche rispecchiano due sfaccettature che contraddistinguono l’Umbria. Da un lato il vino, importante prodotto della terra; vini umbri rinomati sono, fra gli altri, l’Orvieto Classico e il Sagrantino di Montefalco. Inoltre l’Umbria vanta anche specialità culinarie apprezzate fuori dai suoi confini, come l’olio di oliva, i salumi di Norcia, il tartufo della Val Nerina, la fagiolina del Lago Trasimeno o la lenticchia di Castelluccio.</p>
<p>La seconda tematica, il jazz, si allaccia al famoso Umbria Jazz Festival, nato nel 1973 e che quindi ha visto svolgersi la sua cinquantesima edizione a luglio 2023. Durante il Festival, la città vibra attraverso una miriade di concerti ma anche di esibizioni spontanee nelle piazze o nei locali della città. Grandi nomi della musica internazionale, jazz ma non solo, partecipano da sempre a questo importante festival, appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della musica.</p>
<p>Vino, prodotti tipici genuini, buona musica … a Perugia potrete godervi tutto questo, e molto di più, partecipando all’85° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia. Vi aspettiamo numerosi!</p>
</div>
</div></div><div id="panel-23863-0-0-1" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="1" ><div
			
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	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<h3>SABATO, 11 MAGGIO</h3>
<h2>Hotel Giò Wine e Jazz Area, Via Ruggero D'Andreotto 19</h2>
<p><strong>09.30          </strong>Apertura registrazioni<br />
<strong>10.00          </strong>Assemblee generali di Collegamento Svizzero in Italia e Associazione Gazzetta Svizzera<br />
<strong>10.00          </strong>Assemblea Unione Giovani Svizzeri (UGS)<br />
<strong>12.00          </strong>Lunch<br />
<strong>14.00          </strong>Inizio del Congresso</p>
<h4>SVIZZERA-ITALIA TRA INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CIOCCOLATO</h4>
<p>Interventi delle autorità svizzere e italiane<br />
Interventi di esperti sulle seguenti tematiche:</p>
<p><strong>« </strong><strong>IA – Intelligenza artificiale </strong><strong>»</strong></p>
<p>Tavola rotonda a cura dell’UGS con<br />
Prof. Gaetano Affuso<br />
Dr. Aldo Pisano, SIpEIA<br />
Dr. Enrico Tombesi</p>
<p><strong>« </strong><strong>Cioccolato: dal cacao ai baci » </strong></p>
<p>Rosa Maria Leggio, Ambasciatrice Aeschbach Chocolatier Schweiz<br />
Cristina Mencaroni, Responsabile del Museo «Casa del Cioccolato Perugina»</p>
<p><strong>20.00</strong><strong>          </strong>Cena Ufficiale presso l’Hotel Giò Wine e Jazz Area<br />
<strong>22.00</strong><strong>          </strong>Serata UGS in città</p>
<h3>DOMENICA, 12 MAGGIO</h3>
<p><strong>10.00</strong><strong>          </strong>Visita guidata della città di Perugia e della Perugia sotterranea<br />
<strong>12.30</strong><strong>          </strong>Pranzo presso il ristorante La Rosetta, Piazza Italia 19<br />
<strong>10.00</strong><strong>          </strong>UGS: passeggiata in centro e pranzo street food<br />
<strong>15.00</strong><strong>          </strong>Termine del Congresso</p>
</div>
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	</div>

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		><h3 class="widget-title">Riforma dell’AVS – Immediati vantaggi per le donne delle classi 1960-1969</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Robert Engeler, esperto della materia, si rende disponibile a spiegare, a margine del Congresso di Perugia, quale procedura seguire per accertarsi dell’effettivo vantaggio e come calcolarlo. Iscrivetevi subito a questo incontro gratuito, comunicandoci il vostro interesse, inviando una email a: info@gazzettasvizzera.org, scrivendo nell’oggetto: “Sono interessata ad avere informazioni sulla riforma AVS”.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-23863-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23863-0-1-3" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-23863-0-1-4" class="so-panel widget panel-last-child" data-index="6" ></div></div></div><div id="pg-23863-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23863-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23863-1-0-0" class="so-panel widget widget_siteorigin-panels-builder panel-first-child panel-last-child" data-index="7" ><div id="pl-w660078c4c1f6b"  class="panel-layout" ><div id="pg-w660078c4c1f6b-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-w660078c4c1f6b-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w660078c4c1f6b-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-w660078c4c1f6b-0-0-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Collegamento Svizzero in Italia</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Invito </strong><strong>all’</strong><strong>Assemblea </strong><strong>Generale Ordinaria</strong></span></p>
<p>L’Assemblea Generale Ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia è convocata</p>
<p><strong>Sabato, 11 maggio 2024 ore 10.00 </strong><strong>presso Hotel Giò, Via Ruggero D’Andreotto 19, Perugia</strong></p>
<p><strong>Ordine del Giorno</strong></p>
<ol>
<li>Nomina del segretario e degli scrutatori</li>
<li>Approvazione del verbale dell’assemblea del 13 maggio 2023</li>
<li>Relazione della Presidente del Collegamento Svizzero in Italia</li>
<li>Bilancio al 31 dicembre 2023 e rapporto dei revisori dei conti</li>
<li>Approvazione dei conti 2023 e scarico verso il Comitato</li>
<li>Preventivo 2024</li>
<li>Nomina di due nuovi membri nel comitato del Collegamento</li>
<li>Nomina di un revisore dei conti in sostituzione di A. Hachen</li>
<li><em>Collaborazione/rapporti con le autorità consolari</em></li>
<li>Colloqui orientamento professionale agli studi BIZ</li>
<li>Contributo anno 2025 per le istituzioni</li>
<li>Varie</li>
</ol>
<p><strong>Seguirà L’Assemblea Generale dell’Associazione Gazzetta Svizzera.</strong></p>
<p><strong>Vi ricordo gli articoli dello statuto che regolano la partecipazione all’assemblea:</strong></p>
<p><em>“Ciascun associata, indipendentemente dal numero dei soci, dispone di un solo voto; tale voto deve essere espresso a mezzo di un delegato appositamente designato, purché questi sia di nazionalità svizzera e socio di un sodalizio facente parte del Collegamento. Ogni delegato può rappresentare al massimo tre associate. I presidenti sono automaticamente considerati delegati designati; se un’associazione delega invece un’altra persona, questa richiede di delega scritta del presidente o di chi ne fa le veci.”</em></p>
<p>L’ambasciatore, i consoli generali, consoli di carriera ed onorari, i rappresentanti del DFAE e dell’ASO sono cordialmente invitati a partecipare (senza diritto di voto).</p>
<p>Nell’attesa di incontrarvi a Perugia, Vi saluto cordialmente.</p>
<p><em>La Presidente<br />
</em><em>Irène Beutler-Fauguel</em><em> </em></p>
<p><em>Milano, 10 aprile 2024</em></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-w660078c4c1f6b-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w660078c4c1f6b-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-w660078c4c1f6b-0-1-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Associazione Gazzetta Svizzera</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Invito all’Assemblea Generale Ordinaria</strong></span></p>
<p>L’Assemblea Generale Ordinaria dell’Associazione Gazzetta Svizzera è convocata</p>
<p><strong>Sabato, 11 maggio 2024 ore 11.00 </strong><strong>presso Hotel Giò, Via Ruggero D’Andreotto 19, Perugia</strong></p>
<p><strong>Ordine del Giorno</strong></p>
<ol>
<li>Nomina del segretario e degli scrutatori</li>
<li>Approvazione del verbale dell’assemblea del 13 maggio 2023</li>
<li>Relazione del presidente della Associazione Gazzetta Svizzera</li>
<li>Bilancio al 31 dicembre 2023 e rapporto dei revisori dei conti</li>
<li>Approvazione dei conti 2023 e scarico verso il Comitato</li>
<li>Preventivo 2024</li>
<li>Nomina di due nuovi membri nel Comitato</li>
<li>Nomina di un revisore dei conti in sostituzione di A. Hachen</li>
<li>Rapporti con DFAE</li>
<li>Borse di studio educationsuisse</li>
<li>Varie</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Possono partecipare all’Assemblea</em></strong><em>:</em></p>
<ul>
<li>Con diritto di voto i soci ordinari (istituzioni svizzere in Italia rappresentate dal loro presidente o da persona da esso delegata per iscritto purché di nazionalità svizzera). Ciascuna istituzione ha diritto ad un voto, nessuno può rappresentare più di tre istituzioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Senza diritto di voto i soci simpatizzanti (lettori che hanno versato il contributo nel 2023), i membri del Comitato e revisori dei conti, le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere in Italia, i membri dell’ASO nonché i rappresentanti dell’EDA.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’attesa di incontrarvi a Perugia, Vi saluto cordialmente.</p>
<p><em>Il Presidente<br />
</em><em>avv. Andrea Giovanni Pogliani</em></p>
<p><em>Muralto, 10 aprile 2024</em></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-2/">85° Congresso Collegamento Svizzero in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Editoriale Marzo 2024</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-marzo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 18:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2024]]></category>
		<category><![CDATA[13a Mensilità AVS]]></category>
		<category><![CDATA[66 anni]]></category>
		<category><![CDATA[85° Congresso]]></category>
		<category><![CDATA[Cena di Gala]]></category>
		<category><![CDATA[Cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamento Svizzeri Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Decisioni]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[previdenza vecchiaia]]></category>
		<category><![CDATA[Relatori]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[UGS Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Votazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=23783</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/02/perugia-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori, proprio mentre questa terza edizione 2024 di Gazzetta viene recapitata nelle vostre buche lettere, i cittadini svizzeri stanno prendendo decisioni cruciali riguardanti il finanziamento della previdenza vecchiaia. Gli anziani – in Svizzera e all’estero – riceveranno una 13a mensilità AVS e bisognerà lavorare fino ad (almeno) 66 anni? Se la prima</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/02/perugia-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23783"  class="panel-layout" ><div id="pg-23783-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23783-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23783-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori,</p>
<p>proprio mentre questa terza edizione 2024 di Gazzetta viene recapitata nelle vostre buche lettere, i cittadini svizzeri stanno prendendo decisioni cruciali riguardanti il finanziamento della previdenza vecchiaia. Gli anziani – in Svizzera e all’estero – riceveranno una 13<sup>a</sup> mensilità AVS e bisognerà lavorare fino ad (almeno) 66 anni? Se la prima proposta è molto combattuta, la seconda invece non avrà alcuna possibilità alle urne. La Gazzetta riporterà su queste votazioni nel numero di aprile.</p>
<p>Non c’è invece tempo da perdere per l’iscrizione all’85<sup>o</sup> Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia che si terrà a Perugia l’11 e il 12 maggio. Sotto il cappello tematico “Svizzera-Italia, tra intelligenza artificiale e cioccolato” si alterneranno relatori d’eccezione che si concentreranno sulle tradizioni e le innovazioni dei due paesi. L’occasione di ritrovo viene impreziosita da un ricco programma di contorno, dalla tradizionale cena di gala del sabato sera a varie attività la domenica, compresi gli interessanti appuntamenti per i giovani coordinati dall’UGS.</p>
<p>Chi non riuscisse a raggiungere Perugia durante il finesettimana primaverile avrà certamente l’occasione di partecipare ai vari appuntamenti organizzati nei circoli durante l’anno, di cui riportiamo anche nel presente numero. Intanto, buona lettura.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Tra cioccolato e intelligenza artificiale: pronto il Congresso a Perugia</h3>
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	<p>La capitale umbra pronta ad accogliere la diaspora elvetica in Italia. Aperte le iscrizioni per Congresso e attività collaterali.</p>
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		<title>85° congresso collegamento Svizzero in Italia &#8211; Iscrizioni</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-iscrizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 09:54:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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		<category><![CDATA[Tour domenicale.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/giovani-logo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici e cari lettori, abbiamo il piacere di invitarVi all’85a edizione del nostro annuale Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, che avrà luogo a Perugia il prossimo 11 e 12 maggio. Il tema di questa edizione sarà “Svizzera – Italia tra intelligenza artificiale e cioccolato”, connubio perfetto d’espressione del potenziale innovativo e di un</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-iscrizioni/">85° congresso collegamento Svizzero in Italia &#8211; Iscrizioni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/giovani-logo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23728"  class="panel-layout" ><div id="pg-23728-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23728-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23728-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Via alle iscrizioni!</h3>
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	<p>Care lettrici e cari lettori, abbiamo il piacere di invitarVi all’85<sup>a</sup> edizione del nostro annuale Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, che avrà luogo a Perugia il prossimo 11 e 12 maggio.</p>
<p>Il tema di questa edizione sarà <em>“Svizzera – Italia tra intelligenza artificiale e cioccolato”</em>, connubio perfetto d’espressione del potenziale innovativo e di un attento sguardo verso le tradizioni.</p>
<p>Se da una parte il cioccolato rappresenta un’eccellenza secolare della Svizzera, consolidando così l’immagine del Swiss made in tutto il mondo; dall’altra, la Confederazione propone un ecosistema tecnologico all’avanguardia.</p>
<p>L’evento si svolgerà presso l’Hotel Giò a Perugia.</p>
<p>La mattina si terrà l’assemblea generale dei soci, mentre dopo pranzo avrà luogo il Congresso annuale, dove relatori ed esperti interverranno.</p>
<p>La cena ufficiale di sabato sera sarà gentilmente offerta dal Collegamento Svizzero in Italia ai giovani fino ai 35 anni iscritti all’UGS.</p>
<p>Nella giornata di domenica, invece, è previsto un tour alla scoperta di Perugia attraverso il minimetrò panoramico.</p>
<p>Le prenotazioni per quanto riguarda l’alloggio dovranno potranno essere eseguite contattando direttamente hotel dai noi convenzionati, precisando di partecipare al “Congresso Svizzero 2024”.</p>
<p>Un limitato numero di stanze è stato bloccato entro il 31/03/2024.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
</div>
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	<p><strong>HOTEL ASTOR</strong> – http://www.hotelastorperugia.com<br />
Piazza Vittorio Veneto, 1<br />
Tel. +39 075 500 6843<br />
hotelastorpg1@gmail.com<br />
Prezzo a persona: 39 €</p>
<p><strong>HOTEL SACRO CUORE</strong> – https://www.hotelsacrocuore.com<br />
Strada del Brozzo, 12<br />
Tel.+39 075 33 141<br />
info@hotelsacrocuore.com</p>
<p>Singola: 60 €<br />
Doppio uso singola: 68 €<br />
Doppia per due: 75 €<br />
Tripla: 100 €<br />
Quadrupla: 115 €</p>
<p><em>Ci vediamo a Perugia!</em></p>
</div>
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	<p>La mini serie di Netflix co-prodotta con RTS <em>Winter Palace</em> ripercorrerà la nascita del turismo invernale sulle Alpi nato dall'intuizione di un albergatore svizzero e di un aristocratico britannico all'inizio del XX secolo. La serie è basata su eventi realmente accaduti e racconterà la storia dell'ambizioso albergatore Andre Morel che, nel 1899, immagina un hotel di lusso a cinque stelle aperto per tutto l'inverno. Convince il ricco aristocratico Lord Fairfax a entrare in affari con lui e i due si ritrovano ad affrontare una clientela esigente, uno staff ribelle e un clima ostile prima di poter trasformare il loro sogno in realtà. Per fine anno scopriremo come andrà!</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-23728-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23728-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="4" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23728-1-1-0" ><div
			
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	<p>La <em>Sechseläuten</em> è una tradizione centenaria per celebrare l’inizio della primavera a Zurigo. Quest’anno si terrà il 15 aprile con l’immancabile protagonista della festa: Il <em>Böögg</em><em>, </em>simbolo dell’inverno. Oltre ai membri delle corporazioni in costumi storici, l’evento è caratterizzato da bande musicali, cavalli, fiori, bandiere e quando la chiesa di St. Peter suona le sei in punto si dà fuoco al <em>Böögg</em>. Secondo le credenze locali, prima esplode la testa piena di fuochi d’artificio, più bella sarà l’estate, poiché il falò vuole dare il benvenuto alla primavera. Siate anche voi pronti a sbocciare!</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-23728-1-2"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23728-1-2-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23728-1-2-0" ><div
			
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	<p>Jean-Jacques Rousseau nasce a Ginevra nel 1712 e, poco più che adolescente, decide di abbandonarla per una vita più fortunata e avventurosa. Filosofo e pedagogista lo ricordiamo per i suoi più grandi capolavori: il Contratto sociale (1762) e l’Emilio (1762). Oggi le idee di Rousseau continuano ad essere studiate e dibattute nelle università e nelle istituzioni accademiche in tutto il mondo. La sua influenza si estende anche al campo della teoria politica, dell'etica e dell'educazione. Molti considerano Rousseau uno dei pensatori più importanti dell'illuminismo e un precursore di molte idee chiave che hanno plasmato il pensiero moderno.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-23728-1-2-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="6" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23728-1-2-1" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
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</div></div></div><div id="panel-23728-1-2-2" class="so-panel widget panel-last-child" data-index="7" ></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-iscrizioni/">85° congresso collegamento Svizzero in Italia &#8211; Iscrizioni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Scrittura umana o IA: oltre i confini dell’imitazione</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/scrittura-umana-o-ia-oltre-i-confini-dellimitazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 17:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Febbraio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[Differenza tra testi umani e AI]]></category>
		<category><![CDATA[Errori grammaticali]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro della scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Impronta umana]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura automatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/01/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nel vasto panorama degli strumenti di generazione di testi automatici basati sull’intelligenza artificiale (IA) emerge una sfida affascinante: differenziare il lavoro umano da quello generato da algoritmi. L’IA con i suoi algoritmi sofisticati è capace di generare risposte e testi che spesso si avvicinano alla maestria umana; ma quanto siamo davvero in grado di distinguere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/01/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23580"  class="panel-layout" ><div id="pg-23580-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23580-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23580-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Nel vasto panorama degli strumenti di generazione di testi automatici basati sull’intelligenza artificiale (IA) emerge una sfida affascinante: differenziare il lavoro umano da quello generato da algoritmi. L’IA con i suoi algoritmi sofisticati è capace di generare risposte e testi che spesso si avvicinano alla maestria umana; ma quanto siamo davvero in grado di distinguere tra la penna umana e quella digitale? Secondo recenti ricerche, la nostra capacità di distinguere se un testo è stato scritto da una persona o dall’IA è piuttosto limitata: ci riusciamo soltanto una volta su due. A tal proposito la domanda nasce spontanea: è realmente possibile distinguere i testi scritti da un algoritmo rispetto a quelli scritti da un essere umano? La risposta a questa domanda è: dipende. Difatti l’IA grazie alla complessità dei suoi algoritmi si avvicina sempre più alla maestria umana nella creazione di testi e risposte. Gli studi recenti evidenziano la nostra limitata capacità di discernere tra i due, mettendo in discussione la nostra abilità di riconoscere l’origine di un testo. Questo evidenzia un dilemma stimolante sulla possibilità di effettuare una distinzione definitiva tra ciò che è creato da un individuo e ciò che proviene dall’AI, gettando luce sull’ambiguità della nostra percezione in questo contesto.</p>
<p>Attualmente l’intelligenza artificiale, almeno nelle versioni consumer, non è così evoluta. Nonostante ciò ogni nuova interazione porta miglioramenti significativi con testi sempre più simili a quelli umani e, di conseguenza, ci fa chiedere come questa costante evoluzione influenzerà la nostra capacità di distinguere tra scrittura umana e scrittura generata dall’IA nel lungo termine. A sostegno di tale problema esistono programmi come AI text classifier, ZeroGPT, GPTzero o GLTR. Bisogna sottolineare però che alcune soluzioni per le aziende già adesso consentono di svincolarsi da questi software, infatti, la capacità di scrittura è molto più “umana” e le differenze con un autore reale sono veramente minime. Basti pensare che perfino l’azienda che ha creato ChatGPT, ossia OpenAI, si trovò costretta a ritirare dal mercato il software di AI detector poiché riconobbero l’impossibilità di discernere i testi umani da quelli generati dalle macchine.</p>
<p>Come possiamo quindi verificare l’originalità di un testo scritto? Tra i metodi migliori riscontriamo la presenza di errori grammaticali e l’imprevedibilità del testo. Probabilmente sembrerà un paradosso, ma un testo che presenta sbagli e refusi, ha buone possibilità di essere stato scritto da un essere umano. Allo stesso modo però le eventuali ripetizioni di parole, il mancato utilizzo di sinonimi ed una punteggiatura che non rispecchia le regole grammaticali sono, al contrario, tutte cose spesso presenti nella stesura di un testo scritto dall’IA.</p>
<p>Questi metodi di verifica possono essere svolti a occhio, mentre quello relativo all’imprevedibilità del testo è più complesso e necessita di programmi appositi. Alcuni di questi sono in fase di sviluppo, e permetterebbero di valutare un testo sulla base del lessico utilizzato, poiché è noto che l’intelligenza artificiale costruisce i periodi mediante un susseguirsi di parole che generalmente vengono accoppiate. In sostanza usa dei modelli, che per quanto siano efficaci, talvolta fanno apparire i testi troppo scontati, meccanici e privi di “irruenza”. All’interno di un testo scritto da un essere umano vi è sempre un certo tasso di imponderabilità e di casualità, caratteristiche che mancano del tutto all’IA, la quale è costretta a seguire schemi prefissati. Se il testo riflette emozioni, prospettive uniche e una voce personale autentica, è probabile che provenga da una mente umana.</p>
<p>In futuro queste tattiche potranno diventare completamente inutili, poiché l’IA è uno strumento in continuo aggiornamento che nel tempo diventerà sempre più sofisticato. Arriveremo al punto in cui un software saprà scrivere un testo del tutto uguale a quello di una persona, il quale contempla quindi anche l’irruenza, l’imprevedibilità e tutti i fattori caratteristici della scrittura umana. Per questo motivo alcuni studiosi stanno pensando ad altri sistemi, come ad esempio integrare dei watermark, ovvero una specie di filigrana digitale, che consentirebbe di risalire all’origine di un testo. Per renderla funzionale, alcuni pensano di costituirla mediante sequenze di parole inutilizzabili dall’IA. Così, se un testo trasgredisce la regola più volte, avremmo la certezza che è stato scritto da una mano umana. Per altri esperti, l’unico sistema valido sarebbe quello di obbligare l’IA ad avere un accento riconoscibile, un po’ come quello inglese o americano. In tal modo sarebbe immediatamente riconoscibile e sarebbe complicato manometterlo.</p>
<p>Sebbene le metodologie di distinzione siano in costante evoluzione, il futuro del riconoscimento tra scrittura umana e IA rimane incerto; non ci resta quindi che aspettare e chiederci se il cuore della scrittura riuscirà sempre a resistere all'ascesa delle macchine. Solo il trascorrere del tempo potrà dirci quale sarà il prossimo capitolo di questa storia.</p>
<p>Per chi non ci ha mai pensato proviamo con un esempio pratico. Ho fatto la stessa domanda all’IA ed ad Ivo. Sapresti dire chi ha risposto cosa?* Tenta prima di sbirciare la soluzione!</p>
<p><em>Elisabetta Agrelli e Ivo Colletta</em></p>
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	<table>
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="642">
<p style="text-align: center;">Come descriveresti il colore dell’oro ad una persona ipovedente?</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="321">Immagina la sensazione di tenere in mano qualcosa di prezioso e caldo, come una luce dorata che avvolge la tua mano. È come toccare il sole al tramonto, una sensazione calda e luminosa che si diffonde delicatamente. L'oro è come il suono di una melodia dolce e ricca, una nota calda che avvolge i tuoi sensi con un tocco di lusso e maestosità.</td>
<td width="321">Il colore dell’oro viene riflesso dalle e nelle sensazioni. Si determina in appagamento con il calore, la sicurezza e la solidità economica.</p>
<p>Ha il colore della purezza, lealtà, eleganza e prestigio.</p>
<p>Giotto e Fontana arrivarono alla conclusione che l’oro non è un colore ma un simbolo.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>*a sinistra il testo scritto dall’IA e a destra la risposta di Ivo</em></p>
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	<p>Vai ad una festa di carnevale in Svizzera: Basilea, Friburgo, Zurigo, Lucerna e chi più ne ha più ne metta. Noi scegliamo quello di Bellinzona che si terrà tra l’8 e il 13 febbraio. Il carnevale qui è chiamato Rabadan e attira turisti da tutto il mondo. Il carnevale, di rito romano, comincia il giovedì con la consegna delle chiavi a Re Rabadan; dopo di che iniziano i festeggiamenti. Venerdì la sfilata mascherata dei bambini delle scuole elementari e materne del bellinzonese. Sabato l’esibizione musicale delle allegre Guggen ticinesi e di oltre San Gottardo. La domenica Bellinzona ospita il consueto grande corteo mascherato al quale partecipano 2’000 comparse, che animano una sfilata umoristica di musiche, carri e gruppi, nella più sana tradizione del carnevale di Re Rabadan, il regnante ticinese più famoso. Il tutto accompagnato da molte altre animazioni come il concorso per la migliore maschera, tiro alla fune e decine di “tendine” dove mangiare, bere e ballare fino alle prime ore del mattino, per maggiori info visitate il sito ufficiale www.rabadan.ch</p>
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	<p>Guarda <em>Davos 1917</em>, miniserie televisiva di sei puntate in cui si narra la storia di Johanna Gobathuler, infermiera nata e cresciuta nel cantone dei Grigioni che per cause di forza maggiore si troverà a stringere un patto con i servizi segreti tedeschi diventando così una spia ed infiltrata. Seppur con una lettura di fiction la miniserie è ispirata a fatti realmente accaduti tra spie e complotti internazionali. Buona visione!</p>
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</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/scrittura-umana-o-ia-oltre-i-confini-dellimitazione/">Scrittura umana o IA: oltre i confini dell’imitazione</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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