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	<title>intervista Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>intervista Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Intervista a Christa Rigozzi, conduttrice televisiva, criminologa e influencer</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/intervista-christa-rigozzi-tv-criminologia-influencer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 14:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/04/1-Rigozzi_Christa_ko_photography.ch_-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Volto noto della televisione, criminologa e influencer, Christa Rigozzi è un’eccellente rappresentante della nostra amata Svizzera nel mondo. Con il suo carisma e la sua versatilità, ha saputo conquistare il pubblico e costruire una carriera brillante, dimostrando che impegno, passione e determinazione possono trasformare i sogni in realtà. Il suo percorso è una testimonianza di</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-christa-rigozzi-tv-criminologia-influencer/">Intervista a Christa Rigozzi, conduttrice televisiva, criminologa e influencer</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/04/1-Rigozzi_Christa_ko_photography.ch_-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25049"  class="panel-layout" ><div id="pg-25049-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25049-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25049-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Christa Rigozzi: dalla TV alla criminologia, il volto autentico della Svizzera</h3>
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	<p>Volto noto della televisione, criminologa e influencer, Christa Rigozzi è un’eccellente rappresentante della nostra amata Svizzera nel mondo. Con il suo carisma e la sua versatilità, ha saputo conquistare il pubblico e costruire una carriera brillante, dimostrando che impegno, passione e determinazione possono trasformare i sogni in realtà.</p>
<p>Il suo percorso è una testimonianza di come, con la giusta combinazione di talento e dedizione, sia possibile reinventarsi e affermarsi in ambiti diversi. Dalla vittoria a Miss Svizzera nel 2006 al successo televisivo, passando per il mondo della comunicazione e dei social media, Christa ha sempre saputo evolversi, rimanendo fedele a sé stessa e ai suoi valori.</p>
<p>Un esempio di ispirazione per tanti giovani, che spesso si trovano a dover scegliere tra seguire le proprie passioni o percorrere strade più convenzionali. Con la sua esperienza, Christa dimostra che è possibile unire le due cose, trovando il proprio posto nel mondo con determinazione e autenticità.</p>
<p>In questa intervista ripercorriamo il suo percorso, scoprendo il dietro le quinte del suo lavoro, le sfide affrontate e i consigli che può offrire a chi sogna di trasformare le proprie ambizioni in una carriera di successo.</p>
<p><strong><br />
Nel 2006 ha vinto Miss Svizzera, il concorso di bellezza più famoso della Confederazione. Qual è per lei la vera bellezza della Svizzera? Un luogo, un valore, un modo di essere?</strong></p>
<p>«<em>Per me, la vera bellezza della Svizzera è la diversità. Dalla natura mozzafiato – con le montagne, i laghi, i paesaggi da cartolina – alla nostra ricchezza culturale e linguistica. Ma soprattutto, è il rispetto: per le persone, per l’ambiente, per le differenze. Questo è il vero tesoro del nostro Paese.</em>»</p>
<p><strong>È considerata un’eccellente rappresentante della nostra amata Svizzera nel mondo. Qual è l’aspetto del suo Paese che porta più nel cuore e che cerca di raccontare ovunque vada?</strong></p>
<p>«<em>La Svizzera è sinonimo di qualità, precisione, ma anche di cuore. Cerco sempre di trasmettere il nostro spirito aperto, la nostra capacità di essere internazionali restando legati alle radici. E poi… la nostra cioccolata fa il resto!</em>»</p>
<p><strong>Ha saputo costruire un percorso unico, attraverso mondi diversi, senza mai perdere la sua autenticità. Quanto coraggio serve per avere la forza di reinventarsi continuamente e creare un’identità professionale che non rientra in schemi prestabiliti?</strong></p>
<p>«<em>Tanto coraggio, sì. Ma anche tanta curiosità! Io ho sempre seguito il mio istinto e le mie passioni. Reinventarsi non significa cambiare chi sei, ma scoprire nuove parti di te. L’importante è restare fedeli ai propri valori.</em>»</p>
<p><strong>I giovani di oggi vivono in un’epoca di possibilità infinite, ma anche di grande incertezza. Cosa pensa sia cambiato rispetto a quando ha iniziato lei? Quali strumenti servono per farsi strada</strong> <strong>oggi?</strong></p>
<p>«<em>Oggi tutto è più veloce, più visibile… e più giudicato. Ma ci sono anche molte più opportunità. Ai giovani direi: non abbiate paura di sbagliare, si impara anche così! Serve passione, costanza e tanta autenticità.</em>»</p>
<p><strong>Parla fluentemente cinque lingue, una competenza rara e preziosa per lavorare in tutte le aree della Svizzera e oltre. Quanto ha inciso sul suo percorso e quanto crede sia fondamentale per i giovani d’oggi?</strong></p>
<p>«<em>Parlare più lingue è stato un enorme vantaggio! Mi ha permesso di comunicare con più persone, di lavorare ovunque e di capire meglio le diverse culture. Per i giovani è fondamentale: è una chiave che apre tante porte.</em>»</p>
<p><strong>In un’epoca in cui l’immagine online è spesso curata nei minimi dettagli, come riesce a mantenere l’autenticità e quale messaggio vuole trasmettere ai giovani riguardo all’essere sé stessi sui social?</strong></p>
<p>«<em>Essere veri paga sempre. Anche sui social. io mostro chi sono, senza filtri finti. Non bisogna cercare la perfezione, ma la verità. Ai giovani dico: siate fieri di chi siete, anche con i vostri difetti.</em>»</p>
<p><strong>Spesso, sui social e tra i personaggi noti si tende a mostrare solo il successo, il culto del vincitore. Quanto è importante, invece, raccontare anche i momenti di vulnerabilità? Ha mai avuto periodi di crisi e come n’è uscita?</strong></p>
<p>«<em>Certo che ne ho avuti! Chi non ne ha? Raccontare anche i momenti difficili è importante, perché rende tutto più umano. Io sono molto grata alla mia famiglia, agli amici e… a un bel po’ di resilienza!</em>»</p>
<p><strong>L’autorealizzazione è spesso vista come un traguardo, ma per chi ha la sua energia sembra più un punto di partenza. Dove vede la sua evoluzione nei prossimi anni?</strong></p>
<p>«<em>Bellissima domanda! Per me ogni traguardo è l’inizio di qualcosa di nuovo. Mi vedo sempre più coinvolta in progetti che uniscono intrattenimento e contenuto, magari anche nel sociale. Ho molti progetti nella testa...!</em>»</p>
<p>Nicola Magni</p>
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			</item>
		<item>
		<title>«Abbiamo bisogno di soluzioni ambiziose per affrontare la crisi climatica»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/abbiamo-bisogno-di-soluzioni-ambiziose-per-affrontare-la-crisi-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 17:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[politica climatica]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/3-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nel sesto e ultimo appuntamento con un presidente di partito, Lisa Mazzone, da questa primavera alla testa dei Verdi svizzeri, ci parla delle differenze con il Partito Socialista, di come vive la sua carica, quali siano le sfide e le ricette per la Svizzera e come vede il nostro paese tra 20 anni. Questa primavera</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/abbiamo-bisogno-di-soluzioni-ambiziose-per-affrontare-la-crisi-climatica/">«Abbiamo bisogno di soluzioni ambiziose per affrontare la crisi climatica»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/3-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24173"  class="panel-layout" ><div id="pg-24173-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24173-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24173-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Intervista a Lisa Mazzone, Presidente dei Verdi svizzeri</h3>
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	<p>Nel sesto e ultimo appuntamento con un presidente di partito, Lisa Mazzone, da questa primavera alla testa dei Verdi svizzeri, ci parla delle differenze con il Partito Socialista, di come vive la sua carica, quali siano le sfide e le ricette per la Svizzera e come vede il nostro paese tra 20 anni.</p>
<p><strong>Questa primavera lei è stata eletta alla testa dei Verdi svizzeri. Quali sfide la attendono nel suo nuovo incarico e come intende affrontarle?<br />
</strong>«<em>Stiamo vivendo un momento chiave. Abbiamo urgentemente bisogno di adottare soluzioni ambiziose per affrontare la crisi climatica. Allo stesso tempo, i “climascettici” e le voci populiste di destra si fanno sempre più forti. Il nostro compito è quello di riunire tutte le forze che si impegnano per un cambiamento ecologico. E mostrare di nuovo la speranza</em>».</p>
<p><strong>Non crede che sia difficile raggiungere questi obiettivi, visto che non fa più parte del Parlamento federale?<br />
</strong>«<em>Ovunque ci sono persone impegnate nella transizione ecologica: nelle associazioni, nella cultura, nella scienza e nell'economia. Il nostro compito è quello di riunire queste forze per mettere il clima, la natura e l'uguaglianza al centro del dibattito politico. Ho il vantaggio di conoscere a fondo entrambe le camere, l'amministrazione e i partner, e di mobilitarmi al di fuori del Parlamento</em>».</p>
<blockquote>
<p>«<em>Dobbiamo tornare a mostrare speranza</em>»</p>
</blockquote>
<p><strong>I Verdi sono usciti perdenti dalle ultime elezioni federali (il partito ha perso -3,4% e 5 seggi in Consiglio nazionale, ndr), perdendo la maggior parte degli elettori conquistati nel 2019. Si aspettava questo risultato e a cosa lo attribuisce?</strong></p>
<p>«<em>Dobbiamo ri-mobilitarci e dimostrare che i Verdi riuniscono un'ampia gamma di persone, dal contadino di Basilea all'avvocato di Glarona, dall'imprenditore di Friburgo al sindacalista di Losanna. Tutte queste persone si impegnano per un futuro sostenibile ed equo per le generazioni a venire. Malgrado avessimo ottenuto il secondo miglior risultato della nostra storia, non è sufficiente di fronte all'emergenza climatica</em>».</p>
<p><strong>Forse questo risultato può essere spiegato dal fatto che tutti i partiti hanno ormai inserito la questione del clima nel loro programma politico; quindi, non siete più soli con questo unico punto di forza?</strong></p>
<p>«<em>Se solo fosse così! Purtroppo, la realtà politica è ben diversa: la maggioranza borghese vota miliardi per le autostrade a scapito dei terreni agricoli e del clima, attacca la conservazione della natura e della biodiversità e smantella la protezione dal rumore in Svizzera. Senza i Verdi, questi temi spariranno dall'agenda. Indipendentemente dal vento che tira, siamo convinti che si possa vivere bene e in modo equo solo in un ambiente sano</em>».</p>
<blockquote>
<p>«<em>I nostri elettori sono come noi: diversi!</em>»</p>
</blockquote>
<p><strong>I programmi di partito del PS e dei Verdi non sono così diversi: entrambi si concentrano su una forte politica sociale e hanno gli stessi obiettivi nel campo della protezione del clima. C'è ancora spazio per i Verdi a sinistra o sarebbe più sensato pensare a una fusione nel prossimo futuro?<br />
</strong>«<em>Da 40 anni i Verdi hanno un profilo chiaro e hanno reso possibili progressi concreti grazie al loro instancabile impegno per l'ambiente e l'uguaglianza: lo sviluppo delle energie rinnovabili, l'abbandono del nucleare, gli obiettivi climatici, le basi per un'economia circolare che conservi le risorse, ma anche il matrimonio per tutti, la modernizzazione della definizione di stupro nel codice penale o lo sviluppo di asili nido per garantire la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Più Verdi ci saranno in Parlamento, più tutti i partiti saranno incoraggiati a lavorare insieme per trovare soluzioni all'emergenza climatica e proteggere la natura</em>».</p>
<p><strong>L'attacco dei Verdi al seggio del PLR in Consiglio federale lo scorso autunno è fallito. I Verdi puntano ancora a un seggio? Hanno diritto ad ottenerlo? Anche a spese del loro alleato storico, il PS?<br />
</strong>«<em>Rappresentiamo migliaia di elettori che attualmente non hanno voce nel Consiglio federale. Questo ha conseguenze molto concrete: l’emergenza climatica, ma anche il congedo parentale e altre questioni orientate al futuro ricevono troppa poca attenzione. Con il 10%, abbiamo diritto al nostro posto nel Consiglio federale. I nostri elettori se lo meritano</em>».</p>
<p><strong>Potrebbe descrivere il tipico elettore dei Verdi?<br />
</strong>«<em>I nostri elettori sono come noi: diversi!</em>»</p>
<p><strong>Il suo partito è accusato di perseguire una politica energetica e climatica estrema, attuata con tasse, divieti e imposte. Siete anche spesso associati ai cosiddetti Klimakleber (gli attivisti che si incollano alle strade) e ai “terroristi climatici”, che vengono criticati in modo massiccio perché cercano costantemente di attirare l'attenzione senza proporre nulla di fattibile. Come risponde a queste critiche?<br />
</strong>«<em>Il nostro obiettivo è trovare soluzioni efficaci all'interno delle istituzioni, che siano sufficientemente accettate da poter essere attuate rapidamente. La legge sull'elettricità è un esempio tipico del nostro lavoro: un compromesso equilibrato che rafforza l'indipendenza della Svizzera con le energie rinnovabili anziché con quelle fossili. Ma in armonia con la natura. Quando abbiamo un interlocutore al tavolo dei negoziati, siamo sempre costruttivi</em>».</p>
<p><strong>Secondo lei, quali sono le tre sfide più importanti per la Svizzera nei prossimi quattro anni e come intende affrontarle lei, in quanto Verde?<br />
</strong>«<em>1. Affrontare la crisi climatica. Per farlo, dobbiamo eliminare gradualmente i combustibili fossili il più rapidamente possibile, ma anche attuare misure di adattamento al clima per ridurre le conseguenze dannose sia nelle aree urbane che in quelle rurali.<br />
</em><em>2. Proteggere meglio la natura, poiché la biodiversità in Svizzera è in pericolo, con conseguenze sull'acqua potabile e sull'economia.<br />
</em><em>3. Offrire opportunità di vivere come una famiglia moderna. La Svizzera si trova nel medioevo della conciliazione tra lavoro e vita familiare. Abbiamo bisogno di un vero congedo parentale, di più posti per l'assistenza all'infanzia, di salari migliori per le professioni tipicamente femminili</em>».</p>
<p><strong>Come vede la Svizzera tra 20 anni?<br />
</strong>«<em>Vorrei una Svizzera sostenibile, che garantisca un posto a tutti</em>».</p>
<p><strong>Trascurati per anni, gli svizzeri all'estero sono oggi riconosciuti da quasi tutti i partiti come un interessante serbatoio di voti, che spesso si cerca di corteggiare attraverso le sotto-liste per il Consiglio nazionale. Ma le questioni che stanno a cuore agli svizzeri all'estero, come il voto elettronico, passano in secondo piano, mentre la Quinta Svizzera non è ancora rappresentata in Parlamento. Come si spiega questa contraddizione?<br />
</strong>«<em>È ovviamente difficile condividere potere e privilegi. Per una maggiore democrazia, il nostro sistema ha urgentemente bisogno di un cambiamento di paradigma. Lo si vede anche dal fatto che milioni di persone che vivono, lavorano e amano la Svizzera non hanno voce in capitolo perché non hanno il passaporto svizzero</em>».</p>
<p><em>Angelo Geninazzi, Gazzetta Svizzera</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Biografia</h3>
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	<p>Nata a Ginevra il 25 gennaio 1988, Lisa Mazzone cresce a Versoix, dove fonda il Parlamento dei Giovani e partecipa come redattrice al giornale Versoix-Région. Dopo aver conseguito la maturità al CEC André-Chavanne, studia lingue e letterature francese e latina all'Università di Ginevra. Dal 2010 è coordinatrice di PRO VELO Genève e responsabile di progetti nel 2014. È madre di due figli nati nel 2019 e 2021. Nel 2011 viene eletta in Municipio a Grand-Saconnex e nel 2013 nel Gran Consiglio. Nel 2015 viene eletta al Consiglio nazionale, diventando la più giovane parlamentare e pronuncia il discorso di apertura della legislatura. Nel 2019 viene eletta al Consiglio degli Stati, dove è seconda vicepresidente e membro di varie commissioni. Dopo non essere stata rieletta alle elezioni del 2023, da aprile 2024 è presidente dei Verdi svizzeri.</p>
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	<p>Questa intervista si inserisce nella serie di dialoghi con i presidenti di partito svizzeri. L’obiettivo è quello di analizzare insieme ai diretti protagonisti il risultato emerso dalle recenti elezioni federali, approfondendo con spirito critico le posizioni dei principali partiti svizzeri e illustrare i retroscena della politica federale. Nelle edizioni precedenti sono stati intervista i presidenti di UDC, PLR e PS, Centro e Verdi Liberali.</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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		<item>
		<title>Giovani e futuro</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/giovani-e-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 14:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
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		<category><![CDATA[SunCubes]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Aresi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Foto-Tommaso-Aresi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Ciao Tommaso, qual è il tuo legame con la Svizzera? Com’è stato crescere a cavallo di due culture? «Il mio legame con la Svizzera viene dalla famiglia di mia madre, sono svizzeri emigrati in Italia per il tessile. Infatti, in quegli anni a Bergamo c’era il settore del tessile molto sviluppato e tanti svizzeri sono</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Foto-Tommaso-Aresi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23934"  class="panel-layout" ><div id="pg-23934-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23934-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23934-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Intervista a Tommaso Aresi – Gazzetta Svizzera 05.2024</h3>
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	<p><strong>Ciao Tommaso, qual è il tuo legame con la Svizzera? Com’è stato crescere a cavallo di due culture?</strong></p>
<p>«Il mio legame con la Svizzera viene dalla famiglia di mia madre, sono svizzeri emigrati in Italia per il tessile. Infatti, in quegli anni a Bergamo c’era il settore del tessile molto sviluppato e tanti svizzeri sono emigrati in questa ragione.</p>
<p>La Svizzera la viviamo da separati e siamo un’enclave svizzera qui in Italia.</p>
<p>Il rapporto con le mie origini elvetiche è tenuto dai legami famigliari, andando spesso a trovare i miei parenti a Sion, nel canton Vallese.</p>
<p>Ho avuto il privilegio di crescere tra due mondi e tra due culture».</p>
<p><strong>Qual è stato il tuo iter accademico e professionale?</strong></p>
<p>«Il mio percorso inizia tra i banchi del liceo scientifico Filippo Lussana di Bergamo, città in cui risiedo.</p>
<p>Una volta conseguito il diploma di maturità, frequento il Politecnico di Milano, dove mi laureo in ingegneria aerospaziale in triennale e in ingegneria spaziale in magistrale.</p>
<p>Parallelamente frequentavo l’università, ho sempre cercato di non rimanere unicamente sui miei studi: per un anno ho lavorato come operatore metalmeccanico alla Brembo e sono entrato in un’associazione studentesca, la Skyward, dove ho progettato e realizzato un razzo da competizione che nel 2021 ha vinto la gara europea EuRoc.</p>
<p>Prima di completare il mio percorso accademico ho fondato coi miei amici la startup, SunCubes».</p>
<p><strong>SunCubes appunto, sei co-fondatore di una startup in crescita. Di cosa vi occupate?</strong></p>
<p>«L’obiettivo della startup è quello di trasmettere energia a distanza cordless, ossia di ricaricare tutti quegli oggetti che si muovono o sono difficili da raggiungere col cavo.</p>
<p>Io in particolare all’interno della società mi occupo dello sviluppo tecnico dell’idea, quindi dalla progettazione alla realizzazione.</p>
<p>I mercati ai quali ci interfacciamo sono: droni, sensorizzazione delle infrastrutture e in futuro il mercato spaziale».</p>
<p><strong>Com’è strutturato il vostro team?</strong></p>
<p>«Il nostro gruppo è composto da me e altri 4 co-fondatori: Chiozzi Alberto, Ognibene Federico, Russo Davide e Lannutti Angelo, lavoriamo tutti a tempo pieno e al momento ci avvaliamo del contribuito di consulenti esterni.</p>
<p>Il contesto è molto dinamico e giovanile, basti pensare che abbiamo tutti appena concluso gli studi e il nostro range di età va dai 24 ai 27 anni».</p>
<p><strong>Qual è lo stato attuale della crescita di SunCubes?</strong></p>
<p>«Nel mese di ottobre abbiamo realizzato un primo prototipo con Movyon e adesso stiamo lavorando per realizzarne un secondo con Leonardo.</p>
<p>L’obiettivo attuale è quello di ricaricare 500 metri».</p>
<p><strong>Nonostante la giovane età, sia tu singolarmente che la vostra starup avete raggiunto già molti traguardi importanti. Quali sono?</strong></p>
<p>«A gennaio di quest’anno SunCubes è stata premiata a Bruxelles come vincitrice del #T-TeC Telespazio Technology Contest, il concorso di Open Innovation di Leonardo e Telespazio dedicato ai giovani studenti di tutto il mondo, volto a promuovere l’innovazione in campo spaziale e la rivista Wired ci ha posizionati al secondo posto nella classifica delle 10 startup italiane da seguire nel 2024. Nel 2023 abbiamo vinto l’incubatore dall’European Space Agency Business Incubator Center, mentre l’anno precedente abbiamo ottenuto l’incubatore del Politecnico di Milano, Switch2Product».</p>
<p><strong>Com’è decollata SunCubes in un contesto europeo?</strong></p>
<p>«Abbiamo aderito a diversi bandi acceleratori per startup e idee innovative».</p>
<p><strong>La Svizzera ha aperto le porte a molte idee tecnologiche made in Italy. Pensate di espandervi anche lì?</strong></p>
<p>«Assolutamente sì, ci stiamo provando e stiamo cercando delle opportunità di bandi acceleratori svizzeri come abbiamo fatto per l’Unione Europea.</p>
<p>Certamente la nostra startup è nata in Italia, ma alcuni dei co-fondatori non sono italiani, ad esempio io stesso ho la doppia cittadinanza.</p>
<p>Quindi di per sé potremmo dire che Suncubes è anche svizzera».</p>
<p><strong>Quali consigli ti sentiresti di dare ai giovani che vogliono lanciarsi nel </strong><strong>tanto affasciante, quanto non del tutto ancora conosciuto mondo delle startup?</strong></p>
<p><strong>«</strong>Ai giovani desiderosi di avvicinarsi al mondo delle startup e con già un’idea, consiglio di essere curiosi, di essere aperti e di lavorare tanto.</p>
<p>Questi fattori, sommati a una buona dose di fortuna permette di avere successo.</p>
<p>Noi, in questo momento, siamo nella fase del lavoro sodo».</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
</div>
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	<p><strong>I primi svizzeri convocati per Parigi 2024<br />
</strong>Conosci e Arno de Planta, Maud Jayet e Sébastien Schneiter: i primi tre atleti della nazionale svizzera ad essere stati convocati per le Olimpiadi di Parigi 2024.</p>
<ul>
<li><strong>Arno de Planta </strong></li>
</ul>
<p>Nato nel 1999 a Pully, nel Canton di Vaud, già Medaglia d'argento ai Campionati I Mondiali 49er del 2023, si è qualificato per le Olimpiadi di Parigi del 2024. Arno è stato il primo giovane velista a qualificarsi per la squadra finale, ricevendo il Boarding Pass durante le qualificazioni finali a Barcellona nell'ottobre 2023.</p>
<ul>
<li><strong>Maud Jayet</strong></li>
</ul>
<p>Classe 1996, nata a Losanna, dopo essersi qualificata per il suo primo Campionato del Mondo Optimist nel 2010, è passata al Laser, la barca con cui naviga ancora oggi e che viene rappresentata ai Giochi Olimpici. Nel 2021, Maud ha fatto il suo debutto olimpico ai Giochi di Tokyo, dove ha ottenuto un onorevole 19° posto.</p>
<ul>
<li><strong>Sébastien Schneiter</strong></li>
</ul>
<p>Nominato due volte "Velista giovane dell'anno", Schneiter, classe ’95, Dopo la carriera giovanile, Schneiter è passato alla scena olimpica. Ha raggiunto rapidamente la top 10 mondiale della flotta e si è qualificato per due Giochi Olimpici (2016 e 2020). Nell'agosto 2023 è stato selezionato per la sua terza Olimpiade nella classe 49er, Parigi 2024, e ha vinto una medaglia d'argento ai Campionati mondiali di vela. Oltre alle campagne olimpioniche ha guidato il Team Tilt con grande successo, tra i vincendo il Trofeo D35, il 3° posto nella Red Bull Youth Americas’s Cup e l’incoronazione a campione del mondo GC32.</p>
<p>Hoop Schwiiz!<br />
www.swissolympicteam.ch</p>
</div>
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	<p><strong>Giornata della lettura</strong></p>
<p>Mercoledì 22 maggio 2024 non perdetevi la giornata svizzera della lettura ad alta voce! Appuntamento fisso di ogni primavera dal 2018, occasione in cui si leggerà per tutta la Confederazione in molti luoghi e soprattutto in molte lingue. Infatti, sono previste attività di lettura organizzate da biblioteche, musei, case editrici e librerie destinate alle famiglie. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere e diffondere il valore e la bellezza di questa piacevole attività. La lettura ad alta voce è un bene reciproco a qualsiasi età: crea empatia e permette di arricchire il proprio vocabolario. Anche dal punto di vista pedagogico, leggere ad alta voce stabilisce un legame tra adulto e bambino e stimola le capacità cognitive. Siete curiosi di scoprire quali iniziative di lettura sono previste vicino a voi? Per maggiori informazioni www.giornatadellalettura.ch</p>
</div>
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	<p><strong>Ticiland<br />
</strong>La bella stagione è finalmente arrivata. Sei alla ricerca di un luogo per una giornata all’insegna del divertimento? Il parco divertimenti Ticiland di Stein am Rhein è il posto che fa per te! L’offerta di attrazioni che il parco offre è varia: dalle classiche montagne russe, agli immancabili autoscontri, fino ai giochi sull’acqua. www.ticiland.ch</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-23934-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23934-0-1-3" ><div
			
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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