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	<title>Roma Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Roma Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Una nuova caserma per la Guardia Svizzera Pontificia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/nuova-caserma-guardia-svizzera-vaticano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 08:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/guardie-svizzere-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Cari connazionali in Italia, Da oltre 500 anni, la Guardia Svizzera Pontificia incarna la lealtà, l’affidabilità e uno stretto legame tra la Svizzera e la Santa Sede. Le guardie svolgono ogni giorno un servizio impegnativo per garantire la protezione del Santo Padre. Attualmente le guardie vivono in una caserma fatiscente, costruita nel XIX secolo e</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/nuova-caserma-guardia-svizzera-vaticano/">Una nuova caserma per la Guardia Svizzera Pontificia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/guardie-svizzere-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-26268"  class="panel-layout" ><div id="pg-26268-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-26268-0" ><div id="pgc-26268-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26268-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><em>Cari connazionali in Italia,</em></p>
<p><em>Da oltre 500 anni, la Guardia Svizzera Pontificia incarna la lealtà, l’affidabilità e uno stretto legame tra la Svizzera e la Santa Sede. Le guardie svolgono ogni giorno un servizio impegnativo per garantire la protezione del Santo Padre.</em></p>
<p><em>Attualmente le guardie vivono in una caserma fatiscente, costruita nel <strong>XIX</strong> secolo e ampliata all’inizio del XX. Questi edifici non sono più adeguati alle loro esigenze e non rispondono più agli attuali standard abitativi. Uno studio approfondito ha dimostrato che solo una ricostruzione consentirà di risanarli e di ricavare gli spazi supplementari indispensabili.</em></p>
<p><em>Dopo anni di intensa pianificazione, il progetto è oggi pronto dal punto di vista architettonico. </em></p>
<p><em>Questo progetto è stato condotto da una fondazione svizzera in stretta collaborazione con il Vaticano. Una raccolta fondi attiva ha permesso di raccogliere già oltre 50 milioni di euro, mentre il budget di costruzione è attualmente stimato a circa 75 milioni di euro. Mi rivolgo quindi alla comunità svizzera in Italia affinché dia anch’essa il proprio sostegno. </em></p>
<p><em>La Guardia Svizzera merita di essere sostenuta. Essa rappresenta, agli occhi di milioni di pellegrini e visitatori a Roma, i valori di serietà, impegno e neutralità che ci stanno a cuore e che rendono onore al nostro Paese!</em></p>
<p><em>Conto su di voi!</em></p>
<p><em>Doris Leuthard<br />
</em><em>Ex Consigliera federale<br />
</em><em>Presidente del Comitato di patrocinio</em></p>
</div>
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	<h2>Una nuova caserma per la Guardia Svizzera Pontificia</h2>
<p>La caserma della Guardia Svizzera Pontificia si trova accanto a Piazza San Pietro, lungo il colonnato del Bernini, proprio accanto agli appartamenti pontifici. Il “quartiere svizzero” ospita le guardie da secoli.</p>
<p>Gli attuali edifici, risalenti al XIX e all’inizio del XX secolo, sono stati ristrutturati solo in modo sporadico. Oggi sono fatiscenti: umidità, mancanza di isolamento e infrastrutture obsolete caratterizzano la vita quotidiana delle guardie. Allo stesso modo, la distribuzione degli spazi non risponde più alle attuali esigenze in materia di privacy, funzionalità e sicurezza della truppa. È quindi indispensabile una ristrutturazione approfondita degli edifici.</p>
<h2>Il progetto</h2>
<p>Un primo progetto è stato elaborato nel 2019 dallo studio di architettura ticinese Durisch + Nolli di Massagno (TI) in stretta collaborazione con le autorità vaticane. Nel 2023 è stato sottoposto all’esame dell’UNESCO, poiché il Vaticano fa parte del suo patrimonio mondiale, e la reazione dell’UNESCO è stata positiva, è stata perciò avviata una progettazione di dettaglio, che dovrebbe sfociare in un progetto definitivo.</p>
<p>Un progetto dettagliato è stato quindi presentato alle autorità vaticane alla fine del 2025 ed è stato approvato lo scorso gennaio. È stato ora nuovamente trasmesso all’UNESCO per l’approvazione definitiva.</p>
<p>Il progetto mira a creare un ambiente di vita moderno e funzionale per le guardie e le loro famiglie. L'organico della guardia è di 135 uomini, la maggior parte dei quali sono giovani alabardieri (100) affiancati da 26 sottufficiali, un cappellano e 7 ufficiali sotto il comando del colonnello Christoph Graf, originario di Lucerna.</p>
<p>Si prevede di sostituire gli attuali dormitori con camere singole per gli alabardieri e doppie per le reclute. Inoltre, sono previsti monolocali per i sottufficiali e 21 appartamenti per le famiglie. Attualmente la maggior parte delle famiglie, con una ventina di bambini, deve alloggiare in città, a Roma, quindi fuori dalla caserma, il che non è ottimale dal punto di vista dell’impegno della guardia e della coesione della truppa. Con questo progetto, l’intera guardia potrà essere riunita sotto lo stesso tetto.</p>
<p>Ma il progetto non prevede solo appartamenti, si tratta anche di progettare gli spazi amministrativi e le aree comuni dove è bello vivere insieme: una caffetteria, una biblioteca, una palestra, un’aula e persino un carnotzet, chiamato il “ridotto”, dove le guardie amano bere una birra o condividere una fonduta dopo il servizio.</p>
<p>La nuova caserma sarà quindi un luogo di vita condivisa, progettato deliberatamente in modo funzionale e senza lussi inutili.</p>
<h2>Il finanziamento</h2>
<p>In totale, fino alla fine del 2024 sono stati raccolti 50 milioni di euro, sufficienti a coprire i costi di costruzione previsti nel progetto iniziale del 2019.</p>
<p>Tuttavia, gli sviluppi successivi del progetto nella fase di progettazione dettagliata hanno comportato costi aggiuntivi di circa 10 milioni di euro. Inoltre, l’aumento dei prezzi delle costruzioni verificatosi in Italia a seguito della pandemia di Covid, nonché l’inflazione prevista nei prossimi 5 anni, generano costi aggiuntivi che portano il budget definitivo a 75 milioni di euro.</p>
<p>Al fine di completare il finanziamento del progetto, la Fondazione ha riattivato la sua raccolta fondi in Svizzera ed esteso le sue attività oltre i confini nazionali. L'obiettivo è raggiungere il finanziamento entro la fine del 2026, in modo che i lavori di costruzione possano iniziare nel 2027, anno che segnerà il 500° anniversario del Sacco di Roma, durante il quale 147 guardie svizzere diedero la vita per difendere papa Clemente VII.</p>
<h2>Aiutateci!</h2>
<p>Ricostruire la caserma della Guardia Svizzera Pontificia in Vaticano è una nobile causa. Sosteniamo i nostri connazionali che, con il loro impegno esemplare, contribuiscono all’immagine di eccellenza del nostro Paese nel mondo. Ne siamo tutti orgogliosi!</p>
<p>Lanciamo quindi un appello ai nostri connazionali in Italia e li invitiamo a sostenerci finanziariamente con le loro donazioni a favore di:<br />
TGE – Fondation pour la Rénovation de la Caserne de la Garde suisse Pontificale au Vatican – Swiss Philantropy Foundation<br />
Fondo Filantropico Italiano ETS<br />
Banca: Intesa Sanpaolo, Filiale 55000, Milano<br />
IBAN IT04 B030 6909 6061 0000 0155 347<br />
Conto: 55000/1000/00155347</p>
<p>Le vostre donazioni saranno destinate ad un aspetto specifico del progetto, ovvero il restauro del Passetto, il cammino di ronda sopraelevato a cui attualmente è addossata la caserma, affinché possiate beneficiare di un'esenzione fiscale.</p>
<p>Se comunicherete alla Fondazione Filantropico il vostro indirizzo completo e il vostro codice fiscale, riceverete l'attestato che vi consentirà di beneficiare della detrazione fiscale.</p>
<p>Il vostro sostegno è prezioso per noi!</p>
<p>Dott. Jean-Pierre Roth<br />
Ex presidente della Banca nazionale svizzera<br />
Presidente del Consiglio di fondazione</p>
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	<p>Stanza delle guardie.</p>
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	<p>Prospetto facciata.</p>
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		<title>Congresso annuale UGS a Roma</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/congresso-annuale-ugs-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 10:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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		<category><![CDATA[evento autunnale]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/12/Senza-nome2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Dal 24 al 26 novembre 2023, l’Unione Giovani Svizzeri si è riunita en masse per il consueto evento autunnale. L’appuntamento è diventato per noi una tradizione che, da dieci anni, diversi volontari appartenenti a comitati più o meno formalizzati portano avanti con gioia. È un’occasione speciale per incontrare e confrontarci dal vivo con i nostri</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/12/Senza-nome2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-23464"  class="panel-layout" ><div id="pg-23464-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23464-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23464-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Dal 24 al 26 novembre 2023, l’Unione Giovani Svizzeri si è riunita <em>en masse</em> per il consueto evento autunnale.</p>
<p>L’appuntamento è diventato per noi una tradizione che, da dieci anni, diversi volontari appartenenti a comitati più o meno formalizzati portano avanti con gioia. È un’occasione speciale per incontrare e confrontarci dal vivo con i nostri membri, per condividere esperienze e creare quei legami che costituiscono le fondamenta della nostra vita associativa.</p>
<p>Per il decimo anniversario, abbiamo deciso di tornare alle origini: a Roma. La “Città eterna”, culla della civiltà, è stata nel 2013 anche il luogo del primo evento organizzato dai giovani svizzeri, ancor prima che trovassero la forma associativa e il nome che oggi ci rappresentano.</p>
<p>Nello spirito di un pieno recupero dalla parentesi pandemica, il tema di quest’edizione è stata la cura di sé. Abbiamo voluto sottolineare l’importanza del benessere ed esplorarne gli aspetti fisici, emozionali, relazionali e spirituali.</p>
<p>L’evento è cominciato con un’anteprima felice: venerdì sera, il Circolo Svizzero di Roma ha organizzato una deliziosa cena a base di raclette, alla quale vari nostri membri hanno presenziato, conoscendosi o rincontrandosi in un contesto piacevole e informale, cosparso di <em>clin d’oeil</em> alla tradizione elvetica.</p>
<p>Sabato mattina ha avuto luogo l’abituale congresso presso la Scuola Svizzera di Roma, che ci ha generosamente offerto gli spazi necessari.</p>
<p>Dopo i saluti e gli incoraggiamenti da parte dei rappresentanti dell’Ambasciata, abbiamo lasciato il campo ai relatori.</p>
<p>Marco D’Amico, avvocato e socio fondatore di CryoAthletics A.S.D, ha presentato in queste ultime vesti le più moderne tecniche di crioterapia declinate al trattamento del corpo. Tale tecnica, che può essere totalmente immersiva o applicata in maniera mirata su punti con criticità, è adoperata da vari sportivi di successo, e dimostra effetti benefici in termini di salute ed estetica.</p>
<p>Con due giovani colleghi, Marco ha fatto provare la crioterapia localizzata a molti di noi. Inoltre, tutti i partecipanti hanno ricevuto due sedute gratuite presso le sedi di Roma!</p>
<p>A seguire, Claudio Gnata e Manuela Fontana di <em>Sento e agisco</em> ci hanno offerto una prima, accattivante lezione sul mondo delle emozioni. Formatasi inizialmente in professioni di cura del corpo – osteopatia e fisioterapia – la coppia di relatori si è presto confrontata con i limiti di un approccio terapeutico puramente fisico, e ha deciso di approfondire l’aspetto emotivo che spesso soggiace a un malessere corporeo. In particolare, Claudio ci ha spiegato, in modo chiaro e con numerosi esempi, quali fossero le emozioni primarie, e come attraverso determinati rimugini o aspettative sociali spesso siamo portati a sviluppare delle emozioni secondarie negative.</p>
<p>Dopo una pizza conviviale, molti prodi membri dell’UGS si sono in gran numero incamminati alla volta del Vaticano. È lì che hanno potuto visitare le caserme della Guardia Svizzera Pontificia, corpo armato che da secoli lega la Confederazione a Roma.</p>
<p>La giornata si è conclusa nel pittoresco quartiere di Trastevere, dove in primo luogo abbiamo cenato con piatti della tradizione romana. In secondo luogo, abbiamo girato per le piccole vie affollate, assistito ad addii al celibato vivaci, brindato con bicchieri di cioccolato, e gioito di uno spettacolo pirotecnico che ha illuminato il cielo sopra piazza Trilussa, proprio mentre passavamo di lì, come fosse in nostro onore.</p>
<p>La domenica, ci siamo dedicati soprattutto al benessere dei nostri occhi! Ci siamo ritrovati a piazza del Popolo, e da lì ci siamo addentrati nel parco di Villa Borghese. Abbiamo ammirato la nota vista su Roma dal belvedere del Pincio, e poi scoperto le bellezze artistiche della Galleria Borghese e della più nascosta Casa Museo Henrik Andersen!</p>
<p>Ci siamo infine salutati gustando ottimi cibi da asporto, seduti in un angolo assolato della celebre piazza di Spagna.</p>
<p>A nome del comitato, ringraziamo le istituzioni che ci sostengono, che hanno permesso a quest’evento di essere un successo; e ringraziamo tutti i soci che hanno preso parte all’evento per il loro spirito cooperativo e partecipativo, e per averci intrattenuti e divertiti.</p>
<p>Speriamo di vedervi ancor più numerosi al prossimo evento UGS!</p>
<p><em>Giuseppe Agrelli</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>L’organizzazione delle Università mi ha davvero sorpreso</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lorganizzazione-delle-universita-mi-ha-davvero-sorpreso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/intervista-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Cara lettrice, caro lettore online, la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico clicca qui per i</p>
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	<p><strong>I servizi di <em>educationsuisse</em> si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</strong></p>
<p><strong>Lo svizzero Dario Toussan è cresciuto in Italia e precisamente a Roma, dove ha frequentato la Scuola svizzera. Dopo il diploma di maturità ha deciso di intraprendere gli studi universitari in Svizzera. <em>educationsuisse</em> ha parlato con lui delle sue esperienze a scuola a Roma e adesso in Svizzera.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Lei ha frequentato la Scuola svizzera a Roma. Ci parli di questa esperienza.</em></strong></p>
<p>La scuola svizzera di Roma si adatta perfettamente a chi intende proseguire i propri studi in Svizzera ma ovviamente non solo. A mio avviso, il punto di forza della scuola è l’insegnamento delle lingue. Infatti, noi studenti provenienti dalla scuola di Roma, trasferiti nella Svizzera tedesca per gli studi universitari, ci siamo trovati molto più avvantaggiati nella lingua tedesca nei confronti di altri studenti provenienti ad esempio dal Ticino (cantone italofono) o anche dalle parti francofone della Svizzera. Il grande vantaggio della Scuola svizzera di Roma è il fatto che tutte le materie vengono insegnate in tedesco; questo porta all’ottenimento di un certificato C2 alla fine del liceo. E la maturità svizzera permette l’acceso libero a tutte le università in Svizzera (n.d.r. eccetto medicina e qualche altro ramo). Inoltre, la Scuola svizzera di Roma offre un ambiente molto familiare ed accogliente che permette quindi di intrattenere delle bellissime relazioni interpersonali tra corpo docente e studenti.</p>
<p><strong><em>Secondo Lei quali sono le maggiori differenze tra i sistemi universitari in Svizzera e in Italia?</em></strong></p>
<p>Il percorso accademico in Svizzera è molto diverso e diversificato da quello italiano. In Svizzera ci sono molte alternative estremamente valide allo studio universitario, mentre in Italia il percorso universitario è piuttosto comune e le alternative sono purtroppo meno affidabili che in Svizzera.</p>
<p>Questo fatto porta a restringere la porzione di popolazione che decide di intraprendere un percorso accademico in Svizzera. Le università stesse applicano una selezione piuttosto rigida per gli studenti, sotto forma di difficoltà relativamente elevata e contemplando la possibilità di poter non superare un esame solo una volta nel proprio percorso di studi. Alla seconda bocciatura, infatti, allo studente viene inibita la possibilità di proseguire i propri studi nella medesima facoltà in tutte le università svizzere. Tuttavia, ciò non deve in nessun caso spaventare gli studenti che desiderano studiare in Svizzera: con impegno e dedizione è possibile raggiungere ogni traguardo!</p>
<p><strong><em>Cosa allora l’ha spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera?</em></strong></p>
<p>Ho scelto di studiare in Svizzera perché il sistema svizzero mi si addice maggiormente e sono un ragazzo al quale non dispiace assolutamente affrontare le sfide. Sicuramente anche intraprendere un percorso universitario in Italia può essere una valida alternativa; penso che si tratti di una decisione molto soggettiva e ognuno dovrebbe valutare le proprie propensioni alle materie e i propri interessi. Certo è che per un cittadino svizzero cresciuto all’estero e che in più ha potuto frequentare una scuola svizzera all’estero, la possibilità di proseguire i propri studi in Svizzera è molto allettante!</p>
<p><strong><em>Come finanzia la sua formazione universitaria?</em></strong></p>
<p>Per uno studente in Svizzera è molto facile trovare un impiego. Lavorare ad esempio <em>part-time</em> al 20% è assolutamente conciliabile con gli impegni legati allo studio e permette di sostenere in gran parte le proprie spese personali.</p>
<p>Inoltre, è possibile chiedere dei contributi per la formazione al proprio cantone d’origine. educationsuisse mi ha aiutato nel disbrigo pratico per presentare questa domanda di borsa di studio (n.d.r. esistono vari tipi di borse di studio, da enti pubblici e privati, nel caso che i genitori non possano sostenere tutte le spese dei figli in formazione).</p>
<p><strong><em>Lei adesso è al secondo anno di bachelor. Cosa ci racconta dei suoi studi? </em></strong></p>
<p>Studio Psicologia e scienze della comunicazione all’università di Zurigo. Per quanto riguarda la UZH o la ETH, posso testimoniare per esperienza personale che si tratta di strutture che non fanno mancare proprio nulla ai propri studenti.</p>
<p>L’organizzazione delle università mi ha davvero sorpreso. Alle matricole basterà appena una settimana per comprendere le dinamiche, ambientarsi e iniziare il proprio percorso di studi in sicurezza e tranquillità.</p>
<p>Le infrastrutture sono più che soddisfacenti: gli studenti hanno a disposizione tutto il necessario. Per quanto riguarda le materie, iniziando a studiarle, ho avuto modo di scoprire interessi e passioni che in precedenza non sapevo di avere. Mi sono ad esempio rivelato un grande sostenitore dell’approccio scientifico nonché un appassionato di scienza. Sono sicuro che ognuno potrà trovare la facoltà adatta per potersi appassionare alla propria materia e portarla avanti con successo.</p>
<p><strong><em>Lei ha svolto anche il servizio militare in Svizzera?</em></strong></p>
<p>Esattamente e posso affermare che per me l’aver svolto il servizio militare, cioè la scuola reclute in Svizzera, è stata una vera e propria rivelazione! Consiglio ad ogni concittadino o concittadina che non abbia ancora le idee chiare su cosa fare al termine del percorso scolastico, di valutare la possibilità di svolgere il servizio militare in Svizzera. Disciplina, rispetto, ordine, cameratismo e forza di volontà sono solo alcuni dei valori che ho potuto apprendere e fare miei durante il mio servizio. Inoltre, questo lasso di tempo mi è stato estremamente utile per capire davvero cosa avrei voluto fare nella vita e mi ha aiutato nell’approccio al percorso universitario.</p>
<p>Per non parlare delle bellissime amicizie che ho potuto stringere. Ancora oggi frequento ex-camerati che – dopo il militare – hanno scelto di studiare anche nella mia stessa università.</p>
<p><strong><em>Quali consigli darebbe a un giovane svizzero o a una giovane svizzera che vorrebbe venire in Svizzera per la formazione universitaria?</em></strong></p>
<p>Penso che il consiglio migliore che possa dare sia quello di bilanciare il proprio studio nel migliore dei modi. L’organizzazione aiuta molto ad avere una vita universitaria sana ed equilibrata.</p>
<p>Basterà sperimentare un po' per trovare il proprio modo di approcciare ed affrontare le cose. Siate aperti alle nuove esperienze, accogliete ogni novità con interesse e curiosità e vedrete che tutto andrà nel migliore dei modi.</p>
<p>Sono cosciente del fatto che la Svizzera ha un tenore di vita piuttosto alto, ma posso al contempo assicurare che affiancare il lavoro allo studio è una possibilità assolutamente percorribile. In questo modo potrete sia sperimentare le prime esperienze lavorative che contribuire allo stesso tempo alle vostre necessità economiche!</p>
<p>Contatto<br />
<em>Ruth Von Gunten</em></p>
<p><em>educationsuisse<br />
</em>scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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