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	<title>sicurezza alimentare Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>sicurezza alimentare Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Neutralità, sovranità e sostenibilità: cambiano le proposte al voto, non i temi.</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazione-27-settembre-neutralita-sicurezza-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 18:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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		<category><![CDATA[Iniziative popolari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/politica-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Il 27 settembre la popolazione svizzera si chinerà su due iniziative popolari. (Al momento della chiusura della redazione non erano ancora disponibili sondaggi.) Passata l’estate, le cittadine e i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi su due iniziative popolari che affrontano temi diversi, ma entrambi rilevanti: il ruolo della Svizzera nel contesto internazionale e il</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/votazione-27-settembre-neutralita-sicurezza-alimentare/">Neutralità, sovranità e sostenibilità: cambiano le proposte al voto, non i temi.</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/politica-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26707"  class="panel-layout" ><div id="pg-26707-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26707-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26707-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Il 27 settembre la popolazione svizzera si chinerà su due iniziative popolari. </strong></p>
<p><strong><em>(Al momento della chiusura della redazione non erano ancora disponibili sondaggi.)</em></strong></p>
<p>Passata l’estate, le cittadine e i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi su due iniziative popolari che affrontano temi diversi, ma entrambi rilevanti: il ruolo della Svizzera nel contesto internazionale e il futuro della politica alimentare e agricola del Paese. Come sempre accade nel sistema di democrazia diretta elvetico, saranno gli elettori a decidere se modificare la Costituzione federale.</p>
<h2>Precisare la neutralità nella Costituzione?</h2>
<p>L'iniziativa popolare "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)" chiede di inserire nella Costituzione una definizione più precisa e vincolante della neutralità svizzera. Secondo il testo proposto, la Svizzera dovrebbe mantenere una neutralità permanente e armata, non aderire ad alleanze militari e non partecipare a conflitti tra Stati. Sarebbe inoltre vietato adottare sanzioni coercitive nei confronti di Stati belligeranti, salvo quelle decise dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Resterebbero invece possibili le misure necessarie per impedire l'elusione di sanzioni internazionali e la collaborazione umanitaria.</p>
<p>L'iniziativa nasce anche come reazione alle decisioni prese dalla Svizzera dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, quando il Consiglio federale decise di riprendere le sanzioni economiche adottate dall'Unione europea nei confronti della Russia. Secondo i promotori, quella scelta ha modificato la tradizionale interpretazione della neutralità elvetica.</p>
<h2>Per i favorevoli è necessario tornare a essere mediatori</h2>
<p>I sostenitori, in gran parte aderenti alle cerchie dell’UDC, ritengono che la neutralità costituisca uno dei pilastri dell'identità svizzera e uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza e l'indipendenza del Paese.</p>
<p>A loro giudizio, iscrivere una definizione chiara nella Costituzione impedirebbe interpretazioni mutevoli da parte del Governo e assicurerebbe prevedibilità nella politica estera. Una Svizzera rigorosamente neutrale potrebbe inoltre continuare a offrire i propri buoni uffici come mediatrice nei conflitti internazionali, mantenendo la credibilità necessaria per favorire il dialogo tra Stati.</p>
<p>Secondo i favorevoli, evitare sanzioni unilaterali ridurrebbe anche il rischio di coinvolgimento politico o economico della Confederazione nelle controversie internazionali.</p>
<h2>“Margine troppo limitato” per i contrari all’iniziativa.</h2>
<p>Gli oppositori, tra cui anche il Consiglio federale e il Parlamento, ritengono invece che l'iniziativa limiterebbe eccessivamente il margine d'azione della Svizzera in politica estera. Secondo loro, la neutralità svizzera ha sempre saputo adattarsi ai cambiamenti dello scenario internazionale senza perdere la propria essenza. Inserire regole troppo rigide nella Costituzione potrebbe impedire al Consiglio federale di reagire con flessibilità a crisi future.</p>
<p>I contrari sottolineano, inoltre, che la possibilità di adottare sanzioni economiche rappresenta uno strumento importante per difendere il diritto internazionale e condannare gravi violazioni, senza compromettere la neutralità militare. Temono infine che una Svizzera troppo isolata possa perdere influenza sulla scena internazionale e vedere indebolita la cooperazione con i partner europei.</p>
<h2>Più sovranità e protezione delle risorse naturali nella produzione alimentare?</h2>
<p>La seconda proposta sottoposta al voto a fine settembre è l'iniziativa popolare "Per un'alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull'alimentazione)".</p>
<p>L'obiettivo è rafforzare la sicurezza alimentare della Svizzera attraverso una maggiore produzione agricola nazionale sostenibile, una riduzione della dipendenza dalle importazioni e una migliore tutela delle risorse naturali.</p>
<p>L'iniziativa propone di orientare maggiormente la produzione verso alimenti di origine vegetale, promuovere un utilizzo più efficiente del suolo e dell'acqua, migliorare la qualità delle acque potabili e incentivare pratiche agricole rispettose dell'ambiente. Chiede anche che la Confederazione favorisca un sistema alimentare più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici e alle tensioni geopolitiche.</p>
<h2>“Più efficienza agricola con prodotti vegetali” per i fautori dell’iniziativa</h2>
<p>Per i promotori, gli ultimi anni hanno dimostrato quanto le catene di approvvigionamento internazionali possano essere vulnerabili. Guerre, crisi climatiche e instabilità economica rendono importante aumentare la capacità di produrre cibo sul proprio territorio.</p>
<p>Secondo i favorevoli, puntare maggiormente sulle produzioni vegetali consentirebbe di utilizzare in modo più efficiente le superfici agricole, ridurre l'impatto ambientale e contribuire alla protezione del clima. Anche la tutela dell'acqua potabile rappresenta, a loro avviso, un investimento essenziale per le generazioni future.</p>
<p>L'iniziativa viene inoltre presentata come un'opportunità per sostenere un'agricoltura innovativa, capace di coniugare produttività e sostenibilità.</p>
<h2>Per i contrari, le conseguenze sono “più costi e diete imposte alla popolazione”</h2>
<p>I contrari condividono gli obiettivi generali della sicurezza alimentare e della protezione ambientale, ma ritengono che l'iniziativa sia troppo prescrittiva. A loro avviso, fissare nella Costituzione orientamenti così dettagliati limiterebbe la flessibilità della politica agricola e potrebbe comportare costi elevati per agricoltori e consumatori.</p>
<p>Secondo gli oppositori, la Svizzera dispone già di strumenti efficaci per promuovere un'agricoltura sostenibile e la sicurezza dell'approvvigionamento. Si teme, inoltre, che un maggiore orientamento verso produzioni vegetali possa penalizzare alcune aziende agricole, in particolare quelle attive nell'allevamento, e ridurre quindi la libertà imprenditoriale del settore.</p>
<p>Non da ultimo, il fronte contrario si oppone a “imposizioni” dello Stato anche sul tipo di dieta che la popolazione sarebbe chiamata a seguire.</p>
<h2>Due scelte di fondo</h2>
<p>Le due iniziative affrontano questioni molto diverse, ma pongono entrambe interrogativi di carattere strategico che – al pari di molte votazioni passate – giocano sul tema della sostenibilità e della sovranità.</p>
<p>Nel caso della neutralità, gli elettori saranno chiamati a decidere se rendere più rigida e dettagliata la definizione costituzionale di uno dei principi storici della politica estera svizzera oppure mantenere l'attuale impostazione, che lascia maggiore spazio di manovra alle autorità federali.</p>
<p>L'iniziativa sull'alimentazione invita invece a riflettere sull'equilibrio tra sicurezza dell'approvvigionamento, sostenibilità ambientale e competitività dell'agricoltura, valutando se gli strumenti oggi disponibili siano già sufficienti oppure se sia necessario imprimere un cambiamento più deciso attraverso una modifica della Costituzione.</p>
<p>Spetterà alle cittadine e ai cittadini scegliere quale visione del futuro della Svizzera intendono sostenere.</p>
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	<p>Tornare a essere mediatori: è l’obiettivo del fronte di destra favorevole all’iniziativa</p>
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	<p>La condanna di gravi violazioni, per i contrari all’iniziativa, passa anche dalle sanzioni</p>
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	<p>Per gli iniziativisti, una produzione più sostenibile renderebbe anche più autosufficiente la Svizzera</p>
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	<p>No a una “dieta di Stato”. I contrari all’iniziativa giocano la carta della libertà</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Matteo Cornaggia &#8211; Medico veterinario, specialista in sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/matteo-cornaggia-veterinaria-sanita-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 18:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani e Futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/Cornaggia-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Tutti noi, da bambini, abbiamo sognato almeno una volta di prenderci cura dei nostri amici animali, immaginandoci nei panni di chi li aiuta a star bene. Per alcuni, questa passione è rimasta un semplice ricordo d'infanzia, mentre per altri è diventata un vero e proprio obiettivo di vita. In questo numero di GIOVANI E FUTURO,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/matteo-cornaggia-veterinaria-sanita-animale/">Intervista a Matteo Cornaggia &#8211; Medico veterinario, specialista in sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/Cornaggia-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24856"  class="panel-layout" ><div id="pg-24856-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24856-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24856-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Matteo Cornaggia: passione e impegno nella sanità animale</h3>
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	<p>Tutti noi, da bambini, abbiamo sognato almeno una volta di prenderci cura dei nostri amici animali, immaginandoci nei panni di chi li aiuta a star bene. Per alcuni, questa passione è rimasta un semplice ricordo d'infanzia, mentre per altri è diventata un vero e proprio obiettivo di vita.</p>
<p>In questo numero di GIOVANI E FUTURO, esploreremo il mondo della veterinaria, una professione che nasce dall'amore per gli animali e che richiede impegno, dedizione e una solida preparazione.</p>
<p>Lo faremo insieme a Matteo Cornaggia, giovane veterinario italo-svizzero che, nonostante la sua età, è riuscito a trasformare la sua vocazione nella sua professione.</p>
<ol>
<li><strong> Ciao Matteo, com’è nata questa tua passione per la Medicina Veterinaria?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Fin da bambino ho desiderato fare il “dottore delle mucche”.</em></p>
<p><em>Dall’infanzia, infatti, passo le estati nella nostra casa a Crans Montana (VS), dove tra una passeggiata e l’altra, capita spesso di imbattersi in mandrie di bovini al pascolo. Sono sempre stato affascinato da questi animali, tanto possenti quanto mansueti e in pace con il mondo, che serenamente brucano l’erba nei pascoli montani, respirando aria pura godendosi uno dei panorami alpini più belli che esista.</em></p>
<p><em>Contemporaneamente, ho sempre provato una forte passione e interesse per la medicina e la scienza, e così ho deciso di combinare le due cose.</em>»</p>
<ol start="2">
<li><strong> Quale iter accademico e professionale hai intrapreso per diventare veterinario?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>In Italia, quando ho intrapreso gli studi, l’iscrizione al corso di laurea in medicina veterinaria è vincolata al superamento di un test d’ammissione nazionale, che prevede un quiz a risposta multipla. Ora la situazione è in mutamento e, verosimilmente, il test sarà abolito e la selezione verrà fatta attraverso altre modalità.</em></p>
<p><em>Quindi, terminati gli studi al liceo delle Scienze della formazione, mi sono iscritto al test di accesso e, dopo il suo superamento, ho studiato medicina veterinaria. Il corso di studi ha durata di 5 anni, ai quali si sono susseguiti 3 anni di scuola di specializzazione in sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche.</em>»</p>
<ol start="3">
<li><strong> Quali sono i settori di specializzazione nella veterinaria? Quale hai scelto e perché?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Al termine del percorso di studi, sono garantite le cosiddette day one competences ossia lo standard minimo richiesto ad un veterinario che inizia l'attività professionale che sono conoscenze di base nella cura degli animali da affezione (cane, gatto) e da reddito (ruminanti e suini) nonché nozioni di sicurezza alimentare.</em></p>
<p><em>Per semplificare, si potrebbe dire che la medicina veterinaria si occupa di tutte le specie animali esclusa quella umana; ne consegue che i settori di specializzazione sono molto vasti.</em></p>
<p><em>Generalmente quindi, al termine del percorso di studi, si sceglie una specie o un settore di interesse e lo si approfondisce con una formazione post lauream.</em></p>
<p><em>Una prima distinzione può essere tra medici veterinari che si occupano della sicurezza degli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte, formaggi, miele, ecc.) che lavorano per prevenire l’insorgenza di malattie trasmesse dagli alimenti (MTA) come, ad esempio, la salmonella e medici veterinari che si occupano della prevenzione e cura degli animali.</em></p>
<p><em>Quest’ultimi poi possono specializzarsi in una o più gruppi di specie (esotologi, erpetologi, buaitri, suiatri, ittiopatologi, esperti di malattie delle api, etc.) o un determinato apparato: ci sono infatti cardiologi, neurologi, anestesisti e chirurghi. </em></p>
<p><em>Io ho scelto di specializzarmi in sanità animale, cioè la disciplina che si concentra sulla prevenzione delle malattie negli allevamenti e la conseguente tutela della salute pubblica e dei prodotti di origine animale che ogni giorno esportiamo in tutto il mondo.</em></p>
<p><em>Questo perché credo fortemente in una salute unica “one health” cioè l'interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente.</em>»</p>
<ol start="4">
<li><strong> Come cambia il lavoro tra chi si occupa di piccoli animali domestici, animali esotici o animali da allevamento?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Come dicevamo, il mondo della medicina veterinaria è molto vasto! Chi si occupa di animali esotici o da compagnia generalmente lavora in ambulatorio, ospedale o clinica. Infatti, è molto più facile portare il proprio gatto a visita rispetto ad un bovino. Chi si occupa di animali da allevamento si sposta tra le varie cascine presenti sul territorio per visitare gli animali. </em></p>
<p><em>Lavorare in clinica ha sicuramente dei vantaggi: in primis, se piove, sei al caldo con un tetto sopra la testa; viceversa, i veterinari di campo che si occupano di animali da reddito sono esposti alle intemperie. Ma riflettendo ai paesaggi montani Vallesani, preferirei così.</em>»</p>
<ol start="5">
<li><strong> In cosa consiste il tuo lavoro? E com’è la tua giornata tipo?</strong></li>
</ol>
<p><strong>«</strong><em>Il mio lavoro consiste nel controllo delle condizioni igieniche degli allevamenti e della prevenzione delle malattie. </em></p>
<p><em>La mia giornata tipo prevede il sopralluogo nelle aziende zootecniche, principalmente che allevano bovini o suini, ma non esclusivamente. </em></p>
<p><em>Procedo a verificare che le strutture siano idonee e a detenere gli animali e che non ci siano porzioni di fabbricato vetuste o pericolose, poiché in quel caso le farei sostituire, controllo i locali deputati alla mungitura e allo stoccaggio del latte e rientro in ufficio dove, acquisita tutta la documentazione inerente ai controlli sanitari, procedo a stendere una relazione su ciò che ho visto e quali sono i parametri eventualmente migliorabili o sui quali fare attenzione.</em>»</p>
<ol start="6">
<li><strong> Come si gestisce il rapporto con i proprietari degli animali, soprattutto nei momenti delicati?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>La base per gestire i rapporti con i proprietari è la corretta comunicazione. Bisogna sicuramente instaurare una relazione di fiducia, poiché contrariamente non si verrebbe ascoltati. </em></p>
<p><em>È necessario essere sinceri e dire ciò che si pensa senza aver paura della reazione dell’interlocutore. È fondamentale poi spiegare al proprietario perché dovrebbe migliorare questo aspetto della sua azienda e affiancarlo e condurlo nel percorso di crescita.</em>»</p>
<ol start="7">
<li><strong> Come vedi la situazione della professione veterinaria in Italia e in Svizzera? Com’è il rapporto tra domanda e offerta nel settore in entrambi i Paesi?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>In questo momento storico, gli animali da compagnia sono diventati parte della famiglia a tutti gli effetti, e come tali hanno il diritto di ricevere le cure mediche più appropriate. Questo è valido sia in Italia che in Svizzera.</em></p>
<p><em>In questo momento, la medicina veterinaria italiana, alla stregua di altre professioni parte del Servizio sanitario nazionale soffre di una carenza di organico quasi cronica imputabile ad anni di blocco delle assunzioni e dello scarso numero di professionisti formati per anno. Quindi al momento posso dire che il rapporto tra domanda e offerta è molto alto.</em></p>
<p><em>Situazione analoga e sovrapponibile è riscontrabile in Svizzera, dove Olivier Glardon, presidente della Società delle veterinarie dei veterinari svizzeri, in un’intervista spiega come la carenza di veterinaria metta a repentaglio la cura dei nostri animali e la sicurezza degli alimenti di origine animale che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole.</em>»</p>
<ol start="8">
<li><strong> Qual è l’animale più insolito che hai curato? E c’è un animale che sogni di assistere un giorno?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Io non “curo” animali, mi occupo di verificare il che essi siano allevati o detenuti rispettando le condizioni di benessere animale previste dalla legge.</em></p>
<p><em>In pratica evito che gli animali si possano ammalare o ferire a causa di scarse condizioni di stabulazione o per errore umano.</em></p>
<p><em>Se dovessi pensare a un animale in particolare, lo scorso dicembre mi sono occupato di ispezionare un parco per la tutela delle specie, dove ho avuto modo di toccare da vicino leoni, tigri ed elefanti. Tutti allevati nel rispetto del loro benessere.</em>»</p>
<ol start="9">
<li><strong> Quali consigli ti sentiresti di dare alla nuova generazione che si vuole affacciare al mondo della veterinaria?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Il mestiere del medico veterinario è molto bello e appassionate, ogni giorno ti trovi a dover affrontare numerose situazioni nuove.</em></p>
<p><em>Personalmente trovo stimolante l’approccio anglosassone di iniziare a fare esperienza prima di iscriversi al corso di studi, magari frequentando per qualche tempo un medico veterinario per vedere se la professione possa essere di nostro gradimento. </em></p>
<p><em>Successivamente, per quanto bello, il percorso di studi prevede numerosi esami, e, una volta laureato, l’aggiornamento professionale è costante. Bisogna essere consapevoli che lo studio è parte integrante della vita di tutti i giorni e sicuramente la conoscenza di una lingua straniera come l’inglese è essenziale. </em></p>
<p><em>Con buona motivazione e sacrificio si può ottenere tutto.</em>»</p>
<p>di Nicola Magni</p>
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