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	<title>turismo in Svizzera Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>turismo in Svizzera Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Vivere sull’orlo del precipizio</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/murren-vivere-sul-precipizio-funivia-piu-ripida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 22:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Una situazione estrema, sportivi estremi e ora anche la funivia più estrema: cosa significa vivere a Mürren (BE), sull’orlo di un abisso vertiginoso? Nel cuore di Mürren c’è un posticino dove i turisti amano fermarsi per scattare foto. Anche oggi. Una giovane donna scuote i lunghi capelli prima in avanti, poi all’indietro – e sorride</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/murren-vivere-sul-precipizio-funivia-piu-ripida/">Vivere sull’orlo del precipizio</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26764"  class="panel-layout" ><div id="pg-26764-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26764-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26764-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Una situazione estrema, sportivi estremi e ora anche la funivia più estrema: cosa significa vivere a Mürren (BE), sull’orlo di un abisso vertiginoso?</p>
<p>Nel cuore di Mürren c’è un posticino dove i turisti amano fermarsi per scattare foto. Anche oggi. Una giovane donna scuote i lunghi capelli prima in avanti, poi all’indietro – e sorride raggiante davanti a uno sfondo imponente. La sua amica punta lo smartphone verso di lei. Da un lato si avvicina una mamma con il figlio piccolo. «<em>Stai attenta</em>», le dice, «<em>non c’è la ringhiera</em>». La donna è un po’ troppo prudente; perché qui non è pericoloso. Non ancora. Da questo punto panoramico un sentiero scende lungo un prato in forte pendenza. Dopo circa 100 metri si arriva a una staccionata con un portoncino. Ecco, qui c’è il bordo. Il portoncino è aperto. All’esterno della staccionata c’è un punto di lancio per i base jumper – quelle donne e quegli uomini temerari che si lanciano dalle rocce e si lasciano catturare dai paracadute. Se ci si tiene con una mano alla staccionata e si sporge la testa in avanti, è possibile intravedere il vuoto sottostante. La stazione a valle della funivia. Parcheggi. Strade. Case. Auto. Tutto sembra incredibilmente piccolo eppure in qualche modo vicino. È spaventoso in un modo inconcepibile.</p>
<p><strong>Con la funivia attraverso il tetto</strong></p>
<p>Mürren si trova nella valle di Lauterbrunnen, non lontano da Interlaken. Troneggia sopra una parete rocciosa verticale, in parte a strapiombo. Almeno in Svizzera non dovrebbe esserci nessun altro insediamento che si trovi in una posizione così esposta sopra un precipizio. La nuova funivia dimostra quanto sia straordinaria la posizione di Mürren. È la più ripida del mondo. Quando parte, sembra di essere tirati verso l’alto per i capelli. Nelle funivie tradizionali, le cabine sporgono in avanti verso la stazione a valle. Qui, invece, escono dall’edificio, per così dire, attraverso il tetto.</p>
<p>Le funi portanti puntano verso l’alto con la stessa pendenza di una lancetta delle ore che su un quadrante si trova quasi alle undici. La pendenza record, in termini tecnici, è del 159,4%. Durante il viaggio si resta incollati al finestrino a fissare le rocce nude. Qua e là l’acqua schizza nel vuoto. 775 metri di dislivello in quattro minuti.</p>
<p><strong>James Bond nel ristorante girevole</strong></p>
<p>Mürren e il suo precipizio. Esistono vecchi, bellissimi manifesti pubblicitari che giocano su questa sensazione di brivido. Un minuscolo insediamento illuminato dal sole in cima a una scogliera scura. Ma per il resto? Per le persone che vivono qui, la minaccia del vicino precipizio non sembra essere un problema. Quando parlano della <em>loro</em> Mürren, raccontano del posto più bello sulla Terra, della tranquillità del villaggio senza auto, della gloriosa storia del turismo o del ristorante girevole Piz Gloria sullo Schilthorn e di James Bond. Uno dei film, “Al servizio segreto di Sua Maestà”, è stato girato lì e ha reso Mürren ancora più famosa nel resto del mondo. Ma nessuno parla del precipizio. Bisogna proprio chiederlo. Ad esempio a Kurt Huggler (81 anni). È cresciuto a Mürren, è stato sciatore agonistico, direttore di un centro turistico e albergatore. «<em>Ma sì, ma sì</em>», dice, «<em>noi ragazzi andavamo spesso tra le rocce laggiù</em>».</p>
<p>Lanciavano oggetti giù, raccoglievano fiori rari o si sedevano sul bordo a guardare nel vuoto. Non raccontavano tutto ai genitori. Quando Huggler descrive una prova di coraggio, ascoltare la storia mette a disagio: consisteva nell’appendersi a testa in giù con le gambe a un tronco d’albero che sporgeva oltre il precipizio. Huggler rassicura dicendo che non è mai successo nulla. Forse anche grazie ai racconti dei genitori volti a scoraggiarli. Ai bambini piccoli si raccontava che nella parete rocciosa vivesse un uomo con un uncino. Questo avrebbe voluto trascinare nel vuoto ragazze e ragazzi per poi mangiarli. Ascoltando Huggler, si comincia a capire: ha un rapporto con il rischio che solo chi vive in montagna può avere. Ha scalato vette per tutta la vita e spiega: «<em>Non percorrerei mai una via difficile senza assicurazione</em>.» Con questo si capisce anche cosa pensa del base jumping. Chi vive in montagna è sempre consapevole di quanto sia pericoloso qualcosa; le famiglie dipendono da ognuno di loro. «<em>Non ci si può permettere di precipitare verso la morte.</em>»</p>
<p>Huggler non può fare a meno di ridere quando racconta di un altro aspetto del precipizio vicino. «<em>Un tempo gettavamo semplicemente i rifiuti giù dalla roccia.</em>» All’inizio la plastica era quasi inesistente. E nemmeno i rifiuti verdi. «<em>Quelli li davamo in pasto ai maiali.</em>» Si trattava soprattutto di barattoli di conserve vuoti, oggetti ingombranti di ogni tipo e una volta persino di mezza macchina per il gelato proveniente da un hotel – «<em>è stato uno spettacolo!</em>» I rifiuti non rotolavano giù a valle; rimanevano su una cengia rocciosa e venivano poi ricoperti di terra. Huggler sorride: «<em>Bisognerebbe scavare lì una volta: si scoprirebbe moltissimo su Mürren.</em>»</p>
<p><strong>«<em>Da non perdere</em>»</strong></p>
<p>Quando Sven von Arx (30 anni), tecnico edile e membro del consiglio comunale locale, si è trasferito qui sei anni fa, è rimasto sopraffatto da questo luogo. «<em>Ancora oggi non smetto di stupirmi.</em>» All’inizio si era davvero chiesto come fosse possibile che a qualcuno fosse venuta l’idea di stabilirsi quassù. Nel frattempo, si è abituato a questa posizione straordinaria. Ha provato una sensazione simile quando praticava il parapendio, attività che ha svolto per un certo periodo. Quando per la prima volta si è liberato oltre il ciglio della scogliera verso la valle e si è reso conto di quell’immenso vuoto sotto di sé, è stato un momento terrificante. «<em>Ma dopo 40 voli non era più niente di speciale.</em>» Lo stesso vale per la nuova funivia. Il viaggio è spettacolare. Ma nella cabina non sta più da tempo vicino al finestrino. «<em>Lo fanno solo i turisti.</em>» Il bordo roccioso lo affascina comunque. Quando gli amici vengono a trovarlo, li invita volentieri sulla via ferrata. Si tratta di un percorso che scende lungo la parete rocciosa, sul quale si è costantemente assicurati. «<em>È qualcosa che bisogna vedere almeno una volta</em>», dice. Sulla via ferrata si passa accanto a un punto di lancio dei base jumper. Von Arx la pensa più o meno come Kurt Huggler, montanaro di nascita: «<em>Quando lo vedo, penso: ma come si fa?</em>»</p>
<p><em>Dölf Barben</em></p>
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	<p>Più in alto, più lontano, più veloce, più bello? Alla ricerca di record svizzeri un po’ fuori dall’ordinario:<br />
oggi si parla di un luogo davvero estremo</p>
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	<p>La funivia dello Schilthorn è la più ripida del mondo. È talmente ripida che le cabine lasciano la stazione a valle, per così dire, passando dal tetto. Foto Dölf Barben</p>
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	<p>Il villaggio di Mürren si trova a circa 800 metri sopra il fondovalle di Lauterbrunnen. La gente è abituata a vivere sull’orlo del precipizio.<br />
Foto Wikimedia</p>
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	<p>Sven von Arx è arrivato a Mürren sei anni fa e continua a stupirsi della posizione del villaggio.<br />
Foto Dölf Barben</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera: Canton Lucerna</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-lucerna-storia-cultura-panorami-svizzeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/canton-lucerna-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Quinto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-lucerna-storia-cultura-panorami-svizzeri/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera: Canton Lucerna</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/canton-lucerna-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26523"  class="panel-layout" ><div id="pg-26523-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26523-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26523-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Quinto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione? Benvenuti nel Canton Lucerna!</p>
<h2>TAPPA 5: CANTON LUCERNA</h2>
<p>Ci sono luoghi che attraversano la propria storia, altri la scrivono loro stessi. Il Canton Lucerna è uno di questi. Da piccolo insediamento medievale a potente città-Stato, il suo sviluppo ha lasciato un segno profondo nella storia della Svizzera, diventando uno dei Cantoni più visitati e apprezzati di tutta la Confederazione.</p>
<p>A partire dal tardo Medioevo, Lucerna divenne una vera e propria città-Stato. La sua espansione territoriale ebbe inizio nel 1380 con l’acquisizione del baliaggio di Weggis e raggiunse il massimo sviluppo tra il 1386 e il 1415. Intorno al 1480, la definizione del territorio che poi sarebbe diventato il Canton Lucerna era ormai quasi del tutto completata.</p>
<p>La città-Stato di Lucerna esercitava la giurisdizione superiore sulla maggior parte dei territori sotto il proprio controllo, mentre la giurisdizione inferiore restava spesso nelle mani di altri detentori dei diritti, i quali non erano necessariamente cittadini di Lucerna. Durante il periodo della Repubblica Elvetica, il distretto di Hitzkirch apparteneva al canton Baden.</p>
<p>Dal 1803 il distretto venne assegnato al Canton Lucerna. In compenso, Lucerna cedette a sua volta il distretto di Merenschwand al neofito Canton Argovia. Il Canton Lucerna prende il nome dal suo omonimo capoluogo, la città di Lucerna. Con il suo paesaggio mozzafiato e il caratteristico centro storico, la città rappresenta una delle mete più visitate e apprezzate di tutta la Svizzera.</p>
<p>Il <em>Kapellbrücke</em> è indubbiamente l’attrazione più celebre e iconica di Lucerna. Si tratta di uno dei ponti più antichi in legno in Europa. Lungo 204 metri, percorrerlo significa attraversare un pezzo di storia con i suoi dipinti e la <em>Wasserturm</em>, quest’ultima svolgeva una funzione di difesa. La particolare linea spezzata del ponte contribuiva a ridurre la pressione esercitata dalla corrente del fiume sulla struttura.</p>
<p>Il nome deriva dalla vicina Cappella di San Pietro. In origine al suo interno erano collocati 110 pannelli triangolari in legno, dipinti nel XVII secolo, che illustravano la storia e gli avvenimenti principali della città.</p>
<p>A seguito dell’incendio avvenuto nel 1993, soltanto 25 pannelli si salvarono, quelli andati distrutti dalle fiamme vennero sostituiti da copie o lasciati vuoti come testimonianza del drammatico evento.</p>
<p>Sopra la città si erge il <em>Museggmauer</em>, connubio perfetto tra storia e panorama. Risalente al XIII secolo e con i suoi 870 m di lunghezza, rappresenta una delle mura cittadine medievali meglio conservate di tutta la Svizzera. Delle 30 torri originarie, solamente 9 sono ancora in piedi. Lo Zytturm, il Männliturm, lo Schirmerturm e la torre di Guardia sono le 4 torri tuttora accessibili.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Obvaldo</h3>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Lucerna</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1332</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 1’493,51 km²</p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 437’944 (2024)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>:  Napf (1406 m, interamente nel Canton Lucerna); Tomlishorn (2128 m, sul confine tra Lucerna, Nidvaldo e Obvaldo)</p>
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<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26524 alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-495x600.png" alt="" width="133" height="162" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-495x600.png 495w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-844x1024.png 844w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-768x932.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt.png 1000w" sizes="(max-width: 133px) 100vw, 133px" />*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Lucerna consiste in uno scudo diviso in due campi: azzurro a sinistra e bianco a destra. I colori sono documentati fin dal XIV secolo e sembrano richiamare il paesaggio naturale della regione: l’azzurro rappresenterebbe le limpide acque del Lago dei Quattro Cantoni e il cielo; mentre il bianco simboleggerebbe la luce e la purezza. La semplicità del disegno riflette l’antica tradizione araldica svizzera e l’identità storica cantonale.</p>
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	<p>Kapellbrücke. Foto Sofia N.</p>
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	<p>Museggmauer. Foto Sofia N.</p>
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	<p>Museo dei Trasporti di Lucerna. Foto Sofia N.</p>
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	<p>Löwendenkmal. Foto Sofia N.</p>
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	<p>Lago dei Quattro Cantoni. Foto Sofia N.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-lucerna-storia-cultura-panorami-svizzeri/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera: Canton Lucerna</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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