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	<title>Edizione Agosto-Settembre 2018 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Agosto-Settembre 2018 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Comunicazioni da Palazzo Federale – Agosto-Settembre 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 10:56:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" />Nota Per scegliere il modo d’invio desiderato della “Gazzetta Svizzera” e di altre pubblicazioni, vogliate comunicare alla vostra rappresentanza svizzera i vostri indirizzo(i) e-mail e numero(i) di telefono mobile nonché ogni cambiamento e registratevi presso lo sportello online (link verso il sito del DFAE www.eda.admin.ch) o su www.swissabroad.ch. In caso di problema di connessione, vogliate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" /><div id="pl-2560"  class="panel-layout" ><div id="pg-2560-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2560-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2560-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Nota</strong><br />
Per scegliere il modo d’invio desiderato della “Gazzetta Svizzera” e di altre pubblicazioni, vogliate comunicare alla vostra rappresentanza svizzera i vostri indirizzo(i) e-mail e numero(i) di telefono mobile nonché ogni cambiamento e registratevi presso lo sportello online (link verso il sito del DFAE www.eda.admin.ch) o su www.swissabroad.ch. In caso di problema di connessione, vogliate rivolgervi alla vostra rappresentanza.<br />
Potete in ogni momento leggere e stampare il numero attuale della “Gazzetta Svizzera” nonché i numeri precedenti su www.gazzettasvizzera.it La “Gazzetta Svizzera” viene inviata gratuitamente in versione cartacea o per via elettronica (e-mail) a tutti i fuochi degli Svizzeri in Italia.</p>
<p><strong>Votazioni federali</strong><br />
Gli oggetti della votazione federale sono decisi dal Consiglio federale almeno quattro mesi prima del giorno della votazione. I progetti seguenti saranno sottoposti in votazione il 23 settembre 2018:<br />
• Decreto federale del 13 marzo 2018 concernente le vie ciclabili, i sentieri e i percorsi pedonali (controprogetto diretto all’iniziativa popolare “Per la promozione delle vie ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali (Iniziativa per la bici)”<br />
• Iniziativa popolare del 26 novembre 2015 “Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell’ambiente e in modo equo (Iniziativa per alimenti equi)”<br />
• Iniziativa popolare del 30 marzo 2016 “Per la sovranità alimentare. L’agricoltura riguarda noi tutti”</p>
<p>Altra data di votazione nel 2018: 25 novembre</p>
<p>Tutte le informazioni sui progetti (spiegazioni del Consiglio federale, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch/votazioni.</p>
<p><strong>Iniziative popolari</strong><br />
Le iniziative popolari federali seguenti sono state lanciate prima della chiusura della redazione (scadenza del termine per la raccolta delle firme tra parentesi):<br />
• “Agire autonomamente nella famiglia e nell’impresa (Iniziativa sulla protezione dei minori e degli adulti)” (15.11.2019)<br />
• “Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)” (15.11.2019).</p>
<p>La lista delle iniziative popolari attuali è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Attualita &gt; Elezioni e votazioni &gt; Iniziative in sospeso.</p>
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		<title>Riconoscimento tardivo della sofferenza subita dai bambini collocati di forza</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/riconoscimento-tardivo-della-sofferenza-subita-dai-bambini-collocati-di-forza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/vittime-ricollocazione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In un foyer o una famiglia, o dati in adozione Le vittime delle misure coercitive a scopi di assistenza ricevono un contributo di solidarietà e oltre 9000 persone hanno inoltrato una domanda di contributo prima della scadenza del termine definito. È tuttavia ancora troppo presto per chiudere questo capitolo. La riparazione delle misure coercitive a</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/vittime-ricollocazione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2540"  class="panel-layout" ><div id="pg-2540-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2540-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2540-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>In un foyer o una famiglia, o dati in adozione</p>
<p>Le vittime delle misure coercitive a scopi di assistenza ricevono un contributo di solidarietà e oltre 9000 persone hanno inoltrato una domanda di contributo prima della scadenza del termine definito. È tuttavia ancora troppo presto per chiudere questo capitolo.</p>
<p>La riparazione delle misure coercitive a scopi di assistenza e i collocamenti forzati extra-familiari precedenti il 1981 è sempre d’attualità. Nell’estate 2013 alcune vittime e rappresentanti delle autorità e istituzioni interessate si sono incontrati per la prima volta, allo scopo di discutere attorno a una tavola rotonda. I membri della tavola rotonda organizzata dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga dovevano preparare e mettere in atto un progetto completo di riparazione delle misure di coercizione a fini di assistenza e dei collocamenti extra-familiari precedenti il 1981. Nel luglio 2014 essi hanno presentato un rapporto con proposte di misure, tra le quali la maggior parte è stata integrata nella nuova legge per la riparazione di questo oscuro capitolo della storia sociale svizzera. Discusso in tempi record in Parlamento, in particolare sotto la pressione dell’iniziativa di riparazione, questa legge è stata adottata nell’autunno 2016. Su proposta dei membri della tavola rotonda, la Confederazione ha pure creato un fondo di aiuto immediato che permette di concedere un aiuto transitorio alle quasi 1200 vittime in situazione finanziaria difficile.</p>
<p>Questa nuova legge riconosce formalmente l’ingiustizia inflitta alle vittime delle misure di coercizione a fini di assistenza e di collocamento extra-familiare prima del 1981 in Svizzera. Essa garantisce pure le condizioni necessarie affinché le vittime possano, su loro richiesta, ottenere un contributo di solidarietà di 25’000 franchi. Inoltre, essa costituisce la base legale di una riparazione scientifica completa. Infatti, una commissione di esperti indipendenti studia la sorte delle persone, “internate per decisione amministrativa” e presenterà i suoi risultati nella primavera 2019. D’altro canto, il Consiglio federale ha creato il programma nazionale di ricerca 76 “Assistenza e coercizione – passato, presente e futuro” che vuole documentare e analizzare tutte le altre forme di misure coercitive dell’epoca, come quelle concernenti i bambini collocati presso privati o famiglie. I vari progetti di ricerca devono essere approvati e lanciati entro l’estate 2018. Contributi sostanziali sono stati concessi per l’insieme del lavoro di ricerca, sottolineando l’importanza che la Svizzera attribuisce a questo soggetto.</p>
<p>Infine, la nuova legge regolamenta pure l’archiviazione e l’accesso alle schede mettendo al contempo a disposizione delle vittime e delle persone interessate un’offerta di consulenza e di assistenza attraverso i punti di contatto cantonali. Le organizzazioni di vittime hanno inoltre la possibilità di sottoporre progetti di aiuto che permettano alle vittime di sviluppare delle prospettive personali o private o di scambiare esperienze.</p>
<p>La 15ma e ultima seduta della tavola rotonda ha avuto luogo l’8 febbraio 2018. Nel frattempo il termine per l’inoltro delle domande di contributi di solidarietà è scaduto. In totale, 9018 domande sono state indirizzate all’Ufficio federale di giustizia. Tra di esse, 313 provengono da 41 paesi, ossia circa il 3,5%, che sono state inoltrate da persone residenti all’estero. La gran parte di queste domande provenivano dalla Francia e dalla Germania, ma anche dal Canada, dalla Thailandia e dall’Italia. Queste domande devono essere trattate al più tardi quattro anni dopo l’entrata in vigore della legge, ossia entro la fine di marzo 2021.</p>
<p>Per inoltrare una domanda, le persone che risiedono all’estero hanno dovuto chiedere personalmente un certificato di vita presso una rappresentanza svizzera. Le rappresentanze svizzere interessate e l’Ufficio federale di giustizia hanno proposto soluzioni individuali alle persone che hanno dovuto effettuare lunghi spostamenti oppure la cui salute è precaria.</p>
<p>Il servizio specializzato dell’Ufficio federale di giustizia (+41 58 462 42 84 o sekretariat@fuersorgerischezwangsmassnahmen.ch ) è a vostra disposizione per ogni informazione. Informazioni supplementari sono pure accessibili online: www.bj.admin.ch&gt; Società &gt; Vittime delle misure di coercizione a fini d’assistenza. Il rapporto e i resoconti della tavola rotonda sono disponibili su www.fszm.ch &gt; Tavola rotonda.</p>
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		<title>Gli svizzeri all’estero su Instagram</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/gli-svizzeri-allestero-su-instagram/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 10:34:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/gli-svizzeri-allestero-su-instagram/">Gli svizzeri all’estero su Instagram</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/weareswissabroad-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2523"  class="panel-layout" ><div id="pg-2523-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2523-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2523-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>“Rappresentare la Svizzera alle Olimpiadi è per me un onore”</strong></p>
<p>Nata negli Stati Uniti, ha difeso i colori della Svizzera ai Giochi olimpici. A 16 anni, la pattinatrice artistica Alexia Paganini si è classificata 21ma nella sua disciplina ai Giochi olimpici di Pyeongchang. Benché viva a New York e abbia già percorso il mondo in lungo e in largo, la Svizzera resta il suo paese d’origine.</p>
<p><strong>Il mio sport:</strong> per quanto possa ricordarmi, il pattinaggio artistico fa parte della mia vita. Mia madre mi ha portato con i miei fratelli Kevin e Mario alla pista di ghiaccio vicino a casa nostra quando avevo appena due anni. I miei fratelli giocavano a hockey e io facevo pattinaggio artistico. Siamo tutti sportivi appassionati.</p>
<p><strong>I miei giochi olimpici:</strong> rappresentare la Svizzera ai Giochi olimpici è stata un’esperienza incredibile. È un onore per me e ne sono riconoscente. Il mio più bel ricordo è la primissima volta in cui sono penetrata nella pista di pattinaggio olimpica ufficiale. È solo in quel momento che ho veramente compreso che si trattava della realtà. Sono qui e rappresento la Svizzera, il mio paese d’origine, ai giochi olimpici.</p>
<p><strong>La mia Svizzera:</strong> mi sono sempre sentita Svizzera. Sono molto fiera di essere Svizzera. Quasi tutta la mia famiglia vive in Svizzera a Weesen, a Soletta, a Zurigo e a Poschiavo e mia nonna abita a Brusio. Mi piace essere Svizzera, è la mia terra d’origine.</p>
<p><strong>Il mio cuore:</strong> non posso vedere nel futuro, ma posso immaginare che un giorno vivrò in Svizzera. Sono spesso in Svizzera e comincio sempre a cercare un buon ristorante con la raclette. Mi piace mangiare una deliziosa raclette!</p>
<p><em>L’integralità di questa intervista è stata pubblicata su swissinfo.ch, il servizio online della Società svizzera di radiodiffusione e televisione SSR/SRG, disponibile in dieci lingue. </em><em>Vivete anche voi all’estero? Allora inviate le vostre foto Instagram dall’hashtag #WeAreSwissAbroad</em></p>
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		<title>Offerte per i giovani &#8211; inverno 2018/2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/offerte-per-i-giovani-inverno-2018-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 09:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/offerte-giovani-svizzera-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Campi di sport invernali e corsi di lingue Campo di sci di S. Silvestro a Valbella (GR) I partecipanti approfitteranno di un programma denso nelle montagne grigionesi! Oltre ai corsi di sci o di snowboard in piccoli gruppi e ad attività variate, essi disporranno inoltre di tempo libero per fare amicizia tra di loro. I</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/offerte-per-i-giovani-inverno-2018-2019/">Offerte per i giovani &#8211; inverno 2018/2019</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/offerte-giovani-svizzera-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2505"  class="panel-layout" ><div id="pg-2505-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2505-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2505-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Campi di sport invernali e corsi di lingue</strong></p>
<p><strong>Campo di sci di S. Silvestro a Valbella (GR)</strong><br />
I partecipanti approfitteranno di un programma denso nelle montagne grigionesi! Oltre ai corsi di sci o di snowboard in piccoli gruppi e ad attività variate, essi disporranno inoltre di tempo libero per fare amicizia tra di loro. I partecipanti saranno inquadrati da monitori formati e motivati.<br />
Questa offerta si rivolge ai giovani tra i 15 e i 18 anni.<br />
Costo: CHF 950.-<br />
www.tgadalai.ch e www.arosalenzerheide.swiss</p>
<p><strong>Campo di sport invernali per adulti a Saas-Grund (VS) dal 27.12.2018 al 5.1.2019</strong><br />
Si tratta della terza edizione di questo campo per giovani adulti organizzato durante le vacanze invernali. Anche quest’anno, questo campo di sci e di snowboard avrà luogo a Saas-Grund, nelle Alpi vallesane.<br />
Costo: CHF 950.-<br />
Per farvi un’idea del luogo e della pista di sci: www.ferienhaus-schoenblick.ch e www.saas-fee.ch</p>
<p><strong>Corso di tedesco a Berna e corso di francese a Bienne dal 7.1. al 18.1.2019</strong><br />
Quattro corsi al mattino e delle attività comuni al pomeriggio, nonché una famiglia ospitante simpatica. I partecipanti sono invitati ad imparare il tedesco o il francese, due delle quattro lingue nazionali, o a consolidare le loro conoscenze linguistiche durante un corso intensivo.<br />
Costo: CHF 1’500.- (34 lezioni, alloggio in famiglia ospitante e Swiss Travel Pass inclusi).</p>
<p><strong>Sussidi</strong><br />
Il Servizio dei giovani dispone di mezzi che gli permettono di aiutare dei partecipanti in difficoltà finanziarie. Le richieste possono essere inviate su: www.swisscommunity.org/fr/jeunesse/reduction-de-frais</p>
<p><strong>Inizio delle iscrizioni</strong><br />
Le iscrizioni alle offerte invernali saranno aperte a partire dall’8 settembre 2018. Maggiori informazioni sulle offerte e l’iscrizione sono disponibili sul nostro sito Internet www.swisscommunity.org/fr/jeunesse/offres-pour-la-jeunesse</p>
<p><strong>Contatto Servizio dei giovani</strong><br />
youth@aso.ch / +41 31 356 61 00</p>
<p><strong>Offerte di partner</strong><br />
La scienza chiama i giovani: sjf.ch/concours-nationale/concours-2019/?lang=it<br />
Easyvote: www.easyvote.ch<br />
Sessione dei giovani: www.sessionedeigiovani.ch<br />
www.facebook.com/ASOyouth</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/offerte-per-i-giovani-inverno-2018-2019/">Offerte per i giovani &#8211; inverno 2018/2019</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Che cosa fare se si perde la patente svizzera di guida?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/che-cosa-fare-se-si-perde-la-patente-svizzera-di-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 09:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I consigli dell’OSE Sono domiciliato all’estero e ho perso la mia patente di guida che era stata emessa in Svizzera. Posso ottenere una nuova patente presso l’autorità cantonale che l’ha emessa oppure presso una rappresentanza svizzera all’estero? Le autorità svizzere non sono in grado di emettere un nuovo permesso di guida svizzero. Infatti dal momento</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2495"  class="panel-layout" ><div id="pg-2495-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2495-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2495-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>I consigli dell’OSE</strong></p>
<p><strong>Sono domiciliato all’estero e ho perso la mia patente di guida che era stata emessa in Svizzera. Posso ottenere una nuova patente presso l’autorità cantonale che l’ha emessa oppure presso una rappresentanza svizzera all’estero?</strong></p>
<p>Le autorità svizzere non sono in grado di emettere un nuovo permesso di guida svizzero. Infatti dal momento in cui il vostro domicilio si trova all’estero, sono le autorità del vostro paese di domicilio competenti in materia di permessi di guida e non più la Svizzera. Si tratta di una manifestazione del principio di territorialità che vuole che siate sottoposti al sistema giuridico dello Stato nel quale risiedete. Così, il settore della circolazione stradale compete esclusivamente al diritto del paese di domicilio. Il servizio cantonale della circolazione stradale che ha emesso la vostra patente di guida potrà soltanto fornirvi un attestato di titolarità di un permesso di guida svizzero. Con questo attestato, l’autorità cantonale certifica che avete certamente ottenuto una patente di guida sulla base delle condizioni richieste dal diritto svizzero. Si tratterà in seguito di vedere con le autorità competenti in materia nel vostro Stato di domicilio a quali condizioni una patente di guida potrà essere emessa (conferma dei dati contenuti nell’attestato, esame di guida, ecc.). L’attestato del servizio cantonale della circolazione stradale potrà quindi eventualmente esservi utile.</p>
<p>Gli indirizzi dei servizi cantonali della circolazione stradale sono disponibili su: www.strassenverkehrsamt.ch</p>
<p><em>Il servizio giuridico dell’OSE fornisce informazioni generali sul diritto svizzero nei settori che concernono specificatamente gli Svizzeri all’estero. Esso non fornisce invece informazioni sul diritto straniero e non interviene nei contenziosi che oppongono delle parti private.</em></p>
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		<title>Studi universitari in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/studi-universitari-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 09:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Martina-Boscaro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />«Il mio consiglio è di non avere paura» dice Martina Boscaro Svizzera d’Italia Martina Boscaro, Lei è svizzera cresciuta in Italia. Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera? Fin da bambina sognavo di tornare in Svizzera per i miei studi. Il senso di serenità che trasmette questo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Martina-Boscaro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2491"  class="panel-layout" ><div id="pg-2491-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2491-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2491-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>«Il mio consiglio è di non avere paura» dice Martina Boscaro Svizzera d’Italia</strong></p>
<p>Martina Boscaro, Lei è svizzera cresciuta in Italia. Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera?<br />
Fin da bambina sognavo di tornare in Svizzera per i miei studi. Il senso di serenità che trasmette questo paese è sempre stato una calamita per me. Inoltre, la qualità degli istituti educativi svizzeri è, a mio parere, impareggiabile.</p>
<p><strong>Si è integrata velocemente nella vita universitaria?</strong><br />
È stato molto facile e rapido adattarmi all’università svizzera, grazie soprattutto al sostegno dei professori e all’ambiente famigliare che mi ha accolta. La piccola taglia dell’università di Neuchâtel ha probabilmente aiutato. Non mi sono mai sentita spaesata.<br />
I primi mesi sono stati molto impegnativi poiché le mie conoscenze del francese non erano sufficienti. Ma grazie ai corsi di francese gratuiti offerti dall’università ho potuto progredire velocemente, passando nel giro di pochi mesi da un livello minimo richiesto B2 a un C1/C2. La condivisione dell’appartamento con altre ragazze francofone è stata ulteriormente d’aiuto.</p>
<p><strong>Ci sono delle differenze specifiche tra l’Italia e la Svizzera?</strong><br />
Le differenze si percepiscono, ma non devono far paura: integrarmi è stata per me una sfida che mi ha stimolato fin da subito. La formazione in Svizzera è molto più concreta rispetto a quella italiana. Le università svizzere preparano ad affrontare le sfide del mondo del lavoro attuale.</p>
<p><strong>Lei terminerà presto il suo Master in giurisprudenza. Che progetti ha per il futuro?</strong><br />
A breve termine conto di rimanere in Svizzera francese per svolgere il praticantato e passare l’esame di avvocato; ma non scarto ancora l’ipotesi di proseguire con un dottorato di ricerca o di cercare impiego alla Confederazione a Berna. Le possibilità sono tante!</p>
<p><strong>Che consiglia vorrebbe dare ai giovani svizzeri all’estero che vorrebbero intraprendere gli studi universitari in Svizzera?</strong><br />
Il consiglio che mi sento di dare è quello di non aver paura! Io sono partita da sola, senza grandi mezzi finanziari ma con tanta voglia di costruire e crescere. Il Canton Zurigo, mio cantone d’origine, ha reso possibile il mio percorso aiutandomi con una borsa di studio. educationsuisse mi ha aiutata a presentare la domanda per la borsa di studio e cura il mio dossier. Informatevi su tutte le possibilità di aiuti finanziari che ci sono e datevi la chance di studiare quello che vi piace in serenità.</p>
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	<p>Martina Boscaro ha ottenuto una borsa di studio dal suo cantone d’origine, con il sostegno di educationssuisse.</p>
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		<title>Vacanze invernali in Svizzera per giovani dagli 8 ai 14 anni</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/vacanze-invernali-in-svizzera-per-giovani-dagli-8-ai-14-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 09:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dal 26 dicembre 2018 al 4 gennaio 2019 alle Diablerets Sciatori, snowbordisti, principianti o esperti: i giovani Svizzeri all’estero in età tra gli 8 e i 14 anni condivideranno meravigliosi momenti nei nostri campi invernali. Campo invernale alle Diablerets Data: dal 26 dicembre 2018 al 4 gennaio 2019 Numero di partecipanti: 42 Costo: CHF 900.-</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/vacanze-invernali-in-svizzera-per-giovani-dagli-8-ai-14-anni/">Vacanze invernali in Svizzera per giovani dagli 8 ai 14 anni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2451"  class="panel-layout" ><div id="pg-2451-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2451-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2451-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Dal 26 dicembre 2018 al 4 gennaio 2019 alle Diablerets</strong></p>
<p>Sciatori, snowbordisti, principianti o esperti: i giovani Svizzeri all’estero in età tra gli 8 e i 14 anni condivideranno meravigliosi momenti nei nostri campi invernali.</p>
<p><strong>Campo invernale alle Diablerets</strong><br />
Data: dal 26 dicembre 2018 al 4 gennaio 2019<br />
Numero di partecipanti: 42<br />
Costo: CHF 900.-<br />
Noleggio sci o snowboard: circa CHF 150.-<br />
Data limite d’iscrizione: 30 settembre 2018</p>
<p><strong>Iscrizione</strong><br />
Le informazioni dettagliate e il formulario d’iscrizione saranno disponibili dal 1° settembre 2018 sul sito www.sjas.ch/it. Una riduzione dei costi viene concessa in casi giustificati. Potete chiedere il formulario di riduzione con una crocetta nella casella corrispondente sul formulario d’iscrizione. Su richiesta, vi possiamo inviare volentieri il nostro opuscolo informativo per posta.</p>
<p><strong>Rotta su Juskila!</strong><br />
Dal 2 all’8 gennaio 2019, 600 giovani dai 13 ai 14 anni approfitteranno per la 78ma volta di una settimana di sport invernali alla Lenk nell’Oberland bernese. Tra i 600 partecipanti sorteggiati, vi saranno 25 Svizzeri all’estero.<br />
Il 2 gennaio 2019, 600 giovani – ragazzi e ragazze – in età dai 13 ai 14 anni, provenienti dai quattro angoli della Svizzera, arriveranno alla Lenk, nella valle della Simmental, in treni appositamente riservati. È già la 78ma volta che Swiss-Ski e i suoi partner invitano questi ragazzi al maggior campo sportivo invernale della Svizzera. Quest’anno tocca ai giovani nati nel 2004 e nel 2005.<br />
Per partecipare a questo campo di sci (Juskila), i giovani devono essere capaci di comunicare almeno in una delle tre lingue nazionali (tedesco, francese o italiano). I posti sono sorteggiati; un posto comprende la partecipazione al campo nonché i corsi di sport invernali, i pasti e l’alloggio. L’organizzazione e il finanziamento del viaggio andata-ritorno incombe ai genitori. I nomi dei 25 sorteggiati fra gli Svizzeri all’estero saranno pubblicati a fine settembre.</p>
<p><strong>Prezzo del campo</strong><br />
Il prezzo include i biglietti del treno validi in tutta la Svizzera, i pasti, l’alloggio, il forfait per lo sci, i corsi di sport invernali, ecc. CHF 120.-</p>
<p><strong>Prezzo del noleggio del materiale</strong><br />
Sci, bastoni e scarponi da sci CHF 50.-<br />
o snowboard e scarponi da snowboard CHF 150.-</p>
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	<h5><strong>Scaricate, compilate e spedite il tagliando-risposta (sulla destra) con una copia del passaporto svizzero di uno dei genitori o del ragazzo(a) entro il 15 settembre 2018 (data di ricevimento) a:</strong></h5>
<p>Fondazione per i giovani svizzeri all’estero (FGSE), Alpenstrasse 26, 3006 Berna, SVIZZERA<br />
Informazioni: Fondazione per i giovani svizzeri all’estero (FGSE), Alpenstrasse 26, 3006 Berna, SVIZZERA.<br />
Telefono +41 31 356 61 16, fax +41 31 356 61 01, e-mail: info@sjas.ch, www.sjas.ch</p>
</div>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/vacanze-invernali-in-svizzera-per-giovani-dagli-8-ai-14-anni/">Vacanze invernali in Svizzera per giovani dagli 8 ai 14 anni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Associazioni no profit e monitoraggio fiscale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/associazioni-no-profit-e-monitoraggio-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 09:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Che succede se il conto è cosiddetto “dormiente”? Caro Avvocato, sono cittadino svizzero e faccio parte del comitato di una Associazione senza scopo di lucro qui in Italia. Leggo sempre la Gazzetta Svizzera ed in particolare la Sua rubrica legale con i suoi utili consigli. Ho deciso di scriverLe questa volta per via di una</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/associazioni-no-profit-e-monitoraggio-fiscale/">Associazioni no profit e monitoraggio fiscale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-2437"  class="panel-layout" ><div id="pg-2437-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2437-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2437-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Che succede se il conto è cosiddetto “dormiente”?</strong></p>
<p>Caro Avvocato,<br />
sono cittadino svizzero e faccio parte del comitato di una Associazione senza scopo di lucro qui in Italia. Leggo sempre la Gazzetta Svizzera ed in particolare la Sua rubrica legale con i suoi utili consigli.</p>
<p>Ho deciso di scriverLe questa volta per via di una situazione particolare che si è creata nella nostra associazione. Si tratta di questo:<br />
un po’ di tempo fa l’Associazione in persona del suo Presidente ha ricevuto una comunicazione da parte di una banca svizzera, la quale ci ha segnalato l’esistenza presso di loro di un conto corrente intestato alla nostra Associazione;<br />
di tale conto corrente tutti noi dell’Associazione ignoravamo totalmente l’esistenza;<br />
pensiamo si tratti di uno di quei conti “dormienti” derivanti da qualche eredità o donazione di un nostro associato o di un suo parente a favore della nostra Associazione;<br />
da una serie di indagini fatte con i nostri associati più anziani e direttamente con la banca abbiamo scoperto che, in effetti, è proprio così e che il conto era stato aperto tantissimi anni fa da un vecchio Presidente nel frattempo defunto;<br />
il conto corrente riporterebbe un saldo di varie decine di migliaia di franchi, per cui saremmo interessati ad entrarne in possesso.</p>
<p>Questi in sintesi i fatti. Dopo un iniziale momento di grande euforia nel quale abbiamo cercato di capire come farci accreditare l’importo e persino a quali progetti avremmo potuto destinare le somme mi sono tornati alla mente tutti i suoi preziosi articoli sul monitoraggio fiscale e sulla Voluntary Disclosure.</p>
<p>Mi sono quindi chiesto, innanzitutto, se abbiamo diritto ad ottenere tali somme, in secondo luogo se siamo responsabili come associazione di una qualche violazione fiscale e in ultimo quali sono i passi più opportuni da intraprendere nell’interesse dell’Associazione (Voluntary Disclosure o altro).</p>
<p>Avendo sempre apprezzato i suoi articoli ed il Suo senso pratico ho pensato di rivolgermi a Lei sperando che la questione possa essere trattata in uno dei prossimi numeri della Gazzetta Svizzera anche per non gravare l’Associazione di costi magari inutili.<br />
Le chiedo quindi cortesemente se può darci qualche indicazione.</p>
<p>A.T. (Prov. di Milano)</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
Caro Lettore,<br />
La ringrazio dei complimenti e rispondo molto volentieri alla Sua lettera, anche perché è sempre apprezzabile l’impegno a titolo gratuito che si presta per delle organizzazioni senza scopo di lucro. Voglio quindi dare il mio piccolo contributo anche io.<br />
Debbo però simpaticamente “tirarle le orecchie”, perché – in una situazione come la Sua – chiedere una consulenza qualificata non comporta mai costi inutili, soprattutto per la prospettiva di importanti vantaggi per l’associazione ma anche per la giusta necessità di cautelarsi da rischi di conseguenze economiche negative per la stessa.<br />
Ciò premesso, provo a rispondere ai Suoi vari quesiti.</p>
<p><strong>Diritti sul conto svizzero</strong><br />
Alla sua prima domanda rispondo affermativamente. Non si tratta però tecnicamente di un conto c.d. “dormiente” che sono quei conti di averi superiori a 500 franchi ma non reclamati da più di 60 anni, e per i quali esiste una lista di circa 2600 nominativi ed un sito internet apposito www.dormantaccounts.ch, al quale si può rivolgere una richiesta.<br />
Da quanto Lei scrive, invece, è ragionevole ritenere che il conto corrente svizzero, frutto di un lascito ereditario o di una donazione di qualche benefattore e filantropo, sia assai più recente.<br />
Ed inoltre parrebbe direttamente intestato alla vostra stessa associazione ovvero al presidente dell’associazione dell’epoca in tale sua qualità.<br />
Diversamente non si spiegherebbe come mai la banca abbia scritto alla Vostra associazione. Motivo in più a sostegno del fatto che non sia in contestazione il Vostro diritto. Conseguentemente non vi dovrebbe essere dubbio che delle somme depositate sul conto sia titolare e ne possa disporre la vostra associazione.<br />
Ciò, però, comporta anche che la stessa ne sia responsabile, come avrò modo di spiegare più avanti.</p>
<p><strong>Obblighi normativi di monitoraggio</strong><br />
Questo è il punto maggiormente delicato e complesso. Di seguito ripercorreremo brevemente la disciplina del monitoraggio fiscale, concentrandoci su quello che è l’ambito soggettivo di applicazione della stessa.<br />
Il D.L. 28.6.1990 n. 167 (e succ. modifiche) detta la disciplina di riferimento di quello che viene più comunemente chiamato “monitoraggio fiscale”.<br />
L’art. 4 del citato Decreto delimita quello che è l’ambito soggettivo dei contribuenti obbligati, imponendo loro di indicare nella dichiarazione annuale dei redditi gli investimenti e le attività all’estero di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia.<br />
Sono tenuti agli obblighi di monitoraggio fiscale tutte le persone fisiche residenti in Italia, e per residenti si devono intendere – secondo la nozione dell’art. 2 del TUIR – “le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile”. Come si ricorderà, questi criteri sono tra loro alternativi.<br />
Come stabilito dal successivo comma 2bis del medesimo articolo, si considerano anche residenti, salvo prova contraria del contribuente, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori “black list” (ad oggi ed a questi fini, vi rientra ancora la Svizzera).<br />
La disciplina sul monitoraggio si estende però anche agli enti non commerciali e le società semplici (ed i soggetti equiparati) residenti in Italia. Per questi soggetti gli artt. 5 comma 3, lett. D) e 73, comma 3 del TUIR stabiliscono che si considerano residenti i soggetti che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato.<br />
Sempre secondo il citato art. 73 comma 3 del TUIR, si considerano residenti, salvo prova contraria, anche i trust e gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Stati o territori diversi da quelli inclusi nella c.d. “white list”.<br />
Sotto questo profilo, dunque, non vi è dubbio che vi sia un obbligo specifico ricadente sulla associazione.<br />
Ma non basta. Sempre in tema di ambito soggettivo è intervenuta anche la Legge Europea 2013 (L. 97/2013), la quale – recependo alcune proposte della “Commissione Greco” in tema di antiriciclaggio – ha ampliato il novero di soggetti tenuti alla compilazione del quadro RW. Infatti, si è esteso l’obbligo anche ai c.d. titolari effettivi, nozione ricavabile dalla normativa antiriciclaggio, ovvero coloro che – a prescindere dalla formale intestazione dell’attività estera – sono i beneficiari ultimi delle citate attività.</p>
<p><strong>Le Circolari e la giurisprudenza</strong><br />
Ad ausilio della normativa sopra citata, l’Amministrazione Finanziaria ha cercato più volte di chiarire la disciplina attraverso le sue Circolari.<br />
Per quel che interessa la compilazione del quadro RW, secondo l’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui le attività finanziarie o patrimoniali siano in comunione o cointestate, l’obbligo di compilazione spetta ad ogni soggetto intestatario, con riferimento all’intero valore delle attività e con l’indicazione della percentuale di possesso.<br />
Seguendo quello che è un consolidato orientamento della Corte di Cassazione, poi, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato come siano altresì tenuti all’obbligo di monitoraggio tutti quei soggetti che abbiano la disponibilità o la possibilità di movimentazione di attività estere intestate ad altri soggetti.<br />
Ciò vale per tutti quei casi – che tante volte abbiamo trattato anche noi su queste pagine – in cui vi sia un conto corrente estero intestato ad un soggetto residente, sul quale vi sia la delega di firma di un altro soggetto residente (tipicamente un familiare). In questo caso, anche se il titolare già provvede a compilare il Quadro RW nella propria dichiarazione dei redditi, pure il delegato è tenuto a sua volta alla compilazione del modulo RW per l’indicazione dell’intero ammontare esistente all’estero.<br />
Con la Circolare n. 28/E del 2011 la stessa Amministrazione finanziaria ha evidenziato come si debba ritenere esclusa l’esistenza di un autonomo obbligo di monitoraggio nell’ipotesi in cui il soggetto che ha la disponibilità dell’attività estera possa esercitare un mero potere dispositivo in esecuzione di un mandato per conto del soggetto intestatario. E’ il caso degli amministratori che hanno il potere di firma su conti correnti delle società in uno Stato estero e quindi la possibilità di movimentare capitali, pur non essendo beneficiari dei relativi redditi.<br />
Tale concetto è stato ribadito dalla Circolare 10/E del 2014, dove si evidenzia che gli amministratori – titolari del potere di firma ma – che non siano beneficiari (“ossia possessori”) dei relativi redditi non devono compilare per dette consistenze il quadro RW.<br />
In risposta ai quesiti sorti dopo l’emanazione della L. 186 del 2014 sulla prima VD, l’Agenzia delle Entrate – con la Circolare n. 27/E del 2015 – ha tenuto a precisare che l’obbligo di monitoraggio fiscale non sussiste tutte le volte in cui sia stata rilasciata una mera delega ad operare sul conto estero in esecuzione di un mandato. L’esempio preso in considerazione, anche in questo caso, era l’amministratore di società di capitali che ha poteri di firma su conti correnti della stessa società in uno Stato estero, dei quali “si ha evidenza nelle scritture contabili”.<br />
Sarebbe, invece, tenuto all’obbligo dichiarativo il procuratore nel caso in cui vi sia un rapporto di natura extracontabile riferibile ad una società di capitali.<br />
Nonostante quanto sopra, una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sez. Civ. V, 26.02.2015, n. 16404), ha – di fatto – evidenziato l’obbligatorietà della compilazione del quadro RW anche in capo agli amministratori di società di capitali.<br />
Tale decisione si basa sull’interpretazione della ratio legis perseguita dalla norma in tema di monitoraggio, ovvero il controllo delle operazioni finanziarie da e verso l’estero. Siffatto obbiettivo – secondo gli Ermellini – può essere efficacemente ottenuto soltanto dando alla nozione di “detenzione” un significato omnicomprensivo, perché “anche la detenzione nell’interesse altrui costituisce uno strumento idoneo di occultamento” e quindi di sottrazione al controllo degli investimenti e delle attività finanziarie.<br />
Tale decisione è stata aspramente contestata dalla dottrina e dagli studiosi più attenti, ma la situazione ad oggi è questa.<br />
Invece, non viene approfondita la questione relativa ad un contribuente, residente in Italia, ma amministratore di una società straniera, o ancora la posizione del presidente residente in Italia di una associazione straniera con sede e disponibilità di fondi all’estero.<br />
Da parte nostra non ci resta che evidenziare come – sebbene ad oggi isolata – si stia facendo strada questa tendenza ad imporre l’obbligo di compilazione del quadro RW quanto più possibile per consentire un ampio monitoraggio. In quest’ottica, ci pare quindi più prudente consigliare di compilare il quadro RW anche in queste ipotesi. Ma non dilunghiamoci oltre e vediamo di risolvere gli ultimi quesiti.</p>
<p><strong>Voluntary Disclosure: No</strong><br />
Per quanto riguarda la Sua domanda sulla possibilità di adesione alla procedura di Voluntary Disclosure debbo purtroppo dirLe che ciò non è più possibile. I termini della stessa, previsti dalla Legge n. 186/2015 venivano infatti a scadere il 30.9.2015, poi prorogati al 30.11.2015. In base poi al D. Lgs. n. 193/2016 vi era stata una riapertura con scadenza 31.7.2017 prorogata sino al 2.10.2017.<br />
Non so a quando risalga la Vostra scoperta ma mi pare di comprendere che essa sia recente, e pertanto fuori tempo massimo.<br />
Anche l’ultima riapertura, come forse avrà potuto trarre dagli ultimi numeri della Gazzetta Svizzera, non è prevista per il Vostro caso. Ciò però non significa che non sia possibile una regolarizzazione, la quale tuttavia, come potrà immaginare comporta dei costi.</p>
<p><strong>Ravvedimento operoso: Si</strong><br />
Atteso l’obbligo di dichiarazione ai fini del monitoraggio fiscale che risulterebbe essere stato violato, l’unica soluzione potenzialmente percorribile è quella del cosiddetto ravvedimento operoso previsto dalla legislazione fiscale, con il quale il soggetto inadempiente verso il fisco volontariamente provvede ad assolvere le sue obbligazioni passate anche per le sanzioni.<br />
Peraltro, il ravvedimento operoso potrebbe avere ad oggetto la sanatoria di ben 10 anni, sia ai fini del mancato completamento del Quadro RW, sia ai fini dei redditi, nel caso l’associazione non avesse presentato in passato le dichiarazione dei redditi. In caso contrario, invece, le annualità da sanare – ed i relativi costi – verrebbero a ridursi.<br />
Mi spiace non poter essere più preciso al momento ma in assenza di dati esatti nella Sua lettera posso solo dare un indicazione generica in merito.</p>
<p>Non sapendo poi se le somme depositate presso la banca svizzera siano state in passato anche investite, non sono purtroppo nemmeno in grado di valutare il costo complessivo della sanatoria. Tuttavia, ipotizzando un valore di portafoglio stabile negli anni in discussione ed una rendita finanziaria minima, possiamo ritenere che l’esborso complessivo per imposte sanzioni ed interessi dovrebbe essere abbastanza ridotto e dunque il capitale ampiamente sufficiente per il fisco.<br />
Occorrerà, però, che l’associazione si rivoga ad un professionista specializzato affinché lo stesso raccolga tutta la documentazione, effettui i conteggi del caso, predisponga gli invii di tutte le dichiarazioni eventualmente omesse, sia con riferimento al Quadro RW, sia ai redditi esteri. Ritengo peraltro che il conto possa essere capiente anche per tali costi e che l’associazione possa poi destinare l’eccedenza del conto per gli scopi che essa ritiene più confacenti alla sua natura.<br />
Va da sé che, una volta regolarizzato il conto ed informata la banca, lo stesso conto estero possa essere estinto e gli importi residui trasferiti a mezzo bonifico bancario sul conto dell’associazione in Italia.</p>
<p>Spero di avere così fugato tutti i suoi dubbi e auguro a Lei ed a tutti i nostri Lettori una buona ripresa “settembrina”!<br />
Avvocato Markus Wiget</p>
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		<title>Qualche danno alla pittura gialla delle autopostali svizzere</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/qualche-danno-alla-pittura-gialla-delle-autopostali-svizzere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 18:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Postauto-Knick-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Autopostale Svizzera SA era una azienda modello prima dello scandalo dei sussidi abusivi L’Autopostale svizzera SA era un’impresa modello prima dello scandalo dei sussidi. E l’affare non è terminato. Come si è giunti a tanto? L’autopostale attraversa i colli, raggiunge le valli e i villaggi più discosti. Va laddove il panettiere, il macellaio, i commerci</p>
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	<p>Autopostale Svizzera SA era una azienda modello prima dello scandalo dei sussidi abusivi</p>
<p>L’Autopostale svizzera SA era un’impresa modello prima dello scandalo dei sussidi. E l’affare non è terminato. Come si è giunti a tanto?<br />
L’autopostale attraversa i colli, raggiunge le valli e i villaggi più discosti. Va laddove il panettiere, il macellaio, i commerci di prossimità e perfino la posta non sono più presenti. Ma perfino quando circolano raramente, i bus fanno parte del servizio di base in Svizzera. L’automobile gialla è il simbolo del servizio pubblico. Fa da tramite tra città e villaggi e garantisce in una certa maniera la coesione nazionale.</p>
<p>Ma da qualche tempo alcune graffiature hanno rovinato la pittura gialla della loro carrozzeria. Gli autisti non devono soltanto spiegare ai passeggeri dove salire o scendere, ma perché per anni il loro datore di lavoro ha illegalmente ottenuto sovvenzioni. Per mezzo di astuzie contabili, Autopostale SA ha sistematicamente deviato fondi, in modo che le linee di bus sussidiate sono apparse meno redditizie di quanto non lo fossero in realtà.</p>
<p>Risultato: Confederazione e cantoni hanno pagato durante quasi dieci anni, dal 2007 al 2015, sussidi troppo alti. 92 milioni di franchi di troppo sono stati versati secondo i calcoli dell’Ufficio federale dei trasporti. Quest’ultimo ha già chiesto la restituzione di una parte di questa somma, ossia 13,7 milioni, in occasione di una correzione precedente. Autopostale vuole pure rimborsare la somma restante.<br />
Ma l’importo potrebbe aumentare. Secondo l’Ufficio federale dei trasporti, Autopostale avrebbe pure percepito sussidi troppo alti dopo il 2015 e fino ad oggi.</p>
<p>Soltanto la maniera di procedere è cambiata. Nel 2016 la Posta è diventata una struttura di holding, le cui unità avrebbero fatturato annualmente delle prestazioni a prezzi eccessivi, critica l’ufficio federale. Si tratta unicamente di ottenere sovvenzioni per mezzo di un falso?<br />
È quanto devono appurare gli esami in corso. Una frase che la Posta ripete attualmente continuamente. Gli esami devono dimostrare se la direttrice generale della Posta Susanne Ruoff che ha rassegnato le dimissioni in giugno e i suoi predecessori, sapevano quanto stava avvenendo ma hanno lasciato fare, mentre i sussidi in misura di milioni venivano percepiti illegalmente. Se il direttore di Autopostale licenziato è servito da capro espiatorio. E infine perché tutto questo è capitato. Il motivo è infatti un mistero.</p>
<p>In fin dei conti, Autopostale ha ingannato i suoi propri proprietari. I fondi percepiti illecitamente sono rimasti nell’azienda. Allora perché? Ci si può immaginare che i migliori risultati siano serviti a versare premio leggermente più elevati ad alcuni quadri dirigenti.</p>
<p>Tuttavia la doppia funzione di impresa potrebbe costituire la vera ragione. Autopostale circola di villaggio in villaggio e a questo titolo riceve sovvenzioni, ma Autopostale porta anche gruppi di turisti in Borgogna o in Piemonte, gestisce reti di bus in Francia e investe in PubliBike, la locazione di biciclette. E per questo l’impresa non riceve nessun sussidio. Qui l’obiettivo non è di servire i villaggi, ma di fare profitti.</p>
<p>Il direttore di Autopostale ha in effetti parlato di conflitto di obiettivi. È necessario che il servizio da un villaggio all’altro sia il più economico possibile per non attingere inutilmente nella tasca dei contribuenti? O bisogna utilizzare i fondi pubblici, laddove non fa veramente male per potersi sviluppare e investire alfine di raggiungere gli obiettivi di utili fissati all’interno? La risposta è chiara. Per massimizzare gli utili, bisogna minimizzare le sovvenzioni. Ora, l’esistenza tra mandato di prestazioni pubblico e orientamento del mercato, ossia la prossimità organizzativa di queste parti completamente opposte, avrebbe tutte le ragioni per lasciare perplessi.</p>
<p>Yvonne Debrunner<br />
Redattrice Tamedia</p>
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	<p>Lo scandalo ha prodotto una crepa nella storia brillante dell’Autopostale.<br />
La direttrice generale Susanne Ruoff ne ha tratto le conseguenze e ha dimissionato in giugno.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/qualche-danno-alla-pittura-gialla-delle-autopostali-svizzere/">Qualche danno alla pittura gialla delle autopostali svizzere</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>La bicicletta sta per essere iscritta nella Costituzione federale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-bicicletta-sta-per-essere-iscritta-nella-costituzione-federale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 18:01:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Velo-Iniative-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Pure in votazione il prossimo 23 settembre I sentieri pedonali fanno già parte della Costituzione da tempo. Se l’iniziativa sulla bicicletta dovesse essere approvata il 23 settembre 2018, le piste ciclabili avranno pure questo onore. “Incredibile!”: è stata la reazione di Ursula Wyss nell’aprile 2018 venendo a sapere dell’aumento del numero di ciclisti nella capitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-bicicletta-sta-per-essere-iscritta-nella-costituzione-federale/">La bicicletta sta per essere iscritta nella Costituzione federale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Velo-Iniative-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2426"  class="panel-layout" ><div id="pg-2426-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2426-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2426-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Pure in votazione il prossimo 23 settembre</strong></p>
<p>I sentieri pedonali fanno già parte della Costituzione da tempo. Se l’iniziativa sulla bicicletta dovesse essere approvata il 23 settembre 2018, le piste ciclabili avranno pure questo onore.</p>
<p>“Incredibile!”: è stata la reazione di Ursula Wyss nell’aprile 2018 venendo a sapere dell’aumento del numero di ciclisti nella capitale. La consigliera comunale di Berna, incaricata dei trasporti, non ha nascosto il suo stupore di fronte a questo boom: in poco tempo dal 2014 al 2017, il numero di ciclisti è aumentato del 35%. La città vuole ormai dare un colpo di pedale e far passare la parte dell’insieme del traffico occupato dalle biciclette dall’attuale 15% al 20% nel 2030.</p>
<p>Berna non è un caso singolo. Il numero di ciclisti tende ad aumentare in tutto il paese (vedi “Gazzetta Svizzera” numero 7/luglio 2018). Se gli elettori approvano il decreto federale sulle piste ciclabili il 23 settembre 2018, la bicicletta farà pure la sua entrata nella Costituzione. L’obiettivo è quello di completare l’articolo 88 sui sentieri pedestri iscritto da 40 anni nella Costituzione e che ha favorito l’emergere di una rete di percorsi e sentieri pedestri eccezionali. Si tratta ora di creare una rete continua di piste ciclabili.</p>
<p><strong>Tutti i partiti approvano</strong><br />
L’idea lanciata dall’iniziativa velo dell’associazione mantello per gli interessi dei ciclisti (Pro Velo) ha convinto il Consiglio federale che ha presentato un controprogetto un po’ più moderato: la Confederazione deve assumere gli stessi compiti come per i sentieri e percorsi pedonali e quindi limitarsi ad una semplice legislazione di principio. La pianificazione, la costruzione e la manutenzione delle piste ciclabili è in ogni caso di competenza dei cantoni e dei comuni. Il governo ha aggiunto che, in mancanza di mezzi finanziari e di personale sufficienti, la Confederazione non può compiere nuove missioni. Il controprogetto non prevede così nessun obbligo di sussidiamento. La Confederazione può tuttavia definire i principi applicabili alle reti ciclabili e sostenere e coordinare le misure dei cantoni per la loro costruzione e la loro manutenzione.<br />
In Parlamento tutti i partiti hanno vantato le lodi del traffico ciclistico. Nessuna critica è stata emessa nel Consiglio degli Stati. Soltanto l’UDC ha respinto il controprogetto del Consiglio federale in Consiglio nazionale. Secondo il suo portavoce Thomas Burter, nessuna misura supplementare è necessaria e la Svizzera è già un paese di biciclette. Il consigliere nazionale verde Bastien Girod pensa il contrario; esso ritiene che una semplice linea gialla non basti e che bisogna costruire più infrastrutture per fare della Svizzera un paese per le biciclette. Secondo la consigliera nazionale PS Evi Allemann, la Svizzera deve recuperare il ritardo rispetto all’estero. Parecchi interventi hanno sottolineato i vantaggi della bicicletta: limitare le punte di circolazione, diminuire il consumo energetico e rimanere in buona salute.</p>
<p><strong>Obiettivo raggiunto: iniziativa ritirata</strong><br />
Dopo l’approvazione del controprogetto da parte del Parlamento, gli autori dell’iniziativa bicicletta si sono adeguati e hanno ritirato il loro progetto. L’obiettivo è quindi stato raggiunto. “Il decreto federale sulla bicicletta riprende la principale domanda dell’iniziativa, in particolare l’uguaglianza di trattamento fra le piste ciclabili e i percorsi e sentieri pedestri”, ha spiegato il consigliere nazionale PS Matthias Aebischer, presidente dell’associazione di sostegno iniziativa “bicicletta”. I partigiani del progetto sono oggi sostenuti da un gran numero di organizzazioni nei settori del turismo, della salute, dello sport, della circolazione, dell’economia e dell’ambiente. Anche il Touring Club Svizzero (TCS), favorevole alle automobili, sostiene il progetto. Thierry Burkart, consigliere nazionale PLR e vice-presidente del TCS, ritiene che è nell’interesse di tutti gli utenti della strada, anche degli automobilisti, separare i flussi di circolazione. Questo permette infatti di aumentare le capacità.</p>
<p>Jürg Müller<br />
Revue Suisse</p>
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		<title>Una festa nazionale tutta in musica nella villa “La Residenza” di Malnate</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/una-festa-nazionale-tutta-in-musica-nella-villa-la-residenza-di-malnate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 17:51:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Malnate-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Saluti della Direttrice, del Presidente e cena finale con vini svizzeri Sarebbero invecchiati insieme, sentendosi sempre più vicini, perché col tempo avrebbero avuto sempre più ricordi in comune. (Georges Simenon) C’é un posto speciale che sorge sulle colline di Varese nella Valle del fiume Lanza, a soli dieci chilometri dal confine, è un piccolo angolo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Malnate-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2410"  class="panel-layout" ><div id="pg-2410-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2410-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2410-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Saluti della Direttrice, del Presidente e cena finale con vini svizzeri</strong></p>
<p>Sarebbero invecchiati insieme,<br />
sentendosi sempre più vicini,<br />
perché col tempo avrebbero avuto<br />
sempre più ricordi in comune.<br />
(Georges Simenon)</p>
<p>C’é un posto speciale che sorge sulle colline di Varese nella Valle del fiume Lanza, a soli dieci chilometri dal confine, è un piccolo angolo di Svizzera compreso tra i laghi Maggiore, Lugano e Como. Sull’imponente cancello in ferro battuto é appesa una grande bandiera rossa con la croce bianca e subito la vista si apre sul prato ben curato e circondato da tigli, roseti e alberi secolari della villa “La Residenza”. Nasce a Milano nel 1875 da un’illuminata iniziativa dell’Asilo Evangelico, ente senza fini di lucro con sede a Berna e, sul finire degli anni sessanta, con la nascita della Fondazione omonima, la casa svizzera si trasferisce nella moderna costruzione di Malnate trovando qui le condizioni ideali per ospitare anziani autosufficienti che hanno deciso di vivere insieme, nel rispetto della privacy, delle esigenze e delle abitudini di ciascuno.</p>
<p>Non sono solo il clima sereno che si respira e il fascino dell’elegante dimora che rendono La Residenza un posto unico nel suo genere, sono le attenzioni che quotidianamente vengono dedicate agli ospiti da un vigile e gentile personale, unitamente alla quantità, oserei dire spropositata, di iniziative promosse durante tutto l’anno! Concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri, mostre di pittura, ginnastica dolce, incontri con gli studenti, laboratori artigianali, escursioni e pranzi fuori sede sono solo alcune delle numerose attività culturali, volte a intrattenere i residenti e a stimolarne la creatività. Tra queste iniziative, vi é naturalmente il tradizionale ricevimento organizzato in occasione della nostra festività nazionale, aperto fortunatamente anche alla cittadinanza.</p>
<p>È un pomeriggio molto caldo quello del primo agosto e un gruppo di sorridenti operatrici che indossano una T-shirt con i colori nazionali, ci accoglie nella Residenza e ci fa accomodare in giardino, dove uno scenografico pianoforte a mezza coda riempie la scena, come in un palcoscenico.</p>
<p>Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito della bravissima direttrice dr.ssa Antonella De Micheli e del Presidente della “Fondazione La Residenza” dr. Alberto Fossati, un’anziana ospite svizzera regala un commovente augurio strappando l’applauso sincero dei presenti e infine“dove le parole finiscono, ha inizio la musica”.</p>
<p>Gli ospiti, i parenti e gli amici accolgono quindi con gioia i Maestri Ornella Gobbi e Gabriele Toia che in omaggio alla festa Svizzera cominciano la loro suggestiva performance suonando l’inno nazionale. Il loro concerto dal titolo “Danze e Melodie” si svolge nell’ambito della rassegna “Residenze in Musica”, giunta con successo alla sua settima edizione, e che coinvolge quest’anno ben quattro comunità per anziani della provincia di Varese. L’obiettivo é proprio quello di sensibilizzare la società civile sui bisogni culturali e artistici degli ospiti delle Case, offrendo un pomeriggio di svago con musica di grande qualità.</p>
<p>Gli ecclettici pianisti Gobbi e Toia si esibiscono qui in un concerto a quattro mani, ricercato e allo stesso tempo godibile. Il programma è molto ambizioso da Dvorak, a Saint Saëns, da Messager a Piazzolla, per concludere con alcuni celebri ed indimenticabili brani di Porter, Gershwin e Ellington.</p>
<p>Al termine, ma non prima di aver a lungo applaudito e ringraziato gli artisti, ci accomodiamo a tavola per gustare una deliziosa cena innaffiata, manco a dirlo, da ottimi vini svizzeri. Menzione d’onore al risotto al vino rosso.<br />
Divido il tavolo, le risate e i brindisi con la console Joselyne Berset, il sig. Rolf Strotz e l’avv. Andrea Pogliani, rispettivamente consigliere della Società Svizzera e Presidente della Gazzetta Svizzera (nonché mio marito), e la serata non finisce qui!<br />
La musica é di nuovo la protagonista assoluta, questa volta con un duo di musicisti che simpaticamente invitano tutti a ballare. E dopo un timido inizio, complici le ombre della sera, in poco tempo l’improvvisata pista da ballo si popola di giovani e meno giovani che si muovono sui ritmi del fox trot, del chachacha e della baciata.</p>
<p>Ho trascorso una serata davvero divertente e mi é tornata in mente una frase del filosofo svizzero Henri Amiel che sostiene che “saper invecchiare é il capolavoro della sapienza e uno dei capitoli più difficili della grande arte di vivere”, ma forse qui a La Residenza lo sanno già...</p>
<p>Antonella Amodio<br />
Società Svizzera – Milano</p>
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		<title>Emma Kunz: i suoi disegni e la grotta donano energia vitale e curativa</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/emma-kunz-i-suoi-disegni-e-la-grotta-donano-energia-vitale-e-curativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 17:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/emmakrunz-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Una personalità eccezionale e un luogo da riscoprire per “ricaricare le batterie” in Canton Argovia Würenlos (Canton Argovia) – Non voleva che si parlasse di miracoli, eppure le guarigioni ottenute da Emma Kunz tali sembravano ai suoi pazienti. La fama di questa ricercatrice, terapista e artista svizzera nacque nella prima metà del secolo scorso arrivando</p>
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	<p><strong>Una personalità eccezionale e un luogo da riscoprire per “ricaricare le batterie” in Canton Argovia</strong></p>
<p>Würenlos (Canton Argovia) – Non voleva che si parlasse di miracoli, eppure le guarigioni ottenute da Emma Kunz tali sembravano ai suoi pazienti.</p>
<p>La fama di questa ricercatrice, terapista e artista svizzera nacque nella prima metà del secolo scorso arrivando fino ad oggi, non solo in patria ma anche all’estero tra i frequentatori della medicina e cultura olistica. Il suo nome si impose nel 1942, in un’epoca in cui la Svizzera era afflitta da molti casi di paralisi infantile.</p>
<p>La Kunz viveva a Brittnau (Canton Argovia) dove era naturopata, e fu consultata, come ultima spiaggia, da due genitori giunti da Würenlos disperati per la paralisi che aveva subito il loro bimbo di 6 anni. I medici ritenevano improbabile una guarigione. La Kunz, dopo aver visitato il bimbo consigliò la somministrazione di una certa polvere estratta da una cava romana situata proprio dove il bambino abitava, a Würenlos, sempre in Argovia. Ogni giorno questa polvere fu applicata sulle articolazioni delle gambe e dei piedi dell’infermo. Trascorsero pochi mesi e il bambino riprese a camminare e addirittura a saltare. Il bambino si chiamava Anton C. Meier: più tardi, nel 1986, decise di fondare a Würenlos il ”Centro Emma Kunz”, dove si trovano una grotta terapeutica e, inoltre, i disegni della ricercatrice acquistabili come poster nel Centro ma anche tramite web. Nel sito dedicato si trovano tutte le informazioni per un soggiorno a Würenlos,con la visita al Centro E. Kunz, aperto tutto l’anno.<br />
Quando si sente parlare di pendolini si pensa ai tanti ciarlatani pseudo guaritori in circolazione. Emma kunz agiva adoperando proprio questi mezzi paranormali: sensitività, telepatia, radiestesia, alchimia. Ma si dimostrò tutt’altro che una ciarlatana. È reputata una figura complessa ed eccezionale, forse non ancora indagata a fondo. Amava la Natura e a tal punto i fiori che, con le sue capacità paranormali, riusciva a “fargli fare” cose incredibili, come testimoniato da certe fotografie. Per esempio da una corolla ne faceva sbocciare altre identiche in pochi giorni. Un esperimento non riproducibile in laboratorio. Pare che i fiori del suo giardino suscitassero molta curiosità tra il vicinato per le loro anomale dimensioni.</p>
<p>Le sue particolari doti erano emerse fin da piccola. Era figlia di un tessitore di modesta estrazione, ed Emma, solitaria e tenace, percorse la strada per lei già tracciata: da bambina visse esperienze extrasensoriali spontanee. Verso i 18 anni era in grado di aiutare i sofferenti ottenendo guarigioni giudicate miracolose. Lei, come detto, rifiutava queste espressioni, ribadendo, così come hanno fatto i veri guaritori di ogni epoca, che ogni persona è in grado di ottenere gli stessi risultati, se solo si ridestano specifiche facoltà situate nel profondo di ogni essere.<br />
Intorno ai trent’anni svolgendo, mansioni domestiche in casa del pittore Jakob Welti, era riuscita a disegnare, per mezzo di un pendolino, originali rappresentazioni geometriche su carta millimetrata. Nel 1933, all’età di 41 anni, svolgeva la sua attività di naturopata a Brettnau dove, nel 1941, raccolse molti risultati come ricercatrice, grande diagnosta e guaritrice, effettuando anche una “magnetizzazione diretta” di cellule cancerogene, e dove, l’anno dopo, risolse il caso del bambino paralitico sopra narrato. Proprio secondo la testimonianza di Anton C. Meier, cioè colui che più stette vicino alla sua guaritrice e possessore di molto materiale autentico, la Kunz consigliava non solo rimedi per i mali fisici, ma anche per le sofferenze psichiche, utilizzando i suoi disegni per meglio giungere alla comprensione della patologia da trattare.</p>
<p>Fu Emma Kunz, con le sue percezioni extrasensoriali, a scoprire e a utilizzare le emanazioni di una grotta e delle sue pietre nella località nativa del bimbo guarito da paralisi, a Würenlos. Si tratta di cave lasciate dai romani le cui rocce furono reputate curative dalla ricercatrice e che, dopo il caso Meier, sono state sempre utilizzate e tutt’oggi commercializzate sottoforma di polvere, chiamata dalla stessa Kunz “Aion A”, dal greco “senza limiti”. La scoperta di Emma Kunz si basa sulla speciale composizione minerale delle rocce di questa cava, e sulla grande energia biodinamica in esse contenuta particolarmente utile per “tutti i possibili processi infiammatori”. La grotta stessa è curativa per le sue emanazioni e si può sostare in essa una mezz’ora per una modica cifra.</p>
<p>Gli oltre 400 disegni della Kunz sono oggi esposti in oltre 50 musei internazionali. Il Centro Emma Kunz ne offre un’ampia panoramica. Meier ricorda la massima concentrazione dell’artista nell’eseguire il suo disegno, munita di pendolino, spesso lavorando in piedi per 24 ore a digiuno. Quelle forme fatte di geometrie simmetriche perfette e colori della Natura, esprimevano non un’esigenza estetica, ma le risposte a domande che ella si poneva, finalizzate, come tutto il suo agire, alla crescita spirituale, risposte affidate alle leggi tratte dalla sua ricerca, ai suoi principi, all’armonia che osservava nell’universo. Emma Kunz è reputata tra le maggiori personalità nella pratica curativa e nell’arte mediatica mai esistite.</p>
<p>lorefice.annamaria@gmail.com</p>
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	<p>Emma Kunz (1892-1963) è reputata una grande diagnosta, ricercatrice, guaritrice e artista.</p>
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	<p>Una foto d’epoca mostra corolle sbocciate da una corolla, uno straordinario esempio delle doti della Kunz.</p>
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	<p>il Centro Emma Kunz è luogo di cura e di incontro culturale: info e prenotazioni sul sito: emma-kunz.com</p>
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		<title>La sicurezza alimentare ecologica e sociale oppure cara e pericolosa?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-sicurezza-alimentare-ecologica-e-sociale-oppure-cara-e-pericolosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 16:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Kartoffelernte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In votazione il prossimo 23 settembre 2018 due iniziative sulla produzione alimentare La politica agricola è il settore più soggetto a controversie e il più sensibile della politica svizzera. Non è raro che le esigenze agricole e gli interessi dell’economia nazionale si affrontino senza pietà. Oggi, due iniziative popolari degli ambienti di sinistra ed ecologici</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-sicurezza-alimentare-ecologica-e-sociale-oppure-cara-e-pericolosa/">La sicurezza alimentare ecologica e sociale oppure cara e pericolosa?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Kartoffelernte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2322"  class="panel-layout" ><div id="pg-2322-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2322-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2322-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>In votazione il prossimo 23 settembre 2018 due iniziative sulla produzione alimentare</strong></p>
<p>La politica agricola è il settore più soggetto a controversie e il più sensibile della politica svizzera. Non è raro che le esigenze agricole e gli interessi dell’economia nazionale si affrontino senza pietà. Oggi, due iniziative popolari degli ambienti di sinistra ed ecologici vengono a ravvivare i dibattiti già densi sul futuro dell’agricoltura svizzera. Essi saranno sottoposti in votazione popolare il prossimo 23 settembre 2018.<br />
Un anno prima, il 24 settembre 2017, gli Svizzeri in misura di quasi il 79% hanno approvato il controprogetto a un’iniziativa popolare dell’Unione svizzera dei contadini. Da allora, i principi della sicurezza alimentare sono stati iscritti nella Costituzione federale, in particolare la preservazione delle basi di produzione, e soprattutto delle terre agricole, la produzione di derrate alimentari adeguate alle condizioni locali ed efficace nell’utilizzo delle fonti nonché un’agricoltura e un settore agroalimentare che rispondano alle esigenze del mercato. Senza dimenticare la riduzione dello spreco alimentare. Questo progetto comprendeva già alcune questioni riprese nelle due iniziative attualmente in discussione: alimenti equi e sovranità alimentare. Queste tre iniziative hanno quindi una specie di denominatore comune. Gli appelli a respingere le due nuove iniziative non sono riusciti.</p>
<p><strong>Un’alimentazione sana, ecologica ed equa</strong><br />
Con l’iniziativa popolare “Per derrate alimentari sane, prodotte nel rispetto dell’ambiente e in modo equo (Iniziativa per alimenti equi)”, i Verdi chiedono norme ecologiche e sociali per i prodotti importati. Infatti, secondo gli autori dell’iniziativa, le esigenze elevate in materia di protezione degli animali in Svizzera non impediscono di trovare negli scaffali della carne e delle uova importate provenienti da allevamenti in batteria. Anche in Europa, vi sarebbero spesso condizioni di lavoro indegne. A causa della liberalizzazione, l’agricoltura industriale fa pressione sui prezzi nel mondo intero, il che è contrario a salari equi.<br />
Per questo l’iniziativa chiede alla Confederazione di rafforzare le condizioni quadro degli alimenti di buona qualità, ad esempio garantendo che siano prodotti nel rispetto dell’ambiente, delle risorse e degli animali, e in condizioni di lavoro decenti. I prodotti agricoli importati dovrebbero soddisfare queste esigenze. La Confederazione deve favorire i prodotti del commercio equo e promulgare direttive concernenti l’autorizzazione di derrate alimentari e di foraggi e la dichiarazione del loro modo di produzione e di trasformazione. La Confederazione potrebbe anche aumentare i dazi doganali. L’iniziativa tende pure a promuovere la trasformazione e la commercializzazione di prodotti alimentari stagionali e regionali e a limitare lo spreco alimentare.<br />
Come spesso avviene, il Consiglio federale sostiene “per principio” queste richieste, ma ritiene la loro esecuzione problematica, poiché necessiterebbe di nuovi controlli complessi e costosi per verificare se i prodotti agricoli importati sono effettivamente conformi alle esigenze dell’iniziativa. Il governo prende pure di mira le diversità commerciali che questa iniziativa potrebbe provocare, poiché essa è semplicemente incompatibile con gli impegni della Svizzera nei confronti dell’Organizzazione mondiale del commercio, l’Unione europea e gli Stati con i quali ha concluso accordi di libero scambio.</p>
<p><strong>Un controprogetto del PS destinato all’insuccesso</strong><br />
Il Parlamento condivide ampiamente il parere del Consiglio federale. Hansjörg Walter, consigliere nazionale UDC di Turgovia e portavoce della commissione, qualifica anche l’iniziativa di inapplicabile a causa del diritto commerciale internazionale e dell’ampiezza dei controlli. Secondo Heinz Siegenthaler, consigliere nazionale PBD di Berna, l’esattezza della dichiarazione di prodotti ha il sopravvento sui controlli. Oggi i consumatori possono già acquistare prodotti sani e alimenti equi. Secondo Regine Sauter, consigliera nazionale PLR, questa iniziativa va al di là dell’alimentazione e potrebbe minacciare posti di lavoro e l’attrattività della piazza economica svizzera. Ma per il consigliere nazionale verde di Zurigo Bastien Girod, il sistema è compromesso quando la qualità richiesta in Svizzera è elevata, mentre i prodotti alimentari importati sfuggono a questo obbligo.<br />
In Parlamento, il PS è diviso. La consigliera nazionale PS di Lucerna Prisca Birrer-Heimoz mette in guardia contro il fatto che la Svizzera rischierebbe di subire maggiori pressioni per abbassare le norme applicate ai prodotti, se l’iniziativa venisse accettata. I prezzi delle derrate alimentari potrebbero del resto aumentare. A ciò la deputata PS di Sciaffusa Martina Munz risponde che vi sono soltanto quattro paesi al mondo che, rispetto al potere d’acquisto, spendono meno denaro della Svizzera per le derrate alimentari. Il rappresentante basilese del PS Beat Jans ha proposto un compromesso che non vuole vietare l’importazione di certi prodotti, ma favorire l’importazione di derrate sostenibili, riducendo i dazi doganali. Ma questo controprogetto ha pure avuto poche possibilità in Parlamento, così come la stessa iniziativa.</p>
<p><strong>Cambiamento di rotta urgente nella politica agricola</strong><br />
Benché accolta favorevolmente in Parlamento, la seconda iniziativa ha trovato soltanto pochi sostegni. Il sindacato dei contadini Uniterre ha lanciato l’iniziativa popolare “Per la sovranità alimentare” sostenuta da 70 organizzazioni per, fra l’altro, contrastare il malessere dovuto al cambiamento strutturale dell’agricoltura. Gli autori dell’iniziativa ricordano che da due a tre aziende agricole mettono ogni giorno la chiave sotto lo zerbino, che i redditi agricoli sono diminuiti del 30% negli ultimi trent’anni e che oltre 100’000 posti di lavoro sono stati soppressi. L’iniziativa “Per la sovranità alimentare” vuole provocare un cambiamento di direzione urgente nella politica agricola.<br />
Questa iniziativa persegue l’obiettivo di promuovere un’”agricoltura contadina diversificata e nutrice, che tenga conto delle nostre risorse naturali e rinunci agli OGM”. Essa vuole prezzi remunerativi per i contadini e gli impieghi agricoli e un commercio internazionale più equo, attraverso una frontiera che abbia un ruolo regolatore. Essa vuole anche rafforzare i circuiti corti per promuovere e dinamizzare la produzione di prossimità e invita la Confederazione a prendere misure efficaci per “favorire l’aumento del numero di attivi nell’agricoltura e la diversità delle strutture”.<br />
Secondo il Consiglio federale, questa iniziativa comporta esigenze già prese in considerazione nella politica agricola attuale della Confederazione e altre in contraddizione con la stessa. Il governo respinge un “intervento più marcato dello Stato nelle strutture agricole e nei meccanismi del mercato”. Il consigliere nazionale UDC bernese Erich von Siebenthal vede nell’iniziativa un segnale di pericolo. Infatti, la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli negli ultimi anni ha aumentato la pressione sulle aziende agricole. Tuttavia, tutti i gruppi parlamentari, ad eccezione dei Verdi, si sono pronunciati contro l’iniziativa. Secondo Petra Gössi, presidente del PLR, questa iniziativa è semplicemente rivolta verso il passato e pretende il protezionismo dell’economia pianificata.</p>
<p><strong>Un test per la politica agricola</strong><br />
In Consiglio nazionale in particolare, i dibattiti non hanno tanto interessato questa iniziativa, in ogni caso destinata al fallimento in Parlamento, ma la politica agricola del Consiglio federale. Quest’ultimo aveva annunciato il primo novembre 2017 di prevedere misure sul libero scambio nella politica agricola dal 2022. Questa proposta era stata ritenuta incomprensibile, in particolare dai rappresentanti dell’UDC, del PPD e dei partiti di sinistra. Infatti il popolo aveva approvato poco prima, nel settembre 2017, l’articolo costituzionale sulla sicurezza alimentare e dimostrato così la propria volontà di rafforzare l’agricoltura. Benché, eccetto i Verdi, quasi tutti i gruppi parlamentari abbiano respinto le due iniziative, la campagna sarà l’occasione per condurre un dibattito aperto sull’agricoltura in generale e fungerà da test per la politica agricola della Confederazione.</p>
<p>Jürg Müller<br />
Revue Suisse</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Congresso UGS Bologna 27-28/10/18: “Special Guest Vip &#038; Formazione in Svizzera: What Else?”</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-bologna-27-28-ottobre-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 16:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Giorgia-Wurth-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Invito a tutti i Giovani Svizzeri L’ultimo fine settimana di ottobre all’insegna di ospiti speciali famosi e della formazione, tutto firmato dall’allegria e inclusività UGS! Leggendo il titolo, ti sarà venuto in mente George Clooney. Ebbene, noi giovani svizzeri in Italia non siamo da meno della Nespresso! Abbiamo una stella del cinema italo-svizzera tutta nostra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-bologna-27-28-ottobre-2018/">Congresso UGS Bologna 27-28/10/18: “Special Guest Vip &#038; Formazione in Svizzera: What Else?”</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/Giorgia-Wurth-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2258"  class="panel-layout" ><div id="pg-2258-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2258-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2258-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Invito a tutti i Giovani Svizzeri</p>
<p>L’ultimo fine settimana di ottobre all’insegna di ospiti speciali famosi e della formazione, tutto firmato dall’allegria e inclusività UGS!<br />
Leggendo il titolo, ti sarà venuto in mente George Clooney. Ebbene, noi giovani svizzeri in Italia non siamo da meno della Nespresso! Abbiamo una stella del cinema italo-svizzera tutta nostra. Ma il bello è proprio che la nostra stella è più multi-talento, multinazionalità e (sicuramente) più simpatica e splendente del caro ex-ragazzo del Kentucky.</p>
<p>Attrice, scrittrice, speaker radiofonica, conduttrice, regista and counting. In breve, la definizione di multi-talento. L’avete vista in “Le Tre Rose di Eva” nel ruolo di Emma, in “Ex” e “Maschi contro Femmine” e molti altri film, ha scritto due libri (“Tutta da rifare e “L’accarezzatrice”) in cui ha affrontato in maniera coraggiosa temi poco trattati e controversi come l’assistenza sessuale per persone disabili e la chirurgia estetica in età giovanile. Ha condotto un programma radiofonico per la RSI con grande energia e innovatività. Una persona che oltre ad essere estremamente talentuosa e riflessiva ha una positività e un calore naturale e (in pieno stile svizzero) umiltà professionale che è tanto ammirevole quanto raro tra le persone di successo.</p>
<p>Cara giovane svizzera, caro giovane svizzero tutto ciò per annunciarti che “molto probabil[ment]e… salvo imprevisti irrisolvibili” Giorgia Würth sarà presente come ospite speciale al congresso autunnale dell’UGS!</p>
<p>Giorgia Würth parlerà della sua esperienza lavorativa multitasking e potrai porle delle domande a riguardo. Sarà in grado di parlarci della sua esperienza in almeno cinque mestieri differenti per i quali è difficile trovare solitamente anche una sola persona in grado di dare dei consigli.<br />
Ma le soprese non son finite qui. A completare il congresso in ottica di formazione vi sarà Ruth von Gunten di educationsuisse (che ringrazio per aver autorizzato questo intervento) che ci spiegherà come funziona il sistema educativo in Svizzera, le molteplici possibilità che offre, i vari percorsi professionalizzanti e accademici. Scoprirai che la Svizzera offre una quantità di possibilità e sbocchi differenti che non ti saresti mai aspettato. Potrai imparare ad orientarti nel complesso sistema di formazione svizzero, fare domande o anche solo prendere ispirazione per il tuo percorso formativo e professionale.</p>
<p>Prendi quindi subito l’agenda, elettronica o cartacea che sia, e segnati: sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018 a Bologna. Ci può essere un solo impegno che può impedirti di partecipare a questo evento senza che la tua coscienza ti trascini in tribunale: un matrimonio, il tuo.<br />
Queste due informazioni dovrebbero bastare per farti volare sulla pagina di Trenitalia (da Roma a/r 45 euro circa, da Milano 30 euro, senza contare le tariffe scontate “young fino ai 30 anni”), Flixbus (tariffe inferiori a quelle di Trenitalia), Google Voli o Edreams.</p>
<p>Nell’improbabile caso in cui ciò non basti, aggiungo che ti faremo assaggiare le delizie bolognesi in ristoranti tipici che abbiamo selezionato con cura per te (chi è venuto ai nostri congressi potrà testimoniare la nostra proverbiale attenzione alla buona tavola). Non che necessiti di presentazione Bologna la Grassa, ma ti informo che vi è una proposta volta a far riconoscere come “patrimonio dell’UNESCO” più di un centinaio di ricette e prodotti culinari bolognesi.</p>
<p>E che non ti passi per la mente di dire “ma io già conosco Bologna” perché ti porteremo per zone e aree che nemmeno un bolognese DOC ha mai visto. Infatti, cosa sai dei processi alle streghe durante il medioevo a Bologna? Faremo un tour per Bologna segreta appositamente per conoscere leggende ed eventi poco conosciuti della città e i suoi angoli più nascosti.</p>
<p>La sera, ovviamente, come da tradizione, per chi vuole, ci sarà la possibilità di scoprire assieme la famigerata vita notturna studentesca di Bologna.<br />
Non mi stancherò mai di ripetere che, se non ci conosci, ti assicuro che dopo massimo 10 minuti ti sembrerà di conoscerci da una vita. E se non sei convinto, sappi che ci sarà un team apposito per farti conoscere tutti gli altri partecipanti. Le possibilità di sentirti in imbarazzo per più di 2 minuti son quindi pari allo zero.</p>
<p>Per quanto riguarda l’alloggio ti consigliamo di prenotare all’ostello “Dopa Hostel” (Via Irnerio 41, 40126 Bologna, tel. +39 051 095 24 61) con camere in camerata dai 30 ai 35 euro, oppure, in secondo luogo, all’ostello We Bologna (Via de’ Carracci 69/14, 40129, Bologna, tel. +39 051 039 79 00). Se cerchi una sistemazione più elegante ti consigliamo l’albergo tre stelle Hotel Cavour (Via Goito 4, 40126, Bologna, tel. +39 051 228111) sito in uno splendido palazzo del 1800.</p>
<p>Non ti resta quindi che andare sulla nostra pagina Facebook Unione Giovani Svizzeri dove troverai il programma completo e il modulo d’iscrizione. Se Facebook non è il tuo mezzo preferito puoi richiedere il programma e il modulo d’iscrizione via e-mail all’indirizzo unionegiovanisvizzeri@gmail.com oppure scrivere via WhatsApp al numero +39 335 533 12 70. Se hai bisogno di ulteriori informazioni oltre che contattarci via e-mail, via Facebook o via WhatsApp sentiti libero di chiamare al numero sopra indicato!</p>
<p>Ci teniamo a sottolineare che è invitata caldamente pure la tua dolce metà e/o chiunque altro tu voglia portare. Basterà indicare nel formulario d’iscrizione che verrai con un (o più) ospite indicando le attività alle quali parteciperà.</p>
<p>Per la realizzazione di questo congresso ringrazio il Collegamento Svizzero in Italia e la Presidente del Collegamento Irène Beutler-Fauguel per il sostegno fondamentale nonché i consolati di Roma e Milano ed educationsuisse. E, ça va sans dire, le nostre fantastiche relatrici che con grande entusiasmo e positività rendono possibile questa avventura indimenticabile.</p>
<p>Non vediamo l’ora di conoscere tutta la comunità del circolo svizzero di Bologna e il consolato onorario che spero avrà modo di essere presente più numerosa possibile!<br />
Ti consiglio di non farti sfuggire questa imperdibile occasione per ricevere gratuitamente dei consigli preziosissimi per come orientarti nel tuo futuro professionale nonché avere delle insights originalissime e di difficile se non impossibile reperibilità su molti mestieri rari ed ambiti. Nonché di conoscere uno dei fiori all’occhiello della nostra comunità!</p>
<p>Ti lascio con un indovinello. Da dove è presa la frase virgolettata che segue? “È con grande onore e grandissimo piacere che [l’UGS] le presenta..” Giorgia Würth! Chi manderà per prima/o la risposta corretta ad uno dei contatti di cui sopra avrà il pranzo di sabato offerto dalla sottoscritta durante il collegamento.</p>
<p>Un formativo e stellare saluto, a presto, bis bald, à bientôt, a baud,</p>
<p>Angela Katsikantamis<br />
Presidente Unione Giovani Svizzeri</p>
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		<title>1º Agosto alla Società Svizzera di Milano</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/primo-agosto-alla-societa-svizzera-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2018 16:26:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/cassis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Presente il Consigliere Federale Cassis Tra gli oltre 200 ospiti anche l’Ambasciatore e il Console generale di Milano Come da tradizione, con leggero anticipo sulla data del 1º agosto, la Società Svizzera ha promosso un delizioso ricevimento lo scorso 19 luglio per festeggiare la nostra festa nazionale presso il ristorante “La Terrazza”. Una serata calda</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/primo-agosto-alla-societa-svizzera-di-milano/">1º Agosto alla Società Svizzera di Milano</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/08/cassis-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-2230"  class="panel-layout" ><div id="pg-2230-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-2230-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-2230-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Presente il Consigliere Federale Cassis<br />
Tra gli oltre 200 ospiti anche l’Ambasciatore e il Console generale di Milano</p>
<p>Come da tradizione, con leggero anticipo sulla data del 1º agosto, la Società Svizzera ha promosso un delizioso ricevimento lo scorso 19 luglio per festeggiare la nostra festa nazionale presso il ristorante “La Terrazza”.</p>
<p>Una serata calda (quasi afosa) e allegra, con le ventisei bandierine dei cantoni appese alle pareti e la musica della Bandella di Arogno a cui siamo ormai affezionati, ma soprattutto tantissimi invitati, tutti emozionati di conoscere l’ospite d’onore della serata: il Consigliere Federale Ignazio Cassis!</p>
<p>Dopo il saluto di benvenuto del Presidente della Società Svizzera Gianfranco Definti, la parola passa al Consigliere Cassis che strappa subito un lungo applauso dei presenti confermando ufficialmente che il Centro Svizzero di Milano non solo non sarà venduto, ma sarà anzi oggetto di ristrutturazione. Ha poi proseguito lodando il carattere degli svizzeri, apprezzato da tutti i Paesi europei: “La forza della Svizzera la si riconosce dalla capacità di superare le gravi crisi economiche che attanagliano l’Europa, e l’Italia in particolare, grazie alla capacità di resilienza del popolo svizzero, al solido tessuto economico del nostro Paese e alla differenziazione della nostra industria”. In questa logica, ci ha detto il Consigliere, é importante rivedere anche il rapporto tra la Svizzera e l’Unione europea, perché i tempi sono maturi per fare “passi di avvicinamento” alle scelte politiche e commerciali dell’Europa.</p>
<p>Un discorso aperto, schietto e sincero che ci è piaciuto davvero!<br />
I due interventi successivi hanno dato, con molta simpatia, il via alla serata: quello dell’Ambasciatore di Svizzera a Roma Giancarlo Kessler e quello del Console Generale di Svizzera a Milano Felix Baumann che, in omaggio al nostro Consigliere federale, ha anche generosamente offerto i deliziosi vini ticinesi che abbiamo bevuto.</p>
<p>Gli oltre 200 ospiti, tra cui il Presidente della Gazzetta Svizzera avv. Andrea Pogliani, il direttore della Scuola Svizzera Francesco Maiello, l’avv. Nicolò Ciseri vicepresidente della Società Svizzera, la dott.ssa Alessandra Kauffmann Segretaria generale della CCSI, il dott. Luca Minoli amministratore del Centro Svizzero, le Guardie di Confine, Consiglieri, soci e simpatizzanti, si sono salutati in Sala Meili e, dopo l’aperitivo, hanno seguito allegri la banda degli ottoni fino al quarto piano del Centro Svizzero dove, nelle eleganti tavole bianche contrassegnate dai nomi dei cantoni, hanno trascorso una piacevolissima serata fra musica, chiacchiere e risate.</p>
<p>Ma un elogio particolare va sicuramente a Davide Tarì, che ha organizzato con successo la deliziosa cena. Sempre attento ad ogni particolare: dai gustosi e freschi entrée serviti nella Sala Meili, alla raffinata mousse di zucchine con grissini al sesamo, all’invitante piatto di sedanini di lenticchie rosse e riso integrale con olive Riviera con pomodorini e filetto di trota salmonata, per finire poi con un dolce con la D maiuscola: il lingotto di cheesecake con coulis al lampone e gelato alla vaniglia. Una vera delizia per il palato!</p>
<p>Non sono mancati naturalmente i due must del festeggiamento: la proiezione su schermo gigante dell’inno cantato dagli studenti della Scuola Svizzera di Milano e l’estrazione dei premi della lotteria, coi biglietti del trenino rosso del Bernina, la gita al Blau See, i biglietti del TiLo, il libro dei 140 della Società Svizzera e molti molti altri regali.</p>
<p>Una bella festa insomma che ci ha riportato ancora una volta nostalgicamente in Patria e ci ha ricordato, semmai ce ne fosse bisogno, le nostre origini svizzere, la nostra cittadinanza legata al luogo di attinenza, indipendentemente dalla residenza. La Patria non è un’opinione e come ha detto il britannico William Shenstone “il modo migliore per aumentare l’amore che proviamo per il nostro Paese natale è quello di soggiornare in uno straniero”.</p>
<p>Antonella Amodio<br />
Società Svizzera, Milano</p>
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