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	<title>benessere animale Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>benessere animale Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<item>
		<title>Intervista a Matteo Cornaggia &#8211; Medico veterinario, specialista in sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/matteo-cornaggia-veterinaria-sanita-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 18:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani e Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
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		<category><![CDATA[produzione zootecnica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/Cornaggia-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Tutti noi, da bambini, abbiamo sognato almeno una volta di prenderci cura dei nostri amici animali, immaginandoci nei panni di chi li aiuta a star bene. Per alcuni, questa passione è rimasta un semplice ricordo d'infanzia, mentre per altri è diventata un vero e proprio obiettivo di vita. In questo numero di GIOVANI E FUTURO,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/matteo-cornaggia-veterinaria-sanita-animale/">Intervista a Matteo Cornaggia &#8211; Medico veterinario, specialista in sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/Cornaggia-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24856"  class="panel-layout" ><div id="pg-24856-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24856-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24856-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Matteo Cornaggia: passione e impegno nella sanità animale</h3>
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	<p>Tutti noi, da bambini, abbiamo sognato almeno una volta di prenderci cura dei nostri amici animali, immaginandoci nei panni di chi li aiuta a star bene. Per alcuni, questa passione è rimasta un semplice ricordo d'infanzia, mentre per altri è diventata un vero e proprio obiettivo di vita.</p>
<p>In questo numero di GIOVANI E FUTURO, esploreremo il mondo della veterinaria, una professione che nasce dall'amore per gli animali e che richiede impegno, dedizione e una solida preparazione.</p>
<p>Lo faremo insieme a Matteo Cornaggia, giovane veterinario italo-svizzero che, nonostante la sua età, è riuscito a trasformare la sua vocazione nella sua professione.</p>
<ol>
<li><strong> Ciao Matteo, com’è nata questa tua passione per la Medicina Veterinaria?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Fin da bambino ho desiderato fare il “dottore delle mucche”.</em></p>
<p><em>Dall’infanzia, infatti, passo le estati nella nostra casa a Crans Montana (VS), dove tra una passeggiata e l’altra, capita spesso di imbattersi in mandrie di bovini al pascolo. Sono sempre stato affascinato da questi animali, tanto possenti quanto mansueti e in pace con il mondo, che serenamente brucano l’erba nei pascoli montani, respirando aria pura godendosi uno dei panorami alpini più belli che esista.</em></p>
<p><em>Contemporaneamente, ho sempre provato una forte passione e interesse per la medicina e la scienza, e così ho deciso di combinare le due cose.</em>»</p>
<ol start="2">
<li><strong> Quale iter accademico e professionale hai intrapreso per diventare veterinario?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>In Italia, quando ho intrapreso gli studi, l’iscrizione al corso di laurea in medicina veterinaria è vincolata al superamento di un test d’ammissione nazionale, che prevede un quiz a risposta multipla. Ora la situazione è in mutamento e, verosimilmente, il test sarà abolito e la selezione verrà fatta attraverso altre modalità.</em></p>
<p><em>Quindi, terminati gli studi al liceo delle Scienze della formazione, mi sono iscritto al test di accesso e, dopo il suo superamento, ho studiato medicina veterinaria. Il corso di studi ha durata di 5 anni, ai quali si sono susseguiti 3 anni di scuola di specializzazione in sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche.</em>»</p>
<ol start="3">
<li><strong> Quali sono i settori di specializzazione nella veterinaria? Quale hai scelto e perché?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Al termine del percorso di studi, sono garantite le cosiddette day one competences ossia lo standard minimo richiesto ad un veterinario che inizia l'attività professionale che sono conoscenze di base nella cura degli animali da affezione (cane, gatto) e da reddito (ruminanti e suini) nonché nozioni di sicurezza alimentare.</em></p>
<p><em>Per semplificare, si potrebbe dire che la medicina veterinaria si occupa di tutte le specie animali esclusa quella umana; ne consegue che i settori di specializzazione sono molto vasti.</em></p>
<p><em>Generalmente quindi, al termine del percorso di studi, si sceglie una specie o un settore di interesse e lo si approfondisce con una formazione post lauream.</em></p>
<p><em>Una prima distinzione può essere tra medici veterinari che si occupano della sicurezza degli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte, formaggi, miele, ecc.) che lavorano per prevenire l’insorgenza di malattie trasmesse dagli alimenti (MTA) come, ad esempio, la salmonella e medici veterinari che si occupano della prevenzione e cura degli animali.</em></p>
<p><em>Quest’ultimi poi possono specializzarsi in una o più gruppi di specie (esotologi, erpetologi, buaitri, suiatri, ittiopatologi, esperti di malattie delle api, etc.) o un determinato apparato: ci sono infatti cardiologi, neurologi, anestesisti e chirurghi. </em></p>
<p><em>Io ho scelto di specializzarmi in sanità animale, cioè la disciplina che si concentra sulla prevenzione delle malattie negli allevamenti e la conseguente tutela della salute pubblica e dei prodotti di origine animale che ogni giorno esportiamo in tutto il mondo.</em></p>
<p><em>Questo perché credo fortemente in una salute unica “one health” cioè l'interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente.</em>»</p>
<ol start="4">
<li><strong> Come cambia il lavoro tra chi si occupa di piccoli animali domestici, animali esotici o animali da allevamento?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Come dicevamo, il mondo della medicina veterinaria è molto vasto! Chi si occupa di animali esotici o da compagnia generalmente lavora in ambulatorio, ospedale o clinica. Infatti, è molto più facile portare il proprio gatto a visita rispetto ad un bovino. Chi si occupa di animali da allevamento si sposta tra le varie cascine presenti sul territorio per visitare gli animali. </em></p>
<p><em>Lavorare in clinica ha sicuramente dei vantaggi: in primis, se piove, sei al caldo con un tetto sopra la testa; viceversa, i veterinari di campo che si occupano di animali da reddito sono esposti alle intemperie. Ma riflettendo ai paesaggi montani Vallesani, preferirei così.</em>»</p>
<ol start="5">
<li><strong> In cosa consiste il tuo lavoro? E com’è la tua giornata tipo?</strong></li>
</ol>
<p><strong>«</strong><em>Il mio lavoro consiste nel controllo delle condizioni igieniche degli allevamenti e della prevenzione delle malattie. </em></p>
<p><em>La mia giornata tipo prevede il sopralluogo nelle aziende zootecniche, principalmente che allevano bovini o suini, ma non esclusivamente. </em></p>
<p><em>Procedo a verificare che le strutture siano idonee e a detenere gli animali e che non ci siano porzioni di fabbricato vetuste o pericolose, poiché in quel caso le farei sostituire, controllo i locali deputati alla mungitura e allo stoccaggio del latte e rientro in ufficio dove, acquisita tutta la documentazione inerente ai controlli sanitari, procedo a stendere una relazione su ciò che ho visto e quali sono i parametri eventualmente migliorabili o sui quali fare attenzione.</em>»</p>
<ol start="6">
<li><strong> Come si gestisce il rapporto con i proprietari degli animali, soprattutto nei momenti delicati?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>La base per gestire i rapporti con i proprietari è la corretta comunicazione. Bisogna sicuramente instaurare una relazione di fiducia, poiché contrariamente non si verrebbe ascoltati. </em></p>
<p><em>È necessario essere sinceri e dire ciò che si pensa senza aver paura della reazione dell’interlocutore. È fondamentale poi spiegare al proprietario perché dovrebbe migliorare questo aspetto della sua azienda e affiancarlo e condurlo nel percorso di crescita.</em>»</p>
<ol start="7">
<li><strong> Come vedi la situazione della professione veterinaria in Italia e in Svizzera? Com’è il rapporto tra domanda e offerta nel settore in entrambi i Paesi?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>In questo momento storico, gli animali da compagnia sono diventati parte della famiglia a tutti gli effetti, e come tali hanno il diritto di ricevere le cure mediche più appropriate. Questo è valido sia in Italia che in Svizzera.</em></p>
<p><em>In questo momento, la medicina veterinaria italiana, alla stregua di altre professioni parte del Servizio sanitario nazionale soffre di una carenza di organico quasi cronica imputabile ad anni di blocco delle assunzioni e dello scarso numero di professionisti formati per anno. Quindi al momento posso dire che il rapporto tra domanda e offerta è molto alto.</em></p>
<p><em>Situazione analoga e sovrapponibile è riscontrabile in Svizzera, dove Olivier Glardon, presidente della Società delle veterinarie dei veterinari svizzeri, in un’intervista spiega come la carenza di veterinaria metta a repentaglio la cura dei nostri animali e la sicurezza degli alimenti di origine animale che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole.</em>»</p>
<ol start="8">
<li><strong> Qual è l’animale più insolito che hai curato? E c’è un animale che sogni di assistere un giorno?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Io non “curo” animali, mi occupo di verificare il che essi siano allevati o detenuti rispettando le condizioni di benessere animale previste dalla legge.</em></p>
<p><em>In pratica evito che gli animali si possano ammalare o ferire a causa di scarse condizioni di stabulazione o per errore umano.</em></p>
<p><em>Se dovessi pensare a un animale in particolare, lo scorso dicembre mi sono occupato di ispezionare un parco per la tutela delle specie, dove ho avuto modo di toccare da vicino leoni, tigri ed elefanti. Tutti allevati nel rispetto del loro benessere.</em>»</p>
<ol start="9">
<li><strong> Quali consigli ti sentiresti di dare alla nuova generazione che si vuole affacciare al mondo della veterinaria?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Il mestiere del medico veterinario è molto bello e appassionate, ogni giorno ti trovi a dover affrontare numerose situazioni nuove.</em></p>
<p><em>Personalmente trovo stimolante l’approccio anglosassone di iniziare a fare esperienza prima di iscriversi al corso di studi, magari frequentando per qualche tempo un medico veterinario per vedere se la professione possa essere di nostro gradimento. </em></p>
<p><em>Successivamente, per quanto bello, il percorso di studi prevede numerosi esami, e, una volta laureato, l’aggiornamento professionale è costante. Bisogna essere consapevoli che lo studio è parte integrante della vita di tutti i giorni e sicuramente la conoscenza di una lingua straniera come l’inglese è essenziale. </em></p>
<p><em>Con buona motivazione e sacrificio si può ottenere tutto.</em>»</p>
<p>di Nicola Magni</p>
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		<title>La gallina, il nuovo animale domestico che spopola nei giardini svizzeri</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-gallina-il-nuovo-animale-domestico-che-spopola-nei-giardini-svizzeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Gallina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/03/Huhn-Gruppe-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Da animali da allevamento, le galline stanno diventando sempre più animali domestici. Esistono già decine di migliaia di pollai nei giardini privati. Anche l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria sta reagendo a questo fenomeno. Qual è l'animale domestico preferito dagli svizzeri? Esatto: i pesci. Come molti, anche voi avrete risposto spontaneamente gatto, ma</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-gallina-il-nuovo-animale-domestico-che-spopola-nei-giardini-svizzeri/">La gallina, il nuovo animale domestico che spopola nei giardini svizzeri</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/03/Huhn-Gruppe-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23822"  class="panel-layout" ><div id="pg-23822-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23822-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23822-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Da animali da allevamento, le galline stanno diventando sempre più animali domestici. Esistono già decine di migliaia di pollai nei giardini privati. Anche l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria sta reagendo a questo fenomeno.</p>
<p>Qual è l'animale domestico preferito dagli svizzeri? Esatto: i pesci. Come molti, anche voi avrete risposto spontaneamente gatto, ma in termini numerici, secondo la Protezione svizzera degli animali (PSA), i pesci nuotano nettamente al di sopra degli altri. Non sappiamo esattamente quanti pesci si agitino nei piccoli e grandi acquari privati, ma devono essere davvero tanti. Dopotutto, nella classifica degli animali domestici preferiti, i gatti sono al secondo posto: in Svizzera ce ne sono quasi due milioni. Il cane è il terzo della lista, con mezzo milione di esemplari.</p>
<p>Al momento, però, è un animale che non associamo spontaneamente a coccole e carezze (proprio come il pesce, in effetti) ad attirare la maggiore attenzione: la gallina. Sì, la gallina è molto popolare tra gli svizzeri. Si stima che circa 70’000 famiglie private allevino galline e la tendenza è in crescita. «<em>I polli stanno diventando sempre più popolari. La pandemia di Covid può aver contribuito a questo fenomeno</em>», conferma Sarah Camenisch, portavoce dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (UFV). Le ragioni precise di questo successo non sono state stabilite da alcuna indagine solida, ma Sarah Camenisch cita, tra le altre cose, un crescente bisogno di natura. Le indagini generali legate a Covid mostrano che il periodo della pandemia ha rafforzato il legame degli svizzeri con la natura. Con i negozi, i ristoranti, le scuole, i centri fitness e le stazioni sciistiche chiusi, le persone hanno improvvisamente avuto il tempo di fare passeggiate nella natura, di cuocere il pane in casa e di comprare verdure fresche nelle fattorie. Hanno anche adottato un certo numero di cani e gatti, perché si sentivano soli a lavorare da casa o ad allenarsi a distanza.</p>
<blockquote>
<p>«<em>È fondamentale salvaguardare gli interessi degli animali, sia che si allevino balenottere azzurre, api da miele o galline</em>». Bernd Schildger, ex direttore dello zoo di Berna</p>
</blockquote>
<p>Secondo Samuel Furrer, zoologo e responsabile del Dipartimento Tecnico della PSA, questa mania per le galline domestiche è anche legata a una tendenza globale: sempre più consumatori vogliono sapere da dove viene il loro cibo e come viene prodotto. Quale modo migliore per farlo se non quello di possedere un proprio animale domestico? «<em>Alcuni individui uccidono e mangiano i loro polli</em>», osserva. Tuttavia, la maggior parte delle persone si accontenta delle uova. Questo è particolarmente vero per le persone che danno un nome ai loro protetti e li abbracciano teneramente, come si può ben immaginare con una coccolosa gallina pechinese, per esempio.</p>
<p><strong>Per il benessere animale, contro le epizoozie</strong></p>
<p>Tuttavia, le galline non dovrebbero essere coccolate o portate in braccio. «<em>La maggior parte di loro non lo fa</em>», spiega Sarah Camenisch, sottolineando che le galline sono animali "da osservazione”. E poiché gli allevatori privati devono rispettare una serie di altri punti, l'USAV e la PSA hanno lanciato una campagna in tutta la Svizzera nella primavera del 2023 con un duplice obiettivo: proteggere il benessere degli animali e prevenire la diffusione di malattie epizootiche. I privati che desiderano allevare galline devono innanzitutto avere a disposizione uno spazio sufficiente. Idealmente, tre galline hanno bisogno di un'area erbosa di 50 m³ in cui foraggiare, beccare e fare il bagno. Va sottolineato fin dall'inizio che le galline sono animali che vivono in gruppo, quindi non vanno tenute da sole. Ne servono almeno due, l'ideale sarebbe tre. Il pollaio deve essere chiudibile e misurare almeno 2 m² per tre galline. Infine, è necessaria una voliera chiusa per proteggere le galline da volpi e martore. La voliera permette inoltre di non tenere gli animali in casa in caso di epizoozie come l'influenza aviaria. Samuel Furrer, della PSA, osserva che questa infrastruttura può rivelarsi rapidamente costosa. A seconda della vostra abilità nel fai-da-te, potete aspettarvi di pagare tra i 1’500 e i 4’000 franchi. Poi ci sono i costi annuali per l'alimentazione, che ammontano a circa 400 franchi. I polli non devono essere nutriti con gli avanzi della cucina di famiglia, ma con granuli o farina di mais. E, come altri animali domestici, a volte hanno bisogno di un veterinario. Secondo la Società Svizzera dei Veterinari, alcuni ambulatori sono specializzati nel trattamento di animali domestici come uccelli e conigli. Questi ambulatori sono abituati a trattare i polli nello stesso modo in cui altri trattano cani e gatti. Trattano infezioni del tratto respiratorio, lesioni o malattie dell'apparato di deposizione delle uova, vermi, pulci, acari e altri parassiti. Pensate quindi bene prima di acquistare dei polli. Inoltre, è necessario registrarli presso gli uffici cantonali competenti, in modo da poter adottare misure di emergenza in caso di epizoozie come l'influenza aviaria o la malattia di Newcastle. Per evitare la diffusione di un'epidemia, a volte le galline devono essere confinate nel pollaio.</p>
<p><strong>Adottare delle galline</strong></p>
<p>È vero che la gallina domestica rimane marginale rispetto alla gallina d'allevamento, di cui nel 2022 in Svizzera si contavano più di 13 milioni di esemplari, circa il 4% in più rispetto all'anno precedente. Allo stesso tempo, un numero sempre maggiore di galline ovaiole "scartate", adottate da privati, sta foraggiando e beccando nei giardini privati. Questo perché l'industria dell'allevamento intensivo sta perdendo interesse per le galline ovaiole durante la muta, che dura tra le quattro e le sei settimane, poiché in questo periodo non depongono uova. Di conseguenza, le galline terminano la loro vita presto, a circa un anno di età, anche se possono vivere fino a quattro o addirittura sei anni. «Dopo la muta, le galline tornano a deporre un uovo al giorno», spiega Samuel Furrer, che apprezza iniziative come "Adotta una gallina". «<em>In questo modo, le galline possono vivere i loro anni in tutta tranquillità. Tuttavia, devono essere in grado di acclimatarsi e adattarsi in modo particolare, poiché provengono da allevamenti intensivi in cui sono state ingrassate con mangimi ricchi di energia</em>.»</p>
<p><strong>Un posto nella coscienza umana</strong></p>
<p>Le galline sono attualmente l'animale domestico più diffuso in Svizzera? «<em>In mancanza di dati che ci permettano di fare confronti, non lo sappiamo davvero</em>», ammette Samuel Furrer. Ma lo zoologo ritiene che non sia sbagliato parlare di boom. E non sarebbe il primo. I social network sono pieni di storie commoventi di simpatici maialini nani, ad esempio, anche se questi, come le galline, non dovrebbero stare nei letti dei loro padroni. Per il veterinario Bernd Schildger, ex direttore dello zoo Dählhölzli di Berna, che comprende anche il Parco degli Orsi, questo è il nocciolo della questione: «<em>È fondamentale tutelare gli interessi degli animali prima di soddisfare le esigenze degli esseri umani, sia che si allevino balenottere azzurre, api da miele o galline</em>». Bernd Schildger è invece del tutto favorevole al principio della detenzione privata degli animali. Perché, dice, gli esseri umani si sono distaccati dagli animali e dalla natura, li hanno banditi dal loro ambiente e dalla loro coscienza: «<em>Perché pensate che i macelli siano circondati da filo spinato?</em>» In altre parole, l'essere umano è indifferente a ciò che non può vedere. Se, grazie alla proprietà privata, gli animali riacquistano un posto nella coscienza umana, sono protetti. Per i polli, che a volte vivono in condizioni atroci negli allevamenti, "gli allevatori privati stanno facendo qualcosa di buono".</p>
<p>Naturalmente, le galline sono molto più che semplici produttrici di uova. Hanno il loro fascino e la loro personalità. Queste divertenti creature, che ci guardano con attenzione a testa china e ci fanno sorridere, sono anche comunicative e quindi piuttosto rumorose. «<em>Quindi, prima di acquistarne una, vale la pena di parlarne con i vicini</em>», consiglia Sarah Camenisch, rappresentante dell'USAV. Se si pensa che gli svizzeri sono stati portati in tribunale per il solo rumore delle campane della chiesa o delle mucche, si pensa che probabilmente ha ragione. Nel complesso, però, la gallina sembra essere apprezzata, perché porta con sé un pezzo di campagna nelle città svizzere. È meno controversa del gatto, che ha sulla coscienza la morte di migliaia di uccelli. Tuttavia, il rappresentante della PSA Samuel Furrer interviene in difesa dei piccoli felini: oltre all'utilità dei collari a campana, un maggior numero di siepi e cespugli nei giardini privati potrebbe fornire un riparo agli uccelli. Anche in questo caso, un contatto più stretto con la natura potrebbe essere una soluzione.</p>
<p><em>Schweizer Revue</em><br />
<em>Denise Lachat</em></p>
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	<p>Lo Stato è interessato anche alle galline domestiche: i proprietari privati devono registrarsi presso le autorità veterinarie. Questo aiuta a prevenire la diffusione di epidemie. Foto Keystone</p>
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	<p>La gallina non è un peluche, ma tollera la vicinanza degli esseri umani. Foto Keystone</p>
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	<p>Quando la gallina rinnova il piumaggio dopo un anno, smette di deporre uova e perde il suo interesse commerciale. I privati spesso "adottano" queste galline ritirate dalla produzione. Foto iStock</p>
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	<p>Perché si adotta una gallina? Il più delle volte per le uova, molto raramente per la carne. Foto iStock</p>
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