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	<title>diplomazia svizzera Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Cronometraggio: il know-how svizzero al servizio dello sport</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/cronometraggio-il-know-how-svizzero-al-servizio-dello-sport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 15:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cortina-olimpiadi-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />La Svizzera ha elevato il “controllo del tempo” a forma d'arte, aumentando così la sua reputazione internazionale. Dalla metà del XVI secolo, l'industria orologiera svizzera produce orologi che conferiscono un valore speciale a ogni momento. Il know-how tramandato di generazione in generazione e costantemente perfezionato rende la Svizzera un simbolo di affidabilità e precisione. Fondato</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/cronometraggio-il-know-how-svizzero-al-servizio-dello-sport/">Cronometraggio: il know-how svizzero al servizio dello sport</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cortina-olimpiadi-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26025"  class="panel-layout" ><div id="pg-26025-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26025-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26025-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La Svizzera ha elevato il “controllo del tempo” a forma d'arte, aumentando così la sua reputazione internazionale. Dalla metà del XVI secolo, l'industria orologiera svizzera produce orologi che conferiscono un valore speciale a ogni momento. Il know-how tramandato di generazione in generazione e costantemente perfezionato rende la Svizzera un simbolo di affidabilità e precisione.</p>
<p>Fondato nel 1973, l'organismo senza scopo di lucro Controllo Ufficiale Svizzero dei Cronometri (COSC) svolge un ruolo fondamentale nel garantire la precisione degli orologi svizzeri. Questa istituzione indipendente e riconosciuta a livello internazionale sottopone gli orologi meccanici a una serie di test approfonditi. Solo i cronometri la cui precisione soddisfa i requisiti della norma ISO 3159 ottengono la certificazione di cronometro. Questa ricerca della precisione è particolarmente evidente nel campo dello sport, dove la professionalizzazione e la competizione sono in costante aumento. Il cronometraggio è un elemento fondamentale in questo settore, poiché rappresenta l'essenza di una prestazione che distingue uno sforzo atletico da un record. La diplomazia e l'industria orologiera svizzera hanno influenzato in modo significativo questo settore per diversi decenni. L'esempio più visibile è il cronometraggio ai Giochi Olimpici, un settore caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici.</p>
<h2>I Giochi Olimpici Invernali a St. Moritz</h2>
<p>I Giochi Olimpici Invernali del 1928 a San Moritz hanno rappresentato il culmine di anni di sforzi volti a promuovere il turismo alpino e l'immagine della Svizzera a livello internazionale. Per il governo svizzero l'evento ha rivestito una grande importanza diplomatica: ha offerto l'opportunità di riunire i più svariati attori e di posizionare la Svizzera come partner attraente e affidabile.</p>
<p>Nel 1948 i Giochi Olimpici furono nuovamente ospitati dalla Svizzera. Questa volta si presentò l'occasione di mettere alla prova il know-how degli orologiai svizzeri. In questa occasione fu utilizzato per la prima volta un cronografo completamente automatico Omega, che consentiva di misurare con precisione il tempo di attraversamento del traguardo. I Giochi aumentarono inoltre la visibilità internazionale della Svizzera e ne sottolinearono l'importanza come ospite neutrale nel periodo del dopoguerra.</p>
<h2>Misurazione dei tempi sportivi sotto pressione competitiva</h2>
<p>Gli anni '60 furono caratterizzati da crescenti rivalità. La posizione dominante delle aziende svizzere nel settore del cronometraggio delle grandi competizioni sportive fu scossa dalla nomina del produttore giapponese Seiko a cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici di Tokyo del 1964.</p>
<p>I produttori di orologi svizzeri hanno quindi mobilitato i loro canali diplomatici per difendere il ruolo di leader nel campo del cronometraggio sportivo. Le rappresentanze svizzere all'estero hanno ricevuto l'incarico di promuovere il know-how del nostro Paese presso gli organizzatori di grandi competizioni internazionali, come ad esempio i Giochi Olimpici del 1968 in Messico. Alla concorrenza giapponese, che acquisì particolare influenza grazie al cronometraggio dei Giochi Olimpici Invernali del 1972 a Sapporo, si aggiunse una seconda sfida: la crescente rivalità tra le stesse aziende svizzere. Intanto Omega e Longines erano in competizione per il settore strategicamente importante del cronometraggio sportivo. Questo causò non pochi grattacapi anche alla Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH).</p>
<p>Le aziende incaricate del cronometraggio, che inizialmente venivano pagate per i loro servizi, negli anni '70 riconobbero presto il potenziale pubblicitario offerto dalla trasmissione a colori delle grandi competizioni. Poiché i Giochi Olimpici sono l'evento sportivo più seguito al mondo, talvolta offrivano i loro servizi addirittura gratuitamente.</p>
<p>Dopo anni di tensioni, i produttori di orologi decisero infine di unire le loro forze. Nel 1972 fondarono SwissTiming, che nel 1983 entrò a far parte dello Swatch Group. L'alleanza strategica tra Omega e Longines, nata dal comune desiderio di rafforzare la posizione della Svizzera, è stata resa possibile grazie agli sforzi delle istituzioni sportive, dell'industria orologiera e dei circoli diplomatici.</p>
<p>Con poche eccezioni, il cronometraggio svizzero ha dominato la prima metà del XX secolo ai Giochi Olimpici e si è affermato in tutto il mondo come riferimento per la precisione. La tradizione dell'eccellenza orologiera continua ancora oggi. Attualmente Omega è il cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici e ha un contratto con il Comitato Olimpico Internazionale fino al 2032. Dietro questa immagine simbolica, SwissTiming controlla le tecnologie di misurazione. Anche nei prossimi Giochi Olimpici Invernali questi attori misureranno il tempo «<em>con una precisione al milionesimo di secondo</em>».</p>
<h2>Giochi Olimpici 2026 in Italia</h2>
<p>I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026 si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio e dal 5 al 15 marzo principalmente a Milano e Cortina d'Ampezzo. L'evento segna il 90° anniversario del cronometraggio Omega ai Giochi Olimpici Invernali. A questi Giochi parteciperà anche una numerosa delegazione svizzera: circa 190 atleti di Swiss Olympic rappresenteranno la Svizzera in Italia.</p>
<p>In linea con la tradizione, la “House of Switzerland Italia 2026” riprenderà il lungo impegno della Svizzera nell'accompagnamento di grandi eventi sportivi. Ideata da “Presenza Svizzera”, metterà in luce a Cortina e Milano il know-how svizzero e sarà al tempo stesso un punto d’incontro per gli atleti, i partner, i media e il pubblico.</p>
<p>Flora Alpina, il tema scelto per la “House of Switzerland Italia 2026”, intende mettere in primo piano l'importanza dei fiori nello sport, nella medicina e nella cultura. La resistenza delle piante di montagna è simbolo della determinazione degli atleti. Il loro uso secolare come rimedio le rende un potente simbolo di forza. Il design grafico si ispira alle peculiarità dell'artigianato svizzero, in particolare al tradizionale motivo a punto croce dei Grigioni.</p>
<p>L'allestimento invita a un'esperienza immersiva in cui creatività, emozioni e bellezza interagiscono con l'ambiente circostante. Secondo Daniel Zamarbide, architetto e designer della “House of Switzerland Italia 2026” a Milano, i fiori rappresentano molto più della semplice bellezza: sono un simbolo di generosità e gioia, nonché un elemento importante delle celebrazioni. Nel “Centro Svizzero” di Milano verrà allestito un giardino alpino temporaneo, in cui gli atleti potranno festeggiare.</p>
<p>In un'epoca in cui lo sport supera sempre nuovi limiti e ogni prestazione racconta una storia, la precisione e l'eccellenza svizzere continuano a contribuire a trasformare le emozioni in momenti indimenticabili.</p>
<p><em>Apolline Six</em></p>
<p>www.houseofswitzerland.it</p>
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	<p>Visualizzazione del tempo ai Giochi Olimpici di Innsbruck nel 1964. Sul tabellone ufficiale sono visibili i loghi di Longines e Omega. Foto Archivio Nazionale Norvegese</p>
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	<p>Scenari montani, neve e velocità caratterizzano le gare degli sciatori e delle sciatrici. Ma è solo il cronometro a decidere la vittoria e la sconfitta. Foto Keystone</p>
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	<p>La “House of Switzerland” a Cortina d’Ampezzo, punto d’incontro degli svizzeri durante i Giochi olimpici invernali del 2026. Grafica computerizzata, Presenza Svizzera</p>
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		<title>«Gli Svizzeri in Italia rappresentano una risorsa fondamentale, anche per rafforzare la comprensione reciproca tra i due Paesi»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/intervista-ambasciatore-roberto-balzaretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 17:45:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciatore svizzero]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[economia Svizzera Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni bilaterali]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Balzaretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/Amb.Balzaretti1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dall’inizio di quest’anno Roberto Balzaretti è il nuovo ambasciatore svizzero in Italia e sostituisce Monika Schmutz-Kirgöz, giunta al termine del suo mandato e diventata nel frattempo responsabile della Divisione Medio Oriente e Africa del Nord (MENA) presso la Segreteria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Berna. Il ticinese è stato ambasciatore</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-ambasciatore-roberto-balzaretti/">«Gli Svizzeri in Italia rappresentano una risorsa fondamentale, anche per rafforzare la comprensione reciproca tra i due Paesi»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/Amb.Balzaretti1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24900"  class="panel-layout" ><div id="pg-24900-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24900-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24900-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Fresco di incarico, la Gazzetta ha intervistato il nuovo ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti</h3>
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	<p>Dall’inizio di quest’anno Roberto Balzaretti è il nuovo ambasciatore svizzero in Italia e sostituisce Monika Schmutz-Kirgöz, giunta al termine del suo mandato e diventata nel frattempo responsabile della Divisione Medio Oriente e Africa del Nord (MENA) presso la Segreteria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Berna. Il ticinese è stato ambasciatore in Francia dal 2021, mentre precedentemente era stato tra le altre cose il capo negoziatore con l’Unione europea in qualità di segretario di Stato. Gazzetta Svizzera lo ha incontrato durante i suoi primi giorni di attività.</p>
<ol>
<li><strong>Lei ha una grande esperienza come ambasciatore: prima di approdare a Roma è stato attivo a Parigi in Francia. Cosa significa per Lei rappresentare la Svizzera all’estero?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Rappresentare la Svizzera all'estero è un onore e una grande responsabilità. Il compito principale di una rappresentanza diplomatica è tutelare e promuovere gli interessi dei nostri concittadini e del nostro Paese in ambito politico, economico, culturale e scientifico, ma pure di facilitare la ricerca di posizioni comuni. In un paese vicino come l’Italia è vero che questo compito ha una valenza particolare. Però la Svizzera ha un ruolo significativo anche sulla scena internazionale, poiché si impegna per la pace, la sostenibilità e la prosperità. In ambito bilaterale lavoriamo soprattutto per rafforzare le relazioni con il paese che ci ospita. Attraverso eventi culturali, scambi accademici e iniziative come la "Maison Suisse" durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, cerchiamo di promuovere l'immagine della Svizzera all'estero e mostrare il volto moderno e innovativo della Svizzera. Non da ultimo, un’ambasciata (e i consolati) ha l’importante ruolo di sostenere la comunità svizzera all'estero. Che si tratti di assistenza consolare o di mantenere vivi i legami con la patria, siamo un punto di riferimento per i nostri concittadini. In sintesi, rappresentare la Svizzera all'estero significa costruire ponti tra le culture, promuovendo contemporaneamente gli interessi e i valori nazionali sulla scena internazionale</em>.»</p>
<ol start="2">
<li><strong>Rispetto ad altri Paesi, fare l’ambasciatore in Italia potrebbe sembrare più “facile”. È veramente così? I dossier con l’Italia non sono più spinosi e “irrisolti” rispetto a quelli con altri Paesi, come ad esempio la Francia?</strong></li>
</ol>
<p><em> </em>«<em>Se sia facile non posso ancora dirlo. Affronto con umiltà la responsabilità che il Consiglio federale ha scelto di conferirmi. Le relazioni tra Svizzera e Italia sono molto buone e caratterizzate da intensi rapporti economici, politici, sociali e culturali. Richiedono un impegno costante e approfondito. I dossier con l'Italia sono di natura molto concreta. Basti pensare alle questioni legate alla cooperazione transfrontaliera, ai negoziati economici, alle sfide infrastrutturali come lo sviluppo dei collegamenti ferroviari e alle dinamiche legate alla straordinaria presenza della comunità svizzera in Italia e viceversa. Tutto ciò rappresenta un enorme potenziale di cooperazione che può essere sfruttato da entrambi i Paesi. Inoltre, il contesto delle relazioni Svizzera-UE aggiunge un ulteriore livello di complessità, dato che molti aspetti dei rapporti bilaterali sono influenzati dagli accordi tra la Svizzera e l’UE. Con la Francia le relazioni sono altrettanto intense. È vero che ogni relazione bilaterale è peculiare; tuttavia opportunità e sfide sono per noi abbastanza simili.</em>»</p>
<blockquote>
<p>«La relazione tra Svizzera e Italia unica e complessa e arricchente per entrambe.»</p>
</blockquote>
<ol start="3">
<li><strong>A suo modo di vedere, cosa unisce il popolo svizzero a quello italiano e in cosa invece le due mentalità si differenziano particolarmente?</strong></li>
</ol>
<p><em> </em>«<em>Anche se l’assetto istituzionale è molto diverso, Italia e Svizzera appartengono alla stessa comunità di valori. Condividendo una lingua nazionale, l’italiano, e quasi 800 chilometri di linea di confine, la più lunga per entrambi i Paesi, i punti di incontro sono naturalmente numerosi. Mentre cultura e lingua creano un forte legame tra i due popoli, le differenze nei sistemi politici e nelle strutture istituzionali forgiano mentalità distinte. Questa combinazione di somiglianze e differenze rende la relazione tra Svizzera e Italia unica e complessa e arricchente per entrambe.</em>»<em> </em></p>
<ol start="4">
<li><strong>Quali sono, a suo giudizio, le priorità da affrontare tra Svizzera e Italia?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Anzitutto ci sono le persone: circa 52'000 persone con cittadinanza svizzera risiedono in Italia e circa 650'000 italiane e italiani soggiornano in Svizzera. Dobbiamo curarcene in modo costante, perché rappresentano una risorsa fondamentale, non da ultimo per rafforzare la comprensione reciproca. Considerato poi che ogni settimana fra i nostri paesi vengono scambiate merci e servizi per più di un miliardo di franchi, un’altra priorità è di agevolare e di facilitare il settore privato negli scambi commerciali. A livello economico in particolare diversi accordi settoriali nell’ambito dell’energia sono sul tavolo: lo scopo è di migliorare le condizioni quadro per cittadini e imprese e l’accesso delle imprese svizzere al mercato italiano nei vari settori, ma anche il rafforzamento dell’infrastruttura transfrontaliera in materia di trasporti su rotaia per merci e passeggeri. È inoltre importante spiegare la posizione svizzera sui dossier europei e in particolare il nostro approccio nelle relazioni fra Svizzera e Unione Europea. Infine, sia Italia che Svizzera sono forti sostenitori del multilateralismo, un tema su cui vogliamo continuare a lavorare insieme.</em>»<em> </em></p>
<blockquote>
<p><em>«</em>Ogni settimana tra Svizzera e Italia vengono scambiate merci e servizi per più di un miliardo di franchi: e prioritario agevolare e di facilitare il settore privato negli scambi commerciali»<em><br />
</em></p>
</blockquote>
<ol start="5">
<li><strong>Lei è stato – prima della sua esperienza in Francia – capo negoziatore con l’Unione europea. In particolare, aveva dovuto negoziare l’Accordo quadro istituzionale, poi fallito, con Bruxelles. Perché, a suo avviso, la Svizzera fatica in questo momento a trovare maggioranze per stabilizzare le relazioni con l’UE, e ritiene che questo sarà possibile con gli Accordi bilaterali III appena contrattati?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Negli ultimi decenni la via bilaterale ha riunito maggioranze, in parlamento e nella popolazione. Il Consiglio federale intende stabilizzarla e continuare a svilupparla. Per questo ha proposto un pacchetto di negoziati per aggiornare gli accordi esistenti relativi al mercato interno, concludere nuovi accordi nei settori dell'elettricità, della salute pubblica e della sicurezza alimentare e reintegrare i programmi dell’UE, come Horizon Europa e Erasmus+. I negoziati sul pacchetto sono iniziati il 18 marzo 2024 e si sono conclusi nel dicembre 2024. Nella riunione del 20 dicembre 2024, il Consiglio federale ha preso atto e approvato la conclusione sostanziale dei negoziati. Si tratta ora di finalizzare i negoziati anche da un punto di vista formale. Dopodiché potrà avere inizio il processo democratico di approvazione interna, con un voto popolare se i cittadini lo vorranno.</em>»<em> </em></p>
<ol start="6">
<li><strong>Qual è il suo auspicio in relazione alla sua attività dei prossimi anni in Italia?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>La diplomazia è l’attività di spiegare e capire per aiutare a costruire insieme: si tratta di spiegare chi siamo, promuovendo e difendendo le nostre posizioni; di capire le posizioni dei nostri interlocutori; e idealmente di tendere verso un risultato che permetta a noi e agli altri di avanzare. Il mio auspicio è di continuare a farlo sulle tracce del lavoro proficuo che è stato realizzato da chi mi ha preceduto: penso all’ambasciatrice Monika Schmutz Kirgöz e all’ambasciatore d’Italia a Berna Gian Lorenzo Cornado, ma pure a tutte le persone nelle rappresentanze diplomatiche e nei ministeri che da anni si impegnano per la relazione tra la Svizzera e l’Italia.»</em></p>
<p>Angelo Geninazzi</p>
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	<p>La Consigliera federale Viola Amherd, in veste di Presidente della Confederazione Svizzera, insieme all’Ambasciatore Roberto Balzaretti e al Capo di Presenza Svizzera Alexandre Edelmann alla Maison Suisse allestita a Parigi durante i Giochi olimpici 2024.</p>
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		><h3 class="widget-title">Biografia</h3>
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	<p>Roberto Balzaretti nasce nel 1965 a Mendrisio (Ticino). È titolare di un dottorato di ricerca in diritto dell'Università di Berna. Ammesso nel Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel 1991, è stato stagista diplomatico a Berna e presso la Missione permanente della Svizzera presso le Comunità europee a Bruxelles. Tornato a Berna, Roberto Balzaretti è stato assegnato alla Sezione del diritto internazionale della Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) come collaboratore diplomatico nel 1993. Nel 1997 è stato trasferito a Washington come segretario d'Ambasciata, dove è stato nominato Consigliere nel 1999. Tornato a Berna, è stato prima vice capo della sezione del diritto internazionale della DDIP nel 1999 e poi Capo sezione nel 2000. Nel settembre 2003, è stato nominato vice direttore della stessa DDIP e capo della Divisione del diritto internazionale, diritti umani e diritto umanitario internazionale. Dall'ottobre 2004, Roberto Balzaretti è stato Consigliere diplomatico e capo di gabinetto del capo dipartimento. Da gennaio ad agosto 2008 è stato in congedo non retribuito. Dal 1° settembre 2008, Roberto Balzaretti è stato rappresentante permanente aggiunto della Svizzera presso la Missione presso l'ufficio delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra, capo della Divisione multilaterale e rappresentante speciale della Svizzera presso il Consiglio dei diritti umani. Dal 1° dicembre 2008 è stato segretario generale del DFAE e dal settembre 2012 capo della Missione Svizzera presso l'Unione Europea (UE) a Bruxelles. Dal 1° settembre 2016, Roberto Balzaretti è stato direttore della DDIP. Il 1° febbraio 2018, il Consiglio federale lo ha nominato direttore della Direzione degli affari europei e coordinatore dei negoziati con l'UE e gli ha conferito il titolo di Segretario di Stato. Da dicembre 2020 a dicembre 2024 è stato ambasciatore di Svizzera in Francia e nel Principato di Monaco. Da gennaio 2025 succede a Monika Schmutz-Kirgöz quale ambasciatore svizzero in Italia.</p>
<p>Ambasciatore designato in Italia da gennaio 2025.</p>
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</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-ambasciatore-roberto-balzaretti/">«Gli Svizzeri in Italia rappresentano una risorsa fondamentale, anche per rafforzare la comprensione reciproca tra i due Paesi»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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