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	<title>EPFL Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>EPFL Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Una nuova IA svizzera che parla persino il romancio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:38:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/ia-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />A settembre 2025, i due politecnici federali svizzeri e il loro partner CSCS hanno lanciato il modello linguistico Apertus. È stato addestrato con parole provenienti da 1’800 lingue, tra cui svizzero tedesco e romancio. Apertus è ancora criticato per i suoi errori, ma secondo gli esperti va semplicemente lasciato crescere. Ci troviamo nel campus dell’École</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/ia-svizzera-apertus-modello-linguistico-romancio/">Una nuova IA svizzera che parla persino il romancio</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/ia-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26255"  class="panel-layout" ><div id="pg-26255-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26255-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26255-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>A settembre 2025, i due politecnici federali svizzeri e il loro partner CSCS hanno lanciato il modello linguistico Apertus. È stato addestrato con parole provenienti da 1’800 lingue, tra cui svizzero tedesco e romancio. Apertus è ancora criticato per i suoi errori, ma secondo gli esperti va semplicemente lasciato crescere.</p>
<p>Ci troviamo nel campus dell’École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL), dove incontriamo Antoine Bosselut, specialista in intelligenza artificiale (IA) e aspetti multilingue nei grandi modelli linguistici, spesso indicati in inglese come “<em>Large Language Models</em>” o LLM. Questi sistemi di IA, addestrati con miliardi di dati, sono in grado di rispondere a innumerevoli domande, proprio come ChatGPT. Nato in Francia e formato negli Stati Uniti, il professore trentaquattrenne sa molto su come sviluppare macchine capaci di gestire lingue così diverse come il tibetano o il romancio. È uno degli sviluppatori della nuova IA svizzera: Apertus.</p>
<p>All’inizio di settembre, i due politecnici federali e il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS) hanno annunciato il lancio del primo LLM multilingue open-source sviluppato in Svizzera. «<em>Apertus rappresenta un passo importante per la trasparenza e la diversità nell’intelligenza artificiale generativa</em>», hanno dichiarato i suoi creatori. In cosa si differenzia questo nuovo LLM svizzero da Llama 4 (sviluppato da Meta), Grok (prodotto da Elon Musk) o ChatGPT, un sistema di IA completo?</p>
<p>Gli elementi che compongono il modello svizzero – algoritmi e parametri di calcolo – sono liberamente accessibili, così come le istruzioni d’uso, mentre ad esempio ChatGPT si basa su un modello commerciale meno trasparente. Un’altra differenza è che Apertus non è un sistema universale. «<em>Per alcuni scopi specifici, i modelli commerciali non sono sufficientemente specializzati. E vale la regola: più un’IA è specializzata, più è potente</em>», spiega Antoine Bosselut. Gli ospedali potrebbero utilizzare Apertus – algoritmi e sistema di calcolo – per addestrare il modello ad analizzare migliaia di radiografie. Infatti, l’IA, può individuare differenze nei dati quasi invisibili all’occhio umano.</p>
<h2>La ricerca di dati affidabili</h2>
<p>Il supercomputer del CSCS ha addestrato Apertus con miliardi di dati tratti da Internet, che costituiscono il suo sapere di base. L’EPFL sottolinea che per questo modello sono stati considerati solo dati i cui proprietari non vietano esplicitamente l’uso da parte di “crawler”, robot che analizzano il web. «<em>Se, ad esempio, il </em>New York Times<em> vieta l’accesso ai propri articoli a certi crawler, escludiamo tale fonte dai nostri dati</em>», spiega Bosselut. Per addestrare Apertus sono state utilizzate 15 miliardi di parole provenienti da 1’800 lingue (Internet ne contiene circa 50’000 miliardi). Gli sviluppatori garantiscono agli utenti futuri – ad esempio le aziende – l’affidabilità dei dati in termini etici e legali, mentre i fornitori di IA commerciali rifiutano di rendere pubblici i dati di addestramento.</p>
<p>In genere, i grandi modelli si concentrano sulle lingue storicamente presenti sul web – inglese, francese, cinese, giapponese ecc. Il LLM svizzero, invece, ha raccolto dati di lingue scarsamente rappresentate su Internet, come tibetano, yoruba, svizzero tedesco e romancio. Poiché queste lingue sono poco parlate online, i contenuti sono stati ricavati partendo da lingue affini. Il concetto è che il modello possa apprendere il romancio nonostante pochi dati, perché è stato anche addestrato sull’italiano, con cui condivide somiglianze, spiega Bosselut. Quali applicazioni immaginano gli sviluppatori? Un esempio: Apertus è stato adottato da una scuola in Nigeria, che ora può sviluppare corsi basati su una lingua normalmente poco rappresentata negli altri modelli. Questo si allinea chiaramente all’obiettivo dell’EPFL di «<em>democratizzare l’IA</em>».</p>
<h2>La città di Zurigo utilizza Apertus</h2>
<p>Per il suo sviluppo, il LLM svizzero è stato messo alla prova in “hackathon”, una sorta di competizione per testare i sistemi. Gli studenti hanno utilizzato lo strumento per sviluppare servizi, ad esempio un’interfaccia per facilitare l’apprendimento del tibetano. Alcuni hanno creato un sistema chiamato “Mut zur Lücke” che mostra agli studenti quali parti dei corsi possono saltare senza rischiare di non superare l’esame. Anche la città di Zurigo usa Apertus: «<em>Sono ZüriCityGPT e so (quasi) tutto ciò che è pubblicato su stadt-zuerich.ch</em>», si legge sul sito. Tuttavia, il sistema ha dei limiti. Quanti poliziotti armati ci sono in città? LLM risponde: Apertus «<em>purtroppo non può aiutare</em>». ChatGPT è leggermente più preciso: «<em>Circa 1’700 funzionari sono autorizzati a portare armi di servizio. Non esiste però una fonte ufficiale sul numero di chi le porta in maniera continua</em>». Curiosamente, Apertus è stato lanciato senza un’interfaccia per creare “prompt”.</p>
<p>Questo non era l’obiettivo: i creatori vogliono che il modello serva come materia prima. Chiunque può però testare Apertus tramite un software sviluppato da un’organizzazione non-profit americana: https://publicai.co.</p>
<h2>Errori e critiche</h2>
<p>In Svizzera, i primi commenti evidenziavano errori grossolani. «<em>Mi hanno detto che il castello di Chillon era originariamente un piccolo villaggio fortificato su un promontorio calcareo in mezzo al lago</em>», ha ironizzato su LinkedIn il giornalista romando François Pilet, fondatore del sito investigativo Gottham City. Anche il rapporto costi-benefici dell’iniziativa lo sorprende: «<em>I politecnici hanno appena triplicato le rette per gli studenti stranieri, e contemporaneamente non hanno problemi a spendere 10 milioni di franchi per finanziare qualcosa che alla fine si rivela arte contemporanea!</em>». L’attacco ad Apertus ha attirato l’attenzione di esperti come Maxime Derian, francese, specialista di IA: «<em>I modelli open-source americani e cinesi ci sono davanti di un passo. E allora? Anche i primi modelli di quei paesi erano tutt’altro che perfetti. Il modello svizzero è stato sviluppato localmente: le versioni successive miglioreranno e tra due o tre anni saranno altrettanto rilevanti</em>». Il fatto che Apertus commetta ancora errori è dovuto al fatto che finora non è stato sufficientemente addestrato e dispone di pochi dati. Bosselut concorda: «<em>Abbiamo fatto la parte più costosa, cioè sviluppo e addestramento del modello. Ora è disponibile gratuitamente per tutti gli utenti futuri</em>».</p>
<p>Stéphane Herzog</p>
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	<p>Antoine Bosselut dell'EPFL sottolinea la trasparenza del modello svizzero di IA Apertus. È necessario “democratizzare” l'IA. Foto ZVG</p>
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	<p>I modelli di IA devono essere “addestrati”. Per Apertus è stato utilizzato il supercomputer svizzero ALPS, situato a Lugano. Foto Keystone</p>
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		<title>Una fondazione attiva nei valori e nel cuore della Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/fondazione-sasso-san-gottardo-storia-mito-scienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 15:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cose belle dalla Svizzera]]></category>
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		><h3 class="widget-title">Sasso San Gottardo: una fondazione che racconta la Svizzera tra storia, mito e scienza</h3>
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	<p><strong>La Fondazione Sasso San Gottardo valorizza e promuove il patrimonio storico, culturale e naturale della zona, con particolare attenzione alla storia del traforo del San Gottardo e alla tradizione alpina. Un gioiello poco conosciuto. Ne abbiamo parlato con la sua vicepresidente, Ivana Sambo.</strong></p>
<p>Chi non conosce il San Gottardo? Oggi spesso al centro dell’attualità a causa delle lunghe colonne di turisti che si recano da Nord a Sud dell’Europa e viceversa, il Gottardo è da sempre uno dei punti di attraversamento più antichi e strategici delle Alpi. Per secoli è stato un'importante via di transito, un luogo ricco di storia, di miti e di leggende che oggi ispirano quotidianamente le attività della Fondazione Sasso San Gottardo.</p>
<p><em>«Da molti anni sono qui, sfidando ogni tempesta, custodendo segreti e osservando ciò che accade del mondo. Eppure, un tempo ero uno dei segreti meglio custoditi sulla Svizzera. Ho dovuto mantenere il segreto sulla mia esistenza fino al 2001. Il mito del Gottardo» (video di entrata su sasso-sangottardo.ch)</em></p>
<p>La fondazione gestisce dal 2012 a 300 metri dalla fermata dell’autopostale Passhöhe un centro che ospita mostre, eventi e attività educative legate alla storia della regione, alle Alpi e alla Svizzera in generale. La Gazzetta ha visitato la “perla poco conosciuta” e ne ha parlato con Ivana Sambo, vicepresidente della Fondazione.</p>
<p><strong>Signora Sambo, perché una Fondazione “Sasso San Gottardo”? </strong></p>
<p>La Fondazione Sasso San Gottardo, un'organizzazione privata senza scopo di lucro, mira a preservare a lungo termine la fortezza del Gottardo, che è estremamente preziosa in termini di storia culturale.</p>
<p><strong>Come si sono sviluppate le attività negli ultimi 13 anni? </strong></p>
<p>«<em>Abbiamo ampliato in modo massiccio l'area espositiva e ora copriamo tutti gli aspetti del “mito del Gottardo”: dallo spartiacque con i suoi quattro fiumi che scorrono in tutte le direzioni e ai tre viaggi di Goethe sul Gottardo, che a suo tempo hanno dato origine al primo mito del Gottardo e hanno lasciato profonde tracce nella storia, ai cristalli, il tesoro della regione del Gottardo, e alla storia militare del Gottardo. Continuiamo anche a sviluppare eventi culturali. Ogni anno organizziamo il “General Guisan Event” e, insieme ad Andermatt Music, abbiamo lanciato le “Giornate di Goethe”. E non da ultimo Sasso San Gottardo è stato teatro di numerose produzioni cinematografiche (documentari, fiction), servizi fotografici di prodotti, sfilate di moda e concerti.</em>»</p>
<p><strong>E poi ci sono anche collaborazione, come ad esempio con il Politecnico di Losanna (EPFL)…</strong></p>
<p>«<em>Sì, perché la fortezza è un luogo straordinario, ideale per progetti non convenzionali. Come il progetto che portiamo avanti assieme all’EPFL: </em><em>Infatti, in collaborazione con il Centro Spaziale dell'EPFL di Losanna e le università associate, ogni estate viene effettuata la simulazione della base lunare “Mission Asclepios” in una caverna dismessa della fortezza. Tra l’altro, durante questo periodo il centro di controllo è allestito nell'auditorium del museo ed è aperto anche ai visitatori del museo.</em>»</p>
<p><strong>Le attività si indirizzano più a bambini o adulti? </strong><strong>Avete anche scuole? </strong></p>
<p>«<em>Le attività vanno benissimo per ogni età. Molte scuole e famiglie visitano Sasso San Gottardo, così come molti viaggi di gruppo (gite di club e aziendali, viaggi culturali). L’anno scorso abbiamo avuto in visita anche la già Consigliera Federale Viola Amherd assieme agli ambasciatori dei Paesi esteri in Svizzera.»</em></p>
<p><strong>Chi finanzia la Fondazione e come è possibile sostenerla? </strong></p>
<p>«<em>La </em><em>Fondazione è senza scopo di lucro ma con costi di gestione durante 12 mesi e con entrate solo per 4 mesi e mezzo poiché il Passo del Gottardo rimane chiuso tra la fine di ottobre e fino maggio. Ciò comporta una grande sfida per la conservazione dei beni culturali storici e la gestione del museo. Riceviamo dei contributi dai Cantoni Ticino e Uri, mentro lo sponsor principale della nostra mostra perenne su Goethe è la Fondazione Dätwyler.</em></p>
<p><em>E poi ci sono numerosi donatori privati di “Stollenmeter”: per ogni 100 franchi svizzeri donati, ricevono un metro di Stollen con il loro nome o con la dicitura da loro indicata. Anche le istituzioni e le aziende possono aggiungere il loro logo a 5 metri di stollen. Tra l’altro, i Stollenmeter possono essere acquistati/donati online (https://www.sasso-sangottardo.ch/stollenmeter).»</em></p>
<p><strong>Raccomanderebbe agli svizzeri all’estero una visita al Sasso San Gottardo, e perché? </strong></p>
<p>«<em>Assolutamente sì, è un pezzo di storia che ci appartiene e chi vuole conoscere la Svizzera deve conoscere il Mito del Gottardo.</em>»</p>
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	<p><em>Una vista dal “Sasso”, a pochi passi dal culmine del Passo del San Gottardo</em></p>
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	<p><em>Tra i finanziatori vi sono anche i Comuni di Uri e Ticino che si congiungono in cima al Passo del Gottardo.</em></p>
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	<p><em>All’interno del Sasso si trova una mostra perenne su Goethe.</em></p>
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	<p>Ivana Sambo è stata molti anni attiva presso Swisscom in varie posizioni, tra cui punto di contatto unico per Fastweb, società affiliata di Swisscom in Italia, nonché delegata agli affari istituzionali per diversi Cantoni e alle relazioni con i media per il Canton Ticino. Oggi la vicepresidente della Fondazione Sasso San Gottardo risiede a Nimis (Friuli).</p>
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