<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>incendio Crans-Montana Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
	<atom:link href="https://gazzettasvizzera.org/tag/incendio-crans-montana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Mar 2026 16:31:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/cropped-Logo-GS-2019-Quad-32x32.jpg</url>
	<title>incendio Crans-Montana Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
	<link></link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Svizzera e Italia: così vicine, eppure così distanti</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/crans-montana-svizzera-italia-media-politica-tragedia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 18:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Tajani]]></category>
		<category><![CDATA[Crans-Montana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura mediatica]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia Svizzera Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Lombardi]]></category>
		<category><![CDATA[incendio Crans-Montana]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[lutto nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[media italiani]]></category>
		<category><![CDATA[media svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione degli Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Svizzera-Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=26069</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/crans-montana-cuore-neve-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Il dramma di Crans-Montana, di cui Gazzetta ha ampiamente riportato nella sua edizione di gennaio/febbraio, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo. Le 41 persone morte nell’incendio il primo giorno del 2026 e i numerosi feriti hanno toccato da vicino non solo l’opinione pubblica svizzera, ma anche quella italiana. La forte commozione e il</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/crans-montana-svizzera-italia-media-politica-tragedia/">Svizzera e Italia: così vicine, eppure così distanti</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/crans-montana-cuore-neve-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26069"  class="panel-layout" ><div id="pg-26069-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26069-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26069-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Il dibattito attorno alla tragedia di Crans-Montana mette in luce due modalità di dibattito, specchio di due culture diverse</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il dramma di Crans-Montana, di cui Gazzetta ha ampiamente riportato nella sua edizione di gennaio/febbraio, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo. Le 41 persone morte nell’incendio il primo giorno del 2026 e i numerosi feriti hanno toccato da vicino non solo l’opinione pubblica svizzera, ma anche quella italiana. La forte commozione e il dolore dei primi giorni si sono tramutati in un dibattito a distanza che ha riportato al centro dell’attenzione le relazioni storiche, complesse e profondamente interconnesse tra Svizzera e Italia. Tragedie di questo tipo, soprattutto quando coinvolgono cittadini stranieri, agiscono un po’ da cartine tornasole della solidità dei rapporti tra Stati confinanti, mettendo alla prova meccanismi di cooperazione, comunicazione diplomatica e gestione condivisa delle emergenze.</p>
<p>Svizzera e Italia intrattengono da decenni relazioni intense, fondate su una fitta rete di legami economici, sociali e culturali. La presenza di una numerosa comunità italiana in Svizzera, il ruolo dei lavoratori frontalieri e l’interdipendenza tra i sistemi produttivi dei due Paesi rendono il rapporto bilaterale un po’ più sensibile a episodi critici. In questo contesto, il dramma di Crans-Montana ha assunto un valore che va oltre il singolo evento, trasformandosi in un banco di prova per la capacità delle istituzioni di rispondere in modo coordinato e responsabile.</p>
<p>Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, la collaborazione tra le autorità svizzere e quelle italiane si è manifestata attraverso canali diplomatici consolidati, con scambi rapidi di informazioni, assistenza consolare e un costante coordinamento nella gestione delle conseguenze umane e amministrative dell’accaduto. Questo aspetto ha contribuito a rafforzare l’immagine di una relazione matura, basata sulla fiducia reciproca e su procedure condivise, in grado di funzionare anche sotto grande pressione emotiva e mediatica. Alla cerimonia in ricordo delle vittime, svoltasi il 9 gennaio a Martigny, ha presenziato anche il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.</p>
<h2>Svizzera e Italia: due culture mediatiche a confronto</h2>
<p>Se dal punto di vista politico l’episodio ha favorito un clima di solidarietà istituzionale, il dibattito pubblico e mediatico ha invece illustrato come i due paesi siano figli di due culture molto differenti.</p>
<p>Fin dalle prime ore dopo l’incendio nel bar <em>Le Constellation</em>, i media italiani hanno coperto ampiamente i fatti. Rispetto ai media svizzeri, però, le testate e le emittenti italiane si sono spinte oltre nelle informazioni sull’identità delle vittime italiane, le condizioni dei feriti, i dettagli dell’incendio e gli aggiornamenti sulle indagini. Il distintivo dei media italiani è stato l’accento sul coinvolgimento nazionale, con tanto di elenco e aggiornamenti sui connazionali coinvolti, nomi, età e luoghi di residenza come pure notizie dettagliate sul trasferimento e rientro delle salme in patria e sull’assistenza sanitaria per i feriti italiani. Questo approccio, fortemente incentrato sulle vittime, ha contribuito a mantenere alta l’attenzione del pubblico italiano anche oltre i primi giorni di cronaca.</p>
<p>I media italiani hanno concesso grande spazio alla reazione delle autorità italiane, in particolare in relazione alla condanna del rilascio sotto cauzione del co-proprietario imputato, Jacques Moretti, definendola un «<em>oltraggio alla memoria delle vittime</em>».</p>
<p>Successivamente, come gesto diplomatico, è stato richiamato in patria l’ambasciatore italiano a Berna, mentre le dichiarazioni ufficiali critiche di esponenti come il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto di persona a Crans-Montana, sono state ampiamente enfatizzate dai media. Questa dimensione politico-diplomatica è stata spesso presentata come parte di una “narrazione italiana” della tragedia, sottolineando l’esigenza di giustizia e trasparenza.</p>
<h2>Svizzera e Italia: dolore istituzionale vs pubblico</h2>
<p>Il dramma di Crans-Montana, inutile girarci intorno, ha allontanato l’opinione pubblica italiana e quella svizzera. Questo non sorprende, anche alla luce di una logica mediatica completamente agli antipodi. I media italiani tendono a mettere al centro le vittime come persone, con nomi, storie, foto e interviste ai familiari, utilizzando un linguaggio più partecipativo e drammatico. Inoltre, nell’esposizione dei fatti non esitano a costruire un racconto in chiave morale («<em>serve giustizia</em>», «<em>una tragedia evitabile</em>»). La tragedia diventa così una storia umana collettiva, che coinvolge l’opinione pubblica.</p>
<p>I media svizzeri, traducendo un approccio più “protestante” e conservatore – ma non evitando critiche a quelle che sono state le indagini della magistratura vallesana – hanno mantenuto un tono più misurato e tecnico, concedendo piuttosto attenzione alla procedura giudiziaria, alle responsabilità legali e agli aspetti amministrativi. In linea generale, vi è stata una minore esposizione mediatica dei familiari, mentre la tragedia è stata trattata principalmente come evento di cronaca giudiziaria e istituzionale, non come dramma identitario nazionale.</p>
<p>Ciò traduce una differenza culturale evidente: in Italia il dolore diventa pubblico, mentre in Svizzera resta più istituzionalizzato.</p>
<h2>Svizzera e Italia: diversa attenzione alla dimensione politica</h2>
<p>Come anticipato, la copertura italiana ha concesso molto spazio alle dichiarazioni dei ministri, alla dimensione diplomatica e a giudizi politici sulle decisioni della magistratura svizzera (ad esempio il rilascio di Jacques Moretti). Ciò riflette una cultura mediatica dove la politica interviene più rapidamente e la richiesta di responsabilità viene amplificata.</p>
<p>In Svizzera si è assistito ad una forte enfasi sull’indipendenza della magistratura e a una minore personalizzazione del conflitto politico. Come in altre occasioni, i media elvetici hanno utilizzato cautela nel commentare decisioni giudiziarie in corso. In altre parole, in Italia il dibattito pubblico è spesso immediato e conflittuale, mentre in Svizzera è più procedurale e orientato al rispetto delle istituzioni.</p>
<h2>Svizzera e Italia: moderazione comunicativa vs sensazionalismo</h2>
<p>Il dramma di Cras-Montana ha colpito la comunità svizzera e italiana in modo simile. La reazione dei media italiana è tuttavia stata, in particolare <em>dopo</em> il giorno del lutto nazionale il 9 febbraio, più accentuata ed emotiva. L’ampia copertura è stata rafforzata da numerosi talk show, approfondimenti, editoriali. A questi hanno talvolta partecipato anche politici svizzeri, tra cui a più riprese Filippo Lombardi (anche Presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero). L’emotività, che ha fatto breccia anche sui social media, raramente ha permesso di rendere giustizia ai fatti e spesso non ha permesso una discussione oggettiva sull’accaduto.</p>
<p>I media elvetici, compresi i giornali “boulevard” hanno scelto una copertura meno spettacolarizzata. Di fatto, non vi sono stati talk show polarizzati, a beneficio di una comunicazione più lineare e sobria. Nulla come i fatti di Crans-Montanna ha mai messo in luce come la cultura mediatica italiana fosse narrativa e drammatica mentre quella svizzera più informativa.</p>
<h2>Svizzera e Italia: a caccia di responsabilità</h2>
<p>In linea generale, in particolare nei dibattiti di “approfondimento”, il racconto mediatico italiano tende a cercare un “responsabile”, eventuali negligenze e una dimensione morale dell’accaduto. L’accento dei media elvetici viene invece posto sull’Iter investigativo, l’accertamento tecnico e la prudenza nel formulare accuse. Anche in questo caso, non si tratta che di un’ampia differenza culturale: l’Italia affronta la giustizia (anche) come questione pubblica e simbolica, mentre la Svizzera come processo formale e tecnico.</p>
<h2>Crans-Montana rimette al centro la necessità di conoscersi per capirsi</h2>
<p>Crans-Montana ha illustrato in modo evidente come le tragedie non siano solo eventi oggettivi, ma vengono interpretate attraverso la cultura di un paese. I media e la politica riflettono valori come il rapporto con l’autorità, con il dolore, con la giustizia. Nessuno dei due modelli è “superiore”: rispondono a storie istituzionali e tradizioni civiche diverse. Riscoprire vicendevolmente la propria storia certamente aiuterebbe il dialogo in momenti concitati e tribolati. È una di molte lezioni da trarre dall’inenarrabile dolore del dramma di Crans-Montana.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-26069-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26069-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-113ccd71f3e6-26069"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://www.paypal.com/ncp/payment/UYZ2GF264YXDQ"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-300x300.png" width="200" height="200" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-300x300.png 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-600x600.png 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-1024x1024.png 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-768x768.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-120x120.png 120w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code.png 1125w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div><div id="panel-26069-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-26069"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2-1.webp" width="740" height="416" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2-1.webp 740w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2-1-600x337.webp 600w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" title="2" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-26069-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Dopo il cordoglio e il lutto, la Svizzera è tornata lentamente alla quotidianità</p>
</div>
</div></div><div id="panel-26069-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-26069"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a.webp" width="1280" height="853" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a.webp 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-600x400.webp 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-1024x682.webp 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-768x512.webp 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-150x100.webp 150w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-330x220.webp 330w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-420x280.webp 420w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-510x340.webp 510w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/3a-272x182.webp 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-26069-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il dramma di Crans-Montana ha suscitato forte commozione, in Svizzera come in Italia</p>
</div>
</div></div><div id="panel-26069-0-1-5" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-26069"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/4-1.webp" width="760" height="512" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/4-1.webp 760w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/4-1-600x404.webp 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/4-1-150x100.webp 150w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/4-1-272x182.webp 272w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" title="4" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-26069-0-1-6" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="7" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>I media italiani traducono un approccio al lutto, alla politica e alla giustizia differente rispetto a quello svizzero. </p>
</div>
</div></div><div id="panel-26069-0-1-7" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="8" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-26069"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/5.webp" width="1061" height="597" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/5.webp 1061w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/5-600x338.webp 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/5-1024x576.webp 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/5-768x432.webp 768w" sizes="(max-width: 1061px) 100vw, 1061px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-26069-0-1-8" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="9" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Filippo Lombardi a “Lo Stato delle Cose” su Rai3 lo scorso 9 febbraio. Uno dei numerosi talk-show italiani</p>
</div>
</div></div><div id="panel-26069-0-1-9" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="10" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26069-0-1-9" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
</div>
</div></div></div><style>
            #wpedon-container-708c6c3ec03a7d0af7d3923dc79017f0 .wpedon-select,
            #wpedon-container-708c6c3ec03a7d0af7d3923dc79017f0 .wpedon-input {
                width: 171px;
                min-width: 171px;
                max-width: 171px;
            }
        </style><div id='wpedon-container-708c6c3ec03a7d0af7d3923dc79017f0' class='wpedon-container wpedon-align-left'><form class='wpedon-form' target='_blank' action='https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr' method='post'><input type='hidden' name='cmd' value='_donations' /><input type='hidden' name='business' value='B6TCR774FCGFQ' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF' /><input type='hidden' name='notify_url' value='https://gazzettasvizzera.org/index.php?wpedon-listener=IPN'><input type='hidden' name='lc' value='it_IT'><input type='hidden' name='bn' value='WPPlugin_SP'><input type='hidden' name='return' value='' /><input type='hidden' name='cancel_return' value='https://gazzettasvizzera.org/cancel' /><input style='border: none !important;width:171px !important;height:47px !important;padding:0px !important;margin: 0px !important;' class='wpedon_paypalbuttonimage' type='image' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/btn/btn_donateCC_LG.gif' border='0' name='submit' alt='Make your payments with PayPal. It is free, secure, effective.' /><img alt='' border='0' style='border:none;display:none;' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/scr/pixel.gif' width='1' height='1'><input type='hidden' name='amount' id='amount_708c6c3ec03a7d0af7d3923dc79017f0' value='' /><input type='hidden' name='price' id='price_708c6c3ec03a7d0af7d3923dc79017f0' value='' /><input type='hidden' name='item_number' value='' /><input type='hidden' name='item_name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='no_shipping' value='1'><input type='hidden' name='no_note' value='0'><input type='hidden' name='custom' value='19663' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF'></form></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/crans-montana-svizzera-italia-media-politica-tragedia/">Svizzera e Italia: così vicine, eppure così distanti</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché la sentenza di Crans-Montana deluderà molte persone</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/sentenza-incendio-crans-montana-diritto-penale-svizzero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 18:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Swissinfo]]></category>
		<category><![CDATA[Crans-Montana]]></category>
		<category><![CDATA[diritto penale svizzero]]></category>
		<category><![CDATA[dolo eventuale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[incendio Crans-Montana]]></category>
		<category><![CDATA[incendio Kaprun]]></category>
		<category><![CDATA[Kaprun 2000]]></category>
		<category><![CDATA[Lukas Gschwend]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio colposo]]></category>
		<category><![CDATA[pene detentive Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità penale]]></category>
		<category><![CDATA[SRF]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale federale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=26063</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/corteo-crans-montana-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le aspettative di una sentenza severa dopo la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana sono elevate, anche perché alimentate dall’attenzione mediatica. Ma molte persone resteranno deluse. Il caso ricorda quanto acceduto nel 2000 con l’incendio nella località sciistica austriaca di Kaprun. La costernazione dopo la catastrofe di Crans-Montana è grande. Talmente grande, che molte persone invocano pene</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sentenza-incendio-crans-montana-diritto-penale-svizzero/">Perché la sentenza di Crans-Montana deluderà molte persone</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/corteo-crans-montana-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26063"  class="panel-layout" ><div id="pg-26063-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26063-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26063-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Le aspettative di una sentenza severa dopo la catastrofe dell’incendio di Crans-Montana sono elevate, anche perché alimentate dall’attenzione mediatica. Ma molte persone resteranno deluse. Il caso ricorda quanto acceduto nel 2000 con l’incendio nella località sciistica austriaca di Kaprun.</p>
<p>La costernazione dopo la catastrofe di Crans-Montana è grande. Talmente grande, che molte persone invocano pene severe. C’è chi chiede di incriminare i responsabili di “omicidio con dolo eventuale”. Un giornalista italiano ha recentemente commentato sotto un post Facebook di un consigliere nazionale ticinese: «<em>Siete vergognosi, complici assassini».</em></p>
<p>Attualmente le indagini non contemplano l’omicidio o l’omicidio intenzionale, bensì l’omicidio colposo e le lesioni colpose, nonché l’incendio colposo. Perché, per quanto terribile sia stata la disgrazia, nonostante molte persone abbiano perso la vita e per quanto negligentemente possano aver agito alcuni responsabili, dal punto di vista giuridico si è trattato di un incidente. Nessuno si spinge a sostenere seriamente che i coniugi Moretti o le autorità volessero uccidere delle persone.</p>
<h2>Pene relativamente miti in Svizzera</h2>
<p>«<em>Nel caso di Crans-Montana si potrebbe arrivare a pene che deluderanno molte persone</em>», prevede il sociologo del diritto Lukas Gschwend, dell’Università di San Gallo. Non si può escludere, infatti, che alcune delle pene verranno inflitte con la condizionale o in forma parzialmente sospesa. In definitiva, è possibile che le persone coinvolte dovranno trascorrere solo un breve periodo in carcere, o potranno persino evitarlo del tutto. «<em>Molti diranno:</em> ‘Non è possibile, con così tante vittime!’», prevede Gschwend.</p>
<h2>Pene detentive nel confronto tra Paesi</h2>
<p>Nella tabella sono illustrati i limiti di pena previsti dai Codici penali in Svizzera e in una selezione di Paesi vicini. Nella Confederazione, un omicidio colposo è punito con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria. Un numero elevato di vittime permette un aumento massimo della pena fino a 4,5 anni di reclusione.</p>
<p>Anche dopo la catastrofe di Kaprun molte persone furono profondamente deluse dal fatto che nessuno fosse stato condannato penalmente. La tragedia, che causò la morte di 155 persone, era stata provocata da un termoventilatore il cui uso era consentito esclusivamente per uso domestico. Emergono paralleli con Crans-Montana dove sarebbero state delle candele pirotecniche ad appiccare il fuoco alla schiuma fonoassorbente sul soffitto, un materiale che le autorità responsabili dei controlli antincendio non avevano precedentemente contestato.</p>
<p>Secondo Gschwend, ciò succede spesso. «<em>Quando accade qualcosa di terribile, tutti sostengono, col senno di poi, che fosse evidente che quel termoventilatore o quel materiale fonoassorbente altamente infiammabile avrebbero potuto provocare un incendio mortale</em>». Le persone, inoltre, hanno un forte bisogno di dare un senso alle tragedie e di individuare qualcuno da punire.</p>
<p>In situazioni del genere, è naturale che emerga il desiderio di “far soffrire chi ha provocato sofferenza”. Per lungo tempo la pena ha rappresentato proprio questo: una forma di vendetta delegata allo Stato. Solo in seguito, la giustizia penale si è orientata verso una concezione più umanistica.</p>
<p>Oggi la pena detentiva serve in primo luogo al reinserimento nella società. «<em>Ma da un punto di vista sociopsicologico l’idea della retribuzione ha la sua legittimità</em>», afferma l’esperto. «<em>Essa garantisce la credibilità del diritto penale e offre alle vittime una soddisfazione che non deve limitarsi unicamente al denaro</em>».</p>
<p>In Svizzera però, sottolinea Gschwend, vige il diritto penale della colpevolezza. «<em>Se la colpevolezza non è molto grave, per esempio in assenza di dolo, non si può mettere qualcuno in carcere a vita solo per restituire un senso di pace all’opinione pubblica, anche in presenza di un elevato numero di vittime</em>».</p>
<p>Gschwend comprende che molti si aspettano che “qualcosa debba accadere”. Ma questo “qualcosa” non deve per forza tradursi in una pena draconiana. «<em>L’aspetto positivo è poter imparare da una tragedia. Per esempio, garantendo che in futuro nessuno installi più termoventilatori inadatti o pannelli fonoassorbenti infiammabili, e che questi aspetti vengano controllati in modo rigoroso</em>».</p>
<p><em>Sibilla Bondolfi, SRF</em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-26063-0-0-1" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-26063"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2.jpg" width="906" height="322" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2.jpg 906w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2-600x213.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/2-768x273.jpg 768w" sizes="(max-width: 906px) 100vw, 906px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-26063-0-0-2" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26063-0-0-2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Che cos’è un omicidio con dolo eventuale?</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Chi, compiendo una determinata azione, riconosce come possibile la morte di una persona e accetta questa eventualità – anche se non la persegue direttamente – commette un “omicidio con dolo eventuale”. Chi invece agisce nella convinzione che non accadrà nulla, agisce solo “per negligenza”.</p>
<p>Il Tribunale federale qualifica regolarmente come omicidio intenzionale i casi più gravi di guida spericolata. La logica è la seguente: se chi guida riconosce che c’è la probabilità di travolgere qualcuno e accetta questo rischio, allora agisce, secondo la Corte, con dolo eventuale. Nella dottrina giuridica, tuttavia, questa giurisprudenza è contestata: ricavare un intento da un comportamento estremamente rischioso viene considerato dogmaticamente problematico e, soprattutto, dettato da motivazioni di politica del diritto volte a giustificare pene più severe.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-26063-0-0-3" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="3" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26063-0-0-3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">La catastrofe di Kaprun</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nel 2000, nel tunnel di una funicolare della località sciistica austriaca di Kaprun scoppiò un incendio che costò la vita a 155 persone. Il cosiddetto effetto camino trascinò fiamme e gas di fumo tossico verso l’alto lungo la galleria. Sopravvissero solo le 12 persone che erano corse verso il basso. L’incendio era stato provocato da un termoventilatore installato nella cabina, autorizzato solo per uso privato e che non avrebbe mai dovuto essere montato in una funicolare. Tuttavia, nel 2004, tutte le persone imputate – tra cui personale della funivia e tecnico, rappresentanti delle aziende produttrici, funzionari e periti tecnici – vennero assolte.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-26063-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26063-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-113ccd71f3e6-26063"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://www.paypal.com/ncp/payment/UYZ2GF264YXDQ"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-300x300.png" width="200" height="200" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-300x300.png 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-600x600.png 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-1024x1024.png 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-768x768.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code-120x120.png 120w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/qr-code.png 1125w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div><div id="panel-26063-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-26063"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1.webp" width="880" height="587" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1.webp 880w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-600x400.webp 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-768x512.webp 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-150x100.webp 150w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-330x220.webp 330w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-420x280.webp 420w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-510x340.webp 510w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/1-1-272x182.webp 272w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" title="1" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-26063-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="6" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26063-0-1-2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
</div>
</div></div></div><style>
            #wpedon-container-c93c972836871f194c88db3804d65306 .wpedon-select,
            #wpedon-container-c93c972836871f194c88db3804d65306 .wpedon-input {
                width: 171px;
                min-width: 171px;
                max-width: 171px;
            }
        </style><div id='wpedon-container-c93c972836871f194c88db3804d65306' class='wpedon-container wpedon-align-left'><form class='wpedon-form' target='_blank' action='https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr' method='post'><input type='hidden' name='cmd' value='_donations' /><input type='hidden' name='business' value='B6TCR774FCGFQ' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF' /><input type='hidden' name='notify_url' value='https://gazzettasvizzera.org/index.php?wpedon-listener=IPN'><input type='hidden' name='lc' value='it_IT'><input type='hidden' name='bn' value='WPPlugin_SP'><input type='hidden' name='return' value='' /><input type='hidden' name='cancel_return' value='https://gazzettasvizzera.org/cancel' /><input style='border: none !important;width:171px !important;height:47px !important;padding:0px !important;margin: 0px !important;' class='wpedon_paypalbuttonimage' type='image' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/btn/btn_donateCC_LG.gif' border='0' name='submit' alt='Make your payments with PayPal. It is free, secure, effective.' /><img alt='' border='0' style='border:none;display:none;' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/scr/pixel.gif' width='1' height='1'><input type='hidden' name='amount' id='amount_c93c972836871f194c88db3804d65306' value='' /><input type='hidden' name='price' id='price_c93c972836871f194c88db3804d65306' value='' /><input type='hidden' name='item_number' value='' /><input type='hidden' name='item_name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='no_shipping' value='1'><input type='hidden' name='no_note' value='0'><input type='hidden' name='custom' value='19663' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF'></form></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sentenza-incendio-crans-montana-diritto-penale-svizzero/">Perché la sentenza di Crans-Montana deluderà molte persone</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
