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	<title>tecnologia Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>tecnologia Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>La musica, tra mode diavolesche e intelligenza artificiale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-musica-tra-mode-diavolesche-e-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 16:13:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/08/foto-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Lugano – Incontriamo Bruno Marro, musicista, compositore, scrittore. Con il progetto musicale animato, tenero e commovente, "Heart to Heart" – vedibile sul web – coinvolge il pubblico nei suoi concerti su temi che riguardano il futuro dell’umanità. Ha lavorato nel mondo della moda, ha composto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-musica-tra-mode-diavolesche-e-intelligenza-artificiale/">La musica, tra mode diavolesche e intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		><h3 class="widget-title">Chi sta creando gli odierni brani musicali, l’essere umano oppure l’AI?  Ne parliamo con Bruno Marro</h3>
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	<p><strong>Lugano –</strong> Incontriamo <strong>Bruno Marro</strong>, musicista, compositore, scrittore. Con il progetto musicale animato, tenero e commovente, "<strong>Heart to Heart</strong>" – vedibile sul web – coinvolge il pubblico nei suoi concerti su temi che riguardano il futuro dell’umanità. Ha lavorato nel mondo della moda, ha composto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni televisive di Rai e Mediaset. Ha collaborato con molti artisti internazionali, soprattutto statunitensi e ha prodotto tutti i suoi dischi cantando e suonando la chitarra, il suo strumento preferito. Accenniamo con lui il tema della <strong>musica che cambia</strong>, riflesso della società odierna: <strong>tecnologica e dalle mode più audaci</strong>. Ma partiamo dai suoi divertenti trascorsi in Svizzera… «<em>Al di là del fascino delle gite milanesi fuori porta –</em> racconta <em>– e del visitare i paesini elvetici tutti “verdi” e perfettamente curati, all’epoca lavoravo con un mio amico in una società di produzione televisiva a Milano grazie alla quale abbiamo collaborato spesso con la Tv Svizzera</em>».</p>
<p><strong>Ricordi del periodo svizzero?</strong></p>
<p>«<em>Molti divertenti aneddoti privati. Le dico solo che la mia prima moglie aveva dei parenti a Langnau, nel Canton Berna. Durante il fidanzamento mi propose una visita da certi suoi parenti. Allora non avevo idea di che posto fosse “Langnau im Emmental” e soprattutto chi fossero i parenti di mia moglie. Mi ricordo l’arrivo in questo paesino anonimo per me, tutto perfetto, senza una sbavatura. Quando siamo all’ingresso della villa dello zio, comincio a capire che non eravamo proprio in un posto qualunque. Alla villa ci ricevono con tutti gli onori e a tavola, per il pranzo con camerieri e affini. Solo dopo qualche ora mi viene svelato l’arcano. Lo zio era il socio-proprietario della fabbrica di Emmental Svizzero. Fabbrica che ovviamente sono andato a visitare nel pomeriggio. Meno male che, durante il pranzo, non avevo mai fatto battute sulla Svizzera, le mucche e il formaggio</em>».</p>
<p><strong>Nello svolgimento del suo lavoro tra Italia, Usa e Svizzera che differenze ha trovato?</strong></p>
<p>«<em>Non credo che esistano grandi differenze tra musicisti di qualunque paese. Il talento, la bravura restano uguali. L’unica cosa che si può dire è che, a seconda del posto dove sei nato, vieni influenzato culturalmente e storicamente dalle tradizioni musicali del posto. Noi Italiani, siamo tradizionalmente influenzati dalle grandi opere liriche e dai grandi compositori come Verdi, Mascagni, Puccini, Rossini, e così via. Quindi generalmente tendiamo a scrivere armonie e melodie molto “ariose” e di grande respiro. La musica country americana per esempio è ovviamente influenzata dalle zone rurali dell’America, con influssi dovuti alle comunità scozzesi, irlandesi e così via. La musica Svizzera ha sicuramente le radici nella sua storia, anche se, negli anni, un po’ tutti i paesi qui in Europa sono stati influenzati dal rock e blues americano e inglese, che negli anni ’60 e ’70 ha invaso il continente</em>».</p>
<p><strong>Molti cantanti nascono dai talent show, in Svizzera c’è The Voice of Switzerland, in Italia c’è X Factor… questi format hanno aiutato tanti giovani ma non tutti ne parlano bene, perché?</strong></p>
<p>«<em>Sono abbastanza contrario ai Talent di qualsiasi forma e genere. Quasi tutti sono pilotati e sono davvero pochi gli artisti usciti da quegli show, che sono riusciti a costruirsi una carriera duratura. Una volta la professione si costruiva nelle cantine, nei garage della tua città, suonando in festival con poche persone o in club con tanto di quel fumo e rumore che la musica faceva fatica a farsi notare. Però è proprio da quel percorso che sono nate le grandi stelle della musica internazionale che si sono costruite una lunga carriera. Oggi i tempi sono cambiati e la velocità con la quale si consuma un brano musicale è tale che non hai tempo di ascoltarlo due volte alla radio che è già vecchio. Che dire, io non amo le cose che nascono dal nulla e nel nulla scompaiono dopo poco</em>».</p>
<p><strong>Il diavolo “in-veste” la musica, poiché va di moda in ogni occasione, dal Gottardo ai Giochi olimpici. La stampa del settore musicale ha riportato molti casi di cantanti celebri che si ispirano a questa figura. Cosa ci può dire in merito a questa tendenza?</strong></p>
<p>«<em>La contrapposizione tra il bene e il male, con i “simpatizzanti di satana” a livello di testi, c’è sempre stata. Mentre i Beatles parlavano di fratellanza, amore e rivolte giovanili espresse con capelli lunghi e stivali in contrapposizione al British style delle vecchie generazioni, i Rolling Stone già parlavano di “Sympathy for the devil”, “Satisfaction”. Oggi abbiamo Taylor Swift, che è una brava professionista, ma non è un caso che sia assurta a icona mondiale, perché incarna perfettamente il senso e la cultura americana di questo periodo. Anche il movimento Lgbtq influenza musica e società</em>».</p>
<p><strong>Secondo lei queste mode passeranno o si affrancheranno nella nostra cultura occidentale?</strong></p>
<p>«<em>Non saprei, chi può dirlo? Oggi siamo in un momento di grandi cambiamenti e non sempre in bene. Purtroppo, da che il pianeta esiste, siamo soggetti ad ere che trasformano sia geologicamente che morfologicamente la terra e i suoi abitanti. Io dico sempre che questa generazione è stata molto fortunata, perché poteva capitare durante la II Guerra Mondiale, o durante l’era dei dinosauri. Oggi vediamo una potente presa di posizione del movimento gay e lesbo, che cerca di far valere i propri diritti, anche quelli di avere una famiglia. A questo proposito ho trovato meravigliosa la risposta di Domenico Dolce che, con Stefano Gabbana, ha dato vita ad uno dei più prestigiosi marchi della moda italiana: “Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere. È anche bello privarsi di qualcosa. La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”. I diritti legittimi, quelli che non sfociano nelle perversioni sataniche ci sono sempre stati, dai tempi della Motown verso la fine degli anni ’50, dove quel tipo di musica “nera” esprimeva la voglia di affermarsi di una categoria di persone oppresse da sempre: i neri. Non dobbiamo dimenticare il contesto americano e ricordare che Jesse Owens, benché vincitore di 4 medaglie d’oro ai giochi olimpici di Berlino nel 1936, in pieno Terzo Reich e sotto gli occhi di Hitler, al rientro in America, nelle feste in suo onore, non poteva entrare dalla porta principale ma veniva fatto entrare dalla porta di servizio, perché a un nero non era permesso accedere dallo stesso ingresso dei bianchi</em>».</p>
<p><strong>Oltre alle mode, c’è il fattore “Intelligenza Artificiale”: come ha cambiato di fatto la musica? Softwar, tools, app sono a disposizione di ogni musicista. È vero che da oggi in poi non sarà più possibile sapere se un brano musicale sia stato scritto da un essere umano o dall’AI?</strong></p>
<p>«<em>Sull’AI sono categorico: non mi interessa. Se non parti da una base di creatività, se non hai doti musicali, puoi costruire con l’AI tutta la musica che vuoi, ma niente a che fare con l’attimo creativo, che arriva dall’animo e dal cuore. Sono un fruitore di plug-in e tools o software musicali, che hanno sicuramente agevolato il lavoro del musicista e ampliato gli orizzonti, ma la scrittura di una buona canzone, arriva dal profondo di noi. Può essere migliorata dai nuovi “strumenti” che sono oggi a disposizione, ma nessuno di loro, potrà mai sostituire l’attimo creativo. Le canzoni “suonate” sono fatte anche di attimi sbagliati, magari impercettibili, di note ritardate, ma tutto questo concorre a far si che il brano sia umano. Non so se in un futuro distingueremo un brano fatto con l’AI da uno fatto da un buon musicista. Di certo l’AI non potrà sostituire le nostre emozioni</em>».</p>
<p><strong>Avendo orecchio, senza conoscere la musica, con l’AI potrei produrre e vendere miei brani musicali? </strong></p>
<p>«<em>Lo stanno già facendo in molti, soprattutto nel rap e qui da noi in Europa. E molti di loro, anche senza bisogno di avere orecchio…</em>».</p>
<p><strong>Dunque, quando oggi ascoltiamo musica non possiamo più sapere “chi” l’abbia creata, nonostante vi sia apposta una firma umana.</strong></p>
<p>«S<em>periamo di non arrivare a quel livello, ma che ci sia sempre un tratto che distingue il suono della chitarra di Jeff Beck o Mark Knopfler, da quello generato dalla AI…</em>».</p>
<p><strong>Insomma, tra mode estreme e tecnologia, come immagina il futuro?</strong></p>
<p>«<em>Molto difficile da dire. Musica, cinema e spettacoli, sono cambiati moltissimo negli ultimi 10 anni. Possiamo immaginare cosa succederà tra 50 anni? Le nuove tecnologie apriranno nuove frontiere ma la creatività, le buone idee, resteranno le uniche cose che potranno fare la differenza. L’importante è continuare a fare buona musica. Musica che colpisca al cuore, che ti faccia anche solo per un attimo appartenere ad un mondo pieno di emozioni. Ci sarà sempre più tecnologia è vero, ma i Beatles non avevano nessuna tecnologia, eppure le loro canzoni, ancora oggi ci riempiono di emozioni. Charlie Chaplin non aveva nessuna tecnologia eppure i suoi film ci trascinano ancora oggi in mondi fantastici. Dovunque la musica andrà, la cosa importante è che ti colpisca sempre senza farti male, lasciandoti affogare in un mare di sentimenti e ti apra la mente in modo tale da poter riconoscere l’inganno e saperlo combattere</em>».</p>
<p>Annamaria Lorefice</p>
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	<p>Vedibile sul web e nel sito brunomarro.com, il progetto musicale animato, tenero e commovente, "<em>Heart to Heart</em>" vuole coinvolgere il pubblico, come fa l’Autore anche nei suoi concerti e nelle web-trasmissioni, su temi scottanti che riguardano il futuro dell’umanità. Marro ha scritto le musiche e tutti i testi e curato la regia, i disegni sono di Andrea Biscalchini, la produzione è di Roberto da Pozzo.</p>
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	<p>Bruno Marro, è nato il 5 marzo 1956 a Torino. Musicista, compositore, scrittore, ha composto musiche per cartoni animati e sottofondi per servizi e trasmissioni televisive di Rai e Mediaset. Ha collaborato con molti artisti internazionali e ha prodotto tutti i suoi dischi cantando e suonando la chitarra che è il suo strumento preferito. Stabilitosi a Milano negli anni '80, ha lavorato in Virgin Record e nel settore della moda scrivendo musica e producendo clip promozionali. Scrive per il blog Newsacademy.it per il quale conduce web-trasmissioni su temi di geopolitica.</p>
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		<title>L’intelligenza artificiale, una sconosciuta da affrontare di petto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 17:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2024]]></category>
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	<p>Cosa unisce il cioccolato – di cui tutti conosciamo gusti e consistenze – e l’intelligenza artificiale, questo termine sconosciuto pochi anni fa e oggi sulla bocca e (probabilmente) nella tasca di tutti? I due temi che apparentemente hanno poco da condividere hanno dominato le relazioni dell’85° congresso. Raffaele Sermoneta, presidente dell’Unione giovani Svizzeri, ha coordinato una tavola rotonda con tre oratori di spicco che hanno provato a fare ordine in termini di definizioni, competenze e limiti dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Ma cosa è esattamente l’intelligenza artificiale? Per disporre di una premessa per poterne discutere è venuto in soccorso il <strong>prof. Gaetano Affuso</strong> che si è concentrato sulla definizione di questo termine. Per farlo si è avvalso di una presentazione che, ha ammesso, è stata creata proprio attraverso l’intelligenza artificiale. L’IA è una macchina che fa qualcosa che l’uomo non sa o non vuole più fare. Si tratta in ultima analisi di chiedersi per quale motivo l’IA sia esplosa.</p>
<p>L’intelligenza artificiale nasce negli anni ‘50. Non era però facile dimostrare che una macchina fosse in grado di pensare e di apprendere. Eppure nel 1958, il New York Times citava «<em>compare una nuova meraviglia tecnologica </em>(era un computer)<em>. Il cervello elettronico che insegna a sé stesso. Nel giro di un anno sarà in grado di percepire, riconoscere e identificare ciò che lo circonda, senza bisogno di controllo o addestramento da parte dell’uomo</em>». Non è forse questa una buona definizione di intelligenza artificiale? Si pone però la questione a sapere perché per 60 anni questa tecnologia è restata per certi versi “dormiente”. La risposta, secondo Affuso, è chiara e sta nella mancanza delle tecniche e serie di dati. L’intelligenza artificiale è, per definizione, affamata di dati e dagli anni ‘50 ad oggi si è colmata la mancanza di dati, che oggi sono oggetto di vere e proprie lotte. Nel frattempo l’IA è esplosa e nascono programmi nuovi e che fanno nuove cose. Programmi che traspongono testi in video o in immagini, o audio. Oppure programmi come chatgpt con cui si può interloquire e che rispondono direttamente. Cosa aspettarsi dunque da questa tecnologia? L’IA, come paventato da molti, prenderà il posto dell’uomo? Secondo Affuso la risposta è che l’uomo è chiamato ad utilizzare la macchina per far fare quello che non fa o non vuole più fare.</p>
<p><strong>Un albergo sulla luna? «Dobbiamo collaborare con l’IA». </strong></p>
<p>E dunque, quali sono le premesse per dialogare e dominare questa tecnologia? Quali intelligenze siamo chiamati a sviluppare per collaborare con l’IA? L’interrogativo occupa da tempo il dr. Enrico Tombesi della Fondazione Golinelli. L’IA, così li ha definiti Tombesi, sono nuovi compagni di studi. Attraverso un esperimento concreto con le persone in sala si è presentato un dialogo con uno strumento di IA. Per generare un’immagine mentale che può suscitare un racconto – e che può cambiare da persona – è stato utilizzato un programma (DALL-E). Attraverso il programma si è tentato di creare un’immagine accattivante per pubblicizzare il primo albergo sulla Luna. Per farlo il programma di IA necessita però delle indicazioni, ciò che ha illustrato come, per collaborare con l’IA, sia necessario fornire informazioni: nell’esperimento in sala si trattava di aggettivi, di emozioni che deve suscitare e lo stile con il quale vogliamo rappresentare il futuristico albergo. Fornendo queste informazioni (attraverso un cosiddetto prompt) si ottiene un’immagine, che può variare anche in base alle stesse informazioni. L’immagine sortita può successivamente essere modificata attraverso un’ulteriore collaborazione con il programma, dunque “dialogando”.</p>
<p>Ma se questo è il mondo con cui tutte le professioni a breve dovranno confrontarsi, quali intelligenze è necessario sviluppare? Tombesi ha mostrato che per tutte le tecnologie dopo gli anni ‘50, dalle schede perforate all’IA con i chatbot, la competenza necessaria stava e sta nel dialogo con la macchina. Sono importanti la completezza delle informazioni e oggi i chatbot parlano come noi, per altro in più di 50 lingue. Se vogliamo collaborare occorre dunque cercare di capire chi sono questi particolari compagni di classe. Contrariamente all’umano il chatbot ha emozioni simulate, apprendono attraverso miliardi di testi, e necessitano di informazioni esplicite fornite dall’utente (il chatbot va istruito).</p>
<p>La vera sfida e domanda centrale è dunque: collaborare o delegare? Per dialogare con il chatbot è necessario collaborare. Attraverso la delega – ad esempio farsi fare i compiti dall’IA – il rischio è di essere esclusi e sostituiti da IA ed essere dipendenti dall’IA. Collaborando è possibile svolgere nuovi lavori, aumentando la produttività personale e indirizzando lo sviluppo di nuove soluzioni.</p>
<p><strong>I limiti dell’IA, tra governance e dipendenze</strong></p>
<p>Il dr. Aldo Pisano, della società italiana per l’etica dell’IA, si è in seguito occupato di chiarire i limiti dell’IA, e dunque quale sia il margine tra responsabilità individuale e quella dei produttori? Questa non è sempre chiara, soprattutto quando si vedono i ragazzini completamente dipendenti dai telefonini.</p>
<p>Dunque, quando parliamo di etica dell’intelligenza artificiale, stiamo discutendo le modalità di coabitazione tra essere umano e macchina di modo che siano inclusivi e il più possibile facenti riferimento a strumenti democratici. Devono essere, secondo Pisano, sistemi non invadenti, soprattutto in relazione alla privacy. Vi sono quindi relazioni con la sfera del diritto e con la responsabilità educativa. Un problema alla base di questa coabitazione è la tendenza a considerare la macchina infallibile. Ma l’IA continua a reindirizzare sempre sugli stessi indirizzi, sugli stessi temi, sulle stesse posizioni. Questo, in assenza di un controllo, è fortemente problematico e limitante. È correlato a strumenti di controllo e rafforzato dalla dopamina che aumentano la dipendenza. Questa è una sfida, conclude Pisano.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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	<p><em>L’immagine della pubblicità dell’albergo sulla luna, sortita dal “prompt” del Dr. Tombesi</em></p>
<p><em> </em></p>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		<title>85° Congresso Collegamento Svizzero in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 16:36:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=23981</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/DSF7527-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il Congresso del Collegamento in Italia di quest’anno si svolge nella splendida cornice di Perugia. Sarà un evento ricco di spunti, di riflessione e di opportunità per approfondire temi attuali e di interesse comune. La tavola rotonda, organizzata dall’UGS, con esperti di Intelligenza Artificiale, offre una chance unica per esplorare le diverse sfaccettature di questa</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-3/">85° Congresso Collegamento Svizzero in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/DSF7527-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23981"  class="panel-layout" ><div id="pg-23981-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23981-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23981-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il Congresso del Collegamento in Italia di quest’anno si svolge nella splendida cornice di Perugia. Sarà un evento ricco di spunti, di riflessione e di opportunità per approfondire temi attuali e di interesse comune.</p>
<p>La tavola rotonda, organizzata dall’UGS, con esperti di Intelligenza Artificiale, offre una chance unica per esplorare le diverse sfaccettature di questa tecnologia rivoluzionaria, dai suoi benefici potenziali alle preoccupazioni etiche e di sicurezza che suscita.</p>
<p>Gli interventi sul cioccolato, poi, promettono di essere un delizioso viaggio attraverso la tradizione e l’innovazione nel campo della dolceria, unendo l’eccellenza artigianale svizzera con quella industriale di Perugia.</p>
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	<p>Il Circolo Svizzero Umbria, a cui va il merito di aver organizzato l’attuale Congresso, ha festeggiato l’anno scorso i suoi primi 30 anni.<br />
Con il suo impegno nel mantenere vive le tradizioni e la cultura svizzera, è un bellissimo esempio di come una comunità possa arricchire la vita sociale e culturale del luogo in cui si trova.</p>
<p>Collegamento Svizzero in Italia e Associazione Gazzetta Svizzera augurano il miglior successo al Congresso certi che sarà un’esperienza memorabile per tutti i partecipanti.</p>
</div>
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	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>PROGRAMMA</strong></span></p>
<h3>SABATO, 11 MAGGIO</h3>
<h2>Hotel Giò Wine e Jazz Area, Via Ruggero D'Andreotto 19</h2>
<p><strong>09.30          </strong>Apertura registrazioni<br />
<strong>10.00          </strong>Assemblee generali di Collegamento Svizzero in Italia e Associazione Gazzetta Svizzera<br />
<strong>10.00          </strong>Assemblea Unione Giovani Svizzeri (UGS)<br />
<strong>12.00          </strong>Lunch<br />
<strong>14.00          </strong>Inizio del Congresso</p>
<h4>SVIZZERA-ITALIA TRA INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CIOCCOLATO</h4>
<p>Interventi delle autorità svizzere e italiane<br />
Interventi di esperti sulle seguenti tematiche:</p>
<p><strong>« </strong><strong>IA – Intelligenza artificiale </strong><strong>»</strong></p>
<p>Tavola rotonda a cura dell’UGS con<br />
Prof. Gaetano Affuso<br />
Dr. Aldo Pisano, SIpEIA<br />
Dr. Enrico Tombesi</p>
<p><strong>« </strong><strong>Cioccolato: dal cacao ai baci » </strong></p>
<p>Rosa Maria Leggio, Ambasciatrice Aeschbach Chocolatier Schweiz<br />
Cristina Mencaroni, Responsabile del Museo «Casa del Cioccolato Perugina»</p>
<p><strong>20.00</strong><strong>          </strong>Cena Ufficiale presso l’Hotel Giò Wine e Jazz Area<br />
<strong>22.00</strong><strong>          </strong>Serata UGS in città</p>
<h3>DOMENICA, 12 MAGGIO</h3>
<p><strong>10.00</strong><strong>          </strong>Visita guidata della città di Perugia e della Perugia sotterranea<br />
<strong>12.30</strong><strong>          </strong>Pranzo presso il ristorante La Rosetta, Piazza Italia 19<br />
<strong>10.00</strong><strong>          </strong>UGS: passeggiata in centro e pranzo street food<br />
<strong>15.00</strong><strong>          </strong>Termine del Congresso</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Riforma dell’AVS – Immediati vantaggi per le donne delle classi 1960-1969</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Robert Engeler, esperto della materia, si rende disponibile a spiegare, a margine del Congresso di Perugia, quale procedura seguire per accertarsi dell’effettivo vantaggio e come calcolarlo. Iscrivetevi subito a questo incontro gratuito, comunicandoci il vostro interesse, inviando una email a: info@gazzettasvizzera.org, scrivendo nell’oggetto: “Sono interessata ad avere informazioni sulla riforma AVS”</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-23981-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="6" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23981-0-1-3" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
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		><h3 class="widget-title">Collegamento Svizzero in Italia</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Invito </strong><strong>all’</strong><strong>Assemblea </strong><strong>Generale Ordinaria</strong></span></p>
<p>L’Assemblea Generale Ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia è convocata</p>
<p><strong>Sabato, 11 maggio 2024 ore 10.00 </strong><strong>presso Hotel Giò, Via Ruggero D’Andreotto 19, Perugia</strong></p>
<p><strong>Ordine del Giorno</strong></p>
<ol>
<li>Nomina del segretario e degli scrutatori</li>
<li>Approvazione del verbale dell’assemblea del 13 maggio 2023</li>
<li>Relazione della Presidente del Collegamento Svizzero in Italia</li>
<li>Bilancio al 31 dicembre 2023 e rapporto dei revisori dei conti</li>
<li>Approvazione dei conti 2023 e scarico verso il Comitato</li>
<li>Preventivo 2024</li>
<li>Nomina di due nuovi membri nel comitato del Collegamento</li>
<li>Nomina di un revisore dei conti in sostituzione di A. Hachen</li>
<li><em>Collaborazione/rapporti con le autorità consolari</em></li>
<li>Colloqui orientamento professionale agli studi BIZ</li>
<li>Contributo anno 2025 per le istituzioni</li>
<li>Varie</li>
</ol>
<p><strong>Seguirà L’Assemblea Generale dell’Associazione Gazzetta Svizzera.</strong></p>
<p><strong>Vi ricordo gli articoli dello statuto che regolano la partecipazione all’assemblea:</strong></p>
<p><em>“Ciascun associata, indipendentemente dal numero dei soci, dispone di un solo voto; tale voto deve essere espresso a mezzo di un delegato appositamente designato, purché questi sia di nazionalità svizzera e socio di un sodalizio facente parte del Collegamento. Ogni delegato può rappresentare al massimo tre associate. I presidenti sono automaticamente considerati delegati designati; se un’associazione delega invece un’altra persona, questa richiede di delega scritta del presidente o di chi ne fa le veci.”</em></p>
<p>L’ambasciatore, i consoli generali, consoli di carriera ed onorari, i rappresentanti del DFAE e dell’ASO sono cordialmente invitati a partecipare (senza diritto di voto).</p>
<p>Nell’attesa di incontrarvi a Perugia, Vi saluto cordialmente.</p>
<p><em>La Presidente<br />
</em><em>Irène Beutler-Fauguel</em><em> </em></p>
<p><em>Milano, 10 aprile 2024</em></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-w660078c4c1f6b-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w660078c4c1f6b-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-w660078c4c1f6b-0-1-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Associazione Gazzetta Svizzera</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Invito all’Assemblea Generale Ordinaria</strong></span></p>
<p>L’Assemblea Generale Ordinaria dell’Associazione Gazzetta Svizzera è convocata</p>
<p><strong>Sabato, 11 maggio 2024 ore 11.00 </strong><strong>presso Hotel Giò, Via Ruggero D’Andreotto 19, Perugia</strong></p>
<p><strong>Ordine del Giorno</strong></p>
<ol>
<li>Nomina del segretario e degli scrutatori</li>
<li>Approvazione del verbale dell’assemblea del 13 maggio 2023</li>
<li>Relazione del presidente della Associazione Gazzetta Svizzera</li>
<li>Bilancio al 31 dicembre 2023 e rapporto dei revisori dei conti</li>
<li>Approvazione dei conti 2023 e scarico verso il Comitato</li>
<li>Preventivo 2024</li>
<li>Nomina di due nuovi membri nel Comitato</li>
<li>Nomina di un revisore dei conti in sostituzione di A. Hachen</li>
<li>Rapporti con DFAE</li>
<li>Borse di studio educationsuisse</li>
<li>Varie</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Possono partecipare all’Assemblea</em></strong><em>:</em></p>
<ul>
<li>Con diritto di voto i soci ordinari (istituzioni svizzere in Italia rappresentate dal loro presidente o da persona da esso delegata per iscritto purché di nazionalità svizzera). Ciascuna istituzione ha diritto ad un voto, nessuno può rappresentare più di tre istituzioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Senza diritto di voto i soci simpatizzanti (lettori che hanno versato il contributo nel 2023), i membri del Comitato e revisori dei conti, le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere in Italia, i membri dell’ASO nonché i rappresentanti dell’EDA.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’attesa di incontrarvi a Perugia, Vi saluto cordialmente.</p>
<p><em>Il Presidente<br />
</em><em>avv. Andrea Giovanni Pogliani</em></p>
<p><em>Muralto, 10 aprile 2024</em></p>
</div>
</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/85-congresso-collegamento-svizzero-in-italia-3/">85° Congresso Collegamento Svizzero in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovani e futuro</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/giovani-e-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 14:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[SunCubes]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Aresi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=23934</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Foto-Tommaso-Aresi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Ciao Tommaso, qual è il tuo legame con la Svizzera? Com’è stato crescere a cavallo di due culture? «Il mio legame con la Svizzera viene dalla famiglia di mia madre, sono svizzeri emigrati in Italia per il tessile. Infatti, in quegli anni a Bergamo c’era il settore del tessile molto sviluppato e tanti svizzeri sono</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Foto-Tommaso-Aresi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23934"  class="panel-layout" ><div id="pg-23934-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23934-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23934-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Intervista a Tommaso Aresi – Gazzetta Svizzera 05.2024</h3>
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	<p><strong>Ciao Tommaso, qual è il tuo legame con la Svizzera? Com’è stato crescere a cavallo di due culture?</strong></p>
<p>«Il mio legame con la Svizzera viene dalla famiglia di mia madre, sono svizzeri emigrati in Italia per il tessile. Infatti, in quegli anni a Bergamo c’era il settore del tessile molto sviluppato e tanti svizzeri sono emigrati in questa ragione.</p>
<p>La Svizzera la viviamo da separati e siamo un’enclave svizzera qui in Italia.</p>
<p>Il rapporto con le mie origini elvetiche è tenuto dai legami famigliari, andando spesso a trovare i miei parenti a Sion, nel canton Vallese.</p>
<p>Ho avuto il privilegio di crescere tra due mondi e tra due culture».</p>
<p><strong>Qual è stato il tuo iter accademico e professionale?</strong></p>
<p>«Il mio percorso inizia tra i banchi del liceo scientifico Filippo Lussana di Bergamo, città in cui risiedo.</p>
<p>Una volta conseguito il diploma di maturità, frequento il Politecnico di Milano, dove mi laureo in ingegneria aerospaziale in triennale e in ingegneria spaziale in magistrale.</p>
<p>Parallelamente frequentavo l’università, ho sempre cercato di non rimanere unicamente sui miei studi: per un anno ho lavorato come operatore metalmeccanico alla Brembo e sono entrato in un’associazione studentesca, la Skyward, dove ho progettato e realizzato un razzo da competizione che nel 2021 ha vinto la gara europea EuRoc.</p>
<p>Prima di completare il mio percorso accademico ho fondato coi miei amici la startup, SunCubes».</p>
<p><strong>SunCubes appunto, sei co-fondatore di una startup in crescita. Di cosa vi occupate?</strong></p>
<p>«L’obiettivo della startup è quello di trasmettere energia a distanza cordless, ossia di ricaricare tutti quegli oggetti che si muovono o sono difficili da raggiungere col cavo.</p>
<p>Io in particolare all’interno della società mi occupo dello sviluppo tecnico dell’idea, quindi dalla progettazione alla realizzazione.</p>
<p>I mercati ai quali ci interfacciamo sono: droni, sensorizzazione delle infrastrutture e in futuro il mercato spaziale».</p>
<p><strong>Com’è strutturato il vostro team?</strong></p>
<p>«Il nostro gruppo è composto da me e altri 4 co-fondatori: Chiozzi Alberto, Ognibene Federico, Russo Davide e Lannutti Angelo, lavoriamo tutti a tempo pieno e al momento ci avvaliamo del contribuito di consulenti esterni.</p>
<p>Il contesto è molto dinamico e giovanile, basti pensare che abbiamo tutti appena concluso gli studi e il nostro range di età va dai 24 ai 27 anni».</p>
<p><strong>Qual è lo stato attuale della crescita di SunCubes?</strong></p>
<p>«Nel mese di ottobre abbiamo realizzato un primo prototipo con Movyon e adesso stiamo lavorando per realizzarne un secondo con Leonardo.</p>
<p>L’obiettivo attuale è quello di ricaricare 500 metri».</p>
<p><strong>Nonostante la giovane età, sia tu singolarmente che la vostra starup avete raggiunto già molti traguardi importanti. Quali sono?</strong></p>
<p>«A gennaio di quest’anno SunCubes è stata premiata a Bruxelles come vincitrice del #T-TeC Telespazio Technology Contest, il concorso di Open Innovation di Leonardo e Telespazio dedicato ai giovani studenti di tutto il mondo, volto a promuovere l’innovazione in campo spaziale e la rivista Wired ci ha posizionati al secondo posto nella classifica delle 10 startup italiane da seguire nel 2024. Nel 2023 abbiamo vinto l’incubatore dall’European Space Agency Business Incubator Center, mentre l’anno precedente abbiamo ottenuto l’incubatore del Politecnico di Milano, Switch2Product».</p>
<p><strong>Com’è decollata SunCubes in un contesto europeo?</strong></p>
<p>«Abbiamo aderito a diversi bandi acceleratori per startup e idee innovative».</p>
<p><strong>La Svizzera ha aperto le porte a molte idee tecnologiche made in Italy. Pensate di espandervi anche lì?</strong></p>
<p>«Assolutamente sì, ci stiamo provando e stiamo cercando delle opportunità di bandi acceleratori svizzeri come abbiamo fatto per l’Unione Europea.</p>
<p>Certamente la nostra startup è nata in Italia, ma alcuni dei co-fondatori non sono italiani, ad esempio io stesso ho la doppia cittadinanza.</p>
<p>Quindi di per sé potremmo dire che Suncubes è anche svizzera».</p>
<p><strong>Quali consigli ti sentiresti di dare ai giovani che vogliono lanciarsi nel </strong><strong>tanto affasciante, quanto non del tutto ancora conosciuto mondo delle startup?</strong></p>
<p><strong>«</strong>Ai giovani desiderosi di avvicinarsi al mondo delle startup e con già un’idea, consiglio di essere curiosi, di essere aperti e di lavorare tanto.</p>
<p>Questi fattori, sommati a una buona dose di fortuna permette di avere successo.</p>
<p>Noi, in questo momento, siamo nella fase del lavoro sodo».</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
</div>
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	<p><strong>I primi svizzeri convocati per Parigi 2024<br />
</strong>Conosci e Arno de Planta, Maud Jayet e Sébastien Schneiter: i primi tre atleti della nazionale svizzera ad essere stati convocati per le Olimpiadi di Parigi 2024.</p>
<ul>
<li><strong>Arno de Planta </strong></li>
</ul>
<p>Nato nel 1999 a Pully, nel Canton di Vaud, già Medaglia d'argento ai Campionati I Mondiali 49er del 2023, si è qualificato per le Olimpiadi di Parigi del 2024. Arno è stato il primo giovane velista a qualificarsi per la squadra finale, ricevendo il Boarding Pass durante le qualificazioni finali a Barcellona nell'ottobre 2023.</p>
<ul>
<li><strong>Maud Jayet</strong></li>
</ul>
<p>Classe 1996, nata a Losanna, dopo essersi qualificata per il suo primo Campionato del Mondo Optimist nel 2010, è passata al Laser, la barca con cui naviga ancora oggi e che viene rappresentata ai Giochi Olimpici. Nel 2021, Maud ha fatto il suo debutto olimpico ai Giochi di Tokyo, dove ha ottenuto un onorevole 19° posto.</p>
<ul>
<li><strong>Sébastien Schneiter</strong></li>
</ul>
<p>Nominato due volte "Velista giovane dell'anno", Schneiter, classe ’95, Dopo la carriera giovanile, Schneiter è passato alla scena olimpica. Ha raggiunto rapidamente la top 10 mondiale della flotta e si è qualificato per due Giochi Olimpici (2016 e 2020). Nell'agosto 2023 è stato selezionato per la sua terza Olimpiade nella classe 49er, Parigi 2024, e ha vinto una medaglia d'argento ai Campionati mondiali di vela. Oltre alle campagne olimpioniche ha guidato il Team Tilt con grande successo, tra i vincendo il Trofeo D35, il 3° posto nella Red Bull Youth Americas’s Cup e l’incoronazione a campione del mondo GC32.</p>
<p>Hoop Schwiiz!<br />
www.swissolympicteam.ch</p>
</div>
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	<p><strong>Giornata della lettura</strong></p>
<p>Mercoledì 22 maggio 2024 non perdetevi la giornata svizzera della lettura ad alta voce! Appuntamento fisso di ogni primavera dal 2018, occasione in cui si leggerà per tutta la Confederazione in molti luoghi e soprattutto in molte lingue. Infatti, sono previste attività di lettura organizzate da biblioteche, musei, case editrici e librerie destinate alle famiglie. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere e diffondere il valore e la bellezza di questa piacevole attività. La lettura ad alta voce è un bene reciproco a qualsiasi età: crea empatia e permette di arricchire il proprio vocabolario. Anche dal punto di vista pedagogico, leggere ad alta voce stabilisce un legame tra adulto e bambino e stimola le capacità cognitive. Siete curiosi di scoprire quali iniziative di lettura sono previste vicino a voi? Per maggiori informazioni www.giornatadellalettura.ch</p>
</div>
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	<p><strong>Ticiland<br />
</strong>La bella stagione è finalmente arrivata. Sei alla ricerca di un luogo per una giornata all’insegna del divertimento? Il parco divertimenti Ticiland di Stein am Rhein è il posto che fa per te! L’offerta di attrazioni che il parco offre è varia: dalle classiche montagne russe, agli immancabili autoscontri, fino ai giochi sull’acqua. www.ticiland.ch</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-23934-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-23934-0-1-3" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
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