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	<title>Edizione Aprile 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Aprile 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Giovani Svizzeri all&#8217;estero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 13:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Cattedrale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Cari giovani svizzeri! Questo non è il generico articolo che ogni anno vi invita a partecipare al Congresso del Collegamento. Questo è l’articolo che vuole proporvi un’opportunità unica, quella di partecipare a un evento pensato direttamente per voi! È raro, infatti, che l’incontro di maggio sia così “a misura di giovane svizzero” come quello di</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/giovani-svizzeri-all-estero/">Giovani Svizzeri all&#8217;estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		><h3 class="widget-title">Palermo 18-19 maggio 2019 - Collegamento Svizzero 2019</h3>
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	<p>Cari giovani svizzeri!</p>
<p>Questo non è il generico articolo che ogni anno vi invita a partecipare al Congresso del Collegamento. Questo è l’articolo che vuole proporvi un’opportunità unica, quella di partecipare a un evento pensato direttamente per voi! È raro, infatti, che l’incontro di maggio sia così “a misura di giovane svizzero” come quello di quest’anno.</p>
<p>Per cominciare, il tema del Congresso ci riguarda vivamente: L’istruzione, il lavoro e la giovane imprenditoria saranno il fulcro dell’avvincente conferenza che si terrà sabato 18 maggio, con ospiti di calibro internazionale direttamente impegnati in questi ambiti.</p>
<p>L’esempio più lampante non può che essere Claude Nicollier, professore del rinomato Politecnico di Losanna ma soprattutto il primo astronauta svizzero!</p>
<p>Inoltre, avrete l’occasione d’interfacciarvi con rappresentanti delle “Junior Enterprise”. Queste associazioni si formano, un po’ come l’UGS e l’YPSA, dall’unione di giovani con un interesse comune. Nel caso di JEToP (Junior Enterprise del Politecnico di Torino) e JeG (Junior Enterprise Genève), esse si occupano di farsi tramite tra il mondo universitario e quello del lavoro, di incanalare la formazione teorica accademica nelle necessità pratiche dell’ambiente professionale.</p>
<p>A Palermo avrete modo di conoscere queste realtà da vicino e, auspicabilmente, di trarne ispirazione!<br />
Se non vi bastasse tutto ciò, sappiate che, per la prima volta, grazie alla presenza e alla partecipazione di YPSA, al Congresso sono attesi giovani svizzeri da ogni parte del mondo! Sarà l’occasione per valicare le frontiere, socializzare con i nostri connazionali ed espandere i nostri orizzonti!<br />
Infine, come in ogni evento a cui partecipi l’UGS, la gastronomia e il divertimento non possono mancare. La magica e bellissima Palermo vi delizierà con il suo caldo sole primaverile, e la millenaria cucina siciliana non lascerà alcun palato insoddisfatto!</p>
<p>Vi chiedevate quale fosse il programma nei dettagli? Lo trovate qui di seguito:<br />
<strong>Venerdì 17 Maggio</strong><br />
21:00 Cena di benvenuto (costo 10-18€) e serata alla scoperta di Palermo</p>
<p><strong>Sabato 18 Maggio</strong><br />
9:00 Congresso dei giovani svizzeri<br />
Presentazioni di UGS e YPSA, seguite da JEToP e JeG<br />
“Sii imprenditore”: Gioco interattivo con le Junior Enterprises<br />
12:45-14:00 Pranzo itinerante (costo 10-12 €)<br />
14:00-14:30 Assemblea generale UGS<br />
14:30-18:30 Congresso del Collegamento degli svizzeri in Italia<br />
20:45 Cena ufficiale (Gentilmente offerta dal Collegamento ai giovani al di sotto di 35 anni)<br />
22:45 Palermo by Night (Costo ~15€)</p>
<p><strong>Domenica 19 Maggio</strong><br />
10:00-15:00 Attività di svago. Col probabile bel tempo, è prevista una gita alla splendida spiaggia di Mondello. Se dovesse piovere, le Catacombe dei Cappuccini offriranno un riparo quantomeno “alternativo”. (Costo variabile, a seconda del meteo).</p>
<p>Se siete già stati conquistati dai Congressi degli anni passati, o dagli eventi autunnali dell’Unione Giovani Svizzeri, non potete mancare! E se ancora non ci conoscete, non potrebbe esserci occasione migliore! Vi aspettiamo numerosissimi!</p>
<p><em>Giuseppe Mansour Agrelli</em><br />
<em>(Segretario UGS)</em></p>
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		<title>In Svizzera per un’esperienza di studio e di vita</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-svizzera-per-unesperienza-di-studio-e-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 12:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Chi giunge al termine della scuola dell’obbligo o della scuola superiore non ha sempre ben chiaro quale futura strada intraprendere. Scegliere una formazione professionale, andare all’università oppure cercare subito un posto di lavoro? In questi casi un anno di transizione con un’esperienza fuori dalla routine può essere un’ottima scelta. Misure di transizione Con il termine</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6622"  class="panel-layout" ><div id="pg-6622-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6622-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6622-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</h3>
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	<p><strong>Chi giunge al termine della scuola dell’obbligo o della scuola superiore non ha sempre ben chiaro quale futura strada intraprendere. Scegliere una formazione professionale, andare all’università oppure cercare subito un posto di lavoro?<br />
</strong><br />
<strong>In questi casi un anno di transizione con un’esperienza fuori dalla routine può essere un’ottima scelta.</strong></p>
<p><strong>Misure di transizione</strong><br />
Con il termine di misure di transizione, in tedesco chiamato «Brückenangebote», si intendono in Svizzera corsi della durata di un anno che creano un ponte tra la scuola dell’obbligo e la formazione post-obbligatoria. Le offerte sono molteplici: esistono anni preparatori per la scuola superiore, anni di preparazioni a diverse professioni, il semestre di motivazione come anche pre-tirocini di integrazione. Quest’ultimi si rivolgono soprattutto ai giovani che non parlano la lingua del posto. Generalmente questi corsi di un anno vengono organizzati a livello cantonale e di conseguenza le denominazioni e i contenuti possono variare.</p>
<p><strong>Stage e volontariato</strong><br />
La differenza tra stage e volontariato è fondamentalmente una: durante lo stage si percepisce, normalmente, un minimo di salario mentre durante un volontariato si offre il proprio lavoro in cambio di vitto e alloggio.</p>
<p>In Svizzera i soggiorni di volontariato si svolgono per lo più presso famiglie di contadini per aiutarli nel lavoro con gli animali, nei campi e in casa. Di solito vengono coordinati da organizzazioni non-profit come Agriviva o Caritas.</p>
<p>Lo stage significa stare in autonomia e immergersi per diversi mesi nel mondo del lavoro. Posti disponibili esistono praticamente in tutti i settori spaziando dalla ristorazione, all’ambito alberghiero, alla sanità (case di riposo, ospedali ecc.), ai media (radio, tv, print e online) e ovviamente alle imprese di produzione. La ricerca di un posto avviene tramite diretta conoscenza (amici, parenti) oppure tramite i tanti siti web dove vengono pubblicati i posti liberi. Il tempo che si investe per redigere la domanda è ben speso! Praticamente si procede come se si facesse domanda per un posto di lavoro con contratto duraturo, per cui si allega sempre un CV (in formato pdf), una lettera di motivazione e l’ultimo diploma di formazione. Per gli studi universitari alle Scuole Universitarie Professionali lo stage di un anno nell’ambito dei futuri studi è spesso obbligatorio: in questo caso, le SUP possono aiutarvi a trovare un posto.</p>
<p><strong>Alla pari</strong><br />
Un’altra esperienza interessante, sia per ragazze che per ragazzi, può essere lavorare alla pari presso una famiglia e aiutare nell’accudimento dei figli e della casa. Non si guadagna tantissimo, ma si hanno vitto e alloggio gratuiti e anche molto tempo libero, in cui si può frequentare un corso di lingua e conoscere meglio la Svizzera.</p>
<p><strong>Corsi di lingua</strong><br />
Un modo per focalizzarsi unicamente sull’apprendimento e/o approfondimento di una lingua è senz’altro l’immersione totale nella regione linguistica, frequentando un corso di lingua. In Svizzera esistono tantissime scuole che offrono corsi di poche ore la settimana come pure corsi intensivi di tutti i giorni, ovviamente a tutti i livelli e con prezzi che possono variare parecchio. La scelta non è facile, perché alla fine dipende anche dal proprio impegno e dalla passione che ci mette l’insegnante. Consigliamo di concludere il corso con un ’esame che certifichi, con un attestato riconosciuto, il livello di conoscenza linguistica.</p>
<p><em>Ruth von Gunten</em></p>
<p>educationsuisse ha predisposto delle brevi schede (in tedesco o francese) su ogni argomento trattato nel presente articolo con informazioni generali e indirizzi utili. Possono essere richieste direttamente via e-mail alle nostre collaboratrici.</p>
<p><strong>Contatto<br />
</strong>educationsuisse - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera - Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
<a href="mailto:ruth.vongunten@educationsuisse.ch">ruth.vongunten@educationsuisse.ch</a> - www. educationsuisse.ch</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La neve dei tempi passati</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-neve-dei-tempi-passati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 12:39:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/358251800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La neve diventa sempre più rara nell’Altipiano svizzero e sulle Alpi. A causa del riscaldamento climatico, lo splendore bianco è spesso presente solo in altitudine. Lo «snowfarming» è la nuova formula magica nelle stazioni di sport invernali. Uno dei pionieri è Davos, che già da dieci anni conserva durante l’estate delle riserve di neve dell’inverno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/358251800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6587"  class="panel-layout" ><div id="pg-6587-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6587-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6587-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La neve diventa un bene prezioso. </h3>
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	<p><strong>La neve diventa sempre più rara nell’Altipiano svizzero e sulle Alpi. A causa del riscaldamento climatico, lo splendore bianco è spesso presente solo in altitudine.</strong></p>
<p>Lo «snowfarming» è la nuova formula magica nelle stazioni di sport invernali. Uno dei pionieri è Davos, che già da dieci anni conserva durante l’estate delle riserve di neve dell’inverno precedente sotto una spessa coltre di segatura di legno. È così possibile preparare già in autunno una pista di sci di fondo lunga 4 chilometri, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. La produzione di neve artificiale richiederebbe infatti temperature basse e tempi abbastanza lunghi.</p>
<p>Grazie allo «snowfarming», si è potuta preparare per la prima volta lo scorso mese di ottobre una pista di sci nel paesaggio autunnale ancora verde. Sulla Tschentenalp al disopra di Adelboden, i gatti delle nevi hanno “raccolto” 24 000 metri cubi di neve naturale per formare un deposito di otto metri di altezza alla fine della stagione invernale. Nel corso dell’estate, la collina di neve è stata ricoperta da pannelli termici isolanti e da teloni. Benché il 30% del volume si sia sciolto a causa del calore estivo, sei mesi dopo, la neve rimanente era sufficiente per la preparazione di una pista di 500 metri di lunghezza, 40 metri di larghezza e circa 80 centimetri di spessore. Dietro questo progetto pilota, costato 250’000 franchi, c’è un’associazione regionale che vuole offrire agli sciatori locali un’alternativa all’allenamento sulle piste da sci dei ghiacciai, piuttosto discoste.<br />
Finora sono stati realizzati dei progetti di «snowfarming» in una decina di destinazioni svizzere, ha indicato l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF). Oltre a Davos e Adelboden, la conservazione estiva della neve è particolarmente frequente nelle stazioni sciistiche dei ghiacciai in alta quota, come Saas Fee, Gemsstock, Piz Corvatsch o Diavolezza. Un’inchiesta del SLF concernente un centinaio di stazioni sciistiche nelle Alpi germanofone e in Scandinavia mostra un crescente interesse per questa tecnica: quasi la metà delle risposte a proposito della costituzione di riserve di neve sono state positive. Sebbene questo metodo di stoccaggio non sostituisca l’innevamento su grandi superfici, esso compensa i brevi periodi di innevamento che precedono l’inverno, quando fa ancora troppo caldo per far funzionare i cannoni per l’innevamento.</p>
<p><strong>L’isoterma di zero gradi si alza sempre di più</strong><br />
Con il riscaldamento climatico, le temperature medie invernali continuano ad aumentare– secondo gli ultimi scenari climatici CH2018 per la Svizzera da 2,0 a 3,5 gradi Celsius. Gli scienziati si attendono entro il 2060 che l’isoterma di zero gradi passi in inverno dagli attuali 850 metri a 1500 metri di altitudine. Senza misure di protezione del clima, entro la fine del XXI secolo l’isoterma di zero gradi potrebbe perfino raggiungere in inverno i 1900 metri d’altezza, vale a dire fino alla cima della Tschentenalp.</p>
<p>Ad altitudini inferiori agli 800 metri, gli inverni poco innevati non sono più un’eccezione. Dal 1970, il numero di giornate di innevamento a questa altitudine si è dimezzato. Ma la mancanza di neve si estende sempre di più ad altitudini più elevate: entro la metà del secolo, la copertura di neve al disotto dei 1000 metri dovrebbe diminuire di circa la metà – entro la fine del secolo, questo calo raggiungerà probabilmente l’80%. In seguito, le piogge potrebbero anche sostituire la neve, ciò che potrebbe provocare delle inondazioni. Un’aria più calda può assorbire più acqua. Se il riscaldamento del pianeta non viene rallentato, gli acquazzoni invernali potrebbero, secondo le previsioni, essere dal 10 al 20 per cento più forti entro la fine del secolo.</p>
<p><strong>I ghiacciai mancano di «alimentazione»</strong><br />
Secondo gli scenari climatici, la maggior parte delle località alpine dovrà attendersi una diminuzione delle precipitazioni nevose, in particolare in primavera. Le quantità ridotte di neve sono fatali per i ghiacciai: essi sono sempre meno «alimentati». Inoltre, la mancanza di una copertura di neve protettrice accelera lo scioglimento della massa di ghiaccio. Dopo il 1850, i ghiacciai alpini hanno perso circa il 60% del loro volume. Solo nel corso degli ultimi dieci anni è stato perso un quinto della massa di ghiaccio, malgrado lo scorso inverno 2017/18 venga ricordato in molti luoghi come quello con più neve degli ultimi 20 anni. Tuttavia, durante i mesi caldi e secchi di aprile e maggio, la spessa coltre di neve si è sciolta rapidamente. A ciò va aggiunta un’estate 2018 estremamente secca. Dall’inizio della misurazione 81 anni fa sul Weissfluhjoch, a 2540 metri, non vi è mai stata così poca neve fresca come durante l’estate dell’anno scorso.</p>
<p><strong>La neve artificiale ha bisogno di molta acqua</strong><br />
La siccità ha inoltre un impatto sulla gestione dell’acqua nelle stazioni sciistiche. Questo perché la produzione di neve artificiale richiede molta acqua. A Davos, ad esempio, circa un quinto del consumo annuale di acqua del comune è utilizzata per la fabbricazione della neve. E i cannoni per l’innevamento funzionano proprio nel momento in cui i livelli dell’acqua dei ruscelli e dei fiumi sono già bassi. In questi ultimi anni, i gestori di piste hanno sempre più spesso costruito dei laghi artificiali da utilizzare quali riserve idriche. Tuttavia, soltanto due stazioni sciistiche su tre innevate artificialmente dispongono di un lago come riserva. Senza riserva idrica locale e con il tempo sempre più secco, l’innevamento diventa sempre più difficile: se l’acqua è prelevata da un corso d’acqua, una quantità minima di acqua residua deve essere garantita. Di fronte all’aggravarsi della siccità, questo porta ad obiettivi contraddittori.</p>
<p>Pascale Josi, giovane studentessa, ha intervistato 120 responsabili di stazioni sciistiche svizzere sul loro utilizzo dell’acqua. La sua conclusione: in una stazione sciistica su quattro, si riconosce un «potenziale di conflitto» tra la gestione dell’acqua e l’innevamento artificiale. La ricercatrice ha pure chiesto ai gestori delle stazioni sciistiche da dove proviene l’acqua utilizzata per fabbricare la neve artificiale: il 34% ricava l’acqua dai ruscelli e dai fiumi, il 30% da fonti di acqua potabile, il 21% dalle sorgenti e il 15% dai laghi naturali.</p>
<p>La ricercatrice nota che l’acqua potrebbe rarefarsi, in particolare dopo periodi di siccità come quelli degli ultimi anni, soprattutto nelle vallate alpine con poche precipitazioni. Tuttavia, a livello nazionale, la produzione di neve artificiale non sembra direttamente minacciata: le Alpi sono tutt’oggi considerate il «castello d’acqua dell’Europa».</p>
<p><em>Theodora Peter</em><br />
<em>GIORNALISTA INDIPENDENTE A BERNA (SPRACHKRAFT.CH)</em></p>
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	<p>Sciare alla fine dell’autunno sulla Tschentenalp – sulla neve dell’anno passato: la pista è fatta di neve dell’inverno precedente, che è stata conservata durante l’estate.<br />
(Photo Keystone)</p>
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		><h3 class="widget-title">Sguardo sulla meteo del futuro</h3>
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	<p>Gli “scenari climatici CH2018” pubblicati in novembre mostrano come il cambiamento climatico cambierà la Svizzera nei prossimi decenni. Dopo il 2007 e il 2011, si tratta del terzo rapporto redatto dai climatologi di Meteo Svizzera, dell’ETH di Zurigo e dell’Università di Berna su richiesta del Consiglio federale. Sono ora disponibili per la prima volta dati quantitativi, ad esempio sul volume delle precipitazioni da prevedere in caso di forti piogge.</p>
<p>Il rapporto è collegato in rete ad un atlas Web e ad ampie basi di dati per ogni regione.</p>
<p>https://www.nccs.admin.ch/nccs/fr/home/changement-climatique-et-impacts/scenarios-climatiques-suisses.html</p>
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</div></div></div><div id="pgc-6587-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-neve-dei-tempi-passati/">La neve dei tempi passati</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marina Carobbio &#8211; Prima cittadina svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/marina-carobbio-prima-cittadina-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 11:42:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=6510</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Beatrice_Devecnes_Servizi_Parlamento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Intervista: Gazzetta svizzera Marina Carobbio, cosa significa per lei essere “Prima cittadina” e come sta andando l’esperienza? È un incarico prestigioso e sono molto onorata che il parlamento me lo abbia affidato, esso va oltre la conduzione del Consiglio nazionale, delle Camere riunite o dell’Ufficio del Consiglio Nazionale. Dal momento che la o il presidente</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/marina-carobbio-prima-cittadina-svizzera/">Marina Carobbio &#8211; Prima cittadina svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Beatrice_Devecnes_Servizi_Parlamento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6510"  class="panel-layout" ><div id="pg-6510-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6510-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6510-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Gli Svizzeri all’estero sono una parte integrante del nostro paese</h3>
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	<p><strong>Intervista: Gazzetta svizzera</strong></p>
<p>Marina Carobbio, cosa significa per lei essere “Prima cittadina” e come sta andando l’esperienza?<br />
È un incarico prestigioso e sono molto onorata che il parlamento me lo abbia affidato, esso va oltre la conduzione del Consiglio nazionale, delle Camere riunite o dell’Ufficio del Consiglio Nazionale. Dal momento che la o il presidente rappresenta il Consiglio nazionale verso l’esterno, assumere questa carica significa anche dar voce a tutte e tutti coloro che vivono in Svizzera, siano essi svizzeri, residenti, ma anche migranti o persone senza fissa dimora, così come gli svizzeri che risiedono all’estero.</p>
<p>Provenendo da una minoranza linguistica e culturale qual è la Svizzera italiana, ritengo di poter essere la persona adatta per far da ponte non solo tra le diverse regioni linguistiche svizzere, ma anche tra le variegate componenti che vi risiedono. La Svizzera ha più che mai bisogno di esprimere solidarietà e apertura, ma anche di coesione sociale. Il mio percorso personale, politico e professionale è caratterizzato proprio dall’impegno su questi fronti.</p>
<p>In questi primi mesi di mandato ho cercato di fare proprio questo, incontrando numerosi associazioni e cittadini, cercando un dialogo diretto tra la società e la politica, che spesso viene vista come qualcosa di lontano ed elitario.</p>
<p><strong>Tra le priorità e gli accenti che da subito ha indicato per il suo anno di presidenza vi è “l’italianità”. Come intende promuovere quest’ultima?</strong><br />
Ho deciso di condurre i lavori parlamentari durante il mio anno di Presidenza del Consiglio nazionale nella mia madrelingua, volendo così dare all’italiano il suo giusto posto e riconoscimento anche nella politica del nostro paese. Spero che questo possa essere da stimolo per rafforzare la lingua e cultura italiana anche in altri ambiti. Come ho già avuto modo di dire non si tratta di una scelta meramente simbolica, ma che ha prodotto dei cambiamenti che verosimilmente – lo spero perlomeno - dureranno nel tempo.</p>
<p>Negli ultimi mesi è capitato più volte che mie colleghe e colleghi del Consiglio nazionale, così come collaboratrici e collaboratori dei Servizi del Parlamento, persone non italofone di madrelingua, si sforzassero a dire non solo qualche parola in italiano, ma anche a partecipare a riunioni condotte in italiano. Sentire l’italiano tra i corridoi di Palazzo federale, così come il fatto che diverse cittadine e cittadini mi hanno contattato per questioni inerenti alla lingua italiana in Svizzera o semplicemente per esprimermi il loro sostegno, mi riempie di gioia e speranza per il futuro della nostra lingua e cultura. Questa è coesione nazionale vissuta nei fatti!</p>
<p>Sono inoltre molto felice dell’iniziativa portata avanti dall’intergruppo parlamentare “Italianità”, che ha prodotto un vademecum con i termini usati più spesso nella conduzione dei dibatti parlamentari nelle tre lingue ufficiali svizzere per facilitare la comprensione dei nostri colleghi e delle nostre colleghe non italofone.</p>
<p><strong>Significa che, secondo lei, l’italianità nella nostra nazione è in crisi e ha bisogno di supporto?</strong><br />
In un mondo sempre più globalizzato e orientato all’inglese quale lingua internazionale compresa dalla maggior parte della popolazione mondiale, reputo la difesa, lo studio e la promozione della nostra lingua di fondamentale importanza. Non penso però che l’italiano sia in crisi, ma per evitare che questa possa avvenire bisogna rafforzarlo continuamente con misure a livello politico e nei percorsi di formazione e non aspettare che ci sia un problema prima di agire.</p>
<p><strong>Tema Italia: tra la Svizzera e l’Italia da tempo le relazioni sono cordiali ma non sortiscono soluzioni sui temi più spinosi. Cosa serve per sbloccare questa situazione di stallo?</strong><br />
Tutti i negoziati coinvolgono sempre almeno due attori che rappresentano i propri interessi e cercano di trovare una soluzione su cui entrambe le parti possano essere d‘accordo. Per raggiungere questo obiettivo è necessario comunicare apertamente e onestamente insieme, con rispetto e senza minacce reciproche; ma per il resto non c‘è “formula magica”.<br />
Proprio per favorire il dialogo tra i nostri due paesi intendo recarmi in Italia nel mese di maggio, dove incontrerò tra l’altro anche il Presidente della Camera dei deputati, onorevole Roberto Fico: uno dei temi che affronteremo saranno sicuramente anche i rapporti tra i nostri due paesi.</p>
<p><strong>Quale è il suo auspicio da prima cittadina svizzera, in relazione ai concittadini residenti all’estero, in particolare in Italia? </strong><br />
Penso che sia importante coinvolgere anche gli svizzeri residenti all’estero nelle discussioni pubbliche, perché non sono solo la “quinta Svizzera” come ogni tanto vengono definiti, bensì di una parte integrante del nostro paese. Per questo sostengo misure come per esempio il voto elettronico, che facilita la partecipazione politica per queste persone.</p>
<p>La Svizzera è sempre stata un paese di emigrazione e, anche se meno per necessità materiali ma sempre più spesso per chiara volontà personale, lo resta tuttora: sono ben 750‘000 gli svizzeri che hanno deciso di trasferirsi all’estero. Le migrazioni fanno parte della storia dell’umanità ed esisteranno sempre. Penso che in tempi come questi, in cui spesso l’immigrazione nel nostro paese causa forti reazioni da parte di talune persone, sia importante ricordacelo.</p>
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	<p>Copyright © Béatrice Devènes / Servizi del Parlamento</p>
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<p><strong>Biografia:</strong> Marina Carobbio nasce nel 1966 a Bellinzona, è sposata con Marco e madre di due figli Matteo e Laura.<br />
<strong>Professione:</strong> accanto al suo impegno politico di milizia, Marina Carobbio svolge l’attività di medico di famiglia, che ha momentaneamente sospeso durante l’anno presidenziale.<br />
<strong>La carriera politica:</strong> Viene eletta nel Gran Consiglio ticinese nel 1991 e vi resta fino al 2007. Dal 2007 è Consigliera nazionale.<br />
<strong>La massima carica:</strong> dal 26 novembre 2018 e per un anno riveste il ruolo di prima cittadina svizzera, presiedendo il Consiglio nazionale e l’Assemblea federale.<br />
<strong>Altre cariche:</strong> è copresidente dell’Associazione per l’aiuto medico al centro America (AMCA) e vicepresidente dell’Iniziativa delle Alpi e dell‘Associazione svizzera degli inquilini<br />
<strong>Gli hobby:</strong> tra i suoi hobby principali vi sono la montagna e la letteratura.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>AVS e pensione LPP nella Voluntary Disclosure. È possibile la correzione in caso di errore nella pratica?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/avs-e-pensione-lpp-nella-voluntary-disclosure-e-possibile-la-correzione-in-caso-di-errore-nella-pratica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 11:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=6457</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Egregio Avvocato Sono lettrice della Gazzetta Svizzera, doppia cittadinanza, coniugata con un Italiano, ormai anche lui cittadino di ambedue i paesi, e da quando siamo in pensione viviamo qui in Liguria. Abbiamo lavorato tutt’e due per 44 anni in Svizzera, io per tutti questi anni nell’amministrazione statale e cantonale, dalla quale ricevo la pensione LPP.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/avs-e-pensione-lpp-nella-voluntary-disclosure-e-possibile-la-correzione-in-caso-di-errore-nella-pratica/">AVS e pensione LPP nella Voluntary Disclosure. È possibile la correzione in caso di errore nella pratica?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-6457"  class="panel-layout" ><div id="pg-6457-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6457-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6457-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Egregio Avvocato</p>
<p>Sono lettrice della Gazzetta Svizzera, doppia cittadinanza, coniugata con un Italiano, ormai anche lui cittadino di ambedue i paesi, e da quando siamo in pensione viviamo qui in Liguria. Abbiamo lavorato tutt’e due per 44 anni in Svizzera, io per tutti questi anni nell’amministrazione statale e cantonale, dalla quale ricevo la pensione LPP. La pensione AVS ci perviene dal primo momento attraverso la Banca di Sondrio. Abbiamo dormito sonni tranquilli finché non abbiamo realizzato di aver trascurato il riempimento del RW. Colpa nostra e perciò abbiamo aderito alla Voluntary dal 2009 al 2014. […]</p>
<p>Circa un anno dopo, il 24/09/2018, l’Agenzia delle Entrate si presentò esigendo, sugli importi della mia pensione, la tassa del 5 %. Ricontrollando il tutto ho notato che il nostro fiscalista ha scritto erroneamente, sulla relazione di accompagnamento....”la signora E.L. percepisce una pensione AVS Svizzera per il lavoro svolto in quel paese, non canalizzata in Italia...”. Contro questa sovrattassa, a parer mio ingiustificata, ho fatto la Richiesta di Esercizio di autotutela, chiarendo che quanto scritto sulla relazione suddetta le parole AVS svizzera doveva essere intesa come pensione secondo pilastro pubblico Art. 19 Acc. I-CH. Reazione negativa: L’agenzia insiste riferendosi sempre all’AVS. Essendo la scadenza del pagamento il 5 nov. 2018, obtorto collo, abbiamo pagato. Mi sono rivolta al Garante del Contribuente, niente da fare: risposta dell’agenzia idem. […]</p>
<p>Ci siamo incontrati con l’impiegato che tratta la pratica […] secondo lui, ha fatto il lavoro come va fatto, e avendo già pagato la questione è chiusa. Poi ha aggiunto che scriverà all’ufficio superiore per sentire cosa ne pensano loro.</p>
<p>Ora le chiedo, egregio avvocato, se anche quest’ultimo ufficio nega il mio ricorso, c’è un altra possibilità per difendermi? Le sarei molto grata se potesse darmi un consiglio.</p>
<p>Nel ringraziarla, rimango con i miei distinti e cordiali saluti. Vorrei inoltre ringraziarla per tutto il lavoro che svolge per noi e gli articoli molto istruttivi che abbiamo l’occasione di leggere nell’apprezzatissima Gazzetta.<br />
<em>L. E. L. (Prov. di Savona)</em></p>
<hr />
<p><em><br />
</em>Cara Lettrice,<br />
grazie per la Sua lunga e dettagliata lettera. Mi scuso sin d’ora se ho dovuto “tagliare” alcune parti per mere ragioni di spazio. Mi pare però che il testo rispecchi comunque i contenuti della Sua missiva. Il quesito, infatti, è sufficientemente chiaro, penso.</p>
<p>Si chiede di sapere, in buona sostanza:<br />
a) se in sede di Voluntary Disclosure era dovuta la tassa dal 5% sulla pensione pretesa dall’Agenzia delle Entrate;<br />
b) se l’apparente errore del commercialista nel riferirsi all’AVS è emendabile o meno.</p>
<p><strong>AVS e previdenza svizzera</strong><br />
Il tema in oggetto è già stato da me affrontato tempo fa con riguardo proprio alla Voluntary Disclosure, e assai più spesso dall’amico Robert Engeler nella sua rubrica. Cominciamo allora subito a fare chiarezza su alcuni punti.</p>
<p>In effetti, nella previdenza svizzera abbiamo i famosi “pilastri”:<br />
a) il “primo pilastro” è quello statale, volto ad assicurare la sussistenza di base;<br />
b) il “secondo pilastro” è quello professionale, con un capitale o una rendita pensionistica;<br />
c) il “terzo pilastro” è privato ed è una sorta di agevolazione di natura fiscale di cui può beneficiare solo a chi risiede in Svizzera;</p>
<p>L’AVS rientra nel “primo pilastro”. In realtà, con l’AVS/AI, il soggetto pur versando dei contributi, non accumula un capitale, né ha diritto alla Sua restituzione, ma può solo sperare di ricevere una rendita pensionistica, analogamente a quanto avviene in Italia con l’INPS.<br />
La pensione LPP non è altro che la previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità di cui alla Legge Federale Previdenza Professionale del 25.6.1982, ed invece rientra nel “secondo pilastro”.</p>
<p><strong>Monitoraggio fiscale e Quadro RW</strong><br />
Abbiamo già scritto tante volte (e Lei lo ricorda) che, se la pensione è canalizzata su di un conto corrente in Italia, viene pagata cioè tramite la Banca Popolare di Sondrio quale “sostituto d’imposta”, essa trattiene il 5% che viene poi riversato allo Stato Italiano.<br />
Tale rendita notoriamente non forma oggetto di dichiarazione fiscale da parte dei beneficiari, in base ad una disposizione contenuta all’art. 76, comma 1 della risalente L. 30.12.1991 n. 413 (si veda la Gazzetta Svizzera del Giugno 2015 per il testo), ed infatti non doveva nemmeno essere oggetto di Voluntary Disclosure (Legge 186/2014).</p>
<p>Se invece la corresponsione della rendita, avviene con il pagamento della pensione su conto corrente estero, il beneficiario è tenuto a rispettare gli obblighi del monitoraggio fiscale e, pertanto, ciò comporta la compilazione del Quadro RW nella dichiarazione dei redditi annuali.<br />
In caso contrario si è soggetti alle relative sanzioni economiche, mentre all’epoca ci si poteva ancora avvalere della procedura di emersione della volontaria (Voluntary Disclosure versione 2.0).</p>
<p>In quest’ultima ipotesi vi era però anche il problema del reddito in quanto lo Stato Italiano su tali importi non percepiva alcuna imposta (nemmeno il 5%). L’AVS/AI, infatti, come altre prestazioni previdenziali, può costituire un reddito pensionistico tassabile, o in via esclusiva (se il soggetto non ha altro reddito) o in aggiunta ad eventuali altri redditi del beneficiario.</p>
<p>Come visto sopra, infatti, l’esenzione della rendita AVS prevista dalla L. n. 413/1992 valeva solo per le pensioni pagate in Italia.<br />
Tuttavia, già in sede applicativa della prima Voluntary Disclosure, l’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 30/E dell’11.8.2015 aveva ritenuto tale norma di portata generale, e dunque applicabile anche al pagamento avvenuto all’estero la tassazione sostitutiva del 5% sull’imponibile delle rendite pensionistiche.</p>
<p>Ma non basta. Infatti tale trattamento è stato recentemente esteso in maniera espressa anche alla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (o LPP) con l’introduzione del comma 1-bis all’art. 76 della L.n. 413/1991 già citata.<br />
A seguito del D.L. n. 50/2017 conv con modif. dalla L. 21.6.2017 n. 96, la norma ora dispone, infatti, che la identica ritenuta unica del 5% è applicata dagli intermediari finanziari italiani sui pagamenti canalizzati in Italia anche per la “previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità svizzera (LPP), ivi comprese le prestazioni erogate dagli enti o istituti svizzeri di prepensionamento maturate sulla base anche di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera e in qualunque forma erogate.”</p>
<p><strong>Convenzione contro le doppie imposizioni I-CH</strong><br />
La Convenzione contro le doppie imposizioni (CDI) tra Italia e Svizzera del 1976, oramai ben nota ai nostri lettori fa esplicito riferimento (art. 19) alle remunerazioni, comprese le pensioni, pagate dallo Stato contraente o sua emanazione, da enti locali o da entità di diritto pubblico (persone giuridiche o enti autonomi), a una persona fisica che ha la nazionalità di detto Stato a titolo di servizi resi presentemente o precedentemente, affermando che sono imponibili soltanto nello Stato contraente da dove provengono dette remunerazioni.</p>
<p>In altre parole, alcune pensioni pagate dallo Stato (o da sue emanazioni), sono esentate da ogni imposta nell’altro Stato.<br />
Il che sembrerebbe essere proprio il Suo caso, posto che la Sua pensione LPP viene corrisposta dall’amministrazione statale o cantonale elvetica.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
È quindi evidente che Lei ha fatto tutto correttamente.<br />
L’AVS è stata correttamente tassata in Italia al 5% dalla Banca Popolare di Sondrio in quanto canalizzata, all’atto dell’erogazione. Ad essa dunque non andava applicato nuovamente il “balzello” suddetto in sede di Voluntary Disclosure, mentre andava applicato se fosse stata pagata all’estero – come erroneamente indicato dal commercialista.<br />
Anche la pensione LPP è tassata al 5% a seguito della novella legislativa del 2017 che ha introdotto il comma 1-bis all’art. 76 della Ln. 413/1991, se pagata in Italia.</p>
<p>Nel suo caso, però, dovrebbe valere l’esenzione prevista dalla CDI Italia-Svizzera del 1976, e pertanto non deve subire alcun prelievo a tale titolo.<br />
Da quanto Lei scrive sembra che in pratica sia stata tassata due volte l’AVS, ed inoltre che sia anche già avvenuto il pagamento.</p>
<p>A questo punto, avendo Lei necessariamente già pagato per perfezionare la Voluntary Disclosure, penso che l’unica possibilità che Le residui sia quella di richiedere un rimborso all’Agenzia delle Entrate. A tal fine, Le consiglio di rivolgersi ad un tributarista esperto per valutare termini e condizioni di una tale azione, che può essere soggetta anche a decadenze (come per altra questione spiegato nella Gazzetta Svizzera di Dicembre 2018).</p>
<p>Se viceversa è stata illegittimamente tassata la Sua pensione LPP pagata dalla Confederazione ci troveremo di fronte ad una violazione della CDI Italo-Svizzera del 1976. Anche in questo caso il mio suggerimento è quello di affidarsi ad un esperto della materia per fargli visionare le Sue “carte”.</p>
<p>Spero di essere stato d’aiuto e Le auguro di avere successo con la Sua iniziativa. Ci tenga informati se lo desidera. Per noi è sempre utile.<br />
Un cordiale saluto a Lei ed ai nostri Lettori.</p>
<p><em>Markus W. Wiget</em><br />
<em>Avvocato</em></p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/avs-e-pensione-lpp-nella-voluntary-disclosure-e-possibile-la-correzione-in-caso-di-errore-nella-pratica/">AVS e pensione LPP nella Voluntary Disclosure. È possibile la correzione in caso di errore nella pratica?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Alta la posta in palio nella revisione sulle armi</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/alta-la-posta-in-palio-nella-revisione-sulle-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 11:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il terrorismo lascia tracce indelebili e impone alla politica contromisure: così l’UE ha adottato una serie di adattamenti legislativi tra cui un nuovo diritto delle armi nello spazio di Schengen. Associata allo spazio Schengen, anche la Svizzera è chiamata a riprendere i contenuti nella propria legislazione. Su questo controverso adeguamento della revisione della legge federale</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/alta-la-posta-in-palio-nella-revisione-sulle-armi/">Alta la posta in palio nella revisione sulle armi</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6446"  class="panel-layout" ><div id="pg-6446-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6446-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6446-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il terrorismo lascia tracce indelebili e impone alla politica contromisure: così l’UE ha adottato una serie di adattamenti legislativi tra cui un nuovo diritto delle armi nello spazio di Schengen. Associata allo spazio Schengen, anche la Svizzera è chiamata a riprendere i contenuti nella propria legislazione. Su questo controverso adeguamento della revisione della legge federale sulle armi il popolo svizzero dovrà esprimersi il 19 maggio 2019.</p>
<p><strong>Come viene modificata la legge</strong><br />
Nella sua legge, l’UE si è posta da una parte l’obiettivo di rendere più difficile l’acquisto di armi mentre dall’altro lo scopo è quello di aumentarne la tracciabilità e ottimizzare lo scambio di informazioni tra i diversi membri dello spazio Schengen. Le armi automatiche, come i fucili di assalto, faranno in futuro parte della categoria di armi vietate. La Svizzera si è impegnata ad adattare il proprio diritto, conformemente a quanto previsto dall’accordo di Schengen. Tuttavia, alla luce della sua tradizione del tiro e le necessità dell’esercito di milizia, il paese ha negoziato con l’UE delle eccezioni. Ad esempio, i militi potranno conservare in casa la propria arma d’ordinanza, seppure questa sia automatica.</p>
<p><strong>In caso di rifiuto, l’accordo di Schengen (probabilmente) decadrebbe</strong><br />
Nel caso in cui il popolo svizzero decidesse di non adattare il proprio diritto, ecco che la sua partecipazione allo spazio Schengen, conformemente all’accordo, decadrebbe. Questo a meno che il comitato misto non decidesse altrimenti entro 3 mesi. Tuttavia, è altamente probabile che la Svizzera perderebbe la sua associazione a Schengen e, dal momento che questo accordo è direttamente legato a quello di Dublino, anche a quest’ultimo.</p>
<p><strong>Votazione sulle armi – votazione sui rapporti con l’UE?</strong><br />
Alla luce del legame tra la votazione sulle armi e gli accordi di Schengen, la discussione si spinge ben oltre al solo contenuto della legge in votazione. Infatti, cerchie sempre più numerose di politici e rappresentanti del centro-destra ritengono da una parte che la nuova direttiva non abbia alcun impatto sulla prevenzione al terrorismo, d’altra parte si denuncia un “ricatto costante” da parte dell’Unione europea. Al motto “fermiamo il diktat dell’Unione Europea che ci disarma”, il Comitato contrario ha raccolto oltre 125‘000 firme per il referendum e teme la fine del tiro come sport di massa.</p>
<p><strong>Preoccupazione tra i fautori della legge</strong><br />
I fautori della legge temono che un rifiuto si ripercuota – attraverso la disdetta degli accordi di Schengen e Dublino – negativamente sul benessere in Svizzera. Tra i principali argomenti essi evidenziano come Schengen migliori la cooperazione transfrontaliera di polizia e aumenti così la sicurezza. Grazie all’accordo di Schengen turisti e indigeni possono muoversi liberamente in Europa, senza lunghe code e fastidiosi controlli alle frontiere. Particolarmente preoccupato è il settore turistico che teme che la Svizzera perda di attrattività presso i turisti extraeuropei a causa del non riconoscimento del visto di Schengen. Inoltre, il comitato a favore della nuova legge teme ripercussioni anche per quanto riguarda la politica dell’asilo: senza l’accordo di Dublino, la Svizzera non beneficerebbe più del vantaggio per il quale un richiedente l’asilo può depositare una sola domanda tra i partner dell’accordo.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><br />
<em>REDATTORE</em></p>
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		<title>Vecchiaia e fiscalità: al voto un insolito compromesso</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/vecchiaia-e-fiscalita-al-voto-un-insolito-compromesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 10:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Politica-svizzera-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il 19 maggio gli svizzeri sono chiamati alle urne, l’ultima volta prima delle elezioni di ottobre. Bocciate dal popolo nel 2017, riforma vecchiaia e riforma fiscale vengono sottoposte in un unico pacchetto, frutto di un compromesso del Parlamento. Bocciate alle urne due anni fa, la terza riforma dell’imposizione delle imprese e la riforma della previdenza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Politica-svizzera-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6366"  class="panel-layout" ><div id="pg-6366-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6366-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6366-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il 19 maggio gli svizzeri sono chiamati alle urne, l’ultima volta prima delle elezioni di ottobre. Bocciate dal popolo nel 2017, riforma vecchiaia e riforma fiscale vengono sottoposte in un unico pacchetto, frutto di un compromesso del Parlamento.</p>
<p>Bocciate alle urne due anni fa, la terza riforma dell’imposizione delle imprese e la riforma della previdenza vecchiaia toccano sfide per loro natura incontestate, di cui la politica non può non occuparsi. Consiglio federale e Parlamento hanno così elaborato subito nuovi progetti che riprendessero gli elementi non controversi a livello popolare, smussando invece i punti più critici.</p>
<p><strong>Riforma fiscale necessaria</strong><br />
Le misure fiscali mirano a rafforzare la competitività delle aziende elvetiche e soprattutto compensare l’abolizione dei privilegi fiscali di cui godono le imprese con statuto speciale attive in Svizzera. Questi privilegi sono da tempo nel mirino di OCSE e UE poiché considerati problematici nell’ambito della concorrenza fiscale internazionale. La minaccia da parte degli organi internazionali di relegare la Svizzera in una lista nera hanno dato avvio al progetto, per il quale in futuro tutte le imprese, che si tratti di grandi gruppi o di PMI, saranno tassate alle stesse condizioni. Tra le diverse misure previste spiccano l’introduzione delle cosiddette patent box, attraverso le quali gli utili derivanti da innovazioni saranno tassati meno, ma anche la possibilità per i Cantoni di concedere deduzioni fino al 50% delle spese per la ricerca e lo sviluppo.</p>
<p><strong>Sfide demografiche per l’AVS</strong><br />
Parallelamente, la situazione finanziaria dell’AVS peggiora di anno in anno a causa dell’invecchiamento della popolazione. Occorre dunque intervenire e il progetto in votazione garantisce, a partire dall’anno prossimo, un finanziamento supplementare di due miliardi di franchi. A contribuire nella cassa dell’AVS vi sarebbe la Confederazione (circa 800 milioni) e le imprese e gli assicurati (con 1,2 miliardi). Il progetto consente di ridurre nettamente il deficit di finanziamento dell’AVS, ma non mette al riparo l’assicurazione da riforme strutturali che ne garantirebbero la sostenibilità a lungo termine.</p>
<p><strong>Ampio fronte di sostegno al compromesso </strong><br />
Il Consiglio federale, il Parlamento, i Cantoni, le organizzazioni economiche, i sindacati e la maggioranza dei partiti (PLR, PPD, PS, PBD) sono favorevoli al progetto in votazione. Secondo loro esso risponde a due problemi urgenti e permette di adeguare al più presto le regole fiscali per le imprese a statuto speciale alle norme internazionali. Inoltre, il progetto è un consenso tra forze politiche che permette di uscire dal vicolo cieco dopo i rifiuti popolari del 2017.</p>
<p><strong>Verdi e (parte) della sinistra contrari</strong><br />
Il voto popolare sulla RFFA fa seguito ad un referendum lanciato dai Verdi e alcune fazioni minoritarie di sinistra. Per loro è particolarmente problematica la questione fiscale: secondo loro la compensazione sociale dell’AVS non giustifica una riforma fiscale che permetterebbe alle imprese di tassare solo una parte degli utili. Infine, è da indicare che, nonostante il dossier fiscale sia di competenza del Consigliere federale Ueli Maurer, tra gli scettici vi è anche l’UDC – la maggioranza dei deputati ha rifiutato il pacchetto in Parlamento.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><br />
<em>REDATTORE</em></p>
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	<p>Dopo il fallimento alle urne nel 2017, la RFFA affronta il finanziamento dell’AVS</p>
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	<p>Contrariamente alla sua UDC, il Consigliere federale Ueli Maurer è un fautore del compromesso raggiunto alle Camere.</p>
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	<p>Sotto pressione da UE e OCSE, la fiscalità delle imprese a statuto speciale va rivista al più presto.</p>
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		><h3 class="widget-title">RFFA unisce i progetti </h3>
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	<p>Con la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA), Governo e Parlamento tengono conto dello scetticismo popolare espresso nelle consultazioni popolari sui due temi nel 2017. Il ragionamento per l’unione dei temi è semplice: il finanziamento supplementare dell’AVS permette la compensazione sociale dello sgravio fiscale per le imprese, come richiesto soprattutto dai comuni.</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-6366-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6366-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="8" ><div
			
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	</div>

</div></div></div></div><div id="pg-6366-2"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6366-2-0"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-mobile-last" ><div id="panel-6366-2-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="9" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Fatti &amp; Cifre</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>+ 59,1%: è la quota di NO con cui il popolo ha respinto il 12 febbraio 2017 la Riforma fiscale delle imprese III.</p>
<p>+ 2357 voti: con questo scarto è stato bocciato il 24.9.2017 il finanziamento supplementare dell’AVS attraverso l’aumento dell’IVA. Lo stesso giorno il popolo ha rifiutato con il 52,7% la Previdenza vecchiaia 2020.</p>
<p>+ Governo e Parlamento raccomandano di votare sì alla RFFA. Il Consiglio degli Stati l’ha approvata con 39 voti a favore, 4 contrari e 2 astensioni e il Consiglio nazionale con 112 voti a favore, 67 contrari e 11 astensioni.</p>
<p>+ 800 milioni: con questo importo la Confederazione parteciperebbe al finanziamento supplementare dell’AVS.</p>
<p>+ 3,6 miliardi di franchi: questo è il gettito fiscale assicurato oggi dalle imprese a statuto speciale, la cui tassazione è invisa a UE e OCSE. Questo equivale circa alla metà delle imposte totali sugli utili.</p>
<p>+ 47,6%: è la quota di spese in ricerca e sviluppo delle imprese a statuto speciale rispetto al totale delle spese.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Prima dell’ora della verità</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/prima-dell-ora-della-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 10:08:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Baustelle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La Svizzera deve rapidamente chiarire le sue relazioni con l’Unione europea. Ma il Consiglio federale non intende pronunciarsi sull’accordo istituzionale pronto per essere firmato prima di aver discusso con i principali attori del paese. Questi ultimi esprimono importanti riserve. Nel dicembre 2018, dopo essere durate cinque anni, sono giunte al termine le discussioni sull’accordo istituzionale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Baustelle-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6361"  class="panel-layout" ><div id="pg-6361-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6361-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6361-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>La Svizzera deve rapidamente chiarire le sue relazioni con l’Unione europea. Ma il Consiglio federale non intende pronunciarsi sull’accordo istituzionale pronto per essere firmato prima di aver discusso con i principali attori del paese. Questi ultimi esprimono importanti riserve.</strong></p>
<p>Nel dicembre 2018, dopo essere durate cinque anni, sono giunte al termine le discussioni sull’accordo istituzionale mediante il quale la Svizzera e l’Unione europea (UE) intendono regolamentare il proseguimento della via bilaterale. Il progetto di accordo è dunque pronto per essere sottoscritto. Con sorpresa di Bruxelles, il Consiglio federale non l’ha ancora rinviato, accettato o… respinto. Si è accontentato di prendere conoscenza del risultato dei negoziati. Motivo: il governo intende dapprima sentire il polso dei principali attori prima di pronunciarsi sui vantaggi e gli inconvenienti dell’accordo. Dunque, i membri del governo vogliono intavolare discussioni interattive con i Cantoni, i partiti politici, i partner sociali e gli ambienti economici e scientifici.</p>
<p>Una cosa è certa: la posta in gioco è importante. La Svizzera guadagna un terzo dei suoi redditi dalle sue relazioni con l’UE. Ogni giorno, vengono scambiate merci sulla base degli accordi bilaterali per un importo di un miliardo di franchi. Un libero accesso al mercato europeo è essenziale per l’economia svizzera. L’accordo istituzionale ha lo scopo di mantenere i cinque accordi bilaterali esistenti (libera circolazione delle persone, trasporti terrestri, trasporto aereo, accordo sugli ostacoli tecnici al commercio e agricoltura) e di spianare la strada a nuovi accordi (mercato dell’elettricità).</p>
<p>La consultazione relativa all’accordo istituzionale mostra che vi sono almeno tre ostacoli al proseguimento della via bilaterale.</p>
<p><strong>1) La protezione dei salari</strong><br />
Per quanto concerne questo punto, la Svizzera riprenderebbe, con alcune eccezioni, le regole dell’UE. Con la conseguenza di un indebolimento delle misure d’accompagnamento contro il dumping salariale. Oggi, le imprese europee devono annunciarsi otto giorni prima per svolgere un lavoro in Svizzera. Questo protezionismo è mal visto dall’UE, che vuole ridurre questo termine nell’accordo istituzionale a quattro giorni. Con questa concessione, i sindacati svizzeri e il PS ritengono tuttavia che venga superata una linea rossa. Essi si attengono fermamente alla regola degli otto giorni, adducendo che questo termine sia necessario per applicare controlli e sanzioni contro il dumping salariale.</p>
<p><strong>2) La ripresa dinamica del diritto</strong><br />
Parafando l’accordo quadro, la Svizzera si impegnerebbe a una ripresa dinamica del diritto. Ciò significa che quando l’UE adotta nuove regole, la Svizzera avrebbe due anni di tempo per integrarle nel proprio diritto. I processi legati alla democrazia diretta restano tuttavia garantiti: in caso di referendum, la Svizzera otterrebbe un terzo anno per attuare le regole. Se rifiutasse invece di riprendere una nuova regola dell’UE, Bruxelles potrebbe portare il caso davanti al tribunale arbitrale che verrebbe creato. Questo meccanismo è molto contestato. Secondo l’UDC, esso minaccia la sovranità della Svizzera, soggetta così secondo il partito, al parere di giudici stranieri. Nell’ambito di un’audizione pubblica della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, Carl Baudenbacher, ex presidente della Corte di giustizia dell’AELS, ha qualificato il tribunale arbitrale come una “foglia di vigna”, poiché secondo lui la Svizzera sarà unilateralmente sottoposta alla Corte di giustizia dell’UE, secondo l’interpretazione della quale il tribunale arbitrale dovrebbe attenersi rigidamente al diritto europeo. Altri esperti, come la professoressa in diritto europeo Astrid Epiney, ritengono meno problematica questa ripresa dinamica del diritto, che permette, secondo lei, di garantire la certezza del diritto. Essa sottolinea inoltre che la Svizzera otterrebbe dei diritti di consultazione e potrebbe da parte sua ricorrere se necessario al tribunale arbitrale.</p>
<p><strong>3) La direttiva relativa ai diritti dei cittadini dell’Unione</strong><br />
Nel progetto di accordo istituzionale, la direttiva sulla cittadinanza non viene menzionata. Ma essa non è stata esplicitamente scartata, come la Svizzera avrebbe auspicato nell’ambito dei dibattiti. La questione della ripresa di questa direttiva potrebbe così costituire un primo caso per il tribunale arbitrale. Con questa direttiva, gli Stati membri dell’UE si assicurano reciprocamente dei diritti civili dal 2004. Questi ultimi si spingono oltre alla libera circolazione delle persone che la Svizzera ha ratificato con l’UE, in particolare per quanto concerne il diritto all’aiuto sociale, il diritto a un soggiorno permanente o la protezione contro il rinvio. Sia il PLR che il PPD vi vedono un ostacolo e chiedono che la direttiva sia espressamente esclusa dal campo d’applicazione dell’accordo istituzionale.</p>
<p>Nessuno dei partiti rappresentati in Consiglio federale è completamente favorevole all’accordo istituzionale negoziato. Perfino il parere di economiesuisse è piuttosto da interpretare come un “Sì, ma …”. Certo, i vantaggi per l’economia svizzera dell’accesso al mercato sono chiaramente preponderanti, ma l’associazione mantello chiede dei “chiarimenti sull’interpretazione dell’accordo istituzionale, in particolare per quanto concerne la ripresa della direttiva sulla cittadinanza e il partenariato sociale”. Su quest’ultimo punto, essa chiede che sia garantito che il sistema dei controlli paritetici non venga limitato.</p>
<p><strong>economiesuisse</strong> non pretende che il tutto sia rinegoziato, dal momento che l’UE ha chiaramente escluso finora questa possibilità. Ma la porta di Bruxelles è veramente così chiusa come sembra? Ci si può porre la domanda. Secondo gli osservatori politici, la strategia del Consiglio federale potrebbe avere lo scopo di guadagnare tempo con la consultazione politica interna, in modo da ottenere ulteriori concessioni. L’UE si è sempre mostrata flessibile nelle situazioni delicate concedendo deroghe ad alcuni Stati: si può sperare che lo sia anche nelle relazioni con un paese non-membro.</p>
<p><em>Theodora Peter</em><br />
<em>GIORNALISTA INDIPENDENTE A BERNA<br />
</em></p>
<p>L’articolo tiene conto della situazione alla metà di febbraio 2019.<br />
Accordo istituzionale in breve: https://www.eda.admin.ch/dam/dea/it/documents/fs/FS-Brexit_it.pdf</p>
</div>
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	<p>L’accordo istituzionale agevolerebbe l’attività in Svizzera per le imprese straniere, in particolare nei cantieri. I sindacati sono molto preoccupati e vi vedono una minaccia per il livello attuale dei salari. (Photo Keystone)</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-6361-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6361-1-0"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-mobile-last" ><div id="panel-6361-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Gli Svizzeri della Gran Bretagna protetti dopo la Brexit</h3>
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	<p>Dopo la Brexit, i cittadini svizzeri della Gran Bretagna e i cittadini britannici in Svizzera manterranno i loro diritti attuali. I due paesi hanno sottoscritto un accordo bilaterale a tal proposito. Accanto ai diritti di soggiorno, quest’ultimo concerne i diritti alle prestazioni sociali e il riconoscimento delle qualifiche professionali. I diritti concessi lo sono a vita. Essi non riguardano però i cittadini britannici e svizzeri che immigrano dopo la disdetta dell’accordo sulla libera circolazione delle persone. In caso di Brexit non regolamentata, l’accordo tra la Svizzera e la Gran Bretagna entrerà in vigore a partire dal 30 marzo. In caso di ritiro regolamentato, si applicherà una fase di transizione fino alla fine del 2020, durante la quale le attuali disposizioni dell’accordo sulla libera circolazione delle persone rimarranno in vigore. Alla fine del 2017, quasi 34 500 Svizzeri vivevano nel Regno Unito, e circa 43 000 Britannici in Svizzera. I due paesi hanno inoltre dato prova di lungimiranza sottoscrivendo un accordo sul trasporto aereo per garantire i diritti di circolazione attuali e mantenerli senza interruzioni. 150 voli collegano quotidianamente la Svizzera alla Gran Bretagna. (TP) Accordo sulla Brexit: https://www.eda.admin.ch/dam/dea/it/documents/fs/FS-Brexit_it.pdf</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-6361-1-1"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/prima-dell-ora-della-verita/">Prima dell’ora della verità</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elenco sostenitori che hanno versato 50 euro o più nel 2° semestre 2018</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/elenco-sostenitori-che-hanno-versato-50-euro-o-piu-nel-2-semestre-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 09:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/Presidente-Andrea-Pogliani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Un grazie di cuore a tutti! È per me un grande piacere poter ringraziare i nostri sostenitori, ossia coloro che ci aiutano con un contributo di 50 Euro e oltre. È grazie a persone come Voi che Gazzetta Svizzera può proseguire il suo compito di informare tutti gli Svizzeri d’Italia, e migliorare i suoi servizi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/Presidente-Andrea-Pogliani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6316"  class="panel-layout" ><div id="pg-6316-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6316-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6316-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Un grazie di cuore a tutti!</strong></p>
<p>È per me un grande piacere poter ringraziare i nostri sostenitori, ossia coloro che ci aiutano con un contributo di 50 Euro e oltre. È grazie a persone come Voi che Gazzetta Svizzera può proseguire il suo compito di informare tutti gli Svizzeri d’Italia, e migliorare i suoi servizi – anche a mezzo del nuovo sito internet – in continua evoluzione. Come d’abitudine, il nominativo dei sostenitori viene pubblicato, salvo espressa richiesta di riservatezza. Ovviamente però, un ringraziamento va anche a chi ha versato un contributo inferiore.</p>
<p>Mi scuso sin d’ora con chi, pur avendo versato la somma da sostenitore, non dovesse trovare il suo nominativo nel seguente elenco. Ciò è dovuto alle tempistiche occorrenti per visualizzare e registrare tutti i versamenti. In ogni caso, prossimamente la pubblicazione dei sostenitori potrà essere reperita anche nel sito internet www.gazzettasvizzera.org</p>
<p>Molto cordialmente.</p>
<p><em>Andrea Giovanni Pogliani</em><br />
<em>Associazione Gazzetta Svizzera – Presidente</em><br />
<em>info@gazzettasvizzera.org</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="614">
<tbody>
<tr>
<td width="293">IMBRIANI EMILIO</td>
<td width="293">MAGENTA</td>
<td width="28">500</td>
</tr>
<tr>
<td>VILLA ALESSANDRO</td>
<td>MILANO</td>
<td>240</td>
</tr>
<tr>
<td>BINAGHI ANGELO</td>
<td>CERNOBBIO</td>
<td>200</td>
</tr>
<tr>
<td>CIRC. SVIZZERO DI TRIESTE</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>200</td>
</tr>
<tr>
<td>FEDERICI PIO</td>
<td>ROMA</td>
<td>200</td>
</tr>
<tr>
<td>GIACCHINO GIUSEPPE</td>
<td>MILANO</td>
<td>200</td>
</tr>
<tr>
<td>KRIEG JOSEPH</td>
<td>LATISANA</td>
<td>200</td>
</tr>
<tr>
<td>PAPETTI INDERBITZIN ELIA</td>
<td>MILANO</td>
<td>200</td>
</tr>
<tr>
<td>HUBER LUCIA/ALESSANDRO</td>
<td></td>
<td>177</td>
</tr>
<tr>
<td>INDEMINI PATRICIA ENRICA</td>
<td>CUNEO</td>
<td>150</td>
</tr>
<tr>
<td>MARTIN KARL</td>
<td>VARESE</td>
<td>125</td>
</tr>
<tr>
<td>CONTI CLAUDIO</td>
<td>ROMA</td>
<td>120</td>
</tr>
<tr>
<td>CORRADINI GIANLUCA</td>
<td>MILANO</td>
<td>120</td>
</tr>
<tr>
<td>AGOSTINI-AEBI MAJA</td>
<td></td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>ALDROVANDI PATRIZIA</td>
<td>ALBIOLO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>BACH MARIE</td>
<td>S. PIETRO VAL LEMINA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>BASSIGNANA GIULIA</td>
<td>FERRARA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>BAVA ANTONIO</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>BEDUZ JUDITH</td>
<td>FONTANAFREDDA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>BROSCA LEPORI ADRIANA</td>
<td>GORLA MAGGIORE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>CALORE HUGUETTE HELENE</td>
<td>PIOVE DI SACCO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>CAVALAGLIO LORENZO</td>
<td>ROMA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>CLOETTA LEONARDO</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>COMBA DANIELE</td>
<td>COSTIGLIOLE D’ASTI</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>CONSOLI LAMBERTO</td>
<td>ROMA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>DE BELLIS THERESE</td>
<td>MIRANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>DECIO JACQUELINE</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>DURST MARIA FRANCA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>FIGONI ELIDE</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>FISCHER WILLI</td>
<td>PIGRA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>FOSSATI PELLEGATTA ANGELA</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>FRASCA POLARA VERENA</td>
<td>ROMA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>GILARDONI CLAUDIA</td>
<td>BELLAGIO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>GRAZIANI MARIA CHRISTINA</td>
<td>SPELLO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>GUASTI FEDERICO</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>GUT A./WIDMER U.</td>
<td></td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>GYSLER CLAUDIA</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>HAEUSERMANN ENRIQUE</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>HOPPLER MARISTELLA</td>
<td>CALOLZIOCORTE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>HUERSCH BRIGITTA</td>
<td>LOAZZOLO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>HUERZELER ZANIN ELIANA</td>
<td>ARZIGNANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>KOECHLIN ZANETTE IRENE</td>
<td>VITTORIO VENETO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MAEDER IRENE</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MAIER ANDREA GIORGIO</td>
<td>EE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MALTA DORIS</td>
<td>CAPIAGO INTIMIANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MATHEZ JACQUES</td>
<td>MORS. AL TAGLIAMENTO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MERCKENS JULIANE</td>
<td>CASTELVECCANA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MIGLIORE MATTEO MARIA</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MOIA ALBERTO</td>
<td>BRIGA NOVARESE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MONNEY DAISY</td>
<td>CASTELVECCHIO CALV.</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MONNEY LEONTINE</td>
<td>ROMA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>MOSSETTI SPYCHER ELIANE</td>
<td>TORINO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>NIGGELER HANS WILLY</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>NYFFENEGGER CORRADO</td>
<td>SAVIGLIANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>OTTAVIANO VITTORIO</td>
<td>ARMA DI TAGGIA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>PALFI GYULA</td>
<td>CASSACCO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>PASSUELLO GINA</td>
<td>SACILE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>PIVA EDOARDO LUIGI</td>
<td>MILANO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>RAIS RENÈ</td>
<td>GENOVA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>RIMOLDI ANTOGNAZZA MAR.</td>
<td>TRADATE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>RIZZI SILVIA PAOLA</td>
<td>SAN QUIRINO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>RIZZI SIMONA MARTA MARIA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>STUDIO NOTARILE</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>DI CAVALAGLIO LORENZO</td>
<td>ROMA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>TANGARI FILIPPO</td>
<td>SORRENTO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>TENORE ROSMARIE</td>
<td>OTRANTO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>TESTA CRISTINA</td>
<td>ROMA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>TORRE G.E STEFANI A.</td>
<td>ISCHIA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>TURCHI MADELEINE</td>
<td>SAN POLO IN CHIANTI</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>ULRICH BARBARA</td>
<td>TORINO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>VERONESE ELISABETH</td>
<td>PORTEGRANDI</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>VON ARX ENRICO</td>
<td>NAPOLI</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>WEIGMANN MARCO</td>
<td>TORINO</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>WYDER PETER ULRICH</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>WYDER TONZ ADEL HEIDI</td>
<td>VERBANIA</td>
<td>100</td>
</tr>
<tr>
<td>BRANCALEONI ROMOLO</td>
<td>GENOVA</td>
<td>96</td>
</tr>
<tr>
<td>HÄTTENSCHWILER P. + G.</td>
<td></td>
<td>90</td>
</tr>
<tr>
<td>GRAF KATHARINA</td>
<td>VILLA D‘ADDA</td>
<td>89</td>
</tr>
<tr>
<td>EYMANN P. + EYMANN P.</td>
<td></td>
<td>88</td>
</tr>
<tr>
<td>ORTELLI PIN BARBARA</td>
<td></td>
<td>88</td>
</tr>
<tr>
<td>FRASSETTI GERDA</td>
<td>BACENO</td>
<td>85</td>
</tr>
<tr>
<td>DE GIACOMI FRANCESCO</td>
<td>IVREA</td>
<td>80</td>
</tr>
<tr>
<td>FILIPPIN THERESIA</td>
<td>LAVIS</td>
<td>80</td>
</tr>
<tr>
<td>GUYOT ELISA</td>
<td>CARATE BRIANZA</td>
<td>80</td>
</tr>
<tr>
<td>NOCENTINI URSULA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>80</td>
</tr>
<tr>
<td>ROSSINELLI GRAZIELLA</td>
<td>MILANO</td>
<td>80</td>
</tr>
<tr>
<td>SAIA ANNA</td>
<td>SULMONA</td>
<td>80</td>
</tr>
<tr>
<td>BAUERT PETER</td>
<td>MILANO</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>CHRISTEN DOROTHEA</td>
<td></td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>DELLA CASA EMILIO</td>
<td>MILANO</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>DI FATTA SUSANNA</td>
<td>ZAGAROLO</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>FRANCESCHINI STEFANO</td>
<td>GUALDO TADINO</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>PAMPAIONI MARLENE</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>VAN OIST DOROTHEA</td>
<td>VILLA D’ADDA</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>ZIMMERMANN JUERG</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>ZUMSTEIN MARGRITH</td>
<td></td>
<td>75</td>
</tr>
<tr>
<td>FISCHER MANZOLI CORN.</td>
<td>S. ZENONE DEGLI EZZELINI</td>
<td>74</td>
</tr>
<tr>
<td>AURICCHIO GAETANO</td>
<td>NAPOLI</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>BRUHIN CLAUDIA</td>
<td>S. CASCIANO VAL DI PESA</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>BUERGISSER FRANCA</td>
<td>MONTAIONE</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>DEL BON CARLO</td>
<td>PONTEDASSIO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>FERRARI TIZIANA</td>
<td>MILANO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>FLEMATTI RENZO</td>
<td>ARDENNO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>FRIEDLI ROSA</td>
<td>BOSA</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>FRISCHKNECHT B. KATH.</td>
<td>ROVERETO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>KUEHNE MARIA</td>
<td>MANTOVA</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>LONGO SILVANO</td>
<td>CHIAMPO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>MACI ELENA</td>
<td>CAMPI SALENTINA</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>MANDARA GAETANO</td>
<td>POSITANO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>MARIOTTI CHRISTINA</td>
<td>LASTRA A SIGNA</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>MICELLI FLAVIA</td>
<td>BRUSIMPIANO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>MINATEL ELISABETH</td>
<td>ORMELLE</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>MONNEROT DUMAINE SEB.</td>
<td>MILANO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>RIVA HEIDI</td>
<td>COMO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>SALVADORI PIETRO</td>
<td>SELLA GIUDICARIE</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>VARANO HEDWIG</td>
<td>PALERMITI</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>ZEITZ MONIKA</td>
<td>BENEVENTO</td>
<td>70</td>
</tr>
<tr>
<td>LOCATELLI DANIELA</td>
<td>LAVENA PONTE TRESA</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>BERTONI TREVIA MARIANNE</td>
<td>ANDORA</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>BIONDI GIOVANNI</td>
<td>CLUSONE</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>CAMPAGNA FRANCESCO</td>
<td>MONCALIERI</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>COSETTI SUZANNE</td>
<td>VOLPAGO DEL MONTELLO</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>DE FILIPPIS GRAZIELLA</td>
<td>SESTO SAN GIOVANNI</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>GRECO ANNA ELVIRA</td>
<td>CASTRIGNANO DE’ GRECI</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>HABISREUTINGER SALA COR.</td>
<td>S. COLOMBANO AL LAMBRO</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>HARRI JOCELYNE</td>
<td>BIBBONA</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>MEISTER LIDIA</td>
<td>CASTELNOVO DEL FRIULI</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>POZZANI ROSMARIE</td>
<td>TORRI DEL BENACO</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>RUBINO CIRIACO</td>
<td>MOSCIANO SANT’ANGELO</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>SALATI VALERIA</td>
<td>ARESE</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>SPANTACONI GIUSEPPE</td>
<td>STRESA</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>SPECK EDUARD</td>
<td>MONTEGRINO VALTR.A</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>TORRETTA EDOARDO</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>TRAXLER MANOLI</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>TRESCH JOSEF</td>
<td>IMPERIA</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>ULITIN INES</td>
<td>SACILE</td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>GROSSENBACHER B.</td>
<td></td>
<td>60</td>
</tr>
<tr>
<td>BOSSET CLAUDE ANDRE</td>
<td>BASIGLIO</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>GABARDI LUIGI</td>
<td>MILANO</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>GILARDONI IVO NICOLA</td>
<td>OPPEANO</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>GRISOLIA VINCENZO</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>HANDSCHIN TH./MEYER E.</td>
<td></td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>IORIO CRAUSAZ ALDA</td>
<td>GABY</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>PLAGNO SUSANNE</td>
<td>SESTO AL REGHENA</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>ZAFFONATO EDITH</td>
<td>PIOVENE ROCCHETTE</td>
<td>55</td>
</tr>
<tr>
<td>SOLIMANO ANNA MARIA</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>54</td>
</tr>
<tr>
<td>CORNACCHIA YVONNE</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>NICOLAS MONICA MARIA</td>
<td>ALTAMURA</td>
<td>52</td>
</tr>
<tr>
<td>PERRIN JEAN CLAUDE</td>
<td>INTROD</td>
<td>52</td>
</tr>
<tr>
<td>FAVRE ANNA</td>
<td></td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ACCARDI LUCIANA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ADAMI GABRIELLA</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>AEGERTER MAYA</td>
<td>MONTUOLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>AGLIETTA LUIS E JOB MARL.</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>AGNANI MARCO</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ALBERTI ANNA MARIA</td>
<td>RIMINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ALBIN FRIEDA</td>
<td>PARCINES</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ALBRECHT BRUNO</td>
<td>CASTELLEONE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ALLEGRANTI RAFFAELLA</td>
<td>SALTRIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>AMMANN HORSTIO</td>
<td>RONCOFREDDO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ANDINA NATALIA</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ANTINA GABRIELA</td>
<td>NOCETO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ANTOGNINI GIUSEPPINA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ARMONE MARGARITHA</td>
<td>VOLVERA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ARRIGO ELETTRA</td>
<td>LURATE CACCIVIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ASTUTO LILIANE</td>
<td>LICODIA EUBEA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>AUGSNURGER MARIA</td>
<td>VARANO MELEGARI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>AVOGAON VITTORIO</td>
<td>CERNUSCO SUL NAVIGLIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BACHMANN PAUL</td>
<td>LAMON</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BAI ZANINI FIORINA</td>
<td>MALNATE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BALDI PAULE</td>
<td>NEVIANO DEGLI ARGUINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BALDINI ELISABETH</td>
<td>BARBERINO DI MUGELLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BALDISSEROTTO ROSMARIE</td>
<td>CHIAMPO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BALMELLI SILVANA</td>
<td>CERVINARA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARBERI ROSMARIE</td>
<td>CAST. SOPRA TICINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARBETTA ALBERTO</td>
<td>VELLETRI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARBIERI BRUNILDE</td>
<td>SAN GIORGIO DI NOGARO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARCO ALICE</td>
<td>VENEGONO INFERIORE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARLOCHER LISELOTTE</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARONIO HEDWIG</td>
<td>BRESCIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BARRAS ELISA</td>
<td>SANTI PIERRE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BATELLO MARCO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BATTAGLIA MARIO</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BAUMANN LYDIA JACQUELINE</td>
<td>CAMAIORE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BAVA GABRIELE</td>
<td>CANNOBIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BECCI PIERO</td>
<td>SERIATE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BEDESCHI DENIS</td>
<td>REGGIO EMILIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BEER BENVENUTA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BERETTA ALESSANDRO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BERGOMI ELISA</td>
<td>CASTIONE ANDEVENNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BERSIER ELDA</td>
<td>CREVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BETI FRANCO</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BIANCHI GENOVEVA</td>
<td>PERUGIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BIANCO MARIA</td>
<td>CARBONERA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BIAVA TOMAS E LENA VER.</td>
<td>CENATE SOTTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BIEVE CESARIO</td>
<td>DEPRESSA +</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BLASER CORVI GABRIELLA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BLATTER CHRISTIANA</td>
<td>TON</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BOLLINI ANNA</td>
<td>OLGIATE COMASCO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BOLOGNA ROSINA</td>
<td>SARNICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BONIFAZI FLAVIO</td>
<td>CITTADELLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BOSSARD ALEXANDER</td>
<td>SCHIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BOSSARD DANIEL</td>
<td>BREZZO DI BEDERO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BOSSY YVES</td>
<td>SAN FILIPPO DEL MELA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BOTTARO DANIELE</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRAGUGLIA MARISA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRAMBILLA LORENZO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRAZZOLA FLORIANO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BREDA LEUTENEGGER CRIS.</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRENNA RUTH</td>
<td>CANTÙ</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRINA HALLER GERTRUD</td>
<td>BARICELLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BROCARD PHILIPPE</td>
<td>GRESSAN</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRUDER ARNOLD</td>
<td>SEDICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRUNI PIERO</td>
<td>CAPODIMONTE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BRUNNSCHWEILER MARTHA</td>
<td>GORIZIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BUCCHI PAOLO</td>
<td>PISA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BUCHER CHIARINA</td>
<td>BERCETO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BUFFOLO FRANCESCO</td>
<td>MONTESCUDO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BUONANNO SILVIA</td>
<td>MOSCIANO SANT’ANGELO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>BUTTI MARIA</td>
<td>RAPALLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAMERANO GERTRUD</td>
<td>FINALE LIGURE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CANDIOTI LILIANE</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CANNABONA ROCCO</td>
<td>FARINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CANTALUPPI MARIO</td>
<td>VERBANIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAPPETTA RITA</td>
<td>CANNOBIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CARLO JACQUELINE</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CARMINATI CHRISTINA</td>
<td>TREVIOLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAROBBIO ANTOGNINI E.</td>
<td>MANTOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CARPIGNANO LUDOVICO</td>
<td>GINOSA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CASALE GIUSEPPE</td>
<td>SELVACAVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CASARTELLI ROSA</td>
<td>CAGNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CASSINA NATALIA</td>
<td>INDUNO OLONA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CASTRÌ VITO</td>
<td>MATINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CATTANEO CRISTINA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CATTANEO M. CRISTINA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAVADINI MARCO</td>
<td>VALMOREA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAVALLARI RAINERI SILVIA</td>
<td>TAGGIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAVARGNA BONTOSI MARIO</td>
<td>BUSSOLENO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CAVENAGO BIGNAMI GADDO</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>E BELLOTTI MARTA</td>
<td>PADOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CESCO ITALO</td>
<td>PORTOGRUARO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CESCUTTI BRUNO</td>
<td>SAN FIOR</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHALFAJEW MARIA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHENDI MARGRITH</td>
<td>CERVIGNANO DEL FRIULI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHIAROTTI FRNACA</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>E SNIDER GIUSEPPE</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHINDAMO MARIKA</td>
<td>ALBIOLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHIUMENTO LAURA</td>
<td>ALGHERO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHRISTEN GUILLERMO</td>
<td>LONIGO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHRISTEN KURT WALTER</td>
<td>CASTROREALE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHRISTINE SONIA</td>
<td>GUSSAGO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CHRISTINE WIPF</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CIABATTONI ADAMO</td>
<td>ST. EGIDIO ALLA VIBRATA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CIAMPA SILVANA</td>
<td>NAPOLI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CISERI CESARE</td>
<td>FORIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CLEMENT LUZIUS</td>
<td>CINIGIANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CLINGO EDITH</td>
<td>MASCHITO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CLOT ALFONSO</td>
<td>VERBANIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>COCCO MARGRIT</td>
<td>OPICINA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>COCO WERNER KATHARINA</td>
<td>ROSETO CAPO SPULICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>COLI AFFOLTER DAVID</td>
<td>SCANDICCI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>COLOGNI FRANCO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>COMETTI DAJANA</td>
<td>RODERO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CONTI ELDA</td>
<td>FORLÌ</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>COPPELLI SARGENTI G.</td>
<td>LERICI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CORETTI RODOLFO</td>
<td>MONTESPERTOLI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CRASTAN ANNIGNA</td>
<td>S.PIETRO A GRADO - PISA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CRASTAN ANNIGNA</td>
<td>PISA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>CUTRERA TOMMASO</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DAMIANO PAOLA</td>
<td>BISUSCHIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>D’AQUINO DI CARAMANICO N.</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>D’AURELIO MARIE LOUISE</td>
<td>CUTROFIANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE BLASI ANTONIO</td>
<td>CASARANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE CASPER JOSEPH</td>
<td>MODENA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE FELICE DANIELA</td>
<td>MAS</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE FRANCESCO NICOLA</td>
<td>BADOLATO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE GIACOMI GIUSEPPE</td>
<td>LIVORNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE MARTINO DI MONT. VIOL.</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE PAYEVSKY ANNA</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE SANTA STEFAN</td>
<td>FORNI DI SOPRA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DE VITA LUIGI</td>
<td>SAN MICHELE DI SERINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DEFIEBRE HORST</td>
<td>VOLPAGO DEL MONTELLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DEL FRATE A. ALESSANDRO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DEL MAFFEO MICHELE</td>
<td>CASTIONE ANDEVENNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DELCHIAPPO HEDWIG</td>
<td>BORGO VAL DI TARO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DELLA VEDOVA SARA</td>
<td>CUGGIONO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DELL‘EVA IRENE</td>
<td>OSSANA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DEMO ELISABETH</td>
<td>VICENZA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DETRAZ CATHERINE</td>
<td>SAREZZO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DETTORI CARMEN</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DI BLASIO MADDALENA</td>
<td>MONZA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DI CRISTOFANO ARLETTE</td>
<td>RAPALLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DI FRANCESCO ADELHEID</td>
<td>ARI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DI GIOVAMBATTISTA MAR.</td>
<td>FORLÌ</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DI SCALA RUTH</td>
<td>BARANO D’ISCHIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DOMENICONI ARNALDO</td>
<td>CELLE LIGURE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DONATONE GERTRUD</td>
<td>TERAMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DOUSSE PAOLA</td>
<td>LADISPOLI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DOZZIO ALESSANDRO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>DURUSSEL TRANQUILLA</td>
<td>POZZUOLO DEL FRIULI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>EBRINDATI ANN. SAVERIO</td>
<td>DOMODOSSOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>EICHHOLZER DAVIDE</td>
<td>SALUZZO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>EIGENMANN GRAZIA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>EREDE MARIA FRANCA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FABBRICOTTI MARIA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FAELLI ADRIANA</td>
<td>REGGIO EMILIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FAGANELLO MARTHA</td>
<td>PIAVON</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FANONI ELIS. CAEZILIA</td>
<td>ROVERETO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FARINELLI GIAN</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FERI LUCIO</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FERRALI A. IRENE MARIA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FERRALI A. ADELE MARIA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FINK MARCO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FIORDILIGI GEIGER ELISA</td>
<td>PORTO VALTRAVAGLIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FIORUCCI GIUSEPPE</td>
<td>TUORO SUL TRASIMENO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FIORUZZI ALBERTO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FISCHER KURT</td>
<td>CHIEVE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FLORINI RENZO</td>
<td>LIVORNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FLUEHLER SYBILLE</td>
<td>SCHIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FORNI ROCCO</td>
<td>ARPAISE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FOSSATI SILVIA ELENA</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>E VERNOCCHI FRANCO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FRASSETTI CLAUDIA</td>
<td>GRAVELLONA TOCE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FRATESI PATRICIA</td>
<td>GRADARA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FRATTINI ANTONIA</td>
<td>VARESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FRESTA JUANA</td>
<td>MASCALI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FRICK ERNST</td>
<td>CASSOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>FRIZZONI ANDREA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GAESCHLIN HEINZ</td>
<td>PACENGO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GAI CORNELIO</td>
<td>LUSERNA SAN GIOVANNI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GALASSO RAFFAELE</td>
<td>TERRANUOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GALAZZI GIAN CARLO</td>
<td>GIGNESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GALLI GIANCARLO</td>
<td>LUINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GALVANI FULVIO</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GARGANO LUCREZIA</td>
<td>ISOLA DEL GIGLIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GASPERETTI CIRILLO</td>
<td>SPORMAGGIORE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GELSI ERMELINDA</td>
<td>FELTRE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GERLI LUISA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GHERNI ALESSANDRA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GHIELMETTI MONICA</td>
<td>PAVIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GHO AGNES</td>
<td>NOVARA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIACCHÈ FRANCO</td>
<td>VARESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIANI GIANCARLO</td>
<td>DUMENZA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIANINI RENATA</td>
<td>PISA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIANNACCO BARBARA</td>
<td>ARDEA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIANNOCCARO PIERA</td>
<td>COMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIANNONE PIERINA</td>
<td>MONTELLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GINI CAROLI GIULIANA</td>
<td>VILLA DI CHIAVENNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIOSUÈ D.SSA FRANCESCA</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIOVANNI LEGGIO</td>
<td>ARZERGRANDE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GIULIETTI CLAUDIO</td>
<td>FERMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GOBBATO LUCIANO</td>
<td>GERMIGNAGA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GONFIANTINI GIANFRANCO</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRABER DOLORES</td>
<td>CUZZAGO DI PREMOSELLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRECO ANGELINA</td>
<td>TARANTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRECO GEORGETTE</td>
<td>TARANTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRIFFINI FRANCO</td>
<td>ARESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRIGOLETTO RINALDA</td>
<td>TREVISO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRIMALDI LUISA</td>
<td>ISCHIA PORTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GRISOSTOMI EMIDIO</td>
<td>FERMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GROSSMANN ANNA</td>
<td>PERGINE VALSUGANA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GUADRINI COLETTE</td>
<td>BARBARIGA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GUAZZONI MARINA</td>
<td>ARONA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GUEDEL URSULA</td>
<td>TENNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GUERRA MARIO BRUNO</td>
<td>SAN ZENO DI MONTAGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>GUILLT SUSANA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HAEBERLING HEINRICH</td>
<td>LOMBARDORE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HAEDERLI MAJA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HASLER DOMINIQUE ELIS.</td>
<td>CAMPIGLIA MARITTIMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HEINI HERBERT</td>
<td>PORTO MANTOVANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HEINRICH MONIKA M. LUISA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HENLÈ MICHEL</td>
<td>MIRANDOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HERTIG PUGGINI URSULA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HOFER FRANZ EDUARD</td>
<td>CASTIGLIONE DEL LAGO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HUBER RUTH</td>
<td>TRONTANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HUG MARIANNA</td>
<td>STELLANELLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>HUNZIKER JAMES</td>
<td>FAGAGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ILOSSI DARIO ANSELMO</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>IMBACH ELIA</td>
<td>RIMINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ISELI HILDA</td>
<td>MAGLIE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>IZZO GIUSEPPE</td>
<td>ARTEGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>JAKOB ERNST</td>
<td>BREMBILLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>JAKOB JACQUELINE</td>
<td>CREMOSANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>JOERG LAURENZ</td>
<td>ARCO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>JOUSSON CLAUDE</td>
<td>RICCIONE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KAISER ANDREAS</td>
<td>CAMPIGLIA MARITTIMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KALBERMATTEN SILVIA</td>
<td>MARINA DI GINOSA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KARRER HANS RUDOLF</td>
<td>ROSARNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KEISER ANDREAS</td>
<td>CAMPIGLIA MARITTIMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KELLER ERWIN</td>
<td>MONTANO LUCINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KIEFER CAPONIGRO VERENA</td>
<td>GUANZATE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KISLIG ARTHUR</td>
<td>CORTEMILIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KOELLIKER CALDERARA SIL.</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KUHN ANT. E D’ERRICO RITA</td>
<td>NAPOLI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KUNG DISTEFANO IRENE</td>
<td>GRAMMICHELE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KUNZLE MASSIMO</td>
<td></td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>KUSTER ROLAND</td>
<td>CASINA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LA BELLA BENEDETTO</td>
<td>MONTEFIORE CONCA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LAMARI IGNAZIO</td>
<td>LORO CIUFFENNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LANDRO SALVATORE</td>
<td>FIUMEFREDDO DI SICILIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LANZ RUTH</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LAURO MARIO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LEOCADIA NICOLA FLURY</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>KATHARINABERN</td>
<td>ATESSA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LEONE DORA</td>
<td>MARCONIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LEUTENEGGER HILDEGARD</td>
<td>ANGUILLARA SABAZIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LI CALZI M</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LIBERA EVA</td>
<td>MORBEGNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LIEBMINGER MARIA</td>
<td>COLLEBEATO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LIUZZO LISELOTTE</td>
<td>ACI SAN FILIPPO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LODISPOTO DENISE</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LOUP CLAIRE LISE SONIA</td>
<td>S. GIORG. D. RICHINVELDA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LUDICELLI ERIKA</td>
<td>S. MICHELE DI GANZARIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LURASCHI MARIA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>LUSENTI NATASCHA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MADONNA LUIGI</td>
<td>FILETTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAFFEI GIULIANA</td>
<td>TARANTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAFFEI PAOLA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAGISTRIS CLAUDIO</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAHLER ELISABETH</td>
<td>MELAZZO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MANERA SUSANNA</td>
<td>POSSAGNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARCHETTI EMILIA</td>
<td>ARTEGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARCOLIN SILVIA</td>
<td>ALBIOLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARÈ MASSIMO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARGARIA LUCIANO</td>
<td>CUNEO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARIANI CARLA</td>
<td>ROVELLASCA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARIANI VALENTINA</td>
<td>LIERNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARINO IDA</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARROCCO MADELEINE</td>
<td>PARABITA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MARZORATI PAOLA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MASCETTI ANGELA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MASCIADRI ROBERTO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MATTEI RENZO</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MATTIONI BERTONI BIBIANA</td>
<td>MAGNANO IN RIVIERA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAURA SALVATORE</td>
<td>CECCANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAURER ANNA</td>
<td>LUINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MAZZANTI URSULA</td>
<td>BUCCHIANICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MEERSSEMAN GEERT</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MEISTER DORIS ESTHER</td>
<td>GARBAGNATE MILANESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MERSON MIRELLA</td>
<td>POZZO D‘ADDA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>METZGER WALTER</td>
<td>PONTE SAN PIETRO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MIGLIORINI BIANCA</td>
<td>LERICI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MINOLA BESSI ELVIRA</td>
<td>MASERA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MOCELLIN FRANCESCA</td>
<td>LAVENA PONTE TRESA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MOECKLI THOMAS</td>
<td>MONTEGRINO VALTR.</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MOERLIN VISCONTI</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>CASTIGLIONE BENIGNO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MOLLER KURT</td>
<td>FERRARA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MONSORNO NADIA</td>
<td>PESCANTINA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MONTANINI MASSIMO</td>
<td>FERENTINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MONTI DORNBIERER ROSA</td>
<td>COMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MONTINI FRANCESCO</td>
<td>MOLTRASIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MORA ELENA</td>
<td>VERBANIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MORETTI MYRIAM</td>
<td>UGGIATE TREVANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MORONI MARCO</td>
<td>FONTE NUOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MOROSI HEIDI</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MOSER GUIDO</td>
<td>MELZO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MUELLER BERTILA MARIA</td>
<td>S. ZENONE DEGLI EZZELINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MUELLER ELISABETTA ANNA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MUSCARA MASSIMO</td>
<td>ROZZANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>MUSI BRIGITTE</td>
<td>FOLLONICA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>NANSEN FELCI U. LORENZO</td>
<td>SAN FELICE DEL BENACO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>NATELLI ATTILIO</td>
<td>CHIETI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>NIGRI NICOLETTA</td>
<td>NOVARA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>NITA DIENER</td>
<td>PAVIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>NOGARA EMMA</td>
<td>MENAGGIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>NUGNES LUIGI</td>
<td>MONTALBANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>OCCHETTA ANNA MARIA</td>
<td>MORTARA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>OLIVA RENATA FRANCA</td>
<td>CHIAVARI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ORLANDI MARINA</td>
<td>VERONA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ORLO MONIKA</td>
<td>VENEZIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ORTICA WILMA</td>
<td>TREVISO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PAGANINI MARLIS O. MIRIAM</td>
<td>SORI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PAGLIAI COLBY FIORENZA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PALENZONA ANNA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PALERMO ROCCO</td>
<td>MOLITERNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PALLIANI SILVIA</td>
<td>LIDO DI CAMAIORE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PALMERI LUIGI</td>
<td>CAGNO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PANDOLFI ERIKA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PAPINI CLAUDIA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PARDUCCI VINCENZO</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PARLANTI MARIO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PASSADORE UGO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PATELLI SANTINA</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PENNA SONJA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PERETTO ANGELA</td>
<td>CAREMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PERLINI DORIS</td>
<td>CERMENATE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PESSINA JEAN LUIS</td>
<td></td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PETTERINI LISBETH</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PETTINARI QUINTO</td>
<td>TRESTINA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PEZZOTTI JULIETTA</td>
<td>PILZONE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PFYFFER PACO</td>
<td>SENIGALLIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PIEVITOLI MARIANI STEF.</td>
<td>APPIGNANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PILLOUD TORELLO V. JACQ.</td>
<td>MONCALIERI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PIN ENNIO</td>
<td>MARENO DI PIAVE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PIN LUCIANA OLIVA</td>
<td>MARENO DI PIAVE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PISANELLO GIULIO</td>
<td>TUGLIE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PISANELLO QUINTINO</td>
<td>UGENTO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PIZZETTI CLAUDIO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PIZZI MARIO</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PLICHERO LUCIA</td>
<td>FABBRICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PLUNTI BARBARA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>POLETTI MICHELE</td>
<td>PIANELLO DEL LARIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>POLLMEYER MARIANNE</td>
<td>SEREN DEL GRAPPA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PORTMANN DANIELA</td>
<td>CASTINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>POZZI VERONIZUE</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>FRANCOISE E MATILDE</td>
<td>COMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>PREVOSTI GABRIELE</td>
<td>VARESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>QUADRI FRANCESCA</td>
<td>MANERBIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>QUAIA ROBERTO</td>
<td>OPERA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>QUAIATTO ALICE</td>
<td>RONCEGNO TERME</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>QUARTERONI ALFIO MARIA</td>
<td>LODI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RACCA GUIDO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RAIS MARIA</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RAMONI CHRISTIANE</td>
<td>GHIFFA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RAMPOLDI ANTONIO</td>
<td>BIANZONE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RAONE SILVIA</td>
<td>PRESICCE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RAPONA CHRISTINE</td>
<td>RIMINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RATTI ROSMARIE</td>
<td>BIELLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RAUSCH ISABELLE</td>
<td>RIVA DEL GARDA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>REALI ALVARO</td>
<td></td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RENZULLO FULVIO</td>
<td>GESUALDO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RESTIVO ELLY</td>
<td>FORMELLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RETORNAZ RENATA</td>
<td>CEMBRA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>REZZONICO SIMONE</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RHO ALB. E CADARIO MARIA</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RIBI COSTANZA</td>
<td>LERMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RICCERI SERGIO</td>
<td>IMPRUNETA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RIGHI ROMANO</td>
<td>CUVEGLIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RIJTANO MASI ORNELLA</td>
<td>NAPOLI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RIVA FRA. ERMOLI M. MADD.</td>
<td>MALNATE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RIVA RUTH</td>
<td>MAJANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RIZZOLI PIER MARIA</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>FURRER ADELE</td>
<td>RHO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROATTI CARLO</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROETHLISBERGER HANS</td>
<td>GOLFO ARANCI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROFRANO MICHELE</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROGANTINI LUCIA</td>
<td>VILLA DI CHIAVENNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROMANI ALDO</td>
<td>RIMINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROMANIN MARGRIT</td>
<td>DESENZANO DEL GARDA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROSSETTO ARMANDO</td>
<td>COLLEPASSO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ROTH ERIKA</td>
<td>MURO LECCESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RUBINO ROSANNA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>RUSSO MARIAGRAZIA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SALA ANGELO</td>
<td>DOMODOSSOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SALLUSTIO GIUSEPPE</td>
<td>ALEZIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SALVI MAURIZIO</td>
<td>BERGAMO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SALVIOLI GIAN PAOLO</td>
<td>BOLOGNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SANDRETTI MAURA</td>
<td>CEPPO MORELLI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SANGION ALIDE</td>
<td>CASTIONS</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SANTARELLI SILVANA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SANTIN URSULA</td>
<td>CONEGLIANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SANTORO MARCO</td>
<td>OSTUNI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SAREDI HANNA</td>
<td>LUINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SASSARO MARIA TERESA</td>
<td>PRAMAGGIORE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SASSU LUISA CRISTINA</td>
<td>MOGLIANO VENETO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SAVOLDELLI ANTONIO</td>
<td>CLUSONE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCACCHI RITA</td>
<td>VILLA GUARDIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCARLATA SONJA</td>
<td>PORLEZZA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCETTA MARIA</td>
<td>LOANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHAEFER YVONNE</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHAEFLI CARMELA</td>
<td>PIEDIMONTE MATESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHILTER ALEXANDER</td>
<td>MURAZZANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHMID FAVA BARBARA</td>
<td>SCURZOLENGO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHOTT RAMONA</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHREIBER CLAUDIO</td>
<td>BRESCIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCHWARZ ELISABETH</td>
<td>TORRITA DI SIENA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCIACCA GIUSEPPE</td>
<td>MISANO ADRIATICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SCIARINI ENRICO</td>
<td>SEGRATE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SEAMON RANDOLPH</td>
<td>FOSSANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SIGRIST J. WERNER MERONI</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>WILMA GIUSEPPE</td>
<td>NOVATE MILANES</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SILEONI RELINDIS</td>
<td>TREIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SIMIONI RITA</td>
<td>MAROSTICA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SIMONELLI URSULA</td>
<td>CANNERO RIVIERA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SIMONETTO NADIA</td>
<td>CUASSO AL MONTE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SOC. AGRICOLA PALLWEBER</td>
<td>ISOLA DELLA SCALA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SOLIMANO NICOLÒ</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SOMMARIVA LUISA</td>
<td>BOGLIASCO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SOMMARUGA CAROLINA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SORBO LUIGI</td>
<td>CASOREZZO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SPEGIORIN GIACINTO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SPINNIER MARIA</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>STACOFF K./BANGLE CH.</td>
<td></td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>STEGER ALBERT</td>
<td>LUCCA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>STETTLER GIOVACCHINA</td>
<td>SARZANA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>STEULLET CESCATO MAD.</td>
<td>ARSIÈ</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>STEVENS VENCESLAO</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>SUTTER OLIVA</td>
<td>CERVIGNANO DE FRIULI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TAMMETTA YVETTE</td>
<td>LENOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TANCREDI MARIA ISABELLE</td>
<td>ROSETO DEGLI ABRUZZI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TANNER LILIANA</td>
<td>GENOVA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TANTANINI TARSILLA</td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>MARIA ASSUNTA</td>
<td>VITTORIO VENETO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TARTARA DIANA</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TAUWEN PETER</td>
<td>LAMPORECCHIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TAVERNA ROBERTO</td>
<td>GATTICO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TAVOLA ALBERTO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TERLATO NUNZIO</td>
<td>VIZZINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TERRANOVA SILVIA</td>
<td>OLIVETO LUCANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>THIEBAT HENTI</td>
<td>ANTEY SAINT ANDRÈ</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>THIEME EVA</td>
<td>ROMA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>THOMA ROMAN</td>
<td>CHIOGGIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TOCCHIO PRISCA</td>
<td>BRESSO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TODDE ROSE MARIE</td>
<td>BOSA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TODESCHINI IRENE</td>
<td>LUINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TOMASSINI AGENORE</td>
<td>TUORO SUL TRASIMENO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TOMMASINI ROSMARIE</td>
<td>SALGAREDA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>TREICHIER E. A. GIUSEPPE</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VALT ESTHER</td>
<td>CAVIOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VAN NEDERVEEN ELENA</td>
<td>MODICA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VASSALLO ERMENEGILDA</td>
<td>CELLE LIGURE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VENTURI URSULA</td>
<td>BELLARIA IGEA MARINA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VERZAR CORAL MONIKA</td>
<td>TRIESTE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VETTA PIA</td>
<td>VICENZA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VETTRICI MICHELE</td>
<td>TIRANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VICENZI ELIANE</td>
<td>PEIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VIDALE ERIKA</td>
<td>GEMMANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VIGONI YVONNE</td>
<td>VARESE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VIZZINO MARIANNE</td>
<td>SALVE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VIZZOLA FRANCA</td>
<td>CREVOLADOSSOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VOGEL KARL MAURUS</td>
<td>PORLEZZA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VOGLER MARGRIT</td>
<td>CASCINE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>VON KAENEL SANDRO</td>
<td>RONCADELLE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WAELCHLI SONJA</td>
<td>ST. ANDREA DEL GARIGL.</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WAGNER IDA</td>
<td>VIVARO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WEDER EDITH RUTH</td>
<td>RAVENNA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WERNER NORMA</td>
<td>SAN FLORIANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WINKLER LUCIANO</td>
<td>MILANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WOLF FEDATO JACQUELINE</td>
<td>VENEZIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>WUTHRICH ERNESTO</td>
<td>TORINO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZAMPINI GIANCARLO</td>
<td>FIRENZE</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZANARDI MYRTHA</td>
<td>VENEZIA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZANIN BEATRICE</td>
<td>SAN CIPRIANO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZANONI VITTORINA</td>
<td>CANTÙ</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZEHNDER ALFONS</td>
<td>CAIOLO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZENKLUSEN REINHARD</td>
<td>DOMODOSSOLA</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZOLLINGER RUTH</td>
<td>RIMINI</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZUCCHINI ELISABETH</td>
<td>VERUCCHIO</td>
<td>50</td>
</tr>
<tr>
<td>ZUERCHER REGINA</td>
<td>OROSEI</td>
<td>50</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-6316-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6316-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
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		<title>A rischio d’estinzione</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/a-rischio-destinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 09:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/11/libro-copertina-il-peggio-non-3D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks Nonostante mi trovi nel mezzo del cammin di nostra vita (anche un po’ prima, spero) ci sono delle volte in cui mi sento antica: non vecchia, antica… nel senso più bello della parola! Spesso si usa il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/11/libro-copertina-il-peggio-non-3D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6313"  class="panel-layout" ><div id="pg-6313-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6313-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6313-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks</strong></p>
<p>Nonostante mi trovi nel mezzo del cammin di nostra vita (anche un po’ prima, spero) ci sono delle volte in cui mi sento antica: non vecchia, antica… nel senso più bello della parola! Spesso si usa il termine “vecchio” per indicare una persona anziana, un oggetto che non si usa più, un capo d’abbigliamento logoro, non più alla moda e quant’altro. In effetti, il più delle volte, la parola vecchio porta con sé un’accezione negativa e talora addirittura dispregiativa. Non facendo ancora parte di questa bella fetta della popolazione, ma ormai lontana comunque dalla più radiosa gioventù, devo ammettere che mi fa onore talvolta riconoscere in certi miei modi qualcosa di antico, qualcosa che solitamente deriva dalla propria famiglia e dal tipo di educazione che i genitori, o chi per loro, hanno voluto impartire. Mi riferisco principalmente alle cosiddette buone maniere: a certe accortezze, per esempio nei confronti delle persone anziane o delle donne, e a tutti quei modi destinati – ahimè! – sempre più palesemente a scomparire. Parlo di aprire lo sportello dell’auto ad una signora, di cederle il passo davanti alla porta, di alzarsi per far sedere una persona anziana, darle del “lei” e trasmettere tutto ciò ai propri figli. Mi trovo in Ticino e mentre passeggio tra le affascinanti viuzze del centro, il mio sguardo fa capolino su un bellissimo paio di scarpe esposto veramente ad arte. Come? – esclamerete – Tra le innumerevoli meraviglie del Ticino, si sofferma su un paio di scarpe??! Lo so, lo so … ma sono belle, non costano molto e soprattutto mi sembrano veramente comode, anche se solitamente le scarpe più sono femminili, più sono scomode; queste però meritano di essere quantomeno provate. Dalla prima gravidanza ho smesso, per un lungo periodo, di portare i tacchi alti (la pancia che squilibra verso avanti, le scale, la pioggia … il freddo di Zurigo, mi hanno fatto eliminare le scarpe col tacco dalla scarpiera di casa e allora via, giù: tutte in cantina!); questo mi sembra proprio il momento buono per ricominciare. Entro in questa deliziosa boutique e solerte mi viene incontro una donna molto curata e gentile che subito mi accoglie, facendomi accomodare. Avrà all’incirca qualche anno in meno di me e in più non so quanti bracciali. Mi tratta come se fossi una cliente davvero speciale, cosa che mi piace e mi lusinga parecchio (tra le tecniche di vendita, quella di fare sentire la cliente importante gioca un ruolo, molto spesso, determinante). Pochi minuti e la parte della principessa che fa acquisti comincia a starmi stretta: la signora, infatti, non solo esordisce dandomi del “tu” ma presto si rivolge a me appellandomi … tesoro!!! Stento a credere che possa farlo nonostante io continui ad insistere con il “lei”. Non so se ridere della intraprendenza che spropositatamente la signora mostra nei miei confronti, ritenermi lusingata dalla valanga di complimenti e attenzioni o se sentirmi letteralmente presa per i fondelli. Mi verrebbe da chiederle se dice sul serio o se sta scherzando (della serie … ma c’è o ci fa?). Provo a calzare una scarpa, mentre l’ansia – per l’attesa – dipinta sul volto della signora mi ricorda quella del paggetto che porge a Cenerentola la scarpina di cristallo. Tutto ciò m’imbarazza parecchio, mentre la signora decide autonomamente di tirare fuori non so quanti altri modelli. Comincia, dunque, a sfoderare tutta una serie di superlativi assoluti che evidenziano il massimo grado della qualità, della bellezza e della “comodità senza confronto di questi ultimissimi arrivi”! Mi sto stufando e vorrei scappare, anche perché quelle scarpe adesso, una volta calzate, tanto comode non mi risultano. Lei continua a dirmi che sono sciccosissime, mentre io continuo a giustificarmi dicendo che, per quanto belle siano, sono pur sempre delle scarpe e che, in quanto tali, è nella loro funzione portarmi in giro: insomma, con queste scarpe devo camminare, non riporle in vetrina come delle suppellettili. Proprio non riesco a farla smettere! La mia mente è già via, ma lei continua a parlare … parlare, incatenandomi. Pone domande anche personali, risultando di una invadenza esagerata. In tutto questo, insiste nel darmi del tu mentre io continuo a darle del lei. Si stupisce che io desideri scarpe comode, quasi che … chi bella vuole apparire un po’ deve soffrire, ma io un paio di scarpe che mi fanno male appena calzate non le metto neppure se mi pagano! Non glielo dico certo in questi termini, ma la signora sarebbe capace di vendere ghiaccio agli eschimesi ed io, con la massima delicatezza, cerco di motivare il mio rifiuto. Finalmente riesco ad uscire dal negozio con il mio portafogli intatto ma soprattutto con i piedi contenti per essere ritornati nelle loro belle scarpe, conosciute e comode. Passeggio, ma l’insistenza e l’arroganza della signora mi restano ancora addosso, tanto che mi guardo bene dall’entrare nel prossimo negozio; mi è passata la voglia. Punto una panchina per riposare un po’ i piedi e ancora di più le orecchie. Lì è seduto un signore anziano al quale sorrido per salutare, chiedendo se il posto vicino è libero. Lui ricambia il sorriso e con le dita affusolate tocca leggermente il suo cappello, accennando ad un minimo movimento verso l’alto, come se stesse per sollevarlo. Ma che meraviglia! E come mi è familiare: lo faceva sempre mio padre … Quel gesto gentile soffia subito via l’arroganza della commessa; il cuore mi si gonfia e gli occhi si commuovono. È un gesto di riverenza nei miei confronti, un gesto antico che quasi nessuno fa più. Quella che un tempo veniva chiamata “cavalleria” sembra, oggigiorno, aver lasciato il posto alla più sciatta indifferenza e se adesso noi genitori non insegniamo le vecchie buone maniere ai nostri figli, allora quando gli anziani saranno andati via … con loro se ne sarà andata anche la sfumatura più bella e cortese dei modi gentili che sublimano ogni incontro!</p>
<p><em>lindafallea.buscemi@hotmail.com </em><br />
<em>Per acquistare il libro: www.islandbooks.ch</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Svizzera come in Italia sono molti i cittadini frustrati per le limitazioni da parte dei tecnici comunali</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-svizzera-come-in-italia-sono-molti-i-cittadini-frustrati-per-le-limitazioni-da-parte-dei-tecnici-comunali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 09:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/case-colorate-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A Bienne vendono la loro casa a causa della tinta sulle facciate Lugano - Quando ci si appresta a dipingere le mura esterne della propria casa, attenzione alla scelta del colore. È risaputo che ci siano disposizioni comunali che regolano la gamma di colori possibili o addirittura che stabiliscano un preciso colore per le facciate.</p>
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	<p><strong>A Bienne vendono la loro casa a causa della tinta sulle facciate</strong></p>
<p><strong>Lugano</strong> - Quando ci si appresta a dipingere le mura esterne della propria casa, attenzione alla scelta del colore. È risaputo che ci siano disposizioni comunali che regolano la gamma di colori possibili o addirittura che stabiliscano un preciso colore per le facciate.<br />
Capita però di dimenticare di farvi riferimento e allora sono guai, sia che abbiate una casa in Svizzera oppure in Italia. Sembra un argomento banale, tuttavia nella realtà dei fatti sono in ballo enormi frustrazioni da parte di molte persone e tanti soldi buttati ogni anno a causa di una scelta così innocua come ridipingere una facciata.</p>
<p>Uno dei casi che più ha colpito l’opinione pubblica di Bienne è stato quello dei coniugi Zysset, finiti in guai economici nel 2016 per aver rinnovato le pareti esterne della loro casa con tinta arancione. Disperati, hanno pensato addirittura di dover vendere la casa dopo l’imposizione del loro comune di ritinteggiare di nuovo in grigio. La coppia di pensionati proprietaria dell’immobile, aveva deciso di ridipingere i muri scegliendo un bel colore arancio. Chiamano gli imbianchini che eseguono il lavoro per 27 mila franchi. A lavoro finito, arriva dal comune un atto ufficiale che ordina loro di ridipingere nuovamente le facciate del colore precedente.</p>
<p><strong>Arancione non si può</strong><br />
Ciò in considerazione del contesto: nella zona tutte le case devono essere dipinte in tonalità che richiamano il grigio, pertanto la loro casa spicca e diventa - secondo il comune - una “nota stonata”. La coppia aveva scelto il gioioso arancione suggestionata da un recente viaggio in Norvegia dove le abitazioni sono di vari colori. Non ha sortito alcun effetto il loro ricorso e gli sono stati accordati sei mesi di tempo per correggere la tinta. «Dopo aver sborsato i soldi per la causa, dobbiamo di nuovo spendere altri 27 mila franchi per il ritinteggio, da qui il rischio di dover vendere la casa». I concittadini mossi a pietà avevano avviato una petizione a favore della coppia.</p>
<p><strong>I gusti dei tecnici</strong><br />
Innanzitutto ai proprietari è stato contestato di non aver interpellato le autorità comunali prima di eseguire i lavori. La colorazione eseguita contravviene a precise norme che tutelano il paesaggio e se la legge non ammette ignoranza ecco arrivare “la giusta pena”, ossia ridipingere di nuovo le pareti con il colore consentito, e, se il caso avviene in Italia, è possibile ricevere anche una sanzione amministrativa.</p>
<p>Dunque attenzione alla colorazione che contravviene alla tutela del paesaggio e dell’ambiente. Su quest’ultimo punto il cittadino si trova un po’ confuso, poiché per ambiente si può intendere l’ecologia, e allora sarebbero da considerare i tipi ti materiali usati, in questo caso le vernici utilizzate per la dipintura. Ma non sembra che venga mai fatta dai comuni un’indagine in questo senso. Quindi rimaniamo sul paesaggio e la sua armonia; bè, a guardare la foto in alto su questa pagina, la casa arancione sembra donare una nota di allegria in un paesaggio davvero freddo, monotono e triste… Secondo studi attendibili, i colori giocano funzioni importanti per l’essere umano, sia che l’impatto sia nell’ambito privato, muri, arredamento, abbigliamento, sia in ambito pubblico, come ospedali, scuole, posti di lavoro, sia in ambito esterno come il paesaggio, appunto.</p>
<p>Vi sono comuni in Italia dove vincono i gusti di alcuni tecnici dei quali non si capiscono le logiche. In posti di lago dove in antichità vigevano i colori pastello, tra cui il rosa, questi sono vietati con l’imposizione dell’onnipresente ocra e tutto si appiattisce spesso su brutti gialli. Insomma, in quanto a buon gusto, in alcuni comuni non ci siamo, e dovrebbero restare fermi i principi del buon gusto anche da parte dei tecnici. Se norme ci devono essere sono senz’altro quelle del dovuto mantenimento dello status quo per quanto riguarda edifici e nuclei storici.</p>
<p>Anche la vista altrui è opportuno che venga tutelata da brutture estreme. Aprire la finestra e ritrovarsi a poca distanza muri dipinti di un “bel” nero antracite, di certo non farebbe piacere a nessuno, ma in Ticino succede anche questo.</p>
<p><strong>In Ticino troppa libertà </strong><br />
In Canton Ticino c’è una maggiore libertà e Cadenazzo risulta essere il comune più appariscente in termini di colorazioni delle case. Proprio il mese scorso è stato redatto un nuovo regolamento edilizio in fase di approvazione che proibirà tinte “eccessivamente brillanti, sature e intense”.</p>
<p>C’è chi ritiene ragionevole una limitazione, c’è chi si sente violato nella propria libertà di scelta. D’altronde a lasciar troppo fare ad architetti con vezzo di firmare vere e proprie stramberie a privati troppo creativi che vorrebbero i brillantini sulle facciate, si corre il rischio del trash. L’allegria delle tinte può benissimo accompagnarsi all’armonia d’insieme. I più agguerriti sul fronte “libertà di colore” ricordano che le amministrazioni dovrebbero concentrarsi di più su altri misfatti a danno del paesaggio, il quale in Ticino è già seriamente compromesso: sparite Villa Branca e la Romantica di Melide, immemori dello scempio tra gli scempi, cioè la distruzione nel 1961 del Castello di Trevano, di indiscutibile pregio con preziosi marmi e cristalli, raso al suolo per fare spazio ad una scuola in puro cemento…</p>
<p><strong>Pratiche e bolli in Italia</strong><br />
In Italia, attenzione a fare erroneamente di testa propria perché, come detto, oltre alla doppia spesa per l’obbligo di ridipingere secondo le disposizioni comunali, si incorre anche nelle sanzioni amministrative.</p>
<p>Armando B. ci racconta: «Risiedo in Svizzera ma ho una casa in Italia, non sapevo di tutte queste norme, ho speso più in pratiche, bolli e geometra che non per il lavoro di imbiancatura e di un piccolo restauro. Mi hanno imposto un colore orrendo per i miei gusti, mi dicono che potrò chiedere una modifica ai Beni ambientali, ma la pratica è costosa e l’esito incerto. Non so se fare causa, sono amareggiato».</p>
<p>Se poi si risiede in aere sotto tutela paesaggistica occorre recarsi prima dal tecnico comunale per stare tranquilli con i colori giusti. Intanto, i coniugi di Bienne hanno venduto la casa e si sono da poco trasferiti in Africa (paese d origine della consorte) e affermano di vivere felici in una casa che dipingeranno di bianco circondati dai colori caldi del potente sole. La famosa casa arancione di Bienne proprio in questi giorni tornerà grigia come tutte le altre del quartiere.</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
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	<p>Il quartiere di Bienne (BE) dove la casa arancione spicca tra le altre.<br />
A causa dell’imposizione delle autorità di ridipingerla di grigio, i proprietari hanno deciso di venderla ed emigrare.<br />
Una Svizzera “troppo grigia” è stato il leitmotive di una petizione e delle proteste via web.</p>
</div>
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	<p>Esempi di case coloratissime in Ticino e in Italia. Ma nella maggior parte dei comuni le limitazioni sono piuttosto serie e si può incorrenre in sanzioni (foto douglass.com e TIo).</p>
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	<p>Le appariscenti case di Cedenazzo in Ticino, e la moda del nero sulle facciate adottata da alcuni architetti (foto douglass.com e TIo).</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/in-svizzera-come-in-italia-sono-molti-i-cittadini-frustrati-per-le-limitazioni-da-parte-dei-tecnici-comunali/">In Svizzera come in Italia sono molti i cittadini frustrati per le limitazioni da parte dei tecnici comunali</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Editoriale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/AndreaPogliani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori Avrete notato che dall’edizione di marzo 2019 Gazzetta Svizzera ha una nuova veste grafica. Questo rientra negli obbiettivi dati al nuovo redattore, che si sta impegnando per offrirvi contenuti sempre più originali, continuando la tradizione di raccontare la Svizzera ai connazionali residenti in Italia. Non dimenticatevi però che Gazzetta Svizzera è</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/editoriale-2/">Editoriale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/AndreaPogliani-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-6063"  class="panel-layout" ><div id="pg-6063-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6063-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6063-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>Avrete notato che dall’edizione di marzo 2019 Gazzetta Svizzera ha una nuova veste grafica.</p>
<p>Questo rientra negli obbiettivi dati al nuovo redattore, che si sta impegnando per offrirvi contenuti sempre più originali, continuando la tradizione di raccontare la Svizzera ai connazionali residenti in Italia.</p>
<p>Non dimenticatevi però che <strong>Gazzetta Svizzera</strong> è edita da una <strong>Associazione senza scopo di lucro</strong>, che si finanzia principalmente grazie ai vostri<strong> contributi volontari</strong>.</p>
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