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	<title>doppia cittadinanza Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>doppia cittadinanza Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>I limiti all’acquisto di immobili in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/acquisto-casa-italia-cittadini-svizzeri-residenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 20:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto immobili Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/rubrica-legale-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Buongiorno Avvocato, siamo una coppia sposata di pensionati svizzeri; io doppia cittadinanza argentina/svizzera e mia moglie brasiliana/svizzera. Abbiamo l'intenzione di comprare un appartamento in Lombardia (meno di 200 metri quadri), lasciare la Svizzera e trasferire la nostra residenza in Italia (anche quella fiscale). Con questo modo potremmo superare le limitazioni per la compra di un</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/acquisto-casa-italia-cittadini-svizzeri-residenza/">I limiti all’acquisto di immobili in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/12/rubrica-legale-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25697"  class="panel-layout" ><div id="pg-25697-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25697-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25697-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Quando un cittadino svizzero può comprare casa in Italia e con quali limiti?</h3>
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	<p><em>Buongiorno Avvocato, </em></p>
<p><em>siamo una coppia sposata di pensionati svizzeri; io doppia cittadinanza argentina/svizzera e mia moglie brasiliana/svizzera. </em></p>
<p><em>Abbiamo l'intenzione di comprare un appartamento in Lombardia (meno di 200 metri quadri), lasciare la Svizzera e trasferire la nostra residenza in Italia (anche quella fiscale).</em></p>
<p><em>Con questo modo potremmo superare le limitazioni per la compra di un immobile in Italia? (per esempio condizione di reciprocità).</em></p>
<p><em>Cordialmente,</em></p>
<p>(R.S. – loc. non indicata)</p>
<hr />
<p>Gentile Lettore,<br />
abbiamo già spesso affrontato l’argomento per i nostri compatrioti che leggono e sostengono la Gazzetta Svizzera, quindi mi auguro che anche Lei continui a farlo.</p>
<p>Prendiamo quindi volentieri in considerazione il Suo quesito, che ci consente una volta in più di ribadire i principi e le norme che presiedono alla materia, e di rinfrescarci tutti la memoria. Anche perché di tanto in tanto ce n’è bisogno e lo dimostrano lettere come la Sua.</p>
<p>Effettivamente, sussistono alcune restrizioni all’acquisto di immobili in Italia da parte di cittadini svizzeri, ma questi nascono dal fatto che è la Svizzera che notoriamente ha posto in passato dei vincoli all’acquisto di immobili da parte di tutti gli stranieri (non solo gli italiani).</p>
<p>Ciò ha determinato un’asimmetria di diritti tra italiani e svizzeri in questo ambito, che in materia di diritto internazionale privato si chiama difetto di reciprocità, e che richiede quindi un intervento di riallineamento da parte di uno dei due Stati.</p>
<p>Conviene allora partire dai divieti introdotti in Svizzera per spiegare i vincoli in Italia.</p>
<h3>La LAFE e la regolamentazione di acquisti di immobiliari degli stranieri</h3>
<p>La materia è oggi regolata dalla Legge federale sull’Acquisto di Fondi da parte di persone all’Estero (LAFE) del 16.12.1983, entrata in vigore il 1° gennaio 1985 – la famigerata Lex Friedrich poi modificata dalla successiva Lex Koller del 1997 – e dall’Ordinanza esecutiva della stessa dell’1.10.1984 (OAFE).</p>
<p>La genesi di questa disciplina è di natura insieme economica e politica.</p>
<p>Sin dall'inizio degli anni Cinquanta e soprattutto negli anni Settanta si era assistito ad un consistente incremento della domanda di proprietà fondiaria da parte di acquirenti stranieri – sia per agevolazioni fiscali in Svizzera, sia per fenomeni economici all’estero (inflazione, crisi valutarie, speculazioni).</p>
<p>Si era quindi già cercato di porvi freno con altri provvedimenti legislativi (Lex von Moos del 1961 modificata nel 1965, Lex Celio del 1972 e Lex Furgler del 1973) per il timore di una “svendita” del territorio svizzero agli stranieri (c.d. “inforestierimento”), soprattutto in centri turistici più o meno rinomati.</p>
<p>In termini generali, oggi si osserva un costrutto normativo che costituisce un regime autorizzatorio per tutti i soggetti stranieri, persone fisiche o giuridiche, che siano intenzionati ad acquistare proprietà immobiliari ovvero altri diritti reali in territorio elvetico.</p>
<h3>Eccezioni alla disciplina</h3>
<p>Va però detto che, ai fini dell’applicazione della disciplina, i cittadini degli Stati membri dell’UE o dell’Associazione europea di libero scambio (AELS) non sono ritenuti stranieri se hanno il domicilio legale ed effettivo in Svizzera, e cioè permessi di domicilio.</p>
<p>Sono, poi, previste altre eccezioni a tale regime (per esempio, in caso di permesso di dimora B), essendo consentito il libero acquisto di immobili senza autorizzazioni, alla stregua di quanto avviene in Italia, se l’immobile sia adibito ad abitazione principale, quale domicilio legale ed effettivo.</p>
<p>Inoltre, è prevista “<em>un’eccezione giusta</em>” per cui, non sottostanno all’obbligo dell’autorizzazione i seguenti soggetti:</p>
<ul>
<li>gli eredi legittimi, in base al diritto svizzero, nella devoluzione dell’eredità;</li>
<li>i parenti in linea ascendente (genitori) e discendente (figli e nipoti) del venditore ed il suo coniuge o il suo partner registrato;</li>
<li>l’acquirente, se già comproprietario o proprietario in comune del fondo;</li>
<li>i comproprietari per le permute dei loro piani nel medesimo immobile;</li>
<li>i frontalieri seguenti, titolari di permesso di domicilio A, che acquistano un’abitazione secondaria nella regione del loro luogo di lavoro, e cioè:</li>
</ul>
<ol>
<li>i cittadini degli Stati membri dell’UE o dell’AELS;</li>
<li>i cittadini del Regno Unito in base all’Accordo 25.2.2019 con la Svizzera.</li>
</ol>
<p>È prevista, però, la facoltà per i singoli Cantoni di consentire ulteriori fattispecie di autorizzazione (anche per promuovere il turismo).</p>
<p>L’Ordinanza del 1984 prevede poi che la superficie abitabile netta delle abitazioni secondarie, delle abitazioni di vacanza e delle unità d’abitazione in <em>apparthotel</em> non deve superare di regola i 200 metri quadrati. Inoltre, sempre per le abitazioni secondarie e le abitazioni di vacanza che non sono costituite in proprietà per piani, la superficie totale del fondo non può di regola superare i 1’000 metri quadri.</p>
<h3>Sanzioni civili e penali</h3>
<p>A titolo sanzionatorio, i negozi giuridici aventi ad oggetto l’acquisto di immobili in violazione delle autorizzazioni di legge sono giuridicamente inefficaci finché non intervenga l’atto autorizzativo, e divengono totalmente nulli se vengono attuati comunque in mancanza della prescritta autorizzazione o se viene emesso il provvedimento di diniego di autorizzazione.</p>
<p>Sono altresì previste conseguenze di carattere penale come la detenzione fino a tre anni per elusione dell’obbligo di autorizzazione, nel caso di esecuzione di un negozio giuridico nullo per assenza di autorizzazione, o per indicazioni inesatte, e in caso di mera colpa si irrogano ingenti pene pecuniarie (sino a 50’000 CHF).</p>
<h3>La clausola di reciprocità nel diritto italiano</h3>
<p>Nel diritto italiano l’art. 16 delle disposizioni preliminari al codice civile, stabilisce che lo straniero, sia esso persona fisica o giuridica, “<em>è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali</em>”.</p>
<p>Tuttavia, secondo il costante insegnamento della Suprema Corte di Cassazione il principio di reciprocità non riguarda i diritti fondamentali come quelli alla vita, all’incolumità ed alla salute, che non possono essere limitati in ragione della cittadinanza del loro portatore e sono conseguentemente riconosciuti a tutti i soggetti in modo indifferenziato ed egualitario.</p>
<p>Il diritto di proprietà immobiliare, invece, non è annoverato tra questi ultimi, e, pertanto, esso soggiace al principio di reciprocità.</p>
<p>Orbene, lo straniero regolarmente soggiornante in Italia in principio “<em>gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano</em>” a norma del d.lgs. n. 286 del 25.07.1998.</p>
<p>Pertanto, per il cittadino svizzero che regolarmente soggiornante in Italia, allo stesso modo del doppio-cittadino dotato di cittadinanza straniera oltre a quella italiana, non vi sono problemi particolari, essendo la condizione giuridica del tutto analoga a quella di un qualsiasi cittadino italiano che intenda acquistare un immobile.</p>
<h3>Gli effetti per i cittadini svizzeri</h3>
<p>In Italia in realtà, non abbiamo una legge come quella elvetica che limiti in via generale il diritto di proprietà sugli immobili per gli stranieri. Tuttavia l’acquisto immobiliare dello straniero non regolarmente soggiornante in Italia può avvenire solo in caso lo preveda un trattato internazionale, oppure laddove vi sia reciprocità.</p>
<p>Quest’ultima si ritiene verificata, per le persone fisiche svizzere non residenti in Italia, in maniera speculare a quanto avviene in Svizzera per gli italiani, per l’acquisto di:</p>
<ul>
<li>abitazioni secondarie, di vacanza ed unità d'abitazione in <em>apparthotel</em>, con superficie abitabile netta non superiore ai 200 mq;</li>
<li>fondi, di pertinenza di abitazioni secondarie e di vacanza (singole unità immobiliari come ville e fabbricati) la cui superficie non ecceda i 1’000 mq;</li>
<li>immobili ad uso esclusivamente commerciale;</li>
<li>immobili da parte degli eredi legittimi negli acquisti <em>mortis causa</em> e dei parenti dell’alienante in linea ascendente e discendente (nonni, genitori e figli) e del suo coniuge.</li>
</ul>
<p>Inoltre si considera che ciò valga anche per l’acquisto dell’abitazione principale nel luogo del domicilio legale ed effettivo.</p>
<h3>Assenza di autorizzazioni e di sanzioni penali</h3>
<p>A differenza del cittadino italiano in Svizzera, il cittadino svizzero che intende acquistare la proprietà in Italia non dovrà chiedere nessuna autorizzazione alle autorità italiane.</p>
<p>Sarà viceversa compito del notaio italiano – eventualmente anche con l’ausilio del Ministero degli Affari Esteri italiano – nelle fasi preparatorie dell’atto di compravendita verificare scrupolosamente che tutte le condizioni siano rispettate e, in caso di accertata violazione della condizione di reciprocità, esimersi dal compiere l’atto richiesto, poiché contrario alla legge.</p>
<p>Non vi sono multe o altre sanzioni, tantomeno penali.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Rispondo a questo punto ai Vostri dubbi e, come avrete capito, posso tranquillizzarvi, dicendo che nessun ostacolo o vincolo sussiste per Voi all’acquisto di una casa in Italia.</p>
<p>Infatti, in quanto (anche) svizzeri, non sareste soggetti a limitazioni soggettive ed alla condizione delle dimensioni di 200 metri quadri, essendo Voi intenzionati a trasferire la residenza in Italia.</p>
<p>Si tratterebbe all’evidenza di prima abitazione con l’acquisto della residenza sul territorio italiano, e non di un’abitazione secondaria o di vacanze e, in questo caso, la condizione di reciprocità è data, in quanto alla stessa maniera anche un italiano potrebbe acquistare in Svizzera.</p>
<p>Peraltro, in quanto doppi nazionali, si potrebbe verificare, per completezza, anche se vi siano limiti all’acquisto in Italia da parte di cittadini dell’Argentina o del Brasile o condizione di reciprocità ma questa è tutta un’altra storia…</p>
<p>Spero che quanto sopra sia sufficientemente chiaro e auguro a tutti un serenissimo Natale ed un felice inizio di nuovo anno.</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
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		<title>L’acquisto della cittadinanza Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/cittadinanza-svizzera-figli-madre-padre-straniero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 20:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Markus Wiget]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza per nascita]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[diritto comparato]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[figli madre svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[LCit]]></category>
		<category><![CDATA[legge cittadinanza svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[padre straniero]]></category>
		<category><![CDATA[riforma cittadinanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/legal1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Gentile Avv. Markus Wiget, …Infine, un ultimo dubbio: in base alle leggi dell’epoca, se i miei genitori non fossero stati entrambi svizzeri, io e mia sorella saremmo comunque risultate svizzere per nascita? Insomma, viste le tante variabili, mi riesce difficile credere che la soluzione percorsa dai miei genitori sia stata frutto di un automatismo legale</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/cittadinanza-svizzera-figli-madre-padre-straniero/">L’acquisto della cittadinanza Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/legal1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25477"  class="panel-layout" ><div id="pg-25477-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25477-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25477-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Continua il nostro breve excursus in materia, questa volta dal lato della Svizzera</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><em>Gentile Avv. Markus Wiget,</em></p>
<p><em>…Infine, un ultimo dubbio: in base alle leggi dell’epoca, se i miei genitori non fossero stati entrambi svizzeri, io e mia sorella saremmo comunque risultate svizzere per nascita?</em></p>
<p><em>Insomma, viste le tante variabili, mi riesce difficile credere che la soluzione percorsa dai miei genitori sia stata frutto di un automatismo legale e non una scelta deliberata…</em></p>
<p><em>Grazie e cordiali saluti.</em></p>
<p><em>(N.P. – Milano)</em></p>
<hr />
<p>Gentile Lettrice,</p>
<p>tengo fede alla promessa fatta il mese scorso e, in questo nuovo numero della Gazzetta Svizzera, riprendo la questione ancora rimasta in sospeso della Sua gentile lettera.</p>
<p>Ciò anche perché il tema, seppur non di stretta attualità come Lei giustamente scrive, è però di sicuro interesse per molti nostri concittadini. Completiamo, dunque, questo breve e sommario affresco di diritto comparato tra l’Italia e la Svizzera.</p>
<p>Iniziamo dicendo che anche nella Confederazione Elvetica vige principalmente e storicamente lo <em>ius sanguinis</em>, in perfetta analogia con gli altri Stati nazionali europei.</p>
<p>La originaria “Legge Federale sull’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera” (LCit) del 29 settembre 1952, della quale abbiamo già spesso trattato in questa Rubrica Legale, ha poi – come del resto è avvenuto in molti Paesi – subito numerose modifiche.</p>
<p>Il testo legislativo oggi in vigore è frutto di una serie progressiva di adattamenti dovuta alla modificata sensibilità sui temi della cittadinanza ma anche, in termini più generali, su quelli della parità di genere e della famiglia.</p>
<p>Infatti, l’art. 3 LCit nella sua versione del 1952 prevedeva che la donna straniera acquisisse la cittadinanza per matrimonio con un cittadino svizzero, ma era altresì stabilito che le donne svizzere la perdessero sposando uno straniero e che i figli di madre svizzera e padre straniero non divenissero automaticamente cittadini della Confederazione (o più precisamente anche del Cantone e del Comune svizzero).</p>
<p>Importanti modifiche, come accennavamo, sono intervenute nel corso degli anni.</p>
<p>Nel 1984, 1990 e 1992 si è concessa prima la possibilità per le donne svizzere sposate con stranieri di ottenere il riconoscimento della cittadinanza originaria, così come per i figli di madri svizzere (con alcune eccezioni), e poi vi è stata l’eliminazione della perdita automatica della cittadinanza per le donne, ammettendo anche formalmente la doppia cittadinanza.</p>
<p>Tanto è vero che nel 1997 fu anche prevista la piena trasmissione della cittadinanza a tutti i figli di cittadina svizzera sposata ad uno straniero, anche se residenti all’estero, così superando una limitazione ancora esistente di una disposizione transitoria risalente al 1985 sulla naturalizzazione agevolata dei figli senza limiti di età, purché con stretti legami con la Svizzera.</p>
<p>Con la riforma del 2003 (in vigore dal 2006) scompaiono poi tutte le distinzioni tra cittadine svizzere per origine, naturalizzazione o adozione e quelle per matrimonio.</p>
<p>Orbene, numerose altre modifiche intervengono negli anni a seguire e da ultimo con la Revisione totale della Legge federale sulla cittadinanza del 2014, entrata in vigore nel 2018 (di cui abbiamo abbondantemente scritto in passato).</p>
<p>Come si intuisce il panorama è assai ampio e la materia articolata, senza nemmeno considerare i vari Referendum del passato in proposito e – molto importante sotto il profilo legislativo e regolamentare – l’Ordinanza sulla cittadinanza (OCit) la quale specifica molti aspetti pratici e concreti della disciplina, a mano a mano che questa si modifica.</p>
<p>L’art. 1 LCit comunque prevede ancora oggi come primo criterio di attribuzione dello status di cittadino svizzero la discendenza.</p>
<p>In particolare, è cittadino elvetico dalla nascita chi risulta figlio di genitori uniti in matrimonio dei quali uno almeno sia svizzero, mentre in precedenza, ciò non avveniva sempre, ad esempio per il figlio di uno straniero e di una madre divenuta svizzera per altro matrimonio.</p>
<p>Ciò vale invece altresì per il figlio di una cittadina svizzera non coniugata con il padre.</p>
<p>Sempre il medesimo articolo statuisce poi che con il riconoscimento del padre, che costituisce il rapporto di filiazione, anche il minorenne straniero figlio di padre svizzero non coniugato con la madre acquista la cittadinanza svizzera come se fosse nato svizzero.</p>
<p>Ma anche questo non è stato sempre così. In passato ciò avveniva solo a seguito di matrimonio.</p>
<p>Questi i casi rilevanti nella fattispecie di acquisto della cittadinanza per legge.</p>
<p>* * *</p>
<p>Vengo ora al Suo quesito specifico, rispondere al quale in maniera tranchant è tutt’altro che semplice per le tante ragioni sopra menzionate.</p>
<p>Debbo dire in linea generale, che è assai probabile, da quanto mi ha scritto, che Lei e Sua sorella sareste comunque risultate svizzere per nascita, ma per una risposta certa e definitiva sarebbe necessario disporre di molti altri dati personali e relativi ai Suoi genitori ed alla Vostra famiglia che non conosciamo.</p>
<p>Sia come sia, spero che questa mia la tranquillizzi e abbia fugato i residui “sospetti” sulle scelte dei Suoi genitori e gli automatismi legali in un’epoca che non conosceva la varietà e la multiculturalità delle società moderne che, quindi, si sono adattate anche legislativamente.</p>
<p>Un cordiale saluto a tutti Voi che ci seguite.</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Un caso di perdita della cittadinanza italiana</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/perdita-cittadinanza-italiana-matrimonio-straniero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 18:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[legge 555 1912]]></category>
		<category><![CDATA[Markus Wiget]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio con straniero]]></category>
		<category><![CDATA[perdita cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[riacquisto cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[riforma diritto di famiglia 1975]]></category>
		<category><![CDATA[storia cittadinanza italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/legal1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Gentile avv. Markus Wiget, avrei un quesito da porre alla Rubrica Legale della Gazzetta Svizzera sulla questione della cittadinanza in relazione al matrimonio; mi scuso però, perché il mio dubbio è di carattere “storico”, legato cioè non alle leggi attuali bensì agli accordi tra Italia e Svizzera vigenti nel 1962. In quell’anno infatti mia madre,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/perdita-cittadinanza-italiana-matrimonio-straniero/">Un caso di perdita della cittadinanza italiana</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/02/legal1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25403"  class="panel-layout" ><div id="pg-25403-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25403-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25403-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Breve e curioso excursus storico-legislativo in caso di matrimonio con straniero (svizzero)</h3>
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	<p><em>Gentile avv. Markus Wiget,</em></p>
<p><em>avrei un quesito da porre alla Rubrica Legale della Gazzetta Svizzera sulla questione della cittadinanza in relazione al matrimonio; mi scuso però, perché il mio dubbio è di carattere “storico”, legato cioè non alle leggi attuali bensì agli accordi tra Italia e Svizzera vigenti nel 1962.</em></p>
<p><em>In quell’anno infatti mia madre, cittadina italiana, sposò mio padre, cittadino svizzero residente in Italia. Con il matrimonio, lei perse la cittadinanza italiana e acquisì quella svizzera. Mi sono sempre chiesta se questa soluzione fosse allora l’unica possibile. Non avrebbe potuto mantenere entrambe le cittadinanze? Oppure restare italiana e non acquisire la cittadinanza del marito? E, nel caso l’unica possibilità fosse “uniformare” le cittadinanze dei coniugi, era necessariamente previsto che fosse la moglie a perdere la propria a favore di quella del marito? Infine, un ultimo dubbio: in base alle leggi dell’epoca, se i miei genitori non fossero stati entrambi svizzeri, io e mia sorella saremmo comunque risultate svizzere per nascita?</em></p>
<p><em>Insomma, viste le tante variabili, mi riesce difficile credere che la soluzione percorsa dai miei genitori sia stata frutto di un automatismo legale e non una scelta deliberata.</em></p>
<p><em>Anche se mi rendo conto che si tratta di un dubbio tutt’altro che di stretta attualità, mi piacerebbe avere una visione più articolata sul tema e vi ringrazio se potrete darmi qualche lume o indicarmi una fonte dove io possa documentarmi in autonomia.</em></p>
<p><em>Grazie e cordiali saluti.</em></p>
<p><em>(N.P. – Milano)</em></p>
<hr />
<p>Gentile Lettrice,</p>
<p>grazie della Sua garbata richiesta, certo un po’ singolare, più che per il contenuto, per le motivazioni che paiono sottintenderla ma che cercheremo di soddisfare la meglio delle nostre possibilità, considerato anche lo spazio che ci è concesso per questa nostra Rubrica Legale.</p>
<p>Infatti, il tema della cittadinanza è di notevole vastità e complessità ed una sua analisi comporterebbe al contempo anche un’attenta considerazione di aspetti culturali e sociologici, nonché politici e sociali che hanno determinato il Legislatore ad orientarsi in un modo o nell’altro. Va tenuto conto, quindi, che le scelte in materia di <em>status civitatis</em> (ma come in molte altre materie del diritto, del resto) sono sempre in evoluzione, anche in relazione ai costumi ed alle contingenze storiche.</p>
<p>La cittadinanza, pertanto, non è questione solo “storica” ma è anzi anche particolarmente attuale, poiché è stata oggetto di modifiche legislative recenti in Svizzera, ed ancor più recentemente in Italia nonché di un quesito referendario pochi mesi fa, ed è tuttora un argomento nell’agenda politica di vari partiti.</p>
<p>In queste pagine ci limiteremo, tuttavia, principalmente agli aspetti strettamente tecnico-normativi per fornire a Lei gli strumenti per una valutazione della Sua particolare situazione.</p>
<p>Il che, per me significa scavare ancora più a fondo non solo negli insegnamenti ricevuti e nell’esperienza maturata ai tempi della pratica forense con il mio indimenticato <em>dominus</em> dell’epoca, avvocato Ugo Guidi, ma anche andare a consultare qualche vecchio e sacro testo universitario.</p>
<p>Ciò detto, aggiungo che, comunque, nel Suo caso si tratta, mi creda, di una condizione nient’affatto rara, anche se oggi del tutto superata e non riproponibile, quantomeno con riguardo ai Paesi da Lei citati, e cioè l’Italia e la Svizzera.</p>
<p>Proviamo dunque a ricostruire la vicenda familiare da Lei descritta sulla base dei soli dati da Lei forniti.</p>
<p><strong>La legge sulla cittadinanza in vigore in Italia nel 1962</strong></p>
<p>Cominciando dal principio, all’epoca dei fatti descritti la disciplina della cittadinanza in vigore in Italia era contenuta nella Legge 13.6.1912 n. 555 i cui principi cardine erano ispirati ai caratteri predominanti del nazionalismo, sull’esclusività dello <em>ius sanguinis</em>, e sulla preminenza della figura maritale, ovvero del capofamiglia.</p>
<p>Ad esempio, l’art. 1 stabiliva che era cittadino per nascita il figlio di padre cittadino, mentre il figlio di madre cittadina riceveva la nazionalità italiana solo se il padre era ignoto o non aveva la cittadinanza italiana, né quella di altro Stato, ovvero se il figlio non seguiva la cittadinanza del padre straniero secondo la legge dello Stato al quale questi apparteneva.</p>
<p>In concreto, poi, sulla base di tale disposizione legislativa, perdeva la cittadinanza chiunque spontaneamente acquistava una cittadinanza straniera, ovvero chi avendo acquistata senza concorso di volontà propria una cittadinanza straniera dichiarava di rinunziare alla cittadinanza italiana ed inoltre, in entrambi i casi, stabiliva o aveva stabilito all’estero la propria residenza (art. 8).</p>
<p>Inoltre, altri casi di perdita di cittadinanza erano previsti per coloro che avendo accettato impiego da un Governo estero od essendo entrato al servizio militare di potenza estera, vi avessero persistito nonostante l’intimazione del Governo italiano di abbandonare entro un termine fissato l’impiego o il servizio.</p>
<p>Era, però, possibile in tali casi il riacquisto a specifiche condizioni, e cioè prestando servizio militare (nel Regno prima e nella Repubblica poi) o accettando un impiego dello Stato, ovvero dichiarando di rinunciare alla cittadinanza dello Stato a cui apparteneva o provando di aver rinunziato all’impiego o al servizio militare all’estero esercitati nonostante il divieto del Governo italiano, ed in entrambi i casi, l’aver stabilito o stabilendo entro l’anno dalla rinuncia la propria residenza in Italia (art. 9).</p>
<p>Per quel che qui più interessa, invece, la legge del 1912 conteneva all’art. 10 una prima risposta ai quesiti sollevati.</p>
<p>In primo luogo, esso sanciva espressamente che la donna coniugata (in allora <em>maritata</em>) non potesse assumere una cittadinanza diversa da quella del marito, anche in caso di separazione personale fra coniugi.</p>
<p>Inoltre</p>
<ol>
<li>mentre la donna straniera che si univa in matrimonio ad un cittadino acquistava la cittadinanza italiana e la manteneva anche in caso di vedovanza a certe condizioni,</li>
<li>la donna cittadina che sposava uno straniero perdeva la cittadinanza italiana, sempreché il marito possedesse una cittadinanza che per il fatto del matrimonio a lei si comunicasse,</li>
<li>in caso di scioglimento del matrimonio ritornava cittadina se risiedeva in Italia o vi rientrava, e dichiarava in ambedue i casi di voler riacquistare la cittadinanza.</li>
</ol>
<p>Il risalente provvedimento legislativo in parola è in seguito stato oggetto di vari interventi correttivi come in parte vedremo.</p>
<p><strong>La Riforma del diritto di famiglia del 1975</strong></p>
<p>Tra le numerose conquiste sociali e giuridiche degli anni ’70 del secolo scorso (ricordiamo ad esempio la legge sul divorzio, l'abbassamento della maggiore età da 21 a 18 anni e lo Statuto dei lavoratori) va annoverata anche la Riforma del diritto di famiglia adottata con Legge n. 151 del 19.5.1975, che introdusse principi di uguaglianza tra i coniugi e di parità tra figli legittimi e naturali con una visione nuova della famiglia e più confacente ai tempi, adottando consistenti modifiche alla struttura legislativa previgente, in particolare:</p>
<ul>
<li>l’abolizione della potestà maritale e l’affermazione dell'eguaglianza fra coniugi;</li>
<li>la trasformazione della patria potestà nella potestà genitoriale;</li>
<li>del regime patrimoniale della comunione dei beni come regime legale della famiglia e la scelta di separazione dei beni o comunione convenzionale;</li>
<li>la modifica delle norme regolanti la separazione personale, ora anche per l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza.</li>
</ul>
<p>In tema di cittadinanza, poi, la riforma venne in parte anticipata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 87 del 16.4.1975, che dichiarò l'illegittimità del succitato art. 10 della L. n. 555/1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza, indipendentemente dalla volontà dell'interessata, per la donna italiana che acquistava la nazionalità straniera del coniuge per effetto di matrimonio.</p>
<p>Anche a seguito di tale sentenza, la riforma del 1975, introduceva al Codice Civile l’art. 143-<em>ter</em> che disciplinava espressamente la cittadinanza della moglie come segue: “<em>La moglie conserva la cittadinanza italiana, salvo sua espressa rinunzia, anche se per effetto del matrimonio o del mutamento di cittadinanza da parte del marito assume una cittadinanza straniera</em>".</p>
<p>Il Legislatore, nello stabilire che la moglie conservava la propria cittadinanza indipendentemente dalle vicende di cittadinanza del marito, formulò altresì l'art. 219 della legge 151/1975 che consentiva alle donne che avevano perso la cittadinanza per matrimonio con straniero o per le vicende di cittadinanza del marito, di riacquistarla tramite una espressa dichiarazione. La norma, infatti, al primo comma, recita: "<em>La donna che, per effetto di matrimonio con straniero o di mutamento di cittadinanza da parte del marito, ha perduto la cittadinanza italiana prima dell'entrata in vigore della presente legge, la riacquista con dichiarazione resa all'autorità competente a norma dell'articolo 36 delle disposizioni di attuazione del codice civile</em>". Ciò, peraltro, come fu specificato in seguito, con effetto retroattivo.</p>
<p>Si dichiarava infine genericamente l’abrogazione di tutte le norme in contrasto.</p>
<p><strong>Le ulteriori e successive leggi sulla cittadinanza e la L. n. 91/1994</strong></p>
<p>Varie sono le state le modifiche legislative succedutesi nel tempo in materia di cittadinanza.</p>
<p>Ricordiamo, ad esempio, la Legge 21.4.1983 n. 123 che conteneva disposizioni sull’acquisto e la rinuncia della nazionalità italiana da parte del coniuge straniero o apolide del cittadino italiano, così come del figlio minorenne anche adottivo di madre o padre italiano, nonché facilitazioni in ordine alla legittimazione a presentare la richiesta da parte del coniuge italiano, ma anche condizioni preclusive.</p>
<p>Fondamentale, invece, fu la promulgazione della L. n. 91 del 5.2.1992 che ha rappresentato una radicale ed organica riforma della disciplina in materia di cittadinanza.</p>
<p>Il principale criterio di acquisto resta lo <em>ius sanguinis</em> e cioè la trasmissione per discendenza, ma in ogni caso da entrambi i genitori, e quindi per i figli nati sia dal padre sia dalla madre. Inoltre, in caso di genitori ignoti, apolidi o di cittadinanza che non si trasmette, i figli nati in Italia acquistano la cittadinanza in base allo <em>ius soli </em>(art. 1).</p>
<p>Allo straniero che vantasse genitori o un ascendente in linea retta di secondo grado (nonni e bisnonni) italiani per nascita, o fosse nato in Italia, poteva essere concessa la cittadinanza italiana (art. 9).</p>
<p>Condizioni preclusive, perdita e riacquisto sono sostanzialmente invariati rispetto alla vecchia legge, con esclusione però del matrimonio come causa di perdita della cittadinanza (artt. 6, 12 e 13).</p>
<p>È espressamente prevista la possibilità della doppia cittadinanza, per il cittadino italiano che possiede, ne acquista o riacquista una straniera, salvo che voglia rinunciare a quella italiana e risieda o stabilisca la residenza all’estero (art. 11).</p>
<p>Inoltre chi avesse a suo tempo perduto la cittadinanza in base ai vecchi artt. 8 e 12 della L. n. 555/1912 o per mancato esercizio dell’opzione della L. n. 123/1983 la poteva riacquistare con una dichiarazione entro due anni dall’entrata in vigore della nuova legge (art. 17).</p>
<p>Infine, con tale legge sono stati abrogati, tra gli altri, la L. n. 555/1912, l’art. 143-ter c.c., la stessa L. n. 123 del 21.4.1983 succitati, e ogni altra disposizione incompatibile con essa. Viceversa restava fermo quanto disposto dall'art. 219 della suddetta Riforma.</p>
<p>Anche la L. n. 91/1992, tuttavia, nel corso degli anni ha subito numerose modificazioni (come ad esempio l’introduzione della condizione del possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana), tanto che solo pochi mesi fa, infatti, vi è stato un ulteriore intervento con D.L. n. 36 del 28.3.2025 (convertito con modifiche in Legge n. 74 del 23.5.2025) che è invece volto ad evitare eccessivi automatismi nella trasmissione della cittadinanza per discendenza sia in caso di minori nati all’estero, sia eccezioni per i figli nati all’estero che hanno già un’altra cittadinanza e limitandola a due generazioni e condizioni ulteriori e prevedendo varie deroghe all’impianto della legge.</p>
<p>Infine, sono stati inseriti termini perentori per le dichiarazioni previste in relazione ad acquisto e riacquisto della cittadinanza.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Riassumendo quanto esposto sopra, possiamo dire che Sua madre ha certamente perso la cittadinanza italiana a seguito di matrimonio con Suo padre, coniuge straniero nella fattispecie svizzero, in base alla L. n. 555/1912.</p>
<p>La scelta non è da considerarsi volontaria, ma quale mera conseguenza che la disposizione di legge annetteva al matrimonio, né era prevista alternativa o eccezione ai tempi.</p>
<p>La mamma avrebbe, invece, potuto riacquistare la cittadinanza italiana dopo il 1975 a seguito della citata Riforma del diritto di famiglia, purché ne avesse fatto richiesta.</p>
<p>A seguito delle varie modifiche legislative intervenute, oggi vi è parità tra i coniugi sia nel trasmettersi vicendevolmente la cittadinanza, sia nel trasmetterla ai figli, e dunque una situazione come quella verificatasi all’epoca da lei descritta non sarebbe attualmente più possibile, né immaginabile.</p>
<p>Mi auguro di avere chiarito così un po’ di dubbi su quanto appreso da Vostra madre in merito alla sua cittadinanza svizzera ed alla perdita di quella italiana.</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, la cittadinanza svizzera Sua e di Sua sorella purtroppo non ho più spazio in questo numero, ma mi riservo di parlarne in un prossimo numero della Gazzetta Svizzera. Spero che avrà la costanza e la pazienza di continuare a seguirci ed a sostenerci, come fatto sinora.</p>
<p>A Voi ed a tutti i nostri Lettori una buona ripresa “settembrina” ed un cordiale saluto.</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
</div>
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		<title>Gli svizzeri all’estero sono prevalentemente plurinazionali</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-doppia-cittadinanza-plurinazionalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 20:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[comunità svizzere nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[plurinazionalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzeri all'estero]]></category>
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		<category><![CDATA[svizzeri in USA]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio federale di statistica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=25353</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/08/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Alla fine del 2024, vivevano all'estero 826’700 cittadini svizzeri, pari all'11% della popolazione svizzera totale. Tre quarti di loro possiedono più di una nazionalità. Questa percentuale sale all'85% per i minori di 18 anni. Questi sono i risultati della statistica sugli svizzeri all'estero pubblicata dall'Ufficio federale di statistica (UST). Al 31 dicembre 2024, erano registrati</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-doppia-cittadinanza-plurinazionalita/">Gli svizzeri all’estero sono prevalentemente plurinazionali</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/08/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25353"  class="panel-layout" ><div id="pg-25353-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25353-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25353-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Svizzeri all’estero: la maggioranza ha doppia cittadinanza, cresce la plurinazionalità</h3>
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	<p>Alla fine del 2024, vivevano all'estero 826’700 cittadini svizzeri, pari all'11% della popolazione svizzera totale. Tre quarti di loro possiedono più di una nazionalità. Questa percentuale sale all'85% per i minori di 18 anni. Questi sono i risultati della statistica sugli svizzeri all'estero pubblicata dall'Ufficio federale di statistica (UST).</p>
<p>Al 31 dicembre 2024, erano registrati presso una rappresentanza svizzera all'estero 826’700 cittadini svizzeri, l'1,6% in più rispetto al 2023. Le comunità più numerose si trovano in Europa, soprattutto nei Paesi limitrofi: 212’100 in Francia, 101’000 in Germania e 52’600 in Italia. Al di fuori dell'Europa, i principali Paesi di residenza sono gli Stati Uniti (84’700), il Canada (41’700) e l'Australia (26’600).</p>
<p><strong>Tre quarti degli svizzeri all'estero hanno più di una nazionalità</strong></p>
<p>Tre quarti degli svizzeri all'estero, ovvero 617’600 persone, hanno almeno un'altra nazionalità. Dal 2017, il loro numero è aumentato più nettamente rispetto a quello degli svizzeri con una sola nazionalità (+10,2% rispetto a +9,4%).</p>
<p>Nel complesso, la percentuale di svizzeri con più nazionalità che vivono all'estero è più alta tra i minori di 18 anni (85%), seguita dalla fascia d'età 18-64 (75%) e infine dalla fascia d'età 65+ (65%).</p>
<p>La percentuale di cittadini svizzeri con più nazionalità è più alta in America Latina e Caraibi (84%), Oceania (81%) e Nord America (79%). L'Argentina e il Cile hanno le percentuali più alte, rispettivamente del 95% e del 92%.</p>
<p>D'altra parte, in Asia e in Africa i cittadini svizzeri con più di una nazionalità sono meno numerosi (rispettivamente 63% e 66%). La Thailandia ha la percentuale più bassa di cittadini con più nazionalità, pari al 37%. (UST)</p>
</div>
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	<p>Nei prossimi anni in Svizzera potranno mancare migliaia di lavoratori qualificati, soprattutto nel comparto tecnologico. Foto Keystone</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-doppia-cittadinanza-plurinazionalita/">Gli svizzeri all’estero sono prevalentemente plurinazionali</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>10 domande ad un giovane svizzero: Norwin Geiger</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-ad-un-giovane-svizzero-norwin-geiger/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 16:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Norwin Geiger]]></category>
		<category><![CDATA[politica svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[scena culturale]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/Norwin-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Norwin sei legato alla Svizzera, in che modo? «Mi chiamo Norwin Geiger, sono un laureando alla Bocconi e lavoro presso un’azienda di importazione. Sono legato alla Svizzera dalla parte di mio padre, svizzero nato a Milano. Entrambi i nonni paterni sono svizzeri: mia nonna proviene da Coira, nei Grigioni, mentre mio nonno era del Canton</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-ad-un-giovane-svizzero-norwin-geiger/">10 domande ad un giovane svizzero: Norwin Geiger</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/Norwin-2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24167"  class="panel-layout" ><div id="pg-24167-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24167-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24167-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Norwin sei legato alla Svizzera, in che modo?<br />
</strong>«<em>Mi chiamo Norwin Geiger, sono un laureando alla Bocconi e lavoro presso un’azienda di importazione.</em><em><br />
Sono legato alla Svizzera dalla parte di mio padre, svizzero nato a Milano. Entrambi i nonni paterni sono svizzeri: mia nonna proviene da Coira, nei Grigioni, mentre mio nonno era del Canton San Gallo»</em>.</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Credi che la tua doppia cultura incida ed influenzi il tuo lavoro?<br />
</strong>«<em>Credo che la doppia cittadinanza e la mia doppia nazionalità abbiano inciso fortemente sul mio lavoro. Da una parte, c’è il metodo e la precisione svizzera (stereotipata) che mi rende efficiente e preciso nei confronti delle scadenze e sempre puntuale nelle consegne. Dall’altra il mio lato italiano mi ha permesso di interagire in maniera aperta e tranquilla con colleghi e capi, creando un’atmosfera serena nonostante la pressione del lavoro e delle consegne</em>».</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Ti interessa e segui lo sport e la scena culturale Svizzera?<br />
</strong>«<em>Essendo uno sportivo, seguo spesso la nazionale svizzera in tutti i suoi impegni sportivi maggiori. Seguo la nazionale di calcio che negli ultimi anni ci ha regalato molte soddisfazioni. Inoltre, seguo gli sport invernali, in particolare lo sci e lo sci di fondo. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda la scena culturale, vivendo sul Lago Maggiore, sono estremamente vicino a Lugano e spesso vado al LAC per assistere a concerti, balletti o semplicemente per vedere una mostra</em>».</p>
<p><strong>E la scena politica?<br />
</strong>«<em>Ultimamente mi sto riavvicinando alla scena politica svizzera per motivi lavorativi e per interesse personale, perché apprezzo come le iniziative popolari vengano prese in considerazione dal governo centrale e credo che il modello confederativo sia estremamente funzionale per un territorio piccolo come la Svizzera, che però ha necessità diverse per ogni Cantone</em>».</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero ed uno italiano chi incontreresti e perché?<br />
</strong>«<em>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero e uno italiano, sceglierei Roger Federer e Alberto Angela. Federer perché sono un suo grande tifoso e perché ha rappresentato ed elevato la Svizzera e alcuni suoi brand a livello mondiale. Alberto Angela perché, tramite il suo programma televisivo, i suoi articoli<br />
</em><em>e le sue interviste, rappresenta un faro per la cultura e la storia, che a mio avviso oggi giorno viene sempre più trascurata</em>».</p>
<p><strong>⁠</strong><strong>Com’è percepita la Svizzera dai tuoi amici e conoscenti?<br />
</strong>«<em>La Svizzera viene percepita in vari modi. È vista come una nazione dove vi sono opportunità di lavoro per tutti a salari competitivi che valorizzano il lavoro. È percepita quasi come un’utopia di ricchezza e benessere per tutti i suoi cittadini. Però viene anche percepita in maniera negativa, spesso a causa degli stereotipi e delle idee che si sono sviluppate negli ultimi decenni</em>».</p>
<p><strong>Hai qualche aneddoto divertente da raccontare sul tuo essere svizzero e italiano?<br />
</strong><em>«Non ho grandi aneddoti, ma spesso quando vedono il mio cognome su un passaporto italiano rimangono sorpresi</em>»<em>. </em></p>
<p><strong>Hai mai letto un classico della letteratura svizzera? Se sì quale?<br />
</strong>«<em>Sì, ho letto un classico della letteratura svizzera. Si intitola “L’anno della valanga” scritto da Giovanni Orelli, che consiglierei a tutti</em>».</p>
<p><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi di poter contribuire meglio?<br />
</strong>«<em>Secondo me, UGS svolge un lavoro fondamentale, ovvero quello di dare ai giovani doppi cittadini la possibilità di conoscere una parte di loro che a livello culturale magari non conoscono, e inoltre può dare una conoscenza generale dello stato svizzero e delle sue opportunità lavorative. Personalmente, vorrei ricevere più possibilità di incontri locali per lo sviluppo di carriere nello stato svizzero. Penso di poter contribuire creando nuovi eventi per aumentare il numero di iscritti all’UGS e renderlo un gruppo omogeneo, per dare nuove possibilità ai giovani svizzeri</em>».</p>
<p><strong>Infine, se potessi avere un super potere, quale sceglieresti e perché?<br />
</strong>«<em>Se potessi scegliere un superpotere, sceglierei il potere di guarigione perché mi permetterebbe di alleviare la sofferenza, salvare vite e migliorare la salute delle persone, rendendo il mondo un posto migliore</em>»<em>.</em></p>
<p>Nicola Magni</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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		><h3 class="widget-title">Svizzera a Parigi 2024</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il 26 luglio avrà luogo a Parigi la Cerimonia di apertura dei Giochi della XXXIII Olimpiade.<br />
Facciamo un grandissimo in bocca al lupo alle nostre atlete e ai nostri atleti!<br />
Hoop Schwiz!</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-24167-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24167-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-24167-1-1-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Svizzera agli UEFA EURO 2024</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Sino al 14 luglio si svolgono in 10 città tedesche i Campionati europei di calcio 2024.<br />
Qualificatasi il 18 novembre 2023, capitanata da Granit Xhaka è pronta per farci emozionare. E tu sei carico? Mi raccomando «Hoop Schwiz!”</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-24167-1-2"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24167-1-2-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="6" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-24167-1-2-0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Acqua, terra e cielo: sport per tutti i gusti!</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>La Svizzera in estate propone una vasta varietà di mete di vacanza: dalle montagne ai laghi passando per le città.<br />
In ognuna di queste destinazioni è possibile praticare sport diversi tra loro ma egualmente adrenalinici.</p>
<p><em><strong>Sport acquatici</strong><br />
</em>Sei appassionato o vorresti provare sport come rafting, canoismo, kayak o il nuovo trend del SUP? La Svizzera è il posto giusto per te!<br />
Infatti, la Confederazione vanta il fatto che circa il 4% della Confederazione è coperto da laghi e fiumi, non a caso la Svizzera è considerata il paradiso degli sport acquatici.</p>
<p><em><strong>Bici</strong><br />
</em>Che sia una bici da città, da corsa o una MTB la Svizzera propone oltre 12.000 km di percorsi per biciclette segnalati, itinerari dalla vista mozzafiato.<br />
Vieni a scoprire il nostro Paese pedalata dopo pedalata!</p>
<p><em><strong>Sport aerei</strong></em><br />
Grazie alle sue vette maestose, la Svizzera è una meta ideale per praticare sport aerei.<br />
Dal parapendio, al deltaplano senza dimenticare il paracadutismo, questi sport che regalano emozioni uniche, sono amatissimi dagli svizzeri.</p>
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</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-ad-un-giovane-svizzero-norwin-geiger/">10 domande ad un giovane svizzero: Norwin Geiger</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>«Una cosa inimmaginabile in Canada!»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/una-cosa-inimmaginabile-in-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 14:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2024]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[Cyril Dittli]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[formazione professionale]]></category>
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		<category><![CDATA[migrante canadese]]></category>
		<category><![CDATA[supporto finanziario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/Cyril-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Cyril Dittli è un giovane svizzero cresciuto in Canada che in questi giorni di luglio sta concludendo il suo apprendistato come meccanico di biciclette in Svizzera. Agli studi universitari ha preferito di fare un apprendistato professionale che coniuga pratica e teoria. Qui ci racconta le sue esperienze. «Mi chiamo Cyril Dittli, ho 23 anni e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/06/Cyril-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24156"  class="panel-layout" ><div id="pg-24156-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24156-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24156-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</h3>
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	<p><strong>Cyril Dittli è un giovane svizzero cresciuto in Canada che in questi giorni di luglio sta concludendo il suo apprendistato come meccanico di biciclette in Svizzera. Agli studi universitari ha preferito di fare un apprendistato professionale che coniuga pratica e teoria. Qui ci racconta le sue esperienze.</strong></p>
<p>«Mi chiamo Cyril Dittli, ho 23 anni e vengo da St-Isidore, un piccolo villaggio vicino a Ottawa, in Canada. Sono cresciuto in una fattoria e ho terminato la scuola superiore con successo.</p>
<p>I miei genitori sono emigrati 35 anni fa da Lucerna in Canada per iniziare una nuova avventura. A quel tempo, c'era un gran numero di emigranti svizzeri che si trasferirono in questa regione del Canada. Così ho sempre avuto contatti con altre famiglie svizzere e i miei genitori mi parlavano solo in tedesco, mentre a scuola parlavo inglese e francese. Ogni sabato andavo alla scuola di lingua tedesca. Quando ero piccolo, non mi piaceva dover andare ogni sabato alla “Deutsche Sprachschule”, ma ora ne sono grato.</p>
<p>Poiché ho potuto trascorrere ogni estate le mie vacanze dai miei nonni in Svizzera, ho avuto modo di fare anche lì nuovi amici. E durante la High school in Canada, ho avuto l’occasione di fare un semestre di scambio al liceo di Sursee, Canton Lucerna. E durante questo soggiorno ho fatto una settimana di mini-stage in un negozio specializzato in bike e biciclette.</p>
<p>Dopo diverso tempo, tornato in Canada, mi sono proposto per telefono all’azienda per un posto di apprendista come meccanico di biciclette: mi hanno accolto a braccia aperte. Il mese successivo ho fatto le valigie e mi sono trasferito a Meggen, Lucerna. È la posizione perfetta per raggiungere il negozio in bicicletta in 10 minuti o la scuola in 20 minuti. Una cosa inimmaginabile in Canada!</p>
<p>Non è stato molto difficile abituarmi in Svizzera. La vita è certamente diversa da quella canadese, ma trovo interessante conoscere meglio la cultura del paese. Qui tutto si trova molto vicino, il che ha i suoi vantaggi, ma anche i suoi svantaggi. Trovo fantastico il fatto che qui si possa sciare al mattino e che nel pomeriggio si possa sfrecciare in maglietta sui sentieri in bicicletta, quasi come in estate. Ciò che ho trovato più difficile è stato non vedere più così spesso i miei amici del liceo canadese. Ma siamo riusciti a tenerci in contatto e alcuni sono venuti a trovarmi durante le loro vacanze. La cosa che mi piace di più, è l'indipendenza che ho acquisito. Una volta terminato l'apprendistato, continuerò a lavorare qui perché apprezzo la disciplina e il piacere di fare un buon lavoro. Sono orgoglioso di essere svizzero, ma soprattutto di avere la doppia cittadinanza.</p>
<p>Poiché il costo elevato della vita in Svizzera è purtroppo una realtà, non avrei mai potuto intraprendere un apprendistato senza il sostegno finanziario del mio Cantone d'origine, Uri. Colgo l'occasione per ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno sostenuto. Un ringraziamento va anche a educationsuisse e alla sua collaboratrice Anja Lötscher, che mi ha supportato nella richiesta della borsa di studio e mi ha sempre aiutato quando qualcosa non era chiaro. I miei nonni hanno avuto un ruolo molto importante durante la mia formazione qui in Svizzera, perché ho potuto sempre pranzare da loro. I miei genitori mi hanno aiutato con le faccende amministrative e spesso mi hanno dato un forte sostegno per telefono, visto che non è stato facile vivere da solo per la prima volta ed essere così lontano da casa. Vorrei anche ringraziare la mia azienda formatrice per avermi dato l'opportunità di fare tale apprendistato, anche se al momento della mia candidatura non ero ancora in Svizzera. Non dimenticherò mai questa grande esperienza e, soprattutto, il bellissimo paesaggio svizzero rimarrà per sempre nei miei pensieri.»</p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p><em>Ruth Von Gunten</em><strong><br />
</strong></p>
<p>educationsuisse - scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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		<item>
		<title>Come acquisire la nazionalità svizzera dall’estero?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/come-acquisire-la-nazionalita-svizzera-dallestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 18:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2024]]></category>
		<category><![CDATA[criteri e condizioni]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di naturalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legami con la Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[legge sulla cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Naturalizzazione svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[procedura e costi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/02/Pass_vor_Kopf-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In base all'attuale legge sulla cittadinanza svizzera, i cittadini stranieri con stretti legami familiari con la Svizzera possono, a determinate condizioni, presentare la domanda di naturalizzazione alla rappresentanza svizzera all'estero. In alcuni paesi la cittadinanza si acquisisce per nascita nel paese, cioè per diritto di nascita ("ius solis"): ad esempio negli Stati Uniti, in Canada,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-acquisire-la-nazionalita-svizzera-dallestero/">Come acquisire la nazionalità svizzera dall’estero?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/02/Pass_vor_Kopf-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23686"  class="panel-layout" ><div id="pg-23686-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23686-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23686-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>In base all'attuale legge sulla cittadinanza svizzera, i cittadini stranieri con stretti legami familiari con la Svizzera possono, a determinate condizioni, presentare la domanda di naturalizzazione alla rappresentanza svizzera all'estero.</p>
<p>In alcuni paesi la cittadinanza si acquisisce per nascita nel paese, cioè per diritto di nascita ("ius solis"): ad esempio negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in alcuni paesi del Sud America. In Svizzera, invece, la cittadinanza si acquisisce per discendenza paterna o materna, cioè per diritto di sangue ("ius sanguinis"), indipendentemente dal luogo di nascita.</p>
<p>La Legge federale sulla cittadinanza svizzera, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, e la relativa ordinanza sono state adattate alle esigenze di una società in continua evoluzione. Per poter presentare una domanda di naturalizzazione dall'estero, i richiedenti devono soddisfare determinate condizioni, tra cui quella di avere stretti legami con la Svizzera. La presentazione della domanda presso una rappresentanza svizzera all'estero è il primo passo della procedura di naturalizzazione. Di seguito sono riportati alcuni esempi di situazioni che potrebbero esservi utili per la vostra domanda.</p>
<p><strong>Ho sposato una svizzera. Quando e a quali condizioni posso ottenere la nazionalità svizzera?</strong></p>
<p>A condizione che lei abbia vissuto per sei anni in una relazione coniugale stabile con il suo coniuge svizzero e che abbia legami stretti con la Svizzera, può presentare alla sua rappresentanza svizzera una domanda di naturalizzazione ai sensi dell'articolo 21 paragrafo 2 della Legge sulla cittadinanza svizzera. Il suo coniuge svizzero deve avere la cittadinanza svizzera al momento del matrimonio o averla acquisita successivamente attraverso una reintegrazione o una naturalizzazione agevolata basata sulla parentela di un padre o di una madre svizzeri.</p>
<p>Se il matrimonio ha avuto luogo prima del 1° luglio 2022, la durata dell'eventuale precedente unione registrata può essere inclusa nella durata del matrimonio. Se il matrimonio è avvenuto dopo il 1° luglio 2022, la durata della precedente unione registrata non può essere considerata come durata del matrimonio (a meno che l'unione registrata non sia stata convertita in matrimonio).</p>
<p><strong>Mio padre svizzero non ha mai sposato mia madre. Mi ha riconosciuto alla mia nascita nel 2005. Ho per questo acquisito la nazionalità svizzera?</strong></p>
<p>I bambini nati da padre svizzero fino al 31 dicembre 2005 e i cui genitori non erano sposati non acquisivano la cittadinanza svizzera, anche se il padre svizzero li aveva riconosciuti.</p>
<p>Se suo padre aveva già la cittadinanza svizzera quando lei è nato e l’ha riconosciuta prima della maggiore età, può chiedere la naturalizzazione ai sensi dell'articolo 51 paragrafo 2 della Legge sulla cittadinanza svizzera (a condizione che abbia legami stretti con la Svizzera).</p>
<p><strong>Mia madre ha perso la cittadinanza svizzera quando ha sposato mio padre, che è cittadino straniero. Posso comunque acquisire la cittadinanza svizzera?</strong></p>
<p>Se ha legami stretti con la Svizzera, può richiedere la naturalizzazione ai sensi dell'articolo 51, paragrafo 1, della Legge sulla cittadinanza svizzera.</p>
<p><strong>Mia moglie ha appena dato alla luce nostro figlio. Questo bambino può perdere la cittadinanza svizzera?</strong></p>
<p>Se non comunicate la nascita di vostro figlio alla vostra rappresentanza svizzera, il bambino perderà la cittadinanza svizzera con una petizione al compimento del suo venticinquesimo anno di età. È quindi consigliabile registrare la nascita del bambino il prima possibile, presentando il certificato di nascita originale. Una volta che la nascita del bambino è stata iscritta nel registro dello stato civile svizzero, è possibile richiedere un passaporto svizzero.</p>
<p><strong>Ho perso la cittadinanza svizzera. Posso fare domanda di reintegrazione?</strong></p>
<p>Chi ha perso la cittadinanza svizzera può chiederne il ripristino entro dieci anni dalla perdita. La domanda presuppone uno stretto legame con la Svizzera e che siano soddisfatte anche le altre condizioni. Una volta trascorso questo periodo, la persona deve aver risieduto in Svizzera per tre anni per poter richiedere di essere reintegrata.</p>
<p><strong>Cosa significa il criterio dei legami stretti con la Svizzera? </strong></p>
<p>Intrattenere legami stretti con la Svizzera comporta che:</p>
<ul>
<li>nei sei anni precedenti la presentazione della domanda, avete soggiornato in Svizzera in almeno tre occasioni per almeno cinque giorni consecutivi;</li>
<li>potete comunicare quotidianamente e oralmente in una delle lingue nazionali svizzere;</li>
<li>possedete conoscenze di base della Svizzera (geografia, storia, politica, società);</li>
<li>intrattenete dei legami con gli Svizzeri;</li>
<li>potete indicare dei referenti che vivono in Svizzera e che possono confermare i vostri soggiorni e i vostri contatti.</li>
</ul>
<p><strong>Quali sono gli altri criteri e quali condizioni devo adempiere?</strong></p>
<p>Non deve violare la sicurezza e l'ordine pubblico o minacciare la sicurezza interna ed esterna della Svizzera. Deve rispettare i valori della Costituzione federale, partecipare alla vita economica o seguire una formazione e incoraggiare e sostenere l'integrazione dei suoi familiari.</p>
<p><strong>Posso conservare la mia nazionalità d’origine se acquisisco la nazionalità svizzera? </strong></p>
<p>La Svizzera accetta più cittadinanze. Tuttavia, è possibile che l'acquisizione della cittadinanza svizzera comporti la perdita della cittadinanza originaria se la legislazione del suo paese prevede, ad esempio, la perdita automatica del diritto di cittadinanza in caso di acquisizione volontaria della cittadinanza di un altro Stato. Le autorità del paese d'origine le forniranno le informazioni pertinenti in merito.</p>
<p><strong>Quanto costa una domanda di naturalizzazione e di reintegrazione? </strong></p>
<p>Per coprire le spese di trattamento della domanda, la rappresentanza svizzera richiede un anticipo. Questo anticipo copre i costi della Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) e delle autorità cantonali (600 franchi per adulto e 350 franchi per figlio minorenne non incluso nella domanda di uno dei genitori), nonché i costi della rappresentanza per i servizi forniti, ad esempio consulenza, esame del fascicolo, colloquio, elaborazione degli atti di stato civile, chiarimenti e ricerche (75 franchi per mezz'ora). Oltre a questo anticipo, possono esserci costi aggiuntivi per l'esame degli atti di stato civile da parte di terzi o di alcune autorità svizzere di stato civile. Tali spese non sono rimborsabili in caso di decisione negativa della SEM o di ritiro della domanda durante la procedura. Non è possibile effettuare pagamenti rateali.</p>
<p><strong>Dove posso ottenere le informazioni e la documentazione necessarie per inoltrare una domanda di naturalizzazione? </strong></p>
<p>Troverà informazioni utili sulle condizioni, la procedura e i documenti da presentare sul sito web della rappresentanza svizzera, alla voce "Servizi" e poi "Nazionalità".</p>
<p>Su richiesta, la rappresentanza svizzera le invierà la documentazione necessaria per la richiesta di naturalizzazione, in modo che possa preparare la sua domanda. Una volta ricevuta la domanda, la rappresentanza fisserà un appuntamento con il richiedente per un colloquio personale, che di norma si terrà in una lingua nazionale.</p>
<p><strong>Qual è la durata della procedura? </strong></p>
<p>Di norma, la rappresentanza svizzera presenta alla SEM il rapporto d'indagine entro dodici mesi dal ricevimento del fascicolo completo.</p>
<p>La SEM decide in merito a una domanda di naturalizzazione agevolata o di reintegrazione, di norma, entro dodici mesi dal ricevimento del fascicolo di domanda corredato dal rapporto d'indagine della rappresentanza svizzera competente.</p>
<p>Qualsiasi cambiamento di indirizzo o di stato civile (matrimonio, separazione, divorzio, nascita, morte, adozione, ecc.) durante questo periodo deve essere comunicato alla rappresentanza svizzera competente.</p>
<p>DFAE, Direzione Consolare</p>
<p><strong> </strong></p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Troverete qui altre informazioni utili</h3>
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	<p>Come diventare svizzeri (SEM): <a href="https://gazzetta.link/nazionalita">gazzetta.link/nazionalita</a></p>
<p>FAQ - Cittadinanza svizzera (SEM): <a href="https://gazzetta.link/faq">gazzetta.link/faq</a></p>
<p>Legge sulla cittadinanza svizzera: <a href="https://gazzetta.link/en141">gazzetta.link/en141</a></p>
<p>Ordinanza sulla cittadinanza svizzera: <a href="https://gazzetta.link/ocit">gazzetta.link/ocit</a></p>
<p>Avete domande? Visitate il sito web della vostra rappresentanza e contattatela per maggiori informazioni: <a href="https://gazzetta.link/rappresentanze">gazzetta.link/rappresentanze</a></p>
</div>
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	<p>Il passaporto svizzero è molto più di un pezzo di carta, anche per la maggior parte degli svizzeri che vivono all'estero: incarna un'identità e un legame con la Svizzera. Foto Keystone</p>
<p><em> </em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-23686-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="4" ><div
			
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	<h4>"Tre quarti degli svizzeri all'estero possiedono una o più nazionalità".</h4>
<p><em> </em></p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-acquisire-la-nazionalita-svizzera-dallestero/">Come acquisire la nazionalità svizzera dall’estero?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>10 Domande a Martin Pinessi</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-martin-pinessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 10:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[aneddoto divertente]]></category>
		<category><![CDATA[cenare]]></category>
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		<category><![CDATA[personaggio pubblico]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/12/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Martin sei legato alla Svizzera, in che modo? Ciao! Innanzitutto sono legato da un amore profondo per questa nazione e i suoi ideali; poi ho la doppia cittadinanza da parte di mamma. Credo che i miei ultimi antenati al 100% svizzeri, che arrivarono dal Ticino in Italia, fossero i miei tris-nonni. Come è stato per</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-martin-pinessi/">10 Domande a Martin Pinessi</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/12/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23456"  class="panel-layout" ><div id="pg-23456-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23456-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23456-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<ol>
<li><strong>Martin sei legato alla Svizzera, in che modo?</strong></li>
</ol>
<p>Ciao! Innanzitutto sono legato da un amore profondo per questa nazione e i suoi ideali; poi ho la doppia cittadinanza da parte di mamma. Credo che i miei ultimi antenati al 100% svizzeri, che arrivarono dal Ticino in Italia, fossero i miei tris-nonni.</p>
<ol start="2">
<li><strong>Come è stato per te crescere a cavallo tra due culture?</strong></li>
</ol>
<p>Ho un podcast di nome “Sincero” su Spotify, quindi sarò sincero anche qui.</p>
<p>Fino ai 20 anni non c’è mai stato troppo interesse nell'approfondire questo lato di me. Ho sempre avuto il passaporto svizzero ma finiva lì. Non avevo nemmeno nessuno che potesse trasmettermi l’amore o i valori svizzeri, perché mio nonno è morto quando avevo 8 anni e non ho potuto passare troppo tempo con lui.</p>
<p>Ultimamente però mi sto davvero interessando ad approfondire questa mia discendenza, l’obiettivo è sicuramente quello di vivere almeno per un periodo in Svizzera!</p>
<ol start="3">
<li><strong>Ti interessa e segui lo sport e la scena culturale svizzera?</strong></li>
</ol>
<p>Ancora, in modo molto s<em>incero</em>, la risposta riguardo allo sport è “non troppo!” Figurati che non sono nemmeno un gran fan del tennis – niente Federer per me.</p>
<p>Per quanto riguarda la scena culturale ho partecipato al congresso dei giovani svizzeri a Lugano nel 2022 ed è stata una bellissima decisione, ho potuto anche conoscere alcuni dei super ragazzi e ragazze di UGS. Seguo con piacere varie pagine svizzere oltre quella del consolato per approfondire e studiare come la cultura del Ticino differisce da quella Italiana.</p>
<ol start="4">
<li><strong>E la scena politica?</strong></li>
</ol>
<p>Mio fratello Massimo ha appena votato alle ultime elezioni per posta ed è stato un grande esempio, sicuramente anche io dovrei approfondire, seguo sui social qualche politico e sinceramente un po’ mi spaventa la piega recente sull’immigrazione. C’è molta paura dello straniero e nonostante la voglia di difendere i valori svizzeri, sono un po’ in conflitto su questo punto ma per capire meglio dovrei abitare là.</p>
<ol start="5">
<li><strong>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero ed uno italiano chi incontreresti e perché?</strong></li>
</ol>
<p>Non c’è “quella persona” svizzera che vorrei incontrare. Se fosse possibile vorrei tanto cenare con il mio tris nonno per farmi raccontare come è essere svizzeri e cosa significa per la nostra famiglia.</p>
<ol start="6">
<li><strong>Come è percepita la Svizzera dai tuoi amici e dai tuoi conoscenti?</strong></li>
</ol>
<p>Ho contagiato mio fratello con il mio amore incondizionato per la Svizzera, tutti in famiglia sanno che sono fissato. Alcuni mi danno un po’ dell’illuso, dicendo che non è la terra promessa che penso. Sono molto consapevole che non esiste lo Stato perfetto, ma sono fiducioso ed interessato ad approfondire la conoscenza del mio “luogo ideale”.</p>
<ol start="7">
<li><strong>Hai qualche aneddoto divertente da raccontare riguardo al tuo essere svizzero e italiano?</strong></li>
</ol>
<p>Non vedo l’ora di organizzarmi per bene e andare a Bidogno, una frazione di Capriasca, qualche chilometro sopra Lugano, per visitare il mio luogo di attinenza. I miei parenti mi hanno sempre detto che nelle chiese e nei cimiteri ci sono ancora gli stemmi dei “Quirici” la famiglia di mia madre (mi han detto che ai tempi erano dei nobili!).</p>
<ol start="8">
<li><strong>Hai mai letto un classico della letteratura svizzera? Se si, quale?</strong></li>
</ol>
<p>Anche la letteratura rientra negli aspetti che ancora devo approfondire della Svizzera.</p>
<ol start="9">
<li><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi potresti contribuire al meglio?</strong></li>
</ol>
<p>Quello che voglio dare è essere una brava persona senza tradire me stesso, far crescere il mio Podcast “Sincero” e magari portare all’interno qualche personaggio elvetico per parlare della Svizzera, diffonderne la cultura e far conoscere i suoi pregi e <em>sinceri</em> difetti su cui lavorare a più persone possibili.</p>
<ol start="10">
<li><strong>Infine, se potessi avere un superpotere, quale sceglieresti e perché?</strong></li>
</ol>
<p>Essere Flash, correre talmente veloce da invertire la rotazione terrestre, far tornare indietro il tempo e farmi raccontare la Svizzera dai miei trisnonni.</p>
<p>Elisabetta Agrelli</p>
</div>
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	<p>Segui su IG Julian Koechlin, attore svizzero di successo. Classe ’92, originario di Basilea è partito dal teatro per approdare alle serie televisive e al cinema. Tra i lavori più importanti ricordiamo le parti in Birdman (2014); Breaking Bad (Serie 2008); Achtung Fertig Charlie (2003) e la più recente Neumatt (serie Netflix 2021-2023), nella quale il giovane attore interpreta il protagonista Michi Wyss.</p>
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	<p>Assisiti al momento delle streghe! Il 20 gennaio 2024 la discesa più folle e popolare della Svizzera aprirà la Belalp Hexe per la 42a volta. La Notte delle Streghe promette non solo incontri mistici e momenti misteriosi, ma anche momenti musicali che sedurranno i vostri sensi. Quando le streghe iniziano a ballare, la notte si trasforma in giorno e quindi indossate i vostri migliori abiti da streghe, prendete le vostre bacchette magiche e siate pronti a festeggiare.</p>
<p>La cerimonia di premiazione sarà accompagnata dal "Challeklub Galgenen"</p>
<p>La Notte delle Streghe promette non solo incontri mistici e momenti misteriosi, ma anche momenti musicali che sedurranno i vostri sensi. Quando le streghe iniziano a ballare, la notte si trasforma in giorno. Quindi indossate i vostri migliori abiti da streghe, prendete le vostre bacchette magiche e siate pront</p>
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	<p>Visita il museo del Sasso del San Gottardo www.museonazionalesangottardo.ch perché in realtà non ci si muove all’interno di un museo, bensì in un mondo reale e surreale realizzato nelle viscere del San Gottardo. Un’esperienza unica al mondo che permette di camminare per chilometri nel cuore delle Alpi in gallerie scavate durante la Seconda Guerra Mondiale. Da una parte, il Museo Sasso San Gottardo guarda al passato recente, proponendo la visita alle fortificazioni militari del ventesimo secolo; dall’altra ci proietta nelle sfide future per la Svizzera (e il mondo) con i temi della meteorologia e del clima, della gestione sostenibile dell’acqua, della mobilità, dell’habitat, dell’energia e della sicurezza. Senza dimenticare i meravigliosi cristalli delle Alpi: un unicum!</p>
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