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	<title>Milano Cortina 2026 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Una Svizzera dei record a Milano – Cortina: 23 medaglie e un’olimpiade scolpita sul ghiaccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:17:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/medagliere-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />C’è un fil rouge che le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina appena concluse: è quello della croce bianca su sfondo rosso che brilla sul podio. La Svizzera non ha solamente partecipato, ma si è contraddistinta per grandi prestazioni. Dalle discese vertiginose dello sci alpino alle strategie del curling, passando per i salti adrenalinici dello</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzera-olimpiadi-invernali-milano-cortina-2026-medaglie/">Una Svizzera dei record a Milano – Cortina: 23 medaglie e un’olimpiade scolpita sul ghiaccio</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/medagliere-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26162"  class="panel-layout" ><div id="pg-26162-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26162-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26162-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>C’è un fil rouge che le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina appena concluse: è quello della croce bianca su sfondo rosso che brilla sul podio.</p>
<p>La Svizzera non ha solamente partecipato, ma si è contraddistinta per grandi prestazioni. Dalle discese vertiginose dello sci alpino alle strategie del curling, passando per i salti adrenalinici dello ski cross, fino alla potenza del bob. Con ben 23 medaglie, l’équipe elvetica ha dimostrato ancora una volta di quanto il ghiaccio e la neve siano nel suo DNA, trasformando ogni gara in una dichiarazione di talento, coraggio e tecnica.</p>
<p>Sono stati i Giochi Olimpici di una nazione, che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, esperienza e nuove generazioni, trasformando ogni pista in un terreno di conquista. Nel medagliere svizzero, lo sci alpino è stato una vera forza trainante, autentica “miniera d’oro” per la nazionale rossocrociata. Su tutti brilla la stella di <em>Franjo Von Allmen</em>, dominatore assoluto con tre ori conquistati in discesa libera, Super G e nella combinata a squadre.</p>
<p>Il ventiquattrenne del Canton di Berna si è imposto come uno dei grandi protagonisti di questi Giochi, capace di sorprendere nelle gare più attese e di prevalere su avversari del calibro dell’italiano Franzoni e dello statunitense Cochran – Siegle, consacrandosi nell’élite mondiale. Quello di Von Allmen non è stato un successo solitario, sono diversi gli sciatori elvetici che si sono distinti sulle piste italiane. Nella combinata a squadre, Franjo ha conquistato il gradino più alto del podio insieme al ginevrino <em>Tanguy Nef.</em></p>
<p>Un altro straordinario risultato è stato quello di <em>Loïc Meillard</em>, il ventinovenne vallesano è riuscito a mettersi al collo l’intera collezione olimpica: oro nello slalom, argento nella combinata a squadre con Odermatt e bronzo nello slalom gigante. Questo tris di medaglie è simbolo dell’eccellente continuità di Meillard in questa Olimpiade. <em>Marco Odermatt</em>, soprannominato dai tifosi “godermatt”, già Campione Olimpico a Pechino 2022, ha arricchito il medagliere con due argenti e un bronzo, i primi due nello Slalom Gigante e nella combinata a squadre e il terzo posto nella Super G uomini.</p>
<p>Parallelamente agli uomini, anche le sciatrici svizzere hanno ottenuto risultati eccellenti: nello sprint la trentenne di Neuchâtel, <em>Marianne Fatton</em> ha conquistato brillantemente il primo posto con 3’01’’51, mentre medaglia d’argento nello slalom per <em>Camille Rast. </em>Nello sci alpinismo, disciplina al debutto olimpico, è arrivata un’ulteriore soddisfazione nella staffetta mista uomo e donna.</p>
<p>Il duo elvetico formato da Fatton e Jon<em> Kistler</em> ha regalato alla Svizzera un altro secondo posto, confermando la solidità dell’équipe rossocrociata anche nelle prove di resistenza e tecnica in alta quota. Dalle discese ad alta velocità alle fatiche delle lunghe distanze, la nazionale svizzera ha saputo lasciare il segno anche nello sci di fondo.</p>
<p>Nello sprint a squadre femminile, il tandem formato da <em>Nadine Fähndrich</em> e <em>Nadja Kälin</em> ha ottenuto brillantemente il secondo posto, al termine di una gara combattuta fino agli ultimi metri. Infatti, le fondiste elvetiche, hanno chiuso la gara a soli “1’’40 dalla coppia svedese vincitrice. A completare il bilancio fondista, ci ha pensato sempre Kälin, coirese classe 2001, che a seguito di una prova di enorme sacrificio nella 50 km in tecnica classica mass start, è riuscita a salire sul terzo gradino del podio.</p>
<p>Se lo sci alpino ha contribuito in gran misura alle vittorie ottenute dalla squadra svizzera, a donare ulteriore lustro sono stati gli atleti e le atlete dello sci acrobatico. Fra tutti, la friburghese <em>Mathilde Gremaud,</em> che ha ottenuto l’oro nello slopestyle femminile, a seguito di una straordinaria performance di grande precisione tecnica e creatività nelle linee.</p>
<p>Nei salti degli aerials, <em>Noé Roth</em> ha ottenuto un argento, medaglia che ha successivamente bissato nella prova a squadre miste insieme a <em>Lina Kozomara</em> e a <em>Pirmin Werner.</em></p>
<p>Non sono mancati successi anche nello ski cross, disciplina dalla grande spettacolarità: <em>Fanny Smith</em> si è classificata seconda nella competizione femminile, seguita da <em>Alex Fiva</em> con un terzo posto tra gli uomini. Questi eccellenti risultati sono la dimostrazione del talento e della versatilità della squadra.</p>
<p>Se nello sci di fondo la Svizzera è stata sinonimo di resistenza e continuità, anche nel salto non è mancato un risultato di rilievo: sul trampolino normale, il trentacinquenne <em>Gregor Deschwanden</em>, con due salti solidi e ben calibrati si è guadagnato un prezioso terzo posto.</p>
<p>Oltre alle prove individuali anche gli sport di squadra dell’équipe made in Switzerland hanno impreziosito il già ricco medagliere. Il curling, disciplina di antica tradizione per la nazionale rossocrociata, ha ottenuto con la squadra femminile una medaglia d’argento, perdendo per un soffio la finale con la Svezia. Capitanato da <em>Silvana Tirinzoni,</em> l’omonimo team, formato da <em>Aline Pätz</em> (fourth), <em>Carole Howald</em> (second), <em>Selina Witschoke</em> (lead) e <em>Stefania Berset</em>, è riuscito nell’ardua impresa di riportare la Svizzera in finale per la prima volta dopo vent’anni.</p>
<p>Parallelamente alle elvetiche, anche il curling maschile ha brillato con un bronzo. La squadra Schwaller ha battuto gli avversari norvegese, annoverando alla Svizzera la sua diciassettesima medaglia. Questo grande traguardo ha visto come protagonisti i fratelli <em>Yannick</em> e <em>Kim Schwaller</em>, da cui prende nome la squadra, insieme a <em>Benoît Schwarz -van Berkel</em> (fourth), <em>Sven Miche</em>l (second) e <em>Pablo Lachat – Couchepin</em> (lead).</p>
<p><em>La squadra nazionale di hockey su ghiaccio femminile</em>, ha saputo ritagliarsi un terzo posto. Le giocatrici rossocrociate sono riuscite a conquistare la medaglia di bronzo, al termine di un torneo giocato con intensità, disciplina e grande spirito di squadra, vincendo ai supplementari la gara decisiva con la Svezia.</p>
<p>Anche nel bob, la Svizzera è riuscita a lasciare un segno indelebile. Nel bob a quattro maschile, l’equipaggio guidato dal ventottenne <em>Michael Vogt</em>, è arrivato terzo, dietro solo alle due squadre tedesche. A sfrecciare giù nel tracciato prima, e, a condividere il podio insieme a Vogt poi, sono stati: <em>Andreas Haas</em>, <em>Amadou David Ndiaye</em> e <em>Mario Aeberhard.</em></p>
<p>Le medaglie targate CH non raccontano solamente numeri: è una narrazione di personalità, talento, sacrificio e visione. Protagonisti sono atlete e atleti capaci di eccellere individualmente e di fare la differenza quando serve, ma anche squadre unite, compatte e consapevoli del proprio valore. Dalle discese alle piste ghiacciate, la Svizzera non ha solamente vinto: ha imposto il proprio ritmo, la propria identità e la propria tradizione sportiva. Il successo a questi livelli non è un caso, è il risultato di una cultura che attraversa il tempo, di una mentalità che raccoglie precisione, coraggio e disciplina.</p>
<p>Dietro ogni podio, c’è anche il lavoro quotidiano e fondamentale dello staff tecnico: allenatori, preparatori atletici, fisioterapisti e collaboratori che, giorno dopo giorno, accompagnano gli atleti nel loro percorso. Un lavoro perlopiù lontano dai riflettori, ma decisivo e fondamentale nel trasformare il talento in risultati concreti.</p>
<p>Tirando le somme di questa Olimpiade, non si ha soltanto un medagliere rossocrociato pieno e variegato, ma un messaggio forte e chiarissimo: lo sport di competizione in Svizzera è eccellente e il frutto di una strategia di Swiss Olympic che viene da lontano. È una nazionale solida e credibile in ogni disciplina. E se il presente è dorato, argentato e bronzeo, il futuro promette di essere ancora più scintillante.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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</tr>
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	<td class="column-1">Von ALLMEN Franjo</td><td class="column-2">Discesa libera uomini – Sci alpino</td><td class="column-3">Oro</td>
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	<td class="column-1">MEILLARD Loïc </td><td class="column-2">Slalom uomini – Sci alpino</td><td class="column-3">Oro</td>
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	<td class="column-1">ROTH Noé – KOZOMARA Lina – WERNER Pirmin</td><td class="column-2">Aerials a squadra mista – Freestyle </td><td class="column-3">Argento</td>
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</tr>
<tr class="row-12">
	<td class="column-1">FATTON Marianne – KISTLER Jon </td><td class="column-2">Staffetta mista – Sci alpinismo</td><td class="column-3">Argento</td>
</tr>
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	<td class="column-1">RAST Camille</td><td class="column-2">Slalom donne – Sci alpino</td><td class="column-3">Argento</td>
</tr>
<tr class="row-14">
	<td class="column-1">ODERMATT Marco</td><td class="column-2">Slalom Gigante uomini</td><td class="column-3">Argento</td>
</tr>
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<tr class="row-16">
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</tr>
<tr class="row-19">
	<td class="column-1">SQUADRA NAZIONALE</td><td class="column-2">Hockey su ghiaccio donne </td><td class="column-3">Bronzo</td>
</tr>
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	<td class="column-1">DESCHWANDEN Gregor</td><td class="column-2">Individuale NH uomini – Salto con gli sci</td><td class="column-3">Bronzo</td>
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<tr class="row-21">
	<td class="column-1">FIVA Alex </td><td class="column-2">Ski Cross uomini – Freestyle</td><td class="column-3">Bronzo</td>
</tr>
<tr class="row-22">
	<td class="column-1">MEILLARD Loïc</td><td class="column-2">Slalom Gigante uomini </td><td class="column-3">Bronzo</td>
</tr>
<tr class="row-23">
	<td class="column-1">ODERMATT Marco</td><td class="column-2">Super G uomini</td><td class="column-3">Bronzo</td>
</tr>
<tr class="row-24">
	<td class="column-1">KÄLIN Nadja</td><td class="column-2">50 km tecnica classica mass start donne</td><td class="column-3">Bronzo</td>
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	<p>Marco Odermatt in vetta alla Coppa del Mondo, porta a casa tre medaglie olimpiche</p>
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		<title>Cronometraggio: il know-how svizzero al servizio dello sport</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/cronometraggio-il-know-how-svizzero-al-servizio-dello-sport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 15:07:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cortina-olimpiadi-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La Svizzera ha elevato il “controllo del tempo” a forma d'arte, aumentando così la sua reputazione internazionale. Dalla metà del XVI secolo, l'industria orologiera svizzera produce orologi che conferiscono un valore speciale a ogni momento. Il know-how tramandato di generazione in generazione e costantemente perfezionato rende la Svizzera un simbolo di affidabilità e precisione. Fondato</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/cronometraggio-il-know-how-svizzero-al-servizio-dello-sport/">Cronometraggio: il know-how svizzero al servizio dello sport</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cortina-olimpiadi-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26025"  class="panel-layout" ><div id="pg-26025-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26025-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26025-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La Svizzera ha elevato il “controllo del tempo” a forma d'arte, aumentando così la sua reputazione internazionale. Dalla metà del XVI secolo, l'industria orologiera svizzera produce orologi che conferiscono un valore speciale a ogni momento. Il know-how tramandato di generazione in generazione e costantemente perfezionato rende la Svizzera un simbolo di affidabilità e precisione.</p>
<p>Fondato nel 1973, l'organismo senza scopo di lucro Controllo Ufficiale Svizzero dei Cronometri (COSC) svolge un ruolo fondamentale nel garantire la precisione degli orologi svizzeri. Questa istituzione indipendente e riconosciuta a livello internazionale sottopone gli orologi meccanici a una serie di test approfonditi. Solo i cronometri la cui precisione soddisfa i requisiti della norma ISO 3159 ottengono la certificazione di cronometro. Questa ricerca della precisione è particolarmente evidente nel campo dello sport, dove la professionalizzazione e la competizione sono in costante aumento. Il cronometraggio è un elemento fondamentale in questo settore, poiché rappresenta l'essenza di una prestazione che distingue uno sforzo atletico da un record. La diplomazia e l'industria orologiera svizzera hanno influenzato in modo significativo questo settore per diversi decenni. L'esempio più visibile è il cronometraggio ai Giochi Olimpici, un settore caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici.</p>
<h2>I Giochi Olimpici Invernali a St. Moritz</h2>
<p>I Giochi Olimpici Invernali del 1928 a San Moritz hanno rappresentato il culmine di anni di sforzi volti a promuovere il turismo alpino e l'immagine della Svizzera a livello internazionale. Per il governo svizzero l'evento ha rivestito una grande importanza diplomatica: ha offerto l'opportunità di riunire i più svariati attori e di posizionare la Svizzera come partner attraente e affidabile.</p>
<p>Nel 1948 i Giochi Olimpici furono nuovamente ospitati dalla Svizzera. Questa volta si presentò l'occasione di mettere alla prova il know-how degli orologiai svizzeri. In questa occasione fu utilizzato per la prima volta un cronografo completamente automatico Omega, che consentiva di misurare con precisione il tempo di attraversamento del traguardo. I Giochi aumentarono inoltre la visibilità internazionale della Svizzera e ne sottolinearono l'importanza come ospite neutrale nel periodo del dopoguerra.</p>
<h2>Misurazione dei tempi sportivi sotto pressione competitiva</h2>
<p>Gli anni '60 furono caratterizzati da crescenti rivalità. La posizione dominante delle aziende svizzere nel settore del cronometraggio delle grandi competizioni sportive fu scossa dalla nomina del produttore giapponese Seiko a cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici di Tokyo del 1964.</p>
<p>I produttori di orologi svizzeri hanno quindi mobilitato i loro canali diplomatici per difendere il ruolo di leader nel campo del cronometraggio sportivo. Le rappresentanze svizzere all'estero hanno ricevuto l'incarico di promuovere il know-how del nostro Paese presso gli organizzatori di grandi competizioni internazionali, come ad esempio i Giochi Olimpici del 1968 in Messico. Alla concorrenza giapponese, che acquisì particolare influenza grazie al cronometraggio dei Giochi Olimpici Invernali del 1972 a Sapporo, si aggiunse una seconda sfida: la crescente rivalità tra le stesse aziende svizzere. Intanto Omega e Longines erano in competizione per il settore strategicamente importante del cronometraggio sportivo. Questo causò non pochi grattacapi anche alla Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH).</p>
<p>Le aziende incaricate del cronometraggio, che inizialmente venivano pagate per i loro servizi, negli anni '70 riconobbero presto il potenziale pubblicitario offerto dalla trasmissione a colori delle grandi competizioni. Poiché i Giochi Olimpici sono l'evento sportivo più seguito al mondo, talvolta offrivano i loro servizi addirittura gratuitamente.</p>
<p>Dopo anni di tensioni, i produttori di orologi decisero infine di unire le loro forze. Nel 1972 fondarono SwissTiming, che nel 1983 entrò a far parte dello Swatch Group. L'alleanza strategica tra Omega e Longines, nata dal comune desiderio di rafforzare la posizione della Svizzera, è stata resa possibile grazie agli sforzi delle istituzioni sportive, dell'industria orologiera e dei circoli diplomatici.</p>
<p>Con poche eccezioni, il cronometraggio svizzero ha dominato la prima metà del XX secolo ai Giochi Olimpici e si è affermato in tutto il mondo come riferimento per la precisione. La tradizione dell'eccellenza orologiera continua ancora oggi. Attualmente Omega è il cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici e ha un contratto con il Comitato Olimpico Internazionale fino al 2032. Dietro questa immagine simbolica, SwissTiming controlla le tecnologie di misurazione. Anche nei prossimi Giochi Olimpici Invernali questi attori misureranno il tempo «<em>con una precisione al milionesimo di secondo</em>».</p>
<h2>Giochi Olimpici 2026 in Italia</h2>
<p>I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026 si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio e dal 5 al 15 marzo principalmente a Milano e Cortina d'Ampezzo. L'evento segna il 90° anniversario del cronometraggio Omega ai Giochi Olimpici Invernali. A questi Giochi parteciperà anche una numerosa delegazione svizzera: circa 190 atleti di Swiss Olympic rappresenteranno la Svizzera in Italia.</p>
<p>In linea con la tradizione, la “House of Switzerland Italia 2026” riprenderà il lungo impegno della Svizzera nell'accompagnamento di grandi eventi sportivi. Ideata da “Presenza Svizzera”, metterà in luce a Cortina e Milano il know-how svizzero e sarà al tempo stesso un punto d’incontro per gli atleti, i partner, i media e il pubblico.</p>
<p>Flora Alpina, il tema scelto per la “House of Switzerland Italia 2026”, intende mettere in primo piano l'importanza dei fiori nello sport, nella medicina e nella cultura. La resistenza delle piante di montagna è simbolo della determinazione degli atleti. Il loro uso secolare come rimedio le rende un potente simbolo di forza. Il design grafico si ispira alle peculiarità dell'artigianato svizzero, in particolare al tradizionale motivo a punto croce dei Grigioni.</p>
<p>L'allestimento invita a un'esperienza immersiva in cui creatività, emozioni e bellezza interagiscono con l'ambiente circostante. Secondo Daniel Zamarbide, architetto e designer della “House of Switzerland Italia 2026” a Milano, i fiori rappresentano molto più della semplice bellezza: sono un simbolo di generosità e gioia, nonché un elemento importante delle celebrazioni. Nel “Centro Svizzero” di Milano verrà allestito un giardino alpino temporaneo, in cui gli atleti potranno festeggiare.</p>
<p>In un'epoca in cui lo sport supera sempre nuovi limiti e ogni prestazione racconta una storia, la precisione e l'eccellenza svizzere continuano a contribuire a trasformare le emozioni in momenti indimenticabili.</p>
<p><em>Apolline Six</em></p>
<p>www.houseofswitzerland.it</p>
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	<p>Visualizzazione del tempo ai Giochi Olimpici di Innsbruck nel 1964. Sul tabellone ufficiale sono visibili i loghi di Longines e Omega. Foto Archivio Nazionale Norvegese</p>
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	<p>Scenari montani, neve e velocità caratterizzano le gare degli sciatori e delle sciatrici. Ma è solo il cronometro a decidere la vittoria e la sconfitta. Foto Keystone</p>
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	<p>La “House of Switzerland” a Cortina d’Ampezzo, punto d’incontro degli svizzeri durante i Giochi olimpici invernali del 2026. Grafica computerizzata, Presenza Svizzera</p>
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