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	<title>PLR Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>PLR Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<item>
		<title>Intervista a Jürg Grossen, Presidente del Partito dei Verdi Liberali (PVL)</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/intervista-a-jurg-grossen-presidente-del-partito-dei-verdi-liberali-pvl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 16:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento di voto]]></category>
		<category><![CDATA[PLR]]></category>
		<category><![CDATA[politica climatica]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi Liberali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Grossen_Portrait_klein-fur-SoMe-kleiner-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Nel quinto appuntamento con un presidente di partito, Jürg Grossen, presidente del Partito dei Verdi Liberali, uscito perdente dalle ultime elezioni nazionali dello scorso autunno, ci parla delle differenze con il PLR, di come vive la sua carica, quali sono le sfide e le ricette per la Svizzera e come vede il nostro paese tra</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-a-jurg-grossen-presidente-del-partito-dei-verdi-liberali-pvl/">Intervista a Jürg Grossen, Presidente del Partito dei Verdi Liberali (PVL)</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Grossen_Portrait_klein-fur-SoMe-kleiner-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23962"  class="panel-layout" ><div id="pg-23962-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23962-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23962-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">«PLR e Verdi Liberali simili in materia climatica? Non abbiamo lo stesso comportamento di voto»</h3>
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	<p>Nel quinto appuntamento con un presidente di partito, Jürg Grossen, presidente del Partito dei Verdi Liberali, uscito perdente dalle ultime elezioni nazionali dello scorso autunno, ci parla delle differenze con il PLR, di come vive la sua carica, quali sono le sfide e le ricette per la Svizzera e come vede il nostro paese tra 20 anni.</p>
<p><strong>Signor Grossen, lei è presidente del Partito dei Verdi Liberali (PVL) Svizzera da sei anni. Come giudica questa esperienza e quali sono le sfide più importanti che ha dovuto affrontare?</strong></p>
<p>«Ho assunto l'incarico con l'obiettivo di affermare saldamente il PVL nel panorama dei partiti svizzeri. E con l'obiettivo di far progredire la Svizzera su temi fondamentali come l'innovazione, l'apertura e la tutela dell'ambiente e del clima. Ci siamo affermati come una forza politica importante e abbiamo raggiunto traguardi importanti come la legge sul clima e l'innovazione».</p>
<p><strong>Il PVL è uscito perdente dalle ultime elezioni federali (il suo partito ha perso il -0,2% e 6 seggi in Consiglio nazionale), perdendo la maggior parte dei seggi che aveva conquistato nel 2019. Si aspettava questo risultato e a cosa lo attribuisce?</strong></p>
<p>«Vorrei chiarire: abbiamo perso solo lo 0,2% degli elettori, ma essendo un piccolo partito siamo stati penalizzati dal sistema elettorale e abbiamo perso un numero sproporzionato di seggi. Ho preso in mano il partito nel 2017 con una quota di elettori del 4,6% e 7 seggi parlamentari nazionali; oggi abbiamo il 7,6% e 11 seggi parlamentari. Siamo anche tornati in Consiglio degli Stati. Ma non voglio minimizzare sulle perdite. Mentre le questioni climatiche e ambientali hanno ricevuto ancora molta attenzione nel 2019, la migrazione e i premi della cassa malati sono stati i temi più importanti per gli elettori nel 2023. Sapevamo quindi che non dovevamo aspettarci troppo. I vincitori delle elezioni UDC e PS hanno approfittato di questa situazione. Purtroppo, ciò che questo significa per la politica climatica e ambientale si può vedere attualmente in parlamento, che ora si sta muovendo all'indietro piuttosto che in avanti su questo tema».</p>
<p><strong>Potrebbe descrivere il tipico elettore del PVL?</strong></p>
<p>«Orientato alle soluzioni, con un cuore per la sostenibilità, vicino all'economia, convinto delle opportunità offerte dalla tecnologia e dalle reti internazionali, autonomo ma solidale e aperto all'innovazione».</p>
<p><strong>I programmi di partito del PLR e dei Verdi Liberali non sono poi così diversi: entrambi si concentrano su politiche fortemente liberali e hanno gli stessi obiettivi nel campo della protezione del clima. Ha davvero senso mantenere due partiti separati o sarebbe più sensato pensare a una fusione nel prossimo futuro?</strong></p>
<p>«Abbiamo gli stessi obiettivi nel campo della protezione del clima? Se così fosse, anche i parlamentari del PLR lo dimostrerebbero con il loro comportamento di voto. Ecorating ha analizzato il comportamento dei vari partiti nella legislatura 2019-2023 in termini di ecologia. Il risultato: i Verdi, il PS, e il PVL sono costantemente a favore delle questioni ambientali (95% in media per il PVL), mentre la media del PLR è del 34%. I Verdi liberali agiscono in linea con il programma del partito».</p>
<p><strong>Secondo lei, quali sono le tre sfide più importanti per la Svizzera nei prossimi quattro anni e come vuole affrontarle come PVL?</strong></p>
<p>«La prima sfida è quella relativa alla protezione del clima e l'attuazione di una sicurezza energetica sostenibile: questo è il DNA del PVL. Un altro passo importante sarà la legge sull'elettricità, che voteremo il 9 giugno e per la quale faremo una campagna molto forte. La seconda sfida è quella dell’aumento dei costi della sanità e dell’invecchiamento della sanità, dove osserviamo blocchi politici ad impedire riforme realizzabili. Vogliamo agire come costruttori di ponti, in particolare per quanto riguarda le assicurazioni sociali e la prossima votazione sulla LPP nell'autunno 2024, con l'obiettivo di garantire il livello delle prestazioni del 2° pilastro e di ridurre gli svantaggi dei giovani e dei lavoratori a tempo parziale. Infine, c’è il tema della politica estera e di sicurezza. La guerra in Ucraina lo dimostra: nei prossimi anni dovremo concentrarci nuovamente sulla politica di sicurezza. E ciò che è fondamentale: relazioni regolamentate con l'UE e ulteriori accordi commerciali internazionali».</p>
<blockquote>
<p>«Nel 2044 gli Svizzeri saranno ancora soddisfatti della loro situazione di vita».</p>
</blockquote>
<p><strong>È davvero possibile contrastare il cambiamento climatico con un approccio liberale, ossia senza divieti, tasse e imposte? Il mercato è davvero in grado di autoregolarsi su questo tema?</strong></p>
<p>«Non funzionerà completamente senza regolamentazione. Ma la maggior parte delle cose può essere regolata con incentivi finanziari (attraverso tasse di incentivazione, sistemi di bonus-malus e aggiustamenti del sistema fiscale). Quello che possiamo vedere già oggi: l'economia svizzera è più avanti della politica per quanto riguarda la protezione del clima. Questo perché il cambiamento climatico porta anche opportunità per l'economia, soprattutto quando si tratta di nuove tecnologie. Per esempio, l'industria del solare o le nuove ed efficaci tecnologie di efficienza».</p>
<p><strong>Qual è la sua posizione sulla produzione di energia nucleare in Svizzera? È favorevole alla sua riduzione o abolizione?</strong></p>
<p>«Nel 2017 la popolazione ha votato contro la costruzione di nuove centrali nucleari. E una fornitura di elettricità senza nucleare e senza fossili è possibile entro il 2050. Grazie alle tecnologie rinnovabili. Come spunto di riflessione, ho redatto la Grossen Roadmap, che si concentra principalmente su una maggiore efficienza energetica, su un forte aumento del fotovoltaico e sulle reti intelligenti. Tiene conto della crescente domanda di elettricità per la completa elettrificazione dei trasporti e dell'aumento del consumo di elettricità per i sistemi di riscaldamento con pompa di calore».</p>
<p><strong>Come vede la Svizzera tra 20 anni?</strong></p>
<p>«Mi fate sognare. Nel 2044 gli Svizzeri saranno ancora soddisfatti della loro situazione di vita. La Svizzera si sarà affermata come centro leader mondiale per l'innovazione e la sostenibilità. Ci riforniremo autonomamente di energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili, tutto l'anno. Il sistema sanitario sarà ottimizzato attraverso la prevenzione, la digitalizzazione e la medicina personalizzata, garantendo un'elevata qualità e aspettativa di vita. L'istruzione e la ricerca saranno di livello mondiale, promuovendo l'innovazione e offrendo a tutti i cittadini l'accesso all'apprendimento permanente. La Svizzera sarà sinonimo di forte cooperazione internazionale e si impegnerà con successo per la pace e la stabilità in tutto il mondo. Come potete vedere, sono un ottimista».</p>
<blockquote>
<p>«Grazie alle energie rinnovabili sarà possibile rinunciare al nucleare».</p>
</blockquote>
<p><strong>Lei non ha mai nascosto che i Verdi Liberali ambiscono a un seggio in Consiglio federale. Pensa che questo sia ancora possibile dopo il risultato elettorale e il fallimento dell'attacco dei Verdi al seggio del PLR?</strong></p>
<p>«Assolutamente sì. Il momento migliore per riparlarne è il 2027».</p>
<p><strong>Trascurati per anni, gli Svizzeri all'estero sono ora riconosciuti da quasi tutti i partiti come un interessante serbatoio di voti, che spesso cercano di corteggiare attraverso le sotto-liste per il Consiglio nazionale. Ma i temi che stanno a cuore agli Svizzeri all'estero, come il voto elettronico, passano in secondo piano, mentre la Quinta Svizzera non è ancora rappresentata in Parlamento. Come spiega questa contraddizione?</strong></p>
<p>«Purtroppo, gli interessi degli Svizzeri all'estero vengono spesso trascurati e questo deve cambiare. Noi del PVL siamo molto impegnati in questo senso. Nel 2022 abbiamo fondato una sezione internazionale, la PVL International. Questo ci permette di tastare il polso agli svizzeri all'estero e di integrare attivamente le loro preoccupazioni nella politica svizzera».</p>
<p><em>Angelo Geninazzi, Gazzetta Svizzera</em></p>
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	<p>Questa intervista si inserisce nella serie di dialoghi con i presidenti di partito svizzeri. L’obiettivo è quello di analizzare insieme ai diretti protagonisti il risultato emerso dalle recenti elezioni federali, approfondendo con spirito critico le posizioni dei principali partiti svizzeri e illustrare i retroscena della politica federale. Nelle edizioni precedenti sono stati intervista i presidenti di UDC, PLR e PS e Centro. </p>
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		><h3 class="widget-title">Biografia</h3>
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	<p>Jürg Grossen è stato eletto al Consiglio nazionale nel 2011, ottenendo così il suo primo incarico politico di rilievo. Nella camera bassa è membro della Commissione per l'economia e i tributi. Oltre alla sua attività politica nazionale, ha avuto un ruolo significativo nella politica locale e regionale, essendo stato presidente del Partito Verde Liberale di Thun/Berner Oberland dal 2009 al 2012, e co-presidente dei Verdi Liberali del Canton Berna dal 2012 al 2016. Nel 2017 è stato eletto presidente dei Verdi Liberali Svizzeri, concentrando il suo impegno sulle questioni dei trasporti, media, energia e politica climatica. Come imprenditore nel settore dell'elettricità, è stato presidente di diverse organizzazioni nel campo della mobilità e dell'energia sostenibile, come Swiss e-Mobility e Swissolar. Grossen è sposato, ha tre figli e risiede a Frutigen, nel canton Berna.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-a-jurg-grossen-presidente-del-partito-dei-verdi-liberali-pvl/">Intervista a Jürg Grossen, Presidente del Partito dei Verdi Liberali (PVL)</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Le idee liberali offrono ancora una guida alle persone”</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/le-idee-liberali-offrono-ancora-una-guida-alle-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 17:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Liberalismo Politico]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Politico]]></category>
		<category><![CDATA[PLR]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Thierry Burkart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/burkart-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il Partito liberale radicale è un partito storico della Svizzera. Sin dai suoi esordi l’allora partito radicale democratico (PRD) si è considerato il rappresentante del Liberalismo politico in Svizzera. I suoi obiettivi erano garantire le libertà individuali e promuovere un ordinamento economico liberale, in cui gli interventi statali fossero il più possibile circoscritti. Il partito</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/le-idee-liberali-offrono-ancora-una-guida-alle-persone/">“Le idee liberali offrono ancora una guida alle persone”</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/burkart-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23300"  class="panel-layout" ><div id="pg-23300-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23300-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23300-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Intervista con Thierry Burkart, presidente del Parito Liberale Radicale (PLR)</h3>
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	<p>Il Partito liberale radicale è un partito storico della Svizzera. Sin dai suoi esordi l’allora partito radicale democratico (PRD) si è considerato il rappresentante del Liberalismo politico in Svizzera. I suoi obiettivi erano garantire le libertà individuali e promuovere un ordinamento economico liberale, in cui gli interventi statali fossero il più possibile circoscritti. Il partito diede un contributo di rilievo al processo di edificazione dello Stato federale. Dal 1848 senza interruzioni è stato rappresentato in Consiglio federale. Negli ultimi anni però fatica a convincere la popolazione con le sue ricette. Alle scorse elezioni ha perso un seggio in Consiglio nazionale e lo 0.8% dei consensi. Ne pabbiamo parlato con il suo presidente, l’argoviese Thierry Burkart.</p>
<p><strong><em>Signor Burkart, lei è presidente del PLR Svizzero da tre anni. Come vive questa esperienza e quali sono le sfide più grandi che ha dovuto affrontare?</em></strong></p>
<p>È un compito di responsabilità. Perché il PLR rappresenta la base liberale su cui si fonda il modello di successo svizzero. Ma, data la struttura decentratalizzata, guidare il PLR è una sfida.</p>
<p><strong><em>Il PLR è uscito sconfitto dalle ultime elezioni, restando comunque davanti al partito del Centro. Si aspettava questo risultato e a cosa lo attribuisce?</em></strong></p>
<p>Mi dispiace molto che non siamo riusciti a rafforzare le forze liberali nel Parlamento federale. Questo renderà più difficile trovare maggioranze per le riforme necessarie a garantire che la Svizzera rimanga una piazza economica competitiva, che il nostro Paese abbia energia sufficiente e che le pensioni rimangano sicure. Soprattutto la situazione migratoria ha mobilitato l’area dei conservatori. Ma dove c'è ombra, c'è anche luce. Siamo riusciti a guadagnare in alcuni cantoni, come in Ticino. Dobbiamo fare leva su questo, perché il PLR è indispensabile come catalizzatore di soluzioni mirate, capaci di conquistare maggioranze.</p>
<p><strong><em>Potrebbe descrivere il tipico elettore del PLR?</em></strong></p>
<p>Si tratta di persone che vogliono innanzitutto dare forma alla propria vita e agire. Ma i nostri elettori sono tanto diversi quanto il PLR è ancorato alla popolazione come partito popolare. Ciò che li accomuna è la volontà di allineare la politica del nostro Paese ai valori liberali di libertà e responsabilità, progresso e spirito pubblico.</p>
<p><em><strong>Ritiene che la vicenda delle difficoltà finanziarie del Credit Suisse e la successiva acquisizione da parte di UBS con un forte intervento del Consiglio Federale abbiano avuto un impatto negativo sul risultato del suo partito?</strong> </em></p>
<p>Sì, perché gli altri partiti ci hanno immediatamente etichettato come responsabili di questo fallimento. I media hanno prontamente ripreso questa narrazione e l'hanno riproposta per settimane. Eppure la nostra Consigliera Federale Karin Keller-Sutter, con la sua azione decisiva, ha salvato la Svizzera e le piazze finanziarie internazionali da una catastrofe economica. Il palese fallimento dei manager bancari altamente retribuiti è responsabile della rovina del CS. Devono essere chiamati a risponderne.</p>
<p><em><strong>Nonostante la perdita di elettori negli ultimi decenni, il PLR ha mantenuto un'importante influenza sul panorama politico svizzero. È un caso unico in Europa, dove i partiti liberali faticano a farsi strada nell'elettorato. Come spiega questa "specialità" svizzera?</strong> </em></p>
<p>Il PLR si assume responsabilità a tutti i livelli di governo. Abbiamo membri nei municipi, nei governi cantonali, nei parlamenti comunali e cantonali di tutto il Paese. Il PLR continua a portare avanti l'eredità della Costituzione federale elaborata dalle forze liberali nel 1848. Il nostro Stato federale è sempre stato caratterizzato dal liberalismo e rappresenta una storia di successo unica. Anche 175 anni dopo le conquiste storiche dei padri della Costituzione, il PLR si sente impegnato nelle nostre istituzioni come allora. Il mondo e la Svizzera possono essere cambiati da allora, ma le idee liberali offrono ancora una guida alle persone.</p>
<p><strong><em>Secondo lei, quali sono le tre sfide più importanti per la Svizzera nei prossimi quattro anni e come vuole affrontarle come PLR?</em></strong></p>
<p>In primo luogo, dobbiamo garantire al nostro Paese elettricità sufficiente e a prezzi accessibili. A breve termine, ciò richiede una massiccia espansione delle energie rinnovabili, un aumento delle capacità di stoccaggio, la costruzione di grandi centrali a gas e l'estensione dell'attività delle centrali nucleari. A medio e lungo termine, non potremo fare a meno di costruire una nuova generazione di centrali nucleari. In secondo luogo, è compito della nostra generazione garantire e sviluppare ulteriormente la previdenza vecchiaia, in modo che anche le generazioni future possano beneficiare delle stesse prestazioni pensionistiche di cui godiamo noi oggi. Il PLR ha proposto soluzioni concrete con l'iniziativa sulle pensioni e l'iniziativa sulla tassazione individuale su cui il popolo dovrà votare.</p>
<p>Nella prossima legislatura, dobbiamo anche trovare soluzioni per la cooperazione internazionale che siano in grado di ottenere una maggioranza. Relazioni buone e affidabili sono fondamentali per la nostra economia e la nostra società. In particolare, relazioni intatte con l'UE sono di fondamentale importanza per il nostro Paese. Per il PLR è quindi chiaro che l'approccio bilaterale deve essere ulteriormente sviluppato. Né l'adesione all'UE o al SEE né lo smantellamento delle relazioni attraverso un accordo di libero scambio sono opzioni praticabili per il PLR. Il PLR chiede quindi l'ulteriore sviluppo e il consolidamento a lungo termine dell'approccio bilaterale sotto forma di un nuovo pacchetto negoziale (Bilaterali III).</p>
<p><strong><em>I programmi elettorali di PLR e dei Verdi Liberali non sono poi così diversi: entrambi favoriscono politiche fortemente liberali e hanno gli stessi obiettivi nel campo della protezione del clima. Ha davvero senso mantenere due partiti separati o sarebbe più sensato pensare a una fusione nel prossimo futuro?</em><em> </em></strong></p>
<blockquote>
<p>«Responsabilità individuale invece di paternalismo statale, incentivi invece di divieti, economia di mercato invece di interventi statali.»</p>
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<p>Anche il PLR chiede il rispetto degli obiettivi climatici in conformità con l'Accordo sul clima di Parigi. Ma, a differenza dei Verdi Liberali e del Partito dei Verdi, non vogliamo raggiungere questo obiettivo attraverso divieti e sussidi, ma attraverso incentivi, innovazione e apertura alla tecnologia. Ho presentato una mozione che chiede al Consiglio Federale di rivedere la strategia energetica, poiché si basa su presupposti errati. Chiudere un occhio per motivi ideologici è dannoso per il clima, visto che il Consiglio Federale vuole costruire centrali a gas per avere abbastanza elettricità in Svizzera.</p>
<p><em><strong>Il PLR è un partito di destra?</strong> </em></p>
<p>Il PLR è un partito liberale di destra. Tuttavia, non ci orientiamo semplicemente sull'asse destra/sinistra, ma offriamo soluzioni adeguate ai problemi da affrontare. Siamo l'unico partito coerentemente liberale, cioè economicamente e socialmente liberale.</p>
<p><strong><em>Come vede la Svizzera tra 20 anni?</em></strong></p>
<p>Se la Svizzera vuole mantenere il suo modello di successo e quindi garantire il benessere della popolazione, i politici devono affrontare con urgenza le prossime riforme (previdenza, approvvigionamento elettrico, immigrazione, relazioni internazionali, ecc.). Il modello di vita ed economico liberale di successo è costantemente sotto attacco. Ma esso costituisce la base su cui possiamo organizzare la nostra vita come meglio crediamo e, come società, continuare a godere della prosperità necessaria in futuro per finanziare, tra l'altro, i nostri sistemi sociali. Per il nostro Paese deve quindi valere quanto segue: responsabilità individuale invece di paternalismo statale, incentivi invece di divieti, economia di mercato invece di interventi statali.</p>
<p><strong><em>Trascurati per anni, gli Svizzeri all'estero sono ora riconosciuti da quasi tutti i partiti come un interessante serbatoio di voti, che spesso cercano di corteggiare attraverso le sotto-liste per il Consiglio Nazionale. Ma le questioni che stanno a cuore agli Svizzeri all'estero, come il voto elettronico, passano in secondo piano, mentre la Quinta Svizzera non è ancora rappresentata in Parlamento. Come spiega questa contraddizione?</em></strong></p>
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<p>«Il modello di vita ed economico liberale di successo è costantemente sotto attacco.»</p>
</blockquote>
<p>Manteniamo una rete globale con il PLR International e coinvolgiamo gli Svizzeri all'estero nella vita del nostro partito. Viste le sfide strutturali che una campagna elettorale dall'estero comporta, è ovviamente difficile per un candidato raggiungere un livello di riconoscimento sufficiente per essere eletto. Ma il PLR sta lavorando intensamente su temi come il voto elettronico nell'ambito della sua richiesta di una maggiore e più rapida trasformazione digitale. È giusto procedere per gradi per non mettere a rischio la fiducia nella democrazia. Purtroppo, le recenti difficoltà e i problemi informatici di un ufficio federale stanno mettendo a dura prova gli sforzi di digitalizzazione.</p>
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		><h3 class="widget-title">Biografia</h3>
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	<p>Nato nel 1975 a Baden, cresciuto a Obersiggenthal, dal 2021 vive a Lengnau (AG)</p>
<p>Ha studiato a San Gallo e a Losanna ed è stato ammesso all'albo degli avvocati nel 2010.</p>
<p>Dal 1999 al 2003, Burkart è stato presidente dei Giovani liberali di Argovia. Nel 2001 è stato eletto nel Gran Consiglio del Cantone di Argovia.</p>
<p>Dal 2004 al 2010 è stato vicepresidente e dal 2010 al 2013 presidente del PLR argoviese.</p>
<p>Burkart è stato eletto al Consiglio nazionale nel 2015 con il secondo miglior risultato della lista del PLR. Nel 2019 è stato invece eletto nel Consiglio agli Stati.</p>
<p>Dal 2021 presiede il PLR Svizzero.</p>
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	<p>A partire da questa edizione, Gazzetta Svizzera comincia una serie di interviste ai presidenti di partito svizzeri. L’obiettivo è quello di analizzare insieme ai diretti protagonisti il risultato emerso dalle recenti elezioni federali, approfondendo con spirito critico le posizioni dei principali partiti svizzeri e illustrare i retroscena della politica federale.</p>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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