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	<title>Politica Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Politica Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>La relazione Svizzera – UE di nuovo sul banco di prova</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-relazione-svizzera-ue-di-nuovo-sul-banco-di-prova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2024 17:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="272" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Senza-nome-1-300x272.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Correva l’anno 1992. Consiglio federale e Parlamento si sono battuti in modo convinto a favore dell’adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE). Raramente una votazione ha spaccato in due il paese come allora. L’”euforia europea” da parte dell’allora establishment politico ha trovato in particolare in Christoph Blocher – la cui via di crescita insieme</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-relazione-svizzera-ue-di-nuovo-sul-banco-di-prova/">La relazione Svizzera – UE di nuovo sul banco di prova</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="272" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Senza-nome-1-300x272.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23972"  class="panel-layout" ><div id="pg-23972-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23972-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23972-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Deciso ad inizio marzo dal Consiglio federale un mandato negoziale con l’UE sugli Accordi bilaterali III</h3>
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	<p>Correva l’anno 1992. Consiglio federale e Parlamento si sono battuti in modo convinto a favore dell’adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE). Raramente una votazione ha spaccato in due il paese come allora. L’”euforia europea” da parte dell’allora establishment politico ha trovato in particolare in Christoph Blocher – la cui via di crescita insieme a quello dell’UDC è partito proprio da questa votazione – una controparte agguerrita.</p>
<p>Lo SEE funziona come un mercato unico e si estende anche ad altri settori, ad esempio l'ambiente, le questioni sociali, la ricerca. Il dibattito in Svizzera è stato lungo e intenso ed è durato oltre un anno. Infine, il 6 dicembre 1992, il 50,3% delle persone aventi diritto di voto ha votato No all’adesione allo SEE, con una partecipazione al voto eccezionale del 78%, la più alta da sempre. I favorevoli erano soprattutto nella Svizzera francese, mentre i contrari hanno prevalso nella Svizzera tedesca e in quella italiana. Soprattutto negli ambienti rurali e conservatori si temeva per la democrazia diretta e la neutralità.</p>
<p><strong>Dal no allo SEE le relazioni Svizzera UE sono restate dinamiche, talvolta incerte, e sempre combattute </strong></p>
<p>Alla fine del 1993 l’UE si è dichiarata pronta ad avviare negoziati in sette comparti, a condizione che gli accordi fossero negoziati parallelamente e attuati contemporaneamente. Gli accordi sono dunque stati connessi giuridicamente tra di loro a mezzo di una cosiddetta “clausola-ghigliottina” per evitare che fossero posti in vigore separatamente o che una delle due parti potesse scegliere solo quelli con un maggior interesse. Il primo pacchetto di “Accordi bilaterali I” è stato approvato dal Popolo svizzero il 21 maggio 2000 con il 67,2% di voti favorevoli. In vigore dal 1° giugno 2002, essi consentono all’economia svizzera un ampio accesso al mercato interno dell’Unione europea, con più di 445 mio. di potenziali consumatori.</p>
<p>La seconda serie di accordi – gli Accordi bilaterali II – prende in considerazione altri interessi economici ed estende la cooperazione tra la Svizzera e l’UE a settori di primo piano sul fronte politico, quali la sicurezza, l’asilo, l’ambiente e la cultura. Questo secondo pacchetto è stato ratificato dal Parlamento svizzero nel 2004 mentre l’anno successivo il popolo svizzero ha accolto gli accordi con il 54,6% di voti a favore, esprimendosi in particolare sull’associazione della Svizzera a Schengen/Dublino. A differenza degli Accordi bilaterali I, gli Accordi bilaterali II non sono vincolati giuridicamente tra di loro.</p>
<p>Da allora la Svizzera si è espressa a scadenze regolari su temi di carattere europeo, tra cui l’estensione degli accordi ai paesi dell’est Europa. Nel 2014 ha approvato a stretta misura l’Iniziativa «contro l’immigrazione di massa», che è stata attuata in linea con gli accordi in vigore.</p>
<p><strong>Accordi in erosione e necessità di rinnovarli</strong></p>
<p>Gli sviluppi giuridici nell’Unione europea rendono necessario per l’economia un adeguamento degli accordi bilaterali esistenti. Nell’ambito di un accordo quadro, la Svizzera e l’Unione europea hanno tentato a partire dal 2018 di trovare soluzioni, senza però essere coronati da successi. Nel maggio del 2021, dopo l’abbondono delle discussioni dei sindacati svizzeri, il Governo svizzero ha interrotto i negoziati con l’UE su un accordo istituzionale quadro, una mossa che la parte europea ha faticato a comprendere. Come reazione la Commissione UE ha anche stralciato la Svizzera dalla lista di Stati associati al programma di ricerca Horizon Europa.</p>
<p>Nel marzo 2024, a due anni e mezzo di distanza dalla mancata conclusione dell’Accordo istituzionale, il Consiglio federale ha adottato formalmente – dopo ampia consultazione – un mandato negoziale con l’UE. Nel mandato sono definiti gli obiettivi generali di eventuali future negoziazioni volte a risolvere le questioni istituzionali in sospeso e frenare la progressiva erosione degli Accordi bilaterali, garantendo così anche in futuro l’accesso delle imprese svizzere al mercato interno.</p>
<p><strong>Contenuti del mandato negoziale</strong></p>
<p>Attraverso il mandato per la conclusione di un pacchetto “Accordi bilaterali III” l’obiettivo è quello di aggiornare gli accordi esistenti sul mercato interno e concludere nuove intese settoriali nell'ambito dell'energia elettrica e della sicurezza alimentare. Le questioni istituzionali, con la ripresa del relativo diritto europeo, saranno risolte direttamente negli accordi sul mercato interno.</p>
<p>Una novità riguarda la cooperazione in materia di sanità pubblica come pure la partecipazione sistematica ai programmi dell'UE, in particolare nel campo dell'istruzione e della ricerca (per es. Horizon Europe ed Erasmus+). Fa inoltre parte del pacchetto anche un contributo svizzero periodico a favore della coesione nell'UE.</p>
<p><strong>Vari temi in sospeso da regolare: dalla ricerca agli aiuti di Stato</strong></p>
<p>I risultati dei colloqui esplorativi sono riportati in un “common understanding”, che elenca le aree d'intesa che la delegazione svizzera e quella dell'UE hanno definito. Queste sono poi state tramutate in un mandato negoziale.</p>
<p>Ad esempio l'intesa raggiunta in linea di principio permetterà alla Svizzera di mantenere la sua prassi in materia di espulsioni penali. In relazione ai permessi di soggiorno permanenti voluti dall'UE, solo le persone che lavorano e non dipendono dall'assistenza sociale potranno ottenere un soggiorno permanente dopo cinque anni di lavoro ininterrotto.</p>
<p>In merito al futuro accordo sulla ricerca – un tema fonte di preoccupazioni nel mondo accademico dopo l’esclusione da Horizon 2030 – il <em>common understanding</em> parla di una legge transitoria che dovrebbe consentire dal 2024 ai ricercatori svizzeri di partecipare ai bandi di concorso europei.</p>
<p>Per quanto attiene agli aiuti di Stato nei settori del trasporto aereo, terrestre e dell'elettricità, la Svizzera dovrà adeguarsi al diritto europeo, ma potrà applicare le proprie procedure. A livello di trasporti, per esempio, quella sul servizio pubblico. Sulla rete elvetica potrebbero circolare in futuro anche treni di compagnie estere, ma nel rispetto delle condizioni di lavoro elvetiche e con certi obblighi, tra cui l'accettazione degli abbonamenti in Svizzera.</p>
<p><strong>Il grande capitolo dei lavoratori distaccati</strong></p>
<p>Un capitolo controverso, già durante le discussioni per l’accordo quadro poi fallite, riguarda i lavoratori con un permesso di breve durata, fino a 90 giorni. Bruxelles ha accettato il principio dell'obbligo di annuncio affinché le autorità possano svolgere i controlli a livello di rispetto dei salari e delle condizioni di lavoro. Tra gli obiettivi principali, nell’ambito della politica del mercato del lavoro vi è quello di preservare le condizioni di lavoro nella Confederazione e non esporre le aziende svizzere a concorrenza sleale. Questo obiettivo è al contempo “una linea rossa” per il Consiglio federale e i partner di economia e sindacati al tavolo. Anche per questa ragione la Svizzera chiede che venga applicato il principio in vigore in Svizzera di salario uguale a lavoro uguale su tutto il territorio. Nell’intesa comune si è quindi ipotizzato che la Svizzera non sarà obbligata a riprendere dall'UE direttive che potrebbero peggiorare le condizioni di lavoro in vigore nella Confederazione.</p>
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		><h3 class="widget-title">Chiaro Sì nei sondaggi al mandato negoziale</h3>
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	<p>Il sostegno della popolazione a un mandato negoziale tra Svizzera e Unione Europea è in aumento, come testimonia un sondaggio dell’Istituto gfs.bern realizzato su un campione di 1’000 persone aventi diritto al voto. Lo studio è stato condotto dopo le elezioni nazionali, all’inizio del 2024</p>
<p>Il 68% degli intervistati si è espresso a favore di un mandato negoziale basato sui colloqui esplorativi per i Bilaterali III e il 71% concorda con il contenuto degli accordi.</p>
<p>L’argomento principale a favore delle nuove intese bilaterali è il desiderio di una relazione sicura e stabile con l’UE. Il sostegno alla reintegrazione della Svizzera nei programmi quadro di ricerca e innovazione dell’UE è quasi unanime.</p>
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	<p><strong>Prossimi passi</strong></p>
<p>Il Consiglio federale ha approvato il mandato negoziale. Lo scorso 18 marzo i nuovi negoziati sono stati ufficialmente avviati a Bruxelles. I vari elementi del pacchetto saranno affrontati contemporaneamente sotto la direzione del segretario di Stato supplente del Dipartimento federale degli affari esteri.</p>
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	<p><em>Molte le modiche di prassi al confine in base agli Accordi bilaterali I e II</em></p>
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	<p><em>Lavoratori distaccati: l’obiettivo è preservare le condizioni di lavoro in Svizzera</em></p>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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		<title>10 Domande a Martin Pinessi</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-martin-pinessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Dec 2023 10:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[aneddoto divertente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/12/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Martin sei legato alla Svizzera, in che modo? Ciao! Innanzitutto sono legato da un amore profondo per questa nazione e i suoi ideali; poi ho la doppia cittadinanza da parte di mamma. Credo che i miei ultimi antenati al 100% svizzeri, che arrivarono dal Ticino in Italia, fossero i miei tris-nonni. Come è stato per</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-martin-pinessi/">10 Domande a Martin Pinessi</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/12/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23456"  class="panel-layout" ><div id="pg-23456-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23456-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23456-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<ol>
<li><strong>Martin sei legato alla Svizzera, in che modo?</strong></li>
</ol>
<p>Ciao! Innanzitutto sono legato da un amore profondo per questa nazione e i suoi ideali; poi ho la doppia cittadinanza da parte di mamma. Credo che i miei ultimi antenati al 100% svizzeri, che arrivarono dal Ticino in Italia, fossero i miei tris-nonni.</p>
<ol start="2">
<li><strong>Come è stato per te crescere a cavallo tra due culture?</strong></li>
</ol>
<p>Ho un podcast di nome “Sincero” su Spotify, quindi sarò sincero anche qui.</p>
<p>Fino ai 20 anni non c’è mai stato troppo interesse nell'approfondire questo lato di me. Ho sempre avuto il passaporto svizzero ma finiva lì. Non avevo nemmeno nessuno che potesse trasmettermi l’amore o i valori svizzeri, perché mio nonno è morto quando avevo 8 anni e non ho potuto passare troppo tempo con lui.</p>
<p>Ultimamente però mi sto davvero interessando ad approfondire questa mia discendenza, l’obiettivo è sicuramente quello di vivere almeno per un periodo in Svizzera!</p>
<ol start="3">
<li><strong>Ti interessa e segui lo sport e la scena culturale svizzera?</strong></li>
</ol>
<p>Ancora, in modo molto s<em>incero</em>, la risposta riguardo allo sport è “non troppo!” Figurati che non sono nemmeno un gran fan del tennis – niente Federer per me.</p>
<p>Per quanto riguarda la scena culturale ho partecipato al congresso dei giovani svizzeri a Lugano nel 2022 ed è stata una bellissima decisione, ho potuto anche conoscere alcuni dei super ragazzi e ragazze di UGS. Seguo con piacere varie pagine svizzere oltre quella del consolato per approfondire e studiare come la cultura del Ticino differisce da quella Italiana.</p>
<ol start="4">
<li><strong>E la scena politica?</strong></li>
</ol>
<p>Mio fratello Massimo ha appena votato alle ultime elezioni per posta ed è stato un grande esempio, sicuramente anche io dovrei approfondire, seguo sui social qualche politico e sinceramente un po’ mi spaventa la piega recente sull’immigrazione. C’è molta paura dello straniero e nonostante la voglia di difendere i valori svizzeri, sono un po’ in conflitto su questo punto ma per capire meglio dovrei abitare là.</p>
<ol start="5">
<li><strong>Se avessi la possibilità di cenare con un personaggio pubblico svizzero ed uno italiano chi incontreresti e perché?</strong></li>
</ol>
<p>Non c’è “quella persona” svizzera che vorrei incontrare. Se fosse possibile vorrei tanto cenare con il mio tris nonno per farmi raccontare come è essere svizzeri e cosa significa per la nostra famiglia.</p>
<ol start="6">
<li><strong>Come è percepita la Svizzera dai tuoi amici e dai tuoi conoscenti?</strong></li>
</ol>
<p>Ho contagiato mio fratello con il mio amore incondizionato per la Svizzera, tutti in famiglia sanno che sono fissato. Alcuni mi danno un po’ dell’illuso, dicendo che non è la terra promessa che penso. Sono molto consapevole che non esiste lo Stato perfetto, ma sono fiducioso ed interessato ad approfondire la conoscenza del mio “luogo ideale”.</p>
<ol start="7">
<li><strong>Hai qualche aneddoto divertente da raccontare riguardo al tuo essere svizzero e italiano?</strong></li>
</ol>
<p>Non vedo l’ora di organizzarmi per bene e andare a Bidogno, una frazione di Capriasca, qualche chilometro sopra Lugano, per visitare il mio luogo di attinenza. I miei parenti mi hanno sempre detto che nelle chiese e nei cimiteri ci sono ancora gli stemmi dei “Quirici” la famiglia di mia madre (mi han detto che ai tempi erano dei nobili!).</p>
<ol start="8">
<li><strong>Hai mai letto un classico della letteratura svizzera? Se si, quale?</strong></li>
</ol>
<p>Anche la letteratura rientra negli aspetti che ancora devo approfondire della Svizzera.</p>
<ol start="9">
<li><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi potresti contribuire al meglio?</strong></li>
</ol>
<p>Quello che voglio dare è essere una brava persona senza tradire me stesso, far crescere il mio Podcast “Sincero” e magari portare all’interno qualche personaggio elvetico per parlare della Svizzera, diffonderne la cultura e far conoscere i suoi pregi e <em>sinceri</em> difetti su cui lavorare a più persone possibili.</p>
<ol start="10">
<li><strong>Infine, se potessi avere un superpotere, quale sceglieresti e perché?</strong></li>
</ol>
<p>Essere Flash, correre talmente veloce da invertire la rotazione terrestre, far tornare indietro il tempo e farmi raccontare la Svizzera dai miei trisnonni.</p>
<p>Elisabetta Agrelli</p>
</div>
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	<p>Segui su IG Julian Koechlin, attore svizzero di successo. Classe ’92, originario di Basilea è partito dal teatro per approdare alle serie televisive e al cinema. Tra i lavori più importanti ricordiamo le parti in Birdman (2014); Breaking Bad (Serie 2008); Achtung Fertig Charlie (2003) e la più recente Neumatt (serie Netflix 2021-2023), nella quale il giovane attore interpreta il protagonista Michi Wyss.</p>
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	<p>Assisiti al momento delle streghe! Il 20 gennaio 2024 la discesa più folle e popolare della Svizzera aprirà la Belalp Hexe per la 42a volta. La Notte delle Streghe promette non solo incontri mistici e momenti misteriosi, ma anche momenti musicali che sedurranno i vostri sensi. Quando le streghe iniziano a ballare, la notte si trasforma in giorno e quindi indossate i vostri migliori abiti da streghe, prendete le vostre bacchette magiche e siate pronti a festeggiare.</p>
<p>La cerimonia di premiazione sarà accompagnata dal "Challeklub Galgenen"</p>
<p>La Notte delle Streghe promette non solo incontri mistici e momenti misteriosi, ma anche momenti musicali che sedurranno i vostri sensi. Quando le streghe iniziano a ballare, la notte si trasforma in giorno. Quindi indossate i vostri migliori abiti da streghe, prendete le vostre bacchette magiche e siate pront</p>
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	<p>Visita il museo del Sasso del San Gottardo www.museonazionalesangottardo.ch perché in realtà non ci si muove all’interno di un museo, bensì in un mondo reale e surreale realizzato nelle viscere del San Gottardo. Un’esperienza unica al mondo che permette di camminare per chilometri nel cuore delle Alpi in gallerie scavate durante la Seconda Guerra Mondiale. Da una parte, il Museo Sasso San Gottardo guarda al passato recente, proponendo la visita alle fortificazioni militari del ventesimo secolo; dall’altra ci proietta nelle sfide future per la Svizzera (e il mondo) con i temi della meteorologia e del clima, della gestione sostenibile dell’acqua, della mobilità, dell’habitat, dell’energia e della sicurezza. Senza dimenticare i meravigliosi cristalli delle Alpi: un unicum!</p>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		<title>Editoriale Dicembre 2023</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-dicembre-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 16:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio federale]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni federali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/editoriale-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori I lunghi mesi di campagna elettorali si sono conclusi. Dopo i ballottaggi in vari cantoni per occupare i seggi del Consiglio degli Stati è possibile tracciare un bilancio globale: dopo un contraccolpo nel 2019, la destra è tornata a rafforzarsi, senza però raggiungere i livelli del 2015. I verdi escono perdenti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/editoriale-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23317"  class="panel-layout" ><div id="pg-23317-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23317-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23317-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>I lunghi mesi di campagna elettorali si sono conclusi. Dopo i ballottaggi in vari cantoni per occupare i seggi del Consiglio degli Stati è possibile tracciare un bilancio globale: dopo un contraccolpo nel 2019, la destra è tornata a rafforzarsi, senza però raggiungere i livelli del 2015. I verdi escono perdenti dalla tornata elettorale e rischiano di uscire con le ossa rotte anche dalla loro clamorosa candidatura al Consiglio federale, difficilmente interpretabile alla luce del risultato delle urne. Per il resto la Svizzera si conferma per quello che è: un paese stabile sotto tutti i punti di vista, anche quello politico. Le elezioni del Consiglio federale a metà dicembre non proporranno verosimilmente grandi emozioni, se non l’uscita di scena di un Alain Berset, abile comunicatore, che negli ultimi mesi ha polarizzato anche all’interno del suo partito. Ma la vera domanda è: la prossima legislatura permetterà al Parlamento di trovare intese sulle riforme previdenziali, la carenza di energia e di manodopera qualificata? Dopo che i vari partiti hanno stappato bottiglie al termine delle elezioni, una risposta affermativa alla domanda di cui sopra sarebbe un motivo per stappare bottiglie anche per i cittadini. Che la curiosità ci traghetti dunque nel 2024. Prima di allora però, l’augurio della redazione di Gazzetta è che ognuno di voi possa stappare una bottiglia in famiglia, trascorrendo un sereno periodo festivo, guardando ad un 2024 di salute e successi. E di letture interessanti di Gazzetta.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Poche sorprese sotto la cupola di Palazzo federale</h3>
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	<p>Le elezioni federali spostano leggermente a destra gli equilibri. Previdenza vecchiaia, energia, ambiente e carenza di manodopera: il nuovo Parlamento avrà molto da fare.</p>
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	<p>il presidente dei Verdi Balthar Glättli, in cerca di spiegazioni per la sconfitta elettorale.</p>
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		<title>Il Parlamento è al completo: si aprono le danze per il Consiglio federale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-parlamento-e-al-completo-si-aprono-le-danze-per-il-consiglio-federale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 12:15:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/parlamento-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23310"  class="panel-layout" ><div id="pg-23310-0"  class="panel-grid panel-has-style" ><div class="panel-row-style panel-row-style-for-23310-0" ><div id="pgc-23310-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23310-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		><h3 class="widget-title">Con i ballottaggi per il Consiglio degli Stati, si sono chiuse le elezioni nazionali 2023. In vista delle elezioni del Consiglio federale del 13 dicembre non si attendono sorprese. </h3>
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	<p>Alcuni media hanno paragonato la politica svizzera ad un orologio a pendolo che oscilla talvolta a sinistra, poi di nuovo a destra. Questo movimento si ripete di solito ogni quattro anni durante le elezioni parlamentari. 4 anni fa, vi è stato un movimento piuttosto marcato verso sinistra, mentre il baricentro pende di nuovo un po’ a destra. Come riassunto nell’edizione della Gazzetta di novembre, “la controonda” ha permesso il 22 ottobre all’UDC di guadagnare 2,3 punti percentuali e nove seggi nel Consiglio nazionale. Un’analisi un po’ più attenta, anche dopo aver completato il Consiglio agli Stati, ci lascia però affermare che il pendolo non è ritornato completamente sulle posizioni del 2015. Infatti, allora il PLR e l’UDC disponevano insieme di 98 seggi in Consiglio nazionale, mentre ora, otto anni dopo, sono 90. Nel 2015, i Verdi e il PS avevano insieme 54 seggi nel Consiglio nazionale. Ora, otto anni dopo, sono 64.</p>
<p>Lo stesso centrodestra ha perso terreno anche nella camera alta, il Consiglio degli Stati, dove PLR-UDC raggiungono 17 seggi.</p>
<p>Dal canto loro si conferma che i Verdi hanno subito una dolorosa sconfitta raggiungendo comunque il secondo risultato più importante della loro storia. I temi dell’ambiente restano d’attualità, come dimostra anche il seggio dei Verdi liberali conquistato nel ballottaggio a Zurigo da Tjana Angelina Moser contro il democentrista Rutz.</p>
<p><u>Un mezzo “contraccolpo” per le donne</u></p>
<p>Dopo il record di donne elette nel 2019, la percentuale femminile in Consiglio nazionale è scesa dal 42% al 38,5%. Un risultato che comunque resta il secondo miglior dato della storia, considerando che nel 2015, le donne rappresentavano solo il 32% della camera del popolo.</p>
<p>Trascorse le elezioni parlamentari, la Berna federale si concentra ora sulle elezioni del Consiglio federale, che si terranno durante la seconda settimana della sessione invernale, la prima del nuovo Parlamento.</p>
<p><strong>Il Consiglio federale 2023-2027 all’insegna della stabilità</strong></p>
<p>Se alla vigilia delle elezioni nazionali si poteva pensare a possibili cambiamenti nella composizione del Consiglio federale, queste sembrano, a poco più di tre settimane dalle elezioni del governo, piuttosto inverosimili. Ricordiamo che la composizione partitica del Governo avviene secondo “regole non scritte”, e oggi prevede 2 seggi ai 3 partiti elettoralmente più forti (UDC, PS e PLR) e un seggio al quarto partito (Il Centro). L’ascesa dei Verdi degli ultimi anni ha suscitato appetiti tra i rappresentanti ecologisti. Malgrado la sconfitta elettorale essi presenteranno un candidato a sfidare un seggio del Partito liberale. Le domande che si pongono in vista del 13 dicembre sono solo due:</p>
<p><strong>Riusciranno i Verdi a soffiare un seggio in Consiglio federale al PLR? </strong></p>
<p>La risposta secondo politologi e analisti non lascia spazio a dubbi: NO. Il fatto che il partito abbia il “coraggio” di candidare proprio a seguito del balzo indietro in termini di consensi sorprende. A lanciarsi nella corsa è il Consigliere federale Gerhard Andrey. Il 47enne imprenditore, perfettamente bilingue, è l’unico candidato dei Verdi che ha dato la propria disponibilità per tentare l’ascesa al Governo. Da notare che 3 settimane dopo le elezioni il presidente dei Verdi, Balthasar Glättli non solo non si è messo a disposizione per candidare al Consiglio federale, ma ha rassegnato le proprie dimissioni come Presidente di partito. Dal canto suo, Lisa Mazzone, giovane ginevrina Consigliera agli Stati e figura promettente del partito, non è riuscita nel tentativo di farsi rieleggere nella camera bassa.</p>
<p><strong>Chi sarà il successore di Alain Berset in quota PS? </strong></p>
<p>All’inizio di quest’estate Alain Berset, la figura “forte” durante la pandemia di coronavirus ha annunciato che non si sarebbe ricandidato. Da allora sono stati 6 i candidati ad annunciare interesse: il consigliere nazionale bernese Matthias Aebischer (55 anni), la consigliera di Stato bernese Evi Allemann (45 anni), il presidente del Consiglio di Stato di Basilea Città Beat Jans (59 anni), il consigliere agli Stati zurighese Daniel Jositsch (58 anni), il consigliere nazionale vodese Roger Nordmann (50 anni) e il più giovane del gruppo, il consigliere nazionale grigionese Jon Pult (39 anni).</p>
<p>Tra i candidati con meno chance figurano Allemann, poiché il canton Berna è già rappresentato in Governo, come pure Nordmann, alla luce dell’attuale maggioranza latina. Non altissime sono le chance attribuite ad Aebischer mentre Jositsch, Jans e Pult sembrano avere le carte migliori. Il Partito socialista definirà alla fine di novembre chi sottoporre all’Assemblea federale (1 o verosimilmente 2 candidati). La Gazzetta del mese di gennaio riferirà dell’elezione del Consiglio federale.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Chi vota il Governo in Svizzera e chi è eleggibile?</h3>
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	<p>Malgrado numerosi tentativi di cambiare il sistema, il Consiglio federale è votato dall’Assemblea federale che si compone dei Consiglieri nazionali (200) e dai Consiglieri agli Stati (46). L’elezione avviene ogni quattro anni nel mese di dicembre, durante la sessione che segue il rinnovo integrale del Consiglio nazionale. In caso di dimissioni di un consigliere federale può tuttavia essere necessario organizzare un'elezione in qualsiasi momento nel corso della legislatura. Per essere eletti in Consiglio federale, basta avere la cittadinanza svizzera e il diritto di voto. Non è necessario candidarsi (!) o essere membri del parlamento svizzero. Al momento dell’elezione, il parlamento deve garantire un'equa rappresentanza delle varie regioni del Paese e delle comunità linguistiche. Non sono previste regole precise a questo proposito. Tecnicamente qualunque cittadino svizzero è dunque eleggibile.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-23310-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23310-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="4" ><div
			
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	<p>Composizione in termini di seggi nel Consiglio agli Stati dopo i ballottaggi conclusisi il 19 di novembre. </p>
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	<p>L’unico candidato a disposizione dei Verdi per una “missione impossibile”: Gerhard Andrey</p>
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	<p>Lascia dopo 12 anni di Consiglio federale: Alain Berset</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-parlamento-e-al-completo-si-aprono-le-danze-per-il-consiglio-federale/">Il Parlamento è al completo: si aprono le danze per il Consiglio federale</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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