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	<title>Edizione Agosto-Settembre 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Agosto-Settembre 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Editoriale – Agosto-Settembre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-agosto-settembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori Passata l’estate è tempo di cambiamenti. Uno di questi riguarda il Console generale d’Italia, Félix Baumann che lascia Milano dopo quattro anni per volta di Ginevra, quale ambasciatore alla missione permanente elvetica presso le Nazioni Unite. Con Baumann la Comunità degli Svizzeri in Italia perde una figura che ha promosso l’integrazione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-gb9139-6a2c1e34dcc29"  class="panel-layout" ><div id="pg-gb9139-6a2c1e34dcc29-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-gb9139-6a2c1e34dcc29-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-gb9139-6a2c1e34dcc29-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>Passata l’estate è tempo di cambiamenti. Uno di questi riguarda il Console generale d’Italia, Félix Baumann che lascia Milano dopo quattro anni per volta di Ginevra, quale ambasciatore alla missione permanente elvetica presso le Nazioni Unite. Con Baumann la Comunità degli Svizzeri in Italia perde una figura che ha promosso l’integrazione e il coinvolgimento di Svizzeri all’estero di terza e quarta generazione. Anche la Gazzetta tiene a ringraziarlo per il suo prezioso impegno dedicandogli un’intervista (pag 10). Il cambiamento è un tema anche in autunno, con gli Svizzeri (anche all’estero) che sono chiamati a eleggere un nuovo Parlamento. Questo numero concede ampio spazio al tema e nemmeno troppo tra le righe invita a partecipare all’elezione in prima persona. Nel frattempo buon rientro dalle vacanze e buona lettura.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><br />
<em>REDATTORE</em></p>
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		<title>La rinuncia all’eredità</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-rinuncia-all-eredita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 08:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Importanti differenze tra successioni italiane e svizzere Gentile Avvocato, vari anni fa è venuta a mancare una mia zia in Italia quale aveva un’attività imprenditoriale redditizia ma che poi per la crisi ha dovuto chiudere dichiarando il fallimento. I figli di mia zia, cioè i miei cugini, avevano rinunciato all’eredità per via dei debiti. Io</p>
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<p><strong>Importanti differenze tra successioni italiane e svizzere</strong></p>
<p>Gentile Avvocato,<br />
vari anni fa è venuta a mancare una mia zia in Italia quale aveva un’attività imprenditoriale redditizia ma che poi per la crisi ha dovuto chiudere dichiarando il fallimento. I figli di mia zia, cioè i miei cugini, avevano rinunciato all’eredità per via dei debiti. Io stessa avevo provveduto a rinunciare all’eredità della zia.<br />
Alcuni mesi fa è mancato un altro mio zio, cittadino svizzero residente in Svizzera al quale ero molto legata che ha lasciato testamento nominando erede di una piccola somma di denaro me e i miei due fratelli.<br />
Il resto dell’eredità è andata invece alla moglie cittadina svizzera.<br />
Parlando con un mio amico notaio mi ha segnalato che accettando l’eredità di mio zio potrei essere ritenuta responsabile anche dei debiti della zia fallita vari anni fa quindi a questo punto mi è sorto un dubbio.<br />
E allora Le chiedo: è possibile che io debba rispondere dei debiti di cui nulla so e cosa posso fare per evitare che si abbatta sulla mia famiglia una eventualità disastrosa come questa? P.A.C. (Prov. di Milano)</p>
<hr />
<p>Gentile Lettrice,</p>
<p>la situazione che Lei ci descrive è molto complessa perché coinvolge varie successioni, aperte in Paesi diversi, potenzialmente disciplinate da leggi diverse.<br />
Ma la soluzione probabilmente è più semplice di quel che si potrebbe pensare. Andiamo con ordine.</p>
<p><strong>Successione della zia italiana</strong><br />
Questa successione è pacificamente regolata dal diritto italiano.<br />
In base alla legge italiana l’erede è considerato successore universale del defunto e, come tale, subentra in tutti i rapporti attivi e passivi dello stesso.<br />
Lei ci ha detto che i figli della zia hanno già formalmente rinunciato all’eredità, ed in questi casi vengono chiamati per legge all’eredità i fratelli e le sorelle del de cuius.<br />
Infatti, l’art. 570 Codice Civile Italiano stabilisce che se il de cuius muore senza lasciare prole, genitori né altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali.<br />
Inoltre, in base all’art. 522 CCI, in caso di rinunzia all’eredità la parte di colui che rinunzia si accresce di regola a coloro che avrebbero concorso con il rinunziante.<br />
Aggiunge ancora l’art. 677 CCI che, in mancanza di accrescimento, la porzione dell’erede mancante si devolve agli eredi legittimi.<br />
Poiché anche Lei ci dice di aver rinunciato all’eredità deduco che sia stata chiamata all’eredità per rappresentazione ai sensi dell’art. 467 C.C.I, subentrando a uno dei suoi genitori (fratello o sorella della defunta zia) che a sua volta aveva rinunciato, o era mancato prima della zia.<br />
Non è dato invece sapere se Lei ha dei figli perché in tal caso anch’essi dovrebbero rinunciare o aver rinunciato all’eredità e, se minori, previa autorizzazione del giudice tutelare competente.<br />
In tal caso, allora, nulla vi ha da temere per sé e per il Suo patrimonio dal versante italiano.</p>
<p><strong>Successione dello zio svizzero</strong><br />
In questo caso è pacifico che la successione sia regolata dal diritto svizzero.<br />
Infatti, lo zio non solo era cittadino svizzero ma era anche residente nella Confederazione e, dunque, nessun dubbio può sussistere in merito.<br />
Anche in Svizzera l’erede subentra nella medesima posizione del de cuius.<br />
Sotto questo profilo noi non siamo a conoscenza se lo zio svizzero abbia o meno rinunciato a sua volta all’eredità della zia fallita. Se così fosse, nulla quaestio, in quanto lo zio sicuramente non sarebbe divenuto successore universale della propria sorella defunta.<br />
In caso contrario il dubbio è invece legittimo perché, gli eventuali debiti gravanti sull’eredità potrebbero essere passati in capo allo zio, e pertanto, in questo caso potrebbero venire trasmessi nel compendio ereditario agli eredi dello stesso. Poiché dal testamento Lei e i Suoi fratelli risultereste essere stati nominati quali eredi, il rischio è concreto.</p>
<p><strong>La soluzione</strong><br />
Due sono a mio modo di vedere le possibili soluzioni.<br />
In primo luogo, essendo la successione disciplinata dal diritto svizzero, è prevista anche in questo caso la possibilità per gli eredi legittimi ed istituiti di una rinuncia alla chiamata come erede, in base all’art. 566 Codice Civile Svizzero.<br />
Tuttavia la rinunzia in Svizzera è sottoposta ad un limite temporale abbastanza ristretto. L’art. 567 CCS, infatti dispone che il termine per rinunciare è di soli 3 mesi.<br />
Tale termine decorre di norma per gli eredi legittimi dalla data della conoscenza della morte, mentre nel suo caso per gli eredi istituiti con testamento dalla comunicazione ufficiale della disposizione testamentaria che li riguarda. In base all’art. 569 CCS, poi, se l’erede muore prima di essersi pronunciato sull’accettazione o rinuncia all’eredità, la facoltà di rinunciare si trasmette ai suoi eredi.<br />
Quanto agli effetti, se l’erede non rinuncia entro il termine di 3 mesi egli acquista incondizionatamente l’eredità (art. 571 CCS). Se poi rinunciano tutti gli eredi legittimi l’eredità viene liquidata dagli uffici dei fallimenti (art. 573 CCS).<br />
Solo per gravi motivi l’art. 576 CCS prevede che l’autorità posso prorogare il termine per la rinuncia ovvero concederne uno nuovo agli eredi.<br />
In secondo luogo, così come in Italia è sempre possibile anche in Svizzera la cosiddetta accettazione con il beneficio d’inventario (art. 580 CCS e ss.).<br />
In tal caso, fatta domanda e chiuso l’inventario dei beni, crediti e debiti, l’erede è tenuto a dichiarare entro un mese se rinuncia all’eredità o se la accetta col beneficio di inventario o incondizionatamente (artt. 587, 588 CCS).<br />
In quest’ultima eventualità, l’erede risponderà quale successore universale, se accetta invece col beneficio, risponderà solo per tutti i debiti risultanti dall’inventario medesimo. Ciò, però, non solo con l’eredità ma anche con tutti i beni propri (art. 590 CCS).<br />
In questo vi è una notevole diversità rispetto al diritto italiano, perché l’erede che accetta con il beneficio d’inventario in Italia non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari oltre al valore dei beni a lui pervenuti con la successione.</p>
<p>***</p>
<p>Come vede, per risolvere i suoi dubbi, è fondamentale sapere se lo zio aveva rinunciato all’eredità della sorella. In caso negativo, diviene essenziale sapere se sono già trascorsi – come io temo – i 3 mesi per la rinunzia.<br />
In quest’ultima ipotesi, si tratterà allora di vedere se è stata chiesta una proroga o, alla peggio, se si può ottenere un nuovo termine.<br />
Debbo però dirLe che i casi di concessione di un nuovo termine eventualmente spirato, devono essere fondati, come detto, su gravi motivi e sono assai rari.<br />
Purtroppo se è trascorso inutilmente il termine l’eredità si considera accettata incondizionatamente, e non è più possibile accettare con beneficio d’inventario.<br />
Spero di essere stato di aiuto, almeno a chiarire la questione, e La saluto augurando a Lei ed a tutti i nostri Lettori una buona ripresa dopo la pausa estiva.</p>
<p><em>Avv. Markus W. Wiget</em></p>
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		<title>Doppia nazionalità e AVS</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/doppia-nazionalita-e-avs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 08:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Previdenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/rubrica-previdenziale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Caro sig. Engeler, Sono cittadina svizzera, residente da tanti anni in Italia. Mio marito, anche lui svizzero, circa 10 anni fa ha acquisito la cittadinanza italiana e anche i nostri figli hanno la doppia cittadinanza. Sono indecisa se fare anch’io la domanda della cittadinanza italiana. Per quanto riguarda le assicurazioni sociali, avendo la doppia cittadinanza,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/rubrica-previdenziale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9170"  class="panel-layout" >
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<p>Caro sig. Engeler,</p>
<p>Sono cittadina svizzera, residente da tanti anni in Italia. Mio marito, anche lui svizzero, circa 10 anni fa ha acquisito la cittadinanza italiana e anche i nostri figli hanno la doppia cittadinanza.</p>
<p>Sono indecisa se fare anch’io la domanda della cittadinanza italiana. Per quanto riguarda le assicurazioni sociali, avendo la doppia cittadinanza, avrei dei benefici che se no, non avrei? In Italia non percepisco uno stipendio proprio, ho solo qualche anno di contribuzione AVS. Mio marito (52 anni) ha circa 17 anni di contribuzione AVS e 10 anni di contribuzione INPS!</p>
<p>La ringrazio in anticipo per la Sua riposta!<br />
Cordiali saluti<br />
V.</p>
<hr />
<p>Gentile lettrice,<br />
ai fini della previdenza di vecchiaia, invalidità e superstiti, la nazionalità non ha nessuna influenza sulle future pensioni. Suo marito, doppio nazionale, ha esattamente gli stessi diritti come Lei – naturalmente con la differenza del diritto alla pensione INPS per via dei suoi contributi. Se Lei acquisisce anche la nazionalità italiana, nulla cambierà per Lei su questo punto.<br />
Acquisire la doppia nazionalità può portare a qualche vantaggio, anche se con gli accordi bilaterali UE-Svizzera del 2001 questi si sono sensibilmente ridotti. Va invece tenuto conto di alcuni possibili svantaggi ai quali normalmente non si pensa e potrebbero essere di importanza per Lei che non ha reddito proprio pur assistendo Suo marito nel Suo incarico:</p>
<p>1. Fin quando sarete residenti in Italia, Suo marito e Suoi figli sono cittadini italiani e basta, quando varcano la frontiera a Chiasso diventano cittadini svizzeri e basta. Sono doppio nazionali solo negli altri paesi. Mentre Lei è attualmente cittadina svizzera; acquisendo la cittadinanza italiana, anche Lei avrà la stessa sorte.</p>
<p>2. In caso di difficoltà, il consolato svizzero in Italia non potrà intervenire in Vostro favore presso le autorità italiane (e il Consolato italiano in Svizzera non verso le autorità svizzere).</p>
<p>3. La Svizzera è uno dei pochi paesi che ha una legge per il sostegno degli svizzeri all’estero in difficoltà. Vuol dire che se Lei rimane in Italia e diventa indigente (pensi alla vecchiaia), saranno i servizi sociali del comune di residenza italiano che dovranno darle il sostegno necessario. Spesso in Italia questo risulta insufficiente per vivere dignitosamente: in quel caso la Svizzera può intervenire per i cittadini svizzeri per integrare il sostegno italiano oppure pagare il trasferimento in Svizzera. Ma non può farlo per i doppi cittadini italo-svizzeri.</p>
<p>4. In questo momento non mi risulta, ma in passato i cittadini esteri erano esenti di qualche obbligo fiscale o altro.<br />
Visti vantaggi e svantaggi continuo a scrivere da alcuni decenni sulla Gazzetta che la scelta di accettare una seconda nazionalità non dovrebbe essere principalmente una scelta di convenienza momentanea, ma una scelta di cuore. Se decido per affetto, accetto anche qualche svantaggio potenziale.</p>
<p>Con i migliori auguri.<br />
<em>Dr. Robert Engeler</em><br />
<em>Avv. Andrea Pogliani</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/doppia-nazionalita-e-avs/">Doppia nazionalità e AVS</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Conferenza delle scuole svizzere all’estero a Lucerna</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/conferenza-delle-scuole-svizzere-all-estero-a-lucerna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 08:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/06/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />educationsuisse – organizzazione mantello delle scuole svizzere all’estero. Quest’anno la conferenza che raduna tutte le direttrici/direttori e i presidenti delle 18 scuole svizzere all’estero riconosciute dalla Confederazione elvetica si è svolta dall’8 al 10 luglio a Lucerna. I tre giorni di lavoro, organizzati da educationsuisse, erano dedicati allo scambio d’opinione e d’idee tra i responsabili</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/conferenza-delle-scuole-svizzere-all-estero-a-lucerna/">Conferenza delle scuole svizzere all’estero a Lucerna</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/06/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9228"  class="panel-layout" >
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<p><strong>educationsuisse – organizzazione mantello delle scuole svizzere all’estero.</strong></p>
<p>Quest’anno la conferenza che raduna tutte le direttrici/direttori e i presidenti delle 18 scuole svizzere all’estero riconosciute dalla Confederazione elvetica si è svolta dall’8 al 10 luglio a Lucerna. I tre giorni di lavoro, organizzati da educationsuisse, erano dedicati allo scambio d’opinione e d’idee tra i responsabili delle scuole nonché alla loro ulteriore formazione con un corso di aggiornamento. L’ultimo giorno si è concluso, come tutti gli anni, con la parte ufficiale, con ospiti dal mondo politico ed ex-direttori delle scuole svizzere sparse nel mondo.</p>
<p>Ogni scuola ha un cantone patrocinante che sostiene la “sua” scuola nel campo della pedagogia e didattica, inoltre fornisce varie consulenze e la supervisione pedagogica. Lucerna è il cantone patrocinante della scuola svizzera di Bangkok, presentatasi con un video per l’occasione.<br />
Il tema del «corso di aggiornamento» per i responsabili delle scuole era dedicato ai possibili modelli d’impresa per una scuola. Le attuali 18 scuole svizzere sparse su tre continenti e presenti in dieci paesi sono scuole private, gestite di solito da un’associazione con a capo un comitato che lavora con spirito di milizia senza nessun compenso. Per ottenere dalla Confederazione delle sovvenzioni devono adempiere ai requisiti della relativa legge federale svizzera. Essendo organizzazioni non-profit non è sempre facile essere competitivi sul mercato delle scuole internazionali. Tutti i partecipanti hanno ritenuto molto utili e proficui i lavori, tesi a un miglioramento della competitività delle scuole.</p>
<p><strong>Un po’ di storia</strong><br />
La maggior parte delle scuole è stata fondata lontano negli anni, in genere per volontà di un gruppo di svizzeri emigrati che avevano il desiderio di assicurare ai loro figli una buona educazione e un approfondimento della lingua tedesca.<br />
Le prime scuole svizzere all’estero sono nate in Italia, fondate in parte su iniziativa di ambienti protestanti e in parte per i figli di dipendenti di imprese svizzere. La scuola più giovane è quella di Pechino in Cina che ha aperto le porte nel 2017.</p>
<p><strong>Le scuole svizzere all’estero oggi</strong><br />
Tutte le scuole accolgono ragazze e ragazzi di tutte le nazionalità. Nel 2018 circa 7‘950 studenti, di cui un buon 20% di nazionalità svizzera, hanno frequentato le scuole. Su 847 insegnanti in totale, il 30% sono insegnanti svizzeri. Loro insegnano di solito per alcuni anni prima di rientrare in Svizzera o, come a volte accade, di mettere radici nel paese ospitante.</p>
<p><strong>Le scuole svizzere in Italia</strong><br />
Le scuole in Italia sono ben cinque e offrono tutte le classi che vanno dall’asilo nido fino alla licenza media italiana. Inoltre, a Roma e Milano c’è anche il liceo che si conclude con la maturità svizzera che permette l’accesso libero (eccetto medicina) alle università in Svizzera.<br />
Tutte le scuole offrono un percorso scolastico multilingue e un insegnamento che si basa sui piani d’istruzione della Svizzera. Bergamo con i suoi 175 studenti è la scuola di più lunga tradizione con ben 126 anni alle spalle. Catania, fondata nel 1904, è con 92 alunni la scuola più piccola. La scuola più grande è Roma, fondata nel 1946, con ben 495 studenti. La scuola di Milano, che conta 375 studenti, può festeggiare quest’anno i suoi 100 anni! La sua succursale di Cadorago è nata nel 2011 e conta oggi 125 studenti. I dati degli studenti si riferiscono all’anno scolastico 2018/19.<br />
Maggiori informazioni sulle scuole svizzere in Italia e nel mondo su www.educationsuisse.ch.</p>
<p><strong>educationsuisse – centro di consulenza «formazione in Svizzera»</strong><br />
Consulenza per i giovani nonché per gli studenti delle scuole svizzere all’estero che vogliono venire in Svizzera per la loro formazione.<br />
Nella prossima edizione della Gazzetta Svizzera si parlerà delle formazioni a livello universitario, della formazione professionale, nonché delle borse di studio.</p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p>educationsuisse - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04 - ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www. educationsuisse.ch</p>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/conferenza-delle-scuole-svizzere-all-estero-a-lucerna/">Conferenza delle scuole svizzere all’estero a Lucerna</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Congresso UGS 16-17 Novembre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-16-17-novembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 08:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/venice-3130323_1920-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Orientamento professionale e mondo del lavoro in Svizzera nella città più bella del mondo: Venezia! Cara giovane svizzera, caro giovane svizzero, Peggy Guggenheim disse “Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-16-17-novembre-2019/">Congresso UGS 16-17 Novembre 2019</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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<p><strong>Orientamento professionale e mondo del lavoro in Svizzera nella città più bella del mondo: Venezia!</strong></p>
<p>Cara giovane svizzera, caro giovane svizzero,</p>
<p>Peggy Guggenheim disse “Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.”<br />
Abbiamo introdotto Cosenza, Napoli, Bologna, Palermo, Catania, ma Venezia è stata cantata, descritta, amata e celebrata dalle menti più sensibili e poetiche: come possiamo provare a competere?</p>
<p>Non parleremo quindi della poesia delle sue stradine incantate che si aprono sui canali, della sua atmosfera indimenticabile e senza tempo, delle storie e dei misteri che la avvolgono.</p>
<p>Se la bellezza di Venezia è stata già descritta e non basta a farti correre a comprare il biglietto lo stesso non si può dire del tema del Congresso!<br />
Anche quest’anno il nostro obbiettivo sarà darti uno strumento in più per muoverti nel mondo del lavoro: i nostri relatori infatti ti parleranno dell’orientamento e del panorama professionale in Svizzera nonché delle politiche svizzere per i giovani all’estero.</p>
<p>Il nostro Congresso si terrà presso la splendida sala principale del Palazzo Trevisan di Venezia e con l’occasione ringraziamo la Console Jocelyne Berset per averci concesso gentilmente la splendida sala, la Signora Wolf dell’Istituto Svizzero di Venezia e, come sempre, la Presidente del Collegamento Svizzero in Italia Irène Beutler-Fauguel: senza il suo sostegno (e di tutto il Collegamento) il Congresso non sarebbe possibile.</p>
<p>Come sempre poi uniremo l’utile al dilettevole: prenderai infatti parte al famoso bàcaro tour, il tradizionale giro per osterie veneziane a degustare “le ombre” (i bicchieri di vino) nella suggestiva notte tra i canali, parteciperai alla visita dei laboratori delle gondole e potrai partecipare ad un tour guidato per i misteri ed i segreti di Venezia.</p>
<p>Ovviamente, come sempre, avremo cura di farti gustare la gastronomia più deliziosa della Serenissima!<br />
A proposito: stai pensando all’equivalenza “Venezia = risparmi addio”? Ebbene, abbiamo pensato anche a questo!</p>
<p>Grazie ad un membro dell’UGS veneziano, Raffaele Sermoneta, che ringraziamo caldamente per organizzare assieme al comitato il Congresso a Venezia, siamo riusciti a prepararti un programma adatto a tutte le tasche. Contattalo per la prenotazione dell’alloggio presso la nostra struttura convenzionata il prima possibile al +39 370 330 9352 o via email a sermonetaraff@gmail.com (abbiamo pensato alle tue tasche anche per i pranzi e le cene: tutto si conterrà massimo entro i 15 euro).</p>
<p>Puoi ovviamente portare chi vuoi (ti basterà indicare nome e cognome della persona/delle persone che ti accompagneranno nel modulo d’iscrizione).<br />
Dulcis in fundo, il divertimento, l’allegria contagiosa e l’atmosfera incredibile che regnano ai nostri Congressi renderanno il tutto ancora più indimenticabile!<br />
Ora non ti resta quindi che correre ad iscriverti al Congresso sulla nostra pagina facebook “Unione Giovani Svizzeri” dove troverai tutto il programma completo e contattare Raffaele per la prenotazione dell’alloggio!</p>
<p>Se hai qualche dubbio ti preghiamo di non esitare a scriverci via whatsapp o chiamarci al + 39 335 533 1270 (o inviaci un’email a unionegiovanisvizzeri@gmail.com).</p>
<p>Ti aspettiamo tra i canali veneziani, il mondo del lavoro svizzero, i bàcaro tour e l’allegria contagiosa dell’UGS!</p>
<p><em>Angela Katsikantamis </em><br />
<em>Presidente Unione Giovani Svizzeri e tutto il comitato organizzativo</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/congresso-ugs-16-17-novembre-2019/">Congresso UGS 16-17 Novembre 2019</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Il coraggio di distinguersi e di cambiare</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-coraggio-di-distinguersi-e-di-cambiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 08:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/libro-copertina-il-peggio-non-3D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks In questi giorni, almeno nella Svizzera tedesca, è ricominciata la scuola. Ciò segna, per moltissime famiglie, la fine delle vacanze estive (oh nooo!!!) e l’inizio del tran-tran quotidiano. I miei figli, credo non accetteranno mai che i</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-coraggio-di-distinguersi-e-di-cambiare/">Il coraggio di distinguersi e di cambiare</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/libro-copertina-il-peggio-non-3D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9285"  class="panel-layout" >
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<p><strong>“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks</strong></p>
<p>In questi giorni, almeno nella Svizzera tedesca, è ricominciata la scuola. Ciò segna, per moltissime famiglie, la fine delle vacanze estive (oh nooo!!!) e l’inizio del tran-tran quotidiano. I miei figli, credo non accetteranno mai che i loro cugini in Italia abbiano tre mesi -sottolineo tre mesi- di vacanze estive (dai primi di giugno ai primi di settembre), contro le loro cinque settimane concesse dalla scuola svizzera. Ogni volta è tutto un discutere sul fatto che, in fin dei conti, le cinque settimane di ferie estive non sono male se si considera che ogni due mesi e mezzo -almeno qui nella Svizzera tedesca- sono previste due meravigliose settimane di vacanza: in autunno, a Natale, a febbraio, ad aprile, più le vacanze di Pasqua e una serie di ponti, soprattutto in primavera. Una delle ultime notti estive trascorse in Italia, ho sentito il mio piccolo farfugliare nel sonno qualcosa in tedesco; mi sono avvicinata e … Ein, Zwei, Drei, 1, 2, 3 … stava contando. Mi sono accostata al suo visino e pianissimo, senza svegliarlo, gli ho chiesto cosa stesse calcolando. Niente. Continuava a contare 1, 2, 3 … e poi sottolineava Dreiiii! Come per dire ma ti rendi conto? Dietro mia insistenza, ha risposto corrucciato “Monaten (mesi): drei Monaaaten”!!!! (scandendo bene le parole). Insomma, dato il tema delle lunghe vacanze estive nelle scuole italiane discusso la sera prima, ne deduco che anche in sogno non si dava pace per l’imminente inizio della scuola, qui a Zurigo. In effetti, la scuola non è mai un tema amato al cento per cento dai bambini e a quell’età non ci si può certo aspettare che il valore dell’istruzione sia compreso a pieno, neppure -più avanti negli anni- quando da ragazzi le priorità della vita sembrerebbero essere tutt’altre. Proprio in questi giorni d’inizio dell’anno scolastico hanno trasmesso in tele un film che veramente adoro: Carpe diem – L’attimo fuggente, magistralmente interpretato da un fantastico Robin Williams nel ruolo del protagonista, il prof. John Keating. Ogni volta che guardo questo film mi sembra di trovare, nella profondità del suo messaggio, il senso di ciò che vorrei trasmettere ai miei figli. Dunque, ricerco avidamente su YouTube alcune scene del film, quelle che mi hanno colpito maggiormente, in modo da poter riascoltarne le parole. C’è una scena, per me particolarmente significativa, nella quale il professore -all’aperto, fuori dalla classe- fa marciare per un po’ i suoi alunni e sottolinea, sorridendo, la differente andatura di alcuni di loro: c’è chi avanza fiero, chi pieno di passione, poi c’è quello dall’incedere piuttosto timoroso, e via dicendo; tra le risa dei ragazzi, dice di non averli fatti marciare per deriderli, ma per affrontare la questione del conformismo, &lt;&lt;la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri&gt;&gt;. In un battito di ciglia, la mia mente torna indietro nel tempo e mi ricordo perfettamente quanto sia difficile crescere, maturare, affinare la propria personalità nel continuo sforzo di adattare se stessi a quello che la società vuole (anzi pretende), cercando, al tempo stesso, di mantenere integra la propria individualità. Il professore -col volto di Robin Williams- si fa serio e si rivolge ai suoi ragazzi dicendo &lt;&lt;Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge dice “non è beeee-ne”&gt;&gt; (… belando come una pecora) e continua &lt;&lt; Voglio che troviate la vostra camminata, adesso! Il vostro modo di correre e passeggiare in ogni direzione, comunque vogliate, che sia fiero o che sia sciocco, sta a voi. Giovanotti, il cortile è vostro! [...] Andate pure controcorrente!&gt;&gt;. E lo dice con uno sguardo, un sorriso enigmatico così penetrante che nessun altro, meglio di Robin Williams, avrebbe potuto regalarci. Sono parole che vanno lette e rilette, interiorizzate, parole che potrebbero aiutare soprattutto i nostri adolescenti a comprendere l’importanza della propria unicità; parole semplici, profondamente vere, che se recepite con attenzione potrebbero avere un impatto non indifferente in chi le ascolta, giovani e adulti che siano. Il film in questione è del 1989, quando ragazzina lo ero anch’io. Negli anni l’ho rivisto più volte, ma certe parole sentite oggi, da madre quale sono, hanno un effetto ancora più dirompente. Mi rivedo quando andavo a scuola, sempre di corsa, trafelata, con il mal di testa e uno zaino talmente grande e pesante che il mio corpo - magro com’era allora - stentava a fare da contrappeso; quando la coscienza di me … era ancora tutta in divenire. Ripenso agli anni nei quali la consapevolezza di me stessa era cosa complicata da comprendere e astrusa da gestire (pari quasi alla mia indomabile chioma - anni 80 - ciuffo compreso). Certo, il professor Keating era proprio un insegnante sui generis, ma ce ne fossero di personaggi così nella vita dei nostri figli! Naturalmente credo che, in qualità di genitori, non ci si possa togliere di dosso la responsabilità nei confronti dei bambini, aspettando che sia solo la scuola ad accompagnarli nella pubertà, prima, e nell’adolescenza, dopo. È facile pretendere che i nostri figli siano compresi e seguiti dagli insegnanti, delegando, senza poi interessarci in prima persona di loro, lasciandoli soli … tuttalpiù davanti alla tele, alla Playstation o al pc. Non basta sapere a casa di chi trascorre il pomeriggio nostro figlio per essere un bravo genitore; non è sufficiente dargli un orario per il rientro, che lui rigorosamente dovrà rispettare; quello che gli serve non è il cellulare per poterlo rintracciare (e stare noi più tranquilli) ma il nostro orecchio - per poterlo ascoltare -, il nostro cuore, il nostro sguardo, il tempo prezioso di cui disponiamo e comunque, sempre, il nostro sostegno. Credo che il male più diffuso, oggi, sia il non sentirsi ascoltati, capiti, la vergogna di scoprire le proprie debolezze e mostrarle agli altri … Credo, in buona sostanza, che terribilmente diffusa e più dolorosa sia la solitudine! E come il prof. Keating, glielo dobbiamo dire anche noi ai nostri ragazzi &lt;&lt;figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce! Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice che “molti uomini hanno vita di quieta disperazione” … non vi rassegnate a questo! Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno: osate cambiare e cercate nuove strade!&gt;&gt;.</p>
<p><em>lindafallea.buscemi@hotmail.com </em><br />
<em>Per acquistare il libro: www.islandbooks.ch</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il lato oscuro del 5G secondo gli esperti: Lo useremo tutti, ma con gravi incognite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/FOTO-ARTICOLO-ORIO-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Convegno a Mendrisio: in alcuni Cantoni svizzeri una moratoria per fermare questa tecnologia Mendrisio (Canton Ticino) - È stato spiegato il 5G - la nuova tecnologia che riguarderà tutti noi possessori di telefoni mobili - in un convegno internazionale tenutosi il 29 giugno a Mendrisio, nella Svizzera italiana. Convegno criticato su parte della stampa ticinese</p>
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<p><strong>Convegno a Mendrisio: in alcuni Cantoni svizzeri una moratoria per fermare questa tecnologia</strong></p>
<p>Mendrisio (Canton Ticino) - È stato spiegato il 5G - la nuova tecnologia che riguarderà tutti noi possessori di telefoni mobili - in un convegno internazionale tenutosi il 29 giugno a Mendrisio, nella Svizzera italiana.</p>
<p>Convegno criticato su parte della stampa ticinese e RSI (TV Svizzera) poiché privo del contraddittorio con la controparte, cioè con gli esperti di quella parte di Scienza favorevole al 5G.</p>
<p>Il dott. Paolo Orio, uno dei relatori di Mendrisio, ha risposto in merito alla Gazzetta Svizzera: «Quale contraddittorio reclamano? Loro sono sempre visibili su tutti i media, interrompendo nei dibattiti chi sta spiegando cose diverse dalle loro. Una volta tanto, nei nostri convegni portiamo ai cittadini i nostri dati scientifici». Secondo Orio, la Scienza è divisa in due: quella che con le sue commissioni ha sempre una posizione conservativa e negazionista sui dubbi di altri scienziati, e la Scienza con posizioni cautelative rappresentata dalla comunità scientifica indipendente, slegata da lobby economiche e governative. Allora, cosa dicono i dati scientifici di studi indipendenti dalle lobby?</p>
<p>Dicono che le frequenze non ionizzanti, precisamente quelle del 5G, possono alterare lo stato delle cellule umane. Dicono che lo stress ossidativo di queste frequenze non ionizzanti portano la cellula di qualsiasi organismo vivente (esperimenti fatti oltre che su animali ed esseri umani, persino sulle cipolle, con i medesimi allarmanti risultati) “a subire una quantità insopportabile di agenti ossidanti che possono danneggiarla e sopprimerla. Questo, secondo quanto scrive Reardonne su Cnet.com, potrebbe anche favorire la formazione di tumori e altre malattie cardiovascolari, neurologiche e polmonari”.</p>
<p>Esperti e scienziati del convegno - studi alla mano - hanno spiegato alla platea la legittimità dei dubbi e delle incognite. Queste le perplessità elencate a Mendrisio e su cui il convegno ha invitato anche le Autorità a riflettere: la scienziata Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro di ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna ha ricordato anche la figura di Bernardino Ramazzini: «Un medico del 1600 che per primo ha pronunciato le famose parole “prevenire è meglio che curare”. La nostra Onlus a lui dedicata ha anche il compito di divulgare i risultati delle nostre ricerche. Non è automatico che il risultati scomodi delle ricerche siano portati alla conoscenza dei cittadini. Di fronte al fatto che L’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro-IARC ha dichiarato “Possibile cancerogeno“, cosa abbiamo fatto? Niente. Nel mondo ci sono 6,6 miliardi di telefonini ognuno dei quali con il 5G avrà una connessione individuale direzionale che verrà direttamente dall’antenna».</p>
<p>La IARC colloca i campi elettromagnetici a radiofrequenza nella categoria “possibili agenti cancerogeni per l’uomo”, dunque, secondo la scienziata Belpoggi, perché se c’è un rischio dichiarato si va avanti come se non ci fosse?<br />
In Svizzera alcuni Cantoni hanno posto una moratoria per fermare la sperimentazione del 5G, la stessa cosa è avvenuta in Belgio nell’area di Bruxelles, mentre la rete europea Stop 5G è attiva anche in Italia e preme affinché vi siano moratorie alla sperimentazione nei comuni coinvolti.</p>
<p>Un altro relatore, il fisico molecolare Andrea Grieco spiega: «L’Universo intero emette una radiazione che in sostanza è l’eco del Big Bang, e che riempie uniformemente lo spazio. Noi viviamo immersi in un brodo elettromagnetico naturale nel quale tutte le forme di vita si sono evolute. La banda di frequenze di questo brodo elettromagnetico naturale sta per essere invasa dalle frequenze del 5G. Istallando antenne 5G su montagne, lampioni, balconi e anche dall’alto, ad esempio sui droni e su circa 20.000 satelliti, prima di 3 anni verrà coperto il 98% del territorio italiano, in modo che la copertura sarà pressoché totale. In seguito saranno necessarie nuove bande di frequenza più potenziate perché aumenterà la quantità di dati scambiati». Grieco s’interroga sulla sicura escalation che dal 5G porterà al passaggio al 6G, 7G e così via.</p>
<p>Con l’internet delle cose, cioè gli oggetti che dialogano tra di loro e con l’utente, presto saranno parecchi miliardi i device (dispositivi) in uso sul pianeta: «Ci saranno 20 miliardi di devices connessi al 5G nel 2020, e saranno minimo 55 miliardi nel 2025. Come già l’attuale telefonia mobile, anche il 5G necessita della tecnologia radio ma a frequenze molto più alte e con radiazioni ionizzanti, cioè in grado di rompere i legami chimici di un organismo, di alterare il DNA con il rischio di provocare tumori».</p>
<p>In tutta Europa, negli ultimi mesi c`è stata una segnalazione di tagli indiscriminati di alberi che qualcuno ha collegato all’avvento del 5G: vero o falso?: «Quello che è vero è che gli alberi ostacolano la propagazione delle radiofrequenze soprattutto se si sale in frequenza, infatti le foglie degli alberi ricchi di acqua assorbono energia e quindi attenuano il segnale. Quindi se voglio piazzare l’antenna di fronte ad un bel platano, devo tagliarlo».</p>
<p>In Svizzera il 5G è già attivo in alcune città: «Il problema è che le radiazioni elettromagnetiche producono elettrosmog, ossia presenza di campi elettrici ed elettromagnetici artificiali potenzialmente dannosi, come detto, per gli esseri viventi».</p>
<p>Chi fissa i limiti di queste radiazioni?: «Attualmente i limiti di sicurezza sono dettati da un organismo internazionale privato (ICNIRP) su mandato dall’OMS e dai Governi. I Governi poi decidono se accettare o no questi limiti».</p>
<p>Tra i problemi di salute accertati, oltre ai rischi di tumori soprattutto per bambini e giovani, e ai testicoli per l’uso di tenerli nelle tasche dei pantaloni, vi è anche l’elettrosensibilità all’elettromagnetismo, di cui si parla poco ma che rende la vita impossibile a chi ne è affetto, portando alla perdita del posto del lavoro e a casi di suicidio.</p>
<p>In Italia se ne occupa l’Associazione Nazionale Elettrosensibili che si appella ad un “principio di precauzione affinché prima di agire si abbiamo in mano studi indipendenti che accertino gli effetti della nuova tecnologia”. Il presidente dell’Associazione, Paolo Orio, pone una precisa domanda: «Il 5G rappresenta un problema sanitario, sì o no? Secondo Asstel (Associazione Telecomunicazioni) - riporta Orio - gli effetti delle radiofrequenze del 5G entro i limiti stabiliti non sono dannosi e: “... non c’è alcun fondamento oggettivo alla richiesta di sospensiva dell’esercizio delle reti del 5G”».</p>
<p>Di fronte a queste rassicuranti affermazioni, Orio offre alcuni esempi pratici d’impronta contraria, come una Sentenza TAR del Lazio, che solo sull’uso dei normali telefoni mobili e cordless ha stabilito “....l’obbligo per i Ministeri dell’Ambiente, della Salute, dell’Università e Ricerca... ad una campagna informativa rivolta all’intera popolazione sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi”.</p>
<p>«Sappiamo che tutti ne facciamo un uso improprio tenendoli vicino al corpo, a diretto contatto con le orecchie o nelle tasche, ecc.- prosegue Paolo Orio - Maggiori rischi ci saranno con il 5G per le maggiori radiazioni diffuse. E cosa fa lo Stato? Fa ricorso per bloccare questa sentenza...».</p>
<p>Persino alcuni ambienti economici sono in allarme per questa troppo invasiva tecnologia, tanto è vero che, riferisce Paolo Orio: «La compagnia di assicurazioni Swiss Re prevede che probabilmente aumenteranno molto le richieste di risarcimento per danni alla salute dovuti ai più elevati livelli di radiazioni elettromagnetiche del 5G. Quindi non si stipuleranno polizze per eventuali danni dovuti a questa tecnologia. Così come faranno i Lloyds e altre compagnie assicurative nel mondo...». Questi allarmi, che provengono non già da complottisti, bensì da parte di scienziati di ogni categoria, Comuni, Cantoni, cittadini, assicurazioni, in merito ai danni sulla nostra salute sono dettagliati e troppi per essere ingiustificati.</p>
<p>Il dubbio nonché legittimo è doveroso: abbiamo davvero necessità del 5G ossia di una trasmissione dei dati cento volte più veloce di quella attuale?<br />
Conclude il dott. Paolo Orio: «C’è una frase, detta da una donna elettrosensibile sul nostro sito, che dice l’unica verità: Adesso tutti hanno deciso che non possono fare a meno di telefoni e tecnologia, ma sai di cosa non si può fare a meno? Della salute».</p>
<p>Nota della redazione: le opinioni espresse in questo articolo non sono esaustive di tutte quelle che attualmente animano il dibattito sul tema.</p>
<p>Il movimento ‘Stop 5G Ticino’ ha organizzato un Convegno internazionale a Mendrisio dove i cittadini hanno potuto ascoltare gli interventi di scienziati ed esperti sui dubbi generati dalla nuova tecnologia 5G per la telefonia mobile. Tra i relatori, Fiorella Belpoggi, scienziata e direttrice del Centro di ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna, Andrea Grieco, fisico, esperto di campi elettromagnetici, docente di matematica e fisica, Paolo Orio, presidente dell’Associazione Italiana Elettrosensibili.</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
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		<title>Scoprite le montagne svizzere in inverno</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/scoprite-le-montagne-svizzere-in-inverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Paesaggi innevati, sport invernali e molti incontri interessanti, ecco il programma per gli adolescenti e i giovani adulti per il prossimo inverno. Il Servizio dei giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero organizza due campi sportivi nelle Alpi vodesi e vallesane. I partecipanti potranno scoprire le gioie degli sport invernali e vivere il Capodanno con giovani di</p>
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<p><strong>Paesaggi innevati, sport invernali e molti incontri interessanti, ecco il programma per gli adolescenti e i giovani adulti per il prossimo inverno.</strong><br />
Il Servizio dei giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero organizza due campi sportivi nelle Alpi vodesi e vallesane. I partecipanti potranno scoprire le gioie degli sport invernali e vivere il Capodanno con giovani di tutto il mondo.</p>
<p><strong>Campo di sci di Capodanno alle Diablerets (VD)</strong><br />
<strong>dal 27.12.2019 al 4.1.2020</strong><br />
Un ricco programma attende i partecipanti nel cuore delle Alpi vodesi. Oltre a corsi di sci e di snowboard in piccoli gruppi, si avrà del tempo per un programma variato e per fare nuove conoscenze. I partecipanti saranno presi a carico da un team di monitori diplomati. Questa offerta si rivolge ai giovani dai 15 ai 18 anni. www.lesbosquets.ch und<br />
www.villars-diablerets.ch/fr/</p>
<p><strong>Campo di sport invernali ad Anzère (VS)</strong><br />
Quest’inverno proponiamo anche un campo di sport invernali nelle Alpi vallesane per giovani adulti di 18 e più anni. Il campo di sci e di snowboard si terrà ad Anzère. Per un’anteprima sull’area sciistica: www.anzere.ch</p>
<p><strong>Apertura delle iscrizioni</strong><br />
Il formulario d’iscrizione per i campi invernali sarà online a partire dal 2 settembre 2019. Troverete maggiori informazioni sulle offerte nonché i formulari d’iscrizione sui nostri sito Internet<br />
www.aso.ch e www.swisscommunity.org<br />
(MB)</p>
<p><strong>Contattare il Servizio dei giovani</strong><br />
Servizio dei giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE), Alpenstrasse 26, 3006 Berna<br />
Tel. +41 31 356 61 00, e-mail: youth@aso.ch<br />
www.facebook.com/ASOyouth</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Accesso agevolato grazie ai trasporti pubblici</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Lo Swiss Travel Pass Youth permette ai giovani Svizzeri all’estero di raggiungere la loro destinazione invernale in maniera autonoma e anche di spostarsi in tutto il paese. www.myswitzerland.com/swisstravelsystem</strong></span></p>
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		<title>Vacanze invernali per i ragazzi dagli 8 ai 14 anni</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/vacanze-invernali-per-i-ragazzi-dagli-8-ai-14-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:40:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sia che pratichino sci o snowboard, che siano principianti o di un buon livello, i ragazzi svizzeri all’estero in età tra gli 8 e i 14 anni possono trascorrere vacanze invernali indimenticabili. Vacanze invernali alle Diablerets (VD) Data: da giovedì 26 dicembre 2019 a sabato 4 gennaio 2020 Numero di partecipanti: 42 Costo: CHF 900.–</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/vacanze-invernali-per-i-ragazzi-dagli-8-ai-14-anni/">Vacanze invernali per i ragazzi dagli 8 ai 14 anni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9401"  class="panel-layout" >
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<p>Sia che pratichino sci o snowboard, che siano principianti o di un buon livello, i ragazzi svizzeri all’estero in età tra gli 8 e i 14 anni possono trascorrere vacanze invernali indimenticabili.</p>
<p><strong>Vacanze invernali alle Diablerets (VD)</strong><br />
<strong>Data:</strong> da giovedì 26 dicembre 2019 a sabato 4 gennaio 2020<br />
<strong>Numero di partecipanti:</strong> 42<br />
<strong>Costo:</strong> CHF 900.– (contributo al finanziamento)<br />
<strong>Noleggio sci o snowboard:</strong> circa CHF 150.–<br />
<strong>Termine d’iscrizione:</strong> 30 settembre 2019</p>
<p><strong>Iscrizione</strong><br />
Troverete le informazioni dettagliate su queste vacanze invernali nonché il formulario d’iscrizione a partire da lunedì 2 settembre su: http://sjas.ch/it.<br />
In alcuni casi giustificati, possono essere concesse riduzioni di prezzo. Il relativo formulario di richiesta può essere ordinato attraverso il formulario d’iscrizione. Se desiderate, vi invieremo il nostro opuscolo informativo per posta.</p>
<p><strong>Informazioni </strong><br />
Fondazione per i giovani Svizzeri all’estero (FGSE), Alpenstrasse 26, 3006 Berna, SVIZZERA Tel. +41 31 356 61 16, Fax +41 31 356 61 01 e-mail: info@sjas.ch, www.sjas.ch</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Presto lo Juskila!</strong></span><br />
Dal 2 all’8 gennaio 2020, 600 giovani di 13 e 14 anni trascorreranno una settimana di sport invernali a Lenk, nell’Oberland bernese. Si tratta della 79a edizione di Juskila! Tra i 600 partecipanti, saranno estratti a sorte 25 Svizzeri all’estero.<br />
Il 2 gennaio 2020, 600 giovani di 13 e 14 anni provenienti dai quattro angoli della Svizzera saliranno sul treno speciale per la Lenk nella Simmental: si aprirà un nuovo capitolo di Juskila. È già la 79a volta che Swiss-Ski e i suoi partner organizzano il più grande campo di sport invernali della Svizzera. Potranno partecipare i ragazzi nati nel 2005 o nel 2006.<br />
I giovani che desiderano partecipare a Juskila devono potersi far capire almeno in una delle tre seguenti lingue nazionali: tedesco, francese o italiano. I posti sono estratti a sorte. La vincita comprende la partecipazione alla settimana, i corsi di sport invernali, i pasti e l’alloggio. L’organizzazione e il finanziamento del viaggio di andata e ritorno sono a carico delle famiglie. I risultati dell’estrazione a sorte dei 25 Svizzeri all’estero che potranno partecipare alla settimana, saranno resi noti alla fine di settembre.</p>
<p><strong>Costo della settimana </strong><br />
Il costo comprende i biglietti del treno validi in Svizzera, i pasti, l’alloggio, l’abbonamento di sci, il corso di sport invernale, ecc. CHF 120.–</p>
<p><strong>Spese di noleggio degli equipaggiamenti </strong><br />
Sci, racchette e scarponi CHF 50.–<br />
o snowboard e scarponi CHF 150.–</p>
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<p>Scarica e compila il tagliando per l’estrazione a sorte – JUSKILA Lenk (dal 2 all’8 gennaio 2020). <strong>Da inviare entro il 15 settembre 2019</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/vacanze-invernali-per-i-ragazzi-dagli-8-ai-14-anni/">Vacanze invernali per i ragazzi dagli 8 ai 14 anni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Comunicazioni da Palazzo Federale – Agosto-Settembre 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/comunicazioni-da-palazzo-federale-agosto-settembre-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" />Votazioni federali Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Le prossime elezioni in Consiglio nazionale avranno luogo il 20 ottobre 2019. Informazioni relative a queste elezioni sono disponibili su www.ch.ch.it elezioni 2019. Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" /><div id="pl-9750"  class="panel-layout" >
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<p><strong>Votazioni federali</strong></p>
<p>Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Le prossime elezioni in Consiglio nazionale avranno luogo il 20 ottobre 2019.<br />
Informazioni relative a queste elezioni sono disponibili su www.ch.ch.it elezioni 2019. Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch votazioni o sull’app “VoteInfo” della Cancelleria federale.<br />
Il Consiglio federale ha deciso di rinunciare alla votazione popolare federale del 24 novembre 2019. La prossima votazione avrà luogo il 9 febbraio 2020.</p>
<p><strong>Iniziative popolari</strong></p>
<p>Alla chiusura della redazione, erano state lanciate le seguenti iniziative popolari (termine per la raccolta delle firme tra parentesi):<br />
- “Per una previdenza per la vecchiaia rispettosa dell’equità intergenerazionale (Previdenza sì – ma equa)” (02.10.2020)<br />
- “Sì all’abolizione del cambio dell’ora” (09.10.2020)<br />
- “Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)” (30.10.2020)</p>
<p>La lista delle iniziative popolari pendenti è disponibile su www.bk.admin.ch Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso</p>
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		<title>La Svizzera alle urne per le elezioni federali: questi saranno i temi decisivi</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-svizzera-alle-urne-per-le-elezioni-federali-questi-saranno-i-temi-decisivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/kuppelraum-startseite-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />il 20 ottobre prossimo la Svizzera eleggerà un nuovo Parlamento. Quattro anni fa, le elezioni federali hanno visto vittoriosi soprattutto l’Unione democratica di centro (UDC) e il Partito liberale radicale (PLR). Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e nel frattempo sono stati rinnovati i parlamenti cantonali. Un’analisi dei risultati di questi ultimi</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-svizzera-alle-urne-per-le-elezioni-federali-questi-saranno-i-temi-decisivi/">La Svizzera alle urne per le elezioni federali: questi saranno i temi decisivi</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/kuppelraum-startseite-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9448"  class="panel-layout" >
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<p>il 20 ottobre prossimo la Svizzera eleggerà un nuovo Parlamento. Quattro anni fa, le elezioni federali hanno visto vittoriosi soprattutto l’Unione democratica di centro (UDC) e il Partito liberale radicale (PLR). Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e nel frattempo sono stati rinnovati i parlamenti cantonali. Un’analisi dei risultati di questi ultimi può fornire un’indicazione di quanto capiterà in ottobre, anche se le elezioni federali seguono spesso dinamiche proprie.</p>
<p><strong>Il trend nei cantoni è chiaro</strong><br />
I cambiamenti avvenuti negli ultimi 4 anni nei parlamenti cantonali mostrano chiaramente che il partito che ha maggiormente incrementato i propri seggi sono i Verdi (+41 seggi). Anche il Partito socialista (+23) e i Verdi Liberali (+16) figurano tra i vincenti, mentre tra i partiti borghesi ha incrementato la sua influenza il PLR (+29). Tra i perdenti figurano il PPD (-36), il Partito Borghese democratico (-13) e soprattutto l’UDC, tuttora il primo partito a livello svizzero (-39 seggi).</p>
<p><strong>Le elezioni federali seguono una dinamica propria</strong><br />
La storia politica recente mostra anche che i risultati cantonali non costituiscono sempre un pronostico valido: nel 2011 e negli anni successivi i Verdi hanno raccolto molti consensi sull’onda di... Fukushima, ma hanno incassato una sconfitta alle elezioni federali 2015. In quell’occasione vinsero partiti minori come il PDB e i Verdi liberali che gli addetti ai lavori prevedevano marciassero sul posto. Anche il PLR ha tenuto le sue posizioni all’appuntamento federale del 2007 malgrado fosse reduce da 3 anni di sonore sconfitte a livello cantonale. Decisivi saranno i temi più dibattuti nelle settimane precedenti le elezioni.</p>
<p><strong>I temi centrali in vista delle elezioni</strong><br />
Dagli ultimi «barometri delle preoccupazioni» degli svizzeri emerge che la paura di perdere il posto di lavoro – che condiziona spesso le elezioni – non è più in cima alla lista dei timori, non da ultimo poiché la disoccupazione in Svizzera è attualmente ai minimi con un 2,1% (luglio 2019). Quali sono allora i temi particolarmente in voga?</p>
<p><strong>Clima:</strong> è senz’altro il tema del momento che grazie alle estati sempre più calde e all’”effetto Greta” sta coinvolgendo sempre più ampie fasce di popolazione; resta da capire come questo avvantaggerà i Verdi e come invece i partiti borghesi che hanno integrato la tematica nei loro programmi riusciranno a parare il colpo.</p>
<p><strong>Europa:</strong> sul tavolo della discussione vi è una bozza di accordo quadro tra la Svizzera e l’UE. Il testo non gode di molte simpatie, e non solo tra le fila dell’UDC. È dunque lecito attendersi che la scelta su come continuare la relazione con il grande partner commerciale europeo attirerà immancabilmente e nuovamente l’attenzione preelettorale.</p>
<p><strong>Sanità:</strong> la qualità del sistema sanitario elvetico è eccellente, ma i costi continuano a crescere e negli ultimi decenni (dal 1994) sono più che raddoppiati. È difficile intravvedere a breve un’inversione di tendenza: le soluzioni passano da una politica dei piccoli passi su cui i partiti si scontrano regolarmente. Il tema è ormai ai vertici delle preoccupazioni degli Svizzeri.</p>
<p><strong>Previdenza vecchiaia:</strong> come a tutto l’occidente, anche in Svizzera si assiste ad uno sviluppo demografico determinato dall’aumento della speranza di vita. I sistemi di previdenza sono da riformare e le possibilità sono due: aumentare le deduzioni salariali o le imposte oppure aumentare l’età di pensionamento (o un mix di queste soluzioni). Su queste ricette si dividono gli animi.</p>
<p><strong>Donne:</strong> il “tema femminile” è trasversale a molte politiche, sebbene figuri ai vertici delle…preoccupazioni della popolazione. Sarebbe però poco sorprendente se in ottobre la quota di parlamentari di sesso femminile fosse più alta di oggi.</p>
<p>Angelo Geninazzi<br />
REDATTORE</p>
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		<title>«In Svizzera, abbiamo un approccio troppo perfezionista»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-svizzera-abbiamo-un-approccio-troppo-perfezionista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/wasa-hires-hefti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9769"  class="panel-layout" >
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<p><strong>Svizzeri all'estero su Instagram</strong></p>
<p>Eva Hefti ha osato la grande avventura. La Bernese di 39 anni ha traslocato con la sua famiglia in Nuova Zelanda senza nemmeno aver visitato in precedenza il paese. È la dolcezza del clima che la Bernese di 39 anni apprezza particolarmente.</p>
<p><strong>Il mio lavoro:</strong> Non ho un’attività retribuita. Per la maggior parte del tempo, sono in giro con i miei tre figli. Tuttavia, con degli amici continuo ad alimentare la nostra rivista familiare online Kleinstadt.ch (in tedesco). Questo lavoro mi aiuta a trovare un buon equilibrio.</p>
<p><strong>La mia Nuova Zelanda:</strong> La nostra vita quotidiana non è molto diversa da quella della Svizzera, ma le giornate di lavoro di mio marito sono molto più brevi. Trascorriamo così molto tempo in famiglia, ad esempio sulla spiaggia o nella natura. Amiamo molto l’immensità, le magnifiche spiagge deserte e il clima gradevole. Inoltre, la mentalità è generalmente meno complicata qui che in Svizzera, «no worries» è la norma per i Neo-Zelandesi.</p>
<p><strong>La mia Svizzera:</strong> Prevediamo un soggiorno di circa due anni e poi rientreremo probabilmente in Svizzera. La scarsa densità di popolazione, la mancanza di trasporti pubblici e l’isolamento sono probabilmente le principali differenze rispetto alla Svizzera. Ho realizzato che abbiamo spesso un approccio troppo perfezionista e molte cose potrebbero anche funzionare con un po’ meno di sforzi.</p>
<p><strong>Il mio cuore:</strong> Sebbene parlo correntemente l’inglese, noto che è abbastanza difficile condurre conversazioni con un contenuto più profondo in una lingua non materna. Questo talvolta mi disturba. Anche se ci siamo fatti degli amici, è diverso stare con persone che ci conoscono solo da poco tempo.</p>
<p>L’intervista completa è stata pubblicata su swissinfo.ch, il servizio online della Società svizzera di radiodiffusione e televisione SSR/SRG, disponibile in dieci lingue. Vivete anche voi all’estero? Allora inviate le vostre foto Instagram dall’hashtag #WeAreSwissAbroad.</p>
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		<title>Gli Svizzeri all’estero al centro dell’interesse dei partiti in vista delle elezioni federali</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/gli-svizzeri-allestero-al-centro-dellinteresse-dei-partiti-in-vista-delle-elezioni-federali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/Miei-testi-settembre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sono numerosi i cittadini svizzeri residenti all’estero in corsa per l’elezione del Consiglio nazionale L’elezione dell’ex diplomatico svizzero Tim Guldimann in occasione delle elezioni federali di 4 anni orsono ha portato al centro dell’attenzione il ruolo, il potenziale e i temi a cuore degli Svizzeri all’estero. Guldimann è stato il primo Svizzero all’estero a superare</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/gli-svizzeri-allestero-al-centro-dellinteresse-dei-partiti-in-vista-delle-elezioni-federali/">Gli Svizzeri all’estero al centro dell’interesse dei partiti in vista delle elezioni federali</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/Miei-testi-settembre-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9478"  class="panel-layout" >
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<p><strong>Sono numerosi i cittadini svizzeri residenti all’estero in corsa per l’elezione del Consiglio nazionale</strong></p>
<p>L’elezione dell’ex diplomatico svizzero Tim Guldimann in occasione delle elezioni federali di 4 anni orsono ha portato al centro dell’attenzione il ruolo, il potenziale e i temi a cuore degli Svizzeri all’estero. Guldimann è stato il primo Svizzero all’estero a superare con successo lo scoglio delle elezioni entrando dunque a far parte del Consiglio nazionale.</p>
<p><strong>Gli svizzeri all’estero catturano l’attenzione di molti partiti cantonali</strong><br />
Alla chiusura della redazione non tutte le liste erano definitive, ma è ampiamente probabile che le elezioni di quest’autunno si caratterizzeranno per un record di candidati dall’estero in lizza per il Consiglio nazionale: da Spagna, Giappone, Germania, Italia, Stati Uniti, sono svariate decine di cittadini espatriati che intendono portare la voce della Quinta Svizzera a Palazzo Federale. In molti cantoni sono fiorite le liste internazionali UDC e PS. In totale saranno ben oltre 50 gli “expats” che scenderanno in campo per un posto a Berna. Dopo il 2015, nel Canton Ticino si presenta nuovamente la lista “Ticinesi nel mondo”, sottocongiunta con il PPD ma che – anche alla luce della congiunzione delle liste PPD-PLR – ha integrato anche Svizzeri all’estero del PLR. Trovate nella pagina accanto un’intervista a Gian-Franco Definti, un “Ticinese nel mondo” che ci parla dei temi e dei motivi che spingono gli Svizzeri all’estero a mettersi a disposizione in prima persona nella corsa al Parlamento.</p>
<p>Dei 760‘000 svizzeri che vivono al di fuori dei confini nazionali, circa 175‘000 sono iscritti in un catalogo elettorale, un potenziale di elettori equivalente a quello del Canton Turgovia. Secondo Arianne Rustichelli – direttrice dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero), il 40-45% parteciperà al voto.</p>
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<p>20 ottobre 2019: sono da occupare 200 seggi in Consiglio nazionale e 46 in Consiglio agli Stati.</p>
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<p><strong>Partecipate anche voi, informatevi ed eleggete i vostri candidati preferiti! Trovate diversi spunti su come informarvi approfonditamente sui partiti, i temi e i candidati a pagina 30 di questo numero di Gazzetta Svizzera. La vostra opinione conta!</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/gli-svizzeri-allestero-al-centro-dellinteresse-dei-partiti-in-vista-delle-elezioni-federali/">Gli Svizzeri all’estero al centro dell’interesse dei partiti in vista delle elezioni federali</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>“Lo Svizzero all’estero offre un angolo di visuale diverso”</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lo-svizzero-allestero-offre-un-angolo-di-visuale-diverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/2019-foto-Gian-Franco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Gian Franco Definti racconta a Gazzetta i motivi che lo hanno spinto – insieme a 7 colleghi in tutto il mondo – a costituire l’unica lista ticinese di Svizzeri all’estero Gian Franco Definti, insieme a sette altri “ticinesi nel mondo” è in corsa per un posto in Consiglio nazionale. Cosa spinge uno Svizzero che vive</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/lo-svizzero-allestero-offre-un-angolo-di-visuale-diverso/">“Lo Svizzero all’estero offre un angolo di visuale diverso”</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/2019-foto-Gian-Franco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9503"  class="panel-layout" >
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<p><strong>Gian Franco Definti racconta a Gazzetta i motivi che lo hanno spinto – insieme a 7 colleghi in tutto il mondo – a costituire l’unica lista ticinese di Svizzeri all’estero</strong></p>
<p><strong>Gian Franco Definti, insieme a sette altri “ticinesi nel mondo” è in corsa per un posto in Consiglio nazionale. Cosa spinge uno Svizzero che vive e spesso lavora all’estero ad impegnarsi in politica nazionale?</strong><br />
I motivi sono diversi, in quanto il mondo degli svizzeri all’estero è molto variopinto. Io personalmente mi impegno da molti anni per gli svizzeri all’estero in particolare per quelli in Italia. Sono presidente della Società Svizzera di Milano, il circolo svizzero più grande del mondo, faccio parte del Collegamento Svizzero in Italia come pure del comitato centrale dell’OSE, Organizzazione degli Svizzeri all’Estero. Conosco i ”problemi” degli Svizzeri all’estero molto da vicino. Se avessimo più peso sul palcoscenico della politica nazionale, quando si parla per esempio di accordi bilaterali con UE, oppure di assicurazioni sociali, di banche, potremmo esprimere molto meglio i nostri dubbi e le nostre speranze.</p>
<p><strong>Eppure degli oltre 760 mila Svizzeri all’estero, solo 1/5 è iscritto in un catalogo elettorale e dunque esercita i suoi diritti politici. Come è possibile aumentare questa percentuale?</strong><br />
È chiaro, non tutti gli Svizzeri all’estero si sentono in prima linea Svizzeri. Molti di loro, in particolare quelli di seconda, terza e oltre generazione, hanno la doppia cittadinanza per cui possono scegliere in quale paese esercitare il loro diritto politico. Non bisogna certamente costringerli a votare (il voto è un diritto non un obbligo) ma invogliarli, facendo loro conoscere meglio il sistema democratico della Svizzera. Infatti, da alcuni anni, le ambasciate e i consolati svizzeri di tutto il mondo organizzano incontri per i neomaggiorenni svizzeri: ottimo modo per avvicinare e coinvolgere i giovani.<br />
Ma bisogna fare molto di più, coinvolgendo tutti i mezzi di comunicazione, ad esempio la Gazzetta Svizzera, la Revue Suisse, Swissinfo e tutti gli altri media e, soprattutto le ambasciate e i consolati, invitando esplicitamente i residenti all’estero a volersi iscrivere nelle liste elettorali.</p>
<p><strong>Quali sono i temi politici che stanno particolarmente a cuore degli Svizzeri all’estero?</strong><br />
Anzitutto vorremmo sempre essere considerati Svizzeri e non solo in occasione delle votazioni: non ci fanno piacere certe campagne denigratorie con minacce di esclusione dal voto, dal diritto di cittadinanza per coloro che hanno la doppia nazionalità e di altre proposte politiche volte a ridurre o, talvolta, anche a cancellare i nostri diritti politici come proposto da taluni parlamentari.<br />
Certo, uno Svizzero è libero di emigrare, ma non sempre l’emigrazione corrisponde ad agiatezza e con tutte le turbolenze politiche odierne un espatriato non si sente più così sicuro come nella tranquilla, isola felice, Svizzera.<br />
Ciò premesso i nostri temi politici sono:<br />
• Difendere e rappresentare gli interessi degli espatriati svizzeri e ticinesi<br />
• Chiedere una revisione dell’AVS facoltativa che coinvolga tutti i residenti all’estero<br />
• Cercare un accordo con le casse malati che ci permetta di essere assicurati direttamente in Svizzera<br />
• Risolvere con gli istituti finanziari svizzeri i problemi bancari oggi esistenti (chiaramente sempre rispettando tutte le normative fiscali del paese di residenza)<br />
• Introduzione del voto elettronico quanto meno per gli Svizzeri residenti all’estero<br />
• Sostenere e promuovere le scuole svizzere all’estero</p>
<p><strong>In cosa si differenzia - secondo lei e i suoi colleghi di lista – la visione della Svizzera di un residente da quella di uno Svizzero che vive all’estero?</strong><br />
Che dalla differenza nasce il progresso e la crescita. Lo Svizzero all‘estero vive e confronta il suo essere Svizzero (e fiero di esserlo) con la realtà del Paese nel quale vive e da questa diversità nasce la possibilità del suo apporto in una società (quella svizzera) che spesso si chiude in sé stessa in modo acritico. Lo Svizzero all‘estero, per gli Svizzeri in Patria, dovrebbe essere quella voce che offre un angolo di visuale diverso rispetto ad una realtà che dai massmedia è manufatta a un fine piuttosto che a un altro. La realtà non è quella dei TG o dei giornali che hanno sempre un interesse, la realtà è quella che vive la gente comune, e in particolare di quella gente che ha vissuto in paesi diversi dalla Svizzera, molto più aperta all’interculturalità.</p>
<p><em>Gian Franco Definti </em><br />
<em>CANDIDATO, LISTA “TICINESI NEL MONDO”</em></p>
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		<title>Félix Baumann</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/felix-baumann/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 07:10:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Agosto-Settembre 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/Baumann-Felix-1635-58-DSC-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Console generale di Svizzera a Milano, lascia l’incarico per una nuova sfida quale ambasciatore alla missione permanente elvetica presso le Nazioni Unite Per tre anni e mezzo ha svolto il ruolo di Console generale a Milano, cosa porta con sé da questa esperienza e quale è il suo bilancio? Sarò sempre grato per aver potuto</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/felix-baumann/">Félix Baumann</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/08/Baumann-Felix-1635-58-DSC-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-9534"  class="panel-layout" >
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<p><strong>Console generale di Svizzera a Milano, lascia l’incarico per una nuova sfida quale ambasciatore alla missione permanente elvetica presso le Nazioni Unite</strong></p>
<p><strong>Per tre anni e mezzo ha svolto il ruolo di Console generale a Milano, cosa porta con sé da questa esperienza e quale è il suo bilancio?</strong><br />
Sarò sempre grato per aver potuto rappresentare la Svizzera a Milano, al momento una delle città più dinamiche, vera e propria “place to be”. Dopo EXPO 2015, abbiamo continuato i nostri sforzi per diffondere l’immagine di una Svizzera innovativa, creativa e competitiva, mettendo allo stesso tempo l’accento sulla solidarietà e sui valori umanitari del Paese. Contrastando in modo valido i classici stereotipi e i luoghi comuni. Nel 2016 l’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo è stata al centro della nostra comunicazione. Nel 2017 abbiamo lanciato la Swiss Design Map Milano, il cui scopo è di dare maggiore visibilità all’importante presenza di designer svizzeri. Insieme allo Swiss Business Hub abbiamo sostenuto molte piccole e medie imprese svizzere desiderose di stabilirsi in Italia. Abbiamo promosso le eccellenze svizzere nella gastronomia, nell’orologeria, nella moda sostenibile e nella logistica ferroviaria. Abbiamo anche trattato tematiche più trasversali come ad esempio la gestione transfrontaliera dell’acqua, la democrazia diretta e gli ultimi sopravvissuti svizzeri dell’Olocausto. Questa primavera, la Svizzera è stata Paese ospite d’onore alla fiera del libro per ragazzi a Bologna. Abbiamo approfittato di questo importante evento per lanciare una campagna di comunicazione destinata in particolare ai giovani. Infine, un posto sempre più importante è stato dato alla comunicazione sui social media (Facebook e Instagram).</p>
<p><strong>Le relazioni tra Svizzera e Italia sono un tema sempreverde: a suo modo di vedere dove stanno i principali problemi da risolvere tra le due nazioni? </strong><br />
L’Italia è un partner fondamentale per la Svizzera: i due Paesi non condividono solamente una lingua, una cultura e, in parte una storia comune, ma l’Italia è anche il terzo partner commerciale della Svizzera. Nel 2018, il volume degli scambi, incluso quello dei servizi, è ulteriormente aumentato, avvicinandosi ai 50 miliardi di franchi svizzeri. In questi ultimi anni le relazioni bilaterali hanno conosciuto vari sviluppi significativi. Penso, ad esempio, all’entrata in vigore nel 2016 del nuovo accordo sulla cooperazione doganale e di polizia, che ha permesso recentemente la costituzione di pattuglie miste lungo il confine tra Ticino e Lombardia. Un altro progresso importante è lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie per terminare l’Alptransit a sud e per aumentare la capacità dei treni merci. Inoltre, la perforazione in corso del terzo valico completerà tra qualche anno il corridoio transalpino fino al porto di Genova.<br />
Sicuramente si presentano ancora delle sfide: la Svizzera si aspetta che il nuovo accordo sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, siglato nel 2015, venga ratificato dall’Italia. Un altro tema che preoccupa è l’accesso al mercato finanziario, cioè la possibilità per gli intermediari svizzeri di offrire servizi finanziari in Italia.</p>
<p><strong>Dal punto di vista di Milano, come valuta lo stato delle relazioni transfrontaliere, in particolare tra Ticino e Lombardia?</strong><br />
La Svizzera e l’Italia condividono più di 740 km di frontiera comune, il confine terrestre più lungo per entrambi i Paesi, e per questo motivo le relazioni tra di loro sono quotidianamente intense. È un puzzle complesso tra attori statali e regionali: Berna e Roma, ma anche Bellinzona, Coira e Sion da un lato, e Milano, Torino, Aosta e Bolzano dall’altro. Un elemento positivo riscontrato è che la Regio Insubrica ha guadagnato statura come forum di discussione tra il Canton Ticino da una parte e le regioni Lombardia e Piemonte dall’altra. Il programma Interreg è lo strumento più importante per il coordinamento dei progetti concreti di collaborazione transfrontaliera. Un altro aspetto importante è dato dall’instaurazione di un dialogo regolare tra il Ticino e la Lombardia, a seguito della firma, nel dicembre 2018, di una road map che elenca un’intera serie di progetti di interesse comune nei settori dei trasporti, dell’ambiente, del mercato del lavoro, della fiscalità e ancora della cultura. Il nuovo collegamento ferroviario Mendrisio-Varese, inaugurato alla fine del 2017, offre ai molti lavoratori frontalieri della regione di Varese un’alternativa alla strada. Infine da qualche settimana Lugano è collegata ogni ora all’aeroporto di Malpensa senza dover effettuare cambi di treno.</p>
<p><strong>L’attività del Consolato si svolge direttamente a contatto con gli Svizzeri all’estero: quali sono i problemi principali per i quali essi si rivolgono a Lei? </strong><br />
Con più di 32’000 cittadini svizzeri il Consolato generale a Milano è il quarto in termini di immatricolati svizzeri. Nel 2018 il Consolato ha gestito 1.800 richieste di documenti di identità, 80 domande per la naturalizzazione e ha fornito protezione consolare a 30 persone. Abbiamo l’ambizione di fornire dei servizi di qualità in modo da soddisfare al massimo i clienti. I nuovi strumenti online e i social media hanno permesso di facilitare numerose prestazioni. Allo stesso tempo cerchiamo anche di andare incontro ai cittadini: nel 2016 abbiamo offerto per la prima volta in Italia, a Genova, un servizio consolare “mobile”. Esperienza ripetuta a Padova, a Bologna e a Torino questo autunno. Organizziamo ogni anno una festa per i giovani svizzeri all’estero che raggiungono la maggior età in presenza di un ospite d’onore: per esempio nel 2017 la campionessa europea del 400m ostacoli, Lea Sprunger. Infine, naturalmente, manteniamo stretti contatti con le istituzioni svizzere in Italia: il Collegamento, i circoli svizzeri, le scuole e la Camera di commercio.</p>
<p><strong>A partire da agosto si appresterà, quale ambasciatore, a difendere gli interessi della Svizzera in altri contesti. Cosa le mancherà della sua funzione attuale? </strong><br />
Mi mancherà interagire con un ambiente così variegato, come solo può succedere in un grande posto bilaterale come Milano. O la possibilità di risolvere i problemi concreti di un’impresa, di una compagnia di teatro o di un cittadino. I viaggi attraverso le regioni del Nord Italia, ognuna con le sue specificità ben particolari. Poi la vista della Madonnina presto la mattina, correndo per le strade del centro. O ancora il Centro Svizzero, vero gioiello della Confederazione all’estero.</p>
<p><strong>Vi è un aneddoto particolare che vorrebbe raccontare o un auspicio da rivolgere agli Svizzeri in Italia? </strong><br />
Un giorno sono andato in viaggio di servizio in una città fuori Milano e da bravo Svizzero mi sono recato in treno. Quando mi son presentato davanti al portone dell’autorità che dovevo incontrare, il poliziotto mi ha chiesto: “Dov’è l’auto? Dov’è la scorta?”. È rimasto incredulo per il semplice fatto che io, Console generale, fossi venuto da solo. Il poliziotto piacevolmente stupito da questo mio “comportamento esemplare”, si è poi fatto una bella risata insieme a me.</p>
<p><strong>Mi mancherà la possibilità di risolvere problemi concreti di imprese e cittadini.</strong></p>
<p>Intervista: Gazzetta svizzera<br />
(Giugno 2019)</p>
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<h3 class="widget-title">Biografia Félix Baumann</h3>
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<p><strong>Biografia:</strong> Félix Baumann nasce nel 1972 a Zurigo e frequenta le scuole a Losanna.</p>
<p><strong>Gli studi:</strong> studia relazioni internazionali a Ginevra e ottiene poi un Master in direzione aziendale presso la SDA Bocconi a Milano.</p>
<p><strong>Esperienza nel settore privato:</strong> prima di entrare al servizio del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel 2001, lavora per quattro anni per un’azienda americana di attrezzatture mediche.</p>
<p><strong>Russia:</strong> è stato di stanza due volte presso l’Ambasciata di Svizzera a Mosca. Tra gli altri incarichi ha partecipato al negoziato che ha visto la Svizzera rappresentare gli interessi della Russia in Georgia (e vice versa) dopo il conflitto armato del 2008.</p>
<p><strong>Strategia:</strong> prima di Milano, è stato dal 2011 al 2015 capo dello stato maggiore della Direzione delle risorse del DFAE a Berna. Ha partecipato a numerosi progetti con l’obiettivo di adattare la rete delle rappresentanze diplomatiche svizzere nel mondo alle esigenze attuali.</p>
<p><strong>ONU:</strong> ad agosto avviene il passaggio dalla diplomazia bilaterale a quella multilaterale. Sarà Ambasciatore, capo della divisione multilaterale della Missione svizzera presso l’ONU a Ginevra e rappresentante permanente presso la conferenza sul disarmo.</p>
<p><strong>Gli hobby:</strong> arte, design, jazz, mare &amp; montagna, un bicchiere di vino con gli amici.</p>
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