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	<title>Viaggio tra i Cantoni Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Viaggio tra i Cantoni Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera &#8211; Canton Zugo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 11:29:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/10/zugo-cover-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Ottavo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa ottava destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-zugo-storia-lago-tradizioni/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera &#8211; Canton Zugo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/10/zugo-cover-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26881"  class="panel-layout" ><div id="pg-26881-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26881-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26881-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Ottavo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa ottava destinazione? Benvenuti nel Canton Zugo!</p>
<p><strong>TAPPA 8: CANTON ZUGO</strong></p>
<p>Ci sono cantoni che custodiscono la propria storia, altri che hanno saputo trasformarla in una straordinaria occasione di rinascita, con quella determinazione che ha da sempre contraddistinto il popolo elvetico. Il Canton Zugo ne è un esempio perfetto. Nato come avamposto strategico nel cuore dei conflitti tra Asburgo e Confederati, ha attraversato secoli di guerre, contrasti religiosi e profondi cambiamenti politici, riuscendo ogni volta a reinventare il proprio futuro. Un territorio che ha saputo trasformare la propria posizione e le difficoltà del passato in una forza, passando da una realtà rurale e povera a uno dei cantoni più prosperi e dinamici della Svizzera, oggi conosciuto per la sua economia internazionale e per essere diventato uno dei principali centri mondiali della tecnologia blockchain e delle criptovalute.</p>
<p>Attorno al 1240 i conti di Kyburg fondarono la città di Zugo. I Kyburg appartenevano a una potente stirpe della nobiltà imperiale medievale.</p>
<p>Alla loro estinzione la regione passò sotto il dominio dei duchi d’Asburgo.</p>
<p>Gli Asburgo trasformarono la città di Zugo in un avamposto militare strategico.</p>
<p>Durante il pieno dei conflitti tra svizzeri e austriaci, i confederati assediarono l’avamposto di Zugo nel 1352.</p>
<p>A causa del mancato supporto difensivo asburgico, la città si arrese ed entrò ufficialmente a far parte della Vecchia Confederazione Svizzera, come uno degli storici otto Cantoni.</p>
<p>I decenni successivi furono segnati da scontri e vari tentativi di riconquista austriaca.</p>
<p>La libertà definitiva avvenne nel 1415, anno in cui Zugo ottenne la piena immediatezza imperiale, sciogliendo così ogni vincolo con l’Austria.</p>
<p>Questa regione giocò un ruolo cruciale durante la Riforma Protestante del XVI secolo: Zugo scelse di rimanere profondamente cattolico, scontrandosi contro la confinante e protestante Zurigo.</p>
<p>Zugo fu coinvolto anche nei conflitti confessionali che attraversarono la Confederazione. La cosiddetta Guerra di Kappel oppose le città e i territori riformati ai cinque cantoni cattolici della Svizzera centrale, tra cui Zugo. Il primo conflitto, nel 1529, si concluse senza scontri decisivi con la prima pace di Kappel, raggiunta il 26 giugno. Due anni più tardi, però, le tensioni tornarono a esplodere. Nella seconda guerra di Kappel, nel 1531, le forze cattoliche sconfissero quelle riformate e il conflitto si concluse con la seconda pace di Kappel, firmata il 20 novembre dello stesso anno. Zugo rimase così saldamente ancorato al fronte cattolico della Confederazione.</p>
<p>Con l’invasione delle truppe napoleoniche e la nascita della Repubblica Elvetica, Zugo perse la sua autonomia e venne momentaneamente accorpata a Waldstätten. Tornò ad essere un cantone indipendente dal 1803 con l’Atto di Mediazione di Napoleone.</p>
<p>Nel XIX secolo Zugo fu coinvolto anche nelle tensioni che attraversarono la Confederazione sul piano politico e religioso. Nel 1845 aderì al Sonderbund, una lega formata dai cantoni cattolici e conservatori per difendere la propria autonomia di fronte ai progetti di maggiore centralizzazione sostenuti dai cantoni radicali e liberali.</p>
<p>Lo scontro portò nel 1847 alla Guerra del Sonderbund, che si concluse con la vittoria delle forze della Confederazione. Fu l’ultimo conflitto armato combattuto sul territorio svizzero e segnò la fine della vecchia Confederazione, aprendo la strada alla nascita della Svizzera federale con la Costituzione del 1848.</p>
<p>Nei primi del Novecento Zugo era un territorio povero e rurale, segnato da grandi flussi di emigrazione.</p>
<p>A seguito del secondo dopoguerra, avviò una radicale riforma introducendo una politica fiscale attrattiva, caratterizzata da burocrazia agevole e leggi favorevoli alle imprese.</p>
<p>Questa riforma fu strategicamente vincente, trasformando Zugo in uno dei cantoni più ricchi e floridi.</p>
<p>Oggi a Zugo hanno sede grandi aziende internazionali che si occupano di materie prime. Inoltre, l’omonimo capoluogo è diventato un importante centro mondiale per la tecnologia blockchain e le criptovalute.</p>
<p>Il nostro percorso può iniziare proprio dalla Città Vecchia, dove basta passeggiare tra le vie dell’Altstadt per incontrare case colorate, piazze e antichi edifici. Il nucleo storico conserva circa ottocento anni di storia e ancora oggi mantiene un’atmosfera particolare, fatta di angoli e scorci che sembrano riportare indietro nel tempo.</p>
<p>Uno dei simboli della città è lo Zytturm, la caratteristica torre dell’orologio che domina il centro storico. Alta 41,5 metri, faceva parte delle antiche fortificazioni e aveva anche la funzione di torre di guardia. Il suo grande orologio astronomico è ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili del panorama cittadino.</p>
<p>Proseguendo la passeggiata si incontrano altri luoghi che raccontano la storia della città: la St. Michaelskirche, la Pulverturm, la Kapuzinerturm e la Zugerburg, il castello che si affaccia sulla parte più antica dell’abitato. Sono testimonianze di epoche diverse, ma tutte contribuiscono a raccontare la Zugo di un tempo.</p>
<p>La storia del territorio è lunga. Nel 1352 Zugo entrò a far parte della Confederazione e, nel corso dei secoli, la città crebbe attorno alle proprie fortificazioni. Il passato ha lasciato però anche ferite profonde: nel 1435 una parte della città vecchia franò nel lago, causando numerose vittime.</p>
<p>Lasciando le vie dell’Altstadt si arriva al Landsgemeindeplatz, una delle piazze più caratteristiche della città. Il suo nome ricorda la Landsgemeinde, l’antica assemblea popolare nella quale i cittadini partecipavano direttamente alla vita politica. Oggi la piazza è soprattutto un luogo di incontro, affacciato sul lago e circondato da locali, ristoranti ed edifici storici.</p>
<p>Davanti agli occhi compare il Lago di Zugo, che accompagna la città e ne definisce gran parte del panorama. È bello fermarsi sulle sue rive e osservare come il paesaggio cambi durante la giornata. Al tramonto, in particolare, l’acqua, le montagne e le case della città si tingono di colori completamente diversi.</p>
<p>Ma il lago non è l’unico punto da cui osservare questo territorio.</p>
<p>Da alcuni dei punti panoramici che circondano la città, come il Guggi, lo sguardo si apre invece sull’intero paesaggio: il centro storico, il lago e le montagne sembrano quasi raccogliersi in un’unica immagine. È una prospettiva diversa, che permette di vedere quanto siano vicini tra loro elementi così differenti e quanto il paesaggio naturale sia parte integrante della città.</p>
<p>Ma per cambiare ancora prospettiva possiamo salire verso lo Zugerberg, che raggiunge i 1.093 metri. Per arrivarci si può utilizzare la Zugerbergbahn, la storica funicolare inaugurata nel 1907. In pochi minuti si passa dal centro abitato alla montagna e il panorama cambia completamente.</p>
<p>Dall’alto lo sguardo torna verso il lago e verso la città, che appare quasi raccolta tra l’acqua e le montagne. È uno dei punti dai quali si può comprendere meglio la particolare posizione geografica di questo Cantone.</p>
<p>Ma il viaggio attraverso Zugo non sarebbe completo senza ricordare una delle sue tradizioni più caratteristiche: le ciliegie.</p>
<p>Il territorio è infatti conosciuto come <em>Chriesiland</em>, la terra delle ciliegie, una coltivazione presente da oltre seicento anni. Una tradizione che ha lasciato il segno anche nella gastronomia locale, con lo Zuger Kirsch e la famosa Zuger Kirschtorte.</p>
<p>Da una parte, dunque, troviamo le tradizioni agricole e il volto più antico del territorio. Dall’altra una realtà che nel corso dell’ultimo secolo è diventata sempre più moderna e internazionale, trasformando profondamente l’economia locale.</p>
<p>Ed è forse proprio questo contrasto a rendere interessante la nostra tappa: camminare tra le vie medievali, incontrare le antiche torri e il castello, arrivare sul lago, osservare la città dal Guggi e poi salire sullo Zugerberg. In pochi chilometri si passa dalla storia alla natura, dalle tradizioni alla modernità.</p>
<p>Ci congediamo da questa settima tappa, dove abbiamo approfondito un territorio che capace di racchiudere storia, tradizione, natura e modernità.</p>
<p>Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta di un nuovo Cantone. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Berna!</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a redazione@gazzettasvizzera.ch: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Zugo</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1352</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 238,73 km²</p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 134.945 (2026)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>: Wildspitz (1’580 m)</p>
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<p><img decoding="async" class="wp-image-26883  alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/10/stemma-zugo-495x600.png" alt="" width="107" height="192" /></p>
<p><strong>*Stemma</strong>:<br />
Lo stemma del Canton Zugo è costituito da uno scudo a fasce bianche e azzurre. L’origine dello stemma e il signficato dei suoi colori non è certa. Si suppone che siano testimonianza del legame storico con i Cantoni di Zurigo e Lucerna (anch’essi bianchi e azzurri). Un’altra versione vede l’utilizzo di questi colori per simboleggiare la vicinanza con il Lago di Zugo.</p>
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	<p>La facciata di St. Michaelkirche uno degli edifici più significativi della città. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding</p>
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	<p>Le bandiere adornano le vie del centro storico tra facciate colorate e edifici antichi. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding</p>
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	<p>Lo Zytturm storica torre dell'orologio nel cuore della città. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Zurigo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 18:15:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio tra i Cantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/zurigo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Sesto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-zurigo-viaggio-26-cantoni-svizzeri/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Zurigo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/zurigo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26640"  class="panel-layout" ><div id="pg-26640-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26640-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26640-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Sesto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione? Benvenuti nel Canton Zurigo!</p>
<p><strong>TAPPA 6: CANTON ZURIGO</strong></p>
<p>Ci sono luoghi che custodiscono la propria storia, altri la trasformano in un motore di innovazione. Il Canton Zurigo è uno di questi. Da antico insediamento sulle rive della Limmat a cuore economico e finanziario della Svizzera, il suo sviluppo ha contribuito a plasmare il Paese, affermandosi oggi come uno dei Cantoni più dinamici, influenti e visitati dell’intera Confederazione.</p>
<p>La storia del Canton Zurigo affonda le proprie radici nell’epoca romana, quando l’antico insediamento di <em>Turicum</em> rappresentava un importante punto di controllo commerciale sul fiume Limmat. Nel corso dei secoli, il territorio ha saputo trasformarsi da piccolo centro medievale a protagonista della storia svizzera, diventando oggi il cuore economico, finanziario e culturale della Confederazione.</p>
<p>L’evoluzione del cantone si sviluppa attraverso alcune tappe fondamentali. In epoca romana e medievale, Zurigo nacque come stazione doganale e, tra il XIII e il XV secolo, ampliò progressivamente la propria influenza sulle rive del lago e nell’entroterra circostante. Nel 1351 entrò a far parte della Confederazione Svizzera come suo sesto cantone, dopo la rivoluzione delle corporazioni guidata da Rudolf Brun, che aprì il governo cittadino anche agli artigiani.</p>
<p>Tra il 1519 e il 1523, la città divenne il centro della Riforma protestante grazie all’opera di Huldrych Zwingli, che dalla cattedrale di Grossmünster promosse un profondo cambiamento religioso e sociale destinato a lasciare un segno duraturo nella storia europea. A partire dal XIX secolo, lo sviluppo dell’industria tessile, delle ferrovie e, successivamente, dei settori bancario e assicurativo consolidò il ruolo di Zurigo come principale motore economico della Svizzera, posizione che il cantone continua a mantenere ancora oggi.</p>
<p>Capoluogo dell’omonimo Cantone e città più popolosa della Svizzera, Zurigo è il principale centro economico e finanziario del Paese, ma anche una delle destinazioni turistiche più apprezzate grazie al suo patrimonio storico, artistico e culturale. Adagiata sulle rive del Lago di Zurigo e attraversata dal fiume Limmat, la città coniuga perfettamente il fascino del passato con l’innovazione di una moderna metropoli.</p>
<p>l cuore della città è l’antico Altstadt, un insieme di vicoli acciottolati, piazze pittoresche ed edifici medievali perfettamente conservati. Passeggiando per questo quartiere dal fascino senza tempo, si possono ammirare antiche case delle corporazioni, fontane eleganti, café e negozi.</p>
<p>L’imponente cattedrale romanica di Grossmünster, è uno dei simboli più riconoscibili della città.</p>
<p>Secondo la tradizione fu fondata da Carlo Magno e, nel XVI secolo, divenne il centro della Riforma protestante guidata da Ulrich Zwingli, segnando profondamente la storia religiosa e culturale della Svizzera.</p>
<p>Di fronte al Grossmünster, sull’altra sponda della Limmat, sorge il Fraumünster, celebre per le magnifiche vetrate realizzate da Marc Chagall nel 1970. Fondata nell’853 come abbazia femminile, questa chiesa rappresenta uno dei più importanti monumenti storici e artistici della città e richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.</p>
<p>Nel centro cittadino si sviluppa la famosa Bahnhofstrasse, una delle vie più eleganti e famose in Europa.</p>
<p>Lunga circa un chilometro e mezzo, collega la Stazione Centrale al Lago di Zurigo, ed è costellata da boutique di lusso, gioiellerie, orologerie, banche storiche e café raffinati.</p>
<p>La Bahnhofstrasse, oltre ad essere il cuore pulsante della vita commerciale cittadina, rappresenta l’eccellenza che da sempre contraddistingue Zurigo.</p>
<p>Alle origini della storia di Zurigo troviamo invece il Lindenhof, una piccola collina che domina il centro storico. Qui sorgeva un antico insediamento romano e, ancora oggi, questo luogo conserva un’atmosfera di grande tranquillità. Dal parco si apre una delle vedute più suggestive sulla Limmat, sull’Altstadt e sulle torri del Grossmünster.</p>
<p>Chi desidera osservare Zurigo dall’alto non può rinunciare a una visita all’Uetliberg, la montagna di casa dei cittadini zurighesi. Facilmente raggiungibile con il treno, offre una vista spettacolare sull’intera città, sul Lago di Zurigo e, nelle giornate più limpide, sulla maestosa catena delle Alpi. È una meta ideale per escursioni, passeggiate e momenti di relax immersi nella natura.</p>
<p>Tra le mete culturali più importanti di Zurigo, spicca il Museo Nazionale Svizzero, le collezioni al suo interno raccontano la storia della Svizzera dalle origini ai giorni odierni.</p>
<p>Zurigo è anche sinonimo di eccellenza in campo di ricerca e innovazione grazie all’ETH Zürich, il politecnico federale fondato nel 1885. Tra i suoi alunni più celebri si annovera Albert Einstein, il cui armadietto è ancora presente e visitabile all’interno della struttura.</p>
<p>A completare l’offerta della città troviamo infine lo Zoo di Zurigo, uno dei più moderni d’Europa. Ospita centinaia di specie provenienti da ogni continente e si distingue per i suoi grandi habitat naturali, progettati per riprodurre fedelmente gli ecosistemi d’origine. La celebre foresta tropicale della Masoala e il parco degli elefanti sono tra le attrazioni più visitate.</p>
<p>Il Canton Zurigo vanta un paesaggio naturale vario e ben conservato. I fiumi Limmat, Sihl, Glatt e Thur attraversano il territorio, alimentando vallate, boschi e zone agricole, mentre dolci colline, vigneti e rilievi come l’Uetliberg e lo Schnebelhorn, la vetta più alta del Cantone, completano un ambiente ideale per escursioni e attività all’aria aperta.</p>
<p>Ci congediamo da questa sesta tappa, nella quale abbiamo scoperto un territorio che rappresenta un perfetto equilibrio tra storia, natura, innovazione e qualità della vita. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta di un nuovo Cantone. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Glarona!</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a <a href="mailto:redazione@gazzettasvizzera.org">redazione@gazzettasvizzera.org</a>: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Zurigo</h3>
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	<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26643 size-full alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/canton-zurigo.png" alt="" width="542" height="344" /></strong></p>
<p><strong>Capoluogo</strong>: Zurigo</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1351</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 1’728,95 km²</p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 1,6 milioni (2024)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>: Höhrohnen (1.247 m)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26645  alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-512x600.png" alt="" width="108" height="128" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-512x600.png 512w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-874x1024.png 874w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_-768x900.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/CHE_Zurich_COA.svg_.png 960w" sizes="(max-width: 108px) 100vw, 108px" /></strong></p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Zurigo è valido anche per la città ed è uno dei più antichi della Confederazione. È costituito da uno scudo diviso diagonalmente in due metà: bianco e azzurro.</p>
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	<p>Il ritmo rossocrociato della Bahnhofstrasse.</p>
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	<p>La cattedrale veglia sul silenzio della notte.</p>
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	<p>ETH tra storia e sapere.</p>
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	<p>Il lago che accarezza l'orizzonte.</p>
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	<p>La danza della Limmat tra luci e colori della sera dal Quaibrücke.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-zurigo-viaggio-26-cantoni-svizzeri/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Zurigo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera: Canton Lucerna</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-lucerna-storia-cultura-panorami-svizzeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio tra i Cantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/canton-lucerna-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Quinto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-lucerna-storia-cultura-panorami-svizzeri/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera: Canton Lucerna</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/canton-lucerna-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26523"  class="panel-layout" ><div id="pg-26523-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26523-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26523-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Quinto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione? Benvenuti nel Canton Lucerna!</p>
<h2>TAPPA 5: CANTON LUCERNA</h2>
<p>Ci sono luoghi che attraversano la propria storia, altri la scrivono loro stessi. Il Canton Lucerna è uno di questi. Da piccolo insediamento medievale a potente città-Stato, il suo sviluppo ha lasciato un segno profondo nella storia della Svizzera, diventando uno dei Cantoni più visitati e apprezzati di tutta la Confederazione.</p>
<p>A partire dal tardo Medioevo, Lucerna divenne una vera e propria città-Stato. La sua espansione territoriale ebbe inizio nel 1380 con l’acquisizione del baliaggio di Weggis e raggiunse il massimo sviluppo tra il 1386 e il 1415. Intorno al 1480, la definizione del territorio che poi sarebbe diventato il Canton Lucerna era ormai quasi del tutto completata.</p>
<p>La città-Stato di Lucerna esercitava la giurisdizione superiore sulla maggior parte dei territori sotto il proprio controllo, mentre la giurisdizione inferiore restava spesso nelle mani di altri detentori dei diritti, i quali non erano necessariamente cittadini di Lucerna. Durante il periodo della Repubblica Elvetica, il distretto di Hitzkirch apparteneva al canton Baden.</p>
<p>Dal 1803 il distretto venne assegnato al Canton Lucerna. In compenso, Lucerna cedette a sua volta il distretto di Merenschwand al neofito Canton Argovia. Il Canton Lucerna prende il nome dal suo omonimo capoluogo, la città di Lucerna. Con il suo paesaggio mozzafiato e il caratteristico centro storico, la città rappresenta una delle mete più visitate e apprezzate di tutta la Svizzera.</p>
<p>Il <em>Kapellbrücke</em> è indubbiamente l’attrazione più celebre e iconica di Lucerna. Si tratta di uno dei ponti più antichi in legno in Europa. Lungo 204 metri, percorrerlo significa attraversare un pezzo di storia con i suoi dipinti e la <em>Wasserturm</em>, quest’ultima svolgeva una funzione di difesa. La particolare linea spezzata del ponte contribuiva a ridurre la pressione esercitata dalla corrente del fiume sulla struttura.</p>
<p>Il nome deriva dalla vicina Cappella di San Pietro. In origine al suo interno erano collocati 110 pannelli triangolari in legno, dipinti nel XVII secolo, che illustravano la storia e gli avvenimenti principali della città.</p>
<p>A seguito dell’incendio avvenuto nel 1993, soltanto 25 pannelli si salvarono, quelli andati distrutti dalle fiamme vennero sostituiti da copie o lasciati vuoti come testimonianza del drammatico evento.</p>
<p>Sopra la città si erge il <em>Museggmauer</em>, connubio perfetto tra storia e panorama. Risalente al XIII secolo e con i suoi 870 m di lunghezza, rappresenta una delle mura cittadine medievali meglio conservate di tutta la Svizzera. Delle 30 torri originarie, solamente 9 sono ancora in piedi. Lo Zytturm, il Männliturm, lo Schirmerturm e la torre di Guardia sono le 4 torri tuttora accessibili.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
</div>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Lucerna</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1332</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 1’493,51 km²</p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 437’944 (2024)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>:  Napf (1406 m, interamente nel Canton Lucerna); Tomlishorn (2128 m, sul confine tra Lucerna, Nidvaldo e Obvaldo)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26524 alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-495x600.png" alt="" width="133" height="162" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-495x600.png 495w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-844x1024.png 844w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt-768x932.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/06/Wappen_Luzern_matt.png 1000w" sizes="(max-width: 133px) 100vw, 133px" />*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Lucerna consiste in uno scudo diviso in due campi: azzurro a sinistra e bianco a destra. I colori sono documentati fin dal XIV secolo e sembrano richiamare il paesaggio naturale della regione: l’azzurro rappresenterebbe le limpide acque del Lago dei Quattro Cantoni e il cielo; mentre il bianco simboleggerebbe la luce e la purezza. La semplicità del disegno riflette l’antica tradizione araldica svizzera e l’identità storica cantonale.</p>
</div>
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	<p>Museggmauer. Foto Sofia N.</p>
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	<p>Löwendenkmal. Foto Sofia N.</p>
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	<p>Lago dei Quattro Cantoni. Foto Sofia N.</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. &#8211; Canton Obvaldo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-obvaldo-storia-tradizioni-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 14:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio tra i Cantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/05/obvaldo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Quarto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-obvaldo-storia-tradizioni-svizzera/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. &#8211; Canton Obvaldo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/05/obvaldo-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26366"  class="panel-layout" ><div id="pg-26366-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26366-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26366-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Quarto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione? Benvenuti nel Canton Obvaldo!</p>
<h2>TAPPA 4: CANTON OBVALDO</h2>
<p>Ci sono territori che sembrano lontani dalla grande storia europea: vallate alpine isolate, piccoli centri circondati da montagne e laghi.</p>
<p>Eppure, anche da qui nasce una parte dell’identità svizzera. Obvaldo, oggi uno dei cantoni più piccoli della Confederazione, affonda le proprie radici nell’antico Untervaldo.</p>
<p>Abitata prima da celti, romani e poi alemanni, la regione sviluppa presto una forte identità locale. Nel 1291, però, Obvaldo non esiste ancora come cantone autonomo: è parte dell’Untervaldo, che insieme a Uri e Svitto stringe il patto destinato a diventare il nucleo originario della Confederazione Svizzera. Più che un progetto politico, è un’alleanza nata per difendere autonomie e rotte alpine dalle pressioni degli Asburgo.</p>
<p>Dal Trecento, Obvaldo inizia gradualmente a distinguersi da Nidvaldo, costruendo istituzioni proprie pur restando legato all’antica collaborazione. Nei secoli successivi mantiene un carattere profondamente rurale e cattolico, legato soprattutto alla figura di San Nicolao della Flüe, mediatore e simbolo dell’equilibrio svizzero.</p>
<p>Nel 1798, con l’arrivo delle truppe francesi e della Repubblica Elvetica, il cantone perde temporaneamente molte autonomie e viene trasformato nel distretto di Sarnen. Dopo il periodo napoleonico recupera parte della propria indipendenza, ma resta a lungo considerato un “semicantone” insieme a Nidvaldo. Solo nel 1999 Obvaldo viene riconosciuto ufficialmente come cantone.</p>
<h2>Sarnen, capoluogo cantonale, sorge sulle rive dell’omonimo lago.</h2>
<p>È qui che nel 1468 nasce il cosiddetto “Libro bianco di Sarnen”, attribuito a Hans Schriber: il più antico racconto della fondazione della Confederazione Svizzera. Un testo fondamentale, che tramanda miti, alleanze e soprattutto uno degli episodi più simbolici della storia locale: la presa della fortezza del Landenberg e la cacciata dei balivi asburgici nei primi anni della Confederazione.</p>
<p>Per questo, il Landenberg diventa simbolo di Sarnen. Dell’antica fortezza oggi resta poco, ma il luogo continua a raccontare il passato attraverso edifici come la Schützenhaus rococò del Settecento e il vecchio arsenale poco distante.</p>
<p>Anche il centro storico riflette questa lunga stratificazione. Attorno alla piazza sorgono il municipio quattrocentesco, la cappella Maria Lauretana, ricostruita dopo un terremoto, e soprattutto la chiesa barocca di San Pietro e Paolo, costruita nel Settecento sopra una struttura più antica. Della chiesa medievale rimane ancora la torre, che risale al XII secolo.</p>
<p>Poco distante si trova anche la Beinhaus, una piccola cappella che custodisce uno dei soffitti gotici intagliati più preziosi della regione. E dietro il fiume Sarneraa si alza la Hexenturm, la “torre delle streghe”, oggi parte dell’Archivio cantonale: un edificio che, tra leggende e documenti storici, continua a ricordare quanto il passato sia ancora presente nella memoria di Sarnen.</p>
<p>Obvaldo è celebre per le sue montagne, tra cui spicca la vetta del Titlis (3’238m).</p>
<p>Anche i laghi sono grandi protagonisti di questo cantone, come il Tannensee e il Sarnen. L’unicità di questo cantone è dovuta anche all’Älplerchilbi, una tradizionale festa autunnale che celebra la fine dell'estate alpina. Di solito si svolge in ottobre o novembre e prevede la messa, una sfilata solenne, i canti degli alpigiani e momenti di convivialità con gli abitanti del paese.</p>
<p>Oggi, Obvaldo conserva ancora un forte legame con le tradizioni rurali e con quella cultura dell’autonomia locale che accompagna la storia svizzera fin dalle sue origini.</p>
<p>Ci congediamo da questa quarta tappa, dove abbiamo conosciuto più approfonditamente un territorio fatto di natura, storia e tradizioni dal fascino senza tempo. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta del suo “gemello” storico. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Lucerna.</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a <a href="mailto:redazione@gazzettasvizzera.ch">redazione@gazzettasvizzera.ch</a>: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Obvaldo</h3>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Sarnen</p>
<p><strong>Lingua</strong>: tedesco</p>
<p><strong>Data di ingresso CH</strong>: 1291</p>
<p><strong>Superficie</strong>: 490,58 km<sup>2</sup></p>
<p><strong>Numero residenti</strong>: 37 930 (2019)</p>
<p><strong>Montagna più alta</strong>: Titlis (3238m)</p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Obvaldo presenta uno scudo diviso orizzontalmente in due campi: rosso nella parte superiore e bianco in quella inferiore. Nella metà superiore compare una grande chiave, simbolo di San Pietro, mentre nella parte inferiore è presente un ornamento rosso di origine medievale. Il binomio rosso/bianco richiama la tradizione storica svizzera e lo stemma deriva da quello dell’antico Cantone Untervaldo, di cui Obvaldo faceva parte insieme a Nidvaldo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<p>La “Dorfplatz” nel centro storico di Sarnen (Foto: Gemeinde Sarnen)</p>
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	<p>Sullo sfondo, il famoso “Gipfel” del Titlis innevato ma baciato dal sole</p>
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	<p>Affaccio soleggiato sul lago di Sarnen</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. &#8211; Canton Nidvaldo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-nidvaldo-svizzera-storia-turismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 09:08:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio tra i Cantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/nidvaldo-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Terzo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-nidvaldo-svizzera-storia-turismo/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. &#8211; Canton Nidvaldo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/nidvaldo-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26279"  class="panel-layout" ><div id="pg-26279-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26279-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26279-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Terzo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione? Benvenuti nel Canton Nidvaldo!</p>
<h2>TAPPA 3: CANTON NIDVALDO</h2>
<p>Ci sono luoghi che, sulla carta, sembrano marginali: piccoli territori tra montagne e laghi, lontani dai grandi centri del potere europeo. Eppure, è proprio da uno di questi luoghi, il Canton Nidvaldo, che prende forma una delle esperienze politiche più durature del continente.</p>
<p>Nel 1291, le comunità di Nidvaldo si alleano con Uri e Svitto. Non esiste ancora una Svizzera, ma emerge già un’esigenza concreta: difendersi e preservare la propria autonomia, soprattutto di fronte agli Asburgo. È un patto essenziale, nato più da una necessità che da una visione, destinato però a diventare il nucleo della Confederazione.</p>
<p>Per secoli Nidvaldo resta legato a una forte identità locale. Insieme a Obvaldo forma l’Untervaldo, ma senza mai diventare un’entità unica: collaborazione, sì, ma senza rinunciare alla propria autonomia, in un equilibrio che racconta bene lo spirito svizzero. Nel frattempo, tra Cinquecento e Seicento, molti abitanti partono come mercenari, cercando altrove opportunità che il territorio non può offrire. Il momento più drammatico arriva nel 1798. Di fronte all’avanzata francese e alla Repubblica Elvetica imposta da Napoleone, Nidvaldo resiste. La repressione è durissima: il 9 settembre il Cantone viene saccheggiato e centinaia di persone vengono uccise. È una ferita profonda, ma non definitiva.</p>
<p>Dopo il 1814, molte innovazioni vengono cancellate e il Cantone torna alle sue strutture tradizionali. La trasformazione sarà lenta: la nuova costituzione arriverà solo nel 1877, mentre la storica <em>Landsgemeinde</em> sopravvive fino al 1997, come un’eco di un passato ancora vivo.</p>
<p>Stans, capoluogo cantonale, si trova nel cuore di Nidvaldo. Situato ai piedi delle montagne e a pochi minuti dal Lago dei Quattro Cantoni, il paese conserva un’identità autentica, profondamente legata alla storia della Svizzera primitiva. Si tratta del vero e proprio centro politico, culturale e simbolico del Cantone. Stans è stata infatti protagonista di uno degli episodi più significativi della storia elvetica: la Dieta di Stans del 1481. In quel periodo, i Cantoni erano divisi da forti tensioni interne. La situazione si risolse grazie all’intervento di San Nicolao della Flüe, che con un messaggio di pace favorì un compromesso tra le parti.</p>
<p>Nel centro del paese si erge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, principale edificio religioso del Canton Nidvaldo ed emblema della sua identità spirituale. L’attuale edificio fu completato dall’architetto Jakob Berger nel 1647 e rappresenta una delle più importanti chiese barocche della Svizzera.</p>
<p>La dedica ai Santi Pietro e Paolo non è casuale: San Pietro, rappresentato dalla chiave, è anche il simbolo dello stemma cantonale.</p>
<p>Il Museo di Nidvaldo conserva manufatti e opere che raccontano la storia artistica e culturale del Cantone. È composto da tre sedi: il Salzmagazin, la Winkelriedhaus con padiglione a Stans e la Fortezza di Fürigen a Stansstad. Il Salzmagazin, situato in posizione centrale vicino alla funivia dello Stanserhorn, ospita ogni anno mostre temporanee dedicate alla storia e alla cultura locale.</p>
<p>Inoltre, Stans è stata testimone di un episodio che segnò un punto di svolta pedagogico. Il pedagogista e filosofo svizzero Johann Heinrich Pestalozzi applicò un metodo educativo innovativo rivolto ai bambini orfani di guerra. Basato su “testa, cuore e mano”, il suo approccio promuoveva uno sviluppo armonico fondato su amore, intuizione e attività pratica.</p>
<p>Il cantone è anche celebre per i suoi prodotti di eccellenza, come l’antica vetreria Glasi Hergiswil, situata nell’omonimo comune. Fondata nel 1817, l’azienda oggi offre al pubblico un museo con varie esposizioni, il labirinto del vetro e il Glasi-Park.</p>
<p>Nidvaldo è caratterizzato da una natura che si espande tra laghi e montagne. Il territorio è dominato dal Lago dei Quattro Cantoni e da imponenti montagne. Il suggestivo lago di Trübsee è situato a 1’764 m sopra Engelberg, alimentato dal ghiacciaio del Titlis.</p>
<p>All’interno del Cantone è presente Niederrickenbach, definita a ragione <em>«la fonte di energia più naturale della Svizzera». </em>Questa località, caratterizzata dall’assenza di automobili, emana un senso di energia e tranquillità, attribuibile sia alla sua rilevanza come meta di pellegrinaggio sia alla sua collocazione ai piedi dei monti.</p>
<p>Oggi, Nidvaldo è un Cantone moderno ma non ha dimenticato le proprie origini e forse è proprio questo il suo segreto: cambiare sì, ma senza mai perdere il senso profondo della propria libertà.</p>
<p>Ci congediamo da questa terza tappa, dove abbiamo conosciuto più approfonditamente un territorio fatto di natura, fede e tradizioni. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta del suo “gemello” storico. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Obvaldo.</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a <a href="mailto:redazione@gazzettasvizzera.ch">redazione@gazzettasvizzera.ch</a>: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Nidvaldo</h3>
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<p><strong>Capoluogo</strong>: Stans<br />
<strong>Lingua</strong>: tedesco<br />
<strong>Data di ingresso CH</strong>: 1291<br />
<strong>Superficie</strong>: 275,85 km<sup>2<br />
</sup><strong>Numero residenti</strong>: 45’462 (dicembre 2025)<br />
<strong>Montagna più alta</strong>: Rotstöckli (2’901m)</p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Nidvaldo consiste in due chiavi bianche incrociate verticalmente, le cui barbe sono rivolte verso l’alto su campo rosso. La doppia chiave fa riferimento a San Pietro, patrono del capoluogo Stans, e richiama nella forma l’aquila del Sacro Romano Impero. I colori bianco e rosso, tipici della tradizione elvetica, derivano infatti dall’insegna di guerra imperiale. Il rosso rappresenta il sangue e la passione, mentre il bianco simboleggia la purezza e l’innocenza.</p>
<p>L’emblema risale al XV secolo ed è stato adottato per distinguere e affermare l’indipendenza da Obvaldo, il cui stemma presenta una sola chiave. Le chiavi sono un simbolo cristiano, legato alla figura di San Pietro e rappresentano la protezione divina e l’autorità spirituale. La versione attuale fu ufficializzata nel 1512, quando Papa Giulio II concesse l’autorizzazione a utilizzare questo simbolo papale nello stemma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	<p>Chiesa dei Santi Pietro e Paolo nel cuore di Stans </p>
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	<p>In inverno, il Trübsee si trasforma in una distesa ghiacciata, perfetta per pattinare.</p>
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	<p>Vista sul Lago dei Quattro Cantoni dalla Klewenalp (sopra Beckenried, Nidvaldo), sul versante opposto ma collegata escursionisticamente con Niederrickenbach</p>
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		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera.</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/canton-svitto-storia-cultura-paesaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio tra i Cantoni]]></category>
		<category><![CDATA[abbazia di Einsiedeln]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/cantoni-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Seconda tappa del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi 26 Cantoni. In questa rubrica vi accompagniamo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la loro cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa seconda meta?</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/canton-svitto-storia-cultura-paesaggi/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera.</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/cantoni-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26149"  class="panel-layout" ><div id="pg-26149-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26149-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26149-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Seconda tappa del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi 26 Cantoni.</p>
<p>In questa rubrica vi accompagniamo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la loro cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa seconda meta? Benvenuti nel Canton Svitto!</p>
<h2>TAPPA 2: CANTON SVITTO</h2>
<p>Ci sono luoghi che custodiscono la storia, e poi ci sono luoghi che la generano. Il Canton Svitto è uno di questi, ed è qui che un nome divenne destino. È da Svitto che il nostro cammino prosegue, là dove la Svizzera ha trovato il suo nome e il suo emblema.</p>
<p>Dopo aver visitato Uri, in questa tappa scopriremo un altro dei Cantoni fondatori: il Canton Svitto. Considerato la culla della Svizzera, è il luogo dove tutto ha avuto inizio. Qui, tra le montagne che si specchiano nel Lago dei Quattro Cantoni e le vallate che si aprono verso il Lago di Zurigo, è nata l’idea stessa della Confederazione: non solo un atto politico, ma una visione di convivenza tra comunità diverse, unite dalla responsabilità reciproca. Non è un caso che proprio questo territorio abbia dato nome e bandiera alla Svizzera.</p>
<p>Le tracce umane nell’area risalgono a oltre 5’000 anni fa: insediamenti preistorici tra Hurden e Freienbach testimoniano una presenza stabile già nell’età della Pietra e del Bronzo. Intorno al VI secolo arrivarono gli Alemanni, modellando lingua, organizzazione agricola e struttura sociale. Il cristianesimo si diffuse nel tardo VII secolo, preparando il terreno a quella che sarebbe diventata una delle istituzioni più influenti della regione: l’Abbazia di Einsiedeln.</p>
<p>Nel X secolo l’abbazia non fu soltanto un centro spirituale, ma una vera potenza economica e territoriale. Il controllo dei traffici attraverso il Passo del San Gottardo rese l’area strategica, attirando l’attenzione di dinastie come gli Asburgo. È in questo equilibrio tra autonomia locale e pressioni esterne che matura la svolta del 1291: il 1° agosto, Svitto si allea con Uri e Untervaldo dando vita alla Confederazione Elvetica. Un patto difensivo che diventerà l’embrione di uno Stato federale destinato a durare nei secoli.</p>
<p>Il cantone assume presto un ruolo guida. Nel 1386 la vittoria nella Battaglia di Sempach rafforza il peso politico della giovane Confederazione. Nel 1531, alla Battaglia di Kappel, le truppe cattoliche di Svitto sconfiggono quelle riformate guidate da Ulrich Zwingli, segnando l’identità religiosa del territorio in un’epoca di fratture europee profonde. Tra il 1798 e il 1803, il Cantone entra nella Repubblica Elvetica imposta da Napoleone. L’esperienza centralizzatrice provoca tensioni interne, fino a una temporanea scissione ricomposta nel 1833. Con la Costituzione federale del 1848 si apre la stagione della Svizzera moderna e si chiude quella delle assemblee popolari all’aperto, le Landsgemeinde.</p>
<p>L’omonimo capoluogo, sorge a 516 m di altitudine ai piedi dei due Mythen, tra il lago di Laurez e il lago dei Quattro Cantoni. La piazza centrale vede protagonista la Chiesa barocca di San Martino di Tours,  architettura dei fratelli Singer, al cui interno vanta una decorazione con affreschi , stucchi e le stazioni della Via Crucis di Sebastiano Ricci.</p>
<p>Il centro di Svitto completa il racconto della nascita svizzera. Il Dominikanerinnenkloster St. Peter am Bach e il Kapuzinerkloster Schwyz richiamano la forza della tradizione religiosa; sulla piazza domina il Rathaus di Svitto (1642), con le facciate affrescate dedicate agli episodi della storia nazionale. Accanto sorgono la Bannerbrunnen, storica fontana del gonfalone simbolo civico della città, e la medievale Schatzturm. Tra dimore patrizie come l’Ital Reding Haus e antichi edifici pubblici, Svitto concentra in pochi isolati fede, istituzioni e memoria: la stessa trama che ha dato forma alla Confederazione.</p>
<p>Al numero 20 della Bahnhofstrasse si trova il Museo dei Patti federali, uno dei luoghi più simbolici della storia svizzera. Qui sono custoditi i documenti fondativi della Confederazione: il Patto eterno confederale, il Patto di Morgarten, gli accordi tra i cantoni sovrani e la Convenzione di Stans. Non è solo un museo: è l’archivio dell’identità svizzera, tra pergamene, bandiere e memoria politica.</p>
<p>Il Cantone è anche celebre per i suoi prodotti di eccellenza, come Victorinox, fondata nel 1884 e con sede a Ibach. L’azienda è famosa per la produzione ed esportazione in tutto il mondo del coltellino svizzero multifunzionale, diventato un simbolo iconico della Svizzera a livello globale.</p>
<p>Svitto è un insieme di paesaggi alpini mozzafiato, incastonato tra le Prealpi e le Alpi glaronesi. Tra le montagne più importanti dominano le vette dei Mythen (Grosser Mythen di 1899 m e le Kleiner Mythen 1811m), che si ergono sopra il capoluogo, e il massicco del Rigi (Rigi Kulm 1798 m), famoso per la vista su ben 13 laghi. L’acqua è protagonista anche grazie all’attraversamento dei fiumi come la Sihl e la Muota. Inoltre, la valle di Moutathal, custodisce uno dei sistemi di grotte più estesi al mondo. Il paesaggio è prevalentemente verdeggiante e collinare, con ampie foreste e campagne, celebri anche per le coltivazioni di ciliegi.</p>
<p>Il Canton Svitto non è solo uno dei 26 cantoni svizzeri. È un simbolo. Un territorio alpino che, attraverso un susseguirsi di alleanze, riforme e cambiamenti, ha trasformato un nome locale in un’identità nazionale. In fondo, conoscere Svitto, significa conoscere la Svizzera.</p>
<p>Lasciamo questa tappa, dove abbiamo conosciuto più approfonditamente un territorio che ha saputo mantenere il proprio ruolo di erede e custode di un’antica storia fondativa, cuore pulsante della costituzione della Confederazione. Seguendo il corso del lago e della storia elvetica, ripartiamo verso un altro cantone fondatore, dove l’identità svizzera assume nuove sfumature. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Nidvaldo.</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a redazione@gazzettasvizzera.ch: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p><em>Nicola Magni</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Svitto</h3>
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	<p><strong><img decoding="async" class="wp-image-26153  alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/kanton-schwyz-AdobeStock_12942343-1024x724-1-600x424.webp" alt="" width="428" height="302" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/kanton-schwyz-AdobeStock_12942343-1024x724-1-600x424.webp 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/kanton-schwyz-AdobeStock_12942343-1024x724-1-768x543.webp 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/03/kanton-schwyz-AdobeStock_12942343-1024x724-1.webp 1024w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /></strong></p>
<p><strong>Capoluogo</strong>: Svitto<br />
<strong>Lingua</strong>: tedesco<br />
<strong>Data di ingresso CH</strong>: 1291<br />
<strong>Superficie</strong>: 907,88 km<sup>2<br />
</sup><strong>Numero residenti</strong>: 169’205 (2025)<br />
<strong>Montagna più alta</strong>: Ortstock (2716m)</p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma del Canton Svitto consiste in un campo rosso con una piccola croce bianca (croce latina) nell’angolo superiore destro rispetto a chi la guarda.</p>
<p>Questo emblema è un simbolo di libertà ed è uno tra i più antichi della Confederazione, con origini legate alla tradizione delle <em>bandiere del sangue</em>, che ha dato il nome all’intera Svizzera.</p>
<p>La croce bianca su sfondo rosso è associata alla partecipazione del Cantone alle Crociate o alla protezione divina, consolidandosi nel corso del XIV secolo.</p>
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	<p>Abbazia di Einsiedeln, fondata nel 934, è il più importante luogo di pellegrinaggio mariano della Svizzera. (Unsplash)</p>
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	<p>Museo dei Patti federali. fonte: Schwyz.tourismus</p>
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	<p>La vetta del Mythen fonte: Schwyz.tourismus.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera.</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-cammino-attraverso-i-26-cantoni-un-racconto-a-tappe-della-nostra-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio tra i Cantoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In questa nuova rubrica, vi accompagniamo attraverso la Svizzera e i suoi 26 cantoni. Un cammino a tappe, lento e curioso, che esplora storie, paesaggi e volti che hanno contribuito a costruire la nostra identità svizzera. Racconteremo il passato per comprendere il presente e guarderemo all’oggi per intuire il domani. Cantone che scopri, memoria che</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/in-cammino-attraverso-i-26-cantoni-un-racconto-a-tappe-della-nostra-svizzera/">In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera.</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26046"  class="panel-layout" ><div id="pg-26046-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26046-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26046-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>In questa nuova rubrica, vi accompagniamo attraverso la Svizzera e i suoi 26 cantoni. Un cammino a tappe, lento e curioso, che esplora storie, paesaggi e volti che hanno contribuito a costruire la nostra identità svizzera. Racconteremo il passato per comprendere il presente e guarderemo all’oggi per intuire il domani. Cantone che scopri, memoria che si risveglia. Pronti, partenza, via: benvenuti nel Canton Uri!</p>
<h2>TAPPA 1: CANTON URI</h2>
<p>C’è un punto, nel cuore della Svizzera, dove le montagne sembrano stringersi per custodire una promessa. All’alba, quando la luce scivola sulle acque del Lago dei Quattro Cantoni e risale lentamente le pareti rocciose, Uri appare così: essenziale, severo, silenzioso. È da qui che comincia il nostro cammino attraverso la Svizzera federale.</p>
<p>Uri non è grande, non è rumoroso, non è appariscente. Eppure, nella memoria collettiva svizzera, occupa uno spazio enorme. Qui il paesaggio non è solo sfondo: è protagonista. Le montagne hanno modellato il carattere delle persone, le vie di transito e comunicazione, e hanno segnato la storia politica del Paese. Al confine tra nord e sud dell’Europa, Uri ha scritto pagine decisive della storia svizzera.</p>
<p>Nel XIII secolo che Uri entra nel racconto fondativo della Svizzera. Cantone rurale, formalmente soggetto al Sacro Romano Impero, ottiene presto un ruolo strategico grazie al controllo delle vie alpine, decisive per i commerci e per i collegamenti tra nord e sud dell’Europa. Da questa centralità nasce anche l’esigenza di proteggere l’autonomia locale e garantire la sicurezza. È in questo contesto che, nell’agosto del 1291, le comunità di Uri, Svitto e Nidvaldo rinnovarono un’alleanza di mutua difesa per proteggersi dalle violenze esterne, rifiutare giudici stranieri e confermare i rapporti di potere esistenti. Il documento parlava di aiuto reciproco, arbitrato dei conflitti e punizione per omicidi e incendi. Più che una rivoluzione, fu un patto di pace tra comunità alpine consapevoli della propria forza e della propria fragilità. Secondo la tradizione, il luogo simbolo di questo patto è il prato del Rütli, affacciato sul Lago dei Quattro Cantoni e protetto dalle montagne. Qui, si racconta, uomini liberi dei tre cantoni si sarebbero giurati sostegno reciproco. La scena, attestata solo da racconti tardomedievali e dalla letteratura moderna, è stata sovrapposta al Patto del 1291 trasformandolo in simbolo di libertà e solidarietà. Con la nascita dello Stato federale nel 1848, il patto divenne mito fondativo della Confederazione. La scuola, le celebrazioni e la memoria pubblica hanno fissato nel cuore dei cittadini l’immagine del giuramento del Rütli per l’eternità. Nel 1899, il 1° agosto venne quindi scelto come festa nazionale per commemorare questo gesto, ancora oggi simbolo di unità e appartenenza, radicato simultaneamente nella storia e nel mito. Oggi, il Rütli rappresenta una memoria condivisa.</p>
<p>Uri diventa così uno dei cantoni fondatori della nostra Svizzera, simbolo di autodeterminazione e responsabilità collettiva. Tra queste valli prende forma anche la leggenda di <strong>Guglielmo Tell</strong>, figura che attraversa Uri come un’eco potente e incarna ancora oggi un’idea di libertà radicata nella quotidianità più che nella retorica. Arciere, padre, uomo libero: la leggenda narra il suo rifiuto di piegarsi all’autorità arbitraria del balivo Gessler, il gesto drammatico della mela posta sulla testa del figlio e la successiva ribellione – fiamma di una coscienza collettiva. Pur priva di certezza storica, il racconto si intreccia con eventi reali: le tensioni tra i cantoni rurali e le autorità imperiali nel XIII secolo, la volontà di autonomia e l’aspirazione a leggi condivise, tutte sfumature che il mito racchiude in un unico gesto eroico. Ancora oggi, Tell non è un eroe lontano, ma una presenza fiera: nella piazza di Altdorf, nei racconti patriotici e nell’immaginario collettivo.</p>
<p>Altdorf, capoluogo e cuore amministrativo del cantone, vive in equilibrio tra misura e vita quotidiana: la piazza, il monumento a Guglielmo Tell, i caffè discreti. Qui si cammina molto, si osserva, si ascolta. Le montagne non sono un’idea romantica, ma una presenza reale, che detta ritmi e scelte.</p>
<p>Oggi Uri resta uno dei cantoni più piccoli e montuosi della Svizzera, estendendosi dal Lago dei Quattro Cantoni fino alle imponenti cime del Gottardo. Con poco più di mille chilometri quadrati e una popolazione esigua ma profondamente radicata, conserva un legame forte con la sua terra: ogni valle e ogni paese raccontano storie di continuità e resilienza. Il territorio resta per lo più selvaggio: boschi, alpeggi e rocce d’alta quota dominano il paesaggio, mentre le aree abitate si concentrano lungo la Reuss e ad Andermatt. Grazie a queste meraviglie naturali, il turismo è un motore vitale per la regione, con resort alpini, investimenti internazionali e dibattiti accesi su paesaggio, seconde case e identità locale.</p>
<p>Siamo pronti a lasciare Uri, con la consapevolezza che qui tutto parla di origine e di un’idea di convivenza fondata sulla responsabilità reciproca. Seguendo le acque del lago e le vie della storia, ripartiamo verso un altro cantone fondatore, dove l’identità svizzera assume nuove sfumature. Il cammino prosegue verso la prossima tappa: il Canton Svitto.</p>
<p>***</p>
<p>E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a redazione@gazzettasvizzera.ch: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		><h3 class="widget-title">Scheda Canton Uri</h3>
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	<p><strong><img decoding="async" class=" wp-image-26052 alignleft" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-2-600x360.png" alt="" width="423" height="254" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-2-600x360.png 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-2-1024x615.png 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-2-768x461.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/cantone-uri-2.png 1177w" sizes="(max-width: 423px) 100vw, 423px" />Capoluogo</strong>: Altdorf<br />
<strong>Lingua</strong>: tedesco<br />
<strong><br />
Data di ingresso CH</strong>: 1291<br />
<strong><br />
Superfice</strong>: 1'077 km<sup>2<br />
</sup><strong>Numero residenti</strong>: 37'931 (2023)<br />
<strong>Montagna più alta</strong>: Dammastock (3’630m)</p>
<p><strong>*Stemma</strong>: Lo stemma di Uri mostra una testa di bue nera con anello dorato su fondo giallo. L’animale richiama probabilmente l’uro (<em>aurochs</em>), bovino ormai estinto, e dà un curioso carattere primordiale al cantone.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-26046-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26046-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="2" ><div
			
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	<p>Uno scorcio della capitale Altdorf e il suo monumento a Guglielmo Tell (Uri Tourismus)</p>
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	<p>Con le sue 46 (!) teleferiche, il Canton Uri è considerato l’Eldorado delle teleferiche in Svizzera (Uri Tourismus)</p>
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	<p>Uno scorcio sul lago dei 4 cantoni dalla strada alta del Schächertal (Uri Tourismus)</p>
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