Quarto appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.
In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa nuova destinazione? Benvenuti nel Canton Obvaldo!
TAPPA 4: CANTON OBVALDO
Ci sono territori che sembrano lontani dalla grande storia europea: vallate alpine isolate, piccoli centri circondati da montagne e laghi.
Eppure, anche da qui nasce una parte dell’identità svizzera. Obvaldo, oggi uno dei cantoni più piccoli della Confederazione, affonda le proprie radici nell’antico Untervaldo.
Abitata prima da celti, romani e poi alemanni, la regione sviluppa presto una forte identità locale. Nel 1291, però, Obvaldo non esiste ancora come cantone autonomo: è parte dell’Untervaldo, che insieme a Uri e Svitto stringe il patto destinato a diventare il nucleo originario della Confederazione Svizzera. Più che un progetto politico, è un’alleanza nata per difendere autonomie e rotte alpine dalle pressioni degli Asburgo.
Dal Trecento, Obvaldo inizia gradualmente a distinguersi da Nidvaldo, costruendo istituzioni proprie pur restando legato all’antica collaborazione. Nei secoli successivi mantiene un carattere profondamente rurale e cattolico, legato soprattutto alla figura di San Nicolao della Flüe, mediatore e simbolo dell’equilibrio svizzero.
Nel 1798, con l’arrivo delle truppe francesi e della Repubblica Elvetica, il cantone perde temporaneamente molte autonomie e viene trasformato nel distretto di Sarnen. Dopo il periodo napoleonico recupera parte della propria indipendenza, ma resta a lungo considerato un “semicantone” insieme a Nidvaldo. Solo nel 1999 Obvaldo viene riconosciuto ufficialmente come cantone.
Sarnen, capoluogo cantonale, sorge sulle rive dell’omonimo lago.
È qui che nel 1468 nasce il cosiddetto “Libro bianco di Sarnen”, attribuito a Hans Schriber: il più antico racconto della fondazione della Confederazione Svizzera. Un testo fondamentale, che tramanda miti, alleanze e soprattutto uno degli episodi più simbolici della storia locale: la presa della fortezza del Landenberg e la cacciata dei balivi asburgici nei primi anni della Confederazione.
Per questo, il Landenberg diventa simbolo di Sarnen. Dell’antica fortezza oggi resta poco, ma il luogo continua a raccontare il passato attraverso edifici come la Schützenhaus rococò del Settecento e il vecchio arsenale poco distante.
Anche il centro storico riflette questa lunga stratificazione. Attorno alla piazza sorgono il municipio quattrocentesco, la cappella Maria Lauretana, ricostruita dopo un terremoto, e soprattutto la chiesa barocca di San Pietro e Paolo, costruita nel Settecento sopra una struttura più antica. Della chiesa medievale rimane ancora la torre, che risale al XII secolo.
Poco distante si trova anche la Beinhaus, una piccola cappella che custodisce uno dei soffitti gotici intagliati più preziosi della regione. E dietro il fiume Sarneraa si alza la Hexenturm, la “torre delle streghe”, oggi parte dell’Archivio cantonale: un edificio che, tra leggende e documenti storici, continua a ricordare quanto il passato sia ancora presente nella memoria di Sarnen.
Obvaldo è celebre per le sue montagne, tra cui spicca la vetta del Titlis (3’238m).
Anche i laghi sono grandi protagonisti di questo cantone, come il Tannensee e il Sarnen. L’unicità di questo cantone è dovuta anche all’Älplerchilbi, una tradizionale festa autunnale che celebra la fine dell'estate alpina. Di solito si svolge in ottobre o novembre e prevede la messa, una sfilata solenne, i canti degli alpigiani e momenti di convivialità con gli abitanti del paese.
Oggi, Obvaldo conserva ancora un forte legame con le tradizioni rurali e con quella cultura dell’autonomia locale che accompagna la storia svizzera fin dalle sue origini.
Ci congediamo da questa quarta tappa, dove abbiamo conosciuto più approfonditamente un territorio fatto di natura, storia e tradizioni dal fascino senza tempo. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta del suo “gemello” storico. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Lucerna.
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E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a redazione@gazzettasvizzera.ch: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.
Nicola Magni
Scheda Canton Obvaldo

Capoluogo: Sarnen
Lingua: tedesco
Data di ingresso CH: 1291
Superficie: 490,58 km2
Numero residenti: 37 930 (2019)
Montagna più alta: Titlis (3238m)
*Stemma: Lo stemma del Canton Obvaldo presenta uno scudo diviso orizzontalmente in due campi: rosso nella parte superiore e bianco in quella inferiore. Nella metà superiore compare una grande chiave, simbolo di San Pietro, mentre nella parte inferiore è presente un ornamento rosso di origine medievale. Il binomio rosso/bianco richiama la tradizione storica svizzera e lo stemma deriva da quello dell’antico Cantone Untervaldo, di cui Obvaldo faceva parte insieme a Nidvaldo.
La “Dorfplatz” nel centro storico di Sarnen (Foto: Gemeinde Sarnen)
Sullo sfondo, il famoso “Gipfel” del Titlis innevato ma baciato dal sole
Affaccio soleggiato sul lago di Sarnen
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