<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#039;intervista Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
	<atom:link href="https://gazzettasvizzera.org/category/lintervista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gazzettasvizzera.org/category/lintervista/</link>
	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 24 Aug 2025 21:05:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/cropped-Logo-GS-2019-Quad-32x32.jpg</url>
	<title>L&#039;intervista Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
	<link>https://gazzettasvizzera.org/category/lintervista/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>«Mi piacerebbe avere più feedback sulla Gazzetta da parte dei lettori»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/daniel-schmid-presidente-gazzetta-svizzera-obiettivi-lettori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 09:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio Agosto 2025]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Collegamento Svizzero]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Schmid]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[edizione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[OSE]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[riviste svizzere]]></category>
		<category><![CDATA[stampa svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzeri in Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=25262</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Dopo 8 anni di presidenza, in occasione dell’assemblea dell’Associazione Gazzetta Svizzera, l’avv. Andrea Giovanni Pogliani ha passato il testimone a Daniel Schmid. La redazione di Gazzetta si è intrattenuta con il nuovo presidente. Signor Schmid, lei ha assunto la presidenza della Gazzetta in un momento finanziariamente non facilissimo. Non teme questa sfida? «Non temo la</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/daniel-schmid-presidente-gazzetta-svizzera-obiettivi-lettori/">«Mi piacerebbe avere più feedback sulla Gazzetta da parte dei lettori»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-25262"  class="panel-layout" ><div id="pg-25262-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25262-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25262-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Intervista Daniel Schmid, presidente della Gazzetta Svizzera</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Dopo 8 anni di presidenza, in occasione dell’assemblea dell’Associazione Gazzetta Svizzera, l’avv. Andrea Giovanni Pogliani ha passato il testimone a Daniel Schmid. La redazione di Gazzetta si è intrattenuta con il nuovo presidente.</p>
<ol>
<li><strong> Signor Schmid, lei ha assunto la presidenza della Gazzetta in un momento finanziariamente non facilissimo. Non teme questa sfida? </strong></li>
</ol>
<p>«<em>Non temo la sfida, ma la prendo molto seriamente. Da anni le riviste stampate sono in difficoltà, per l’aumento dei costi di stampa e delle materie prime, ma anche per un cambiamento delle abitudini dei lettori che sono passati dalla lettura in cartaceo a quella in digitale; in questo contesto, spesso, le donazioni non vengono più fatte. Non possiamo invertire questa tendenza, ma dobbiamo adeguarci.</em>»</p>
<ol start="2">
<li><strong>Con quali misure crede che le finanze di Gazzetta possano tornare in equilibrio? </strong></li>
</ol>
<p>«<em>Per quanto riguarda i costi, che sono stati sempre monitorati e ottimizzati, occorre rianalizzare la struttura e trovare un nuovo modo per realizzare la Gazzetta. Riguardo ai ricavi, continueremo a fare appello ai nostri lettori della Gazzetta cartacea, ma soprattutto dobbiamo rafforzare il nostro impegno verso i lettori della Gazzetta digitale, così da aumentare il valore aggiunto e invogliare le donazioni.</em>»</p>
<p>Recentemente il comitato ha deciso di ridurre da 11 a 10 il numero di edizioni. L’avv. Andrea Giovanni Pogliani, suo predecessore, ha anticipato nello scorso numero di Gazzetta che a breve termine le edizioni rimarranno 10. A suo avviso, a medio-lungo termine il numero di edizioni aumenterà nuovamente?</p>
<p>«<em>La riduzione di un’edizione è stata una misura drastica per rispondere in tempi brevi a un aumento dei costi sostanzioso. La manterremo anche per il 2026, così da tamponare le perdite accumulate. Prevedo di trovare nuovi modi per poter tornare alla normalità nel medio termine</em>.»</p>
<ol start="3">
<li><strong> Quale crede sia il principale punto di forza di Gazzetta e dove pensa si possa migliorare?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>La Gazzetta Svizzera è l’organo ufficiale degli svizzeri d’Italia e sostituisce la Revue Suisse che copre tutto il resto del mondo. Questa specificità fa sì che sia un organo di stampa personalizzato, attuale e locale. Ma è proprio questa peculiarità a essere poco sfruttata; ciò significa che riusciamo a coinvolgere solo una piccola parte dei 55’000 svizzeri che vivono in Italia.</em>»</p>
<ol start="4">
<li><strong>Quali sono i suoi obiettivi in relazione alla presidenza di Gazzetta Svizzera? </strong></li>
</ol>
<p>«<em>Intensificare la collaborazione con le istituzioni svizzere in Italia, attraverso il Collegamento Svizzero in Italia, per raggiungere gli interessi di più persone. Inoltre, deve essere potenziata la collaborazione con l’OSE (Organizzazione degli Svizzeri all’Estero) per un confronto a livello internazionale che renda la Gazzetta più interessante e più integrata con la Quinta Svizzera.</em>»</p>
<ol start="5">
<li><strong>Vuole lanciare un appello ai lettori di Gazzetta?</strong></li>
</ol>
<p>«<em>Mi piacerebbe avere più feedback da parte dei lettori su come migliorare e rendere più interessante la loro Gazzetta</em>.»</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-25262-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25262-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-25262"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4.jpg" width="1052" height="701" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4.jpg 1052w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-1024x682.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-930x620.jpg 930w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome-4-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1052px) 100vw, 1052px" title="Senza nome" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-25262-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><em>Daniel Schmid, il nuovo presidente dell’Associazione Gazzetta Svizzera</em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-25262-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-25262"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome2-3.jpg" width="1127" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome2-3.jpg 1127w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome2-3-528x600.jpg 528w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome2-3-902x1024.jpg 902w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/06/Senza-nome2-3-768x872.jpg 768w" sizes="(max-width: 1127px) 100vw, 1127px" title="Senza nome2" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-25262-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><em>Secondo il nuovo presidente, a medio termine l’obiettivo è quello di tornare a 11 edizioni all’anno di Gazzetta </em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-25262-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-25262-0-1-4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
</div>
</div></div></div><div id="panel-25262-0-1-5" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-25262"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code-300x300.png" width="200" height="200" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code-300x300.png 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code-600x600.png 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code-1024x1024.png 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code-768x768.png 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code-120x120.png 120w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/qr-code.png 1125w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><style>
            #wpedon-container-b4e6d49e6e5ece35b93310bf657c0374 .wpedon-select,
            #wpedon-container-b4e6d49e6e5ece35b93310bf657c0374 .wpedon-input {
                width: 171px;
                min-width: 171px;
                max-width: 171px;
            }
        </style><div id='wpedon-container-b4e6d49e6e5ece35b93310bf657c0374' class='wpedon-container wpedon-align-left'><form class='wpedon-form' target='_blank' action='https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr' method='post'><input type='hidden' name='cmd' value='_donations' /><input type='hidden' name='business' value='B6TCR774FCGFQ' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF' /><input type='hidden' name='notify_url' value='https://gazzettasvizzera.org/index.php?wpedon-listener=IPN'><input type='hidden' name='lc' value='it_IT'><input type='hidden' name='bn' value='WPPlugin_SP'><input type='hidden' name='return' value='' /><input type='hidden' name='cancel_return' value='https://gazzettasvizzera.org/cancel' /><input style='border: none !important;width:171px !important;height:47px !important;padding:0px !important;margin: 0px !important;' class='wpedon_paypalbuttonimage' type='image' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/btn/btn_donateCC_LG.gif' border='0' name='submit' alt='Make your payments with PayPal. It is free, secure, effective.' /><img alt='' border='0' style='border:none;display:none;' src='https://www.paypal.com/it_IT/i/scr/pixel.gif' width='1' height='1'><input type='hidden' name='amount' id='amount_b4e6d49e6e5ece35b93310bf657c0374' value='' /><input type='hidden' name='price' id='price_b4e6d49e6e5ece35b93310bf657c0374' value='' /><input type='hidden' name='item_number' value='' /><input type='hidden' name='item_name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='name' value='Contributo Volontario' /><input type='hidden' name='no_shipping' value='1'><input type='hidden' name='no_note' value='0'><input type='hidden' name='custom' value='19663' /><input type='hidden' name='currency_code' value='CHF'></form></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/daniel-schmid-presidente-gazzetta-svizzera-obiettivi-lettori/">«Mi piacerebbe avere più feedback sulla Gazzetta da parte dei lettori»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Un grande onore la nomina a Console. Il Collegamento continui a puntare sui giovani»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/un-grande-onore-la-nomina-a-console-il-collegamento-continui-a-puntare-sui-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 16:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=22871</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />La notizia era trapelata, tra gli addetti ai lavori, già in occasione del Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia, in maggio a Trento. In quell’occasione la Presidente in carica da 2 anni, Regula Hilfiker, ha lasciato la testa del Collegamento per “futuri impegni inconciliabili”. Poco tempo dopo, il Dipartimento federale degli affari esteri ha</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-grande-onore-la-nomina-a-console-il-collegamento-continui-a-puntare-sui-giovani/">«Un grande onore la nomina a Console. Il Collegamento continui a puntare sui giovani»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-22871"  class="panel-layout" ><div id="pg-22871-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-22871-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-22871-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Intervista a Regula Hilfiker che ha da poco concluso la sua esperienza quale Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia per assumere il ruolo di Console onorario per il Piemonte e la Valle d’Aosta.</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>La notizia era trapelata, tra gli addetti ai lavori, già in occasione del Congresso del Collegamento degli Svizzeri in Italia, in maggio a Trento. In quell’occasione la Presidente in carica da 2 anni, Regula Hilfiker, ha lasciato la testa del Collegamento per “futuri impegni inconciliabili”. Poco tempo dopo, il Dipartimento federale degli affari esteri ha nominato Regula Hilfiker nuova Console onoraria di Svizzera a Torino con competenza sulla circoscrizione territoriale composta dalle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta.</p>
<p>La Console Hilfiker ha assunto la carica il 1° giugno 2023, come da Exequatur concesso dal Ministero italiano degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Nella comunicazione della nomina, il DFAE sottolinea come la Svizzera voglia rafforzare lo stretto legame storico, economico e culturale che condivide con le regioni Piemonte e Valle d’Aosta, dove risiedono oltre 5’200 cittadini svizzeri.</p>
<p>A conclusione della sua Presidenza a capo del Collegamento – ripresa da Irène Beutler-Fauguel – e all’inizio di quella di Console onorario, la Gazzetta ha colto l’occasione per porre alcune domande a Regula Hilfiker.</p>
<p><strong>Signora Hilfiker, complimenti per la nuova nomina a Console onorario. Cosa significa per lei? </strong></p>
<p>Questa nomina è stata un grande onore per me. La mia famiglia non è nuova a questo genere di incarichi: già mio padre ha ricoperto questo ruolo per lunghi anni, così come mio fratello Martin.</p>
<p><strong>Può descrivere brevemente in cosa consiste il ruolo di Console onorario, quali sono le sue attività e quanto tempo le occupa? </strong></p>
<p>La DFAE in Italia opera tramite l’intensa attività a livello di Ambasciata, in questo momento guidata dalla Amb. Monika Schmutz Kirgöz, e in quelle a livello di consolato Generale, per il Nord guidato dalla console, al momento della mia nomina, Sabrina Dallafior. Il ruolo del console onorario è a supporto a livello territoriale locale del consolato generale, nel mio caso per il Piemonte e la Valle d’Aosta.</p>
<p>Alcuni dei compiti sono il tenere i contatti con le autorità, promuovere gli interessi economici e commerciali e l’immagine della Svizzera. È parte integrante del ruolo supportare i cittadini elvetici residente così come assistere gli Svizzeri di passaggio.</p>
<p><strong>C’è qualcosa che caratterizza gli Svizzeri nel Piemonte e nella Valle d’Aosta rispetto al resto dell’Italia? </strong></p>
<p>È difficile da dire, ci sono famiglie che sono qui da molte generazioni ed altre che si sono trasferite per motivi personali o lavorativi. La vicinanza geografica con la Confederazione rende più facili gli scambi tra le due nazioni, in termini di soggiorni e merci. Non abbiamo mai avuto problemi ad approvvigionarci di buon formaggio da fondue!</p>
<p><strong>Torniamo al suo impegno quale Presidente del Collegamento. Cosa le è rimasto impresso del suo periodo quale “Prima cittadina svizzera in Italia?</strong></p>
<p>Sono stati due anni interessanti e coinvolgenti, soprattutto a causa delle conseguenze della pandemia. La preparazione del nostro Congresso è sempre un periodo intenso in termini organizzativi, ma credo siano stati due Congressi che hanno riscosso un buon successo di interesse, partecipazione e di aggregazione tra le varie comunità svizzere sparse per la penisola.</p>
<p><strong>C’è un progetto che le è dispiaciuto particolarmente lasciare “in sospeso”?</strong></p>
<p>Il comitato del Collegamento è sostenuto da un gruppo di membri motivati e competenti, molti progetti sono in corso e continuano. Personalmente sono ancora membro del Comitato del Collegamento e lo supporto con continuità. Tra le molteplici iniziative in corso, ce ne è una a cui sono particolarmente cara ed è quella di riuscire a coinvolgere maggiormente i giovani nelle attività del Comitato. Sarebbe molto positivo se nel breve termine si riuscisse a coinvolgere un giovane nel Comitato stesso. Il futuro è loro.</p>
<p>Q<strong>uali sono a suo avviso i temi su cui in futuro dovrà lavorare il Collegamento e quali gli assi che ha nella manica? </strong></p>
<p>Il Collegamento ha molteplici iniziative in corso, tese a supportare le attività delle comunità svizzere locali. Tematiche sempre calde sono quelle relative al ricambio generazionale, agli sviluppi che la tecnologia ci concede in termini di comunicazione, penso alla Gazzetta online, o ai rapporti con l’OSE, che da anni porta avanti iniziative quali il voto elettronico, di sicuro interesse per tutti noi, non appena la Confederazione lo riterrà sicuro.</p>
<p><em>Gazzetta Svizzera</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-22871-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-22871-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-22871"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589.jpg" width="793" height="720" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589.jpg 793w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-600x545.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-768x697.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-300x272.jpg 300w" sizes="(max-width: 793px) 100vw, 793px" title="Didascalia &#8211; la nuova Presidente del Collegamento, Regula Hilfiker" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-22871-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-22871"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/08/hilfiker-1.jpg" width="906" height="778" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/08/hilfiker-1.jpg 906w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/08/hilfiker-1-600x515.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/08/hilfiker-1-768x659.jpg 768w" sizes="(max-width: 906px) 100vw, 906px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-22871-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il passaggio di testimone a capo del Collegamento degli Svizzeri all’estero è avvenuto in occasione dello scorso Congresso a Trento. Questo è stato ripreso da Irène Beutler-Fauguel</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-grande-onore-la-nomina-a-console-il-collegamento-continui-a-puntare-sui-giovani/">«Un grande onore la nomina a Console. Il Collegamento continui a puntare sui giovani»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a un reporter di guerra Italo-Svizzero: Luca Steinmann</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/intervista-a-un-reporter-di-guerra-italo-svizzero-luca-steinmann/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 17:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2023]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=22454</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2240-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Un’occasione speciale si è presentata lo scorso 30 marzo presso l’attivissimo Centro Svizzero di Milano, su iniziativa del Consolato generale di Svizzera a Milano, alla presenza della Console generale Sabrina Dallafior e in collaborazione con la Società Svizzera e la Scuola Svizzera di Milano. Il tema toccato è importante quanto serio: parlare della più grande</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-a-un-reporter-di-guerra-italo-svizzero-luca-steinmann/">Intervista a un reporter di guerra Italo-Svizzero: Luca Steinmann</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2240-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-22454"  class="panel-layout" ><div id="pg-22454-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-22454-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-22454-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Un’occasione speciale si è presentata lo scorso 30 marzo presso l’attivissimo Centro Svizzero di Milano, su iniziativa del Consolato generale di Svizzera a Milano, alla presenza della Console generale Sabrina Dallafior e in collaborazione con la Società Svizzera e la Scuola Svizzera di Milano.</p>
<p>Il tema toccato è importante quanto serio: parlare della più grande crisi europea dalla Seconda Guerra Mondiale attraverso le testimonianze di due inviati di guerra su fronti opposti: Luca Steinmann sul fronte russo e Nello Scavo sul fronte ucraino, entrambi autori di due originali volumi sulla loro esperienza:</p>
<p><strong>Luca Steinmann, Il Fronte Russo, la guerra in Ucraina raccontata dall’inviato tra i soldati di Putin, Rizzoli  </strong></p>
<p><strong>Nello Scavo, Kiev, il conflitto che sta sconvolgendo l’Europa nel racconto di un grande inviato, Garzanti</strong></p>
<p>Da questo confronto, abilmente moderato dalla giornalista e conduttrice svizzera Natasha Lucenti, emerge forte e chiaro il sentimento comune dei civili di dover subire una guerra fratricida, il dramma umano di due popoli molto legati fra loro che per ragioni storiche ed economiche si sono trovati a essere nemici sin dal 2014. E non è un caso che proprio dal 2014, la Russia abbia deciso di implementare le politiche economiche volte ad <strong>accrescere le dimensioni delle riserve</strong> della Banca Centrale russa e a renderle meno dipendenti dal dollaro. Citando uno studio dell’ISPI, Istituto degli Studi di Politica Internazionale, apprendiamo che si è «<em>passati dai 509 miliardi del 2014, di cui il 40% era in dollari, ai <strong>630 miliardi attuali di cui solo il 16%</strong> <strong>è in valuta statunitense</strong></em><strong>»</strong>.</p>
<p>Al di là quindi delle considerazioni ideologiche di ciascuno di noi, sui torti e le ragioni di entrambe le parti, ci è sembrata umana questa visione comune e Luca Steinmann, nell’intervista che abbiamo realizzato, sottolinea la dimensione di guerra civile di questo conflitto.</p>
<ol>
<li><strong>Come mai hai scelto di andare sul fronte russo anziché su quello ucraino, come la maggior parte dei tuoi colleghi, inviati di guerra?</strong></li>
</ol>
<p><em>Perché da anni lavoro in territori in tutto il mondo in cui sono presenti i russi. Questa non è stata una mia scelta, ma occupandomi io di zone di guerra e di crisi mi sono ritrovato nel corso del tempo a incontrare molti russi che lì operano, sia militari che giornalisti. Tra questi ultimi ho stretto amicizia con Sasha, un inviato di guerra molto equilibrato e preparato che nel gennaio del 2022 mi consigliò di recarmi nel Donbass dove sarebbe potuto succedere qualcosa. Così, a differenza della quasi totalità dei colleghi mi sono fatto trovare nei territori ucraini sotto il controllo dei russi subito prima dell’inizio della guerra. Dal punto di vista giornalistico è stata una scelta molto azzeccata perché mi ha permesso di diventare quasi l’unico testimone di quanto avveniva “sul lato nemico”.</em></p>
<ol start="2">
<li><strong>Prima di partire avevi una tua idea personale circa le ragioni delle due parti in conflitto e questa idea si è poi modificata a distanza di oltre un anno dal suo inizio?</strong></li>
</ol>
<p><em>Pensavo fosse una guerra iniziata nel 2014 che si combatte su due dimensioni. Da un lato è una guerra civile che vede contrapposto lo Stato ucraino salito in quell’anno al potere contro le milizie filorusse armate e sostenute dalla Russia, che ormai sono diventate parte integrante dell’esercito di Mosca. Dall’altra è una guerra internazionale tra la Russia e l’Occidente, di cui alcuni Stati armano e addestrano l’esercito di Kiev dal 2014. Questa doppia dimensione è valida ancora oggi e si è anzi inasprita molto a partire dal 24 febbraio 2022.</em></p>
<ol start="3">
<li><strong> Quale stato d’animo hai potuto percepire nei soldati russi e nel popolo?</strong></li>
</ol>
<p><em>Parlando con i soldati e con la popolazione si percepisce ancora di più quanto questa sia anche una guerra civile. Sia tra i primi che tra i secondi ho trovato tante famiglie spaccate tra chi sostiene la guerra e chi invece la rifiuta o addirittura si schiera con Kiev. In molti hanno parenti o amici ucraini che spesso combattono addirittura contro di loro. Per molti è difficilissimo accettare questa situazione. </em></p>
<ol start="4">
<li><strong> Hai subito delle limitazioni o censure dal governo russo durante il tuo lavoro di inviato?</strong></li>
</ol>
<p><em>Sì, ma limitazioni che fanno parte della quotidianità del lavoro di un corrispondente di guerra in ogni contesto in cui opera. Nel momento in cui si combatte è inevitabile che un inviato che segue l’esercito debba attenersi ad alcune restrizioni per questioni di sicurezza.</em></p>
<p><em>Al contempo sapevo che i russi monitoravano attentamente tutto ciò che pubblicavo e in due occasioni ho dovuto lasciare il Donbass per questioni legate appunto al mio lavoro, riuscendo per fortuna a tornarvi dopo poco. Devo però dire che sul lato dei russi mi è possibile lavorare in una certa libertà, che è anche inaspettata.</em></p>
<ol start="5">
<li><strong> Dal confronto con i colleghi sul fronte ucraino è emersa una visione completamente opposta o a tratti ci sono state delle convergenze di vedute?</strong></li>
</ol>
<p><em>Ci sono convergenze di vedute con molti colleghi, soprattutto con quelli che operano sull’altro fronte rispetto al mio ma negli stessi territori. Per esempio, mi sono sempre trovato in linea con molti di loro constatando gli umori delle popolazioni di quei territori. I soldati e i governi cambiano ma il popolo rimane lo stesso.</em></p>
<ol start="6">
<li><strong> Dal punto di vista umano e non politico, c’è un episodio che ti ha particolarmente colpito e che ci vuoi raccontare?</strong></li>
</ol>
<p><em>Più che un episodio vorrei raccontare un aspetto che mi fa sempre impressione. Ovvero la sofferenza delle persone anziane. Noi lettori occidentali siamo giustamente abituati a compatire soprattutto i bambini che vediamo fotografati nelle zone di guerra, ma spesso non ci rendiamo conto di quanto enorme possa essere la sofferenza di una persona che si vede sradicata dal villaggio in cui ha vissuto tutta la vita o vede distrutta la propria casa.</em></p>
<ol start="7">
<li><strong> Il fatto di avere il passaporto svizzero ti ha agevolato nel tuo incarico di inviato di guerra?</strong></li>
</ol>
<p><em>Sì, essere svizzeri è una garanzia in tutto il mondo. Non mi è mai capitato in nessun luogo di essere malvisto in quanto svizzero, a differenza di quanto avviene per molti colleghi americani o francesi, per esempio. Tuttavia, la nazionalità non basta per avere una buona reputazione che permetta all’inviato di lavorare con successo. Servono conoscenze, competenze, empatia e costruzione di contatti e fiducia che si ottengono solo nel tempo.</em></p>
<ol start="8">
<li><strong> Cosa ti è mancato di più mentre vivevi in Russia? <em>La pizza o la fonduta</em>?</strong></li>
</ol>
<p><em>Sicuramente entrambe, anche se il bello di viaggiare è proprio la scoperta anche di sapori nuovi. In Russia e in Ucraina ho mangiato piatti molto diversi, con però sempre la stessa bevanda ad accompagnarli: la vodka!</em></p>
<p>Antonella Amodio<br />
Società Svizzera di Milano</p>
</div>
</div></div><div id="panel-22454-0-0-1" class="so-panel widget widget_siteorigin-panels-builder panel-last-child" data-index="1" ><div id="pl-w6442cfd0a32f4"  class="panel-layout" ><div id="pg-w6442cfd0a32f4-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-w6442cfd0a32f4-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w6442cfd0a32f4-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2245.jpg" width="1280" height="960" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2245.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2245-600x450.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2245-1024x768.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2245-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div><div id="pgc-w6442cfd0a32f4-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w6442cfd0a32f4-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2251.jpg" width="1280" height="960" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2251.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2251-600x450.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2251-1024x768.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2251-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div><div id="pgc-w6442cfd0a32f4-0-2"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-w6442cfd0a32f4-0-2-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2257.jpg" width="1280" height="960" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2257.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2257-600x450.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2257-1024x768.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2257-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div></div></div><div id="pgc-22454-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-22454-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-22454"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2240.jpg" width="960" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2240.jpg 960w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2240-450x600.jpg 450w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/IMG-2240-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-22454-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-22454"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/nello-scavo-kiev.jpg" width="331" height="499" sizes="(max-width: 331px) 100vw, 331px" title="nello scavo kiev" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-22454-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nello Scavo, Kiev, il conflitto che sta sconvolgendo l’Europa nel racconto di un grande inviato, Garzanti.</p>
</div>
</div></div><div id="panel-22454-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-22454"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/il-fronte-russo.jpg" width="475" height="721" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/il-fronte-russo.jpg 475w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/04/il-fronte-russo-395x600.jpg 395w" sizes="(max-width: 475px) 100vw, 475px" title="il fronte russo" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-22454-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Luca Steinmann, Il Fronte Russo, la guerra in Ucraina raccontata dall’inviato tra i soldati di Putin, Rizzoli.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/intervista-a-un-reporter-di-guerra-italo-svizzero-luca-steinmann/">Intervista a un reporter di guerra Italo-Svizzero: Luca Steinmann</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mezz’ora con l’avv. Markus Wiget</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/mezzora-con-avv-markus-wiget/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 20:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2022]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=20839</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Quarto e penultimo appuntamento con l’OSE e i suoi delegati. Questa volta è il turno dell’avv. Markus Wiget, curatore della gettonata rubrica legale su Gazzetta, con cui Raffaele Sermoneta degli UGS si è intrattenuto sul suo ruolo di delegato al CSE. Non perdetevi, il 25 maggio alle ore 18.00 l’incontro “doppio”, con Fabio Trebbi e</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/mezzora-con-avv-markus-wiget/">Mezz’ora con l’avv. Markus Wiget</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-20839"  class="panel-layout" ><div id="pg-20839-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20839-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20839-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Quarto e penultimo appuntamento con l’OSE e i suoi delegati. Questa volta è il turno dell’avv. Markus Wiget</strong>, curatore della gettonata rubrica legale su Gazzetta, con cui Raffaele Sermoneta degli UGS si è intrattenuto sul suo ruolo di delegato al CSE.</p>
<p>Non perdetevi, il 25 maggio alle ore 18.00 l’incontro “doppio”, con Fabio Trebbi e Nicolò Solimano.<br />
<em>Angelo Geninazzi</em></p>
</p>
<p>Cittadino svizzero e italiano, residente a Milano, Markus Wiget è avvocato e dal 2011 curatore della seguitissima rubrica legale sulla “Gazzetta Svizzera”. Wiget è membro dei comitati del Collegamento Svizzero in Italia e dell’Associazione Gazzetta Svizzera, nonché Presidente della Società Svizzera di Milano e Consigliere di Amministrazione della Swiss Chamber. È delegato nel Consiglio degli Svizzeri all’estero da ormai quasi 6 anni.</p>
<p><strong>Come mai si è candidato quale Delegato per il Consiglio degli Svizzeri all’estero?</strong></p>
<p>È stato un po' come uno sviluppo naturale dopo anni di impegno per gli Svizzeri in questo Paese: nella Gazzetta Svizzera dal 2011 e, a livello di organizzazioni, nel Comitato del Collegamento Svizzero e nel Comitato della Gazzetta Svizzera che raccoglie circa 60 realtà associative svizzere in Italia ed in altre associazioni svizzere.</p>
<p>La mia attività nei Comitati e quella dei miei colleghi è sempre stata improntata a sostenere i circoli, le associazioni e le istituzioni svizzere nei rapporti con i loro membri ma anche nei rapporti tra di loro per cui, quando mi è stato chiesto nel 2017 di candidarmi nell’OSE/ASO, ho accettato senza esitazioni con la speranza di conoscere meglio i problemi dei nostri compatrioti in tutto il mondo e di contribuire più efficacemente ad elaborare delle soluzioni, soprattutto per chi vive in Italia.</p>
<p>Aggiungo poi che nella mia attività professionale di avvocato in Italia ed in Svizzera mi sono trovato confrontato con varie questioni bancarie e fiscali, di cittadinanza e residenza, e l’Auslandschweizerrat mi è sembrato quindi il luogo adatto ove poter dare voce a queste problematiche e cercare risposte anche pragmatiche alle stesse.</p>
<p><strong><br />
In cosa si differenzia a suo avviso la comunità degli Svizzeri in Italia a quella nel resto del mondo. Quali sono le necessità principali? </strong></p>
<p>La comunità svizzera in Italia per la mia esperienza ha la particolarità di essere molto coesa e con tradizioni molto radicate. Ciò grazie sia alla vicinanza geografica con la Confederazione, sia alla presenza di tanti enti e circoli svizzeri ed all’opera di coordinamento svolta dal Collegamento che esiste solo in 2 o 3 Paesi nel mondo. Purtroppo tale legame con la Svizzera con il passare del tempo rischia di sfaldarsi nelle generazioni più giovani, che invece sono quelle che hanno maggior entusiasmo e spirito di iniziativa. Esso va, dunque, coltivato da parte nostra ma naturalmente anche da parte della Svizzera e delle sue istituzioni che devono costantemente “tendere un orecchio” alle istanze e necessità manifestate dai suoi cittadini all’estero. Direi che le priorità restano i rapporti con l’Unione Europea, quelli bancari e fiscali, il voto elettronico, l’AVS facoltativa e la tutela sanitaria – tutte questioni legate alla mobilità degli svizzeri.</p>
<p><strong>Quali sono i capitoli più urgenti che l’OSE deve affrontare da un punto di vista politico?</strong></p>
<p>Il problema “politico” per l’OSE più rilevante penso sia quello di accreditarsi in Svizzera come interlocutore di peso non solo e non tanto con il Governo e con i rappresentanti parlamentari, ma anche e soprattutto con l’opinione pubblica più diffidente. Occorre un’intensa attività informativa e promozionale, spiegando il plusvalore enorme che gli svizzeri possono portare alla Confederazione dal di fuori.</p>
<p>Gli svizzeri all’estero in base ai dati federali sono oramai quasi 800’000 (1 su 10 abitanti in Svizzera), più degli abitanti di quasi tutti i singoli Cantoni, in costante crescita (+1,5% nel 2021) il 75% dei quali ha 2 o più nazionalità.</p>
<p>Il precipitato logico di tale situazione è che occorre trovare una forma di rappresentanza politica effettiva, ulteriore rispetto all’attività di lobbying dell’OSE, riprendendo un discorso abbandonato una decina di anni fa.</p>
<p>Andrà studiata una soluzione, magari prendendo spunto dall’esperienza di altri Paesi, tenendo conto delle specificità costituzionali della Confederazione, senza però ostruzioni accampando troppi tecnicismi.</p>
<p>All’interno dell’OSE vi è un gruppo di lavoro che si sta occupando di questo e, personalmente, mi sono reso disponibile ad illustrare il sistema italiano che da tempo ha creato la “Circoscrizione Estera”.</p>
<p>È mio auspicio che una soluzione possa agevolare anche in Svizzera una miglior comprensione dei problemi dei suoi concittadini all’estero, e con essa le possibili risposte. Ciò tanto più in un’era in cui appare vitale la questione degli accordi con l’Unione Europea volti a garantire piena liberà in Europa, anche per gli svizzeri.</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-20839-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20839-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-video panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-video so-widget-sow-video-default-c08170c47cfb-20839"
			
		>
<div class="sow-video-wrapper
">
			<iframe loading="lazy" title="5 appuntamenti, 6 rappresentanti, 3 domande: mezz’ora con i Consiglieri degli Svizzeri all’estero!" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/7zhnfFglehU?feature=oembed&enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen allowfullscreen mozallowfullscreen webkitallowfullscreen sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-presentation"></iframe>	</div>
</div></div><div id="panel-20839-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-20839"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget.jpg" width="318" height="479" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget.jpg 318w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/mezzora-con-avv-markus-wiget/">Mezz’ora con l’avv. Markus Wiget</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mezz’ora con Regula Hilfiker</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/mezzora-con-regula-hilfiker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 18:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Aprile 2022]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=20701</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/03/regula-hilfiker-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Terzo appuntamento con l’OSE e con i Consiglieri, questa volta in rosa, con Regula Hilfiker, la cui chiacchierata riassumiamo nell’articolo. Non perdetevi, il 27 aprile alle ore 18.00, l’incontro con l’Avv. Markus Wiget. Regula Hilfiker non ha bisogno di presentazioni: cittadina svizzera, residente a Torino, nata a Zurigo, essa è dall’anno scorso la Presidente del</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/mezzora-con-regula-hilfiker/">Mezz’ora con Regula Hilfiker</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/03/regula-hilfiker-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-20701"  class="panel-layout" ><div id="pg-20701-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-20701-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20701-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Terzo appuntamento con l’OSE e con i Consiglieri, questa volta in rosa, con Regula Hilfiker, la cui chiacchierata riassumiamo nell’articolo.<br />
</strong><br />
<em>Non perdetevi, il 27 aprile alle ore 18.00, l’incontro con l’Avv. Markus Wiget.</em></p>
<p>Regula Hilfiker non ha bisogno di presentazioni: cittadina svizzera, residente a Torino, nata a Zurigo, essa è dall’anno scorso la Presidente del Collegamento Svizzero in Italia e al contempo membro del comitato dell’Associazione Gazzetta Svizzera.</p>
<p>Vanta già diversa esperienza in seno al Consiglio degli Svizzeri all’estero, essendovi delegata dal 2017. Inoltre, la mamma di famiglia è attiva presso il Circolo Svizzero di Torino e nell’ambito della Società Svizzera di Soccorso. Oltre a questo Regula Hilfiker è Consigliere della Piazza degli Svizzeri all’estero a Brunnen.</p>
<p><strong>Come mai ha accettato la candidatura quale Delegata per il Consiglio degli Svizzeri all’estero?</strong></p>
<p>Sono al mio terzo mandato all’OSE e tutto è cominciato quando Irène Beutler (Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia prima di me) voleva che la ripartizione dei delegati dall’Italia fosse anche geograficamente ben strutturata. Da allora faccio parte dei delegati svizzeri per l’Italia Nord Ovest e ho potuto, con molto stupore, vedere come funziona la democrazia diretta, per alzata di mano, per la quale la Svizzera è così conosciuta. Questi seggi sono molto importanti per noi, per far sentire la nostra voce.</p>
<p><strong> </strong><strong>I</strong><strong>n cosa si differenzia a suo avviso la comunità degli Svizzeri in Italia a quella nel resto del mondo. Quali sono le necessità principali? </strong></p>
<p>La comunità degli Svizzeri in Italia ha senz’altro un grande vantaggio rispetto, ad esempio, a quella in Australia poiché siamo vicini geograficamente alla nostra nazione d’origine. Questo vantaggio si traduce anche nella facilità a ricevere tutta la documentazione scritta che viene inviata alla vigilia di votazioni ed elezioni. Ma non è così in tutto il mondo. La responsabilità dell’invio tempestivo è del cantone di attinenza e non tutti i cantoni agiscono con la stessa efficienza ed efficacia. Vi sono grandi disparità che a mio avviso si potrebbero e dovrebbero livellare.</p>
<p>In generale penso che si possa riassumere che gli Svizzeri in Italia abbiano gli stessi problemi degli Svizzeri dell’UE, ma sono accomunati anche da problematiche che toccano gli Svizzeri di tutto il mondo.</p>
<p>La comunità Svizzera in Italia ha il vantaggio supplementare di essere informata dalla Gazzetta Svizzera, che dal 1968 ci informa su problematiche che stanno a cuore agli Svizzeri in Italia.</p>
<p><strong>Quali sono i capitoli più urgenti che l’OSE deve affrontare da un punto di vista politico?</strong></p>
<p>Per avere tutti la possibilità di partecipare attivamente alla vita politica svizzera, sarebbe importante disporre del voto elettronico. Ma essendo le votazioni organizzate a livello cantonale occorre prendere atto del fatto che attualmente non tutti i cantoni vogliono andare avanti su questa strada e dunque la coordinazione risulta difficile.</p>
<p>Anche la possibilità di effettuare i contributi volontari all’AVS da parte dei residenti nell’UE è una battaglia sempre attuale, come anche quella per le casse malati.</p>
<p>Non da un ultimo c’è per molti la problematica di non sentirsi cittadini di serie B nel proprio paese, cosa che si vede ad esempio nella difficoltà e nelle spese per aprire e gestire un conto bancario. Queste spese e questi ostacoli non sono minimamente paragonabili a quelli di un cittadino confederato ma residente in Svizzera.</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-20701-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-20701-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-20701"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/03/regula-hilfiker.jpg" width="508" height="479" sizes="(max-width: 508px) 100vw, 508px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/mezzora-con-regula-hilfiker/">Mezz’ora con Regula Hilfiker</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«La passione per la Svizzera da parte dei nostri Concittadini in Italia è sempre, e più che mai, viva ed in fermento»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-passione-per-la-svizzera-da-parte-dei-nostri-concittadini-in-italia-e-sempre-e-piu-che-mai-viva-ed-in-fermento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 23:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=19978</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />La Gazzetta Svizzera ha incontrato la nuova Ambasciatrice di Svizzera in Italia, Monika Schmutz Kirgöz, per parlare dei suoi obiettivi, della sua (intensa) esperienza in Libano, del ruolo delle donne in Svizzera e della (dinamica) comunità degli elvetici in Italia. Intervista: Angelo Geninazzi Monika Schmutz, da pochissimo si è insediata quale Ambasciatrice Svizzera a Roma:</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-passione-per-la-svizzera-da-parte-dei-nostri-concittadini-in-italia-e-sempre-e-piu-che-mai-viva-ed-in-fermento/">«La passione per la Svizzera da parte dei nostri Concittadini in Italia è sempre, e più che mai, viva ed in fermento»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19978"  class="panel-layout" ><div id="pg-19978-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19978-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19978-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>La Gazzetta Svizzera ha incontrato la nuova Ambasciatrice di Svizzera in Italia, Monika Schmutz Kirgöz, per parlare dei suoi obiettivi, della sua (intensa) esperienza in Libano, del ruolo delle donne in Svizzera e della (dinamica) comunità degli elvetici in Italia.</p>
<p><em>Intervista: Angelo Geninazzi</em></p>
<p><strong>Monika Schmutz, da pochissimo si è insediata quale Ambasciatrice Svizzera a Roma: quali sono le sue impressioni e quale è stata la sua prima reazione alla comunicazione del nuovo incarico?</strong></p>
<p>L’Italia è un Paese che mi ha sempre affascinato e a cui sono molto legata. Il mio attuale mandato come Ambasciatrice di Svizzera in Italia rappresenta un ritorno, anzi un felicissimo ritorno, a Roma, visto che quindici anni fa sono stata responsabile per gli Affari economici bilaterali e prima ancora ho avuto la fortuna di trascorrervi un anno di formazione diplomatica. Ho ritrovato un Paese dalle moltissime qualità che si sta risollevando con orgoglio dalla terribile prova della pandemia.</p>
<p><strong>Lei è stata dal 2017 Ambasciatrice in Libano, un paese in difficoltà a più livelli: come ha vissuto questo periodo, quali sono state le sfide principali, e cosa porta con sé da questa esperienza?</strong></p>
<p>In Libano ho trascorso quattro anni ricchi e intensi. I miei compiti hanno toccato molteplici aspetti: aiuto umanitario, sviluppo e cooperazione, diritti umani, migrazione, politica e cultura. Il mio lavoro è stato plasmato dalla natura sfaccettata del paese. In Libano ci sono diciotto religioni riconosciute, le quali sono rappresentate anche in politica. Quindi una grande parte del mio lavoro ha consistito nel mantenere i contatti con i diversi attori e le parti interessate e nel raccogliere informazioni. Il Libano è un paese confrontato con una moltitudine di sfide, che inevitabilmente hanno avuto un impatto sul mio mandato: crisi dei rifugiati, proteste di massa contro il governo, crisi economica, povertà, corruzione e severe misure contro la diffusione del coronavirus.</p>
<p>L'ospitalità dei libanesi e l’affetto verso la Svizzera resteranno sempre con me. Questa cultura accogliente mi ha aiutato a sentirmi subito a casa e a costruire rapidamente una rete di contatti.</p>
<p><strong>Chi oggi pensa al Libano ricorda ancora l’esplosione al porto di Beirut il 4 agosto dell’anno scorso, che uccise oltre 200 persone e ne ferì altre 7 000. Come ha vissuto questo momento?</strong></p>
<p>È stato un momento drammatico. Al momento dell'esplosione ero nel mio ufficio. L'onda d'urto mi ha colpita e mi ha letteralmente lanciata attraverso la stanza. Tutta la strada fuori dai nostri uffici era un tappeto di sangue e vetri rotti. C'erano sette svizzeri e un impiegato locale nell'Ambasciata al momento dell’esplosione. Inizialmente nessuno ha capito cosa fosse accaduto. Dopo lo choc iniziale ci siamo rialzati e la Svizzera è stato il primo paese ad iniziare a fornire aiuti. Trentasei ore dopo l'esplosione, l'aiuto umanitario era sul terreno con materiale, esperti e supporto psicologico per la nostra squadra.</p>
<p>«Ho trovato un’Italia che si sta risollevando con orgoglio dalla terribile prova della pandemia»</p>
<p><strong>In Svizzera si festeggia quest’anno la 50ma ricorrenza dal suffragio femminile, introdotto nel 1971. Nella sua quotidianità e nei vari paesi in cui ha lavorato ha trovato resistenze quale Ambasciatrice o ritiene che la questione femminile sia ormai un tema non più attuale? Come valuta la situazione in Svizzera rispetto all’estero?</strong></p>
<p>L'uguaglianza di genere rimane ovviamente una questione molto importante. Non solo io personalmente la vedo così, ma le pari opportunità sono anche chiaramente indicate come un principio fondamentale nella strategia di politica estera della Svizzera.</p>
<p>In ogni contesto in cui ho lavorato finora, le sfide sono state diverse. A seconda di chi sei – cioè quale ruolo assumi in una società o quale ruolo ti viene assegnato – come donna oggi devi ancora affrontare ostacoli più grandi o, nel migliore dei casi, ostacoli più piccoli. Come ambasciatrice non devo ovviamente affrontare gli stessi problemi di una donna che non ha un reddito, o che è una rifugiata, o che subisce ulteriori discriminazioni a causa, per esempio, del colore della sua pelle, della sua origine o della sua religione.</p>
<p>Allo stesso tempo, va da sé che anche nel mio settore di attività – dove il potere è ancora prevalentemente nelle mani degli uomini – c'è ancora molto da fare quasi ovunque nel mondo.</p>
<p>In Svizzera, l'introduzione del suffragio femminile al livello federale è stata una pietra miliare nell'uguaglianza. Da allora, sono successe molte cose positive. Ma il dibattito politico interno mostra anche che abbiamo ancora dei progressi da fare. Nelle scorse settimane, la "Sessione delle Donne" ha avuto luogo nel Palazzo federale a Berna, durante la quale delle donne di tutta la Svizzera e di tutto lo spettro politico hanno lavorato e votato su proposte concrete all’attenzione del Parlamento: ne sono risultati moltissimi spunti! Ora la palla è nel campo dei politici. Come ambasciatrice svizzera, seguirò la cosa con interesse.</p>
<p>In breve: No, la "questione femminile" non è una questione morta. Al contrario. L'uguaglianza di genere rimane una delle mie priorità personali: Mi considero una femminista e sono convinta che una società più giusta per tutti sarà una società migliore – non solo per le donne ma anche per gli uomini.</p>
<p><strong>Torniamo al suo incarico in Italia, un paese sicuramente più confortevole ma con più contenziosi aperti con la Svizzera. Quali sono secondo lei i principali cantieri politici da affrontare? </strong></p>
<p>Le relazioni fra i due paesi sono estremamente intense: 50’000 Svizzeri vivono in Italia e 325’000 Italiani in Svizzera. Oltre 82’000 Italiani attraversano giornalmente il confine per lavorare in Svizzera, ogni settimana vengono scambiate merci e servizi per quasi un miliardo di franchi. Facilitare gli scambi, eliminare gli ostacoli, rafforzare la comprensione reciproca sono obiettivi importanti. I principali cantieri politici a livello bilaterale sono l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri (attualmente nel processo di ratificazione), diversi accordi settoriali che vogliono migliorare le condizioni quadro per cittadini e imprese, l’accesso di imprese svizzere al mercato italiano nei vari settori, il rafforzamento dell’infrastruttura transfrontaliera, grazie anche al PNRR. Molto importante è anche spiegare la posizione svizzera sui dossier europei e in particolare il nostro approccio nelle relazioni fra Svizzera e Unione Europea, di cui l’Italia è paese fondatore. Non da ultimo sia Italia che Svizzera sono forti sostenitori del multilateralismo, un tema su cui possiamo lavorare insieme.</p>
<p><strong>Quali sono i suoi obiettivi principali come Ambasciatrice nella sua attività a sostegno degli interessi elvetici all’estero?</strong></p>
<p>Dapprima vorrei confermare e sviluppare le ottime relazioni fra i due paesi. Negli ultimi anni sono state siglate diverse intese o sono in via di finalizzazione; nuove possibilità si stanno aprendo. Voglio costruire su queste relazioni già intense ulteriori scambi economici culturali e sociali. Questo mi porta alla seconda priorità: contribuire alla corretta percezione della Svizzera in Italia. La Svizzera è un paese all’avanguardia in moltissimi settori, inclusivo e attento alla sostenibilità ed uno dei principali partner dell’Italia in campo economico. Allo stesso tempo quotidianamente trasmettiamo in Svizzera informazioni sulla situazione e sugli sviluppi in Italia. Infine grazie alla curiosità esploro sfaccettature e possibilità nell’interesse delle relazioni fra i due paesi.</p>
<p><strong>Negli ultimi due anni la comunità degli Svizzeri in Italia è stata limitata nei suoi incontri e nelle sue attività: ora è il momento di ripartire nei vari circoli. Cosa si sente di dire per “riaccendere” la passione per la propria nazione?</strong></p>
<p>Innanzitutto, mi sento di dire che, fin dai primi mesi vissuti nel mio nuovo incarico, ho potuto constatare che la passione per la Svizzera da parte dei nostri Concittadini è sempre, e più che mai, viva ed in fermento.</p>
<p>È vero, la pandemia da Covid-19 ha limitato notevolmente le possibilità di incontri e di iniziative; ma, ciò nonostante, alcuni Circoli hanno organizzato eventi ‘da remoto’ e cercato di mantenere sempre stretti i contatti con le comunità locali.</p>
<p>Punto di ripartenza potrà essere, senza alcun dubbio, l’83.mo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, che avrà luogo a Firenze, e vedrà riunite tutte le istituzioni svizzere presenti su territorio italiano, tramite – appunto - i Responsabili dei Circoli, cuore pulsante e fattore di aggregazione della numerosa Comunità di svizzeri all’estero. Sarà questo il momento favorevole per un proficuo scambio di opinioni per avanzare proposte di nuove iniziative e possibili sinergie, in prospettiva di programmi e progetti per il futuro.</p>
<p>Non voglio però tralasciare di evidenziare l’importanza della "Gazzetta Svizzera" quale strumento di informazione e supporto capillare e professionale. Le rubriche legali e sulle assicurazioni sociali sono solo un esempio del prezioso lavoro svolto dal mensile, a sostegno anche del nostro personale consolare, e nel fornire - ad esempio - risposte ai quesiti più frequenti e di interesse collettivo che riguardano i nostri Concittadini residenti in Italia, Malta e San Marino. Colgo l’occasione per rinnovare pure il mio appello a sostenere la “Gazzetta Svizzera”.</p>
<p>Mi è gradito, altresì, ribadire il sostegno mio personale e di tutta l’Ambasciata nel favorire, con ogni sforzo possibile, le varie iniziative sul territorio. Per questo motivo, ritengo importante un dialogo costante con le varie realtà ed una collaborazione reciproca nel promuovere e far conoscere le attività in atto. Siamo sempre aperti ad accogliere e raccogliere idee e segnalazioni.</p>
<p>Infine, compatibilmente con gli impegni e le possibilità del momento, sarà un piacere poter partecipare anche ad alcuni degli eventi organizzati dalla grande Comunità degli Svizzeri in Italia, Malta e San Marino!</p>
<p>Auguro a tutti Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!<br />
<em>Monika Schmutz Kirgöz</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-19978-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19978-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-19978"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15.jpg" width="1280" height="1153" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15-600x540.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15-1024x922.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-15-768x692.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" title="MSK 15" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div><div id="pg-19978-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19978-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19978-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>BIOGRAFIA<br />
Nasce nel 1968, originaria di Basilea e Chiasso.<br />
Si laurea in scienze politiche e sociologia all'Università di Losanna e consegue il Master of Advanced Studies per la cooperazione allo sviluppo (NADEL) presso<br />
il Politecnico federale di Zurigo (ETH)<br />
Nel 1996 è entrata a far parte del Dipartimento federale degli affari esteri della Confederazione<br />
svizzera (DFAE), intraprendendo la carriera diplomatica.<br />
Successivamente assume la funzione di portavoce del DFAE.<br />
Nel 2000 viene inviata ad Ankara, quale responsabile degli affari politici e culturali.<br />
Nel 2004 si trasferisce a Roma come capo della sezione economia, commercio e finanze.<br />
Nel 2007 assume l’incarico di vice capo missione a Tel Aviv.<br />
Nel 2011 viene nominata Console Generale a Istanbul.<br />
Nel 2017 viene accreditata in qualità di Ambasciatrice di Svizzera a Beirut.<br />
Dal 21 luglio 2021 svolge il suo lavoro presso l’Am¬basciata di Svizzera a Roma nella veste di Amba¬sciatrice di Svizzera in Italia e San Marino e Ambasciatrice di Svizzera designata a Malta. </p>
<p>È di madrelingua tedesca e parla anche italiano, francese, inglese e turco. È sposata e ha due figli.</p>
<p>Account Twitter dell’Ambasciatrice Schmutz Kirgöz@AmbsvizzIT</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-19978-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19978-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-19978"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-35.jpg" width="778" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-35.jpg 778w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-35-365x600.jpg 365w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-35-622x1024.jpg 622w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/12/MSK-35-768x1264.jpg 768w" sizes="(max-width: 778px) 100vw, 778px" title="MSK 35" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-passione-per-la-svizzera-da-parte-dei-nostri-concittadini-in-italia-e-sempre-e-piu-che-mai-viva-ed-in-fermento/">«La passione per la Svizzera da parte dei nostri Concittadini in Italia è sempre, e più che mai, viva ed in fermento»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Della Svizzera amo la semplicità e il pragmatismo»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/della-svizzera-amo-la-semplicita-e-il-pragmatismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 20:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=19311</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Intervista a Fabrizio Macrì, Direttore della Camera di commercio italiana in Svizzera (CCIS) da quasi un decennio. Con lui parliamo di Svizzera, Italia, le relazioni tra i due paesi e gli obiettivi della CCIS. Fabrizio Macrì, sono ormai 14 anni che vive e lavora in Svizzera, difendendo i colori della CCIS. Si sente un po’</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/della-svizzera-amo-la-semplicita-e-il-pragmatismo/">«Della Svizzera amo la semplicità e il pragmatismo»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19311"  class="panel-layout" ><div id="pg-19311-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19311-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19311-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Intervista a Fabrizio Macrì, Direttore della Camera di commercio italiana in Svizzera (CCIS) da quasi un decennio. Con lui parliamo di Svizzera, Italia, le relazioni tra i due paesi e gli obiettivi della CCIS.</strong></span></p>
<p><strong>Fabrizio Macrì, sono ormai 14 anni che vive e lavora in Svizzera, difendendo i colori della CCIS. Si sente un po’ svizzero nel frattempo, e se sì in cosa?</strong><br />
Sicuramente sono diventato meno paziente di un tempo rispetto a ritardi e mala organizzazione. Vivendo e lavorando in una città come Zurigo ci si abitua a muoversi in un ingranaggio perfettamente oliato e funzionante e questo ti cambia il carattere. Ti abitui a poter tenere fede a molti impegni di lavoro e privati in una stessa giornata grazie ad un’amministrazione ed un’organizzazione sociale efficiente e user friendly ed è difficile rinunciare a questo vantaggio, una volta acquisito.</p>
<p><strong>Cosa apprezza degli svizzeri e quale caratteristica invece non ama particolarmente?</strong><br />
Della Svizzera amo semplicità e pragmatismo. La capacità di andare dritti al cuore dei problemi cercando delle soluzioni concrete senza perdersi in inutili polemiche e conflitti personali. Ammiro inoltre il fatto che si dia molta importanza all’esercito come milizia e come strumento di educazione alla convivenza ed alla responsabilità civile. Infine sono affascinato dal rispetto che le persone hanno per il prossimo e per l’approccio mai aggressivo ma sempre cortese e costruttivo.<br />
Faccio invece fatica ad abituarmi alla rigidità con cui sono strutturate le agende delle persone anche nella vita privata: un po’ di flessibilità in più e disponibilità all’improvvisazione non guasterebbe e non intaccherebbe la qualità della vita del Paese.</p>
<p><strong>Quali sono gli obiettivi principali della CCIS in Svizzera, e quali le pietre miliari nell’ultimo decennio?</strong><br />
LA CCIS fa parte di una rete di 80 Camere di Commercio Italiane all’Estero riconosciute dal Governo italiano per sostenere gli scambi commerciali e i flussi d’investimento dell’Italia nel Mondo. In Svizzera la CCIS lavora molto da un lato per sostenere le aziende italiane che esportano e vendono servizi nel Paese dando un contributo determinante al comparto edilizio e dell’impiantistica industriale in Svizzera e dall’altro alla promozione delle eccellenze Made in. Negli ultimi 10 anni, la Camera è cresciuta molto sotto la spinta dei servizi di consulenza alle imprese e dei progetti organici di promozione che si sono concentrati fondamentalmente nel comparto vitivinicolo e in quello dell’high-tech.</p>
<p><strong>Come ritiene venga percepita l’Italia in Svizzera, per quali suoi aspetti è apprezzata?</strong><br />
L’Italia è in grado di esprimere in molti settori una qualità produttiva ineguagliata. Nonostante i suoi noti e diffusi problemi sistemici, l’Italia rimane la seconda manifattura d’Europa e compete con la Germania a tutti i livelli della catena del valore, dall’agroalimentare all’aerospaziale, le aziende italiane primeggiano nel Mondo con punte di eccellenza ineguagliata nell’agroalimentare, nella cantieristica, nelle macchine utensili e perfino nel risparmio energetico nel ciclo industriale, in cui l’Italia detiene la leadership in Europa. Tutto questo viene apprezzato in Svizzera più che mai perché nella Confederazione si è capaci di apprezzare la sostanza delle cose al di là della reputazione o del sentito dire. La Svizzera è un Paese capace, competente e ricco che apprezza l’eccellenza ed è per questo che i rapporti tra i due Paesi sono destinati ad intensificarsi.</p>
<p><strong>The True Italian Taste, il vero gusto italiano, è un progetto che ha preso piede anche in Svizzera. Di cosa si tratta e quale è l’obiettivo dietro il progetto?</strong><br />
Target del progetto sono i consumatori svizzeri e la loro sensibilizzazione per invitarli a scegliere il prodotto giusto quando si decide di mangiare italiano. Il progetto parte dalla constatazione che nel Mondo il volume di fatturato del “finto italiano” (Italian sounding) vale il doppio dell’export effettivo di prodotti autenticamente italiani. Le ragioni sono molteplici: nei paesi ricchi come la Svizzera non è certo la volontà di risparmiare che porta ad acquistare e consumare prodotti non autenticamente italiani ma spesso la mancanza di un’informazione adeguata e di campagne di marketing efficaci. Il True Italian Taste cerca di colmare questa lacuna</p>
<p><strong>In un’intervista ha affermato che l’Italia deve assomigliare di più a paesi che funzionano meglio di lei. Quali sono a suo avviso, i principali cantieri politici e istituzionali che l’Italia è chiamata ad affrontare? Come hanno vissuto la crisi del COVID le imprese italiane?</strong><br />
Imparare dagli altri per migliorarsi e non volersi imporre sugli altri Paesi: questo secondo me è lo spirito giusto con cui vivere l’internazionalizzazione. L’Italia, nonostante sappia primeggiare in tanti settori e possa quindi in alcuni ambiti essere di esempio agli altri, ha ancora tanto da imparare dalla Svizzera e da altri suoi Paesi partner e competitor. Dal mio punto di osservazione bisogna concentrare gli sforzi e le risorse su poche priorità. Una è senz’altro la difesa ed il rilancio della capacità produttiva del Paese. Rispondere alle difficoltà che incontra la parte più dinamica ed intraprendente del Paese per evitare che si stanchi e migri altrove. Per far ripartire la macchina bisogna iniziare subito ad aggiustarne il motore: gli altri pezzi verranno dopo. Fare meglio quello che sappiamo fare bene, costruire reddito e futuro sul rafforzamento delle competenze, e sugl’investimenti strategici nelle imprese per renderle più competitive. L’Italia è un grande paese manifatturiero ma è evidente che non basta. Credo che lavorare su questo debba essere una priorità perché da questo dipende la capacità di creare le risorse che servono a soddisfare anche gli altri bisogni della società.</p>
<p><em>Intervista: Gazzetta Svizzera</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-19311-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19311-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-19311"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi.jpg" width="1181" height="1094" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi.jpg 1181w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi-300x278.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi-600x556.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi-1024x949.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/FM1-300dpi-768x711.jpg 768w" sizes="(max-width: 1181px) 100vw, 1181px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div><div id="pg-19311-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19311-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19311-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">“I rapporti tra Svizzera e Italia sono destinati ad intensificarsi”</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nasce a Roma, nel 1974, studia Scienze Politiche a Torino con tesi di laurea in Economia dell’integrazione europea.</p>
<p>Nel 2001 consegue un Master in Relazioni internazionali presso l’Università di Amsterdam con focus in Economia internazionale.</p>
<p>Nel 2020 ottiene a Zurigo un Executive MBA presso l’Università di Scienze Applicate dei Grigioni.</p>
<p>Dal 2012 è Direttore della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) dove lavora dal 2007 dopo un’esperienza di 4 anni presso la Camera di Commercio Italiana per la Germania a Francoforte, una di un anno presso la Siemens AG a Monaco di Baviera e di uno stage presso l’Italian Trade Commission ad Helsinki, in Finlandia.</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-19311-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19311-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-19311"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/macri_great.jpg" width="800" height="533" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/macri_great.jpg 800w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/macri_great-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/macri_great-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/macri_great-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/08/macri_great-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/della-svizzera-amo-la-semplicita-e-il-pragmatismo/">«Della Svizzera amo la semplicità e il pragmatismo»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Svizzera-Italia oltre gli stereotipi e i cliché»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzera-italia-oltre-gli-stereotipi-e-i-cliche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 21:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=19064</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Insegnante e scrittrice, Valentina Giuliani ha origini italiane ma da anni vive nel nostro cantone ed è sposata a uno svizzero: con lei abbiamo cercato di affrontare il tema frontiera con uno sguardo differente L’Italia. E la Svizzera. Anzi, il Ticino. La frontiera attrae. Spaventa, anche. In ogni caso fa discutere, intrecciandosi ai discorsi sulla</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzera-italia-oltre-gli-stereotipi-e-i-cliche/">«Svizzera-Italia oltre gli stereotipi e i cliché»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19064"  class="panel-layout" ><div id="pg-19064-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19064-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19064-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Insegnante e scrittrice, Valentina Giuliani ha origini italiane ma da anni vive nel nostro cantone ed è sposata a uno svizzero: con lei abbiamo cercato di affrontare il tema frontiera con uno sguardo differente</strong></p>
<p>L’Italia. E la Svizzera. Anzi, il Ticino. La frontiera attrae. Spaventa, anche. In ogni caso fa discutere, intrecciandosi ai discorsi sulla pandemia. Soprattutto adesso, con l’estate (e gli Europei di calcio) alle porte. Di riflesso, con la possibilità di varcare il confine senza troppi pensieri grazie al green pass. Un «bel pezzo di carta», volendo citare il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. L’Italia lo introdurrà il 15 giugno, in anticipo rispetto all’Unione europea. Banalmente, guariti e vaccinati non dovranno più presentare un test negativo per entrare nel Belpaese. Un passo avanti, già. Che dovrebbe calmare, in particolare, comuni come Lavena Ponte Tresa da tempo desiderosi di riabbracciare la clientela ticinese. Perché, appunto, la vicinanza geografica non crea soltanto flussi turistici. Crea relazioni, rapporti economici, finanche affetti. Per questo ci siamo rivolti a Valentina Giuliani. Origini italiane, vive ad Arogno e insegna da anni in Ticino. È autrice di libri scolastici e nel 2017 ha scritto, assieme a Marco Jeitziner, la sua prima raccolta di racconti dal titolo Noi. Racconti a due voci tra Italia e Canton Ticino, edita da Armando Dadò. Un libro ironico, piacevole, capace di andare oltre gli stereotipi e i luoghi comuni. È lo spunto per la nostra chiacchierata.</p>
<p><strong>Partiamo da una piccola, grande battaglia. Quella condotta dal sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, fra l’altro presidente dell’Associazione Comuni italiani di frontiera, e dal senatore del Partito Democratico Alessandro Alfieri. Da tempo invocavano un’eccezione per la fascia di confine. Sono stati accontentati. Italia e Svizzera, almeno nelle vicinanze delle dogane, avrebbero dovuto garantire sempre una certa libertà?</strong><br />
«La libertà è, se pensiamo al confine, soprattutto libertà di movimento, di confronto, di scambio. Prendiamo il Ticino e la Lombardia. Di fatto, c’è una commistione quotidiana. Non solo per motivi legati al lavoro e agli affetti ma anche per ragioni di studio. Tanti sono gli studenti che arrivano qui dall’Italia e viceversa diversi ticinesi si spostano in università oltreconfine. Questo improvviso blocco di ogni rapporto, dovuto alla pandemia, è stato faticoso, penalizzante. Poter prevedere degli allentamenti e delle eccezioni, adesso che ci sono i vaccini e i dati sulla diffusione della pandemia sembrano confortanti, è importante. Il confine esiste, è un modo per difendere, proteggere e marcare un’identità. Ma questa identità cresce anche con il confronto, con la diversità e l’alterità. In particolare il Ticino, anche da un punto di vista storico, è legato indissolubilmente alla Lombardia e all’Italia. È bene continuare a mantenere vivo questo legame. Ricordo il primo lockdown e ricordo una grande flessibilità alla frontiera: i medici e gli infermieri frontalieri si dimostrarono disponibili, ad esempio trasferendosi in Ticino per poter essere sempre presenti».</p>
<p><strong>Il confine è anche una questione di affetti. Un aspetto sacrificato sull’altare dell’emergenza sanitaria. Come la mettiamo?</strong><br />
«È una considerazione molto giusta. Forse, la sofferenza maggiore è stata quella relativa all’interruzione delle relazioni e della vita sociale. Il confine c’entra relativamente, non è un discorso solo Ticino-Italia. Durante la prima ondata siamo rimasti a lungo chiusi in casa. Lontano dagli affetti e dalle persone più care. Ho una storia famigliare di medici, la mia risposta rispetto al tema sollevato risente di questa appartenenza. Al primo posto c’è la salute. È chiaro che poi c’è stata e c’è tuttora una grossa sofferenza sul tema della socialità e degli affetti. Lo vedo con i miei allievi a scuola. I ragazzi non hanno potuto frequentare nonni, amici e parenti per un lunghissimo periodo, mostrando una sofferenza, in alcuni casi quasi patologica, con attacchi di panico e paura ad uscire. Nel momento in cui si sapeva poco di questo virus e i contagi aumentavano, credo che il lockdown rigido fosse l’unica soluzione possibile. O comunque quella più giusta».</p>
<hr />
<h3>“L’ironia è una chiave di lettura, però non è così facilmente comprensibile”.</h3>
<hr />
<p><strong>Muoversi sul confine significa anche affrontare luoghi comuni e stereotipi, da una parte e dall’altra. È l’ironia la chiave per capire Italia e Svizzera? Quantomeno, è quanto emerge dal suo libro.</strong><br />
«È la mia chiave di lettura, però l’ironia non è così facilmente comprensibile proprio perché riflette anche una mentalità, una cultura, un modo di vita non sempre condivisi da una parte e dall’altra del confine. Ad esempio alcune battute di un mio amico svizzero-tedesco difficilmente mi fanno ridere. Per poter capire una certa ironia bisogna anche condividere sensibilità, approccio, visione del mondo.</p>
<p>Tornando al libro, direi che la sua storia è emblematica dei rapporti fra Ticino e Italia. Al momento della sua uscita sul mercato è stato accolto positivamente, con recensioni entusiastiche. In un secondo tempo è stato anche un po’ snaturato e perfino strumentalizzato per fini politici. Ha avuto degli alti e bassi, diciamo. Ho scritto questo libro assieme a Marco Jeitziner con tutte le migliori intenzioni possibili.</p>
<p>Come ricorda Giovanni Soldati nella prefazione, Noi testimonia un gesto d’amore verso il Ticino, Paese che mi ha accolto, dandomi un lavoro che amo nonché la possibilità di scrivere e pubblicare. A breve uscirà, sempre per Armando Dadò, una nuova raccolta di racconti ispirata al Museum of broken Relationships (Museo delle relazioni interrotte, ndr) che si trova a Zagabria. È un museo voluto da due artisti. Vi si trovano oggetti-ricordo di diverse coppie che testimoniano la fine di un rapporto d’amore. Per ogni oggetto, illustrato dall’artista zurighese Barbara Fässler, ho scritto un racconto su una storia d’amore finita. Ce n’è uno legato alla pandemia, in cui si parla di un amore a distanza, sospeso, irrisolto... Questo a proposito di affetti congelati».</p>
<p><strong>Forse ragioniamo in termini troppo semplicistici: ma ha ancora senso, nel 2021, avere paura del confine, al netto del discorso frontalieri?</strong><br />
«Non utilizzerei la parola paura semmai, forse, diffidenza. Dovuta a stereotipi, pregiudizi, mancanza di conoscenza dell’Italia. Una realtà molto diversificata. Ho conosciuto molte persone di mentalità aperta in Ticino, con una curiosità incredibile. La Svizzera ha una marcata storia di immigrazione. Non c’è paura, no. C’è una fase di studio, ma nel momento in cui ci si conosce le barriere cadono. L’obiettivo, anche da parte italiana, è abbandonare i cliché e vivere le relazioni, le esperienze. Perché, appunto, esiste anche il pregiudizio all’incontrario: che la Svizzera sia soltanto orologi, banche e cioccolata, che si parli “lo svizzero”, che le persone siano fredde e poco socievoli... D’altro canto, gli italiani, considerati spesso come indisciplinati, sono stati in larghissima parte rigorosi nel rispettare le restrizioni imposte durante la pandemia. Bisogna andare oltre».</p>
<hr />
<h3>“Nel libro ho dedicato un capitolo alla lingua della Svizzera italiana, elogiandone la ricchezza e la creatività”.</h3>
<hr />
<p><strong>Lo «svizzero», se così vogliamo definire l’italiano parlato in Ticino, ha ottenuto delle piccole ma significative vittorie: l’Accademia della Crusca ora accetta anche «la meteo» quando parliamo di previsioni.</strong><br />
«Nel libro ho dedicato un capitolo alla lingua della Svizzera italiana, elogiandone la ricchezza e la creatività. E questo perché, rispetto all’italiano classico, raccoglie tante parole dal francese e dal tedesco. Per tacere dei neologismi, quasi fosse più ricettiva dell’italiano di Dante. Che spesso si chiude. Basti pensare alle discussioni sul termine “petaloso”. Ma una lingua ha una sua storia e riflette i cambiamenti della società, arricchendosi sempre di nuove espressioni».</p>
<p><strong>Si parla tanto di vacanze, complice il green pass. C’è anche però il turismo nostrano, riscoperto durante la pandemia. È vero che lei, in Ticino, ha trovato delle analogie con la Toscana?</strong><br />
«Sì, le ho ritrovate nella dolcezza di alcuni paesaggi collinari e nella dolcezza di certi scorci. Mio marito ed io viviamo nella natura circondati da cipressi, ulivi e vigneti. Abbiamo perfino un orcio per mettere gli ombrelli e lo stemma del giglio di Firenze all’uscio. Ho origini fiorentine e la Toscana la porto sempre nel cuore».</p>
<p><strong>L’ultima domanda, come dire, è un po’ scanzonata. Fra poco Svizzera e Italia si affronteranno agli Europei. Viene alla mente la famosa scena di Pane e cioccolata, in cui un Nino Manfredi biondo platino cerca in tutti i modi di fare lo svizzero ma, al gol degli Azzurri contro l’Inghilterra, non riesce a trattenere la gioia lasciandosi andare in un urlo liberatorio. Chi ha il cuore diviso a metà come può tifare?</strong><br />
«Non sono una tifosa di calcio, preferisco lo sci. Sono un’appassionata. Siccome c’è una buona alternanza fra Svizzera e Italia sul podio, sono felice in entrambe le mie dimensioni. Per l’Italia il calcio è indiscusso protagonista, anche nelle pagine dei quotidiani, in Ticino invece ci sono hockey, sci e tante altre discipline. In questo preferisco la Svizzera».</p>
<p>© CdT/Gabriele Putzu</p>
<p><em>Marcello Pelizzari</em><br />
<em>In collaborazione con Corriere del Ticino</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-19064-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19064-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-19064"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT.jpg" width="960" height="640" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT.jpg 960w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-19064-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>in collaborazione con:</p>
</div>
</div></div><div id="panel-19064-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-19064"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/corriere_del_ticino.jpg" width="1280" height="143" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/corriere_del_ticino.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/corriere_del_ticino-300x34.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/corriere_del_ticino-600x67.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/corriere_del_ticino-1024x114.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/corriere_del_ticino-768x86.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzera-italia-oltre-gli-stereotipi-e-i-cliche/">«Svizzera-Italia oltre gli stereotipi e i cliché»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
