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	<title>educazione Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>educazione Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>L’intelligenza artificiale, una sconosciuta da affrontare di petto</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lintelligenza-artificiale-una-sconosciuta-da-affrontare-di-petto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 17:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2024]]></category>
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		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/05/7Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Cosa unisce il cioccolato – di cui tutti conosciamo gusti e consistenze – e l’intelligenza artificiale, questo termine sconosciuto pochi anni fa e oggi sulla bocca e (probabilmente) nella tasca di tutti? I due temi che apparentemente hanno poco da condividere hanno dominato le relazioni dell’85° congresso. Raffaele Sermoneta, presidente dell’Unione giovani Svizzeri, ha coordinato</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/lintelligenza-artificiale-una-sconosciuta-da-affrontare-di-petto/">L’intelligenza artificiale, una sconosciuta da affrontare di petto</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p>Cosa unisce il cioccolato – di cui tutti conosciamo gusti e consistenze – e l’intelligenza artificiale, questo termine sconosciuto pochi anni fa e oggi sulla bocca e (probabilmente) nella tasca di tutti? I due temi che apparentemente hanno poco da condividere hanno dominato le relazioni dell’85° congresso. Raffaele Sermoneta, presidente dell’Unione giovani Svizzeri, ha coordinato una tavola rotonda con tre oratori di spicco che hanno provato a fare ordine in termini di definizioni, competenze e limiti dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>Ma cosa è esattamente l’intelligenza artificiale? Per disporre di una premessa per poterne discutere è venuto in soccorso il <strong>prof. Gaetano Affuso</strong> che si è concentrato sulla definizione di questo termine. Per farlo si è avvalso di una presentazione che, ha ammesso, è stata creata proprio attraverso l’intelligenza artificiale. L’IA è una macchina che fa qualcosa che l’uomo non sa o non vuole più fare. Si tratta in ultima analisi di chiedersi per quale motivo l’IA sia esplosa.</p>
<p>L’intelligenza artificiale nasce negli anni ‘50. Non era però facile dimostrare che una macchina fosse in grado di pensare e di apprendere. Eppure nel 1958, il New York Times citava «<em>compare una nuova meraviglia tecnologica </em>(era un computer)<em>. Il cervello elettronico che insegna a sé stesso. Nel giro di un anno sarà in grado di percepire, riconoscere e identificare ciò che lo circonda, senza bisogno di controllo o addestramento da parte dell’uomo</em>». Non è forse questa una buona definizione di intelligenza artificiale? Si pone però la questione a sapere perché per 60 anni questa tecnologia è restata per certi versi “dormiente”. La risposta, secondo Affuso, è chiara e sta nella mancanza delle tecniche e serie di dati. L’intelligenza artificiale è, per definizione, affamata di dati e dagli anni ‘50 ad oggi si è colmata la mancanza di dati, che oggi sono oggetto di vere e proprie lotte. Nel frattempo l’IA è esplosa e nascono programmi nuovi e che fanno nuove cose. Programmi che traspongono testi in video o in immagini, o audio. Oppure programmi come chatgpt con cui si può interloquire e che rispondono direttamente. Cosa aspettarsi dunque da questa tecnologia? L’IA, come paventato da molti, prenderà il posto dell’uomo? Secondo Affuso la risposta è che l’uomo è chiamato ad utilizzare la macchina per far fare quello che non fa o non vuole più fare.</p>
<p><strong>Un albergo sulla luna? «Dobbiamo collaborare con l’IA». </strong></p>
<p>E dunque, quali sono le premesse per dialogare e dominare questa tecnologia? Quali intelligenze siamo chiamati a sviluppare per collaborare con l’IA? L’interrogativo occupa da tempo il dr. Enrico Tombesi della Fondazione Golinelli. L’IA, così li ha definiti Tombesi, sono nuovi compagni di studi. Attraverso un esperimento concreto con le persone in sala si è presentato un dialogo con uno strumento di IA. Per generare un’immagine mentale che può suscitare un racconto – e che può cambiare da persona – è stato utilizzato un programma (DALL-E). Attraverso il programma si è tentato di creare un’immagine accattivante per pubblicizzare il primo albergo sulla Luna. Per farlo il programma di IA necessita però delle indicazioni, ciò che ha illustrato come, per collaborare con l’IA, sia necessario fornire informazioni: nell’esperimento in sala si trattava di aggettivi, di emozioni che deve suscitare e lo stile con il quale vogliamo rappresentare il futuristico albergo. Fornendo queste informazioni (attraverso un cosiddetto prompt) si ottiene un’immagine, che può variare anche in base alle stesse informazioni. L’immagine sortita può successivamente essere modificata attraverso un’ulteriore collaborazione con il programma, dunque “dialogando”.</p>
<p>Ma se questo è il mondo con cui tutte le professioni a breve dovranno confrontarsi, quali intelligenze è necessario sviluppare? Tombesi ha mostrato che per tutte le tecnologie dopo gli anni ‘50, dalle schede perforate all’IA con i chatbot, la competenza necessaria stava e sta nel dialogo con la macchina. Sono importanti la completezza delle informazioni e oggi i chatbot parlano come noi, per altro in più di 50 lingue. Se vogliamo collaborare occorre dunque cercare di capire chi sono questi particolari compagni di classe. Contrariamente all’umano il chatbot ha emozioni simulate, apprendono attraverso miliardi di testi, e necessitano di informazioni esplicite fornite dall’utente (il chatbot va istruito).</p>
<p>La vera sfida e domanda centrale è dunque: collaborare o delegare? Per dialogare con il chatbot è necessario collaborare. Attraverso la delega – ad esempio farsi fare i compiti dall’IA – il rischio è di essere esclusi e sostituiti da IA ed essere dipendenti dall’IA. Collaborando è possibile svolgere nuovi lavori, aumentando la produttività personale e indirizzando lo sviluppo di nuove soluzioni.</p>
<p><strong>I limiti dell’IA, tra governance e dipendenze</strong></p>
<p>Il dr. Aldo Pisano, della società italiana per l’etica dell’IA, si è in seguito occupato di chiarire i limiti dell’IA, e dunque quale sia il margine tra responsabilità individuale e quella dei produttori? Questa non è sempre chiara, soprattutto quando si vedono i ragazzini completamente dipendenti dai telefonini.</p>
<p>Dunque, quando parliamo di etica dell’intelligenza artificiale, stiamo discutendo le modalità di coabitazione tra essere umano e macchina di modo che siano inclusivi e il più possibile facenti riferimento a strumenti democratici. Devono essere, secondo Pisano, sistemi non invadenti, soprattutto in relazione alla privacy. Vi sono quindi relazioni con la sfera del diritto e con la responsabilità educativa. Un problema alla base di questa coabitazione è la tendenza a considerare la macchina infallibile. Ma l’IA continua a reindirizzare sempre sugli stessi indirizzi, sugli stessi temi, sulle stesse posizioni. Questo, in assenza di un controllo, è fortemente problematico e limitante. È correlato a strumenti di controllo e rafforzato dalla dopamina che aumentano la dipendenza. Questa è una sfida, conclude Pisano.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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	<p><em>L’immagine della pubblicità dell’albergo sulla luna, sortita dal “prompt” del Dr. Tombesi</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<item>
		<title>Prime esperienze lavorative in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/prime-esperienze-lavorative-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 15:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/Elias-mit-dem-Pferd-der-Familie-Pedroni_E.-Patterson-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Venire in Svizzera per una formazione oppure per una breve esperienza nel mondo del lavoro? Il servizio di consulenza sul tema “Formazione in Svizzera” di educationsuisse vi può dare anche qualche suggerimento sulle prime esperienze di lavoro per i giovani svizzeri all'estero. In fattoria Il suono dei campanacci delle mucche o l'odore del fieno... dare</p>
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		><h3 class="widget-title">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</h3>
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	<p><strong>Venire in Svizzera per una formazione oppure per una breve esperienza nel mondo del lavoro? Il servizio di consulenza sul tema “Formazione in Svizzera” di educationsuisse vi può dare anche qualche suggerimento sulle prime esperienze di lavoro per i giovani svizzeri all'estero. </strong></p>
<p><strong>In fattoria</strong></p>
<p>Il suono dei campanacci delle mucche o l'odore del fieno... dare una mano in una fattoria è divertente e costituisce una scuola di vita. L'associazione Agriviva offre la possibilità di questi soggiorni di diverse settimane per giovani fino ai 25 anni provenienti da tutto il mondo. In cambio di vitto, alloggio e di una “paghetta”, aiutano una famiglia di contadini nel lavoro quotidiano. Informazioni più dettagliate su Agriviva sono disponibili sul sito www.agriviva.ch/it o direttamente scrivendo a info@agriviva.ch.</p>
<p><strong>Insegnare a scuola</strong></p>
<p>Giovani studenti o neolaureati provenienti da paesi in cui l’italiano, l'inglese, il tedesco, il francese o lo spagnolo sono la lingua ufficiale nazionale, possono acquisire esperienza nell’insegnamento. In quanto madrelingua arricchiscono l'insegnamento della lingua nei licei e nelle scuole professionali e illustrano gli aspetti culturali del loro paese d'origine. Gli assistenti linguistici ricevono uno stipendio che copre il costo della vita in Svizzera. Informazioni più dettagliate sul programma “Assistenza linguistica” sono disponibili al seguente indirizzo <a href="https://gazzetta.link/movetia">gazzetta.link/movetia</a> oppure direttamente presso edith.funicello@movetia.ch.</p>
<p><strong>Au-pair </strong></p>
<p>Accudire i bambini e l'aiuto in casa della famiglia ospitante fanno parte del lavoro quotidiano di un ragazzo o ragazza alla pari. Oltre al vitto e all'alloggio, si riceve una piccola paga e solitamente si ha abbastanza tempo libero per frequentare un corso di lingua.</p>
<p><strong>Stage</strong></p>
<p>Non è facile trovare dall'estero un posto come stagista, ma è possibile. Ci vuole molta iniziativa propria: numerosi portali web pubblicizzano offerte di lavoro alle quali è possibile candidarsi direttamente.</p>
<p>Elenchi di indirizzi e consigli per il soggiorno in Svizzera possono essere richiesti a educationsuisse.</p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p><em>Ruth Von Gunten</em><strong><br />
</strong></p>
<p>educationsuisse - scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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	<p>Lo svizzero all’estero Elias, che abita in Australia, è stato attratto dalle montagne svizzere. Ha svolto il suo servizio a Maloja, nel Cantone dei Grigioni. <em>foto: diritti riservati</em></p>
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	<p>La svizzera all’estero Claire Spielmann viene dagli USA e lavora come assistente linguistica in un liceo a Zurigo. Al seguente link <a href="https://gazzetta.link/claire">gazzetta.link/claire</a> si può leggere una sua intervista. <em>foto: diritti riservati</em></p>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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		<title>Borse di studio</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/borse-di-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 19:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio 2024]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/10/ruth-von-gunten-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Riceviamo ogni anno tante domande sul tema delle borse di studio. È un tema complesso, ma cercheremo di fare una panoramica. Anzitutto bisogna distinguere tra borse di studio di merito e borse di studio intese come sussidi all’istruzione. Noi parleremo di quest’ultime. Sussidi cantonali all’istruzione (borse e prestiti di studio) Secondo la legge svizzera spetta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/10/ruth-von-gunten-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23439"  class="panel-layout" ><div id="pg-23439-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23439-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23439-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero e agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</h3>
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	<p><strong>Riceviamo ogni anno tante domande sul tema delle borse di studio</strong><strong>. È un tema complesso, ma cercheremo di fare una panoramica. Anzitutto bisogna distinguere tra borse di studio di merito e borse di studio intese come sussidi all’istruzione. Noi parleremo di quest’ultime.</strong></p>
<p><strong>Sussidi cantonali all’istruzione (borse e prestiti di studio)</strong></p>
<p>Secondo la legge svizzera spetta ai genitori il compito di assumersi gli oneri della formazione dei figli. Con i sussidi si cerca di promuovere le pari opportunità nell'accesso all'istruzione. Per cui se i genitori non possono coprire tutti i costi della formazione universitaria o professionale dei loro figli, esiste a certe condizioni la possibilità di chiedere una borsa di studio. La competenza per la concessione di questi aiuti finanziari è dei cantoni e in particolare per i giovani svizzere e svizzeri all’estero la competenza è del loro cantone di origine. Normalmente si può chiedere l’aiuto solo per la formazione post-obbligatoria in Svizzera come per esempio liceo, apprendistato professionale oppure universitario (Bachelor e Master). Inoltre è importante che la formazione si concluda con un diploma riconosciuto.</p>
<p>Ogni Cantone dispone di una propria regolamentazione in materia. Per questo motivo le condizioni per ottenere un aiuto finanziario e l'ammontare di esso variano da un Cantone all'altro, come anche le procedure e le scadenze possono essere molto differenti.</p>
<p>Il calcolo di un sussidio, cioè di una borsa di studio dipende da tanti fattori: anzitutto dal reddito e dal patrimonio dei genitori e del richiedente, ma anche da quanti fratelli/sorelle sono in età scolastica e/o in formazione ecc.</p>
<p><strong>Borse di studio supplementari e prestiti educationsuisse</strong></p>
<p>In casi particolari anche educationsuisse può concedere delle piccole borse o prestiti di studio: per esempio grazie ai fondi della Gazzetta Svizzera e della Fondazione per gli Svizzeri all'estero. Come parametro si è stabilito che di solito il reddito e il patrimonio dei genitori (residenti in un paese europeo) non deve superare i CHF 75'000 (reddito) e i CHF 200'000 (patrimonio come immobili e risparmi).</p>
<p><strong>Fondazioni private e università </strong></p>
<p>Esistono numerose fondazioni private che possono dare un eventuale sostegno finanziario. Nel “Repertorio federale delle fondazioni” si può fare una ricerca e contattarle. Anche le università possono concedere delle borse di studio mentre la fondazione Educa Swiss può concedere prestiti alla formazione.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Consigliamo sempre di chiarire prima nel paese di residenza dei genitori se è possibile ricevere una borsa di studio.</p>
<p>Fare previsioni su una eventuale borsa di studio è abbastanza difficile se non impossibile. E la scelta di venire in Svizzera non deve dipendere da tali previsioni, ma dalla volontà di fare la formazione in Svizzera e di aver scelto la strada giusta. educationsuisse vi aiuta volentieri a trovare una soluzione.</p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p><em>Ruth Von Gunten</em></p>
<p>educationsuisse<br />
scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		<title>L’organizzazione delle Università mi ha davvero sorpreso</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lorganizzazione-delle-universita-mi-ha-davvero-sorpreso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 16:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Dicembre 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/intervista-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Cara lettrice, caro lettore online, la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico clicca qui per i</p>
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	<p><strong>I servizi di <em>educationsuisse</em> si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</strong></p>
<p><strong>Lo svizzero Dario Toussan è cresciuto in Italia e precisamente a Roma, dove ha frequentato la Scuola svizzera. Dopo il diploma di maturità ha deciso di intraprendere gli studi universitari in Svizzera. <em>educationsuisse</em> ha parlato con lui delle sue esperienze a scuola a Roma e adesso in Svizzera.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Lei ha frequentato la Scuola svizzera a Roma. Ci parli di questa esperienza.</em></strong></p>
<p>La scuola svizzera di Roma si adatta perfettamente a chi intende proseguire i propri studi in Svizzera ma ovviamente non solo. A mio avviso, il punto di forza della scuola è l’insegnamento delle lingue. Infatti, noi studenti provenienti dalla scuola di Roma, trasferiti nella Svizzera tedesca per gli studi universitari, ci siamo trovati molto più avvantaggiati nella lingua tedesca nei confronti di altri studenti provenienti ad esempio dal Ticino (cantone italofono) o anche dalle parti francofone della Svizzera. Il grande vantaggio della Scuola svizzera di Roma è il fatto che tutte le materie vengono insegnate in tedesco; questo porta all’ottenimento di un certificato C2 alla fine del liceo. E la maturità svizzera permette l’acceso libero a tutte le università in Svizzera (n.d.r. eccetto medicina e qualche altro ramo). Inoltre, la Scuola svizzera di Roma offre un ambiente molto familiare ed accogliente che permette quindi di intrattenere delle bellissime relazioni interpersonali tra corpo docente e studenti.</p>
<p><strong><em>Secondo Lei quali sono le maggiori differenze tra i sistemi universitari in Svizzera e in Italia?</em></strong></p>
<p>Il percorso accademico in Svizzera è molto diverso e diversificato da quello italiano. In Svizzera ci sono molte alternative estremamente valide allo studio universitario, mentre in Italia il percorso universitario è piuttosto comune e le alternative sono purtroppo meno affidabili che in Svizzera.</p>
<p>Questo fatto porta a restringere la porzione di popolazione che decide di intraprendere un percorso accademico in Svizzera. Le università stesse applicano una selezione piuttosto rigida per gli studenti, sotto forma di difficoltà relativamente elevata e contemplando la possibilità di poter non superare un esame solo una volta nel proprio percorso di studi. Alla seconda bocciatura, infatti, allo studente viene inibita la possibilità di proseguire i propri studi nella medesima facoltà in tutte le università svizzere. Tuttavia, ciò non deve in nessun caso spaventare gli studenti che desiderano studiare in Svizzera: con impegno e dedizione è possibile raggiungere ogni traguardo!</p>
<p><strong><em>Cosa allora l’ha spinta a intraprendere gli studi universitari in Svizzera?</em></strong></p>
<p>Ho scelto di studiare in Svizzera perché il sistema svizzero mi si addice maggiormente e sono un ragazzo al quale non dispiace assolutamente affrontare le sfide. Sicuramente anche intraprendere un percorso universitario in Italia può essere una valida alternativa; penso che si tratti di una decisione molto soggettiva e ognuno dovrebbe valutare le proprie propensioni alle materie e i propri interessi. Certo è che per un cittadino svizzero cresciuto all’estero e che in più ha potuto frequentare una scuola svizzera all’estero, la possibilità di proseguire i propri studi in Svizzera è molto allettante!</p>
<p><strong><em>Come finanzia la sua formazione universitaria?</em></strong></p>
<p>Per uno studente in Svizzera è molto facile trovare un impiego. Lavorare ad esempio <em>part-time</em> al 20% è assolutamente conciliabile con gli impegni legati allo studio e permette di sostenere in gran parte le proprie spese personali.</p>
<p>Inoltre, è possibile chiedere dei contributi per la formazione al proprio cantone d’origine. educationsuisse mi ha aiutato nel disbrigo pratico per presentare questa domanda di borsa di studio (n.d.r. esistono vari tipi di borse di studio, da enti pubblici e privati, nel caso che i genitori non possano sostenere tutte le spese dei figli in formazione).</p>
<p><strong><em>Lei adesso è al secondo anno di bachelor. Cosa ci racconta dei suoi studi? </em></strong></p>
<p>Studio Psicologia e scienze della comunicazione all’università di Zurigo. Per quanto riguarda la UZH o la ETH, posso testimoniare per esperienza personale che si tratta di strutture che non fanno mancare proprio nulla ai propri studenti.</p>
<p>L’organizzazione delle università mi ha davvero sorpreso. Alle matricole basterà appena una settimana per comprendere le dinamiche, ambientarsi e iniziare il proprio percorso di studi in sicurezza e tranquillità.</p>
<p>Le infrastrutture sono più che soddisfacenti: gli studenti hanno a disposizione tutto il necessario. Per quanto riguarda le materie, iniziando a studiarle, ho avuto modo di scoprire interessi e passioni che in precedenza non sapevo di avere. Mi sono ad esempio rivelato un grande sostenitore dell’approccio scientifico nonché un appassionato di scienza. Sono sicuro che ognuno potrà trovare la facoltà adatta per potersi appassionare alla propria materia e portarla avanti con successo.</p>
<p><strong><em>Lei ha svolto anche il servizio militare in Svizzera?</em></strong></p>
<p>Esattamente e posso affermare che per me l’aver svolto il servizio militare, cioè la scuola reclute in Svizzera, è stata una vera e propria rivelazione! Consiglio ad ogni concittadino o concittadina che non abbia ancora le idee chiare su cosa fare al termine del percorso scolastico, di valutare la possibilità di svolgere il servizio militare in Svizzera. Disciplina, rispetto, ordine, cameratismo e forza di volontà sono solo alcuni dei valori che ho potuto apprendere e fare miei durante il mio servizio. Inoltre, questo lasso di tempo mi è stato estremamente utile per capire davvero cosa avrei voluto fare nella vita e mi ha aiutato nell’approccio al percorso universitario.</p>
<p>Per non parlare delle bellissime amicizie che ho potuto stringere. Ancora oggi frequento ex-camerati che – dopo il militare – hanno scelto di studiare anche nella mia stessa università.</p>
<p><strong><em>Quali consigli darebbe a un giovane svizzero o a una giovane svizzera che vorrebbe venire in Svizzera per la formazione universitaria?</em></strong></p>
<p>Penso che il consiglio migliore che possa dare sia quello di bilanciare il proprio studio nel migliore dei modi. L’organizzazione aiuta molto ad avere una vita universitaria sana ed equilibrata.</p>
<p>Basterà sperimentare un po' per trovare il proprio modo di approcciare ed affrontare le cose. Siate aperti alle nuove esperienze, accogliete ogni novità con interesse e curiosità e vedrete che tutto andrà nel migliore dei modi.</p>
<p>Sono cosciente del fatto che la Svizzera ha un tenore di vita piuttosto alto, ma posso al contempo assicurare che affiancare il lavoro allo studio è una possibilità assolutamente percorribile. In questo modo potrete sia sperimentare le prime esperienze lavorative che contribuire allo stesso tempo alle vostre necessità economiche!</p>
<p>Contatto<br />
<em>Ruth Von Gunten</em></p>
<p><em>educationsuisse<br />
</em>scuole svizzere all’estero - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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