Care lettrici, cari lettori,
Il dramma di Crans-Montana ha lasciato segni indelebili: di lutto tra le famiglie delle 41 vittime, di cicatrici profonde alle numerose persone ferite o che hanno assistito all’orrore dell’incendio nel bar Le Constellation. La comunità vallesana e la Svizzera intera stanno piano piano ritornando alla quotidianità, ma siamo però ancora lontani dai titoli di coda di questa catastrofe. Il dibattito pubblico si sta ora spostando sulle responsabilità, sugli indennizzi e su quali misure adottare per evitare in futuro simili tragedie. Un dibattito che si svolge non solo in Svizzera, ma anche negli altri Paesi che hanno registrato vittime il 1° gennaio scorso, su tutti l’Italia. E questo con toni, modi e accenti che più diversi non potrebbero essere, come l’articolo di Gazzetta cerca di illustrare, facendo emergere due nazioni vicine geograficamente ma con una cultura del dibattito diametralmente opposto. Il tutto è culminato in un gesto diplomatico forte con il richiamo a Roma dell’Ambasciatore italiano in Svizzera. Intanto, si sta avvicinando a grandi passi il Congresso degli Svizzeri in Italia a Bologna, che si terrà nel corso del mese di maggio e le cui iscrizioni sono aperte. In attesa dei risultati delle importanti votazioni dell’8 marzo e del “bilancio olimpico” degli Svizzeri a Milano e Cortina – di cui riferimento nella prossima edizione di Gazzetta – vi auguriamo una buona lettura.
Angelo Geninazzi
Crans-Montana – uniti nel dolore, divisi dalla tragedia
I media e la politica svizzeri e italiani riflettono valori profondamente diversi nel rapporto con l’autorità, il dolore e la giustizia.




