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	<title>Edizione Giugno 2018 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Dall’estero in Parlamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 21:11:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/03/ignazio-bonoli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’esperienza di Tim Guldimann Tim Guldiman, eletto nelle file del Partito socialista di Zurigo, primo Svizzero all’estero entrato in Consiglio Nazionale, ha annunciato le dimissioni, dopo soli due anni e mezzo di presenza (vedi Gazzetta marzo 2018 e pag. 28). Ex-ambasciatore di Svizzera in Germania, al momento del pensionamento si era candidato per il Consiglio</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/dall-estero-in-parlamento/">Dall’estero in Parlamento</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/03/ignazio-bonoli-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1870"  class="panel-layout" ><div id="pg-1870-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1870-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1870-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>L’esperienza di Tim Guldimann</p>
<p>Tim Guldiman, eletto nelle file del Partito socialista di Zurigo, primo Svizzero all’estero entrato in Consiglio Nazionale, ha annunciato le dimissioni, dopo soli due anni e mezzo di presenza (vedi Gazzetta marzo 2018 e pag. 28). Ex-ambasciatore di Svizzera in Germania, al momento del pensionamento si era candidato per il Consiglio Nazionale.</p>
<p>Il motivo principale della sua scelta: è impossibile vivere all’estero e far politica attiva in Svizzera. Un’affermazione che pone parecchi problemi alle organizzazioni degli Svizzeri all’estero, per le quali è essenziale disporre di qualche voce in Parlamento. La partenza di Guldiman potrebbe così rilanciare il dibattito sulle possibilità di uno Svizzero all’estero di fare politica in Svizzera.</p>
<p>In realtà è il sistema elettorale stesso che crea le maggiori difficoltà. Infatti, l’elettorato si divide in circondari elettorali, che corrispondono ai cantoni, per cui è obbligatorio presentarsi in uno di questi circondari. Non solo, ma i candidati devono far parte di gruppi o partiti che presentano le liste per le elezioni. Superati questi ostacoli resta poi la grande incognita di farsi conoscere dagli elettori in Svizzera. Ovviamente gli Svizzeri all’estero che votano sono sparpagliati in tutti i cantoni e non riescono a formare un gruppo consistente. Infine, vanno considerate le difficoltà oggettive, poste dalle distanze, dagli interessi, dai modi di vita.</p>
<p>Di tanto in tanto si diffonde l’idea di creare anche un “cantone degli Svizzeri all’estero” che però non si realizza, più o meno per gli stessi motivi. Difficoltà che potrebbero estendersi fino a chiedersi se sia opportuno far votare gli Svizzeri all’estero, come se fossero in patria. La questione sembra però superata, poiché questa possibilità è acquisita da anni, anche se le attuali difficoltà di introdurre il voto elettronico generalizzato crea ulteriori problemi.</p>
<p>La Costituzione impone comunque di considerare lo Svizzero all’estero al pari di quello in patria, con gli stessi diritti e doveri. Molti di essi vivono all’estero, ma con l’intenzione di tornare in Svizzera, altri lo sono in modo temporaneo e altri ancora sono favoriti dalla vicinanza del paese di immigrazione. Infine, certe votazioni li concernono direttamente. Alcuni motivi per cui il voto è uno strumento importante per garantire l’attaccamento dell’emigrato alla patria. La possibilità di essere eletto lo sarebbe anche di più.</p>
<p>Ignazio Bonoli</p>
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		<title>L’80° Congresso del Collegamento Svizzero ospite quest’anno della regione calabrese</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/l80-congresso-del-collegamento-svizzero-ospite-questanno-della-regione-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/partecipanti-DSCN0279-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A Cosenza molti temi d’attualità per gli Svizzeri all’estero e in Italia L’80° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, riunitosi a Cosenza, ha affrontato vari temi di sicuro interesse per i circa 120 partecipanti: dall’organizzazione politica della Svizzera, alle banche svizzere e i loro rapporti con gli Svizzeri all’estero, alla situazione circa il voto elettronico,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/l80-congresso-del-collegamento-svizzero-ospite-questanno-della-regione-calabrese/">L’80° Congresso del Collegamento Svizzero ospite quest’anno della regione calabrese</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/partecipanti-DSCN0279-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1882"  class="panel-layout" ><div id="pg-1882-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1882-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1882-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>A Cosenza molti temi d’attualità per gli Svizzeri all’estero e in Italia</p>
<p>L’80° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, riunitosi a Cosenza, ha affrontato vari temi di sicuro interesse per i circa 120 partecipanti: dall’organizzazione politica della Svizzera, alle banche svizzere e i loro rapporti con gli Svizzeri all’estero, alla situazione circa il voto elettronico, per finire con informazioni sull’OSE e da Educationsuisse. Dopo la pausa e il tradizionale quiz (vedi pag. 21), la seconda parte del Congresso è stata dedicata alla Calabria e alle sue particolarità.</p>
<p>Aprendo i lavori, la presidente Irène Beutler-Fauguel ha ricordato l’anniversario del Collegamento dicendo “Ottant’anni non sono mica pochi!” aggiungendo “Non tutti i collegamenti esteri possono vantare una storia così lunga”, ricordando che anche Gazzetta Svizzera, nata nel 1968, celebra quest’anno un importante anniversario.</p>
<p>La presidente ha poi rivolto un benvenuto particolare<br />
all’Ambasciatore Giancarlo Kessler, che lascerà Roma in autunno;<br />
all’Ambasciatore Jürg Burri, della Direzione consolare del DFAE a Berna, che verrà trasferito a Varsavia;<br />
ai consoli Jocelyne Berset, di Milano e Giancarlo Paduano-Heller, a Roma;<br />
alla signora Sarah Mastantuoni, co-direttrice dell’OSE e relatrice insieme alla signora Ruth von Gunten;<br />
ai relatori e ai consoli onorari René Rais di Genova e Daniel Vonrufs di Bergamo.<br />
La presidente ha quindi rivolto un saluto particolare al Circolo Svizzero Cosentino e alla sua presidente Maja Domanico-Held, che insieme al suo staff e alla sua famiglia ha preparato ogni minimo particolare di questo congresso.</p>
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	<p><strong>Una comunità speciale</strong></p>
<p>Ai partecipanti riuniti nella sala congressi dell’Hôtel Ariha di Rende, alla periferia di Cosenza, il direttore della Direzione consolare del DFAE a Berna Jürg Burri ha sottolineato l’importanza della comunità svizzera in Italia.</p>
<p>Cresciuta di oltre 10’000 unità in 20 anni, conta oggi quasi 49’600 persone, di cui l’82% con doppia cittadinanza. Si tratta della diaspora elvetica più numerosa dopo quelle di Francia, Germania e Stati Uniti.</p>
<p>Questa comunità in Italia è anche quella che conta il numero più elevato di giovani e donne. Il 22% degli Svizzeri in Italia ha meno di 20 anni. Per quanto concerne le donne con più di 45 anni, la percentuale in Italia è superata soltanto da quella in Grecia. Se però consideriamo le Svizzere registrate al Consolato di Roma, che risiedono nel sud del paese, la quota è la più alta del mondo.</p>
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	<p><strong>Relazioni italo-svizzere</strong></p>
<p>L’Ambasciatore <strong>Giancarlo Kessler</strong> ha parlato delle relazioni tra i due paesi e della loro evoluzione negli ultimi quattro anni. Da una situazione abbastanza tesa, anche a causa della situazione economica in Italia, oggi siamo confrontati con tematiche in cui ci sono stati alcuni sviluppi.</p>
<p>In particolare la questione dell’accordo fiscale ha reso difficili i rapporti tra Berna e Roma. Un’intesa sullo scambio di informazioni fiscali è stata poi firmata nel febbraio del 2015, il che ha permesso di distendere il clima di lavoro con le autorità italiane e di sviluppare altre collaborazioni.</p>
<p>Tra queste, quella relativa all’accordo sulla tassazione dei frontalieri, accordo che però è stato “siglato, ma non firmato”. Le reticenze dell’Italia sono dovute in particolare all’iniziativa contro l’immigrazione di massa, accettata dal popolo svizzero, rimettendo in discussione il principio della libera circolazione delle persone, oltre ad alcune misure particolari adottate dal canton Ticino.</p>
<p>Rammentando le scene dei migranti bloccati alla stazione di Como, Kessler ha affermato che c’è stato un miglioramento della collaborazione in ambito migratorio. In particolare da quando l’Italia ha deciso di applicare “come si deve” i regolamenti di Schengen/Dublino e da quando al Svizzera si è mostrata “solidale” con l’Italia, accogliendo famiglie riallocate.</p>
<p>Il dialogo tra i due paesi si è poi sviluppato positivamente anche su temi meno importanti, ma non irrilevanti. Ad esempio, in campo ambientale, con il progetto di un parco naturale transfrontaliero, a cavallo tra il Ticino e il Piemonte, oppure con la creazione di una commissione italo-svizzera per la gestione del livello del lago Maggiore. Le sfide future riguarderanno soprattutto l’accesso diretto delle banche elvetiche al mercato italiano e una migliore collaborazione nei trasporti, affinché i treni merci e i passeggeri siano più puntuali.</p>
<p>Kessler si è detto fiducioso per l’accordo sui frontalieri, anche grazie al nuovo governo italiano. Dal canto suo, la Svizzera dovrà trovare nuovi equilibri nei rapporti con l’Unione Europea. Le relazioni tra Italia e Svizzera – è stato ricordato a Cosenza – potranno contare sulla “spinta latina” del nuovo consigliere federale, nonché capo del Dipartimento degli affari esteri <strong>Ignazio Cassis</strong>, che dopo quasi 20 anni ha riportato la Svizzera italiana nel governo federale.</p>
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	<p><strong>L’organizzazione politica della Svizzera<br />
</strong><br />
Robert Engeler, presidente onorario del Collegamento, ha quindi presentato l’organizzazione politica della Confederazione elvetica (ne riferiamo a parte).</p>
<p><strong>Banche e Svizzeri in Italia</strong></p>
<p>L’avvocato Markus Wiget, tra l’altro titolare della rubrica legale di Gazzetta Svizzera, ha tenuto una documentata relazione sui rapporti tra gli Svizzeri in Italia e le banche svizzere, analizzando l’evoluzione della legislazione e citando casi concreti in cui le nuove leggi hanno avuto pesanti ripercussioni sulle banche e sui loro clienti (ne riferiamo a parte).</p>
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	<p><strong>L’OSE e le banche</strong><br />
Dopo una presentazione, in risposta a precise domande, dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, il congresso in Calabria ha offerto l’occasione di parlare anche di una annosa questione, particolarmente sentita dagli Svizzeri all’estero: la discriminazione operata dalle banche svizzere. In proposito, Sarah Mastantuoni, co-direttrice dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero, ha detto che l’OSE si sta battendo da dieci anni per risolvere questo problema.</p>
<p>In seguito alle crescenti regolamentazioni internazionali nel settore finanziario, gli istituti bancari elvetici devono verificare con più attenzione la loro clientela all’estero, il che comporta maggiori costi. Un inasprimento che tocca anche i cittadini svizzeri che risiedono all’estero, per i quali è diventato più difficile aprire un conto presso una banca del loro paese. Chi ne possiede già uno si vede aumentare le spese di gestione, ben al di sopra di quelle applicate per i conti di residenti in Svizzera. “L’anno scorso, abbiamo deciso una strategia basata su tre accenti: le banche sistemiche, quelle cantonali e quelle private. Ora le cose si stanno muovendo, visto che, a livello politico, il rapporto fra banche e Svizzeri all’estero è diventato un tema sempre più presente”, ha precisato Sarah Mastantuoni, ricordando le varie mozioni in Parlamento che chiedono di porre fine alla discriminazione nei confronti degli Svizzeri all’estero. Una delle novità riguarda le banche cantonali. “Alla fine del 2017, abbiamo concluso un contratto con la Banca cantonale di Ginevra, che si è detta interessata ad avere gli Svizzeri all’estero tra la sua clientela. A loro offre condizioni simili a quelle proposte a chi risiede in Svizzera. Speriamo di concludere altri contratti come questi”, ha precisato la direttrice dell’OSE.</p>
<p><strong>Il voto elettronico</strong><br />
Un’altra questione molto sentita è l’introduzione e la diffusione del voto elettronico, strumento che potrebbe permettere a chi risiede all’estero di partecipare più attivamente alla vita politica in Svizzera. “Attualmente sono otto i cantoni che prevedono l’e-voting. La situazione è oggi un po’ critica, poiché in Svizzera è in atto un acceso dibattito sul tema della sicurezza del voto”, ha precisato Sarah Mastantuoni, Aggiungendo che i recenti scandali che hanno coinvolto Facebook e Cambridge Analytica non facilitano le cose, anche se non hanno nulla a che vedere con il voto elettronico. L’OSE proverà comunque a far avanzare il progetto.</p>
<p><strong>Visp e Palermo</strong><br />
Per i cittadini elvetici residenti all’estero, il prossimo appuntamento è”fissato per il 10-12 agosto a Visp, in Vallese, dove si svolgerà il 96esimo Congresso degli Svizzeri all’estero. Il tema dell’incontro saranno i rapporti tra la Svizzera e l’Unione Europea.<br />
Il Congresso del Collegamento in Italia, per l’81esima edizione, si terrà a Palermo, il 18-19 maggio 2019.</p>
<p><strong>Alla scoperta della Calabria</strong><br />
La seconda parte del congresso è stata dedicata ad alcune particolarità della regione Calabria<br />
Pina Amarelli (Cavaliere del lavoro) ha raccontato la storia della famiglia che ha insediato in Calabria una fabbrica di liquirizia, mettendo in evidenza la resistenza dimostrata dalle aziende familiari nei periodi più difficili. Insediata a Rossano fin dal 1731, la famiglia Amarelli produce con metodi esclusivi liquirizia di altissima qualità. L’insediamento in Calabria risale però intorno all’anno 1000, al seguito dei Normanni, con attività agricole nella piana di Sibari.</p>
<p>Dell’agricoltura e degli agricoltori calabresi ha poi parlato il Dottor Pietro Molinaro, presidente della regione. Il sindaco di Spezzano Dottor F. Nociti ha raccontato della comunità di Albanesi che vivono in Calabria da 500 anni, conservando lingua e abitudini, ma fornendo un ammirabile esempio di integrazione.</p>
<p>Prima della chiusura, la presidente del Circolo Svizzero Cosentino, Maja Domanico-Held ha raccontato la breve storia del Circolo, fondato nel 2005, ma che è già stato capace di organizzare il Congresso del Collegamento.<br />
La giornata si è conclusa con l’abituale cena ufficiale, condecorata con musiche e balli calabresi. Mentre la domenica è stata dedicata a un’interessante visita dei Monti della Sila.<br />
(SWI/Red.)</p>
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		<item>
		<title>Vermögen und Vermögenserträge sind im Kapitel RW anzugeben</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/vermogen-und-vermogensertrage-sind-im-kapitel-rw-anzugeben/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:54:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AVS/AI Assicurazioni Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/assicurazioni-sociali-AVS-AI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Vermögen in der Schweiz - muss ich eine italienische Steuererklärung abgeben? Meine Frau und ich sind Schweizerbürger, meine Frau Doppelbürgerin Schweiz/Italien. Bis vor einem Jahr wohnten wir in der Schweiz, jetzt in Italien. Unsere Pensionen kommen zu 100% aus der Schweiz (meine Frau und ich die AHV, ich dazu die Pension des Kantons… Die Pensionen</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/assicurazioni-sociali-AVS-AI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1913"  class="panel-layout" ><div id="pg-1913-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1913-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1913-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Vermögen in der Schweiz - muss ich eine italienische Steuererklärung abgeben?</p>
<p>Meine Frau und ich sind Schweizerbürger, meine Frau Doppelbürgerin Schweiz/Italien. Bis vor einem Jahr wohnten wir in der Schweiz, jetzt in Italien. Unsere Pensionen kommen zu 100% aus der Schweiz (meine Frau und ich die AHV, ich dazu die Pension des Kantons… Die Pensionen werden in der Schweiz besteuert, wir erhalten nur die Netto-Pensionen.<br />
Da unsere Ersparnisse noch zu 90% bei Schweizer Banken liegen, haben wir folgende Fragen:<br />
1. Müssen wir diese Ersparnisse in Italien deklarieren? Im Punkt RW?<br />
2. Genügt das Ausfüllen des RW und es der Steueragentur einreichen? Oder müssen wir Unterlagen einreichen?<br />
3. Wie werden wir besteuert? In Promille unseres Vermögens oder mit €34.20 für jedes Konto?<br />
Danke für Ihre Antwort<br />
P.H.</p>
<p>Antwort<br />
Lieber Leser<br />
Ihr Einkommen besteht aus Ihrer AHV-Rente und der Pension einer öffentlichen Institution in der Schweiz, der AHV-Rente Ihrer Frau und den Erträgen Ihres Vermögens in der Schweiz.</p>
<p>Die Nationalität spielt bei Steuerfragen – ausser wenigen Ausnahmen – keine Rolle. Jedermann ist an seinem Wohnort steuerpflichtig, unabhängig von der Nationalität. Sie wohnen seit 1917 in Italien und sind hier steuerpflichtig, müssen also jetzt eine Steuererklärung einreichen.<br />
Lassen Sie alle Pensionen auf Ihr Konto in Italien überweisen und hätten Sie kein Vermögen von im Jahr maximal über €15‘000 im Ausland, müssten Sie in Ihrem speziellen Fall gar keine Steuererklärung in Italien ausfüllen. Ich erkläre das nachstehend (Italien kennt keine Vermögenssteuer, Kapitalerträge werden definitiv an der Quelle besteuert).</p>
<p>Die AHV-Renten werden nicht in der Schweiz besteuert, sondern in Italien. Lassen Sie diese Renten auf Ihr Konto in Italien überweisen, werden automatisch 5% «cedolare secca», d.h. definitive italienische Quellensteuer, abgezogen. Die AHV- (und IV-)Renten müssen dann in Italien nicht mehr deklariert werden. Lassen Sie diese jedoch auf ein Konto in der Schweiz überweisen, müssen Sie diese in Italien auf der Steuererklärung deklarieren und Steuern bezahlen. Laut Auskunft meiner Leser akzeptieren einige lokale Steuerverwaltungen, dass diese unter «redditi a tassazione separata» mit 5% deklariert werden, andere verlangen, dass diese als Einkommen mit normalen Sätzen (zwischen 23 und 43%) zu versteuern sind.</p>
<p>Da Ihre Pension von einer öffentlichen Institution in der Schweiz (Kantonsverwaltung) stammt, wird sie in der Schweiz quellenbesteuert und muss in Italien nicht mehr deklariert werden. Die Pension eines privaten Arbeitgebers in der Schweiz hingegen wird brutto überwiesen und muss in Italien versteuert werden.</p>
<p>Sie müssen sowohl das Vermögen im Kapitel RW als auch die Vermögenserträge in der Schweiz in der italienischen Steuererklärung angeben. Auf dem Vermögen wird nur eine nominale Abgabe erhoben, die Erträge sind aber normal zu versteuern, wobei die schweizerische Verrechnungssteuer teilweise geltend gemacht werden kann.</p>
<p>In Anbetracht der meistens hohen Schweizer Bankgebühren für Personen im Ausland, den Kosten und Sorgen für die italienische Steuererklärung und manchmal Steuern in Italien lohnt sich in vielen Fällen nicht mehr, ein Konto in der Schweiz zu unterhalten. Nachdem Sie die Steuererklärung machen liessen und die Kosten kennen, können Sie Ihren Entscheid fällen. (Eine goldene Regel besagt, dass man den Grossteil des Vermögens in der Währung halten sollte, in welcher man sein Alter verbringen will. Sind Sie noch nicht sicher, ob Sie in Italien bleiben wollen, ist die Eröffnung eines Kontos in CHF in Italien eine Alternative. Kleine Banken machen dies nicht immer, Filialleiter von grossen Banken müssen sich manchmal am Hauptsitz noch informieren.)</p>
<p>Italien ist – wie alle lateinischen Länder – sehr formell. Ein Fehler in der Steuererklärung wird in der Schweiz in der Regel als «guter Wille» angesehen und ohne Konsequenzen korrigiert, dazu haben Sie einfache und effektive Möglichkeiten der Einsprache. In Italien wird in der Regel ein Fehler so behandelt, als hätten Sie dies willentlich gemacht, und kann enorme Mehrkosten verursachen. Ich bin selber ein gebranntes Kind. Vor einigen Jahren erhielt ich in Mailand völlig grundlos eine enorme Steuerrechnung. Trotz allen Belegen und Beweisen kämpfte ich mich erfolglos durch die Instanzen. Erst in dritter Instanz wurde die Forderung fallen gelassen: nicht, weil ich recht hatte, sondern weil mein Steuerberater und mein Anwalt herausfanden, dass die Steuerverwaltung einen Formfehler in ihrer Forderung gemacht hatte. Die Anwaltskosten von vielen tausend Euro blieben an mir hängen.</p>
<p>Kaum ein Italiener kann die Steuererklärung selber ausfüllen, das RW erst recht nicht, auch weil es telematisch durch eine autorisierte Person eingereicht werden muss. Aus all diesen Gründen soll man sich an einen Steuerberater wenden, der viel Erfahrung in der Deklaration von Vermögen und Einkommen im Ausland hat. Die meisten Treuhänder und Steuerberater in Italien haben dies nicht, weil solche Fälle nicht alltäglich sind. Dass Sie diese Fragen an die Gazzetta Svizzera stellen und nicht sofort und klar von Ihrem Treuhänder beantwortet werden konnten, lässt mich vermuten, dass er nicht die richtige Person ist. Aber Sie müssen dies selbst entscheiden. Wie oft im Leben ist die billigste Lösung am Schluss oft die Teuerste. Falls Sie selber keinen solchen Spezialisten finden, wenden Sie sich an den nächsten Schweizerverein. Die Adressen finden Sie unter www.collegamentosvizzero.it Die Mitgliedschaft in einem Schweizerverein kann auch in andern Bereichen hilfreich sein; Italien hält noch ein paar andere rechtliche Fallstricke für Zuwanderer bereit.</p>
<p>Sie brauchen keine Belege oder Details über Vermögen und dessen Ertrag beizulegen. Sie (bzw. Ihr Steuerberater) müssen diese bereithalten, falls die Steuerverwaltung weitere Auskünfte verlangt.</p>
<p>Falls Sie noch weitere Zweifel haben, können Sie mich heute Samstag und am Pfingstmontag meistens unter der Nummer 0041 79 621 7050 erreichen. Ab Dienstag bin ich vorwiegend unterwegs, zum Teil im Ausland, und sehr schwer zu erreichen.<br />
Ich wünsche Ihnen alles Gute</p>
<p>Robert Engeler</p>
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		<item>
		<title>Iscrizione al SSN dei pensionati (e dei frontalieri) svizzeri</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/iscrizione-al-ssn-dei-pensionati-e-dei-frontalieri-svizzeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:49:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Volontaria o obbligatoria? Buongiorno Dott. Wiget, siamo pensionati Svizzeri residenti in Italia, in Provincia di Rimini. Il 3 gennaio scorso chiamai l’AVS a Ginevra per chiedere i conteggi 2017 e il 9 contattai l’AUSL di nostra competenza avvisandoli che eravamo pronti con i documenti e per il pagamento volontario del 7,5% che facciamo annualmente. Mi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-1909"  class="panel-layout" ><div id="pg-1909-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1909-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1909-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Volontaria o obbligatoria?</p>
<p>Buongiorno Dott. Wiget,<br />
siamo pensionati Svizzeri residenti in Italia, in Provincia di Rimini.<br />
Il 3 gennaio scorso chiamai l’AVS a Ginevra per chiedere i conteggi 2017 e il 9 contattai l’AUSL di nostra competenza avvisandoli che eravamo pronti con i documenti e per il pagamento volontario del 7,5% che facciamo annualmente.<br />
Mi hanno risposto di stoppare tutto perché per gli Svizzeri c’è una novità e dobbiamo aspettare che ci daranno una risposta. In questa situazione ci troviamo senza copertura.<br />
Lei è al corrente di questa novità??<br />
Ci può dare una spiegazione??<br />
La ringraziamo di cuore e riceva i nostri migliori saluti.<br />
A.-M.K. / R.T. (Prov. di Rimini)</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
Cara Lettrice,<br />
letta la Sua cortese e-mail e anticipando sin d’ora le mie valutazioni, posso dirle che la situazione è chiara… ma confusa!<br />
Non si spaventi però, Lei come tutti i nostri Lettori. Scherzi a parte, cercherò di spiegarmi nel modo più semplice possibile a breve.<br />
Intanto, posso senz’altro dirLe che il Suo non è un problema affatto isolato. So per certo che già altri Circoli Svizzeri in Italia nel recente passato si sono interessati della questione per alcuni loro soci pensionati nostri connazionali, senza però raggiungere risposte conclusive.</p>
<p>Mi risulta poi che alcuni Circoli abbiano interessato anche la nostra Ambasciata di Roma e che la stessa si sia attivata in proposito, con contatti con il Ministero della Salute, ricevendo tuttavia a sua volta risposte solo interlocutorie.</p>
<p>Infine, la situazione politica oggi in Italia non è migliorata ed, anzi, proprio la condizione di vuoto di potere esecutivo e di sostanziale inattività del Parlamento non fanno che aumentare una situazione di incertezza.</p>
<p>Ma cercando di andare con un po’ più d’ordine, comincio con il riassumere la sua personale situazione, evidenziandone i punti salienti.<br />
Innanzitutto, è evidente che Lei e Suo marito, o il Suo compagno, siete pensionati che hanno stabilito la loro residenza in Italia.<br />
Suppongo, peraltro, che siate in possesso di un permesso di soggiorno permanente in Italia, e quindi vi risiediate da più di 5 anni.<br />
E ciononostante, per poter usufruire dei servizi sanitari, contrariamente ai cittadini italiani che ne godono gratuitamente (a parte il pagamento del ticket), nel Vostro caso viene richiesto un pagamento per l’iscrizione volontaria.</p>
<p>Ebbene, Le confermo che questo è un approccio abbastanza recente diffusosi presso le ASL (o USL, che dir si voglia). Infatti, mentre alcune procedono all’iscrizione automatica dei cittadini svizzeri nelle proprie liste del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) senza richiedere alcun contributo, altre invece richiedono l’iscrizione a titolo volontario con la conseguente esazione dei relativi contributi.<br />
La Vostra vicenda, evidentemente, rientra in questa ultima ipotesi.</p>
<p>L’intera questione tuttavia ha contorni giuridici assai incerti. La realtà è che non vi è una normativa specifica per i cittadini svizzeri in materia, né vi sono direttive univoche da parte del Ministero. Ogni ASL, dunque, si regola un po’ come crede.<br />
Per lungo tempo i nostri connazionali pensionati con permesso di soggiorno permanente hanno goduto del beneficio dell’iscrizione automatica ed obbligatoria, e così del Servizio Sanitario Nazionale a parità di condizione con i cittadini italiani.</p>
<p>Come è noto, l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale dà anche diritto ad ottenere la Tessera Sanitaria, la quale a sua volta vale come Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), operante in tutti i Paesi Europei membri della UE, che consente l’accesso alle cure mediche a chi vi si trovi temporaneamente.</p>
<p>Pare che un giorno alcune ASL abbiano cominciato ad opporsi a tale prassi, essendo improvvisamente “spuntata” una circolare (o forse una lettera o un verbale di chiarimento) del 2015 dalla sigla impronunciabile DGPROGS 0014180-P (peraltro quasi irreperibile) del Ministero della Salute.</p>
<p>Tale provvedimento, facendo asseritamente leva sull’Accordo di Libera Circolazione tra la Svizzera e l’Unione Europea del 21.6.1999 valorizzava il c.d. diritto d’opzione.</p>
<p>Infatti, in base all’Accordo i titolari di pensione svizzera ed i loro familiari residenti in Italia, nonché i frontalieri che lavorino in Svizzera ma risiedano in Italia godono del diritto di scelta tra l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale o alla Cassa Malati Svizzera.<br />
Per i frontalieri aveva particolare rilievo il luogo di lavoro per l’iscrizione, e fu così che alcune ASL iniziarono ad inviare comunicazioni di diniego di rinnovo della tessera sanitaria, e cominciò a farsi strada la richiesta di adesione volontaria con la necessità di pagamento, peraltro estesa anche ai pensionati svizzeri in maniera del tutto analogica in assenza di disciplina specifica.</p>
<p>Si creò così un discreto allarme, soprattutto per decine di migliaia di frontalieri italiani.<br />
Sennonché – anche a seguito di varie interrogazioni parlamentari – il Ministero della Salute, correndo ai ripari, con specifica Circolare DGPROGS 0008394-P dell’8 Marzo 2016 (sempre impronunciabile ma almeno questa reperibile) precisò la situazione con riferimento ai frontalieri ed ai titolari di pensione svizzera residenti in Italia.<br />
Il chiarimento fornito consentiva di stabilire che i soggetti citati non dovessero versare alcun contributo ulteriore per l’iscrizione al SSN e per beneficiare delle cure mediche.</p>
<p>Ciò in quanto essi contribuiscono già al gettito fiscale con le rimesse – anche in forza all’Accordo bilaterale tra la Svizzera e l’Italia del 3.10.1974 – di una quota dell’imposizione federale, cantonale e comunale nelle casse italiane.<br />
E tuttavia la Circolare 8.3.2016 in parola, riguarda espressamente solo i frontalieri che lavorano nei Cantoni del Ticino, dei Grigioni e del Vallese, nonché i titolari di pensione svizzera per aver lavorato nei predetti Cantoni. Non si spiega l’esclusione di tutti gli altri!</p>
<p>A parte l’assenza di ogni razionalità della scelta, se quel che rileva è la contribuzione fiscale, in tal caso i pensionati svizzeri che percepiscono l’AVS in Italia a loro volta subiscono la famosa trattenuta del 5% alla fonte direttamente dalla Banca Popolare di Sondrio.</p>
<p>Ne deriva per tutte queste ragioni che anche tutti gli altri pensionati svizzeri dovrebbero godere degli stessi benefici, senza esclusioni di sorta.<br />
L’auspicio è che anche grazie al ruolo ed agli interventi della nostra Ambasciata presso il Ministero della Salute, si possa colmare a breve questa lacuna, fornendo un ulteriore decisivo chiarimento, che vada anche a beneficio Suo, cara Lettrice. Sino ad allora decideranno le singole ASL e occorre sperare nel buon senso di ognuna. Altre novità sul piano ufficiale, dunque, non ve ne sono.</p>
<p>Un cordiale saluto<br />
Avvocato Markus W. Wiget</p>
<p>PS: Nelle more della pubblicazione la Lettrice ha comunicato che la ASL di competenza con autonoma decisione l’ha esentata dal pagamento dell’importo per l’iscrizione volontaria, rinnovandole automaticamente la Tessera Sanitaria. La novità attesa probabilmente era questa. Ci faccia sapere se ha maggiori informazioni.</p>
</div>
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	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/iscrizione-al-ssn-dei-pensionati-e-dei-frontalieri-svizzeri/">Iscrizione al SSN dei pensionati (e dei frontalieri) svizzeri</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Continua inesorabile anche in Svizzera la concentrazione del mercato dei media</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/continua-inesorabile-anche-in-svizzera-la-concentrazione-del-mercato-dei-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/SDA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In difficoltà anche l’Agenzia telegrafica svizzera e le piccole testate Dopo la SSR, l’Agenzia telegrafica svizzera (ats) è la seconda istituzione dei media svizzeri che si trova nella bufera. La concentrazione del mercato dei media continua inesorabile. In piena campagna referendaria attorno all’iniziativa No Billag, vari eventi si sono succeduti nel corso dei primi mesi</p>
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	<p>In difficoltà anche l’Agenzia telegrafica svizzera e le piccole testate</p>
<p>Dopo la SSR, l’Agenzia telegrafica svizzera (ats) è la seconda istituzione dei media svizzeri che si trova nella bufera. La concentrazione del mercato dei media continua inesorabile.</p>
<p>In piena campagna referendaria attorno all’iniziativa No Billag, vari eventi si sono succeduti nel corso dei primi mesi e delle prime settimane dell’anno, mostrando che la crisi che travolge il paesaggio mediatico svizzero si è ancora aggravata. L’Agenzia telegrafica svizzera (ats) è in piena tempesta. Dopo la SSR, si tratta della seconda istituzione mediatica del servizio pubblico che si trova in questa situazione. A tal punto che un movimento di sciopero di parecchi giorni è stato decretato e seguito dalla redazione a fine gennaio – una situazione molto rara per i media svizzeri. Annunciando che avrebbe soppresso una quarantina di impieghi a tempo pieno sui 150 a breve termine, la direzione dell’agenzia ha messo il fuoco alle polveri. Il CEO Markus Schwab ha in seguito gettato olio sul fuoco con le dichiarazioni controverse nella stampa: “L’ats deve rendere conto solo ai suoi azionisti. Noi non siamo un’organizzazione a scopo non lucrativo”. Queste affermazioni contraddicono però quanto è stato affermato sul sito web: “L’ats non persegue obiettivi finanziari orientati verso il profitto”.</p>
<p>Se l’ats è poco conosciuta dal grande pubblico, essa rimane nondimeno, nella sua qualità di agenzia di stampa nazionale, un attore insuperabile e centrale del giornalismo svizzero, quindi una componente indispensabile del servizio pubblico mediatico. L’ex consigliere federale PLR Kaspar Villiger aveva un giorno definito l’agenzia, con giusta ragione, quale “Förderband der Realität”, in altri termini di nastro trasportatore in cui i fatti sono presentati allo stato crudo. Essa diffonde le sue notizie 24 ore su 24 e fornisce contenuto a quasi tutta la stampa del paese, ma anche alle autorità, alle organizzazioni e alle imprese, e questo in tre lingue. Dato che l’agenzia copre in modo quasi esaustivo l’insieme dei dibattiti parlamentari e l’attualità politica ed economica del paese, essa riveste inoltre una funzione di archivio che è essenziale.</p>
<p><strong>Entrate in forte ribasso</strong><br />
Per comprendere la posta in gioco molto complessa, si impone una panoramica sulla storia e la struttura dell’impresa. Fondata nel 1895 dagli editori svizzeri, l’ats è stata subito confrontata con un conflitto fondamentale: l’agenzia è la proprietà di gruppi di stampa che sono anche i suoi clienti. Mentre i proprietari hanno interesse a che l’agenzia prosperi, gli editori vogliono le tariffe più basse possibili. Finché il paesaggio mediatico era fiorente, queste contraddizioni non ponevano veri e propri problemi. Ma fino a poco tempo fa le tariffe erano tuttavia in funzione della tiratura dei giornali stampati. Le attuali disavventure dell’ats si spiegano in particolare con la diminuzione delle vendite nella stampa scritta. All’inizio dell’anno un nuovo sistema è stato creato. Invece della tiratura su carta, viene considerato un secondo elemento per le tariffe: la penetrazione dei media stampati e online.</p>
<p>Tuttavia, la direzione ha ritenuto necessario sopprimere posti di lavoro a causa del forte crollo delle entrate a breve termine. La redazione ha rimproverato ai dirigenti di agire senza strategie. Essa si interroga sulle prestazioni che l’ats sarà in grado di fornire in futuro con un effettivo ridotto. Altra importante posta in gioco: i circa 2,7 milioni di franchi versati ogni anno dall’amministrazione federale, che è cliente dell’agenzia. Nasce un’altra questione di natura politica: la Confederazione deve continuare a sostenere finanziariamente l’ats in futuro?<br />
Parallelamente alla crisi che colpisce l’ats, i media tradizionali subiscono anch’essi profondi cambiamenti. Nel 2017 la diminuzione delle entrate pubblicitarie, principale fonte d’entrata dei gruppi di stampa, che va a vantaggio dei giganti di Internet, è stata un colpo duro. La diversità della stampa si impoverisce, mentre la concentrazione si intensifica. Le redazioni sono raggruppate e alimentano vari titoli di giornali in modo centralizzato.</p>
<p>Questa tendenza è stata iniziata da Tamedia, il maggior gruppo di stampa elvetico. Nel 2017, esso ha messo in azione il movimento di concentrazione interna più spettacolare. Il gruppo continua a proporre le sue 14 testate giornalistiche, ma le rubriche politica nazionale, attualità estera, economia, cultura, società, scienza e sport sono state tutte raggruppate nell’ambito di una sola redazione centralizzata.<br />
Il presidente del consiglio d’amministrazione di Tamedia ed editore Pietro Supino è cosciente del fatto che il raggruppamento delle redazioni è un “punto sensibile”, poiché ne va dell’ “identità di ogni titolo”. Nella sua edizione speciale “125 anni Tamedia”, pubblicata all’inizio di marzo 2018, egli dichiara: “Per questo è essenziale che la nostra nuova struttura, con risorse raggruppate, dia nascita a un giornalismo migliore e a una nuova identità. Se dovessimo fallire, si direbbe – giustamente – che abbiamo distrutto i nostri valori. Ma se avremo successo, e noi siamo sulla buona strada, creeremo una base solida per il futuro del giornalismo in Svizzera.”</p>
<p><strong>“Funzionamento messo in pericolo”</strong><br />
Questa evoluzione, i delegati delle redazioni la vedono con occhio critico, ritenendo che essa porti a situazioni grottesche: alcuni di questi settori centrali hanno degli effettivi esagerati poiché sono stati raggruppati giornalisti di varie testate. Per contro, nei settori locali che sono mantenuti per i vari giornali, manca talvolta del personale poiché i posti non sono stati occupati dopo le partenze. Secondo un osservatore privilegiato, il funzionamento delle redazioni sarebbe dunque messo in pericolo. Ad ogni modo, il gruppo conta sulle partenze naturali. Rimane il fatto che se il numero di partenze volontarie rimane insufficiente, un’ondata di licenziamenti è da temere in un futuro prossimo.<br />
Nel frattempo, il gruppo Tamedia ha lanciato la procedura di riscatto di Goldbach, società specializzata nella commercializzazione di spazi pubblicitari. Obiettivo: diventare una delle società di commercializzazione con la maggiore portata in Svizzera. Goldbach organizza la maggioranza della pubblicità delle reti televisive private tedesche presenti in Svizzera.</p>
<p>Da aprile 2018, l’editore grigionese Somedia segue la stessa strada di Tamedia. I quotidiani Südostschweiz e Bündner Tagblatt, finora gestiti autonomamente, saranno ora pilotati da una redazione centrale. Sempre con lo stesso obiettivo: creare delle sinergie e realizzare dei risparmi – con possibili soppressioni di impieghi.</p>
<p>Jürg Müller<br />
“Revue Suisse”</p>
<p><strong>Salvate l’Agenzia telegrafica svizzera: la protesta dei redattori.</strong></p>
<p><strong>Scompare un’icona del mercato pubblicitario svizzero Moratoria concordataria anche per Publicitas</strong></p>
<p>Il Tribunale distrettuale di Bülach ha accettato la richiesta di moratoria concordataria inoltrata dalla società di commercializzazione pubblicitaria Publicitas. La decisione è dovuta al fatto che tutti i principali gruppi editoriali svizzeri le hanno voltate le spalle.<br />
Adducendo motivi di ritardo nei pagamenti, il gruppo Tamedia è stato il primo ad abbandonare Publicitas. Immediatamente dopo anche Ringier, Admeira (con SSR e Swisscom), Axel Springer Svizzera e il gruppo AZ Media e quello della NZZ si sono aggiunti.<br />
Qualche giorno dopo, i principali editori della Svizzera tedesca e il gruppo del Corriere del Ticino hanno fatto sapere di voler cercare una nuova società di commercializzazione pubblicitaria.</p>
<p>La storia di Publicitas è riassumibile in alcune date importanti: nel 1868, i tedeschi Haasenstein e Vogler aprono una rappresentanza a Berna, nel 1890, il direttore Carl Georg acquista l’agenzia tedesca e fonda una propria ditta, che, nel 1916, diventa Publicitas. Nel 1928, la sede si sposta a Losanna e, nel 1965, occupa 1400 persone e serve 163 giornali. Nel 1957, diventa PubliGroupe SA. Nel 2014, entra nel gruppo Aurelius, che viene poi ceduto a Swisscom. Nel 2018, Publicitas, che impiega ormai solo 270 persone, chiede la moratoria concordataria con l’intenzione di salvare il salvabile. L’ambiente è però cambiato e la società è vittima delle concentrazioni (e anche della concorrenza dall’estero sul mercato TV) e perde la clientela. Scompare così un’icona del mercato pubblicitario elvetico.</p>
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		<title>Formazione universitaria in Svizzera vicino al mondo del lavoro</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/formazione-universitaria-in-svizzera-vicino-al-mondo-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="112" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/educationsuisse-150x112.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Scuola universitaria professionale Sono otto le Scuole universitarie professionali (SUP) in Svizzera, di cui sette pubbliche e una privata (riconosciuta dalla Confederazione). Esse esplicano le loro attività in circa sessanta istituti. Tutte le scuole universitarie professionali offrono un insegnamento più pratico e vicino al mondo professionale rispetto alle tradizionali università. Di solito si accede a</p>
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	<p>Scuola universitaria professionale</p>
<p>Sono otto le Scuole universitarie professionali (SUP) in Svizzera, di cui sette pubbliche e una privata (riconosciuta dalla Confederazione). Esse esplicano le loro attività in circa sessanta istituti.</p>
<p>Tutte le scuole universitarie professionali offrono un insegnamento più pratico e vicino al mondo professionale rispetto alle tradizionali università.<br />
Di solito si accede a una SUP dopo l’apprendistato (concluso con l’attestato federale di capacità AFC) e la maturità professionale. Anche chi ha la maturità liceale può, ma solo dopo un anno di stage nell’ambito degli studi prescelti, accedere a una SUP. Esse offrono corsi di bachelor (3 anni) e di master (1½ -2 anni) che spaziano in tantissimi campi: architettura, economia, lavoro sociale, musica, teatro, arte, sanità (p.es. cure infermieristiche, fisioterapia), tecnica, IT e altro ancora. Ci sono dei corsi bachelor molto innovativi quali informatica medica oppure life sciences. Le tasse semestrali variano tra i 500.- e 1’000.- franchi.</p>
<p>Per gran parte degli indirizzi di studio SUP il bachelor è il titolo principale e porta a una qualifica professionale. I programmi di master permettono di approfondire e specializzarsi in un campo specifico. In conclusione si può affermare che una formazione presso una scuola universitaria professionale è di altissima qualità e offre molti sbocchi nell’odierno mondo del lavoro.</p>
<p>Le Alte scuole pedagogiche formano i docenti a tutti i livelli (scuola dell’infanzia, scuola elementare, livello secondario I e livello secondario II) e nell’ambito della pedagogia specializzata come p. es. logopedia. Di solito vi si accede con la maturità liceale; si consiglia però di verificare le esatte condizioni d’ammissione sui siti web delle singole alte scuole universitarie. I diplomi d’insegnamento rilasciati sono riconosciuti in tutta la Svizzera e inoltre si riceve un diploma di bachelor o master come previsto dal cosiddetto processo di Bologna.</p>
<p>educationsuisse vi aiuta e consiglia volentieri.<br />
Potete entrare in contatto diretto con la collaboratrice di educationsuisse Ruth von Gunten,<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch</p>
<p>educationsuisse,<br />
Formazione in Svizzera,<br />
Alpenstrasse 26<br />
3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
info@educationuissse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
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		<title>I giovani all’80° Congresso del Collegamento Svizzero a Cosenza</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/i-giovani-all80-congresso-del-collegamento-svizzero-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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	<p>Sfide, riflessioni e progetti futuri</p>
<p>Imperdibile, come ogni anno, l’appuntamento con il Congresso del Collegamento Svizzero in Italia quest’anno svoltosi nella soleggiata Calabria.<br />
I giovani motivati che hanno preso parte all’iniziativa sono arrivati da tutti gli angoli d’Italia, da Milano, Trieste, Roma e pure dall’estero!</p>
<p>Così, la mattina del 12 maggio hanno preso avvio i lavori del Comitato dell’Unione Giovani Svizzeri (UGS): all’ordine del giorno gli aggiornamenti sui diversi progetti dell’UGS, sulle attività, sui gruppi regionali. Svelata inoltre la destinazione del prossimo evento autunnale dell’UGS: Bologna!<br />
La Presidente del Collegamento Svizzero in Italia, Irène Beutler-Fauguel, e la Console Svizzera di Milano, Jocelyne Berset, sono intervenute alla tavola rotonda dei giovani offrendo preziosi consigli sullo sviluppo e sulla continuazione del progetto e delle attività dei giovani ricordando delle borse di studio offerte dal Collegamento e dalla Gazzetta ai giovani svizzeri in Italia interessati a studiare in Svizzera.</p>
<p>I giovani si sono poi dilettati a scoprire gli articoli offerti dai sostenitori e sponsor dell’UGS: graditissime sono state le borse offerte dalla Ricola ai giovani presenti, complete di occhiali da sole, power bank e moltissime caramelle gustose, e le penne di Swissinfo e di educationsuisse.<br />
È, inoltre, con immenso piacere che è stata accolta la notizia dell’elezione della Presidente dell’UGS, Angela Katsikantamis, a membro del Comitato del Collegamento e della Gazzetta Svizzera.</p>
<p>Il Congresso è stato aperto nel pomeriggio con i saluti ufficiali della Presidente del Collegamento e le relazioni dell’Ambasciatore Svizzero in Italia Giancarlo Kessler e dell’Ambasciatore e Direttore della Direzione consolare del DFAE Jürg Burri.</p>
<p>La sessione ha offerto, prima, la possibilità di approfondire il sistema politico in Svizzera, il tema delle banche, l’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero e la formazione dei giovani in Svizzera grazie ad educationsuisse; successivamente, ha offerto una panoramica delle eccellenze della Calabria introducendo la cultura Arbërëshe e i prodotti di qualità come la liquirizia e quelli della produzione agricola.</p>
<p>Ospite d’onore al tavolo dei giovani della cena ufficiale la Console Jocelyne Berset, che ringraziamo per l’allegria e i preziosi consigli! L’ottimo cibo è stato condito da un accompagnamento musicale e danzante folk calabrese e dai premi per il famoso Quiz sulla Svizzera.</p>
<p>La domenica è trascorsa in relax a bordo piscina, tra riflessioni e progetti per il futuro.<br />
Luca, rappresentante UGS Lombardia, è la prima volta che partecipa al Congresso ed è stato spinto dalla curiosità e dalla voglia di conoscere coloro che per diversi mesi erano una voce al telefono nelle innumerevoli riunioni dell’UGS.</p>
<p>“Mi ha colpito” - spiega Luca - “che, anche se non avevo incontrato nessuno di persona prima, mi sono trovato a casa con tutti da subito! Sicuramente non perderò i prossimi appuntamenti.”</p>
<p>Con l’occasione ringraziamo la Presidente del Circolo Cosentino Maja Domanico-Held per l’organizzazione dello splendido Congresso che ci ha permesso di conoscere al meglio la Calabria e le sue bellezze, il Circolo Svizzero Cosentino per l’accoglienza e la Presidente del Collegamento Iréne Beutler-Fauguel e il Collegamento per il costante supporto ai giovani.</p>
<p>E tu, curioso di incontrarci? Ci vediamo per l’incontro autunnale dell’UGS a Bologna!</p>
<p>Bianca Rubino<br />
Unione Giovani Svizzeri<br />
unioneiovanisvizzeri@gmail.com</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/i-giovani-all80-congresso-del-collegamento-svizzero-a-cosenza/">I giovani all’80° Congresso del Collegamento Svizzero a Cosenza</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Organizzazione politica della Confederazione</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/organizzazione-politica-della-confederazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/Engeler-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Riflessi di una federazione di Stati indipendenti Robert Engeler ha tracciato un ritratto schematico dell’organizzazione della quale si è dotata la Confederazione svizzera negli anni. La struttura, oggi ampiamente consolidata, parte dal principio base della democrazia, cioè la separazione dei poteri. Parlamento e Governo Il potere legislativo è conferito al Parlamento, quello esecutivo al governo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/organizzazione-politica-della-confederazione/">Organizzazione politica della Confederazione</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p>Riflessi di una federazione di Stati indipendenti</p>
<p>Robert Engeler ha tracciato un ritratto schematico dell’organizzazione della quale si è dotata la Confederazione svizzera negli anni. La struttura, oggi ampiamente consolidata, parte dal principio base della democrazia, cioè la separazione dei poteri.</p>
<p><strong>Parlamento e Governo</strong><br />
Il potere legislativo è conferito al Parlamento, quello esecutivo al governo (Consiglio federale) e quello giudiziario ai tribunali cantonali, con al vertice il Tribunale federale. Il Parlamento è eletto ogni quattro anni dal popolo, il governo dall’Assemblea federale, che si costituisce riunendo i due rami del Parlamento (Consiglio Nazionale e Consiglio degli Stati). Anche il Tribunale federale è eletto dall’Assemblea federale.<br />
Il Parlamento è bicamerale: un Consiglio Nazionale di 200 membri e un Consiglio degli Stati (Camera dei cantoni) di 46 membri eletti 2 per cantone salvo nei semicantoni di OW, NW, AR, AI, Basilea-Città e Basilea-Campagna. Mentre il Consiglio nazionale viene eletto in contemporanea in tutti i cantoni, che formano ognuno un circondario elettorale, il Consiglio degli Stati è eletto in ogni cantone, in base a una propria legge elettorale.<br />
Le forze politiche in Consiglio Nazionale sono oggi rappresentate così: UDC 65 membri, PS 43, PLR 33, PPD 27, Verdi 11, altri 21.</p>
<p><strong>Come votare?</strong><br />
Ogni cantone ha le sue proprie regole, ma tutti ammettono il voto mediante scheda bianca. Si vota anche con la scheda prestampata, ma non nei cantoni di UR, OW, NW, GL, AR, AI che non la ammettono.<br />
Si può votare scheda secca (prestampata), si possono stralciare candidati e si può dare un voto doppio a uno o più candidati. Condizione: il numero di voti non deve superare il totale dei candidati a cui il cantone ha diritto. Alla stessa condizione si possono aggiungere candidati di altre liste (panachage).</p>
<p>Con la scheda bianca si può esprimere il voto a un partito, ma la scheda è valida anche se reca solo nomi di candidati. La scheda deve contenere almeno un nome valido. Anche qui è permesso doppiare uno o più candidati, tenendo sempre conto del numero massimo per scheda nel cantone in cui si vota. Engeler richiama infine al rispetto delle regole per non invalidare la scheda (voto sprecato!) e agli Svizzeri d’Italia chiede di iscriversi nei cataloghi comunali del cantone in cui si vuole votare e di partecipare alle votazioni ed elezioni per far sentire anche la voce degli Svizzeri all’estero.</p>
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		<title>Le banche svizzere e gli Svizzeri in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/le-banche-svizzere-e-gli-svizzeri-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/wiget-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Presente e futuro? L’avvocato Markus Wiget ha concentrato la sua relazione sul tema “banche” sulla più recente evoluzione legislativa in materia. Ha esordito dicendo che la Svizzera ha adottato il modello OCSE sullo scambio automatico dei dati fiscali e finanziari dal 1. gennaio 2018 per 38 paesi (UE compresa) e dal 1. gennaio 2019 per</p>
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	<p>Presente e futuro?</p>
<p>L’avvocato Markus Wiget ha concentrato la sua relazione sul tema “banche” sulla più recente evoluzione legislativa in materia. Ha esordito dicendo che la Svizzera ha adottato il modello OCSE sullo scambio automatico dei dati fiscali e finanziari dal 1. gennaio 2018 per 38 paesi (UE compresa) e dal 1. gennaio 2019 per altri 41 paesi. I dati considerati sono quelli dell’anno precedente. Restano valide altre forme di assistenza, fra cui anche quella per gruppi e volontaria. In vigore è pure la Convenzione sulla doppia imposizione fra Svizzera e Italia.</p>
<p><strong>Dati rubati</strong><br />
Anche il Tribunale federale (16.2.2017) ha ritenuto legittime e conformi alla buona fede la concessione di assistenza amministrativa fiscale richiesta dalla Francia (caso filiale UBS in Francia) per dati di clienti rubati.<br />
Il TF, con sentenza 17.3.2017 (caso Falciani HSBC Ginevra) non ha invece ritenuto ammissibile l’assistenza amministrativa, poiché basata sulla Convenzione sulla doppia imposizione con la Francia, che garantiva che non sarebbero stati usati dati trafugati (in Svizzera). Condanna di Falciani a 5 anni per spionaggio economico.<br />
In Italia, invece, la Corte di Cassazione ha ritenuto utilizzabili i dati forniti dalla Francia, nonostante l’origine illecita. In futuro potrebbero presentarsi casi analoghi (Panama Papers).</p>
<p><strong>Segreto bancario svizzero</strong><br />
Violazione del segreto bancario e nesso causale con eventuali sanzioni fiscali a carico del cliente. Caso Falciani: la banca ha violato il segreto, ma ciò non è causa del danno, dovuto a una posizione fiscale irregolare del cliente.<br />
Caso “Polizze Bermuda Life”: in Italia sanzioni e imposte all’Agenzia delle entrate e patteggiamento penale della banca (GIP Milano). In Svizzera (CS) non ancora deciso.</p>
<p><strong>Banche e Svizzeri in Italia</strong><br />
Difficoltà per apertura e mantenimento conti: rischio rilevante per le banche svizzere.<br />
Sanzioni USA/UBS e molte altre banche in seguito al FATCA.<br />
Sanzioni FINMA (es. BSI, Fondo Sovrano Malese).<br />
Procedimenti per riciclaggio e persino autoriciclaggio in Italia.<br />
Rischio paese in generale.</p>
<p><strong>Obiezioni</strong><br />
Lo scambio automatico ha fortemente ridotto il rischio fiscale per residenti in paesi europei. Oggi sono quindi possibili soluzioni. L’OSE e il problema degli Svizzeri all’estero. Mozione Büchel in Consiglio nazionale. Mozione Lombardi agli Stati.<br />
Soluzioni: convenzioni con banche cantonali, Postfinance a tariffe calmierate, banche sistemiche.</p>
<p><strong>Fisco italiano</strong><br />
Problemi: conteggi di redditi e valute e dichiarazioni fiscali; richieste di banche svizzere di regolare rapporti con il fisco (Gazzetta aprile 2018).<br />
Questa presentazione schematica non può addentrarsi più a fondo nei singoli aspetti dei rapporti banche &gt; cliente &gt; segreto&gt;fisco. Speriamo possa essere una traccia utile per ulteriori approfondimenti.</p>
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		<title>Il Giardino dei Ghiacciai a Lucerna: uno stupefacente lunghissimo disgelo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-giardino-dei-ghiacciai-a-lucerna-uno-stupefacente-lunghissimo-disgelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 20:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/marmitta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />«Cose belle dalla Svizzera» Divertimento e apprendimento in uno dei siti naturalistici e geologici più importanti al mondo Lucerna – Tutto ebbe inizio dalle difficoltà economiche di un vinaio, tale Joseph Wilhelm Amrein-Troller di Lucerna che spinse il medesimo al rifacimento di una cantina per cercare di ampliare i suoi affari nel 1872. Durante i</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-giardino-dei-ghiacciai-a-lucerna-uno-stupefacente-lunghissimo-disgelo/">Il Giardino dei Ghiacciai a Lucerna: uno stupefacente lunghissimo disgelo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/marmitta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1928"  class="panel-layout" ><div id="pg-1928-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1928-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1928-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>«Cose belle dalla Svizzera»</p>
<p>Divertimento e apprendimento in uno dei siti naturalistici e geologici più importanti al mondo</p>
<p>Lucerna – Tutto ebbe inizio dalle difficoltà economiche di un vinaio, tale Joseph Wilhelm Amrein-Troller di Lucerna che spinse il medesimo al rifacimento di una cantina per cercare di ampliare i suoi affari nel 1872. Durante i lavori di scavo, scoprì un grande e profondo buco: sul momento non potè immaginare che sotto la sua proprietà si nascondesse uno dei siti naturali più importanti della Svizzera. Ma, di lì a poco, si dedusse che quella voragine di 4 metri di diametro e altrettanti di profondità era il risultato del ritiro di acqua, sabbia e ghiaia dovute al disgelo di un ghiacciaio. Infatti, quella marmitta gigante testimoniava la situazione di un periodo geologico, fino ad allora sconosciuto, durante il quale multistrati di ghiaccio, alti più di un chilometro, avevano ricoperto Lucerna e tutta l’area alpina.</p>
<p>Questa testimonianza riguardava l’ultimo avvenimento di una lunga serie iniziata dapprima con il mare tropicale che copriva la Svizzera fino a 20 milioni di anni fa. Dopodichè iniziò l’Era glaciale e, infine, il lungo “disgelo” avvenuto circa 10.000 anni fa.</p>
<p>Questa grandiosa progressione di avvenimenti lasciò, come detto, la sua “memoria” sottoforma di arenarie piene di fossili marini e voragini, o meglio, marmitte giganti create dal disgelo del ghiaccio.</p>
<p>Una di queste marmitte era proprio sotto la casa del vinaio. L’uomo agì astutamente, poiché fu capace di istituire e presentare un Giardino del Ghiacciaio, il 1 maggio 1873, alla gente del posto ma anche all’interesse degli esperti internazionali. Da quel giorno Amrein Troller se la passò benone dato che i visitatori aumentarono a vista d’occhio. Anche ai nostri giorni il Giardino è una delle maggiori attrazioni per i turisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Fu così, per un semplice caso del destino, che la vita di un commerciante e della sua città, dal punto di vista scientifico, cambiarono per sempre. La visita alla casa del vinaio mostra lo studio di Marie Amrein-Troller (deceduta nel 1931), moglie di Joseph, che fu direttrice del Giardino dei Ghiacciai. L’abitazione, assai suggestiva per i caldi ambienti antichi, ospita mostre e vari eventi nel corso dell’anno.</p>
<p>Vi sono davvero tante cose da osservare per un’intera giornata. È un piacere girare alla scoperta di questo Monumento Naturale all’aperto, attraversando un parco geologico molto interessante non solo per gli appassionati di geologia ma anche per le famiglie con bambini di ogni età: ci si diverte nell’apprendere cos’è un ghiacciaio e gli effetti del suo scioglimento, osservando le cose dal vivo invece che studiarle solamente su un libro di scienza. Si possono vedere diverse marmitte, emerse dagli scavi fatti dal 1872 al 1876; una di esse misura quasi 10 metri di profondità con un diametro di 8 metri. Sulle loro pareti si scorgono addirittura delle conchiglie fossili e vari disegni impressi per sempre dai ciottoli e dall’acqua che veniva trascinata durante il lungo disgelo. Il Museo dei Ghiacciai è meta prediletta dalle scolaresche per la sua interattività. Le spiegazioni sono chiare e svolte in modo da coinvolgere i giovani e i loro accompagnatori. Come le illustrazioni multimediali sulla trasformazione di una Lucerna con il mare e le palme ad un habitat di solo ghiaccio. Stupisce anche il «Relief der Urschweiz» cioè il Plastico della Svizzera primordiale risalente al XVIII secolo, reputato il più antico esempio di rilievo alpino del mondo. La parte scientifica prosegue anche nella divertente sperimentazione visiva nel “Labirinto degli specchi”, costituito da una sala che prosegue all’esterno, con 90 specchi posti a creare magiche illusioni ottiche o spassose deformazioni.</p>
<p>Fuori, all’aria aperta, oltre alle marmitte, ai massi, alle caverne e alle ricostruzioni geologiche, si percorrono sinuosi sentieri nel magnifico parco con alberi e comode panchine. Qui è piacevole sostare per mangiare e osservare graziosi animaletti in libertà come i pesci nello stagno. Il Giardino si trova a soli 15 minuti a piedi dal centro di Lucerna: una gita da annotare per le prossime vacanze in Svizzera.</p>
<p>Un pensiero va ai ghiacciai tuttora esistenti sul nostro pianeta. Com’è la loro situazione? È critica, lo sappiamo, perché il cambiamento climatico con l’aumento delle temperature li sta inesorabilmente sciogliendo. Una sorte che tocca anche al Ghiacciaio dell’Aletsch, il più grande delle Alpi e protetto dall’Unesco, situato tra i Cantoni di Berna e Vallese. Il suo ritiro è stimato a 50 metri all’anno. L’Aletsch, questa grandiosa eredità dell’era glaciale, è famoso nel mondo, oggetto di studio della speleologia glaciale internazionale. Meta imperdibile da parte di appassionati e turisti per lo straordinario paesaggio e i punti di osservazione mozzafiato sull’area. Il suo scioglimento, purtroppo, è ben visibile, come afferma chi lo visita spesso. Per esempio si è abbassato e ristretto, oltre che essersi accorciato di circa 1’300 metri nel corso di un paio di decenni. Largo circa 1,5 km, lungo 23 km, è il più lungo d’Europa. Lo strato ghiacciato raggiunge fino a 900 metri di spessore. È preoccupante che in 4 decenni lo strato si sia assottigliato di circa 200 metri. Anche l’ecosistema della regione ne risente con la competizione di flora e fauna alpine di fronte al clima più caldo. Dopo aver visitato il Giardino del Ghiacciaio di Lucerna vale senz’altro la pena di allungare il tour e raggiungere il magnifico Ghiacciao dell’Aletsch.</p>
<p>lorefice.annamaria@gmail.com</p>
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	<p style="text-align: left;">Una marmitta gigante del Giardino dei Ghiacciai di Lucerna: una voragine che è il risultato del lungo disgelo alla fine dell’era glaciale. Un’immensa coltre di ghiaccio ricopriva la Svizzera: il Giardino</p>
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	<p style="text-align: left;">“Gletschergarten”, è uno dei più accreditati musei naturalistici al mondo dove è illustrata molto bene la storia geologica non solo svizzera ma del Pianeta.</p>
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	<p style="text-align: left;">Tra i Cantoni di Berna e Vallese, uno dei ghiacciai ancora esistenti, il magnifico Ghiacciaio dell’Aletsch, il più grande delle Alpi, bene protetto dell’Unesco. Anch’esso, come gli altri ghiacciai europei si sta ritirando. Foto Ghiacciaio dell’Aletsch © Jordan Lesson.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-giardino-dei-ghiacciai-a-lucerna-uno-stupefacente-lunghissimo-disgelo/">Il Giardino dei Ghiacciai a Lucerna: uno stupefacente lunghissimo disgelo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Offerte estive del Servizio dei giovani dell’OSE</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/offerte-estive-del-servizio-dei-giovani-dell-ose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 19:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/offerte-estive-del-servizio-dei-giovani-dell-ose/">Offerte estive del Servizio dei giovani dell’OSE</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1946"  class="panel-layout" ><div id="pg-1946-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1946-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1946-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Corsi di lingue:</strong><br />
Quest’estate, ti offriamo nuovamente la possibilità di imparare due delle quattro lingue nazionali grazie ai nostri corsi per principianti o di approfondire ed ampliare le tue conoscenze nei nostri corsi di perfezionamento.<br />
Parallelamente ai corsi, potrai visitare delle città svizzere e scoprire i paesaggi montagnosi con una superba offerta per il tempo libero. Imparerai a conoscere meglio la cultura svizzera in una famiglia d’accoglienza. Non indugiare e iscriviti subito!<br />
I seguenti corsi di lingue dispongono ancora di alcuni posti liberi:<br />
Corso di tedesco a Zurigo (9.7. – 20.7.2018)<br />
Corso di tedesco a Basilea (23.7. – 3.8.2018)<br />
Corso di francese a Friburgo (9.7. – 20.7.2018)</p>
<p>Maggiori informazioni e iscrizioni su: www.aso.ch e www.swisscommunity.org<br />
<strong>Servizio dei giovani dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero</strong><br />
youth@aso.ch – +41 31 356 61 00 – www.facebook.com/ASOyouth</p>
<p><strong>Offerte interessanti di altre organizzazioni di giovani in Svizzera:</strong><br />
Sessione federale dei giovani (8. – 11.11.2018)<br />
www.jugendsession.ch<br />
La scienza chiama i giovani (concorso 2019)<br />
www.sjf.ch</p>
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		<title>Con qualche difficoltà il voto elettronico resta un tema di grande attualità</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/con-qualche-difficolta-il-voto-elettronico-resta-un-tema-di-grande-attualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 19:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/con-qualche-difficolta-il-voto-elettronico-resta-un-tema-di-grande-attualita/">Con qualche difficoltà il voto elettronico resta un tema di grande attualità</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/OSE-ASO_Sitzung-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1943"  class="panel-layout" ><div id="pg-1943-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1943-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1943-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La seduta del Consiglio degli Svizzeri all’estero – 10 marzo 2018 all’Hotel de Ville di Berna</p>
<p>74 membri del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) si sono riuniti a Berna per la sessione primaverile. Sono nuovamente stati affrontati due temi: il voto elettronico e la posizione delle banche svizzere nei confronti della diaspora.</p>
<p>Poco prima della seduta della CSE, il consigliere nazionale UDC (LU) e l’imprenditore informatico Franz Grüter avevano lanciato un’iniziativa per il divieto nazionale del voto elettronico. Da allora questa iniziativa ha fatto molto parlare di sé presso gli Svizzeri all’estero. Mentre un numero sempre maggiore di cantoni tentano di creare le condizioni affinché tutti i cittadini, anche quelli residenti all’estero, possano votare attraverso il computer, il comitato d’iniziativa vuole frenare questa evoluzione.</p>
<p>A Berna, Hans Grüter ha discusso con Claudia Pletscher della Posta svizzera che si occupa del sistema per il voto elettronico. La questione non è “se”, ma “quando” gli hacker manipoleranno il voto elettronico, ha affermato Grüter. “E io penso che è importante avere fiducia in quanto concerne i risultati delle votazioni. Numerosi paesi come la Francia, la Norvegia o la Finlandia hanno soppresso il voto elettronico. “Pensiamo inoltre che la sicurezza e la fiducia siano primordiali. Di conseguenza La Posta lavora con un sistema che permette di identificare a colpo sicuro eventuali manipolazioni”, ha spiegato Claudia Pletscher. “Noi possiamo verificare dove e quanti voti sono stati manipolati”. Non esisterebbe tuttavia una protezione totalmente sicura contro le manipolazioni. “I confronti con gli altri paesi sono inappropriati. I sistemi che sono stati piratati negli Stati Uniti non hanno nulla a che vedere con il nostro. E in Finlandia il voto online non è stato soppresso per ragioni di sicurezza”.</p>
<p>Dopo un lungo dibattito sul voto elettronico, il presidente dell’OSI Remo Gysin e il vicepresidente Filippo Lombardi hanno affrontato l’attualità che concerne le banche svizzere. “Discutiamo con le banche cantonali pubbliche e d’importanza sistemica e ci scambiamo in modo approfondito le nostre opinioni”, ha spiegato Remo Gysin. “Abbiamo registrato un primo successo: la Banca cantonale di Ginevra si è impegnata a rispondere alle speranze degli Svizzeri all’estero”. Il membro del consiglio degli Stati Filippo Lombardi ha ricordato gli interventi politici concernenti questo tema e ha chiesto di pazientare. Il membro del Consiglio e consigliere nazionale PS Tim Guldimann ha pure riassunto la situazione così: “A poco a poco, l’uccello costruisce il proprio nido”.</p>
<p>Marko Lehtinen</p>
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		<title>Tante grazie al consigliere nazionale Tim Guldimann!</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/tante-grazie-al-consigliere-nazionale-tim-guldimann/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 19:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/guldimann-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Unico rappresentante degli Svizzeri all’estero Tim Guldimann era il consigliere nazionale dell’OSE dall’ottobre 2015. Il 15 marzo ha inoltrato le dimissioni in modo inaspettato. Ciò è spiacevole, ma rispettiamo naturalmente la sua decisione. In quanto consigliere nazionale, Tim Guldimann era il portavoce degli Svizzeri all’estero, un simbolo visibile ricoperto con successo in un ruolo molto</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/tante-grazie-al-consigliere-nazionale-tim-guldimann/">Tante grazie al consigliere nazionale Tim Guldimann!</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/05/guldimann-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1940"  class="panel-layout" ><div id="pg-1940-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1940-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1940-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Unico rappresentante degli Svizzeri all’estero</p>
<p>Tim Guldimann era il consigliere nazionale dell’OSE dall’ottobre 2015. Il 15 marzo ha inoltrato le dimissioni in modo inaspettato. Ciò è spiacevole, ma rispettiamo naturalmente la sua decisione. In quanto consigliere nazionale, Tim Guldimann era il portavoce degli Svizzeri all’estero, un simbolo visibile ricoperto con successo in un ruolo molto particolare. Si è instancabilmente impegnato per le nostre preoccupazioni, il voto elettronico, le assicurazioni sociali, la politica delle banche e altro. In collaborazione con il gruppo parlamentare “Svizzeri all’estero” del segretariato dell’OSE, ha lanciato e sviluppato numerosi progetti. A nome dell’OSE, ringrazio quindi sentitamente Tim Guldimann che continuerà ad impegnarsi in seno al Consiglio degli svizzeri all’estero.</p>
<p>Remo Gysin, Presidente dell’OSI</p>
</div>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/tante-grazie-al-consigliere-nazionale-tim-guldimann/">Tante grazie al consigliere nazionale Tim Guldimann!</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>FGSE: i piccoli Svizzeri all’estero da un secolo contano su una madrina</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/fgse-i-piccoli-svizzeri-allestero-da-un-secolo-contano-su-una-madrina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 19:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=1937</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La Fondazione dei giovani Svizzeri all’estero, nata nel 1917, organizza campi di vacanza Creata nel 1917, durante la Grande Guerra, da un gruppo di Basilesi, la Fondazione dei giovani Svizzeri all’estero vuole dapprima accogliere giovani Svizzeri che vivono in paesi in guerra o dove imperano penurie e restrizioni. Nella sua forma attuale, essa organizza ogni</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/fgse-i-piccoli-svizzeri-allestero-da-un-secolo-contano-su-una-madrina/">FGSE: i piccoli Svizzeri all’estero da un secolo contano su una madrina</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1937"  class="panel-layout" ><div id="pg-1937-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1937-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1937-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La Fondazione dei giovani Svizzeri all’estero, nata nel 1917, organizza campi di vacanza</p>
<p>Creata nel 1917, durante la Grande Guerra, da un gruppo di Basilesi, la Fondazione dei giovani Svizzeri all’estero vuole dapprima accogliere giovani Svizzeri che vivono in paesi in guerra o dove imperano penurie e restrizioni.<br />
Nella sua forma attuale, essa organizza ogni anno parecchi campi di vacanza affinché i giovani Svizzeri all’estero possano imparare a conoscere e apprezzare la loro patria.</p>
<p>Nel 1917, in numerose regioni della Svizzera, il ricordo dell’internamento dei Bourbakis nel 1871 resta molto vivo. Questa accoglienza, notevole per la solidarietà che dimostrava, radica per parecchie generazioni di Svizzeri il dovere di aiutare le popolazioni dei paesi in guerra. Così, in una famiglia che ha spontaneamente proposto nel 1917 di accogliere nel suo ambito “una giovane vittima”, un membro ricordava nel 2001 che suo padre aveva vissuto da adolescente l’entrata dei Bourbakis in Svizzera.</p>
<p>Durante la Prima Guerra mondiale, i giovani nei paesi belligeranti costituivano una popolazione molto vulnerabile. Essi si trovavano in una situazione deplorevole. Erano malnutriti, malvestiti, mal curati e spesso male istruiti. La Svizzera accoglie molto presto durante il conflitto i giovani delle regioni in guerra. Ora numerosi Svizzeri sono emigrati in Europa. I loro figli stanno magari peggio di quelli del loro paese di residenza. Si decide di venire in loro soccorso. Nel 1917 un pugno di filantropi basilesi accoglie 280 giovani svizzeri venuti dalla Germania. La Confederazione prende a carico le spese. È l’atto di nascita della Fondazione dei giovani svizzeri all’estero. Essa vivrà da allora di doni, di sussidi e di benevolenza.</p>
<p>Al ritorno della pace, la presa di coscienza dei bisogni infantili nelle regioni devastate dalla guerra si traduce nel 1920 nella creazione a Ginevra dell’Unione internazionale di soccorso ai giovani. Essa è seguita nel 1923 dalla Dichiarazione di Ginevra concernente i diritti dei bambini. Nel 1924, con Pro Juventute, circa 3000 bambini saranno accolti nei campi di vacanze. Essi provengono dalle grandi città, dagli ambienti molto sfavoriti, che presentano una polimorbidità pediatrica nella quale domina la tubercolosi.</p>
<p>Alla fine degli anni 1920, la Fondazione rischia di scomparire, a causa della diminuzione dei doni, dei sussidi e delle capacità d’accoglienza. La crisi degli anni 1930 ravviva i bisogni. Benché la Svizzera sia pure colpita, accoglie durante questo periodo difficile giovani svizzeri sfavoriti di Parigi, Berlino, Amburgo o Bruxelles. Approfittando dello spirito patriottico sviluppatosi durante l’Esposizione nazionale del 1939, la Fondazione muta lentamente in una struttura di ricerca di fondi che permettano a Pro Juventute di proporre campi di vacanza e di alloggio. Questi due partner consolidano la loro collaborazione firmando una convenzione il 13 gennaio 1940.</p>
<p>Durante la Seconda Guerra mondiale, le condizioni sono diverse da quelle della Grande Guerra, nella misura in cui la Svizzera è accerchiata. L’accoglienza di giovani svizzeri in situazione precaria continua nelle famiglie, ma la Fondazione organizza soprattutto viaggi in Svizzera. Durante la guerra, essi permetteranno a un numero crescente di giovani Svizzeri giunti dai paesi limitrofi di percorrere i luoghi simbolici o più significativi del paese. Ad esempio nel 1942, 330 giovani dalla Germania, dalla Francia, dall’Italia e dall’Ungheria ottengono il visto necessario, grazie all’impegno del direttore della divisione federale della polizia, del resto molto contestato, Heinrich Rothmund. Nel 1944, viene organizzato il primo campo di sci. Esso riceve la visita del Generale Guisan.</p>
<p>Philippe Vuillemin</p>
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		<title>Come trovare informazioni su condizioni delle banche per gli Svizzeri all’estero?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/come-trovare-informazioni-su-condizioni-delle-banche-per-gli-svizzeri-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 May 2018 19:20:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2018]]></category>
		<category><![CDATA[OSE - Organizzazione degli Svizzeri all’estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I Consigli dell’OSE Nel modo più semplice, si tratta di contattare direttamente le banche. Dopo discussioni con le banche d’importanza sistemica (Credit Suisse, Raiffeisen, UBS, Banca cantonale di Zurigo e PostFinance), l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) ha raggruppato alcuni consigli e dati di contatto sul suo sito web. Questi ultimi si trovano su www.aso.ch Consigli</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-trovare-informazioni-su-condizioni-delle-banche-per-gli-svizzeri-allestero/">Come trovare informazioni su condizioni delle banche per gli Svizzeri all’estero?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/ASO_OSE_Logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-1934"  class="panel-layout" ><div id="pg-1934-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1934-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1934-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>I Consigli dell’OSE</p>
<p>Nel modo più semplice, si tratta di contattare direttamente le banche. Dopo discussioni con le banche d’importanza sistemica (Credit Suisse, Raiffeisen, UBS, Banca cantonale di Zurigo e PostFinance), l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) ha raggruppato alcuni consigli e dati di contatto sul suo sito web. Questi ultimi si trovano su www.aso.ch Consigli Vivere all’estero Banche. Inoltre, l’OSE ha concluso un partenariato con la Banca cantonale di Ginevra (BCGE). La BCGE si è dichiarata disposta a proporre agli Svizzeri all’estero, sotto riserva di obblighi giuridici svizzeri ed esteri, l’apertura e la conservazione di conti bancari a condizioni simili a quelle delle persone che abitano in Svizzera. Il programma corrispondente, Xpatbking.ch, si rivolge direttamente agli emigranti svizzeri. Le prestazioni, condizioni e tariffe in vigore sono visibili sul sito web della BCGE (www.bcge.ch).</p>
<p>Il servizio giuridico dell’OSE fornisce informazioni generali sul diritto svizzero nei settori che concernono specificatamente gli Svizzeri all’estero. Esso non fornisce invece informazioni sul diritto straniero e non interviene nei contenziosi che oppongono delle parti private.</p>
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