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	<title>Edizione Giugno 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Edizione Giugno 2019 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Editoriale &#8211; Giugno 2019</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-giugno-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori sono passate poche settimane dall’81mo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia. Per chi vi scrive, alla sua prima partecipazione al Congresso, è stato un momento del tutto particolare, in grado di trasmettere il forte legame della comunità degli Svizzeri in Italia nei confronti del proprio paese, per alcuni lontano e al</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7457"  class="panel-layout" ><div id="pg-7457-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7457-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7457-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Care lettrici, cari lettori</p>
<p>sono passate poche settimane dall’81mo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia. Per chi vi scrive, alla sua prima partecipazione al Congresso, è stato un momento del tutto particolare, in grado di trasmettere il forte legame della comunità degli Svizzeri in Italia nei confronti del proprio paese, per alcuni lontano e al contempo nel proprio cuore. L’impeccabile organizzazione svizzera – assicurata dal Collegamento in collaborazione con l’infaticabile team di Claudia Corselli del Circolo di Palermo – i numerosi giovani, i rappresentanti dei servizi diplomatici, dell’economia e della società civile (con un Claude Nicollier che si è elevato ad altezze siderali) hanno permesso di creare per ampi tratti a Palermo un clima tutto elvetico, malgrado i 1094 km di distanza. Questo numero dedica ampio spazio alla 2 giorni in Sicilia. Buona lettura.</p>
<p>Angelo Geninazzi<br />
REDATTORE GAZZETTA SVIZZERA</p>
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		<title>La Svizzera, ancora un paradiso fiscale</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-svizzera-ancora-un-paradiso-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Fino a quando l’inserimento in black list? Egr. Avvocato, sono un anziano cittadino svizzero residente da anni in Italia e, benché possa sembrare strano, ho appreso solo recentemente che ai fini fiscali fa fede la residenza e non la cittadinanza. Intendo regolarizzare la mia situazione con il fisco italiano, e a tal fine ho letto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-7467"  class="panel-layout" ><div id="pg-7467-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7467-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7467-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Fino a quando l’inserimento in black list?</strong></p>
<p><em>Egr. Avvocato,</em><br />
<em>sono un anziano cittadino svizzero residente da anni in Italia e, benché possa sembrare strano, ho appreso solo recentemente che ai fini fiscali fa fede la residenza e non la cittadinanza.</em></p>
<p><em>Intendo regolarizzare la mia situazione con il fisco italiano, e a tal fine ho letto di tutto e di più sull’argomento, ma sono tuttora molto confuso poiché non riesco a capire come mai la Svizzera, Paese comprovatamente collaborativo, ai fini Irpef rimanga a tutt’oggi nella Black List e vengano applicati DL obsoleti, oggi palesemente contradditori.</em></p>
<p><em>Lei ritiene che, se il prossimo 19 maggio il popolo aderisse all’abolizione dei privilegi fiscali delle aziende a statuto speciale (holding, miste, ecc.) la Svizzera verrebbe finalmente inclusa nella White List, in cui dovrebbe già comparire da tempo a pieno titolo?</em></p>
<p><em>In caso contrario, visto che da una parte il Consiglio Federale esorta i suoi cittadini residenti all’estero a trovare un’equa pacificazione con il fisco italiano, ma dall’altra sussiste una palese discriminazione nei confronti del nostro Paese da parte di quest’ultimo, come può tutelarsi un cittadino svizzero residente in Italia in un caso analogo al mio?</em></p>
<p><em>Forse Lei mi potrà illuminare in merito e La ringrazio molto sin d’ora.</em><br />
<em>Con i più distinti saluti</em><br />
<em>P.B. (Cuneo)<br />
</em></p>
<hr />
<p>Caro Lettore,<br />
debbo subito dirle che la Sua lettera ha destato in me una certa sorpresa ma mi ha anche leggermente inquietato.<br />
Da un lato, mi è sorta la banale curiosità di sapere da quanto tempo legge la nostra Gazzetta Svizzera. E’ infatti veramente singolare scoprire che solo recentemente abbia potuto apprendere che ai fini della tassazione della persona fisica sia rilevante la residenza e non la nazionalità.<br />
Dall’altro lato, mi sono un po’ allarmato, perché ho pensato che potesse non ricevere regolarmente il periodico, o – peggio - che anche in passato non siamo mai stati abbastanza chiari in merito.</p>
<p>Ricordo allora (e confermo, a scanso di equivoci) ancora una volta per tutti i nostri Lettori che, in base al TUIR-Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (DPR n. 917/1986), valgono le seguenti regole. Sono residenti fiscalmente in Italia i soggetti che, alternativamente, per più di sei mesi:<br />
a) sono iscritti nell’anagrafe dei residenti in Italia,<br />
b) hanno il domicilio in Italia,<br />
c) hanno la residenza in Italia.</p>
<p>Solo se nessuna di queste tre condizioni ricorre nel caso concreto, viene meno il presupposto della residenza fiscale e del conseguente assoggettamento di tutti i redditi prodotti ovunque nel mondo alla tassazione del fisco italiano. Peraltro, secondo il “Decreto-Crescita” (D.L. 30.4.2019 n. 34) la mera iscrizione anagrafica può oggi essere pacificamente superata dalle disposizioni di una Convenzione internazionale che prevalgono sul TUIR (ne parleremo prossimamente).<br />
La nazionalità, invece, non è ininfluente ma rileva solo in talune ipotesi per aspetti specifici.<br />
Venendo quindi alle altre domande, cercherò di fornire, per quanto mi è possibile, qualche precisazione che sia utile a chiarire un po’ della confusione nella quale dice di trovarsi.</p>
<p><strong>Svizzera e black list italiane</strong><br />
Lei manifesta la volontà di regolarizzare la sua posizione con il fisco italiano, ma lamenta il fatto che la Svizzera sia ancora considerato un Paese black list. Immagino che la circostanza possa essere fastidiosa, soprattutto per gli effetti pratici che di fatto determinano un raddoppio delle annualità da considerare per la regolarizzazione e quindi un potenziale aumento dell’onere economico da sostenere.</p>
<p>Nella sua lettera Lei cita anche le holding – un tema, quello delle aziende a statuto speciale sul quale i cittadini elvetici saranno chiamati a pronunciarsi nella consultazione popolare del 19 maggio 2019 (nuova Legge Federale sulla riforma fiscale e finanziamento AVS – RFFA), il cui esito sarà già noto quando uscirà questo numero.<br />
Effettivamente, la questione delle holding e delle società di domicilio e miste è sempre stata molto controversa. Non conosco la sua specifica situazione ma Lei si chiede se una loro eventuale abolizione possa determinare l’esclusione della Svizzera dalla black list italiana</p>
<p>Preliminarmente, va specificato che il termine black list fa riferimento ad un elenco di Paesi con regime fiscale privilegiato.<br />
In realtà le “liste-nere”, adottate in un non più recente passato, riguardano varie tematiche come la presunzione di residenza fiscale delle persone fisiche, le c.d. CFC-Controlled Foreign Companies, l’indeducibilità di costi sostenuti dalle imprese, ed hanno subito numerose modifiche nel corso degli anni.<br />
Vi sono poi anche le c.d. white list, e cioè un elenco di Paesi che, pur mantenendo un regime fiscale di favore, consentono lo scambio di informazioni con gli altri Paesi grazie a Convenzioni internazionali multilaterali o bilaterali.</p>
<p>Va detto, intanto, che la Svizzera, la quale è considerata un Paese a fiscalità privilegiata, dal 2017 è fuori dalla lista-nera che poneva obblighi aggiuntivi a carico di società italiane che intrattenevano rapporti di scambio di beni e servizi con società situate in paradisi fiscali. Diciamo, allora, che si trova in una zona “grigia”.<br />
Viceversa, quanto Lei scrive è vero con riferimento alle imprese estere partecipate previste dal D.M. 21 novembre 2001, ed all’indeducibilità dei costi prevista dal D.M. 23 gennaio 2002, ove si fa espresso riferimento alle “società holding o di domicilio”.</p>
<p>Ciò vale anche con riguardo alle persone fisiche di cittadinanza italiana iscritti all’AIRE e residenti all’estero in Paesi considerati paradisi fiscali, per i quali si presume la residenza fiscale in Italia – salvo prova contraria a carico del contribuente. Secondo il D.M. 4 maggio 1999 ed il D.M. 12 febbraio 2004, la Svizzera fa tuttora parte della black list, rientrando nella previsione.</p>
<p>Tale inclusione, tuttavia, è decisamente obsoleta e considerato che – come osserva Lei sempre giustamente – la Confederazione è oggi (ma già da un po’ di tempo a questa parte) un Paese molto collaborativo, appare altresì iniquo che questo trattamento penalizzante non venga rimosso. Ciò a maggior ragione se dovesse prevalere il “Sì” al referendum sul tema delle holding. Vediamo perché.</p>
<p><strong>Svizzera e Italia ed il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione contro le doppie imposizioni</strong><br />
In data 23.2.2015 Svizzera ed Italia hanno siglato un Protocollo aggiuntivo alla nota Convenzione contro le doppie imposizioni (CDI) tra Italia e Svizzera del 1976. Molti lettori lo ricorderanno, dato che ne abbiamo parlato all’epoca della Voluntary Disclosure, in occasione della quale la Svizzera non venne considerata Paese black list.<br />
In sostanza, con tale integrazione si ampliava la possibilità di scambio di informazioni tra i due Paesi aventi ad oggetto dati “verosimilmente rilevanti” e criteri interpretativi tali da rendere il predetto scambio il più ampio possibile ed evitare ostacoli allo stesso.</p>
<p>Il Protocollo aggiuntivo, applicabile dalla data della firma, è in vigore dal 16.7.2016 e rispetta gli standard internazionali più diffusi (OCSE).</p>
<p><strong>Svizzera e Italia e la Roadmap</strong><br />
Sempre il 23.2.2015 i due Paesi hanno siglato anche una precisa “roadmap”. La stessa prevedeva a carico dei due Stati firmatari impegni reciproci, anche se più di carattere e dialogo politici in ambito fiscale e finanziario. Ricordo sommariamente i punti principali di tale accordo, in particolare:<br />
- l’adozione in futuro di uno standard internazionale conforme a quello OCSE, anche per lo scambio automatico di informazioni;<br />
- la regolarizzazione del passato e l’equiparazione della Svizzera ai Paesi non presenti nella black list italiana ai fini della V.D. per i contribuenti che detenevano conti in Svizzera;<br />
- l’adozione di una clausola di non punibilità per i contribuenti aderenti alla V.D., che fosse estensibile anche agli istituti finanziari ed ai loro collaboratori per eventuali reati commessi dai clienti, e l’importanza del comportamento cooperativo degli istituti finanziari da considerarsi positivamente;<br />
- una nuova disciplina dell’imposizione dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, da negoziare tra le parti;<br />
- la questione di Campione d’Italia;<br />
- l’accesso reciproco ai mercati finanziari;<br />
- l’ulteriore revisione della CDI Italia-Svizzera;<br />
- l’eliminazione dalle liste nere fondate sul mancato scambio di informazioni della Svizzera con l’entrata in vigore del Protocollo, ovvero lo stralcio dalle medesime liste degli attuali regimi fiscali privilegiati per le imprese in caso di loro abolizione o di conformazione agli standard internazionali.</p>
<p>Ebbene, mentre la Svizzera ha compiuto sensibili passi avanti nella direzione indicata dalla roadmap, altrettanto non può dirsi dell’Italia, che, anzi, forse ne ha compiuto qualcuno indietro.</p>
<p>In ogni caso, proprio alla luce di quanto sopra, posso concludere dicendo che non è dato sapere quando la Svizzera verrà finalmente espunta dalle liste di proscrizione italiane, nonostante sia prevedibile che ciò accada. Purtroppo non vi è alcun automatismo, ed allo stato non vi è altra tutela che la speranza!<br />
A Lei ed a tutti i nostri Lettori i miei migliori saluti.<br />
(Avv. Markus W. Wiget)</p>
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		<item>
		<title>Tassazione alla fonte delle pensioni estere ed obblighi dichiarativi in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/tassazione-alla-fonte-delle-pensioni-estere-ed-obblighi-dichiarativi-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Previdenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/rubrica-previdenziale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Buonasera, mi chiamo Al M. e scrivo per conto di mia madre. Mia madre è cittadina svizzera, risiede in Italia ed ha una conto aperto presso la … Bank in Svizzera, pertanto è prevista dal fisco italiano la compilazione del quadro rw nella denuncia dei redditi. Leggendo alcuni mesi fa sulla gazzetta svizzera sostiene di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/rubrica-previdenziale-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7485"  class="panel-layout" ><div id="pg-7485-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7485-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7485-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Buonasera,<br />
mi chiamo Al M. e scrivo per conto di mia madre. Mia madre è cittadina svizzera, risiede in Italia ed ha una conto aperto presso la … Bank in Svizzera, pertanto è prevista dal fisco italiano la compilazione del quadro rw nella denuncia dei redditi.<br />
Leggendo alcuni mesi fa sulla gazzetta svizzera sostiene di aver trovato un articolo in cui si parlava del fatto che per gli ex dipendenti pubblici (lei ha lavorato alle poste) vi sono degli sgravi fiscali. Purtroppo non siamo riusciti a ritrovare la copia del giornale nel quale se ne parlava ed anche sul sito della Gazzetta altro non ho trovato che l’articolo di cui allego il link.</p>
<p>https://gazzettasvizzera.org/pensioni-di-enti-pubblici-svizzeri-e-il-quadro-rw-italiano/<br />
Vi ringrazio anticipatamente nel caso possiate fornirci quale informazione in merito.<br />
Cordialmente<br />
A.M.</p>
<hr />
<p>Caro lettore,</p>
<p>purtroppo non abbiamo notizie vantaggiose per Lei e Sua madre, perché siamo di fronte ad un malinteso.<br />
Le pensioni di 2° pilastro versato da una cassa pensione di un datore di lavoro privato svizzero non vengono tassate in Svizzera, versate al beneficiario con residenza all’estero senza alcuna trattenuta, e devono essere dichiarate nel paese di residenza. A norma dell’articolo 19 della convenzione contro la doppia imposizione Italia-Svizzera, le pensioni di enti pubblici svizzeri (Confederazione, Cantoni, Communi, Poste, Ferrovie Federali) vengono tassate alla fonte in Svizzera e non devono più essere dichiarate nel paese di residenza, nel Vostro caso in Italia. Questo spesso può essere, ma non è necessariamente un vantaggio fiscale. È una forma di imposizione diversa.</p>
<p>Diversa questione invece è quella della compilazione del quadro RW, che rimane comunque obbligatoria per chiunque detiene all’estero beni superiori a €15’000, salvo condizioni speciali per i frontalieri. Siccome la detenzione di conti correnti di modeste o medie entità all’estero è ormai una scelta costosa (per le spese sempre più alte delle banche svizzere e la complicazione della dichiarazione RW per i residenti in Italia), raccomandiamo da anni di verificarne l’utilità. Ci sembra molto più semplice chiudere i conti in Svizzera e farsi accreditare AVS e pensioni su un conto in Italia. Comunque, anche se Voi ora decidete di cambiare, seguendo la legge la dichiarazione per il passato è d’obbligo. Dovete consigliarvi con il Vostro consulente fiscale.</p>
<p>Le nostre raccomandazioni sono consigli generali, ciascuna persona deve ragionare secondo il caso suo.</p>
<p>Cordiali saluti.<br />
Dr. Robert Engeler<br />
Avv. Andrea Pogliani</p>
</div>
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		<item>
		<title>Il condimento del sandwich</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-condimento-del-sandwich/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/libro-copertina-il-peggio-non-3D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks È di ieri la mia riflessione sul complicato rapporto madre figlia, soprattutto quando la madre si trova a vivere, al tempo stesso, il ruolo di figlia non proprio perfetta. Si dice che mettersi in discussione sia segno</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-condimento-del-sandwich/">Il condimento del sandwich</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/libro-copertina-il-peggio-non-3D-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7502"  class="panel-layout" ><div id="pg-7502-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7502-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7502-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>“Il peggio (non) è passato: aneddoti di una mamma italiana in Svizzera” di Linda Fallea Buscemi – Islandbooks</strong></p>
<p>È di ieri la mia riflessione sul complicato rapporto madre figlia, soprattutto quando la madre si trova a vivere, al tempo stesso, il ruolo di figlia non proprio perfetta. Si dice che mettersi in discussione sia segno di saggezza e (da quando sono diventata madre) è uno dei miei passatempi più frequenti. Mi arrovello continuamente nell’individuare il giusto grado di “presenza” (della mia presenza, intendo) nella vita dei figli, senza che questa si trasformi in pesante ingerenza. Vuoi per i continui riferimenti all’ultima teoria del più apprezzato professore di psicologia, vuoi nel tentativo di tramandare già in partenza ai miei figli un kit di autostima completo (che da bambina io non avevo), di fatto … mi metto in discussione di continuo, tanto che ormai penso faccia parte del mio corredo genetico. Mi corrono in aiuto e mi consolano rimembranze del ginnasio: dubium sapientiae initium, diceva Cartesio – il dubbio è l’inizio della saggezza – e se lo diceva lui che era filosofo, oltre che scienziato, qualcosa di vero ci deve pur essere! Mi sforzo di comprendere le esigenze dei miei figli e giuro che le ricordo molto bene. Mi ci vuole un nanosecondo per rammentare la voglia che avevo di giocare, di guardare un cartone animato o di completare il mio album di figurine (la stessa voglia che ha ora il mio bambino) piuttosto che studiare! E ricordo perfettamente l’emozione di uscire da casa con il lucidalabbra colorato di rosso, al sapore di fragola, che tanto mi faceva sentire signorina (proprio come comincia ad essere mia figlia adesso). Improvvisamente, sta mattina, mentre faccio giardinaggio, alzo gli occhi verso il mio balcone ed affacciata, con un’espressione serena e soddisfatta, scorgo mia madre che mi guarda. Mi sento pervasa da una gioia ritrovata, quasi infantile: lei vive in Italia e si trova qui a Zurigo per trascorrere un po’ di tempo con noi – quindi, diciamo che è qui per caso –; così, mi ritrovo a scandire il suo nome ad alta voce. La chiamo ancora: mammaaa! Che bello, mi dico, e quando mi capita che i miei vicini, quelli che mi vedono ogni giorno su e giù per le scale, correre affannata con figli al seguito, con sacchi della spesa stracolmi e la posta sotto le ascelle, … chi mi vede mai, qui a Zurigo, con mia madre? In un impeto di fierezza la raggiungo e le preparo un aperitivo che sorseggiamo soddisfatte, sapendo che ci stiamo ritagliando meritatamente un po’ di tempo per noi stesse! Discorso chiama discorso e mia madre mi fa osservare che è inutile che chieda il suo parere perché tanto, alla fine, faccio sempre quello che voglio io; continua dicendo che spessissimo affermo il contrario di ciò che sostiene lei e via con altri commenti … Ci mancherebbe altro! – sentenzio – Qual è il problema? Ma come qual è il problema… Proprio in questi giorni ho fatto con mia figlia esattamente quello che mia madre sta facendo con me ed ora sto assumendo, nei suoi confronti, lo stesso identico atteggiamento di sfida che mia figlia comincia ad avere verso di me. Che orrore!!! In qualità di mamma, cerco di non pesare più di tanto (so benissimo quanto possano schiacciare le parole di una madre, per non parlare poi delle aspettative) e come figlia, d’altro canto, voglio portare il massimo rispetto a mia madre (e anche nel suo ruolo, so benissimo quanto possano devastare le parole di una figlia). Cielo, sono fritta! Mi ritrovo a giocare in contemporanea il difficile ruolo di genitrice e generata! Mi sento un Sandwich, anzi per essere più precisa, mi sento il condimento di un Sandwich (che è ben peggio!), completamente schiacciata tra mia madre e mia figlia. Allora mi chiedo se mia madre faccia bene o no ad elargire – ancora oggi… – i suoi solenni consigli (che poi non sono consigli ma veri e propri giudizi di conformità al suo preciso e ben strutturato modo di pensare). Ma io del resto, nel mio ruolo di madre, non faccio praticamente la stessa cosa con i miei figli? … Ecco che mi rimetto in discussione. Per dirla tutta, in verità, io sono molto, ma molto più perfida di mia madre, perché con più abili giri di parole prospetto ai miei figli una fasulla possibilità di scelta … fai come vuoi – dico, con aria indifferente – anche se poi, una volta che espongo una tesi, ogni mio poro trasuda riprovazione verso l’altra. Ma quanto è complicato riuscire a trovare la giusta misura, mescere ruoli così vicini ma, inevitabilmente, così distanti! Non sempre arrovellarsi alla ricerca di cosa sia meglio porta risposte esaustive e a dire il vero non so se Cartesio avesse veramente ragione, a proposito della saggezza di chi dubita; certo è che il Sandwich può essere buono come spezza-fame, ma sentirsi suo condimento non è piacevole affatto! In ogni caso, sorseggio il mio aperitivo mentre mi perdo guardando gli occhi blu di mia madre … vorrei dirle tante cose ma resto in silenzio e assaporo la bellezza di questo momento, godendo della gioia di essere mamma e ancora figlia al tempo stesso!</p>
<p><em>lindafallea.buscemi@hotmail.com </em><br />
<em>Per acquistare il libro: www.islandbooks.ch</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una bella storia al femminile: la preziosa “Residenza Emmy”</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/una-bella-storia-al-femminile-la-preziosa-residenza-emmy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Lore-RESIDENZA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A Lugano uno straordinario esempio di impresa sostenibile con l’obiettivo del bene comune LUGANO - Pare incredibile che una nazione occidentale all’avanguardia, nel cuore dell’Europa, quale è la Svizzera, abbia concesso solo qualche decennio fa il diritto di voto alle donne. Era il 1971, anni in cui la firma della moglie non era valida se</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Lore-RESIDENZA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7525"  class="panel-layout" ><div id="pg-7525-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7525-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7525-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>A Lugano uno straordinario esempio di impresa sostenibile con l’obiettivo del bene comune</strong></p>
<p>LUGANO - Pare incredibile che una nazione occidentale all’avanguardia, nel cuore dell’Europa, quale è la Svizzera, abbia concesso solo qualche decennio fa il diritto di voto alle donne. Era il 1971, anni in cui la firma della moglie non era valida se non avallata dal marito...</p>
<p>Se si pensa a tutto questo, appare come cosa formidabile ciò che riuscì a creare un gruppo di donne alle prese con un progetto innovativo ideato negli anni Cinquanta: la Residenza Emmy, una palazzina da erigersi a Lugano con piccoli appartamenti ad affitto moderato per inquilini anziani.</p>
<p>Il progetto era innovativo perché non si trattava né di un ospizio, né di un’opera di beneficenza, bensì di una vera e propria impresa economica.<br />
Gli affitti bassi dovevano favorire anziani meno abbienti e la struttura si sarebbe totalmente mantenuta dagli introiti degli inquilini. Gli anziani sarebbero vissuti in completa autonomia nei loro appartamenti, liberi di muoversi come in un qualunque altro stabile. Si tratta di un modello abitativo poi copiato con diverse modulazioni da altre strutture per anziani, ma che all’epoca della proposta destò non poche perplessità.</p>
<p>Per arrivare alla posa della prima pietra occorsero un po’ di anni. Fu appositamente costituita una Società cooperativa per la concretizzazione del progetto. Era il 1959, esattamente 60 anni fa. In questo anniversario è d’uopo raccontare questa bella storia tutta al femminile. Lo ha fatto di recente anche la Tv Svizzera con un delizioso documentario, e c’è un libro, “Storia di un’impresa femminile” di Karin Stefanski, pubblicato dall’Associazione Archivi Riuniti delle Donne Ticino, che narra l’intera vicenda.<br />
Alla fine degli anni Cinquanta, una decina di associazioni femminili, patrocinate dalla Federazione Ticinese delle Società Femminili (FTSF), fonda la Società cooperativa per edificare un “Casa per anziani ad affitto moderato”. Solo la forte volontà e determinazione di queste luganesi riuscì a superare lo scetticismo e gli ostacoli di quel tempo, e finalmente nel 1972 lo stabile venne edificato. Due personalità restano il simbolo di questa impresa: Emma Bernhard e Maria Luisa Albrizzi. Dalla Svizzera interna, dopo il matrimonio Emma si trasferì in Ticino dove si prodigò per i necessari mutamenti sociali dal punto di vista femminile, con i tanti diritti politici e sociali che aspettavano di essere acquisiti. Fu la rappresentante in Ticino della difesa dei diritti delle consumatrici svizzere e divenne popolare attraverso la sua rubrica radiofonica.<br />
Altra figura di spicco in quel periodo fu Maria Luisa Albrizzi, che dopo molte opere meritorie - per le quali ottenne importanti riconoscimenti anche dal Vaticano - negli anni Cinquanta si batté con efficacia per l’ottenimento dei diritti politici femminili.</p>
<p>Ambedue erano nel comitato della Federazione Ticinese delle Società Femminili e insieme furono il potente motore che permise, insieme alle altre donne del gruppo, la realizzazione della casa per gli anziani. La palazzina è stata ribattezza in anni più recenti Residenza Emmy in onore di Emma Bernhard che la gestì per molti anni con grande capacità organizzativa e sensibilità umana.</p>
<p>La Residenza Emmy si trova a Lugano-Loreto, in via Adamini 16. Si tratta di un edificio composto di una ventina di piccoli appartamenti, di locali multiuso e di un orto. Gli inquilini si dicono molto felici di stare in questo posto e ne spiegano in dettaglio i motivi. Per tutti, l’affitto a costo moderato è stata la motivazione principale per fare richiesta di un alloggio alla Residenza Emmy. Tuttavia, mostrando il loro appartamento, sostengono come, con questa sistemazione, il livello della loro vita sia ottimo, per l’indipendenza, la libertà totale di cui godono e, al contempo, si sentano seguiti e ascoltati, in caso di bisogno, da chi gestisce la Residenza.</p>
<p>Sostengono anche che (come riportato nel documentario della RSI) qualcosa è cambiato in questi ultimi decenni. Nella Residenza c’è un po’ più di individualismo rispetto un tempo, pur mantenendosi alto il sentimento di rispetto e collaborazione tra i coinquilini. È cambiata anche l’età di chi abita nella palazzina, infatti, se una volta vi erano solo anziani, oggi alcuni appartamenti sono abitati da persone sotto i 60 anni, ancora in età lavorativa. C’è la signora che si alza alle 4 di mattina perché fa la panettiera e a volte accade che, al ritorno dal lavoro, inserisca i sacchetti di pane nelle bucalettere: «così tutti hanno il pane fresco e sono molto felici».</p>
<p>C’è anche l’imbianchino che nel tempo libero ha dipinto di un «bel verde primavera» le scale interne della palazzina...<br />
Anche il quartiere è un po’ cambiato con la chiusura dei piccoli negozi, ma per il resto il paesaggio attorno è molto bello e si raggiunge anche a piedi il centro città.<br />
Nessuno andrebbe via volentieri da questo stabile, dove si può tenere il proprio animale domestico, col quale andare a spasso sul vicino lungolago di Lugano e dove tutti si conoscono da anni e vivono un ottimo rapporto umano.</p>
<p>La Residenza Emmy risulta un’opera di grande importanza sociale e dimostra che si può fare impresa senza speculare in modo abnorme a vantaggio di pochi soggetti.<br />
La Residenza Emmy, dunque, fortemente voluta da donne di valore del passato, continua ad essere una realtà straordinaria anche ai giorni nostri e mostra di funzionare perfettamente: forse perché, oggi come allora, continua ad essere gestita esclusivamente da donne?</p>
<p>Annamaria Lorefice<br />
lorefice.annamaria@gmail.com</p>
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	<p>La società cooperativa Residenza Emmy, nata nel 1959 da un gruppo di donne luganesi, offre alloggi a pigione moderata per persone anziane. È stata precursora in questo ambito, un esempio che andrebbe seguito. Si tratta di una società fondata dalle associazioni femminili ticinesi, il cui consiglio d’amministrazione è completamente femminile sin dall’origine.</p>
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	<p>Emma Degoli-Bernhardt (1912-2006)</p>
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	<p>Maria Luisa Albrizzi (1894-1984)</p>
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	<p>Uno degli inquilini, pittore, c’è chi invece cura l’orto situato su un lato della Residenza Emmy.</p>
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	<p>Il libro dedicato a questa utile struttura.</p>
</div>
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		<title>Votazioni federali e cantonali: tutto in un’app</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-e-cantonali-tutto-in-una-app/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" />VoteInfo: è questo il nome della nuova applicazione lanciata dalla Confederazione e dai Cantoni, che permette di consultare su un telefono mobile le spiegazioni ufficiali e i risultati delle votazioni federali e cantonali. L’applicazione è a disposizione dal 14 gennaio 2019 e ha potuto essere testata dal pubblico per la prima volta in occasione dello</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-e-cantonali-tutto-in-una-app/">Votazioni federali e cantonali: tutto in un’app</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/09/schweizerarmee-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="scudo crociato" decoding="async" /><div id="pl-7618"  class="panel-layout" ><div id="pg-7618-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7618-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7618-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>VoteInfo: è questo il nome della nuova applicazione lanciata dalla Confederazione e dai Cantoni, che permette di consultare su un telefono mobile le spiegazioni ufficiali e i risultati delle votazioni federali e cantonali. L’applicazione è a disposizione dal 14 gennaio 2019 e ha potuto essere testata dal pubblico per la prima volta in occasione dello scrutinio popolare del 10 febbraio 2019.</strong></p>
<p>Oltre all’invio del materiale di voto a tutte le persone aventi diritto di voto e alle informazioni fornite sui siti web delle autorità federali e cantonali, tutte le spiegazioni ufficiali relative ai temi in votazione possono ora essere consultate (anche da parte delle Svizzere e degli Svizzeri all’estero), già diverse settimane prima dello scrutinio su una piattaforma unica. Quest’ultima fornisce inoltre informazioni sulle votazioni precedenti.</p>
<p><strong>Risultati delle votazioni dopo 12 ore</strong><br />
E non è tutto. Le domeniche di votazione, tutti i risultati delle votazioni federali e cantonali per ogni comune, ogni Cantone e per tutta la Svizzera saranno pubblicati dopo 12 ore (ora svizzera).</p>
<p><strong>Notifiche automatiche</strong><br />
Altro vantaggio di VoteInfo: la possibilità di attivare delle notifiche automatiche (notiﬁche push) che avvertono l’utente quando vengono pubblicati online nuovi contenuti, ad esempio nuove spiegazioni, video esplicativi e, naturalmente, i risultati finali nelle domeniche di votazione.<br />
La nuova applicazione contiene non solo spiegazioni e risultati, ma permette anche di adattare le informazioni: è ad esempio possibile definire delle preferenze per le spiegazioni e i risultati concernenti una votazione in un cantone in particolare.</p>
<p><strong>Applicazione quadrilingue</strong><br />
La Cancelleria federale ha sviluppato l’applicazione VoteInfo in collaborazione con l’Ufficio federale di statistica (UST) e il Canton Zurigo, che possedeva già l’app «Züri stimmt App», la quale è stata integrata all’applicazione comune. VoteInfo è disponibile nelle quattro lingue nazionali (tedesco, francese, italiano e romancio) e funziona su iOS e Android. Essa può essere scaricata gratuitamente nell’App Store o su Google Play.</p>
<p><strong>Sviluppo</strong><br />
La Confederazione e i Cantoni intendono continuare a sviluppare costantemente VoteInfo, in modo ad esempio da poter proporre in futuro informazioni sulle votazioni comunali.</p>
<p><strong>Votazioni federali</strong></p>
<p>Il Consiglio federale decide gli oggetti da sottoporre al voto almeno quattro mesi prima. I seguenti temi sono posti in votazione il 19 maggio 2019:</p>
<ul>
<li>Legge federale del 28 settembre 2018 concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA)</li>
<li>Decreto federale del 28 settembre 2018 che approva e traspone nel diritto svizzero lo scambio di note tra la Svizzera e l’UE concernente il recepimento della direttiva (UE) concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell’acquis di Schengen)</li>
</ul>
<p>Altre date 2019: 20 ottobre, 24 novembre</p>
<p>Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, voto elettronico, ecc.) sono disponibili su www.admin.ch/votazioni. Le informazioni sulle elezioni in Consiglio nazionale del 20 ottobre 2019 sono disponibili su www.ch.ch/it/ elezioni2019.</p>
<p><strong>Iniziative popolari</strong></p>
<p>Alla chiusura della redazione, è stata lanciata la seguente iniziativa popolare:</p>
<ul>
<li>«Contro l’esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili (Iniziativa correttiva)’» (11.06.2020)</li>
</ul>
<p>La lista delle iniziative popolari in sospeso è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso</p>
</div>
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		<title>Un doppio sì che vale tre volte: sì alla riforma fiscale, all’AVS, alle armi</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/un-doppio-si-che-vale-tre-volte-riforma-fiscale-avs-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/votazioni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La sorpresa principale della domenica elettorale del 19 maggio non è stata tanto quella di vedere approvati i due testi in consultazione popolare, come raccomandato da Consiglio federale e Parlamento e come ampiamente previsto dai sondaggi pre-votazione. L’unico sussulto, per altro non troppo positivo, arriva da una partecipazione al voto del 43%, che si attendeva</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-doppio-si-che-vale-tre-volte-riforma-fiscale-avs-armi/">Un doppio sì che vale tre volte: sì alla riforma fiscale, all’AVS, alle armi</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/votazioni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7662"  class="panel-layout" ><div id="pg-7662-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7662-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7662-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>La sorpresa principale della domenica elettorale del 19 maggio non è stata tanto quella di vedere approvati i due testi in consultazione popolare, come raccomandato da Consiglio federale e Parlamento e come ampiamente previsto dai sondaggi pre-votazione. L’unico sussulto, per altro non troppo positivo, arriva da una partecipazione al voto del 43%, che si attendeva più alta alla luce dell’importante posta in palio.</strong></p>
<p><strong>Sì alla Riforma fiscale e al finanziamento supplementare dell’AVS (RFFA)</strong><br />
Da alcuni criticato come progetto “illegale” a causa dell’unione di due temi senza un vero legame materiale – nel frattempo è stato inoltrato un ricorso – il compromesso ha convinto il popolo svizzero. Alla luce delle pressioni da tempo esercitate da OCSE e UE è stata grande anche la soddisfazione del Consiglio federale e in particolare del Ministro delle finanze Ueli Maurer che ha affermato “con questo sì alla riforma fiscale è stato lanciato un importante segnale a favore della sicurezza della pianificazione delle imprese, e dunque anche della certezza per i posti di lavoro che dipendono direttamente dagli investimenti”. Ora la palla della riforma fiscale è nel campo dei cantoni. Alcuni di questi hanno già concepito il loro nuovo regime fiscale, altri lo stanno facendo, altri lo dovranno ancora fare.</p>
<p><strong>Il finanziamento dell’AVS “una buona notizia per la nostra nazione”.</strong><br />
Anche il Consigliere federale Alain Berset, responsabile dello spinoso dossier della previdenza vecchiaia, ha tirato un sospiro di sollievo. Secondo il ministro i due miliardi supplementari per l’AVS stanziati con il sì alla RFFA, garantiscono le rendite a breve termine ma, entro il 2030, serviranno comunque altri 23 miliardi di franchi per mantenere l’attuale livello delle rendite. Berset ritiene che grazie alla decisione del popolo in futuro l’aumento dell’IVA (oggi al 7,7%) sarà inferiore e rischia idealmente di incrementare di solo lo 0.7%. Un relativo progetto di risanamento del Consiglio federale è atteso in Parlamento entro la fine di agosto.</p>
<p><strong>“Servono misure strutturali per salvare l’AVS”</strong><br />
Nei commenti post-votazione si è trovata molta unanimità nel valutare che la sfida demografica alla quale l’AVS deve far fronte non è assolutamente risolta ma solo posticipata. Contrariamente a quanto aveva proposto il Consiglio federale in un suo progetto posto in consultazione nel 2018, diverse cerchie ribadiscono che i pesanti deficit ai quali va incontro la principale assicurazione sociale elvetica devono essere colmati non solo attraverso entrate supplementari (IVA, contributi salariali, contributi della Confederazione), ma anche da misure strutturali e in particolare l’aumento dell’età di pensionamento oggi a 65 anni per gli uomini e 64 per le donne. Soprattutto gli ambienti economici ma anche i partiti borghesi hanno lanciato messaggi chiari: alziamo da subito l’età di pensionamento a tappe per non dover prevedere misure eccessivamente drastiche in futuro.</p>
<p><strong>Sì alla nuova direttiva sulle armi, sì a Schengen</strong><br />
Il secondo tema su cui le Svizzere e gli Svizzeri erano chiamati ad esprimersi riguardava il recepimento di una direttiva dell’UE che – a scopi di prevenzione del terrorismo – vietava la vendita di determinati tipi di armi. In un paese con una forte tradizione dello sport del tiro ma anche della caccia questa proposta è stata ampiamente dibattuta. A contribuire ulteriormente all’interesse della votazione vi è stata la circostanza per la quale nel caso di un rifiuto del popolo svizzero sarebbe stata messa in discussione l’associazione della Svizzera allo Spazio Schengen. Nel suo commento, la nuova Consigliera federale Karin Keller-Sutter, responsabile del dossier, ha affermato che “non cambierà nulla per i tiratori e nemmeno per le attività relative all’arma di ordinanza militare. Inoltre, il sì assicura la cooperazione con gli Stati Schengen e Dublino, importante dal momento che i vantaggi sono molti. La Svizzera, ha concluso Karin Keller-Sutter, ha dimostrato di essere un partner affidabile per l’Europa.<br />
La prossima votazione a livello nazionale sarà probabilmente solo nel 2020. Tradizionalmente nell’anno elettorale le votazioni di settembre e novembre sono cosiddette “votazioni bianche”. Le elezioni federali per contro sono previste il 20 ottobre 2019.</p>
<p><strong>Fatti &amp; Cifre</strong><br />
+ 66.4% - È la percentuale di cittadini che ha approvato la Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell‘AVS. Tutti i Cantoni hanno approvato il testo.<br />
+ Il Cantone più scettico è stato Soletta (“solo 58.6% di si”) il più favorevole Vaud (80.7%).<br />
+ 42,1% - È la percentuale di Svizzeri che si è recata al voto.<br />
+ 63,7% - È la percentuale di votanti che ha votato per il recepimento della direttiva UE sulle armi (Sviluppo dell‘acquis di Schengen).<br />
+ 1 – Solo un cantone si è opposto alla direttiva sulle armi. Si tratta del Canton Ticino (54.5% di NO).<br />
+ 75% - è la percentuale di sì del Canton Basilea Città, il più favorevole alla direttiva sulle armi.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi </em><br />
<em>REDATTORE</em></p>
</div>
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		<title>Palermo 2019 &#8211; Collegamento svizzero in Italia e Associazione Gazzetta Svizzera in assemblea</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/palermo-2019-collegamento-svizzero-in-italia-e-associazione-gazzetta-svizzera-in-assemblea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/81ma-Assemblea-generale-ordinaria-del-Collegamento-Svizzero-in-Italia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Conti attivi e due nuovi membri di Comitato La presidente Irène Beutler-Fauguel ha condotto l’81ma Assemblea generale ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia che si è svolto il 18 maggio scorso a Palermo. In entrata di Assemblea ha ricordato con un minuto di silenzio due presidenti di circoli scomparsi nell’ultimo anno: Monica Carboni del circolo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/palermo-2019-collegamento-svizzero-in-italia-e-associazione-gazzetta-svizzera-in-assemblea/">Palermo 2019 &#8211; Collegamento svizzero in Italia e Associazione Gazzetta Svizzera in assemblea</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/81ma-Assemblea-generale-ordinaria-del-Collegamento-Svizzero-in-Italia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7712"  class="panel-layout" ><div id="pg-7712-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7712-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7712-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Palermo 18-19 maggio 2019 - Collegamento Svizzero 2019</h3>
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	<p><strong>Conti attivi e due nuovi membri di Comitato</strong></p>
<p><strong>La presidente Irène Beutler-Fauguel</strong> ha condotto l’81ma Assemblea generale ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia che si è svolto il 18 maggio scorso a Palermo. In entrata di Assemblea ha ricordato con un minuto di silenzio due presidenti di circoli scomparsi nell’ultimo anno: Monica Carboni del circolo di Sardegna e Franco Marfurt del circolo di Brescia. Durante le trattande statutarie, il tesoriere Gian Franco Definti ha presentato i conti del 2018 – che si chiudono con un piccolo utile – e ha citato tra le altre cose il contributo del Collegamento a supporto del riuscitissimo Congresso dei giovani svizzeri, tenutosi a Bologna in ottobre. Sono in seguito stati eletti all’unanimità quali nuovi membri del Comitato del Collegamento Ruth Von Gunten e Daniel Schmid. Von Gunten, attiva a Berna per educationsuisse, associazione mantello delle 18 scuole svizzere all’estero, è stata per oltre 10 anni Presidente del Circolo di Palermo e della Sicilia Occidentale. Daniel Schmid, basilese d’origine e da 29 anni in Italia, da due anni è attivo a Milano quale responsabile amministrativo della Scuola Svizzera di Milano e insegna chimica e biologia. Alla presenza del Presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero Remo Gysin, Robert Engeler ha raccolto l’interesse della sala nei confronti di una vista dei circoli presso la Piazza degli Svizzeri all’estero a Brunnen (www.auslandschweizerplatz.ch), “la più bella Piazza sul lago dei 4 Cantoni.</p>
<p><strong>50 anni redattore della Gazzetta: standing ovation per il Dr. Ignazio Bonoli</strong><br />
Ringraziato e omaggiato in occasione dell’Assemblea generale di Gazzetta Svizzera</p>
<p>L’Avv. Andrea Pogliani, Presidente dell’associazione editrice del mensile per gli Svizzeri all’estero, ha dato il benvenuto all’Assemblea di Gazzetta Svizzera, tenutasi lo scorso 18 maggio a Palermo che ha visto al centro i ringraziamenti per Ignazio Bonoli, redattore della Gazzetta della prima ora. “Da quando esiste la Gazzetta Svizzera”, ha ricordato Pogliani, “c’è sempre stato Ignazio Bonoli che ha raccontato il loro Paese agli Svizzeri in Italia”. Per 50 anni il redattore ha condotto i lettori attraverso epoche e periodi molto diversi, sempre con grande equilibrio. La sala lo ha accommiatato con una standing ovation. Bonoli ha preso in seguito la parola ringraziando tutti, in particolare i circoli, per la collaborazione e ha sottolineato come proprio gli spunti provenienti dai circoli siano per lui sempre stati molto importanti e al contempo un motore per gli altri circoli.<br />
Il tesoriere, Gian Franco Definti, ha illustrato i conti che presentano un leggero utile, anche se inferiore rispetto al 2017 a causa di un leggero rincaro dei costi di amministrazione e di spedizione. Definti ha posto l’attenzione sulla riduzione dei contributi dei lettori e ha comunicato che andranno in futuro cercati nuovi spunti per motivare i lettori a contribuire alla pubblicazione.<br />
Al termine è stato presentato il nuovo redattore, Angelo Geninazzi, da gennaio coordinatore dei contenuti della Gazzetta Svizzera, il quale ha invitato la platea a contribuire attivamente alla Gazzetta – patrimonio degli Svizzeri in Italia – sollecitando attivamente temi di interesse per la comunità degli Svizzeri all’estero.</p>
</div>
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	<p><strong>Irène Beutler-Fauguel</strong><br />
ha condotto i lavori dell’Assemblea del Collegamento Svizzero in Italia, tenutosi lo scorso 18 maggio a Palermo. Alla sua sinistra Gian-Franco Definti (tesoriere), a destra Andrea Pogliani e Alberto Fossati (membri di Comitato).</p>
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	<p><strong>Ignazio Bonoli,</strong><br />
redattore per 50 anni di Gazzetta Svizzera nel suo saluto al pubblico in occasione dell’Assemblea di Gazzetta Svizzera lo scorso 18 maggio a Palermo.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/palermo-2019-collegamento-svizzero-in-italia-e-associazione-gazzetta-svizzera-in-assemblea/">Palermo 2019 &#8211; Collegamento svizzero in Italia e Associazione Gazzetta Svizzera in assemblea</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un congresso “spaziale” nel segno dei giovani e dell’innovazione</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/un-congresso-spaziale-nel-segno-di-giovani-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=7770</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Giovani-svizzeri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Alla presenza di un folto pubblico, Irène Beutler-Fauguel, Presidente del Collegamento Svizzero in Italia ha aperto l’81mo Congresso degli Svizzeri in Italia, tenutosi il 18 maggio a Palermo nell’aula magna della Scuola di scienze giuridiche, economiche e sociali in via Maqueda, salutando i numerosi ospiti d’eccezione e in particolare i molti giovani partecipanti al Congresso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-congresso-spaziale-nel-segno-di-giovani-e-innovazione/">Un congresso “spaziale” nel segno dei giovani e dell’innovazione</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Giovani-svizzeri-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7770"  class="panel-layout" ><div id="pg-7770-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7770-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7770-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Si è tenuto a Palermo l’81mo Congresso degli Svizzeri all’estero</h3>
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	<p>Alla presenza di un folto pubblico, Irène Beutler-Fauguel, Presidente del Collegamento Svizzero in Italia ha aperto l’81mo Congresso degli Svizzeri in Italia, tenutosi il 18 maggio a Palermo nell’aula magna della Scuola di scienze giuridiche, economiche e sociali in via Maqueda, salutando i numerosi ospiti d’eccezione e in particolare i molti giovani partecipanti al Congresso. Questi erano più di trenta – “in Francia non ci arrivano mai”, ha scherzato in occasione dell’Assemblea che ha preceduto il Congresso – e riflettono la forte motivazione dell’Unione dei Giovani Svizzeri all’estero.</p>
<p>Nel suo saluto, Rita Adam, Ambasciatrice Svizzera a Roma – protagonista della prima intervista “Il Personaggio” apparso nell’edizione di marzo 2019 di Gazzetta – ha indicato le sue priorità, tra cui rafforzare il legame e il dialogo con la comunità degli Svizzeri in Italia. “Insieme possiamo sviluppare molti progetti e una comunicazione più regolare tramite newsletter e social media”. Anche Adam ha messo l’accento sui molti giovani presenti al Congresso, secondo lei “un grande capitale che non è presente in tutti i paesi”. L’Ambasciatrice ha colto l’occasione per ringraziare Felix Baumann, Console generale in Italia al suo ultimo collegamento (sarà attivo da luglio a Ginevra presso la Rappresentanza permanente della Svizzera presso le Nazioni Unite, ndr.) per il suo grande lavoro.</p>
<p>Il Presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) Remo Gysin ha onorato con la sua presenza il Congresso e ha espresso il suo desiderio di comprendere le esigenze degli Svizzeri in Italia. Se penso ai 37 circoli e alle 5 scuole non posso che affermare che la Comunità di Svizzera in Italia è unica e funge da esempio per molte altre. ha esordito il presidente. Senza l’impegno di questi Svizzeri l’OSE non esisterebbe. “Gli Svizzeri fuori dai confini sono in grado di osservare criticamente il proprio paese”. Gysin ha poi mostrato qualche cifra (vedi a lato).</p>
<p>Tra le attuali priorità per l’OSE vi sono l’informazione in vista delle elezioni nazionali, l’elaborazione di prese di posizione sugli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE, la politica delle banche e l’esercizio dei diritti e dei doveri politici.<br />
In relazione a quest’ultimo punto è di particolare importanza secondo Gysin fare passi avanti per l’e-voting (“ma si sta andando nella direzione opposta”) e per il mantenimento della doppia cittadinanza. Gysin ha concluso invitando al prossimo Congresso a Montreux (16-18 agosto 2019, si trovano informazioni particolare a pag XX di questo numero di Gazzetta) soprattutto i giovani: “siete il nostro futuro”.</p>
<p>Simone Flubacher della Direzione Consolare del Dipartimento Federale Affari Esteri a Berna ha esordito spiegando “La Svizzera offre di più rispetto ad Heidi e cioccolato: ad esempio la formazione per i giovani”. Flubacher ha mostrato quali informazioni sono disponibili per il rientro in Svizzera, in particolare sui siti web del DFAE. Sulle diverse piattaforme possono essere richieste informazioni per iniziare studi o lavoro in Svizzera, ma anche come creare un’impresa rispettivamente una startup. Non da ultimo ha presentato la Piattaforma youngswissabroad.ch dedicata alle opportunità per i giovani Svizzeri all’estero. ”È un piacere stare al vostro servizio” ha concluso Flubacher invitando tutta la comunità a contattare i servizi preposti per qualsiasi domanda.</p>
<p>Stefan Zwicky, responsabile dello Swiss Business Hub Italy di Swiss Global Enterprise (SGE) ha esposto i servizi di Swiss Hub per promuovere la piattaforma economica svizzera. L’internazionalizzazione porta automaticamente a doversi interrelazionare. SGE promuove l’insediamento di imprese svizzere all’estero, ma anche l’esportazione di imprese svizzere verso l’estero. Swiss Business Hub Italia – locata presso il Consolato Svizzero a Milano – aiuta le imprese nella scoperta e nell’apertura di nuove opportunità commerciali.</p>
<p>+ 760’200 Svizzeri all’estero (in crescita dell’1,1% rispetto al 2017), oltre il 10% di tutti gli Svizzeri<br />
+ 62% in Europa,<br />
+ In Italia quasi 50’000 (1700 in Sicilia)<br />
+ Sono di più le Svizzere all’estero rispetto ai compatrioti di sesso maschile<br />
+ Il 75% hanno il doppio passaporto.<br />
+ Dopo la Francia, la Germania e gli Stati uniti, l’Italia al 4° posto per numero di Svizzeri all’estero.<br />
+ Nel 2018: quasi 900 nuovi cittadini svizzeri in Italia.</p>
<p><strong>“Tra le mie priorità vi è quella di rafforzare ancor di più il dialogo con la comunità degli Svizzeri in Italia”.</strong></p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Gysin: “La comunità degli Svizzeri in Italia è unica”.</h3>
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	<p>In relazione a quest’ultimo punto è di particolare importanza secondo Gysin fare passi avanti per l’e-voting (“ma si sta andando nella direzione opposta”) e per il mantenimento della doppia cittadinanza. Gysin ha concluso invitando al prossimo Congresso a Montreux (16-18 agosto 2019, si trovano informazioni particolare a pag XX di questo numero di Gazzetta) soprattutto i giovani: “siete il nostro futuro”.</p>
<p>Simone Flubacher della Direzione Consolare del Dipartimento Federale Affari Esteri a Berna ha esordito spiegando “La Svizzera offre di più rispetto ad Heidi e cioccolato: ad esempio la formazione per i giovani”. Flubacher ha mostrato quali informazioni sono disponibili per il rientro in Svizzera, in particolare sui siti web del DFAE. Sulle diverse<br />
piattaforme possono essere richieste informazioni per iniziare studi o lavoro in Svizzera, ma anche come creare un’impresa rispettivamente una startup. Non da ultimo ha presentato la Piattaforma youngswissabroad.ch dedicata alle opportunità per i giovani Svizzeri all’estero. ”È un piacere stare al vostro servizio” ha concluso Flubacher invitando tutta la comunità a contattare i servizi preposti per qualsiasi domanda.</p>
<p>Stefan Zwicky, responsabile dello Swiss Business Hub Italy di Swiss Global Enterprise (SGE) ha esposto i servizi di Swiss Hub per promuovere la piattaforma economica svizzera. L’internazionalizzazione porta automaticamente a doversi interrelazionare. SGE promuove l’insediamento di imprese svizzere all’estero, ma anche l’esportazione di imprese svizzere verso l’estero. Swiss Business Hub Italia – locata presso il Consolato Svizzero a Milano – aiuta le imprese nella scoperta e nell’apertura di nuove opportunità commerciali.</p>
<p><strong>Flubacher: La Svizzera offre di più rispetto ad Heidi e cioccolato: ad esempio la formazione per i giovani.</strong></p>
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	<p>Il Congresso è stato allietato in più occasioni da intermezzi musicali.</p>
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		><h3 class="widget-title">Il Sindaco Orlando: “Benvenuti, siete tutti palermitani”</h3>
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	<p>Nel suo saluto agli Svizzeri all’estero, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, ha debuttato in lingua tedesca “es ist eine grosse Freude hier zu sein” e ha messo in evidenza in lingua francese, italiana e inglese (!) la sua “forte relazione con la Svizzera”, già solo per il fatto di essere nato il 1. agosto. Il Sindaco ha poi proposto una coinvolgente laudatio della sua Palermo: “non c’è città in Europa cambiata culturalmente più di Palermo negli ultimi 40 anni. Siamo cambiati nella testa. Eravamo un paese in cui la chiesa, il sindaco e la città avevano la faccia della mafia. Oggi siamo la città più sicura d’Italia, la terza da un punto di vista turistico. La sicurezza deriva dall’accoglienza. “Siete in una città fantastica, sicura e che costa poco. Ho appena deciso che siete tutti palermitani” ha concluso il Sindaco che ha raccolto scroscianti applausi.</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Di orologi e cioccolato e caffè</h3>
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	<p><strong>Diversi ospiti e imprese d’eccezione hanno dato lustro al Congresso a Palermo</strong></p>
<p>Willy Schweizer, storico e curatore dell’azienda di orologi Girard Perregaux ha ripercorso la storia dell’orologeria svizzera, mettendo in evidenza quello che di fatti è un paradosso. Infatti oggi la Svizzera fabbrica orologi in piccolissime quantità (solo poco più del 2% della quantità degli orologi meccanici prodotti a livello mondiale è svizzero) e il principio che muove l’orologio risale 1200. In più gli oggetti sono cari e si può vivere benissimo anche senza. Dovemmo essere spariti ma invece l’industria svizzera e una realtà riconosciuta da tutti. Oggi siamo eredi di una tradizione che fabbrica oggetti che creano emozione che ci impegnano a continuare ad offrire ben altro che “orologi normali”. “Così la storia del successo continuerà” ha concluso l’esperto di orologi.<br />
Il signor Stefano Ponta, Direttore finanziario delle Camille Bloch si è collegato al tema dell’innovazione, determinante anche nel settore del cioccolato. La storia dell’azienda di famiglia è incentrata sulla differenziazione rispetto agli altri, sulla capacità di innovare i prodotti e di farlo al momento giusto. Attraverso tre esempi Ponta ha messo in luce l’innovazione nella sua azienda, sia in relazione ai prodotti sia in relazione ai processi produttivi.<br />
Sapete che sono stati gli Svizzeri a portare il caffè in Italia? Stefano Goglio di Nespresso ha proposto una riflessione sul fatto che “siamo le scelte che facciamo”. “Ho una brutta notizia: non c’è George Clooney” ha debuttato tra l’ilarità del pubblico il relatore, facendo riferimento alla nota pubblicità della marca di caffè. Goglio ha spiegato come Nepresso nasca da un viaggio in Italia e investa molto sull’innovazione in termini di processo di produzione, del formato delle boutique, della qualità del prodotto ma si contraddistingue anche per il suo impegno nell’ambito della responsabilità sociale. “Nespresso è un’azienda svizzera, nata da un’idea italiana che ha un impatto positivo nel mondo” ha riassunto Goglio.</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Nicollier trasporta la platea… per 43 giorni nello spazio.</h3>
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	<p>Attaccatevi le cinture, si parte. Quest’oggi voglio portarvi nello spazio. È così che Claude Nicollier, il primo astronauta svizzero nello spazio, ha coinvolto i Partecipanti al Congresso nella sua esperienza. Nicollier ha premesso che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la Svizzera è un paese spaziale, molto apprezzata e rispettata nell’ambito dell’agenzia spaziale. Ad esempio gli orologi atomici del sistema GPS spaziale sono prodotti a Neuchâtel in Svizzera.</p>
<p>Per andare nello spazio ci vuole passione, passione per il cielo, ha esordito il 75enne. Non chiedetemi perché ma l’avevo. Avevo anche quella per gli aerei, per cui ho conseguito il brevetto a 18 anni. Questo mi ha portato lontano: immaginatevi cosa significa vedere “sorgere la terra” da dietro l’orizzonte di un altro pianeta, è una cosa straordinaria.<br />
Dopo la partenza basta un minuto e mezzo per essere nello spazio – “l’espace est tout proche” – e vi sono stato per 43 giorni ha raccontato il padre di due figlie; ma ogni missione implicava anni di preparazione e mesi di debriefing. Pe capire la navetta occorre molto, molto allenamento: gestire la navetta è estremamente complesso. I voli stessi duravano pochi giorni. Un aneddoto? Durante il mio primo viaggio si sono rotte le toilette, che vista l’assenza di gravità funzionano con una determinata circolazione di aria. Le ho riparate anche se potrete immaginarvi che non è stato particolarmente carino.</p>
<p>Sono molte le cose che ho appreso dalla mia esperienza di 25 anni di svizzero all’estero a Huston: nella vita occorre avere obiettivi chiari, non lasciarsi scoraggiare dall’avversità ma risolvere il problema alla radice e continuare a perseguire gli obiettivi. Inoltre vanno tratte lezioni dal passate. Se davvero vuoi far qualcosa puoi farlo.<br />
L’esposizione di Nicollier ha coinvolto i presenti e ha permesso uno sguardo oltre i confini terrestri dal punto di vista di uno degli Svizzeri più conosciuti. Ha concluso: “la gran parte di noi vorrebbe comunque restare sulla terra, teniamo cura a questo pianeta”.</p>
<p>Il 31 luglio 1992 Nicollier è stato il primo astronauta Svizzero nello spazio.</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-7770-4-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7770-4-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="10" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Gioventù rampante in tavola rotonda </h3>
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	<p><strong>Molti spunti di interesse da e per i giovani in occasione del Congresso del Collegamento a Palermo.</strong></p>
<p>Il Congresso degli Svizzeri all’estero ha visto protagonisti i giovani – oltre una trentina quelli che si sono recati a Palermo – che tra le altre cose hanno dato vita ad un’interessante discussione, moderata da Daniel Schmid, neoeletto membro di Comitato del Collegamento degli Svizzeri all’estero. Grazie alla tavola rotonda è stato possibile presentare le diverse associazioni giovanili che permettono agli Svizzeri all’estero di restare in contatto tra di essi e con il loro paese.</p>
<p>Valeria Calamari ha presentato l’organizzazione e le attività dell’Unione Giovani Svizzeri, molto attiva dal 2011 in numerose età e ha lanciato un appello a trovare nuovi giovani Svizzeri in Italia. Cosa si aspettano i giovani? Luca Bonicalza spiega come da tempo i giovani vengono aiutati nella loro entrata nel mondo del lavoro, informati sulle possibilità di formazioni in Svizzera. L’UGS nasce come supporto ai circoli locali e alle attività di questi ultimi. Determinante secondo Bonicalza è creare una rete con lo scopo di rafforzare l’impegno dei giovani nei circoli. Con la creazione nel 2010 dell’UGS i giovani sono diventati una componente su cui il Coordinamento svizzero in Italia ha puntato molto negli ultimi anni.</p>
<p>https://instogram.pro/user/unione.giovani.svizzeri<br />
Jacqueline Siffer, a nome YPSA - Youth Parliament of The Swiss Abroad – ha spiegato gli scopi della sua associazione, attiva a livello mondiale che mirano informare la popolazione giovane all’estero su quanto succedei in Svizzera.<br />
Ulteriori informazioni www.ypsa.ch</p>
<p>La terza organizzazione, Junior Enterprise è stata presentata da Elena Desiati: quest’ultima ha spiegato che il movimento studentesco nato nel ‘67 in Francia ed è attivo in 14 paesi europei. Lo scopo è quello di fornire competenze utili per entrare nel modo migliore nel mondo del lavoro. “È fatta per ragazzi che vogliono essere sempre un passo avanti” ha evidenziato Desiati. I vantaggi di partecipare a Junior Enterprise sono stati spiegati da Karl Ayes Aseron il quale ha messo in evidenza che, grazie all’organizzazione, è possibile avere già un primo passo nel mondo del lavoro, mentre Carl Bétant, ha rimarcato l’importanza di disporre di una rete di amici e al contempo di una rete di professionisti già attivi nel mercato del lavoro.</p>
<p>In conclusione il moderatore e il pubblico hanno sottolineato la necessità di sostenere questi giovani nelle loro rispettive attività e nelle loro associazioni.</p>
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	<p>Un’immagine della tavola rotonda durante il Congresso del Collegamento Svizzero, tenutosi a Parlermo il 18 maggio 2019.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/un-congresso-spaziale-nel-segno-di-giovani-e-innovazione/">Un congresso “spaziale” nel segno dei giovani e dell’innovazione</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/i-servizi-di-educationsuisse-si-indirizzano-ai-giovani-svizzeri-allestero-nonche-agli-studenti-delle-scuole-svizzere-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:21:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Molte domande possono essere chiarite via e-mail o per telefono. Una consulenza personale negli uffici di educationsuisse a Berna è possibile, su appuntamento, in qualsiasi momento. Avete domande sul tema “Formazione in Svizzera”? educationsuisse aiuta a trovare le giuste risposte. I giovani Svizzeri all’estero, che desiderano venire in Svizzera per la loro formazione, trovano in</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/i-servizi-di-educationsuisse-si-indirizzano-ai-giovani-svizzeri-allestero-nonche-agli-studenti-delle-scuole-svizzere-allestero/">I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/VON-GUNTEN-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7960"  class="panel-layout" ><div id="pg-7960-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7960-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7960-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Consulenza su misura</h3>
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	<p><strong>Molte domande possono essere chiarite via e-mail o per telefono. Una consulenza personale negli uffici di educationsuisse a Berna è possibile, su appuntamento, in qualsiasi momento.</strong></p>
<p><strong>Avete domande sul tema “Formazione in Svizzera”? educationsuisse aiuta a trovare le giuste risposte.</strong><br />
I giovani Svizzeri all’estero, che desiderano venire in Svizzera per la loro formazione, trovano in educationsuisse un interlocutore competente. Le collaboratrici forniscono informazioni generali sulle diverse possibilità di formazione, che si tratti di studi universitari presso un ateneo svizzero o di una formazione professionale. Inoltre, rispondono anche a domande inerenti ai requisiti di ammissione per gli studi universitari, alle competenze linguistiche necessarie, alla ricerca di un posto da apprendista, all’alloggio, alle assicurazioni e altri argomenti. I servizi di educationsuisse sono per lo più gratuiti.</p>
<p><strong>Consulenza individuale</strong><br />
Le collaboratrici che parlano tedesco, francese, italiano, spagnolo e inglese, aiutano a trovare le risposte giuste e offrono supporto per risolvere questioni specifiche. Molte domande possono essere chiarite via e-mail o per telefono. Una consulenza personale negli uffici di educationsuisse a Berna è possibile, su appuntamento, in qualsiasi momento.</p>
<p><strong>Orientamento professionale e agli studi</strong><br />
In collaborazione con il Centro di informazione e orientamento professionale Berna-Mittelland (BIZ) vengono offerti colloqui di consulenza mirata. Durante la consultazione (tedesco, francese, italiano, spagnolo, inglese) a Berna o via Skype vengono chiarite con un esperto del BIZ le domande sulla scelta della professione e degli studi. Tali consultazioni sono soggette a pagamento*. La registrazione avviene tramite educationsuisse.</p>
<p>*Per i giovani Svizzeri residenti in Italia esiste la possibilità di una consultazione gratuita (v. Gazzetta Svizzera di marzo 2019).</p>
<p><strong>Borse di studio</strong><br />
Se i genitori non sono in grado di sostenere per intero i costi della formazione, esiste la possibilità di richiedere una borsa di studio. Di norma per la formazione iniziale (fino al master universitario incluso) i giovani Svizzeri all’estero possono presentare la domanda per una borsa di studio nel loro cantone d’origine. Ogni cantone ha proprie leggi e regolamenti e quindi anche condizioni e scadenze diverse. educationsuisse aiuta a chiarire le condizioni e si occupa anche della gestione del dossier. Inoltre, educationsuisse può concedere piccole borse di studio o prestiti in caso di difficoltà grazie a diversi fondi* e fondazioni private.<br />
*Per i giovani Svizzeri residenti in Italia esiste la possibilità di borse di studio specifiche per loro (v. Gazzetta di marzo 2019).</p>
<p><strong>Nota</strong><br />
Ci teniamo a precisare che con Svizzeri intendiamo sempre sia le Svizzere sia gli Svizzeri, lo stesso vale per studenti!<br />
Il presente articolo è stato pubblicato sulla «Schweizer Revue», la rivista per gli Svizzeri all’estero di maggio 2019.</p>
<p><strong>Info</strong><br />
Sul sito web www.educationsuisse.ch viene presentato e descritto il sistema di formazione della Svizzera in una grafica molto chiara. Il sito contiene inoltre numerose altre informazioni sul tema «Formazione in Svizzera». Domande specifiche possono essere rivolte direttamente all’ufficio di educationsuisse.</p>
<p><strong>Contatto</strong><br />
educationsuisse - formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www. educationsuisse.ch</p>
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		<title>Design Svizzero a Milano</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/design-svizzero-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:18:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Lunico4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il buon design è far sentire gli altri designer idioti, perché quell’idea non è loro Frank Chimero È praticamente impossibile ignorare un evento, anzi due, che catalizza l’attenzione per un’intera settimana di quasi tutti i milanesi e di una moltitudine di visitatori, provenienti da tutto il mondo: sto parlando del Salone del Mobile e del</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Lunico4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-7987"  class="panel-layout" ><div id="pg-7987-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7987-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7987-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Il buon design è far sentire gli altri designer idioti, perché quell’idea non è loro</strong><br />
<em><strong>Frank Chimero</strong></em></p>
<p>È praticamente impossibile ignorare un evento, anzi due, che catalizza l’attenzione per un’intera settimana di quasi tutti i milanesi e di una moltitudine di visitatori, provenienti da tutto il mondo: sto parlando del Salone del Mobile e del suo Fuorisalone.</p>
<p>Quest’ultimo ha saputo conquistarsi negli anni una rilevante notorietà e un’identità indipendente e internazionale, al punto che molte importanti aziende di arredamento e design preferiscono essere presenti nei diversi Design District cittadini, anziché in fiera.</p>
<p>Anche quest’anno, l’esercito delle aziende svizzere del settore che hanno esposto in città durante la Milano Design Week si è rivelato numericamente impressionante e diffuso ma, grazie alla, ça va sans dire, precisissima Swiss Design Map, realizzata per il terzo anno consecutivo dal Consolato Generale di Svizzera con la collaborazione de La Triennale di Milano per l’edizione 2019, è stato facile orientarsi e scoprire i ben 40 luoghi del design elvetico. Due di questi, in particolare, hanno riscosso un grande successo di pubblico raggruppando aziende svizzere, perlopiù giovani, che hanno mostrato soluzioni smart e tecnologiche da un lato e innovative e funzionali dall’altro.<br />
Si tratta di Design Switzerland a Palazzo Litta e dello Swiss Design District in Galleria San Fedele.</p>
<p>L’elegante edificio barocco del teatro di Palazzo Litta, allestito appositamente dallo studio ginevrino Sasha von der potter, ha accolto gli undici studi emergenti selezionati da Pro Helvetia, che ha tra le proprie mission appunto la diffusione della “presenza svizzera nelle piattaforme internazionali e l’informazione sul mondo del design elvetico”.<br />
I protagonisti per questa seconda edizione a Palazzo Litta sono stati: AATB, Valentin Dubois, Matthieu Girel, Douma Guittet, Xénia Lucie Laffely, Bertille Laguet, Studio 5, Studio Ilio, Studio Porto, Somniacs e Reto Togni.</p>
<p>Progetti brillanti e tecnologici, dal simulatore di volo Birdly di Somniacs che concretizza l’antico sogno di Leonardo da Vinci di poter volare e che ha regalato ai visitatori un’esperienza di volo incredibilmente realistica, all’orologio cinetico Sunny Side Up di AATB che, ispirato al Wadokei giapponese, ci ha richiamato al nostro ritmo naturale e biologico; esso infatti fissa sempre la direzione del sole e indica notte, alba e tramonto. E ancora la sedia a rotelle Reagiro progettata dallo studio Reto Togni e vincitrice dello Snowdon Trust Award for Disability che risponde a bisogni reali di una parte della società. La sedia utilizza il primo sistema di sterzo completamente meccanico che consente il controllo del movimento usando solo una mano, lasciando quindi molta più libertà alla persona che può inoltre sterzare con un semplice movimento del corpo, grazie allo schienale basculante.</p>
<p>Expected the unexpected è invece il titolo dell’iniziativa coordinata con successo da Swiss Business Hub Italia che ha avuto luogo in una location centralissima, accanto alla celebre libreria Hoepli.</p>
<p>Dopo un primo esordio nel 2018 nello storico distretto di via Tortona dove hanno esposto aziende molto eterogenee fra loro, l’edizione 2019 è stata caratterizzata da una piattaforma di imprese che privilegiano l’utilizzo di elementi della tradizione svizzera, come il legno o il vetro, rielaborandoli in maniera originale e innovativa.<br />
Alcune delle sette ditte, in qualche caso a conduzione familiare, presenti allo Swiss Design District non hanno mai esposto prima fuori dalla Svizzera e hanno trovato qui l’occasione per farsi conoscere e presentare il loro lavoro a potenziali acquirenti e a semplici curiosi e appassionati di design. È il caso dei giovani talenti Okro e Jacoby: un inno all’estetica e alla funzionalità svizzero-tedesca. I bellissimi arredi in legno dalle linee semplici e allo stesso tempo eleganti strizzano l’occhio a pezzi iconici degli anni ‘50. Tutta la loro produzione è tailor made e il lavoro è svolto prevalentemente su ordinazione.</p>
<p>La lunga e complessa tradizione svizzera della lavorazione del legno trova il suo exploit nel lavoro meticoloso e sorprendente di Ramon Zangger e di Woodand Luxury. Gli armadi e le cassettiere di Zangger sono arricchiti da elaborati intarsi a forma di fiore o di stella che si trovano però all’interno del mobile, rielaborando in modo originale i tipici mobili di montagna. “Il cuore è lavorare il pino” afferma Ramon e lo dimostra con lo stiloso e comodo sgabello in pino svizzero: Ziccalin.<br />
Il detto “ogni cosa ha il suo posto e ogni posto ha la sua cosa” sembra adattarsi perfettamente all’iconica cassetta degli attrezzi di Woodand Luxury, prodotto artigianale di altissima qualità.</p>
<p>Schaffner invece è un’azienda familiare della Turgovia che produce mobili da giardino da oltre 65 anni, e che ha presentato allo Swiss Design District la sua bellissima sedia dal gusto retrò “Spaghetti”, tornata negli ultimi anni molto di moda in diverse nuove varianti di colore.</p>
<p>Un design contemporaneo e funzionalità impeccabile sono le caratteristiche di Orea, anch’essa famosa in Svizzera, che progetta non solo cucine ma raffinati e sobri complementi di arredo utilizzando materiali grezzi come il cemento, la pietra, il vetro e naturalmente anche il legno.</p>
<p>Infine la designer Katiuscia Azzaro di L’Unico ha proposto lampade e piccoli pezzi di arredamento in un’elegante filigrana, realizzati con legname altamente sostenibile e un design sofisticato.</p>
<p>E per chi ancora non ne avesse avuto abbastanza di design può sempre andare all’Istituto Svizzero a Milano a visitare fino al 4 maggio la mostra site specific “It’s All About Space”, a cura dell’architetto ginevrino Inès Lamunière, già vincitrice del premio Swiss Meret Oppenheim award for the arts nel 2011.<br />
L’artista ha costruito un enorme oggetto a forma di diamante dentro lo spazio dell’Istituto, occupandone quasi tutto lo spazio. Le facce del diamante dialogano con le pareti circostanti dipinte di rosa e di arancione che trasmettono ai visitatori un senso di benessere e di gioia.</p>
<p>Appare chiaro anche quest’anno che l’eccellenza dei prodotti svizzeri presentati ha contribuito moltissimo a consolidare la dimensione internazionale della Milano Design Week e a renderla uno degli eventi più importanti nel mondo del design.</p>
<p><em>Antonella Amodio</em><br />
<em>SOCIETÀ SVIZZERA DI MILANO</em></p>
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		<title>Giuseppe Mansour Agrelli &#8211; Segretario dell’UGS</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/giuseppe-mansour-agrelli-segretario-ugs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:17:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Foto-Agrelli-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />GIOVANI SVIZZERI ALL‘ESTERO Giuseppe, sei legato alla Svizzera e se sì in che modo? Sarebbe imbarazzante se rispondessi di no, in un’intervista alla Gazzetta Svizzera? Senza dubbio sarebbe falso. Ogni estate, da quando sono nato, ho passato diverse settimane nei Grigioni, mio cantone d’origine. I periodi trascorsi negli idilliaci paesi alpini trovano un posto privilegiato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Foto-Agrelli-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-8022"  class="panel-layout" ><div id="pg-8022-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-8022-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-8022-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">10 domande a un giovane svizzero</h3>
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	<p>GIOVANI SVIZZERI ALL‘ESTERO</p>
<p><strong>Giuseppe, sei legato alla Svizzera e se sì in che modo?</strong><br />
Sarebbe imbarazzante se rispondessi di no, in un’intervista alla Gazzetta Svizzera? Senza dubbio sarebbe falso. Ogni estate, da quando sono nato, ho passato diverse settimane nei Grigioni, mio cantone d’origine. I periodi trascorsi negli idilliaci paesi alpini trovano un posto privilegiato nella mia memoria. Senz’altro, il legame con la Confederazione si è accentuato durante la mia frequentazione della Scuola Svizzera di Roma dove, figurativamente parlando, il confine transalpino era valicato quotidianamente.<br />
È mio padre che, tuttavia, ha contribuito di più al mio rapporto con la Svizzera: iscrivendomi ai campi estivi dell’OSE, viaggiando assieme a me alla scoperta di nuovi cantoni e, attualmente, finanziando i miei studi universitari a Losanna.</p>
<p><strong>Cosa ti spinge ad impegnarti nell’ambito dell’UGS?</strong><br />
Durante buona parte del mio liceo, sono stato un assiduo seguace delle numerose attività del Circolo Svizzero di Roma. Ho potuto constatare che, sebbene si potesse imparare qualcosa da ogni evento, mi divertivo molto di più se altri giovani erano presenti. Partecipando ai Congressi del Collegamento (da Sorrento in poi) ho scoperto un gruppo di ragazze e ragazzi che condivideva quest’idea.<br />
A prescindere dai circoli, dai progetti e dai risultati ottenuti, quel che mi porta tutt’ora, a anni di distanza, a essere ancora implicato in prima persona nell’Unione sono senza dubbio le amicizie che ho potuto stringere all’interno di essa. Il fatto che a ogni evento si mangi spettacolarmente fa la sua parte, devo ammettere.</p>
<p><strong>Ti interessa la politica o lo sport svizzero e li segui in modo attivo?</strong><br />
La politica Svizzera è difficile da seguire, onestamente, pur vivendoci. La quantità di votazioni proposte grazie alla democrazia diretta (gestita in modo esemplare, a mio modesto parere) non mi permette d’individuare direttamente le problematiche che m’interessano di prima persona. Noto comunque, e con distinto compiacimento, un minor senso d’appartenenza a un partito determinato, il che permette di discutere di argomenti e fatti piuttosto che di persone.<br />
Per quanto concerne lo sport, seguo Svizzera e Italia allo stesso modo: ai Mondiali o alle Olimpiadi, e solo se sono particolarmente ispirato.</p>
<p><strong>Come è percepita la Svizzera dai tuoi amici e dai tuoi conoscenti?</strong><br />
La grande maggioranza dei miei amici e conoscenti è svizzera, vive nella Confederazione, o ha seguito la Scuola Svizzera di Roma. La loro percezione è dunque sicuramente troppo particolareggiata per poterla riassumere o generalizzare.<br />
Non ho idea di cosa pensino i miei amici che non rientrano nelle categorie sovrastanti. Mi piacerebbe pensare che immaginino la Svizzera come una malefica entità che mi sottrae da Roma per nove mesi all’anno, per espormi al freddo, alla pasta scotta e a prezzi proibitivi. Chissà…</p>
<p><strong>Cosa ti piace particolarmente della Svizzera…</strong><br />
Per replicare ad Angela (si veda la scorsa intervista), la cioccolata.<br />
E il Codice Penale, i laghi, le università, Lucerna, le Alpi, i miei amici, gli opuscoli a ogni elezione, Losanna, la puntualità dei mezzi di trasporto, la fondue, la villa Chevillard, la neutralità, il rumantsch, attraversare sulle strisce senza dover aspettare, i fiumi ed i ruscelli, …</p>
<p><strong>… e cosa invece ti disturba dell’Italia?</strong><br />
Adoro l’Italia e mi manca molto, ma non è difficile trovare qualcosa da dire.<br />
Citando liberamente l’intervento di Giorgia Würth al nostro evento a Bologna lo scorso ottobre, trovo deplorevole il ritardo come filosofia e l’inconsapevolezza della mancanza di rispetto che ciò comporta.<br />
M’infastidisce la vuotezza del dibattito politico attuale, cosparso di attacchi ad hominem, senza che s’instauri mai un dialogo o un dibattito costruttivo.<br />
Infine, per non dilungarmi, non mi aggrada come l’inglese si stia gradualmente ma inesorabilmente inserendo nella nostra lingua, senza che ce ne sia una vera ragione.</p>
<p><strong>Cosa pensi che potrebbe “copiare” invece la Svizzera dalla cultura italiana? E vice versa?</strong><br />
Pur ribadendo che ogni Stato ha la propria cultura e le proprie caratteristiche, se la Svizzera volesse copiare ad litteram la cucina italiana, non credo che opporrei resistenza. Mi farebbe altrettanto piacere se il Bridge fosse più diffuso e conosciuto, nella Confederazione.<br />
Per quanto riguarda l’Italia, mi piacerebbe se il nostro impatto energetico fosse sostenuto, in proporzione, da più energia verde. Trovo encomiabile l’attenzione che la Svizzera pone a tal riguardo.</p>
<p><strong>Hai qualche aneddoto divertente o situazione buffa da raccontare riguardo al tuo essere svizzero e italiano?</strong><br />
Non so se sia buffo, ma quando salgo in Svizzera dopo le vacanze estive aspetto a un metro dalle strisce pedonali, disilluso che qualcuno mi lasci passare, e mi sorprendo sempre quando la vettura a 30 metri inizia a frenare.<br />
Al contrario, appena torno a Roma, rischio la vita ai primi tre o quattro attraversamenti, perché, camminando in beata tranquillità, mi impossesso delle strisce con convinzione, finché non son destato da clacson, insulti e stridii di freni.</p>
<p><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi potresti contribuire al meglio?</strong><br />
Materialmente, la cioccolata fa sempre piacere. Altrimenti, sarebbe meraviglioso avere una partecipazione continua ai nostri eventi (e devo dire che, attualmente, non possiamo lamentarci), ma anche più eventi locali. Poi, sarei contentissimo se l’anno prossimo nuovi giovani interessati volessero unirsi al comitato!</p>
<p>Da parte mia, mi piacerebbe poter partecipare a più eventi (come quello di Palermo), e essere più costante nei miei compiti di segretario, ma l’università mi ancora a certe responsabilità, mio malgrado.</p>
<p><strong>Infine, in quanto svizzeri di seconda generazione e portatori di un bagaglio multiculturale, cosa pensi che potreste apportare ai vostri stati di appartenenza?</strong><br />
Ritengo che appartenere a due Stati porti a conoscere diverse realtà, e ci renda propensi a relativizzare ciascuna confrontandola alle altre. Ciò può permettere di trovarne pregi e difetti in modo più oggettivo. Inoltre, sono convinto che le soluzioni ad alcuni problemi di uno Stato possano risiedere nelle politiche o nelle pratiche dell’altro, qualsiasi ne sia l’ambito o la portata. Individuarle ed esportarle potrebbe senza dubbio risultare benefico.</p>
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		<title>Vivere e lavorare all’estero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/vivere-e-lavorare-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2019 21:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/05/Stillife-e1558906561695-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Stabilirsi all’estero non avviene per un semplice colpo di testa. Chiunque voglia intraprendere questo processo deve prepararsi bene. Su www.swissemigration.ch, la Direzione consolare del DFAE propone un riassunto delle tappe necessarie per pianificare un trasferimento all’estero. Studenti, lavoratori e pensionati troveranno online un gran numero di guide e di dossier relativi ai vari paesi nonché</p>
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	<p>Stabilirsi all’estero non avviene per un semplice colpo di testa. Chiunque voglia intraprendere questo processo deve prepararsi bene.<br />
Su www.swissemigration.ch, la Direzione consolare del DFAE propone un riassunto delle tappe necessarie per pianificare un trasferimento all’estero. Studenti, lavoratori e pensionati troveranno online un gran numero di guide e di dossier relativi ai vari paesi nonché una lista di controllo. Questa offerta si rivolge anche agli Svizzeri che vivono già all’estero. Il DFAE ha particolarmente pensato a coloro che prevedono un ritorno in Svizzera.</p>
<p><strong>Emigrazione</strong></p>
<p>Procedure d’annuncio, imposte, AVS/AI, cassa malati, condizioni d’immigrazione o di soggiorno. Le informazioni online permettono di meglio comprendere le numerose tappe da seguire prima di emigrare o durante il processo d’emigrazione.<br />
L’offerta comprende delle guide pratiche dedicate ai soggiorni o alla pensione all’estero, all’emigrazione, ai soggiorni di studio o di apprendimento di una lingua nonché al lavoro e alla ricerca di un impiego all’estero, tra l’altro. Vengono inoltre forniti dossier relativi ai paesi: essi concernono l’UE, gli Stati Uniti, la Thailandia e altri 18 paesi. Se tuttavia sussistono delle questioni, è possibile contattare la help-line del DFAE gratuitamente per e-mail o per telefono. Le rappresentanze svizzere all’estero forniscono anche informazioni.<br />
&gt; www.swissemigration.ch</p>
<p><strong>Networking</strong></p>
<p>Parallelamente allo sviluppo dei servizi online e di strumenti di networking, esistono sempre più possibilità per mantenere uno stretto contatto con la Svizzera dall’estero. I siti web di vari servizi federali o le newsletter e le reti sociali (Facebook, Twitter, Instagram) di numerose rappresentanze svizzere costituiscono utili fonti. L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) propone dal canto suo la «Gazzetta Svizzera», un sito web, una newsletter e la piattaforma SwissCommunity.org. La sua rete è costituita da associazioni svizzere all’estero, che propongono ai loro membri eventi e informazioni.<br />
&gt; www.youngswissabroad.ch<br />
&gt; www.revue.ch<br />
&gt; www.aso.ch</p>
<p><strong>Rientro</strong></p>
<p>Un ritorno in Svizzera richiede una pianificazione molto accurata come nel caso della partenza. Innanzitutto, si tratta di seguire le stesse tappe in senso opposto. In particolare, le persone che hanno vissuto a lungo all’estero dovrebbero ricordarsi di questo. La guida «Rientro degli Svizzeri e delle Svizzere residenti all’estero» contiene dei consigli per la ricerca di un impiego in Svizzera e fornisce delle informazioni generali sul processo.<br />
&gt; Guida pratica «Rientro degli Svizzeri e delle Svizzere residenti all’estero» https://www.eda.admin.ch/countries/china/it/home/vivere-a/pubblicazioni-statistiche/rientro.html</p>
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