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	<title>Schweizer Revue Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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	<title>Schweizer Revue Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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		<title>Vivere sull’orlo del precipizio</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/murren-vivere-sul-precipizio-funivia-piu-ripida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 22:22:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Una situazione estrema, sportivi estremi e ora anche la funivia più estrema: cosa significa vivere a Mürren (BE), sull’orlo di un abisso vertiginoso? Nel cuore di Mürren c’è un posticino dove i turisti amano fermarsi per scattare foto. Anche oggi. Una giovane donna scuote i lunghi capelli prima in avanti, poi all’indietro – e sorride</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/murren-vivere-sul-precipizio-funivia-piu-ripida/">Vivere sull’orlo del precipizio</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26764"  class="panel-layout" ><div id="pg-26764-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26764-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26764-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Una situazione estrema, sportivi estremi e ora anche la funivia più estrema: cosa significa vivere a Mürren (BE), sull’orlo di un abisso vertiginoso?</p>
<p>Nel cuore di Mürren c’è un posticino dove i turisti amano fermarsi per scattare foto. Anche oggi. Una giovane donna scuote i lunghi capelli prima in avanti, poi all’indietro – e sorride raggiante davanti a uno sfondo imponente. La sua amica punta lo smartphone verso di lei. Da un lato si avvicina una mamma con il figlio piccolo. «<em>Stai attenta</em>», le dice, «<em>non c’è la ringhiera</em>». La donna è un po’ troppo prudente; perché qui non è pericoloso. Non ancora. Da questo punto panoramico un sentiero scende lungo un prato in forte pendenza. Dopo circa 100 metri si arriva a una staccionata con un portoncino. Ecco, qui c’è il bordo. Il portoncino è aperto. All’esterno della staccionata c’è un punto di lancio per i base jumper – quelle donne e quegli uomini temerari che si lanciano dalle rocce e si lasciano catturare dai paracadute. Se ci si tiene con una mano alla staccionata e si sporge la testa in avanti, è possibile intravedere il vuoto sottostante. La stazione a valle della funivia. Parcheggi. Strade. Case. Auto. Tutto sembra incredibilmente piccolo eppure in qualche modo vicino. È spaventoso in un modo inconcepibile.</p>
<p><strong>Con la funivia attraverso il tetto</strong></p>
<p>Mürren si trova nella valle di Lauterbrunnen, non lontano da Interlaken. Troneggia sopra una parete rocciosa verticale, in parte a strapiombo. Almeno in Svizzera non dovrebbe esserci nessun altro insediamento che si trovi in una posizione così esposta sopra un precipizio. La nuova funivia dimostra quanto sia straordinaria la posizione di Mürren. È la più ripida del mondo. Quando parte, sembra di essere tirati verso l’alto per i capelli. Nelle funivie tradizionali, le cabine sporgono in avanti verso la stazione a valle. Qui, invece, escono dall’edificio, per così dire, attraverso il tetto.</p>
<p>Le funi portanti puntano verso l’alto con la stessa pendenza di una lancetta delle ore che su un quadrante si trova quasi alle undici. La pendenza record, in termini tecnici, è del 159,4%. Durante il viaggio si resta incollati al finestrino a fissare le rocce nude. Qua e là l’acqua schizza nel vuoto. 775 metri di dislivello in quattro minuti.</p>
<p><strong>James Bond nel ristorante girevole</strong></p>
<p>Mürren e il suo precipizio. Esistono vecchi, bellissimi manifesti pubblicitari che giocano su questa sensazione di brivido. Un minuscolo insediamento illuminato dal sole in cima a una scogliera scura. Ma per il resto? Per le persone che vivono qui, la minaccia del vicino precipizio non sembra essere un problema. Quando parlano della <em>loro</em> Mürren, raccontano del posto più bello sulla Terra, della tranquillità del villaggio senza auto, della gloriosa storia del turismo o del ristorante girevole Piz Gloria sullo Schilthorn e di James Bond. Uno dei film, “Al servizio segreto di Sua Maestà”, è stato girato lì e ha reso Mürren ancora più famosa nel resto del mondo. Ma nessuno parla del precipizio. Bisogna proprio chiederlo. Ad esempio a Kurt Huggler (81 anni). È cresciuto a Mürren, è stato sciatore agonistico, direttore di un centro turistico e albergatore. «<em>Ma sì, ma sì</em>», dice, «<em>noi ragazzi andavamo spesso tra le rocce laggiù</em>».</p>
<p>Lanciavano oggetti giù, raccoglievano fiori rari o si sedevano sul bordo a guardare nel vuoto. Non raccontavano tutto ai genitori. Quando Huggler descrive una prova di coraggio, ascoltare la storia mette a disagio: consisteva nell’appendersi a testa in giù con le gambe a un tronco d’albero che sporgeva oltre il precipizio. Huggler rassicura dicendo che non è mai successo nulla. Forse anche grazie ai racconti dei genitori volti a scoraggiarli. Ai bambini piccoli si raccontava che nella parete rocciosa vivesse un uomo con un uncino. Questo avrebbe voluto trascinare nel vuoto ragazze e ragazzi per poi mangiarli. Ascoltando Huggler, si comincia a capire: ha un rapporto con il rischio che solo chi vive in montagna può avere. Ha scalato vette per tutta la vita e spiega: «<em>Non percorrerei mai una via difficile senza assicurazione</em>.» Con questo si capisce anche cosa pensa del base jumping. Chi vive in montagna è sempre consapevole di quanto sia pericoloso qualcosa; le famiglie dipendono da ognuno di loro. «<em>Non ci si può permettere di precipitare verso la morte.</em>»</p>
<p>Huggler non può fare a meno di ridere quando racconta di un altro aspetto del precipizio vicino. «<em>Un tempo gettavamo semplicemente i rifiuti giù dalla roccia.</em>» All’inizio la plastica era quasi inesistente. E nemmeno i rifiuti verdi. «<em>Quelli li davamo in pasto ai maiali.</em>» Si trattava soprattutto di barattoli di conserve vuoti, oggetti ingombranti di ogni tipo e una volta persino di mezza macchina per il gelato proveniente da un hotel – «<em>è stato uno spettacolo!</em>» I rifiuti non rotolavano giù a valle; rimanevano su una cengia rocciosa e venivano poi ricoperti di terra. Huggler sorride: «<em>Bisognerebbe scavare lì una volta: si scoprirebbe moltissimo su Mürren.</em>»</p>
<p><strong>«<em>Da non perdere</em>»</strong></p>
<p>Quando Sven von Arx (30 anni), tecnico edile e membro del consiglio comunale locale, si è trasferito qui sei anni fa, è rimasto sopraffatto da questo luogo. «<em>Ancora oggi non smetto di stupirmi.</em>» All’inizio si era davvero chiesto come fosse possibile che a qualcuno fosse venuta l’idea di stabilirsi quassù. Nel frattempo, si è abituato a questa posizione straordinaria. Ha provato una sensazione simile quando praticava il parapendio, attività che ha svolto per un certo periodo. Quando per la prima volta si è liberato oltre il ciglio della scogliera verso la valle e si è reso conto di quell’immenso vuoto sotto di sé, è stato un momento terrificante. «<em>Ma dopo 40 voli non era più niente di speciale.</em>» Lo stesso vale per la nuova funivia. Il viaggio è spettacolare. Ma nella cabina non sta più da tempo vicino al finestrino. «<em>Lo fanno solo i turisti.</em>» Il bordo roccioso lo affascina comunque. Quando gli amici vengono a trovarlo, li invita volentieri sulla via ferrata. Si tratta di un percorso che scende lungo la parete rocciosa, sul quale si è costantemente assicurati. «<em>È qualcosa che bisogna vedere almeno una volta</em>», dice. Sulla via ferrata si passa accanto a un punto di lancio dei base jumper. Von Arx la pensa più o meno come Kurt Huggler, montanaro di nascita: «<em>Quando lo vedo, penso: ma come si fa?</em>»</p>
<p><em>Dölf Barben</em></p>
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	<p>Più in alto, più lontano, più veloce, più bello? Alla ricerca di record svizzeri un po’ fuori dall’ordinario:<br />
oggi si parla di un luogo davvero estremo</p>
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	<p>La funivia dello Schilthorn è la più ripida del mondo. È talmente ripida che le cabine lasciano la stazione a valle, per così dire, passando dal tetto. Foto Dölf Barben</p>
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	<p>Il villaggio di Mürren si trova a circa 800 metri sopra il fondovalle di Lauterbrunnen. La gente è abituata a vivere sull’orlo del precipizio.<br />
Foto Wikimedia</p>
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	<p>Sven von Arx è arrivato a Mürren sei anni fa e continua a stupirsi della posizione del villaggio.<br />
Foto Dölf Barben</p>
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		<title>I dinosauri e i loro parenti fanno battere forte il cuore degli svizzeri</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/luoghi-dinosauri-svizzera-giura-emosson-frick/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 16:08:35 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/luoghi-dinosauri-svizzera-giura-emosson-frick/">I dinosauri e i loro parenti fanno battere forte il cuore degli svizzeri</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p>In Svizzera ci sono diverse possibilità per scoprire il mondo dei dinosauri: le tracce sopra il Lac du Vieux Emosson (VS), il Museo Jurassica (JU) e il sito archeologico di Frick (AG). Anche se nel Vallese si tratta solo di lontani parenti dei dinosauri, questi luoghi esercitano un grande fascino sul pubblico.</p>
<p>La dott.ssa Lara Sciscio, esperta di impronte di dinosauri, apre una grande porta di legno che conduce in una cantina. La porta si trova nel castello di Pruntrut (JU), nei cui piani superiori sono ancora oggi ospitati dei detenuti. Ce lo racconta la nostra seconda guida, il paleontologo Gaël Spicher, dottorando presso il Museo di Storia Naturale Jurassica. Nel seminterrato ci attende una vera e propria miniera di reperti: oggetti rinvenuti durante gli scavi per la Transjurane, l’autostrada che attraversa il Giura. All’inizio degli anni 2000, il tracciato avrebbe dovuto attraversare un’area in cui si sospettava la presenza di resti importanti. Fu costituito un team di archeologi incaricato di effettuare scavi di emergenza. Questo è quanto si evince dall’ultimo libro del giornalista scientifico ginevrino Pierre-Yves Frei sui dinosauri in Svizzera. Nel febbraio 2002, nei pressi di Courtedoux (JU), furono scoperte tracce di sauri – più precisamente impronte di sauropodi. Questi quadrupedi dal collo lungo e dalle zampe robuste si nutrivano esclusivamente di piante. Vissero circa 157-152 milioni di anni fa, nel Giurassico superiore. «<em>Non ci avrebbero attaccato per mangiarci, come avrebbe fatto, ad esempio, un T-Rex nel Cretaceo, di cui si trovano tracce negli Stati Uniti</em>», ci spiega Lara Sciscio. Il sito nel Giura comprende circa 700 tracce di dinosauri che un tempo vagavano per l’Europa e 14'000 impronte. Una vera fortuna per la ricercatrice, arrivata quattro anni fa dal suo paese natale, lo Zimbabwe, al Museo Jurassica. «<em>Un’impronta fornisce informazioni sull’andatura dell’animale, sulla lunghezza del suo passo e sul suo peso</em>», ci spiega la paleontologa, specializzata in icnologia, ovvero l’analisi delle impronte. E che dire degli scheletri? Purtroppo non ce ne sono! Secondo Lara Sciscio, tuttavia, a Moutier (JU) sono stati scoperti resti di sauropodi già nel XIX secolo.</p>
<p><strong>Impronte con un diametro di 1,20 metri</strong></p>
<p>I due paleontologi aprono delle casse che contengono fossili provenienti dagli scavi nella regione della Transjurane. Ad esempio, il ventre fossilizzato di una tartaruga. Viveva 152 milioni di anni fa nel Giurassico superiore, il cui nome deriva proprio da questa regione. Al momento del ritrovamento, ogni fossile e ogni impronta vengono ricoperti di gesso a scopo protettivo, poi estratti dalla roccia e portati in laboratorio per la pulizia. Questo lavoro terrà occupati i ricercatori ancora per decenni. Ma dove sono i dinosauri? I paleontologi spostano di lato una pesante lastra disposta verticalmente. Vengono alla luce impronte circolari di un sauropode del genere Amanzia. L’animale aveva zampe massicce e colonnari (l’impronta più grande ha un diametro di 1,20 metri), un collo lungo, una testa piccola e una coda lunga e robusta. All’altezza dell’anca era alto circa quattro metri. Come ci spiega Lara Sciscio, questo «<em>disegno</em>» è stato ricavato confrontandolo con altri sauropodi, poiché durante gli scavi non sono stati rinvenuti scheletri. Per poter identificare con certezza un reperto, tuttavia, sono necessarie sia le impronte che lo scheletro. I ricercatori ci conducono nel cortile interno del centro di formazione, dove il sottosuolo è visibile attraverso delle vetrate. Lì sono state scoperte impronte a tre dita lasciate dai teropodi – dinosauri bipedi, carnivori e imparentati con il T-Rex. Questi mostri preistorici vissero prima dell’estinzione dei dinosauri non aviani, avvenuta 66 milioni di anni fa. A proposito, gli uccelli odierni sono discendenti dei dinosauri. Un altro luogo noto in Svizzera in cui sono visibili presunte impronte di dinosauri è Vieux Emosson, nel Vallese. Queste impronte si trovano a oltre 2'400 metri di altitudine. I ritrovamenti hanno suscitato sorpresa, poiché solo dopo anni i paleontologi hanno scoperto che non si trattava affatto di impronte di dinosauri. «<em>Le impronte provengono da parenti stretti, con i quali condividono un antenato risalente al Triassico inferiore</em>», ci racconta Pierre-Yves Frei. La storia dietro a questo errore è raccontata nel suo libro. Nel 1976 il geologo francese Georges Bronner e alcuni suoi amici decisero di esplorare a piedi la regione intorno alla diga di Emosson. Il secondo giorno il gruppo raggiunse la zona di Vieux Emosson, che prende il nome dalla prima diga costruita in questa valle. Mentre scattava delle foto con sua figlia Sylvie, Georges Bronner fu improvvisamente affascinato da alcune impronte su una lastra di roccia che spuntava in parte da un campo di neve. Quello che vide non erano semplici fori, ma impronte! La scoperta suscitò l’attenzione a livello mondiale e da allora la zona è nota come “<em>il sito dei dinosauri di Vieux Emosson</em>”. Come mai quelle impronte furono erroneamente scambiate per impronte di dinosauri? «<em>Innanzitutto</em>, spiega Pierre-Yves Frei, <em>i reperti erano sì molto numerosi, ma di scarsa qualità. Davano l’impressione di essere impronte a tre dita, tipiche dei dinosauri. In realtà, lì sono presenti solo impronte a cinque dita. Inoltre, nella roccia sedimentaria non si trovano fossili, il che rende impossibile una datazione precisa. Gli esploratori avevano ipotizzato un’età di 230 milioni di anni. La roccia ha però 240 milioni di anni e, in quel periodo, i dinosauri erano appena comparsi nell’emisfero meridionale. In breve: si tratta di coccodrilli a cinque dita e dalle zampe lunghe, lunghi quasi tre metri e dotati di mascelle possenti. Appartengono agli Pseudosuchia, un gruppo principale degli arcosauri, dall’altro gruppo del quale hanno avuto origine i dinosauri.</em>»</p>
<p><strong>Frick e i suoi scheletri perfetti</strong></p>
<p>Nel suo libro, Pierre-Yves Frei menziona un altro luogo leggendario della storia dei dinosauri in Svizzera: la cava di argilla di Frick (AG), dove nel 1976 il paleontologo svizzero Ben Pabst scoprì resti fossili di dinosauri – più precisamente di plateosauri – risalenti a circa 210 milioni di anni fa. Erbivori lunghi otto metri che pesavano quattro tonnellate. Nel Museo dei dinosauri di Frick è esposto uno scheletro completo di uno di questi animali. Nei dintorni di Frick si contano circa 500 fossili di dinosauro per ogni ettaro. «<em>Sulla vasta pianura, durante la stagione secca del Triassico, nelle pozze d’acqua si formavano delle pozzanghere di fango. Spinti dalla sete, i grandi dinosauri si avventuravano in quei luoghi, ma non sempre riuscivano a liberarsi</em>», riferisce l’autore. «<em>Non oso nemmeno immaginare come rimanessero bloccati lì, ma ci hanno lasciato una preziosa testimonianza</em>», ha aggiunto.</p>
<p><em>Stéphanie Herzog</em></p>
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	<p>«Un'impronta ci fornisce informazioni sull'andatura dell'animale, sulla lunghezza del suo passo e sul suo peso.»<br />
Dott.ssa Lara Sciscio, esperta di impronte di dinosauri</p>
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	<p>Pierre-Yves Frei: «Un dinosaure dans la montagne». Savoir Suisse, Losanna 2026. 192 pagine.</p>
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	<p>Milioni di anni fa in Svizzera vivevano i teropodi. Una riproduzione si trova davanti al Muse um Jurassica a Pruntrut.<br />
Foto di Stéphane Herzog</p>
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		<title>A proposito di bassotti e carte da gioco</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzera-in-cifre-bassotti-jass-super-ricchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:39:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-5454-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />46% Il panorama delle strade svizzere sta cambiando. Anche per quanto riguarda i cani: il nuovo cane di tendenza è il bassotto. Il numero di questi quadrupedi dal profilo ribassato è aumentato del 46% negli ultimi sette anni. Un tempo cane da borghesi, oggi il bassotto è uno status symbol per i giovani cittadini. Il</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzera-in-cifre-bassotti-jass-super-ricchi/">A proposito di bassotti e carte da gioco</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/cover-5454-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26750"  class="panel-layout" ><div id="pg-26750-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26750-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26750-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Cifre svizzere</h3>
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	<h1><span style="color: #00ccff;">46%</span></h1>
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	<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-26753 " src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/09/Dackel.jpg" alt="" width="257" height="158" />Il panorama delle strade svizzere sta cambiando. Anche per quanto riguarda i cani: il nuovo cane di tendenza è il bassotto. Il numero di questi quadrupedi dal profilo ribassato è aumentato del 46% negli ultimi sette anni. Un tempo cane da borghesi, oggi il bassotto è uno status symbol per i giovani cittadini. Il commento del bassotto al riguardo: Grrrrr, bau, bau!<br />
<em>Fonte: Ricerca Tamedia</em></p>
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	<p>La passione per il gioco in Svizzera non cambia. Soprattutto nel campo delle carte: Jass è e rimane il gioco nazionale indiscusso. E la variante più giocata, quella con le 36 carte di un mazzo da Jass, è lo <em>Schieber</em>. Non si sa quanti svizzeri e svizzere giochino regolarmente a Jass, ma il consumo di carte è un indizio: anno dopo anno vengono venduti oltre un milione di mazzi da Jass. Con questi, quattro milioni di giocatori e giocatrici potrebbero giocare contemporaneamente a uno <em>Schieber</em>.<br />
<em>Fonte: Ricerca NZZ Folio</em></p>
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	<p>Un passaggio, bisogna ammetterlo, un po’ insensibile: sempre più giovani specialisti IT hanno molto tempo per giocare a Jass – perché hanno perso il lavoro. Uno studio del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF/ETH) mostra che attualmente un numero sorprendentemente elevato di “nativi digitali” che lavorano nel settore IT è disoccupato, poiché sono stati sostituiti da soluzioni di intelligenza artificiale. Il numero di questi giovani disoccupati si è raddoppiato «<em>con sorprendente rapidità</em>», raggiungendo quota 4'000.<br />
<em>Fonte: KOF/ETH di Zurigo</em></p>
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	<p>Chi possiede 50 milioni o più non si preoccupa poi così tanto del proprio lavoro. La domanda delle ultime settimane nei circoli svizzeri: dove vivono esattamente i 2'500 super ricchi del Paese che hanno da parte 50 milioni o più di franchi? La più alta densità di super ricchi si registra nel Canton Nidvaldo. Lì ci sono 22 super ricchi ogni 10'000 abitanti. In termini assoluti, invece, è Zurigo a guidare la classifica con 400 super ricchi. I super ricchi sono pochi nel Canton Friburgo, dove la densità è di 0,4 ogni 10'000 abitanti.<br />
<em>Fonte: Analisi dei dati Tamedia</em></p>
<p><em>Ricerca sui dati: Marc Lettau</em></p>
<p><em> </em></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-26750-4"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26750-4-0"  class="panel-grid-cell panel-grid-cell-empty" ></div><div id="pgc-26750-4-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26750-4-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="8" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-26750-4-1-0" ><div
			
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	<p>Cara lettrice, caro lettore online,<br />
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		<title>L&#8217;inizio di una nuova era per l&#8217;OSE e gli Svizzeri all&#8217;estero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/ose-dieci-anni-legge-svizzeri-estero-elezioni-dirette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 16:30:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/lombardi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dieci anni dopo l’entrata in vigore della legge sugli Svizzeri all’estero, noi, presso l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE), abbiamo tracciato un primo bilancio. Non con le parole, ma con i fatti: in 13 Paesi si sono svolte elezioni dirette dei delegati. Il 40% dei delegati dell’OSE è ora eletto direttamente e nel 2029 vogliamo raggiungere</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/ose-dieci-anni-legge-svizzeri-estero-elezioni-dirette/">L&#8217;inizio di una nuova era per l&#8217;OSE e gli Svizzeri all&#8217;estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/lombardi-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26607"  class="panel-layout" ><div id="pg-26607-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26607-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26607-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Dieci anni dopo l’entrata in vigore della legge sugli Svizzeri all’estero, noi, presso l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE), abbiamo tracciato un primo bilancio. Non con le parole, ma con i fatti: in 13 Paesi si sono svolte elezioni dirette dei delegati. Il 40% dei delegati dell’OSE è ora eletto direttamente e nel 2029 vogliamo raggiungere il 90%.</p>
<p>Questo piccolo passo rappresenta un grande progresso per l’OSE e per le svizzere e gli svizzeri all’estero nel loro insieme. La prova che le nostre elezioni online funzionano ci aiuterà a chiedere un voto elettronico generalizzato per tutti i nostri concittadini all’estero. Al più tardi entro le elezioni del Consiglio nazionale del 2031 dovremmo esserci arrivati in tutti i Cantoni!</p>
<p>Tuttavia, lo svolgimento tecnico delle elezioni non è tutto. La Swiss Community e le tradizionali associazioni svizzere devono partecipare al nuovo sistema. Le federazioni mantello nazionali e sovranazionali devono funzionare per garantire elezioni coordinate e un processo elettorale ben organizzato. Servono inoltre candidate e candidati che conoscano l’OSE con le sue regole, che ne riconoscano i punti di forza e talvolta anche le debolezze. È nell’interesse di tutti noi collaborare in modo costruttivo per raggiungere il meglio per le nostre connazionali e i nostri connazionali all’estero. Il clima di lavoro all’interno dell’OSE deve migliorare, non peggiorare.</p>
<p>Oltre al rinnovo generale del nostro Consiglio, abbiamo avuto anche molti cambiamenti nella nostra organizzazione, con il passaggio alla direzione dell’OSE – da Ariane Rustichelli a Lukas Weber e poi a Daniel Hunziker – così come il nuovo caporedattore della rivista Schweizer RevueS e il nuovo responsabile del settore Giovani Svizzeri. Entriamo in una nuova era e auguro a tutti di poter partecipare e trarne beneficio!</p>
<p><strong>Pubblicato per la prima volta nella Schweizer Revue, edizione 3/2026.</strong></p>
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		<title>Quinta Svizzera: la storia di Marcus Deiss, svizzero in Zambia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/quinta-svizzera-marcus-deiss-zambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 16:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2026]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/quinta-svizzera-marcus-deiss-zambia/">Quinta Svizzera: la storia di Marcus Deiss, svizzero in Zambia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/08/deiss-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26590"  class="panel-layout" ><div id="pg-26590-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26590-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26590-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La Quinta Svizzera è un puzzle colorato, variegato e multilingue composto da ben oltre 800’000 tasselli. Il tassello di oggi è rappresentato da …</p>
<p>… <strong>Marcus Deiss, 1973, Zambia. Vive lì dal 2022 e lavora come consulente ICT/B2B e autore. Scrive libri che trattano paesaggi, identità culturali e storie di luoghi – tra cui la trilogia <em>Timeless Switzerland</em>.</strong></p>
<p><strong>Cosa significa per te patria?</strong></p>
<p>«<em>Per me la patria non è un luogo fisso, bensì uno stato di familiarità. È il momento in cui paesaggio, lingua e comportamenti non devono essere spiegati, ma vengono semplicemente compresi.</em>»</p>
<p><strong>Si possono avere più patrie?</strong></p>
<p>«<em>Sì. La patria nasce dove si vive, dove ci si assume delle responsabilità e si costruiscono relazioni. La Svizzera rappresenta per me un’origine profondamente radicata; lo Zambia è un presente vissuto consapevolmente.</em>»</p>
<p><strong>Che effetto ha su di te l’essere legato a più di un Paese?</strong></p>
<p><strong>«</strong><em>Crea distanza, ma anche maggiore chiarezza. Si cominciano a percepire le differenze con più attenzione e a mettere in discussione ciò che prima sembrava scontato. Questa prospettiva influenza direttamente il mio modo di scrivere.</em>»<strong> </strong></p>
<p><strong>Che rapporto hai con la Svizzera?</strong></p>
<p>«<em>È un rapporto tranquillo e costante. Si manifesta meno nella quotidianità e più nel modo in cui percepisco il paesaggio, l’ordine e le strutture culturali. Molte cose diventano visibili solo quando non si vive più lì.</em>»</p>
<p><strong>Cosa ti manca (di più) della Svizzera?</strong></p>
<p><strong>«</strong><em>L’immediata accessibilità del paesaggio. La vicinanza tra lago, città e montagna e la naturalezza con cui tutto è collegato.</em>»</p>
<p><strong>Con l’emigrazione è cambiato il tuo atteggiamento nei confronti delle tradizioni (svizzere)?</strong></p>
<p>«<em>Sì, è diventato più consapevole. La distanza ha cambiato il mio rapporto con le tradizioni: ciò che un tempo sembrava naturale e parte della quotidianità è diventato qualcosa da apprezzare e valorizzare maggiormente.</em>»</p>
<p>Maggiori informazioni: <a href="https://gazzetta.link/puzzle">gazzetta.link/puzzle</a></p>
<p><strong>Pubblicato per la prima volta nella Schweizer Revue, edizione 3/2026.</strong></p>
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la Gazzetta Svizzera vive anche nella versione online soprattutto grazie ai contributi di lettrici e lettori. Grazie quindi per il tuo contributo, te ne siamo molto grati. Clicca sul bottone "donazione" per effettuare un pagamento con carta di credito o paypal. Nel caso di un bonifico <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-ci-finanziamo/">clicca qui</a> per i dettagli.</p>
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		<title>«È molto più di un ascensore»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/mattelift-berna-mezzo-pubblico-piu-corto-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 12:13:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/02/ascensore-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26014"  class="panel-layout" ><div id="pg-26014-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26014-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26014-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Nessun mezzo di trasporto pubblico in Svizzera è più corto del Mattelift di Berna. In compenso, la sua storia è sorprendentemente lunga. A conoscerla bene è il controllore e <em>liftboy</em> Peter Maurer.</p>
<p>«<em>Potete anche prendere le scale</em>», dice Peter Maurer. Due donne sono appena arrivate alla piccola biglietteria gialla. Loro ridono: capiscono al volo che non lo dice sul serio. Maurer ha 69 anni, è un giornalista radiofonico in pensione e lavora come controllore al Mattelift. Si definisce <em>liftboy</em>. Basta osservarlo mentre si rivolge alla gente per rendersene conto: è un maestro dell’ironia sottile. A un uomo anziano dice: «<em>Può tenere il cappello in testa</em>». Così, senza motivo. Anche lui risponde con un sorriso.</p>
<p>Il Mattelift è un ascensore speciale. All’interno della cabina ci sono pulsanti come in qualsiasi altro ascensore. La differenza, però, è che non ci si può semplicemente entrare e partire, anche se tecnicamente sarebbe possibile. Serve un biglietto, perché il Mattelift è un mezzo di trasporto pubblico con concessione statale e ufficialmente controllato e sovvenzionato dallo Stato. Ed è quello che percorre la distanza più breve di tutta la Svizzera: appena 30 metri. Meno della lunghezza di un tram. Tra l’altro, i bernesi lo chiamano semplicemente “tram verticale” (in tedesco: <em>Senkeltram</em>).</p>
<p>L’ascensore è gestito da una società anonima privata. «<em>Giuridicamente siamo una funivia</em>», dice il presidente Marc Hagmann, per poi aggiungere: «<em>Ma naturalmente siamo un ascensore</em>». Quando venne inaugurato nel 1897, era un progetto tecnologicamente pionieristico. Oggi trasporta oltre 700 persone al giorno, più di 20’000 al mese. Una corsa costa 1 franco e 50 — anche per cani e biciclette. Alcuni abbonamenti dei trasporti pubblici sono validi. L’impianto rende poco, dice Hagmann, ma è importante per la gente del quartiere: svolge una funzione sociale.</p>
<p>Fu il primo ascensore elettrico per passeggeri in uno spazio pubblico in Svizzera — paragonabile all’ascensore <em>Hammetschwand</em> sul Lago dei Quattro Cantoni, il più alto ascensore all’aperto d’Europa. Anche il Mattelift è all’aperto: non sale all’interno di un edificio, ma lungo una parete. È il muro della Münsterplattform, la magnifica terrazza sul lato sud della chiesa più grande e importante di Berna.</p>
<p>Trenta metri di dislivello o 183 gradini possono sembrare pochi. «<em>Ma all’inizio questo “su e giù” esprimeva il divario sociale</em>», racconta Peter Maurer. In alto, nella città vecchia, vivevano le famiglie benestanti di Berna; in basso, nel quartiere <em>Matte</em>, abitavano i poveri: conciatori, barcaioli e zattieri. «<em>In alcune case della cupa Badgasse </em>– dice – <em>dai bagni pubblici ufficiali si erano sviluppate col tempo attività simili a bordelli</em>». Per lui è chiaro: «<em>I ricchi si opponevano all’ascensore perché non volevano la gente del Matte lassù con loro</em>».</p>
<p>Probabilmente, non aveva torto. Lo storico Stefan Weber descrive in uno studio sugli inizi del Mattelift come questo venisse ostacolato. «<em>L’argomento del disprezzo verso il quartiere </em>Matte<em> non è campato in aria</em> – osserva – <em>anche se gli abitanti dei quartieri alti non lo esprimevano apertamente</em>.» Piuttosto, dicevano di temere che l’ascensore avrebbe deturpato la piattaforma, “l’ornamento della città di Berna”, e ne avrebbe “turbato sensibilmente” l’atmosfera.</p>
<p>Quei tempi sono ormai lontani. Il Mattelift fu accolto con gratitudine dal pubblico ed era visto come un segno di progresso. «<em>Da allora, le differenze sociali si sono molto attenuate</em>», dice Maurer. Anche nel quartiere <em>Matte</em> oggi vivono persone benestanti — «<em>grazie alla gentrificazione</em>», afferma con ironia.</p>
<p>Maurer lavora come controllore da cinque anni. «<em>Siamo sette</em> liftboy <em>e due</em> liftgirl — <em>tutti pensionati</em>». Fa sette-otto turni al mese. Gli è sempre piaciuto parlare con la gente. Prima, da giornalista, andava lui dagli altri; «<em>oggi vengono loro da me</em>». Una volta ha raccontato la sua storia anche alla rivista svizzera <em>Beobachter</em>.</p>
<p>Spesso Maurer parla in modo quasi filosofico. «<em>Il Mattelift</em>, dice, <em>ha molto a che fare con la vita vera: a volte si sale, a volte si scende</em>». La sua vita non è stata priva di colpi del destino – dieci anni fa è morta sua moglie.</p>
<p>Ma ci sono state anche coincidenze fortunate. Il lavoro al Mattelift gli è capitato per puro caso. Un giorno stava nuotando nell’Aare e ha visto un collega sulla riva. «<em>Ora faccio il</em> liftboy!», gli ha gridato quello. «<em>Mi ha elettrizzato</em>», racconta Maurer. E già quella sera sapeva di voler fare quel lavoro.</p>
<p>Così, Peter Maurer ha trovato il Mattelift. Ma in un certo senso è stato anche il Mattelift a trovare lui. Il lavoro sembra renderlo felice. «<em>È più di un ascensore</em>», dice, «<em>molto più di un ascensore</em>». E come se non riuscisse a coglierne del tutto l’essenza, ha iniziato a fotografarlo: a tutte le ore del giorno e dell’anno, da ogni angolazione possibile. A intervalli di alcuni mesi realizza un manifesto. L’ultimo è appeso alla stazione a valle e si intitola “<em>Ascensore dei girasoli</em>”.</p>
<p>Un ascensore che è più di un ascensore. Questo vale soprattutto per gli abitanti del quartiere <em>Matte</em> che lo usano regolarmente. Per alcune persone anziane, dice Maurer, i controllori sono come figure di riferimento: «<em>Siamo pronti a parlare. Per alcuni siamo le uniche persone con cui hanno un contatto regolare</em>».</p>
<p>«<em>Dal modo in cui salgono capiamo come stanno</em>». Se sono tristi o allegri. E se qualcuno non si sente particolarmente in forze, «<em>a volte gli portiamo la borsa della spesa per qualche metro</em>».</p>
<p>Per Maurer, il Mattelift è come un faro nel quartiere — soprattutto in inverno, quando al mattino è ancora buio. Quando l’ascensore entra in funzione alle sei, lassù si accende una luce. «<em>Allora, tutti sanno: uno di noi è qui</em>».</p>
<p><em>Dölf Barben</em></p>
<p><em>Una serie di fotografie del Mattelift scattate da Peter Maurer è disponibile nell’edizione online di Schweizer Revue: <a href="https://gazzetta.link/mattelift">gazzetta.link/mattelift</a></em></p>
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	<p>Peter Maurer dice che il Mattelift è «molto più di un ascensore». E, in cambio, Maurer per molte persone del quartiere è molto più di un semplice liftboy. Foto Marc Lettau</p>
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	<p>Più in alto, più lontano, più veloce, più bello? Alla ricerca dei record svizzeri un po’ diversi.<br />
Oggi: il mezzo di trasporto pubblico con il percorso più breve di tutta la Svizzera.</p>
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	<p>La “stazione superiore” del Mattelift risplende di notte, in alto, sopra il quartiere Matte. In alto e in basso: agli inizi, l’ascensore superava anche un divario sociale. Foto Peter Maurer</p>
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	<p>Dal punto di vista giuridico il Mattelift è una funivia — una funivia che però si riconosce naturalmente come un ascensore. Fotos Peter Maurer</p>
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		<title>Un&#8217;organizzazione in evoluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 11:34:04 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/consiglio-svizzeri-all-estero-priorita-quinta-svizzera/">Un&#8217;organizzazione in evoluzione</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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	<p>Un sondaggio recentemente condotto tra i membri del Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE) mette in luce le questioni attualmente considerate più rilevanti. Una cosa è chiara: la Quinta Svizzera vuole essere ascoltata e avere voce in capitolo.</p>
<p>In cima alla lista delle priorità dei membri del CSE eletti nell'agosto 2025 ci sono questioni pratiche. L'accesso a conti bancari, assicurazioni e prestazioni previdenziali è per molti svizzeri che vivono all'estero un tema sempre attuale. Soprattutto al di fuori dell'Europa, gli svizzeri all'estero incontrano spesso ostacoli, ad esempio nell'apertura di un conto bancario.</p>
<blockquote>
<p><em>Uno dei desideri principali dei membri del Consiglio: una più facile partecipazione politica alle istituzioni democratiche della Svizzera.</em></p>
</blockquote>
<p>Altrettanto centrale è il desiderio di una più agevole partecipazione politica alle istituzioni democratiche svizzere. Molti delegati chiedono che il voto elettronico sia finalmente reso possibile su tutto il territorio e che l'identità elettronica (E-ID) venga introdotta rapidamente dopo il positivo esito del referendum popolare del settembre 2025. Inoltre, il diritto di partecipare alle elezioni cantonali dovrebbe essere generalizzato. Accanto a ciò, passano in primo piano nuovi temi: lo sviluppo di forme di comunicazione digitale, una “Schweizer Revue” più digitale e integrata nella comunicazione complessiva, nonché una maggiore promozione delle e dei giovani svizzeri all'estero. Diversi delegati hanno ricordato che una parte crescente della Quinta Svizzera proviene dalla seconda o terza generazione, giovani che spesso non hanno più un legame diretto con la Svizzera. Ciò rende ancora più importanti i programmi linguistici, i formati di scambio e le offerte online più moderne che consentono loro di rafforzare il loro legame con la Svizzera.</p>
<p>I delegati desiderano inoltre essere maggiormente coinvolti nei lavori dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE), ad esempio attraverso gruppi di lavoro tematici o consultazioni regolari.</p>
<p>Sulla base dei risultati del sondaggio, il Comitato dell'OSE proporrà gli obiettivi legislativi per i prossimi anni. Questi saranno discussi dai membri del CSE nel marzo 2026, eventualmente modificati e approvati. In questo modo, una delle loro richieste sarà già stata messa in pratica: una maggiore partecipazione all'OSE.</p>
<p>(LW)</p>
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		<title>Votazioni federali del 9 ottobre 2024</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-del-9-ottobre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 21:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio Febbraio 2025]]></category>
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	<h3><span style="color: #ff0000;">Votazioni federali</span></h3>
<p>I temi da sottoporre a votazione sono stabiliti dal Consiglio federale almeno quattro mesi prima della data della votazione.<br />
Nella riunione del 9 ottobre 2024, il Consiglio federale ha deciso che sarà sottoposta a votazione il 9 febbraio 2025:</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale «Per un'economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilità ambientale)» (BBl 2024 2488)</p>
<p>Tutte le informazioni sui temi in votazione (libretto di voto, commissioni, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, ecc.) sono disponibili sul sito www.admin.ch/votazioni o nell'app “VoteInfo” della Cancelleria federale.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-24694" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/Senza-nome.jpg" alt="" width="220" height="224" /></p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Iniziative popolari</span></h3>
<p>Le seguenti iniziative popolari federali sono state lanciate di recente prima del termine di redazione (tra parentesi la scadenza del periodo di raccolta):</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale «Per derrate alimentari senza organismi geneticamente modificati (Iniziativa per la protezione delle derrate alimentari)» (3 marzo 2026)<br />
■ Iniziativa popolare federale «Per la democrazia diretta e la competitività del nostro Paese – No a una Svizzera membro passivo dell’UE (Iniziativa Bussola)» (1. aprile 2026)</p>
<p>L'elenco delle iniziative popolari in sospeso è disponibile all'indirizzo www.bk.admin.ch/ &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative popolari pendenti</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-24693" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/Senza-nome-2.jpg" alt="" width="216" height="220" /></p>
<h5>Segnalazioni</h5>
<p>Comunicare alla propria rappresentanza svizzera il/i proprio/i indirizzo/i e-mail e numero/i di cellulare e/o eventuali modifiche e registrarsi allo sportello online (link sulla homepage del DFAE <a href="http://www.eda.admin.ch">www.eda.admin.ch</a> o tramite <a href="http://www.swissabroad.ch">www.swissabroad.ch</a>) per selezionare la «Schweizer Revue» e di altre pubblicazioni. In caso di problemi di registrazione, si prega di contattare la propria rappresentanza.</p>
<p>È possibile leggere e/o stampare il numero attuale della «Schweizer Revue» e i numeri dal 2006 in poi in qualsiasi momento tramite il sito www.revue.ch. La «Schweizer Revue» (o la «Gazzetta Svizzera» in Italia) viene inviata gratuitamente in formato elettronico (via e-mail e tramite app per iOS e Android) o in edizione cartacea a tutti i cittadini svizzeri all'estero registrati presso un'ambasciata o un consolato generale.</p>
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		<title>Tutti insieme oltre le frontiere</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/tutti-insieme-oltre-le-frontiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 16:31:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Febbraio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Anniversari]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamenti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso Svizzeri all'estero]]></category>
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		<category><![CDATA[Mobilità internazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Schweizer Revue]]></category>
		<category><![CDATA[Unità tra svizzeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/01/Rigi_Kulm-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il 100° Congresso degli Svizzeri all'estero si terrà in una cornice magnifica: a Lucerna, con il lago dei Quattro Cantoni e il panorama alpino sullo sfondo. Ma soprattutto, il Congresso celebrerà tre anniversari allo stesso tempo–- e promette scambi arricchenti. Il 100° Congresso degli Svizzeri all'estero, in programma a Lucerna dall'11 al 13 luglio 2024,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/tutti-insieme-oltre-le-frontiere/">Tutti insieme oltre le frontiere</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/01/Rigi_Kulm-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23566"  class="panel-layout" ><div id="pg-23566-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23566-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23566-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Il 100° Congresso degli Svizzeri all'estero si terrà in una cornice magnifica: a Lucerna, con il lago dei Quattro Cantoni e il panorama alpino sullo sfondo. Ma soprattutto, il Congresso celebrerà tre anniversari allo stesso tempo–- e promette scambi arricchenti.</p>
<p>Il 100° Congresso degli Svizzeri all'estero, in programma a Lucerna dall'11 al 13 luglio 2024, segnerà un momento storico per l'Organizzazione degli Svizzeri all'estero (OSE), SwissCommunity. Con il tema "Insieme oltre le frontiere", il Congresso intende celebrare l'indistruttibile, a volte discreto e radicato legame tra gli svizzeri all'estero e la loro patria.</p>
<p>Nel 2024 festeggeremo anche altri due importanti anniversari: 90 anni di organizzazione di campi di vacanza per giovani svizzeri all'estero e 50 anni di "Schweizer Revue", una preziosa fonte di informazioni per la Quinta Svizzera. Questi anniversari sottolineano ancora una volta l'importanza dei legami transfrontalieri e il ruolo chiave svolto da SwissCommunity nel mantenere i legami con la Svizzera.</p>
<p>Dal primo congresso del 1918, la migrazione svizzera ha subito una notevole evoluzione: nel 2023, vivevano all'estero più di 800’000 nostri connazionali, rappresentando più del 10% della popolazione nazionale. In passato, gli espatriati partivano con l'intenzione di non tornare mai più, alla ricerca di un futuro migliore altrove. Oggi assistiamo a una mobilità internazionale più dinamica e di breve durata, spesso legata a opportunità professionali o a un tranquillo pensionamento all'estero. Anche le esigenze degli Svizzeri all'estero sono cambiate nel corso dei decenni.</p>
<p>La storia dei congressi riflette anche i cambiamenti della società. La Seconda Guerra Mondiale ha portato alla cancellazione di quattro congressi, mentre le edizioni del 2020 e del 2021 non si sono potute svolgere a causa della pandemia di coronavirus. Questi 105 anni hanno visto grandi trasformazioni nella mobilità e nei mezzi di comunicazione. Siamo passati da sporadici scambi epistolari con la nostra patria, che richiedevano mesi per arrivare, all'iperconnessione istantanea, indipendentemente dal luogo in cui viviamo.</p>
<p>Il 100° Congresso degli Svizzeri all'estero promette di essere un evento memorabile. Tratterà la storia, il presente e il futuro della diaspora svizzera e ci permetterà di celebrare questo legame con la patria, incarnando uno spirito di unità tra gli svizzeri, indipendentemente dal luogo in cui vivono.</p>
<p>Il congresso vedrà la partecipazione attiva di oltre 60 giovani svizzeri all'estero provenienti dai campi di vacanza e sarà caratterizzato dalla presenza di un membro del Consiglio federale e dalla partecipazione del mondo economico e della ricerca, offrendo numerose opportunità di networking. I festeggiamenti comprenderanno discorsi ufficiali, intrattenimento e molte altre sorprese. Si svolgeranno in due luoghi emblematici, a Lucerna e nella piazza degli Svizzeri all'estero a Brunnen, offrendo l'opportunità di scoprire o riscoprire una regione ricca di tradizioni ed esperienze tipicamente svizzere.</p>
<p>Salvate le date e riunitevi tutti insieme per la centesima edizione di questo evento festoso, amichevole e caloroso!</p>
<p>MAYA ROBERT-NICOUD, OSE</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-19026 alignnone" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/swisscommunity-e1687534297964.jpg" alt="" width="206" height="114" /></p>
<p>Organizzazione degli Svizzeri all’estero<br />
Alpenstrasse 26, 3006 Berna<br />
Suisse communication@swisscommunity.org www.swisscommunity.org<br />
Tel. +41 31 356 61 17</p>
</div>
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	<p>Uno dei simboli più famosi di Lucerna: il ponte Kapellbrücke con la sua torre d'acqua. Foto: Luzern Tourismus / Anina Fässler</p>
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	<p>I battelli fanno parte del paesaggio lucernese: qui, lo storico "Uri" alla Bahnhofquai. Foto: Luzern Tourismus / Laila Bosco</p>
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	<p>Veduta aerea del Rigi con vista sul Lago dei Quattro Cantoni, il Pilatus e l'altopiano di Lucerna. Foto: Luzern Tourismus / Elmar Bossard</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/tutti-insieme-oltre-le-frontiere/">Tutti insieme oltre le frontiere</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>Votazioni Federali 3 marzo 2024</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-3-marzo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 15:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/svizzeraintasca-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Votazioni federali Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Durante la sua seduta del 25 ottobre 2023, il Consiglio federale ha deciso di sottoporre i seguenti temi in votazione popolare il 3 marzo 2024: ■ Iniziativa popolare del 28 maggio 2021 «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/svizzeraintasca-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23550"  class="panel-layout" ><div id="pg-23550-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23550-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23550-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong><span style="color: #ff0000;">Votazioni federali</span> </strong></p>
<p>Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Durante la sua seduta del 25 ottobre 2023, il Consiglio federale ha deciso di sottoporre i seguenti temi in votazione popolare il 3 marzo 2024:</p>
<p>■ Iniziativa popolare del 28 maggio 2021 «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» (FF 2023 781);<br />
■ Iniziativa popolare del 16 luglio 2021 «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)» (FF 2023 1520).</p>
<p>Tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, ecc.) sono disponibili su <a href="https://gazzetta.link/votazioni24032024">www.admin.ch/votazioni</a> o sull’app “VoteInfo” della Cancelleria federale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Iniziative popolari</strong></span></p>
<p>La lista delle iniziative popolari in sospeso è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Diritti politici  &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Informazioni</span> </strong></p>
<p>Comunicare alla propria rappresentanza svizzera l'indirizzo (o gli indirizzi) e-mail e il numero (o i numeri) di cellulare e/o eventuali modifiche e registrarsi tramite lo sportello online (sul sito web del DFAE www.eda.admin.ch o tramite www.swissabroad.ch) per scegliere la modalità di consegna della "Schweizer Revue" o di altre pubblicazioni. In caso di problemi con la registrazione, si prega di contattare la propria rappresentanza. La "Gazzetta Svizzera" viene distribuita gratuitamente a tutte le famiglie svizzere all'estero, sia in formato elettronico (via e-mail) sia in formato cartaceo.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-3-marzo-2024/">Votazioni Federali 3 marzo 2024</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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