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Quinta Svizzera: la storia di Marcus Deiss, svizzero in Zambia

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La Quinta Svizzera è un puzzle colorato, variegato e multilingue composto da ben oltre 800’000 tasselli. Il tassello di oggi è rappresentato da …

Marcus Deiss, 1973, Zambia. Vive lì dal 2022 e lavora come consulente ICT/B2B e autore. Scrive libri che trattano paesaggi, identità culturali e storie di luoghi – tra cui la trilogia Timeless Switzerland.

Cosa significa per te patria?

«Per me la patria non è un luogo fisso, bensì uno stato di familiarità. È il momento in cui paesaggio, lingua e comportamenti non devono essere spiegati, ma vengono semplicemente compresi.»

Si possono avere più patrie?

«Sì. La patria nasce dove si vive, dove ci si assume delle responsabilità e si costruiscono relazioni. La Svizzera rappresenta per me un’origine profondamente radicata; lo Zambia è un presente vissuto consapevolmente.»

Che effetto ha su di te l’essere legato a più di un Paese?

«Crea distanza, ma anche maggiore chiarezza. Si cominciano a percepire le differenze con più attenzione e a mettere in discussione ciò che prima sembrava scontato. Questa prospettiva influenza direttamente il mio modo di scrivere.» 

Che rapporto hai con la Svizzera?

«È un rapporto tranquillo e costante. Si manifesta meno nella quotidianità e più nel modo in cui percepisco il paesaggio, l’ordine e le strutture culturali. Molte cose diventano visibili solo quando non si vive più lì.»

Cosa ti manca (di più) della Svizzera?

«L’immediata accessibilità del paesaggio. La vicinanza tra lago, città e montagna e la naturalezza con cui tutto è collegato.»

Con l’emigrazione è cambiato il tuo atteggiamento nei confronti delle tradizioni (svizzere)?

«Sì, è diventato più consapevole. La distanza ha cambiato il mio rapporto con le tradizioni: ciò che un tempo sembrava naturale e parte della quotidianità è diventato qualcosa da apprezzare e valorizzare maggiormente.»

Maggiori informazioni: gazzetta.link/puzzle

Pubblicato per la prima volta nella Schweizer Revue, edizione 3/2026.

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