Care lettrici, cari lettori
Non è raro che la Svizzera venga invidiata all'estero per alcuni elementi che la contraddistinguono: l'ordine, la puntualità, la pulizia, la stabilità politica e le imposte tendenzialmente moderate, ma anche la libertà di cui godono le cittadine e i cittadini e, non da ultimo, il loro tenore di vita. Malgrado i tempi più burrascosi si facciano sentire anche nella nostra nazione, possiamo affermare che essere svizzeri in Svizzera sia ancora un bel privilegio. E che cosa distingue invece gli svizzeri all'estero dai cittadini di altre nazioni che vivono fuori dai propri confini? Certamente una rete consolare molto ampia, servizi di ottimo livello e la Gazzetta Svizzera, ma soprattutto la possibilità di restare legati al proprio Paese e di votare, di regola quattro volte all'anno, sui temi più diversi. Per citare il caso più recente, il 27 settembre 2026 si è votato, ad esempio, sull'iniziativa sulla neutralità e su quella relativa alla sicurezza alimentare, entrambe bocciate, come illustriamo in questo articolo. Anche questo è un grande privilegio, cari concittadini. Per esercitarlo basta poco: iscriversi al catalogo elettorale, approfondire i temi (la Gazzetta prova a fare la sua parte) e votare. Tra qualche anno, si spera, il voto potrà essere espresso generalmente in forma digitale. Per chi non fosse ancora iscritto al catalogo elettorale del proprio cantone, sul sito dell'Ambasciata di Svizzera in Italia sono disponibili alcune indicazioni su come procedere. Nel frattempo, buona lettura.
Angelo Geninazzi

La neutralità svizzera non è una bandiera al vento
Rifiutando un’iniziativa sul tema, il popolo conferma l’attuale interpretazione della neutralità. Ma il dibattito proseguirà già in novembre.








