Ottavo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.
In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa ottava destinazione? Benvenuti nel Canton Zugo!
TAPPA 8: CANTON ZUGO
Ci sono cantoni che custodiscono la propria storia, altri che hanno saputo trasformarla in una straordinaria occasione di rinascita, con quella determinazione che ha da sempre contraddistinto il popolo elvetico. Il Canton Zugo ne è un esempio perfetto. Nato come avamposto strategico nel cuore dei conflitti tra Asburgo e Confederati, ha attraversato secoli di guerre, contrasti religiosi e profondi cambiamenti politici, riuscendo ogni volta a reinventare il proprio futuro. Un territorio che ha saputo trasformare la propria posizione e le difficoltà del passato in una forza, passando da una realtà rurale e povera a uno dei cantoni più prosperi e dinamici della Svizzera, oggi conosciuto per la sua economia internazionale e per essere diventato uno dei principali centri mondiali della tecnologia blockchain e delle criptovalute.
Attorno al 1240 i conti di Kyburg fondarono la città di Zugo. I Kyburg appartenevano a una potente stirpe della nobiltà imperiale medievale.
Alla loro estinzione la regione passò sotto il dominio dei duchi d’Asburgo.
Gli Asburgo trasformarono la città di Zugo in un avamposto militare strategico.
Durante il pieno dei conflitti tra svizzeri e austriaci, i confederati assediarono l’avamposto di Zugo nel 1352.
A causa del mancato supporto difensivo asburgico, la città si arrese ed entrò ufficialmente a far parte della Vecchia Confederazione Svizzera, come uno degli storici otto Cantoni.
I decenni successivi furono segnati da scontri e vari tentativi di riconquista austriaca.
La libertà definitiva avvenne nel 1415, anno in cui Zugo ottenne la piena immediatezza imperiale, sciogliendo così ogni vincolo con l’Austria.
Questa regione giocò un ruolo cruciale durante la Riforma Protestante del XVI secolo: Zugo scelse di rimanere profondamente cattolico, scontrandosi contro la confinante e protestante Zurigo.
Zugo fu coinvolto anche nei conflitti confessionali che attraversarono la Confederazione. La cosiddetta Guerra di Kappel oppose le città e i territori riformati ai cinque cantoni cattolici della Svizzera centrale, tra cui Zugo. Il primo conflitto, nel 1529, si concluse senza scontri decisivi con la prima pace di Kappel, raggiunta il 26 giugno. Due anni più tardi, però, le tensioni tornarono a esplodere. Nella seconda guerra di Kappel, nel 1531, le forze cattoliche sconfissero quelle riformate e il conflitto si concluse con la seconda pace di Kappel, firmata il 20 novembre dello stesso anno. Zugo rimase così saldamente ancorato al fronte cattolico della Confederazione.
Con l’invasione delle truppe napoleoniche e la nascita della Repubblica Elvetica, Zugo perse la sua autonomia e venne momentaneamente accorpata a Waldstätten. Tornò ad essere un cantone indipendente dal 1803 con l’Atto di Mediazione di Napoleone.
Nel XIX secolo Zugo fu coinvolto anche nelle tensioni che attraversarono la Confederazione sul piano politico e religioso. Nel 1845 aderì al Sonderbund, una lega formata dai cantoni cattolici e conservatori per difendere la propria autonomia di fronte ai progetti di maggiore centralizzazione sostenuti dai cantoni radicali e liberali.
Lo scontro portò nel 1847 alla Guerra del Sonderbund, che si concluse con la vittoria delle forze della Confederazione. Fu l’ultimo conflitto armato combattuto sul territorio svizzero e segnò la fine della vecchia Confederazione, aprendo la strada alla nascita della Svizzera federale con la Costituzione del 1848.
Nei primi del Novecento Zugo era un territorio povero e rurale, segnato da grandi flussi di emigrazione.
A seguito del secondo dopoguerra, avviò una radicale riforma introducendo una politica fiscale attrattiva, caratterizzata da burocrazia agevole e leggi favorevoli alle imprese.
Questa riforma fu strategicamente vincente, trasformando Zugo in uno dei cantoni più ricchi e floridi.
Oggi a Zugo hanno sede grandi aziende internazionali che si occupano di materie prime. Inoltre, l’omonimo capoluogo è diventato un importante centro mondiale per la tecnologia blockchain e le criptovalute.
Il nostro percorso può iniziare proprio dalla Città Vecchia, dove basta passeggiare tra le vie dell’Altstadt per incontrare case colorate, piazze e antichi edifici. Il nucleo storico conserva circa ottocento anni di storia e ancora oggi mantiene un’atmosfera particolare, fatta di angoli e scorci che sembrano riportare indietro nel tempo.
Uno dei simboli della città è lo Zytturm, la caratteristica torre dell’orologio che domina il centro storico. Alta 41,5 metri, faceva parte delle antiche fortificazioni e aveva anche la funzione di torre di guardia. Il suo grande orologio astronomico è ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili del panorama cittadino.
Proseguendo la passeggiata si incontrano altri luoghi che raccontano la storia della città: la St. Michaelskirche, la Pulverturm, la Kapuzinerturm e la Zugerburg, il castello che si affaccia sulla parte più antica dell’abitato. Sono testimonianze di epoche diverse, ma tutte contribuiscono a raccontare la Zugo di un tempo.
La storia del territorio è lunga. Nel 1352 Zugo entrò a far parte della Confederazione e, nel corso dei secoli, la città crebbe attorno alle proprie fortificazioni. Il passato ha lasciato però anche ferite profonde: nel 1435 una parte della città vecchia franò nel lago, causando numerose vittime.
Lasciando le vie dell’Altstadt si arriva al Landsgemeindeplatz, una delle piazze più caratteristiche della città. Il suo nome ricorda la Landsgemeinde, l’antica assemblea popolare nella quale i cittadini partecipavano direttamente alla vita politica. Oggi la piazza è soprattutto un luogo di incontro, affacciato sul lago e circondato da locali, ristoranti ed edifici storici.
Davanti agli occhi compare il Lago di Zugo, che accompagna la città e ne definisce gran parte del panorama. È bello fermarsi sulle sue rive e osservare come il paesaggio cambi durante la giornata. Al tramonto, in particolare, l’acqua, le montagne e le case della città si tingono di colori completamente diversi.
Ma il lago non è l’unico punto da cui osservare questo territorio.
Da alcuni dei punti panoramici che circondano la città, come il Guggi, lo sguardo si apre invece sull’intero paesaggio: il centro storico, il lago e le montagne sembrano quasi raccogliersi in un’unica immagine. È una prospettiva diversa, che permette di vedere quanto siano vicini tra loro elementi così differenti e quanto il paesaggio naturale sia parte integrante della città.
Ma per cambiare ancora prospettiva possiamo salire verso lo Zugerberg, che raggiunge i 1.093 metri. Per arrivarci si può utilizzare la Zugerbergbahn, la storica funicolare inaugurata nel 1907. In pochi minuti si passa dal centro abitato alla montagna e il panorama cambia completamente.
Dall’alto lo sguardo torna verso il lago e verso la città, che appare quasi raccolta tra l’acqua e le montagne. È uno dei punti dai quali si può comprendere meglio la particolare posizione geografica di questo Cantone.
Ma il viaggio attraverso Zugo non sarebbe completo senza ricordare una delle sue tradizioni più caratteristiche: le ciliegie.
Il territorio è infatti conosciuto come Chriesiland, la terra delle ciliegie, una coltivazione presente da oltre seicento anni. Una tradizione che ha lasciato il segno anche nella gastronomia locale, con lo Zuger Kirsch e la famosa Zuger Kirschtorte.
Da una parte, dunque, troviamo le tradizioni agricole e il volto più antico del territorio. Dall’altra una realtà che nel corso dell’ultimo secolo è diventata sempre più moderna e internazionale, trasformando profondamente l’economia locale.
Ed è forse proprio questo contrasto a rendere interessante la nostra tappa: camminare tra le vie medievali, incontrare le antiche torri e il castello, arrivare sul lago, osservare la città dal Guggi e poi salire sullo Zugerberg. In pochi chilometri si passa dalla storia alla natura, dalle tradizioni alla modernità.
Ci congediamo da questa settima tappa, dove abbiamo approfondito un territorio che capace di racchiudere storia, tradizione, natura e modernità.
Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta di un nuovo Cantone. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Berna!
***
E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a redazione@gazzettasvizzera.ch: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.
Nicola Magni
Scheda Canton Zugo

Capoluogo: Zugo
Lingua: tedesco
Data di ingresso CH: 1352
Superficie: 238,73 km²
Numero residenti: 134.945 (2026)
Montagna più alta: Wildspitz (1’580 m)

*Stemma:
Lo stemma del Canton Zugo è costituito da uno scudo a fasce bianche e azzurre. L’origine dello stemma e il signficato dei suoi colori non è certa. Si suppone che siano testimonianza del legame storico con i Cantoni di Zurigo e Lucerna (anch’essi bianchi e azzurri). Un’altra versione vede l’utilizzo di questi colori per simboleggiare la vicinanza con il Lago di Zugo.
La città vecchia di Zugo con il suo lago e le Alpi sullo sfondo. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding
La facciata di St. Michaelkirche uno degli edifici più significativi della città. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding
Le bandiere adornano le vie del centro storico tra facciate colorate e edifici antichi. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding
Lo Zytturm storica torre dell'orologio nel cuore della città. Brigitte Stutz e Hermann Stutz - Reding
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