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In cammino attraverso i 26 Cantoni. Un racconto a tappe della nostra Svizzera. Canton Glarona

Settimo appuntamento del nostro cammino alla scoperta della Svizzera attraverso i suoi meravigliosi 26 Cantoni.

In questa rubrica vi accompagneremo alla scoperta dei diversi Cantoni, intraprendendo un viaggio attraverso la loro storia, la cultura, le tradizioni che li contraddistinguono e i paesaggi mozzafiato che la Svizzera sa regalare. Siete pronti a conoscere questa quinta destinazione? Benvenuti nel Canton Glarona!

TAPPA 7: CANTON GLARONA

Ci sono cantoni che vivono la loro storia, altri la ricostruiscono da capo con impegno e con quella determinazione che ha da sempre contraddistinto il popolo elvetico. Il Canton Glarona ne è l’esempio perfetto: circondato da natura incontaminata, ha saputo creare nel tempo una forte realtà tra arte, economia e vita pubblica. Un territorio che ha saputo rinascere dalle ceneri del grande incendio del 1861 e di ricostruire il proprio futuro, trasformando le difficoltà della sua storia in parte della propria identità.

La storia del Canton Glarona affonda le sue radici nel VI secolo, quando la valle della Linth fu cristianizzata dal monaco irlandese San Fridolino, oggi raffigurato nello stemma cantonale.

A partire dal IX secolo, il territorio passò sotto il controllo del convento di Säckingen, mentre dal 1288 gli Asburgo iniziarono a rivendicarne i diritti, sottoponendo progressivamente la popolazione al proprio dominio. Fu nel contesto delle lotte per la libertà che, nel 1352, Glarona entrò a far parte della Confederazione Svizzera. La battaglia di Näfels del 1388, con la vittoria sugli Asburgo, consolidò definitivamente l’indipendenza del cantone e i diritti della sua popolazione.

Nel XVI secolo Glarona fu anche attraversata dalla Riforma. Ulrico Zwingli vi fu sacerdote e il cantone rimase a lungo diviso tra cattolici e riformati, sviluppando al tempo stesso una particolare tradizione di convivenza religiosa.

Il territorio montuoso e le difficili condizioni dell’agricoltura segnarono profondamente la storia economica di Glarona. Tra il Cinquecento e l’Ottocento molti giovani lasciarono il cantone per cercare fortuna all’estero, lavorando soprattutto come mercenari o commercianti. Nel XVI secolo si sviluppò inoltre il commercio delle tavole di ardesia.

La vera svolta arrivò però tra il Settecento e l’Ottocento, con lo sviluppo dell’industria tessile. La produzione industriale trasformò profondamente il cantone, portandolo verso una crescente prosperità economica e facendone uno dei territori più avanzati dal punto di vista industriale all’interno della Confederazione.

Questa trasformazione economica ebbe anche importanti conseguenze sul piano sociale: Glarona divenne infatti un laboratorio di innovazione sociale, anticipando alcuni diritti e forme di tutela che all’epoca erano ancora sconosciuti in gran parte della Svizzera.

Glarona si trova nella Svizzera orientale, attraversata dal fiume Linth e circondata dalle montagne. È la più piccola capitale cantonale della Svizzera e si trova a poca distanza da Zurigo, una posizione che la rende facilmente raggiungibile, ma ancora profondamente legata al suo paesaggio alpino.

La città porta con sé soprattutto la storia industriale del cantone: tra Settecento e Ottocento, l’industria tessile trasformò Glarona, portando ricchezza e contribuendo a fare di questo piccolo territorio uno dei centri industriali più avanzati della Confederazione. Oggi questa storia convive con il paesaggio delle Alpi, che continua a caratterizzare fortemente il volto della città e della valle.

Uno degli elementi più caratteristici della città è la sua particolare struttura urbana. Bisogna ricordare che il centro di Glarona fu distrutto dall’incendio del 10 e 11 maggio 1861, quando circa 600 edifici furono distrutti dalle fiamme. La ricostruzione venne progettata su pianta geometrica con strade ordinate e ampi spazi.

A distinguersi tra gli edifici c’è la Stadtkirche, costruita a seguito dell’incendio. Rappresenta il vero simbolo di rinascita della città. Si tratta di uno degli edifici più riconoscibili di Glarona. Presenta elementi dell’architettura romanica, con una grande navata centrale e due navate laterali, con un transetto che forma una pianta a croce. Per circa un secolo venne utilizzata sia dalla comunità protestante sia da quella cristiana. A partire dal 1964, i cattolici hanno una propria chiesa cittadina, la Fridolinskirche.

La stazione ferroviaria rappresenta un altro elemento importante della città moderna. Il primo collegamento ferroviario arrivò nel 1859. Durante il periodo di grande crescita dell’industria tessile, la ferrovia svolse un ruolo cruciale per lo sviluppo economico cittadino e cantonale.

Il Rathaus è uno degli edifici più importanti e riconoscibili della città. Rappresenta il cuore della vita istituzionale di Glarona, ospitando al suo interno sia il Governo che il Parlamento cantonale.

Un altro edificio caratteristico della vita pubblica di Glarona è il Landsgemeinde, l’assemblea pubblica nella quale i cittadini aventi diritto di voto si riuniscono per discutere e votare direttamente su questioni cantonali.

La storia economica di Glarona è strettamente legata all’industria. Uno dei settori più importanti fu quello tessile, che iniziò a svilupparsi già nel Settecento.

Pioniera fu la figura di Johann Heinrich Streiff che nel 1740 fondò una delle prime stamperie di cotone della regione, nei decenni successivi furono avviate diverse aziende dedicate alla tessitura, alla filatura e alla stampa dei tessuti.

Per quanto riguarda la parte culturale della città, il Kunsthaus propone una vivace offerta culturale. Ospita mostre dedicate soprattutto all’arte contemporanea, presentando numerosi artisti svizzeri e internazionali.

Lasciando il centro di Glarona, bastano pochi minuti per ritrovarsi immersi in un paesaggio completamente diverso. Il massiccio del Glärnisch domina la valle e accompagna il territorio fino al Klöntalersee, uno dei luoghi naturali più conosciuti del cantone: un lago alpino circondato da boschi e montagne.

Ma questo paesaggio racconta anche la storia dello sviluppo di Glarona. Tra il 1904 e il 1908 venne costruito il Löntschwerk, un impianto idroelettrico che sfrutta le acque del lago per produrre energia. Nel 1908 iniziò così l’attività dell’azienda elettrica del cantone, segnando una nuova fase nella storia economica della regione.

Oggi il rapporto con la montagna è soprattutto quello del tempo libero: sentieri, boschi e vallate offrono possibilità di escursioni durante la bella stagione, mentre d’inverno il territorio si trasforma in una destinazione per gli sport sulla neve. Ma anche tornando in città la natura rimane una presenza costante: il Volksgarten, a pochi passi dal centro, è uno degli spazi verdi più caratteristici di Glarona e ospita anche il Kunsthaus.

È proprio questa vicinanza a rendere particolare il cantone: a Glarona bastano pochi minuti per passare dalla città alle montagne, dalla storia industriale al paesaggio alpino.

Ci congediamo da questa settima tappa, dove abbiamo approfondito un territorio capace di unire resilienza, cultura, paesaggi alpini e uan forte attenzione alla vita pubblica e istituzionale. Seguendo il filo della storia elvetica, ripartiamo alla scoperta di un nuovo Cantone. Il nostro cammino prosegue verso la prossima meta: il Canton Zugo!

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E voi? Avete foto che raccontano il vostro cantone, scorci, panorami o momenti che amate? Mandatecele per e-mail a redazione@gazzettasvizzera.ch: pubblicheremo le più belle sul nostro sito, come omaggio alla Svizzera che vive nei nostri lettori.

Nicola Magni

Scheda Canton Glarona

Capoluogo: Glarona

Lingua: tedesco

Data di ingresso CH: 1352

Superficie: 685,32 km²

Numero residenti: 12.968 (2025)

Montagna più alta: Tödi detto anche Piz Russein (3.614 m)

 

 

 

 

 

*Stemma: Lo stemma del Canton Glarona è l’unico a raffiguarare una persona umana, in particolar modo quella di un santo.
Protagonista al centro dello stemma è San Fridolino di Säckingen, santo missionario patrono della regione. San Fridolino è rappresentato interamente in veste di pellegrino con un bastone e un libro.
Secondo la tradizione leggendaria, fu il monaco missionario che diffuse il cristianesimo e fondò il monastero di Säckingen, diventando protettore storico della regione.
Lo sfondo alle spalle è di colore rosso vivo ed è un chiaro richiamo alla tradizione della Confederazione.

La Landesgemeinde esiste ancora solo nel Canton Glarona.

Ruchen, Glärnisch, da Klöntal (Foto: Maya Rhyner, VISIT Glarnerland AG)

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