Una drammatica sciagura di un gruppo olandese ha scosso molto la Svizzera. Malgrado progressi nella sicurezza, lo storico è piuttosto ampio.
È bastato un attimo, nel tardo pomeriggio di giovedì 10 settembre, perché una gita attraverso l'Engadina si trasformasse in una tragedia. Un torpedone con una comitiva olandese è uscito di strada tra Zernez e Susch, nel Cantone dei Grigioni, e si è rovesciato nei pressi di Less, in corrispondenza di un tratto interessato da lavori. A bordo c'erano 45 persone, 44 passeggeri adulti e il conducente. Cinque passeggeri sono morti; altre quaranta persone sono rimaste ferite, tre delle quali in modo grave.
Il pullman viaggiava verso Susch quando ha urtato il guardrail, è uscito dalla carreggiata e si è adagiato su un fianco. Fortunatamente non sono stati coinvolti altri veicoli. L'intervento dei soccorritori è stato imponente: sul posto sono arrivati tredici equipaggi di ambulanza e diversi elicotteri di soccorso. La strada, in quel punto, attraversava un'area di cantiere con una circolazione modificata. La causa dell'incidente, al momento della chiusura redazionale, non era ancora stata stabilita. Polizia e Procura dei Grigioni hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica.
I torpedoni nelle Alpi: incidenti e sicurezza
Il bilancio rende inevitabile il confronto con altre tragedie che, negli ultimi decenni, hanno coinvolto autobus turistici sulle strade svizzere. Il precedente più doloroso è quello di Sierre, in Vallese, il 13 marzo 2012. Un pullman belga che riportava in patria una scolaresca dopo una settimana di vacanza sulla neve si schiantò contro una parete all'interno della galleria dell'autostrada. Morirono 28 persone: 22 bambini e sei adulti. Altre 24 persone rimasero ferite. Anche allora si trattava di un viaggio internazionale e di una comitiva in vacanza sulle Alpi. Tra le vittime c'erano inoltre sei cittadini olandesi. La tragedia di Sierre divenne uno dei più drammatici incidenti stradali della storia recente della Confederazione e portò a interrogarsi a lungo sulla sicurezza dei pullman, delle gallerie e delle infrastrutture stradali.
Nel 1992, sul versante ticinese del passo della Novena, un pullman turistico precipitò dalla strada provocando sette morti. Nel 2005, tra Orsières e Liddes, in Vallese, un altro autobus uscì di strada e cadde in una scarpata: dodici persone persero la vita. Nel 2006, nella galleria della Viamala, nei Grigioni, una collisione coinvolse un pullman e due automobili e provocò un incendio, causando nove vittime.
Sono incidenti diversi per dinamica e circostanze, e sarebbe improprio cercare un unico denominatore tecnico. Alcuni avvennero su strade di montagna, altri in galleria, altri ancora in condizioni infrastrutturali particolari. Ciò che li accomuna è piuttosto una caratteristica intrinseca del viaggio collettivo: quando un mezzo che trasporta decine di persone subisce un incidente grave, le conseguenze possono essere drammaticamente concentrate.
Il caso più antico e più pesante della cronologia risale addirittura al 1982, quando a Pfäffikon, nel Cantone di Zurigo, un pullman tedesco fu investito da un treno a un passaggio a livello. Morirono 39 persone. La tragedia di allora appartiene a un'altra epoca della sicurezza stradale e ferroviaria, e aiuta a comprendere quanto sia cambiato il sistema svizzero negli ultimi decenni.
Più sicurezza, meno incidenti, ma…
Nel frattempo, infatti, la sicurezza sulle strade è enormemente migliorata. Il numero complessivo delle vittime della circolazione in Svizzera è diminuito drasticamente rispetto al passato. Gli incidenti che coinvolgono autobus turistici sono oggi eventi relativamente rari; proprio per questo, quando accadono, il loro impatto è particolarmente forte.
La tragedia di Susch arriva in un Paese abituato a considerare le proprie strade alpine fra le più sicure d'Europa, ma anche consapevole delle difficoltà che la geografia impone alla mobilità. Passi, vallate, gallerie, carreggiate strette e cantieri sono parte quotidiana di una rete che deve conciliare traffico locale e turismo internazionale.
Angelo Geninazzi

A Sierre, in memoria delle 28 vittime del tragico incidente del 13 marzo 2012, è stato eretto un monumento commemorativo situato nell'area dell’“Espace Auguste Piccard”, presso il lago di Géronde

Ponti, tornanti e gallerie: le vie alpine svizzere sono sempre più sicure. Ma gli incidenti non si possono escludere
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