Intervista a Eliane Christen, sciatrice svizzera, sul ruolo dello sci nella cultura svizzera, sul legame con la montagna e sulle sfide della nuova stagione invernale.
Eliane Christen è una delle giovani atlete svizzere dello sci alpino. Nata nel 1999, la specialista dello slalom ha già maturato esperienza in Coppa del Mondo e ai Giochi Olimpici, ottenendo inoltre una vittoria e un secondo posto in Coppa Europa. La sua storia offre anche l’opportunità di guardare oltre il successo sportivo e di riflettere sul particolare legame tra la Svizzera, le sue montagne e lo sci.
All’inizio della nuova stagione invernale, abbiamo parlato con Eliane Christen del mondo del “circo bianco”: di cosa significhi oggi praticare lo sci alpino a livello agonistico, dell’importanza che lo sci continua ad avere nella cultura svizzera, del ruolo che riveste nell’economia delle regioni alpine, del rapporto delle nuove generazioni con la montagna e delle sfide che lo sci deve affrontare nel contesto del cambiamento climatico.
Ha dedicato una parte importante della sua vita allo sci agonistico. Se dovesse descrivere in poche parole cosa significa far parte del “circo bianco”, cosa direbbe?
«È come un sogno d’infanzia che è diventato realtà, e ora faccio davvero parte di questo mondo, del circo dello sci. È qualcosa di davvero speciale.»
La nuova stagione invernale è ormai alle porte. Con quale atteggiamento si prepara ad affrontarla e quali ritiene siano le principali sfide per lo sci svizzero?
«Ci siamo preparati in Argentina, a Ushuaia, nelle ultime tre settimane, e prima eravamo a Zermatt. Ora siamo felici di poterci allenare di nuovo sulle Alpi svizzere.
Per quanto riguarda le sfide della prossima stagione, trovo sempre che l’inizio sia la parte più difficile: entrare nel ritmo delle gare. Una volta che sono in modalità gara, mi sento abbastanza tranquilla e tutto va bene. Quindi penso che la sfida più grande sia proprio l’inizio della stagione.»
In Svizzera lo sci non è soltanto uno sport, ma è profondamente legato alla storia e alla cultura del Paese. Che cosa rappresenta oggi lo sci per le svizzere e gli svizzeri?
«Lo sci ha una storia molto lunga in Svizzera e penso che sia sempre stato legato a un senso di libertà. E lo è ancora oggi: salire in montagna e fare le proprie curve dove si vuole. Penso che sia davvero una forma di libertà. Ed è per questo che in Svizzera le persone sono così appassionate di sci. Abbiamo le montagne molto vicine, quindi tutti possono praticarlo. È davvero parte del nostro DNA e della nostra cultura.»
Quanto è ancora forte il legame tra le giovani generazioni e la montagna? I giovani svizzeri vivono ancora lo sci come una parte naturale e quasi imprescindibile della propria cultura?
«Direi di sì. Però farei una distinzione tra le città e i villaggi di montagna. Quando vivi in un villaggio di montagna, pensi che lo sci sia ancora qualcosa di molto vicino a te. È quasi il primo sport che impari. Ma quando cresci in città, penso che oggi in Svizzera sia un po’ diverso.
Detto questo, credo che alla maggior parte delle persone piaccia ancora sciare e che lo considerino una parte importante della nostra cultura.»
Lo sci agonistico rappresenta anche un importante biglietto da visita internazionale per la Svizzera. Quanto contribuiscono i successi degli atleti e delle atlete svizzeri all’immagine del Paese all’estero?
«Penso che contribuisca a rappresentare il Paese e che regali anche emozioni alle persone. La gente è davvero felice quando qualcuno scia bene e vince. Quando qualcuno dalla Svizzera vince, sono davvero contenti, e ci sono emozioni così forti che solo lo sport può regalare.
Ma non penso che sia una cosa legata solo allo sci. Credo che sia così per tutti gli sport, che sia il calcio o un’altra disciplina. Ci sono emozioni che nello sport si possono provare in un modo che non è possibile vivere altrove.»
Dietro le competizioni ci sono intere regioni che vivono di turismo montano e sport invernali. Quanto è importante lo sci per l’economia delle regioni montane svizzere?
«Penso che lo sci sia davvero importante per il turismo nelle regioni di montagna. Ma, naturalmente, con il cambiamento climatico e tutto il resto, probabilmente anche il turismo estivo diventerà sempre più importante. In ogni caso, lo sci dà molto alle regioni di montagna e al loro turismo.»
Il cambiamento climatico rende la pratica degli sport invernali sempre più complessa. Come sta cambiando lo sci di fronte a inverni sempre più imprevedibili?
«Direi che nello sci è importante essere flessibili. Bisogna sempre sapersi adattare, ma è un po’ come nella vita. A volte i programmi cambiano e bisogna adattarsi a questi cambiamenti.
Penso anche che sarebbe positivo imparare a vivere maggiormente in sintonia con la natura e adattarci ai suoi ritmi.»
Se dovesse spiegare a una persona che non ha mai sciato perché lo sci occupa un posto così importante nella cultura svizzera, cosa le direbbe?
«Direi che una grande parte della Svizzera è costituita da montagne; quindi, lo sci è davvero legato alla natura. Abbiamo anche molta neve e inverni lunghi, soprattutto alle quote più elevate.
Quindi, quando fuori fa freddo e c’è tanta neve, sciare è semplicemente una delle cose che viene naturale fare. E non c’è sensazione migliore che uscire e fare semplicemente qualche curva.»
Nicola Magni
Christen ritratta con la divisa della Nazionale. Foto: Swiss - Ski
La sciatrice in curva sul tracciato di gara tra velocità e precisione. Foto: Swiss - Ski
Christen impegnata tra i pali. Foto: Swiss - Ski
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