<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Edizione Ottobre 2020 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
	<atom:link href="https://gazzettasvizzera.org/category/articoli/edizione-ottobre-2020/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gazzettasvizzera.org/category/articoli/edizione-ottobre-2020/</link>
	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Oct 2020 19:33:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/cropped-Logo-GS-2019-Quad-32x32.jpg</url>
	<title>Edizione Ottobre 2020 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
	<link>https://gazzettasvizzera.org/category/articoli/edizione-ottobre-2020/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sfide globali e città resilienti</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/sfide-globali-e-citta-resilienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 19:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17702</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/settimana-cittasostenibile-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In che modo la tua città ha affrontato la crisi COVID-19? Quali azioni sta intraprendendo per affrontare gli effetti del cambiamento climatico? Come possono le città prepararsi al meglio per prevenire e reagire ai disastri ambientali? E ancora, si può accelerare la transizione verso l'energia sostenibile? Domande cruciali e indifferibili, intorno alle quali ruota la</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sfide-globali-e-citta-resilienti/">Sfide globali e città resilienti</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/settimana-cittasostenibile-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17702"  class="panel-layout" ><div id="pg-17702-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17702-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17702-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>In che modo la tua città ha affrontato la crisi COVID-19? Quali azioni sta intraprendendo per affrontare gli effetti del cambiamento climatico? Come possono le città prepararsi al meglio per prevenire e reagire ai disastri ambientali? E ancora, si può accelerare la transizione verso l'energia sostenibile?</p>
<p>Domande cruciali e indifferibili, intorno alle quali ruota la settimana dedicata alle città sostenibili che si svolge <strong>dal 5 al 9 ottobre 2020</strong> promossa annualmente dall'UNECE, acronimo per United Nations Economic Commission for Europe, una delle cinque Commissioni delle Nazioni Unite che ha il compito di valutare i problemi economici, tecnici e ambientali, sia nei paesi membri che tra gli stessi e di suggerire possibili soluzioni.</p>
<p>E’ senza dubbio un’agenda fitta di incontri quella di UNECE, iniziata lunedì 5 ottobre con una partecipata tavola rotonda fra le città sugli obiettivi di sviluppo sostenibili, seguita poi dal 1^ Forum dei Sindaci UNECE svolto martedì 6 ottobre e dagli incontri della 81a sessione della commissione per lo sviluppo urbano, l'edilizia abitativa e la gestione del territorio, e che si chiude con la riunione annuale delle “Smart Cities” (U4SSC) di venerdì 9 ottobre.</p>
<p>Anche in questa occasione il Consolato generale di Svizzera a Milano è osservatore speciale e segue l’evento sui propri canali social con la campagna online “Settimana delle città sostenibili” proponendo quotidianamente contributi video dei protagonisti e approfondimenti sulle tematiche.</p>
<p>Il Forum dei sindaci - che si svolge a Ginevra presso il Palais des Nations - tratta temi estremamente attuali<span style="text-decoration: line-through;">:</span> è infatti la prima volta che UNECE, in collaborazione con UN-Habitat e il Geneva Cities Hub (GCH), ha sensibilizzato le reti internazionali delle città a partecipare alla <strong>tavola rotonda</strong> “SUPPORTING CITY ACTION FOR A RESILIENT FUTURE” volta a promuovere il dialogo e la cooperazione con le agenzie delle Nazioni Unite, le ONG, il mondo accademico, e società civile. Ed è anche la prima volta che ben 40 leader di città dell'Europa, del Nord America, dell'Asia centrale e del Caucaso si confrontano con l’intento di indagare, attraverso tre specifici panel:</p>
<p><em>Panel 1: "Prevedere l'imprevedibile: risposte locali alla pandemia COVID-19 e ad altre emergenze"<br />
</em><em>Panel 2: "Dare forma al futuro: soluzioni locali per raggiungere l'SDG11: città e comunità sostenibili"<br />
</em><em>Panel 3: "Dare forma al futuro: soluzioni locali per raggiungere l'SDG13: Azione per il clima"</em></p>
<p>la preparazione e la risposta delle comunità locali alle emergenze, all'impatto dei disastri ambientali e dei cambiamenti climatici. In particolare, l’attenzione sugli interventi dei sindaci e degli assessori è rivolta soprattutto alle azioni concrete e alle soluzioni, spesso innovative, operate dalle città in risposta alla pandemia Covid 19.</p>
<p>Il Forum è aperto da Sami Kanaan, Sindaco di Ginevra, da Olga Algayerova co-presidente del Forum dei Sindaci e segretaria esecutiva dell’UNECE e da Tatiana Valovaya sottosegretario e direttore generale delle Nazioni Unite a Ginevra; mentre il primo atteso intervento è del Sindaco di Milano Giuseppe Sala che, collegato in streaming, racconta la ripresa “verde e equa” di Milano dopo l’emergenza sanitaria.</p>
<p>Una <em>call to action</em> doverosa e significativa che mira a riconoscere l'impatto e l'esperienza delle città nel lavoro internazionale. UNECE vuole infatti porre al centro dell’attenzione proprio le aree urbane dove peraltro oggi vive oltre il 50% della popolazione mondiale; una percentuale che raggiungerà il 70% entro una decina d’anni.</p>
<p>Le città per prime pagano le gravi conseguenze della lotta contro le sfide globali che non possono essere risolte dai soli governi nazionali: è necessario evidentemente uno sforzo collettivo per poter raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030, (come ad esempio - solo per citare alcuni dei 17 obiettivi promossi dall’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) -  l’adozione di misure per combattere i cambiamenti climatici e la garanzia di modelli sostenibili di produzione e di consumo, l’accesso ai sistemi di energia sostenibili e la promozione dell’innovazione in nome di una industrializzazione responsabile e sostenibile, ecc.).</p>
<p>E’ utile sottolineare qui il forte impatto che il Forum avrà sull’agenda politica internazionale grazie all’approvazione della “Dichiarazione dei Sindaci”, che aspira a rendere le proprie città più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili. I Sindaci forniscono infatti una serie di raccomandazioni concrete che alimentano il processo decisionale dell'81a sessione del Comitato per lo sviluppo urbano, l'edilizia abitativa e la pianificazione del territorio, che sarà quindi in grado di redigere e adottare istruzioni appropriate e mirate agli Stati membri dell'UNECE.</p>
<p>E’ quindi giunto il tempo per i Sindaci UNECE di ridisegnare le città basandosi sul principio del miglioramento della qualità della vita e più precisamente:</p>
<ul>
<li>Rafforzare la resilienza delle nostre città</li>
<li>Intraprendere un'azione coraggiosa verso il clima</li>
<li>Rendere più verdi le nostre città</li>
<li>Accelerare la transizione verso l'energia sostenibile</li>
<li>Garantire la sostenibilità del trasporto urbano</li>
<li>Garantire alloggi economici, sani e adeguati</li>
<li>Rendere le città più eque e inclusive</li>
</ul>
<p>Il Forum dei Sindaci e il relativo dialogo sul futuro sostenibile delle città è anche la tematica centrale della nuova iniziativa online “#Settimana delle città sostenibili” che il Consolato generale di Svizzera a Milano promuove dal 5 al 9 ottobre 2020 sui propri canali social <a href="https://www.facebook.com/ConsolatoSvizzeroMilano/">Facebook</a>, <a href="https://www.instagram.com/consolatosvizzeromilano/">Instagram</a>,<a href="https://twitter.com/consolesvizzIT"> Twitter</a> e sul nuovissimo canale <a href="https://www.youtube.com/channel/UCxIOMxTK-F4k71u4yCnM9hQ?">YouTube</a>: una vera e propria vetrina virtuale, corredata da live streaming e approfondimenti sull’argomento, nella quale si avvicendano alcuni dei protagonisti del Forum ginevrino. Tra gli altri il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Ginevra Sami Kanaan e la Segretaria esecutiva dell’UNECE Olga Algayerova, che hanno voluto inviare in anteprima un loro contributo video che raccoglie i punti più significativi del loro impegno per città sostenibili.</p>
<p>Quindi l’invito è per tutti quello di rimanere sintonizzati sui canali social del Consolato generale di Svizzera.</p>
<p>#MayorsAction #CitiesDiplomacy<br />
#GenevaCitiesHub #SDG11<br />
#swiss_un #sami_kanaan<br />
#algayerova #bestpactises<br />
@ungeneva @un_ece @beppesala<br />
@stadt.zuerich @comune_milano<br />
Stay tuned!</p>
<p><em>di Antonella Amodio – Società Svizzera di Milano</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17702-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17702-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17702"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide.jpg" width="1920" height="960" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide.jpg 1920w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide-600x300.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide-300x150.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide-1024x512.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide-768x384.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide-1536x768.jpg 1536w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/10/sfide-1320x660.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17702-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-video" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-video so-widget-sow-video-default-c08170c47cfb-17702"
			
		>
<div class="sow-video-wrapper
">
			<iframe title="Olga Algayerova | #UNECE Executive Secretary | #ForumOfMayors" width="960" height="720" src="https://www.youtube.com/embed/FcPBh1cdM40?feature=oembed&enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen allowfullscreen mozallowfullscreen webkitallowfullscreen sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-presentation"></iframe>	</div>
</div></div><div id="panel-17702-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>"Non possiamo ignorare l'enorme potenziale delle città per affrontare le sfide più urgenti dell'umanità" - Olga Algayerova, Segretaria Esecutiva dell'UNECE inaugura oggi il Forum of Mayors a #Ginevra.</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17702-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-video" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-video so-widget-sow-video-default-c08170c47cfb-17702"
			
		>
<div class="sow-video-wrapper
">
			<iframe loading="lazy" title="Beppe Sala | Sindaco di Milano | #ForumOfMayors" width="960" height="720" src="https://www.youtube.com/embed/-6r1jmHwrok?feature=oembed&enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen allowfullscreen mozallowfullscreen webkitallowfullscreen sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-presentation"></iframe>	</div>
</div></div><div id="panel-17702-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il Sindaco di Milano Beppe Sala parteciperà al Forum dei sindaci di Ginevra. Scoprite in anteprima i contenuti del suo intervento per la settimana delle città sostenibili.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sfide-globali-e-citta-resilienti/">Sfide globali e città resilienti</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Editoriale Ottobre 2020</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-ottobre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17682</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori, È un autunno caldo quello che si sta apprestando a vivere la Svizzera politica. Poche ore dopo la redazione di questo editoriale il paese avrà deciso – recuperando la votazione rinviata questa primavera a causa del coronavirus – la via da imboccare in materia di politica europea. Tutti i sondaggi lasciano</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/editoriale-ottobre-2020/">Editoriale Ottobre 2020</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17682"  class="panel-layout" ><div id="pg-17682-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17682-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17682-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Care lettrici, cari lettori,</p>
<p>È un autunno caldo quello che si sta apprestando a vivere la Svizzera politica. Poche ore dopo la redazione di questo editoriale il paese avrà deciso – recuperando la votazione rinviata questa primavera a causa del coronavirus – la via da imboccare in materia di politica europea. Tutti i sondaggi lasciano presagire che gli accordi bilaterali costituiranno anche in futuro la base delle relazioni tra la Svizzera e l’Europa. Ma all’orizzonte, in novembre, si prospettano alle urne altre due iniziative, lanciate dagli ambienti di sinistra i cui contenuti sono riassunti nelle pagine di questa Gazzetta. Questo numero vi riserva inoltre un’intervista al frontaliero più simpatico del mondo, che nell’ambito dei “Frontaliers”, un tema molto sofferto nelle regioni di confine, ha unito tra le risate i suoi fan al di qua e al di là della frontiera italosvizzera. E non da ultimo, a nome della redazione, <strong>un sentito ringraziamento</strong> per tutti coloro che in questo difficile periodo, hanno contribuito alla Gazzetta con un versamento. I loro nomi saranno riportati in maiuscolo nell’edizione di aprile 2021.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><br />
<em>Redattore</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17682-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17682-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17682"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi.jpg" width="369" height="258" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi.jpg 369w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 369px) 100vw, 369px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/editoriale-ottobre-2020/">Editoriale Ottobre 2020</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La questione cruciale dell’economia globalizzata</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-questione-cruciale-economia-globalizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 10:19:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17671</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le multinazionali svizzere devono rispondere dei danni causati agli esseri umani e all’ambiente in altre parti del mondo? È quanto esige l’iniziativa per imprese responsabili, depositata nel 2016. Dopo anni di dibattiti in Parlamento, il popolo svizzero avrà l’ultima parola alle urne il prossimo 29 novembre. Nello Zambia, gli abitanti che vivono nelle vicinanze di</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-questione-cruciale-economia-globalizzata/">La questione cruciale dell’economia globalizzata</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17671"  class="panel-layout" ><div id="pg-17671-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17671-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17671-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Le multinazionali svizzere devono rispondere dei danni causati agli esseri umani e all’ambiente in altre parti del mondo? È quanto esige l’iniziativa per imprese responsabili, depositata nel 2016. Dopo anni di dibattiti in Parlamento, il popolo svizzero avrà l’ultima parola alle urne il prossimo 29 novembre.</strong></p>
<p>Nello Zambia, gli abitanti che vivono nelle vicinanze di una miniera di rame soffrono di malattie respiratorie a seguito delle nubi di gas sulfurei. In Australia, nella città mineraria di Mount Isa, un bambino su quattro presenta una concentrazione eccessiva di piombo nel sangue. Questi due esempi mettono in causa le emissioni nocive di imprese che appartengono in maggioranza a Glencore, gruppo svizzero di materie prime. Nel caso della miniera di rame dello Zambia, i valori limite dell’Organizzazione mondiale della sanità sono talvolta stati ampiamente superati. Nel frattempo, i dirigenti hanno chiuso il vecchio forno. In generale, Glencore sottolinea di aver già fatto molto per ridurre il proprio inquinamento. In Australia, il gruppo ha perfino finanziato degli spot televisivi che mostrano alle famiglie attraverso quali metodi di pulizia sbarazzarsi delle polveri contaminate. Gli osservatori critici affermano che si tratta solo di una semplice lotta contro i sintomi.</p>
<p>Altri gruppi svizzeri di materie prime sono regolarmente criticati per il loro operato. Non si esclude che l’oro grezzo provenga da miniere dubbiose, dove regnano condizioni di lavoro contrarie ai diritti umani.</p>
<p>Con l’iniziativa «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente», una coalizione di 120 organizzazioni umanitarie, chiese, sindacati, organizzazioni di difesa dell’ambiente e dei diritti umani intendono costringere le multinazionali ad assumersi maggiormente le loro responsabilità. Sono toccate direttamente 1500 imprese.</p>
<p>Le multinazionali sarebbero così tenute non solo ad un dovere di diligenza, bensì dovrebbero anche rispondere dei danni che esse – o le imprese che controllano – causano violando i diritti umani o le norme ambientali. In concreto, le persone lese potrebbero chiedere un risarcimento presso una giurisdizione civile svizzera. Per sfuggire alla propria responsabilità, l’impresa accusata dovrebbe provare di aver fatto tutto il possibile per assolvere il suo dovere di diligenza.</p>
<p><strong>Aspra lotta in Parlamento<br />
</strong>L’iniziativa spaventa gli ambienti economici che vi vedono una minaccia per le loro attività internazionali e la libertà imprenditoriale. Secondo i primi sondaggi, la popolazione sembra però molto favorevole. In Parlamento si è innescata un’aspra lotta attorno una proposta di compromesso. Il Consiglio nazionale voleva andare nella direzione degli iniziativisti e iscrivere nuove regole di responsabilità per le imprese nel diritto delle società anonime.</p>
<p>Il Consiglio degli Stati, la cui maggioranza ritiene questa regolamentazione inutile e dannosa per l’economia, si era però opposto. Alla fine di lunghi dibattiti, le due Camere si sono messe d’accordo su un controprogetto indiretto. Quest’ultimo prevede che le imprese siano tenute ad indicare come adempiono i loro obblighi di diligenza nel loro rapporto d’attività. Questa regolamentazione è paragonabile all’obbligo di fare rapporto dell’Unione europea (cf. riquadro) ed entrerebbe automaticamente in vigore in caso di rifiuto dell’iniziativa.</p>
<p><strong>«Un controprogetto alibi»<br />
</strong>Dick Marty, copresidente dell’iniziativa, parla di un «controprogetto alibi inefficace». L’ex procuratore ticinese e consigliere agli Stati PLR ribadisce: «Tutti noi sappiamo che sono proprio le grandi multinazionali più spregiudicate che amano pubblicare opuscoli di carta patinata.» L’ex relatore speciale del Consiglio d’Europa sottolinea che «solo quando le violazioni dei diritti umani avranno delle conseguenze, le multinazionali agiranno in modo corretto».</p>
<p>Per i suoi oppositori degli ambienti economici e dei partiti borghesi, l’iniziativa va troppo lontano. Così, la consigliera agli Stati lucernese PPD Andrea Gmür si preoccupa in particolare dell’«inversione dell’onere della prova». Il fatto che le imprese debbano dimostrare la loro innocenza in una causa per responsabilità civile violerebbe i principi dello Stato di diritto e porterebbe ad azioni ricattatorie dall'estero. Non bisogna gettare dei «sospetti generalizzati sulle imprese», afferma la politica che fa parte della direzione dell’IHZ, la camera dell’industria e del commercio della Svizzera centrale.</p>
<p><strong>Autunno bollente<br />
</strong>La campagna politica entrerà nel vivo all’inizio di ottobre, dopo la votazione del 27 settembre. Oltre a quello del PS e dei Verdi, gli iniziativisti possono contare sul sostegno di un comitato cittadino che raggruppa membri provenienti da tutti i partiti. Con la creazione di comitati locali nei villaggi e nei quartieri, essi auspicano l’impegno di volontari della società civile.</p>
<p>Nel campo opposto, la potente associazione mantello economiesuisse orchestra la campagna del no. L’obiettivo è di correggere l’immagine delle multinazionali descritte come prive di scrupoli e di mostrare invece come le imprese svizzere contribuiscano alla creazione di impieghi e benessere nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p><em>Theodora Peter</em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-17671-0-0-1" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-17671-0-0-1" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Il dovere di diligenza in altri paesi</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nell’ambito dell’Unione europea, le imprese devono dal 2018 redigere un rapporto sul modo con cui garantiscono la protezione dell’ambiente e dei diritti umani. La Commissione europea prevede però un inasprimento della direttiva in questione. Sempre più voci chiedono anche una legge sulla catena d’approvvigionamento, che obbligherebbe maggiormente le imprese ad evitare rischi in questo settore. In Germania, il governo ha presentato alla fine del 2019 una «legge sulla catena di valore» dopo il fallimento di un piano d’azione volontario. La Francia conta dal 2017 una legge sul dovere di vigilanza, che prevede anche procedure di indennizzo. Altri paesi europei prevedono di adottare delle leggi che chiedano alle imprese una diligenza ragionevole conforme alla direttiva europea. In Gran Bretagna, la Corte suprema ha riconosciuto nel 2019 l’ammissibilità dei ricorsi contro le imprese per violazioni dei diritti umani da parte di filiali all'estero. (TP)</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-17671-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17671-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17671"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres.jpg" width="1280" height="854" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-1024x683.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/333976422_highres-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17671-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Scena quotidiana nella città di Kankoyo, nello Zambia, dove gli abitanti vivono nelle vicinanze nella miniera di rame di Mopani. Immagine d’archivio 2015 Keystone</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17671-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17671"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon.jpg" width="1280" height="853" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon-1024x682.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Balkon-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17671-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Sia gli oppositori che i sostenitori dell’iniziativa – qui, una delle loro bandiere – conducono una campagna molto attiva. Photo Keystone</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17671-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17671"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dick_Marty.jpg" width="908" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dick_Marty.jpg 908w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dick_Marty-600x846.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dick_Marty-213x300.jpg 213w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dick_Marty-726x1024.jpg 726w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dick_Marty-768x1083.jpg 768w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17671-0-1-5" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="7" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Dick Marty: le multinazionali agiranno in modo corretto solo «quando le violazioni dei diritti umani avranno delle conseguenze». Foto parlament.ch</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17671-0-1-6" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="8" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17671"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur.jpg" width="1280" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-300x300.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-100x100.jpg 100w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-600x600.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-1024x1024.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-200x200.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-768x768.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-270x270.jpg 270w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Andrea_Gmur-230x230.jpg 230w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" title="Andrea_Gmür" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17671-0-1-7" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="9" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Andrea Gmür: l’iniziativa getta dei sospetti generalizzati sulle imprese e rende possibile delle «azioni ricattatorie».</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-questione-cruciale-economia-globalizzata/">La questione cruciale dell’economia globalizzata</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Industria delle armi sotto tiro</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/industria-delle-armi-sotto-tiro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 09:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17659</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le esportazioni di armi svizzere sono una costante fonte di critiche. Due iniziative popolari prendono di mira l’industria di armamenti. Il popolo voterà su una di queste il prossimo 29 novembre. L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» intende vietare i finanziamenti svizzeri nell’industria degli armamenti. In particolare, la Banca nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/industria-delle-armi-sotto-tiro/">Industria delle armi sotto tiro</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17659"  class="panel-layout" ><div id="pg-17659-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17659-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17659-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Le esportazioni di armi svizzere sono una costante fonte di critiche. Due iniziative popolari prendono di mira l’industria di armamenti. Il popolo voterà su una di queste il prossimo 29 novembre.</strong></p>
<p>L’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» intende vietare i finanziamenti svizzeri nell’industria degli armamenti. In particolare, la Banca nazionale svizzera (BNS), le casse pensione e le fondazioni non avrebbero più il diritto di finanziare le imprese di cui oltre il 5% della cifra d’affari proviene dalla produzione di materiale bellico. L’iniziativa è stata lanciata dal gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e dai Giovani Verdi. Dal loro punto di vista la Svizzera, in quanto paese neutrale e guardiana delle Convenzioni di Ginevra, deve rinunciare a «trarre profitto dalle vittime della guerra».</p>
<p>Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa senza controprogetto. Per il ministro dell’economia Guy Parmelin (UDC), l’attuale divieto di finanziamento delle armi atomiche, biologiche, chimiche e di munizioni a grappolo è sufficiente. Egli sottolinea che l’iniziativa riguarderebbe numerose imprese non implicate nell’armamento, ad esempio una vetreria che, a lato delle finestre ordinarie, fabbricherebbe vetri per il cockpit di aerei da combattimento.</p>
<p>L’iniziativa popolare, sostenuta solo dall’area verde di sinistra, potrebbe faticare a trovare consensi alle urne, come già in passato altre iniziative del gruppo GSsE: nel 2009, il 68% dei votanti ha respinto un’iniziativa popolare che voleva vietare le esportazioni di materiale bellico.</p>
<p><strong>Contro le esportazioni nelle regioni in guerra<br />
</strong>L’iniziativa popolare «Contro le esportazioni di armi in paesi teatro di guerre civili», lanciata da un comitato interpartitico, ha maggiori possibilità di successo. Contrariamente all’iniziativa del GSsE, essa non pretende il divieto assoluto di esportare materiale bellico, bensì vuole evitare che le armi svizzere siano vendute nei paesi alle prese con guerre civili o che violano sistematicamente e gravemente i diritti umani.</p>
<p>Questa «iniziativa riparatrice» è nata all’indomani che il Consiglio federale aveva autorizzato l’esportazione, nei paesi teatro di guerre civili, dal momento che non c’era motivo di credere che le armi sarebbero state usate nel conflitto. Il governo voleva così sostenere l’industria svizzera delle armi, ma ha rinunciato a questo allentamento di fronte alle critiche feroci. Gli iniziativisti vogliono inoltre annullare una decisione parlamentare del 2014, che autorizza le esportazioni di armi anche nei paesi che violano sistematicamente i diritti umani. Il Consiglio federale intende sottoporre al Parlamento un controprogetto che va nella direzione degli iniziativisti. Questi ultimi non escludono di ritirare la loro iniziativa se le loro esigenze fossero adottate legalmente. Non si sa quindi ancora se il popolo svizzero dovrà esprimersi anche su questa tematica.</p>
<p><em>Theodora Peter</em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-17659-0-0-1" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="1" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-17659-0-0-1" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Le esportazioni di armi raddoppiano</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nel primo semestre del 2020, le imprese svizzere hanno esportato materiale bellico per un valore di 501 milioni di franchi. È quasi il doppio dello stesso periodo del 2019 (273 milioni di franchi). Secondo le autorità, simili fluttuazioni sono correnti e sono dovute a diverse grosse ordinazioni. 55 paesi figurano nella lista degli acquirenti. Il principale importatore nel primo semestre è stata l’Indonesia, che ha acquistato sistemi di difesa aerea per 110 milioni di franchi. Il Botswana, dal canto suo, ha acquistato veicoli blindati per 64 milioni di franchi. In Europa, i maggiori acquirenti di materiale bellico svizzero sono stati la Danimarca, la Romania e la Germania. (TP)</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-17659-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17659-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17659"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1.pdf"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe.jpg" width="1280" height="853" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-1024x682.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Panzerattrappe-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div><div id="panel-17659-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Blindati in legno contro le esportazioni di armi: alcuni militanti dell’iniziativa «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» manifestano a Berna (2017). Foto Keystone</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/industria-delle-armi-sotto-tiro/">Industria delle armi sotto tiro</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Successione transnazionale ed imposte</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/successione-transnazionale-ed-imposte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 08:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17656</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Pianificare la successione: Italia o Svizzera? Buongiorno, mi complimento per la sempre apprezzata chiarezza delle risposte legali. Sottopongo il mio caso personale, che può avere forse interesse generale. Si tratta delle imposte di successione in Italia e Svizzera, argomento da affrontare con saggezza scaramantica per un ottantenne con molti discendenti in tempi di Coronavirus. Sono</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/successione-transnazionale-ed-imposte/">Successione transnazionale ed imposte</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-17656"  class="panel-layout" ><div id="pg-17656-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17656-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17656-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Pianificare la successione: Italia o Svizzera?</strong></p>
<p><em>Buongiorno,</em></p>
<p><em>mi complimento per la sempre apprezzata chiarezza delle risposte legali.<br />
</em><em>Sottopongo il mio caso personale, che può avere forse interesse generale.</em></p>
<p><em>Si tratta delle imposte di successione in Italia e Svizzera, argomento da affrontare con saggezza scaramantica per un ottantenne con molti discendenti in tempi di Coronavirus.</em></p>
<p><em>Sono doppionazionale residente in Italia con beni mobili e immobili ereditati dal padre di nazionalità e residenza italiana e dalla madre di nazionalità e residenza elvetica, nel Canton Grigioni; creati inoltre in anni di lavoro in Italia. </em><em>Ho discendenti maggiorenni doppio nazionali che residono e lavorano alcuni in Italia, altri in Svizzera. Moglie convivente lei pure doppionazionale, con beni solo in Italia. </em><em>Data la rarefatta attività lavorativa, potremmo ritirarci in Svizzera o continuare a mantenere la nostra residenza in Italia.</em></p>
<p><em>Quale delle due scelte comporta minori complicazioni ed oneri fiscali?</em></p>
<p><em>Ringrazio in anticipo per la risposta, che sarà certamente interessante.</em></p>
<p><em>Cordialmente,<br />
W.</em><em>A. Z. (Bergamo)</em></p>
<hr />
<p>Caro Lettore,</p>
<p>grazie per la Sua simpatica lettera alla quale rispondo con molto piacere, anche perché sono sempre più i nostri compatrioti che pensano di tornare a vivere in Svizzera verso la pensione, e molti decidono anche di farlo.</p>
<p>D’altro canto abbiamo anche molti Svizzeri che nello stesso periodo della loro vita, optano per trasferirsi a vivere stabilmente in Italia.<br />
Le ragioni possono essere le più disparate: economiche o affettive, ma anche sanitarie, per amore della natura, della cultura, o della cucina, oppure ancora per motivi semplicemente di tranquillità o di atmosfera.</p>
<p>Il suo quesito è chiaro e – aggiungo - nemmeno troppo complicato, per fortuna (mia e sua).<br />
Ma non è detto che la risposta sia sufficiente a determinarla in un senso o nell’altro.<br />
Vediamo un po’ meglio.</p>
<p>Nella situazione attuale, Lei e Sua moglie siete pacificamente doppi cittadini residenti in Italia.</p>
<p>Il primo problema che si pone (o meglio si porrà) è quello della eventuale successione e della <strong>legge applicabile </strong>alla stessa. In questo momento, in assenza di una specifica disposizione testamentaria che contenga una scelta della legge regolatrice (<strong>la c.d. professio iuris</strong>), l’intera successione potrebbe essere regolata dal dritto italiano.</p>
<p>Infatti il Reg. UE n. 650 del 2012 <em>“relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni ed all’accettazione e all’esecuzione di atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo”,</em> che, innovando radicalmente il diritto privato internazionale italiano, stabilisce come la legge applicabile alla successione sia non (o non più) quella della cittadinanza ma quella del luogo di residenza.</p>
<p>Il Regolamento è entrato in vigore dal 17 agosto 2015 e si applica anche ai cittadini stranieri non comunitari residenti nella UE (art. 20 Reg.). Se, pertanto, Lei o Sua moglie avete sufficiente familiarità con le disposizioni successorie italiane potrebbe non essere un problema.</p>
<p>Tuttavia i nostri Lettori sanno che io da tempo sostengo come in questi casi si debba applicare la legge svizzera. Ciò in base a due disposizioni<br />
=          da un lato, lo stesso Reg. UE citato che all’art. 75 stabilisce espressamente che sono fatti salvi i Trattati internazionali in materia,<br />
=          dall’altro lato, proprio il Trattato di Domicilio e Consolare italo-svizzero del 1868, tuttora vigente, prevede la competenza dei Tribunali svizzeri dell’ultimo domicilio in caso di controversia relativa a successione di uno svizzero in Italia - e per pratica corrente si applicherà il diritto svizzero, in forza del principio di unità tra <em>ius</em> e <em>forum.</em></p>
<p>In ogni caso, io nel dubbio e per prudenza suggerisco sempre di esprimere consapevolmente nell’atto di ultima volontà anche la scelta del diritto applicabile, laddove desiderato, che è sempre consentita anche dal nuovo Regolamento (art. 22 Reg.). Con poche righe si possono risparmiare annose controversie e oneri ingenti in avvocati.</p>
<p>In Svizzera vige pure, e da tempo, il medesimo principio della legge del “domicilio” (la residenza svizzera), sempre corredato anche in quel caso dalla possibilità della scelta della legge nazionale (art. 90 LDIP)</p>
<p>Naturalmente è opportuno informarsi prima sulle disposizioni più rilevanti, e la decisione può dipendere dal patrimonio, sia quanto ad entità, sia quanto a localizzazione, e dalle relazioni famigliari in essere.</p>
<p>Il problema principale riguarda però la famigerata <strong>imposta di successione</strong>.<br />
Infatti in Italia la stessa è regolata dal D.Lgs n. 346 del 31.10.1990 (T.U. Imposta sulle successioni e donazioni) che all’art. 2 pone il principio c.d. di <strong>territorialità dell’imposta</strong>.<br />
Ciò significa in altri termini che per il <strong>soggetto defunto residente in Italia</strong> – e non importa di quale o di quante nazionalità fosse in possesso – l’imposta di successione si applicherà <strong>a tutti i suoi beni, ovunque essi si trovino</strong>, in Italia o all’estero, mobili o immobili.</p>
<p>Non rileva invece per l’Italia né la residenza, né tantomeno la cittadinanza degli eredi, che saranno tenuti a pagare l’imposta indipendentemente dalla loro condizione personale.<br />
L’unico elemento che rileva è la parentela ai fini della <strong>franchigia</strong>.</p>
<p>Infatti, per il <strong>coniuge</strong> e gli <strong>eredi in linea retta</strong> la legge fiscale italiana prevede un’esenzione dall’imposta di successione e donazione sino a <strong>1 milione di euro per ciascun beneficiario</strong>. La disposizione tende a mantenere il patrimonio all’interno della stessa famiglia, ma è controversa e periodicamente si parla di abolirla o di ridurre la franchigia.<br />
Da un lato vi è chi si oppone per non gravare il patrimonio di ulteriori balzelli, anche perchè si presume che su tale importo siano già state pagate le tasse, dall’altro chi è a favore fa leva sul fatto che si tratta di un trasferimento di ricchezza e quindi sarebbe giustificato un prelievo fiscale.<br />
Viceversa, per il <strong>soggetto che risiede all’estero</strong>, l’Italia ha una pretesa impositiva <strong>solo</strong> <strong>riguardo ai beni situati sul territorio italiano</strong>. Naturalmente in tal caso, si dovrà pagare l’imposta di successione nello Stato estero, se dovuta, che può anche essere molto alta.<br />
In tal caso, conviene informarsi, quindi. Attenzione, però, perché nelle Convenzioni contro la doppie imposizioni di norma non sono contenute disposizioni per le imposte di successione, con il rischio in alcuni casi di duplicazione della tassa!</p>
<p>Ma tornando a noi, come detto, non rilevando la residenza o cittadinanza degli eredi, la valutazione va fatta solo da parte Sua, e di Sua moglie eventualmente.<br />
E’ evidente che la Sua successione sarebbe soggetta all’imposta in Italia sull’intero suo patrimonio, mentre se si trasferisse in Svizzera, all’Italia spetterebbe il diritto di tassare solo i beni in Italia - nel Suo caso almeno gli immobili. Naturalmente, nulla vieta in ipotesi di disporre per donazione di alcuni beni sin da ora, senza attendere la successione.<br />
Non conoscendo la consistenza del Suo patrimonio non posso ovviamente esprimermi sulla convenienza di una o l’altra soluzione.<br />
Certo che la vita in Svizzera in generale presenta meno complicazioni, e dal lato fiscale può essere maggiormente vantaggiosa, anche se il costo della vita è sensibilmente più alto.</p>
<p>D’altro canto è difficile dare un consiglio preciso, perché, come detto vi possono essere tanti altri motivi per un trasferimento. Faccio presente, ad esempio, che una tematica delicata è quella della sanità e dei costi relativi, anche questi molto più elevati in Svizzera. Ma questo è un altro tema molto più complesso del quale parleremo magari un’altra volta.</p>
<p>In ogni caso, mi permetto di ricordare sempre, e non mi stancherò mai di farlo, che se <strong>trasferimento di residenza all’estero</strong> deve essere che sia… ma sia <strong>effettivo</strong>.<br />
In quanto doppio nazionale italo-svizzero, Lei per l’Italia resta suo cittadino ed un trasferimento in Svizzera (sino a che questa sarà considerata un Paese a fiscalità privilegiata) comporta comunque che l’onere della prova dell’effettività di tale nuovo domicilio gravi su di Lei. In altre parole non è il fisco italiano che deve dimostrare che Lei è residente in Italia ma è Lei che deve provare in maniera convincente che ha veramente trasferito la Sua residenza. Documenti alla mano!</p>
<p>Spero di averLe potuto fornire qualche utile spunto per le Sue decisioni future, e mi scriva ancora se avesse ancora dei dubbi. A Lei ed a tutti i nostri Lettori un caro saluto.</p>
<p><em>(Avv. Markus W. Wiget)</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17656-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17656-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17656"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget.jpg" width="318" height="479" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget.jpg 318w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/03/Foto_Grande_Wiget-199x300.jpg 199w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/successione-transnazionale-ed-imposte/">Successione transnazionale ed imposte</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il doganiere e il frontaliere attirano tutte le generazioni</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-doganiere-e-il-frontaliere-attirano-tutte-le-generazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 21:29:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17646</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Intervista esclusiva della Gazzetta Svizzera a Flavio Sala Flavio Sala, motore e autore insieme a Paolo Guglielmoni di “Frontaliers”, un formato radiofonico nato nel 2006 e sviluppatosi a campione di incassi al cinema. Incentrato su un tema sensibile come quello del frontalierato tra Svizzera e Italia, Frontaliers ha conquistato un pubblico vasto, anche al di</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-doganiere-e-il-frontaliere-attirano-tutte-le-generazioni/">Il doganiere e il frontaliere attirano tutte le generazioni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17646"  class="panel-layout" ><div id="pg-17646-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17646-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17646-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Intervista esclusiva della Gazzetta Svizzera a Flavio Sala</strong></p>
<p>Flavio Sala, motore e autore insieme a Paolo Guglielmoni di “Frontaliers”, un formato radiofonico nato nel 2006 e sviluppatosi a campione di incassi al cinema. Incentrato su un tema sensibile come quello del frontalierato tra Svizzera e Italia, Frontaliers ha conquistato un pubblico vasto, anche al di fuori dei confini nazionali. La Gazzetta ha incontrato il “frontaliere” più conosciuto in Svizzera, parlando con lui di Frontaliers, solidarietà, i suoi obiettivi e la realtà dello spettacolo nel sud della Svizzera.</p>
<p><strong>Flavio Sala, dove e quando nasce l’idea dei “Frontaliers” che gioca con un tema molto sensibile in Svizzera, in particolare in Ticino?<br />
</strong>Un giorno, quasi 15 anni fa, sono andato a pranzo con Paolo Guglielmoni (il doganiere Loris J. Bernasconi, ndr.) e gli ho raccontato che ai tempi in cui frequentavo il liceo artistico a Varese o l’Accademia di Brera a Milano ho assistito e sentito di alcuni aneddoti buffi in dogana. Mi ero chiesto chi si sarebbe fatto tartassare regolarmente in questo modo dalle stesse persone? Paolo rispose: un frontaliere, poiché costretto ogni giorno a varcare il confine per venire a lavorare in Svizzera. Ancora a tavola Guglielmoni mi ha affibbiato il nome di Roberto Bussenghi – un cognome che ricorda le regioni del Nord Italia – mentre lui si sarebbe chiamato Bernasconi Loris, un nome usato più in Ticino che in Italia. Un bel lunedì Guglielmoni arriva con una chitarra e un motivetto in testa che sarebbe diventato il tormentone della serie e così abbiamo scritto i primi tre episodi radiofonici. Il formato è andato avanti per tre anni, vincendo diversi premi. Il successo è giunto poi alle orecchie dell’allora capo delle Guardie di confine della regione, che ha colto l’occasione per “sfruttare” questi personaggi per spiegare le sfide attorno ai confini, ad esempio in relazione all’accordo di Schengen.</p>
<p><strong>E da allora il successo è stato incontenibile.<br />
</strong>Non ancora. Grazie alle Guardie di confine sono nati i primi prodotti, venduti addirittura in dogana. Ma le vendite non avevano ancora fatto il boom. Da parte mia ho proposto di fare i video, ma allora nessuno ci sentiva molto. Solo in un secondo momento abbiamo realizzato degli sketch video – passati all’interno di una trasmissione per ragazzi – e ben presto si è pensato alla realizzazione di un DVD da vendere in dogana che contenesse gli stessi episodi. L’idea era di aver pronto il prodotto per Natale, anche se eravamo scettici in relazione alle vendite dal momento che tutti gli sketch erano già postati su youtube. Lanciato il DVD nell’arco di due giorni sono state vendute tutte le copie. Il ricavato da subito è andato in beneficienza e immediatamente ristampato in modo da poter soddisfare tutti i fan.</p>
<p><strong>Il tema solidarietà ha accompagnato tutto il vostro progetto.</strong><br />
Sì. Abbiamo potuto realizzare grandi cose, ad esempio acquistare un’incubatrice per le cure primarie di neonati che avevano problemi oppure acquistare strumenti per persone con handicap che grazie a queste tecnologie hanno potuto comunicare per la prima volta. Sono momenti toccanti, quando grazie al proprio lavoro un bambino può dire per la prima volta a sua mamma “Ti voglio bene”. Sono cose che ti scaldano il cuore.</p>
<p><strong>Ritorniamo ai Frontaliers, i DVD sono stati solo il primo passo.</strong><br />
Sì, il progetto è continuato negli anni. È stato realizzato un secondo DVD, utilizzato in seguito come base per un mediometraggio, campione di incasso ai cinema. Un successo al di sopra delle aspettative, come quello di Frontalier Disaster. Il film finalmente giunto al cinema nel 2018 ha registrato nella Svizzera italiana il doppio degli spettatori di guerre stellari (!).</p>
<p><strong>Gli Sketch dei Frontaliers sono conosciuti e visti da tutte le generazioni, soprattutto i bambini. Quale è secondo lei il segreto di questo successo?<br />
</strong>Va detto che all’inizio non pensavamo ai bambini, quindi abbiamo dovuto moderare anche un po’ il linguaggio nel corso del tempo (ride). Oggi invece il pubblico più affezionato sono proprio loro, ma ci sono anche i nonni e i genitori.</p>
<p>La tematica - quella del frontalierato al confine - coinvolge gli adulti, ma i bambini vedono altri elementi. I due personaggi – il doganiere alto e un po’ prepotente e il frontaliere osteggiato ma dall’atteggiamento irreverente – sono un gioco molto facile da comprendere. E poi c’è l’elemento locale che piace. Nella Svizzera di lingua italiana dobbiamo spesso fruire di prodotti esteri se vogliamo vedere qualcosa che ci diverta. In questo caso la rappresentazione locale ha un grande impatto.</p>
<p><strong>È corretto affermare che con gli sketch e i film, i Frontaliers mirano a sdrammatizzare la questione politica relativa ai frontalieri?</strong><br />
Non proprio, non abbiamo studiato alcun obiettivo a tavolino; come spesso accade, le cose migliori nascono per caso. Frontaliers non ha scopi politici. È una sorta di sdrammatizzazione satirico-comica. La situazione legata ai frontalieri è stata sfruttata anche un po’ per sdrammatizzarla. In Ticino si fa molta fatica a fare satira e programmi coloriti di qualche tempo fa, oggi originerebbero grossi problemi. Ormai la gente si arrabbia per qualsiasi cosa e sempre più “non è un argomento da ridere”. Per molti “nulla è più un argomento da ridere”.</p>
<p><strong>Hanno sofferto anche i Frontaliers di questo?</strong><br />
A dire il vero non molto. Ci sono state incomprensioni con alcune guardie di confine, soprattutto di una certa età, che si sono offesi. Ad un certo punto ci siamo posti il problema e ho avuto un po’ di paura, ma la situazione è rientrata subito. Ritengo che proprio i doganieri siano diventati più simpatici. E poi diciamocelo, i “gnucchi” come il doganiere Bernasconi ci sono ovunque, e anche gli esaltati come il Veronelli.</p>
<p><strong>I film sono stati proiettati anche oltre il confine svizzero, in Lombardia: come è stato recepito il vostro humor?<br />
</strong>Molto bene. La prima volta nel 2011 quando siamo andati a Varese abbiamo subito fatto il pienone, alcuni dei partecipanti sono giunti addirittura dalla Valtellina ed erano gasatissimi. Il frontaliere si riconosce in Bussenghi perché questo non sta mai zitto di fronte al doganiere, lo sfotte malgrado quest’ultimo abbia il potere. Questo attira la massa. Per altro mi riconosco molto in questo tratto caratteristico.</p>
<p><strong>In che senso?<br />
</strong>Faccio fatica a stare in silenzio davanti alle ingiustizie. Me la prendo molto. Ci sono troppe cose che non vanno nella nostra società e che secondo me dovrebbero funzionare esattamente al contrario. Così ho fatto mio questo personaggio, che mi contraddistingue molto.</p>
<p><strong>Chi sono Flavio Sala e Paolo Guglielmoni e cosa fanno nella vita?<br />
</strong>Sono due caratteri molto diversi, uno più tranquillo (Paolo), pacato e inserito all’interno del contesto della Radiotelevisione svizzera, mentre io sono più irrequieto e con un desiderio di dire e fare qualcosa, di interpretare qualcuno, con viso e corpo. Ma non pensavo che in Ticino fosse possibile. Il mio parterre artistico l’ho acquisito all’Accademia di Brera, svolgendo per altro la tesi di laurea su Dracula. Ai tempi si usciva dalle medie come dei disperati. A me riusciva disegnare, per questo ho scelto il percorso artistico. Già allora mi dilettavo in fumetti, sketch, imitazioni, disegnavo copertine per disegni animati giapponesi.</p>
<p><strong>Quali sono i prossimi progetti di Flavio Sala, rispettivamente di Roberto Bussenghi?</strong><br />
Mi sono dato la missione di far ridere un po’ la gente, anche in questo periodo non facile di coronavirus. Il sogno del mio compianto papà era quello che io avessi una mia compagnia teatrale, ciò che nel frattempo si è avverato. Un progetto “di famiglia”, come mia sorella che fa il tecnico di palcoscenico, il suo fidanzato il tecnico del suono e mia mamma la sarta. Il coronavirus ci ha fermati proprio poco dopo l’inizio della tournée della nostra terza commedia dialettale, ma non prima di aver capito che lo spettacolo “se la va la gh’a i röd”, che riprenderà nella primavera 2021, sarà un successo. I sogni nel cassetto sono ancora molti: la paletta della recitazione è ampia. Accanto a questo è in corso un progetto di digitalizzazione di pellicole di serie vecchie. E poi chissà, forse è in previsione un “cinepanettone” locale. L’importante è lasciare un segno, valorizzare il territorio e i molti talenti che ci sono. Per fare grandi cose non occorre sempre guardare lontano.</p>
<p><strong>E i “Frontaliers” torneranno?</strong><br />
Il pubblico adora i Frontaliers: mi si chiede continuamente quando ripartirà la prossima serie! Spero di poter accontentare presto tutti i fan.</p>
<p><em>Tramite dei simpatici sketch della durata variabile dai 3 ai 5 minuti, Frontaliers racconta le vicende del frontaliere Roberto Bussenghi (abitante nella città di fantasia Usmate Carate ed interpretato da Flavio Sala) e dei doganieri Loris Bernasconi (interpretato da Paolo Guglielmoni) e Veronelli (interpretato sempre da Sala) presso il passo doganale di Bizzarone. Ogni episodio inizia con un jingle canticchiato da Bussenghi al volante della sua Fiat Panda rossa quando viene puntualmente fermato da Bernasconi per un rigido controllo in dogana.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’importante è lasciare un segno, valorizzare il territorio e i molti talenti che ci sono. Per fare grandi cose non occorre sempre guardare lontano.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17646-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17646-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17646"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1.jpg" width="1200" height="630" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1.jpg 1200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1-600x315.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1-300x158.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1-1024x538.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-1-768x403.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" title="Flavio Sala &#8211; Il Personaggio-1" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17646-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto">Il doganiere un po’ addormentato Loris Bernasconi (interpretato da Paolo Guglielmoni) e il frontaliere irriverente Roberto Bussenghi (interpretato da Flavio Sala).</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17646-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17646"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-3.jpg" width="720" height="340" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-3.jpg 720w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-3-600x283.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-3-300x142.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" title="Flavio Sala &#8211; Il Personaggio-3" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17646-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto" style="text-indent: 0cm;">Nel 2018, Frontaliers Disaster ha registrato il doppio del pubblico di Guerre Stellari</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17646-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17646"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-2.jpg" width="1280" height="720" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-2.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-2-600x338.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-2-300x169.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-2-1024x576.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" title="Flavio Sala &#8211; Il Personaggio-2" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17646-0-1-5" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto" style="text-indent: 0cm;">Il successo oltre i confini nazionali, fino ad arrivare a… Striscia la notizia</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17646-0-1-6" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="7" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17646"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio.jpg" width="439" height="347" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio.jpg 439w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Flavio-Sala-Il-Personaggio-300x237.jpg 300w" sizes="(max-width: 439px) 100vw, 439px" title="Flavio Sala &#8211; Il Personaggio" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17646-0-1-7" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="8" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto">Non solo i “Frontaliers” tra i progetti di Flavio Sala, ma molto altro. Dalla prossima primavera di nuovo in tournee con la sua compagnia teatrale.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-doganiere-e-il-frontaliere-attirano-tutte-le-generazioni/">Il doganiere e il frontaliere attirano tutte le generazioni</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il villaggio dove ogni bovino ha un nome</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-villaggio-dove-ogni-bovino-ha-un-nome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 21:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17638</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Da nessun’altra parte in Svizzera vivono cosi tanti bovini come a Escholzmatt-Marbach. Desiderate un burger vegano? In questo bastione della produzione di carne, i contadini non hanno paura del mercato in crescita della falsa carne. La macelleria Zihlmann, situata al centro del villaggio lucernese di Escholzmatt, è vuota. Dal momento che non ha nessun cliente</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-villaggio-dove-ogni-bovino-ha-un-nome/">Il villaggio dove ogni bovino ha un nome</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17638"  class="panel-layout" ><div id="pg-17638-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17638-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17638-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Da nessun’altra parte in Svizzera vivono cosi tanti bovini come a Escholzmatt-Marbach. Desiderate un burger vegano? In questo bastione della produzione di carne, i contadini non hanno paura del mercato in crescita della falsa carne.</strong></p>
<p>La macelleria Zihlmann, situata al centro del villaggio lucernese di Escholzmatt, è vuota. Dal momento che non ha nessun cliente da servire, la commessa sta svolgendo dei lavoretti di pulizia dietro alla vetrina ben rifornita. La scelta di prodotti è immensa: salsicce e carne secca prodotti sul posto, sminuzzato, arrosti, fette di carne e spiedini di ogni genere. «Il 90% dei nostri prodotti di carne sono di produzione svizzera e regionale», indica il macellaio Patrick Zihlmann che, dopo l’arrivo del coronavirus in Svizzera, ha dovuto riorganizzarsi. Esso ha dovuto proporre un servizio di fornitura a domicilio per gli abitanti del comune che non potevano arrivare in negozio a causa del virus.</p>
<p>Il macellaio ha l’abitudine di essere flessibile. Che si tratti di particolari salsicce o di altre specialità, riesce a colmare quasi tutti i desideri. Questo è possibile, poiché Patrick Zihlmann e il suo collega, il macellaio del villaggio vicino di Marbach, possiedono il loro piccolo mattatoio. Conoscono inoltre personalmente tutti gli allevatori di bestiame. «La nostra flessibilità è il nostro vantaggio rispetto alle grandi imprese» spiega Patrick Zihlmann.</p>
<p>Ciò è piuttosto atipico, poiché a livello svizzero, il numero di macellerie è in calo. Il settore della carne fatica a ritrovare slancio. Diventare macellaio-salumiere non fa più sognare i giovani.</p>
<p><strong>Più bovini che in nessun’altra parte del paese<br />
</strong>Il fatto che Escholzmatt e Marbach contino due macellerie e un piccolo mattatoio molto attivi non è tuttavia frutto del caso: il comune di Escholzmatt-Marbach, che si estende su circa 100 km2 nel cuore della riserva naturale «UNESCO Biosfera Entlebuch», possiede il maggiore capitale bovino della Svizzera. 7821 ruminanti vivono qui, ripartiti nelle numerose fattorie dei due villaggi che contano in totale 4450 abitanti. Un terzo di questi ultimi vive di agricoltura, e in particolare la famiglia Duss, che gestisce una fattoria situata in una zona collinare ai margini del paesino di Escholzmatt. Le mucche e i buoi pascolano senza problemi sui pendii scoscesi. Per contro, l’agricoltura qui non è possibile.</p>
<p>Franziska Duss si trova davanti alla stalla dietro la casa. Una delle mucche spinge curiosamente la testa oltre il recinto davanti alla stalla. Gli animali qui non sono ancora dei numeri, poiché ognuno di essi ha un nome: «Ecco Adele, la nostra mucca più vecchia», dice la contadina. 44 mucche, bovini e vitelli della razza Bruna appartengono al bestiame della fattoria.</p>
<p>Franziska Duss è agronoma, lavora come consulente e insegnante di agraria e gestisce anche la fattoria che ha ereditato da suo padre. «Sono una rappresentante agricola tipica di questa regione. Per la maggior parte delle persone qui l’agricoltura è un’attività accessoria», afferma.</p>
<p>La sua famiglia guadagna non solo attraverso la produzione di carne, ma anche dalla produzione di latte e fragole. In due tunnel di plastica giganti, si intravedono file di fragole. «Voglio ricavare il massimo dalla mia azienda, è dunque importante che non mi concentri su un unico settore di produzione», spiega Franziska Duss. Essa ritiene che tutte le aziende agricole dovrebbero essere diversificate il più possibile. Del resto, secondo un rapporto di ricerca della Confederazione, le fattorie che possiedono un solo settore di produzione sono rare in Svizzera.</p>
<p><strong>Carne di origine non animale<br />
</strong>Questa diversificazione è importante poiché un settore di produzione, ossia quello della carne, potrebbe perdere terreno? È perlomeno ciò che prevedono gli autori della società internazionale di consulenza alle imprese A.T. Kearney nel loro studio «How will Cultured Meat and Meat Alternatives disrupt the Agricultural and Food Industry?» (In che modo la carne artificiale e le alternative alla carne modificheranno il settore agricolo ed alimentare?) Secondo Kearney, entro il 2040 solo il 40% dei prodotti a base di carne saranno ancora di origine animale). Anche se gli autori dello studio partono dal presupposto che il mercato globale della carne continuerà a crescere nel complesso, le nuove alternative in sostituzione della carne, derivanti da materie vegetali, ad esempio, sostituiranno sempre più la carne di origine animale.</p>
<p>L’agricoltrice Franziska Duss e i due agricoltori bio Beat Koch e Beat Krummenacher, che si sono appena trasferiti nella fattoria della prima, non vedono alcuna concorrenza alla produzione di carne nel mercato in crescita delle alternative di carne. "Molti consumatori mangiano meno carne oggi rispetto a qualche anno fa. Ma quando si tratta della carne che mangiano, si concentrano sulla qualità", dice Franziska Duss. Gli agricoltori vedono la maggiore concorrenza non nelle alternative alla carne, bensì nella carne prodotta a basso costo da lontano: "Ci sono molte persone che sono disposte a pagare prezzi più alti per la carne di produzione regionale o biologica. Ma non tutti possono farlo. Ecco perché la carne importata, decisamente più economica, è la più grande concorrente per noi", dice Beat Krummenacher.</p>
<p><strong>Il 14% di vegetariani e di vegani<br />
</strong>Il consumo di carne in Svizzera è relativamente stabile: secondo Proviande, l'organizzazione professionale dell'industria svizzera della carne, è di 51 chilogrammi pro capite all'anno. Non crede che i sostituti della carne possano sostituire la carne convenzionale, afferma Daniel Heine, professore della Scuola di Scienze Applicate dell'Università di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari di Berna: "Anche se la crescita nel segmento dei sostituti della carne è enorme, il volume è ancora molte volte inferiore rispetto al fatturato dell'industria della carne".</p>
<p>È vero che circa il 14% della popolazione svizzera vive con una dieta priva di carne e che questo gruppo è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, come dimostra un sondaggio dell'organizzazione Swissveg. Tuttavia, Daniel Heine afferma che il gruppo di consumatori che mangiano raramente carne in modo molto consapevole e la acquistano secondo considerazioni etiche ed ecologiche crescerà molto più fortemente.</p>
<p><strong>L’importanza dell’alimentazione<br />
</strong>Nella fattoria Duss, gli agricoltori sono nuovamente riuniti attorno ad un tavolo. La famiglia Duss propone del tè, del caffè e una torta fatta in casa. «In generale, l’alimentazione ha guadagnato importanza», afferma Franziska Duss. Lo si vede nei consumatori: per molti di loro, un criterio d’acquisto importante è l’origine svizzera dei prodotti alimentari, sottolinea Daniel Heine. Come quella ad esempio dei prodotti provenienti dalle macellerie dei villaggi di Escholzmatt e di Marbach.</p>
<p>È principalmente questo aspetto svizzero che manca spesso ai prodotti alternativi della carne. In generale, le materie prime vegetali non provengono dalla Svizzera. Per principio, sarebbe possibile produrre falsa carne vegetale ricca di proteine in Svizzera, e coltivare le materie prime necessarie per poterlo fare, sottolinea il professore. Ma si è lontani da tutto ciò: attualmente, il paese copre meno dell’1% del proprio fabbisogno stimato in farina di soja, che raggiunge le 300 000 tonnellate all’anno, precisa l’istituto di ricerca Agroscope.</p>
<p>I contadini di Escholzmatt non prevedono assolutamente di piantare della soja o altri vegetali ricchi di proteine. «Sono assolutamente convinto che si avrà sempre bisogno di carne», afferma Franziska Duss. E il suo collega Beat Koch aggiunge: «Noi produttori di carne abbiamo un futuro se facciamo attenzione al benessere dell’animale e ci assumiamo le nostre responsabilità sociali.» In seguito gli agricoltori si congedano: si è fatto tardi ed è ora di accudire il bestiame.</p>
<p><em>Mireille Guggenbühler</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17638-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17638-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17638"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder.jpg" width="1280" height="853" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-1024x682.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Rinder-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17638-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Più alto, più grande, più rapido, più bello? Alla ricerca dei record svizzeri che escono dalla normalità. Oggi: il comune svizzero che conta il numero maggiore di bovini.</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17638-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17638"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Ziehlman.jpg" width="853" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Ziehlman.jpg 853w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Ziehlman-600x900.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Ziehlman-200x300.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Ziehlman-682x1024.jpg 682w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Ziehlman-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 853px) 100vw, 853px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17638-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il macellaio Patrick Zihlmann conosce personalmente tutti i mercanti che gli forniscono bestiame.</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17638-0-1-4" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17638"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Duss.jpg" width="853" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Duss.jpg 853w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Duss-600x900.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Duss-200x300.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Duss-682x1024.jpg 682w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Duss-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 853px) 100vw, 853px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17638-0-1-5" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>L’agricoltrice Franziska Duss, qui con la sua Adele, conosce il nome di ciascuna delle sue mucche. Foto Danielle Liniger</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17638-0-1-6" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="7" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17638"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch.jpg" width="1280" height="853" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch-1024x682.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Entlebuch-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17638-0-1-7" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="8" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>La zona collinare circostante Escholzmatt (LU) non si presta molto all’agricoltura. Le mucche, tuttavia, non hanno difficoltà sui pendii ripidi. Foto Danielle Liniger</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17638-0-1-8" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="9" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17638"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Karte.jpg" width="960" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Karte.jpg 960w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Karte-600x800.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Karte-225x300.jpg 225w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Karte-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17638-0-1-9" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="10" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Riproduzione con l’accordo di swisstopo (BA200078)</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-villaggio-dove-ogni-bovino-ha-un-nome/">Il villaggio dove ogni bovino ha un nome</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cifre Svizzere &#8211; Molta plastica e moltissimo carbone</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/cifre-svizzere-molta-plastica-e-moltissimo-carbone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 21:07:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17633</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/numeri-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />84 In Svizzera, la domanda di sacchetti di plastica nei supermercati è diminuita dell’84% in un anno. Una nuova tassa ne è la causa: i consumatori devono infatti sborsare 5 centesimi per ogni sacchetto di plastica. Questa tassa è stata introdotta nell’ottica della protezione dell’ambiente. 5120 Parlando di ambiente, di pulizia svizzera e plastica: secondo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/cifre-svizzere-molta-plastica-e-moltissimo-carbone/">Cifre Svizzere &#8211; Molta plastica e moltissimo carbone</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/numeri-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17633"  class="panel-layout" ><div id="pg-17633-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17633-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Cifre svizzere</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<h1><span style="color: #00ccff;">84</span></h1>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17633-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Molta plastica e moltissimo carbone</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>In Svizzera, la domanda di sacchetti di plastica nei supermercati è diminuita dell’84% in un anno. Una nuova tassa ne è la causa: i consumatori devono infatti sborsare 5 centesimi per ogni sacchetto di plastica. Questa tassa è stata introdotta nell’ottica della protezione dell’ambiente.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-17633-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17633-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<h1><span style="color: #666699;">5120</span></h1>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17633-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Parlando di ambiente, di pulizia svizzera e plastica: secondo il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa), 5120 tonnellate di plastica finiscono ogni anno nell’ambiente in Svizzera. Ora, la plastica si disintegra molto lentamente e inquina sempre di più l’ambiente. L’Università di Berna ha così dimostrato che il suolo svizzero racchiude già 53 tonnellate di microplastica.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-17633-2"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17633-2-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-2-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<h1><span style="color: #ff0000;">95 000 000 000</span></h1>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17633-2-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-2-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="5" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Parliamo di denaro. In Svizzera la sostanza patrimoniale trasmessa in eredità è più che mai elevata. Nel 2020, quasi 95 miliardi di franchi potrebbero passare di mano. Sono cinque volte in più rispetto al 1990. E la tendenza è al rialzo. Nel contempo, gli eredi di oggi sono nettamente più anziani degli eredi medi della generazione precedente. Questo enorme flusso economico è difficilmente tassabile in Svizzera. Tuttavia, la richiesta politica di tasse di successione più elevate sta diventando sempre più forte.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-17633-3"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17633-3-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-3-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="6" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<h1><span style="color: #999999;">200</span></h1>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17633-3-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-3-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="7" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Le eredità non sono quasi mai tassate, ma i cani sono sempre più tassati. I proprietari di cani devono sborsare fino a 200 franchi di imposte sui cani. Per un secondo cane, numerosi comuni fatturano la doppia tariffa. Fiscalmente parlando, la Svizzera non è dunque un paradiso per i cani. Abbaiare non serve agli amici a quattro zampe.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-17633-4"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17633-4-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-4-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="8" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<h1><span style="color: #99ccff;">551 000</span></h1>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17633-4-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17633-4-1-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="9" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>E quanti cani pagano le tasse in Svizzera? Ve ne sono 551 000. Il cantone con la densità canina più bassa è Basilea Città, dove si conta un cane ogni 38,4 persone. Il Giura detiene invece la densità canina maggiore, con un cane ogni 7,8 abitanti.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/cifre-svizzere-molta-plastica-e-moltissimo-carbone/">Cifre Svizzere &#8211; Molta plastica e moltissimo carbone</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sempre meno studenti comprendono ciò che leggono</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/sempre-meno-studenti-comprendono-cio-che-leggono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 20:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17620</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Leggere un testo e comprenderlo è una competenza che sta diminuendo presso gli studenti svizzeri, rivela lo studio PISA.  Secondo la rappresentante dei docenti svizzeri, si tratta di fatto di una crisi linguistica. Su un forum Internet sulla salute dei polli, Isabelle, allevatrice di polli, si interroga: «Va bene dare l'aspirina alla mia gallina? Ha</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sempre-meno-studenti-comprendono-cio-che-leggono/">Sempre meno studenti comprendono ciò che leggono</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17620"  class="panel-layout" ><div id="pg-17620-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17620-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17620-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Leggere un testo e comprenderlo è una competenza che sta diminuendo presso gli studenti svizzeri, rivela lo studio PISA.  Secondo la rappresentante dei docenti svizzeri, si tratta di fatto di una crisi linguistica.</strong></p>
<p>Su un forum Internet sulla salute dei polli, Isabelle, allevatrice di polli, si interroga: «Va bene dare l'aspirina alla mia gallina? Ha due anni e credo che si sia fatta male ad una zampa. Posso andare dal veterinario solo lunedì e non risponde al telefono. La mia gallina sembra soffrire molto. Voglio darle qualcosa che la faccia sentire meglio.» La domanda di Isabelle fa parte dell'ultimo studio internazionale sul rendimento scolastico PISA (Program me for International Student Assessment). Lo studio comparativo viene effettuato ogni tre anni negli Stati membri dell'OCSE. Si concentra sulle competenze degli studenti quindicenni in lettura, matematica e scienze naturali.</p>
<p><strong>La gallina ha bisogno di aspirina o di un veterinario?<br />
</strong>L’ultimo studio PISA ha mostrato un’attenzione particolare nei confronti della lettura. L’esempio del forum Internet sulla salute dei polli è alquanto rappresentativo: gli studenti di 15 anni dovevano leggere la domanda di Isabelle e capire a cosa alludesse. L’allevatrice di polli voleva sapere se poteva dare un’aspirina alla sua gallina ferita e anche con quale frequenza. Poi chiedeva come trovare un veterinario. Oppure un modo per determinare l’intensità del dolore della sua gallina ferita.</p>
<p>Oltre ai tradizionali compiti di lettura con testi stampati, questi compiti interattivi hanno fatto parte del test per la prima volta. Secondo gli autori dei risultati dello studio per la Svizzera, questo è logico: la concezione dei test PISA deve tener conto degli sviluppi della società, e in particolare della “rivoluzione digitale». La definizione delle competenze in lettura tiene ora conto della facoltà di utilizzare i media digitali. Paragonati alle cifre del 2015, i risultati svizzeri dello studio mostrano diversi sviluppi:</p>
<ul>
<li>Le competenze in lettura dei giovani sono diminuite.</li>
<li>Il piacere di leggere dei giovani è diminuito.</li>
<li>La quota degli studenti deboli in lettura è aumentata.</li>
</ul>
<p>Certo, per quanto concerne la lettura, la Svizzera non si scosta molto dalla media dell’OCSE. Ma paesi europei come la Finlandia, la Svezia, la Germania, la Francia o il Belgio hanno ottenuto risultati nettamente migliori della Svizzera.</p>
<p><strong>Oggi, per rilassarsi, si preferisce guardare dei film<br />
</strong>Perché in Svizzera le competenze in lettura e il piacere di leggere sono diminuiti presso i giovani, mentre la percentuale di allievi deboli in lettura è aumentata? Dagmar Rösler è presidente dell’Associazione mantello dei docenti della Svizzera (LCH) e in questo ruolo si confronta quotidianamente con questioni concernenti la formazione. I risultati dello studio PISA corrispondono a ciò che lei vive come docente: «A scuola, costato inoltre che gli alunni leggono meno. I media digitali fanno concorrenza ai libri. Per rilassarsi, si preferisce guardare dei film piuttosto che leggere dei libri.» I risultati dello studio PISA confermano questa costatazione: 50 giovani Svizzeri su 100 hanno rivelato, nell’ambito dello studio, di non trovare alcun piacere nella lettura. Nel 2000, essi erano soltanto 30 su 100. Ora, nella lettura, piacere e competenze sono strettamente collegate, secondo lo studio. Occorre dunque incoraggiare il piacere di leggere a scuola? «Facciamo già molto in tal senso. I docenti sono coscienti che la lettura è molto importante», ribadisce Dagmar Rösler. E conclude: «La scuola è probabilmente il luogo dove i giovani leggono momentaneamente di più e devono riflettere su quello che hanno letto.»</p>
<p><strong>La crisi della lettura è forse una crisi linguistica?<br />
</strong>Bisognerebbe investire nelle competenze in lettura già nella prima infanzia, a casa, in famiglia, ritiene Dagmar Rösler. Lo studio PISA mostra in particolare che un quarto degli alunni testati ottengono risultati molto mediocri in lettura. Una buona percentuale di questo quarto sono allievi derivanti dalla migrazione. Gli allievi provenienti da famiglie in cui si parla nella lingua del test si sono comportati visibilmente meglio.</p>
<p>La crisi della lettura è dunque, in fondo, una crisi linguistica? «I ragazzi che iniziano la scuola con un deficit linguistico difficilmente lo colmeranno», afferma Dagmar Rösler. «La Svizzera è troppo poco avanzata in materia di sostegno linguistico precoce.» Vi sono tuttavia delle eccezioni: il Canton Basilea Città sembra essere un modello in materia. Le autorità basilesi chiedono a tutte le famiglie di compilare un questionario sulle conoscenze in tedesco dei loro figli prima della loro entrata nella scuola materna. Quando si evidenziano delle lacune, i bambini devono seguire un corso di tedesco obbligatorio l’anno precedente alla loro ammissione nella scuola materna. Questo corso è gratuito. Anche la città di Coira propone a partire da quest’estate un corso di sostegno linguistico. Esso è obbligatorio per i bambini che non parlano sufficientemente tedesco 18 mesi prima di entrare nella scuola materna. La città di Lucerna lavora attualmente a un modello analogo, e per la prima volta in gennaio di quest’anno, ha inviato ai genitori un questionario simile a quello di Basilea Città. Nel canton Zurigo, invece, la commissione federale di formazione ha respinto un anno fa un’iniziativa parlamentare tendente ad adottare il modello basilese. Secondo Dagmar Rösler, lo studio PISA rivela in fin dei conti che è soprattutto necessario agire in un settore in particolare: «In Svizzera, dobbiamo progredire in materia di pari opportunità.»</p>
<p><em>Mireille Guggenbühler</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17620-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17620-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17620"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1.pdf"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin.jpg" width="1280" height="854" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin-1024x683.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin-768x512.jpg 768w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Lerserin-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div><div id="panel-17620-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>50 giovani Svizzeri su 100 affermano di non trovare piacere nella lettura. Non è il caso di questa giovane.  Photo Keystone</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17620-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17620"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1.pdf"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler.jpg" width="854" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler.jpg 854w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler-600x899.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler-200x300.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler-683x1024.jpg 683w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Dagmar_Roesler-768x1151.jpg 768w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div><div id="panel-17620-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Dagmar Rösler ritiene che occorra investire nelle competenze di lettura a casa, nell’ambito della famiglia. Photo DR</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-17620-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17620-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17620-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="5" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-17620-1-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">L’indagine PISA in Svizzera</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nel 2018, 600 000 allievi di 79 paesi hanno partecipato ai test dell’ultimo studio PISA, i cui risultati sono ora noti. In Svizzera, vi hanno partecipato 6000 allievi nati nel 2002. I test, che si sono svolti in 200 scuole svizzere, hanno permesso di ottenere un punteggio medio svizzero. I dati del test non permettono di fare un confronto tra cantoni o regioni linguistiche. Nel confronto internazionale, i giovani Svizzeri hanno ottenuto le note migliori in matematica. Anche nelle scienze naturali, la media svizzera si situa nettamente al di sopra della media dell’OCSE.<br />
(GUM)</p>
</div>
</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/sempre-meno-studenti-comprendono-cio-che-leggono/">Sempre meno studenti comprendono ciò che leggono</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assemblee 2020</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/assemblee-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 20:41:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17614</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/gscs-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Invito all’Assemblea Generale Ordinaria L’Assemblea Generale Ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia è convocata Sabato, 24 ottobre 2020 alle ore 13.00 presso Centro Svizzero di Milano, Via Palestro 2 Ordine del Giorno Nomina del segretario e degli scrutatori Approvazione del verbale dell’assemblea del 18 Maggio 2019 a Palermo Relazione del Presidente del Collegamento Svizzero in</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/assemblee-2020/">Assemblee 2020</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/gscs-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17614"  class="panel-layout" ><div id="pg-17614-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17614-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17614-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-17614-0-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Collegamento Svizzero In Italia</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Invito </strong><strong>all’Assemblea Generale Ordinaria</strong></p>
<p>L’Assemblea Generale Ordinaria del Collegamento Svizzero in Italia è convocata</p>
<p><strong>Sabato, 24 ottobre 2020 alle ore 13.00 </strong><strong>presso Centro Svizzero di Milano, </strong><strong>Via Palestro 2</strong></p>
<p><strong>Ordine del Giorno</strong></p>
<ol>
<li>Nomina del segretario e degli scrutatori</li>
<li>Approvazione del verbale dell’assemblea del 18 Maggio 2019 a Palermo</li>
<li>Relazione del Presidente del Collegamento Svizzero in Italia</li>
<li>Bilancio al 31 Dicembre 2019 e rapporto dei revisori dei conti- Approvazione dei conti 2019 e scarico al comitato</li>
<li>Preventivo 2020</li>
<li>Informazioni sulla nomina dei delegati per il Consiglio degli Svizzeri all’Estero</li>
<li>Varie</li>
</ol>
<p>Possono partecipare all’Assemblea:</p>
<ul>
<li>Con diritto di voto i soci ordinari (istituzioni svizzere in Italia rappresentate dal loro presidente o da persona da esso delegata per iscritto purché di nazionalità svizzera). Ciascuna istituzione ha diritto ad un voto, nessuno può rappresentare più di tre istituzioni.</li>
<li>Senza diritto di voto i soci simpatizzanti, i membri del Comitato e revisori dei conti, le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere in Italia, i membri dell’OSE e del CSE nonché i rappresentanti dell’EDA.</li>
</ul>
<p>Al fine di un completo riconoscimento e reperimento in caso di necessità Covid19, i partecipanti dovranno annunciarsi obbligatoriamente per iscritto (vedi modulo), via e-mail entro il 19 ottobre 2020 al seguente indirizzo e-mail: Regula Hilfiker &lt;regula.hilfiker@gmail.com&gt;, indicando nome, cognome, indirizzo, numero di telefono.</p>
<p><strong>Sarà obbligatoria la mascherina protettiva.</strong></p>
<p>Nell’attesa di incontrarvi a Milano, Vi saluto cordialmente</p>
<p><em>La Presidente</em><br />
<em>Irène Beutler-Fauguel</em></p>
<p>P.S.: Sarà possibile seguire tutta l’Assemblea in streaming. Vi comunicheremo i dati in seguito.</p>
<p><a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020.pdf">Scarica l'invito.</a></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-17614-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17614-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17614"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020.pdf"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020.jpg" width="794" height="1122" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020.jpg 794w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020-600x848.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020-212x300.jpg 212w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020-725x1024.jpg 725w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2-Convocazione-Collegamento-Svizzero-in-Italia-2020-768x1085.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" title="2 Convocazione Collegamento Svizzero in Italia 2020" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div></div></div><div id="pg-17614-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17614-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17614-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div class="panel-widget-style panel-widget-style-for-17614-1-0-0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		><h3 class="widget-title">Associazione Gazzetta Svizzera</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Invito </strong><strong>all’Assemblea Generale Ordinaria</strong></p>
<p>L’Assemblea Generale Ordinaria dell’Associazione Gazzetta Svizzera è convocata</p>
<p><strong>Sabato, 24 ottobre 2020 alle ore 14.00 </strong><strong>presso Centro Svizzero di Milano, </strong><strong>Via Palestro 2</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Ordine del Giorno</strong></p>
<ol>
<li>Nomina del segretario e degli scrutatori</li>
<li>Approvazione del verbale dell’assemblea del 18 Maggio 2019 a Palermo</li>
<li>Relazione del Presidente dell’Associazione Gazzetta Svizzera</li>
<li>Bilancio al 31 Dicembre 20189 e rapporto dei revisori dei conti, approvazione, scarico del Comitato</li>
<li>Preventivo 2020</li>
<li>Varie</li>
</ol>
<p>Possono partecipare all’Assemblea:</p>
<ul>
<li>Con diritto di voto i soci ordinari (istituzioni svizzere in Italia rappresentate dal loro presidente o da persona da esso delegata per iscritto purché di nazionalità svizzera). Ciascuna istituzione ha diritto ad un voto, nessuno può rappresentare più di tre istituzioni.</li>
<li>Senza diritto di voto i soci simpatizzanti (lettori che hanno versato il contributo nel 2019), i membri del Comitato e revisori dei conti, le rappresentanze diplomatiche e consolari svizzere in Italia, i membri dell’OSE e del CSE nonché i rappresentanti dell’EDA.</li>
</ul>
<p>Al fine di un completo riconoscimento e reperimento in caso di necessità Covid19, i partecipanti dovranno annunciarsi obbligatoriamente per iscritto, via e-mail entro il 19 ottobre 2020 al seguente indirizzo e-mail: Regula Hilfiker &lt;regula.hilfiker@gmail.com&gt; indicando nome, cognome, indirizzo, numero di telefono.</p>
<p><strong>Sarà obbligatoria la mascherina protettiva.</strong></p>
<p>Nell’attesa di incontrarvi a Milano, Vi saluto cordialmente</p>
<p><em>Il Presidente</em><br />
<em>avv. Andrea Giovanni Pogliani</em></p>
<p>P.S.: Sarà possibile seguire tutta l’Assemblea in streaming. Vi comunicheremo i dati in seguito.</p>
<p><a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020.pdf">Scarica l'invito.</a></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pgc-17614-1-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17614-1-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17614"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020.jpg"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020.jpg" width="794" height="1123" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020.jpg 794w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020-600x849.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020-212x300.jpg 212w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020-724x1024.jpg 724w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/1-Convocazione-Gazzetta-Svizzera-2020-768x1086.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" title="1 Convocazione Gazzetta Svizzera 2020" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/assemblee-2020/">Assemblee 2020</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>2021 – elezione dei delegati al  consiglio degli Svizzeri all’estero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/2021-elezione-dei-delegati-al-consiglio-degli-svizzeri-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 17:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17593</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Ogni 4 anni si rinnova il Consiglio degli Svizzeri all’Estero (CSE). Questa elezione avverrà nel 2021. Presenteremo ed eleggeremo i candidati durante la nostra Assemblea Generale 2021 a Firenze. Noi Svizzeri in Italia abbiamo il diritto di inviare 6 delegati e 2 sostituti. Una equa distribuzione da Nord a Sud è una nostra prerogativa. In</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/2021-elezione-dei-delegati-al-consiglio-degli-svizzeri-allestero/">2021 – elezione dei delegati al  consiglio degli Svizzeri all’estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17593"  class="panel-layout" ><div id="pg-17593-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17593-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17593-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Ogni 4 anni si rinnova il Consiglio degli Svizzeri all’Estero (CSE). Questa elezione avverrà nel 2021. Presenteremo ed eleggeremo i candidati durante la nostra Assemblea Generale 2021 a Firenze.<br />
Noi Svizzeri in Italia abbiamo il diritto di inviare 6 delegati e 2 sostituti. Una equa distribuzione da Nord a Sud è una nostra prerogativa.<br />
In seguito trovate le indicazioni sull’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE) e sul Consiglio degli Svizzeri all’Estero (CSE)<br />
Nelle prossime edizioni della Gazzetta Svizzera torneremo su questo argomento per meglio spiegare lo svolgimento e le procedure per l’elezione dei nostri sei delegati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) </strong></p>
<ul>
<li>L’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE, con sede a Berna) è il centro di competenza per tutte le questioni relative ai cittadini svizzeri residenti all›estero e alla mobilità internazionale degli Svizzeri. Si tratta di un›organizzazione non governativa, indipendente, apolitica e aconfessionale, composta da un Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE, 140 membri) e da una segreteria. L’OSE è collegata a livello mondiale con le associazioni e le istituzioni svizzere all’estero.</li>
<li>Il compito principale dell’OSE è di mantenere uno stretto legame fra la Svizzera e i suoi cittadini all’estero ai sensi dell’articolo 40 della Costituzione federale. L’Organizzazione sostiene gli Svizzeri nell’ambito della mobilità transfrontaliera, promuove lo scambio fra il Paese e la sua diaspora e si rivolge in special modo anche ai giovani Svizzeri all’estero. Rappresenta gli interessi degli Svizzeri che vivono all’estero nei confronti delle autorità e della pubblica opinione in patria.</li>
<li>L’OSE informa i connazionali all’estero su eventi e sviluppi importanti in Svizzera e fornisce agli aventi diritto di voto che vivono all’estero le informazioni basilari di cui necessitano per l’esercizio dei loro diritti politici in Svizzera.</li>
<li>L’OSE mette in contatto gli Svizzeri all’estero e rappresenta per loro un ponte di collegamento con le autorità, le istituzioni e l’opinione pubblica in Svizzera. A questo riguardo, l’Organizzazione collabora in particolar modo con le associazioni e le istituzioni svizzere all’estero. L’OSE offre consulenza agli Svizzeri in merito a questioni riguardanti l’emigrazione, il soggiorno all’estero e il rientro in Svizzera.</li>
<li>Insieme alle sue organizzazioni partner, l’OSE offre agli Svizzeri all’estero un ampio ventaglio di servizi. Per adempiere ai suoi compiti al servizio della Quinta Svizzera, l’OSE si avvale, nel limite del possibile, del volontariato. L’Organizzazione collabora a stretto contatto con le autorità della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni nonché con le istituzioni partner.</li>
</ul>
<p>Raggruppa circa 700 società e istituzioni svizzere nel mondo intero. L’organizzazione, fondata nel 1916, è riconosciuta dalle autorità come portavoce della Quinta Svizzera. L’informazione e i consigli in materia legale, d’assicurazioni sociali e di formazione fanno parte dei servizi da lei offerti. Incaricata dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), pubblica inoltre la «Revue Suisse» in 5 lingue (non in italiano), con una tiratura di più di 400’000 esemplari. In Italia la Revue Suisse è sostituita dalla Gazzetta Svizzera.</p>
<p><strong>Il Consiglio degli Svizzeri all’Estero (CSE)<br />
</strong>Il  Consiglio degli Svizzeri all’estero (CSE), il “Parlamento della Quinta Svizzera”,  è l’organo supremo dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero Esso è composto da 120 delegati provenienti dall’estero e da 20 membri svizzeri e si occupa di tutte le questioni inerenti alla politica degli Svizzeri all’estero, per un totale quindi di 140 membri.</p>
<p>I membri dell’estero rappresentano le comunità degli svizzeri sparse in tutto il mondo in proporzione al numero dei loro effettivi. Sono eletti ogni quattro anni dalle società svizzere riconosciute dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero o dalle loro organizzazioni centrali (p.e. Collegamento Svizzero in Italia)</p>
<p>I membri dell’interno sono eletti dal Consiglio su proposta del Comitato. Si tratta di personalità del mondo politico, economico e culturale che dispongono delle capacità e dei canali necessari per informarsi sugli interessi dei loro compatrioti che vivono all’estero e per difenderli efficacemente. Spesso i membri all’interno hanno vissuto loro stessi all’estero.</p>
<p>La ripartizione dei seggi riflette l’importanza di ogni comunità di Svizzeri all’estero che attualmente sono oltre 750.000. Essa  è regolata in funzione delle più recenti statistiche sugli Svizzeri all’estero allestite dal Dipartimento federale degli affari esteri.</p>
<p><strong>La ripartizione geografica dei seggi  è attualmente la seguente:</strong></p>
<table style="height: 471px;" width="572">
<tbody>
<tr>
<td width="135">Europa</td>
<td width="37">59</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">America</td>
<td width="37">31</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Asia</td>
<td width="37">15</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Africa</td>
<td width="37">7</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Oceania</td>
<td width="37">6</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Ypsa</td>
<td width="37">2</td>
<td width="195">(Parlamento dei Giovani Svizzeri)</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Svizzera</td>
<td width="37">20</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Totale</td>
<td width="37">140</td>
<td width="195">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I paesi attualmente rappresentati con 4 e oltre seggi sono i seguenti:</strong></p>
<table style="height: 530px;" width="571">
<tbody>
<tr>
<td width="135">Francia</td>
<td width="34">12</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Germania</td>
<td width="34">8</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Stati Uniti</td>
<td width="34">8</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Italia</td>
<td width="34">6</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Canada</td>
<td width="34">6</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Gran Bretagna</td>
<td width="34">5</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Spagna</td>
<td width="34">4</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Israele e Palestina</td>
<td width="34">4</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="135">Australia</td>
<td width="34">4</td>
<td width="200">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>I delegati al Consiglio degli Svizzeri all’Estero vengono eletti ogni 4 anni e il 2021 è l’anno per l’elezione degli stessi per il quadriennio 2021 – 2025.</p>
<p>All’Italia spettano quindi 6 seggi e il compito per l’organizzazione delle elezioni è di competenza del Collegamento Svizzero in Italia e dovrà basarsi sulle disposizioni in materia definite dall’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero.</p>
<p><strong>In particolare saranno seguiti i seguenti criteri:</strong></p>
<ol>
<li><strong>Definizione delle zone di elezione.</strong></li>
</ol>
<p>Con questa norma si vuole garantire che i nostri 6 delegati rappresentino gli svizzeri in Italia secondo la loro presenza sul territorio italiano e dovrà rispettare la seguente ripartizione:</p>
<p><strong>regione 1)</strong> Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria<strong>    1 rappresentante</strong><br />
<strong>regione 2)</strong> Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia    <strong>3 rappresentanti</strong><br />
<strong>regione 3)</strong> Toscana, Lazio,  Umbria, Marche, Abruzzo, Sardegna    <strong>1 rappresentante</strong><br />
<strong>regione 4)</strong> Puglia, Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia    <strong>1 rappresentante</strong></p>
<ol start="2">
<li><strong>Per essere eletto nel CSE, un candidato deve rispettare le seguenti condizioni:</strong></li>
</ol>
<ul>
<li>Essere cittadino svizzero, residente in Italia nella zona per la quale si candida</li>
<li>Aver compiuto 18 anni</li>
<li>Essere iscritto nel consolato di competenza</li>
<li>Essere iscritto nel catalogo degli aventi diritto al voto in Svizzera</li>
<li>Essere socio di un’associazione svizzera</li>
<li>Presentare certificato e visura del casellario giudiziale e dei carichi pendenti ex art. 33 TUCG (DPR n. 313/2002 s.m.i.) dai quali risultino sia la totale incensuratezza, quale assenza di condanne penali, ivi compresi eventuali patteggiamenti (art. 444 c.p.p.) o decreti penali (art 459 c.p.p.), ancorché sospesi condizionalmente o con beneficio della non menzione, ovvero estinti o oggetto di riabilitazione, sia l‘assenza della pendenza di procedimenti penali, per reati non colposi. (anche autocertificazione)</li>
<li>Ottima conoscenza di una seconda lingua nazionale (tedesco o francese), oltre l’italiano</li>
<li>Dichiarare la sua disponibilità a presenziare alle 2 riunioni annuali del CSE (di solito a metà agosto e in marzo) e al Congresso annuale del Collegamento Svizzero in Italia (di solito a maggio)</li>
<li>Di seguire quanto prescritto dal regolamento del CSE e dal regolamento del Collegamento Svizzero in Italia.</li>
</ul>
<ol start="3">
<li><strong>Presentazione delle candidature</strong></li>
</ol>
<ul>
<li>Gli interessati dovranno presentare la loro candidatura al circolo o all’associazione svizzera di competenza, attraverso l’apposito modulo, unitamente a un loro curriculum e una foto</li>
<li>Dopo esame dei requisiti richiesti, il circolo trasmetterà la candidatura alla presidenza del Collegamento Svizzero.</li>
<li>I candidati verranno presentati sulla Gazzetta Svizzera  e le elezioni avveranno al Congresso del Collegamento Svizzero del 2021.</li>
<li>Le elezioni si terranno solo tra i candidati presenti al Congresso.</li>
<li>Un’associazione o un circolo potranno presentare solo una candidatura</li>
</ul>
<ol start="4">
<li><strong>Elezioni</strong></li>
</ol>
<ul>
<li>15 gennaio 2021: ultimo giorno per la presentazione delle candidature da parte dei circoli e delle associazioni alla presidenza del Collegamento Svizzero in Italia</li>
<li>I candidati saranno presentati sulla Gazzetta Svizzera nell’edizione del mese di marzo 2021</li>
<li>L’Assemblea Generale del Collegamento Svizzero in Italia (maggio 2021 a Firenze) elegge i delegati del Consiglio degli Svizzeri all’estero.</li>
<li>Il Collegamento presenterà il risultato della votazione sulla Gazzetta Svizzera nell’edizione del mese di luglio 2021.</li>
<li>Il Collegamento informa l’OSE del risultato della votazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Irène Beutler-Fauguel</em><br />
<em>Presidente del collegamento svizzero in italia</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17593-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17593-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17593"
			
		>
<div class="sow-image-container">
			<a href="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1.pdf"
					>
			<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1.jpg" width="794" height="1123" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1.jpg 794w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1-600x849.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1-212x300.jpg 212w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1-724x1024.jpg 724w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/2021-modulo-definitivo-elezioni-1-768x1086.jpg 768w" sizes="(max-width: 794px) 100vw, 794px" title="2021 modulo definitivo elezioni 1" alt="" 		class="so-widget-image"/>
			</a></div>

</div></div><div id="panel-17593-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Scarica il modulo da compilare cliccando sull'immagine.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/2021-elezione-dei-delegati-al-consiglio-degli-svizzeri-allestero/">2021 – elezione dei delegati al  consiglio degli Svizzeri all’estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>10 domande a una giovane svizzera: Bianca Rubino</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-una-giovane-svizzera-bianca-rubino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 16:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17588</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Bianca Rubino : Cofondatrice e Membro del Comitato UGS Bianca, sei legata alla Svizzera e se sì in che modo? Sì, sono nata in Svizzera a Biel, una bella cittadina sull’omonimo lago. Nonostante sia cresciuta all’estero, in Italia, e adesso viva a Bruxelles, sono molto legata alla Svizzera e alla parte della mia famiglia che</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-una-giovane-svizzera-bianca-rubino/">10 domande a una giovane svizzera: Bianca Rubino</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17588"  class="panel-layout" ><div id="pg-17588-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17588-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17588-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Bianca Rubino : Cofondatrice e Membro del Comitato UGS</strong></p>
<p><strong>Bianca, sei legata alla Svizzera e se sì in che modo?</strong><br />
Sì, sono nata in Svizzera a Biel, una bella cittadina sull’omonimo lago. Nonostante sia cresciuta all’estero, in Italia, e adesso viva a Bruxelles, sono molto legata alla Svizzera e alla parte della mia famiglia che ci vive.</p>
<p><strong>Cosa ti ha spinta ad impegnarti nell’ambito dell’UGS?</strong><br />
Gli incontri presso il Circolo Svizzero di Palermo e Sicilia Occidentale hanno costituito un tassello importante nel mio percorso di vita e quindi in un certo senso questa esperienza positiva mi ha poi spinta a impegnarmi attivamente nell’ambito della comunità dei giovani svizzeri. Grazie al Circolo ho avuto infatti occasione di condividere momenti tipicamente “svizzeri”, momenti di contatto e di unione fra le due identità culturali, in una Sicilia molto lontana sia geograficamente che socio-culturalmente dalla Svizzera.</p>
<p><strong>Ti interessa la politica o lo sport svizzero e li segui in modo attivo?</strong><br />
Lo sport non è un’area di mio interesse, pertanto non seguo lo sport svizzero. La politica invece mi interessa. Penso sia diritto-dovere di ogni cittadino partecipare attivamente in politica votando e cercando di creare una società che più si avvicini ai propri valori. Recentemente ho espresso il mio voto per le votazioni popolari del 27 settembre 2020.</p>
<p><strong>Come è percepita la Svizzera dai tuoi amici e dai tuoi conoscenti?<br />
</strong>I miei amici e i miei conoscenti hanno sempre percepito la Svizzera tramite immagini, prodotti e soprattutto stereotipi (ricchezza, stipendi stellari, vita perfetta) che io ho nel tempo cercato di smantellare o contestualizzare, facendo conoscere anche le sfaccettature di questo Paese.</p>
<p><strong>Cosa ti piace particolarmente della Svizzera...</strong><br />
Della Svizzera mi ha fin da piccola colpita la peculiarità del multilinguismo. Essendo originaria di Biel/Bienne, città bilingue, questo tratto mi è sempre piaciuto e trovo la coesistenza delle quattro lingue nazionali molto interessante.</p>
<p><strong>... e cosa invece ti disturba dell’Italia?</strong><br />
Dell’Italia mi disturba la burocrazia portata agli estremi.</p>
<p><strong>Cosa pensi che potrebbe “copiare” invece la Svizzera dalla cultura italiana? E viceversa?</strong><br />
Penso che la Svizzera potrebbe “copiare” dalla cultura italiana l’aspetto rilassato e solare. L’Italia invece potrebbe “copiare” la cultura dell’apertura ai giovani professionisti, l’approccio pragmatico al mondo del lavoro e il senso civico.</p>
<p><strong>Hai qualche aneddoto divertente o situazione buffa da raccontare riguardo al tuo essere svizzera e italiana?</strong><br />
Non ho particolari aneddoti o situazioni buffe da raccontare in merito al mio essere svizzera e italiana. I miei amici adorano ricevere la cioccolata e avere la classica serata Raclette da me e mi guardano sempre incuriositi quando, in contesto familiare, mi sentono parlare in svizzero-tedesco.</p>
<p><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi che potresti contribuire al meglio?</strong><br />
Molti anni fa ho deciso insieme ad Angela Katsikantamis, e grazie a Irène Beutler-Fauguel e Arwed Büchi, di mettermi in gioco nel creare una rete di giovani svizzeri in Italia. Questa realtà è diventata oggi, tramite l’impegno di tante ragazze e ragazzi, una comunità unica al mondo e conosciuta a tutti come Unione Giovani Svizzeri. Sono particolarmente fiera di questo progetto, perché vedo l’impatto che ha il nostro operato, ad esempio nei feedback positivi per le attività culturali e di formazione realizzate e nei tanti legami di amicizia, e non solo, che si sono creati (in alcuni casi l’UGS ha anche svolto il ruolo di Cupido!).</p>
<p><strong>Infine, in quanto svizzeri di seconda generazione e portatori di un bagaglio multiculturale, cosa pensi che potreste apportare ai vostri stati di appartenenza?</strong><br />
Penso che possiamo sicuramente apportare uno sguardo diverso, a cavallo fra differenti culture, cogliendo il meglio da ciascuno dei due Paesi.</p>
<p>Per info su UGS scrivere a unionegiovanisvizzeri@gmail.com o via whatsapp al +39 335 5331270.</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17588-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17588-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17588"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta.jpg" width="640" height="640" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta.jpg 640w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-300x300.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-100x100.jpg 100w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-600x600.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-200x200.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-270x270.jpg 270w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-per-Gazzetta-230x230.jpg 230w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" title="Foto per Gazzetta" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17588-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17588"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-Bianca-Rubino.jpg" width="853" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-Bianca-Rubino.jpg 853w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-Bianca-Rubino-600x900.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-Bianca-Rubino-200x300.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-Bianca-Rubino-682x1024.jpg 682w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/Foto-Bianca-Rubino-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 853px) 100vw, 853px" title="Foto Bianca Rubino" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/10-domande-a-una-giovane-svizzera-bianca-rubino/">10 domande a una giovane svizzera: Bianca Rubino</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studi universitari – gli atenei svizzeri</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/studi-universitari-gli-atenei-svizzeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 16:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17585</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero. Attualmente oltre 255 000 studenti stanno frequentando gli atenei svizzeri. Sono iscritti a un corso di laurea Bachelor o Master oppure stanno svolgendo un Dottorato. Negli ultimi anni è gradualmente aumentata la percentuale delle donne che frequentano un</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/studi-universitari-gli-atenei-svizzeri/">Studi universitari – gli atenei svizzeri</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17585"  class="panel-layout" ><div id="pg-17585-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17585-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17585-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</p>
<p><strong>Attualmente oltre 255 000 studenti stanno frequentando gli atenei svizzeri. Sono iscritti a un corso di laurea Bachelor o Master oppure stanno svolgendo un Dottorato. Negli ultimi anni è gradualmente aumentata la percentuale delle donne che frequentano un ateneo, sfiorano il 52%. </strong></p>
<p><strong>Nei ranking internazionali i due politecnici ETH e EPF come anche alcune università sono molto bene posizionati (http://www.universityrankings.ch). Bisogna però precisare che questi ranking vanno guardati con cautela poiché ognuno di essi ha criteri differenti e si indirizza a un target particolare (studenti, ricercatori, sponsor, interessati ad ambiti di studi ben precisi…). Inoltre bisognerebbe sempre tenere conto, tra l’altro, della regione geografica e della cultura locale. Non esiste un ranking che possa veramente includere e poi paragonare tutti gli aspetti che fanno di un istituto un’ottima università.</strong></p>
<p><strong>Università e Politecnici federali<br />
</strong>Circa 157 000 studenti sono attualmente iscritti alle dieci Università pubbliche e ai Politecnici. Esse offrono studi in diritto ed economia, matematica e scienze naturali, scienze umanistiche e sociali mentre i Politecnici federali ETHZ e EPFL si concentrano sull'ingegneria, la matematica e le scienze naturali.</p>
<p>Per essere ammessi gli studenti devono essere in possesso di un diploma di maturità riconosciuto a livello federale oppure di un diploma estero equivalente. Per lo studio in medicina si applicano norme speciali. Solitamente i termini di iscrizione sono entro fine aprile per poter poi iniziare gli studi in autunno dello stesso anno, quindi molto in anticipo rispetto all’Italia. Le tasse semestrali in Svizzera comportano una spesa tra franchi 550.- e franchi 800.-. Eccezione fa l’USI, Università della Svizzera italiana, dove la tassa semestrale è più alta.</p>
<p><strong>Scuole Universitarie Professionali<br />
</strong>Attualmente circa 80 000 studenti sono iscritti a una delle otto Scuole Universitarie Professionali di cui una privata. Esse offrono nei loro oltre 60 istituti (incluso arte e musica) dei percorsi più vicino al mondo professionale, cioè un insegnamento più pratico ad esempio nel campo della sanità e salute, scienze sociali, economia aziendale, tecnologie innovative come «data science», ingegneria elettronica e in tanti altri campi di studio. Solitamente si è ammessi con il certificato di apprendistato e il diploma di maturità professionale. Ma l'ammissione è possibile anche con una maturità liceale e un ulteriore anno di stage nell'area degli studi futuri. Assolutamente indispensabile quindi informarsi bene sui requisiti richiesti e sui termini d’iscrizione. Per gran parte degli indirizzi di studio SUP il Bachelor è il titolo principale e porta a una qualifica professionale.</p>
<p><strong>Alte Scuole Pedagog<br />
</strong>In questi atenei, presenti quasi in ogni cantone, frequentati al momento da circa 21 000 studenti vengono formati i futuri insegnanti qualificati ai vari livelli scolastici (scuola dell'infanzia, scuola elementare, livello secondario I e livello secondario II) e nell'ambito della pedagogia specializzata come p. es. logopedia. Di solito vi si accede con la maturità liceale, ma i requisiti di ammissione variano a seconda del corso. I diplomi d’insegnamento rilasciati sono riconosciuti in tutta la Svizzera e inoltre si riceve un diploma di Bachelor o Master come previsto dal cosiddetto processo di Bologna.</p>
<p><strong>Per i giovani è spesso difficile immaginare come sarà il loro ingresso nel mondo lavoro che per altro è in continua evoluzione e cambiamento. Importante è scoprire i propri interessi e le proprie attitudini con dei test (https://www.orientamento.ch/dyn/show/4069?lang=it&amp;step=1 ), chiedendo ad amici e conoscenti cosa fanno durante la loro giornata lavorativa e così via. Sul sito ufficiale dell’orientamento professionale e agli studi della Svizzera è attivo un nuovo link (https://www.berufsberatung.ch/dyn/show/142308, al momento solo in tedesco) con dei ritratti di ex-studenti che parlano del loro ingresso nel mondo del lavoro e di possibili campi di lavoro dopo gli studi universitari.</strong></p>
<p><strong>Contatto<br />
Ruth von Gunten<br />
</strong></p>
<p>educationsuisse<br />
scuole svizzere all’estero formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26<br />
3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17585-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17585-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17585"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth.jpg" width="852" height="1280" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth.jpg 852w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth-600x901.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth-200x300.jpg 200w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth-682x1024.jpg 682w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/05/Foto_Ruth-768x1154.jpg 768w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17585-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17585"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/12/educationsuisse.jpg" width="1024" height="192" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/12/educationsuisse.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/12/educationsuisse-600x113.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/12/educationsuisse-300x56.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2018/12/educationsuisse-768x144.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/studi-universitari-gli-atenei-svizzeri/">Studi universitari – gli atenei svizzeri</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medaglioni teneri di capriolo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/medaglioni-teneri-di-capriolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 16:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Ti porto a tavola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17581</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nelle piccole osterie del Canton Giura si possono ancora trovare i piatti tradizionali del passato, tutti a base di ingredienti freschi e della regione. Il territorio del più giovane Cantone della Confederazione offre delizie culinarie per la cucina tradizionale e nelle zone boschive si possono trovare tutto l'anno piatti di selvaggina, accompagnati da vari contorni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/medaglioni-teneri-di-capriolo/">Medaglioni teneri di capriolo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17581"  class="panel-layout" ><div id="pg-17581-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17581-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17581-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Nelle piccole osterie del Canton Giura si possono ancora trovare i piatti tradizionali del passato, tutti a base di ingredienti freschi e della regione. Il territorio del più giovane Cantone della Confederazione offre delizie culinarie per la cucina tradizionale e nelle zone boschive si possono trovare tutto l'anno piatti di selvaggina, accompagnati da vari contorni.</p>
<p><strong>In collaborazione con</strong><strong> </strong><strong>gutekueche.ch</strong></p>
<p>Il canton Giura è l'ultimo nato degli Stati membri della Confederazione: la sua indipendenza dal Canton Berna, di cui il Giura è stato parte fino alla fine degli anni ’70, è stata ratificata il 24.9.1978 dal popolo svizzero e dai cantoni. Questo giovane Cantone si contraddistingue tuttavia da sempre anche per la sua importante industria meccanica di precisione, in particolare quella di orologi. Ma non solo: nella giurassiana Val de Travers, da sempre si distilla l’assenzio, la “fata verde”, forte bevanda alcolica molto in voga tra i poeti “maledetti” come Verlaine e Rimbaud, e proibita fino al 2011 in Svizzera e in Francia.</p>
<p><strong>Tempo di preparazione: 1h</strong></p>
<ol>
<li>In un mortaio, schiacciare grossolanamente gli aghi di rosmarino, le bacche di ginepro, il sale e il pepe.</li>
<li>Scaldare il burro in una padella e rosolare i medaglioni su tutti i lati per circa 4 minuti.</li>
<li>Togliere la carne dalla padella, cospargerla con il condimento e disporla in una teglia antiaderente.</li>
<li>Cuocere la carne a 60° al centro del forno preriscaldato per circa 50 minuti. Servire a piacimento con spätzle o tagliatelle.</li>
</ol>
<p><strong>Ingredienti per 4 porzioni</strong></p>
<p>2C burro<br />
1 pizzico di pepe<br />
700g medaglioni di capriolo (alternativa: filetto)<br />
1c rosmarino fresco<br />
1 pizzico di sale<br />
10 bacche di ginepro</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17581-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17581-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17581"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons.jpg" width="620" height="413" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons.jpg 620w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons-600x400.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons-300x200.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/zarte-reh-medaillons-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17581-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-image panel-last-child" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17581"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein.jpg" width="908" height="914" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein.jpg 908w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein-100x100.jpg 100w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein-600x604.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein-298x300.jpg 298w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein-150x150.jpg 150w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/04/Aufkleber_Wappen_Schweiz_gross_Kantone_klein-768x773.jpg 768w" sizes="(max-width: 908px) 100vw, 908px" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/medaglioni-teneri-di-capriolo/">Medaglioni teneri di capriolo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Liberi di sviluppare le proprie potenzialità, i bambini sanno come gestire ciò che accade</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/liberi-di-sviluppare-le-proprie-potenzialita-i-bambini-sanno-come-gestire-cio-che-accade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 16:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2020]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=17576</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Mai come in questo periodo occorrono genitori consapevoli Mesocco (Canton Grigioni) – In questi mesi si è molto parlato di trauma per i bambini dovuto alle paure create dall’allarme virus e delle implicazioni psicologiche causate dalle restrizioni delle libertà personali. Su questo tema si esprime Clarissa Semini esperta in nascite dolci, la quale nel suo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/liberi-di-sviluppare-le-proprie-potenzialita-i-bambini-sanno-come-gestire-cio-che-accade/">Liberi di sviluppare le proprie potenzialità, i bambini sanno come gestire ciò che accade</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="200" height="200" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-1-200x200.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-17576"  class="panel-layout" ><div id="pg-17576-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-17576-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17576-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p><strong>Mai come in questo periodo </strong><strong>occorrono genitori consapevoli</strong></p>
<p><strong>Mesocco (Canton Grigioni) –</strong> In questi mesi si è molto parlato di <strong>trauma per i bambini</strong> dovuto alle paure create dall’allarme virus e delle implicazioni psicologiche causate dalle restrizioni delle libertà personali. Su questo tema si esprime <strong>Clarissa Semini</strong> esperta in nascite dolci, la quale nel suo <strong>Centro Origine</strong> a Mesocco, un’ora d’auto da Como, accoglie mamme e coppie - molte <strong>provenienti dall’Italia</strong> - che desiderano diventare <strong>genitori consapevoli</strong>.</p>
<p><strong>Si sente dire che, in seguito alla situazione in atto, i bambini cresceranno  debilitati, segnati per sempre dalla paura della malattia e dall’esperienza dell’isolamento forzato…<br />
</strong>&lt;&lt;Dipende “dall’atmosfera” che li circonda. Parecchi genitori mi hanno raccontato di bambini che addirittura si sono messi a meditare, di altri che hanno scritto frasi di guarigione sui contenitori di cibo e bottiglie d’acqua, o che hanno comunicato con le piante o con il loro animale domestico&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Bambini alquanto eccezionali, non trova?<br />
</strong>&lt;&lt;I bambini sono tutti eccezionali. Se l’ambiente è un minimo favorevole, i bambini esprimono le migliori risorse per trasmutare al meglio ogni evento&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Ma quanti genitori sono in grado di creare un ambiente tanto favorevole?<br />
</strong>&lt;&lt; Tutti ne hanno il potenziale. Ora più che mai è necessario diventare consapevoli delle proprie emozioni e delle modalità abitudinarie e tramandate di rivolgersi ai bambini e alla vita in generale&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Quindi, cosa occorre capire?<br />
</strong>&lt;&lt;Paradossalmente, il periodo di restrizioni  dovute al Covid 19 potrebbe aver liberato moltissimi bambini dalla clausura espressiva nella quale erano stati rinchiusi fino ad oggi, permettendo finalmente la piena espressione di sé&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Cioè?<br />
</strong>&lt;&lt;La libertà dei bambini è diversa da quella che la maggior parte degli adulti intende. Il loro senso di libertà è strettamente collegato alla possibilità che hanno, o no, di vivere pienamente “chi sono” e vivere la loro visione del mondo. Quello che noi adulti definiamo “mondo fantastico”, risiede  poco più in là del nostro naso. Non riuscire ad accedervi, non significa che non esista&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Insomma, gli adulti dovrebbero non solo rispettare, ma essere capaci di entrare nella speciale dimensione dei bambini.<br />
</strong>&lt;&lt;Sì, una multidimensione che va oltre le pareti della scuola, della casa o del parco giochi, e… ben oltre ciò che i grandi considerano possibile! I bambini, ma anche gli adulti, hanno doni e capacità che dovrebbero essere vissuti nel quotidiano in quanto fanno parte della loro natura. Ignorare e inibire queste qualità li rende nervosi, irascibili, apatici… prigionieri. Rompendo le inferriate della clausura espressiva nella quale eravamo tutti rinchiusi, apre nuove possibilità&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Un esempio?<br />
</strong>&lt;&lt;I cuori e la mente di sempre più persone generano nuovi progetti e idee meravigliose riguardanti, per restare in tema, approcci educativi più confacenti a questa epoca. La chiusura delle scuole ha fornito l’occasione per renderli concreti. Molti ritengono che non occorra più perseguire un insegnamento che risulta artificiale. I bambini chiedono di apprendere osservando la vita! Sperimentando e imparando da ciò che osservano. Questo può avvenire trascorrendo le giornate chiusi in una classe?&gt;&gt;.</p>
<p><strong>È un punto difficile da condividere da chi ritiene che il sapere sia unicamente custodito nei libri.<br />
</strong>&lt;&lt;Nessun rogo per i libri, ma “educare” cosa significa veramente? Ce lo dice l’etimologia della parola  stessa che significa “trarre fuori, guidare fuori”. Quindi non si tratta inculcare e imbottire di nozioni, bensì di trarre dal bambino ciò che ha da sviluppare di autentico, di proprio. A dire il vero non si tratta nemmeno di apprendere bensì di ricordare! È già tutto custodito interiormente in attesa di essere attivato&gt;&gt;.</p>
<p><strong>L’adulto ha davvero un’enorme responsabilità…<br />
</strong>&lt;&lt;Sì, nel senso che l’adulto ha “l’abilità di rispondere” (respons-abilità) ai reali bisogni del bambino, riconoscendone le innate abilità. Perché avvalersi di concetti astratti quando abbiamo la vita vera a disposizione? Fatta di cose vere, di quotidianità, natura, mestieri, arte … &gt;&gt;.</p>
<p><strong>In concreto, come dovranno comportarsi i genitori della “nuova epoca”?<br />
</strong>&lt;&lt;È importante iniziare dal prendersi cura del proprio bambino interiore e dall’ascoltare cosa vogliono dirci quelle corde dolorose o fastidiose che i figli vanno regolarmente a stuzzicare. Anziché attenersi a standard di giudizio che li vorrebbero conformare, osserviamo la loro unicità e permettiamoci di scoprire che, dietro ad un particolare comportamento o apparente difficoltà, è custodito un potenziale che sta cercando il modo per esprimersi. Se tua figlia non è in sintonia con la matematica, così come viene proposta, forse è perché i numeri come lei li vede hanno una complessità molto più vasta… &gt;&gt;.</p>
<p><strong>I figli possono essere a loro volta maestri.<br />
</strong>&lt;&lt;Certo: potresti chiedere alla tua bambina di insegnarti a comunicare telepaticamente, di inventare insieme formule di guarigione… I nostri bambini, ma anche quelli nascosti in catapecchie o sotto un baobab, custodiscono capacità in grado di sovvertire l’intero sistema politico, economico e sociale&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Telepatia, fantasia... i bimbi cresciuti così, sapranno affrontare le leggi della dura realtà?<br />
</strong>&lt;&lt;I bimbi cresciuti così non avranno bisogno di affrontare “le leggi della dura realtà” perché saranno i giovani adulti che ne staranno creando una nuova&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Una bella utopia.<br />
</strong>&lt;&lt;Che senso avrebbe tutto ciò che stiamo vivendo ora, se poi le cose tornassero come prima? Cosa che di fatto non accadrà. L’evoluzione non torna indietro&gt;&gt;.</p>
<p><strong>E la compiranno i bambini?<br />
</strong>&lt;&lt;I bambini guardano nella nostra stessa direzione ma vedono oltre! I loro occhi sono in connessione con la loro e la nostra Anima. Se rivolgi lo sguardo verso la bellezza di un fiore da mostrare al tuo bimbo ma contemporaneamente stai ripensando al dramma della notizia appena letta, lui cosa percepisce…?&gt;&gt;.</p>
<p><strong>Preoccupazione, ansia…<br />
</strong>&lt;&lt;I genitori - ora più che mai - siano vigili a ciò che accade “dentro” di loro, non fuori. Prima di tutto, chiedi alla tua Anima cosa vuole vedere e ascoltare... perché questo sarà ciò che tua figlia  vedrà e sentirà. Ora più che mai, sii la guida di te stesso prima di voler guidare i tuoi figli. Sii tu a seguire il loro sguardo: ti mostrerà ciò che ancora non vedi e che li rende gli “Esseri liberi” che sono&gt;&gt;.</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-17576-0-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-17576-0-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child" data-index="1" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17576"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-1.jpg" width="540" height="281" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-1.jpg 540w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-1-300x156.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" title="lore -FOTO 1" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17576-0-1-1" class="so-panel widget widget_sow-editor" data-index="2" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Come affrontare il trauma per i bambini dovuto l’allarme virus? &lt;&lt;I bambini sono tutti eccezionali. Se l’ambiente in cui vivono sa tener conto della loro vera essenza, possono esprimere liberamente le loro risorse&gt;&gt;, afferma Clarissa Semini. Vi sono bambini che addirittura si sono messi a meditare  e altri hanno scritto frasi di guarigione sui contenitori di cibo e bottiglie d’acqua…</p>
</div>
</div></div><div id="panel-17576-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-image" data-index="3" ><div
			
			class="so-widget-sow-image so-widget-sow-image-default-8b5b6f678277-17576"
			
		>
<div class="sow-image-container">
		<img 
	src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-2.jpg" width="1280" height="911" srcset="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-2.jpg 1280w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-2-600x427.jpg 600w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-2-300x214.jpg 300w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-2-1024x729.jpg 1024w, https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2020/09/lore-FOTO-2-768x547.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" title="lore -FOTO 2" alt="" 		class="so-widget-image"/>
	</div>

</div></div><div id="panel-17576-0-1-3" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="4" ><div
			
			class="so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base"
			
		>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Clarissa Semini esperta in accompagnamento alla nascita e genitorialità. Il suo Centro Origine  a Mesocco, nei Grigioni, accoglie mamme e coppie, molte provenienti dall’Italia. sacredseeds.ch clarissasemini@sacredseeds.ch</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/liberi-di-sviluppare-le-proprie-potenzialita-i-bambini-sanno-come-gestire-cio-che-accade/">Liberi di sviluppare le proprie potenzialità, i bambini sanno come gestire ciò che accade</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
