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	<title>Edizione Ottobre 2021 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Editoriale Ottobre 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:59:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2019/02/AngeloGeninazzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Care lettrici, cari lettori, non raramente la Svizzera è invidiata dal resto dell’occidente per la sua democrazia diretta e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni più importanti. Probabilmente ogni tanto qualcuno in Svizzera ne farebbe anche a meno. Non ci è dato a saperlo, ma in queste settimane potrebbe essere tra questi anche il Consiglio</p>
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	<p>Care lettrici, cari lettori,</p>
<p>non raramente la Svizzera è invidiata dal resto dell’occidente per la sua democrazia diretta e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni più importanti. Probabilmente ogni tanto qualcuno in Svizzera ne farebbe anche a meno. Non ci è dato a saperlo, ma in queste settimane potrebbe essere tra questi anche il Consiglio federale, chiamato a gestire la pandemia in una delle nazioni europee con il tasso di vaccinazione più basso e alla vigilia di una votazione che permette alla popolazione di stravolgere completamente le carte in tavola. Ne parliamo nella pagina accanto, e cerchiamo di barcamenarci tra questa prossima importante tornata di votazioni tra ormai meno di 2 mesi e il risultato senza grandi sorprese del finesettimana alle urne di fine settembre. Ma le pagine della presente Gazzetta vi portano anche ad approfondire con gli UGS alcuni spunti di un ospite del Congresso di giugno, a conoscere meglio la nuova Presidente del Collegamento Regula Hilfiker e a scoprire insieme a Michelle Hunziker una Svizzera dal cuore verde. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, anche per chi, in tema con l’autunno, avrà il piacere di provare la torta di pane ticinese proposta dalla ricetta del mese o riscoprire il castagno e i suoi frutti. Diverse sono le pagine dedicate a tutti i lettori che hanno voluto contribuire finanziariamente alla Gazzetta: a loro va IL più sentito ringraziamento di Comitato e redazione. Buona lettura. </p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><br />
<em>Redattore</em></p>
</div>
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		<title>Una tornata di votazioni senza sorprese</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/una-tornata-di-votazioni-senza-sorprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/image001-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Un sontuoso NO all’iniziativa 99% che chiedeva una tassazione maggiore del capitale, mentre si conferma il Sì dei sondaggi al matrimonio per tutti. Alle urne è andato poco più di un cittadino su due (51,6%). &#160; Il matrimonio per tutti convince anche i cantoni più conservatori In discussione dal 2013, il testo "Matrimonio civile per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/image001-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19549"  class="panel-layout" ><div id="pg-19549-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19549-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19549-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Un sontuoso NO all’iniziativa 99% che chiedeva una tassazione maggiore del capitale, mentre si conferma il Sì dei sondaggi al matrimonio per tutti. Alle urne è andato poco più di un cittadino su due (51,6%).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il matrimonio per tutti convince anche i cantoni più conservatori</strong></p>
<p>In discussione dal 2013, il testo "Matrimonio civile per tutti" è stato approvato alla fine di settembre alle urne con il 64% dei voti. La proposta è stata accolta in tutti i cantoni, anche quelli storicamente più scettici nei confronti di tematiche relative alla liberalizzazione della società. Ad esempio, Glarona ha registrato il 61,12% dei voti favorevoli, Nidvaldo il 61,57%. Più risicate le percentuali in Ticino dove i favorevoli sono risultati il 52,92%, nei Grigioni il 62,75%. Quasi bulgare le maggioranze emerse a Basilea Città (73,96%), mentre il cantone più restìo è stato Appenzello Interno, con il 50,82% di sì.</p>
<p>Contro il progetto, approvato dal Parlamento lo scorso dicembre, è stato lanciato il referendum da un comitato interpartitico composto da rappresentanti dell'Unione democratica federale (UDF) e l'Unione democratica di centro (UDC).</p>
<p>Il risultato permetterà ora alle coppie omosessuali di unirsi in matrimonio. Finora era loro concesso di concludere un'unione domestica registrata che, sotto molti aspetti, comporta gli stessi diritti e gli stessi doveri di un matrimonio. Dal 2018, è possibile anche l'adozione del figlio del partner.</p>
<p><strong>Oltre al matrimonio, sarà possibile adottare figli</strong></p>
<p>Le principali modifiche indotte dall’approvazione dal testo sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>le coppie omosessuali sposate potranno adottare congiuntamente un bambino,</li>
<li>Se una delle due persone è di nazionalità straniera, potrà beneficiare di una procedura di naturalizzazione agevolata, più breve e meno costosa,</li>
<li>le coppie di donne sposate avranno anche accesso alla donazione di sperma, premesso che il bambino potrà conoscere l'identità del donatore all'età di 18 anni,</li>
<li>le coppie che attualmente vivono in un'unione domestica registrata potranno restare in questo regime o convertirlo in un matrimonio a tutti gli effetti.</li>
</ul>
<p><strong>Sollievo e delusioni dopo una lunga campagna</strong></p>
<p>Il comitato dei favorevoli al matrimonio per tutti ha definito il risultato di domenica alle urne "un'importante pietra miliare della storia dei diritti in Svizzera". Dal canto suo la consigliera nazionale Monika Rüegger (UDC), del comitato contrario ha dichiarato che “i bimbi ora non hanno più diritto a crescere con un padre e una madre”. Secondo lei i contrari non sono riusciti a smascherare "la falsa immagine della proposta”. “La scelta della popolazione nasce dall'egoismo degli adulti e va a scapito dei diritti dei bambini”, ha affermato davanti ai media.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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	<p><strong>Il matrimonio per tutti è anche in Svizzera</strong></p>
<p>La domenica di votazione di fine settembre parla chiaro: netto sì al matrimonio per le coppie omosessuali, forte no alla supertassa sui redditi da capitale.</p>
</div>
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	<p>Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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<p>&nbsp;</p>
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	<p><strong>Niente supertasse sul capitale: secco no all’iniziativa 99%</strong></p>
<p>Non ha avuto alcuna chance l’iniziativa dei giovani socialisti (GISO) che chiedeva di tassare maggiormente il capitale: senza grandi sorprese il 64,9% dei votanti e tutti i cantoni hanno rifiutato la proposta.</p>
<p>Tra i cantoni in cui il No ha prevalso con percentuali molto alte si registrano Nidvaldo (77,4%), Zugo (76,9) e Svitto (76,6%), mentre, pur contrari Basilea Città (51,9% di no), Giura (53,1%) e Neuchâtel (55,1%) hanno mostrato qualche simpatia in più per il testo.</p>
<p>Ricordiamo che la proposta aveva lo scopo di aumentare le imposte per le persone più abbienti e prometteva – tuttavia senza azioni concrete – di sgravare la classe media e supportare finanziariamente le fasce più deboli. Più nel dettaglio il testo dei giovani socialisti proponeva di ponderare per una volta e mezza i redditi derivanti dal capitale, ad esempio i dividendi sulle azioni, gli interessi sui crediti o gli affitti.</p>
<p>Tuttavia sono state poche le adesioni all'iniziativa che ha trovato tra i suoi favorevoli solo il PS, i Verdi e i sindacati: i restanti partiti, le associazioni economiche – non da ultimo quelle rappresentanti le imprese di famiglia che sarebbero state toccate con le successioni – il governo e il parlamento si sono schierati contro. Secondo i contrari il cambiamento fiscale avrebbe comportato un indebolimento della piazza finanziaria e avrebbe avuto ripercussioni negative sul risparmio, sui posti di lavoro e - in generale - sul benessere della nazione.</p>
<p><strong><br />
Contento il Consiglio federale, delusa la sinistra</strong></p>
<p>"Il sistema fiscale svizzero funziona e non è necessario trovare nuovi equilibri", ha affermato il consigliere federale e ministro delle finanze Ueli Maurer. Secondo il rappresentante UDC il risultato indica anche che il popolo ha ritenuto che il livello di distribuzione della ricchezza nel Paese sia da ritenersi sufficiente. Deluso invece l’asse rosso-verde: secondo la consigliera nazionale Tamara Funiciello non è possibile raggiungere una vera parità se una piccola minoranza guadagna molto denaro, mentre il resto della popolazione non ha tale opportunità. La socialista non è comunque stata sorpresa dal netto rifiuto popolare: "Sapevamo che sarebbe stato difficile".</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
</div>
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	<p>Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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	<p>Iniziativa 99%: uno dei diversi manifesti del comitato del NO</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/una-tornata-di-votazioni-senza-sorprese/">Una tornata di votazioni senza sorprese</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Tre temi, un mese di dibattito e una pandemia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/tre-temi-un-mese-di-dibattito-e-una-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/image002-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Sono gli ingredienti di un cocktail potenzialmente esplosivo che porterà al voto gli svizzeri il 28 novembre prossimo. Mancano poche settimane al prossimo esercizio di democrazia diretta svizzera. Tra i tre temi uno spicca sotto tutti gli aspetti: la legge COVID. Legge Covid-19 e certificato Covid Qualcuno ricorderà che nella votazione del 13 giugno, il</p>
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	<p><strong>Sono gli ingredienti di un cocktail potenzialmente esplosivo che porterà al voto gli svizzeri il 28 novembre prossimo.</strong></p>
<p>Mancano poche settimane al prossimo esercizio di democrazia diretta svizzera. Tra i tre temi uno spicca sotto tutti gli aspetti: la legge COVID.</p>
<p><strong>Legge Covid-19 e certificato Covid</strong></p>
<p>Qualcuno ricorderà che nella votazione del 13 giugno, il popolo aveva approvato la legge col 60,2% delle preferenze. Il motivo per il quale i cittadini sono chiamati a riconfrontarsi con il progetto è legato al fatto che è stato lanciato un nuovo referendum contro la modifica della legge. L’oggetto del contendere riguarda il certificato COVID, la cui base legale è costituita dalla legge in votazione. Il certificato è l’equivalente svizzero del “green pass” e al centro delle opposizioni dei corona-scettici. Il dibattito nel prossimo mese si preannuncia dunque intenso e sarà determinato dall’evoluzione della pandemia e dalle decisioni del Consiglio federale.</p>
<p><u>Il Consiglio federale sotto pressione</u></p>
<p>Attualmente (inizio ottobre 2021) in Svizzera possono ottenere il certificato le persone vaccinate, guarite o che dispongono di un test antigenico negativo la cui validità è limitata a 48 ore. Esso è necessario per accedere ai locali interni di ristoranti, piscine, palestre, o ad incontri con più di 30 persone. I test per i non vaccinati sono ancora gratuiti, ma è previsto che da metà ottobre siano a pagamento (oggi il costo di un test è di CHF 47.-). I critici sostengono che questo passo, oltre a portare acqua ai mulini di chi è contro alla Legge sul COVID, equivale ad un obbligo vaccinale perché esclude di fatto dalla vita pubblica le persone che non vogliono fare il vaccino. Il risultato della votazione sarà dunque influenzato, oltre che dall’andamento della pandemia (che potrebbe indurre il Consiglio federale e revocare le misure), dalle decisioni del Governo in materia di certificato e test.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Iniziativa sulle cure infermieristiche: riconoscere maggiormente il lavoro degli operatori sanitari?</strong></p>
<p>Anche se nella sua concezione e nel suo lancio popolare il COVID-19 non era ancora un tema, rischia di diventarlo al momento della votazione: i promotori dell’iniziativa sulle cure infermieristiche esigono che la Confederazione disciplini le condizioni di lavoro negli ospedali, nelle case di cura e nelle organizzazioni di assistenza e cura a domicilio. La Confederazione dovrebbe prevedere disposizioni sull’importo degli stipendi – oggi generalmente ritenuti troppo bassi – o sulla conciliabilità tra famiglia e lavoro. l Consiglio federale e il Parlamento ritengono eccessive le richieste dell’iniziativa, e contrappongono un controprogetto indiretto (che entra automaticamente in vigore in caso di No alle urne).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Iniziativa sulla giustizia: designare i giudici federali mediante sorteggio?</strong></p>
<p>Oggi la nomina dei giudici federale è competenza del Parlamento. L’iniziativa chiede che in futuro questa nomina avvenga mediante sorteggio. Secondo il testo depositato, spetterebbe a una commissione decidere quali candidati possono partecipare al sorteggio. L’iniziativa prevede che il mandato dei giudici cesserebbe cinque anni dopo il raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, inoltre essi potrebbero essere destituiti unicamente mediante una procedura di destituzione.</p>
</div>
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		<title>Reddito da lavoro svizzero e tasse italiane?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/reddito-da-lavoro-svizzero-e-tasse-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" loading="lazy" />Un caso di doppia imposizione e rimborso risolto in Cassazione Egregio Avvocato, sono un doppio–cittadino italo-svizzero residente in Svizzera per lavoro sino a questa estate ma poi trasferito in Italia. Immagino che a questo punto dovrò pagare le tasse in Italia e per il futuro mi sta bene. Ma per l’anno in corso dove le</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19536"  class="panel-layout" ><div id="pg-19536-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19536-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19536-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Un caso di doppia imposizione e rimborso risolto in Cassazione</strong></p>
<p>Egregio Avvocato,<br />
sono un doppio–cittadino italo-svizzero residente in Svizzera per lavoro sino a questa estate ma poi trasferito in Italia.</p>
<p>Immagino che a questo punto dovrò pagare le tasse in Italia e per il futuro mi sta bene.<br />
Ma per l’anno in corso dove le devo pagare?<br />
In Italia, in Svizzera o in entrambi i Paesi?<br />
E che ne sarà delle tasse già pagate in Svizzera? Posso chiedere un rimborso?</p>
<p>Il mio commercialista sostiene di sì e quindi sarei a posto, perché in caso contrario rischio di pagare due volte e sarebbe un salasso.<br />
Vorrei però che mi tranquillizzasse anche Lei. So che sono molti i dubbi ma spero che possa rispondere agevolmente perché è un problema che penso riguardi molte persone come me e nella mia situazione.</p>
<p>La ringrazio anticipatamente, anche per il suo impegno sulla Gazzetta Svizzera.</p>
<p>Cordialmente,<br />
<em>P.R. (Roma)</em></p>
<hr />
<p>Caro Lettore,</p>
<p>in effetti i quesiti che Lei formula sono molti e nient’affatto semplici, dato che il tema è assai ampio.</p>
<p>Tuttavia, la grande fiducia che Lei ripone nella Gazzetta Svizzera ci induce a soddisfare i suoi dubbi, rispondendo nel modo più preciso possibile.</p>
<p>Allo stesso tempo, però, debbo dire che non saremo in grado di tranquillizzarla definitivamente, sia perché mancano una serie di informazioni di dettaglio essenziali sulla sua situazione, sia perché le decisioni dell’Agenzia delle Entrate e della giurisprudenza italiana sono spesso incerte ed oscillanti.</p>
<p>Casi come il suo, e altri analoghi, sono sempre più numerosi anche per via della accresciutissima mobilità internazionale nel mondo del lavoro. Le soluzioni interpretative offerte, però, variano in maniera continua.</p>
<p>Cerchiamo di fornire qualche elemento di informazione e riflessione.</p>
<p><strong>Tassazione in Italia del reddito mondiale</strong></p>
<p>Il principio generale in vigore in Italia è quello della tassazione del reddito mondiale statuito dall’art. 3 del Testo Unico Imposte sul Reddito (TUIR), in base al quale il soggetto residente fiscalmente in Italia subisce la tassazione italiana del reddito, ovunque questo sia prodotto (“<em>worldwide taxation principle</em>”).</p>
<p>Il principio suddetto soffre, poi, alcune eccezioni, soprattutto in caso di redditi prodotti all’estero o di particolari categorie di contribuenti. Tali situazioni sono di norma disciplinate nelle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni (CDI), come nel caso di Italia e Svizzera.</p>
<p><strong>Eccezioni: CDI I-CH del 1976</strong></p>
<p>Nella sua specifica vicenda rileva infatti l’Accordo l’Italia e la Svizzera del 9 marzo 1976, in vigore dal 27 marzo 1979 (CDI I-CH).</p>
<p>Tale accordo bilaterale disciplina sia i redditi delle libere professioni (art. 14), sia quelli da lavoro dipendente (art. 15), sia ancora retribuzione occasionali come i gettoni di presenza, ad esempio quale membro di un consiglio di amministrazione (art. 16), ovvero ancora redditi di artisti dello spettacolo (art. 17), e vari altri aspetti.</p>
<p>Ulteriore e diversa disciplina ancora è quella prevista per i lavoratori frontalieri che è stata oggetto di un recentissimo nuovo accordo firmato il 23 dicembre 2020 dall’Italia e dalla Svizzera.</p>
<p>Purtroppo la sua lettera non specifica la natura del suo reddito, né se era residente / domiciliato in Svizzera da tempo, e nemmeno il dato temporale preciso del suo rientro in Italia, per cui possiamo solo fornire delle indicazioni di massima alla luce di qualche più recente pronuncia e degli orientamenti delle autorità fiscali italiane e della giurisprudenza.</p>
<p><strong>Il caso. Doppia imposizione o imponibilità in Italia?</strong></p>
<p>Ebbene, a tal proposito segnalo una decisione adottata dalla Corte di Cassazione, Sez. VI Civ., n. 12921 del 13.5.2021 in materia di reddito da lavoro dipendente. Nella vicenda in oggetto un cittadino italiano aveva svolto lavoro dipendente a favore di una società svizzera pagando le tasse in Svizzera ove aveva soggiornato per 186 giorni e quindi più di metà dell’anno.</p>
<p>Avendo poi fatto ritorno in Italia aveva presentato dichiarazione dei redditi in Italia, pagando le relative tasse ma richiedendo in seguito il rimborso delle imposte versate sul presupposto che tali redditi fossero imponibili solo in Svizzera.</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate aveva negato tale diritto mentre, la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte aveva dato ragione al contribuente proprio sulla base della CDI I-CH del 1976, di qui il ricorso in Cassazione del Fisco Italiano.</p>
<p><strong>La soluzione</strong></p>
<p>Ebbene, la Cassazione ha statuito la prevalenza delle norme pattizie contenute nella CDI I-CH del 1976 e, su tale condivisibile presupposto e corretto principio ha affermato che un italiano che soggiorni per più di 183 giorni in Svizzera per motivi di lavoro dipendente ha diritto di scomputare le imposte svizzere dal carico fiscale netto, fino alla concorrenza della quota d’imposta corrispondente al rapporto tra reddito estero e reddito complessivo (al netto di eventuali somme di precedenti periodi di imposta ammesse in diminuzione).</p>
<p>La disciplina che si ricava dalla norma convenzionale, applicabile al caso (art. 15 CDI I-CH) in sintesi è la seguente (fatte salve altre eccezioni degli artt. 16, 18 e 19):</p>
<ul>
<li>lo stipendio pagato al residente fiscale di uno stato (Italia) è imponibile solo in tale Stato, salvo che l’attività remunerata venga svolta nell’altro Stato contraente (Svizzera);</li>
<li>in quest’ultimo caso, infatti, quanto percepito per la prestazione nell’altro Stato è imponibile in questo altro Stato (Svizzera).</li>
</ul>
<p>Il 2° comma della disposizione pattizia internazionale prevede però un’eccezione alla regola sopra: nel caso il residente fiscale di uno Stato contraente (<em>Italia</em>) venga remunerato per attività svolta nell’altro Stato (<em>Svizzera</em>), il reddito sarà imponibile <u>solo</u> nel primo Stato (<em>Italia</em>), purché:</p>
<ul>
<li>il beneficiario abbia soggiornato nell’altro Stato meno di 183 giorni,</li>
<li>lo stipendio sia stato pagato da un datore di lavoro non residente nell’altro Stato (e quindi <em>italiano</em>).</li>
</ul>
<p>La vicenda descritta, in base agli stessi dati forniti dalla sentenza non sembra ricadere in quest’ultima eccezione.</p>
<p>La Cassazione, quindi, sul presupposto che vi sia doppia imposizione per via della concorrente presenza di redditi italiani contenuti nella dichiarazione, applica l’art. 24 CDI I-CH che, per evitare la doppia imposizione, prevede in tal caso che l’Italia, nel calcolare le proprie tasse possa includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di reddito, “<em>a <u>meno</u> che espresse disposizioni della presente convenzione non stabiliscano diversamente</em>”.</p>
<p>In tal caso l’Italia deve dedurre dalle imposte così calcolate l’imposta pagata in Svizzera ma la deduzione <u>non può superare la quota di imposta italiana dovuta sui predetti redditi.</u></p>
<p>Meno chiaro ad un’attenta lettura è apparso l’argomentare complessivo (un po' sintetico nei presupposti fattuali) che ha anche richiamato l’art. 19 CDI I-CH sulle remunerazioni e le pensioni corrisposte dallo Stato.</p>
<p>In altre parole, posto che l’imposizione fiscale italiana è più alta, il contribuente nel caso esaminato ha potuto dedurre in parte dalle tasse pagate in Italia quanto già versato in Svizzera e quindi ottenere il rimborso nei termini detti.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>La situazione, come vede, era ingarbugliata e alla fine il contribuente ha avuto la meglio sull’Agenzia delle Entrate, sebbene con fatica e dispendio notevole di tempo e di denaro.</p>
<p>Si ingenera comunque una confusione che, purtroppo, non giova alla certezza del diritto ed alla serena pianificazione fiscale, due elementi fondamentali per il cittadino e per stimolare anche investimenti in Italia.</p>
<p>Da operatori del diritto speriamo sempre in un miglioramento della situazione. Vedremo il futuro cosa ci riserva. Certo è che ogni valutazione in questo ambito deve essere affidata ad un fiscalista esperto e basarsi innanzitutto su di un’attenta analisi degli elementi di fatto.</p>
<p>Mi auguro che queste poche righe possano essere di chiarimento e saluto Lei e tutti i nostri Lettori.</p>
<p>ed a tutti i nostri Lettori, con l’auspicio di una buona ripresa a settembre.</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
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		<title>È l’attaccamento alla Svizzera che ci spinge ad impegnarci nel Collegamento e nei Circoli</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/attaccamento-alla-svizzera-ci-spinge-ad-impegnarci-nel-collegamento-e-nei-circoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 09:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Intervista a 360° alla nuova Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia Regula Hilfiker. Essa ci parla della sua motivazione e dei suoi obiettivi. Regula Hilfiker, lei è stata nominata in occasione dell’Assemblea del Collegamento, tenutosi in giugno, quale nuova Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia. Quanta è stata l’emozione? È stato un momento</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/attaccamento-alla-svizzera-ci-spinge-ad-impegnarci-nel-collegamento-e-nei-circoli/">È l’attaccamento alla Svizzera che ci spinge ad impegnarci nel Collegamento e nei Circoli</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Didascalia-la-nuova-Presidente-del-Collegamento-Regula-Hilfiker-e1632819692589-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19526"  class="panel-layout" ><div id="pg-19526-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19526-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19526-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Intervista a 360° alla nuova Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia Regula Hilfiker. Essa ci parla della sua motivazione e dei suoi obiettivi.</strong></span></p>
<p><strong>Regula Hilfiker, lei è stata nominata in occasione dell’Assemblea del Collegamento, tenutosi in giugno, quale nuova Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia. Quanta è stata l’emozione?<br />
</strong>È stato un momento emozionante nonostante la modalità da remoto che ha reso il tutto molto diverso dal solito. Questa storia nasce qualche tempo fa, durante il Congresso a Torino (2014) quando si iniziò a parlare di questa possibilità. Sono molto grata a Irène Beutler-Fauguel che mi propose di diventare la sua vice e negli anni successivi mi ha accompagnata a questa carica.</p>
<p><strong>Chi è Regula Hilfiker in forma privata, quali sono le sue attività oltre all’impegno per gli Svizzeri in Italia e quali i suoi hobby?<br />
</strong>Sono una mamma, figlia, moglie, abbiamo un giardino ed un cane. Non saprei dire l’ordine di importanza, per me sono tutte dimensioni importanti della mia vita. Oltre al lavoro che sovente mi tiene lontana da casa – fino a 14 ore al giorno – cerco di tenermi in forma andando a camminare in montagna. Le Alpi sono la mia passione: entrambi i versanti sono nel mio cuore, sia quello svizzero che quello italiano.</p>
<p><strong>Che rapporto ha Regula Hilfiker con la Svizzera, quanto tempo vi trascorre all’anno e cosa le manca maggiormente della sua nazione? Come ha festeggiato il 1° agosto 2021?<br />
</strong>Sono nata e ho vissuto molti anni a Zurigo dove ho frequentato l’Università e dove torno spesso e volentieri; metà della mia famiglia vive in Svizzera e ci passo la gran parte delle mie vacanze estive ed invernali. Questo impegno con l’ASO mi consente di partecipare alle due riunioni annuali dell’ASO in Svizzera. Inoltre sono impegnata anche con l’Auslandschweizerplatz a Brunnen (di cui sono consigliera). Questo anno abbiamo fatto molte attività da remoto, ma mi auguro di poter ripartire con le attività in presenza, che sono tutt’altra cosa. Della Svizzera mi manca la capacità di far rispettare le regole/leggi e la democrazia diretta; come la viviamo in Confederazione è unica.</p>
<p>Il 1° agosto, anticipato a metà luglio, come è usanza del nostro Circolo a Torino, abbiamo festeggiato sulle sponde del Po ascoltando il discorso del Presidente della Confederazione. Il 1° agosto ero in montagna, in Svizzera, ma tra Covid e brutto tempo abbiamo vissuto solo il gran falò senza discorsi e sfilata dei bambini con le lanterne.</p>
<p><strong>Cosa ha apprezzato particolarmente dell’attività svolta negli ultimi 12 anni da parte di Irène Beutler-Fauguel?<br />
</strong>Irène Beutler-Faugel è stata una figura eccezionale, una presidente molto equilibrata, lungimirante e con un gran polso in situazioni non facili. Tra le mille cose mi piace ricordare come sia stata in grado di coinvolgere i giovani: oggi abbiamo una sezione UGS (Unione Giovani Svizzeri) attiva e piena di idee.</p>
<p><strong>Quali sono invece i suoi obiettivi, dove vorrebbe mettere l’accento nei prossimi anni?<br />
</strong>Insieme ai membri di comitato abbiamo definito una linea di azione che svilupperà in continuità il lavoro che Irène ha svolto finora, sia con i Circoli sia con gli UGS. Sul fronte dei Circoli, abbiamo diverse criticità, tra cui Circoli che stanno cessando l’attività malgrado a volte il potenziale interesse di alcuni a prendere in mano tali situazioni. Abbiamo alcune idee ed il supporto dei Circoli è fondamentale.</p>
<p>Per quanto attiene gli UGS, vediamo con piacere che le loro attività sono seguite con successo dalla comunità dei giovani svizzeri e lavoreremo per integrare sempre di più le attività. Il Congresso annuale, che rimane il momento centrale della vita del Collegamento, dovrà trattare temi rilevanti per gli Svizzeri in Italia, e in questa occasione, lo scambio di opinioni tra i vari partecipanti è stato sempre proficuo.</p>
<p><strong>La linfa vitale dei Collegamento sono i Circoli, rispettivamente le loro attività. La pandemia ha colpito in pieno queste ultime. Come sarà possibile far “ripartire” l’entusiasmo e i tradizionali incontri? È preoccupata?<br />
</strong>La pandemia ha spesso ridotto e modificato la vita dei Circoli e la ripartenza sarà possibile con il supporto di persone di buona volontà. La vita dei Circoli è spesso in mano a poche persone che si impegnano molto a farsi conoscere e proporre iniziative; purtroppo negli scorsi due anni le cose sono cambiate molto ma spero in una gran voglia di rivedersi e che i Circoli possano trovare la forza per farlo. Gemellaggi tra Circoli svizzeri e con Circoli sul territorio locale di natura sociale differente sono un’ottima strategia per rivitalizzare la vita sociale di questi gruppi. Diversi Circoli di dimensioni minori sviluppano sinergie tra di loro, come iniziative culturali, brevi viaggi o condivisione di spazi per le riunioni.</p>
<p><strong>Quali sono i motivi che spingono gli Svizzeri in Italia ad impegnarsi nell’ambito di Circoli e del Collegamento? È l’attaccamento alla propria nazione o vi sono elementi di carattere più comunitario e sociale?<br />
</strong>Credo che il motivo principale sia l’attaccamento alla Svizzera, sia per parlare un po’ di Schwiizerdütsch, sia per mangiare una buona fondue o per rallegrarsi per l’arrivo di Samiclaus e Schmutzli, e non ultimo per ascoltare insieme il discorso del 1° agosto. Ma non finisce lì. Sicuramente l’elemento relazionale e la possibilità di far riferimento a persone e professionisti con cui si condividono radici, cultura e lingua sono un ottimo ingrediente da considerare. Non da ultimo molti dei nostri Circoli sono situati in edifici e sedi di pregio, spesso disponibili per i soci a condizioni vantaggiose. Ed infine le possibilità che derivano dalle attività confederali (borse di studio, soggiorni lingua, opportunità varie) vengono promosse dai nostri Circoli, che diventano così un mattone chiave nella relazione tra Confederazione e cittadini all’estero.</p>
<p><strong>Tema UGS: come intende impostare la collaborazione con il gruppo dei giovani e come riuscirà ad assicurare che essi si impegnino anche nel contesto dei Circoli e del Collegamento?<br />
</strong>Abbiamo un buon contatto con i giovani, grazie anche alla presenza di Angela (presidente dell’UGS) nel Comitato del Collegamento. Stiamo lavorando alla definizione dei temi per il prossimo Congresso a Firenze; il loro apporto in fase progettuale ed in fase esecutiva sarà fondamentale per il successo del Congresso.</p>
<p><strong>Irène, nel suo discorso conclusivo in occasione del Congresso del Collegamento ha sottolineato che “<em>il rapporto con le istituzioni non poteva essere più fruttuoso</em>”. Lei come intende continuare questa collaborazione e cosa si aspetta da consolati/ambasciate o dall’OSE?<br />
</strong>Lavorerò per rafforzare la collaborazione e la comunicazione con Consolati e Ambasciate; durante la presidenza di Irène, ad esempio, il progetto del “Pass mobile” è stata un’ottima iniziativa ed ha riscosso un notevole successo! Anche in Italia purtroppo sono sempre di più le persone che, dopo la chiusura di Consolati (o l’abbandono di consolati onorari), si sentono abbandonati dalla loro Patria e che per ottenere documenti di varia natura si devono sobbarcare anche lunghi viaggi (e costi).</p>
<p><strong>Lei ha dichiarato recentemente in un’intervista che all’interno dell’OSE “<em>c’è ancora tanto da fare</em>”. A cosa si riferisce?<br />
</strong>All’Ose (Organizzazione svizzeri all’estero) si trattano temi che toccano tutti gli Svizzeri all’estero e sarebbe auspicabile che tutti gli svizzeri all’estero sappiano di questi servizi offerti, che non sono solo per i giovani.</p>
<p>Nell’ultima seduta del Consiglio è stata tematizzata la problematica del vaccino Covid. Purtroppo non in ogni paese dove vivono svizzeri è possibile ottenerlo e con questo tornare a viaggiare.</p>
<p>Rimane annoso il problema del voto elettronico, progetto al momento bloccato. Viste le numerose votazioni a cui possiamo partecipare noi Svizzeri all’estero, trovare un modo sicuro e facile da utilizzare sarebbe di grande aiuto in molte situazioni. Mentre sul tema banche qualche passo avanti si è fatto.</p>
<h3>“Spero che i circoli ritrovino la forza di incontrarsi e riprendere le attività dopo la pandemia”</h3>
</div>
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	<p>La nuova Presidente del Collegamento, Regula Hilfiker</p>
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	<hr />
<p>&nbsp;</p>
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	<p>Dopo aver frequentato le scuole superiori a Torino, rientra a Zurigo (luogo di nascita) e studia Economia.</p>
<p>Rientra a Torino e diventa responsabile amministrativa della Pneumofore SpA, ruolo che ha interpretato sviluppando i mercati di riferimento, soprattutto in India e Asia.</p>
<p>Coniugata con 2 figli. Ha vissuto in Germania, Svizzera, USA e per un periodo in Toscana.</p>
<p>Dal 2003 al 2006 impegnata con le Olimpiadi Invernali di Torino2006, prima su progetti di pianificazione poi come Deputy Competition Manager per le discipline del bob, luge e skeleton sulla pista di Cesana Torinese.</p>
<p>Dal 2006 lavora presso la multinazionale Ferrero.</p>
<p>Nel 2021 viene eletta rappresentante italiana 2021 del Collegamento Svizzero a Milano.</p>
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	<p>Regula Hilfiker (a destra) con Irène Beutler-Fauguel (Presidente uscente del Collegamento) e l'Avv. Andrea Pogliani (Presidente di Gazzetta Svizzera).</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/attaccamento-alla-svizzera-ci-spinge-ad-impegnarci-nel-collegamento-e-nei-circoli/">È l’attaccamento alla Svizzera che ci spinge ad impegnarci nel Collegamento e nei Circoli</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>In viaggio con Michelle Hunziker nella Svizzera dal cuore green</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/in-viaggio-con-michelle-hunziker-nella-svizzera-dal-cuore-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 08:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Michelle-Bellinzona-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Adottare uno stile di vita sostenibile, e quindi consapevole, è l’auspicio che sta alla base della strategia turistica di Svizzera Turismo, in perfetta sintonia con l’obiettivo del Consiglio federale di ridurre di quasi il 90% le emissioni di gas serra entro il 2050. La Svizzera da molto tempo è impegnata nell’ambito della sostenibilità, grazie all’uso</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/in-viaggio-con-michelle-hunziker-nella-svizzera-dal-cuore-green/">In viaggio con Michelle Hunziker nella Svizzera dal cuore green</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Michelle-Bellinzona-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19516"  class="panel-layout" ><div id="pg-19516-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19516-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19516-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Adottare uno stile di vita sostenibile, e quindi consapevole, è l’auspicio che sta alla base della strategia turistica di Svizzera Turismo, in perfetta sintonia con l’obiettivo del Consiglio federale di ridurre di quasi il 90% le emissioni di gas serra entro il 2050.</p>
<p>La Svizzera da molto tempo è impegnata nell’ambito della sostenibilità, grazie all’uso intensivo dell’energia idrica, al potenziamento della rete del trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale e alla grande attenzione posta al tema del riciclo e della gestione dei rifiuti, di cui è leader mondiale. Ecosostenibilità significa quindi sposare un’ottica di sviluppo sostenibile che prevede il continuo rinnovo delle risorse, così da poter lasciare ai nostri figli, o almeno ai nostri nipoti, un pianeta il più sano possibile, dove l’ambiente e la biodiversità vengono protetti e curati continuamente.</p>
<p>La pandemia e la necessità di preservare le risorse naturali per le generazioni future ci ha costretti a ripensare anche alla nostra modalità di viaggiare, che per molti era un frenetico “mordi e fuggi”. Svizzera Turismo invita gli ospiti a privilegiare soggiorni più lunghi, e quindi più rilassanti, volti ad approfondire la conoscenza del territorio e delle persone che vi abitano: insomma un invito a <strong>esperienze autentiche</strong> soprattutto in armonia con la natura.</p>
<p>Sostenibilità e autenticità sono due importanti pilastri del manifesto per il turismo sostenibile della Svizzera: Swisstainable che riassume i valori di cura, amore e cultura del proprio territorio. Michelle Hunziker, svizzera nel DNA ma italiana nell’anima, ne condivide appieno i principi e per questo ha accolto con entusiasmo la proposta di divenire la nuova ambasciatrice di Svizzera Turismo.  Quest’estate ha raccontato ai suoi 5 milioni di follower il suo legame con la Svizzera, l’unicità e l'autenticità delle destinazioni elvetiche; “nell’era del fake” ha detto Michelle, “abbiamo bisogno di autenticità sia nelle relazioni personali sia nei viaggi”.</p>
<p>La simpatica e bella conduttrice televisiva invita gli italiani a conoscere la bellezza delle sue montagne, il patrimonio culturale delle tradizioni locali e la cura per il territorio che contraddistingue gli elvetici. L’abbiamo seguita nel suo viaggio - rigorosamente “sostenibile” - a bordo di treni e battelli fra Grigioni, Lucerna e in Ticino.</p>
<p><strong>Il viaggio green di Michelle</strong></p>
<p>“<em>La Svizzera è piccola ma incredibilmente variegata. In pochi chilometri cambiano i paesaggi, i cantoni e perfino la lingua parlata. Ci sono tantissime proposte per ogni tipo di vacanza”. </em>Con questa premessa Michelle inizia a raccontarci l’esperienza imperdibile e indimenticabile vissuta a <strong>St Moritz</strong>, dove il turismo sportivo e la natura sono protagonisti indiscussi di questa straordinaria località a 1800 metri, rinomata per le sorgenti termali e per il clima secco e frizzante.</p>
<p>Michelle si è scatenata con lo stand up paddle e una lezione di vela sul lago di St Moritz, un percorso in mountain bike con degustazione stellare alla baita Paravicini a Surlej e con lo yoga, per poi rilassarsi nella bellissima Spa del Kulm Hotel.</p>
<p>Il viaggio è proseguito a bordo del Glacier Express - alimentato esclusivamente da energia idroelettrica - percorrendo la Valle dell’Albula con il suo iconico viadotto di Landwasser e per di più in carrozza Excellence, coccolata da ogni confort. “<em>Non vedevo l’ora di provarlo. Sono rimasta incollata al finestrino per tutta la durata del viaggio!”</em> A Coira ha fatto tappa al castello Schauenstein dove regna lo chef stellato Andreas Caminada. La sua è una cucina che utilizza solo ingredienti del suo Cantone: i Grigioni, attentamente selezionati attraverso una filiera di produttori locali.  Caminada - dice la Hunziker - “<em>è attento alla sostenibilità, senza rinunciare alla creatività e all'esclusività di un’esperienza gourmet stellata</em>”. Dopo “Casa Caminada” lo chef ha recentemente inaugurato un nuovo ristorante vegetariano, l’OZ, annoverato fra i migliori nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È stata poi la volta di Lucerna</strong></p>
<p>Città dal fascino senza tempo, che l’ha poi accolta con il famoso Ponte della Cappella, le sue chiese e il museo dei Trasporti che vanta una collezione incredibile di velivoli, bici e imbarcazioni, testimoni dell'avventura della mobilità. Qui la Hunziker si è divertita con la realtà virtuale e a salire e scendere sulle vecchie locomotive. E a fine giornata ci ha consigliato “<em>l’aperitivo al tramonto sulla terrazza dell’Art Deco Montana</em>: <em>uno spettacolo vedere il lago e le montagne che lo circondano tingersi di rosa</em>”.</p>
<p>Dopo una notte presso lo storico Hotel Schweizerhof, Michelle ha preso posto sul Gotthard Panorama Express che prevede la prima tratta in battello da Lucerna a Flüelen passando per i simboli della Svizzera: la cappella e la roccia di Guglielmo Tell, il pratone di Ruetli, in cui nel 1291 le comunità di Uri, Svitto e Untervaldo hanno siglato la nascita della Confederazione, e il maestoso monumento dedicato a Friedrich Schiller.</p>
<p><strong><br />
E poi via verso Bellinzona, Lugano e Ascona</strong></p>
<p>Proseguendo poi sul treno panoramico, Michelle è giunta a sud del Gottardo nella sua terra d’origine: il Ticino, dove si è rilassata assaporando i piatti della cucina locale ed esplorando alcune cittadine. A <strong>Bellinzona</strong>, ha optato per una visita agli splendidi castelli patrimonio dell’Unesco: un’autentica rivelazione per la nostra ambasciatrice!</p>
<p>Non si è fatta mancare certo un salto nella città natale del suo papà, <strong>Lugano</strong>, dove ha fatto jogging e goduto di un giro sul lago a bordo di Vedetta 1908 (naturalmente anche lui elettrico, eh?). Il Ticino è rinomato anche per la sua cucina, parente di quella lombarda ma orgogliosamente locale. In estate si va nei grotti, le tipiche osterie immerse nel verde dove la parola d’ordine è genuinità. “<em>Ho pranzato al Grotto Grassi in un bosco di tigli e di castagni con vista sul lago ma da un’altra prospettiva</em>!” ha proseguito Michelle Hunziker.</p>
<p>L’ultima sua tappa è stata <strong>Ascona</strong>, la riva svizzera del lago Maggiore dove “<em>Sembra quasi di essere al mare</em>”, ci ha confessato Michelle Hunziker, e ha esplorato la zona pedalando lungo uno dei percorsi ciclabili della regione.</p>
<p>Come ci ha dimostrato la nostra testimonial è bello e facile muoversi in treno e si riesce a raggiungere ogni piccola località svizzera e per lei è stato anche un po’ tornare bambina: “<em>Per gli svizzeri usare i mezzi pubblici è una forma mentis; era abituale da piccola muoversi in treno per fare le gite scolastiche o per andare a sciare con la famiglia</em>”. E qui vi diamo un’anteprima: il prossimo inverno sarà protagonista ad Andermatt per un’esperienza sulle piste raggiungibili persino con il treno.</p>
<p>Il viaggio estivo è terminato, ma Svizzera Turismo invita tutti i lettori di Gazzetta Svizzera a seguire i consigli di Michelle Hunziker per viaggiare in Svizzera approfittando dei treni Eurocity che collegano Milano, Bologna, Genova e Venezia alle principali città svizzere e sperimentando i bellissimi treni panoramici.</p>
<p>#bonvoyage<br />
#gutereise<br />
#svizzeraturismo</p>
<p><em>Antonella Amodio<br />
Società Svizzera di Milano<br />
</em></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Nessuno è escluso agli occhi di chi sa guardare</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/nessuno-e-escluso-agli-occhi-di-chi-sa-guardare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 23:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/2_7-001-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Entrando nel salone grande di Palazzo Trevisan degli Ulivi, la prima sensazione è quella di essere capitati su un palcoscenico durante uno spettacolo teatrale. Non si può infatti fare a meno di percepire l’intensità degli sguardi immobili, fissi e allo stesso tempo calamitanti dei personaggi ritratti da Christian Tasso. Sguardi profondi ed enigmatici che celano</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/nessuno-e-escluso-agli-occhi-di-chi-sa-guardare/">Nessuno è escluso agli occhi di chi sa guardare</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/2_7-001-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19504"  class="panel-layout" ><div id="pg-19504-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19504-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19504-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">una mostra di Christian Tasso</h3>
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	<p>Entrando nel salone grande di Palazzo Trevisan degli Ulivi, la prima sensazione è quella di essere capitati su un palcoscenico durante uno spettacolo teatrale. Non si può infatti fare a meno di percepire l’intensità degli sguardi immobili, fissi e allo stesso tempo calamitanti dei personaggi ritratti da Christian Tasso. Sguardi profondi ed enigmatici che celano storie, ognuna diversa dall’altra, ma con alcuni elementi in comune.</p>
<p>La scelta della curatrice internazionale Adelina Von Fürstenberg, vincitrice del Leone d'oro nel 2015 con il Padiglione Nazionale della Repubblica d'Armenia alla 56a Biennale di Venezia, di posizionare le fotografie di grande formato nel salone grande, non può che enfatizzare l’impatto emozionale che il visitatore prova accedendovi.</p>
<p>Tutto è partito dall'incarico di una ONG che ha permesso all'artista di viaggiare per più di quindici paesi per indagare come veniva percepita l'alterità nei diversi angoli del mondo. Si tratta di un progetto durato cinque anni, al termine del quale è stato realizzato un libro fotografico e la mostra “Nessuno escluso” che ha visto come prima esposizione la sede dell'Onu di Ginevra e successivamente, passando dalla fabbrica del vapore di Milano, è arrivata a Venezia allestita a Palazzo Trevisan degli Ulivi, prestigiosa sede del consolato di Svizzera, in attesa di approdare a Palazzo Merulana a Roma nel mese di dicembre.</p>
<p>Nessuno escluso non è l'esaltazione di gesta di uomini eroici, non è un modo per suscitare pietà nei confronti di meno fortunati, è un insieme di racconti ad immagini delle storie di uomini, donne e bambini con qualche forma di disabilità, della loro vita quotidiana e dell'importanza che deriva dalla loro inclusione nella società in cui vivono.</p>
<p>Durante questo lungo viaggio, Christian Tasso ha avuto modo di modificare il suo sguardo su ciò che percepiamo come diverso da noi; da una lettura iniziale più stereotipata ha avuto la possibilità di sviluppare un modo di rappresentazione dei suoi soggetti che permettesse di raccontare le loro storie, mettendo in luce la loro forma di disabilità come uno dei tanti elementi che ne costituiscono l'identità e non di certo quello più importante. Senza nascondere le difficoltà da affrontare ogni giorno in contesti sociali, economici e ambientali difficili, il centro dell'attenzione non viene posto sul dolore e la sofferenza, ma al contrario sulla reazione ad essa e quindi sulla capacità di non arrendersi e di inserirsi nella società.</p>
<p>Le persone rappresentate, infatti, non sono solo completamente integrate nelle comunità in cui vivono e svolgono le proprie attività quotidiane come tutti, ma in alcuni casi sono anche dei veri e propri punti di riferimento per le persone che li circondano. È il caso, ad esempio, del pescatore cubano senza un avambraccio che è l'uomo che insegna ai giovani del suo villaggio a pescare con la cura e la passione tipica di un artigiano, in un mondo sempre più moderno, frenetico e industriale.<br />
La disabilità è quindi percepita in modo molto differente nei gruppi sociali lontani dalle logiche generalizzanti imposte dalla globalizzazione che propongono uno standard a cui adeguarsi e, spesso, tutto ciò che non vi rientra viene rifiutato.</p>
<p>I soggetti fotografati si mostrano per quello che sono, senza filtri e senza remore, come se l'obiettivo fotografico fosse un amico fidato a cui confidare le proprie emozioni. Questo anche grazie al metodo sviluppato da Christian Tasso che prevede di instaurare un rapporto di fiducia reciproca con chi ritrae attraverso il dialogo, spiegando il suo progetto artistico e lasciandoli scegliere come, dove e con chi essere rappresentati.</p>
<p>Manifestazioni artistiche come questa fanno riflettere sull'importanza della diversità che, se intesa come un valore anziché come un limite, è in grado di arricchire la società e renderla più forte, equa e giusta. Se si sceglie una visione lontana dagli stereotipi, quindi, la disabilità può essere considerata come una risorsa, un elemento aggiuntivo che porta una pluralità di punti di vista e di visioni del mondo di cui chiunque può beneficiare.</p>
<p>Questa iniziativa, che si è chiusa il 17 settembre, è stata organizzata dal Consolato generale di Svizzera a Milano insieme al Consolato di Venezia, in collaborazione con ART for the word – un’organizzazione non governativa associata al Dipartimento di Informazione Pubblica delle Nazioni Unite (UNDPI) fondata a Ginevra –, gode del patrocinio della città di Venezia e del contributo di alcuni sponsor che, come gli organizzatori, credono nell’importanza di sensibilizzare il pubblico sui temi della diversità e sulla rilevanza di una società inclusiva.</p>
<p>La mostra Nessuno escluso di Christian Tasso si inserisce appieno nel quadro della politica estera elvetica per la tutela delle persone con disabilità. La Svizzera si impegna per la partecipazione attiva, equa ed autodeterminata delle persone con disabilità alla vita politica, economica, sociale e culturale. Attraverso la sua politica estera, di cui fa parte la Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030, promuove società giuste, pacifiche ed inclusive, e si impegna a prevenire i conflitti e ogni forma di violenza. A tal fine la Svizzera ha aderito alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) nel 2014.</p>
<p>La mostra, attraverso dei codici QR, offre ai visitatori una guida a lettura semplificata e un programma di accessibilità per persone non vedenti, in cui quattordici immagini sono rese accessibili attraverso descrizioni e paesaggi sonori.</p>
<p>Camminando tra le sale dello spazio espositivo del Consolato, si guarda e ci si accorge che tutti gli esseri umani sono mossi dalle stesse esigenze, paure, gioie, preoccupazioni e soddisfazioni indipendentemente dalle caratteristiche fisiche e psichiche che ognuno di noi può avere perché, per citare Christian Tasso, «Nessuno è escluso agli occhi di chi sa guardare».</p>
<p><em>Riccardo Pogliani</em><br />
<em>stagista presso il Consolato di Svizzera a Venezia</em></p>
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	<p>Monti Niligiri, India, 2017<br />
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	<p>Manzanillo, Cuba, 2016<br />
150 x 150 cm</p>
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	<p>Chennai, India, 2017<br />
150 x 150 cm</p>
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	<p>Kampong Cham, Cambogia, 2016<br />
150 x 150 cm</p>
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		<title>Lavorare in un team (più) creativo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/lavorare-in-un-team-piu-creativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 22:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/3.1-Giovanni__lampadina-background-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Dopo la partecipazione in qualità di relatore all'82° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, Giovanni Lucarelli, sociologo, scrittore, formatore e facilitatore, ci offre un approfondimento molto gradito. Il sociologo infatti ritorna sui temi del lavoro in gruppo e della creatività, argomenti fondamentali per chi si trova a collaborare con altre persone e un ottimo spunto</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/lavorare-in-un-team-piu-creativo/">Lavorare in un team (più) creativo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/3.1-Giovanni__lampadina-background-300x300.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19490"  class="panel-layout" ><div id="pg-19490-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19490-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19490-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Dopo la partecipazione in qualità di relatore all'82° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia, Giovanni Lucarelli, sociologo, scrittore, formatore e facilitatore, ci offre un approfondimento molto gradito. Il sociologo infatti ritorna sui temi del lavoro in gruppo e della creatività, argomenti fondamentali per chi si trova a collaborare con altre persone e un ottimo spunto per cercare di dare sempre il meglio di sé…Buona lettura!</p>
<p><em>Bianca Rubino</em><br />
<em>Unione Giovani Svizzeri<br />
</em>unionegiovanisvizzeri@gmail.com</p>
<p>P.S. Per chi fosse interessato a rivedere l’intervento all'82° Congresso, il video dell’evento è disponibile sul canale YouTube dell’Unione Giovani Svizzeri.</p>
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		><h3 class="widget-title">Lavorare in un team (più) creativo</h3>
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	<p>Saper lavorare in team, oggi, è una competenza irrinunciabile; il problema è che nessuno ci insegna a lavorare in gruppo, nonostante impieghiamo gran parte del nostro tempo (e delle nostre energie) a progettare, a prendere decisioni e a risolvere i problemi insieme ad altre persone.</p>
<p>Come possiamo rendere più efficiente e più creativo il nostro team?</p>
<p>Gestire gruppi di lavoro efficaci e innovativi non è poi così facile. «Il tutto non è mai uguale alla somma delle parti» afferma Chuck Noll, leggendario allenatore della squadra di football americano dei Pittsburgh Steeler, «è sempre minore o maggiore a seconda di come riescono a collaborare i suoi membri».</p>
<p>Non è sufficiente, quindi, riunire delle persone intorno ad un tavolo, ma è necessario apprendere ed applicare tecniche che consentano al gruppo di imparare a dialogare con lealtà e rispetto, a gestire i conflitti che emergono, a generare idee innovative e a prendere decisioni consapevoli e condivise.</p>
<p>I team più creativi, infatti, riescono a tirare fuori il meglio dai propri membri, a raggiungere risultati eccezionali, a favorire un’elevata collaborazione (e una bassa conflittualità), a ideare soluzioni brillanti e creative.</p>
<p><strong>Formare un team creativo</strong><br />
Se hai la fortuna di formare da zero un team, o di “riorganizzare” un team già esistente, fai attenzione a questi aspetti:</p>
<p>- scegli persone con competenze ed esperienze diverse e complementari: l’eterogeneità favorisce il confronto e l’arricchimento reciproco;<br />
- crea un ambiente stimolante, aperto al dialogo e al divertimento, tollerante verso l’errore e ben disposto alla sperimentazione: così darai vita ad un terreno fertile per la creatività;<br />
- concorda con il team obiettivi chiari e performance affascinanti: questo stimola l’impegno e la responsabilizzazione reciproca.</p>
<p><strong>Come lavorare in un team creativo</strong></p>
<p><strong>1. Sviluppare la fiducia reciproca</strong><br />
“Fiducia” deriva dal latino fidere (aver fede, credere) e riguarda un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. È l’aspettativa che una persona si comporti, nello svolgere una certa attività, secondo le nostre previsioni.</p>
<p>I gruppi con un elevato livello di fiducia concentrano tempo ed energia sulle questioni importanti, apprezzano e valorizzano le competenze e le esperienze dei membri, concedono il beneficio del dubbio prima di arrivare ad una conclusione negativa. Le persone, in questi gruppi, chiedono aiuto quando ne hanno bisogno, ammettono debolezze ed errori, si assumono la responsabilità di offrire feedback costruttivi e di dare assistenza a chi ne ha bisogno.</p>
<p>Come possiamo sviluppare la fiducia nel nostro team?</p>
<p>Possiamo agire su queste tre dimensioni:<br />
Fiducia comunicativa: è la capacità di condividere le informazioni importanti, di dire la verità, di riconoscere i propri errori, di dare e ricevere feedback costruttivi.<br />
Fiducia contrattuale: è la coerenza tra ciò che viene promesso e ciò che viene realizzato, la capacità di essere leali e di mantenere gli accordi.<br />
Fiducia competente: è la capacità di trasmettere nuove competenze agli altri, di riconoscere le loro abilità e capacità, di accettare giudizi e feedback.</p>
<p><strong>2. Valorizzare le idee</strong><br />
Le aziende e i team più creativi sfruttano la creatività di tutti i membri.<br />
L’ascolto e la valorizzazione delle idee sono elementi cruciali per stimolare la partecipazione attiva e la motivazione nel gruppo. Impegnati a creare un clima di ascolto sereno, in cui ognuno abbia un tempo (magari scandito da un “timer”) per dare il proprio contributo creativo.</p>
<p>Ascolta con attenzione le idee di tutti e poni eventuali domande per comprendere meglio. Spesso, davanti a nuove idee tendiamo ad irrigidirci (o a chiuderci), replicando: “No, non è possibile!”. È fondamentale, invece, mantenere la mente aperta e domandarci: “Che cosa c’è di interessante in questa proposta?”. I gruppi più produttivi annotano tutte le idee emerse e, successivamente, dedicano del tempo per valutarle e per selezionare le più promettenti.</p>
<p>Le persone, quando vedono che le loro proposte vengono ascoltate e (con gli opportuni miglioramenti) accettate, si impegnano, con dedizione e passione, a realizzarle.</p>
<p><strong>3. Condividere la leadership</strong><br />
“La leadership non è una prerogativa di pochi personaggi carismatici” – affermano Jim Kouzes e Barry Posner nel libro The Leadership Challenge – “È un processo che le persone comuni utilizzano quando tirano fuori il meglio da sé e dagli altri. Abbiamo scoperto che le persone sono in grado di fare cose straordinarie, quando liberano il proprio leader interiore”.</p>
<p>Nei gruppi più efficienti, oltre al leader “ufficiale”, ci sono diverse persone che, a seconda delle fasi di lavoro del team, prendono l’iniziativa, guidano le attività, sostengono e incoraggiano gli altri.</p>
<p>Essere un leader significa avere una visione affascinante, riuscire a comunicarla in modo convincente e coinvolgere e guidare altre persone per realizzare un cambiamento positivo nell’ambiente (sociale, culturale, economico, ecc.).</p>
<p>La leadership creativa, secondo Gerard Puccio, è la “capacità di usare intenzionalmente la propria immaginazione per guidare un gruppo verso un obiettivo o una direzione del tutto nuova”.</p>
<p>“Se puoi immaginarlo” – ammoniva Disney – “allora puoi farlo!”, allora puoi domandarti: “Cosa posso inventare per rendere il mio team (lavoro, business, ecc.) straordinario e di successo?”.</p>
<p><strong>4. Sviluppare l’ottimismo (e il divertimento)</strong><br />
Essere ottimisti non significa descrivere un bicchiere come “mezzo pieno” (invece che “mezzo vuoto”), ma essere capaci di considerare il lato migliore delle persone e delle situazioni (senza ignorare, comunque, gli aspetti negativi).</p>
<p>Un approccio ottimista consente di:<br />
- creare un clima piacevole e questo stimola la motivazione e l’impegno;<br />
- ridurre lo stress permettendo di lavorare meglio e con maggior serenità;<br />
- agevolare la soluzione dei problemi attraverso l’esplorazione di differenti modi per risolvere la questione;<br />
- favorire l’apprendimento e la creatività: il divertimento infatti, grazie ad una maggiore ossigenazione del cervello, stimola la generazione di idee e la memoria.</p>
<p>Martin Seligman, Direttore del “Centro di Psicologia Positiva” Università della Pennsylvania, ha evidenziato, con le sue ricerche, che l’ottimismo può essere appreso e sviluppato.</p>
<p>Crea delle occasioni per festeggiare i traguardi del tuo gruppo, per condividere momenti di convivialità, per sorridere, con leggerezza, degli eventi e delle situazioni che il team sta vivendo.</p>
<p>Questi semplici suggerimenti possono esserti d’aiuto nel rendere più efficiente e più creativo il tuo gruppo.</p>
<p><em>Giovanni Lucarelli</em></p>
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	<p>Chi desidera approfondire queste tematiche può consultare il blog www.giovannilucarelli.it oppure i volumi<br />
 - G. Lucarelli “Lavorare in gruppo non è mai stato così facile”, 2017, selfpublishing<br />
 - G. Lucarelli “Fai brillare la tua creatività. 12 consigli per sviluppare il tuo pensiero creativo”, 2020, selfpublishing</p>
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		<title>Gli atenei svizzeri tornano alle lezioni in presenza</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/gli-atenei-svizzeri-tornano-alle-lezioni-in-presenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 22:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/04/Ruth-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero. Siete curiosi di sapere di più sul mondo delle università e sulla formazione in generale in Svizzera? Dopo lunghi mesi di lezioni online, le università hanno riaperto le loro porte per la frequenza di presenza. Certamente è stato</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/gli-atenei-svizzeri-tornano-alle-lezioni-in-presenza/">Gli atenei svizzeri tornano alle lezioni in presenza</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/04/Ruth-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19485"  class="panel-layout" ><div id="pg-19485-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19485-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19485-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><em>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</em></p>
<p><strong>Siete curiosi di sapere di più sul mondo delle università e sulla formazione in generale in Svizzera?<br />
</strong>Dopo lunghi mesi di lezioni online, le università hanno riaperto le loro porte per la frequenza di presenza. Certamente è stato importante che l’insegnamento sia continuato online senza interruzioni durante i mesi più pesanti della pandemia. Ma tutti, professori e studenti, concordano che la presenza e il contatto diretto è fondamentale non solo per l’apprendimento, il confrontarsi e il lavorare insieme, ma anche per i contatti sociali.</p>
<p>Per i giovani studenti svizzeri arrivati da tutto il mondo a settembre dell’anno scorso in Svizzera non è stato un anno facile, lontani da casa e amici. Molti di loro hanno potuto accedere fisicamente solo adesso agli edifici universitari. Per fortuna esiste internet e i vari canali di comunicazione! Educationsuisse ha cercato di sostenere questi giovani svizzeri provenienti dall’Italia e da molti altri paesi ben più lontani, organizzando meeting per conoscersi via Zoom e consultazioni via Skype.<br />
Ma quali sono i tipi di atenei e come vi si accede?</p>
<p><strong>Tre tipi di atenei</strong></p>
<p>In Svizzera esistono tre tipi di atenei: le scuole universitarie professionali SUP, le alte scuole pedagogiche ASP nonché le università e i politecnici. Tutti propongono programmi di Bachelor e di Master con i crediti ECTS.</p>
<ul>
<li>Le scuole universitarie professionali SUP dispensano un insegnamento più pratico e vicino al mondo professionale ma offrono anche le facoltà di arte e musica. Infatti molti studenti si immettono nel mondo del lavoro già dopo la laurea triennale (Bachelor), proseguendo il Master in seguito o lavorando in part time.</li>
<li>Le alte scuole pedagogiche ASP formano i docenti a tutti i livelli, dalla scuola dell’infanzia al livello di insegnamento ai licei. Inoltre esistono anche corsi di laurea in pedagogia specializzata come logopedia ecc.</li>
<li>Le università e i politecnici offrono conoscenze teoriche avanzate, mettendo l'accento sulla ricerca e lo sviluppo scientifico. La maggior parte delle università dispone delle facoltà di diritto e scienze economiche, matematica e scienze naturali, scienze umanistiche e sociali. I politecnici federali (ETHZ e EPFL) sono invece incentrati sulle scienze ingegneristiche, la matematica e le scienze naturali.</li>
</ul>
<p><strong>Requisiti d’ammissione</strong></p>
<p>Gli atenei decidono in modo autonomo, quali diplomi stranieri vengono accettati e quali sono le condizioni d’ammissione. Si sono accordati però su una linea comune che è consultabile qui <a href="https://www.swissuniversities.ch/it/temi/studi/ammissione-alle-scuole-universitarie">https://www.swissuniversities.ch/it/temi/studi/ammissione-alle-scuole-universitarie</a> (creare short link). Di regola gli studenti che desiderano iscriversi a un ateneo svizzero, devono essere in possesso di un diploma di maturità svizzero o di un diploma equivalente. Normalmente si accede alle università e politecnici con il diploma di maturità liceale, mentre alle SUP si accede dopo un apprendistato e la maturità professionali oppure con la maturità liceale e un anno di stage nell’ambito dei futuri studi. Agli studenti con un diploma di maturità straniero conviene chiarire direttamente con la SUP di interesse gli specifici requisiti d'ammissione.</p>
<p><strong>Dove trovare le informazioni</strong></p>
<p>In Svizzera esistono due grandi portali ufficiali, oltre ovviamente ai siti web dei singoli atenei, che offrono tutte le informazioni.</p>
<ul>
<li>orientamento.ch è il portale ufficiale svizzero d'informazione, dell'orientamento professionale, universitario e di carriera. Offre descrizioni di tutte le professioni e delle relative formazioni, come anche tools per fare test, consigli pratici per la ricerca di un posto di apprendistato (chiamato tirocinio in Ticino) e molto altro.</li>
<li>swissuniversities.ch è il portale dell’organizzazione mantello degli atenei svizzeri con l’elenco di tutti gli atenei svizzeri riconosciuti o accreditati. Inoltre offe un motore di ricerca per selezionare i corsi universitari offerti in tutta la Svizzera: https://studyprogrammes.ch/</li>
</ul>
<p><strong>Siete anche voi interessati a intraprendere una formazione universitaria o professionale in Svizzera? Non esitate a contattarci!</strong></p>
<p><strong>Contatto</strong></p>
<p><em>Ruth von Gunten<br />
</em>educationsuisse formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
</div>
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		<item>
		<title>Torta di pane ticinese</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/torta-di-pane-ticinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 22:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Ti porto a tavola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/torta-di-pane-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />La torta di pane ticinese ha origini umili e non ce n’è una che assomigli all’altra. Tutti ne hanno la propria versione e ognuno la riporta a ricordi di infanzia o di feste paesane. In collaborazione con gutekueche.ch Il destino dei ticinesi è legato a doppio filo al castagno, pianta tipica del sud delle Alpi che</p>
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	<p>La torta di pane ticinese ha origini umili e non ce n’è una che assomigli all’altra. Tutti ne hanno la propria versione e ognuno la riporta a ricordi di infanzia o di feste paesane.</p>
<p><strong>In collaborazione con</strong><strong> </strong><strong>gutekueche.ch</strong></p>
<p>Il destino dei ticinesi è legato a doppio filo al castagno, pianta tipica del sud delle Alpi che nel passato si è meritato l’appellativo di “albero del pane”. Sì, perché la castagna, fin dall’Alto Medioevo, era uno degli alimenti principali per la popolazione del Canton Ticino. Oggi come allora, la castagna rappresenta un alimento versatile che può essere riproposto in forma di farine, pane, paste, torte, marmellate o birre. Le castagne sono protagoniste di molte feste popolari nei villaggi ticinesi, alle quali partecipano sia turisti che residenti. Tra le più famose vi sono la sagra d’autunno di Ascona e la sagra della castagna della Valle di Muggio. </p>
<p><strong>Tempo di preparazione: 1.5 ore + 1 notte di riposo</strong><br />
1. Tagliare il pane a cubetti e collocare in una ciotola. Togliere la polpa del baccello di vaniglia con un cucchiaio, mescolarla al latte in una casseruola e riscaldare. Versare il latte caldo sul pane e lasciare in ammollo per tutta la notte.<br />
2. Il giorno seguente, separare il latte rimanente e rimuovere eventuali residui di vaniglia.<br />
3. Aggiungere cannella, noce moscata, chiodi di garofano, pepe, sale, zucchero, cacao, frutta candita, mandorle e grappa al pane.<br />
4. Sbriciolare gli amaretti e aggiungerli al pane.<br />
5. Lavare il limone, grattugiarne metà della scorza e aggiungere al pane.<br />
6. Tagliare il cioccolato in piccoli pezzi e aggiungere all'impasto del pane. Impastare e mescolare bene con le mani.<br />
7. Ungere uno stampo con il burro e spolverare con la farina. Versare il composto di pane, cospargere di pinoli e infornare a 180° C per circa 1 ora.<br />
8. Lasciare riposare la torta di pane e servire.</p>
<p><strong>Ingredienti per 1 torta:</strong><br />
10 amaretti<br />
100g zucchero di canna<br />
300g pane raffermo<br />
1c burro (per lo stampo)<br />
30g cioccolato fondente<br />
2 uova<br />
1 goccio di grappa (a piacere)<br />
30g cacao in polvere<br />
100g mandorle macinate<br />
1L latte<br />
½c noce moscata grattugiata<br />
1 pizzico chiodi di garofano in polvere<br />
100g frutta candita (arancia, limone, a piacere)<br />
0,5c pepe macinato<br />
50g pinoli<br />
1 pizzico di sale<br />
1 baccello di vaniglia<br />
1c cannella<br />
scorza di limone (a piacere) </p>
</div>
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	<p>Foto Schneider/ guteKueche.ch</p>
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		<item>
		<title>Elogio all’albero del pane</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/elogio-allalbero-del-pane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 22:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/CASTAGNO-DEI-CENTO-CAVALLI-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />La castagna, un frutto da rivalutare per salute e bontà In autunno è bene ricordare una “creatura” che è stata importante nella storia umana: il castagno. Maestoso e longevo, può superare i 1000 anni d’età e raggiungere persino 30 metri di altezza. Un albero fondamentale che, per molti secoli, ha sorretto le popolazioni povere d’Europa,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/CASTAGNO-DEI-CENTO-CAVALLI-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19469"  class="panel-layout" ><div id="pg-19469-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19469-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19469-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>La castagna, un frutto da rivalutare per salute e bontà</strong></p>
<p>In autunno è bene ricordare una “creatura” che è stata importante nella storia umana: i<strong>l castagno</strong>. Maestoso e longevo, <strong>può superare i 1000 anni d’età</strong> e raggiungere persino 30 metri di altezza. Un albero fondamentale che, per molti secoli, ha sorretto le popolazioni povere d’Europa, una storia alimentare che <strong>ha riguardato anche l’Italia e il Canton Ticino.</strong></p>
<p>Dato che il <em>castagno europeo</em> (Castanea sativa) ha contribuito a salvare dalla fame gran parte della popolazione, e tenendo conto che un castagno inizia a fruttificare dopo15 anni - e affinché le castagne acquisiscano quel buon gusto che conosciamo occorrono ancora una cinquantina di anni - sarebbe bene adottare una meticolosa e ponderata salvaguardia dei boschi dove sono presenti le selve castanili e le coltivazioni.</p>
<p><strong>IL CASTAGNO PIÙ VECCHIO D’EUROPA? È IN SICILIA</strong></p>
<p>Denominato il <strong>Castagno dei Cento Cavalli</strong>, si trova in provincia di <strong>Catania</strong> il castagno<strong> più antico e più grande d'Europa</strong>. I botanici hanno stabilito che sia nato <strong>tra i 3000 e 4000 anni fa</strong>. Il suo nome deriva da una remota leggenda che narra di come una regina aragonese e il suo seguito di un centinaio di cavalieri e relativi cavalli si misero al riparo da un violento temporale sotto le sue ampie fronde. Nel 1780 la sua circonferenza era di quasi<strong> 58 metri</strong> …</p>
<p><strong>POVERI DAVANTI AL CAMINO</strong></p>
<p>È risaputo che in Italia del Nord e in Canton Ticino, dove la terra è un po’ meno ricca di varietà di frutti rispetto al Sud, per secoli la povera gente in inverno tirava avanti con patate, polenta e castagne. Quest’ultime, come le patate, sono un cibo assai versatile. Già nelle cronache svizzere del 1700 si registrava che le castagne <strong>sostituivano il pane</strong> nelle annate più difficili. Erano infatti chiamate il <em>pane dei poveri</em>.</p>
<p>Al momento della raccolta, dopo un’incisione nella buccia per non farle scoppiare, si ponevano sulla grata del camino, per una preparazione semplice e riscaldante, squisita e nutriente per tutte le povere famiglie riunite davanti al loro camino.</p>
<p>Non veniva sprecata<strong> una singola castagna</strong>! Se ne poteva mettere qualche manciata per arricchire la zuppa quotidiana o mangiarle lessate ma, soprattutto, erano destinate alla conservazione passandole sulla “gra”, una graticola per farle seccare e ricavarne una preziosa farina per pane e dolci, tra cui il noto castagnaccio.</p>
<p>I <strong>ricci vuoti</strong> erano buoni per accendere il fuoco del camino, le castagne bacate o piccole nutrivano le bestie e le <strong>foglie venivano raccolte tutte</strong> per fare il letto agli animali da stalla e poi lo <strong>strame</strong>, il concime per gli orti. Dalle foglie e dai frutti si ricavavano <strong>infusi curativi, </strong>anche contro la peste.</p>
<p>Il legno fornito dai rami o dall’abbattimento della pianta era tenuto in grande considerazione per l’edilizia e per realizzare pregevoli botti da vino. Il legno per l’estrazione del <strong>tannino</strong> veniva addirittura esportato all’estero per la concia delle pelli.</p>
<p><strong>IL BENESSERE “CONTRO” I CASTAGNETI</strong></p>
<p>Nel momento in cui <strong>arrivò il benessere</strong>, dopo i primi decenni del 1900, si perse interesse per questa magnifica pianta. Già con la progressiva industrializzazione del 1800 e il conseguente inizio dell’esodo rurale, iniziò il calo dei castagni coltivati.</p>
<p>Non solo, si procedette ai<strong> disboscamenti dei castagneti</strong> che in Italia si ridussero di un terzo entro gli anni ’80 del secolo scorso. Il tannino si produceva ormai chimicamente. Le selve rimaste subirono malattie che contribuirono alla loro ulteriore distruzione.</p>
<p>Ora si assiste a nuovi popolamenti e ultimamente, anche attraverso il <strong>turismo</strong> con percorsi a piedi attraverso le selve e i ristoranti che offrono le specialità culinarie di castagne, questa nobile pianta riscuote pian piano una rinnovata  attenzione. Speriamo sia un primo passo affinché le selve castanili siano estese, valorizzate e protette.</p>
<p><strong>GOLOSITÀ E NUTRIMENTO</strong></p>
<p>Ogni riccio contiene al massimo 7 frutti, e al massimo 3 nel caso <strong>dei marroni</strong>.<br />
Il marrone si distingue dalle comuni castagne per essere più grosso e con la buccia striata e più chiara. Questi deliziosi frutti, venduti caldi in strada (già nella Roma del 1500) oppure preparati in casa, sono per lo più consumati come caldarroste o lessati con sale e foglia d’alloro.<br />
Ma sono molte - e con centinaia di varianti - le possibili preparazioni dolci e salate. Il web ne dà ampia dimostrazione.<br />
C’è un contenzioso tra Francia e Italia sulla ricetta del <strong>marron glacé </strong>che risalirebbe al 1500. È certo tuttavia che nel 1790 tale preparazione appare scritta nel testo “<em>Il confetturiere piemontese</em>”.</p>
<p>Stando attenti al fatto che la castagna è abbastanza calorica, oggi sarebbe utile riscoprirla anche come merenda al posto dei dannosi prodotti industriali. Ha molte proprietà nutritive, che conserva anche da secca, contenendo parecchie <strong>vitamine</strong>, <strong>minerali</strong> e <strong>micronutrienti</strong> essenziali a tutto vantaggio del sistema immunitario, delle ossa, del sistema nervoso e dell’intestino. Combatte anemia, colesterolo e stress. Ogni riccio è pertanto un <strong>prezioso scrigno</strong> di salute e bontà.</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
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	<p>Castagno dei Cento Cavalli, nato tra i 3000 e 4000 anni fa, in Sicilia. Foto Wikimedia commons</p>
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	<p>Saverio della Gatta (1758 - 1828) - Venditore di castagne</p>
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	<p>Un maestoso esemplare di <em>castagno europeo</em> (Castanea sativa). Una pianta che si adatta facilmente a diversi terreni ed è presente in un quinto dei boschi del Canton Ticino.</p>
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	<p>Il pane di castagne.</p>
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		<title>Alla scoperta del cuore verde d’italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/alla-scoperta-del-cuore-verde-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 21:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Festa-della-Lavanda-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Per caratteristiche e collocazione geografica, l’Umbria viene spesso definita il “Cuore Verde d’Italia”, ma forse è una delle regioni italiane meno “visibili” e note. Chi ci vive, invece, sa bene quanti tesori non solo paesaggistici ma anche artistici vi si nascondono. E sa che questa regione è ideale per chi vuole respirare aria buona, farsi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Festa-della-Lavanda-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19464"  class="panel-layout" ><div id="pg-19464-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19464-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19464-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Per caratteristiche e collocazione geografica, l’Umbria viene spesso definita il “Cuore Verde d’Italia”, ma forse è una delle regioni italiane meno “visibili” e note.<br />
Chi ci vive, invece, sa bene quanti tesori non solo paesaggistici ma anche artistici vi si nascondono. E sa che questa regione è ideale per chi vuole respirare aria buona, farsi coccolare dall’acqua, rilassarsi nel verde e fare attività all’aperto.</p>
<p>Dopo il terribile anno e mezzo che ci ha bloccati tutti a casa, senza la possibilità di radunarci, la primavera di quest’anno è stata finalmente un ritorno, anche se lento e cauto, alla vita sociale. Anche il Circolo Svizzero Umbria non vedeva l’ora di riprendere le sue attività! Così, con l’arrivo del bel tempo, furono organizzate due uscite all’aria aperta, unendo un po’ di attività fisica al piacere di un buon pranzo in compagnia.</p>
<p><strong>IN RIVA AL LAGO</strong><br />
La prima iniziativa si è svolta il sabato 22 maggio: un piccolo gruppo di entusiaste camminatrici si è ritrovato per una passeggiata sulle rive del Lago Trasimeno, meraviglioso specchio d’acqua situato in mezzo alle dolci colline umbre, con un ecosistema pressoché incontaminato e un’atmosfera rilassante. Per la precisione, la passeggiata ci ha portato, sul Comune di Magione, dal borgo di San Savino che gode di una vista fantastica sul lago, fino a quello di Sant’Arcangelo. Il percorso si snoda fra i canneti caratteristici del lago, sentieri in mezzo agli alberi e tratti più scoperti. Abbiamo approfittato di un sentiero che è anche una pista ciclabile con la quale si può fare il giro del lago. Sulla strada del rientro, le partecipanti si sono fermate in un noto locale del posto per degustare prelibatezze di lago o terra, compresa la famosa “Torta al testo” (una specie di pizza bianca che si può farcire a volontà) perché, come tutti sanno qui in zona: “La Torta d’la Maria è la più buona che ci sia”!</p>
<p><strong>AL LAVANDETO DI ASSISI</strong><br />
Pensavate che la lavanda crescesse in Provenza? Vero, ma cresce anche in Umbria, nei pressi di Assisi! È questa realtà che il Circolo Svizzero Umbria ha voluto conoscere da vicino, partecipando alla Festa della lavanda del lavandeto di Assisi il sabato 3 luglio scorso. Arrivati sul posto a metà mattinata, abbiamo passeggiato fra i campi di lavanda fiorita proprio in questo periodo, ammirato le ninfee dai colori sgargianti nei due laghetti, annusato i fiori profumati del bel giardino che affianca i campi di lavanda, e comprato qualche oggetto a base di lavanda confezionato artigianalmente. Non sono mancate fotografie e chiacchiere! Visto che la giornata si faceva molto calda, il piccolo gruppo di partecipanti si è poi “rifugiato” con piacere all’interno di un ristorante nelle vicinanze, con vista panoramica sulla città di Assisi.</p>
<p>Speriamo che con la descrizione di queste due uscite, vi abbiamo dato voglia di venire a visitare la nostra bellissima regione!</p>
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		<title>Grand tour attraverso la svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/grand-tour-attraverso-la-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 21:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/01-Copertina-grand-tour-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Vincere il Primo Premio del quiz dei Giovani Svizzeri all’82° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia è stata per la nostra famiglia una magnifica sorpresa. Un vero piacere è stato conoscere la gentilissima presidente Irène Beutler-Fauguel e il dott. Federico Sommaruga, il quale non solo come dirigente di Svizzera Turismo ha offerto il premio e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/01-Copertina-grand-tour-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19454"  class="panel-layout" ><div id="pg-19454-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19454-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19454-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Vincere il Primo Premio del quiz dei Giovani Svizzeri all’82° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia è stata per la nostra famiglia una magnifica sorpresa. Un vero piacere è stato conoscere la gentilissima presidente Irène Beutler-Fauguel e il dott. Federico Sommaruga, il quale non solo come dirigente di Svizzera Turismo ha offerto il premio e seguito l’organizzazione del viaggio con disponibilità e professionalità incontrando i desiderata espressi nella nostra traccia d’itinerario, ma ha anche accettato subito l’invito ad incontrarci di persona a Zurigo. La mattinata trascorsa insieme a lui rimarrà per sempre nei nostri ricordi più cari.</p>
<p>Ritornare in Svizzera dopo un anno di forzata distanza per la pandemia è stato un ritorno alla vita: abbiamo viaggiato in sicurezza con l’AlpTransit attraverso il Gottardo a circa 300 Km/h, con i treni regionali, con i mezzi urbani, sempre pulitissimi, in perfetto orario, con i mezzi a tempi volutamente dilatati come il battello da Lucerna a Brunnen o il Glacier Express da Andermatt a Zermatt, o il trenino rosso da Tirano al Bernina. Ovunque la Svizzera ci ha accolti al meglio, offrendo infinite opportunità di svago e insieme di alta formazione, con agevolazioni per i bambini davvero interessanti. Con il Swiss Travel Pass dei genitori, Margherita (10 anni) ha potuto viaggiare sempre gratis ed entrare nei musei liberamente. </p>
<p>Sul ghiacciaio del Gornergrat, davanti al Cervino e a Punta Dufour, abbiamo avuto il privilegio di rimanere in silenzio a contemplare gli ultimi giganti bianchi delle Alpi. Fiori, marmotte e camosci ci hanno accompagnato nella discesa a piedi fino a Zermatt. Assieme ai suoni della natura, dentro di noi sentiremo per sempre la musica dell’orchestra diretta dal maestro Daniel Barenboim al KKL di Lucerna, che ci ha accolti la prima sera del tour: concerto memorabile, magnifico teatro.</p>
<p>Ogni nostro viaggio svizzero inizia e finisce nel bel Ticino, a Caslano in Malcantone, da dove partirono i nonni Masina per venire a lavorare in Trentino. Lì sono le radici, i parenti e gli amici. Ma la casa che accumuna la Quinta Svizzera è la piazza degli svizzeri all’estero a Brunnen, davanti al Rütli, dove abbiamo “consegnato” idealmente a Margherita i valori che uniscono tutti gli Svizzeri, ovunque essi siano.</p>
<p>Un grazie alla Gazzetta Svizzera per averci permesso di condividere questo nostro sentimento con altri connazionali e di ringraziare ancora tutti coloro che hanno reso possibile il Tour. </p>
<p>Margherita, Erica e Luca</p>
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		<title>La pandemia trasforma i servizi consolari</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-pandemia-trasforma-i-servizi-consolari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 18:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Pagine-da-SRV_2103_FR_Pagina_1_Immagine_0001-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />La pandemia che ci tiene in allerta dall’inizio del 2020 ha ripercussioni sulla rete consolare della Svizzera. I compiti nell’ambito della protezione consolare e dell’aiuto sociale hanno guadagnato importanza. Parallelamente, l’accesso agli sportelli delle rappresentanze consolari è stato in molti luoghi più complicato, per non dire impossibile, poiché le disposizioni relative alla pandemia hanno limitato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/Pagine-da-SRV_2103_FR_Pagina_1_Immagine_0001-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19445"  class="panel-layout" ><div id="pg-19445-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19445-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19445-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>La pandemia che ci tiene in allerta dall’inizio del 2020 ha ripercussioni sulla rete consolare della Svizzera. I compiti nell’ambito della protezione consolare e dell’aiuto sociale hanno guadagnato importanza. Parallelamente, l’accesso agli sportelli delle rappresentanze consolari è stato in molti luoghi più complicato, per non dire impossibile, poiché le disposizioni relative alla pandemia hanno limitato la libertà di movimento. Anche i compiti di routine sono stati ostacolati, nonostante lo sportello online della Direzione consolare sia sempre rimasto disponibile senza interruzioni e che l’insieme della rete consolare abbia mantenuto i suoi servizi.<br />
In questa difficile situazione, diverse rappresentanze svizzere hanno cercato nuovi modi per rimanere in contatto con gli Svizzeri sul posto, preoccuparsi della loro situazione e proporre loro servizi concreti. I tre esempi forniti da Bangkok, San José e Ottawa illustrano la mobilità della rete consolare della Svizzera e del personale del DFAE nello svolgimento del loro mandato, indipendentemente dalle condizioni. Il futuro mostrerà se queste esperienze arricchiranno anche a più lungo termine i compiti ordinari della rete consolare. (DFAE)</p>
<p><strong>Bangkok / Thailandia</strong><br />
<strong>«Assemblee comunali» in periodo di pandemia</strong><br />
Le crisi favoriscono la creatività. Quando, nel marzo 2020, nell’ambito della pandemia di coronavirus, la situazione è diventata critica in Thailandia e nei paesi confinanti, l’ambasciata svizzera situata nella capitale di Bangkok ha deciso di rafforzare la sua comunicazione digitale. In meno di un mese, l’ambasciatrice Helene Budliger Artieda si è rivolta alle comunità svizzere all’estero con 18 messaggi video in tre lingue per informarle degli ultimi sviluppi e raccomandazioni.<br />
È così nata l’idea di creare un’«assemblea comunale» virtuale regolare. #AskTheEmbassy ha festeggiato la sua prima edizione il 22 giugno 2020 ed è stata seguita da 16 manifestazioni in diretta su Facebook per le comunità svizzere della Thailandia, del Laos, della Cambogia, della Malaisia e del Myanmar, che riuniscono quasi 13000 Svizzeri.<br />
Le assemblee comunali hanno una lunga storia in una democrazia come quella della Svizzera. La reazione delle comunità svizzere all’estero è di conseguenza stata positiva. Di fronte alle numerose richieste ricevute, abbiamo deciso di ampliare questo nuovo formato di comunicazione. Così, per l’occasione, abbiamo già invitato due volte un ospite speciale nel nostro «studio». Dapprima, il direttore regionale del gruppo Lufthansa ha risposto a questioni scottanti sul tema dei viaggi durante la pandemia. E, nel febbraio 2021, il ministro della salute thailandese Anutin Charnvirakul ci ha fatto l’onore di rispondere di persona alle domande ricevute sul tema della vaccinazione per gli stranieri in Thailandia. Altre sorprese sono in programma.<br />
<strong>AMBASCIATA DI SVIZZERA IN THAILANDIA, BANGKOK</strong></p>
<p><strong>San José / Costa Rica</strong><br />
<strong>Visite nelle regioni discoste per comprendere meglio i bisogni</strong><br />
Durante la pandemia di coronavirus, il centro consolare regionale situato nella capitale del Costa Rica, San José, che è l’interlocutore di quasi 6000 cittadini svizzeri in sei paesi dell’America centrale, ha organizzato un incontro virtuale per presentarsi e rispondere alle domande di questi ultimi.<br />
La prossima manifestazione avverrà in un formato ibrido: sei colleghi attivi nei servizi consolari delle nostre sei rappresentanze dell’America centrale si incontreranno in carne ed ossa in Costa Rica e si intratterranno virtualmente con i nostri concittadini. La manifestazione avrà quale slogan: «Sei paesi, ma una sola regione!» I sei paesi in questione – Costa Rica, Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama – sono confrontati a sfide analoghe.<br />
Sottolineiamo che il processo di richiesta di un passaporto, ad esempio, non può essere proposto online. Per questo organizziamo, anche in questo difficile anno, dei tour con stazioni mobili di passaporto nei paesi vicini che non hanno un servizio consolare. Si tratta qui di un’offerta molto apprezzata, che finora si è rivelata preziosa.<br />
Ci rivolgiamo in particolare ai nostri concittadini più anziani, particolarmente colpiti dalla pandemia: alcuni collaboratori dell’ambasciata si recheranno nelle regioni più discoste per verificare i bisogni dei nostri pensionati e rispondere alle loro domande. Questa offerta attribuisce ai nostri servizi un profilo umano e ci aiuta a meglio comprendere gli svizzeri all’estero di una certa età.<br />
<strong>AMBASCIATA DI SVIZZERA IN COSTA RICA, SAN JOSÉ</strong></p>
<p><strong>Ottawa / Canada</strong><br />
<strong>Una diffusione in diretta su Internet da tre regioni del vasto paese</strong><br />
La pandemia di coronavirus ha fortemente limitato la nostra libertà di movimento, ma ha anche allargato i nostri orizzonti. Considerata l’ampiezza mondiale della crisi, è logico allargare il proprio campo di visione ordinaria per cercare altrove buone idee per il lavoro consolare. In Canada, siamo stati ispirati dalle «discussioni consolari» dell’ambasciata svizzera in Thailandia. Si trattava però, per preparare questa «assemblea comunale virtuale», di tener conto delle particolarità canadesi: la dimensione e la struttura federale del paese fanno sì che le regole legate al coronavirus differiscano da una provincia all’altra.<br />
Oltre alla sua ambasciata a Ottawa, la Svizzera possiede dei consolati generali a Montreal e a Vancouver. Queste tre rappresentanze svizzere sono le interlocutrici dei 40 000 Svizzeri registrati in Canada. Era dunque importante integrarli e metterli in rete. Così, abbiamo potuto mettere in comune le conoscenze delle varie regioni e tener conto delle due lingue nazionali del Canada, l’inglese e il francese. Abbiamo realizzato tutto ciò nell’ambito di una riunione Zoom diffusa in diretta sulle tre pagine Facebook delle rappresentanze di Ottawa, Vancouver e Montreal. La manifestazione ha riscosso grande interesse attirando oltre 500 persone: le domande poste sono state molto variate e le reazioni positive. Tutto questo ci conforta nella nostra intenzione di sfruttare il potenziale dei formati digitali per il nostro lavoro, anche dopo la pandemia.<br />
<strong>AMBASCIATA DI SVIZZERA IN CANADA, OTTAWA</strong></p>
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	<p>Responsabile delle pagine d’informazione ufficiali del DFAE:<br />
Direzione Consolare Innovazione e Partenariati<br />
Effingerstrasse 27, 3003 Berna, Svizzera<br />
www.dfae.admin.ch, mail: kdip@eda.admin.ch</p>
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	<p>L’ambasciatrice Helene Budliger Artieda con Pierre Hagmann (Capo della Missione supplente, a sinistra) e il console generale Pierre Chabloz (a destra) in uno studio improvvisato. Foto DR</p>
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	<p>Un servizio molto apprezzato a seguito delle restrizioni applicate ai viaggi: la stazione di passaporto mobile, qui in tournée a Panama. Foto DR</p>
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	<p>Le possibilità della tecnica: Ottawa, Montreal e Vancouver erano presenti contemporaneamente all’«assemblea comunale». Foto: screenshot</p>
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		<title>Un quinto degli Svizzeri all’estero ha meno di 18 anni</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/un-quinto-degli-svizzeri-allestero-ha-meno-di-18-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 18:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Ottobre 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/INFOGR1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" />Alla fine del 2020, vivevano all’estero 776300 Svizzeri. La popolazione della «Quinta Svizzera» è dunque attualmente altrettanto importante di quella del Canton Vaud. L’accento posto sulla gioventù in questo numero di « Gazzetta Svizzera » si ritrova anche nelle ultime statistiche sugli Svizzeri all’estero, poiché questi indicano che il 21% di loro ha meno di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/09/INFOGR1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /><div id="pl-19440"  class="panel-layout" ><div id="pg-19440-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19440-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19440-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Alla fine del 2020, vivevano all’estero 776300 Svizzeri. La popolazione della «Quinta Svizzera» è dunque attualmente altrettanto importante di quella del Canton Vaud. L’accento posto sulla gioventù in questo numero di « Gazzetta Svizzera » si ritrova anche nelle  ultime statistiche sugli Svizzeri all’estero, poiché questi indicano che il 21% di loro ha meno di 18 anni.</p>
<p>Il numero di Svizzeri che vivono all’estero e sono iscritti presso una rappresentanza svizzera è aumentato dello 0,7% nel 2020 per stabilirsi a 776300 persone. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica, 163800 di questi hanno meno di 18 anni, una cifra leggermente più elevata rispetto al 2019. I bambini e gli adolescenti rappresentano così un buon quinto della «Quinta Svizzera».</p>
<p>Quando ci si sofferma sulla generazione dei giovani Svizzeri all’estero, si nota che l’evoluzione della loro popolazione non è la stessa secondo i continenti. Il loro numero è aumentato in Europa (+1,3%) ma è diminuito in Africa (-5,6%), in America (-2,1%), in Asia (-1,5%) e in Oceania (-1,2%).</p>
<p>In cifre assolute, è in Francia che è stato registrato alla fine del 2020 il più alto numero di giovani cittadini svizzeri (42500). Seguono la Germania (21000), gli Stati Uniti (14300), Israele (9900), l’Italia (9400) e la Gran Bretagna (8800). L’immagine cambia se si confronta la proporzione di giovani con la popolazione svizzera globale di un paese. Così, Israele è il paese la cui comunità svizzera è la più giovane, poiché il 46% dei cittadini svizzeri ha meno di 18 anni. La Gran Bretagna, il Cile e la Turchia seguono, con una proporzione di giovani che va dal 24 al 28%.</p>
<p>Oltre quattro quinti dei 163800 giovani Svizzeri all’estero possiedono una o diverse altre nazionalità. La loro proporzione è particolarmente importante in alcuni paesi, come in Turchia, in Italia o nel Cile. In questi paesi, tra il 94 e il 97% dei giovani Svizzeri hanno una o più nazionalità.</p>
<p>Ulteriori informazioni: revue.link/statistik</p>
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