Dopo l’iniziativa “No Billag”, si svolgerà una nuova votazione sul canone radiotelevisivo. A metà agosto è stata depositata l’iniziativa “200 franchi bastano!”, con oltre 128’000 firme in 13 mesi. Il comitato chiede che il canone radiotelevisivo sia ridotto da 335 a 200 franchi all’anno e che le aziende siano completamente esentate. La quota destinata alle emittenti radiofoniche e televisive private, secondo l’iniziativa, deve restare invariata. Secondo gli ambienti vicini all’Unione svizzera delle arti e dei mestieri (Usam), questa iniziativa è importante, perché libera le aziende e le imprese dalla tassa SSR, mentre Marco Chiesa, presidente dell’UDC svizzera, era attesa da tempo e risponderebbe ad una volontà della popolazione e in particolare delle fasce più giovani.

Questo testo fa seguito all’iniziativa “No Billag”, respinta cinque anni fa nel marzo 2018 dal 71,6% dei votanti. A lanciarlo sono l’Udc, l’Usam e i giovani liberali.

Pronta reazione dei difensori della SSR

Contro l’iniziativa si è da tempo formata un’alleanza «Per la diversità dei media» composta da personalità del mondo politico, culturale, economico e della società civile, con lo scopo di mettere in guardia contro un “attacco frontale alla diversità dei media”. Secondo essa, i programmi SSR rappresentano piattaforme importanti per la produzione artistica e la sua diffusione, senza dimenticare che molti film e serie sono coprodotti grazie ai finanziamenti della SSR.

Una cosa è certa: il dibattito attorno alla TV e radio di Stato è nuovamente lanciato. Dopo la presa di posizione del Parlamento spetterà, in assenza di controprogetto, il voto al popolo.

Di nuovo al centro del dibattito: la SSR e i suoi programmi

Depositata l’iniziativa per il “dimezzamento”: il canone radiotelevisivo andrà a 200 franchi?