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	<title>Edizione Luglio-Agosto 2021 Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Editoriale Luglio-Agosto 2021</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/editoriale-luglio-agosto-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 23:25:24 +0000</pubDate>
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	<p>Care lettrici, cari lettori,</p>
<p>cosa ci lasceranno gli ultimi 15 mesi di crisi sanitaria, di distanze, tamponi e notizie negative? Come cambierà il mondo a lungo termine dopo che la situazione epidemiologica sarà risolta definitivamente? Non vi sono risposte sicure a questi quesiti ma l’inizio dell’estate ci fornisce alcuni spunti interessanti. Ad esempio, contrariamente alle attese, gli Svizzeri si sono espressi contrari ad una legge sul CO2, che aveva l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Che la pandemia abbia rimesso un accento e sensibilità sui costi, relegando obiettivi fino a poco fa in primo piano? Intanto anche il Collegamento degli Svizzeri in Italia ha fatto di necessità virtù: per il secondo anno il Congresso non ha potuto tenersi in presenza, ma una stretta collaborazione con i “nativi digitali” dell’UGS ha permesso di offrire un appuntamento ricco e interessante: al centro vi è stata la creatività di un gruppo e la gestione e il valore del volontariato, ingredienti utili proprio per i numerosi circoli pronti a riprendere con le proprie attività. Anche questo risponde alle domande di cui sopra, dal momento che attraverso gli schermi e gli eventi online traspare a tutti i livelli la forte voglia di tornare ad incontrarsi, discutere, chiacchierare e vivere la “Svizzeritudine” di persona. Al più tardi al Congresso a Firenze dell’anno prossimo. Nel frattempo buona lettura.</p>
<p>PS: Vi siete persi il Congresso del 12 giugno 2021 o le assemblee del Collegamento e di Gazzetta Svizzera?</p>
<p>Nessun problema: sulla <a href="https://gazzettasvizzera.org/">homepage della Gazzetta</a> troverete i link delle registrazioni</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em><br />
<em>Redattore</em></p>
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		<title>Sì alla politica verde, ma non ad ogni costo</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/si-alla-politica-verde-ma-non-ad-ogni-costo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 23:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Svizzera]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/si-alla-politica-verde-ma-non-ad-ogni-costo/">Sì alla politica verde, ma non ad ogni costo</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Votazioni-5-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19106"  class="panel-layout" ><div id="pg-19106-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19106-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19106-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Il 13 giugno il popolo svizzero non ha mancato l’appuntamento alle urne carico di votazioni e significato, come dimostra la partecipazione al voto che si è avvicinata al 60%. Alla prevedibile bocciatura delle due iniziative agricole si è aggiunto un sorprendente NO alla Legge sul CO2. Sì invece alla Legge COVID – che regola la base legale della Confederazione per le misure per contrastare la pandemia e le sue conseguenze. Pure luce verde per la nuova legge sul terrorismo.</strong></p>
<p><strong>La legge sul CO2 vittima di veti incrociati</strong><br />
Dopo un tira e molla di diversi anni in Parlamento e particolarmente sentito che ha diviso sia il mondo economico che i partiti borghesi, la nuova legge sul CO2 è stata respinta dal 51,6% dei votanti. Alla vigilia del voto i sondaggi davano in vantaggio i favorevoli anche se con proporzioni sempre meno nette. A far pendere l'ago della bilancia sono stati i Cantoni più rurali. Questi ultimi hanno registrato tassi di partecipazione al voto altissimi, che si spiega con le iniziative agricole che hanno visto una forte opposizione dei contadini.</p>
<p>L’obiettivo della legge – di per sé indiscusso da tutte le aree politiche – era dimezzare, entro il 2030, l’emissione dei gas ad effetto serra (rispetto al 1990), in linea con gli impegni assunti nel quadro dell’accordo sul clima di Parigi. Essa si basava in gran parte sul principio "chi inquina paga", con una ridistribuzione alla popolazione e alle imprese di una parte dei contributi riscossi. Questi ultimi comprendevano una tassa compresa tra i 30 e i 120 franchi sui biglietti aerei di voli in partenza dalla Svizzera, un incremento da 5 a 12 centesimi al litro del sovraddazio sui carburanti e un aumento della tassa CO2 sul gasolio.</p>
<p>Tra i vincitori figura in primo piano l’Unione Democratica di Centro che ha lanciato il referendum contro la legge. Nella fase di avvicinamento al voto, il comitato contrario alla legge ha più volte sottolineato che la Svizzera ha già ridotto in modo importante le proprie emissioni ed è oggi all’origine dello 0.1% delle emissioni globali. Nella sua analisi, la Consigliera federale Simonetta Sommaruga – incaricata del dossier – ha concluso che “il progetto era probabilmente troppo carico. Le proposte troppo ampie fanno sempre fatica a imporsi in quanto possono essere attaccate su molteplici aspetti,” ha detto.<br />
Nei diversi editoriali, la stampa elvetica ha commentato con sorpresa l’esito della votazione, mettendo in evidenza che lo Svizzero ha (probabilmente) a cuore la protezione del clima – ricordiamo l’onda verde che ha travolto il parlamento in occasione delle elezioni 2019 – ma che la ricetta per raggiungere l’obiettivo non può passare solo attraverso tasse e divieti, in parte “unici” al mondo (cfr. tassa sui biglietti aerei). Si tratta dunque di ritornare alla casella di ripartenza per trovare una nuova quadratura del cerchio in ambito della protezione del clima.</p>
<p><strong>Gli sconfitti pronti a dar battaglia</strong><br />
Tra gli sconfitti, soprattutto le cerchie di sinistra si sono dichiarate subito battagliere: secondo diversi esponenti “è ora di intervenire sulla causa principale della crisi climatica, ossia il settore finanziario. Non si può permettere a quest'ultimo di lucrare distruggendo la foresta pluviale o cercando petrolio nei luoghi più improbabili”. Il presidente dei Verdi Balthasar Glättli spera in un'ampia alleanza per mettere sulla buona strada la piazza finanziaria svizzera. "Solo così otterremo un impatto globale". Una cosa è certa: la discussione attorno al clima è solo all’inizio.</p>
<p><strong>Prevedibili no alle iniziative sull’agricoltura</strong><br />
Tra le altre tematiche “ambientali” in votazione, figuravano sia l’iniziativa sull’acqua potabile, sia quella sui pesticidi. Le due proposte chiedevano una riduzione drastica dell’uso dei prodotti fitosanitari nell’agricoltura, in parte addirittura vietando la produzione e l’importazione di derrate prodotte con l’utilizzo di pesticidi.<br />
Come previsto nei sondaggi entrambe sono state respinte. Le maggioranze sono state particolarmente nette, superiori al 60%. Su 26 Cantoni, solo Basilea Città si è espresso a favore delle proposte, mentre tutti gli altri Cantoni le hanno bocciate entrambe.</p>
<p>Tra le conclusioni tratte in fase di analisi, la stampa ha messo in evidenza che per trovare maggioranze in Svizzera resta necessario trovare il supporto – in questo caso non dato – degli ambienti agricoli. L'Unione svizzera dei contadini (USC) ha espresso soddisfazione e ritiene che i cittadini non abbiano voluto indebolire la produzione regionale e si sono mostrati favorevoli a tutta la gamma di derrate alimentari, dal biologico al convenzionale.<br />
Il presidente dell’USC, il Consigliere nazionale Markus Ritter, ha inoltre rimarcato come il tema dei pesticidi sia assolutamente attuale, dal momento che il Parlamento ha recentemente adottato la legge sui pesticidi più severa d'Europa. Malgrado la severa bocciatura vi saranno quindi in futuro numerosi cambiamenti nell'utilizzo dei pesticidi.</p>
<p><strong>Nessuna chance per i contrari alla legge COVID-19</strong><br />
Commercianti, ristoratori e lavoratori indipendenti continueranno a essere sostenuti in caso di difficoltà legate alla crisi del coronavirus. Infatti la base legale per questi aiuti – la legge Covid-19, contro cui il gruppo "Amici della Costituzione", ha lanciato il referendum – è stata approvata con il 60,2% dei voti, confermando i sondaggi e le tendenze che si sono delineate sin dai primi sondaggi. Il testo ha ottenuto i favori di 18 cantoni, mentre otto vi si sono opposti. Per quanto riguarda i singoli cantoni si è registrata un'approvazione più netta nelle regioni latine e a Basilea Città: Vaud ha sostenuto il testo con il 70,1% dei voti, Ginevra con il 69,3%, il Ticino con il 69,2% e Basilea Città con il 69,1%. Più scettici i cantoni rurali e della Svizzera centrale. Un “No" piuttosto convinto è giunto da Appenzello Interno (60,8%), Svitto (59,1%), Obvaldo (56,7%) e Uri (54,9%), mentre ad Appenzello Interno, Nidvaldo, Glarona e Turgovia i contrari hanno avuto la meglio con distacchi meno importanti.</p>
<p><strong>Alle porte si prospetta una nuova votazione</strong><br />
Gli "Amici della Costituzione", nella reazione al risultato, hanno assicurato che “la lotta per ripristinare la sovranità del popolo è soltanto agli inizi”. Essi sosterranno tra le altre cose il referendum annunciato dai Giovani Udc contro le modifiche della legge Covid-19 dello scorso marzo. In questa legge – aggiornata rispetto alla versione sottoposta al popolo – sono contemplate ulteriori misure nell’ambito della pandemia legata al coronavirus.</p>
<p><strong>Solo un cantone contrario alla legge sul terrorismo</strong><br />
Un po’ all’ombra rispetto a tematiche più “calde” come le iniziative agricole o la legge sul CO2, la legge sul terrorismo non è mai stata in pericolo di bocciatura. Sebbene in calo di consensi nelle settimane precedenti la votazione (l'ultimo sondaggio prevedeva una proporzione di favorevoli del 62%), i fautori della revisione l'hanno spuntata con un risultato piuttosto confortevole del 56,6%. Solo a Basilea Città la riforma è stata respinta, mentre in alcuni Cantoni - ad esempio a Svitto o nei due Appenzello - è passata per pochi voti.</p>
<p>Concretamente la legge mira a fornire alla polizia più mezzi per intervenire preventivamente in caso di minacce, contrariamente ad oggi dove le forze dell'ordine possono agire contro un individuo solo se ha già commesso un crimine. In particolare – e questo era al contempo l’elemento più criticato dai contrari – il nuovo dispositivo di legge permetterà all'Ufficio federale di polizia di mettere in campo una serie di misure contro un individuo sospettato di rappresentare una minaccia, anche in assenza di prove sufficienti per avviare un procedimento penale. Tra queste misure si contano l’obbligo di partecipare a colloqui, il divieto di avere contatti con altre persone radicalizzate, il divieto di lasciare il Paese o di lasciare e di accedere ad aree determinate, come anche quello di predisporre gli arresti domiciliari o la carcerazione in vista di rinvio coatto.</p>
<p><em>Angelo Geninazzi</em></p>
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	<p>Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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	<p>La campagna del NO non ha usato mezzi termini per illustrare le proprie argomentazioni</p>
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	<p>Iniziativa sull’acqua potabile<br />
Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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	<p>Iniziativa “Per una Svizzera senza pesticidi”<br />
Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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	<p>Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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	<p>Fonte: https://polis.tpcag.ch/doc/ (swissinfo.ch)</p>
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		<title>Accettazione tacita dell’eredità in italia e Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/accettazione-tacita-delleredita-in-italia-e-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 23:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" />Quando in Svizzera è opportuno rinunciare all’eredità Caro Avvocato, mio suocero è deceduto da poco per un cancro in Ospedale. Ci ha contattato la sua attuale compagna. Mia moglie non ha mai avuto rapporti affettivi con il padre. Quando aveva 4 anni lui abbandonò la famiglia emigrando in Italia. Non ha mai pagato alimenti. Ora</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/accettazione-tacita-delleredita-in-italia-e-svizzera/">Accettazione tacita dell’eredità in italia e Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2017/08/02I91405-800-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="rubrica legale" decoding="async" /><div id="pl-19101"  class="panel-layout" ><div id="pg-19101-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19101-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19101-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Quando in Svizzera è opportuno rinunciare all’eredità</strong></p>
<p>Caro Avvocato,<br />
mio suocero è deceduto da poco per un cancro in Ospedale. Ci ha contattato la sua attuale compagna.<br />
Mia moglie non ha mai avuto rapporti affettivi con il padre. Quando aveva 4 anni lui abbandonò la famiglia emigrando in Italia. Non ha mai pagato alimenti.</p>
<p>Ora è morto e sappiamo che la sua volontà era quella di farsi cremare, ma senza il consenso di mia moglie questo non è possibile perché mia moglie è l’unica parente.</p>
<p>Ho parlato con le pompe funebri e ci manderebbero due formulari da firmare e restituire con la copia del passaporto di mia moglie.<br />
E ora la seguente domanda.<br />
Sappiamo che mio suocero era iscritto al Consolato Svizzero di Milano come svizzero all’estero. Da circa 30 viveva In Italia. Sappiamo anche dall’ospedale, che non aveva più una assicurazione malattia (Tessera sanitaria). Apparentemente non cercava lavoro e viveva a carico della compagna.</p>
<p>La nostra paura è che noi si debba rispondere per i costi dell’ospedale e eventuali debiti di mio suocero, nel caso mia moglie firmasse un formulario italiano. Mia moglie sarebbe lieta di realizzare le sue ultime volontà e anche di pagare i costi del funerale.</p>
<p>Dobbiamo però essere sicuri di non dover rispondere di altri costi.<br />
Nel caso potesse essere d’aiuto in qualche modo Le sarei veramente grato.</p>
<p><em>A.L. (Svizzera)</em></p>
<hr />
<p>Egregio Signore,</p>
<p>La ringrazio per la sua richiesta dalla Svizzera. Ho dovuto abbreviare un po’ la sua lettera ma spero che dal punto di vista del contenuto sia completa e corretta.</p>
<p>Normalmente rispondiamo solo alle lettere dei nostri Lettori ma poiché la sua missiva mi è stata inoltrata da uno dei nostri Lettori, stavolta lo facciamo volentieri.</p>
<p>Ho esaminato quindi la questione un po’ più attentamente. Lei in fondo desidera sapere se il pagamento da parte di sua moglie di un qualsiasi debito del padre determini una responsabilità per tutti i debiti dello stesso in base ad una accettazione tacita dell’eredità.</p>
<p>Va premesso quanto segue.</p>
<p>In questo caso potrebbe essere applicabile il diritto italiano, quale diritto dello Stato nel quale il <em>de cuius </em>aveva la sua residenza abituale al momento della morte, e ciò in forza della più volte menzionata disciplina europea in materia successoria del Regolamento UE n. 650/2012 – salvo che nel testamento sia disposto altrimenti (<em>professio iuris</em>).</p>
<p>Ciò però non consta.</p>
<p>In teoria potrebbe però venire in considerazione anche il Trattato di Domicilio e Consolare tra la Svizzera e l’Italia del 1868, il quale notoriamente non contiene un’espressa previsione di applicabilità del diritto svizzero, ma questa potrebbe conseguire alla competenza dei Tribunali elvetici in controversie relative alla successione di un cittadino confederato in Italia, poiché per uso e prassi vale il principio della “<em>unicità della successione</em>”.</p>
<p>Esaminiamo allora brevemente entrambe le possibilità.</p>
<p>Secondo l’art. 476 Codice Civile è ben possibile un’accettazione tacita dell’eredità. Questa si verifica quanto il/la chiamato/a compie un atto che presuppone una volontà di accettazione e che avrebbe diritto di compiere solo nella qualità di erede.</p>
<p>In concreto il pagamento di debiti del <em>de cuius </em>costituisce un’accettazione dell’eredità solo se a tal fine vengono utilizzati beni dell’eredità medesima. Il pagamento della fattura delle pompe funebri da solo, così come il pagamento dell’imposta di successione, non rappresentano accettazione tacita, anche perché potrebbero essere eseguite da un terzo e non necessariamente da un erede, ovvero da un chiamato dall’eredità.</p>
<p>Parzialmente diversa, anche se per certi versi analoga, si presenta la situazione in Svizzera, dove in ossequio all’art. 571 C.C.S. l’erede, il quale non rinunci all’eredità nel termine di legge (3 mesi), accetta incondizionatamente. Qualora questi, prima del decorso del termine, si sia ingerito in questioni dell’eredità o abbia intrapreso attività (all’infuori di una mera amministrazione della stessa o dalla prosecuzione degli affari in corso), ovvero si sia appropriato o abbia occultato beni dell’eredità, non può più rinunciare alla stessa.</p>
<p>Nel caso che al momento della morte l’insolvenza del defunto fosse accertata ufficialmente ovvero notoria, la rinuncia è presunta. Altrimenti il termine per la dichiarazione di rinuncia decorre in capo agli eredi legittimi dal momento della notizia della conoscenza della morte (artt. 566 e 567 C.C.S.).</p>
<p>In conclusione possiamo dire che, normalmente, sia il consenso alla cremazione, sia il pagamento della cremazione e delle pompe funebri non costituisce accettazione di un’eredità, e conseguentemente di eventuali debiti.</p>
<p>In caso di dubbio potrebbe essere consigliabile in Italia che fosse una terza persona priva di diritti ereditari ad effettuare il pagamento (quindi, ad esempio, Lei al posto di Sua moglie), tuttavia problemi nella sua situazione non dovrebbero sorgerne.</p>
<p>In base al diritto svizzero, invece, potrebbe essere saggio e prudente rinunciare ufficialmente in ogni caso all’eredità.</p>
<p>Spero di essere stato utile a Lei e così anche ad altri Lettori.</p>
<p>Cordiali saluti</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Versione Tedesca</h3>
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	<p>Sehr geehrter Herr Wiget</p>
<p>Mein Schwiegervater ist in Italien im Spital an Lungenkrebs gestorben. Seiner Lebenspartnerin war es die uns kontaktiert hat.</p>
<p>Meine Ehefrau hatte nie wirklich Kontakt mit ihrem Vater. Als sie vier Jahre alt war verliess er die Familie und ist nach Italien ausgewandert. Er hat nie Alimente bezahlt.</p>
<p>Nun ist er verstorben und wir wissen von seiner Lebenspartnerin, dass sein letzter Wille eine Kremation war. Sie kann das aber ohne Einverständnis meiner Ehefrau nicht anordnen, da meine Ehefrau die einzige Angehörige ist.</p>
<p>Ich habe mit dem Bestatter gesprochen und dieser könnte uns per E-Mail zwei Formulare zukommen lassen, die unterschrieben und mit Kopie des Passes meiner Frau retourniert werden sollen.</p>
<p>Nun stellt sich uns aber folgende Frage:</p>
<p>Wir wissen, dass mein Schwiegervater beim Schweizerischen Konsulat in Mailand als Auslandschweizer gemeldet war. Er lebte seit ca. 30 Jahren in Italien. Wir wissen auch, laut Spital, dass er keine Krankenversicherung (Tessera Sanitaria) mehr hatte. Er ist angeblich nie einer Arbeit nachgegangen und lebte somit vom Unterhalt seiner Lebenspartnerin.</p>
<p>Unsere Befürchtung ist nun, dass wir für die entstandenen Spital-Kosten oder sonstige Schulden aufkommen müssten, falls meine Ehefrau ein italienisches Formular unterschreibt. Meine Ehefrau wäre ja gerne bereit seinen letzten Willen zu erfüllen und die Kosten des Bestatters zu übernehmen. Wir müssen uns aber sicher sein, dass wir für die restlichen Kosten nicht belangt werden können.</p>
<p>Falls Sie mir in irgendeiner Form weiterhelfen könnten, wäre ich Ihnen sehr dankbar.</p>
<p><em>A.L. (Schweiz)</em></p>
<hr />
<p>Sehr geehrter Herr,</p>
<p>Danke für Ihre Anfrage aus der Schweiz. Ich musste Ihren Brief etwas kürzen, hoffe aber er ist inhaltlich vollständig und korrekt.</p>
<p>Normalerweise beantworten wir nur Briefe unserer Leser, da aber Ihr Schreiben von einem unserer Leser übermittelt worden ist, tun wir das gerne.</p>
<p>Ich habe mir also die Angelegenheit etwas näher angesehen. Sie wollen eigentlich wissen, ob die Zahlung seitens ihrer Ehefrau von gewissen Schulden des Vaters eine Verantwortung für etwaigen Schulden bedingt, durch eine stillschweigende Annahme der Erbschaft.</p>
<p>Folgendes muss vorausgesetzt werden.</p>
<p>In diesem Falle könnte italienisches Recht anwendbar sein, als Recht des Staates in welchem der Erblasser im Zeitpunkt seines Todes seinen gewöhnlichen Aufenthalt hatte, und zwar anhand der schon mehrmals erwähnten europäischen Regelung in Erbsachen der EU-Verordnung Nr. 650/2012 – es sei denn im Testament ist etwas anderes vorgesen (<em>professio iuris</em>).</p>
<p>Dies ist aber nicht bekannt.</p>
<p>Es könnte theoretisch aber auch der Niederlassungs- und Konsularvertrag zwischen der Schweiz und Italien von 1868 in Betracht kommen, welcher bekannterweise zwar keine ausdrückliche Vorschrift der Anwendbarkeit des schweizerischen Rechts beinhaltet, aber dies könnte durch die Zuständigkeit schweizer Gerichte in Auseinandersetzungen bezüglich der Nachfolge eines eidgenössischen Bürgers in Italien erfolgen, da aus Gewohnheit und Praxis das Prinzip von “<em>Gleichlauf von Jus und Forum</em>” gilt.</p>
<p>Untersuchen wir also kurz beide Möglichkeiten.</p>
<p>Gemäss Art. 476 C.C. (Zivilgesetzbuch) ist in Italien eine stillschweigende Erbschaftsannahme wohl möglich. Diese erfolgt, wenn der/die Berufene eine Handlung unternimmt die einen Annahmewille klar voraussetzt und die nur in der Eigenschaft als Erbe berechtigt ist.</p>
<p>Konkret ist die Zahlung von Schulden des Erblassers eine Annahme der Erbschaft nur falls dazu Mittel der Erbschaft benutzt werden. Die Begleichung der Rechnung des Bestatters allein, und sogar die Zahlung der Nachfolgesteuer, sind keine stillschweigende Annahme, da sie übrigens auch von einem Dritten unternommen werden können, und nicht unbedingt von einem Erben, bzw. Berufenen.</p>
<p>Etwas anders, wenn auch zum Teil ähnlich, sieht es in der Schweiz aus, wo gemäss Art. 571 ZGB der Erbe, welcher innert der gesetzlichen Frist (3 Monate) nicht verzichtet, die Erbschaft vorbehaltlos annimmt. Falls dieser sich vor Ablauf der Frist in die Angelegenheiten der Erbschaft eingemischt oder Handlungen vorgenommen hat (ausser eine blosse Verwaltung der Erbschaft und den Fortgang der Geschäfte des Erblassers), oder hat er Erbschafts­güter sich angeeignet oder verheimlicht, so kann er die Erbschaft nicht mehr ausschlagen.</p>
<p>Wenn die Zahlungsunfähigkeit des Erblassers im Zeitpunkt seines Todes amtlich festgestellt oder offenkundig ist wird die Ausschlagung vermutet. Sonst  läuft die Frist für die gesetzlichen Erben der Erklärung des Verzichts vom Moment der Kenntnis des Erbfalls (Art. 566 u. 567 ZGB).</p>
<p>Abschliessend kann man also sagen, dass normalerweise sowohl ein Einverständnis zur Kremation als auch die Zahlung der Kremation und des Bestatters keine Annahme irgendeiner Erbschaft sind und demzufolge auch nicht eventueller Schulden.</p>
<p>Im Zweifelfall, könnte es in Italien ratsam sein, dass eine Drittperson die keine Erbrechte hätte die Zahlung unternimmt (also Sie zum Beispiel, anstatt Ihre Frau), doch Probleme in Ihrer Situation sollte es keine geben.</p>
<p>Nach schweizerischem Recht hingegen, könnte es klug und vorsichtig sein jedenfalls auf die Erbschaft offiziell zu verzichten.</p>
<p>Ich hoffe Ihnen hiermit gedient zu haben, du somit auch anderen Lesern.</p>
<p>Mit freundlichen Grüssen.</p>
<p><em>Avv. Markus Wiget</em></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>«Mi ritengo fortunata: il rapporto con le istituzioni svizzere non poteva essere più fruttuoso»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/mi-ritengo-fortunata-il-rapporto-con-le-istituzioni-svizzere-non-poteva-essere-piu-fruttuoso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 22:46:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/20210612_115510-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La presidente del Collegamento Svizzero in Italia Irène Beutler-Fauguel lascia dopo 12 anni. Abbiamo colto l’occasione per porgerle alcune domande. &#160; Irène, dopo 12 anni il 12 giugno 2021 ha ceduto il testimone quale Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia. Quanta è stata l’emozione in occasione dell’Assemblea e dell’ultimo suo Congresso da Presidente? L’emozione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/20210612_115510-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19093"  class="panel-layout" ><div id="pg-19093-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19093-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19093-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>La presidente del Collegamento Svizzero in Italia Irène Beutler-Fauguel lascia dopo 12 anni. Abbiamo colto l’occasione per porgerle alcune domande.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Irène, dopo 12 anni il 12 giugno 2021 ha ceduto il testimone quale Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia. Quanta è stata l’emozione in occasione dell’Assemblea e dell’ultimo suo Congresso da Presidente?<br />
</strong>L’emozione è stata grande. Sento una forte gioia per poter passare una bella situazione a Regula Hilfiker che mi succede, ma anche un po’ di tristezza per lasciare questo compito che ho svolto con tanto entusiasmo e forza. Sono convinta che un po’ di linfa fresca faccia bene al Collegamento.</p>
<p><strong>Come è cambiato il Collegamento dal 18 maggio 2009, giorno in cui ha preso in mano le redini dell’organizzazione? Come è cambiato lo svizzero in Italia in questi 12 anni?<br />
</strong>Non è tanto cambiato il Collegamento quanto le persone che ne fanno parte. Alcuni circoli si sono “spenti” in questi anni per problemi di età e di successione. Ma dall’altra parte abbiamo un gruppo di giovani, l’UGS, che lascia ben sperare per il futuro.</p>
<p><strong>Come ha vissuto nel corso degli anni le varie collaborazioni, siano esse con altre organizzazioni o con le istituzioni svizzere?<br />
</strong>Mi ritengo fortunata. Ho avuto dei collaboratori nel comitato che erano instancabili, sempre pronti ad aiutare, sempre in prima linea. Ho potuto contare su tanti presidenti delle associazioni svizzere in Italia, che ringrazio caldamente. Il rapporto con le istituzioni svizzere non poteva essere più fruttuoso. Ringrazio di cuore Ambasciata e Consolati per il costante sostegno.</p>
<p><strong>Il 2020 è stato senz’altro l’anno più “straordinario” per la Comunità all’estero. Come è stato vissuto dai circoli – che per loro natura organizzano incontri e condivisioni di momenti festosi? E cosa è lecito attendersi per quest’anno? Sarà possibile recuperare tutto l’entusiasmo?<br />
</strong>È stato un anno “straordinario”, ma lo chiamerei piuttosto un anno difficile. Straordinari erano i presidenti che malgrado le grandi difficoltà sono riusciti a creare degli incontri con strumenti nuovi, temi nuovi, idee nuove. Sicuramente è lecito aspettarsi un risveglio dal letargo forzato, forse qualche idea innovativa, incontri vissuti con più attenzione. E con qualche riflessione in più – dopo aver ascoltato gli interventi durante il congresso. Credo fermamente in una ripresa. Guardiamo tutti avanti. Ritroviamo le forze. Sono convinta che i presidenti cercheranno di fare ancora meglio di prima.</p>
<p><strong>Come Presidente del Collegamento ha contribuito in modo importante all’organizzazione di molti congressi. Ce n’è uno che le è restato impresso particolarmente e per quali motivi?<br />
</strong>Ho vissuto un congresso più bello dell’altro. Il primo a <strong>Senigallia </strong>con la presentazione delle “attività degli Svizzeri in Italia“ e con la mia elezione a presidente - il secondo a <strong>San Remo</strong> con la tematica del “rientro in Svizzera” - il terzo a <strong>Tirrenia </strong>che informava su “nuove strategie”, poi a <strong>Sorrento </strong>che faceva vedere le possibilità di una “formazione in Svizzera”, In seguito si è tenuto a <strong>Bergamo</strong> con “La 5a Svizzera nel mondo di oggi “– seguito da <strong>Torino</strong> con tema “Fisco, segreto bancario svizzero  e cooperazione internazionale e cooperazione internazionale” (qui sì che i presenti erano numerosissimi!). Nel 2015 il tema era “Elezioni Federali 2015: Incontriamo i Parlamentari “a <strong>Genova, - </strong>l’anno dopo a <strong>Trieste</strong> si parlava di “I servizi dell’OSE / trasporti transalpini, porto”.- Come potevano mancare a <strong>Parma </strong>i temi “Relazioni tra Svizzera e Italia dal punto di vista dell’economia svizzera/Gusto e Salute: La grande sfida a tavola.” -  E finalmente di nuovo al sud a <strong>Cosenza</strong> per conoscere una Calabria bellissima, lontana dagli schemi con “Organizzazione politica della Svizzera - alla scoperta della Calabria.” - A <strong>Palermo</strong> poi siamo addirittura volati nello spazio “start: up giovani - varie ditte svizzere - 43 giorni nello spazio Nicollier.” Purtroppo è saltato il congresso a <strong>Firenze</strong> per il COVID 19 e dopo tanti anni non ci siamo potuti incontrare. La speranza  di poter organizzare quest’anno il congresso nella città di Dante è svanita ben presto. Ma siamo pronti ad andarci nel 2022. Grazie alla disponibilità dei “Milanesi” ci siamo incontrati online a <strong>Milano</strong>. “I Circoli, opportunità e rischi per il futuro” deve dare la carica per i prossimi anni.</p>
<p>I temi dei congressi erano sempre scelti in collaborazione tra Collegamento e circoli, una decisione che si è mostrata vincente. <strong>Ringrazio ancora una volta tutti i presidenti e i loro collaboratori per questi eventi indimenticabili!</strong></p>
<p><strong>Sotto la sua egida è nata anche l’Unione dei Giovani Svizzeri. Quanto è importante disporre di un gruppo di giovani e come si è sviluppato a suo avviso questo gruppo?<br />
</strong>Questo gruppo è il nostro <strong>fiore all’occhiello</strong>. Più di 10 anni fa, insieme ad Arwed Büchi (allora Presidente della Gazzetta Svizzera) abbiamo cercato dei giovani per creare questo gruppo. Non potevo lontanamente immaginarmi un tale successo e ancor più l’enorme importanza che ha questo gruppo sulla vita di Collegamento e associazioni. È una motivazione per tutti noi per fare altrettanto. Grazie Ragazzi!</p>
<p><strong>Vi sono invece degli obiettivi che avrebbe voluto raggiungere ma che non è stato possibile? Dove sono i principali cantieri? Ha qualche rimpianto?<br />
</strong>Avrei voluto salvare i circoli problematici, essere più di aiuto. Visitare i circoli più spesso. Tutti abbiamo degli obiettivi che non raggiungiamo. Ma in questo momento mi accontento di quello che ho raggiunto.</p>
<p>Lei trascorre la sua vita, insieme a suo marito, tra Lucerna e la Toscana. Chi la conosce afferma che “non riuscirà comunque a stare ferma”. Come dedicherà Irène Beutler-Fauguel il maggior tempo a disposizione in futuro?</p>
<p>Avrò più tempo per famiglia, lettura e cucina, le mie tre grandi passioni. In ogni caso non abbandonerò il Collegamento. Regula sa che può contare sul mio appoggio quando e quanto lei desidererà.</p>
<p><strong>A succederle sarà Regula Hilfiker: cosa vorrebbe trasmetterle e quali consigli si sente di darle?<br />
</strong>Regula Hilfiker non ha bisogno di consigli. Troverà la sua strada come l’ho trovata io. Forse una cosa sì: abbi sempre tanto entusiasmo per questo compito e non esitare a chiedere aiuto quando la situazione lo richiede.</p>
<p>Vi siete persi il Congresso del 12 giugno 2021 o le assemblee del Collegamento e di Gazzetta Svizzera? Nessun problema: su <a href="https://gazzettasvizzera.org/registrazone-delle-assemblee-generali-del-collegamento-svizzero-in-italia-e-di-gazzetta-svizzera/"><strong>questo link </strong></a> avete accesso alle registrazioni</p>
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	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto">Irène Beutler-Fauguel con la nuova presidente Regula Hilfiker e il presidente della Gazzetta Svizzera avv. Andrea Giovanni Pogliani</p>
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	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto">Irène Beutler-Fauguel (al centro) accanto a Cecilia Döring (a sinistra) e a Bianca Rubino (a destra).</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/mi-ritengo-fortunata-il-rapporto-con-le-istituzioni-svizzere-non-poteva-essere-piu-fruttuoso/">«Mi ritengo fortunata: il rapporto con le istituzioni svizzere non poteva essere più fruttuoso»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<title>82° Congresso 2021 Collegamento Svizzero in Italia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/82-congresso-2021-collegamento-svizzero-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 22:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Congresso 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Congresso-3-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Si è tenuto sotto il titolo “I Circoli: opportunità e rischi per il futuro” l’82mo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia 2021. A causa delle misure dettate dal coronavirus, l’evento è stato tenuto esclusivamente in forma digitale. Un’occasione per una stretta e riuscita collaborazione tra il Collegamento e l’Unione Giovani Svizzeri. La Presidentessa Irène Beutler-Fauguel</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/82-congresso-2021-collegamento-svizzero-in-italia/">82° Congresso 2021 Collegamento Svizzero in Italia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Congresso-3-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19075"  class="panel-layout" ><div id="pg-19075-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19075-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19075-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Si è tenuto sotto il titolo “I Circoli: opportunità e rischi per il futuro” l’82mo Congresso del Collegamento Svizzero in Italia 2021. A causa delle misure dettate dal coronavirus, l’evento è stato tenuto esclusivamente in forma digitale. Un’occasione per una stretta e riuscita collaborazione tra il Collegamento e l’Unione Giovani Svizzeri.</strong></p>
<p>La Presidentessa Irène Beutler-Fauguel – al suo ultimo Congresso in questo ruolo – ha debuttato mettendo in evidenza il fatto che l’appuntamento è stato frutto di una preziosa collaborazione con l’UGS. Una collaborazione che ha visto Bianca Rubino e Angela Katsikantamis moderare gli interventi degli ospiti, rispettivamente le domande e discussioni dal pubblico.</p>
<p><strong>Adam: “Tra la Svizzera e l’Italia, relazioni strette e vivaci”</strong><br />
“Non ho mai sentito un No da parte dell’Ambasciata Svizzera a Roma”: la Presidente del Collegamento ha introdotto così l’intervento dell’Ambasciatrice Rita Adam. Quest’ultima, nel suo saluto ufficiale intitolato “Svizzera-Italia, un partenariato solido anche in tempi di pandemia”, ha ringraziato e tratto un bilancio dei suoi tre anni di attività.</p>
<p>Adam ha ripercorso le misure di collaborazione tra Svizzera e Italia durante l’ultimo difficile anno. “La linfa dei rapporti transfrontalieri non è mai stata interrotta durante la pandemia”, ha analizzato l’Ambasciatrice. Gli esempi a suffragio di questa affermazione sono diversi: i frontalieri – di cui 4000 attivi nelle strutture sanitarie nel Canton Ticino – hanno garantito lo svolgimento di molte attività in Svizzera anche nei momenti di crisi sanitaria più acuta. Il dialogo tra autorità italiane e elvetiche, ha sottolineato Adam, è stato costante e proficuo, soprattutto nelle regioni transfrontaliere. La stretta coordinazione ha inoltre permesso di agevolare le vicendevoli operazioni di rimpatrio o ricongiungimento familiare. Ma non solo COVID: le relazioni tra i due paesi sono state sviluppate e arricchite nell’ultimo anno di 8 intese bilaterali, tra qui quella sulla fiscalità sui lavoratori frontalieri, l’accordo di mutuo riconoscimento dei controlli radiometrici, così come accordi pragmatici in relazione all’enclave di Campione. Ciò dimostra, secondo l’Ambasciatrice la grande vivacità nelle relazioni tra i due paesi.</p>
<p><strong>Adam lascia Roma alla volta di Bruxelles</strong><br />
Rita Adam, concluderà il suo mandato a Roma alla fine di giugno: essa è stata nominata a capo della Missione della Svizzera presso l’Unione europea a Bruxelles. Tra i suoi obiettivi durante l’ultimo triennio, dichiarati in occasione del Congresso del 2019 svoltosi a Palermo, vi era quello di ravvivare i contatti con la comunità svizzera in Italia. Essa traccia – malgrado la pandemia e la difficoltà di incontri personali – un bilancio positivo. “Sono state relazioni preziosissime per me” ha ammesso Adam, ringraziando tutti per il sostegno e la dedizione nella promozione dei legami tra Svizzera e Italia. La diplomatica ha concluso il suo saluto esprimendo un particolare apprezzamento per l’Unione Giovani Svizzeri e formulando un sentito ringraziamento a Irène Beutler-Fauguel.</p>
<p><strong>Il volontariato di successo: “Il 70% dei volontari si impegna perché è divertente”</strong><br />
Tra i valori tipicamente svizzeri, vi è senz’altro quello del volontariato. Ciò ha creato l’occasione per l’intervento di Bernhard Lang, assistente diplomato e dottorando dell’Università di Friburgo.</p>
<p>Nel suo intervento, Lang ha subito sottolineato che “chi gestisce un’associazione è un diamante grezzo”: è preziosissimo. È di conseguenza importante per ogni organizzazione creare l’attrazione giusta, posizionando l’associazione in modo da attrarre i diamanti più preziosi. Occorre in questo contesto considerare che la gran parte dei volontari lo fa poiché divertente (70%), per stare in contatto con altre persone (56%) o per aiutare altri (52%). Le questioni di natura egoistica, ad esempio fare esperienza personale, giocano un ruolo più marginale. Successivamente è determinante la selezione, la scelta delle persone giuste o anche il rifiuto di determinate figure, malgrado molte associazioni non ritengono possano permettersi un simile passo. Una volta operativi, si tratta di concedere l’attenzione alla gestione (leadership) di chi gestisce e istruisce, coordina e da feedback. Lo stile di condotta, ricorda Lang, deve adattarsi alle aspettative di coloro che fanno parte dell’associazione. Secondo uno studio lo stile di leadership più accettato è quello democratico, aperto, che lascia molto spazio ai singoli volontari, mentre non godono di apprezzamento stili manageriali, orientati all’efficienza. Sul tema della compensazione, il giovane accademico ha sottolineato che in linea di principio il volontariato non dovrebbe essere retribuito. Secondo il Monitor Freiwilligen Schweiz, solo 1 volontario su 5 è compensato da un punto di vista pecuniario: molto più spesso esso è costituito da una cena di Natale o il sostegno ad una formazione continua. Ma la compensazione vera e propria è di carattere motivazionale: la soddisfazione gioca un ruolo preponderante. Un successivo capitolo è stato dedicato alla ritenzione (commitment): l’impegno o l’attaccamento individuale ad un compito o ad un gruppo gioca un ruolo molto forte. Questo si riflette sui contatti personale, sui feedback, sul piacere all’attività.</p>
<p>Importante è capire come i propri volontari sono legati all’organizzazione. Così si possono mantenere con delle misure più a lungo le persone che generano un valore aggiunto. L’ultimo punto toccato è stato invece la pianificazione della successione. Si tratta di una tematica importante malgrado sia spesso un tema-tabu. È importante intercettare le paure legate a delle dimissioni delle associazioni.</p>
<p>Queste possono essere di varia natura e vanno dunque identificate. Qualunque successione, ha concluso Lang, è da affrontare con una corretta pianificazione.</p>
<p>All’intervento di Lang è seguita un’interessante tavola rotonda con i Giovani UGS che hanno permesso di approfondire una serie di questioni legate al volontariato.<br />
Lang. “Per me il volontario ideale è qualcuno che dà il cuore e l’impegno e che sappia sacrificarsi per gli altri”.</p>
<p><strong>Essere creativi in gruppo: istruzioni per l’uso</strong><br />
Un successivo pezzo forte del Congresso è stato costituito da Giovanni Lucarelli, Sociologo, scrittore, formatore e facilitatore che ha articolato il suo intervento in 4 tappe. Secondo lui la creatività si esprime con la capacità di generare idee originali – diverse da quelle comuni – efficaci – in grado di risolvere appieno un problema che stiamo per affrontare – e realizzabili – in base alle risorse a disposizione. Si pone allora la domanda di capire quando un team è creativo. Lucarelli, citando un giocatore di football americano ritiene che un team è creativo se la somma delle idee e del prodotto del team è superiore a quello dei singoli. In primo piano vi è dunque la capacità di interagire. Un team creativo si caratterizza per riuscire a tirar fuori il meglio dei propri membri, per raggiungere risultati eccezionali (superiore ai singoli elementi), per collaborare in modo particolarmente stretto con una bassa conflittualità nonché per la capacità di ideare soluzioni brillanti e creative.<br />
Si pone dunque la domanda di come creare il team creativo. Occorre, secondo lo scrittore di diversi testi in materia, disporre di persone con caratteristiche e competenze complementari, con un fine comune. Inoltre è necessario che i membri si ritengano reciprocamente responsabili e che siano capaci a creare un clima creativo e aperto.</p>
<p>Lucarelli ha concluso il suo intervento svelando i segreti per essere creativi: occorre creare un clima accogliente e collaborativo, accogliere il contributo di ogni persona, fare i complimenti e dare feedback e gestire l’errore.</p>
<p><strong>Il messaggio della Direzione consolare: “Grazie per tutto quello che fate a nome del Consigliere federale Ignazio Cassis”</strong><br />
Successivamente la presidente Irène Beutler-Fauguel, è passata all’introduzione di Johannes Matyassy, Segretario di Stato supplente e direttore Direzione consolare, Dip. Federale affari esteri (DFAE).</p>
<p>Il diplomatico a capo della Direzione consolare ha ricordato che i contenuti del mandato del suo ufficio vengono revisionati costantemente, sempre con un accento verso le esigenze dei clienti, ovvero le rappresentanze elvetiche all’estero, gli svizzeri che vivono al di fuori dei confini nazionali e i turisti.</p>
<p><strong>L’11% degli svizzeri vive fuori dai confini nazionali: in Italia sono più anziani</strong><br />
Matyassy ha illustrato un po’ le cifre: il numero di Svizzeri all’estero aumenta di anno in anno ed è oggi paragonabile alla popolazione del Canton Vaud. In proporzione alla media mondiale, la popolazione svizzera in Italia è più vecchia e più femminile. Durante l’intervento il direttore ha inoltre ribadito l’impegno che la Direzione vuole assicurare e garantire i servizi per gli Svizzeri all’estero e questo indipendentemente dalla nazione in cui essi vivono, o se dispongono di una doppia nazionalità. Tra le priorità vi è anche la collaborazione con le Scuole Svizzere all’estero e la collaborazione con educationsuisse. In relazione a ciò ha affermato che “Il vostro lavoro è importante e aiuta a sostenere la cultura svizzera all’estero”.</p>
<p><strong>Un cantiere aperto, i diritti democratici</strong><br />
Matyassy ritiene incontestata la volontà degli Svizzeri di esercitare i propri diritti democratici. In cifre assolute la popolazione iscritta nei cataloghi elettorali è aumentata di 30’000 persone negli ultimi 5 anni. Un atto parlamentare ha ora ridato vita alla questione del mezzo di voto: Argovia, Ticino e Ginevra parteciperanno ad un progetto pilota. La metà degli aventi diritto di voto di alcune nazioni del mondo riceveranno, in via di prova, il materiale di voto attraverso i servizi diplomatici e l’altra metà per la consueta via postale. Il progetto ha lo scopo di valutare se, attraverso i servizi diplomatici, sia possibile ridurre i tempi tecnici per il voto.</p>
<p><strong>Gli anziani all’estero: più vicini ad una categoria sempre più numerosa</strong><br />
Le persone con un’età superiore ai 65 anni rappresentano il 20% della popolazione CH all’estero, tendenza in crescita. La direzione consolare sta lanciando un programma per rafforzare i servizi alle persone in terza età nei campi della prevenzione, dell’accompagnamento e di un sostegno mirato. Inoltre è in corso di sviluppo un’applicazione per gli Svizzeri all’estero per fornire informazioni, prestazioni, sondaggi e molto altro ancora.<br />
Infine Matyassi ha elogiato il lavoro svolto per la Gazzetta: “essa è di primaria importanza e siamo contenti di contribuire anche in futuro alla pubblicazione, aggiornando il quadro della collaborazione”.</p>
<p><strong>Lombardi: “conosciamo i vostri problemi e ci impegniamo fortemente per risolverli”</strong></p>
<p>Quale vicepresidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero – candidato alla presidenza in occasione dell’Assemblea in agosto, Lombardi ha messo l’accento sia sull’italianità nell’ambito dell’organizzazione, sia sulla partecipazione democratica degli Svizzeri all’estero. Nessun altro paese permette un simile coinvolgimento nelle decisioni, ha ricordato. Ora, secondo Lombardi è importante che la Confederazione accordi loro gli strumenti effettivi per partecipare al voto, affinché il diritto non rimanga teorico, ciò che sarebbe sinonimo di discriminazione. Lombardi ha ammesso di essere cosciente delle difficoltà tecnologiche del voto elettronico – che deve essere sicuro e segreto -, dei costi e del fatto che la competenza è dei cantoni: tuttavia l’obiettivo prioritario è riuscire a trovare soluzioni rapide – “sono 20 anni che si parla di voto elettronico” – praticabili, sicure e che garantiscano la segretezza del voto. Per le prossime elezioni federali del 2023 – ritiene l’ex senatore ticinese – è necessario disporre di un sistema funzionale.</p>
<p><strong>Interessati ad una formazione in Svizzera? “educationsuisse è qui per voi!”</strong></p>
<p>Von Gunten ha illustrato il ruolo e l’attività di educationsuisse, la rete delle 18 scuole svizzere nel mondo, di cui 5 nel Bel paese. Esso è però anche un centro di consulenza della formazione in Svizzera. I servizi si rivolgono ai giovani svizzeri all’estero e agli alunni delle scuole svizzere all’estero che desiderano venire in Svizzera a frequentare formazioni o stage. Oltre alla consulenza, educationsuisse offre anche borse di studio – in collaborazione con Gazzetta – o altri sostegni finanziari. L’appello di Von Gunten finale è quello di interpellare educationsuisse per cogliere le eccezionali opportunità che la formazione in Svizzera concede.</p>
<p><strong>Doppio momento ludico per concludere</strong><br />
Il Collegamento si è concluso con un aperitivo e un quiz su Firenze, come anteprima della città che accoglierà – la speranza di tutti è in presenza – il Congresso del Collegamento nel 2022. In coda all’evento invece, gli UGS hanno organizzato un aperitivo online vero e proprio con tanto di ricetta e ingredienti da preparare a casa. “Sta arrivando l’estate, è tempo di festeggiare”, ha concluso in modo fresco la Presidente Angela Katsikantamis.</p>
<p><em><strong>Un ringraziamento particolare agli sponsor:</strong></em></p>
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	<p class="DidascaliaGazzettagrassetto" style="text-indent: 0cm;">Tavola rotonda con Bernhard Lang, Bianca Rubino, Raffaele Sermoneta e Angela Katsikantamis.</p>
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	<p>In regia: Competente e rodato, Luca Bonicalza (UGS)</p>
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	<p>Il passato e il futuro del Collegamento Svizzero in Italia. A sinistra Regula Hilfiker, nominata Presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia durante l’Assemblea tenutasi il mattino. A destra, Irène Beutler-Fauguel, Presidente del Collegamento dal 2009.</p>
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		<title>«Svizzera-Italia oltre gli stereotipi e i cliché»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzera-italia-oltre-gli-stereotipi-e-i-cliche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 21:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Insegnante e scrittrice, Valentina Giuliani ha origini italiane ma da anni vive nel nostro cantone ed è sposata a uno svizzero: con lei abbiamo cercato di affrontare il tema frontiera con uno sguardo differente L’Italia. E la Svizzera. Anzi, il Ticino. La frontiera attrae. Spaventa, anche. In ogni caso fa discutere, intrecciandosi ai discorsi sulla</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Svizzera_CdT-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19064"  class="panel-layout" ><div id="pg-19064-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19064-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19064-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Insegnante e scrittrice, Valentina Giuliani ha origini italiane ma da anni vive nel nostro cantone ed è sposata a uno svizzero: con lei abbiamo cercato di affrontare il tema frontiera con uno sguardo differente</strong></p>
<p>L’Italia. E la Svizzera. Anzi, il Ticino. La frontiera attrae. Spaventa, anche. In ogni caso fa discutere, intrecciandosi ai discorsi sulla pandemia. Soprattutto adesso, con l’estate (e gli Europei di calcio) alle porte. Di riflesso, con la possibilità di varcare il confine senza troppi pensieri grazie al green pass. Un «bel pezzo di carta», volendo citare il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. L’Italia lo introdurrà il 15 giugno, in anticipo rispetto all’Unione europea. Banalmente, guariti e vaccinati non dovranno più presentare un test negativo per entrare nel Belpaese. Un passo avanti, già. Che dovrebbe calmare, in particolare, comuni come Lavena Ponte Tresa da tempo desiderosi di riabbracciare la clientela ticinese. Perché, appunto, la vicinanza geografica non crea soltanto flussi turistici. Crea relazioni, rapporti economici, finanche affetti. Per questo ci siamo rivolti a Valentina Giuliani. Origini italiane, vive ad Arogno e insegna da anni in Ticino. È autrice di libri scolastici e nel 2017 ha scritto, assieme a Marco Jeitziner, la sua prima raccolta di racconti dal titolo Noi. Racconti a due voci tra Italia e Canton Ticino, edita da Armando Dadò. Un libro ironico, piacevole, capace di andare oltre gli stereotipi e i luoghi comuni. È lo spunto per la nostra chiacchierata.</p>
<p><strong>Partiamo da una piccola, grande battaglia. Quella condotta dal sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, fra l’altro presidente dell’Associazione Comuni italiani di frontiera, e dal senatore del Partito Democratico Alessandro Alfieri. Da tempo invocavano un’eccezione per la fascia di confine. Sono stati accontentati. Italia e Svizzera, almeno nelle vicinanze delle dogane, avrebbero dovuto garantire sempre una certa libertà?</strong><br />
«La libertà è, se pensiamo al confine, soprattutto libertà di movimento, di confronto, di scambio. Prendiamo il Ticino e la Lombardia. Di fatto, c’è una commistione quotidiana. Non solo per motivi legati al lavoro e agli affetti ma anche per ragioni di studio. Tanti sono gli studenti che arrivano qui dall’Italia e viceversa diversi ticinesi si spostano in università oltreconfine. Questo improvviso blocco di ogni rapporto, dovuto alla pandemia, è stato faticoso, penalizzante. Poter prevedere degli allentamenti e delle eccezioni, adesso che ci sono i vaccini e i dati sulla diffusione della pandemia sembrano confortanti, è importante. Il confine esiste, è un modo per difendere, proteggere e marcare un’identità. Ma questa identità cresce anche con il confronto, con la diversità e l’alterità. In particolare il Ticino, anche da un punto di vista storico, è legato indissolubilmente alla Lombardia e all’Italia. È bene continuare a mantenere vivo questo legame. Ricordo il primo lockdown e ricordo una grande flessibilità alla frontiera: i medici e gli infermieri frontalieri si dimostrarono disponibili, ad esempio trasferendosi in Ticino per poter essere sempre presenti».</p>
<p><strong>Il confine è anche una questione di affetti. Un aspetto sacrificato sull’altare dell’emergenza sanitaria. Come la mettiamo?</strong><br />
«È una considerazione molto giusta. Forse, la sofferenza maggiore è stata quella relativa all’interruzione delle relazioni e della vita sociale. Il confine c’entra relativamente, non è un discorso solo Ticino-Italia. Durante la prima ondata siamo rimasti a lungo chiusi in casa. Lontano dagli affetti e dalle persone più care. Ho una storia famigliare di medici, la mia risposta rispetto al tema sollevato risente di questa appartenenza. Al primo posto c’è la salute. È chiaro che poi c’è stata e c’è tuttora una grossa sofferenza sul tema della socialità e degli affetti. Lo vedo con i miei allievi a scuola. I ragazzi non hanno potuto frequentare nonni, amici e parenti per un lunghissimo periodo, mostrando una sofferenza, in alcuni casi quasi patologica, con attacchi di panico e paura ad uscire. Nel momento in cui si sapeva poco di questo virus e i contagi aumentavano, credo che il lockdown rigido fosse l’unica soluzione possibile. O comunque quella più giusta».</p>
<hr />
<h3>“L’ironia è una chiave di lettura, però non è così facilmente comprensibile”.</h3>
<hr />
<p><strong>Muoversi sul confine significa anche affrontare luoghi comuni e stereotipi, da una parte e dall’altra. È l’ironia la chiave per capire Italia e Svizzera? Quantomeno, è quanto emerge dal suo libro.</strong><br />
«È la mia chiave di lettura, però l’ironia non è così facilmente comprensibile proprio perché riflette anche una mentalità, una cultura, un modo di vita non sempre condivisi da una parte e dall’altra del confine. Ad esempio alcune battute di un mio amico svizzero-tedesco difficilmente mi fanno ridere. Per poter capire una certa ironia bisogna anche condividere sensibilità, approccio, visione del mondo.</p>
<p>Tornando al libro, direi che la sua storia è emblematica dei rapporti fra Ticino e Italia. Al momento della sua uscita sul mercato è stato accolto positivamente, con recensioni entusiastiche. In un secondo tempo è stato anche un po’ snaturato e perfino strumentalizzato per fini politici. Ha avuto degli alti e bassi, diciamo. Ho scritto questo libro assieme a Marco Jeitziner con tutte le migliori intenzioni possibili.</p>
<p>Come ricorda Giovanni Soldati nella prefazione, Noi testimonia un gesto d’amore verso il Ticino, Paese che mi ha accolto, dandomi un lavoro che amo nonché la possibilità di scrivere e pubblicare. A breve uscirà, sempre per Armando Dadò, una nuova raccolta di racconti ispirata al Museum of broken Relationships (Museo delle relazioni interrotte, ndr) che si trova a Zagabria. È un museo voluto da due artisti. Vi si trovano oggetti-ricordo di diverse coppie che testimoniano la fine di un rapporto d’amore. Per ogni oggetto, illustrato dall’artista zurighese Barbara Fässler, ho scritto un racconto su una storia d’amore finita. Ce n’è uno legato alla pandemia, in cui si parla di un amore a distanza, sospeso, irrisolto... Questo a proposito di affetti congelati».</p>
<p><strong>Forse ragioniamo in termini troppo semplicistici: ma ha ancora senso, nel 2021, avere paura del confine, al netto del discorso frontalieri?</strong><br />
«Non utilizzerei la parola paura semmai, forse, diffidenza. Dovuta a stereotipi, pregiudizi, mancanza di conoscenza dell’Italia. Una realtà molto diversificata. Ho conosciuto molte persone di mentalità aperta in Ticino, con una curiosità incredibile. La Svizzera ha una marcata storia di immigrazione. Non c’è paura, no. C’è una fase di studio, ma nel momento in cui ci si conosce le barriere cadono. L’obiettivo, anche da parte italiana, è abbandonare i cliché e vivere le relazioni, le esperienze. Perché, appunto, esiste anche il pregiudizio all’incontrario: che la Svizzera sia soltanto orologi, banche e cioccolata, che si parli “lo svizzero”, che le persone siano fredde e poco socievoli... D’altro canto, gli italiani, considerati spesso come indisciplinati, sono stati in larghissima parte rigorosi nel rispettare le restrizioni imposte durante la pandemia. Bisogna andare oltre».</p>
<hr />
<h3>“Nel libro ho dedicato un capitolo alla lingua della Svizzera italiana, elogiandone la ricchezza e la creatività”.</h3>
<hr />
<p><strong>Lo «svizzero», se così vogliamo definire l’italiano parlato in Ticino, ha ottenuto delle piccole ma significative vittorie: l’Accademia della Crusca ora accetta anche «la meteo» quando parliamo di previsioni.</strong><br />
«Nel libro ho dedicato un capitolo alla lingua della Svizzera italiana, elogiandone la ricchezza e la creatività. E questo perché, rispetto all’italiano classico, raccoglie tante parole dal francese e dal tedesco. Per tacere dei neologismi, quasi fosse più ricettiva dell’italiano di Dante. Che spesso si chiude. Basti pensare alle discussioni sul termine “petaloso”. Ma una lingua ha una sua storia e riflette i cambiamenti della società, arricchendosi sempre di nuove espressioni».</p>
<p><strong>Si parla tanto di vacanze, complice il green pass. C’è anche però il turismo nostrano, riscoperto durante la pandemia. È vero che lei, in Ticino, ha trovato delle analogie con la Toscana?</strong><br />
«Sì, le ho ritrovate nella dolcezza di alcuni paesaggi collinari e nella dolcezza di certi scorci. Mio marito ed io viviamo nella natura circondati da cipressi, ulivi e vigneti. Abbiamo perfino un orcio per mettere gli ombrelli e lo stemma del giglio di Firenze all’uscio. Ho origini fiorentine e la Toscana la porto sempre nel cuore».</p>
<p><strong>L’ultima domanda, come dire, è un po’ scanzonata. Fra poco Svizzera e Italia si affronteranno agli Europei. Viene alla mente la famosa scena di Pane e cioccolata, in cui un Nino Manfredi biondo platino cerca in tutti i modi di fare lo svizzero ma, al gol degli Azzurri contro l’Inghilterra, non riesce a trattenere la gioia lasciandosi andare in un urlo liberatorio. Chi ha il cuore diviso a metà come può tifare?</strong><br />
«Non sono una tifosa di calcio, preferisco lo sci. Sono un’appassionata. Siccome c’è una buona alternanza fra Svizzera e Italia sul podio, sono felice in entrambe le mie dimensioni. Per l’Italia il calcio è indiscusso protagonista, anche nelle pagine dei quotidiani, in Ticino invece ci sono hockey, sci e tante altre discipline. In questo preferisco la Svizzera».</p>
<p>© CdT/Gabriele Putzu</p>
<p><em>Marcello Pelizzari</em><br />
<em>In collaborazione con Corriere del Ticino</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>10 domande ad una giovane svizzera: Elisabetta Agrelli</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/10-domande-ad-una-giovane-svizzera-elisabetta-agrelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 21:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani Svizzeri all'Estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Foto-articolo-domande-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Elisabetta, sei legata alla Svizzera e se sì in che modo? Sì, sono molto legata alla Svizzera perché pur non avendo parenti che attualmente ci vivano, ho sempre trascorso il mese di agosto nei Grigioni con la mia famiglia. I miei genitori mi hanno trasmesso l’amore per la montagna e le tradizioni locali. L’atmosfera che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Foto-articolo-domande-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19066"  class="panel-layout" ><div id="pg-19066-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19066-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19066-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Elisabetta, sei legata alla Svizzera e se sì in che modo?</strong><br />
Sì, sono molto legata alla Svizzera perché pur non avendo parenti che attualmente ci vivano, ho sempre trascorso il mese di agosto nei Grigioni con la mia famiglia. I miei genitori mi hanno trasmesso l’amore per la montagna e le tradizioni locali. L’atmosfera che si respira in Engadina è unica nel suo genere e consiglio a chiunque non ci sia mai andato di sceglierla come meta per le vacanze e magari di ritornarci! Sono originaria di Sent dove si sente ancora parlare romantsch e ci si saluta “Allegra!” con chiunque si incontri per le magiche stradine del paese.</p>
<p><strong>Cosa ti ha spinta ad impegnarti nell’ambito dell’UGS?</strong><br />
Negli anni passati ho partecipato agli eventi UGS ed ho visto l’associazione crescere notevolmente da Napoli a Venezia passando per Bologna. L’atmosfera che si respira è positiva e si ha la possibilità di confrontarsi ed arricchirsi con persone di varie fasce d’età che amano la Svizzera e l’Italia allo stesso modo. Spero vivamente che sempre più giovani abbiano voglia di seguire le nostre iniziative e sentirsi parte di una comunità che li rappresenta augurandoci che il prossimo incontro si possa fare in presenza in modo da riabbracciare i vecchi amici e conoscere vis-à-vis i nuovi arrivati.</p>
<p><strong>Ti interessa la politica o lo sport svizzero e li segui in modo attivo?</strong><br />
In generale non seguo la politica svizzera e le specifiche evoluzioni dei partiti, ma quando si tratta di quesiti oggetto di votazione tendo ad essere meticolosa nell’informarmi al meglio per esprimere il mio parere in modo consapevole. Per quanto riguarda lo sport invece il mio interesse è sicuramente più attivo, ammiro molto gli sportivi da Federer a Ragettli e mi piace seguire il tennis e lo sci in tutte le sue espressioni. Dopo aver lavorato, inoltre, come delegation attachée per la Svizzera durante le Universiadi che si sono tenute a Napoli nel 2019 ho iniziato a seguire anche altri atleti e sport, in particolare le velociste. Mi sembra scontato dire che durante mondiali ed europei tifo per entrambe le squadre.</p>
<p><strong>Come è percepita la Svizzera dai tuoi amici e dai tuoi conoscenti?</strong><br />
Gli stereotipi sulla Svizzera sono radicati nella mente della maggioranza di coloro con cui mi sono confrontata in tutta la vita: la puntualità, la ricchezza, la marmotta che incarta la cioccolata, i coltellini, gli stipendi e così via. Ho sempre cercato di trasmettere l’idea che non esistono solo gli orologi, ma che la Svizzera è un paese ricco di sfumature e di luoghi meravigliosi da scoprire.</p>
<p><strong>Cosa pensi che potrebbe “copiare” la Svizzera dalla cultura italiana? E viceversa?</strong><br />
Penso che l’Italia possa “copiare” dalla Svizzera l’organizzazione dei trasporti ed il senso civico rivolto in particolar modo all’amore e alla cura per la natura. Di contro la Svizzera potrebbe imparare il valore della flessibilità e mi piacerebbe che la capacità di socializzazione e l’accoglienza fossero più simili a quelle che riscontro nelle località turistiche italiane. Nella mia esperienza c’è una grande chiusura nel vivere la socialità all’aperto quando il tempo lo consente, infatti quando vivevo a Zurigo ho trovato difficoltà nell’inserirmi in un qualsiasi contesto al di fuori del lavoro.</p>
<p><strong>Hai qualche aneddoto divertente o situazione buffa da raccontare riguardo al tuo essere svizzera e italiana?</strong><br />
Sono una svizzera napoletana con lo stesso prefisso telefonico dei miei due luoghi di appartenenza: 081!</p>
<p><strong>Cosa saresti felice di ricevere dalla comunità dei giovani svizzeri in Italia e come pensi potresti contribuire al meglio?</strong><br />
Sono entusiasta della realtà che si è creata attorno all’UGS e credo fermamente che ciascuno di noi possa contribuire alla sua crescita. Mi aspetto che la mia rete di conoscenze ed amicizie aumenti e spero di poter contribuire al meglio, con la mia esperienza di vita, creatività e desiderio di condivisione, alla realizzazione di nuovi progetti e percorsi sempre più stimolanti per il futuro dell’associazione.</p>
<p><strong>Infine, in quanto svizzeri di seconda generazione e portatori di un bagaglio multiculturale, cosa pensi che potreste apportare ai vostri stati di appartenenza?</strong><br />
La diversità è ricchezza. La multiculturalità mi ha portata ad apprezzare, cogliere le differenze e allo stesso tempo valorizzarle nell’ottica di integrazione tra questi due mondi a tratti così diversi. Ad oggi posso dire di aver trovato un equilibrio nel sentirmi a volte più svizzera e altre più italiana.</p>
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		<title>Borse di studio per la formazione in Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/borse-di-studio-per-la-formazione-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 21:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[educationsuisse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/7-8_Foto_Stipendien_9-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero. Durante l’82° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia che si è svolto online* lo scorso 12 giugno, abbiamo brevemente accennato alle possibilità di ottenere borse di studio per giovani svizzeri all’estero che stanno svolgendo una formazione professionale oppure</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/borse-di-studio-per-la-formazione-in-svizzera/">Borse di studio per la formazione in Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/7-8_Foto_Stipendien_9-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19060"  class="panel-layout" ><div id="pg-19060-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19060-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19060-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>I servizi di educationsuisse si indirizzano ai giovani svizzeri all’estero nonché agli studenti delle scuole svizzere all’estero.</p>
<p><strong>Durante l’82° Congresso del Collegamento Svizzero in Italia che si è svolto online* lo scorso 12 giugno, abbiamo brevemente accennato alle possibilità di ottenere borse di studio per giovani svizzeri all’estero che stanno svolgendo una formazione professionale oppure gli studi universitari in Svizzera. Ecco qui qualche approfondimento.</strong></p>
<p>Nel nostro articolo mettiamo il focus sulle borse di reddito e non di merito. Quest’ultime esistono anche in Svizzera, per esempio nel campo artistico, e vengono in genere assegnate da fondazioni private o da alcuni atenei.</p>
<p><strong>Borse di studio</strong></p>
<p>Per garantire a tutti i giovani svizzeri, o giovani residenti con le loro famiglie in Svizzera, la possibilità di una formazione esiste l’opportunità di un sostegno economico «statale» che può consistere in una borsa di studio e/o un prestito di studio. La competenza in materia di questi aiuti è dei singoli cantoni, per cui le condizioni per l’assegnazione sono determinate dalle leggi cantonali e possono variare anche di molto tra un cantone e l’altro. È possibile ricevere un aiuto sia durante una formazione professionale, cioè un apprendistato retribuito con un piccolo salario, come anche duranti gli studi universitari (Bachelor e Master). Importante è che la formazione porti a un diploma riconosciuto dalla Confederazione Svizzera. Non è possibile, se non con rare eccezioni, ricevere una borsa di studio per una seconda formazione dello stesso livello. La domanda per una borsa di studio si presenta di solito poco prima dell’inizio della formazione per cui la decisione inerente a una borsa di studio cantonale arriverà a formazione iniziata e non prima.</p>
<p>Inoltre esistono in Svizzera tante fondazioni private che possono concedere un aiuto finanziario. Quando si presenta la domanda bisogna di solito allegare la decisione riguardante una borsa di studio cantonale.</p>
<p>Anche le università possono elargire borse di studio o altri sostegni come la riduzione delle tasse semestrali. Noi di educationsuisse possiamo pure attribuire delle borse di studio da fondi propri o grazie alla collaborazione con alcune fondazioni. In particolare la «Gazzetta Svizzera» ha istituito un fondo per giovani svizzeri provenienti dall’Italia e ha affidato a educationsuisse l’assegnazione di questi contributi. Vorremmo qui ringraziare l’Associazione «Gazzetta Svizzera» per questa possibilità e la fiducia assegnataci.</p>
<p><strong>Altre agevolazioni</strong></p>
<p>Per quanto riguarda l’assicurazione cassa malati i giovani svizzeri provenienti dall’Italia e in formazione in Svizzera possono rimanere di solito assicurati attraverso i loro genitori in Italia. Basterà chiedere in Svizzera l’esenzione dal contrarre l’assicurazione cassa malati svizzera di base obbligatoria. Se però, in concomitanza dello studio, si lavora, c’è l’obbligo di contrarre un’assicurazione in Svizzera, ma anche qui ci sono delle agevolazioni.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Bisogna calcolare un budget, includendo tutto, dall’affitto, alla spesa quotidiana, alle tasse universitarie, ecc. che può spaziare tra i 18’000 e i 28’000 franchi annui. Ovviamente dipende da quanto si spende per l’alloggio ecc. Spesso gli studenti cercano un lavoro part-time che permette loro di integrare il budget.</p>
<p>Consigliamo d’informarsi in modo approfondito e prepararsi bene prima di intraprendere una formazione in Svizzera. In questo modo il vostro soggiorno in Svizzera diventerà una bellissima esperienza! Non esitate a contattarci per informazioni e per chiarire i vostri dubbi e le vostre domande.</p>
<p>*<a href="https://gazzettasvizzera.org/registrazione-82-congresso-del-collegamento-svizzero-in-italia/">Il Congresso può essere rivisto qui </a></p>
<p><em>Ruth von Gunten</em></p>
<p><strong>Contatto</strong><br />
educationsuisse<br />
scuole svizzere all’estero formazione in Svizzera<br />
Alpenstrasse 26 - 3006 Berna, Svizzera<br />
Tel. +41 (0)31 356 61 04<br />
ruth.vongunten@educationsuisse.ch<br />
www.educationsuisse.ch</p>
</div>
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		<title>Meitschibei</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/meitschibei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Ti porto a tavola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Meitschibei-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />I biscotti “Meitschibei”, dal dialetto bernese “gambe di ragazza”, si accompagnano particolarmente bene alla pausa caffè. Questa pasta prende il nome dalla sua forma, che con un po’ di immaginazione può anche essere vista come due gambe. In collaborazione con gutekueche.ch Il nostro viaggio tra i Cantoni riparte da dove tutto è iniziato: Berna. Se nelle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Meitschibei-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19056"  class="panel-layout" ><div id="pg-19056-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19056-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19056-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>I biscotti “Meitschibei”, dal dialetto bernese “gambe di ragazza”, si accompagnano particolarmente bene alla pausa caffè. Questa pasta prende il nome dalla sua forma, che con un po’ di immaginazione può anche essere vista come due gambe.</p>
<p><strong>In collaborazione con</strong><strong> </strong><strong>gutekueche.ch</strong></p>
<p>Il nostro viaggio tra i Cantoni riparte da dove tutto è iniziato: Berna. Se nelle edizioni passate ci tenevamo a fare una presentazione generale del Cantone, ora vogliamo concentrarci sugli usi e i costumi delle regioni. E quindi: lo sapevate che nel Canton Berna da secoli si pratica l’hornuss, un gioco che assomiglia un po’ al golf e un po’ al baseball, ma che risale in realtà al XVI secolo? Un tempo praticato principalmente dai giovani contadini, oggi questo vero e proprio sport gode di un grande successo, non da ultimo grazie allo stretto legame di elementi sportivi e tradizionali.</p>
<p><strong>Tempo di preparazione: 2-3 ore (incl. lievitazione)</strong><br />
1. Sciogliere il lievito nel latte tiepido e lasciare riposare per 30 minuti.<br />
2. Mescolare la farina, il burro, 60 g di zucchero, il sale, l'uovo e il lievito sciolto e impastare. Lasciar riposare l'impasto per 1 ora finché raddoppia di volume.<br />
3. Per il ripieno, mescolare le nocciole, lo zucchero rimanente e la cannella con un po' d'acqua fino ad ottenere una massa densa.<br />
4. Stendere la pasta su una superficie infarinata e tagliarla in strisce di 18x7cm. Mettere un po' di ripieno sul lato lungo, spennellare i bordi della pasta con acqua, arrotolare in lunghi rotoli e premere le estremità insieme.<br />
5. Formare dei ferri di cavallo dai rotoli, disporli su una teglia coperta di carta da forno e spennellarli con un uovo sbattuto. Cuocere nel forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti.</p>
<p><strong>Ingredienti per 4 pezzi:</strong><br />
160g burro<br />
2 uova<br />
1 uovo per spennellare<br />
1 cubetto di lievito<br />
600g farina<br />
200ml latte<br />
1 pizzico sale<br />
60g zucchero<br />
Per il ripieno:<br />
500g nocciole macinate<br />
1c cannella<br />
400g zucchero</p>
</div>
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		<title>Due SPA svizzere da non perdere: Andeer e Les Bains de Lavey</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/due-spa-svizzere-da-non-perdere-andeer-e-les-bains-de-lavey/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cose belle dalla Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Andeer-Schermata-2021-06-20-alle-18.17.06-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Farsi un regalo fermandosi per qualche giorno o anche per poche ore nelle oasi del benessere Le terme di Andeer Nel Canton Grigioni c’è il villaggio di Andeer, dove pian piano la locale lingua romancia sta perdendo terreno a favore dello svizzero tedesco; territorio di passaggio dei romani che conoscevano le acque del luogo, ben</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/due-spa-svizzere-da-non-perdere-andeer-e-les-bains-de-lavey/">Due SPA svizzere da non perdere: Andeer e Les Bains de Lavey</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Andeer-Schermata-2021-06-20-alle-18.17.06-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19047"  class="panel-layout" ><div id="pg-19047-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19047-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19047-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p><strong>Farsi un regalo fermandosi per qualche giorno o anche per poche ore nelle oasi del benessere</strong></p>
<h3><strong>Le terme di Andeer</strong></h3>
<p>Nel Canton Grigioni c’è il villaggio di Andeer, dove pian piano la locale lingua romancia sta perdendo terreno a favore dello svizzero tedesco; territorio di passaggio dei romani che conoscevano le acque del luogo, ben conosciute, oltre 700 anni fa, anche da chi percorreva l’erta mulattiera del Reno Posteriore che collegava la Lombardia alla Germania: gli stanchi viaggiatori potevano sostare ad Andeer, a 1000 metri d'altitudine, beneficiando del tepore dell'acqua.</p>
<p>Ai nostri tempi, lo si raggiunge facilmente dal confine italiano (dista 80 km da Bellinzona) ed è infatti meta di tanti italiani che apprezzano molto queste terme. In qualsiasi stagione il paesaggio attorno è incantevole e invita alle escursioni sia a piedi sia in mountainbike.<br />
Le offerte di questa Spa (centro termale) sono di primo livello per chi desidera rilassarsi. In ogni area regna la tranquillità.<br />
Il benessere è assicurato da molte proposte di trattamenti e da varie zone interne ed esterne. Di sera, in un’atmosfera quasi fiabesca, luci, ombre e vapori avvolgono chi si trova nell’acqua della piscina all’aperto.<br />
Le acque che arrivano a 34°C, sono curative per la presenza di magnesio, stronzio e potassio, indicate per problemi motori, osteo-articolari e di circolazione sanguigna.</p>
<p>C’è la sauna che è da praticare in nudità, i lettini subacquei per un completo idromassaggio, la doccia massaggiante per la nuca che allevia le odiose cervicali…</p>
<p>Non mancano altre cure per il corpo come bendaggi, linfodrenaggio, ultrasuoni, fino ai veri e propri trattamenti fisioterapici.<br />
Abbiamo chiesto un commento alla blogger professionista italiana Giovy Malfiori (emotionrit.it) che conosce molto questa Spa per averla frequentata a lungo quando risiedeva in Svizzera.</p>
<p><strong>Perché considera Andeer come il suo piccolo grande mondo?</strong><br />
«Perché è stata una delle mie prime scoperte svizzere, quando mi trasferii nella Confederazione tanti anni fa. Mi piaceva molto la sua dimensione raccolta. L’ho definito così perché mi ha dato la sensazione di essere in un posto dove avrei potuto stare bene. L’ho sentito come fosse casa. Parlo sia del paese che del centro termale».</p>
<p><strong>La nudità non è per tutti: in questa Spa in sauna si va nudi…</strong><br />
«Sì, alle terme di Andeer c’è l’area delle saune dove è richiesta la nudità. Voglio specificare che è vietato il costume ma che si entra con il proprio asciugamano. Il costume, soprattutto se sintetico, favorisce il proliferare di germi. Così ci si siede o sdraia sul proprio asciugamano di cotone che ognuno è libero di aprire e restare in nudità. In sauna si sta così, in modo da beneficiare appieno del calore che avvolge tutto il corpo. Il “problema” della nudità nelle saune è un dato culturale tipicamente italiano: il corpo nudo o le sue imperfezioni provocano un’ingiustificata vergogna. In Nord Europa nessuno se lo pone!».</p>
<p><strong>Per chi viene dall’Italia i prezzi in Svizzera non sono sempre economici, per lei che è sempre invitata per lavoro va bene, ma per chi ha famiglia?</strong><br />
«Ho scoperto Andeer molto prima di diventare blogger e di poter ricevere inviti per godermi la sua bellezza. L’ingresso alle terme è assolutamente in linea con molti altri luoghi simili. Io dico spesso che le terme di Andeer sono davvero per tutti. La Svizzera è spesso molto cara in generale per un turista italiano ma, in questa zona dei Grigioni ci sono tante diverse possibilità di alloggio (come i campeggi, per esempio) utili per poter risparmiare. Il segreto è sempre organizzarsi per tempo e non improvvisare mai».</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Gli italiani ai Bains de Lavey</strong></h3>
<p>Leggenda o realtà, si narra che 190 anni fa un pescatore che camminava nelle acque del Rodano a Lavey in Vallese, nel trascinare le reti verso riva, avvertì sulle gambe un forte tepore, cosa che raccontò immediatamente ad amici e parenti.</p>
<p>Era il 27 febbraio 1831 e la notizia arrivò poco tempo dopo anche al geologo e direttore delle miniere di sale di Bex, M. De Charpentier, che inizia a studiare le acque che scaturivano da alcune rocce sulla riva del fiume. Ne rintraccia le caratteristiche solforose e ipertermali, infatti queste acque raggiungono la temperatura di 69°C. Si tratta delle acque termali più calde della Svizzera.</p>
<p>Il Vallese è il Cantone con le più importanti sorgenti termali della Confederazione, e lo stabilimento Bains de Lavey ne è un notevole esempio. Chi ha bisogno di fisioterapie unisce l’utile al dilettevole, in quanto troverà una gamma di trattamenti che per gli svizzeri sono in parte coperte dalla loro Cassa Malati: dalle elettroterapie all’allenamento motorio in acqua e riabilitazione muscolare. Si prosegue con ultrasuoni, termoterapie, idroterapie e la tecnica del respiro che attenua molti disturbi fisici.</p>
<p>Levy è vicino all’Italia essendo il Vallese confinante con la Val d’Aosta e i Bagni si raggiungono in circa 90 minuti da Aosta, perciò sono molto visitati e amati dai turisti italiani perché sono un “luogo magico” per il relax, una struttura straordinaria, ben tenuta e con un panorama spettacolare.</p>
<p>Al calar della sera le piscine esterne sono illuminate con lievi e suggestivi giochi di luce.<br />
Nonostante siano terme adatte ai bambini, la categoria di questa Spa è “Rilassamento”, promessa che mantiene nella realtà.</p>
<p>A tal proposito, ecco il commento di una turista lasciato nel noto sito di recensioni Tripadvisor, su le Bains de Lavey: «La Svizzera ha una cultura delle spa che in Italia è purtroppo assente. In spa ci si va per rilassarsi e rigenerarsi e qui questo accade in automatico. Nessuno urla, nessuno parla ad alta voce, le persone hanno rispetto dei luoghi e delle persone che sono dentro i vari spazi (…) Quando ci sono stata nevicava ed era incredibile sentire il silenzio della neve cadente che si mischiava al semplice suono dell’acqua (…) andateci, apprezzerete la cultura della spa svizzera … comprendendo perché si dovrebbe stare in silenzio nelle spa!».</p>
<p>Chi non ha il tempo per un vero e proprio soggiorno a Lavely, paga il biglietto per 2 o 4 ore di relax, godendo delle vasche di idromassaggio, le cascate d’acqua, l’oasi con il fungo d’acqua e i getti a collo di cigno. Si può scegliere anche la vasca per il nuoto controcorrente e i letti d’acqua calda termale.</p>
<p>Questo è uno dei migliori regali che ci si può fare per il proprio benessere psicofisico.</p>
<p><em>Annamaria Lorefice</em><br />
<em>lorefice.annamaria@gmail.com</em></p>
</div>
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	<p>Le offerte della Spa di Andeer comprendono allenamento motorio in acqua e riabilitazione muscolare fino alla “tecnica del respiro”.  In ogni area regna la tranquillità. </p>
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	<p>La piscina esterna accessibile anche di sera. </p>
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	<p>Le acque de Le Bains de Lavey, raggiungono la temperatura di 69°C. Si tratta delle acque termali più calde della Svizzera. Un “luogo magico” per il relax, una struttura ben tenuta, che offre molte terapie anche per la riabilitazione motoria. </p>
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	<p>La piscina esterna è usufruibile all’aperto anche nei mesi invernali.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/due-spa-svizzere-da-non-perdere-andeer-e-les-bains-de-lavey/">Due SPA svizzere da non perdere: Andeer e Les Bains de Lavey</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non c’è due senza tre</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/non-ce-due-senza-tre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Giovani Svizzeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Sito-web-ugs-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dopo i due eventi online del 2020, ecco nuovamente l’UGS in azione, per un terzo evento virtuale, questa volta il Congresso del Collegamento Svizzero! Questo 82° Congresso rimarrà nella storia: primo evento online del Congresso del Collegamento Svizzero in Italia organizzato da quest’ultimo e dall’UGS, un’occasione speciale per unire le forze e organizzare qualcosa di</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/non-ce-due-senza-tre/">Non c’è due senza tre</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/Sito-web-ugs-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19040"  class="panel-layout" ><div id="pg-19040-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19040-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19040-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Dopo i due eventi online del 2020, ecco nuovamente l’UGS in azione, per un terzo evento virtuale, questa volta il Congresso del Collegamento Svizzero! </p>
<p>Questo 82° Congresso rimarrà nella storia: primo evento online del Congresso del Collegamento Svizzero in Italia organizzato da quest’ultimo e dall’UGS, un’occasione speciale per unire le forze e organizzare qualcosa di memorabile online!<br />
Immenso piacere e una bellissima esperienza poter lavorare insieme per un progetto comune e anche un onore poterlo fare con Irène Beutler-Fauguel, Presidente uscente del Collegamento, che ha dato il via alla nostra realtà di giovani svizzeri e creduto in noi ormai una decina di anni fa.</p>
<p>Il risultato del Congresso è stato strepitoso e ad oggi il video che si trova sul canale YouTube dell’UGS conta già centinaia di visualizzazioni.</p>
<p>I ragazzi e le ragazze dell’UGS hanno partecipato con grande entusiasmo al Congresso. In particolar modo ci preme menzionare e ringraziare i giovani che hanno collaborato in maniera attiva alla sua preparazione: Luca Bonicalza per l’eccellente regia, Bianca Rubino e Angela Katsikantamis per l’attività organizzativa e la co-moderazione dell’evento, Raffaele Sermoneta per il suo sostegno tecnico e la sua collaborazione nella discussione con Bernhard Lang, Cristina e Livia Coli e Jana Calamari per la realizzazione del video “una passeggiata virtuale a Firenze” e per la promozione, Giuseppe Agrelli per il supporto organizzativo, Nicolò Valigi per il supporto tecnico, Caterina Katsikantamis per la conduzione dell’aperitivo.</p>
<p>Un sentito ringraziamento va all’Ambasciatrice di Svizzera in Italia, Rita Adam, per il suo continuato sostegno, alla neoeletta Presidente del Collegamento, Regula Hilfiker, e a Marianne Pizzi, Presidente del Circolo Svizzero di Firenze, per il loro supporto e un auspicio per nuove collaborazioni.</p>
<p>Nelle prossime edizioni della Gazzetta Svizzera non mancherà sicuramente occasione di approfondire i temi trattati dai relatori del 82° Congresso.</p>
<p>L’intervento di Bernhard Lang dell’Università di Friburgo, intitolato «I Circoli: opportunità e rischi per il futuro», ha scaturito nuove riflessioni sul volontariato, sulla gestione del gruppo, su come organizzare sempre meglio il nostro gruppo.</p>
<p>Giovanni Lucarelli, sociologo, autore e facilitatore ci ha entusiasmati con il suo intervento «Creatività e lavoro di gruppo» suggerendoci con diverse idee come sviluppare la nostra creatività lavorando in gruppo.</p>
<p>Ci teniamo a ringraziarvi tutti per la calorosa partecipazione e a ricordarvi che vi aspettiamo al prossimo Congresso dell’Unione Giovani Svizzeri, speriamo dal vivo, in autunno, e il prossimo anno al Congresso del Collegamento Svizzero in Italia a Firenze!</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Le due perfette ricette per una fresca estate</h3>
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	<p>Durante l’aperitivo ci siamo rinfrescati con due drink estivi magistralmente preparati dalla socia Caterina Katsikantamis. Non siete riusciti a partecipare al nostro evento? Nessun problema, ecco a voi le ricette, che potrete provare questa estate. </p>
<p>Per la preparazione del cocktail:<br />
•	prendete un bicchiere e riempitelo di ghiaccio,<br />
•	versate all’interno 4 cl di Malibu,<br />
•	versate 1cl di sciroppo di lamponi,<br />
•	aggiungete ginger beer fino a riempire il bicchiere,<br />
•	sbizzarritevi con decorazioni quali lamponi freschi, menta e lime! </p>
<p>Per la preparazione del drink analcolico:<br />
•	prendete un bicchiere e versate all’interno dello sciroppo di lamponi e cocco,<br />
•	unite acqua frizzante o limonata,<br />
•	decorate il tutto con lamponi freschi e menta!</p>
<p>Vi auguriamo una fresca estate! </p>
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		><h3 class="widget-title">Assemblea e nuovi progetti </h3>
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	<p>Il 13 giugno 2021 si è tenuta, su piattaforma online, l’assemblea generale dell’Unione Giovani Svizzeri. Tra i punti all’ordine del giorno l’elezione del nuovo comitato e la presentazione dei risultati ottenuti nel mandato e i nuovi progetti.</p>
<p>Il nuovo comitato si compone così dei seguenti 11 membri: Giuseppe Agrelli, Elisabetta Agrelli, Giovanni Andina, Luca Bonicalza, Jana Calamari, Cristina Coli, Angela Katsikantamis, Riccardo Pogliani, Bianca Rubino, Raffaele Sermoneta, Giulia Sommaruga. Confermata la presidenza di Angela Katsikantamis, Giuseppe Agrelli diventa tesoriere, Luca Bonicalza segretario e Bianca Rubino vicepresidente. Inoltre, entra ufficialmente nella squadra per un periodo di prova anche Niccolò Francesco Campana. Scoprite uno dei nuovi componenti del Comitato, Elisabetta Agrelli, nell’intervista a pagina 22.</p>
<p>L’assemblea è stata occasione per discutere gli obiettivi raggiunti e i nuovi progetti dell’UGS. Non vogliamo svelare le prossime sorprese, ma intanto siamo lieti di annunciare il lancio del nostro sito web, dove poter rivedere gli ultimi eventi ed entrare in contatto con noi!<br />
Unione Giovani Svizzeri </p>
<p>www.unionegiovanisvizzeri.org</p>
</div>
</div></div></div><div id="pgc-19040-2-1"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19040-2-1-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="5" ><div
			
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	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/non-ce-due-senza-tre/">Non c’è due senza tre</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nuovo: congresso online per i giovani</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/nuovo-congresso-online-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Swisscommunity]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="173" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/swisscommunity-e1687534297964-300x173.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Per la prima volta le giovani Svizzere e i giovani Svizzeri all'estero si riuniscono per un congresso internazionale. Il congresso è un'opportunità per i giovani di esprimere le loro esigenze, di scambiare opinioni sul futuro in vivaci dibattiti e di contribuire a plasmare il futuro. È la prima volta che i giovani Svizzeri all'estero sono</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/nuovo-congresso-online-per-i-giovani/">Nuovo: congresso online per i giovani</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="173" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/swisscommunity-e1687534297964-300x173.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19035"  class="panel-layout" ><div id="pg-19035-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19035-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19035-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Per la prima volta le giovani Svizzere e i giovani Svizzeri all'estero si riuniscono per un congresso internazionale. Il congresso è un'opportunità per i giovani di esprimere le loro esigenze, di scambiare opinioni sul futuro in vivaci dibattiti e di contribuire a plasmare il futuro.</p>
<p>È la prima volta che i giovani Svizzeri all'estero sono al centro di un congresso internazionale. Si svolgerà online tramite la piattaforma Zoom il 15 luglio 2021. Il congresso è organizzato dall'Organizzazione degli Svizzeri all'e-stero (OSE), SwissCommunity, in collaborazione con il Parlamento dei giovani degli Svizzeri all'estero (YPSA).</p>
<p>Il congresso si concentrerà su questioni relative alla politica svizzera, alla formazione, al mondo del lavoro e alla cultura. In questa giornata diverse organizzazioni presenteranno le ricche sfaccettature della Svizzera e forniran-no approfondimenti. I giovani potranno avere risposte alle loro domande scottanti in discussioni interattive e far sentire le loro esigenze.</p>
<p>Il congresso online sarà arricchito culturalmente dalla tipica musica svizzera del gruppo familiare di successo "Oesch's die Dritten". Dopo la conferenza i partecipanti potranno godere di una performance dal vivo che diffon-derà la gioia e li incoraggerà a partecipare. Ciò permetterà ai giovani Svizzeri all'estero di sperimentare un pez-zo di allegra cultura musicale svizzera.</p>
<p>Chissà come questa conferenza colorata contribuirà a plasmare il futuro? È senz’altro un'opportunità per i gio-vani di ampliare le loro conoscenze e aumentare la loro partecipazione alla Svizzera e dare voce ai loro interessi.</p>
<p>Scopri di più sul tema, i punti salienti e il programma sul nostro sito web. Tutti i giovani tra i 15 e i 25 anni pos-sono iscriversi fino al 12 luglio 2021, la partecipazione è gratuita.</p>
<p>Non vediamo l'ora di accogliere le giovani e i giovani Svizzeri all'estero!</p>
<p><strong>Organizzazione degli Svizzeri all’estero</strong><br />
Servizio giovani, Alpenstrasse 26, 3006 Bern<br />
Telefono +41 (0)31 356 61 24<br />
e-mail: youth@swisscommunity.org<br />
www.SwissCommunity.org</p>
<p><strong>ULTERIORI INFORMAZIONI</strong><br />
Data: <strong>Giovedì, 15 Luglio 2021 dalle 14:30-17:45</strong><br />
(CET – Swiss Time) con <strong>Aperitivo facoltativo 17:45-18:45</strong><br />
Luogo: <strong>Online su Zoom</strong><br />
Lingua: <strong>Inglese</strong><br />
Gruppo di età: <strong>15–25 anni</strong><br />
Prezzo: <strong>Gratuito</strong><br />
Registrazioni: <strong>Fino a lunedì, 12 luglio 2021</strong></p>
<p><strong>GIOVEDÌ, 15 LUGLIO 2021</strong><br />
14.30-14.35: Benvenuto e apertura, Presidente dell’YPSA Jacqueline Siffer<br />
14.35-14.45: Benvenuto del Presidente dell’OSE, Remo Gysin<br />
14.45-14.55: Presentazione dell’YPSA, Presidente Jacqueline Siffer<br />
14.55-15.10: La democrazia diretta della Svizzera: mobilitare et interessare i giovani alla politica con easyvote<br />
15.10-15.20: Discussione su "Il diritto di voto e l’eleggibilità per i ragazzi di 16 anni” presentato da YPSA<br />
15.20-15.30: L'importanza del coinvolgimento dei giovani nella politica, anche nelle strutture OSE, Filippo Lombardi, vicepresidente OSE<br />
15.30-15.50: La formazione in Svizzera “i percorsi per una formazione in Svizzera” a cura di educationsuisse<br />
15.50-16.05: Discussione "Quali sono le aspettative e i bisogni dei giovani nei confronti dell’OSE?” con Marie Bloch, Responsabile Servizio giovani dell’OSE<br />
16.05-16.15: Pausa<br />
16.15-17.00: Mondo professionale – Preparare un dossier di candidatura, a cura di Junior Enterprise Genève<br />
17.00-17.45: Parte culturale e festeggiamenti con il gruppo musicale “Oesch's die Dritten”<br />
17.45-18:45: Chiusura e gruppi di discussione divisi per lingua con “icebreakers”, a cura di YPSA con aperitivo virtuale</p>
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		<title>Cosa succede con il servizio militare in occasione di un ritorno in Svizzera?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/cosa-succede-con-il-servizio-militare-in-occasione-di-un-ritorno-in-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Swisscommunity]]></category>
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	<p><strong>Domanda: sono un cittadino svizzero, ho 19 anni e sono cresciuto in Brasile. Dopo aver terminato la scuola, vorrei ora effettuare degli studi di Bachelor in Svizzera. Ma quali sono i miei obblighi concernenti il servizio militare?<br />
</strong><br />
Risposta dell’OSE: per principio, tutti gli uomini maggiorenni di nazionalità svizzera sono obbligati a prestare servizio militare o servizio alternativo entro la fine dell'anno in cui compiono 36 anni. Se rientrano in Svizzera, sono dunque invitati ad effettuare il servizio militare, premesso che siano ritenuti abili al servizio. Il reclutamento è possibile entro la fine dell’anno in cui si raggiungono i 24 anni. La scuola reclute deve essere completata non più tardi l'anno successivo, l'anno in cui si compiono i 25 anni.</p>
<p>Se siete di nazionalità svizzera, vivete all’estero e desiderate effettuare degli studi in Svizzera e, di conseguenza, soggiornarvi per oltre tre mesi, siete tenuti ad annunciarvi presso il comando cantonale competente entro i 14 giorni successivi al vostro arrivo in Svizzera e a svolgere il vostro servizio militare.</p>
<p>Se intendete svolgere degli studi in Svizzera dopo aver raggiunto l’età di 25 anni compiuti, non sarete più reclutati a seguito della vostra età. Non dovrete dunque più effettuare la scuola reclute, ma pagherete una tassa d’esenzione dall’obbligo militare.</p>
<p>Esistono alcune eccezioni per coloro che possiedono la doppia nazionalità: se avete già effettuato il servizio militare o civile nel vostro secondo paese o se avete pagato una tassa d’esenzione, non dovrete più effettuare il servizio militare in Svizzera. Non siete però esonerati dall’obbligo di annunciarvi presso il comando competente e di pagare la tassa d’esenzione dall’obbligo di servizio. Soltanto le persone che hanno effettivamente svolto il servizio militare in Germania, in Francia, in Austria o in Italia sono esentate da questa tassa a seguito dell’accordo esistente tra la Svizzera e questi paesi.</p>
<p>Inoltre, gli Svizzeri all’estero possono seguire la scuola reclute su base volontaria. Occorre indirizzare una richiesta a tale scopo al seguente indirizzo:</p>
<p><strong>Comando Istruzione Personale dell’esercito</strong><br />
Gestione e criteri<br />
Rodtmattstrasse 110 3003 Berna<br />
Telefono +41 58 464 20 63 fax +41 58 464 32 70<br />
e-mail: personelles.persa@vtg.admin.ch site web: www.vtg.admin.ch</p>
</div>
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		<title>Il malessere dei produttori di birra e il benessere degli impiegati del fisco</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-malessere-dei-produttori-di-birra-e-il-benessere-degli-impiegati-del-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 20:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Luglio-Agosto 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Swisscommunity]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="173" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/swisscommunity-e1687534297964-300x173.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />7680 Cucinare piccole porzioni, torte, mangiarle… e ingrassare: in Svizzera, la pandemia ha fatto crescere il consumo alimentare. Nel 2020, la famiglia svizzera media ha speso 7680 franchi per la propria alimentazione, bevande comprese. È quasi un record e rappresenta un aumento dell’11,3% rispetto al 2019. 34'000’000 Quando si consuma di più, si beve di</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="173" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2021/06/swisscommunity-e1687534297964-300x173.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-19025"  class="panel-layout" ><div id="pg-19025-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-19025-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-19025-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h1><strong><span style="color: #3366ff;">7680</span></strong></h1>
<p>Cucinare piccole porzioni, torte, mangiarle… e ingrassare: in Svizzera, la pandemia ha fatto crescere il consumo alimentare. Nel 2020, la famiglia svizzera media ha speso 7680 franchi per la propria alimentazione, bevande comprese. È quasi un record e rappresenta un aumento dell’11,3% rispetto al 2019.</p>
<h1><strong><span style="color: #ff0000;">34'000’000</span></strong></h1>
<p>Quando si consuma di più, si beve di tanto in tanto una birretta? Ebbene no: gli Svizzeri non hanno potuto bere per mesi la birra al bar, di conseguenza il consumo è calato nel 2020. In totale, sono stati serviti 34 milioni di bicchieri di birra in meno rispetto all’anno precedente.</p>
<h1><strong>10</strong></h1>
<p>Davanti a una birra si potrebbe facilmente sproloquiare sullo "Stato gonfiato"... su tutti i funzionari pubblici, i poliziotti, gli insegnanti, ecc. Facciamo i conti: in Svizzera, in totale, il 10% degli impiegati lavora nel settore pubblico. Essi sono il 14% in Italia, il 16% in Gran Bretagna, il 22% in Francia e perfino il 29% in Svezia.</p>
<h1><strong><span style="color: #000080;">56</span></strong></h1>
<p>La Svezia? La Svizzera? Spesso i due paesi vengono confusi. Ma rispetto agli Svedesi, i funzionari svizzeri sono sfortunati? Non proprio: soltanto il 21% di loro vorrebbe cambiare lavoro. Nel settore privato in Svizzera si dichiara insoddisfatto del proprio impiego il 56% delle persone.</p>
<h1><span style="color: #993300;"><strong>7'160'000’000</strong></span></h1>
<p>Mese dopo mese, il numero di auto nuove vendute in Svizzera è al disotto delle cifre comparabili dell’anno precedente. L’unico settore in crescita è quello delle auto elettriche: qui le vendite sono alle stelle e hanno registrato una crescita del 160% nel solo mese di agosto 2020. Parlando di elettricità, si spera che tutte queste auto utilizzino elettricità proveniente da fonti rinnovabili.</p>
<p>RICERCA DELLE CIFRE: MARC LETTAU</p>
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