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	<title>Da Palazzo Federale Archivi - Gazzettasvizzera.org</title>
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	<description>Mensile degli svizzeri in Italia. Fondata nel 1968.</description>
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		<title>Una legge che da dieci anni segna la vita quotidiana della Quinta Svizzera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 17:09:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/quinta-svizzera-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" />Nel 2025, la Legge sugli svizzeri all’estero celebra il suo decimo anniversario. La “Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’estero”, più comunemente chiamata “Legge sugli svizzeri all’estero” è entrata in vigore il 1° novembre 2015 e ha conferito alla Quinta Svizzera maggiore visibilità e riconoscimento. Le svizzere e gli svizzeri all’estero rappresentano l’11,2% (2024)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2026/04/quinta-svizzera-300x300.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-26262"  class="panel-layout" ><div id="pg-26262-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-26262-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-26262-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Nel 2025, la Legge sugli svizzeri all’estero celebra il suo decimo anniversario. La “Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’estero”, più comunemente chiamata “Legge sugli svizzeri all’estero” è entrata in vigore il 1° novembre 2015 e ha conferito alla Quinta Svizzera maggiore visibilità e riconoscimento.</p>
<p>Le svizzere e gli svizzeri all’estero rappresentano l’11,2% (2024) della popolazione svizzera complessiva. Dietro questa cifra si celano progetti di vita individuali molto diversi, esigenze specifiche nonché aspettative e obblighi diversi. La Legge sugli svizzeri all’estero non è soltanto un testo giuridico, ma anche il riconoscimento dello stato particolare delle svizzere e degli svizzeri all’estero. Per l’ex Consigliere agli Stati Filippo Lombardi, promotore della legge e attuale presidente dell’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE), si tratta soprattutto della «consapevolezza di avere una propria identità e di disporre degli stessi diritti dei cittadini e delle cittadine residenti in Svizzera». Questa parità, a lungo auspicata, è stata infine “conquistata” dopo una battaglia politica condotta nell’interesse delle svizzere e degli svizzeri all’estero. L’immagine delle emigranti e degli emigranti svizzeri, infatti, non è sempre stata positiva ed è stata nel corso della storia costantemente osservata e valutata dai movimenti e dalle correnti politiche.</p>
<h2>La Svizzera… e i suoi cittadini all’estero</h2>
<p>Fino alla fine del XIX secolo la Svizzera era un Paese di emigrazione. Il saldo migratorio era negativo per diverse ragioni. L’insicurezza legata alla vita contadina e la durezza delle condizioni quotidiane spingevano molte svizzere e molti svizzeri a tentare la fortuna oltre confine. Verso la metà del XIX secolo le agenzie di emigrazione conobbero un forte sviluppo e offrirono agli interessati l’organizzazione del viaggio verso il Paese di destinazione, spesso però approfittando dell’inesperienza degli aspiranti emigranti. In quel periodo, nella Confederazione esistevano più di 300 di queste redditizie imprese commerciali. L’Ufficio dell’emigrazione, fondato nel 1888, aveva il compito di sorvegliarle.</p>
<p>Per lungo tempo le svizzere e gli svizzeri emigrati furono percepiti dalle autorità come un onere e ricevettero pertanto un sostegno scarso. Solo nel 1966 disposizioni relative agli svizzeri all’estero furono espressamente inserite nell’articolo 45bis della Costituzione federale, migliorandone il riconoscimento giuridico e lo status. Nel 1999, nell’ambito della revisione totale della Costituzione federale, l’articolo 45bis fu sostituito dall’articolo 40, il quale stabilisce che la Confederazione contribuisce a rafforzare le relazioni tra gli svizzeri all’estero e la Svizzera. Esso prevede inoltre che la Confederazione emani disposizioni sui diritti e i doveri degli svizzeri all’estero, in particolare per quanto concerne l’esercizio dei diritti politici a livello federale, l’adempimento degli obblighi di servizio militare e civile, l’assistenza alle persone bisognose e le assicurazioni sociali.</p>
<h2>La Quinta Svizzera come risorsa</h2>
<p>Con l’inizio del XXI secolo, la percezione delle svizzere e degli svizzeri all’estero è nettamente migliorata. Secondo Filippo Lombardi, la Quinta Svizzera è ormai chiaramente riconosciuta come un arricchimento. A lungo trascurata, la politica ha iniziato in quel periodo a riconoscere l’importanza di questo gruppo di popolazione residente all’estero. La Legge sugli svizzeri all’estero (LSEst) è nata da un’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati ticinese Filippo Lombardi e grazie all’impegno di Rudolf Wyder, allora direttore dell’OSE. Prima dell’adozione della LSEst, le disposizioni relative agli svizzeri all’estero erano sparse in numerose leggi, ordinanze e regolamenti.</p>
<p>Quale messaggio è stato trasmesso con l’introduzione della LSEst? Per Filippo Lombardi, essa ha conferito «<em>una certa dignità al mandato costituzionale</em>». La legge riunisce e struttura in modo chiaro i doveri e i compiti della popolazione residente all’estero. Eleva la responsabilità individuale a principio fondamentale del rapporto tra la Confederazione e i cittadini, riconosce determinati diritti e, al contempo, definisce il quadro delle possibilità di sostegno. Inoltre, elenca le diverse prestazioni che la Svizzera può accordare ai propri cittadini che soggiornano all’estero temporaneamente o in modo permanente.</p>
<h2>Quali sono i principali contenuti della Legge sugli svizzeri all’estero?</h2>
<p><strong><em>Iscrizione nel registro degli Svizzeri all’estero</em></strong></p>
<p>È considerata svizzera o svizzero all’estero ai sensi della LSE ogni persona che si è annunciata presso la rappresentanza competente ed è pertanto iscritta nel registro degli svizzeri all’estero. Tale iscrizione è obbligatoria. La concessione di prestazioni consolari e l’esercizio dei diritti politici presuppongono l’iscrizione in questo registro.</p>
<p><strong><em>Obbligo di notifica</em></strong></p>
<p>Se un bambino acquisisce la cittadinanza svizzera per nascita o adozione, deve essere annunciato presso la rappresentanza competente, presentando i documenti ufficiali. Successivamente viene iscritto nel registro degli svizzeri all’estero.</p>
<p><strong><em>Servizi amministrativi</em></strong></p>
<p>La legge elenca le prestazioni consolari che possono essere fornite in diversi ambiti, quali lo stato civile, la naturalizzazione, le questioni militari o il rilascio di documenti d’identità.</p>
<p><strong><em>Esercizio dei diritti politici</em></strong></p>
<p>Le cittadine e i cittadini svizzeri maggiorenni possono esercitare i propri diritti politici, indipendentemente dal luogo di domicilio, in un Comune svizzero o dall’estero. La LSEst disciplina i principi e le modalità dell’esercizio del diritto di voto da parte degli svizzeri all’estero. Si applicano a titolo sussidiario le disposizioni della Legge federale sui diritti politici. Gli aventi diritto di voto residenti all’estero devono però comunicare espressamente al consolato competente la loro volontà di esercitare il diritto di voto.</p>
<p><strong><em>Assistenza sociale</em></strong></p>
<p>Le svizzere e gli svizzeri all’estero in situazione di bisogno possono presentare una domanda di assistenza sociale, che viene esaminata caso per caso. Se la domanda è accolta, la Confederazione fornisce prestazioni di assistenza sociale all’estero oppure sostiene le persone interessate nel loro rientro in Svizzera.</p>
<p><strong><em>Protezione consolare</em></strong></p>
<p>La LSEst disciplina anche la concessione della protezione consolare ai cittadini svizzeri residenti all’estero, comprese le prestazioni di aiuto in situazioni di crisi e catastrofe. Poiché vige il principio della responsabilità individuale, non esiste un diritto sussidiario alla protezione consolare.</p>
<h2>La legge celebra ora il suo decimo anniversario. Qual è il bilancio?</h2>
<p>Per Filippo Lombardi il bilancio è estremamente positivo. La legge continua a essere molto apprezzata e rende ottimi servizi alle persone interessate. È uno strumento democratico che si è dimostrato efficace negli ultimi dieci anni e rimane pienamente attuale. Finora non si sono rese necessarie modifiche legislative, a conferma della sua efficacia. Lombardi esprime però un rammarico: le Scuole svizzere non sono menzionate nella legge e risultano, quindi, meno tutelate. Nel complesso, questo pacchetto legislativo ha rafforzato e reso più visibile la difesa degli interessi delle svizzere e degli svizzeri all’estero. I colori della Quinta Svizzera, tuttavia, devono continuare a essere difesi con attenzione in un mondo diventato più complesso, in una Svizzera altrettanto complessa e in un futuro incerto per tutti.</p>
<p><em>Amandine Madziel</em></p>
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		<title>Votazioni federali 8 Marzo 2026</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-8-marzo-2026-progetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 15:18:28 +0000</pubDate>
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	<p>I progetti sottoposti a votazione vengono stabiliti dal Consiglio federale almeno quattro mesi prima della data della votazione. Nella sua seduta del 5 novembre 2025, il Consiglio federale ha deciso che l'8 marzo 2026 si voterà sui seguenti progetti federali:</p>
<ul>
<li>Iniziativa popolare “Sì a una moneta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (il contante è libertà)” e controprogetto diretto Decreto federale sulla moneta svizzera e l'approvvigionamento di contante (FF 2025 2885 2886)</li>
<li>Iniziativa popolare “200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)” (FF 2025 2887)</li>
<li>Iniziativa popolare “Per una politica energetica e climatica equa: investire per il benessere, il lavoro e l'ambiente (iniziativa sul fondo per il clima)” (FF 2025 2888)</li>
<li>Legge federale del 20 giugno 2025 sull'imposizione individuale (FF 2025 2033)</li>
</ul>
<p>Tutte le informazioni sui progetti sottoposti a votazione (opuscolo informativo, comitati, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale ecc.) sono disponibili all'indirizzo https://www.admin.ch/abstimmungen o nell'app “VoteInfo” della Cancelleria federale.</p>
<h2>Iniziative popolari</h2>
<p>Le seguenti iniziative popolari federali sono state rilanciate fino alla chiusura della redazione (scadenza del termine di raccolta tra parentesi):</p>
<ul>
<li>Iniziativa popolare federale “Per la promozione del potere d'acquisto (iniziativa sul potere d'acquisto)” (2 giugno 2027)</li>
</ul>
<p>L'elenco delle iniziative popolari pendenti è disponibile all'indirizzo www.bk.admin.ch &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative popolari pendenti.</p>
</div>
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		<title>Elisabeth Eidenbenz, una vita all’insegna della modestia</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/elisabeth-eidenbenz-clinica-elne-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 19:50:06 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/elisabeth-eidenbenz-clinica-elne-svizzera/">Elisabeth Eidenbenz, una vita all’insegna della modestia</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		><h3 class="widget-title">Elisabeth Eidenbenz: la svizzera che salvò centinaia di madri e bambini nella clinica di Elne</h3>
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	<p>La svizzera residente all’estero, finora poco conosciuta dal grande pubblico e di estrema modestia, ha incarnato, nei tempi di guerra, speranza e umanità.</p>
<p>Nella clinica ostetrica svizzera di Elne furono accolti bambini e donne di diverse nazionalità e confessioni, in fuga dalla dittatura franchista o, successivamente, dalla Gestapo. Spagnole, ebree e zingare furono nascoste, nonostante le istruzioni della Croce Rossa Svizzera di rispettare le leggi razziali di Vichy. Si stima che circa 200 neonati ebrei furono salvati in quella struttura. Elisabeth Eidenbenz accolse i bambini “indesiderati” e se ne prese cura. Grazie alla sua determinazione e, talvolta, alla sua disobbedienza, nella clinica ostetrica svizzera furono salvati dalla morte certa 600 neonati.</p>
<p><strong>La sua storia</strong></p>
<p>Elisabeth nacque nel 1913 a Wila, nel Canton Zurigo, come terza di sei figli del pastore Johann Albrecht Eidenbenz e di Marie, nata Hess. Successivamente completò una formazione come insegnante. Dal 1929 al 1933 frequentò la Töchter Schule a Zurigo e nel 1934 la scuola di economia domestica di Neukirch an der Thur. La sua carriera professionale come insegnante iniziò nei quartieri operai di Winterthur e Zurigo.</p>
<p>Durante la guerra civile spagnola, nel 1938 fu reclutata come collaboratrice del Servizio Civile Internazionale e si occupò a Burjassot, nella provincia di Valencia, del personale della Società Svizzera per i Bambini di Spagna (SAS), nota anche come Ayuda Suiza. Nel gennaio 1939, quando la Catalogna fu conquistata dalle truppe franchiste, Elisabeth Eidenbenz fu trasferita nel sud della Francia. A Brouilla, vicino al confine spagnolo, doveva allestire un centro di nascita e una casa di riposo per donne rifugiate e i loro bambini.</p>
<p>Quando, alla fine di settembre 1939, questo centro dovette essere evacuato, Elisabeth Eidenbenz scoprì il castello di Bardou nel comune vicino di Elne. Riuscì a raccogliere i fondi necessari affinché la SAS potesse acquistare la proprietà e, dopo i lavori di ristrutturazione, aprire la clinica ostetrica riconosciuta dallo Stato.</p>
<p><strong>La clinica ostetrica svizzera di Elne</strong></p>
<p>La clinica ostetrica svizzera di Elne, operativa da novembre/dicembre 1939 fino a Pasqua 1944, era un centro di accoglienza e di riposo per persone bisognose di cure. La maggior parte proveniva dai campi di Rivesaltes e Argelès e all’arrivo alla clinica si trovava in condizioni miserabili. Il freddo, la sabbia, i pidocchi, la scabbia, il colera e altre malattie decimavano molti neonati e bambini nei campi. Il tasso di mortalità era estremamente alto e l’ammissione alla clinica rappresentava per le donne un barlume di speranza.</p>
<p>Molte non avevano la possibilità di portare con sé i figli maggiori e dovevano lasciarli nei campi, scene strazianti che traumatizzavano profondamente le famiglie. Tuttavia, la tranquillità, la protezione dal vento e dal freddo e un’alimentazione adeguata rappresentavano un aiuto inatteso per queste donne e i loro bambini. Il rifugio offriva a donne sradicate ed emarginate un’oasi di pace e supporto per affrontare la maternità.</p>
<p>Alcune gravidanze erano il risultato di stupri, con conseguenze psicologiche che rendevano la cura ancora più complessa. Molte donne arrivavano in condizioni di estrema debolezza, talvolta con bambini piccoli o malati, rendendo l’allattamento difficoltoso. Tuttavia, tra le donne regnava solidarietà: numerosi neonati furono infine allattati e salvati da altre madri. Appena le madri si rimettevano in piedi, dovevano fare ritorno nei campi. Elisabeth Eidenbenz, invece, cercava di salvare quante più donne e bambini possibile, trovando loro un lavoro nel castello o in un’altra struttura svizzera di aiuto.</p>
<p>A Pasqua 1944, la Gestapo ordinò alla clinica di evacuare la struttura entro tre giorni, imponendone infine la chiusura definitiva.<strong> </strong></p>
<p><strong>Riconoscimenti e onorificenze</strong></p>
<p>Elisabeth Eidenbenz ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui nel 2002 dallo Stato di Israele l’onoreficenza come “Giusta tra le Nazioni”. Nel 2006, lo Stato spagnolo le conferì la Croce d’Oro dell’Ordine della Solidarietà Sociale, nello stesso anno ricevette dalla Generalitat catalana il premio culturale “Creu de Sant Jordi” e nel 2007 il governo francese le conferì il titolo della “Legion d’Onore”.</p>
<p>Tutti i suoi premi e onorificenze furono dedicati a una donna ebrea di nome Lucie, che aveva partorito un bambino morto e era rimasta alla clinica per allattare i neonati le cui madri non potevano farlo. Lucie fu arrestata dalla Gestapo nel 1943.</p>
<p>In Svizzera, Elisabeth Eidenbenz è stata finora poco riconosciuta. Nonostante si sia presa cura di tutte le donne in difficoltà, indipendentemente dalla loro origine o religione, la sua storia è poco conosciuta e il suo Paese non l’ha mai ufficialmente celebrata. Negli ultimi anni visse presso un’amica in Austria. Nel 2008 tornò a Zurigo, dove morì nel 2011.</p>
<p><strong>La clinica ostetrica oggi</strong></p>
<p>Il sito storico, trasformato in museo e sottoposto a tutela monumentale nel 2013, soffre attualmente di una carenza di fondi. Come dichiarato da Nicolas Garcia, sindaco di Elne, sono necessari lavori di ristrutturazione per 4 milioni di euro. Secondo Garcia, per preservare questo luogo commemorativo è fondamentale che la Svizzera contribuisca economicamente alla sua riqualificazione.</p>
<p><strong>di AMANDINE MADZIEL</strong></p>
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	<p><em>Un’immagine iconica: Elisabeth Eidenbenz con il bambino rifugiato spagnolo Pablo.</em></p>
<p>Tutte le foto provengono dal reportage fotografico di Paul Senn pubblicato sulla Schweizer Illustrierte Zeitung del 25 febbraio 1942, ©Gottfried-Keller-Stiftung.</p>
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	<p>Una struttura fondamentale di accoglienza per madri in difficoltà: la Maternité Suisse di Elne.</p>
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	<p>Donne che allattano alla Maternité – e sullo sfondo, discretamente, la bandiera svizzera.</p>
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		<item>
		<title>Gli svizzeri all’estero sono prevalentemente plurinazionali</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-doppia-cittadinanza-plurinazionalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 20:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/08/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Alla fine del 2024, vivevano all'estero 826’700 cittadini svizzeri, pari all'11% della popolazione svizzera totale. Tre quarti di loro possiedono più di una nazionalità. Questa percentuale sale all'85% per i minori di 18 anni. Questi sono i risultati della statistica sugli svizzeri all'estero pubblicata dall'Ufficio federale di statistica (UST). Al 31 dicembre 2024, erano registrati</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/08/Senza-nome-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25353"  class="panel-layout" ><div id="pg-25353-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25353-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25353-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Svizzeri all’estero: la maggioranza ha doppia cittadinanza, cresce la plurinazionalità</h3>
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	<p>Alla fine del 2024, vivevano all'estero 826’700 cittadini svizzeri, pari all'11% della popolazione svizzera totale. Tre quarti di loro possiedono più di una nazionalità. Questa percentuale sale all'85% per i minori di 18 anni. Questi sono i risultati della statistica sugli svizzeri all'estero pubblicata dall'Ufficio federale di statistica (UST).</p>
<p>Al 31 dicembre 2024, erano registrati presso una rappresentanza svizzera all'estero 826’700 cittadini svizzeri, l'1,6% in più rispetto al 2023. Le comunità più numerose si trovano in Europa, soprattutto nei Paesi limitrofi: 212’100 in Francia, 101’000 in Germania e 52’600 in Italia. Al di fuori dell'Europa, i principali Paesi di residenza sono gli Stati Uniti (84’700), il Canada (41’700) e l'Australia (26’600).</p>
<p><strong>Tre quarti degli svizzeri all'estero hanno più di una nazionalità</strong></p>
<p>Tre quarti degli svizzeri all'estero, ovvero 617’600 persone, hanno almeno un'altra nazionalità. Dal 2017, il loro numero è aumentato più nettamente rispetto a quello degli svizzeri con una sola nazionalità (+10,2% rispetto a +9,4%).</p>
<p>Nel complesso, la percentuale di svizzeri con più nazionalità che vivono all'estero è più alta tra i minori di 18 anni (85%), seguita dalla fascia d'età 18-64 (75%) e infine dalla fascia d'età 65+ (65%).</p>
<p>La percentuale di cittadini svizzeri con più nazionalità è più alta in America Latina e Caraibi (84%), Oceania (81%) e Nord America (79%). L'Argentina e il Cile hanno le percentuali più alte, rispettivamente del 95% e del 92%.</p>
<p>D'altra parte, in Asia e in Africa i cittadini svizzeri con più di una nazionalità sono meno numerosi (rispettivamente 63% e 66%). La Thailandia ha la percentuale più bassa di cittadini con più nazionalità, pari al 37%. (UST)</p>
</div>
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	<p>Nei prossimi anni in Svizzera potranno mancare migliaia di lavoratori qualificati, soprattutto nel comparto tecnologico. Foto Keystone</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/svizzeri-estero-doppia-cittadinanza-plurinazionalita/">Gli svizzeri all’estero sono prevalentemente plurinazionali</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Successo dell’integrazione nel mercato del lavoro svizzero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/integrazione-mercato-lavoro-svizzero-svizzeri-all-estero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 19:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Settembre 2025]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzeri all'estero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/08/Workplace-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />L’integrazione o il reinserimento nel mercato del lavoro svizzero è una sfida importante che alcuni uomini e donne coraggiosi sono pronti ad affrontare. Ci sono molti fattori da considerare quando si sceglie un percorso professionale. Ecco alcuni elementi su cui riflettere, sfide e opportunità, per aiutarvi a prevedere il vostro futuro inserimento professionale in Svizzera. Il multilinguismo</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/integrazione-mercato-lavoro-svizzero-svizzeri-all-estero/">Successo dell’integrazione nel mercato del lavoro svizzero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/08/Workplace-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25341"  class="panel-layout" ><div id="pg-25341-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25341-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25341-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Integrazione nel mercato del lavoro svizzero: sfide, strategie e opportunità per gli svizzeri all’estero</h3>
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	<p><strong>L’integrazione o il reinserimento nel mercato del lavoro svizzero è una sfida importante che alcuni uomini e donne coraggiosi sono pronti ad affrontare. Ci sono molti fattori da considerare quando si sceglie un percorso professionale. Ecco alcuni elementi su cui riflettere, sfide e opportunità, per aiutarvi a prevedere il vostro futuro inserimento professionale in Svizzera.</strong></p>
<p>Il multilinguismo in Svizzera è una variabile da considerare quando si cerca un lavoro. La conoscenza di almeno una lingua nazionale è un requisito quasi essenziale per ottenere un lavoro. Le lingue straniere possono anche essere una risorsa importante in molti settori, come gli affari internazionali, l'ospitalità e il turismo. Tuttavia, questi requisiti linguistici possono costituire una barriera al rientro per i nostri concittadini.</p>
<p>Lo stesso vale per i costi di insediamento o reinsediamento in Svizzera. Questo fattore spesso incoraggia gli svizzeri che tornano all'estero a dirigersi prima verso le regioni in cui vivono i loro parenti, anche solo per beneficiare dell’aiuto per l'alloggio. Si tratta ovviamente di una strategia legittima, ma Christine Joray, ricercatrice presso la SECO nella Divisione Mercato del lavoro e reinserimento, sottolinea l'importanza di effettuare un'analisi preliminare: «<em>Un'analisi delle aziende e dei datori di lavoro potenziali situati nella regione scelta è essenziale per il successo del futuro inserimento professionale in Svizzera</em>». È quindi una buona idea fare una scelta informata su dove vivere.</p>
<p>Anche una valutazione delle competenze, per definire in anticipo il proprio piano di carriera, può rivelarsi fruttuosa. Il riconoscimento del diploma è spesso l'esplicito requisito legale per esercitare una professione in Svizzera. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) è responsabile del riconoscimento delle qualifiche estere. La rete internazionale ENIC-NARIC riunisce gli organismi di riconoscimento dei Paesi membri dell'UE e/o del Consiglio d'Europa. La Croce Rossa Svizzera è responsabile dei diplomi nel settore sanitario.</p>
<p>I nostri connazionali che vivono all'estero hanno innegabili punti di forza quando si tratta di candidarsi per un posto di lavoro. L'esperienza internazionale e le competenze interculturali acquisite vivendo all'estero sono particolarmente apprezzate dalle aziende internazionali. La maggior parte dei datori di lavoro ricerca anche alti livelli di adattabilità e resilienza.</p>
<p>Anche le professioni non regolamentate possono rappresentare un'opportunità per i cittadini svizzeri di ritorno in patria. Per molte professioni, come il parrucchiere, il giardiniere autonomo, l'imbianchino, il consulente di marketing, ecc. non esistono leggi o regolamenti federali che impongano condizioni rigorose. Spetta quindi al datore di lavoro valutare il livello del diploma.</p>
<p>È consigliabile informarsi sui vari passi da compiere prima del rientro in patria, per evitare spiacevoli sorprese. Il riconoscimento del diploma non è sempre possibile e può essere molto frustrante. È bene informarsi sui vari passi da compiere prima di tornare a casa, per evitare spiacevoli sorprese. Christine Joray sottolinea che: «<em>Menzionare l'esperienza internazionale nel proprio CV può essere un vero e proprio vantaggio competitivo</em>».</p>
<blockquote>
<p>«Padroneggiare una lingua straniera è un vero vantaggio nella ricerca di lavoro» Christine Joray, SECO</p>
</blockquote>
<p>In Svizzera non esiste un unico elenco centrale di professioni regolamentate, ma diverse autorità federali e cantonali elencano le professioni che richiedono un'autorizzazione, il riconoscimento di diplomi o l'iscrizione a un registro. È inoltre importante notare che esistono differenze cantonali. Nel caso degli architetti, ad esempio, i cantoni di Ginevra, Vaud, Neuchâtel, Friburgo, Lucerna e Ticino non consentono il libero esercizio della professione o l'uso del titolo.</p>
<p>La sanità, l'edilizia, l'ospitalità, la tecnologia e l'ingegneria sono i settori più colpiti dalla carenza di personale. Le carenze possono essere strutturali, temporanee o stagionali. Christine Joray sottolinea che, secondo economiesuisse, entro il 2040 ci sarà una carenza di oltre 430’000 persone nella forza lavoro. Quindi ci saranno molti posti di lavoro da occupare.<strong> </strong></p>
<p><strong>Pianificare è essenziale</strong></p>
<p>Per massimizzare le possibilità di successo, una buona pianificazione prima del rientro in Svizzera rimane una delle chiavi del successo. Informarsi, contattare la propria rete di contatti in loco e preparare fondi sufficienti per sopravvivere nei mesi successivi al trasferimento sono tutti elementi essenziali per un ritorno di successo sul mercato del lavoro svizzero.<strong> </strong></p>
<p><strong>Esistono anche degli aiuti!</strong></p>
<p>Su mandato della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), è stato istituito un servizio di consulenza per i cittadini svizzeri all'estero che desiderano rientrare nel mercato del lavoro svizzero. L'attività di consulenza è stata delegata all'Ufficio dell'economia e del lavoro del Cantone di Basilea Città. L'obiettivo di questo servizio è quello di fornire il miglior supporto possibile agli svizzeri all'estero in cerca di lavoro e di prepararli al loro rientro nel mercato del lavoro. L'ideale è che trovino un lavoro ancora prima di rientrare in patria!</p>
<p><em>Amandine Madziel</em><br />
<em>Schweizer Revue</em></p>
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		><h3 class="widget-title">Da considerare per il ritorno… </h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>■ Padroneggiare almeno una lingua nazionale<br />
■ Essere consapevoli dei costi che comporta il rientro in patria<br />
■ Anticipare la richiesta di riconoscimento del diploma<br />
■ Sondare il mercato del lavoro nella regione prescelta<br />
■ Attivare la propria rete privata: amici, famiglia, ecc.<br />
■ Partecipare ai webinar offerti dal DFAE, dall'ASO e da Soliswiss sul lavoro e sul mercato del lavoro in Svizzera: <a href="https://gazzetta.link/lavoro">gazzetta.link/lavoro</a></p>
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		><h3 class="widget-title">Votazioni federali</h3>
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	<p>Il Consiglio federale decide sulle questioni con almeno quattro mesi di anticipo. Nella riunione del 21 maggio 2025, il Consiglio federale ha deciso di sottoporre a votazione popolare i seguenti punti il 28 settembre 2025:</p>
<p>– Decreto federale del 20 dicembre 2024 concernente l’imposta immobiliare cantonale sulle abitazioni secondarie (FF <em>2025</em> 17);</p>
<p>– Legge federale del 20 dicembre 2024 sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (Legge sull’Id-e, LIdE) (FF <em>2025</em> 20).</p>
<p>Tutte le informazioni sui temi in votazione (opuscolo esplicativo, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, ecc.) sono disponibili sul sito www.admin.ch/votazioni o nell'applicazione VoteInfo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Iniziative popolari</strong></p>
<p>Sono state lanciate le seguenti iniziative popolari (tra parentesi la scadenza per la raccolta delle firme):</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale “Per una politica al servizio del Popolo (No al lobbismo)” (25.9.2026)<br />
■ Iniziativa popolare federale “Società ed economia forti grazie al congedo parentale (Iniziativa per un congedo familiare)” (1 ottobre 2026)<br />
■ Iniziativa popolare federale “Per impianti solari esentati dall'autorizzazione” (8.10.2026)</p>
<p>La lista delle iniziative popolari in sospeso è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso</p>
</div>
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	<p>Nei prossimi anni in Svizzera potranno mancare migliaia di lavoratori qualificati, soprattutto nel comparto tecnologico. Foto Keystone</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/integrazione-mercato-lavoro-svizzero-svizzeri-all-estero/">Successo dell’integrazione nel mercato del lavoro svizzero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>«La Quinta Svizzera è importante per l’immagine della Svizzera»</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-quinta-svizzera-e-importante-per-limmagine-della-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 11:12:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciate svizzere]]></category>
		<category><![CDATA[DFAE]]></category>
		<category><![CDATA[Marianne Jenni]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[servizi consolari]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzeri all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[swissinfo]]></category>
		<category><![CDATA[voto elettronico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/04/M_Jenni_2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dal 1° gennaio 2025 Marianne Jenni è capo della Divisione consolare (DC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In questa intervista parla della necessità di digitalizzare i servizi consolari e del suo impegno per la “Quinta Svizzera”. Marianne Jenni, fino a poco tempo fa lei era ambasciatrice in Ecuador. E ora dirige la Divisione</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-quinta-svizzera-e-importante-per-limmagine-della-svizzera/">«La Quinta Svizzera è importante per l’immagine della Svizzera»</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/04/M_Jenni_2-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25035"  class="panel-layout" ><div id="pg-25035-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25035-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25035-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Marianne Jenni: «La Quinta Svizzera è fondamentale per l’immagine della Svizzera»</h3>
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	<p><strong>Dal 1° gennaio 2025 Marianne Jenni è capo della Divisione consolare (DC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In questa intervista parla della necessità di digitalizzare i servizi consolari e del suo impegno per la “Quinta Svizzera”. </strong></p>
<p><strong>Marianne Jenni, fino a poco tempo fa lei era ambasciatrice in Ecuador. E ora dirige la Divisione consolare a Berna. Il suo ritorno in Svizzera ha portato qualche sorpresa?</strong></p>
<p>«<em>Non ci sono state sorprese, perché sapevo già cosa significasse tornare in Svizzera. Durante i tre anni in cui sono stata ambasciatrice in Ecuador, sono tornata regolarmente in Svizzera e, prima di allora, avevo lavorato per otto anni a Berna. Se si vuole fare questo lavoro, bisogna essere adattabili, flessibili, ottimisti, positivi e curiosi, altrimenti sarebbe difficile cambiare paese ogni quattro anni e abituarsi a una nuova lingua, mentalità o cultura. Ma la Svizzera è rimasta la mia base e ho avuto un datore di lavoro svizzero, il DFAE: la mia situazione non è paragonabile a quella di altri espatriati.</em>»</p>
<p><strong>Ma lei conosce bene la vita degli svizzeri all'estero, avendo vissuto anche a Parigi, Lagos, Roma, Londra, Baghdad, Kinshasa e Città del Capo...</strong></p>
<p>«<em>Vivere in un nuovo paese di cui si conosce poco o nulla è una sfida da non sottovalutare. In generale, i primi mesi non sono facili, perché si deve riorganizzare la propria vita</em>.»</p>
<p><strong>Quanto è facile mantenere i legami con la Svizzera quando si vive all'estero?</strong></p>
<p>«<em>Gli eventi che ho organizzato nella capitale ecuadoriana, Quito, in particolare il 1° agosto, la celebrazione della maggiore età e un evento per i pensionati, hanno sempre attirato molte persone. Oggi i moderni mezzi di comunicazione facilitano anche gli scambi con la Svizzera. Qualche decennio fa decenni fa, le cose erano molto diverse.»</em></p>
<p><strong>Tuttavia, i moderni mezzi di comunicazione e informazione non sono garantiti. Molti svizzeri all'estero sono attualmente preoccupati per il fatto che swissinfo.ch, il portale informativo digitale della SSR, possa scomparire in seguito alle misure di riduzione dei costi adottate dalla Confederazione.</strong></p>
<p>«<em>L'informazione degli Svizzeri all'estero è sancita dalla Costituzione federale. A tal fine, la DC collabora con l'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) e con SWI swissinfo. Naturalmente, presenteremo le nostre argomentazioni nella consultazione sulle proposte di risparmio. Ma sarà la politica ad aver l'ultima parola.</em>»</p>
<p><strong>Sembra che la Svizzera sia meno ben disposta nei confronti degli svizzeri all'estero di quanto non lo fosse in passato e che a volte vengano dipinti come veri e propri approfittatori. Questo la preoccupa?</strong></p>
<p>«<em>Non ho mai notato nulla di simile dall'inizio del mio mandato. Ma questo modo di rappresentare la Svizzera all'estero è ovviamente problematico. Se è così, mi impegnerò per correggere questa immagine. Chi critica gli svizzeri all'estero probabilmente non conosce le loro reali difficoltà. In Svizzera ci affidiamo a un sistema che funziona benissimo e ci protegge. Non è così in tutto il mondo. Gli svizzeri all'estero devono affrontare molti ostacoli amministrativi, la sicurezza talvolta precaria, la mancanza di una rete di trasporti pubblici o la difficoltà di stipulare un’assicurazione sociale. Persone che partono per stabilirsi in un altro paese corrono un rischio.</em>»</p>
<p><strong>Quale messaggio intende rivolgere alla “Quinta Svizzera”?</strong></p>
<p>«<em>Vorrei dire agli svizzeri all'estero che pensiamo a loro e che siamo al loro fianco. Il Consiglio federale e il Parlamento ci hanno conferito questo mandato sotto forma di Legge sugli svizzeri all'estero, e noi lo prendiamo sul serio. Gli svizzeri all'estero sono ambasciatori, al di là dei nostri confini, delle caratteristiche del nostro paese, come la qualità e l'affidabilità, che si tratti di economia, scienza, cultura o società. La “Quinta Svizzera” è importante per l'immagine del nostro paese.</em>»</p>
<p><strong>Come pensa di tastare il polso alla “Quinta Svizzera”?</strong></p>
<p>«<em>Una delle mie priorità sarà quella di partecipare al maggior numero possibile di incontri con gli svizzeri all'estero e alle conferenze dell'OSE, per conoscere le preoccupazioni delle comunità svizzere, che variano da paese a paese. Allo stesso tempo, vorrei ricordarvi che gli svizzeri all'estero possono anche assicurarsi che i loro interessi siano rappresentati in politica facendosi eleggere nel Consiglio degli svizzeri all'estero e condividendo le loro esperienze.</em>»</p>
<p><strong>Molti svizzeri all'estero non possono esercitare il loro diritto di voto e di eleggibilità in Svizzera, perché i documenti arrivano troppo tardi. Questo è fastidioso.</strong></p>
<p>«<em>Non potrei essere più d'accordo, perché così perdiamo voci preziose. La partecipazione politica della “Quinta Svizzera” è importante per la politica svizzera.</em>»</p>
<p><strong>Il voto elettronico potrebbe essere una soluzione. Ha intenzione di difenderlo nei cantoni che sono riluttanti a introdurlo?</strong></p>
<p>«<em>Discuteremo con i Cantoni e la questione del voto elettronico sarà affrontata in quella sede.</em>»</p>
<p><strong>L'Ufficio consolare è il punto di contatto centrale per i servizi consolari in tutto il mondo. Che cosa significa in pratica?</strong></p>
<p>«<em>Una rappresentanza in un'ambasciata o in una segreteria generale consolare è paragonabile a un'amministrazione comunale. Registra i cittadini svizzeri, ne verifica l'identità, riceve le richieste di passaporto e carta d'identità, trasmette i documenti per matrimoni e divorzi, rilascia lasciapassare in caso di smarrimento del passaporto, fornisce assistenza in caso di emergenza, aiuta a organizzare il rimpatrio in caso di decesso, stabilisce i contatti con la famiglia e concede i visti: non meno di 700’000 lo scorso anno. </em></p>
<p><em>In alcuni casi vengono esaminate anche le richieste di assistenza sociale. Le persone che non hanno fonti di reddito e non hanno una famiglia che li sostenga, ad esempio, possono presentare una richiesta di questo tipo. Ogni caso viene poi valutato sulla base di rigorosi criteri legali. Se le condizioni sono soddisfatte, l'aiuto può essere concesso per coprire il livello minimo di sussistenza nel paese di residenza della persona.</em>»</p>
<p><strong>La rete consolare svizzera è sufficientemente estesa?</strong></p>
<p>«<em>Con quasi 170 rappresentanze e 200 consolati onorari, la Svizzera dispone di un'ampia rete consolare che offre servizi. Di conseguenza le aspettative nei nostri confronti sono elevate. Se vogliamo mantenere la qualità dei nostri servizi nonostante il crescente numero di cittadini svizzeri che vivono o viaggiano all'estero, e al contempo raggiungere il nostro obiettivo di risparmio di circa il 10%, dobbiamo trovare delle soluzioni digitali. Queste devono fornire valore aggiunto per entrambe le parti, essendo efficienti e di facile utilizzo.</em>»</p>
<p><strong>Valore aggiunto, efficienza e facilità d'uso agli Svizzeri all'estero? </strong></p>
<p>«<em>Stiamo progettando di creare una piattaforma consolare digitale, che non posso ancora presentare nei dettagli. L'obiettivo è quello di riuscire a stabilire un contatto più rapidamente rispetto a quanto avviene attualmente. D'altra parte, al momento non è prevista la chiusura di alcuna rappresentanza, come ha confermato più volte il capo del DFAE, il consigliere federale Ignazio Cassis. Questo è importante per noi. Con la creazione di questa piattaforma consolare, vogliamo incoraggiare la responsabilità individuale dei cittadini svizzeri che vivono o viaggiano all'estero.</em>»</p>
<p><strong>La Confederazione intende quindi ridurre il suo impegno?</strong></p>
<p>«<em>No. Siamo presenti quando le persone hanno bisogno di noi: lo abbiamo dimostrato in passato e continueremo a farlo in futuro. Ma i cittadini svizzeri che si recano all'estero o vi si stabiliscono devono essere preparati, secondo il principio della responsabilità individuale sancito dalla Legge sugli Svizzeri all'estero. Ciò richiede un lavoro di prevenzione che il DFAE sta già facendo, ma che vorremmo sostenere in futuro con misure di comunicazione più ampie. Il DFAE offre molte informazioni per aiutare le persone a trovare soluzioni. L'applicazione SwissInTouch.ch, pensata per gli svizzeri all'estero, facilita i contatti con le rappresentanze. Le persone che viaggiano all'estero possono consultare i consigli del DFAE e iscriversi a Travel Admin, l'applicazione di viaggio del DFAE. L'impatto della ripresa dei viaggi dopo la pandemia di Covid, l'aumento del numero di prenotazioni effettuate da privati e, infine, la situazione della sicurezza internazionale si riflettono nelle cifre: l'anno scorso la Helpline DFAE ha ricevuto più di 55’000 richieste e ha gestito 1’087 casi di protezione consolare, il 17% in più rispetto all'anno precedente.</em>»</p>
<p><strong>E voi? Siete disponibili 24 ore su 24? 24 ore su 24?</strong></p>
<p>«<em>In linea di principio, sì. Ora è possibile grazie allo smartphone.</em>»</p>
<p><em>Schweizer Revue</em><br />
<em>Intervista: Denise Lachat</em></p>
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	<p>Marianne Jenni è entrata nel DFAE come collaboratrice consolare nel 1991. Ha lavorato a Parigi, Lagos, Roma, Londra, Baghdad, Kinshasa e Città del Capo prima di tornare a Berna nel 2013, dove è stata responsabile del personale locale e onorario all'estero e del patrimonio immobiliare del DFAE. Dal 2021 al 2024 è stata capo missione a Quito, in Ecuador. Le sue responsabilità presso la Direzione consolare comprendono l'ottimizzazione dei servizi digitali e lo sviluppo di misure preventive.</p>
</div>
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	<p>Marianne Jenni: «<em>Vorrei dire agli svizzeri all'estero che pensiamo a loro e che siamo qui per aiutarli</em>».</p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">La Gazzetta ha bisogno di te.</h3>
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		<item>
		<title>Votazioni federali del 28 settembre 2025</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-iniziative-popolari-2025-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 10:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/12/EDA_SwissInTouch_PR-Bild2-e1745233132524-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Votazioni federali Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Durante la sua seduta del 15 gennaio 2025, il Consiglio federale ha deciso che non ci sarà nessuna votazione popolare il 18 maggio 2025. La data delle prossime votazioni sarà il 28 settembre 2025. Troverete tutte le informazioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-iniziative-popolari-2025-svizzera/">Votazioni federali del 28 settembre 2025</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2022/12/EDA_SwissInTouch_PR-Bild2-e1745233132524-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-25028"  class="panel-layout" ><div id="pg-25028-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-25028-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-25028-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Votazioni federali 2025 e nuove iniziative popolari in Svizzera</h3>
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	<h3><span style="color: #ff0000;">Votazioni federali</span></h3>
<p>Il Consiglio federale decide i temi da sottoporre in votazione almeno quattro mesi in anticipo. Durante la sua seduta del 15 gennaio 2025, il Consiglio federale ha deciso che non ci sarà nessuna votazione popolare il 18 maggio 2025. La data delle prossime votazioni sarà il 28 settembre 2025.</p>
<p>Troverete tutte le informazioni sui temi posti in votazione (opuscolo informativo, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, ecc.)  su www.admin.ch/votations o nell’applicazione VoteInfo.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-25032" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/04/1Senza-nome.jpg" alt="" width="116" height="118" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Iniziative popolari</span></h3>
<p>Sono state lanciate le seguenti iniziative popolari (termine di raccolta delle firme tra parentesi):</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale “Per una Svizzera finanziariamente solida, sovrana e responsabile (Iniziativa Bitcoin)” (30 giugno 2026)</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale “Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente” (7 luglio 2026)</p>
<p>La lista delle iniziative popolari in sospeso è disponibile su www.bk.admin.ch &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative in sospeso</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-25033" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/04/2Senza-nome.jpg" alt="" width="118" height="120" /></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-iniziative-popolari-2025-svizzera/">Votazioni federali del 28 settembre 2025</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Controllo federale delle finanze al servizio dell’efficacia e della trasparenza dal 1877</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/controllo-federale-finanze-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 17:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2025]]></category>
		<category><![CDATA[CDF Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[controllo federale finanze]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[rendite svizzeri estero]]></category>
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		<category><![CDATA[trasparenza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[vigilanza fiscale svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/OnLine-Schalter-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il Controllo federale delle finanze è l'organo supremo di vigilanza finanziaria della Svizzera. La sua missione è chiara: garantire la trasparenza e l'uso responsabile del gettito fiscale. E questo tocca anche gli svizzeri all'estero. In qualità di organo massimo della Svizzera per la vigilanza finanziaria, il Controllo federale delle finanze (CDF) controlla in maniera indipendente</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/controllo-federale-finanze-svizzera/">Il Controllo federale delle finanze al servizio dell’efficacia e della trasparenza dal 1877</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/02/OnLine-Schalter-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24843"  class="panel-layout" ><div id="pg-24843-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24843-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24843-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">Controllo federale delle finanze: trasparenza ed efficienza dal 1877</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Il Controllo federale delle finanze è l'organo supremo di vigilanza finanziaria della Svizzera.<br />
La sua missione è chiara: garantire la trasparenza e l'uso responsabile del gettito fiscale.<br />
E questo tocca anche gli svizzeri all'estero.</p>
<p>In qualità di organo massimo della Svizzera per la vigilanza finanziaria, il Controllo federale delle finanze (CDF) controlla in maniera indipendente la gestione delle entrate fiscali. Verifica se i fondi pubblici sono utilizzati in modo appropriato ed efficiente. Per fare questo, deve individuare problemi e rischi in una fase preliminare. Nei suoi rapporti, formula raccomandazioni per migliorare l'efficienza e le prestazioni. Quasi tutti i rapporti che presenta al Parlamento e al Consiglio federale sono disponibili per il pubblico, ciò che permette anche ai contribuenti di sapere come viene utilizzato il loro denaro. Questa pubblicità contribuisce a rafforzare la fiducia del pubblico nelle istituzioni statali.</p>
<p>Il CDF ha attualmente più di 130 collaboratori e ha un budget di quasi 34 milioni di franchi.</p>
<h3>Nuovi compiti, vecchi valori</h3>
<p>Dalla sua creazione nel 1877, i compiti del CDF si sono moltiplicati. Ma esso è rimasto fedele ai suoi valori. Nel 2011, ad esempio, è diventato un centro di contatto per i “whistleblower”. Da allora, i dipendenti della Confederazione e i privati possono segnalare in modo anonimo al CDF qualsiasi sospetto di irregolarità, corruzione o altre attività illegali e quest’ultimo può indagare su di essi. Dal 2022 il CDF è anche responsabile dell'attuazione delle nuove regole di trasparenza sul finanziamento politico. I partiti e gli attori politici devono dichiarare al CDF le loro finanze. Il CDF esamina e pubblica queste informazioni per migliorare l'integrità del finanziamento politico e rafforzare la fiducia nei processi politici.</p>
<p>Dalla sua creazione nel 1877 i compiti del CDF si sono moltiplicati. Ma esso è rimasto fedele ai suoi valori.</p>
<p>Ogni anno, il CDF svolge più di 150 controlli in un'ampia gamma di settori. La maggior parte di questi controlli vanno ben oltre il semplice esame dei dati finanziari. Ecco una selezione dei controlli svolti dal CDF che potrebbero essere di particolare interesse per i cittadini svizzeri residenti all'estero.</p>
<h3>Creare ponti digitali verso la Svizzera</h3>
<p>Una rete internazionale ben funzionante è fondamentale per fornire aiuto agli svizzeri all'estero in caso di emergenza.  Nel 2022, il CDF ha esaminato i servizi consolari delle rappresentanze svizzere all'estero. I risultati di questa valutazione hanno mostrato che negli ultimi anni il Dipartimento federale degli Affari Esteri (DFAE) è riuscito a migliorare la qualità dei suoi servizi. Tuttavia, i servizi consolari sono stati sono stati messi alla prova dall'elevato numero di richieste dirette.</p>
<p>Lo sportello online DFAE progettato per semplificare la comunicazione tra gli svizzeri all'estero e le rappresentanze svizzere, è stato poco utilizzato a causa della sua scarsa facilità d’uso. I dossier degli svizzeri all'estero sono ancora conservati su carta.</p>
<p>In questo contesto, il CDF ha raccomandato di intensificare gli sforzi nell'area della trasformazione digitale. Il DFAE ha risposto estendendo e migliorando i suoi servizi online. È previsto che la digitalizzazione completa dei dossier degli svizzeri all'estero sarà completata entro la fine del 2025. Il CDF esaminerà quindi in seguito quali miglioramenti sono stati effettivamente implementati.</p>
<h3>Il processo di versamento delle rendite all’estero è corretto?</h3>
<p>Attualmente, l’Ufficio centrale di compensazione (UCC) eroga quasi un milione di rendite di vecchiaia e di invalidità all'estero per un totale di 7,8 miliardi di franchi. Nel 2021, il CDF ha esaminato l'efficacia delle misure di controllo della UCC per garantire che le rendite siano versate a chi ne ha diritto. All’estero, ovviamente, i controlli contro le frodi assicurative non vengono effettuati in maniera identica. Molti pensionati che vivono allʹestero inviano ancora in Svizzera, ad esempio, un “<em>certificato annuale di esistenza in vita</em>” su carta.</p>
<blockquote>
<p>I margini delle banche non devono ridurre le rendite</p>
</blockquote>
<p>L’indagine del CDF ha evidenziato che i controlli dell’UCC raggiungono i loro obiettivi, ma che gli strumenti dovrebbero essere modernizzati. Nel 2020, la CdC è stata in grado di recuperare circa 74 milioni di franchi. Ma il CDF ha individuato un potenziale di miglioramento. Ha raccomandato all’UCC di rendere più efficaci i propri controlli e di utilizzare meglio i dati. Ha inoltre indicato che dovrebbero essere utilizzati strumenti digitali per individuare meglio le imprecisioni. Inoltre, i pensionati svizzeri non devono registrare i loro dati in modo superfluo nei vari sistemi.</p>
<p>L’UCC ha rinegoziato gli accordi con le banche che pagano le rendite all'estero. I nuovi accordi sono entrati in vigore il 1° gennaio 2025. Il CDF aveva anche notato che le banche chiedevano commissioni eccessive, ciò che riduceva le rendite versate.</p>
<h3>Le frontiere aeree esterne di Schengen sono gestite in maniera globale?</h3>
<p>Dopo l'accordo di Schengen tra la Svizzera e l'UE, i controlli alle frontiere sono radicalmente cambiati. Da sistematici, hanno lasciato il posto a una maggiore mobilità. Questo è un vantaggio per molti viaggiatori e per mezzo milione di cittadini svizzeri all'estero in Europa. Allo stesso tempo, per combattere efficacemente i rischi globali come la criminalità organizzata, il terrorismo e la migrazione illegale, l'UE e la Svizzera hanno introdotto controlli più intensivi nell'area Schengen.</p>
<p>Nel 2024, il CDF ha rivisto la strategia di controllo delle frontiere esterne dello spazio Schengen negli aeroporti svizzeri. Le sue conclusioni: la struttura federale del paese, con otto autorità di controllo a livello federale e cantonale, complica la gestione delle frontiere esterne, poiché nessuno ha il potere di gestire il sistema nel suo complesso, nemmeno la Segreteria di Stato per la Migrazione. Questo spiega la lentezza nell'attuazione di importanti misure di miglioramento con tutti gli enti interessati. Il CDF ha chiesto alle autorità responsabili un maggiore impegno e un monitoraggio sistematico delle misure. Successivamente esso riesaminerà se le sue raccomandazioni sono state implementate.</p>
<h3>Idee per un’amministrazione federale moderna</h3>
<p>Controlli efficaci, trasparenza e la capacità di cambiare sono pilastri essenziali di uno Stato ben funzionante. Il CDF mira a contribuire al buon funzionamento e alla modernizzazione dell'amministrazione federale individuando i punti deboli, proponendo miglioramenti e sostenendone l'attuazione con raccomandazioni.</p>
<p><em>Dr. Roger Pfiffner</em><br />
<em>Esperto di audit, Audit delle prestazioni, CDF</em></p>
<p>I rapporti di revisione citati in questo articolo sono disponibili sul sito web del CDF: si tratta dei numeri 19’404 (rappresentanze svizzere all'estero), 20’419 (rendite pagate all'estero) e 23’231 (gestione integrata delle frontiere): www.efk.admin.ch</p>
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	<p>La qualità dei servizi online del DFAE è uno dei temi che il CDF ha esaminato nel 2022. Foto Adobe Stock</p>
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	<p>Le verifiche riguardano temi importanti per gli svizzeri all'estero. Foto Adobe Stock</p>
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</div></div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/controllo-federale-finanze-svizzera/">Il Controllo federale delle finanze al servizio dell’efficacia e della trasparenza dal 1877</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il «ritrovo» sconosciuto della Quinta Svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/il-ritrovo-sconosciuto-della-quinta-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 22:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Gennaio Febbraio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[700 anniversario confederazione svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[brunnen]]></category>
		<category><![CDATA[eventi culturali]]></category>
		<category><![CDATA[lago dei quattro cantoni]]></category>
		<category><![CDATA[piazza degli svizzeri all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta Svizzera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=24699</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/waldstaetter-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Un ampio prato che fa venir voglia di prendere il sole e fare picnic, una vista pittoresca sul Lago dei Quattro Cantoni e sulle montagne circostanti - e un grande significato simbolico. Stiamo parlando della Piazza degli Svizzeri all'estero di Brunnen (SZ). L'area di 5’000 m2 proprio accanto al porto «Föhn» simboleggia il legame dei</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/il-ritrovo-sconosciuto-della-quinta-svizzera/">Il «ritrovo» sconosciuto della Quinta Svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/waldstaetter-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24699"  class="panel-layout" ><div id="pg-24699-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24699-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24699-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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		><h3 class="widget-title">A Brunnen si trova un luogo speciale: la Piazza degli Svizzeri all'estero. È stata inaugurata nel 1991 nell'ambito delle celebrazioni per il 700° anniversario della Confederazione Svizzera. Oggi è un punto di riferimento in patria per gli oltre 800’000 Svizzeri all'estero. Vi proponiamo un “giro virtuale” di questo luogo simbolico.</h3>
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	<p>Un ampio prato che fa venir voglia di prendere il sole e fare picnic, una vista pittoresca sul Lago dei Quattro Cantoni e sulle montagne circostanti - e un grande significato simbolico. Stiamo parlando della Piazza degli Svizzeri all'estero di Brunnen (SZ). L'area di 5’000 m2 proprio accanto al porto «Föhn» simboleggia il legame dei circa 820’000 Svizzeri all'estero con la patria. Alcuni chiamano la piazza anche «Rütli della Quinta Svizzera». Una definizione appropriata, dato che l'originale, il leggendario luogo di fondazione della Svizzera, è poco distante sul lato opposto del lago. Il sito costituisce anche la fine del «Sentiero della Svizzera», che si snoda intorno al Lago di Uri e in cui ogni cantone è coinvolto con un tratto del sentiero. La Piazza degli Svizzeri all’estero è teatro di eventi sportivi e culturali, viene talvolta utilizzata per il “public viewing”, è stata utilizzata dall'esercito come luogo per cerimonie e consegne di bandiere e ha ospitato molte celebrazioni del 1° agosto.</p>
<h3>Ricordi del 700° anniversario della Svizzera</h3>
<p>Nonostante il suo significato simbolico, la piazza è sorprendentemente poco conosciuta in Svizzera. Solo pochi svizzeri sono consapevoli dell'esistenza di questo luogo, che costituisce un ponte con i connazionali che vivono all'estero. Eppure la storia della piazza inizia in modo tutt'altro che in sordina, come spiega Alex Hauenstein. È il presidente della Fondazione Piazza degli Svizzeri all'Estero, proprietaria del sito: “La Piazza degli Svizzeri all'Estero è una delle poche realizzazioni durature delle celebrazioni del 700° anniversario della Confederazione svizzera nel 1991”. Un passo alla volta: nel 1988 è stata istituita la fondazione “Piazza degli Svizzeri all'estero Brunnen”, di cui fanno parte la Confederazione Svizzera, il Cantone e il distretto di Svitto, il Comune di Ingenbohl, la Banca Cantonale di Svitto e l'Organizzazione degli Svizzeri all'estero. In vista del 700° anniversario della Confederazione svizzera, la fondazione ha potuto acquistare il sito sul Lago dei Quattro Cantoni grazie a una campagna di raccolta fondi a livello mondiale tra gli svizzeri all'estero e a un contributo sostanziale della Confederazione svizzera. Il luogo è stato aperto al pubblico il 4 maggio 1991 dall'allora Presidente della Confederazione svizzera, Jean-Pascal Delamuraz. In seguito è stato uno dei luoghi principali per le celebrazioni del 700° anniversario della Confederazione svizzera. Il 1° agosto 1991, tutto il Consiglio federale si è riunito sulla piazza degli Svizzeri all'estero e ha effettuato una visita di Stato, per così dire, alla «Quinta Svizzera».</p>
<h3>Opposizione contro un trampolino</h3>
<p>Nonostante la sua posizione unica, però, la piazza degli Svizzeri all'estero non è riuscita a diventare un luogo di incontro. “Molte persone non erano nemmeno a conoscenza della piazza”, racconta Alex Hauenstein, che ha vissuto e lavorato in Germania per molti anni. Lui stesso ha saputo dell'esistenza della piazza solo nel 2009, poco prima di entrare a far parte della fondazione nel 2010, che presiede dal 2014. Lui e gli altri membri del consiglio di fondazione erano intenzionati a sensibilizzare l'opinione pubblica e a promuovere un uso significativo della piazza. La Fachhochschule Nordwestschweiz FHNW è stata quindi incaricata di elaborare proposte per un migliore utilizzo della piazza. La fondazione ha infine deciso di organizzare un concorso per la creazione di un simbolo della piazza. Fu scelto il progetto “Trampolino”, una costruzione pedonale che si proiettava sul lago, un trampolino di lancio nel mondo, per così dire. Ma il progetto non poté essere realizzato. «L'associazione per la tutela del paesaggio» si è opposta, afferma Hauenstein seccamente.</p>
<h3>Uso variegato</h3>
<p>Nonostante questa battuta d'arresto, era chiaro che la piazza avrebbe dovuto essere più utilizzata in futuro. Sebbene fosse frequentata attivamente dal pubblico, gli eventi più grandi si svolgevano solo saltuariamente. Ma questi erano esattamente ciò che serviva, poiché, per la manutenzione della piazza, la fondazione dipendeva dalle entrate. Per promuovere l'affitto della piazza, la fondazione ha collaborato con Brunnen Tourismus, che da quel momento in poi si è occupata dell'affitto della piazza. Tra gli eventi più noti vi sono lo «Spettacolo», un festival internazionale di artisti di strada, la manifestazione di sport acquatici “Windweek” e i Campionati europei di una ex classe olimpica di barche a vela. Tuttavia, ci sono anche richieste che la fondazione deve rifiutare. Ad esempio, quando i familiari desiderano seppellire sul sito degli Svizzeri all'estero l'urna di un cofondatore deceduto. Hauenstein può comprendere questo desiderio. “Ma la piazza non deve diventare un cimitero”.</p>
<h3>Arte svizzera da tutto il mondo</h3>
<p>Da diversi anni, la fondazione utilizza la piazza anche come base per il suo progetto «Artists in Residence». Quest'estate, il musicista svizzero di Edimburgo Nathaniel “Nat” Cartier è stato invitato a trasferire il suo posto di lavoro a Brunnen per cinque settimane. Il soggiorno è stato finanziato dalla fondazione e in cambio Cartier è stato incaricato di comporre tre canzoni e di dipingere dei quadri che la fondazione potrà utilizzare. Il musicista ventiquattrenne si è goduto appieno il soggiorno, dice Hauenstein. Si è unito ai Brunner Yodellers e preso confidenza con il corno delle Alpi (Alphorn) e la fisarmonica svizzera (Schwyzer-Örgeli). In uno dei brani commissionati, il «Presidential Address», il sassofonista Cartier è accompagnato dal noto suonatore di corno delle Alpi Fredy Fuchs. Al termine del suo soggiorno, Cartier ha potuto presentare il suo lavoro a un vasto pubblico nella Piazza degli Svizzeri all'estero. È la terza volta che la fondazione assegna una borsa di studio di questo tipo, dopo il 2016 e il 2017. La prossima volta che vorrà invitare un artista a Brunnen sarà nell'estate del 2026. Per lo stesso anno è in programma anche il 35° anniversario della piazza. «Naturalmente vogliamo celebrarlo in grande stile», afferma Alex Hauenstein.</p>
<h3>Un luogo per sentirsi a casa</h3>
<p>Per il presidente del Consiglio di fondazione, l'evento dell'anniversario sarà anche un addio, poiché in seguito lascerà il suo incarico. Dopo 16 anni di mandato, è giunto il momento di passare il testimone alla generazione più giovane. Nel frattempo è tornato in Svizzera e ha trovato un suo posto per stare a casa. Spera che la piazza continui a svilupparsi e ad adattarsi alle esigenze degli Svizzeri all'estero. Per lui è comunque chiaro che questo luogo speciale continuerà a essere necessario anche in futuro. Molti connazionali che vivono all'estero rimangono strettamente legati alla loro patria, e lo sono da generazioni. Per loro questo luogo ha un valore enorme: “Qui hanno un posto dove possono sempre tornare a casa”.</p>
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	<p>La posizione della Piazza degli Svizzeri all'estero di Brunnen (SZ), con accesso al lago e un suggestivo panorama montano, è straordinaria. E la piazza stessa si trasforma di volta in volta in un parco per gli ospiti della Quinta Svizzera, per chi rinfresca i propri ricordi e per chi visita la Svizzera per la prima volta. Foto ZVG (1) e Keystone (3)</p>
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	<p>Nell'estate 2024 Brunnen è stata la stazione di attracco del musicista e «Artist in Residence» Nat Cartier. Foto ZVG</p>
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		<title>Votazioni federali del 9 ottobre 2024</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-del-9-ottobre-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 21:53:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/svizzeraintasca-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Votazioni federali I temi da sottoporre a votazione sono stabiliti dal Consiglio federale almeno quattro mesi prima della data della votazione. Nella riunione del 9 ottobre 2024, il Consiglio federale ha deciso che sarà sottoposta a votazione il 9 febbraio 2025: ■ Iniziativa popolare federale «Per un'economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/votazioni-federali-del-9-ottobre-2024/">Votazioni federali del 9 ottobre 2024</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2023/11/svizzeraintasca-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24688"  class="panel-layout" ><div id="pg-24688-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24688-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24688-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h3><span style="color: #ff0000;">Votazioni federali</span></h3>
<p>I temi da sottoporre a votazione sono stabiliti dal Consiglio federale almeno quattro mesi prima della data della votazione.<br />
Nella riunione del 9 ottobre 2024, il Consiglio federale ha deciso che sarà sottoposta a votazione il 9 febbraio 2025:</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale «Per un'economia responsabile entro i limiti del pianeta (Iniziativa per la responsabilità ambientale)» (BBl 2024 2488)</p>
<p>Tutte le informazioni sui temi in votazione (libretto di voto, commissioni, raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio federale, ecc.) sono disponibili sul sito www.admin.ch/votazioni o nell'app “VoteInfo” della Cancelleria federale.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-24694" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/Senza-nome.jpg" alt="" width="220" height="224" /></p>
<h3><span style="color: #ff0000;">Iniziative popolari</span></h3>
<p>Le seguenti iniziative popolari federali sono state lanciate di recente prima del termine di redazione (tra parentesi la scadenza del periodo di raccolta):</p>
<p>■ Iniziativa popolare federale «Per derrate alimentari senza organismi geneticamente modificati (Iniziativa per la protezione delle derrate alimentari)» (3 marzo 2026)<br />
■ Iniziativa popolare federale «Per la democrazia diretta e la competitività del nostro Paese – No a una Svizzera membro passivo dell’UE (Iniziativa Bussola)» (1. aprile 2026)</p>
<p>L'elenco delle iniziative popolari in sospeso è disponibile all'indirizzo www.bk.admin.ch/ &gt; Diritti politici &gt; Iniziative popolari &gt; Iniziative popolari pendenti</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-24693" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2025/01/Senza-nome-2.jpg" alt="" width="216" height="220" /></p>
<h5>Segnalazioni</h5>
<p>Comunicare alla propria rappresentanza svizzera il/i proprio/i indirizzo/i e-mail e numero/i di cellulare e/o eventuali modifiche e registrarsi allo sportello online (link sulla homepage del DFAE <a href="http://www.eda.admin.ch">www.eda.admin.ch</a> o tramite <a href="http://www.swissabroad.ch">www.swissabroad.ch</a>) per selezionare la «Schweizer Revue» e di altre pubblicazioni. In caso di problemi di registrazione, si prega di contattare la propria rappresentanza.</p>
<p>È possibile leggere e/o stampare il numero attuale della «Schweizer Revue» e i numeri dal 2006 in poi in qualsiasi momento tramite il sito www.revue.ch. La «Schweizer Revue» (o la «Gazzetta Svizzera» in Italia) viene inviata gratuitamente in formato elettronico (via e-mail e tramite app per iOS e Android) o in edizione cartacea a tutti i cittadini svizzeri all'estero registrati presso un'ambasciata o un consolato generale.</p>
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		<title>Le guardie svizzere, una comunità di svizzeri all’estero secolare in Vaticano</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/le-guardie-svizzere-una-comunita-di-svizzeri-allestero-secolare-in-vaticano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 15:25:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Novembre 2024]]></category>
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	<p>Sapevate che il Papa è stato protetto per oltre 500 anni da giovani cittadini svizzeri? Dei 160 svizzeri all'estero che vivono in Vaticano, quasi tutti hanno un legame con la Guardia Svizzera.</p>
<p>A testa alta, vestite con sontuose uniformi blu, rosse e gialle – i colori di Casa Medici – le giovani Guardie stanno per diverse ore al giorno davanti alla Domus Sanctæ Marthæ (residenza di Santa Marta) per proteggere il capo supremo della Chiesa cattolica romana. La popolazione totale del Vaticano è di quasi 800 persone, 135 delle quali sono membri della Guardia Svizzera. Ma perché la Santa Sede è sorvegliata da cittadini svizzeri? E quali sono le peculiarità della comunità di svizzeri all'estero che compongono la Guardia?</p>
<p><strong>Il contesto storico</strong></p>
<p>La Guardia Svizzera fu fondata nel XVI secolo, quando la Svizzera era rinomata in tutta Europa per i suoi valorosi guerrieri. In un'epoca segnata da guerre e disordini in tutto il continente, i mercenari svizzeri erano molto apprezzati e rappresentavano un importante “prodotto da esportazione”. Anche se la Svizzera non aveva ancora un esercito centralizzato, i suoi fanti sapevano come difendere le loro terre dalle bramosie dei signori vicini. Dal XVI al XVIII secolo, la potente famiglia Zurlauben di Zugo, ad esempio, assunse mercenari svizzeri per gli eserciti stranieri.</p>
<p>Nel 1505, anche Papa Giulio II volle assumere mercenari svizzeri per la sua protezione. In occasione di una riunione dei deputati della Confederazione Elvetica, incaricò un contingente di soldati svizzeri di proteggere il Vaticano. Il 22 gennaio 1506, le prime 150 guardie svizzere si insediarono a Roma, dove ricevettero la benedizione del Papa. Questo fu il giorno di fondazione della Guardia Svizzera Pontificia, che da allora custodisce il corpo e il palazzo del Santo Padre.</p>
<p>La Pontificia Cohors Helvetica è l'unica truppa di servizio straniera sopravvissuta fino ad oggi. La sua gloria arrivò il 6 maggio 1527, quando Roma fu attaccata e saccheggiata da 24’000 soldati tedeschi, spagnoli e italiani. Le Guardie svizzere si opposero agli assalitori e permisero a Papa Clemente VII di fuggire. Dei 189 uomini della Guardia, solo 42 sopravvissero. Quel giorno, la Guardia Svizzera salvò la vita del pontefice. Ancora oggi, le nuove reclute prestano giuramento il 6 maggio, giorno in cui si commemora il sacco di Roma.</p>
<p><strong>I compiti attuali della Guardia pontificia</strong></p>
<p>Il ruolo della Guardia non è cambiato molto nel corso degli anni. Oggi deve essere vigile nel proteggere il Papa da nuovi pericoli, come gli attacchi terroristici. Quando la Sede Apostolica è vacante, la Guardia Svizzera è anche responsabile della protezione del Collegio Cardinalizio. Inoltre, custodisce gli ingressi ufficiali della Città del Vaticano e fornisce servizi di ordine e onore.</p>
<p>Nell’ambito di questi ultimi, la Guardia si tiene a disposizione in occasione delle visite ufficiali di capi di Stato.</p>
<p>Uno dei motivi per cui il Papa è rimasto legato alla Guardia Svizzera nel corso dei secoli, e nonostante le difficoltà diplomatiche nelle relazioni bilaterali tra la Svizzera e la Santa Sede, sono i suoi valori: rispetto, disciplina, professionalità e qualità sono le caratteristiche della Guardia Svizzera. La Guardia Svizzera è addestrata in Svizzera e in Vaticano, e la sua formazione comprende un addestramento regolare al tiro, agli sport di combattimento e al maneggio della lancia.</p>
<p><strong>Una comunità di Svizzeri all’estero particolare</strong></p>
<p>Non tutti possono diventare Guardia Svizzera. Per essere idonei, bisogna essere cattolici praticanti, cittadini svizzeri, maschi, celibi, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, alti almeno 174 centimetri, in buona salute, in possesso di un CFC o di una maturità, aver completato la scuola reclute, avere una patente di guida di categoria B ed essere disposti ad arruolarsi per 26 mesi. Le Guardie Svizzere formano quindi la comunità di svizzeri all'estero più omogenea al mondo. Non bisogna però dimenticare che, oltre alle 135 Guardie, in Vaticano vivono altri 25 cittadini svizzeri. La maggior parte di loro sono parenti delle Guardie svizzere. Alcuni appartengono al clero. Un'altra particolarità di questa comunità di cittadini svizzeri è che tutti coloro che lavorano in Vaticano o per il Vaticano ottengono la cittadinanza vaticana per la durata del loro impiego. Ciò significa che le guardie svizzere possono ottenere la cittadinanza del Paese ospitante molto rapidamente, ma solo per un periodo limitato. Anche la forma dello Stato Vaticano è unica: è l'unica monarchia assoluta elettiva. La Santa Sede ha lo statuto di osservatore presso le Nazioni Unite. Intrattiene relazioni diplomatiche con oltre 180 Paesi, di cui più di 90 sono rappresentati in Vaticano. Con oltre 1,3 miliardi di fedeli e una vasta rete internazionale, la Santa Sede ha un peso politico. Un peso che è inversamente proporzionale alle dimensioni del suo territorio, si potrebbe dire.</p>
<p><strong>La Guardia pontificia, simbolo della Svizzera in Vaticano</strong></p>
<p>Nonostante questa importanza politica e l'esistenza della Guardia Svizzera, il governo svizzero ha aspettato fino al 2021 per aprire un'ambasciata presso la Santa Sede a Roma. Al contrario, la Santa Sede è rappresentata da un nunzio (“ambasciatore papale”) a Berna dal 1920. Le complicate relazioni bilaterali, dovute in particolare alle tensioni politiche interne tra protestanti e cattolici, hanno fatto sì che molta acqua passasse sotto i ponti prima che la Svizzera potesse rappresentare i propri interessi in loco. La nuova Ambasciata svizzera presso la Santa Sede è stata inaugurata a Roma nel 2023 dal Consigliere federale Ignazio Cassis e dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano.</p>
<p>Fino agli anni '90, le relazioni bilaterali erano coperte esclusivamente dalla Nunziatura di Berna. Nel 1991, il Consiglio federale ha nominato un ambasciatore in missione speciale e, dal 2004, un ambasciatore plenipotenziario, che risiedeva in un altro Paese (recentemente in Slovenia) e trattava con la Santa Sede in regime di “co-accreditamento”. Con l'apertura di un'ambasciata presso la Santa Sede a Roma, la Svizzera ha aperto un nuovo capitolo nelle sue relazioni bilaterali. Ciò si riflette nell'intensità delle visite ufficiali. Il Presidente della Confederazione partecipa regolarmente alla cerimonia di giuramento delle Guardie Svizzere il 6 maggio in Vaticano. Questa visita è anche l'occasione per colloqui ufficiali al più alto livello. Diversi papi hanno visitato la Svizzera in passato: Giovanni Paolo II, ad esempio, ha fatto tre visite nel nostro Paese. Papa Francesco è venuto a Ginevra nel 2018. Ha visitato il Consiglio mondiale delle Chiese e ha colto l'occasione per incontrare i membri del Consiglio federale.</p>
<p>Da oltre 500 anni, la Guardia Svizzera è un pilastro delle nostre relazioni bilaterali. Ancora oggi, le Guardie svizzere aprono le porte del Vaticano alla Svizzera e contribuiscono a consolidare i legami tra i due Stati. (DFAE)</p>
<p>www.schweizergarde.ch</p>
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	<p>Il Consigliere federale Ignazio Cassis all'inaugurazione dell'Ambasciata di Svizzera presso la Santa Sede nel 2023. A sinistra, il cardinale Pietro Parolin e al centro l'allora ambasciatore svizzero presso la Santa Sede, Denis Knobel. Foto Keystone</p>
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	<p>Un ufficiale della Guardia Svizzera in un'incisione di Francisco Villamena (1613): a grandi linee, la Guardia Svizzera non è cambiata molto. Foto Keystone</p>
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	<p>Le uniformi delle Guardie Svizzere sono caratterizzate da colori sontuosi. Si ispirano all'abbigliamento rinascimentale, in particolare agli affreschi del pittore Raffaello. Foto Keystone</p>
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		<title>La nascita della rete consolare svizzera</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/la-nascita-della-rete-consolare-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 15:14:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/10/Bordeaux-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24465"  class="panel-layout" ><div id="pg-24465-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24465-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24465-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Una donna svizzera perde i documenti d'identità a Cuba? Contattare il consolato. Una coppia svizzera dà alla luce un bambino in Australia e un cittadino svizzero ha bisogno di aiuto in Kenya? Possono rivolgersi alla rappresentanza svizzera in loco. Tutti possono contare su una rete che ha una lunga storia: il primo consolato svizzero è stato aperto a Bordeaux nel 1789.</p>
<p>Oggi le rappresentanze svizzere sono presenti in tutto il mondo. In quasi tutti i Paesi, una rappresentanza funge da primo punto di contatto per gli svizzeri all'estero che devono risolvere una questione o un problema. Non è sempre stato così: la rete è stata costruita gradualmente negli ultimi due secoli, con l'apertura del primo consolato a Bordeaux nel 1798.</p>
<p>Prima di quell'anno, diversi cantoni avevano già rappresentanti diplomatici o consolari nei Paesi alleati. Tuttavia, non esisteva ancora un'ambasciata federale, perché fino all'invasione della Svizzera da parte delle truppe francesi di Napoleone, la Confederazione non era altro che un vago insieme di territori legati da pochi interessi comuni.</p>
<p>Alla fine del XVIII secolo, gli ideali della Rivoluzione francese fermentavano in tutta Europa. Questi nuovi valori di libertà, fraternità e uguaglianza circolavano anche in Svizzera, alimentando manifestazioni e crescenti disordini a partire dagli anni 1790. Sulla scia delle campagne napoleoniche, le truppe francesi occuparono l'ex Confederazione nel marzo 1798 e, il 12 aprile, istituirono la Repubblica elvetica centralizzata.</p>
<p>Una volta stabilizzata la situazione politica, la Repubblica Elvetica si pose delle priorità importanti in termini di politica nazionale e internazionale. In un mondo di legami economici sempre più stretti e numerosi, anche con i territori d'oltremare, la difesa degli interessi svizzeri all'estero diventava sempre più importante. Il 25 agosto 1798, l'ex ministro degli Affari esteri della Repubblica Elvetica nominò Marc-Antoine Pellis primo console svizzero a Bordeaux. Nacque così il primo consolato svizzero, il primo polo della rete consolare del nostro Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi era Marc-Antoine Pellis, il primo console svizzero?</strong></p>
<p>Marc-Antoine Pellis (1753-1809), originario del Canton Vaud, si fece un nome come senatore e politico elvetico. In un periodo in cui le idee della Rivoluzione francese stavano prendendo piede in Europa, il giovane Pellis tornò in Svizzera dopo diversi viaggi in Europa. Nel Pays de Vaud, allora ancora soggetto a Berna, partecipò a manifestazioni a favore della Rivoluzione e contro la dominazione bernese. Il fallimento dei “banchetti” nel giugno 1791, seguito dall'arresto degli organizzatori e dall'occupazione militare della regione, costrinse Pellis a fuggire. Nel 1793, Marc-Antoine Pellis si stabilì come mercante sulle rive della Garonna nella città francese di Bordeaux. Nel 1798 fu nominato console dal governo della Repubblica Elvetica, fondata sul modello francese. Tre anni dopo, nel 1801, rinunciò all'incarico e tornò in Svizzera, dove divenne membro del Consiglio legislativo e del Senato elvetico e, negli anni successivi, si impegnò nella politica elvetica e vodese.</p>
<p><strong>Per l’economia e la comunità</strong></p>
<p>Dopo Bordeaux, furono aperti altri consolati a Marsiglia, Genova, Nantes e Trieste. La scelta di queste grandi città portuali come sede dei primi consolati svizzeri non fu casuale: furono fondati principalmente per motivi economici. In un'epoca in cui navi, ferrovie e telegrafi non avevano ancora rivoluzionato lo scambio internazionale di merci, le relazioni economiche dirette a livello locale erano particolarmente importanti. Queste città portuali erano centri del commercio internazionale, alla fine delle grandi rotte che collegavano l'Europa all'America e alle colonie europee in Africa e in Asia.</p>
<p>Sebbene la difesa degli interessi economici fosse la ragione principale per la creazione dei primi consolati, non era l'unica: anche la concentrazione delle comunità svizzere in queste città portuali incoraggiò la creazione di rappresentanze federali. Gli uomini d'affari e i commercianti svizzeri vi si erano stabiliti e queste città erano spesso il punto d'incontro per tutti coloro che desideravano emigrare attraverso l'Atlantico. A partire dalla metà del XVI secolo, la Svizzera fu un Paese di emigranti: la pressione demografica, la povertà e la sottoccupazione spinsero gli svizzeri – soprattutto i giovani – a lasciare la loro patria. Oltre ai mercanti, anche mercenari, precettori, artigiani, ricercatori e accademici si stabilirono prima in diverse città europee e poi, a partire dal XIX secolo, oltreoceano. Per rispondere alle loro esigenze, nel 1819 fu fondato il primo consolato svizzero all'estero, nella città costiera brasiliana di Rio de Janeiro. Pochi anni dopo, nel 1822, fu aperto un consolato a New York.</p>
<p>I consoli incaricati di questo mandato onorario erano principalmente cittadini svizzeri già stabiliti in queste città. I loro compiti non erano definiti con precisione e dovevano informarsi sui loro obblighi tramite corrispondenza o colloqui personali. Ad esempio, erano responsabili del rilascio dei passaporti, di informare il governo sul comportamento dei cittadini svizzeri e di garantire il rispetto degli accordi conclusi tra i due Stati. Nel 1799, Vincent Perdonnet, console svizzero a Marsiglia, scrisse a Louis François Bégoz, ministro degli Esteri della Repubblica Elvetica, di «<em>tendere una mano fraterna a coloro che sono stati precipitati nella sventura per disgrazia o per ingiustizia, e di proteggere gli altri dagli effetti malefici e odiosi dell'odio e dell'impostura</em>».</p>
<p><strong>Al servizio della “Quinta Svizzera” da oltre 225 anni </strong></p>
<p>Dagli anni pionieristici in cui Marc-Antoine Pellis fu nominato console a Bordeaux, la rete consolare svizzera si è notevolmente evoluta. La sua costante espansione è andata di pari passo con una divisione sempre più precisa e regolamentata dei compiti diplomatici, consolari ed economici. Ancora oggi, questa rete continua a svilupparsi per adattarsi alle nuove esigenze dei tempi. Ma la missione principale dei consolati rimane la stessa: fungere da primo punto di contatto per i cittadini svizzeri in tutto il mondo.</p>
<p><em>Luca Panarese, EDA</em></p>
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	<p>La città portuale francese di Bordeaux, con il suo accesso indiretto all'Atlantico, era un importante crocevia per il commercio internazionale e l'emigrazione europea verso destinazioni oltreoceano. Dipinto di Pierre Lacour, 1806. Foto Alamy.</p>
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	<p>Marc-Antoine Pellis, originario di Romainmôtier e nominato console nel 1798, fu il primo a ricoprire tale carica. Fonte: Laboratorio di digitalizzazione della Città di Losanna, Margot Roth.</p>
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	<p>Urs Badertscher, l'ultimo Console generale svizzero a Bordeaux (2005-2008), tiene un discorso in occasione della chiusura del Consolato, Cours Xavier Arnozan. Foto Jean-Michel Begey.</p>
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</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/la-nascita-della-rete-consolare-svizzera/">La nascita della rete consolare svizzera</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>E-government: contatti digitali agevolati con l’amministrazione</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/e-government-contatti-digitali-agevolati-con-lamministrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 16:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Giugno 2024]]></category>
		<category><![CDATA[ADS]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione svizzera]]></category>
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		<category><![CDATA[trasformazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/05/Laptop-Girl-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le amministrazioni svizzere offrono sempre più servizi digitali. Ciò va a vantaggio della popolazione svizzera e in particolare degli svizzeri all'estero. Dal 2024, la Confederazione, i Cantoni, le città e i Comuni hanno una strategia comune, “Amministrazione digitale svizzera 2024-2027”, in cui definiscono la strada da seguire per la trasformazione digitale delle amministrazioni pubbliche in</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/e-government-contatti-digitali-agevolati-con-lamministrazione/">E-government: contatti digitali agevolati con l’amministrazione</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/05/Laptop-Girl-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-24030"  class="panel-layout" ><div id="pg-24030-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-24030-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-24030-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>Le amministrazioni svizzere offrono sempre più servizi digitali. Ciò va a vantaggio della popolazione svizzera e in particolare degli svizzeri all'estero. Dal 2024, la Confederazione, i Cantoni, le città e i Comuni hanno una strategia comune, “Amministrazione digitale svizzera 2024-2027”, in cui definiscono la strada da seguire per la trasformazione digitale delle amministrazioni pubbliche in un contesto federale.</p>
<p>Peppino Giarritta, rappresentante della Confederazione e dei Cantoni presso l'Amministrazione Digitale Svizzera (ADS), illustra i progressi che gli utenti possono aspettarsi.</p>
<p><strong>La strategia prevede che le amministrazioni pubbliche forniscano servizi amministrativi completamente digitali come parte di un sistema globale in rete. Tutti gli utenti dovrebbero poter beneficiare di un'interazione digitale efficiente, trasparente e sicura con la pubblica amministrazione. Qual è la sua visione?</strong></p>
<p>«La mia visione è che la popolazione possa beneficiare di servizi completamente digitali. Ciò significa che gli utenti dei servizi amministrativi non dovranno più preoccuparsi del livello di governo con cui hanno a che fare: Confederazione, Cantone o Comune. I servizi amministrativi vengono adattati alla loro situazione di vita e alle loro esigenze. In questo modo, l'amministrazione semplifica le cose. È accessibile ovunque e i suoi servizi sono facili da trovare. Gli utenti non devono preoccuparsi di chi è responsabile di cosa. Allo stesso tempo, la trasparenza è essenziale: dobbiamo sapere chi fa cosa e a che punto è il processo. Questo favorisce la fiducia».</p>
<blockquote>
<p>La mia visione è che la popolazione possa beneficiare di servizi completamente digitali. Peppino Giarritta</p>
</blockquote>
<p><strong>L'ADS è stata creata per rafforzare la collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Quali progressi ha compiuto nei suoi primi due anni di vita?</strong></p>
<p>«Dall'11 gennaio 2024 è disponibile il primo servizio nato da un progetto ADS: il servizio di autenticazione AGOV per le autorità svizzere. Il servizio è stato sperimentato dai Cantoni di Zurigo e Appenzello Esterno e sarà presto offerto anche ad altri Cantoni. AGOV è un servizio di autenticazione unico per tutta la Svizzera, che consente di accedere a una serie di servizi amministrativi. Il suo obiettivo è semplificare la vita degli utenti.</p>
<p>L'ADS ha ricevuto un’ulteriore fonte di finanziamento per l’ampliamento di ulteriori servizi statali e dei servizi di base: la Confederazione e i Cantoni si sono accordati per promuovere insieme le infrastrutture digitali e i servizi di base urgentemente necessari per gli anni dal 2024 al 2027. Un progetto chiave nell'agenda dell'ADS è, ad esempio, l'e-ID di Stato e lo sviluppo dell'infrastruttura fiduciaria che richiede. Un altro progetto mira a rendere possibile il voto elettronico: nel 2023 è stata ripresa con successo la fase di sperimentazione in diversi Cantoni.</p>
<p>Uno sviluppo particolare che vorrei sottolineare è la Strategia per l'Amministrazione Digitale Svizzera 2024-2027, elaborata e adottata alla fine del 2024 dal Consiglio federale, dai Cantoni, dall'Associazione dei Comuni svizzeri e dall'Associazione delle Città svizzere. Entrata in vigore il 1° gennaio 2024, la strategia funge da bussola per le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli, consentendo loro di portare avanti lo sviluppo dell'amministrazione digitale in modo coordinato e mirato».</p>
<p><strong>Quali sono i progressi da compiere nei prossimi quattro anni nei servizi amministrativi digitali in Svizzera?</strong></p>
<p>«È prevista l'introduzione dell'e-ID. Successivamente, i portali delle autorità devono diventare interoperabili. Ciò significa che saranno interconnessi e facilmente accessibili. In futuro, l'identità elettronica garantirà un accesso sicuro. Gli utenti dovranno inoltre essere in grado di trovare più facilmente i servizi online di cui hanno bisogno, senza dover effettuare lunghe ricerche. Parallelamente, stiamo svolgendo un lavoro fondamentale nella gestione dei dati, per garantire che vengano utilizzati in modo sicuro e che creino valore aggiunto a tutti i livelli di governo. La cultura dei dipartimenti governativi deve cambiare e cambierà, per creare una rete accessibile, vicina alle persone e incentrata sulle esigenze degli utenti».</p>
<p><strong>Quali condizioni devono essere soddisfatte per facilitare il contatto con le autorità da parte dei cittadini svizzeri all'estero?</strong></p>
<p>«In generale, va notato che quando lo scambio di dati e la collaborazione federale funzionano bene in Svizzera, anche i nostri cittadini all'estero ne beneficiano. Questo scambio e questa collaborazione sono presupposti importanti per servizi amministrativi completamente digitali. Abbiamo bisogno di interfacce con i servizi consolari, in modo che anche in questo caso si possano sviluppare servizi online. Residenti - consolato - comune: questi processi possono essere semplificati in questo modo; le questioni amministrative dovrebbero poter essere risolte facilmente online, anche all'estero».</p>
</div>
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	<p>Quando lo scambio di dati funziona bene, anche gli svizzeri all'estero ne beneficiano. Immagine ADS</p>
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	<p>Il programma ADS mira ad accelerare l'introduzione di infrastrutture e servizi di base urgentemente necessari e a promuovere lo sviluppo sostanziale dell'amministrazione digitale in Svizzera. Immagine ADS</p>
</div>
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	<p>Peppino Giarritta è il rappresentante federale e cantonale dell'Amministrazione digitale svizzera (ADS). Con un dottorato in fisica e una laurea in ingegneria aziendale, coordina la trasformazione digitale tra i vari livelli federali. L'organizzazione ADS esiste dal 2022. Il suo obiettivo è garantire l'indirizzo strategico e il coordinamento delle attività di digitalizzazione svolte dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni.</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>I cambiamenti dell’AVS e le conseguenze per gli Svizzeri all’estero</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/i-cambiamenti-dellavs-e-le-conseguenze-per-gli-svizzeri-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 18:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Maggio 2024]]></category>
		<category><![CDATA[AVS]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini svizzeri]]></category>
		<category><![CDATA[età pensionabile]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità pensionistica]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/happy_couple_on_beach-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />A partire dal 1° gennaio 2024, le pensioni saranno soggette a nuove disposizioni che sollevano questioni importanti, anche per i cittadini svizzeri residenti all'estero. In questo articolo diamo uno sguardo a questi cambiamenti e sottolineiamo l'impatto che potrebbero avere sui vostri piani pensionistici. Il 25 settembre 2022 il popolo svizzero ha approvato la riforma AVS</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/i-cambiamenti-dellavs-e-le-conseguenze-per-gli-svizzeri-allestero/">I cambiamenti dell’AVS e le conseguenze per gli Svizzeri all’estero</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/04/happy_couple_on_beach-1-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23923"  class="panel-layout" ><div id="pg-23923-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23923-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23923-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>A partire dal 1° gennaio 2024, le pensioni saranno soggette a nuove disposizioni che sollevano questioni importanti, anche per i cittadini svizzeri residenti all'estero. In questo articolo diamo uno sguardo a questi cambiamenti e sottolineiamo l'impatto che potrebbero avere sui vostri piani pensionistici.</p>
<p>Il 25 settembre 2022 il popolo svizzero ha approvato la riforma AVS 21, che mira a stabilizzare l'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti. Gli obiettivi di questa riforma sono garantire e preservare il livello delle rendite AVS, assicurare l'equilibrio finanziario dell'AVS nei prossimi dieci anni e tenere conto della necessità di flessibilità.</p>
<p><strong>1<sup>o</sup> cambiamento: armonizzazione dell’età di riferimento</strong></p>
<p>Non si parla più di età di pensionamento, ma di età di riferimento. L'età di riferimento è stata portata a 65 anni anche per le donne. Tuttavia, questo aumento non sarà repentino, ma avverrà gradualmente, a partire dal 2025.</p>
<p><strong>Fase di transizione per l’età di riferimento delle donne</strong></p>
<table style="height: 388px;" width="801">
<tbody>
<tr>
<td width="123">Anno</td>
<td width="378">Età di riferimento delle donne</td>
<td width="141">Anno di nascita</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">2024</td>
<td width="378">64 anni (nessun innalzamento)</td>
<td width="141">1960</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">2025</td>
<td width="378">64 anni e 3 mesi</td>
<td width="141">1961</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">2026</td>
<td width="378">64 anni e 6 mesi</td>
<td width="141">1962</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">2027</td>
<td width="378">64 anni e 9 mesi</td>
<td width="141">1963</td>
</tr>
<tr>
<td width="123">2029</td>
<td width="378">65 anni</td>
<td width="141">Dal 1964</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>2<sup>o</sup> cambiamento: misure finanziarie compensatorie per le donne della generazione di transizione</strong></p>
<p>Con l'adeguamento dell'età di riferimento, le donne della cosiddetta "generazione di transizione", cioè quelle nate tra il 1961 e il 1969, avranno diritto a una compensazione finanziaria.</p>
<p>Da un lato, in caso di pensionamento anticipato, la rendita di vecchiaia di queste donne sarà ridotta meno di prima. In secondo luogo, le donne della generazione di transizione che vanno in pensione all'età normale ricevono un supplemento di rendita a vita, a seconda del reddito e dell'anno di nascita. Se una donna non ha lacune nei contributi AVS, questo supplemento di pensione ammonta a un minimo di 12,50 franchi e a un massimo di 160 franchi al mese.</p>
<p><strong>3<sup>o</sup> cambiamento: maggiore flessibilità per l’età di pensionamento</strong></p>
<p>Da qualche tempo è possibile anticipare o posticipare le rendite AVS. Finora la rendita di vecchiaia poteva essere percepita uno o due anni prima dell'età normale di pensionamento, oppure posticipata fino a cinque anni dopo. Ma l'anticipo o il posticipo riguardavano necessariamente l'importo totale della rendita. Con la riforma dell'AVS, sarà possibile optare per una riscossione parziale della rendita. Ad esempio, sarà possibile percepire il 20% della rendita all'età di 63 anni e il restante 80% all'età di 65 anni. Lo stesso vale per il differimento della rendita. Questa flessibilità può sembrare buona sulla carta, ma in pratica porterà a una moltitudine di modelli diversi di riscossione della pensione e, di conseguenza, a domande che dovranno essere esaminate da ciascun individuo.</p>
<blockquote>
<p>Il nuovo regime di pensionamento flessibile offre un'ampia gamma di opzioni per la riscossione della pensione, ma queste devono essere attentamente valutate su base individuale prima di prendere qualsiasi decisione.</p>
</blockquote>
<p><strong>Caso particolare dell’AVS facoltativa </strong></p>
<p>Se versate i contributi all’AVS facoltativa, dal 2024 sarete interessati da un cambiamento specifico! Fino ad oggi, chi era iscritto al regime volontario AVS e anticipava la riscossione della rendita di vecchiaia, veniva automaticamente escluso dal regime. D'ora in poi, invece, potranno ricevere la rendita in anticipo e continuare a contribuire fino al raggiungimento dell'età di riferimento. Questi contributi e periodi di contribuzione spesso comportano un aumento della rendita quando questa viene ricalcolata all'età di riferimento.</p>
<p><strong>Il ruolo chiave della CdC</strong></p>
<p>Nel corso degli ultimi dodici mesi, l’Ufficio centrale di compensazione (UCC) ha adattato tutte le sue applicazioni per conformarsi alle nuove disposizioni di legge a partire dal 1° gennaio 2024. Questo vale per le applicazioni centralizzate come lo strumento di calcolo delle pensioni ACOR, i registri e le applicazioni specializzate utilizzate dall UCC. Per potervi offrire sempre la migliore consulenza e assistenza possibile, i nostri consulenti hanno dovuto seguire una formazione intensiva per familiarizzare con le nuove opzioni di flessibilizzazione delle pensioni e di ricalcolo delle pensioni all'età di riferimento.</p>
<blockquote>
<p>Gli assicurati all’AVS facoltativa possono ora continuare a contribuire anche se la loro pensione viene anticipata, il che spesso porta a un aumento della loro rendita.</p>
</blockquote>
<p><strong>Consigli pratici alla vostra attenzione</strong></p>
<p>Se state valutando diverse opzioni (come l'anticipo o il differimento della rendita) ma non sapete quale sarà la vostra pensione rendita, vi consigliamo di richiedere al più presto un calcolo della rendita anticipata sul nostro sito web (gazzetta.link/previsione). Inoltre, le donne nate tra il 1961 e il 1969 possono richiedere senza impegno il calcolo dell'età di riferimento personale, del supplemento di rendita e del tasso di riduzione sul sito dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, alla voce "Calcoli individuali" (gazzetta.link/individuale). Queste nuove regole offrono una maggiore flessibilità nella pianificazione della pensione. Tuttavia, comportano anche delle sfide. Per tutti coloro che sono interessati dai cambiamenti, sono quindi necessarie alcune misure pratiche di preparazione. L’UCC è lieta di aiutarvi!</p>
<p><em>Eva Gori, Comunicazione, UCC</em></p>
<p><strong>Informazioni complementari</strong></p>
<p>Ulteriori informazioni generali sulla stabilizzazione dell'AVS (riforma AVS 21) in tedesco, francese e italiano: gazzetta.link/avs21</p>
<p>Per saperne di più:<br />
Sulla rendita di vecchiaia: <a href="https://gazzetta.link/pensioni">gazzetta.link/pensioni</a><br />
Su ciò che cambia: <a href="https://gazzetta.link/informazioni">gazzetta.link/informazioni</a><br />
Sulle prestazioni AVS: <a href="https://gazzetta.link/prestazioni">gazzetta.link/prestazioni</a><br />
Su una pensione flessibile: <a href="https://gazzetta.link/flessibile">gazzetta.link/flessibile</a><br />
Sul calcolo anticipato della rendita: <a href="https://gazzetta.link/calcolo">gazzetta.link/calcolo</a><br />
Sul nuovo calcolo secondo l’età di riferimento: <a href="https://gazzetta.link/ricalcolo">gazzetta.link/ricalcolo</a><br />
Video sulla stabilizzazione dell’AVS, che spiega le novità in maniera chiara e comprensibile: <a href="https://gazzetta.link/video">gazzetta.link/video</a></p>
</div>
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	<p><strong>I principali cambiamenti dal 1<sup>o </sup>gennaio 2024<br />
</strong>■ Maggiore flessibilità nel percepimento della rendita<br />
■ Incentivi a proseguire un’attività lucrativa dopo i 65 anni<br />
■ Innalzamento dell'età pensionabile (ora chiamata "età di riferimento") a 65 anni per le donne a partire dal 1° gennaio 2025.</p>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come acquisire la nazionalità svizzera dall’estero?</title>
		<link>https://gazzettasvizzera.org/come-acquisire-la-nazionalita-svizzera-dallestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 18:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Da Palazzo Federale]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Marzo 2024]]></category>
		<category><![CDATA[criteri e condizioni]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di naturalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[doppia cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legami con la Svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[legge sulla cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Naturalizzazione svizzera]]></category>
		<category><![CDATA[procedura e costi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://gazzettasvizzera.org/?p=23686</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/02/Pass_vor_Kopf-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In base all'attuale legge sulla cittadinanza svizzera, i cittadini stranieri con stretti legami familiari con la Svizzera possono, a determinate condizioni, presentare la domanda di naturalizzazione alla rappresentanza svizzera all'estero. In alcuni paesi la cittadinanza si acquisisce per nascita nel paese, cioè per diritto di nascita ("ius solis"): ad esempio negli Stati Uniti, in Canada,</p>
<p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-acquisire-la-nazionalita-svizzera-dallestero/">Come acquisire la nazionalità svizzera dall’estero?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="300" src="https://gazzettasvizzera.org/wp-content/uploads/2024/02/Pass_vor_Kopf-300x300.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div id="pl-23686"  class="panel-layout" ><div id="pg-23686-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-23686-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-23686-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<p>In base all'attuale legge sulla cittadinanza svizzera, i cittadini stranieri con stretti legami familiari con la Svizzera possono, a determinate condizioni, presentare la domanda di naturalizzazione alla rappresentanza svizzera all'estero.</p>
<p>In alcuni paesi la cittadinanza si acquisisce per nascita nel paese, cioè per diritto di nascita ("ius solis"): ad esempio negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in alcuni paesi del Sud America. In Svizzera, invece, la cittadinanza si acquisisce per discendenza paterna o materna, cioè per diritto di sangue ("ius sanguinis"), indipendentemente dal luogo di nascita.</p>
<p>La Legge federale sulla cittadinanza svizzera, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, e la relativa ordinanza sono state adattate alle esigenze di una società in continua evoluzione. Per poter presentare una domanda di naturalizzazione dall'estero, i richiedenti devono soddisfare determinate condizioni, tra cui quella di avere stretti legami con la Svizzera. La presentazione della domanda presso una rappresentanza svizzera all'estero è il primo passo della procedura di naturalizzazione. Di seguito sono riportati alcuni esempi di situazioni che potrebbero esservi utili per la vostra domanda.</p>
<p><strong>Ho sposato una svizzera. Quando e a quali condizioni posso ottenere la nazionalità svizzera?</strong></p>
<p>A condizione che lei abbia vissuto per sei anni in una relazione coniugale stabile con il suo coniuge svizzero e che abbia legami stretti con la Svizzera, può presentare alla sua rappresentanza svizzera una domanda di naturalizzazione ai sensi dell'articolo 21 paragrafo 2 della Legge sulla cittadinanza svizzera. Il suo coniuge svizzero deve avere la cittadinanza svizzera al momento del matrimonio o averla acquisita successivamente attraverso una reintegrazione o una naturalizzazione agevolata basata sulla parentela di un padre o di una madre svizzeri.</p>
<p>Se il matrimonio ha avuto luogo prima del 1° luglio 2022, la durata dell'eventuale precedente unione registrata può essere inclusa nella durata del matrimonio. Se il matrimonio è avvenuto dopo il 1° luglio 2022, la durata della precedente unione registrata non può essere considerata come durata del matrimonio (a meno che l'unione registrata non sia stata convertita in matrimonio).</p>
<p><strong>Mio padre svizzero non ha mai sposato mia madre. Mi ha riconosciuto alla mia nascita nel 2005. Ho per questo acquisito la nazionalità svizzera?</strong></p>
<p>I bambini nati da padre svizzero fino al 31 dicembre 2005 e i cui genitori non erano sposati non acquisivano la cittadinanza svizzera, anche se il padre svizzero li aveva riconosciuti.</p>
<p>Se suo padre aveva già la cittadinanza svizzera quando lei è nato e l’ha riconosciuta prima della maggiore età, può chiedere la naturalizzazione ai sensi dell'articolo 51 paragrafo 2 della Legge sulla cittadinanza svizzera (a condizione che abbia legami stretti con la Svizzera).</p>
<p><strong>Mia madre ha perso la cittadinanza svizzera quando ha sposato mio padre, che è cittadino straniero. Posso comunque acquisire la cittadinanza svizzera?</strong></p>
<p>Se ha legami stretti con la Svizzera, può richiedere la naturalizzazione ai sensi dell'articolo 51, paragrafo 1, della Legge sulla cittadinanza svizzera.</p>
<p><strong>Mia moglie ha appena dato alla luce nostro figlio. Questo bambino può perdere la cittadinanza svizzera?</strong></p>
<p>Se non comunicate la nascita di vostro figlio alla vostra rappresentanza svizzera, il bambino perderà la cittadinanza svizzera con una petizione al compimento del suo venticinquesimo anno di età. È quindi consigliabile registrare la nascita del bambino il prima possibile, presentando il certificato di nascita originale. Una volta che la nascita del bambino è stata iscritta nel registro dello stato civile svizzero, è possibile richiedere un passaporto svizzero.</p>
<p><strong>Ho perso la cittadinanza svizzera. Posso fare domanda di reintegrazione?</strong></p>
<p>Chi ha perso la cittadinanza svizzera può chiederne il ripristino entro dieci anni dalla perdita. La domanda presuppone uno stretto legame con la Svizzera e che siano soddisfatte anche le altre condizioni. Una volta trascorso questo periodo, la persona deve aver risieduto in Svizzera per tre anni per poter richiedere di essere reintegrata.</p>
<p><strong>Cosa significa il criterio dei legami stretti con la Svizzera? </strong></p>
<p>Intrattenere legami stretti con la Svizzera comporta che:</p>
<ul>
<li>nei sei anni precedenti la presentazione della domanda, avete soggiornato in Svizzera in almeno tre occasioni per almeno cinque giorni consecutivi;</li>
<li>potete comunicare quotidianamente e oralmente in una delle lingue nazionali svizzere;</li>
<li>possedete conoscenze di base della Svizzera (geografia, storia, politica, società);</li>
<li>intrattenete dei legami con gli Svizzeri;</li>
<li>potete indicare dei referenti che vivono in Svizzera e che possono confermare i vostri soggiorni e i vostri contatti.</li>
</ul>
<p><strong>Quali sono gli altri criteri e quali condizioni devo adempiere?</strong></p>
<p>Non deve violare la sicurezza e l'ordine pubblico o minacciare la sicurezza interna ed esterna della Svizzera. Deve rispettare i valori della Costituzione federale, partecipare alla vita economica o seguire una formazione e incoraggiare e sostenere l'integrazione dei suoi familiari.</p>
<p><strong>Posso conservare la mia nazionalità d’origine se acquisisco la nazionalità svizzera? </strong></p>
<p>La Svizzera accetta più cittadinanze. Tuttavia, è possibile che l'acquisizione della cittadinanza svizzera comporti la perdita della cittadinanza originaria se la legislazione del suo paese prevede, ad esempio, la perdita automatica del diritto di cittadinanza in caso di acquisizione volontaria della cittadinanza di un altro Stato. Le autorità del paese d'origine le forniranno le informazioni pertinenti in merito.</p>
<p><strong>Quanto costa una domanda di naturalizzazione e di reintegrazione? </strong></p>
<p>Per coprire le spese di trattamento della domanda, la rappresentanza svizzera richiede un anticipo. Questo anticipo copre i costi della Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) e delle autorità cantonali (600 franchi per adulto e 350 franchi per figlio minorenne non incluso nella domanda di uno dei genitori), nonché i costi della rappresentanza per i servizi forniti, ad esempio consulenza, esame del fascicolo, colloquio, elaborazione degli atti di stato civile, chiarimenti e ricerche (75 franchi per mezz'ora). Oltre a questo anticipo, possono esserci costi aggiuntivi per l'esame degli atti di stato civile da parte di terzi o di alcune autorità svizzere di stato civile. Tali spese non sono rimborsabili in caso di decisione negativa della SEM o di ritiro della domanda durante la procedura. Non è possibile effettuare pagamenti rateali.</p>
<p><strong>Dove posso ottenere le informazioni e la documentazione necessarie per inoltrare una domanda di naturalizzazione? </strong></p>
<p>Troverà informazioni utili sulle condizioni, la procedura e i documenti da presentare sul sito web della rappresentanza svizzera, alla voce "Servizi" e poi "Nazionalità".</p>
<p>Su richiesta, la rappresentanza svizzera le invierà la documentazione necessaria per la richiesta di naturalizzazione, in modo che possa preparare la sua domanda. Una volta ricevuta la domanda, la rappresentanza fisserà un appuntamento con il richiedente per un colloquio personale, che di norma si terrà in una lingua nazionale.</p>
<p><strong>Qual è la durata della procedura? </strong></p>
<p>Di norma, la rappresentanza svizzera presenta alla SEM il rapporto d'indagine entro dodici mesi dal ricevimento del fascicolo completo.</p>
<p>La SEM decide in merito a una domanda di naturalizzazione agevolata o di reintegrazione, di norma, entro dodici mesi dal ricevimento del fascicolo di domanda corredato dal rapporto d'indagine della rappresentanza svizzera competente.</p>
<p>Qualsiasi cambiamento di indirizzo o di stato civile (matrimonio, separazione, divorzio, nascita, morte, adozione, ecc.) durante questo periodo deve essere comunicato alla rappresentanza svizzera competente.</p>
<p>DFAE, Direzione Consolare</p>
<p><strong> </strong></p>
</div>
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		><h3 class="widget-title">Troverete qui altre informazioni utili</h3>
<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p>Come diventare svizzeri (SEM): <a href="https://gazzetta.link/nazionalita">gazzetta.link/nazionalita</a></p>
<p>FAQ - Cittadinanza svizzera (SEM): <a href="https://gazzetta.link/faq">gazzetta.link/faq</a></p>
<p>Legge sulla cittadinanza svizzera: <a href="https://gazzetta.link/en141">gazzetta.link/en141</a></p>
<p>Ordinanza sulla cittadinanza svizzera: <a href="https://gazzetta.link/ocit">gazzetta.link/ocit</a></p>
<p>Avete domande? Visitate il sito web della vostra rappresentanza e contattatela per maggiori informazioni: <a href="https://gazzetta.link/rappresentanze">gazzetta.link/rappresentanze</a></p>
</div>
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	<p>Il passaporto svizzero è molto più di un pezzo di carta, anche per la maggior parte degli svizzeri che vivono all'estero: incarna un'identità e un legame con la Svizzera. Foto Keystone</p>
<p><em> </em></p>
</div>
</div></div><div id="panel-23686-0-1-2" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child" data-index="4" ><div
			
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	<h4>"Tre quarti degli svizzeri all'estero possiedono una o più nazionalità".</h4>
<p><em> </em></p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://gazzettasvizzera.org/come-acquisire-la-nazionalita-svizzera-dallestero/">Come acquisire la nazionalità svizzera dall’estero?</a> proviene da <a href="https://gazzettasvizzera.org">Gazzettasvizzera.org</a>.</p>
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