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Una nuova caserma per la Guardia Svizzera Pontificia

Cari connazionali in Italia,

Da oltre 500 anni, la Guardia Svizzera Pontificia incarna la lealtà, l’affidabilità e uno stretto legame tra la Svizzera e la Santa Sede. Le guardie svolgono ogni giorno un servizio impegnativo per garantire la protezione del Santo Padre.

Attualmente le guardie vivono in una caserma fatiscente, costruita nel XIX secolo e ampliata all’inizio del XX. Questi edifici non sono più adeguati alle loro esigenze e non rispondono più agli attuali standard abitativi. Uno studio approfondito ha dimostrato che solo una ricostruzione consentirà di risanarli e di ricavare gli spazi supplementari indispensabili.

Dopo anni di intensa pianificazione, il progetto è oggi pronto dal punto di vista architettonico.

Questo progetto è stato condotto da una fondazione svizzera in stretta collaborazione con il Vaticano. Una raccolta fondi attiva ha permesso di raccogliere già oltre 50 milioni di euro, mentre il budget di costruzione è attualmente stimato a circa 75 milioni di euro. Mi rivolgo quindi alla comunità svizzera in Italia affinché dia anch’essa il proprio sostegno.

La Guardia Svizzera merita di essere sostenuta. Essa rappresenta, agli occhi di milioni di pellegrini e visitatori a Roma, i valori di serietà, impegno e neutralità che ci stanno a cuore e che rendono onore al nostro Paese!

Conto su di voi!

Doris Leuthard
Ex Consigliera federale
Presidente del Comitato di patrocinio

Una nuova caserma per la Guardia Svizzera Pontificia

La caserma della Guardia Svizzera Pontificia si trova accanto a Piazza San Pietro, lungo il colonnato del Bernini, proprio accanto agli appartamenti pontifici. Il “quartiere svizzero” ospita le guardie da secoli.

Gli attuali edifici, risalenti al XIX e all’inizio del XX secolo, sono stati ristrutturati solo in modo sporadico. Oggi sono fatiscenti: umidità, mancanza di isolamento e infrastrutture obsolete caratterizzano la vita quotidiana delle guardie. Allo stesso modo, la distribuzione degli spazi non risponde più alle attuali esigenze in materia di privacy, funzionalità e sicurezza della truppa. È quindi indispensabile una ristrutturazione approfondita degli edifici.

Il progetto

Un primo progetto è stato elaborato nel 2019 dallo studio di architettura ticinese Durisch + Nolli di Massagno (TI) in stretta collaborazione con le autorità vaticane. Nel 2023 è stato sottoposto all’esame dell’UNESCO, poiché il Vaticano fa parte del suo patrimonio mondiale, e la reazione dell’UNESCO è stata positiva, è stata perciò avviata una progettazione di dettaglio, che dovrebbe sfociare in un progetto definitivo.

Un progetto dettagliato è stato quindi presentato alle autorità vaticane alla fine del 2025 ed è stato approvato lo scorso gennaio. È stato ora nuovamente trasmesso all’UNESCO per l’approvazione definitiva.

Il progetto mira a creare un ambiente di vita moderno e funzionale per le guardie e le loro famiglie. L'organico della guardia è di 135 uomini, la maggior parte dei quali sono giovani alabardieri (100) affiancati da 26 sottufficiali, un cappellano e 7 ufficiali sotto il comando del colonnello Christoph Graf, originario di Lucerna.

Si prevede di sostituire gli attuali dormitori con camere singole per gli alabardieri e doppie per le reclute. Inoltre, sono previsti monolocali per i sottufficiali e 21 appartamenti per le famiglie. Attualmente la maggior parte delle famiglie, con una ventina di bambini, deve alloggiare in città, a Roma, quindi fuori dalla caserma, il che non è ottimale dal punto di vista dell’impegno della guardia e della coesione della truppa. Con questo progetto, l’intera guardia potrà essere riunita sotto lo stesso tetto.

Ma il progetto non prevede solo appartamenti, si tratta anche di progettare gli spazi amministrativi e le aree comuni dove è bello vivere insieme: una caffetteria, una biblioteca, una palestra, un’aula e persino un carnotzet, chiamato il “ridotto”, dove le guardie amano bere una birra o condividere una fonduta dopo il servizio.

La nuova caserma sarà quindi un luogo di vita condivisa, progettato deliberatamente in modo funzionale e senza lussi inutili.

Il finanziamento

In totale, fino alla fine del 2024 sono stati raccolti 50 milioni di euro, sufficienti a coprire i costi di costruzione previsti nel progetto iniziale del 2019.

Tuttavia, gli sviluppi successivi del progetto nella fase di progettazione dettagliata hanno comportato costi aggiuntivi di circa 10 milioni di euro. Inoltre, l’aumento dei prezzi delle costruzioni verificatosi in Italia a seguito della pandemia di Covid, nonché l’inflazione prevista nei prossimi 5 anni, generano costi aggiuntivi che portano il budget definitivo a 75 milioni di euro.

Al fine di completare il finanziamento del progetto, la Fondazione ha riattivato la sua raccolta fondi in Svizzera ed esteso le sue attività oltre i confini nazionali. L'obiettivo è raggiungere il finanziamento entro la fine del 2026, in modo che i lavori di costruzione possano iniziare nel 2027, anno che segnerà il 500° anniversario del Sacco di Roma, durante il quale 147 guardie svizzere diedero la vita per difendere papa Clemente VII.

Aiutateci!

Ricostruire la caserma della Guardia Svizzera Pontificia in Vaticano è una nobile causa. Sosteniamo i nostri connazionali che, con il loro impegno esemplare, contribuiscono all’immagine di eccellenza del nostro Paese nel mondo. Ne siamo tutti orgogliosi!

Lanciamo quindi un appello ai nostri connazionali in Italia e li invitiamo a sostenerci finanziariamente con le loro donazioni a favore di:
TGE – Fondation pour la Rénovation de la Caserne de la Garde suisse Pontificale au Vatican – Swiss Philantropy Foundation
Fondo Filantropico Italiano ETS
Banca: Intesa Sanpaolo, Filiale 55000, Milano
IBAN IT04 B030 6909 6061 0000 0155 347
Conto: 55000/1000/00155347

Le vostre donazioni saranno destinate ad un aspetto specifico del progetto, ovvero il restauro del Passetto, il cammino di ronda sopraelevato a cui attualmente è addossata la caserma, affinché possiate beneficiare di un'esenzione fiscale.

Se comunicherete alla Fondazione Filantropico il vostro indirizzo completo e il vostro codice fiscale, riceverete l'attestato che vi consentirà di beneficiare della detrazione fiscale.

Il vostro sostegno è prezioso per noi!

Dott. Jean-Pierre Roth
Ex presidente della Banca nazionale svizzera
Presidente del Consiglio di fondazione

Stanza delle guardie.

Prospetto facciata.

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